Programma Enti Locali Innovazione di Sistema Gestione informata della Mobilità (GiM) Piano Esecutivo

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1 Programma Enti Locali Innovazione di Sistema Gestione informata della Mobilità (GiM) Piano Esecutivo Fondo per il sostegno agli investimenti per l innovazione negli enti locali - Comma 893 della legge 27 dicembre 2006 n 296-1

2 1 INTRODUZIONE La dinamica del sistema insediativo registrata negli ultimi decenni nei principali comparti territoriali in Italia, con espansione di aree urbane oltre i propri confini e di nuove polarità decentrate (fenomeno noto come sprawl urbano), ha condotto ad uno stato di mobilità diffusa la cui soluzione non è più individuabile in processi di infrastrutturazione puramente incrementali, ma piuttosto ad una profonda trasformazione qualitativa dei servizi di trasporto pubblico e privato, orientata alla massima integrazione, sincronizzazione e sostenibilità, bilanciando il ruolo positivo che il trasporto gioca nella prosperità economica - e nel tempo libero - con i fattori negativi collegati alle ricadute ambientali, sociali e di salute pubblica. In questo contesto, il progetto GiM promuove un governo efficace ed efficiente della mobilità diffusa ed il suo sviluppo sostenibile attraverso l erogazione centralizzata di servizi multicanale di infomobilità pubblico-privata. In particolare, con il progetto GiM, finalizzato alla definizione, standardizzazione ed implementazione di unità di test e moduli operativi di una centrale (o sistema di centrali) di infomobilità pubblico-privata su scala regionale o di Città Metropolitana si intendono sviluppare, tra gli altri, i seguenti servizi: - rilevamento dei flussi di traffico a livello urbano ed extraurbano - supervisione, controllo del traffico ed interscambio dei dati traffico su scala regionale o città metropolitana - gestione delle flotte di trasporto pubblico - gestione dei flussi di mezzi pesanti e/o di merci pericolose - analisi previsionali sul traffico - supporto ad eventi critici (incidenti, meteo, cantieri, manifestazioni, emergenze); - diffusione delle informazioni verso l utenza: dati relativi al traffico, Travel Planner in real time, informazioni sul territorio (Paline intelligenti e Pannelli a messaggio variabile) - proposta di linee guida per standard aperti per la bigliettazione elettronica, che ospitino anche gli attuali standard nazionali/internazionali per i micropagamenti elettronici, e di una prima carta interoperabile che nell area del progetto serva per utilizzare tutti i servizi di mobilità che saranno erogati STANDARDIZZAZIONE, CERTIFICAZIONE, INNOVAZIONE costituiscono i principali target del progetto, in cui l uso di sistemi ITS tradizionalmente applicati al settore trasporti si integrano con sviluppi sperimentali delle tecnologie più innovative, ancora marginalmente applicate a questo settore, quali la navigazione satellitare, la comunicazione cellulare, l ambiente Web 2.0. Con riferimento alla tassonomia individuata nell accordo tra il Governo, Regioni e autonomie locali in materia di infomobilità (Maggio 2007) le finalità sono riconducibili alle seguenti famiglie di servizi: Distribuzione contenuti (Infotraffico e Travel planner in Real Time) Gestione del traffico e sicurezza Gestione delle flotte trasporto pubblico (AVM Automatic Vehicle Monitoring) Controllo avanzato del veicolo (sistemi di navigazione intelligente) Gestione dati statistici di Traffico (urbano ed extraurbano) Pagamenti per la Mobilità (Integrazione gestionale, tecnologica e tariffaria dei pagamenti) Il progetto è coerente con le politiche e le azioni già intraprese dagli Enti partecipanti al progetto riguardo all evoluzione dei sistemi ITS - Intelligent Transportation Systems e delle tecnologie correlate applicate alla mobilità pubblica e privata e prevede l adozione degli standard necessari al riuso delle soluzioni sviluppate secondo logiche di cooperazione applicativa sviluppate nell ambito del progetto ICAR, in coerenza con le specifiche del Programma Elisa.

