VIENE PER CHI STA DIETRO LA PORTA CHIUSA DI DON PRIMO MAZZOLARI

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1 Parrocchia SS. Carlo e Luigi Pontevecchio di Magenta anno 7/58 Stampato in proprio VIENE PER CHI STA DIETRO LA PORTA CHIUSA DI DON PRIMO MAZZOLARI Ecco sto alla porta e busso Egli non viene né per onorare il suo nome né per salvare la sua dignità: viene per chi sta dietro la porta chiusa. E chi ci sta dietro la porta chiusa? Io ci sto: in tanti ci stanno; ci sta il mondo. Il quale mi sembra ancor più sprangato in questo Natale Da secoli, non da decenni, Egli attende Ma anche se tardasse un po aspettatelo: Egli verrà e lo vedrete tutti e ne godrà il vostro cuore poiché egli viene a portare la pace al suo popolo e a restituirgli la vita 7/58 pag. 1

2 5^ Elementare e 1^ Media: Lunedì 22/12 ore ^ e 3^ Media Lunedì 22/12 ore Adolescenti e Giovani Lunedì 22/12 ore Adulti Martedì 23/12 ore Mercoledì 24/12 ore Mercoledì 24/12 ore Santa Messa di Mezzanotte Ore 23.15: Presepio vivente davanti alla chiesa proposto dai ragazzi delle medie. Ore 24.00: Santa Messa di Mezzanotte Dopo la Santa Messa: rinfresco con auguri preparato dai nostri giovani. IN ORATORIO Nei giorni 17, 18, 19, 20, 22, 23 Dicembre vi aspettiamo in oratorio per la novena del Santo Natale. Vieni con noi ad aspettare Gesù. E la settimana dell ACCOLTO. Per i ragazzi delle MEDIE: ritrovo in oratorio alle ore 7,40 Per i bambini delle ELEMENTARI: ritrovo in oratorio alle ore 8,00 Arriveremo puntuali a scuola. 7/58 pag. 2

3 Ci voleva anche la crisi finanziaria per mettere ancora più scompiglio nel Natale. Una festa evidentemente consumistica rovinata dalla precaria situazione economica, ma salvata in extremis (si fa per dire!) da incentivi che impediscono l incalzare del ritmo commerciale. Il tutto accompagnato da un invito: comprate comprate.comprate. Ma cosa c è dentro l evento di Betlemme? C è un elogio della conoscenza. C è la convinzione che l uomo non è innanzitutto un essere che compra e che consuma, ma una creatura pensante e.libera. Prima che per consumare, siamo nati per vivere e capire chi siamo e perché viviamo. E vero che senza soldi non si fa niente, ma è importante aggiungere che senza testa non si va molto lontano. La crisi di oggi è sì economica, ma è più profondamente una crisi culturale, una crisi d identità. Natale: c è qualcuno che nasce in mezzo a noi e ci aiuta a capire chi siamo e chi è questo misterioso Dio. Tutto questo non ci riempirà lo stomaco, ma certamente riempirà quel vuoto esistenziale e affettivo che ci fa vivere così male. Senza senso. Buon Natale! don Eusebio 7/58 pag. 3

4 DI DON TONINO BELLO Buon Natale, amico mio: non aver paura. La speranza è stata seminata in te. Un giorno fiorirà. Anzi, uno stelo è già fiorito. E se ti guardi attorno, puoi vedere che anche nel cuore del tuo fratello, gelido come il tuo, è spuntato un ramoscello turgido di attese. E in tutto il mondo, sopra la coltre di ghiaccio, si sono rizzati arboscelli carichi di gemme. E una foresta di speranza che sfida i venti densi di tempeste e, pur incurvandosi ancora, resiste sotto le bufere portatrici di morte. Non avere paura, amico mio. Il Natale ti porta un lieto annunzio: Dio è sceso su questo mondo disperato. E sai che nome ha preso? Emmanuele, che vuol dire: Dio con noi. Coraggio, verrà un giorno in cui le tue nevi si scioglieranno, le tue bufere si placheranno e una primavera senza tramonto regnerà nel tuo giardino, dove Dio, nel pomeriggio, verrà a passeggiare con te. la mangiatoia in ogni casa Anche quest anno non può mancare l invito a partecipare al concorso presepi, giunto alla settima edizione. Partecipate!!! Fare il presepe non è solo una tradizione. Fare il presepe vuol dire meditare e pregare Gesù vero Uomo e vero Dio, il mistero dell incarnazione. Vuol dire fare memoria. E il settimo concorso promosso da il Granello di è un invito a condividere questo straordinario mistero. È inutile dire che ci saranno dei bellissimi premi, i soliti riconoscimenti, e quant altro possa stimolare a partecipare iscrivetevi e partecipate allo stesso stupore dei pastori all udire l annuncio degli angeli, al vedere il Bambino nella mangiatoia e, col vostro presepe, e sempre coi pastori glorificheremo e loderemo Dio per quello che abbiamo visto ed udito. PER PARTECIPARE BASTA SCRIVERE SU UN FOGLIO DI CARTA NOME COGNOME INDIRIZZO NUMERO TELEFONICO IL FOGLIO DOVRA ESSERE DEPOSITATO NELLA APPOSITA CASSETTA CHE VERRA POSTA IN CHIESA DAVANTI AL PRESEPE. SARETE CONTATTATI PER DEFINIRE L APPUNTAMENTO CON LA GIURIA N.B. Non assicuriamo la visita ai presepi fuori Pontevecchio. La Redazione 7/58 pag. 4

