LOMBARDIA. AMMORTIZZATORI IN DEROGA: INTESA REGIONE-SINDACATO

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1 LOMBARDIA. AMMORTIZZATORI IN DEROGA: INTESA REGIONE-SINDACATO (Ln - Milano, 04 mag) Sull'utilizzo dei fondi per gli ammortizzatori sociali in deroga è stato raggiunto l'accordo operativo tra Regione Lombardia, sindacati e parti sociali, in una riunione al Palazzo della Regione. Lo annunciano il presidente Roberto Formigoni e il vicepresidente Gianni Rossoni, assessore all'istruzione, Formazione e Lavoro. "Manteniamo l'impegno che ci siamo assunti all'inizio della crisi: vogliamo che nessun lavoratore lombardo rimanga solo di fronte alla difficoltà", commenta Formigoni. "Infatti potranno usufruire delle risorse finanziarie tutte le tipologie di lavoratori subordinati, compresi gli apprendisti e i cosiddetti somministrati". L'intesa di oggi dà concreta attuazione agli accordi fra Governo e Regioni del 12 febbraio (che stanziavano 1,5 miliardi per la Lombardia) e a quello sottoscritto fra Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e Regione Lombardia il 16 aprile scorso (che metteva a disposizione una prima tranche di 70 milioni). "L'accordo siglato oggi - continua Formigoni prevede l'integrazione delle politiche passive con le politiche attive per il lavoro: i destinatari degli ammortizzatori in deroga usufruiranno infatti non solo del sostegno al reddito, ma anche di incentivi per partecipare a percorsi di formazione, qualificazione professionale, reinserimento lavorativo. E' importante infatti tener abbinate le due dimensioni, sostegno al reddito e percorso di riqualificazione, per poter disporre degli strumenti necessari quando verrà il momento di rientrare nel mondo del lavoro". "L'accordo - dichiara Rossoni - corona un proficuo lavoro di dialogo e di confronto tra Regione Lombardia e parti sociali e dimostra la responsabilità che tutti gli attori in gioco hanno adoperato in questa fase così delicata. Credo che la condivisione dell'accordo segni anche un riconoscimento importante verso un modello di politica più vicino alla persona, proprio perché coniuga indennizzo al mancato reddito con l'investimento sulle competenze e conoscenze in una logica di reinserimento lavorativo". (Ln) TOSCANA (30/04/09) Oggi firmato l'accordo per gli ammortizzatori sociali in deroga Cassa integrazione, sarà la Regione ad autorizzarla Disponibili altri 50 milioni. Dal 4 maggio si potrà fare domanda di Barbara Cremoncini e Laura Pugliesi Firenze Cassa integrazione straordinaria in deroga, al via dopo i primi 10 milioni, anche la seconda tranche. Si tratta di 50 milioni assegnati dal governo alla Toscana, in attesa che si sblocchi l'intero pacchetto frutto dell'accordo Stato-Regioni, che potranno cominciare ad essere utilizzati a partire dal prossimo 4 maggio. L'accordo fra Regione sindacati e associazioni di categoria è stato firmato oggi dai rappresentanti delle parti sociali e dall'assessore all'istruzione, formazione e lavoro. La principale novità è quella che vede affidata alla Regione le procedure per l'autorizzazione che prima erano di competenza dell'ufficio regionale del lavoro. Da lunedì prossimo quindi, le domande per la richiesta di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria in deroga, a favore di dipendenti di imprese operanti in Toscana, dovranno essere inviate alla Regione Toscana. I tempi per l'istruttoria delle pratiche saranno brevissimi: 7 giorni. E per garantire tanta rapidità la Regione ha già assunto una piccola task force di 4 dipendenti Le risorse assegnate, come ricorda l'assessore all'istruzione, formazione e lavoro, permettono di dare risposta ai lavoratori delle aziende che non possono usufruire degli ammortizzatori sociali, investite da processi straordinari di crisi. L'accordo destina 46 milioni di euro al pagamento dell'integrazione salariale dei lavoratori di imprese che, in base alla normativa ordinaria, non hanno accesso all'integrazione salariale, quelle cioè sotto i 15 dipendenti. Altri 4 milioni di euro saranno

