UNO STUDIO SUL CONSENSO INFORMATO IN NEUROCHIRURGIA INTRODUZIONE

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "UNO STUDIO SUL CONSENSO INFORMATO IN NEUROCHIRURGIA INTRODUZIONE"

Transcript

1 UNO STUDIO SUL CONSENSO INFORMATO IN NEUROCHIRURGIA INFANTILE:IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE EMOTIVA Simona Di Giovanni Psicologa psicoterapeuta familiare INTRODUZIONE Nella letteratura medica più recente sono frequenti studi e ricerche sul tema del consenso informato. Questi articoli enfatizzano soprattutto l aspetto medico-legale connesso all informazione, come strumento di tutela del medico nei confronti del paziente. Negli ultimi anni, tuttavia, l interesse verso il consenso informato si sta indirizzando anche verso la valutazione dell efficacia di tale strumento nella trasmissione delle informazioni mediche, in risposta al cambiamento culturale che ha condotto il paziente ad una maggiore consapevolezza del proprio diritto al coinvolgimento nelle decisioni riguardanti la propria salute. Il consenso informato assume caratteristiche peculiari nell ambito della Neurochirurgia Infantile, sia perché il paziente è un bambino (quindi il consenso è richiesto ai suoi genitori) sia per il tipo di patologia, che prevede spesso un intervento chirurgico rischioso per la sopravvivenza del paziente o per la qualità della sua vita. 1

2 In questo contesto, la comunicazione dell informazione è un operazione complessa, non solo per i contenuti tecnici relativi all intervento spesso di difficile comprensione, ma anche per la ricaduta emotiva che il colloquio può avere su entrambi le parti e che può di per sé influenzare la trasmissione e la ricezione del messaggio medico. Per verificare l efficacia dell informazione fornita al momento della richiesta del consenso e la sua corrispondenza rispetto alle aspettative dei curanti e dei genitori ci siamo proposti di analizzare questo importante momento della relazione medicopaziente attraverso una duplice valutazione; da parte del medico, richiesto di commentare la presunta efficacia dell informazione trasmessa e da parte dei genitori, a loro volta sollecitati ad analizzare il loro grado di comprensione delle informazioni ricevute. Lo studio si è basato su due questionari, uno consegnato al termine dei colloqui informativi prima dell intervento chirurgico ai genitori, al fine di rilevare il grado di soddisfazione rispetto alle informazioni ricevute, l altro al medico responsabile del colloquio, diretto ad ottenere il consenso informato, destinato ad un autovalutazione delle informazioni date ed alla previsione del grado di comprensione da parte dei genitori. MATERIALI E METODI 2

3 Un questionario composto da 19 domande (tab.1), preparato dall équipe curante e mirato a rilevare il grado di informazione sulle informazioni ricevute è stato consegnato ai genitori dei bambini ricoverati nella Sezione di Neurochirurgia Pediatrica del Policlinico A.Gemelli, Università Cattolica di Roma nel periodo Gennaio Settembre Un secondo questionario, composto da 5 domande, finalizzato ad un autovalutazione delle informazioni trasmesse e ad un giudizio sul grado di comprensione da parte del genitore veniva contemporaneamente fornito al medico che aveva ottenuto il colloquio informativo diretto ad ottenere il consenso informato da parte dei genitori. L interpretazione dei questionari, integrati da uno o più colloqui, volti ad approfondire le informazioni emerse, è stata affidata ad un terzo attore, la psicologa del reparto, che ha analizzato 100 questionari debitamente compilati in maniera indipendente. RISULTATI I bambini i cui genitori hanno compilato il questionario avevano un età di anni (range 1 mese 17 anni). La richiesta del consenso informato riguardava diverse condizioni cliniche, in particolare interventi per patologie neoplasiche (37.5%), malformazioni congenite o 3

