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1 peopleple sustainability BilancioConsolidato2014

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4 Indice Lettera del Presidente... pag. 5 Filosofia d'impresa... pag. 6 Struttura del Gruppo... pag. 8 Presenza internazionale... pag. 10 Risultati pag. 12 Organi Societari... pag. 14 Relazione sulla Gestione... pag. 17 Bilancio Consolidato... pag. 51 Nota Integrativa... pag. 59 Relazione della Società di Revisione... pag. 105

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6 Lettera del Presidente Signori Soci, nel 2014 l andamento dell economia mondiale ha proseguito il percorso di crescita moderata, già intrapreso nel corso dell anno precedente. Gli indicatori compositi dell OCSE hanno mostrato una certa disomogeneità nello sviluppo delle maggiori economie, segnalando una forte ricomposizione della domanda, dalla componente privata a quella pubblica, nei Paesi avanzati, ed una marcata attenuazione del ritmo di crescita in quelli emergenti, dovuta all insufficiente efficacia delle politiche di sostegno poste in essere. Nell Eurozona, invece, la crescita è stata assai modesta, risentendo soprattutto della debole ripresa del settore manifatturiero e del prolungato calo dei consumi. Diversamente dagli altri Paesi dell area Euro, l Italia ha segnato un nuovo rallentamento della congiuntura, provocando una ulteriore contrazione del PIL. In questo scenario macroeconomico il Gruppo Financo, che concentra in Italia gran parte della propria attività soprattutto nei settori del cemento e del calcestruzzo, ha registrato l 8 segno negativo consecutivo dei consumi, portando il calo di entrambi i prodotti dal 2006 a circa il 60%. Dati che da soli rappresentano bene le difficoltà delle aziende del comparto e la necessità non più procrastinabile di politiche pubbliche espansive. Il prolungarsi di una situazione di incertezza nel promuovere nuovi investimenti ha influito negativamente sulle risultanze di gestione del Gruppo Financo, che ha chiuso l esercizio 2014 con un fatturato consolidato di 503 milioni di Euro, segnando una perdita di periodo di circa 19 milioni di Euro; il patrimonio netto è pari a 437 milioni di Euro. I numeri negativi di conto economico sono stati attenuati dalla capacità delle nostre attività di generare reddito in Repubblica Dominicana e Tunisia, che riflette la dinamica sostenuta di quei mercati. Se da un punto di vista concreto questi dati rivestono particolare rilievo interessando direttamente l economia dei fenomeni di scambio delle nostre aziende, tuttavia si assicura come la gestione aziendale si è esplicata attraverso una serie di azioni rivolte a realizzare una crescita dimensionale che possa attuare un rafforzamento della performance aziendale. Pertanto è stata operata da un lato una razionalizzazione della struttura organizzativa per ottenere condizioni di massima efficienza, mediante la coordinazione di un sistema integrato di obiettivi, poteri e responsabilità, e dall altro, ad attuare linee evolutive di cambiamento della struttura operativa in funzione del mutare delle opportunità e condizionamenti, derivanti sia dall ambiente politico istituzionale sia da quello economico di riferimento. Oggi occorre un approccio al futuro differente, più creativo e meno timoroso, che valorizzi la storia e la cultura di questo nostro Paese straordinario e che eviti, al tempo stesso, sterili nostalgie e conservatorismi. Senza vero cambiamento, le speranze rimangono inefficaci. In un contesto particolarmente impegnativo, la governance del nostro Gruppo farà come sempre il proprio dovere, affrontando con determinazione il livello di differenziazione dei diversi mercati nel segno convinto della loro sostenibilità e utilizzando opzioni strategiche coerenti con quell insieme di valori e obiettivi economici e sociali ampiamente condivisi dalla leadership aziendale. Partiamo oggi da questa consapevolezza, sapendo che i sempre più dinamici segmenti di mercato, richiedendo rigore, discernimento e coraggio, offrono alle nostre imprese una forte motivazione per attuare un ulteriore processo di internazionalizzazione e globalizzazione, teso ad ottenere i vantaggi competitivi ed a ricercare la massima sinergia tra le unità che attualmente operano nei vari paesi, attraverso un rinnovato coordinamento della gestione aziendale. In questa direzione sono orientati gli investimenti che stiamo avviando nelle aree del mondo dove siamo già presenti. Signori Soci, l impresa è il motore dello sviluppo economico e sociale. E dal fare impresa che si produce ricchezza da distribuire sotto forma di salari, stipendi, dividendi e tributi; il che significa produzione di benessere sia per coloro che partecipano ai rischi aziendali, sia per l intera collettività. Abbiamo consapevolezza di tale responsabilità, l abbiamo assunta completamente nel passato, continueremo a farlo con determinazione anche nel prossimo futuro. Il Presidente Dott.ssa Francesca Colaiacovo 5

7 Filosofia d impresa Financo è la holding delle famiglie di Pasquale, Giovanni, Franco e Carlo Colaiacovo attiva nel core-business della produzione e commercializzazione di cemento e calcestruzzo. La controllata Colacem è il terzo produttore italiano nel settore del cemento così come Colabeton nel calcestruzzo. Financo è impegnata inoltre in settori diversificati tra cui quello creditizio-assicurativo, le società di trasporti Tracem e Inba, il circuito automobilistico Santamonica di Misano, il Park Hotel ai Cappuccini di Gubbio e la tenuta di Poggiovalle. La filosofia del Gruppo Financo è frutto di una tradizione familiare d impresa fondata sull eccellenza dei prodotti e servizi offerti, sull uso delle migliori tecnologie disponibili, su un organizzazione di persone preparate e capaci, su un know how radicato nel tempo. Le relazioni con gli stakeholder, basate su coinvolgimento e dialogo, sono state al centro di tale filosofia, perché dalla conoscenza e dallo scambio culturale tra diversi soggetti di una comunità si possono raggiungere risultati più avanzati. Questi alcuni degli elementi concreti che possono ben sintetizzare l approccio alla sostenibilità del Gruppo, ribaditi nella mission e vision. Mission Il Gruppo Financo contribuisce a rendere migliori e più vivibili le realtà in cui opera, creando valore economico, culturale e sociale. Le aziende del Gruppo sono costantemente impegnate nella sfida dei mercati globali, con la volontà di essere leader e precursori di innovazioni nelle politiche industriali, nell organizzazione e nelle metodologie di lavoro. Vision La sostenibilità e la dimensione etica dell agire imprenditoriale sono valori che rappresentano fin dall origine la vision del Gruppo. Gli aspetti di speciale sensibilità all impatto ambientale e alla sicurezza sul lavoro sono testimoniati dagli investimenti nella formazione del personale e negli impianti industriali, sempre attenti all avanzamento scientifico e tecnologico. 6