3 1.1 OBIETTIVI Gli obiettivi del progetto perseguono finalità sia nel settore della mobilità pubblica che in quella privata. Questi due filoni principali sfrutteranno le possibili sinergie e le tecnologie che permettano una gestione coordinata di questi ambiti fornendo al cittadino un unico strato informativo. La condivisione degli strumenti di diffusione delle informazioni è infatti fondamentale per l accettazione e l educazione del cittadino poiché egli avrà un potente strumento a supporto della pianificazione del suo viaggio che non distingue fra l uso del proprio autoveicolo o della rete di trasporto pubblico. Tale strumento (Piattaforma di Diffusione e strumenti di Travel Planner esposti di seguito) renderà veramente alternativo l uso del trasporto pubblico rispetto al mezzo privato poiché si potranno confrontare le due modalità di viaggio. La Piattaforma di diffusione inoltre sarà basata su dati raccolti in tempo reale, aumentando l affidabilità dello strumento e quindi la sua accettazione. Gli obiettivi del progetto possono essere sintetizzati nei seguenti punti: 1. Gestione centralizzata delle informazioni relative alla mobilità pubblico-privata, al fine di garantirne la standardizzazione, la certificazione e il costante aggiornamento e diffusione 2. Integrazione delle informazioni relative al traffico privato (tempi di viaggio in rete, perturbazioni di circolazione) e di quelle relative al Trasporto Pubblico Locale (Automobilistico e Ferroviario) attraverso la progettazione e la verifica di fattibilità tecnicoeconomica di servizi integrati di infomobilità innovativi, perseguendo il fine ultimo di ottimizzare l uso del tempo e fornire ai viaggiatori un Travel Planner integrato Pubblico-Privato, consultabile anche attraverso dispositivi mobili (cellulari, palmari, pocket PC, etc.), attraverso il quale calcolare la combinazione di viaggio ideale ed itinerari alternativi con riferimento a tutte le modalità di trasporto disponibili per l Origine e la Destinazione individuata, nonché di ottenere matrici degli spostamenti O/D a livello disaggregato per l aggiornamento periodico delle banche dati e ai fini previsionali 3. Analisi dei flussi di traffico sia sul lungo periodo per supportare la definizione di politiche di lungo termine sia sul medio-breve periodo per opere di migliorie su tratti stradali specifici e limitati 4. Previsione sulla evoluzione del traffico a breve termine, fornendo un tempestivo allarme per prevenire il punto di saturazione della tratta presa in esame e per fornire strategie operative ai sistemi di attuazione che consentono il controllo del traffico 5. Gestione di eventi critici (incidenti, meteo, cantieri, manifestazioni, emergenze); 6. Gestione del flusso di mezzi pesanti all ingresso dei centri urbani, inclusi i bus a noleggio nei centri a maggior vocazione turistica; 7. Interfacciamento dei diversi enti preposti alla mobilità all interno di una regione fornendo loro uno strumento per poter valutare, adottare e misurare l effetto di diversificate politiche di controllo e limitazione del traffico; 8. Diffusione all utenza di dati e stime sul traffico disaggregati per macro-aree tramite pannelli a messaggio variabile e canali telematici 9. Miglioramento della fruibilità e dell efficacia del Trasporto Pubblico Locale (d ora in avanti TPL ) attraverso l Implementazione e lo sviluppo di un Travel planner in real time che superi la classica funzione statica basata sugli orari programmati per orientarsi ad una funzione dinamica con generazione in tempo reale degli itinerari Origine/Destinazione in funzione del reale posizionamento dei mezzi e dei livelli di puntualità del Servizio 10. Monitoraggio delle flotte del trasporto pubblico attraverso il dimensionamento, implementazione ed installazione dei sistemi AVM (Automatic Vehicle Monitoring) al fine di migliorare l affidabilità del servizio (qualità erogata) e la sua programmazione 11. Diffusione in tempo reale delle informazioni relative al servizio di TPL tramite canali telematici ed attraverso il dimensionamento e l installazione di paline intelligenti da localizzare in corrispondenza delle fermate dei mezzi del TPL nelle aree urbane ed extraurbane 12. Proposta di linee guida per standard aperti per la bigliettazione elettronica, che ospitino anche gli attuali standard nazionali/internazionali per i micropagamenti elettronici, e di una prima carta interoperabile per utilizzare tutti i servizi di mobilità che saranno erogati nell area di progetto. La disponibilità degli standard e di un primo esempio di Smart Card interoperabile dimostreranno la possibilità di una vera integrazione tra trasporto pubblico e privato, consentendo il pagamento del viaggio e/o dell abbonamento al mezzo pubblico, così come il pagamento dei servizi di parcheggio, road access, e altro ancora. Lo standard proposto sarà aperto in modo da lasciare agli Enti e alle 3

4 aziende che lo adotteranno una completa libertà dal punto di vista tariffario e di commerciale sui servizi che erogano. Lo standard infatti garantirà una indipendenza della tecnologia di base (sistema operativo, maschera dati) dallo sviluppo dei servizi/applicazioni per l utente, rappresentando una base per l interoperabilità. Infine, grazie agli standard sarà possibile ridurre i costi degli apparati hardware di vendita, validazione e controllo. I due filoni di progetto si differenziano inoltre per il loro livello di innovazione tecnologica. Il monitoraggio ed analisi dei flussi di traffico relativi alla mobilità privata richiede strumenti innovativi e modelli più complessi se confrontati con la gestione delle flotte del trasporto pubblico attualmente allo stato dell arte. Questa differenza è rispecchiata dall approccio progettuale: nell ambito del progetto GiM: i servizi specifici a supporto della mobilità privata saranno sviluppati e dimensionati per essere sperimentati su di una area campione per poter essere efficacemente scalati a livello provinciale/regionale in una seconda fase. Nello specifico l intervento in Regione Lombardia si riferisce all area semi-circolare delimitata dall asse Rho-Fiera Milano City ad ovest, e Linate-Mercati Generali ad est e compresa all interno alla cerchia delle tangenziali milanesi. Analogamente la sperimentazione del Validatore Firenze focalizzerà sul territorio del Comune di Firenze. I servizi di mobilità pubblica (monitoraggio, gestione e diffusione) verranno invece implementati su larga scala (verosimilmente sul territorio coperto dalle province della Regione Emilia-Romagna e Regione Marche partecipanti al progetto). Le strategie che si intendono promuovere con il progetto mirano a rendere omogenee le informazioni sulla mobilità, oggi in gran parte carenti o disperse tra soggetti differenti, attraverso un architettura integrata di sistema alla quale possono partecipare soggetti pubblici e privati: amministrazioni, imprese, gestori trasporto pubblico, pendolari, semplici cittadini. Il sistema deve poter consentire il suo utilizzo anche da parte di quelle amministrazioni, ad esempio comuni medio-piccoli, che non sarebbero in grado di realizzarle autonomamente, ma potrebbe supportare le loro decisioni nell ambito della mobilità urbana 4

5 1.2 Partecipanti e Budget di Progetto Nome del progetto Acronimo del progetto Coordinatore del progetto Valore del progetto Finanziamento ex Comma 893 della legge 27 dicembre 2006 n 296 Co-finanziamento degli enti partecipanti Cofinanziamenti provenienti dalle regioni di appartenenza di uno o più dei soggetti aggregati o aggregandi Gestione informata della Mobilità GiM Provincia di Milano Euro ,00 Euro ,00 Provincia di Reggio Emilia Comune di Reggio Emilia Provincia di Piacenza Comune di Piacenza Provincia di Ferrara Comune di Ferrara Provincia di Forlì-Cesena Comune di Cesena Comune di Forlì Provincia di Rimini Provincia di Ravenna Provincia di Ancona Provincia di Ascoli Piceno Provincia di Macerata Provincia di Pesaro-Urbino Comune di Venezia Provincia di Milano Comune di Milano Provincia di Roma Provincia di Firenze Comune Firenze TOTALE Regione Lombardia Regione Marche TOTALE ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,04 Euro ,04 Euro ,04 Euro ,04 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro 0,00 Euro ,00 Euro ,16 Euro ,00 Euro ,85 Euro ,85 Euro Fondazione Ugo Bordoni (contribuiranno Cofinanziamenti provenienti da enti tra gli altri il D.I.T.S. dell Università la ,00 Euro esterni all aggregazione costituita o Sapienza di Roma) costituenda e diversi dal finanziamento comma 893 TOTALE ,00 Euro 5