4 acquisite nel periodo neonatale (40%) ed epilessia (17.5%). Il restante (12.5%) riguardava patologie minori. Le risposte alle domande del questionario di medici e genitori sono riportate rispettivamente nelle Tabelle 2 e 3. Comparazione tra valutazioni del genitore e del medico informante La valutazione comparata tra questionario compilato dal genitore e quello compilato dal medico è avvenuta confrontando le risposte a quattro punti fondamentali: la quantità delle informazioni; il grado di comprensione delle informazioni stesse; la consapevolezza/padronanza della situazione; il grado di comprensione dei rischi e delle possibili complicazioni relativi all intervento (tab. 1). In 49 casi (49%), si è verificata una concordanza tra le risposte dei genitori e del medico su tutti e quattro i punti presi in considerazione. Negli altri 51 casi (51%) è stata osservata una discordanza nelle risposte su uno o più punti (tabella 1 e 2): Quantità delle informazioni date e ricevute: in 12 casi è stata osservata un uniformità di giudizio tra medico e genitore; in 35 casi il medico riteneva di aver dato una quantità di informazioni maggiore rispetto a quella stimata dal 4

5 genitore; in 4 casi il medico riteneva di aver fornito una quantità di informazioni inferiore rispetto a quella valutata dal genitore. Comprensione delle informazioni: in 27 casi c era un uniformità di giudizio; in 16 casi il medico attribuiva una positiva comprensione delle informazioni mentre la stima del genitore era inferiore; in 8 casi per il medico la comprensione era sufficiente mentre per il genitore era buona. Conoscenza e padronanza della situazione: in 27 casi c era una uniformità di giudizio; in 20 casi i genitori ritenevano che il processo del consenso informato non avesse influito sulla conoscenza/padronanza della situazione del bambino, mentre il medico li riteneva maggiormente consapevoli; in 2 casi, il medico attribuiva minore consapevolezza della condizione ad un genitore che invece si riteneva sufficientemente consapevole. Grado di comprensione dei rischi dell intervento e delle relative complicazioni, in 16 casi c era una uniformità di informazioni; in 27 casi i genitori ritenevano di avere un livello di conoscenza genericamente sufficiente, mentre il medico aveva l impressione che avessero, dopo il colloquio, una conoscenza specificatamente adeguata; in 4 casi il medico riteneva che il genitore avesse un livello di conoscenza sufficiente mentre il genitore sentiva di avere una preparazione specificatamente adeguata. 5

6 DISCUSSIONE Il consenso informato in età pediatrica è un processo caratterizzato dall incontro tra il medico e i genitori, con l obiettivo di rendere questi ultimi più consapevoli e più informati sullo stato di malattia del figlio, e sulle sue possibilità di cura. Adattandosi alle condizioni della malattia, alla sua diagnosi e alla sua prognosi, il colloquio si può articolare in diversi luoghi e in diversi tempi. I risultati dei questionari compilati dai genitori evidenziano complessivamente un giudizio positivo sulla quantità e sulla qualità delle informazioni ricevute dai medici durante il processo del consenso informato. Dai nostri dati, possiamo però dedurre che le informazioni che il medico ritiene di aver trasmesso a volte non sono totalmente comprese dai genitori. E frequente, infatti, (nel 35% dei casi rispetto alla quantità delle informazioni trasmesse, nel 16% dei casi sul grado di comprensione delle stesse da parte dei familiari, nel 20% dei casi sulla consapevolezza/padronanza della condizione del bambino da parte del genitore e nel 29% dei casi sulla comprensione dei rischi e complicanze dell'intervento) che i medici sopravvalutino le informazioni che i genitori effettivamente acquisiscono nel corso del colloquio. In particolare, nel 20% dei casi, il processo del consenso informato non ha migliorato la conoscenza della situazione da parte dei genitori. 6

7 Questa percentuale di insuccessi nella comunicazione può avere evidentemente varie interpretazioni. La più ovvia è l asimmetria delle conoscenze tra medico e genitore nei confronti della malattia, che può portare il primo a sopravvalutare la sua capacità di trasmissione delle conoscenze e dall altro limitare le possibilità di comprensione reale delle informazioni da parte del secondo. Una seconda interpretazione potrebbe coinvolgere gli aspetti emotivi e quindi essere di più difficile risoluzione, perché non affrontabili in termini di semplice maggiore attenzione da parte del medico o di semplificazione delle sue modalità di espressione. La nostra spiegazione a questo fallimento nel raggiungere le finalità proprie del consenso informato, è che una pur corretta trasmissione dei dati tecnici, ma non integrata da una adeguata interazione emotiva, abbia impedito l elaborazione e la successiva memorizzazione delle informazioni da parte dei genitori. E noto infatti che i medici formatisi nel nostro Paese non ricevono, nel corso del loro training, alcuna preparazione riguardo alla comunicazione tanto meno agli aspetti emotivi della comunicazione stessa. Lo stato emotivo del genitore, il suo livello culturale, o una modalità di trasmissione delle informazioni poco incisiva sono possibili spiegazioni di questa inadeguata comprensione delle informazioni. Dai colloqui d approfondimento successivi alla consegna dei questionari abbiamo maturato la convinzione che l efficacia del processo del consenso informato è 7

