Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.): Rapporto Ambientale

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1 ValutazioneAmbientaleStrategica(V.A.S.)delPianoTerritorialediCoordinamento Provinciale(P.T.C.P.):RapportoAmbientale ProvinciadiRovigo AreaTerritorioeTrasporti UniversitàIUAVdiVenezia DipartimentodiPianificazione UniversitàIUAVdiVenezia DipartimentodiPianificazione(2009)

2 1 ValutazioneAmbientaleStrategica(V.A.S.)delPianoTerritorialediCoordinamento Provinciale(P.T.C.P.):RapportoAmbientale ProvinciadiRovigo AreaTerritorioeTrasporti UniversitàIUAVdiVenezia DipartimentodiPianificazione Coordinamento DomenicoPatassini FrancescoMusco Gruppodilavoro StefanoPicchio MarioCicolecchia DavideFerro LeonardoMarotta UniversitàIUAVdiVenezia DipartimentodiPianificazione S.Croce Venezia tel

3 INDICEDEICONTENUTI CAP.1.APPROCCIOALRAPPORTOAMBIENTALE 1.1 Contestualizzazionelegislativa QuadronormativodiriferimentoPTCP QuadronormativodiriferimentoVAS 1.2 VASrispettoapianificazioneeRapportoAmbientale 1.3 PTCPRovigo:metodo,fasieazioniperlaVAS 1.4 Contestualizzazionegeografica CAP.2.LOSTATODIFATTOELETENDENZEINATTODELLECOMPONENTIAMBIENTALIE SOCIO ECONOMICHE 2.1FONTEDEIDATI 2.2ARIA 2.2.1Qualitàdell aria 2.2.2Emissioni 2.3FATTORICLIMATICI 2.4ACQUA 2.4.1Acquesuperficiali 2.4.2Acquesotterranee Qualitàedutilizzodelleacquesotterranee Ilsistemadegliallevamentizootecniciinrelazioneallospandimentodeiliquamiconlostatodel sottosuoloedellafaldasotterranea 2.4.3Ilsistemadiapprovvigionamentoidropotabile 2.5SUOLOESOTTOSUOLO 2.5.1Inquadramentolitologico,geomorfologicoegeopedologico 2.5.2Usodelsuolo 2.5.3Caveattiveedimesse 2.5.4Discariche 2.5.5Significativitàgeologico ambientali/geotipi 2.5.6Fattoridirischiogeologicoeidrogeologico 2.6AGENTIFISICI 2.6.1Radiazioninonionizzanti 2.6.2Radiazioniionizzanti Percentualediabitazioniattesesuperareillivellomedioannuodiradon Radionucleidifanghireflui 2.6.3Rumore 2.6.4Inquinamentoluminoso 2.7BIODIVERSITÀ,FLORAEFAUNA 2.7.1Areeprotette 2.7.2Areeatutelaspeciale 2.8PATRIMONIOCULTURALE,ARCHITETTONICO,ARCHEOLOGICOEPAESAGGISTICO 2.8.1Ambitipaesaggistici AtlantedeivincolipaesaggisticieambientalidellaProvinciadiRovigo EstrattidaPTRCDocumentoPreliminare PianoPaesaggisticoTerritoriale IlsistemadelPaesaggio,deibeniculturali,storico architettonicoedarcheologico(da integrazioni)(daverificaresecorrettacollocazioneoescludealtrevoci) 2.8.2Patrimonioarcheologico 2.8.3Patrimonioarchitettonico 2.8.4ParcodelDeltadelPo Quadrogiuridicoistituzionalediriferimento 2

4 3 2.9LAPOPOLAZIONE 2.9.1Caratteristichedemograficheeanagrafiche 2.9.2Istruzione 2.10SISTEMASOCIO ECONOMICO Viabilitàeinfrastrutture Attivitàcommercialieproduttive ilprogettoS.I.A.M.SustainableIndustrialAreaModel:gestionesostenibiledegliinsediamenti industrialieproduttivi Rifiuti Energia Turismo CAP.3.ILSISTEMADEGLIINDICATORI 3.1GliindiciedindicatorinellaVAS 3.2Indiciedindicatoridisostenibilitàambientale 3.2.1Biopotenzialitaterritoriale 3.2.2Percolazione 3.2.3Modellogeostaticaapplicatoallavalutazionedellafauna 3.2.4IndiceLandscapeDevelopmentIntensità,LDI 3.2.5Bilanciogasserra Emissionideigasserra 3.2.6Improntaecologica Improntadell uomosullarisorsaidrica 3.3Scenariprevisionalidiimprontaecologicaeloroanalisi 3.4IndiciedindicatoridisostenibilitàambientaleinprovinciadiRovigo 3.4.1Valoriindiciedindicatoripercomune CAP.4.LOSCENARIODIPIANO:CRITICITA EDAZIONI 4.3CriticitaesistemadegliobiettividelPtcp 4.3.1Situazioneattuale,scenariestrategie Sicurezza Tutelaevalorizzazionedell ambiente Tutelaevalorizzazionedellastoriaeculturalocale Risparmiodelterritorio Superamentodeilocalismi Qualificazionedellepoliticheedeirisultati 4.4Scenariattualieditendenza:verificadell'improntaecologica2020 CAP.5.VALUTAZIONEDELLASOSTENIBILITÀDELLAPROPOSTADIPIANO 5.1RelazionetraobiettivigeneralidelPTCPedeclinazionidisostenibilità 5.2RelazionetraazionidelPTCPedeclinazionidisostenibilità 5.3RelazionetranormedelPTCPedeclinazionidisostenibilità 5.3.1Notediapprofondimentomatricerelazioni:principalidirettiveeprescrizioni/declinazionidi sostenibilità 5.4DescrizionerelazionitrasistemidelPTCPedeclinazionidisostenibilità 5.5Glieffettiambientalidelloscenariodipiano 5.5.1SistemadellaDifesadelSuolo 5.5.2SistemaAmbientaleNaturale 5.5.3SistemadellaRetedelleInfrastruttureedellaMobilitàLenta

5 5.5.4SistemaProduttivo 5.5.5SistemaInsediativo 5.5.6SistemadelPrimario CAP.6.ELEMENTIRIASSUNTIVIDELLAVALUTAZIONEDIINCIDENZAAMBIENTALE(VINCA) 6.1InquadramentonormativoinmateriadiVINCA 6.2Definizionedeilimitispazialidell analisi 6.3ISitidellaReteNatura2000oggettodivalutazione 6.4Ipotesipreliminarediconflitto/incidenzatraazionidelPTCPeisitidellaretenatura2000 CAP.7.CONSULTAZIONIEPARTECIPAZIONE 7.1 Partecipazionenellapianificazioneterritoriale 7.2 NormativaVasinmateriadipartecipazione 7.3 PartecipazionenelPTCPdiRovigo Primafasedellaconcertazione:elaborazionedati IncontriperilDocumentoPreliminare ElencoStakeholdersinvitati Secondafasedellaconcertazione:elaborazionedati AlberidelleIntenzionieAlberideiValori Industriali Agricoltori Agronomi Ordiniprofessionali Entiditutela AmministrazioniinternenellaProvinciadiRovigo AmministrazioniesterneallaProvinciadiRovigo Sintesifinale 7.4Raccomandazionifinali CAP.8.ILSISTEMADIMONITORAGGIO 8.1LaVasdopol'adozionedelpiano 8.2Glistrumentiperilmonitoraggio 4

