Laboratorio di Laurea ARCHITETTURA PER L ARCHEOLOGIA- 16 CFU

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1 Laurea Magistrale in ARCHITETTURA Anno Accademico Laboratorio di Laurea ARCHITETTURA PER L ARCHEOLOGIA- 16 CFU Coordinatore: Prof. L. NOBILE Semestre preferenziale: II INTRODUZIONE Gli scavi archeologici hanno la capacità di modificare ogni luogo in un sito archeologico, poichè riportare alla luce presuppone la necessità di proteggere un documento prima ancora di divulgarlo. Questa attività di protezione e tutela non può essere un atto astratto, poiché sottrarre una struttura dall oblio configura una modifica della percezione spaziale nella quale è stata ritrovata. Se pensiamo al bisogno irrinunciabile di conservare nel loro contesto originario i manufatti più fragili, ad esempio i rivestimenti parietali e pavimentali e alla opportunità di esporli alla fruizione del pubblico, comprendiamo quanto sia importante la ricerca di soluzioni differenziate, quali la realizzazione di adeguate coperture. Un intervento di protezione deve poter coniugare l esigenza degli scavi e della fruizione del sito, avendo come obiettivo finale una duplice richiesta: da un lato restituire un immagine organica e significativa di un reperto inserito nella spazialità di un impianto architettonico con un tipo di vita e originali funzioni, dall altro identificare i ruoli e i rapporti dell insediamento con tutto il contesto territoriale che lo comprende. Il sistema di protezione cosa deve garantire? La centralità del reperto rispetto ai dispositivi aggiunti e l organicità degli apparati architettonici tesi a rendere più chiaro il carattere e la qualità spaziale dell antica struttura recuperata. Il rapporto dentro-fuori, chiuso-aperto, luci ed ombre, i luoghi dello stare e i luoghi del percorrere sono obiettivi molto complessi, spesso oggetto di sperimentazioni e di soluzioni differenziate e difficili. Questi concetti si sono chiariti proprio in Italia, con l apporto di numerosi specialisti ed in particolare degli studiosi dell Istituto Centrale del Restauro, che hanno messo a punto una articolata Carta del Rischio del Patrimonio Culturale portata avanti dagli inizi degli anni 90 ed ampiamente validata. In verità l elaborazione di una cultura della conservazione integrata e di una fruizione di massa è cosa recente e richiede ancora un dibattito complesso e articolato. Si sono trovati ad interagire ed a operare insieme archeologi, storici, architetti, ingegneri etc. che solo recentemente, grazie ad una faticosa maturazione avvenuta sul campo, hanno cercato di coniugare le ragioni di mondi separati. Per circa un cinquantennio, tra l introduzione dei principii della Carta di Atene del 1931 ed il sisma dell 80 che ha colpito l enorme patrimonio archeologico della zona vesuviana, l interesse si è spostato dalle tecnologie tradizionali alle tecnologie proprie dei nuovi materiali. ATTIVITA FORMATIVE SSD CFU DOCENTE Architettura strutturale modulo I ICAR/8 4 Prof. L. Nobile Architettura strutturale modulo II ICAR/8 2 Composizione architettonica e urbana ICAR/14 4 Prof. F.S.FERA Allestimento e museografia I ICAR/16 4 L arte del costruire e la sua evoluzione ICAR/08 2 Prof. L. NOBILE 1

