AUSL RAVENNA. Rassegna stampa del 27/10/2011

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1 AUSL RAVENNA Rassegna stampa del 27/10/2011 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani o altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio.

2 INDICE AUSL RAVENNA 27/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Perizia favorevole ai tre medici 27/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna RAVENNA I periti del giudice hanno... 27/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Abbandono di incapace: assolti dipendenti Ausl 27/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna La Regione redistribuisce fondi alle Ausl In arrivo a Ravenna oltre tre milioni di euro 27/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna E' uscita dal coma e ha chiesto del marito la donna intossicata dal monossido 27/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Uscita dal coma farmacologico la 38enne intossicata 27/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Investito da ubriaco, morte legata all'incidente 27/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Bologna Nove macroaree per governare la città: dirigenti al vaglio 27/10/2011 Corriere di Romagna - Forlì Incontro sul primo soccorso pediatrico 27/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini Rilancio dell'azione dei sindaci romagnoli per... 27/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Sanità Spadoni (Udc): "Bene il milione e mezzo per l'hospice" 27/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Travolto da ubriaco disposta l'autopsia "Inasprire le pene" 27/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Il consiglio provinciale di Ravenna prende... 25/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Nelle Cds attive cronicità e infermieri in sede

3 AREA VASTA E REGIONE 27/10/2011 Corriere di Romagna - Rimini Abbandono di incapace: assolti dipendenti Ausl 27/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Cesena SPECIALE SALUTE TV GLI ORMONI DELLA DONNA 27/10/2011 La Voce di Romagna - Forli Nasce il mattatoio per carne biologica SANITÀ NAZIONALE 27/10/2011 Il Sole 24 Ore San Raffaele, il tribunale decide sul concordato 27/10/2011 La Repubblica - Milano "Giusto cambiare, oggi chi lavora è escluso" 27/10/2011 La Repubblica - Milano Il medico riceve anche di sera rivoluzione nei poliambulatori 27/10/2011 La Repubblica - Bari Casarano, cannabis terapeutica ai malati Sla 27/10/2011 La Repubblica - Bari L'esperto: "Carceri e Cie sono le bombe sanitarie" «I 27/10/2011 La Repubblica - Bari Tornano le malattie della povertà, è allarme 27/10/2011 La Stampa - NAZIONALE San Raffaele, il tribunale decide 27/10/2011 Il Messaggero - Roma Tbc, il Consiglio di Stato non ferma i test sui bambini nati nel /10/2011 Il Giornale - Milano San Raffaele, oggi la decisione sul crac 27/10/2011 Il Giornale - Milano La funzione pubblica delle cliniche cattoliche 27/10/2011 Avvenire - Nazionale «Sanità cattolica elabori modelli per il bene comune» 27/10/2011 Il Secolo XIX - GENOVA «IO SGRADITO? CI SONO TANTI ORTICELLI...»

4 27/10/2011 Il Secolo XIX - GENOVA Asl 3, bisturi sulle chirurgie 27/10/2011 MF Medici in fuga dal San Raffaele 25/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' In cantiere con il Dl «Sviluppo» lo sprint sulla salute elettronica 25/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Edilizia, un miliardo in meno 25/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Nelle corsie d'europa è allarme infezioni 25/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Assicuratori italiani in fuga 25/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' In clinica bisturi sotto torchio 25/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Buone pratiche Agenas specchio per l'ue 25/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Solo in Italia le liti intasano i tribunali

5 AUSL RAVENNA 14 articoli

6 27/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 13 (diffusione:165207, tiratura:206221) IL CASO INCHIESTA PER LA MORTE DI UN' AVVOCATESSA LUGHESE DI 38 ANNI Perizia favorevole ai tre medici Indagati per omicidio colposo. Il decesso causato da un tumore E' STATA discussa ieri mattina davanti al gip Piervittorio Farinella la perizia svolta dal professor Piero Pierfederici e dal medico legale Roberto Nannini tesa ad accertare se fu corretto, dal punto di vista della tecnica medica, l'operato di tre medici - una ginecologa di Lugo e due chirurghi del Sant'Orsola di Bologna - in relazione alla malattia, un tumore al basso ventre, che il 31 dicembre scorso portò a morte un'avvocatessa di Lugo di 38 anni. Secondo i due periti la diagnosi fu tempestiva, un intervento effettuato in tempi più ravvicinati alla individuazione del male non sarebbe stato salvifico, la tecnica utilizzata, la laparoscopia, non è stata invece ritenuta la più adeguata essendo preferibile l'intervento diretto. Il risultato peritale è ben diverso da quello del consulente di parte offesa, che ha invece sostenuto la totale inadeguatezza della tecnica usata che ha infatti causato la dispersione di cellule maligne che si sono poi sviluppate a livello linfatico attraverso l'apparato riproduttivo e che soprattutto ha contestato l'affermazione della tempestività dell'intervento rispetto alla diagnosi e della diagnosi stessa. Ora gli atti saranno restituiti al pm Isabella Cavallari per le determinazioni del caso. I familiari della professionista sono assistiti dall'avvocato Michele Lombini, mentre gli indagati sono difesi dagli avvocati Domenico Benelli e Guido Magnisi. ALL'AVVOCATESSA, nel corso di una visita ginecologica, a seguito di ecografia era stata diagnosticata, nel 2004, una formazione estranea, definita comunque benigna. L'avvertimento fu quello di effettuare ecografie ogni sei mesi per il monitoraggio. Nel giugno del 2008 l'ecografia evidenziò la presenza di sostanza di natura diversa all'interno della massa già individuata. Secondo il consulente Zanetti già questa evidenza avrebbe dovuto costituire motivo di approfondimento. Invece si è giunti al 15 gennaio 2009 quando la diagnosi fu appunto di formazione tumorale con l'indicazione di procedere a intervento di asportazione. L'intervento, eseguito in laparoscopia, fu eseguito ai primi di ottobre. Per i periti, il ritardo di nove mesi non è stato ritenuto concausa dell'evento-morte, mentre di parere diametralmente opposto è il consulente di parte offesa. La rimozione con la tecnica laparoscopica, come si è detto, comportò la messa in circolo di cellule maligne che si inserirono nel sistema linfatico e nel giro di un anno la professionista è deceduta. c.r. Image: /foto/9161.jpg AUSL RAVENNA 6