2 destinati invece alle imprese (ad esempio Delphi di Livorno o Pecci di Prato) che hanno esaurito o che non possono più accedere agli ammortizzatori. Confermata anche l'estensione del sostegno a tutti i settori produttivi e l'ampliamento delle tipologie contrattuali che potranno accedere alla Cigs in deroga, quali apprendisti, soci lavoratori delle coop e altri. L'assessore commenta con soddisfazione l'accordo, che consente di dare una risposta in tempi rapidi a un'emergenza che cresce di settimana in settimana. In marzo la cassa integrazione in Toscana complessivamente è cresciuta, rispetto a febbraio, del 14,7% e rispetto al marzo 2008 di oltre il 300%. I 60 milioni (i 10 assegnati in precedenza e gli attuali 50) destinati per ora alla Toscana sono parte di una somma più consistente cui la Toscana,in base all'accordo firmato fra governo e Regioni, contribuisce con 105 milioni di euro e che vedrà, a regime, un cofinanziamento statale di circa 200 milioni di euro. Come ha sottolineato l'assessore regionale queste misure si inseriscono nella cornice di interventi decisa dalla Regione per affrontare la crisi e che hanno una duplice valenza: il sostegno alle imprese e all'innovazione e il varo di interventi di mitigazione degli effetti della crisi sui lavoratori e le famiglie. Questo intervento sulla cassa integrazione in deroga, insieme agli incentivi per i contratti di solidarietà e ai due bonus da 1650 euro ciascuno riguardanti coloro i quali hanno perso il lavoro e quanti, in cassa integrazione o senza lavoro, devono sostenere un mutuo, fanno parte della politica di sostegno ai lavoratori e alle famiglie. Dopo la firma, apposta dall'assessore regionale e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Cia, Cna, Coldiretti, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Confiturismo e Lega Coop, l'accordo è stato commentato positivamente dai rappresentanti delle parti sociali. Hanno preso la parola Franca Cecchini (Cgil), Ciro Recce (Cisl) Paolo Secciali (Cna) e Stefano Pucci (Confcommercio). Le domande, da parte delle aziende interessate, dovranno essere inoltrate alla Regione Toscana Settore Lavoro, via Pico della Mirandola, Firenze, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno. La modulistica sarà disponibile da lunedì 4 maggio 2009 sul sito (sotto la voce Opportunità/CIGS in deroga ) FRIULI VENEZIA GIULIA LAVORO:IL MERCATO DEL LAVORO IN FVG NEL BIENNIO ANTE CRISI Trieste, 30 apr - Nel 2008 l'occupazione ha tenuto in Friuli Venezia Giulia, il trend relativo l'offerta di lavoro è stato positivo e, per quanto riguarda gli occupati, la situazione è praticamente stabile, con 522 mila unità ed un decremento del 0,1per cento (562 unità in meno nel biennio). Lo confermano l'istat e l'agenzia regionale del Lavoro, evidenziando i particolari di un quadro in cui già si delineavano i primi segnali della crisi economica ed occupazionale. Un periodo difficile, che in regione ha avuto il suo picco lo scorso febbraio e che il Governo regionale e l'assessore al Lavoro Alessia Rosolen stanno affrontando con il sostegno alle aziende e l'estensione degli Ammortizzatori sociali a tutte le categorie di lavoratori. Entrando nello specifico, l'offerta di lavoro (e cioè occupati e persone in cerca di occupazione) alla fine dello scorso anno era di 545 mila unità con un aumento di 4 mila unità pari allo 0,7 per cento rispetto al Dato positivo, anche se inferiore a quello registrato a livello nazionale che è di +1,5 e a quello relativo al Nordest, pari all'1,8 per cento. A livello locale, l'offerta di lavoro presentava andamenti diversi: nella provincia di

3 Pordenone si rilevava l'incremento maggiore con un +2,2 per cento, nelle province di Udine e Gorizia l'incremento va dall'1,1 all'1,4 per cento, mentre a Trieste si manifestava un calo di 2 mila unità, con una variazione negativa del 2,2 per cento. Anche gli occupati rimangono nello scorso biennio al livello costante di 522 mila unità, con una perdita del solo 0,1 per cento, ma la tenuta dell'occupazione regionale è da attribuire in prevalenza alla componente femminile, che passa dalle 218 mila del 2007 alle 219 mila del 2008, mentre i maschi perdono lo 0,3 per cento. Un andamento positivo quindi? In parte, dal momento che comunque nel biennio sono aumentate le persone