2 PROGRAMMA Il laboratorio si sviluppa nel secondo semestre a partire dal mese di marzo 2016 per svilupparsi in forma intensiva nelle successive 13 settimane. Al termine di questa prima fase è prevista la prova di idoneità. Si riprende da metà settembre fino al completamento della tesi di Laurea entro e non oltre la sessione di laurea prevista nel marzo La ricerca condotta dagli studenti laureandi avrà come obiettivo la protezione di alcuni siti archeologici individuati all interno dell ambito territoriale emiliano-romagnolo e marchigiano. Premesso che ogni monumento ha una sua specificità e che richiede pertanto delle misure e delle soluzioni che devono essere pensate per quel luogo e per quel monumento, esistono tuttavia delle finalità comuni, delle esigenze che tutti i sistemi di protezione dovranno in ogni caso sviluppare: protezione dal rischio idrogeologico; protezione dal rischio sismico; protezione dai fenomeni di condensazione e di effetto serra ; schermatura termica ai raggi ultravioletti; protezione dai venti prevalenti e dall aggressione delle polveri; protezione dalle presenze biologiche; protezione dalla attività antropiche; basso impatto ambientale; basso impatto archeologico; reversibilità; riconoscibilità e identità dell intervento senza porsi come falso storico; manutenibilità dell opera, sicurezza e stabilità; utilizzo di materiali sperimentati sul campo; attrezzabilità del sistemi (passerelle e sistemi impiantistici etc.) Essi sono dei requisiti necessari ed inderogabili, ma non sufficienti per una valutazione complessiva dell appropriatezza delle scelte. Nell immagine generale, al fine di distinguere sul piano costruttivo l involucro di protezione dalla struttura archeologica, nell obiettivo, cioè, di mantenere identificabile il ruolo subalterno dell involucro protettivo rispetto alla struttura antica, le scelte di caratterizzazione tecnologica e materica di quest ultimo dovranno essere discrete e minimali sul piano espressivo, in modo da offrirsi come sfondo alla figurazione dell antico. Il contributo alla comprensione che un tipo di protezione come questo offre, è decisamente alto in quanto riduce la possibilità di erronee interpretazioni. Si tratta, grossomodo, delle stesse linee guida tracciate da Brandi in occasione della programmazione degli interventi per la Villa del Casale a Piazza Armerina, che, come si è detto, avevano già in nuce molti principi ancora oggi ampiamente condivisibili. Gli studenti laureandi condurranno il lavoro di ricerca singolarmente o in gruppi di due. Nel caso di gruppi si dovranno definire chiaramente gli apporti dei singoli. Il metodo di lavoro consiste nel giornaliero impegno in aula per la elaborazione di tavole di analisi e di studi progettuali condotti attraverso disegni e plastici coordinati con la docenza. Alla elaborazione si affianca lo studio delle fonti e dei testi critici riguardanti gli argomenti trattati nel laboratorio o indicati dalla docenza, attraverso l analisi comparativa di progetti o realizzazioni affini ai temi indagati. E auspicabile uno o più viaggi di studio per la presa visione diretta delle più recenti e aggiornate realizzazioni riguardanti soluzioni affini all argomento specifico del Laboratorio. BIBLIOGRAFIA LE COPERTURE DELLE AREE ARCHEOLOGICHE - MUSEO APERTO di M. Concetta Laurenti. Gangemi Editore COPERTURE ARCHEOLOGICHE. ALLESTIMENTI PROTETTIVI SUI SITI ARCHEOLOGICI di Sandro Ranellucci, ED.DEI, Tipografia del Genio Civile CONSERVAZIONE E MUSEALIZZAZIONE NEI SITI ARCHEOLOGICI di Sandro Ranellucci, Gangemi Editore ARCHEOLOGIA SICILIANA di C.Brandi, in BOLLETTINO DELL ISTITUTO CENTRALE DEL RESTAURO, 27-28, 1956, PP PROTECTION OF THE MOSAIC PAVEMENTS OF THE ROMAN VILLA AT PIAZZA ARMERINA (SICILY), di F.Minissi,in MUSEUM 14, 1961, PP

3 ALLEGATI 3

4 4

5 DOCENTI DISPONIBILI PER TESI INDIVIDUALI: Prof. L.Nobile, Prof. F.S.Fera DOCENTE INCARICATO DELL ORIENTAMENTO ALLA TESI : Prof. L.Nobile 5

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