7 27/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 16 (diffusione:30000) RAVENNA I periti del giudice hanno... RAVENNA I periti del giudice hanno in buona sostanza sostenuto che la diagnosi era stata tempestiva ma che c'era stato un ritardo nell'intervento. Però a loro avviso la tecnica operatoria era stata corretta tanto che, procedendo anche in altro modo, l'aspettativa di vita della paziente non sarebbe aumentata di molto. Quelli della parte lesa hanno invece sostenuto che tali conclusioni sono derivate da presupposti scientifici errati e che a tratti sono incongruenti. Un incontro quello di ieri mattina davanti al gip Piervittorio Farinella determinante per fare luce sulla morte di Sara Passarelli, praticante avvocato deceduta a soli 38 anni nel dicembre 2010 per un tumore non diagnosticato. Per l'accaduto, sono tre i medici indagati: un ginecologo di Lugo e due dottori di Bologna, difesi dagli avvocati Guido Magnisi e Domenico Benelli. Mentre i familiari della ragazza sono tutelati dall'avvocato Michele Lombini. Per la giovane la prima diagnosi per quella che era stata identificata come massa tumorale benigna era arrivata nel lontano Erano seguiti a cadenze semestrali controlli di monitoraggio. Ma nel giugno 2008 da una ecografia erano emersi altri segnali. La ragazza era stata visitata da uno specialista nel gennaio Nell'autunno di quell'anno, l'operazione. Ed era stato solo in seguito a quella che i medici avevano scoperto che in realtà la giovane soffriva di ben altro tumore rispetto a quello diagnosticatole. La ragazza stessa, cartelle cliniche alla mano, aveva fatto denuncia contro i tre medici per l'ipotesi di lesioni colpose. Poi purtroppo la sua situazione era precipitata. A gennaio scorso l'autopsia disposta dal pm Isabella Cavallari. Lo stesso al quale ora torneranno gli atti in ragione del prossimo passo del procedimento. AUSL RAVENNA 7

8 27/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 18 COINVOLTA UNA FAENTINA Abbandono di incapace: assolti dipendenti Ausl Ribaltato il verdetto di primo grado. Il paziente uscito dalla struttura non è più stato ritrovato MISANO. Ribaltando il verdetto di primo grado, ieri la Corte d'assise d'appello di Bologna (presidente Pierleone Fochessati) ha assolto dall'accusa di abbandono d'incapace due dipendenti dell'ausl riminese «perchè il fatto non sussiste». Nell'aprile 2010 il Gup riminese aveva ritenuto i due imputati - Massimo Borghesi, 49 anni, riminese, coordinatore del servizio infermi eristico, e Barbara Sangiorgi, 57enne faentina, ps i c h i a t r a della res idenza "co nv e n z i o n ata" - responsabili della m a n c a t a sorv eglia nz a d e l p aziente (era però caduta l'aggravante dell'evento morte, contestata dal pm) e li aveva condannati alla pena di otto mesi di reclusione ciascuno. I giudici bolognesi, accogliendo le tesi dell'avvocato difensore Leonardo Bernardini, sulla mancanza dell'elemento psicologico del reato, hanno riformato integralmente la sentenza. Il caso è quello della "fuga" di un paziente non in grado di provved e r e a s e stesso dal reparto psic h i a t r i c o della res idenza co nve nzio nata di Misano. L ' u o m o Mario A nd r e i n i, 70enne all'epoca dei fatti - è scomparso dalla struttura nell'aprile del 2007 e non è stato più trovato. La mattina della sparizione il paziente, sottoposto a un trattamento volontario, era stato notato tranquillamente al bar e i due accusati non possono essere ritenuti responsabili del fatto che nessuno lo abbia fermato alla porta, al momento di andarsene. Della tragica vicenda (è in corso anche una causa civile) sarà chiamato a rispondere invece davanti alla Corte d'ass ise di Rimini (prima udienza a marzo 2012) il legale rappresentante della struttura: nel suo caso è rimasta la contestazione della morte anche in assenza del cadavere: Andreini, infatti, a causa delle gravi patologie di cui soffriva - stando a una consulenza medica - non aveva alcuna possibilità di sopravvivere senza l'assunzione quotidiana di particolari farmaci, a stretta prescrizione specialistica. Da quattro anni e mezzo si è persa ogni traccia di lui, né si è mai rintracciato il cadavere, nonostante le ricerche e l'interessamento della trasmissione «Chi l'ha visto?». Il figlio dello scomparso, Walter Andreini, che si è costituito parte civile attraverso l'avv ocato Roberto Brancaleoni, ha tentato di ritrovare il corpo del padre negli obitori di mezza Italia, senza esito. AUSL RAVENNA 8

9 27/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 15 (diffusione:165207, tiratura:206221) SANITÀ PROGRAMMA INVESTIMENTI La Regione redistribuisce fondi alle Ausl In arrivo a Ravenna oltre tre milioni di euro L'ASSEMBLEA regionale ha approvato aggiornamenti al Programma degli investimenti in sanità. In particolare ha redistribuito alle Ausl dell'area Vasta il finanziamento di 7 milioni originariamente destinato all' Ausl di Cesena. Oltre un milione e mezzo andrà all'ausl di Ravenna, per la realizzazione di un 'hospice' al S.Maria delle Croci. Con lo stesso provvedimento sono stati destinati a Ravenna quasi altri 2 milioni per l'acquisto di attrezzature e arredi. AUSL RAVENNA 9