5 INCONTRI FIDANZATI 2009 Io e Te verso la libertà dei figli di Dio CALENDARIO: Da Lunedì 12 Gennaio A Lunedì 16 Febbraio (Sei incontri più la S. Messa di Domenica 22 Febbraio) ORARIO: Ore 21,00 22,30 SEDE: Casa parrocchiale di Pontevecchio Via Isonzo, 41 TELEFONO: 02/ / ISCRIZIONI: Le coppie sono invitate ad iscriversi prima di Natale presso la parrocchia di Pontevecchio AL BAMBIN CH AL PORTA I BELÉE In occasione della festività del Santo Natale, i giovani della YOUNG FIRM (vedi momento giovani festa del paese) hanno pensato di recapitare personalmente i doni che genitori, nonni e parenti hanno intenzione di regalare a figli, nipoti. Chi fosse interessato a tale iniziativa può portare il dono in casa parrocchiale, da martedì 16/12 a venerdì 19/12, dalle ore 16,30 alle ore 19,00. Per facilitare la consegna, si chiede gentilmente di portare i regali già confezionati, specificando nome 7/58 pag. 5

6 e cognome del bambino/a, indirizzo, numero telefonico e il cognome di riferimento a cui recapitare il regalo. Si informa infine che i doni verranno recapitati durante la giornata del 24 dicembre, vigilia di Natale. Certi di regalare un momento di gioia ai vostri bambini, il gruppo augura buone feste!!! Young Firm 7/58 pag. 6

7 (per conoscere meglio il nostro compaesano padre Angelo Baglio) Se fosse un personaggio dei fumetti per bambini, padre Angelo Baglio potrebbe davvero essere raffigurato come un angelo custode: dall aria dolce e giuliva, ma dalla sostanza seria e severa. Nato a Pontevecchio di Magenta (Milano) nel 1931, dapprima pensò di diventare sacerdote diocesano: infatti compì i primi studi nel seminario della diocesi ambrosiana. Poi si sentì attratto da san Camillo. Si trasferì nel seminario camilliano di San Giuliano (Verona) per compiervi gli studi filosofici e a Mottinello (Vicenza) per gli studi teologici. Venne ordinato sacerdote nel Il suo itinerario camilliano iniziò come insegnante e assistente dei seminaristi di Villa Visconta (MI) per poi diventare superiore e direttore nel seminario di Marchirolo (VA). In seguito fu cappellano dell ospedale di Pavia. Nel 1977 i superiori lo destinano alla Delegazione Colombo- Peruviana come cappellano e responsabile della pastorale vocazionale. In Perù divenne superiore nel convento della Buenamuerte a Lima, cappellano dell Hospital Arzobispo Loayza e quindi al Neoplasicas. Nel 1998 passò alla comunità dei novizi San Martin de Porres che seguì nella nuova sede a Chosica, sempre come appoggio al maestro dei novizi. Qui rimase fino al 2005, quando venne trasferito nella comunità San Josè a Trujillo come parroco nella parrocchia La Medalla Milagrosa, dove rimase fino al gennaio 2007 quando il vescovo assegnò la parrocchia a sacerdoti diocesani. Padre Angelo è ora ritornato a Chosica, nel noviziato, dove collabora alla formazione dei giovani. Una delle colonne della missione peruviana: padre Angelo Baglio, formatore a sua volta in Italia e che si è occupato poi in Perù della pastorale della salute e del ministero camilliano. Oggi sta accanto a questi giovani come un fratello maggiore. In particolare a quelli che sono più lontani dalla famiglia. (questo articolo è stato tratto dalla rivista Missione Salute) Vi ricordate che, il Luglio scorso, in occasione del 50 di sacerdozio di Padre Angelo, la nostra parrocchia potè regalargli la possibilità di acquistare i dizionari di greco e latino per tutti i novizi del corso di teologia? I dizionari sono stati acquistati direttamente da lui in Perù. Di seguito riportiamo il suo ringraziamento. 7/58 pag. 7