6 1.3 Criticità/Problemi che il progetto intende rimuovere Lo sviluppo del progetto è rivolto in primo luogo a favorire la completa integrazione nelle informazioni legate alla mobilità a livello sovraprovinciale secondo logiche omogenee e standardizzate, rimuovendo gli attuali vincoli tecnologici ed informativi. A supporto delle logiche di funzionamento evidenziate, il contestuale sviluppo di un impianto sistemistico e tecnologico capillare e performante ha inoltre l obiettivo di rendere leggibile e trasparente il sistema-rete fornendo le informazioni fondamentali sui livelli di servizio la cui assenza rende a tutti gli effetti critica, se non impossibile, una corretta ed affidabile pianificazione dello spostamento e una gestione efficace degli imprevisti (perturbazione della circolazione). Si propone quindi una modalità di monitoraggio che utilizzi l integrazione tra sistemi di rilevazione tradizionali ed innovativi quali il tracciamento satellitare (floating car data) per monitorare il livello di saturazione della rete stradale. Il tracciamento satellitare verrà effettuato da una unità di bordo (OBU) definita dal Progetto da installare su veicoli sotto il controllo degli EELL afferenti al Progetto, per specializzare la loro funzione di veicoli sonda. Il sistema sarà comunque in grado di integrare le informazioni generate da veicoli già attrezzati con unità di localizzazione, che, sebbene forniscano dati più approssimativi, rappresentano una ricca base di informazioni già potenzialmente disponibile. L installazione di unità AVM sulle flotte del TPL nelle province emiliane e marchigiane coinvolte nell ambito del presente progetto, così come le esperienze già attuate nell area milanese e fiorentina, si allinea coerentemente con l approccio di una definizione ottimale delle unità di bordo per la supervisione del servizio di trasporto pubblico. La distribuzione dell informazione costituirà infine il principale strumento di controllo non-coercitivo del traffico. L utenza costretta a limitare l utilizzo dell automobile per decongestionare il traffico (ad es. ZTL o targhe alterne), percepirà gli enti normatori come restrittivi. Dissuadere l utente dall intraprendere un viaggio tormentato nel traffico, o ancor meglio fornire ad esso mezzi o percorsi alternativi più rapidi, non potrà che rendere l utenza più benevola verso il fornitore di informazioni così preziose. Diverse tecnologie di comunicazione sono ad oggi disponibili per il broadcast (o unicast) di queste informazioni. Il controllo del traffico potrà essere coadiuvato fornendo all utenza, in modalità pre-trip o on-trip, percorsi ottimizzati e personalizzati che tengano conto dello stato e del traffico e del servizio TPL verso la propria destinazione. In Italia più del 50% delle merci movimentate via strada copre percorsi inferiori ai 50 km.il PGM giustamente evidenzia un problema importante di azione per questo segmento di mobilità spesso trascurato o considerato residuale ed indica una soluzione nel controllo degli accessi verso i centri urbani. Il progetto prevede di fornire uno strumento tecnologico che permetta di regolare l accesso alle aree cittadine di alcune tipologie di veicoli ad alta esternalità attraverso i centri di infomobilità che potranno potenzialmente operare come torri di controllo di un aeroporto gestisce il suo traffico aereo: i mezzi pesanti, ad esempio, (o con trasporto di merce pericolosa) verranno agganciati dal centro di controllo prima del loro ingresso nell area urbana, e, in base alla loro destinazione finale e ad una analisi del traffico, il centro potrà decidere la tempistica ed il percorso che il mezzo dovrà seguire. In particolare, una specifica applicazione del presente progetto, intende ridurre gli impatti negativi, in termini di congestione ed emissioni nocive, dell accesso/egresso ai centri urbani e al perditempo nella ricerca di parcheggio dei bus turistici. 6

7 2 I SERVIZI GiM 1. Servizio per il rilevamento dei flussi di traffico. Descrizione: il progetto propone una componente di rilevamento dei flussi di traffico basata su unità di bordo che utilizzano la localizzazione satellitare, su un canale di comunicazione wireless, sull ottimizzazione delle infrastrutture fisse. Entrambe le tecniche non necessitano della costruzione ed installazione di infrastrutture locali e possono usufruire dei sistemi AVM delle flotte di TPL. Il servizio sarà in grado di fornire una stima dei flussi di traffico sulle principali arterie. Migliorie: Un sottosistema non basato solo su infrastrutture fisse, ma anche su comunicazioni web o wireless, permette la riduzione dei costi di esercizio ed un agevole accentramento dei dati di traffico indispensabile per lo sviluppo di centri di infomobilità locali/provinciali/regionali. Inoltre gli attuali sistemi di monitoraggio del traffico basati sul tracciamento satellitare non permettono una valutazione dei livelli di traffico su un area con topografia complessa come quella urbana. Il Progetto individuerà le linee di innovazione necessarie per superare gli ostacoli tecnici; ostacoli dovuti all utilizzo del solo sistema GPS (e non congiuntamente ad EGNOS-GALILEO) o ad un uso basilare dei grafi stradali. 2. Servizio di supervisione, controllo del traffico ed interscambio dei dati traffico su scala regionale. Descrizione: Posto che l obiettivo finale del progetto è la realizzazione di un sistema regionale composto da una o più centrali, il progetto studierà una sala operativa ed un CED (Centro di Infomobilità) che permetteranno la supervisione dello stato del traffico su scala regionale o nelle future città metropolitane. I dati raccolti dal servizio di rilevamento sopra esposto potranno inoltre essere integrati tramite servizi terzi di rilevamento del traffico svolti da enti privati e pubblici (Uffici comunali e provinciali della mobilità). La supervisione del traffico avverrà tramite differenti possibili viste che enfatizzino lo stato del traffico, il suo trend, gli incidenti o il movimento dei mezzi pesanti. Il servizio permetterà inoltre di accedere ad archivi storici, relativi ai flussi di traffico ed alla incidentalità, applicando filtri temporali o geografici. Gli strumenti di supervisione permetteranno scelte operative e tempestive per il controllo del traffico, o operazioni di messaggistica tramite pannelli a messaggio variabile. Infine, il Centro regionale fornirà i dati di traffico così aggregati ai service provider di info-traffico aderenti al progetto per la trasmissione in broadcast tramite radiofrequenza, comunicazioni cellulari, web, ecc. Un canale informatico dedicato verrà allocato per l interscambio di informazioni con gli enti interessati (comuni, province, regioni limitrofe). Migliorie: Le migliorie derivate da un unico centro di infomobilità su scala regionale o città metropolitana, sono molteplici ed evidenti se si pensa all attuale parcellizzazione delle informazioni sul traffico. Una chiara suddivisione di competenze e relativa copertura geografica, permette un integrazione dei dati formale indispensabile per sfruttare le potenzialità fornite dagli strumenti di information technology. In generale i servizi sopra esposti permettono: una visione di insieme del traffico sulle arterie regionali; uno strumento di decision making per operazioni di pronto intervento o per la pianificazione sul medio-lungo periodo; uno strumento per gli enti con una scarsa possibilità di allocare risorse economiche per attività di monitoraggio del traffico; il controllo di mezzi ad alta esternalità o con merci pericolose. 3. COIM Centro Operativo Integrato Mobilità a. Descrizione: Il progetto prevede l implementazione di una sotto-unità del Centro di Infomobilità regionale, denominata COIM Centro Operativo Integrato Mobilità costituirà il gateway tecnologico centralizzato a livello sovraprovinciale attraverso il quale transiteranno sia i dati sia le funzionalità messe a disposizione dai singoli Poli Erogatori (PE) distribuiti sui diversi bacini provinciali: sistemi di controllo delle flotte (AVM), spire, strumenti per la preferenziazione semaforica, etc. Il COIM avrà un ruolo di collettore delle informazioni provenienti dai singoli PE ed il compito di aggregare, elaborare e strutturare i dati raccolti per renderli fruibili alla collettività sotto forma di servizi integrati attraverso l uso di reti wired e wireless (In Emilia Romagna verrà utilizzata la rete in fibra ottica regionale LEPIDA) sia per raccogliere informazioni dai vari PE sia per veicolare i servizi di infomobilità al cittadino. La piattaforma costituirà anche l ambiente di implementazione e test, tra gli altri: di un sistema di clearing in ambiente multioperatore e tra più bacini attraverso: la definizione delle regole, delle modalità e della titolarità di emissione dei titoli di viaggio, della loro 7