8 Il Gruppo Financo, inteso come società Financo srl, in qualità di Capogruppo e le società controllate, che hanno adottato un Codice etico, assumono come principi ispiratori il rispetto della legge e delle normative, in un quadro di integrità, correttezza e riservatezza. La ricerca della competitività sul mercato è perseguita nel rispetto delle normative sulla concorrenza e promuove, in un ottica di responsabilità sociale, economica e di tutela ambientale, il corretto e funzionale utilizzo delle risorse. Il Gruppo Financo opera facendo propria una visione dinamica del contesto in cui si muove, con l obiettivo di trasformare le sfide in traguardi reali, puntando sul rafforzamento della credibilità e della fiducia da parte degli stakeholder. Ogni società del Gruppo agisce con il massimo impegno in direzione della sostenibilità, adottando le migliori tecnologie disponibili per massimizzare gli impatti positivi sulle comunità e minimizzare quanto possibile quelli negativi; innova e trasforma - in ogni Paese - secondo gli standard più avanzati per la protezione dei lavoratori, dell ambiente e delle comunità d insediamento. Sul fronte della responsabilità sociale, il Gruppo destina risorse importanti ai vari aspetti della vita dei territori dove opera, favorisce gli studi, collabora con le amministrazioni pubbliche, tutela il patrimonio storico e monumentale, patrocina la cultura e l animazione della vita sociale, interviene per sanare danni ambientali preesistenti. 7

9 Cemento Calcestruzzo Diversificati Trasporti

10 Struttura del Gruppo Cemento Calcestruzzo Colacem CAT Cementos Colacem España Domicem Colacem Canada Colacem Albania Citadelle United Buying House Cement Colabeton Calcestruzzi Gubbio Luciani Cava di Cusago Cave Carlone Calcestruzzi Coriano Tourist Poggiovalle Santamonica Gruppo Editoriale Umbria Radio Gubbio Umbria TV Grifo Insurance Brokers UniCredit Aermarche Tracem Inba Cat Transport Diversificati Trasporti

11 Presenza internazionale 1 Canada Colacem Canada Inc. 2 haiti Citadelle United S.A. 1 3 Repubblica Dominicana Domicem S.A. 4 5 giamaica Buying House Cement Ltda. spagna Cementos Colacem España S.L.U tunisia Les Ciments Artificiels Tunisiens S.A. 7 italia Colacem S.p.A. Colabeton S.p.A. 8 albania Colacem Albania Sh.p.k.

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13 Risultati 2014 Nel 2014 il panorama economico mondiale ha visto proseguire la ripresa nei paesi avanzati, soprattutto negli USA, con una decelerazione nei paesi emergenti, anche se sempre in forte crescita. In un Europa anch essa in progresso, seppur a velocità diverse, l Italia resta l unico paese a rilevare ancora una contrazione del Pil di circa lo 0,4%. Questi dati sono la chiave di lettura per comprendere il risultato negativo del Gruppo Financo, attivo prevalentemente in Italia e in settori in forte crisi quali quello del cemento e del calcestruzzo. Analogamente, le attività in Repubblica Dominicana e Tunisia, riflettendo una dinamica dei mercati decisamente più favorevole, hanno solo in parte attenuato la perdita di Gruppo. Il Gruppo Financo ha infatti chiuso l esercizio 2014 con un fatturato consolidato dell importo di 503,5 milioni di Euro, registrando un EBITDA dell importo di 34,7 milioni di Euro ed un EBIT negativo dell importo di 5,0 milioni di Euro. La perdita del Gruppo si è attestata a 18,9 milioni di Euro mentre il Cash-Flow è ammontato a 22,1 milioni di Euro dopo aver stanziato ammortamenti per l importo di 39,7 milioni di Euro. Fatturato Consolidato Margine Operativo Lordo Risultato Operativo Cash-Flow in milioni di Euro in milioni di Euro in milioni di Euro in milioni di Euro (5) 12

14 Principali dati economico finanziari Ricavi netti Altri ricavi e proventi Margine operativo lordo (EBITDA) % sui ricavi 6,9% 8,8% 11,6% Ammortamenti e svalutazioni Risultato operativo (EBIT) (5.033) % sui ricavi -1,0% 0,9% 2,8% Risultato netto del Gruppo (18.959) (10.837) (534) % sui ricavi -3,8% -2,1% -0,1% Cash-Flow (utile + ammortamenti + rettifiche di valore) % sui ricavi 4,4% 5,4% 9,0% Ricavi per area di Business Dipendenti per area di Business Cemento - 72,4% Calcestruzzo - 24,3% Trasporti - 0,7% Diversificati - 2,6% Cemento - 77,5% Calcestruzzo - 12,2% Trasporti - 7,4% Diversificati - 2,9% 13

15 Organi societari CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Francesca Colaiacovo Maria Carmela Colaiacovo Carlo Colaiacovo Stefano Farabbi Mariano Spigarelli Paola Colaiacovo Giuseppe Colaiacovo Cristina Colaiacovo Presidente Vice-Presidente Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere COLLEGIO SINDACALE Alcide Casini Renato Zanotti Paolo Agnesi Francesco Benedetti Ruggero Campi Presidente Sindaco Effettivo Sindaco Effettivo Sindaco Supplente Sindaco Supplente ORGANISMO DI VIGILANZA Michele Luigi Giordano Lorenzo Belloni Presidente Membro SOCIETÀ DI REVISIONE DELOITTE & TOUCHE S.p.A. Società a responsabilità limitata Sede legale in Gubbio [Perugia] - Via della Vittorina n. 60 Capitale Sociale Euro interamente versato Codice Fiscale, Partita I.V.A. e numero di iscrizione nel Registro delle Imprese del Tribunale di Perugia:

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18 RELAZIONE sulla Gestione Il Bilancio Consolidato del Gruppo Financo chiuso al 31 dicembre 2014, evidenzia un perdita di migliaia di Euro attribuibile principalmente al perdurare della situazione congiunturale generata dalla crisi economico-finanziaria che ha interessato e che sta ancora interessando le principali aree geografiche ed i fondamentali comparti industriali in cui opera il Gruppo Financo. L esercizio appena concluso è stato caratterizzato da un decremento dei ricavi consolidati per migliaia di Euro (-4,0%) attribuibile alla difficoltà che ha attraversato, e che sta tuttora attraversando, il settore delle costruzioni in genere, che rappresenta il principale mercato in cui opera il Gruppo Financo. A causa della forte contrazione dei ricavi, che non è stata accompagnata da una proporzionale flessione dei costi di produzione che hanno registrato una riduzione pari a migliaia di Euro (-0,8%), il Gruppo Financo ha realizzato un EBIT negativo per migliaia di Euro. Sintesi dei risultati Ricavi Altri ricavi e proventi Margine operativo lordo (EBITDA) % sui ricavi 6,9% 8,8% Ammortamenti e svalutazioni Risultato operativo (EBIT) (5.033) % sui ricavi -1,0% 0,9% Risultato netto del Gruppo (18.959) (10.837) % sui ricavi -3,8% -2,1% Cash flow % sui ricavi 4,4% 5,4% Gli indicatori economici di seguito illustrati potrebbero non essere direttamente comparabili con quelli utilizzati da altre aziende, in quanto non esiste una univocità nella formulazione dei dati aggregati presi a riferimento per il calcolo. Indici di Redditività R.O.E. Utile Netto / Patrimonio Netto -4,98% -2,74% R.O.I. Reddito Operativo / Capitale Investito Netto -0,89% 0,86% R.O.S. Reddito Operativo / Ricavi -1,00% 0,95% Indici di Equilibrio Finanziario Debt Equity Posizione Finanziaria Netta / Patrimonio Netto 0,28 0,27 Indice di Liquidità Capitale Circolante Lordo / Passività Correnti 2,48 2,06 Indici di Efficienza Fatturato Pro-Capite Ricavi / N. Dipendenti Rendimento dei Dipendenti Ricavi / Costo del Lavoro 5,26 5,45 17

19 QUADRO ECONOMICO GENERALE MONDO Nel corso del quarto trimestre del 2014 la crescita del PIL è proseguita negli Stati Uniti e nel Regno Unito, registrando un incremento rispettivamente del 2,2% e del 2,0% in ragione d anno, così come in Giappone il PIL è tornato ad aumentare in ragione dell 1,5%. Caratteristica comune a tutte e tre le economie citate è stato l indebolimento degli investimenti compensato dal sostegno dei consumi privati. In Cina nel quarto trimestre del 2014 il PIL è cresciuto del 7,3%, al di sotto dell obiettivo annuo del governo fissato al 7,5%. In Brasile, nel quarto trimestre del 2014, il PIL ha continuato a contrarsi (-0,2%) per effetto sia della dinamica negativa della domanda estera che del calo degli investimenti, scoraggiati anche dalla stretta monetaria. Le forti tensioni politiche emerse a seguito dello scandalo connesso con fenomeni di corruzione che ha colpito la Petrobras, la società petrolifera nazionale, stanno mettendo a rischio la capacità del governo di perseguire il piano di consolidamento fiscale. In Russia il quadro congiunturale si è deteriorato rapidamente nel quarto trimestre 2014, in connessione con il crollo degli investimenti e della fiducia. Gli indicatori congiunturali segnalano il protrarsi della fase recessiva nei primi mesi di quest anno. A questi sviluppi avrebbero contribuito principalmente il calo delle quotazioni dei prezzi dei prodotti petroliferi, mentre sembrerebbe che le sanzioni imposte lo scorso anno dalla UE e dagli Stati Uniti abbiano avuto un ruolo marginale. In India, dove la revisione dei conti nazionali ha aumentato di circa due punti percentuali la dinamica media del PIL degli ultimi tre anni, la crescita nel quarto trimestre è invece proseguita a ritmi sostenuti (7,5%); per il primo trimestre di quest anno l indice PMI conferma il buon andamento dell attività produttiva. Nel quarto trimestre del 2014 la dinamica degli scambi internazionali ha rallentato risentendo del netto indebolimento dei flussi produttivi riconducibili ai paesi emergenti del continente asiatico. La decisa contrazione dei prezzi dei prodotti petroliferi, in atto da Giugno 2014, si è ulteriormente intensificata nel quarto trimestre 2014 e tale contrazione è principalmente da ricondurre sia all inaspettato aumento dell offerta, connesso in particolare con l incremento dell attività estrattiva statunitense, sia alla debolezza dei consumi con particolare riferimento al continente asiatico, situazione che, se da un lato può contribuire a sostenere la crescita dell economia mondiale, dall altro non è priva di rischi relativamente al fatto che potrebbe creare situazioni di instabilità finanziaria nei paesi esportatori di petrolio. L inflazione al consumo nel quarto trimestre 2014 è diminuita quasi ovunque, risentendo anche della flessione dei prezzi delle materie prime; negli Stati Uniti è scesa nel mese di Novembre all 1,3% rispetto all 1,7% del mese di Ottobre. La crescita dei prezzi si colloca al valore più basso dal 2001 nel Regno Unito (1%) e sta rapidamente diminuendo in Giappone (2,4% nel mese di Novembre rispetto al picco del 3,7% registrato nel mese di Maggio). Con riferimento ai principali paesi emergenti, nel mese di Dicembre l inflazione si è confermata debole in Cina e in India (rispettivamente 1,5% e 5,0%), rimane elevata in Brasile (6,4%) e continua ad accelerare in Russia (11,4%) per effetto del forte deprezzamento del rublo e del rincaro dei prodotti agroalimentari, conseguente alla decisione di bloccare le importazioni provenienti dai principali paesi avanzati. La crescita economica nell area dell Euro per il 2014 si è rivelata modesta e dimostrazione ne è il fatto che, per la prima volta dal mese di Ottobre 2009, a Dicembre l inflazione al consumo è scesa su valori negativi. Le due operazioni di rifinanziamento a più lungo termine poste in essere dalla BCE a Settembre ed a Dicembre 2014 hanno determinato solo un modesto ampliamento del bilancio dell Eurosistema che il Consiglio direttivo della BCE intende aumentare ulteriormente prevedendone di rivedere dimensione, composizione e frequenza delle proprie operazioni, ricorrendo anche ad acquisti di attività su larga scala per contrastare i rischi connessi con un periodo eccessivamente prolungato di bassa inflazione. Gli indicatori più recenti confermano la debolezza ciclica dell economia dell area dell Euro e prefigurano una crescita ancora contenuta con andamenti differenziati tra paesi. In Dicembre l indicatore -coin, elaborato dalla Banca d Italia che fornisce una stima della variazione trimestrale del PIL dell area depurata dalle oscillazioni di breve periodo, si è riportato su valori coerenti con una crescita modesta. Nello stesso mese lo staff dell Eurosistema ha ulteriormente rivisto al ribasso le proiezioni della crescita per il 2015 all 1,0%. Nell ultimo trimestre del 2014 il PIL dell area Euro ha evidenziato una lieve accelerazione dello 0,3% rispetto al dato del periodo precedente, sospinto dalla spesa di famiglie e imprese e dall interscambio con l estero. Tra le maggiori economie dell area Euro l attività è rimasta stabile in Italia ed è appena aumentata in Francia; in Germania la crescita, pari allo 0,7% ha interessato le principali componenti della domanda, con l eccezione delle scorte. I mercati finanziari Euro hanno inoltre risentito dell instabilità politica della Grecia alimentando le preoccupazioni per la coesione dell intera area monetaria. I tassi di interesse sui titoli greci a tre anni hanno superato il 15% e, ad una flessione delle borse europee, si è accompagnata una sostanziale stabilità dei premi per il rischio dei titoli di Stato nei paesi periferici, verosimilmente per effetto del consolidarsi delle attese di misure di politica monetaria da parte della BCE. ITALIA L andamento che ha caratterizzato il PIL italiano nel corso del 2014 è stato contraddistinto da fasi alterne. Nei primi nove mesi dell anno il PIL ha mostrato una riduzione dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell anno precedente: -0,3% nel primo trimestre; -0,4% nel secondo e -0,5% nel terzo. Sulla dinamica negativa dell economia italiana ha continuato a 18