in cerca di occupazione, passate da 18 mila a 23 mila unità, con un incremento del 26,4 per cento, fenomeno che ha i suoi picchi a Udine, (1.500 persone in cerca di lavoro) a Pordenone e a Gorizia, che registrano entrambe 2 mila persone alla ricerca di un'occupazione. In regione è passato dal 67,9 per cento al 68,2 per cento il tasso di attività (l'incidenza della forza lavoro totale nella classe di età considerata) nella fascia d'età che va dai 15 ai 64 anni, mentre resta poco meno che stabile (varia dal 65,5 per cento al 65,3 per cento). Nel 2008 l'unica provincia che ha mantenuto il tasso di occupazione a livello stabile e a livelli superiori a quelli regionali è stata Pordenone, con il 67,1 per cento. Udine ha avuto un minimo incremento di tre decimi di punto, mentre un calo dell'1,2 per cento è stato registrato tanto a Gorizia che a Trieste. Il tasso di disoccupazione è salito dal 3,4 per cento del 2007 a 4,3 per cento del 2008 ed è aumentato il tasso di disoccupazione femminile passando dal 4,8 per cento al 6,4 per cento, mentre quello maschile è andato dal 2,5 per cento al 2,7 per cento. E' da rilevare che il tasso di disoccupazione registrato nel 2008 in regione risulta Superiore a quello dell'area nord-orientale che è del 3,4 per cento, ma rimane inferiore rispetto a quello nazionale, al 6,7 per cento. Sul piano provinciale va sottolineato come il tasso di disoccupazione sia in aumento su tutto il territorio, mantenendo tuttavia un livello inferiore alla media regionale in provincia di Pordenone (3,9 per cento) e di Udine (4,0 per cento), mentre è superiore a Trieste (4,5 per cento) e a Gorizia (5,8 per cento). Infine la situazione degli occupati per settore economico, un andamento che fa percepire le prime avvisaglie di quello che sarebbe poi accaduto nel Se si esamina la distribuzione degli occupati per settore economico, si nota che gli addetti nel biennio sono diminuiti nell'industria di 2 mila unità (-1,1 per cento) mentre sono aumentati di mille unità nei servizi (+0,4 per cento). Rimane stabile lo stock di 38 mila occupati nel comparto edile e anche il settore agricolo resta invariato con 13 mila unità. Nel dettaglio, le donne occupate nell'industria passano da 43 mila a 42 mila unità con una contrazione del 2,1 per cento, compensata dall'aumento del terziario di 2 mila unità (da 170 mila del 2007 alle 172 mila del 2008). La presenza femminile nell'edilizia scende da 4 mila a 3 mila unità ed in agricoltura da 5 mila a 4 mila unità. Per quanto riguarda la distribuzione dell'occupazione maschile, tra 2007 e 2008 si registra una flessione nell'industria dello 0,7 per cento. In tutto sono mille unità in meno e lo stock passa da 135 mila a 134 mila. Si osserva invece un lieve aumento dell'edilizia, settore in cui gli uomini occupati passano da 34mila a 35mila (+2,2 per cento). Nel biennio rimane stabile la quota di 160 mila uomini occupati nel terziario. Se si considerano infine le dinamiche avvenute nell'ultimo biennio in relazione alla professione, il quadro in regione si presenta complessivamente stabile, con una lieve diminuzione dei lavoratori indipendenti, che da 121 mila si attestano a 120 mila (-0,7 per cento), a fronte di un leggero aumento dei lavoratori dipendenti, che da 401 mila salgono a 402 mila (+0,1 per cento). BOLZANO (29/04/2009) Repetto firma a Roma: 7 milioni per ammortizzatori sociali in deroga Economia - Via libera a 7 milioni dallo Stato alla Provincia per gli ammortizzatori sociali in deroga a favore delle piccole imprese finora escluse da questo trattamento: l assessore provinciale al Lavoro Barbara Repetto ha firmato oggi (29 aprile) a Roma, con il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli, la convenzione che concretizza il nuovo stanziamento. Il 20 maggio a Bolzano si discuterà del riparto dei fondi. Lo stanziamento di 7 milioni per la Provincia di Bolzano, che si aggiunge ai 500mila già definiti qualche settimana fa nell'intesa con il Governo, va a beneficio del personale che non ha diritto alla cassa integrazione e alla mobilità perchè al lavoro in aziende con