8 ricerca tramite eventuali reti, anche multi-canale; la raccolta dei dati relativi a tali titoli e quindi le informazioni sui valori economici, e la loro distribuzione ai diversi operatori di TPL secondo criteri, regole, algoritmi e contratti, preventivamente concordati; la raccolta dei dati provenienti dagli operatori e relativi al consumo dei titoli di viaggio eventualmente emessi in sistema di circolarità. di un sistema (pilota) di gestione di una Smart Card che implementi le linee guida dello standard aperto proposto per la bigliettazione ed i pagamenti in mobilità, integrando le specifiche nazionali/internazionali dei micro-pagamenti elettronici. b. Grado di interattività previsto: il grado di interattività dell unità sarà garantito attraverso l applicazione delle stesse logiche degli apparati AVM basate sull adozione, di architetture SOA. La centrale sarà in grado di interagire (ricevere/inviare dati) con la piattaforma di diffusione convogliando, in modo integrato, le informazioni su differenti supporti tecnologici disponibili (cellulari, smartphone, pc, navigatori satellitari, web application, etc.) c. Target del servizio (cittadino /impresa): i servizi resi dal COIM avranno come target l intera collettività con benefici rivolti sia alle imprese (es. ottimizzazione sui tempi di trasferimento dei dipendenti e delle merci) sia ai cittadini. Figura 1: Diagramma dell unità COIM 4. Servizio di diffusione delle informazioni verso l utenza 4.1 Servizio di diffusione dei dati relativi al traffico Descrizione: Il servizio di natura informativo sulla viabilità si rivolge ai cittadini sia nei punti di interscambio con i mezzi pubblici sia a bordo veicolo ed intende fornire dettagli sullo stato del traffico (flusso lungo un arteria di viabilità, rilevazione velocità, veicoli fermi ai semafori) e sulla presenza di incidenti e altri eventi (cantieri, manifestazioni, emergenze) che inibiscono la viabilità sia in generale sia specificatamente sul percorso scelto dall utente. Il servizio erogato comprende l individuazione del miglio percorso con il relativo tempo di percorrenza considerando le informazioni in tempo reale sul traffico. Migliorie: Riduzione della congestione e dei tempi di viaggio degli utenti, miglioramento delle prestazioni di fluidificazione di mobilità urbana ed extraurbana. Canali di erogazione: l erogazione del servizio avverrà secondo logiche multicanale (Web, UMTS, WiFi, WiMax, su PC, smartphone, palmari, etc.) e radio digitale (RDS-TMC) Target del servizio (cittadino/impresa): cittadini, in generale tutti gli utenti della rete. 4.2 Servizio di Travel Planner in real time Descrizione del servizio: Implementazione di un Travel planner in real time nella logica di fornire informazioni on-line aggiornate in tempo reale attraverso la raccolta dei dati che saranno messi a disposizione del Centro di Infomobilità. Canali di erogazione: l erogazione del servizio avverrà secondo logiche multicanale web (PC, smartphone, palmari, etc.) e vocalizzate. 8

9 Benefici ottenibili rispetto alla situazione in atto: l implementazione del Travel Planner in real time consentirà di pianificare un viaggio in maniera multimodale e utilizzando dati in tempo reale. Ad oggi è possibile pianificare spostamenti su un unico mezzo di trasporto (mono-modale), spesso unicamente all interno dell area coperta dall azienda di TPL erogatrice del servizio e comunque utilizzando orari e stime di percorrenza estratti da un archivio statico. Target del servizio (cittadino /impresa): il Travel planner in real time sarà rivolto a chiunque necessiterà di informazioni relative al servizio di TPL o al livello di congestione da traffico. 4.3 Servizio informativo sul territorio (Paline intelligenti e Pannelli a messaggio variabile) Descrizione del servizio: Installazione di un rete di paline elettroniche e Pannelli a messaggio variabile a. Grado di interattività previsto: Le paline saranno in grado di ricevere informazioni direttamente trasferite dai mezzi TPL in esercizio sulla rete (attraverso l AVM) e Centro di Infomobilità di competenza (installazione Province della Regione Emilia-Romagna e Regione Marche). I PMV riceveranno informazioni sul traffico dalla centrale operativa e sensori installati sulla rete stradale. L installazione nel Comune di Venezia riguarderà pannelli a messaggio variabile di segnalazione della ZTL Bus, delle aree di libera circolazione, dei parcheggi riservati ad autobus già in possesso di specifici pass d ingresso Benefici ottenibili rispetto alla situazione in atto: rispetto allo stato attuale sarà possibile comunicare ai viaggiatori in attesa alle principali fermate informazioni in tempo reale sullo stato del servizio (ritardi, soppressioni, etc.) 9