10 27/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 9 (diffusione:165207, tiratura:206221) E' uscita dal coma e ha chiesto del marito la donna intossicata dal monossido Ora è in Medicina d'urgenza. Le è stato tenuto nascosto che il suo compagno non ce l'ha fatta IL CLIMA di tragedia che da domenica pomeriggio aveva investito l'intera comunità senegalese di Ravenna in seguito alla morte di Papa Maior Diop - avvelenato dal monossido di carbonio sprigionatosi dai bracieri nella sua camera da letto, in via Corradina a Fosso Ghiaia - è stato mitigato ieri da una buona notizia: la moglie della vittima, che era rimasta intossicata in modo molto grave, sta meglio e non versa più in coma. La donna, Aminata Diouf, è stata trasferita dal reparto di Rianimazione del 'Santa Maria delle Croci' a quello di Medicina d'urgenza: non è ancora lucidissima, ma sta velocemente recuperando. Il fatto che siano bastati tre giorni di intensissime terapie in ospedale e al Centro iperbarico per scongiurare la morte - al momento del ricovero, Aminata aveva un livello elevatissimo di carbossiemoglobina - ha riportato un po' di serenità tra tutti i conoscenti. Appena si è risvegliata dal coma, la donna avrebbe chiesto notizie del marito, la cui sorte le è stata ovviamente tenuta nascosta, e del figlio Ousman, 15 anni, che pure era rimasto intossicato, ma fuori pericolo fin dai primi momenti. SCONGIURATA la minaccia più grave, per Aminata Diouf resta quella di possibili danni neurologici permanenti, che non si manifestano nell'immediatezza dei fatti e neppure dopo pochi giorni. Per questo motivo, secondo i protocolli previsti per tutte le persone che siano rimaste intossicate gravemente dal monossido di carbnonio, tra una quarantina di giorni la donna dovrà sottoporsi a controlli. A livello nazionale - quindi comprendendo anche territori in cui l'attenzione e la sensibilità per il rischiomonossido sono inferiori rispetto alla nostra provincia - la percentuale di pazienti con conseguenze neurologiche è di due su dieci quando non sia stata effettuata terapia iperbarica e invece praticamente azzerata quando la terapia sia stata svolta. «Il modo in cui è stata affrontata l'emergenza - spiega il direttore del Centro iperbarico, Pasquale Longobardi - ha dimostrato ancora una volta quanto sia importante il 'lavoro di squadra'». Il medico si riferisce al Pronto soccorso, alla Rianimazione e allo stesso Centro iperbarico: per Papa Maior Diop non c'era nulla da fare, ma, se Aminata Diouf si è salvata, lo deve all'estrema rapidità di intervento di ogni operatore. IERI pomeriggio all'obitorio di Ravenna è stata effettuata l'autopsia sul corpo di Papa Maior Diop, disposta dal pm Monica Gargiulo. «Contiamo che tutte le procedure vengano completate entro domani - spiega Babacar Pouye, senegalese, presidente della Consulta degli immigrati - e poter poi procedere al rimpatrio della salma». AUSL RAVENNA 10

11 27/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 13 Ha visto il figlio e chiesto del marito morto Uscita dal coma farmacologico la 38enne intossicata RAVENNA. E' uscita dal coma farmacologico la 38enne trasportata in fin di vita domenica scorsa all' ospedale di Ravenna in seguito all'intossicazione di monossido. La donna - sottoposta a terapia iperbarica e trasferita ieri dal reparto di Rianimazione dove era ricoverata a quello di Medicina d'urgenza - ha ripreso conoscenza, ha chiesto informazioni del marito (che si trovava nella stessa stanza ed è deceduto a causa delle esalazioni del gas killer liberate da un braciere; ieri si è svolta l'autopsia) e ha potuto rivedere il figlio 15enne. Era stato proprio quest'ultimo a far scattare l'allarme. Uscito di casa con un cugino per andare a pranzo da amici, si era sentito male ed aveva chiesto di essere accompagnato al pronto soccorso. Gli accertamenti a cui è stato sottoposto hanno rilevato la presenza di una percentuale anomala di carbossiemoglobina nel sangue. Quando i soccorritori sono giunti n el l'abitazione dove vive, hanno scoperto il cadavere del padre, riuscendo a salvare la madre. AUSL RAVENNA 11

12 27/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 13 Eseguita l'autopsia sul 78enne di Ponte Nuovo deceduto all' ospedale Investito da ubriaco, morte legata all'incidente RAVENNA. La morte di Giuseppe Tonini, il 78enne investito la scorsa settimana a Ponte Nuovo da un 20enne ubriaco che aveva perso il controllo dell'auto, sarebbe legata all'incidente. Il decesso dell'uomo, stando all'esito dell'autopsia eseguita ieri pomeriggio, sarebbe quindi una conseguenza dei traumi riportati nello scontro. L'anziano, travolto mentre rincasava, aveva riportato la frattura del bacino. Trasportato all' ospedale, col passare delle ore le sue condizioni erano progressivamente peggiorate. Trasferito nel Reparto di rianimazione, sabato il pensionato era stato sottoposto ad un intervento chirurgico che però non è bastato a salvargli la vita. L'ex operaio, che lascia la moglie, tre figli e quattro nipoti, è spirato nella tarda serata di domenica. AUSL RAVENNA 12

13 27/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Bologna Pag. 15 (diffusione:165207, tiratura:206221) LINEE GUIDA PER LA NUOVA LEGISLATURA Nove macroaree per governare la città: dirigenti al vaglio HA TEMPO fino a lunedì il direttore generale del Comune Giacomo Capuzzimati per scegliere la nuova squadra che dirigerà la macchina comunale. Intanto la giunta ha approvato lo schema organizzativo da adottare in questo nuovo mandato. Saranno nove le cosiddette 'macroaree' dentro le quali si declineranno tutti i dipartimenti comunali. Riqualificazione urbana, Cura e qualitá del territorio, Risorse finanziarie, Economia e promozione della cittá, Cultura e scuola, Benessere di comunitá, Programmazione, Personale e organizzazione, Affari istituzionali e quartieri. Francesca Bruni, ora a capo degli Affari Istituzionali, sembrerebbe la più quotata per rivestire il ruolo di capo del nuovo dipartimento 'Cultura e Scuola'. Mentre Mauro Felicori, oggi dirigente della Cultura, guiderebbe il dipartimento 'Economia e promozione della città'. Facile anche l'entrata nella nuova squadra comunale di Eno Quargnolo, direttore delle attività socio sanitarie Ausl di Ravenna, a cui spetterebbe l'area 'Benessere di comunità'. Probabilissima la conferma dell'esperto Stefano Bigi, direttore del dipartimento Bilancio, che rimarrà alla testa dell'area 'Risorse Finanziarie'. Sotto l'ala del dipartimento 'Affari istituzionali e quartieri' finirà la gestione di questi ultimi, che vengono in qualche modo resi più controllati (allontanandosi dalla filosofia del decentramento di Cofferati). Importante novità è la nuova organizzazione dei dipartimenti preposti alla riqualificazione urbana (ricomprendendo in maniera unitaria progetti urbanistici e ambientali-energetici) e alla cura e qualità del territorio, in cui la manutenzione e la pulizia della città rappresentano un programma strategico di innovazione urbana. AUSL RAVENNA 13

14 27/10/2011 Corriere di Romagna - Forlì Pag. 25 PUBBLICA ASSISTENZA Incontro sul primo soccorso pediatrico La Pubblica assistenza di Ravenna, gruppo di Cervia, e la Fondazione Tesea, in collaborazione con il dottor Cesare Renzelli del reparto Pediatrico dell'ospedale di Ravenna, organizzano un incontro aperto alla popolazione. Si parlerà del "Primo soccorso pediatrico". L'appuntamento è per sabato alle 10.30, al Centro sociale di via Caduti per la libertà 85. AUSL RAVENNA 14