8 direttamente proporzionale alla qualità della comunicazione emotiva che si instaura tra medico e genitore. La severità della malattia connota la comunicazione tra il medico e i genitori come un esperienza emozionale per tutti i partecipanti. Nell ottica della comunicazione emotiva, possiamo definire questo colloquio come un interazione asimmetrica, caratterizzata da diversi gradi di coinvolgimento e di partecipazione emotiva. In questa accezione, le emozioni rappresentano dei mezzi di comunicazione che permettono di percepire gli stati della mente dell interlocutore. Il genitore ha fiducia nel medico e sperimenta la sensazione di essere capito, e il medico comprende i bisogni del genitore, quando si crea una sintonizzazione tra le loro emozioni. E possibile instaurare una comunicazione emotiva, solo se ciascuna delle parti coinvolte lascia che il proprio stato mentale sia influenzato da quello dell altro. Il medico potrebbe non rendersi conto dei segnali trasmessi dal genitore, qualora la presa in carico del paziente fosse vissuta come un esperienza eccessivamente coinvolgente, per il tipo di intervento chirurgico richiesto e/o per le caratteristiche personali del paziente e della sua famiglia. Il medico che riuscirà invece ad entrare in contatto con le proprie emozioni sarà in grado di percepire gli stati emotivi del genitore. Questa capacità gli consentirà di individuare le aspettative dei familiari, gli elementi su cui concentrano la loro attenzione, il loro modo di valutare gli eventi e, non ultimo, di prevederne il 8

9 comportamento. Questa valutazione intuitiva permetterà al medico di rispondere in maniera specifica ai bisogni dei genitori (il bisogno di sapere, di essere rassicurati). ASPETTI DELLA COMUNICAZIONE EMOTIVA La condivisione degli stati della mente si basa fondamentalmente su forme di comunicazione non verbale, che costituiscono la più importante modalità di trasmissione delle emozioni. Il comportamento non verbale è percepito come più spontaneo di quello verbale (e per il genitore anche più veritiero), perché le parole possono essere scelte secondo le circostanze, mentre il comportamento non verbale non è controllabile con analoga facilità. I messaggi che uniscono sia l aspetto cognitivo che quello emotivo sono conservati più facilmente dalla nostra mente, a causa dell effetto che le emozioni hanno sui meccanismi di attenzione, di memorizzazione, di elaborazione delle percezioni, e nell attribuzione finale dei significati. Alcuni dei comportamenti non verbali che possono influenzare positivamente i genitori sono: -le espressioni del viso come l ammiccamento degli occhi; -un tono della voce caldo e deciso; -un ritmo del discorso medio o un po più lento; 9

10 -i movimenti del corpo, quali una distanza di circa mezzo metro dagli interlocutori, l inclinazione del busto in avanti; -il contatto fisico, come il passare il proprio braccio sulla spalla del genitore. Da un punto di vista verbale, invece, la comprensione può essere favorita da: -un linguaggio semplice e conforme al livello culturale dei genitori. La parafrasi attraverso un esempio concreto o una metafora è molto utile, e se sarà efficace, il genitore si attiverà da un punto di vista verbale o non verbale; -una risposta esaustiva data non appena è terminata la domanda, che rende la conversazione leggera e spontanea. Viceversa, continue interruzioni o lunghi monologhi non favoriscono una comprensione reciproca, ma stimolano dipendenza da un lato e ammirazione di se stessi dall altro; -domande ai genitori, che esprimono l intenzione di volerli comprendere, e non solo di essere compresi. Evitare di fingere di aver capito o di aver seguito, quando ciò che il genitore ha detto risulta incomprensibile; -nelle situazioni di incertezza, l uso di parole che esprimono un opinione personale, ad esempio se fosse mio figlio, possono avere una grossa influenza sulle decisioni finali del genitore. In conclusione, la nostra ricerca ci induce a pensare che nel percorso formativo del medico non possa più essere assente l acquisizione di strumenti atti a renderlo capace di una comunicazione efficace, che tenga conto anche degli aspetti emotivi insiti in essa. 10