8 Le prime tre foto: sui loro tavoli si vedono alcuni vostri Dizionari di latino aperti; quelli chiusi hanno anche color celeste. Ogni alunno ha sia in greco che latino un dizionario e grammatica vostra. Queste lingue servono per comprendere meglio il vero significato della PAROLA. Le cinque seguenti sono state scattate nella loro cappella con il giovane San Martín de Porres, del quale parlava spesso a ragazzi e giovani anche giá Don Giovanni (Tacchi). La sua solennitá (patrono non solo del Seminario, ma anche della Diocesi di Chosica (pron. Ciosíca) é il 03 Novembre. Le foto furono scattate il 07 di Novembre Sull altare c é un vaso di fiori, dietro del quale il Presbitero. Al di lá del muro del medesimo, vive il Vescovo (nato in Germania) Norberto Strotmann, che ha costruido in Huaicán, barrio poverissimo, sia la cattedrale (non immaginatela un duomo) sia la sua abitazione a fianco del seminario pure in mezzo a poveri. Questa Diocesi ha nove anni. Non ha costruito nelle zone turistiche, come quella di Chosica. Ne sono ammiratore entusiasta, contento di collaborare, voi con me, con Lui. Le ultime 6 fotos sono state scattate davanti al portone di entrata. 7/58 pag. 8

9 Così dice il Signore: Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri nel paese d Egitto. Es 22, 20 Il comandamento dell amore. Annunciato nell Antico Testamento, per lo più attraverso divieti che comandavano di non fare del male all altro, allo straniero, all orfano, alla vedova, cioè alle categorie più deboli, viene reso molto più esigente nel Vangelo dove l amore è proclamato come il comandamento più grande. Per praticarlo sono necessarie tutte le energie della persona: il cuore, l anima, la mente. Non ci possono essere compartimenti stagni dove nascondere resistenze, pregiudizi, rancori, esclusioni. Addirittura le richieste per questo tipo di amore sono elevate al massimo grado quando Gesù dice: Amatevi come io vi ho amati. La persona viene chiamata a configurarsi a Dio. E un amore dinamico, concreto, perché esige una vita coerente: Se uno mi ama, osserverà la mia parola. L espressione dell Esodo è un richiamo attualissimo per i nostri tempi quando, ogni giorno, si registrano pestaggi e violenze contro gli immigrati; caccia alle streghe verso i clandestini; insofferenza verso gli extracomunitari. Anche noi, come gli ebrei, dovremmo ricordarci dell emigrazione in paese straniero di molti dei nostri nonni o padri per la ricerca di lavoro, alle strettezze subite e insieme anche all accoglienza di qualcuno che ha alleggerito con la sua bontà le lontananze e le privazioni. Se ci sembra troppo alto il richiamo evangelico che ci vorrebbe capaci di amare in modo divino, almeno riflettiamo sul precetto dell Esodo che ci comanda di non molestare o opprimere i più poveri di oggi. Nella preghiera, chiederò al Signore di concedermi un cuore nuovo, che sappia accostarsi all altro con misericordia e pace. Riflessione a cura delle Suore della Casa di Preghiera San Biagio di Subiaco (Roma) Buon Natale in tre lingue diverse, ma pronunciate con lo stesso Amore Buon Natale a tutti voi Yesu pe dzigbe n keke nyuie na wo, portando nel cuore tutte le persone con cui ho trascorso il mio primo Natale in Togo con Maristella, con la fortissima sensazione di essere davvero nella Capanna di Betlemme con i pastori, sotto il cielo stellato dei villaggi circostanti la missione. Gezuar Krishtlindjen, custodendo nella parte più profonda di me la miriade di bambini albanesi seduti su un tappeto durante la santa Messa nella fredda chiesa di Breglumas, ma scaldata dalla gioia di voler accogliere la nascita di Gesù con gioia, semplicità e autenticità. Feliz Natal, aspettando di conoscere le famiglie di Manicoré, nella foresta amazzonica in Brasile dove, se tutto andrà bene, mi recherò a gennaio per una nuova missione di due anni. Buon Natale a ciascuno di voi, con tutto il cuore, ringraziandovi sinceramente per il preziosissimo sostegno che non mi fate mai mancare, per il vostro affetto in unione nella preghiera che mi da tanta forza, per l inesauribile generosità con cui non vi stancate di accompagnarmi in qualunque angolo del mondo. Sabrina 7/58 pag. 9