15 27/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini Pag. 19 (diffusione:30000) Rilancio dell'azione dei sindaci romagnoli per... Rilancio dell'azione dei sindaci romagnoli per favorire il corretto uso della risorsa idrica da parte dei cittadini e delle attività commerciali e produttive. E nuovi interventi, d'intesa con Hera e Romagna Acque, come l'attivazione di pompe sul fiume Bidente (con una portata di 120 litri/secondo) per posticipare a inizio dicembre il possibile raggiungimento della soglia di preallarme per l'invaso di Ridracoli fissato a 6 milioni di metri cubi. Sono le decisioni del tavolo di coordinamento regionale riunitosi ieri a Bologna monitorare la situazione di crisi idrica in Romagna. Le forti precipitazioni che si sono verificate nelle ultime 16 ore hanno, infatti, interessato soprattutto le province occidentali della Regione: gli oltre 50 di mm di pioggia registrati sul versante romagnolo non sono stati significativi ai fini dell'apporto idrico a Ridracoli nell'appennino forlivese. Il tavolo ha deciso di mantenere in vigore lo stato di attenzione emesso lo scorso 26 settembre riferito agli aspetti idropotabili e registrato la validità delle misure del piano di interventi di protezione civile avviate per il graduale risparmio delle risorse idropotabili. In particolare si tratta di queste azioni: l'attivazione dei potabilizzatori mobili per il prelevamento di acqua dal Cer, la graduale riduzione della pressione della rete idrica gestita da Hera, la trasmissione ai sindaci di una circolare regionale per l'adozione di ordinanze finalizzate a limitare i consumi e per un corretto dell'acqua potabile, l'utilizzo controllato dell'acqua dai campi pozzi in Romagna. AUSL RAVENNA 15

16 27/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 16 (diffusione:30000) Sanità Spadoni (Udc): "Bene il milione e mezzo per l'hospice" RAVENNA "Ho apprezzato come il direttore generale dell'azienda Usl di Ravenna, seppur tardivamente, abbia onorato gli impegni assunti anche attraverso il Piano attuativo locale e oggi, di fatto, indirizzi le risorse provenienti dalla Regione per la realizzazione di un hospice nella città": a scriverlo è Gianfranco Spadoni (consigliere provinciale dell'udc). "Come noto - si legge in una nota -, i distretti di Lugo e di Faenza sono già dotati di tale struttura residenziale in cui il malato può trovare sollievo e conforto negli ultimi periodi di vita alla presenza della propria famiglia. Ora anche il capoluogo può puntare verso questo obiettivo che rappresenta un segno preciso di umanità e di civiltà nei confronti delle persone affette da malattie irreversibili e delle loro famiglie alle quali sarà possibile condividere questi momenti così difficili e delicati della vita. Allo stesso tempo, ad ogni modo, vanno potenziati i servizi e le prestazioni domiciliari rivolte a questi cittadini per rendere più accettabile e serena la parte finale dell'esistenza alla presenza dei familiari. L'equipe domiciliare e il personale qualificato sia sotto l'aspetto sanitario, sia per quanto attiene il versante sociale e assistenziale, sono i requisiti essenziali per rispondere ad un'esigenza purtroppo diffusa sul territorio". AUSL RAVENNA 16

17 27/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 16 (diffusione:30000) L'assessore alla Sicurezza ribadisce la necessità di introdurre il reato di omicidio stradale e di dare un giro di vite a chi guida con alcol o droghe Travolto da ubriaco disposta l'autopsia "Inasprire le pene" utte le circostanze portano a pensare che quel decesso sia stato proprio determinato dalle conseguenze dell'incidente stradale. E non è finita qui, perché il conducente dell'auto che a Ponte Nuovo una settimana fa aveva travolto il 78enne Giuseppe Tonini, guidava con un tasso alcolemico superiore a quello consentito per mettersi al volante. Ma per sgombrare il campo da ogni dubbio, il pm Monica Gargiulo ieri mattina ha disposto l'autopsia sul 78enne. L'uomo, investito il 20 ottobre scorso (giovedì) a pochi passi da casa, era entrato in ospedale con diverse fratture ma poi si era improvvisamente aggravato ed era deceduto domenica sera. Toccherà al medico legale Donatella Fedeli accertare esattamente la ragione della morte e determinare l'eventuale nesso di causalità, ovvero la relazione tra l'incidente e il decesso. La perizia verrà depositata entro 60 giorni. Unico indagato è l'automobilista, un 20enne di origine romena residente a Foligno (Perugia) ma domiciliato a Ravenna per lavoro. Il giovane (difeso dall'avvocato Francesco Manetti) è accusato di omicidio colposo e di guida in stato di ebbrezza. L'incidente, accaduto all'incrocio tra via Fano e via Romea, si era verificato attorno alle Alle la prima prova con etilometro della polizia Municipale aveva dato 0,71 (il limite è 0,50). La seconda alle si era fermata su 0,67. Insomma, il giovane aveva bevuto. E proprio la possibile introduzione del reato di omicidio stradale è stata al centro dell'ultimo forum delle polizie locali cui ha preso parte anche l'assessore comunale alla Sicurezza, Martina Monti. "I dati - ha detto la Monti - devono fare riflettere dato che nel 2010 a fronte di circa 500 omicidi volontari, si sono registrati oltre omicidi su strada. Le leggi attuali non prevedendo pene adeguate e punizioni esemplari, deresponsabilizzano la guida". Per l'assessore, che ha già firmato la petizione a sostegno della proposta di legge per l'introduzione dell'omicidio stradale, è il caso dunque di intervenire al più presto "inasprendo le pene per incidenti provocati da chi ha assunto alcol o droghe". AUSL RAVENNA 17

18 27/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 14 (diffusione:30000) Il consiglio provinciale di Ravenna prende... Il consiglio provinciale di Ravenna prende l'iniziativa sull'area vasta romagnola: con un ordine del giorno approvato martedì all'unanimità l'aula di piazza Caduti per la libertà invita infatti presidente e giunta "a proporre alla regione EmiliaRomagna e agli enti locali di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini l'attivazione di un tavolo di lavoro finalizzato alla elaborazione di un accordo territoriale - si legge nel testo del documento - che definisca e unifichi negli attuali ambiti provinciali, in capo ad un'unica conferenza degli enti, le funzioni di governo di area vasta". È ancora presto per parlare di provincia unica, ma l'obiettivo è "rendere permanenti modalità e forme di coordinamento delle politiche pubbliche in ambito romagnolo, impegnandosi tuttavia - puntualizzano - a mantenere in capo ai consigli provinciali e agli organi democraticamente eletti le loro funzioni decisionali, prevedendo adeguati tempi per valutare e discutere le proposte". Questa soluzione nasce dalla "necessità che si proceda ad un organico disegno di riforma dell'ordinamento delle autonomie locali che - spiegano i consiglieri - ridisegnando competenze e ruolo di ciascun livello dello stato, possa contribuire alla costruzione di una vera riforma istituzionale e fiscale" che miri, continuano, "al risparmio, alla semplificazione e allo snellimento nella pubblica amministrazione". E secondo il consiglio provinciale di Ravenna "una leale collaborazione e una cooperazione virtuosa tra diversi livelli istituzionali può valorizzare le eccellenze locali e accrescere le capacità del territorio romagnolo di fare sistema - conclude l'ordine del giorno - aumentandone solidarietà, e&cacia e capacità di competere, anche attraverso la promozione di un marchio romagnolo che identifichi prodotti e servizi di qualità". AUSL RAVENNA 18