6 CAP.1ApproccioalRapportoAmbientale 1.1 Contestualizzazionelegislativa QuadronormativodiriferimentoPTCP Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale è previsto, nell ambito della normativa statale, nell articolo20deld.lgs.18agosto2000,n.267(testounicodelleleggisull ordinamentodeglienti locali,d orainnanzit.u.e.l.). AlivelloregionalesidefinisceilPTCPcomelostrumentodipianificazionechedelineagliobiettiviegli elementi fondamentali dell'assetto del territorio provinciale in coerenza con gli indirizzi per lo sviluppo socio economico provinciale, con riguardo alle prevalenti vocazioni, alle sue caratteristiche geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche, paesaggistiche ed ambientali. (art. 22 della LR n. 11/2004). La L.R. 11/2004, tra i principi generali, dispone, all articolo 3, che il Governo del Territorio si attui attraverso la pianificazione, urbanistica e territoriale, del Comune, della Provincia e della Regione, evidenziandocomeidiversilivellidipianificazione sonotralorocoordinatinelrispettodeiprincipidi sussidiarietàecoerenza,perilraggiungimentodelleseguentifinalitàindicateall articolo2: promozioneerealizzazionediunosvilupposostenibileedurevole,finalizzatoasoddisfarele necessitàdicrescitaedibenesseredeicittadini,senzapregiudizioperlaqualitàdellavitadelle generazionifuture,nelrispettodellerisorsenaturali; tuteladelleidentitàstorico culturaliedellaqualitàdegliinsediamentiurbaniedextraurbani, attraversolariqualificazioneeilrecuperoedilizioedambientaledegliaggregatiesistenti,con particolareriferimentoallasalvaguardiaevalorizzazionedeicentristorici; tuteladelpaesaggiorurale,montanoedelleareediimportanzanaturalistica; utilizzodinuoverisorseterritorialisoloquandononesistanoalternativeallariorganizzazione eriqualificazionedeltessutoinsediativoesistente; messainsicurezzadegliabitatiedelterritoriodairischisismiciedidissestoidrogeologico; coordinamento delle dinamiche del territorio regionale con le politiche di sviluppo nazionali edeuropee. Secondol articolo3dellal.r.11/2004,ilcoordinamentodelptcpconglialtrilivellidipianificazione territorialeeurbanisticadeveavvenireattraverso: l adeguamentoalptrc; l indicazionedelcomplessodelledirettiveperlaredazionedeipianidilivellocomunale; ladeterminazionedelleprescrizioniedeivincoliautomaticamenteprevalenti; laprevisionedeimodiedeitempidiadeguamentodeipianidilivellocomunale; la previsione dell'eventuale disciplina transitoria da applicarsi fino all adeguamento da parte deipianidilivellocomunale; laprevisionedeicriteriedeilimitientroiqualiipianidilivellocomunalepossonomodificare ilptcpsenzachesianecessarioprocedereadunavariantedellostessoptcp. Inoltrel art.22,comma3,dellal.r.11/2004stabilisceglielaboraticostituentiilptcp,chesono: a. una relazione che espone gli esiti delle analisi e delle verifiche territoriali necessarie per la valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale e stabilisce gli indirizzi per lo sviluppo socioeconomiconellemateriedicompetenzaprovinciale; b. glielaboratigraficicherappresentanoleindicazioniprogettuali; 5

7 c. lenormetecnichechedefinisconodirettive,prescrizionievincoli; d. unabancadatialfa numericaevettorialecontenenteilquadroconoscitivodicuiall'articolo10 eleinformazionicontenuteneglielaboratidicuialleletterea),b)ec).inoltre,questielaborati sono suffragati da altri elementi in coordinamento con la normativa settoriale, statale e regionale,inmateriadiproceduredivasedivalutazioned incidenza. Aisensidell articolo23,commi6e7,dellal.r.11/2004,ilptcpdeveesserecompatibileconilptrc. Daciòdiscendel eventualenecessitàdell adeguamentodelptcpalptrc,aisensidelsuddettoarticolo 3dellaLR11/2004. Evidenti ragioni di opportunità, ed in particolare la complessità della procedura di formazione delle varianti di adeguamento al PTRC suggeriscono di minimizzare, per quanto più possibile, detta necessitàdiadeguamento,attraversoun elaborazionedeicontenutidelptcpcoerenteconquelladel PTRCincorsodiformazione.Inoltre,laconseguentenecessità,periComuni,diprovvedereanch essi all adeguamento dei PAT/PATI/PI al PTRC e al PTCP, ai sensi dell articolo 12, commi 5 e 6, della LR 11/2004,consiglianoallaProvinciaeaiComuni,perquantopossibile,dieffettuarel adeguamentodel PTCP e dei PAT/PATI al PTRC in modo contestuale attraverso la procedura concertata( Accordo di Pianificazione ). IlPTCPsicoordinaconlapianificazionedilivellocomunaleattraverso: l indicazionedelcomplessodelledirettiveperlaredazionedeipianidilivellocomunale; ladeterminazionedelleprescrizioniedeivincoliautomaticamenteprevalenti; laprevisionedeimodiedeitempidiadeguamentodeipianidilivellocomunale; la previsione dell'eventuale disciplina transitoria da applicarsi fino all adeguamento da parte deipianidilivellocomunale QuadronormativodiriferimentoVAS Ilriferimentonormativoatutt oggivigenteecogenteinmateriadivalutazioneambientalestrategica è rappresentato dalla Direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati pianieprogrammisull ambiente. L obiettivoprincipaledelladirettivaèquellodigarantireunelevatolivellodiprotezionedell'ambiente edicontribuireall'integrazionediconsiderazioniambientaliall'attodell'elaborazioneedell'adozione dipianieprogrammialfinedipromuoverelosvilupposostenibile,assicurandochevengaeffettuatala valutazione ambientale di determinati piani e programmi che possono avere effetti significativi sull'ambiente. La Valutazione Ambientale Strategica è utile ad attivare un processo decisionale partecipato e coerente e per la realizzazione dello sviluppo sostenibile. Si pone, infatti, come fondamentale momentodiverificadellasostenibilitàdell insiemedelleazioniprogrammate. Essaèconsiderata direttivaautoapplicante (self executing)nellaparteincuiobbligaglistatimembri allo svolgimento della procedura di V.A.S. su piani e programmi elaborati per i settori agricolo, forestale,dellapesca,energetico,industriale,deitrasporti,dellagestionedeirifiutiedelleacque,delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli, e che definisconoilquadrodiriferimentoperl autorizzazionedeiprogettielencatinegliallegatiieiidella direttiva85/337/cee o periquali,inconsiderazionedeipossibilieffettisuisiti,siritienenecessaria unavalutazioneaisensidegliarticoli6e7delladirettiva92/43/cee (art.3comma2):ilriferimento alla direttiva che reca disciplina in materia di Valutazione d Impatto Ambientale di progetti e alla Direttiva Habitat è fondamentale per un inquadramento normativo all interno della legislazione comunitariainterminidiprotezioneambientale. LoStatoItalianoharecepitolacitatadirettiva,conilD.Lgs.3aprile2006,n.152,recante Normein materia ambientale (anche detto Codice dell Ambiente ), ma l entrata in vigore delle disposizioni contenutenellaparteseconda,relativealle Procedureperlavalutazioneambientalestrategica(VAS), 6