10 3 ARCHITETTURA e TECNOLOGIA Una architettura del sistema GiM è riportata nella seguente figura, dove è possibile apprezzare le tre componenti principali del sistema: le box in alto (in verde) rappresentano le unità di raccolta dati sul territorio (le box in grigio rappresentano componenti gestite da terze parti non afferenti direttamente al progetto GiM ma potenzialmente utili al sistema); il Centro di Infomobilità (vedi successiva descrizione e schema); infine la piattaforma di diffusione delle informazioni supporterà l erogazione dei servizi verso l utenza (cittadini, imprese ed altre istituzioni). Figura 2: Schema base di un centro di infomobilità GiM Il flusso dei dati è meglio individuato dalla seguente figura che rappresenta il modello fisico del sistema GiM. I dati, una volta raccolti dalle diverse componenti sul territorio (box in alto) vengono normalizzati secondo gli standard definiti dal progetto e aggregati da un apposita unità di Data Fusion per poi generare una analisi, anche previsionale, del traffico osservabile tramite l unità di Situation Display. I dati relativi alle flotte TPL (box in alto a destra), oltre ad alimentare i modelli sul traffico, permettono le operazioni dell unità COIM descritta in precedenza. L unità di diffusione (in basso) permetterà di distribuire informazioni relative al traffico ed allo stato di uno o più mezzi TPL sulle più comuni piattaforme di comunicazione. I servizi erogati agli utenti finali del sistema verranno esposti tipicamente tramite il protocollo http con 10

11 l eventuale aggiunta di una componente crittografica data dal protocollo SSL (Secure Socket Layer), e utilizzeranno come livello di trasporto la rete Internet o collegamenti dedicati a seconda delle esigenze che si presenteranno di volta in volta. Standard. Il sistema sarà conforme alla specifica interregionale ICAR e ai seguenti protocolli standard per garantire la massima interoperabilità con gli enti e i soggetti terzi coinvolti nel progetto: DATEX, SIRI (Service Interface for Real Time Information), WSDL 2.0, XSD, XSL, UDDI, SOAP, WS-Security, WS- Transaction. Relativamente alle tecnologie di rilevamento del traffico verranno ampiamente utilizzate le tecniche di Floating Car Data (Probe Car; o equivalentemente AVM nel caso di veicoli adibiti al trasporto pubblico). Lo scambio dei dati tra i vari centri di raccolta avverrà tramite web services per automatizzare il più possibile i processi di raccolta/distribuzione dati. La distribuzione dei dati di traffico avverrà sia tramite i canali tradizionali, quali pannelli a messaggio variabile o trasmissioni radiofoniche, che tramite canali informatici secondo l attuale standard RDS-TMC sulle frequenze di una emittente a copertura nazionale. L utilizzo di nuove tecnologie di broadcast FM quali il DAB-TPEG, o il WiMax verrà sperimentato ove possibile ed inoltre si utilizzerà i navigatori e i cellulari come strumenti non solo per l invio ma anche per la ricezione delle informazioni. 11

12 Figura 3: Architettura fisica AVM GiM Unità AVM prodotte e installate su TPL nell ambito del Progetto GiM AVM Centrale di coordinamento AVM già operativa e messa a disposizione dagli enti Fleet Management Centrale di Fleet Management già operativa e messa a disposizione dagli enti 12

13 FVD GiM Autoveicoli di proprietà degli enti (o con specifica convenzione) in grado di inviare dati FVD grazie ad una unità di bordo (black box) sviluppata in ambito GiM FVD Terzi Velocità medie su segmenti predefiniti basati su FVD Matrici origine-destinazione (TBC) Gestione Traffico Sistema di gestione della circolazione veicolare (ad es. controllo semaforico) messo a disposizione dagli enti Infotraffico Servizi di informazione traffico di tipo giornalistico (i.e. espresse in linguaggio naturale; ad es. bollettini CCISS, ACI, Centrale Polizia, Cantieri ecc.) Mezzi Pesanti Sistema di controllo dell accesso di mezzi pesanti ad aree controllate (ad es. centro cittadino; aree congestionate, aree sensibili ecc.) messi a disposizione dagli enti Mezzi Pesanti GiM Sistema di monitoraggio e controllo (track & trace) del movimento di mezzi pesanti in aree specifiche (ad es. zona fiere) Piattaforme Diffusione Piattaforme per il trattamento dei dati traffico per la diffusione di informazioni al cittadino Sensori fissi Sensori di rilevamento flussi di traffico tradizionali (ad es. spire, telecamere) già operativi sul territorio messi a disposizione dagli enti Traffic DB e Situation Display Database strutturato per un rapido accesso ai dati in tempo reale e per il recupero di dati storici; quadro sinottico per la presentazione degli stessi. 13

14 4 PIANO DI LAVORO Una validazione operativa sul campo e la successiva fase di analisi dei risultati concluderanno le attività di sperimentazione. Le fasi di completamento del sistema saranno demandate ad un progetto successivo ad eccezion fatta per il sistema della Regione Emilia Romagna che sarà portato a completamento per quanto riguarda le tematiche monitoraggio flotta TPL, diffusione delle informazioni su TPL e traffico (paline e PMV) e il servizio Travel Planner dinamico precedentemente descritto. La logica progressiva del progetto è illustrata nella figura seguente. Le prime attività (in azzurro) copriranno le fasi di studio analisi e definizione delle specifiche funzionali e tecniche che permettono lo sviluppo di una baseline comune e la successiva verifica dei moduli base del sistema. Una volta dimostrata tramite verifica l efficacia dei sistemi innovativi e l interoperabilità fra i vari sotto-sistemi si potrà procedere con le fasi di specializzazione che riflettono le diverse necessità territoriali in gioco (in verde) Figura 4: Logica di Progetto 14