19 25/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N Ottobre 2011 Pag. 19 (tiratura:40000) «CHI FA COSA» NEI PRESÌDI GIÀ FUNZIONANTI Nelle Cds attive cronicità e infermieri in sede Il 55% delle strutture presidiate almeno 10 ore al giorno. Programmi di gestione delle patologie croniche rivolti a tutta la popolazione del nucleo di cure primarie - in integrazione con specialisti e più raramente con il nursing - nel 79% dei casi. Interventi di formazione integrata nel 69% delle realtà. È questa la fotografia delle 42 sedi già attive e funzionti sul territorio regionale, che secondo la programmazione aziendale accoglieranno progressivamente le funzioni proprie delle Case della salute. Per tutte è ormai assodata la partecipazione al Progetto Sole, con la possibilità per i medici di famiglia di accedere alle cartelle cliniche degli assistiti del nucleo di cure primarie. Documenti in alcuni casi accessibili anche agli infermieri e in un solo caso agli specialisti. In quasi tutti i casi è presente una medicina di gruppo: base di partenza per passare allo step successivo, previsto nell'organizzazione delle Case della salute, dell'integrazione tra tutti i professionisti. In diverse sedi, nel frattempo, già tutti i medici del nucleo di cure primarie assicurano la presenza nella struttura per assicurare la continuità assistenziale diurna. In particolare, la continuità per piccole urgenze ambulatoriali è assicurata in 38 sedi (il 91%), mentre come detto in 21 di queste, pari al 55%, è garantita la copertura di almeno 10 ore al giorno. Se l'attività è generalmente svolta dai Mmg, in tre sedi la continuità h24 è assicurata da un "punto di primo intervento" collegato alla rete dell'emergenza nel 40% delle strutture trova spazio anche la sede dei medici di continuità assistenziale notturna, prefestiva e festiva, che garantisce anche fasce orarie di attività ambulatoriale. In diversi casi si registra la presenza di un infermiere che accoglie i pazienti, svolge funzioni di counseling e di educazione sanitaria, esegue terapie prescritte dal medico, fa medicazioni, si raccorda con l'assistente sociale e si raccorda con gli altri servizi sanitari. Le classiche funzioni di accesso alle prestazioni sanitarie, di informazione e orientamento ai servizi e Urp, sono presneti in 38 delle 42 "case della salute" già funzionanti. Cruciale il fronte cronicità: 33 sedi realizzano programmi su diabete, scompenso cardiaco, insufficienza respiratoria e renale, patologie psichiatriche minori. In 18 casi c'è il monitoraggio attivo dei pazienti: sistemi di recall, follow up telefonico, couselling infermieristico ambulatoriale e domiciliare attivato per pazienti più complessi o con fragilità sociale, ispirato al Chronic care model. Anche per la cronicità all'infermiere si ricorre sempre più: per medicazioni e terapie iniettive. Quasi ovunque, infatti, è presente un ambulatorio per attività programmate, mentre va ancora potenziato il contributo che il nursing può dare in termini di accoglienza, valutazione, monitoraggio dei pazienti cronici e dei fragili, raccordo con l'assistenza domiciliare integrata, con i poliambulatori, con l'ospedale e con i servizi sociali. Il capitolo formazione, infine: in 29 sedi programmi su specifiche patologie coinvolgono Mmg, specialisti e talvolta infermieri; mentre per l'addestramento trasversale nella gestione integrata del paziente cronico spiccano le buone pratiche realizzate a Parma, Ferrara e Ravenna. Le funzioni presenti nelle Casa della salute attive AUSL RAVENNA 19

20 AREA VASTA E REGIONE 3 articoli

21 27/10/2011 Corriere di Romagna - Rimini Pag. 20 Abbandono di incapace: assolti dipendenti Ausl Misano: ribaltato il verdetto di primo grado. Il paziente uscito dalla struttura non è più stato ritrovato MISANO. Ribaltando il verdetto di primo grado, ieri la Corte d'assise d'appello di Bologna (presidente Pierleone Fochessati) ha assolto dall'accusa di abbandono d'incapace due dipendenti dell'ausl riminese «perché il fatto non sussiste». Nell'aprile 2010 il Gup riminese aveva ritenuto i due imputati - Massimo Borghesi, 49 anni, riminese, coordinatore del servizio infermieristico e Barbara Sangiorgi, 57enne faentina psichiatra della residenza "c onve nzi ona ta" - responsabili della mancata sorveglianza del paziente (era però caduta l'aggravante dell'evento morte, contestata dal pm) e li aveva condannati alla pena di otto mesi di reclusione ciascuno. I giudici bolognesi, accogliendo le tesi dell'avvocato difensore Leonardo Bernardini, sulla mancanza dell'elemento psicologico del reato, hanno riformato integralmente la sentenza. Il caso è quello della «fuga» di un paziente non in grado di provvedere a se stesso dal reparto psichiatrico della residenza convenzionata di Misano. L'uomo - Mario Andreini, 70enne all'epoca dei fatti - è scomparso dalla struttura nell'aprile del 2007 e non è stato più trovato. La mattina della sparizione il paziente, sottoposto a un trattamento volontario - era stato notato tranquillamente al bar e i due accusati non possono essere ritenuti responsabili del fatto che nessuno lo abbia fermato alla porta, al momento di andarsene. Della tragica vicenda (è in corso anche una causa civile) sarà chiamato a rispondere invece davanti alla Corte d'assise di Rimini (prima udienza a marzo 2012) il legale rappresentante della struttura: nel suo caso è rimasta la contestazione della morte anche in assenza del cadavere: Andreini, infatti, a causa delle gravi patologie di cui soffriva - stando a una consulenza medica - non aveva alcuna possibilità di sopravvivere senza l'assunzione quotidiana di particolari farmaci, a stretta prescrizione specialistica. Da quattro anni e mezzo si è persa ogni traccia di lui, né si è mai rintracciato il cadavere, nonostante le ricerche e l'interessamento della trasmissione «Chi l'ha visto?». Il figlio dello scomparso, Walter Andreini, che si è costituito parte civile attraverso l'avvocato Roberto Brancaleoni, ha tentato di ritrovare il corpo del padre negli obitori di mezza Italia, senza esito. AREA VASTA E REGIONE 21