4 meno di 15 dipendenti. Da Roma l'assessore Repetto spiega che "la cifra complessiva di 7,5 milioni per gli ammortizzatori sociali in deroga è solo un primo riparto dei fondi nazionali, destinato a coprire gli interventi più urgenti fino a giugno. Si farà a quel punto con il Ministero una verifica dello stato di applicazione di questo accordo e dell'eventuale necessità di nuovi interventi finanziari." Soddisfazione viene espressa per l'ottima collaborazione con il Ministero, rappresentato alla firma dal sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli: "Ora sono disponibili in Alto Adige ulteriori risorse per il sostegno al reddito dei lavoratori di imprese che altrimenti non avrebbero avuto alcuna tutela", conferma Barbara Repetto. L'assessore provinciale ha convocato per il 20 maggio la nuova seduta del tavolo di concertazione con le parti sociali "per partire con l'applicazione dell'accordo e la suddivisione degli ammortizzatori sociali in deroga tra i vari settori", spiega Repetto. Con l'inps si sta nel frattempo verificando la procedura per una tempestiva erogazione dei fondi. BOLZANO (27/04/2009) Misure anticrisi: approvati gli interventi sulla formazione professionale Economia - Contributi per progetti formativi di aziende e scuole professionali, indennità di frequenza dei corsi, assistenza tecnica a imprese e lavoratori: sono alcuni degli interventi che la Formazione professionale provinciale offre a lavoratori e aziende altoatesine nel pacchetto anticrisi varato dalla Provincia. Oggi (27 aprile) la Giunta ha approvato la delibera che disciplina le misure, presentata dagli assessori Barbara Repetto e Sabina Kasslatter Mur. "La Formazione professionale provinciale ricopre un fondamentale ruolo nel fronteggiare la crisi attraverso politiche attive del lavoro e si rende promotrice di una serie di misure significative", sottolineano Barbara Repetto e Sabina Kasslatter Mur. La loro delibera autorizza misure significative come i contributi, secondo una procedura semplificata, per progetti formativi presentati dalle aziende per i propri lavoratori (sia in cassa integrazione che gli altri). La percentuale del contributo è determinata dall applicazione della normativa sugli aiuti di stato, dal regime contributivo de minimis e da un massimo stabilito dell'80%. Per tali progetti sarà anche possibile erogare anticipi finanziari fino ad un massimo del 50% dell importo autorizzato previa presentazione di una garanzia fidejussoria. Tra le altre misure figurano contributi per progetti formativi a favore di lavoratori in disagio lavorativo (in mobilitá, disoccupati, ecc.) presentati da enti di formazione, associazioni di categoria e altri. Inoltre la Formazione professionale garantisce la realizzazione di progetti formativi organizzati direttamente dalla scuole professionali che possano rispondere alle esigenze dei diversi settori produttivi, di specifici territori, dei lavoratori di aziende, in special modo le piccole imprese, che necessitano di interventi di aggiornamento o riqualificazione. I corsi proposti saranno comunque aperti a tutte le tipologie di lavoratori in disagio occupazionale; verranno inoltre attivate specifiche misure di informazione, accoglienza e consulenza. Nelle scuole professionali sono in fase di predisposizione anche specifici piani formativi aziendali, settoriali e territoriali rivolti a lavoratori e imprese. La delibera presentata da Repetto e Kasslatter Mur disciplina anche l'erogazione di una indennità di frequenza (3,60 al lordo delle ritenute), per ogni ora di formazione effettivamente svolta, quale forma di sostegno del reddito per i lavoratori in disagio occupazionale che partecipano ai corsi di formazione con una frequenza minima obbligatoria di 16 ore. La Formazione professionale provinciale promuoverà inoltre azioni di assistenza tecnica per imprese e lavoratori in disagio occupazionale. La delibera, sottolineano Repetto e Kasslatter Mur, "ha anche modificato, semplificandole, le procedure per l erogazione di contributi alle imprese in crisi e a enti ed associazioni che intendono impegnarsi in progetti di riqualificazione per lavoratori in mobilità." Il modulo per la richiesta del finanziamento è stato reso più agile e di facile compilazione. È possibile accedere alla documentazione dai siti della formazione professionale oppure