15 La figura seguente riporta il GANTT di progetto. La durata del progetto GiM sarà di 18 mesi. 15

16 Descrizione dell'attività 1 : Ricognizione sullo stato dell arte tecnologico e disponibilità sistemi ed infrastrutture Nome dell'attività Stato dell arte N (dal GANTT) 1 Responsabile dell'attività Provincia di Milano, Provincia Reggio Emilia Budget allocato ,00 Inizio (giorni solari dall'inizio del progetto) 30 Fine (giorni solari dall'inizio del progetto) 180 Bacino di Milano Provincia/Comune di Firenze Partecipanti Provincia di Roma Bacino Emilia Romagna Marche Venezia Fondazione Ugo Bordoni Obiettivi dell'attività Analisi dello stato dell arte dei servizi di rilevazione e controllo del traffico, della gestione centralizzata dei mezzi TPL, dei sistemi di diffusione e della bigliettazione elettronica a livello europeo Analisi dello stato dell arte dei servizi di rilevazione e controllo del traffico, della gestione centralizzata dei mezzi TPL, dei sistemi di diffusione e della bigliettazione elettronica a livello degli Enti partecipanti Tramite l attività 1 il progetto intende effettuare la ricognizione delle tecnologie presenti a livello comunitario per la rilevazione dei flussi di traffico, per il monitoraggio delle flotte di TPL e per la bigliettazione elettronica. Per le tecnologie analizzate si dovranno evidenziare i seguenti aspetti: Efficienza nelle operazioni di rilevamento e controllo del traffico; Minimizzazione dei costi di gestione; Limitazioni normative/regolamentari. Descrizione del lavoro previsto nell'attività L attività 1 cercherà inoltre di integrare, ove possibile, le tecniche ed i sistemi sviluppati fino ad oggi in ambito nazionale da enti pubblici e privati potenziandoli con tecnologie di ultima generazione, analizzando i seguenti aspetti: Navigazione satellitare e comunicazioni wireless per applicazioni di position reporting; Pianificazione dinamica del viaggio (che tenga conto cioè di eventi transitori quali traffico o incidenti lungo il percorso); Comunicazioni wireless in modalità broadcast per la trasmissione ad un grande numero di utenti di informazioni dinamiche (ad esempio traffico, lavori in corso); Tecniche e modelli di aggregazione dei dati di traffico e relativi modelli previsionali. 16

17 Sono previste, inoltre, verifiche sulla fattibilità di collaborazioni con il progetto SIMONE (Sistema Innovativo di gestione della Mobilità per le aree metropolitane) già finanziato nell ambito del primo bando del Programma Elisa. Un analisi dei progetti a livello europeo sarà inoltre necessaria per definire una possibile baseline di interoperabilità comunitaria dei sistemi di infomobilità attualmente in uso e delle relative strutture dati che sfruttano. Visto il delicato utilizzo di tecniche di tracciamento dei veicoli, sarà condotta in questa fase una specifica analisi degli aspetti di privacy e legali. Gli Enti partecipanti svilupperanno dei report riguardanti i sistemi e le tecniche utilizzate in precedenti attività inerenti il progetto per potenziare, a parità di costi per il progetto, l efficacia delle attività dimostrative e per non disperdere gli obiettivi conseguiti fino ad oggi. Suddivisione in sottoattività N 1 Ricognizione di sistemi e apparecchiature presenti all interno degli Enti partecipanti N 2 Verifica a livello comunitario dei sistemi tecnologici esistenti N 1 Analisi di benchmarking sull infomobilità a livello internazionale N 2 Ricognizione sui principali standard esistenti nel campo della bigliettazione elettronica Prodotti dell'attività N 3 Analisi della situazione attuale negli Enti coinvolti nel progetto N 4 Aspetti legali e privacy N 5 Individuazione tecnologie N 6 Definizione dei costi Contributo agli obiettivi del Progetto Questa fase permette di identificare il punto di partenza e le iniziative da implementare nel progetto 17

18 Descrizione dell'attività 2: definizione dell architettura generale del sistema Nome dell'attività Architettura di sistema N (dal GANTT) 2 Responsabile dell'attività Provincia di Milano, Provincia di Roma, Comune di Milano, Provincia Reggio Emilia Budget allocato ,00 Inizio (giorni solari dall'inizio del progetto) 0 Fine (giorni solari dall'inizio del progetto) 210 Bacino di Reggio Emilia Bacino di Piacenza Bacino di Ferrara Bacino di Rimini Bacino di Forlì-Cesena Partecipanti Bacino di Ravenna Bacino Province Regione Marche Comune di Venezia Bacino di Milano Provincia/Comune di Firenze Provincia di Roma Fondazione Ugo Bordoni Obiettivi dell'attività Generare una visione organica del sistema che individui le sue singole componenti, le loro funzionalità e le responsabilità associate. Questa visione organica verrà formalizzata in una architettura generale di sistema che tenga conto delle tecnologie e dei sistemi disponibili (o in piano) individuati nell attività 1. Nella presente fase gli obiettivi sociali e politici del progetto verranno tradotti in specifiche formali tramite un processo ingegneristico di gestione dei requisiti. Descrizione del lavoro previsto nell'attività Le specifiche verranno organizzate in un albero funzionale che descriva formalmente, coerentemente ed in maniera integrata le funzionalità del sistema. Tale albero funzionale definirà la baseline su cui strutturare l architettura di sistema nella successiva fase. All interno dell albero funzionale saranno presenti inoltre le entità che governeranno il sistema e quindi i suoi servizi. Le complesse interrelazioni fra i diversi enti pubblici interessati, i service providers e i cittadini. In questa fase verrà sviluppata un architettura che permetta una esaustiva implementazione del sistema e la sua validazione. L architettura, infatti, se da un lato conterrà le specifiche ingegneristiche di sistema per una chiara e distinta 18

19 implementazione di ogni sua singola componente, allo stesso tempo individuerà una baseline di verifica che permetta ai membri del progetto ed agli organismi di supervisione, una metrica atta a valutare l effettiva capacità del sistema di eseguire correttamente le funzioni preposte. L architettura, inoltre, definirà le interfacce funzionali fra tutte le componenti del sistema per garantire una effettiva operabilità in fase di integrazione. Infine è richiesto uno studio approfondito che individui chiaramente gli attori in campo e per ognuno i modelli di esercizio. Allo scopo verrà istituito uno specifico steering committee formato dai membri delle province, dei comuni e delle regioni coinvolte e da personale tecnico con esperienza nel campo della infomobilità. N 1 Raccolta requisiti ed obiettivi degli enti afferenti al progetto Suddivisione in sottoattività N 2 Specifiche funzionali del sistema N 3 Studio dei rapporti economici tra i diversi soggetti coinvolti nel progetto N 1 Documento dei requisiti Prodotti dell'attività N 2 Albero funzionale N 3 Albero del prodotto N 4 Piano di validazione Contributo agli obiettivi del Progetto Raccolta requisiti presso gli enti istituzionali Definizione di un architettura di riferimento e di specifiche di interfaccia necessarie per l implementazione del sistema. Analisi della sostenibilità del sistema 19