22 27/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Cesena Pag. 5 (diffusione:165207, tiratura:206221) SPECIALE SALUTE TV GLI ORMONI DELLA DONNA SI PARLA dei meccanismi ormonali e della loro centralità nella fisiologia della donna, sia in età fertile che in menopausa, nella puntata di 'Speciale Salute Tv', a cura dell'ufficio Pubbliche Relazioni e Comunicazione dell'ausl Cesena, in onda domani sera alle su Teleromagna (ch 14). AREA VASTA E REGIONE 22

23 27/10/2011 La Voce di Romagna - Forli Pag. 49 (diffusione:30000) Nasce il mattatoio per carne biologica presentato le proposte. Novità anche per i posti auto a giunta di Sarsina ha completato il piatto delle sue proposte in merito alle opere pubbliche da effettuare nel triennio OSi parla dei meccanismi ormonali e della loro centralità nella fisiologia della donna, sia in età fertile che in menopausa, nella nuova puntata di Speciale Salute Tv, a cura dell'u.cio Pubbliche Relazioni e Comunicazione dell'azienda USL di Cesena e in onda da questa sera, alle ore 19,30, su Teleromagna. Ospiti in studio Daniele Pungetti, direttore Unità Operativa Ginecologia -Ostetricia e Corrado Ru.lli, medico di Medicina Generale, che parleranno dei benefici e delle controindicazioni che oggi comportano alcuni farmaci utilizzati nelle terapie relative ai disturbi ormonali che colpiscono l'universo femminile, nei metodi contraccettivi, ecc. Nel corso della puntata verranno trasmessi gli interventi del cardiologo Marco Pretolani, dell'endocrinologa Costanza Santini, della specialista in Medicina Nucleare Monica Agostini, e il parere di esperti oncologi dell'irst, il prof. Dino Amadori e la dott.ssa Anna Fedeli che lavora all'ospedale Bufalini. Questa la programmazione in onda su Teleromagna (canale 14): questa sera alle ore 19,30; sabato 29 ottobre ore 22; lunedì 31 ottobre ore 15; martedì 1 novembre ore 18; mercoledì 2 novembre ore 11.30; venerdì 4 novembre ore 8 e domenica 6 novembre alle ore Su Teleromagna News (canale 74) la puntata andrà in onda nei seguenti giorni ed orari: domani, venerdì 28 ottobre ore 19; lunedì 31 ottobre ore 9.30; martedì 1 novembre ore 14,30; giovedì 3 novembre ore 21.30; domenica 6 novembre ore 23 e mercoledì 9 novembre ore 18. Su Teleromagna Plus (canale 99): questa sera ore 20.20, sabato 29 ottobre ore 23; lunedì 31 ottobre ore 16; martedì 1 novembre ore 19; mercoledì 2 novembre ore 12.30; venerdì 4 novembre ore 9 e domenica 6 novembre ore La puntata sarà trasmessa anche sui siti internet e (nella sezione "Speciale Salute"). perazioni per un totale di 4 milioni 894 mila euro, di cui 1 milione 717 mila e 400 destinati al Ora la palla passa al Consiglio comunale, che avrà tempo 60 giorni per ratificare o cambiare il documento e approvarlo insieme al bilancio. Tra le proposte 2012 spicca la sistemazione del mattatoio comunale: 336 mila euro per adeguare l'attuale struttura con attrezzatura moderna e abilitarla alla macellazione di carne biologica. Una caratteristica che la renderebbe unica sul territorio; tanto più che il progetto è quello di accompagnare il cambiamento alla vendita al dettaglio della carne. Un chilometro zero, in pratica, di carne biologica. "Abbiamo intenzione di realizzare questo programma oltre che coi fondi del Comune - spiega l'assessore Alberto Gori - anche con le quote messe a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì e dall'europa attraverso il patto territoriale dell'appennino centrale". Incisivi per la vita degli abitanti di Sarsina, saranno pure i 342 mila euro preventivati per la realizzazione di una cinquantina di parcheggi in via del Cimitero, all'ingresso sud del paese. Un'area organizzata a spina di pesce che dovrà completare la riqualificazione della zona e che servirà soprattutto per i mercati del martedì e per il maggiore afflusso di persone in occasione delle festività. L'opera si andrà ad aggiungere ai nuovi parcheggi che nei prossimi mesi saranno costruiti in via Kennedy, con circa 23 posti auto. La spesa per i posteggi sarà coperta per il 70% circa grazie a fondi trasferiti dalla Regione. Ma in parte anche attraverso gli oneri che il Comune chiede appositamente a quanti costruiscono una nuova abitazione. Sempre nel 2012, la giunta propone ancora di beneficare due borghi del territorio, Campiano e Tomba, portando loro l'allacciamento all'acquedotto. Totale spesa: 300 mila euro, accantonati alla voce "Programma di sviluppo rurale". Da capogiro la cifra messa a bilancio per due voci legate alla viabilità: la manutenzione della segnaletica stradale, e l' acquisto di mezzi e attrezzature della polizia municipale. In tre anni 1 milione 220 mila euro, divisi metà per l'uno e metà per l'altro capitolo di spesa. "Si tratta di una quota imposta dalle norme - afferma l'assessore Gori Una percentuale delle somme incassate con l'autovelox devono infatti essere destinate al ripristino e potenziamento della segnaletica orizzontale e verticale, oltre che all'acquisto di strumenti di sicurezza in dotazione alla polizia municipale. Nel nostro caso probabilmente acquisteremo auto, etilometri, rinnoveremo i sistemi informatici e finanzieremo progetti nelle scuole di AREA VASTA E REGIONE 23

24 27/10/2011 La Voce di Romagna - Forli Pag. 49 (diffusione:30000) educazione alla sicurezza stradale. Si tratta comunque di una somma legata alle infrazioni stradali, e dunque suscettibile di variazioni". Preventivati sul 2013 sono invece i fondi per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a Raggiolo (350 mila euro) e sul 2014 quelli per la riqualificazione del lago di Quarto (750 mila). "L'impianto fotovoltaico - prosegue Alberto Gori - s'inserisce in un programma regionale che finanzia operazioni di questo genere su siti precedentemente adibiti a discariche. L'energia sarà utilizzata in un modo ancora da decidere; probabilmente si opterà per venderla al gestore". E per quanto riguarda il lago di Quarto, "si tratta della seconda delle tre trance d'interventi per la riqualifacazione ambientale dell'area. Cerchiamo di procedere nel progetto insieme a Regione e Romagna acque". Michela Conficconi Il progetto di rinnovo della modalità di macellazione della carne prevede pure una vendita a chilometro zero AREA VASTA E REGIONE 24