11 BIBLIOGRAFIA Kodish ED, Pentz RD, Noll RB, et el.: Informed consent in the children cancer group. Cancer June 15, 1998, vol. 82, n.12. Kain ZN, Wang SM, Caramico LA, et al.: Parental desire for perioperative information and informed consent: a two-phase study. Anesth Analg 1997; 84: Susman EJ, Dorn LD, Fletcher JC: Participation in biomedical research: the consent process as viewed by children, adolescents, young adults, and physicians. The Journal Pediatrics 1992, 121: Siegel DJ: La mente relazionale Raffaello Cortina Editore 2001 Liotti G: Le opere della coscienza Raffaello Cortina Editore 2001 TABELLA 1 COMPARAZIONE VALUTAZIONE GENITORI E MEDICO INFORMANTE Concordanza delle risposte 49/100 11

12 Difformità sulla quantità di informazione 39/51 sopravvalutazione da parte del medico 35/39 medico quantità più che sufficiente / genitore quantità sufficiente 30/35 medico quantità sufficiente / genitore quantità più che sufficiente 4/35 medico quantità sufficiente / genitore quantità insufficiente 1/35 sottovalutazione da parte del medico 4/39 medico quantità sufficiente / genitore quantità più che sufficiente Uniformità sulla quantità di informazione 12/51 Difformità sul grado di comprensione delle informazioni 25/51 sopravvalutazione da parte del medico 16/25 medico comprensione buona / genitore comprensione scarsa 4/16 medico comprensione buona / genitore comprensione sufficiente 12/16 sottovalutazione da parte del medico 8/25 medico comprensione insufficiente / genitore comprensione sufficiente 1/25 medico comprensione sufficiente / genitore comprensione buona 7/25 Uniformità sulla comprensione delle informazioni 27/51 Difformità sulla conoscenza e padronanza della situazione 22/51 sopravvalutazione da parte del medico 20/22 medico più consapevolezza / genitore scarsa influenza sulla conoscenza 12

13 sottovalutazione da parte del medico 2/22 medico minor consapevolezza / genitore più consapevolezza Uniformità sulla conoscenza e padronanza della situazione 29/51 Difformità sulla comprensione di rischi chirurgici 33/51 sopravvalutazione da parte del medico 29/33 medico conoscenza specificatamente adeguata / genitore conoscenza genericamente adeguata sottovalutazione da parte dei medici 4/33 medico conoscenza genericamente adeguata / genitore specificatamente adeguata Uniformità sulla comprensione dei rischi chirurgici 18/51 TABELLA 2 RISULTATI DEI QUESTIONARI DEI MEDICI INFORMANTI Valutazione delle informazioni che ha fornito: Più che sufficienti: 50% Sufficienti: 50% Insufficiente: 0 Impressione del grado di comprensione da parte dei familiari: Buono: 56% Sufficiente: 43% Insufficiente: 1% 13

14 Valutazione del grado di partecipazione dei familiari: Molto partecipe: 65% Sufficiente: 32% Inadeguato: 3% Impressione sulla comprensione da parte dei genitori sul rischio dell intervento e delle relative complicazioni: Eccellente: 5% Specificatamente adeguata: 71% Genericamente sufficiente: 34% Il processo del consenso informato ha reso i familiari del paziente: Più consapevoli/padroni della condizione del bambino: 82% Meno consapevoli/padroni della condizione del bambino: 1% Non ha modificato il loro stato di conoscenza: 5% TABELLA 3 RISULTATI DEI QUESTIONARI DEI GENITORI Chi le ha dato più informazioni sulla diagnosi di suo figlio? Chirurgo: 98% Chirurgo e specializzando: 17% Chirurgo e psicologa: 8% Chirurgo e infermiere: 6% Ha avuto un colloquio specificatamente diretto alla spiegazione della natura delle possibilità di cura della malattia di suo figlio? Primario: 63% Aiuto/assistente: 51% Primario aiuto/assistente e specializzando: 16% Le è stata spiegata l utilità del consenso informato? Si: 94% No: 6% 14