20 pesare soprattutto, il settore delle costruzioni, ancora in forte crisi, accanto a flessioni più contenute per l industria in senso stretto, l agricoltura ed i servizi. Nel quarto trimestre del 2014 si è invece manifestato un arresto della caduta del PIL, grazie al proseguimento dell espansione dei consumi, alla lieve ripresa degli investimenti ed all accelerazione delle esportazioni che nel quarto trimestre del 2014 sono cresciute dell 1,6% rispetto al dato dell anno precedente facendo segnare l incremento congiunturale più elevato degli ultimi quattro anni. I consumi delle famiglie hanno continuato ad espandersi moderatamente (0,1%), mentre gli scambi con l estero hanno fornito il principale sostegno alla dinamica del PIL (0,4%), in presenza di una forte accelerazione delle esportazioni e di un aumento più contenuto delle importazioni. Il valore aggiunto è aumentato nel settore terziario, mentre si è ridotto in quello delle costruzioni nell industria e nell agricoltura. Il lento recupero dei consumi privati, in atto dall estate del 2013, è proseguito anche nell ultimo trimestre del 2014 (+0,1% rispetto all anno precedente), sostenuto esclusivamente dall aumento della spesa per beni durevoli e per servizi (+0,3% per entrambe le categorie di spesa), a fronte della diminuzione degli altri consumi. Il potere di acquisto delle famiglie, pur diminuendo rispetto al trimestre estivo (-0,5%), si è confermato su livelli più elevati di quelli della prima parte del 2014, beneficiando anche delle misure a favore delle famiglie con reddito medio-basso introdotte nella legge di stabilità. Nella fase più acuta della recessione, i consumi, che alla fine del 2014 sono ancora di quasi l 8% al di sotto dei valori pre-crisi, avevano risentito della compressione del reddito disponibile e della ricchezza. Indicazioni positive emergono per gli investimenti, tornati a crescere nell ultimo trimestre del 2014, dopo che sono diminuiti quasi senza interruzioni dall inizio del Gli acquisti di beni strumentali, in calo da oltre un anno, sono cresciuti dello 0,2% e la spesa in mezzi di trasporto ha registrato un netto recupero (+7,7%), mentre la contrazione degli investimenti in costruzioni, in atto dall estate del 2010, si è attenuata passando da -2,3% dello scorso anno a -0,6% del Nel corso dell ultimo trimestre del 2014 le compravendite di abitazioni sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto al dato registrato nel periodo precedente registrando un incremento del 3,6%, mentre è continuata la flessione dei prezzi delle vendite delle case tendenza che è in atto da oltre un triennio, seppur in attenuazione nella media dell anno. Nel corso del 2014 la fiducia delle imprese italiane ha continuato a mostrare segnali di miglioramento nonostante che il ciclo industriale stenta tuttavia a superare la prolungata fase di debolezza, mentre di converso è proseguita la contrazione dei prestiti alle imprese risentendo, dal lato della domanda, della debolezza degli investimenti e, dal lato dell offerta, della persistente rischiosità dei soggetti finanziati. Secondo recenti indagini presso le banche e le aziende le condizioni di offerta di credito alle imprese sono lievemente migliorate, ma permangono più difficili per quelle di minore dimensione, mentre continua il trend negativo dei tassi sui prestiti alle imprese ed alle famiglie. Per quanto riguarda l andamento del mercato del lavoro, nel quarto trimestre del 2014 il tasso di disoccupazione è salito al 13,0%. All interno del contesto economico italiano come descritto poc anzi, la situazione del settore delle costruzioni, il principale mercato di sbocco delle Società del Gruppo Financo che operano in Italia, rimane difficile, dove i principali indicatori settoriali riferiti all anno in corso evidenziano un inasprimento della crisi. Nel primi tre trimestri del 2014 il calo in termini di investimenti in costruzioni è stato del 3,1% nel confronto con lo stesso dato del periodo dell anno precedente. La caduta dell attività produttiva nel settore delle costruzioni continua a manifestare i suoi effetti negativi sull occupazione e sul suo tessuto produttivo. Nei primi nove mesi del 2014 gli occupati nel settore sono diminuiti ulteriormente del 4,1% ed, a titolo indicativo, nel terzo trimestre del 2014 il settore delle costruzioni si è rivelato l unico settore industriale italiano a registrare ancora un trend negativo. Dall inizio della crisi il settore delle costruzioni ha perso 522 mila posti di lavoro che salgono a 790 mila se si tiene conto anche dei settori collegati alle costruzioni. Nel solo anno 2013 sono uscite dal mercato 18 mila imprese di costruzioni con dipendenti, e quelle entrate in procedura fallimentare nei primi nove mesi del 2014 risultano essere circa 2.500, in aumento dell 11,8% su base annua. Sulla base di tali indicazioni e tenendo conto degli indicatori relativi alle costruzioni, la stima dell Ance per il 2014 segna una flessione del 3,5% in termini reali degli investimenti in costruzioni rappresentando in questo modo il 2014 come il settimo anno consecutivo di crisi. Tenendo conto dei dati del 2014, dal 2008 il settore delle costruzioni ha perso il 32% degli investimenti pari ad un controvalore di circa 64 miliardi di Euro. Negli ultimi sette anni la nuova edilizia abitativa ha registrato una flessione del 62,3%, l edilizia non residenziale privata segna una riduzione del 23,6%, mentre le opere pubbliche registrano un caduta del 48,1%. Solo il comparto della riqualificazione degli immobili residenziali mostra un incremento dei livelli produttivi (+18,5%). Gli investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo, che nel 2014 hanno rappresentato il 34% del valore degli investimenti in costruzioni, sono l unico comparto a mostrare un aumento dei livelli produttivi. Rispetto al 2013 per gli investimenti in tale comparto era stata stimata una crescita dell 1,5% in termini reali, mentre l aumento per l anno 2014 è imputabile principalmente all effetto di stimolo derivante dalla proroga del potenziamento degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e del risparmio energetico. Gli investimenti privati in costruzioni non residenziali hanno segnato nel 2014 una riduzione del 4,3% e ad incidere pesantemente su questo comparto produttivo, oltre al protrarsi della difficile situazione economica, ha gravato il significativo razionamento del credito. A tal proposito si evidenzia che i mutui erogati alle imprese hanno registrato una riduzione del 14,7% nei primi nove mesi del 2014 dopo la forte caduta del 73,4% registrata nel periodo compreso tra il 2007 ed il Per gli investimenti in costruzioni non residenziali pubblici, il 2014 ha registrato una flessione del 5,1% giustificato prevalentemente dalla politica economica adottata negli ultimi anni che ha sempre penalizzato la spesa in conto capitale senza incidere in maniera significativa su quella corrente ed in particolare su quella improduttiva. 19