10 Il giorno 1 dicembre del 1908 nasceva Paolo Luigi Giuseppe Perani, detto Paolino: oggi ha ben 100 anni!!! Mi sembra di vederlo ancora in chiesa, seduto al suo posto riservato, sull altare di San Giuseppe, dove cantava a squarciagola, forse anche un po stonato, ma non importa il Paulin sacrista, si sa, doveva farsi sentire da tutti. Così come quando urlava nei confronti dei poveri chierichetti, per far loro imparare come comportarsi, cosa che lui sapeva bene, dopo così tanti anni da sacrestano. Oppure quando suonava le campane e in paese il pensiero della gente correva a lui oltre che alle funzioni in chiesa. Lo ricordo che andava avanti e indietro dalla sua abitazione, dove viveva con l amatissima Pierina, cento volte al giorno: dalla casa alla chiesa e dalla chiesa alla casa, sì perché la chiesa era la sua casa, non c era differenza per lui. Pensate, ben 60 anni al servizio della parrocchia di Pontevecchio: 60 anni lui e circa 40 suo papà, il cosiddetto Pà Pinëla, come lo chiamava nei lunghi racconti che mi faceva quando ero piccola. Anche ora che si trova alla casa di cura Don Cuni, non ha perso quella sua allegria e la sua simpatia di sempre. Canta, batte le mani, guarda in giro curioso, come se tutto debba essere fotografato nella sua mente. Lo vedo seduto davanti al tavolo con i suoi giornali, la Famiglia Cristiana innanzi tutto.ormai non legge più nemmeno i titoli, come invece avveniva qualche anno fa, ma tiene vivo il suo interesse per le immagini e per i colori, quei colori che il Paolino sa trasmettere nelle anime delle persone che lo vanno a trovare. A 100 anni spesso ravvedo in lui una vitalità che supera quella di tanti ragazzi di oggi. Complimenti Paolino! Per me sei uno spunto di riflessione e di autoanalisi ogni volta che varco la soglia della casa di cura, dove tutti ti vogliono bene e ti accudiscono come il loro nonnino. E poi per me sei l esempio di attaccamento e amore per il tuo paesello, che viene sempre a scemare nelle nuove generazioni ma che in fondo è così importante, perché le proprie radici, la propria famiglia non possono venire sostituite dai mille paesi del mondo!!! Mi ha fatto sorridere quando la presidente della Don Cuni si è rivolta al Paolino indicandolo come il sacrestano di Magenta e lui, con un piglio autoritario e con il suo gesticolare ancora sicuro, sollevando il dito ha voluto precisare: di Pontevecchio!! Non Magenta. Sempre Pontevecchio nei suoi pensieri, la sua casa in centro paese, la sua Chiesa. La festa per i 100 anni del Paolino si è svolta il giorno stesso del suo compleanno e con replica 7/58 pag. 10

11 la domenica successiva per permettere anche a chi lavora di poter andare a salutarlo. La festa ha visto la partecipazione di tutti i pro-nipoti e i pro-pro-nipoti, di Don Eusebio, di rappresentanze delle autorità cittadine (con consegna di targa e medaglia) e di tutte le persone di Pontevecchio che lo ricordano con affetto, nonché della nostra banda S. Cecilia, che ha allietato la domenica con motivi allegri e gioiosi che Paolino non ha mancato di accompagnare con cantilene e agitazione di mani e braccia. La parrocchia di Pontevecchio, a nome della comunità, ha mostrato anche riconoscenza e generosità donando un bel televisore alla casa di cura. Paola Paolino don Eusebio e ing. Viglio Torta a forma di campana Andavi al pozzo e salutavi la gente; la gente diceva: buongiorno e tu rispondevi: buongiorno. Andavi al forno e cuocevi il tuo pane; diceva il fornaio: buon pranzo e tu rispondevi: buon pranzo. Andavi a letto e ti accostavi al tuo sposo. Giuseppe diceva: buona notte e tu rispondevi: buona notte. Andavi al tempio e pregavi il tuo Dio; diceva il rabbino: verrà e tu pensavi: è venuto. Attraversavi il borgo; le donne chiedevano: quando? e tu indicavi un mese. E camminavi verso Betlem: Giuseppe chiedeva: stai bene? Tu rispondevi: sto bene ; però procedevi con fatica perché quel mese era arrivato ed il bambino, d ora in ora, poteva chiedere la sua parte di sole o di luna. C era soltanto una capanna; Giuseppe ti chiese: va bene? E tu rispondesti: va bene ; e il bimbo chiese la luna e anche una stella cometa. In cielo c era ancora Gabriele 7/58 pag. 11