8 per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC) attendonolamodificadell articolo52,comma1delsuddettod.lgs.. AlivelloRegionaleilpanoramagiuridicosiarricchisceparzialmenteconlaL.R.23aprile2004,n.11, Norme per il governo del territorio, che, recependo gli obblighi posti dalla Direttiva 2001/42/CE, obbliga l esperimento della VAS sui piani territoriali e urbanistici di Regione, Province e Comuni (PTRC, PTCP, PAT e PATI), in modo da evidenziare le congruità delle scelte di pianificazione ( ) rispetto agli obiettivi di sostenibilità degli stessi, alle possibili sinergie con gli altri strumenti di pianificazione individuando, altresì, le alternative assunte nella elaborazione del piano, gli impatti potenziali,nonchélemisuredimitigazionee/odicompensazionedainserirenelpiano (art.4,comma 3,L.R.11/2004). LastessaL.R.11/2004prevedeall art.46,comma1,lett.a)lapredisposizionedapartedellagiunta Regionale di un atto di indirizzo disciplinante le verifiche di sostenibilità e compatibilità necessarie per la redazione degli strumenti territoriali e urbanistici con particolare riferimento alla direttiva comunitaria n. 2001/42/CE in materia di valutazione ambientale strategica (VAS). Tale atto di indirizzoègiàstatoelaboratodallagiuntaregionalemanonancoravalutatonellesediopportune.la RegioneVeneto,tuttavia,hacercatodisopperirealvuotolegislativodicuisopraattraversoleseguenti DeliberazionidiGiuntaRegionale: D.G.R. n del 01 ottobre 2004, Direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull ambiente. Primi indirizzi operativi per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) di piani e programmi della Regione del Veneto, in cui,oltreafornireunprimoelencodipianieprogrammiregionalisoggettiavalutazioneeun elenco di piani e programmi regionali in corso di approvazione il cui iter è in uno stato particolarmenteavanzatoechepertantopossonononesseresottopostiavas,vengonofornite delle direttive tecniche per la valutazione ambientale strategica di piani e programmi (Allegato B), ovvero dei criteri utili per la redazione del Rapporto Ambientale, per lo svolgimentodelleconsultazionieperilmonitoraggio; D.G.R.n.3262del24ottobre2006(pubblicatasulB.U.R.Veneton.28,del21novembre2006), Attuazione Direttiva 2001/42/CE della Comunità Europea. Guida metodologica per la ValutazioneAmbientaleStrategica.Procedureemodalitàoperative.RevocaD.G.R.2961del26 settembre2006eriadozione,incui,all AllegatoB,vengonoenunciateleproceduredaseguire per la Valutazione Ambientale Strategica dei piani e programmi di livello provinciale, introducendo il concetto di Relazione Ambientale come documento di avvio formale e sostanzialedellaproceduradivas. D.G.R.n.3752del5dicembre2006 Procedureeindirizzi operativi per l applicazione della Valutazione Ambientale Strategica ai Programmi di cooperazionetransfrontalierarelativialperiodo edaltripiani incui,all AllegatoB, vengonoenunciateleproceduredaseguireperlavalutazioneambientalestrategicadeipiani eprogrammidiiniziativadientiterzi. Con la D.G.R. n del 07/08/2007 (pubblicata sul BUR n. 84 del 25 settembre 2007), ambienteebeniambientali siconsideracheconl entratainvigoredellaparteiideld.lgs3 aprile 2006, n. 152 procedure per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS, per la Valutazione di Impatto Ambientale(VIA) e per l autorizzazione integrata ambientale(ippc), vistalanecessitàperlaregionevenetodiadottareunprovvedimentolegislativoadettocodice si ribadisce di fare riferimento ai decreti sopra descritti poichè tali indirizzi operativi sono modulatisulladirettiva2001/42/cepercuilaregionehaadempiutoaiprescritticomunitari. LanecessitàdiavviarelaproceduradiVASgiàinfasediDocumentoPreliminareègiàevidentenella D.G.R.n.2988/2004,incuisisottolineacome l avviodellaproceduravasfindaiprimissimistadidi elaborazione consente di integrare in modo più efficace le problematiche ambientali all interno del piano e garantisce che siano affrontati i potenziali conflitti tra obiettivi di sviluppo e obiettivi ambientali,comepureipossibilirilevantiimpattinegativi (AllegatoB). 7

9 Etaleconcettovieneancheripresodall attodiindirizzodellaregione(art.46,comma1,lett.a)l.r. 11/2004, ValutazioneAmbientaleStrategica,incuisifariferimentoalfattoche l approvazionedel DocumentoPreliminare diptcp/pat PATI deveprevederetraisuoicontenutianchel informativa dell avviodelprocedimentodivalutazioneambientalestrategicanonchéunaprimaanalisi,seppurdi carattere generale e di contesto complessivo, sullo stato dell ambiente e sul sistema di programmazione e considerato che secondo la Direttiva Europea n. 42/2001/CE ogni fase di elaborazionedelpianoèorganicamenteintegrataconlaproceduradivas,siritienechegiàinfasedi predisposizione del documento preliminare, siano da coordinare la definizione delle strategie del Pianoconilgradodisostenibilitàdelleproposteeconunaprimaanalisi,seppuredicaratteregenerale edicontestocomplessivo,sullostatodell ambienteesulsistemadellaprogrammazione. L esplicitazionedefinitivadelconcettodirelazioneambientalesihaquindiconlad.g.r.n.3262/2006 incuisiprevedeche laprovincia(perilptcp),redigeundocumentopreliminareincuisonofissatigli obiettivi generali che il Piano e/o Programma intende perseguire, una relazione ambientale nonché l elenco degli enti interessati all adozione del Piano, delle altre Autorità che hanno competenze amministrative in materia ambientale e paesaggistica, delle Associazioni ambientaliste individuate secondo quanto stabilito dalla Legge 349/86 e successive modifiche ed integrazioni, nonché delle associazionidicategoriaeventualmenteinteressateall adozionedelpianoe/oprogramma (punto1, allegatob). Secondo le indicazioni regionali, alla Relazione Ambientale spetta quindi il compito di mettere in evidenza il ruolo della Valutazione Ambientale Strategica all interno, e a fianco, del processo di elaborazionedelptcp,inmododafornireindicazionisullametodologiadaseguireperlasuccessiva redazione del Rapporto Ambientale. La Relazione Ambientale dovrebbe inoltre essere in grado di proporre i criteri con cui, a partire dall analisi dello stato di fatto e del rapporto sullo stato dell ambiente, si procederà alla definizione degli scenari e alla selezione delle alternative possibili nonchéallasceltadegliindicatoriappropriatidautilizzarenelleanalisidicoerenzaenelmonitoraggio. La Relazione Ambientale così introdotta ha il compito di avviare formalmente il processo di VAS attraverso la verifica della coerenza degli obiettivi di piano, enunciati nel Documento Preliminare e nello Schema Direttore, con gli obiettivi di protezione ambientale di livello internazionale e comunitarioeconilcontestopianificatorioeprogrammatorioincuisivaadinserire. 1.2 VASrispettoapianificazioneeRapportoAmbientale Nonostante la costruzione di piani e programmi sia differenziata a seconda della tipologia, si può affermare che vi siano dei tratti comuni, solitamente legati da un processo iterativo, composto dalle seguentitappelogiche[oecd,2007,pp.23]: identificazione degli scopi del piano o programma: all inizio della procedura si identificano obiettivigeneraliequestionichenedeterminanolanascitadeldocumento; analisidelcontesto:normalmenteincludeitrenddicrescita,restrizioniedopportunitàperlo sviluppoeanalisidispecifichequestionirilevanti; sviluppoecomparazionedialternativealpianooprogramma:normalmenteinquestafasesi considerano obiettivi e priorità opzionali, si confrontano inoltre criteri di implementazione dellestrategie; documentazione: include la definizione di ruoli e responsabilità per l implementazione ed il monitoraggiodipianieprogrammi; consultazioneconleistituzionirilevantiedilpubblico; definizionedellabozzadefinitivapropostaperladecisionedefinitiva. E interessantenotarecomelefasidelprocessovassipossanoanalizzareinparallelorispettoallefasi delpianocomeindicaloschemaseguente: 8