21 A livello locale il Patto di stabilità interno continua a penalizzare gli investimenti in opere pubbliche più utili al territorio, come quelli per la difesa del suolo, per gli edifici scolastici e per la funzionalità della città, mentre la domanda di lavori pubblici, dopo anni di riduzioni significative, evidenzia nel corso del 2014 primi segnali positivi Per quanto riguarda invece la situazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione a favore delle imprese edili che operano nel settore dei lavori pubblici, emerge un quadro in chiaroscuro, in cui permangono più ombre che luci dove i ritardi di pagamento della pubblica amministrazione continuano a determinare una situazione di sofferenza nel settore delle costruzioni. L entrata in vigore della direttiva europea e le misure finora adottate dai vari Governi hanno avuto effetti positivi, ma purtroppo ancora troppo limitati a risolvere in modo completo il problema dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione. Nel secondo semestre 2014, i tre quarti delle imprese di costruzioni registrano ancora ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione, situazione che implicitamente provoca tuttora effetti negativi sull occupazione, sugli investimenti e sul funzionamento dell economia. A fronte del mancato pagamento della pubblica amministrazione un terzo delle imprese (il 31%) si trova costretta a ridurre il numero dei dipendenti, circa la metà delle imprese (il 41%) si vede costretta a ridurre il volume degli investimenti previsti mentre il 57% delle imprese si vede a sua volta obbligata a ritardare i pagamenti ai propri fornitori. Nel contesto di crisi del settore delle costruzioni descritto poc anzi appare apprezzabile la volontà dimostrata dal Governo nel decreto Sblocca-Italia di mettere l edilizia al centro degli interventi di sostegno all economia sebbene le risorse messe in campo per l accelerazione di interventi infrastrutturali prevedono un profilo temporale eccessivamente lungo e, quindi, non in grado di imprimere un impatto immediato sul settore delle costruzioni e sul mercato interno che l attuale situazione economica richiederebbe con urgenza così come anche le prospettive di investimento di Regioni ed Enti locali non sembrano sufficientemente migliorate a seguito della introduzione delle modifiche alle regole del Patto di stabilità interno previste nel Disegno di Legge di Stabilità per il 2015 che, con riferimento agli Enti locali, dovrebbe prevedere un allentamento dei vincoli di spesa previsti dal Patto per circa 1 miliardo di Euro che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe privilegiare la parte della spesa destinata agli investimenti. Sulla base di quanto esposto fino a questo momento in merito all andamento del settore delle costruzioni, nel 2014, per l ottavo anno consecutivo, la produzione di cemento è calata facendo registrare una ulteriore contrazione del 6,7% (-12% nel 2013), attestandosi a 21,5 milioni di tonnellate facendo registrare al settore un decremento complessivo che, a far data dal 2006, ha perso complessivamente il 55% della produzione nazionale. La contrazione dei livelli di produzione è stata pressoché omogenea nelle regioni settentrionali (-7,9%), centrali (-7,1%) e meridionali (-8,1%), mentre in controtendenza si è rivelata la produzione di cemento nelle isole facendo registrare un lieve incremento rispetto al passato del 2,2%, grazie alla buona performance produttiva della Sardegna. A livello regionale i principali produttori restano la Lombardia con (4,2 milioni di tonnellate), la Sicilia e il Veneto (entrambe con 2 milioni di tonnellate). In tutte le Regioni, ad eccezione della Sardegna e della Basilicata, si è invece riscontrata una flessione, più marcata in Liguria, Trentino, Puglia e Veneto. Anche per il 2014 il settore del cemento è stato caratterizzato da una importante attività di razionalizzazione delle capacità produttive del settore che si sta adeguando alle richieste del mercato, ormai mutato per ragioni strutturali e non più soltanto per sole conseguenze congiunturali. Produzione nazionale di cemento* milioni di tonnellate /2013 (var. %) Italia settentrionale 10,19 11,06-7,9% Italia centrale 3,59 3,86-7,1% Italia meridionale 5,13 5,59-8,1% Italia insulare 2,62 2,57 2,2% TOTALE 21,54 23,08-6,7% * Fonte: Elaborazioni AITEC Produzione nazionale di cemento Italia insulare Italia meridionale Italia centrale Italia settentrionale 20 0,0 5,0 10,0 15,0 mln. t.