12 come quella mattina, e in terra un accorrere di greggi e un tramestare nella notte. I pastori chiedevano: è lui? Tu rispondevi. è lui. (Adriana Zarri, Tu. Quasi preghiere. Gribaudi. TO 1973) 7/58 pag. 12

13 tratto da La storia di Cristo di Giovanni Papini edizione Valecchi 1921 Gesù è nato in una stalla. Una stalla, una vera stalla, non è il lieto portico leggero che i pittori cristiani hanno edificato al Figlio di David, quasi vergognosi che il loro Dio fosse giaciuto nella miseria e nel sudiciume. E non è neppure il presepio di gesso che la fantasia confettiera de' figurinai ha immaginato nei tempi moderni; il presepio pulito e gentile, grazioso di colore, colla mangiatoia linda e ravviata, l'asinello estatico e il compunto bue e gli angeli sul tetto col festone svolazzante e i fantoccini dei re coi manti e dei pastori coi cappucci, in ginocchio a' due lati della tettoia. Codesto può essere il sogno dei novizi, il lusso dei curati, il balocco dei bambini, il «vaticinato ostello» d'alessandro Manzoni, ma non è davvero la stalla dov'è nato Gesù. Una stalla, una stalla reale, è la casa delle bestie, la prigione delle bestie che lavorano per l'uomo. L'antica, la povera stalla dei paesi antichi, dei paesi poveri, del paese di Gesù, non è il loggiato con pilastri e capitelli, né la scuderia scientifica dei ricchi d'oggidì o la capannuccia elegante delle vigilie di Natale. La stalla non è che quattro mura rozze, un lastricato sudicio, un tetto di travi e di lastre. La vera stalla è buia, sporca, puzzolente: non v'è di pulito che la mangiatoia, dove il padrone ammannisce fieno e biadumi. I prati di primavera, freschi nelle serene mattine, ondanti al vento, soleggiati, umidi, odorosi, furon falciati: tagliate col ferro l'erbe verdi, l'alte foglie fini; recisi insieme i bei fiori aperti: bianchi, rossi, gialli, celesti. Tutto appassì, seccò, prese il colore pallido e unico del fieno. I manzi trascinarono a casa la spoglia morta del maggio e del giugno. Ora quell'erbe e quei fiori, quell'erbe fatte aride, quei fiori che sempre odorano, son lì nella mangiatoia per la fame degli schiavi dell'uomo. Gli animali l'abboccano adagio coi grandi labbri neri e più tardi il prato fiorito torna alla luce, sullo strame che serve da letto, mutato in concio umido. Questa è la vera stalla dove Gesù fu partorito. Il luogo più lurido del mondo fu la prima stanza dell'unico puro tra i nati di donna. Il Figlio dell'uomo, che doveva esser divorato dalle bestie che si chiamano uomini, ebbe come prima culla la mangiatoia dove i bruti digrumano i fiori miracolosi della primavera. Non per caso nacque Gesù in una stalla. Il mondo non è forse un'immensa stalla dove gli uomini inghiottono e stercano? Le cose più belle, più pure, più divine non le cambiano forse, per infernale alchimia, in escrementi? Poi si sdraiano sui monti del letame e chiamano ciò «godere la vita». Sulla terra, porcile precario dove tutti gli abbellimenti e i profumi non posson nasconder lo stabbio, è apparso una notte Gesù partorito da una Vergine senza macchia, di nulla armato che di innocenza. I primi che adorarono Gesù furono animali e non uomini. Fra gli uomini cercava i semplici, tra i semplici i fanciulli - più semplici dei fanciulli, più mansueti, lo accolsero gli animali domestici. Benché umili, benché servi di esseri più deboli e feroci di loro, l'asino e il bove avevan visto inginocchiarsi dinanzi a loro le moltitudini. Il popolo di Gesù, il popolo santo che Jahvé aveva liberato dalla servitù dell'egitto, il popolo che il Pastore aveva lasciato solo nel deserto per salire a colloquio coll'eterno, aveva forzato Aronne a fargli un bove d'oro per adorarlo. L'asino era consacrato, in Grecia, ad Ares, a Dioniso, ad Apollo Iperboreo. L'asina di Balaam aveva salvato colle sue parole il profeta, più savia del savio; Ochos, re di Persia, pose un asino nel tempio di Ftà e lo fece adorare. Pochi anni prima che nascesse Cristo il suo futuro padrone, Ottaviano, scendendo verso la sua flotta, la vigilia della battaglia di Anzio, incontrò un asinaio col suo somaro. La bestia si chiamava Nicon, il Vittorioso, e dopo la battaglia l'imperatore fece inalzare un asino di bronzo nel tempio che ricordò la vittoria. Re e popoli si erano fin allora inchinati ai bovi ed agli asini. Erano i re della terra, i popoli che prediligevano la materia. Ma Gesù non nasceva a regnar sulla terra né ad amar la materia. Con lui finirà l'adorazione della bestia, la debolezza di Aronne, la superstizione di Augusto. I bruti di Gerusalemme l'uccideranno ma intanto quelli di Betlemme lo riscaldano coi loro fiati. Quando Gesù giungerà, per l'ultima Pasqua, alla città della morte, cavalcherà un asino. Ma egli è profeta più grande di Balaam, venuto a salvare tutti gli uomini e non gli ebrei soli, e non rivolterà dal suo cammino anche se tutti i muli di Gerusalemme raglieranno contro di lui. 7/58 pag. 13