20 Descrizione dell'attività 3: Specifiche e sviluppo baseline Nome dell'attività Definizione delle specifiche funzionali e tecniche e sviluppo baseline N (dal GANTT) 3 Responsabile dell'attività Provincia di Milano, Provincia di Roma, Comune di Milano, Provincia di Reggio Emilia Budget allocato ,00 Inizio (giorni solari dall'inizio del progetto) 120 Fine (giorni solari dall'inizio del progetto) 300 Bacino di Reggio Emilia Bacino di Piacenza Bacino di Ferrara Bacino di Rimini Bacino di Forlì-Cesena Partecipanti Bacino di Ravenna Bacino Province Regione Marche Comune di Venezia Bacino di Milano Provincia/Comune di Firenze Provincia di Roma Fondazione Ugo Bordoni Definizione delle specifiche tecniche per garantire la piena operatività del sistema e l interoperabilità fra tutte le componenti (interne ed esterne). Obiettivi dell'attività Descrizione del lavoro previsto nell'attività Individuare un sottoinsieme di componenti e funzioni presenti nell architettura di sistema che possano essere implementate, verificate e dimostrate allo scopo di validare le funzionalità operative del sistema e compatibilmente con il budget e la tempistica assegnata. L architettura definita in fase 2 descrive un macrosistema operativo su scala regionale. Il presente progetto si propone di valutare l efficienza di un tale sistema insieme alla sua fattibilità tecnica ed economica. Per fare ciò, compatibilmente con i budget assegnati, il team individuerà alcuni segmenti dimostrativi. L individuazione di tali segmenti richiederà un analisi iterativa che ottimizzi l equilibrio fra i seguenti fattori: Rappresentatività dei segmenti dimostrativi vs obiettivi di progetto Budget economico 20

21 Tempistica e pianificazione del progetto Riduzione del numero o delle dimensioni delle componenti di sistema Riduzione delle funzionalità di sistema Individuazione area dimostrativa Compatibilmente con queste analisi, il Progetto svilupperà i primi prototipi rappresentativi delle unità di base del sistema allo scopo di poter, nella fase successiva, verificare il rispetto alle specifiche tecniche (definite in fase 2) e l interoperabilità fra i diversi moduli. Il Progetto infine stilerà un piano di validazione che identifichi le aree in cui verranno svolte le validazioni, le relative procedure e gli attori implicati e le eventuali autorizzazioni/liberatorie necessarie per l esecuzione delle attività di validazione (fase 7) N 1 Configurazione del sistema di validazione Prodotti dell'attività N 2 N 3 N 4 Unità di base Sistema di Monitoraggio : un sottosistema di raccolta dati relativo al traffico privato basato sulla rilevazione satellitare. Il sottosistema sarà coadiuvato da informazioni fornite da altri Enti e infrastrutture già esistenti e operanti sul territorio di validazione sottosistema di tracciamento dei mezzi pesanti, dei bus turistici e del TPL Unità di base Centro di Infomobilità : un centro di infomobilità secondo le caratteristiche definite nell architettura GiM (aggregazione dati, forecast, situation display) gestione dei mezzi monitorati gestione dei flussi attraverso l attuazione semaforica pagamento e rilascio per via telematica dei pass ZTL, Unità di base Sistema di Diffusione : una piattaforma di diffusione dei servizi informativi su differenti supporti tecnologici disponibili (cellulari, smartphone, pc, navigatori satellitari, web application, PMV, etc.) Travel planner in real time che superi la classica funzione statica basata sugli orari programmati per orientarsi ad una funzione dinamica con generazione in tempo reale degli itinerari Origine/Destinazione in funzione del reale posizionamento dei mezzi e dei livelli di puntualità del Servizio N 5 Piano di validazione N 6 Proposta di Linee guida per standard di bigliettazione e di pagamento Contributo agli obiettivi del Progetto Individuazione di un sotto insieme coerente con le specifiche ed architettura di sistema e che possa essere utilizzato per le attività di dimostrazione Prototipazione delle unità principali Pianificazione delle attività di validazione 21

22 Descrizione dell'attività 4: analisi dei funzionamenti delle unità di base Nome dell'attività Verifica in-house N (dal GANTT) 4 Responsabile dell'attività Provincia di Milano, Provincia di Roma, Comune di Milano, Provincia di Reggio Emilia Budget allocato ,00 Inizio (giorni solari dall'inizio del progetto) 300 Fine (giorni solari dall'inizio del progetto) 360 Bacino di Milano Provincia/Comune di Firenze Partecipanti Provincia di Roma Bacino Emilia Romagna - Marche Comune di Venezia Fondazione Ugo Bordoni Obiettivi dell'attività Descrizione del lavoro previsto nell'attività Suddivisione in sottoattività Prodotti dell'attività Le attività mirano ad assicurare il rispetto delle specifiche tecniche e funzionali precedentemente identificate allo scopo di garantire l efficacia del sistema di validazione e l interoperabilità fra i vari moduli del sistema Implementazione delle unità di base atte ad una prima verifica funzionale e di compatibilità Sulla base delle specifiche tecniche definite nell attività 3, verranno definite procedure di verifica che assicurino in maniera formale il rispetto delle stesse. Qualora non fosse possibile procedere con un test operativo, la verifica verrà effettuata tramite apposita analisi. Le unità sviluppate nell attività 3 verranno infine interconnesse per le attività di test ed analisi definite nelle procedure di verifica. N 1 Definizione delle procedure di verifica N 2 Attività di verifica N 1 Procedure di verifica N 2 Risultati e matrice di rispetto delle procedure di verifica Contributo agli obiettivi del Progetto Garanzia, in uno stadio prototipale, del rispetto delle specifiche tecniche 22