25 SANITÀ NAZIONALE 21 articoli

26 27/10/2011 Il Sole 24 Ore Pag. 40 (diffusione:334076, tiratura:405061) Default. Oggi le controdeduzioni dei Pm San Raffaele, il tribunale decide sul concordato RICHIESTA DI CHIARIMENTI Ci sono differenze di numeri tra la proposta presentata dal nuovo consiglio della fondazione e l'attestazione svolta dai periti Stefano Elli Angelo Mincuzzi MILANO Sono ore cruciali per la sorte del San Raffaele. Oggi il presidente della sezione fallimentare del tribunale di Milano, Filippo Lamanna, scioglierà il nodo che da settimane rende incerto il futuro dell'istituto fondato dal prete-manager don Luigi Verzè. In mattinata Lamanna entrerà in camera di consiglio e deciderà se dichiarare il fallimento della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, come richiesto dalla procura, oppure se ammetterla al concordato preventivo. Il deposito della decisione, però, non dovrebbe avvenire prima di domani. La sorte del San Raffaele, dunque, è legata a un filo. Un filo che ha rischiato di spezzarsi anche ieri, nel corso della seconda udienza davanti a Lamanna, perché i conti non tornano. Ci sono differenze di numeri, piccole ma sostanziali, tra la proposta di concordato preventivo presentata dal nuovo consiglio di amministrazione della fondazione, e l'attestazione svolta dai periti Angelo Provasoli e Mario Cattaneo sui conti dell'istituto. Entrambe le relazioni approdano allo stesso risultato, cioè alla concessione di un rimborso dei crediti pari al 52% della somma dovuta dal San Raffaele, ma ci arrivano sulla base di cifre che talvolta non collimano. Ad esempio, gli attivi della fondazione ammontano a 502 milioni di euro secondo la proposta di concordato, ma sono 473 milioni per gli attestatori. E ancora: nel piano di concordato per i crediti privilegiati è indicata la cifra di 22 milioni, che diventano 43 per i due periti. Diverse cifre sono indicate anche per i crediti prededucibili: 31 milioni per il piano di concordato, 73 milioni per gli attestatori. Sono queste incongruenza ad aver spinto il presidente del tribunale fallimentare a chiedere ai rappresentanti del cda ulteriori chiarimenti, fissando il termine dell'invio per le 19 di ieri sera. Nella memoria con le integrazioni richieste dal tribunale, il San Raffaele e i suoi advisor - Vitale & Associati e lo studio legale Gianni, Origoni, Grippo & Partners - definiscono «inammissibili» e «infondati» i rilievi dei pm, sottolineando come la domanda di concordato presenti numeri ottenuti dopo la compensazione di alcuni attivi e di alcuni passivi, mentre gli attestatori non hanno considerato questa «riconciliazione». Altre incongruenze sarebbero derivate dagli arrotondamenti. Entro le 10 di questa mattina i sostituti procuratori Luigi Orsi, Laura Pedio e Gaetano Ruta dovranno inviare a Lamanna le loro controdeduzioni. Solo dopo si aprirà la camera di consiglio per la decisione. C'è infine un piccolo giallo legato alle dimissioni, avvenute nei giorni scorsi, di due componenti del cda: Massimo Clementi e Maurizio Pini. I due hanno inviato al tribunale fallimentare un documento nel quale lamentano di essere stati emarginati dai consigli di amministrazione e di aver potuto prendere visione della proposta di concordato solo mezz'ora prima della riunione del cda. RIPRODUZIONE RISERVATA SANITÀ NAZIONALE 26

27 27/10/2011 La Repubblica - Milano Pag. 7 (diffusione:556325, tiratura:710716) L'intervista Coen, Niguarda: nel tardo pomeriggio pronto soccorso assediato da chi chiede visite specialistiche, i tempi della città sono mutati "Giusto cambiare, oggi chi lavora è escluso" "In questo campo il privato è forte ma il pubblico può far valere la qualità" (l. a.) «PIÙ forti sono i servizi sanitari sul territorio, meglio lavorano i pronto soccorso che così possono dedicarsi alla vere emergenze». Daniele Coen, direttore della medicina d'urgenza dell'ospedale Niguarda, vede con favore l'ampliamento dell'orario dei poliambulatori milanesi. Che vantaggio possono avere i pazienti da questa riorganizzazione? «Se i servizi funzionano, la gente non è più costretta a rivolgersi, come succede ora, ai pronto soccorso. Dai nostri dati risulta che i picchi dei codici bianchi, vale a dire delle persone che hanno solo bisogno del consulto di uno specialista, si verificano tra le 18 e 19, quando la gente esce dagli uffici, oltre che nei weekend. Solo al Niguarda abbiamo calcolato 16mila casi l'anno sulle 100mila prestazioni che noi garantiamo al pronto soccorso. E l'età media dei pazienti in "codice bianco" è di 35 anni». Come dire: i poliambulatori devono adeguarsi ai nuovi ritmi di chi vive e lavora a Milano. «Certo, ed è un principio che dovrebbe valere per tutta la sanità. Prolungare gli orari è importante sia sul piano organizzativo che del rispetto delle esigenze dell'utenza: perché altrimenti chi lavora rischia di non poter accedere ai servizi». A Milano, però, la sanità privata convenzionata fa già da anni orari non stop, portando via pazienti dai centri pubblici. «I privati sono sempre più aggressivi e troppo attenti ai conti. Ma la vera forza dei servizi pubblici è la qualità delle prestazioni. Ecco perché, nonostante la concorrenza, il pubblico tiene bene. Detto questo, ribadisco: ampliare gli orari e venire incontro alle necessità dell'utenza è un imperativo che vale per i poliambulatori come per Asl e ospedali». (l. a.) Foto: FAVOREVOLE Daniele Coen direttore della medicina d'urgenza al Niguarda SANITÀ NAZIONALE 27