14 Alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro. Vide anche una vedova povera che vi gettava due spiccioli e disse: In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti. Tutti costoro, infatti, han deposto come offerta del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere. (Lc. 21,1-4) Da quando conosciamo Mercy sembra che il nostro mondo si sia allargato, raccogliamo immagini da tutto il mondo, come se in quegli istanti fossimo presenti. La cosa più straordinaria è che tutti ci conoscono senza averci mai incontrato. Bello questo! Conosciamo ogni volta delle novità, cose che ci fanno riflettere sul nostro stile di impostare la vita e di portarla avanti. I miei figli rimangono a bocca aperta (e non solo loro) nel sentire come vive nella lontana Africa, ma soprattutto ascoltano con molta attenzione quando Mercy parla della sua mamma. Dovete sapere che la mamma di Mercy ha circa un ottantina d anni, forse più che meno, e mentre allevava i suoi figli accoglieva in casa anche i bambini che erano rimasti senza genitori; così nel giro degli anni si è ritrovata ad allevare un bel numero di bambini, l ultimo dei quali ha ora nove anni. Molte sono state le nostre domande su come vive la sua mamma, ma soprattutto di cosa viva. Dalle nostre parti sarebbero certamente intervenuti gli assistenti sociali se nel calcolo patrimoniale ci fossero state: qualche mucca, alcuni polli e pochi spiccioli per mantenere tante persone, ma fortunatamente sul Kilimangiaro non si pensa così. La cosa più folgorante è che da quelle parti fanno tutti così, un aiutarsi a vicenda, senza indire riunioni di popolo né inventare comitati. Com è strana la vita... da una parte del mondo ci sono persone che hanno di tutto e, non contenti, sono alla continua ricerca della novità, sia questa tecnologica o scientifica, ignorando le persone che gli cadono accanto. All opposto, sembra che la stessa vita prenda una fisionomia più umana, accogliendo, donando, affinchè nessuno si senta solo. Ciascuno tragga da questo le proprie conclusioni, come noi, abbiamo tratto le nostre. E facile parlare di carità, quando questa non ci costa più del superfluo, ma quando invece veniamo toccati fino all osso? Anche questa è carità; tutto sta nel saper scegliere. Auguro un Buon e Felice S.Natale Ugo Salmoiraghi 7/58 pag. 14

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16 Domenica 23 Novembre 2008, il rombo dei trattori degli agricoltori della valle di Ponte Vecchio e le note musicali della Banda S. Cecilia hanno fatto da cornice alla Giornata del Ringraziamento, appuntamento annuale del mese di Novembre, in cui i nostri imprenditori agricoli ringraziano il Buon Dio per il raccolto effettuato. Dopo il corteo gli agricoltori, capeggiati dal loro Presidente Mario Busti, e le autorità cittadine presenti, hanno partecipato alla S. Messa; il Parroco nella sua omelia ha messo in risalto l'importanza del ruolo dell'agricoltura nel salvaguardare l'ambiente e nel produrre materie prime, molto importanti e di qualità, a vantaggio dell'intera collettività. All'offertorio sono stati donati bellissimi cesti preparati dalle aziende agricole della valle. Al termine, il Parroco, sul sagrato della chiesa, ha benedetto sia le macchine agricole che i loro autisti. Aperitivo finale presso il Circolo Cittadino. Depaoli Mauro 7/58 pag. 16