22 Le consegne nazionali di cemento, pari a circa 19,3 milioni di tonnellate, sono calate del 7% rispetto al 2013 (-15% nel 2013). L andamento nelle macro aree italiane rispecchia l andamento della produzione dove solo le Isole hanno segnato una sostanziale tenuta facendo registrare un -0,4%. La contrazione più significativa si è avuta nelle regioni del Nord (-8,1%), seguita dalle regioni Meridionali (-7%) e da quelle del Centro Italia (-6,9%). Il cabotaggio nazionale di cemento via mare nel corso del 2014 è continuato a diminuire evidenziando una contrazione del 17,9% con volumi pari a 208 mila tonnellate. Nel 2014 è proseguita la contrazione delle giacenze di cemento dell 8,2%, ed a fine anno erano pari a 1,06 milioni di tonnellate, di cui un quarto concentrate tra Lombardia e Veneto. Le scorte di clinker, pari a 2,16 milioni di tonnellate, sono diminuite del 10,2% rispetto allo scorso esercizio facendo registrare un significativo calo al Nord (-18,2%), nel Meridione (-16,9%) e nelle Isole (-9%), mentre l accumulo di clinker si incrementa nel Centro Italia (+16,4%). Il calo dei consumi interni di cemento degli ultimi anni, ha spinto i produttori ad incrementare la quantità di cemento destinato all esportazione anche se nel 2014 il trend si è sostanzialmente stabilizzato facendo registrare un lieve calo dello 0,8% con un volume complessivo di 2,29 milioni di tonnellate. Il dato è frutto dell incremento dell export prodotto dalle regioni settentrionali (+1,9%) e insulari (+9,1%), compensato dalla riduzione del flusso esportativo registrato nelle aree del centro Italia (-81%) e meridionali (-10,2%). In termini quantitativi il Sud e le Isole, con 1,6 milioni di tonnellate, coprono circa il 70% del dato nazionale, vedendo la Sicilia (712 mila tonnellate) e la Puglia (590 mila tonnellate) come principali regioni esportatrici. Algeria, Libia, Francia, Svizzera, Malta, e Spagna sono stati, nell ordine, i principali paesi esteri destinatari del cemento di provenienza italiana coprendo circa l 80% del totale delle quantità esportate dove i maggiori incrementi si sono registrati verso l Algeria e la Libia, a fronte del calo registrato verso i mercati svizzero e maltese. L Albania, che non rappresenta più un paese destinatario dell export di cemento, in quanto il flusso di cemento è stato sostituito da quello di clinker, da sola recepisce circa 151 mila tonnellate di clinker, contribuendo ad incrementare l export di clinker del 59%, raggiungendo volumi pari a 206 mila tonnellate contro le 129 mila tonnellate consuntivate nel E continuato in modo costante nel corso del 2014 il calo delle importazioni di cemento, scese di circa il 17,1% rispetto all anno precedente, con un volume che è stato pari a 758 mila tonnellate. In termini quantitativi il principale paese dal quale provengono le importazioni di cemento grigio è diventata la Grecia, in forte crescita con oltre 183 mila tonnellate importate, seguono Croazia (88 mila tonnellate), Spagna (79 mila tonnellate) e Slovenia (68 mila tonnellate), mentre registrano un rallentamento le importazioni dalla Turchia (-62% pari a sole 49 mila tonnellate) rimanendo ancora significativa l importazione di cemento bianco dalla Turchia (67 mila tonnellate) che se sommato al cemento grigio, porta la Turchia ad essere il secondo paese di provenienza dell import. L importazione di clinker è diminuita del 3,1%, raggiungendo un quantitativo di 433 mila tonnellate. La Slovenia consolida la posizione di primo paese di provenienza del clinker con 345 mila tonnellate (+39% rispetto al 2013) mentre risulta in forte calo l importazione di clinker proveniente dalla Turchia e dall Austria, facendo registrare rispettivamente un calo del 75% e dell 1%, mentre si è interrotto in maniera definitiva il flusso importativo proveniente dalla Croazia. TUNISIA In un contesto socio-politico instabile e fragile che ha caratterizzato la nazione per il quarto anno consecutivo e che ha visto il perdurare di una lunga fase di transizione politica dove violente sommosse popolari e la moltiplicazione di scioperi e disordini sociali hanno contribuito al persistente rallentamento della crescita economica tunisina, che, sulla base delle ultime stime elaborate dall Istituto Nazionale di Statistica il PIL, si attesta al 2,3%, contro il 2,4% del Il contesto socio-politico descritto poc anzi ha conseguentemente influenzato ampiamente l andamento dei principali dati economici della nazione. Il disavanzo delle partite correnti ha subito un peggioramento passando dall 8,3% del PIL dello scorso anno all 8,9% del 2014 facendo registrare un saldo complessivo di 25 miliardi di Dinari, pari al 50% del PIL stesso. Per quanto concerne invece la situazione dei tassi di cambio della valuta locale rispetto alle altre valute estere, si segnala che il Dinaro ha registrato una svalutazione fissando il suo rapporto di cambio con il Dollaro Americano a 1,85 così come il tasso di cambio con l Euro nel mese di Dicembre 2014 ha subito un peggioramento raggiungendo il valore di 2,3, mentre, secondo le statistiche elaborate dall'agenzia di promozione degli investimenti esteri, nel corso del 2014 il flusso degli investimenti stranieri ha subito un rallentamento dell 8,6% rispetto al dato del Oltre alla presenza di un contesto socio-politico interno difficile come quello esposto precedentemente, che certamente ha influenzato negativamente lo sviluppo della domanda interna, l'economia domestica è stata decisamente penalizzata dalla difficile situazione economica globale della Libia e degli altri paesi esteri come quelli ricadenti nell area dell Euro. All interno di questa situazione economica nazionale, il settore del cemento nel corso del 2014 ha registrato una serie di importanti eventi, decisi quasi in modo simultaneo dalle autorità locali, che lo hanno condizionato in modo radicale come ad esempio la liberalizzazione ad inizio anno dei prezzi dei prodotti e la rimozione dei sussidi energetici. Oltre agli interventi settoriali introdotti dalle autorità locali ed indicati precedentemente, il comparto nel 2014 ha visto l innalzamento del livello di competitività concorrenziale attraverso l avvio delle vendite della nuova Cementeria di Car- 21