23 Descrizione dell'attività 5: Progettazione e sviluppo dei validatori Nome dell'attività Progettazione e sviluppo dei validatori regionali N (dal GANTT) 5 Responsabile dell'attività Provincia di Milano, Provincia di Roma, Comune di Milano Budget allocato ,00 Inizio (giorni solari dall'inizio del progetto) 240 Fine (giorni solari dall'inizio del progetto) 480 Bacino di Milano Partecipanti Provincia/Comune di Firenze Provincia di Roma Fondazione Ugo Bordoni Obiettivi dell'attività Descrizione del lavoro previsto nell'attività Progettazione tecnica e sviluppo dei validatori: Unità di test in grado di rappresentare il sistema complessivo sul territorio di applicazione Le attività saranno costituite principalmente dallo sviluppo delle componenti individuate nell attività 3 attraverso l acquisizione di nuovi sistemi e utilizzo degli esistenti. N 1 Sviluppo del validatore Lombardia Suddivisione in sottoattività (eventuale) N 2 Sviluppo del validatore Lazio N 3 Sviluppo del validatore Firenze Prodotti dell'attività N 1 Validatore Lombardia N 2 Validatore Lazio N 3 Validatore Firenze Contributo agli obiettivi del Progetto Sviluppo delle componenti rappresentative del sistema GiM 23

24 Descrizione dell'attività 6: validazione su di un area campione Nome dell'attività Validazione su di un area campione N (dal GANTT) 6 Responsabile dell'attività Provincia di Milano, Provincia di Reggio Emilia Budget allocato ,00 Inizio (giorni solari dall'inizio del progetto) 420 Fine (giorni solari dall'inizio del progetto) 540 Bacino di Milano Provincia/Comune di Firenze Partecipanti Provincia di Roma Bacino Emilia Romagna Marche Comune di Venezia Fondazione Ugo Bordoni Obiettivi dell attività Verificare sul campo le funzionalità di sintesi sviluppate nelle fasi precedenti Creare consapevolezza sul cittadino In una prima fase verrà definita una metrica che permetta di correlare analiticamente i risultati delle operazioni di dimostrazione con il raggiungimento degli obiettivi di progetto. Di seguito verranno condotte, verosimilmente tre attività di dimostrazione che siano rappresentative dei processi di: Descrizione del lavoro previsto nell attività Monitoraggio del traffico (tracciamento di unità di bordo satellitari, strumentazione tradizionale, ) Aggregazione/scambio delle informazioni e situation display presso il centro di infomobilità Distribuzione delle informazioni verso l utenza (Travel planner) Al termine delle attività di dimostrazione verrà condotta un analisi comparativa per quantificare il raggiungimento degli obiettivi di progetto Suddivisione in sottoattività (eventuale) N 1 Attività di Dimostrazione N 2 Individuazione delle voci di costo Prodotti dell attività N 1 Analisi dei risultati, benchmarking ed indicazioni correttive per la fase operative N 2 Rapporti risultati conseguiti per attività N 3 Filmato video, brochure, comunicati stampa, seminari, sito web 24

25 per la diffusione dei N 4 Analisi economica Contributo agli obiettivi del Progetto Fase necessaria per la verifica del conseguimento degli obiettivi del Progetto Analisi della sostenibilità del sistema 25

26 Descrizione dell'attività 7: Implementazione del sistema operativo Emilia Romagna Marche Venezia Nome dell'attività Implementazione sistema Regione Emilia-Romagna, Regione Marche, Venezia N (dal GANTT) 7 Responsabile dell'attività Provincia di Reggio Emilia Budget allocato ,16 Inizio (giorni solari dall'inizio del progetto) 120 Fine (giorni solari dall'inizio del progetto) 540 Bacino di Reggio Emilia Bacino di Piacenza Bacino di Ferrara Partecipanti Bacino di Rimini Bacino di Forlì-Cesena Bacino di Ravenna Bacino Province Regione Marche Comune di Venezia Completamento del sistema Emilia-Romagna/Marche per la copertura di tutte le province della Regione Emilia Romagna e della Regione Marche afferenti al progetto Obiettivi dell attività FORNITURA E INSTALLAZIONE DELL AVM E DELLE PALINE ELETTRONICHE FORNITURA E MESSA IN OPERA DEGLI APPARATI TECNOLOGICI E SISTEMISTICA DEL SOTTOSISTEMA COIM (Centro Operativo Integrato Mobilità) FORNITURA E INSTALLAZIONE DEI PMV (ALFANUMERICI E GRAFICI FULL COLOR) Definizione dei criteri di base e dei requisiti di partecipazione alle gare per la fornitura degli apparati hardware e software Determinazione della base d asta Descrizione del lavoro previsto nell attività Definizione dei parametri di valutazione delle offerte Predisposizione della documentazione di gara Consegna, fornitura e messa in opera dei sistemi AVM (Device) sui mezzi TPL urbano ed extraurbano nei bacini provinciali emiliani e marchigiani Implementazione dei sistemi software per la messa a regime dei sistemi di 26

27 terra e di bordo degli AVM (software di centrale/bordo, connettività, KPI) Consegna, fornitura e messa in opera delle paline elettroniche (Device) presso i nodi individuati sulle reti di bacino Consegna, fornitura e messa in opera degli apparati tecnologici e sistemistica del sottosistema COIM Consegna, fornitura e messa in opera dei PMV (alfanumerici e grafici full color) nei bacini provinciali emiliani e marchigiani Integration Test: Test/Start-up/ messa a regime dei sistemi hardware e software N 1 Progettazione documentazione di gara Suddivisione in sottoattività (eventuale) N 2 Espletamento procedure di gara N 3 Forniture ed installazioni N 4 Test/start-up/messa a regime N 1 Lettera di Invito (opzionale) N 2 Bando di Gara N 3 Capitolato di Gara Prodotti dell attività N 4 Allegati al Capitolato di Gara N 5 Schema del contratto di fornitura e installazione e relativi allegati N 6 Sistemi di bordo AVM, Antenne GPS, Paline elettroniche e Cablaggi, Hardware e software COIM, PMV a lato strada e a bandiera e Cablaggi N 7 Certificato e garanzia di istallazione N 8 Certificato di collaudo dei sistemi Contributo agli obiettivi del Progetto Le attività sono propedeutiche alle successive fasi di implementazione dei servizi di infomobilità previsti nel progetto nell area di riferimento 27

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