10 Figurax:collegamentotrafasilogichedelpianoeglielementiVas [Fonte:adattatadaOECD,2007] Questo parallelismo, se non solo logico, ma applicato nella prassi ed in modo più specifico possibile rispetto alle fasi del singolo piano, determina un efficace collegamento tra la Vas e il processo decisionalepubblicodipianieprogrammideterminandounimportanteinputdiinformazionesucuisi basa la definizione del piano, input interessante soprattutto dal punto di vista qualitativo, perché considerainmodospecificolequestioniambientaliedelconflitto. IlRapportoAmbientaleèuna forselapiùimportante delletantefasifondamentalisucuisiarticolail processovas,comeèstatopossibilevederenelloschemaprecedente. Ilrapportoambientalesegueenascesullabasedelloscoping(documentochehalafinalitàdidefinireil quadrodiriferimentoperlavasdelpianoinesameedidescrivereleattivitàdivalutazioneall oggi realizzate). Nel rapporto sono individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l'attuazione del Piano potrebbe avere sull'ambiente. L'elaborazione del rapporto ambientale, una volta individuati e condivisigliindirizzigeneralidefinitidurantelafasediscoping,siarticolainfasidinatura"tecnica" che hanno lo scopo di verificare l'adeguatezza del Piano al contesto programmatico, pianificatorio e fisicodiriferimento: 9

11 analisidicoerenza; scenariodiriferimento(evoluzionecheilterritoriointeressatodalpianopuòsubireneltempo incasodimancataattuazionedelpianostesso); valutazionedeglieffettiambientalidelpiano; costruzionevalutazioneesceltadellealternative; misuredimitigazioneecompensazione; misuredimonitoraggio; sintesinontecnica. Ovviamente ogni caso specifico di VAS segue un percorso logico contestualizzato a quella che è la tipologiadipianooprogrammachesiintendevalutare.vediamoinseguitoquantoèaccadutoperil PianoTerritorialediCoordinamentoperlaProvinciadiRovigo. 1.3 PTCPRovigo:metodo,fasieazioniperlaVAS La Vas ha come scopo principale la costruzione di scenari di sostenibilità 1 mediante esplorazione di conflitti,vulnerabilitàerischiincontestidefiniti.derivatoèloscopoprestazionalecheaiutaasuperare unavisionestaticadimisure,standardenorme.questiduescopidefinisconoladomandadimodellie tecnicheanalitico valutativi:perlacostruzionediscenarisiricorreamodelliintegratilocali,mentre perlamisuradiprestazionisiricorreamodellidivalutazionediperformance,processoeimpattoin ambientepluralista.lacostruzionedeimodellièinfluenzatadairequisitidellavas. La Vas dovrebbe presentarsi come azione interna alla costruzione del Ptcp e dei relativi processi decisionali. Intervenendo nel management di processi decisionali complessi, dovrebbe utilizzare, in prospettiva ambientale, elementi analitici delle politiche pubbliche, in particolare figure di attori, risorsemobilitateomobilitabilieinterazioniincontestiditipocooperativooconflittuale.puòessere di valido aiuto all'analisi critica delle poste in gioco (singole e connesse), ma anche per l individuazione di nodi problematici; consente di ridefinire ipotesi strategiche attente alla sostenibilitàdelprogramma,allamitigazionedegliimpattieallemodalitàdicompensazioneeffettivao potenziale.permantenereilsuocaratterestrategico,lavasvienenormalmenteeffettuataex anteoin itinere 2. LaVaspresentaquattrocarattericostitutivichenedelimitanoilcampooperativo.Èditipopluralista (diversa da approcci di tipo manageriale o democratico ) e in grado di accogliere operativamente diverseistanzeeletturedelterritorio;éorientataallateoria,perchécercadievidenziareleragionidi determinatesceltepianificatorie;éintegrataalprocessodicostruzionediscenariestrategieproprio inragionedellacomplessadefinizionedisostenibilitàambientalechederivadarelazionifraeconomia, società, ambiente e istituzioni. Ha, inoltre, carattere anticipatorio, in ragione del suo contenuto strategico,edeliberativoperlemodalitàdicostruzionedelladecisione. Lavashaunpropriodisegnovalutativo,macomealtrepratichevalutativeèancorataaduemomenti fondamentali: il primo riguarda la strutturazione della funzione valutativa, mentre il secondo provvedeallasuaaggregazione. Per raggiungere entrambi gli scopi indicati la vas richiede modelli appartenenti a due principali famiglie.iprimirinvianoall institutionaldesign,atecnichedianalisidellepolitiche,disimulazione,di 1 La sostenibilità nell ottica della Vas applicata alla pianificazione può essere intesa come uno scenario costruito mediantel intersezionedipossibilisituazionifuturesecondoletredimensioniincuisideclinalasostenibilità(protezione dell ambiente, sviluppo ed efficienza economica, equità sociale) orientate a conseguire obiettivi specifici: 1. La protezione dell ambiente,2.ladefinizionediipotesialternative,3.laprevisioneevalutazionedegliimpatti,4.losviluppoel efficienza economica,5.losviluppodiunprocessodecisionaleresponsabileepartecipativo,6.l equitàsociale. 2 Nonèesclusounsuoimpiegoex postquandooccorrariconoscereicaratterisalientidiunpercorsoattuativoeisuoi scostamenti da scenari plausibili (path). Nel caso in oggetto non è stata attivata in fase di documento preliminare, ma lo potrebbeesseredurantelasuafinalizzazione. 10