17 A sette mesi dalla sua scomparsa gli amici e il Corpo musicale Santa Cecilia lo ricordano con tanto affetto. 7/58 pag. 17

18 Ad un mese dal santo Natale, domenica 23 novembre, il corpo musicale ed il coro di Pontevecchio hanno festeggiato santa Cecilia, patrona dei musicisti alla quale sono entrambi devoti. Assieme a loro, come da tradizione, gli agricoltori hanno celebrato la giornata del ringraziamento a conclusione della stagione agricola. Gli appuntamenti sono cominciati con la sfilata della banda e dei trattori degli agricoltori per le vie del paese. Immersi in una splendida giornata invernale, si è arrivati sino in chiesa dove, riunendosi col coro, sono iniziate le celebrazioni liturgiche concluse con la benedizione delle macchine agricole sul sagrato della chiesa. E poi il via ai festeggiamenti, dapprima con l'abbondante aperitivo offerto alla cittadinanza dagli agricoltori presso il salone dell'oratorio, poi al Ristorante Bellaria per un vero e proprio pranzo organizzato dal corpo bandistico. Qui, in compagnia di tanti amici e sostenitori, in un atmosfera semplice e cordiale, si sono alternate pietanze, musiche tradizionali e momenti di gran divertimento con la ricca sottoscrizione a premi. I festeggiamenti di questa splendida giornata, testimone dello splendido legame tra la nostra comunità, la musica ed il territorio rurale che ci circonda, si sono conclusi solo dopo il calare del sole. É appunto in giornate come questa che si può capire come Pontevecchio non sia semplicemente un abitato ma una reale comunità basata sulle profonde relazioni che ancora legano le persone alla terra su cui abitano e le persone alle persone in un comune senso di appartenenza, un legame semplice e radicato che coinvolge anche le nuove generazioni, come testimoniano le recenti iniziative in occasione della festa del paese e per l'imminente festività Natalizia. É allora, col constatare che Pontevecchio sia ancora una comunità viva, che auguro i più sentiti auguri di un felice Natale a tutti gli abitanti, nella speranza che questo momento di fertile attività comunitaria sia un grande inizio e che tutte le nuove iniziative trovino la 7/58 pag. 18

19 costanza di divenire, ben presto, splendide tradizioni come lo sono divenuti nel tempo i festeggiamenti per santa Cecilia. Buon Natale Daniele 7/58 pag. 19

20 Lo scorso 5 novembre ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione del libro "Non ci credo che l'ho fatto io!, dove un pubblico folto ed entusiasta ha salutato con interesse questo lavoro che ha dell incredibile. Rosy Gadda Conti, illustratrice e cara amica, alla proposta di creare un progetto pedagogico per le Scuole Speciali, ha accolto con entusiasmo la sfida didattica, credendo nelle possibilità di questi allievi con gravi difficoltà psico-motorie. Un progetto che è nato dall'esigenza di trovare un modo per far collaborare ragazzi disabili in un percorso comune finalizzato alla realizzazione di attività artistiche che accrescano le loro capacità espressive e la fiducia in se stessi. La fiaba è stata interamente realizzata da loro; i sei allievi della classe speciale di un istituto elementare di Lugano hanno desiderato di poter realizzare un libro, proprio come la loro insegnante di disegno, ed hanno così dato vita ad ogni illustrazione e parola della fiaba che ha per protagonista un ragazzino disabile. Thomas, costretto su una carrozzella, si sente frustrato perché, al contrario di altri suoi coetanei, non può partecipare alle partite di pallone sul piazzale delle scuole. Ha l'impressione di non saper fare niente, fino a quando un giorno per magia gli appare Miss Pencil, un buffo personaggio a forma di matita che introdurrà Thomas nel fantastico mondo del disegno. Così il ragazzo, che prima non aveva forse nemmeno mai tenuto in mano una matita, diventa l'autore di disegni brillanti e il protagonista di un'arte che quei coetanei intenti a giocare a calcio non possono eguagliare. La storia di Thomas ricalca in parte quella dei suoi creatori: Lulzim, Gentiana, Fabio, Sinisa, Carlitos e Nina che durante la serata inaugurale hanno saputo emozionare con le loro parole, trasmettendo con assoluta semplicità l incredulità e la soddisfazione di ciò che erano riusciti a realizzare. Mi sono sinceramente commossa nel vedere la loro gioia, nel vedere quante persone hanno lavorato e creduto in questo progetto ed il messaggio che ho raccolto è stato che a volte basta infrange la barriera dei pregiudizi per ottenere risultati inimmaginabili; successi giunti grazie 7/58 pag. 20