5 Per ogni informazione è possibile rivolgersi al Servizio Formazione continua sul Lavoro delle due Ripartizioni provinciali formazione professionale. MARCHE (23/04/2009) AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA. FIRMATO ACCORDO PER ALTRI 40 MILIONI CON IL MINISTERO DEL LAVORO. (ROMA) - Altri 40 milioni di euro in arrivo per i lavoratori colpiti dalla crisi economica. Il presidente Gian Mario Spacca questa mattina ha sottoscritto con il sottosegretario Pasquale Viespoli, al Ministero del Lavoro a Roma, l Accordo con il Governo che destina 40 milioni di euro alle Marche per gli ammortizzatori sociali in deroga per far fronte alla crisi del lavoro. Il sen. Viespoli nel corso del incontro si è informato sulla situazione economica marchigiana in ogni singolo settore. Siamo molto soddisfatti per l intesa raggiunta ha detto Spacca Queste risorse si aggiungono ai dieci milioni già stanziati in base all accordo sottoscritto, alla fine di marzo, con le forze sociali, le categorie economiche, l Inps e la Direzione regionale del lavoro, sono destinate ai lavoratori delle piccole imprese al di sotto dei 15 dipendenti e serviranno per rafforzare ed implementare gli interventi di sostegno al reddito e favorire i percorsi di formazione e ricollocazione di tutti quei soggetti che si trovano in difficoltà perché colpiti dalla crisi congiunturale in atto, tutelando così la coesione sociale. Ora il nostro compito sarà quello di velocizzare al massimo la disponibilità operativa dei fondi. Spacca ha ricordato che nel documento sottoscritto nel marzo scorso era già prevista la richiesta al Governo di ulteriori risorse. Le Marche ha concluso il presidente - sono pioniere nell utilizzo di questi strumenti resi operativi sul territorio regionale sin dal 2005 (47 milioni in cinque anni) e come Regione salutiamo con soddisfazione e una punta d orgoglio il fatto che il governo nazionale ne abbia fatto una misura ordinaria. L accordo governativo che completa la manovra anticrisi messa a punto dalla Regione già nell ambito del bilancio di previsione 2009, è particolarmente importante perché estende i trattamenti in deroga ai dipendenti delle piccole imprese di tutti i settori che costituiscono gran parte del tessuto produttivo marchigiano e non sono tutelati dagli strumenti ordinari. Beneficiari inoltre non saranno solo i lavoratori a tempo indeterminato. I trattamenti di cassa integrazione guadagni, di mobilità, di disoccupazione speciale interesseranno anche i lavoratori subordinati a tempo determinato, inclusi gli apprendisti e i lavoratori somministrati. Le linee di intervento dell accordo governativo sono quelle già adottate nell Accordo regionale e prevedono: - la sospensione per CIGS (Cassa Integrazione Straordinaria) - per un massimo di 4 mesi - per sostenere il reddito dei lavoratori di imprese di piccole dimensioni (< 15 dipendenti) che si trovano in uno stato di crisi e, in base alle leggi, non possono accedere agli strumenti di tutela ordinari; - la concessione dell'indennità di mobilità per un massimo di quattro mesi, anche ai lavoratori che per vari motivi hanno perso il posto di lavoro ( licenziamento individuale o plurimo o dimissioni per giusta causa), e che, per legge, non ne avrebbero diritto. La Regione e il tavolo dei soggetti coinvolti continueranno comunque a monitorare l evolversi della crisi e se emergeranno nuove esigenze saranno pronti a modificare gli interventi. Le istanze relative ai trattamenti di mobilità dovranno essere presentate dagli interessati direttamente alla competente sede Inps che provvederà sulla base di specifici accordi stipulati in sede regionale, ad erogare la quota di indennità spettante. LOMBARDIA.CONGRESSO CISL.ROSSONI:SOSTENERE LAVORO E FORMAZIONE (Ln - Milano, 22 apr) "Le parole di Petteni colgono un giusto aspetto del problema occupazionale, quello cioè di investire sulla riqualificazione del capitale umano e mi fa piacere che egli riconosca alla Lombardia lo sforzo che fa per mantenere in azienda i lavoratori impiegando risorse di sostegno al reddito attraverso la formazione" E' quanto afferma il vice ppesidente di Regione Lombardia e