12 decisioneegioco,distrutturazionedellefunzionivalutative,fracuiletecnichediscenariowriting 3.I secondi, a tecniche di aggregazione o soluzione di funzioni valutative con funzioni mono o multicriteriale. Il programma di Vas accompagna la definizione del PTCP della Provincia di Rovigo, dal documento preliminare,attraversolafasediprogettazioneefinoall approvazioneinconsiglioprovinciale(tab.1). Tab.1 fasidilavoroeazioni Tempi (indicativi) Luglio Ottobre 2007 fasi Impostazione Nella fase di avvio si definisce l approccio valutativo con i referenti provinciali e regionali. Tale approccio va reso coerente con gli atti di indirizzo regionale e le linee guida derivate dal recepimento della direttivacomunitaria. 11 azioni Analisi e rappresentazione dello stato attuale dell ambiente Con questa azione si è inteso costruire la mappa delle criticità al tempo iniziale (MACo) evidenziandone i caratteri spazio temporali (trend, discontinuità, collassi, e così via). In termini procedurali le criticità sono definibili in tre categorie. La prima categoria contiene le criticità rilevate e accolte nel documento preliminare, la seconda le criticità denunciate o rilevate nei processi locali di pianificazione e gestione del territorio (considerate o meno dal documento preliminare), la terza le criticità costruite sulla base di analisi specifiche. Ogni criticità viene interpretata con modello DPSIRo (al tempo iniziale) ed eventualmente rappresentata in SINA (sistema informativo ambientale) con l adeguato supporto dell ufficio provincialedipiano. Per la definizione dello stato attuale (iniziale) dell ambiente sono state utilizzate fonti diverse: dotazioni informative e data base disponibili presso provincia e comuni, sezioni analitiche del documento preliminare, rapporti di settore, esiti delle attività di Agenda 21 Polesine e AgendAdria 21 4,studidicaso, registrazione di emergenze e altri processi di governolocale. Questa prima azione sarà in particolare caratterizzata da una survey dei rapporti ambientali e legati allo sviluppo economico realizzati negli ultimi anni sul contesto provinciale, per una loro rilettura rispetto alle areediinfluenzadellapianificazioneterritorialee urbanistica. Essa si conclude con la stesura della 3 Loscenarioèquiintesocomecompromessofraproiezioni,previsionieattese(oauspici)elasuacostruzionepuò richiederetecnichequantitativeoqualitative. 4 LaProvinciadiRovigohaunprocessodiAgenda21Localedenominato Polesine attivodal2002chehaportato alladefinizionediunpianod AzioneLocale(2003)ediunprimo RapportosulloStatodell Ambiente (2003)attualmentein corso di aggiornamento e delle linee guida per il Piano d Azione Locale. Una sperimentazione di scala comunale è stata avviatanel2005,conilsupportoscientificodell UniversitàIUAVdiVenezia DP,nelterritoriodelComunediAdria.Laprima fase del processo si è conclusa nel marzo del 2007 con la pubblicazione di un rapporto sullo Stato dell Ambiente e della Comunità orientatoallacostruzionediunquadroconoscitivofunzionalealladefinizionedelpianodiassettodelterritorio Intercomunale(Pati),conAdriacomunecapofila.

13 Ottobre 2007 Luglio2008 Marzo2008 Marzo 2009 Affiancamentoallaconcertazioneealla costruzionedelptcppartendodaitemie problemipostineldocumentopreliminare. In questa fase, il documento preliminare, accompagnato dalla prima relazione ambientale, è in fase di concertazione e la progettazione del Ptcp è in fase di avvio. L affiancamento e lo stimolo della concertazione da un lato e alla progettazionedall altro,inparticolaresulle implicazioni ambientali del documento, costituisce un momento essenziale per identificare ed interpretare istanze e criticità. Questa attività è utile, se opportunamente promossa, perché può migliorare la partecipazione locale alla stesura del Ptcp e la sua valutazione. La Provincia di Rovigo promuove momenti di concertazione, sulla base dei cui risultati saranno aggiornati di documenti ambientali. VasintegrataallaversionefinaledelPtcp. Nella fase conclusiva, la Vas è integrata al Ptcp, in quanto aiuta a definire scenari di sostenibilità e strategie di mitigazione e tutela a partire dalle principali criticità. Di fatto, quindi, essa non costituisce un rapporto separato, anche se la documentazione tecnica dotrà essere ospitata in opportuni allegati di accompagnamento (rapporto ambientale definitivo). Relazione Ambientale di accompagnamento al Documento Preliminare: entrambi i documenti saranno trasmessi alla Regione del Veneto per essere sottoposti ad un primo parere da parte dellacommissioneregionaleperlavas. Conlasecondaazionesieffettuaunavalutazione (assessment)delmodoincuiildocumento preliminarerispondeallostatoattuale dell ambiente,quantofaproprialamappadelle criticitàesiavvicinaallaversionedefinitivadel Ptcp.Aquestoscopovengonotrattatiiseguenti temi: a) attorisocialiedocumentopreliminare:si individuanogliattorichesiriconoscono neldocumentopreliminare,chevisi identificanosoltantoinparteopunto, descrivendogradiemodalitàdi condivisione,noncondivisione; convergenza,divergenza; b) analisidelleposteeagendavas:con riferimentoalleprincipalicriticità,si rappresentanointeressiebisogni evidenziandoneicarattericooperativie conflittualiepredisponendol agendavas; c) scenari:analisidegliscenariambientali (interazioneeconomia,società,ambiente eistituzioni)acuièancoratoil documentopreliminareperilperiododi riferimento.loroplausibilitàrispettoa processiincorso; d) strategie:ildocumentopreliminare definiscestrategieespliciteoimplicite (intesecomecorsidiazionenelperiodo diriferimento).lestrategiepossono essereclassificateintrecategorie:s1 strategieambientalisucriticitàrilevateo denunciate(codimaco);s2strategie nonambientali,maconimpatto ambientale(cumulativoono,δt) considerandorisposteefeedback.;s3 strategiesuco+δt. e) L azione si concluderà con la prima definizione del Rapporto Ambientale orientato alla costruzione di scenari alternativi nel Ptcp. L azione integra analisi e valutazione ambientale nel Ptcp, ne definisce le modalità comunicative e si sostanzia nella redazione nella redazione di un Rapporto Ambientale di sintesi da sottoporre all approvazione del Consiglio Provinciale e da inviarsi alla Regione unitamente al Ptcp adottato. 12