23 tagine che nel 2014 ha immesso sul mercato del cemento circa 1 milione di tonnellate a fronte di una capacità produttiva nominale annua stimata di 2 milioni di tonnellate ed il rinnovo nel mese di Giugno 2014 della linea di produzione della Cementeria di Bizerte che le permetterà di produrre 1,3 milioni di tonnellate di cemento su base annua. Relativamente agli altri interventi introdotti nel corso del 2014 nel settore della produzione del cemento, merita di essere ricordato il fatto che il contingentamento dei quantitativi di cemento destinati all esportazione è quasi completamente eliminato. Nel corso del 2014 per il periodo Gennaio Agosto le quote esportative erano state originariamente fissate a 120 mila tonnellate per poi essere innalzate a 320 mila tonnellate a Settembre, con esclusione della produzione della Cementeria di Cartagine alla quale era stata assegnata una quota esportativa personalizzata per 460 mila tonnellate annue. In questo contesto complessivo il mercato del cemento nel corso del 2014 ha registrato un deciso incremento. La produzione di clinker ha evidenziato un aumento del 23,07% rispetto al corrispondente periodo del 2013 per raggiungere un volume totale di circa 8 milioni di tonnellate contro le 6,5 milioni di tonnellate del Analogamente a quanto accaduto per la produzione del clinker, la produzione di cemento e calce nel 2014 è salita a 9 milioni di tonnellate, con un incremento del 9,58% rispetto al dato del A fronte dell incremento della produzione, si è assistito ad un calo delle vendite locali è stato compensato da un deciso aumento delle esportazioni pari a circa il +118,09% passando da 0,6 milioni di tonnellate del 2013 a 1,3 milioni di tonnellate del 2014 dove la sola Cementeria di Cartagine copre il 17,09% delle esportazioni. Pertanto complessivamente il mercato del cemento e della calce a livello locale ed esportativo nel 2014 è cresciuto del 6,68% passando da 8,3 milioni di tonnellate del 2013 a 8,8 milioni di tonnellate del 2014, mentre si registra una diminuzione delle vendite locali di clinker del 25,1% rispetto al 2013, dove la quota di mercato della Cementeria di Cartagine è stata pari all 84,11% con un volume di 254 mila tonnellate seguita dalla SOTACIB con il 15,89% pari a 48 mila tonnellate. A seguito delle tendenze di produzione e delle vendite esposte precedentemente, le scorte hanno registrato un significativo incremento di circa il 221,36% rispetto al dato del 2013 raggiungendo 1,1 milioni di tonnellate contro 0,3 milioni di tonnellate del 2013 di cui la sola Cementeria di Cartagine ne copre il 34%. REPUBBLICA DOMINICANA La regione latino-americana continua a crescere anche se il ritmo di espansione ha registrato un rallentamento negli ultimi cinque anni. Si è infatti passati da una percentuale di crescita del 2,9% del 2012, al 2,5% del 2013 per arrivare ad una crescita del 1,0% - 1,5% del 2014 e prevedere un ritmo di crescita maggiore del 2,0% - 2,5% per il Nel corso del 2014 le principali economie dell'america Latina che hanno registrato uno sviluppo, sono rappresentate dalla Repubblica Dominicana, da Panama, dalla Bolivia, dalla Colombia, dal Nicaragua e dal Guatemala, che registrerebbero incrementi compresi tra il 4% e il 7%, mentre la crescita delle principali economie del Centro Sud America quali quella del Messico e del Brasile, hanno rispettivamente evidenziato tassi di crescita del 2,1% e dell 1%. Infine si stima che l'argentina ed il Venezuela registrerebbero tassi di crescita negativi riconducibili ad una grave fase recessiva connessa al crollo dei prezzi del petrolio che, per quanto riguarda il Venezuela, rappresenta il suo principale settore di sviluppo. Stime preliminari per il 2014 evidenziano che l'economia dominicana ha raggiunto una crescita del PIL del 7,3% decisamente superiore rispetto al dato del 4,8% registrato nel corso del 2013 e, come evidenziato poc anzi, collocando la Repubblica Dominicana tra i primi paesi del Centro Sud America per sviluppo annuo del PIL. Il tasso di crescita registrato nel corso del 2014 risulta essere confermato anche dall andamento dei crediti concessi dal sistema finanziario che nel corso dell anno ha visto crescere del 19,6% quelli concessi al sistema privato e del 20,0% quelli concessi al sistema produttivo dove, in quest ultimo comparto, il settore dell edilizia ha registrato un incremento del 57,7%, quello dell agricoltura un aumento del 10,7%, il settore produttivo in genere una crescita del 10,0% e quello del commercio uno sviluppo del 4,1%. Il settore delle costruzioni, quello che maggiormente vede coinvolta la Società del Gruppo Financo Domicem S.A. in qualità di fornitrice di cemento, nel 2014 ha registrato una crescita del 13,8% rispetto al già eccellente tasso di crescita registrato nel 2013, pari al 7,3%, riconducibile prevalentemente al buon andamento degli investimenti privati attraverso lo sviluppo di progetti di edilizia abitativa per le abitazioni a basso costo, sostenuto in parte da incentivi statali nella concessione di mutui. Allo stesso tempo anche gli investimenti pubblici hanno contribuito a garantire un buon andamento del settore in argomento sia attraverso lo sviluppo di grandi progetti di infrastrutture stradali sia attraverso il proseguimento dell attività di costruzione e ristrutturazione di scuole. In merito si segnala il programma per la realizzazione a livello nazionale di numerose scuole oltre alla costruzione di grandi progetti infrastrutturali come la circonvallazione di Santo Domingo Città, la nuova linea della metropolitana, la costruzione del nuovo quartiere di edilizia popolare sulle sponde del fiume Ozama denominato Nueva Barquita. Relativamente invece alle costruzioni realizzate nel settore privato si segnalano la costruzione del parcheggio della Banca BHD, la realizzazione di un nuovo centro commerciale denominato Almacenes Unidos y Innvaciones, la costruzione dell Hotel Real Intercontinental, la struttura cinematografica multisala denominata Plaza Cinema Caraibi, il nuovo terminal aeroportuale di Punta Cana, il terminal portuale per navi da crociera Carnival Cruise Terminal a Puerto Plata, la centrale elettrica di Punta Catalina, mentre il settore residenziale è rimasto sostanzialmente stabile registrando un lieve aumento del 2%. I crediti concessi al settore delle costruzioni, in linea con il buon andamento del settore, hanno evidenziato un significativo aumento del 57,7% mentre i prestiti per l'acquisto di abitazioni si sono incrementati del 14,7%. 22