6 assessore all'istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni, riferendosi alle affermazioni fatte dal segretario generale della CISL, Gigi Pettini, nel suo intervento di apertura del decimo congresso regionale del sindacato. "Regione Lombardia - precisa l'assessore Rossoni - ha sempre operato in questa direzione, tant'è vero che la delibera della Giunta regionale del 14 gennaio scorso mette in campo 112 milioni di euro che in parte sono destinate al mantenimento dei lavoratori in azienda attraverso percorsi di formazione professionale. La 'dote', del valore di euro, può essere richiesta dallo scorso 3 aprile. Da sempre questa ci sembra la strada per rispondere alle reali esigenze delle persone che trovano nel lavoro il primo modo per esprimere se stessi". TRENTO (22/04/2009) CASSA INTEGRAZIONE ANCHE PER LE PICCOLE IMPRESE TRENTINE Firmato stamane a Roma l'accordo tra Stato e Provincia autonoma Sette milioni e mezzo di euro a disposizione per la CIG in deroga (c.z.) - Anche i dipendenti delle piccole imprese, finora poco tutelati dagli ammortizzatori sociali statali, potranno contare sulla cassa integrazione in caso di licenziamento. Stamane il presidente della Provincia autonoma ha siglato a Roma, presso il Ministero del Lavoro, un protocollo di intesa fra la Provincia di Trento e lo Stato per il finanziamento della cassa integrazione in deroga. L accordo prevede un primo finanziamento statale di 7 milioni di euro, che si aggiunge ai euro già stanziati nei giorni scorsi, e un ulteriore finanziamento provinciale pari a 3 milioni di euro per garantire la cassa integrazione a favore dei lavoratori finora esclusi da tale trattamento. FRIULI - VENEZIA GIULIA (10/04/2009) LAVORO: ACCORDO STATO-REGIONI SU AMMORIZZATORI SOCIALI Trieste, 10 apr - Nel corso della seduta della Conferenza Stato - Regioni dello scorso 8 aprile è stato concordato lo schema di accordo che ciascuna Regione sottoscriverà con il Ministero del lavoro, finalizzato ad individuare le risorse finanziarie a valere su fondi nazionali e sulle risorse del "Fondo sociale europeo - Programmi operativi regionali" per la concessione, nel 2009, di trattamenti di ammortizzatori sociali in deroga alla vigente normativa e per la realizzazione di politiche attive a favore dei lavoratori beneficiari dei trattamenti medesimi. Nei prossimi giorni l'assessore regionale competente in materia di lavoro, Alessia Rosolen, si recherà a Roma presso il Ministero del lavoro per sottoscrivere con ministro Maurizio Sacconi l'accordo relativo alla Regione Friuli Venezia Giulia. Nell'immediato, a favore della Regione Friuli Venezia Giulia verrà disposta da parte del Ministero un'attribuzione di risorse pari a 16 milioni di euro, che andranno ad aggiungersi ai 4 milioni di euro già attribuiti in febbraio. SICILIA (Palermo, 3 aprile 2009) FORMAZIONE: RITIRATO IL PIANO 2009, SI PAGANO GLI STIPENDI PALERMO L assessore al lavoro, Carmelo Incardona, ha formalizzato in giunta il ritiro del decreto sul piano della formazione per il 2009 e ha disposto con un atto di indirizzo il pagamento degli stipendi ai lavoratori a tempo indeterminato del settore. È questo l esito della conferenza di servizio alla quale hanno partecipato i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, Giovanni Lo Cicero, Franco Lo Greco e Giuseppe Raimondi. Alla luce di quanto stabilito - dice Incardona - nell incontro del 31 marzo alla Presidenza della Regione, della disponibilità economica e della vigenza dell esercizio provvisorio di bilancio, questo provvedimento punta a sbloccare il pagamento degli stipendi ai dipendenti degli enti della formazione, sulla base di quanto deliberato dalla Commissione regionale per l impiego. Ho

7 annunciato ai sindacati anche il ritiro del decreto del 19 marzo scorso, il numero 26, del piano I rappresentanti sindacali hanno valutato positivamente l atto di indirizzo dell assessore Incardona, perché va si legge nel verbale della riunione nella direzione degli impegni assunti dal governo regionale del 31 marzo.

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