14 1.4 Contestualizzazionegeografica Nel contesto italiano, il territorio della provincia di Rovigo si colloca geograficamente all interno di un area strategica caratterizzata da un forte dinamismo economico che, sebbene abbia subito un rallentamentocongiunturalenegliultimianni,èancoratrainantedell economianazionale.confinando con Regioni economicamente rilevanti (Lombardia e Emilia Romagna), questa provincia si trova al centro del cuore pulsante del lavoro, dell innovazione e dell economia dell Italia Centro Settentrionale. Nel panorama europeo, i principali collegamenti prossimi a questo territorio rendono quest area ancorapiùvicinaalleprincipalidirettricidelcontinenteeuropeo:ilcorridoioi(berlino Palermo)che collegailnordalsudd Europa,ilcorridoioV(Lisbona Kiev)cheattraversal interocontinentedaest adovest,l autostradadelmarechecongiungeiportidell AdriaticoconquellidelMediterraneo. Ciascunadelleretimultimodalipaneuropeeetranseuropeerappresentaunadorsalepolifunzionale,i cuifasciinfrastrutturaliattraversanoeinnervanounterritorioriccodicentridelsapere,dellacultura edellaricerca,attivitàproduttive,presenzadiffusadibeniambientaliepaesaggistici,servizidilivello territoriale, offerta turistica. Il corridoio multimodale 5, inoltre, valorizza la componente della prossimitàgeografica sottrattaaiconfiniamministrativiistituzionalieperquestoassumeiconnotati piùprossimidiun insiemediterritori. 6 LaretetranseuropeaditrasportochehaorigineaLisbona,conlasuacontinuazionepaneuropeafinoa Kiev,el asseprioritarioi dellaten TBerlino PalermoconvergerannosuVeronasenzaattraversare direttamente il Polesine: per questo diviene fondamentale avviare relazioni con i soggetti direttamentecoinvoltineiprogettidisviluppodel quadrante edell areadelbrennero,persfruttare queifattoridiprossimitàgeograficaediintegrazioneinmisuraassaimaggiorerispettoalpassato.se da un lato, però, l aumento della capacità di esportazione dei beni e servizi, e, parallelamente l accrescimento della forza di attrazione degli investimenti produttivi dovrebbero essere indirettamente garantiti anche per questa provincia, dall altro non esiste alcun beneficio automaticamentegarantito,bensìsoltantol offertadinuoveopportunitàsubaseprogettuale. l Polesine, termine che significa terre emergenti dalle acque, è una realtà contraddistinta dalla presenzadeiduepiùgrandifiumid Italia,ilPoel Adige,edèunterritoriointeramentepianeggiante, che si estende quasi esclusivamente in senso longitudinale, che ha subito negli ultimi secoli cambiamenti per mano dell uomo: l avvento delle bonifiche per il prosciugamento e l introduzione dellameccanizzazionenelleoperazioniagricole. Tutto il territorio polesano rappresenta una fonte di molteplici ricchezze naturali, le quali si sono andate a coniugare nel tempo ad un archeologia e ad un architettura rurale. Questo connubio imprescindibilerappresentaunpatrimoniochedeveesserevalorizzatoeintegrato. L ambiente del Polesine è caratterizzato da due specifiche peculiarità: un elevata estensione e una diffusapresenzad acqua,risorsachepuòrappresentareunaricchezzapertuttiicompartieconomici. Sotto quest ottica i canali fluviali, se da una parte, da un punto di vista ambientale, costituiscono la basesucuidefinireilsistemadeicorridoieclogiciingradodiassicurareunaretediconnessionetra tuttoilpolesine,esaltandonelecaratteristiche,dall altradiventanofattoriindispensabilidisviluppo perilsettoreprimario,(sipensiall attivitàagricolaeittica),perilsettoresecondario,qualealternativa al trasporto su gomma e su rotaia e, infine, per il settore terziario rappresentato in questo caso dal turismo. Nel territorio provinciale, come è ben noto, si trova uno dei cinque parchi regionali del Veneto, che costituisconounelementoessenzialeperlaqualitàdellavitadellerealtàlocali:ilparcodeldeltadel 5 In quanto connettore globale attraverso cui passa il trasporto di merci, di persone, di energia e di sistemi di telecomunicazione. 6 ProgettoInterregIIIB,SpazioAlpino :LineeguidaperunapoliticadelCorrodoioV,ALPENCORSAlpen CorridorSouth,alcentrodelCorridoioV. 13

15 Po 7, istituito l'8 settembre 1997 con la legge regionale n. 36 Norme per l istituzione del Parco RegionaledelDeltadelPo,cherappresentaunaricchezzaunicadasalvaguardareepromuovereperi suoiaspettiambientali,storiciedeconomici. In quest area, ove il Grande Fiume incontra il mare, dando vita ad una delle più vaste zone umide europeeedelmediterraneo,ilpaesaggioèdefinitodallevallidapesca,dalleoasinaturalistiche,dagli scanni,daibonelli,dallegolenefluviali,dallezoneumidesalmastrealcuiinternononmancanoisitidi interesse storico archeologico museale(quali ad es. le Bocche del Po, la Pineta litoranea di Rosolina Mare, l Orto Botanico di Marina di Caleri, la sacca di Scardovari, il sito archeologico e la chiesa romanicadiarianonelpolesine,inlocalitàsanbasilio). L istituzione dell Ecomuseo, un grande"museo diffuso", rappresenta una delle risposte alla sempre più sentita esigenza di tutela ed alla preservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, ambientaleenaturalisticodell area 8.IlprogettoCoasttoCoast,rientrantenelprogrammaInterregIII A Italia Slovenia, che viene illustrato nel capitolo Le progettualità di area vasta, è un esempio di valorizzazionedell areadeltiziainuncontestononsoltantolocale,bensìinternazionale. Oltre ai paesaggi d acqua,che sono presenti non soltanto nel delta, il territorio si caratterizza per la presenzadiffusadicampagneche,oltrearappresentarepotrebberounarisorsadelsettoreprimario, possono costituire anche una scommessa per il terziario, attraverso la creazione di opportunità turistiche orientate alla riscoperta della campagna, come luogo caratterizzato da particolari ritmi ed equilibri, da parte di una società metropolitana che ricerca la natura nell ottica del continuo perseguimentodellavalorizzazionedell immaginenaturalee,quindi,delpatrimonioturisticorurale. Circala biodiversità,dicuièstatofattocennoinprecedenza,vadettochecontrastarnelaperditaè divenutonegliultimianniunodegliobiettiviprioritarisostenutialivellocomunitarioemondialeper frenareifenomenididegradoediriduzionedegliambientinaturaliinattosulpianeta. Il primo accordo globale ed esteso per la conservazione della biodiversità è rappresentato dalla Convenzionesulladiversitàbiologica,approvatadallaConferenzamondialetenutasiaRiodeJaneiro dal 3 al 12 giugno 1992, ratificata dal Parlamento Italiano con L. 14 febbraio 1994, n Con tale Convenzioneèstatainparticolarestabilital esigenzadiprocedereallaconservazionedelpatrimonio biogeneticopresentesulpianetaelasuagrandediversità,attraversoilpercorso ricerca,conoscenza, azione, nel senso che la protezione e l uso sostenibile della biodiversità dovranno integrarsi nella politica di sviluppo attraverso azioni fondate precipuamente sulla conoscenza e la valorizzazione di talepatrimonio. SievidenziacheinoccasioneditaleconferenzaèstatosottoscrittodaiPaesipartecipantiildocumento Agenda21,aventeloscopodidareunatraduzioneconcretaallosvilupposostenibile,attraversola promozioneelarealizzazionedipoliticheadeguate. Alivelloeuropeo,nelrecepireicontenutidellaconvenzionedicuisopraèfattocenno,econl obiettivo di promuovere la tutela e la conservazione della diversità biologica presente nel territorio, è stata costituito,conladirettiva92/43/ceedel Habitat (recepitadallostatoitalianocond.p.r , n.357, e con D.P.R , n. 120), un sistema di aree naturali e seminaturali di grandevalorenaturalisticodenominato ReteNatura2000.Talereteecologicasicomponediambiti territorialidesignatiinbaseallasopraindicatadirettiva,comesitidiinteressecomunitario(sic),che una volta ultimato l iter istitutivo diventeranno Zone Speciali di Conservazione (ZSC), e Zone di ProtezioneSpeciale(ZPS)dicuiallaDirettiva79/409/CEEdel Uccelli (recepitaconlegge ,n.157). Ancorché l individuazione di tali siti da parte delle Regioni sia in costante evoluzione, ad oggi la Regione del Veneto, da ultimo con D.G.R. n del 18 aprile 2006, ha individuato n. 67 Zone di ProtezioneSpeciale(ZPS)en.100SitidiInteresseComunitario(SIC),peruntotaledi131sitiNatura 7IlDeltadelPosiestendeper786chilometriquadrati,dicuioltre160sonovallielagune.L'estensionedelleareeprotettedel Parcoèdi120chilometrimq.Inovecomuniinteressati,tuttiinprovinciadiRovigo,sono:Adria,ArianonelPolesine,Corbola, Loreo,Papozze,PortoTolle,PortoViro,Rosolina,TagliodiPo.Sonooltre73milagliabitantidell'interaareadelDelta. 8 Iniziativa promossa dalla Provincia di Rovigo realizzata attraverso una serie di azioni sinergiche che hanno previsto il coinvolgimentodituttiisoggettiqualificaticheoperanosulterritorio:soprintendenzaaibeniarcheologicidelveneto,enti localieprivatititolarideimuseiel EnteParcoRegionaleVenetodelDeltadelPo. 14