28 27/10/2011 La Repubblica - Milano Pag. 7 (diffusione:556325, tiratura:710716) Il medico riceve anche di sera rivoluzione nei poliambulatori Via Doria chiuderà alle 21, turni pomeridiani in altre cinque sedi Sindacati perplessi "In 14 centri orario ridotto dalle 15 alle 13: temiamo disagi in periferia" Ad Affori già diffusi documenti critici LAURA ASNAGHI PER i poliambulatori di Milano, uno dei fiori all'occhiello della sanità pubblica, si annuncia una rivoluzione degli orari per adeguarsi ai tempi della città che cambiano. Un'evoluzione che prevede il prolungamento delle aperture dei centri più importanti fino alle 18, mentre in un caso i medici dovranno garantire il servizio fino alle 21. La rete milanese dei poliambulatori conta 20 sedi in città, e in base al piano presentato da Carlo Montaperto, il responsabile di questi servizi, «gli ambulatori verranno riorganizzati tenendo conto delle esigenze dell'utenza, che sollecita orari lunghi». Dei venti centri, sei sono destinati a diventare grossi poli (che restano aperti tutto il pomeriggio) e intorno a loro ruoteranno le altre 14 sedi di dimensioni più ridotte, aperte fino alle 13. Nella nuova mappa dei poliambulatori, quello di via Doria, a ridosso della fermata del metrò di piazzale Loreto, è destinato a diventare il numero uno, attivo dalle 7.30 del mattino, ora in cui iniziano i prelievi del sangue, fino alle nove di sera «per favorire - come precisa Montaperto - gli utenti che durante il giorno lavorano». Ad aggiungersi, fino al tardo pomeriggio, al servizio fornito in via Doria ci saranno quelli di via Farini, via Rugabella, via Stromboli, via Gola, piazzale Accursio che garantiranno prestazioni dalle 7,30 alle 18. Tutti gli altri quattordici poliambulatori, invece, termineranno l'attività alle 13, e non più alle tre del pomeriggio come è accaduto finora. La rivoluzione riguarda un servizio che coinvolge 339 medici specialisti, 220 infermieri e 110 impiegati, e che lo scorso anno ha garantito un milione e mezzo di prestazioni incassando in ticket oltre 32 milioni di euro. Il piano di razionalizzazione non sarà, comunque, di facile applicazione: in molte zone, come ad Affori in via Ippocrate, sono già apparsi documenti di protesta, in vista della riduzione dell'orario del servizio «con gli anziani costretti a rivolgersi ai poliambulatori più grossi ma anche più lontani da casa». Ma Alessandro Visconti, direttore generale degli Icp, l'ospedale a cui fa capo tutta la rete degli ambulatori pubblici, assicura che «prima del varo del piano saranno ascoltate tutte le parti interessate, così da fronteggiare preventivamente tutte le criticità che potranno emergere». Anche la Cgil esprime preoccupazione: «Vogliamo garanzie precise sul mantenimento dei posti di lavoro, la mobilità non può essere imposta dall'alto - spiega Mario Carruba, delegato Cgil per gli Icp - e la chiusura alle 13 di ben quattordici ambulatori rischia di creare disservizi nelle zone più lontane dal centro». Molto critica la Cisl, che solleva anche la questione delle risorse economiche: «Con quali soldi - si domanda Danilo Mazzacane, dirigente medico della Cisl - si farà questa rivoluzione? Piani di questa portata vanno valutati attentamente. Altrimenti si rischia di svilire un servizio fondamentale per Milano». Poliambulatori, cosa cambia QUANTI SONO IN CITTÀ IL DETTAGLIO 7,30-21 via Doria a orario mattutino 7,30-18 via Farini 9, via Rugabella 4/6, via Stromboli 19, via Gola 22, piazzale Accursio 7 7,30-13 via Don Orione 2, via Puecher 7/9, via Livigno 2/a, via Ippocrate 45, via Quarenghi 21, via Masaniello 23, via Inganni 15, via Sassi 4, via Baroni 48, via Ripamonti 20, viale Molise 49, via Fantoli 7, via Mangiagalli 3, via Fiamma 6 5 orario lungo PRESTAZIONI 2011 (primi 9 mesi) 2010 INCASSO (in euro) Medici specialisti orario anche serale Incasso provvisorio 35 oculistica ortopedia neurologia SPECIALITÀ MEDICHE LE 8 PIÙ RICHIESTE cardiologia dermatologia odontoiatria otorinolaringoiatria ostetricia e ginecologia PER SAPERNE DI PIÙ Foto: Gli ambulatori provano ad adeguarsi alle nuove esigenze SANITÀ NAZIONALE 28

29 27/10/2011 La Repubblica - Bari Pag. 4 (diffusione:556325, tiratura:710716) Il caso Il primo centro della Puglia a utilizzare una possibilità offerta dalla legge per utilizzare la sostanza in modo gratuito Casarano, cannabis terapeutica ai malati Sla CASARANO - In un ospedale della Puglia, quello di Casarano, cinque pazienti, tutti malati di Sclerosi multipla, ricevono ogni mese 'cannabis terapeutica'. E' questa la prima e per ora unica sperimentazione del genere in Puglia di somministrazione gratuita di cannabis terapeutica. La notizia è stata resa nota in un servizio andato in onda nel Tg dell'emittente televisiva TeleRama. Gabriella Cretì e Agnese Antonaci sono due dottoresse: la prima è la direttrice dell'ospedale di Casarano e la seconda è la dirigente del servizio farmacia e sono loro le protagoniste della prima e per ora unica sperimentazione in Puglia del genere. I pazienti che ricevono la cannabis terapeutica sono cinque malati di sclerosi multipla, malattia che provoca dolori terribili e irrigidisce fino allo spasmo i muscoli. E le infiorescenze di cannabis distribuite gratuitamente dall'ospedale di Casarano servono a rilassare i muscoli contratti e a lenire il dolore. Il «Bedrocan», questo il nome ufficiale della marijuana quando diventa farmaco, è custodito in una cassaforte, nella farmacia dell'ospedale. La sperimentazione è possibile in base a due norme: il decreto ministeriale del 18/04/2007 firmato dall'allora ministro della salute Livia Turco e la delibera della giunta regionale pugliese 308 del 2010, firmata dall'attuale presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Il decreto ministeriale inserisce i cannabinoidi tra i farmaci, la delibera regionale ne stabilisce l'erogazione a carico del servizio sanitario regionale. La sperimentazione della cannabis 'terapeutica' ha però un percorso burocratico molto lungo: si parte dalla prescrizione del medico, che il malato di sclerosi porta alla farmacia ospedaliera di Casarano, che a sua volta deve ricevere un'autorizzazione da Roma, dal ministero della Salute. Ricevuta l'autorizzazione, l'economato dell'ospedale ordina il farmaco. Foto: L'ospedale di Casarano SANITÀ NAZIONALE 29

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