21 alla volontà di sei piccoli artisti e grazie alla professionalità delle persone che li hanno accompagnati in questo viaggio. Silvia S. 7/58 pag. 21

22 Dopo le prime due vittorie, raccontate la scorsa volta, l Oratorio Pontevecchio ha subito due inaspettate battute d arresto: Ozzero 6 Oratorio Pontevecchio 2; Oratorio Pontevecchio 1 G. S. Miani Magenta 4. In cerca di un pronto riscatto, l Oratorio Pontevecchio si è poi confrontato con il Sedriano, che occupava il primo posto in classifica. E stata una partita combattutissima; dopo una prima fase di studio, l Oratorio Pontevecchio segna su punizione il gol dell 1 a 0. Ma il Sedriano non ci sta e poco dopo pareggia. A questo punto i giocatori di Mr. Vanni attaccano a testa bassa e Colombo, con un tiro imparabile segna il goal del nuovo vantaggio. Non è finita, due minuti dopo Bonasegale da fuori area indovina l angolo alla destra del portiere avversario per il terzo goal del Pontevecchio. Si va al riposo con il seguente punteggio: Sedriano 1 Pontevecchio 3. Nella ripresa c è la reazione improvvisa del Sedriano, che si procura un rigore con conseguente espulsione del nostro Colombo; la squadra di casa realizza il penalty portandosi sul 2 a 3 e poco dopo riesce addirittura a pareggiare. Finalmente il Pontevecchio reagisce e mette in difficoltà il Sedriano, al punto da causare l espulsione di un giocatore locale, ristabilendo così la parità numerica tra le squadre. La partita è a questo punto molto combattuta. Si arriva a due minuti dalla fine, quando il Pontevecchio conquista una punizione dal limite. Il nostro Mr. Vanni (allenatore e giocatore) con un gran tiro insacca, realizzando il goal della vittoria. Il risultato finale è dunque il seguente: Sedriano 3 Oratorio Pontevecchio 4. La vetta della classifica è ora a soli tre punti. Renato Rossini 7/58 pag. 22

23 Alla redazione del Granello Il Comitato Civico di Ponte Vecchio ringrazia la cittadinanza e tutti coloro che si sono resi disponibili a lavorare per la Festa Patronale e che, a vario titolo, hanno dato il loro apporto per cercare di fare qualcosa di positivo per la frazione. Si fornisce il resoconto di ENTRATE e SPESE per la festa patronale di settembre 2008 e per gli Auguri di Natale. ENTRATE EURO Raccolta sponsorizzazione dei cittadini 3.877,00 Contributo Ordinario del Comune 1.100,00 Contributo Straordinario del Comune 500,00 Contributo Giovani di P. Vecchio 100,00 TOTALE 5.577,00 SPESE EURO Spese organizzative Festa 300,00 SIAE 507,00 Animatori 150,00 Complesso musicale 250,00 Serata fuochi di artificio 2.700,00 Auguri per i bambini ( Epifania) 500,00 Luminarie natalizie 1.000,00 Spese cancelleria 170,00 TOTALE 5.577,00 Cogliamo l occasione per fare gli auguri di Buone Feste a tutta la frazione, in particolare i bambini più piccoli per i quali abbiamo in serbo un dono: l appuntamento è per il pomeriggio dell Epifania dopo il Bacio del Bambino per una simpatica sorpresa sul piazzale della Chiesa. Auguri a tutti! Il Presidente del Comitato G. Ranzani 7/58 pag. 23

24 SALONE dell ORATORIO ore L Ass.ne Musicale Maestro Porta organizza la terza edizione del Concerto per l infanzia missionaria. Una bella occasione per i bambini e i ragazzi della Parrocchia di Pontevecchio di proporsi come giovani talenti, ma soprattutto per accrescere la nostra sensibilità a favore di chi è meno fortunato. Invitiamo ad intervenire numerosi a questo evento. In particolare tutti i bambini e i ragazzi che lo desiderano possono eseguire un brano al pianoforte; questi brani saranno intervallati da canti natalizi da parte del Coro di voci bianche dell Ass.ne Musicale. Come negli anni precedenti, le offerte libere saranno interamente devolute alle nostre missioni. In questa settimana si raccolgono le adesioni. Per informazioni telefonare al numero: 02/ Ass.ne Musicale Maestro Porta SPETTACOLO IL MONDO DELLA MUSICA 26 OTTOBRE /58 pag. 24

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