16 2000, a causa della frequente sovrapposizione tra SIC e ZPS. Nella provincia di Rovigo sono stati individuatin.6sic 9 en.3zps 10,interessantiunasuperficiecomplessivadiHa27.982,checostituisce circail15%dell interaestensionedelterritorioprovinciale. SisottolineacheilD.P.R.n.357/1997,oltrearegolamentarnel attuazionedapartedellostato,delle RegioniedelleProvinceAutonome,hastabilitochealleZonediProtezioneSpeciale(ZPS)dicuialla Direttiva Uccelli fosseroapplicateledisposizionisullavalutazioned incidenza(art.5),sullemisure diconservazioneesull eventualeformazionedeipianidigestione(art.4). Inaccordoconquantoprevistodalcitatoarticolo4esecondogliindirizzidelMinisterodell Ambiente edellatuteladelterritorio,contenutineld.m.3settembre2002 Lineeguidaperlagestionedeisiti dellaretenatura2000,laregionevenetohaconseguentementeprovveduto,cond.g.r.n.2371del 27 luglio 2006, ad elaborare le misure di conservazione per le Zone di Protezione Speciale con la finalità di fornire anche indirizzi pratici per la redazione della Valutazione d Incidenza, esplicitando chiaramente i principali obiettivi di conservazione per ciascun sito e definendo specificatamente i criteriperilrelativomantenimentoinbuonostatodiconservazione. Nell ambito del progetto Fruizione educativa di aree a forte valenza naturalistica previsto dal DocumentodiProgrammazioneIN.F.E.A. Informazione,FormazioneedEducazioneAmbientale peril periodo ,predispostodall ARPAVconl obiettivodifavorirel avvioedilrafforzamentodelle politichedisviluppo,diinformazioneededucazioneambientale,approvatodallaregionevenetocon D.G.R ,n.1347,èstatorealizzatoilcensimentodelleareenaturali minori. Taleprogetto,rivoltofondamentalmenteallaformulazionedipropostedieducazioneambientale,ha portatoallaindividuazioneedallostudiodisitiche,purnonrientrandonelsistemadelleareenaturali protette, presentano al loro interno componenti della flora e della fauna e, talvolta, aspetti geomorfologiciepaesaggisticidiparticolarepregio.e importantesottolinearecomel identificazionee lostudiodiquestisitivadaadaffiancarsialleconoscenzenecessarieperlarealizzazionedella Rete Natura2000,ecome,peralcunidiquesti,nonesistaalcunadisposizionechenegarantisca,seppurein parte,latutela. Circa gli ambiti naturali protetti, che, così come classificati dalla L. 06 dicembre 1991, n. 394 Legge quadrosulleareeprotette,comprendonoprincipalmenteiparchinazionali,regionalieinterregionali, leriservenaturali,lezoneumidediinteresseinternazionale,lezonediprotezionespecialeedisitidi importanzacomunitaria,ilpianoprovincialedovràrecepirnelapresenzanonchélerelativeformedi tutela, mentre, avvalendosi pure delle conoscenze e degli studi condotti in materia anche ai fini dell inclusioneneglielenchidicuiald.lgs.42/2004,dovràprocedereallaindividuazionedegliambiti ditutelaperlaformazionediparchieriservediinteresselocale,nonchédellezoneumide,deibiotopi e delle altre aree naturali da assoggettare a particolare disciplina finalizzata alla tutela delle risorse naturaliedelpaesaggio. A conclusione, si mette in luce la necessità di valorizzare l ambiente quale elemento dell identità e dellapeculiaritàtangibilediun areaanchecomerispostaallaglobalizzazione.gliattoridelterritorio sono responsabili, infatti, di un patrimonio naturale di pregio europeo e mondiale e per questo è opportuno tutelare l ambiente da possibili irreversibilità avverse al benessere collettivo, ma anche adoperarsi affinché l ambiente diventi un valore nelle politiche di sviluppo di un territorio, un elemento imprescindibile nella definizione dei piani territoriali. Tutto questo trova fondamento nell otticadiintenderelaprovinciadirovigocomeareaparticolaredelveneto:laspecificità,infatti,di questoterritoriorisiedeinunadotazionenaturaleepaesaggisticaunicaedesclusivaenelnonessere statoinvestitodaquelfenomenodella"cittàestesa"odella"campagnaurbanizzata"checaratterizza l'area centrale della Regione. L assenza del congestionamento, del consumo del territorio, del disordine paesaggistico e delle conseguenti diseconomie ed esternalità negative, dovuto ad uno sviluppo economico marginale del passato, e la conservazione del paesaggio consentono oggi a quest areadiessereepresentarsiqualeterritoriovenetospecificatamentepolesano. 9 Dune di Donada e Contarina, Dune di Rosolina e Volto, Dune fossili di Ariano nel Polesine, Rotta di S. Martino, GorghidiTrecenta,FiumePo:trattoterminaleedeltadelPo. 10 VallonadiLoreo,GolenadiBergantino,DeltadelPo. 15