24 Nel corso del 2014 il tasso di inflazione ha raggiunto l 1,58%, il dato più basso degli ultimi 30 anni ed inferiore di oltre due punti percentuali rispetto al dato del 2013 che era fissato al 3,88%, andamento che trae origine da fattori esterni all economia dominicana riconducibile principalmente al calo dei prezzi dei prodotti petroliferi importati che hanno innescato dinamiche ribassiste generalizzate sui prezzi dei prodotti nazionali. Il buon andamento dell economia nazionale nel suo complesso ha comportato una riduzione del tasso di disoccupazione che è passato dal 7,0% dell Ottobre 2013 al 6,0% dell Ottobre 2014, trend al ribasso che dovrebbe proseguire anche nel 2015 tenuto conto del buon ritmo di crescita che dovrebbe caratterizzare l economia nazionale nel suo complesso. Per quanto concerne il mercato dei cambi, nel periodo Gennaio - Dicembre 2014, si è registrato un aumento delle transazioni in Dollari Americani del 3,7% con un volume di acquisto pari a 32,9 miliardi di Dollari Americani ed il tasso medio di cambio a pronti per l'acquisto di Dollari Americani si è fissato a 43,44 Dollari Dominicani per un Dollaro Americano, registrando un deprezzamento del 4,0% rispetto allo stesso dato del periodo precedente. A fine anno il tasso di cambio puntuale con la valuta statunitense è stato pari a 44,36 Dollari Dominicani per un Dollaro Americano. Per quanto riguarda le previsioni di crescita per l anno 2015, il Ministero delle Finanze nella redazione del bilancio generale previsionale della nazione ha stimato che l'economia dovrebbe crescere del 5%, prevedendo un incremento dei prezzi compreso tra il 3,6% ed il 4,0%, mentre il tasso di cambio medio presunto tra Dollaro Dominicano e Dollaro statunitense è stato stimato in 46,00 47,00 Dollari Dominicani per un Dollaro Americano. Rispetto al dato del 2013, dove era stato raggiunto il quantitativo di 3,1 milioni di tonnellate, nel 2014, le vendite nazionali di cemento sono state pari a circa 3,6 milioni di tonnellate evidenziando un incremento del 17,9%, incremento riconducibile sia al maggiore dinamismo dimostrato sia dal settore pubblico che privato. Per quanto concerne la ripartizione della distribuzione del cemento nell ambito nazionale, l area commerciale di Santo Domingo città ha registrato una lieve flessione, passando dal 37% del 2013 al 35% del 2014, la zona Nord e Sud dell isola ha visto un incremento passando rispettivamente dal 34% del 2013 al 39% del 2014 e dal 12,5% del 2013 al 13,5% del 2014, mentre nella zona Est dell isola si è registrato un decremento passando dal 16,5% del 2013 al 12,5% del Nel corso del 2014 la ripartizione delle vendite di cemento è stata caratterizzata dal 26% di vendite di cemento sfuso e dal 74% di vendite di cemento in sacco mentre le quantità complessivamente esportate sono state pari a 1,4 milioni di tonnellate registrando una crescita del 14% rispetto al dato del 2013 che era stato pari a 1,26 milioni di tonnellate, incremento riconducibile al buon andamento esportativo nel mercato della confinante Haiti che ha assorbito circa il 60% delle esportazioni con un incremento del 10%. HAITI Ad Haiti nel corso del 2014 sono stati effettuati importanti riforme per migliorare il sistema economico ed incoraggiare il flusso di capitali stranieri e per richiamarvi flussi turistici. Durante il periodo l'economia haitiana non è riuscita a raggiungere il tasso di crescita atteso del 3,6% del PIL stimato dalla Direzione di Statistica Economica. L'incertezza della situazione politica ha colpito il dinamismo che gli operatori economici avevano mostrato nel corso dell'anno precedente, mentre le pessime condizioni atmosferiche, che hanno provocato una grave siccità penalizzando in modo significativo la produzione agricola nazionale, ed una decisa riduzione degli aiuti internazionali che ha provocato un impatto negativo sul finanziamento di talune attività, hanno ulteriormente penalizzato la precaria economia del paese. Nel 2014 il mercato del cemento haitiano si è mantenuto in linea con il trend evidenziato nel precedente esercizio registrando un volume totale delle vendite di cemento di circa 1,6 milioni di tonnellate. I principali attori che operano nel mercato di Haiti sono la Cementeria Nacional, l'unico produttore locale, e gli importatori Cemex, attivo tramite un terminale di importazione di cemento venduto con il marchio Varreux, Titan, IBO, Cementos Santo Domingo, Cementos Cibao e Kolos, marchio della Società del Gruppo Citadelle United S.A. Per il 2015 si stima che il tasso di crescita della domanda di cemento dovrebbe mantenersi agli stessi livelli realizzati nel 2014, anche se, considerata l'attuale situazione politica, è molto difficile formulare stime affidabili. jamaica Nel corso del 2014 in Giamaica l economia è cresciuta dell 1% lasciando intravedere timidi segnali di miglioramento. Mentre la fiducia delle imprese e le prospettive per il settore delle costruzioni e per l'agricoltura evidenziano segnali di graduale ripresa, le spese delle famiglie continuano a risentire negativamente del riequilibrio di bilancio e di un elevato tasso di disoccupazione. Resta comunque il fatto che le migliori prospettive economiche previste per gli Stati Uniti si tradurranno in benefici per l'economia giamaicana sotto forma di incremento del turismo e di flussi commerciali. Il governo giamaicano, con il sostegno del Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e la Banca per lo Sviluppo Interamericano, ha avviato un processo di consolidamento fiscale e di riduzione del debito nazionale, che attualmente ammonta a circa il 140% del PIL, con l obiettivo di ridurlo nel 2016 al 125%. Il Dollaro Giamaicano continua a mantenere un trend svalutativo nei confronti del Dollaro Americano. Nel corso del 2014 la moneta locale è stata svalutata del 7,3% ed ha chiuso l'anno fissando il tasso di cambio Dollaro Giamaicano / Dollaro Americano a 114,66, tasso di cambio che dovrebbe tendere nel 2015 a 125,00 Dollari Giamaicani per un Dollaro Americano. 23

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