17 17 CAP.2LOSTATODIFATTOELETENDENZEINATTODELLECOMPONENTI AMBIENTALIESOCIO ECONOMICHE 2.1Fontideidati I dati utilizzati per la rappresentazione del seguente stato dell ambiente fanno riferimento alle seguentifontiinformative: QuadroConoscitivodellaProvinciadiRovigo BancadatiindicatoridelQuadroConoscitivodellaRegioneVeneto(L.R.11/04) RapportosulloStatodell AmbienteedellaComunitàAgenda21Polesine,2003,2008 RapportosulloStatodell AmbienteedellaComunitàAgenda21Adria,2007 Altrebanchedatiterritoriali RispettoallaprimaRelazioneAmbientalealPtcp(2007/2008),nelpresenteRapportoidatiambientali sono stati completamente aggiornati rispetto all'ultima Relazione sullo Stato dell'ambiente e della Comunitàpredispostadall'AreaAmbienteedall'AreaStatisticadellaProvinciadiRovigoallafinedel Aria 2.2.1Qualitàdell aria Per inquinamento atmosferico si intende la presenza nell'atmosfera di sostanze che causano un effetto misurabile sull essere umano, sugli animali, sulla vegetazione o sui diversi materiali. Queste sostanze, di solito, non sono presenti nella normale composizione dell aria, oppure lo sono ad un livellodiconcentrazioneinferiore. Ifenomenidiinquinamentosonoilrisultatodiunacomplessacompetizionetrafattoricheportanoad unaccumulodegliinquinantiedaltricheinvecedeterminanolalororimozioneelalorodiluizionein atmosfera.l'entitàelemodalitàdiemissione(sorgentipuntiformi,diffuse,altezzadiemissione,ecc.),i tempi di persistenza degli inquinanti, il grado di mescolamento dell'aria, sono alcuni dei principali fattoricheproduconoveriazionispazio temporalidellacomposizionedell'aria. Per inquinamento atmosferico si intende la presenza nell'atmosfera di sostanze che causano un effetto misurabile sull essere umano, sugli animali, sulla vegetazione o sui diversi materiali. Queste sostanze, di solito, non sono presenti nella normale composizione dell aria, oppure lo sono ad un livellodiconcentrazioneinferiore. Le sostanze responsabili dell inquinamento atmosferico sono numerose e diversificate, in termini di caratteristichechimico fisicheedieffettisullasaluteesull ambiente;essenormalmentesidistinguono in: inquinantiprimari,chevengonodirettamenteimmessiinatmosferaacausadiattivitàantropicheo fenomeni naturali(biossido di zolfo, acido solfidrico, monossido di azoto, ammoniaca, monossido di carbonio,anidridecarbonicaeacidocloridrico; inquinanti secondari, che si formano per reazioni chimiche o fisiche dagli inquinanti primari, (anidridesolforica,acidosolforico,biossidodiazoto,acidonitrico,chetoni,aldeidi,acidivari,ozono). Disponibilitàdati: retedirilevamentoprovinciale Ilivellidiconcentrazioneinariadegliinquinantisonoverificatiquotidianamentedaunaretefissadi rilevamento della qualità dell aria gestita dal Dipartimento Provinciale dell ARPAV di Rovigo. Per

18 valutarelaqualitàdell aria,idatirilevatinellecentralinearpavvengonoconfrontaticonivalorilimiti econilivellid attenzioneed allarmeprevistidallanormativavigente.inparticolare,perlevalutazioni contenuteinquestorapporto,sonostaticonsideratiiseguentivalorilegislativi: - DM60/02perquantoriguardailbiossidodizolfo(SO2),ilbiossidodiazoto(NO2),gliossididi azoto(nox),ilmonossidodicarbonio(co),ilparticolato(pm10),ilpiombo(pb)eilbenzene(c6h6); - D.Lgs. 183/04 per l ozono (O3); dal D.Lgs. 152/2007 per quanto riguarda il cadmio (Cd), il nichel(ni),ilmercurio(hg),l arsenico(as)eilbenzo(a)pirene. 18

19 Le stazioni di rilevamento presenti nella provincia sono 5 fisse dislocate nel territorio come rappresentatonellacartografiasottostante.latabellariportainomidellestazionifisseeiparametri rilevati(ivaloripossonoessereconsultatiincontinuisulsitodell ARAPAVenetonellasezioneAria). Tra le attività del Dipartimento provinciale, sono inoltre eseguiti dei campionamenti con stazione mobile.lareeindagatenelcorsodel2008sonostatevillafora(comunedibadiapolesine),rosolina, Papozze,PontecchioPolesineePortoViro. A ciascuna tipologia di stazione corrisponde una finalità di monitoraggio diversa e quindi anche gli inquinantirilevatisonodifferenti. Nomestazione Tipologia CaratteristichePRG Parametriconsiderati Rovigo, Largo Traffico urbano Residenziale Commerciale NOx,CO,O3,SO2,PM10,Benzeni Martiri Rovigo,Borsea Background residenziale NOx,CO,O3,SO2,PM10 urbano Adria Background residenziale NOx,CO,O3,SO2,PM10 urbano Castelnovo Backgroundsuburbano residenziale NOx,SO2,PM10,Pb,Cd,Hg,Ni,As Bariano PortoTolle Backgroundsuburbano Residenziale Commerciale NOx,SO2,PM10,PM2,5 Stazionifisseperilmonitoraggiodellaqualitàdell araidellaprovincialdirovigo Fonte:ARPAVeneto,DipertimentoprovincialediRovigo Elaborazione:Agenda21Polesine retedirilevamentoenel Ubicazione delle stazioni di rilevamento dell atmosfera gestite da ARPAV anno Fonte: ARPA Veneto, Dipertimento provinciale di Rovigo Elaborazione: Agenda21Polesine Nell area del Delta del Po, divise tra Provincia di Rovigo e Provincia di Ferrara, sono attive otto centraline di rilevamento della qualità dell aria controllate dall Enel, al fine di monitorare l impatto dellacentraletermoelettricadipolesinecamerinisull ambientecircostante. 19

20 Cartetematiche Di seguito è riportata la classificazione del territorio in zone indicate nel PRTRA e nei successivi aggiornamentiperdiversiparametri(so 2,NO 2,O 3,CO,benzene,PM 10,IPA).Indicatoresinteticodello stato di qualità dell'aria finalizzato all'adozione da parte delle autorità competenti delle idonee strategie di mantenimento, miglioramento dei livelli di inquinamento atmosferico (in base al DLgs 351/99eDM261/02).IComunisonoclassificatisecondolaseguentecaratterizzazionedellezone: ZONEA(zonenellequaliapplicareipianidiazioneozonecritiche) ZONEB(zonenellequaliapplicareipianidirisanamento) ZONEC(zonenellequaliapplicareipianidimantenimento) 20

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