15 Riferisce le sue impressioni circa l efficacia del colloquio: le informazioni le sono sembrate: Facili da capire: 65% Facili in parte, difficili in altre: 32% Confuse: 3% Le informazioni riguardo il consenso informato che ha avuto dai medici e dagli infermieri le sono sembrate quantitativamente: Più che sufficienti: 25% Sufficienti: 70% Insufficienti: 5% Quanto tali informazioni hanno migliorato la sua conoscenza riguardo la condizione di suo figlio? Molto: 39% Abbastanza: 48% Poco: 11% Non risponde: 2% Quanto le informazioni ricevute hanno migliorato la sua comprensione circa l esistenza (o l assenza) di altre possibilità terapeutiche: Molto: 35% Abbastanza: 43% Poco: 16% Non risponde: 6% Le informazioni ottenute per il consenso informato le hanno consentito: Una maggiore conoscenza e padronanza della situazione: 73% Non hanno influito sulla conoscenza e la padronanza della situazione: 23% Hanno determinato una minore conoscenza/padronanza della situazione: 2% Non risponde: 2% Le informazioni ottenute hanno: Diminuito il suo stato di ansia: 30% 15

16 Non hanno modificato il suo stato di ansia: 46% Hanno aumentato il suo stato di ansia: 23% Non risponde: 1% Ha avuto l impressione di una qualche pressione per dare il consenso all intervento? Nessuna pressione: 75% Una pressione corretta: 22% Molta pressione: 1% Non risponde: 2% Le è sembrato di aver avuto sufficienti opportunità per porre domande circa l intervento? Si: 95% No: 5% Ha avuto risposte esaustive alle sue domande? Si: 96% No: 4% Nel complesso come giudica il processo di informazione da parte dei medici e degli infermieri: Buono: 73% Sufficiente: 24% Insufficiente: 2% Non risponde: 1% Ha firmato il consenso informato? Si: 98% No: 2% Quali correzioni suggerirebbe per migliorare il consenso informato: Maggior tempo disponibile da parte: dei medici: 42% degli infermieri: 12% 16

17 della psicologa: 12% opuscoli informativi: 28% Non risponde: 6% Quali figure considera le più indicate per spiegare a suo figlio/a l intervento: Genitore: 49% Medico: 33% Infermiere: 5% Psicologa: 23% Preferisco rimanga all oscuro: 4% Indichi quali informazioni desidera ricevere in maniera più dettagliata riguardo a specifici aspetti dell anestesia e dell intervento. Tutte le possibili complicazioni: 72% Solo le complicazioni pericolose per la vita o le funzioni della vita di relazione: 25% Solo le complicazioni più frequenti: 18% Anche le informazioni circa la tecnica dell intervento: 46% Durata anestesia: 27% Durata intervento: 41% Necessità di trasferimento in terapia intensiva dopo l intervento: 35% Quando il bambino potrà alzarsi: 25% Quando si potrà alimentare: 23% Utilità e necessità di terapia antibiotica profilattica: 21% Vorrei rimanere all oscuro: 4% 17

TRAINING. Riservato ad agenti e venditori. (3 giornate intervallate)

TRAINING. Riservato ad agenti e venditori. (3 giornate intervallate) TRAINING Riservato ad agenti e venditori (3 giornate intervallate) 2 1. INTERPRETARE IL PROPRIO RUOLO CON ORGOGLIO, POSITIVITÀ, CREATIVITÀ E CORAGGIO, RAFFORZANDO LA PROPRIA AUTOMOTIVAZIONE AL MIGLIORAMENTO

Dettagli

I sentimenti causati da perdita e separazione. Dr.ssa Barbara Ottaviani

I sentimenti causati da perdita e separazione. Dr.ssa Barbara Ottaviani I sentimenti causati da perdita e separazione Dr.ssa Barbara Ottaviani Il confronto con la fine della vita - La morte fa ancora parte della nostra cultura? - Siamo ancora capaci di rappresentarla, di immaginarla?

Dettagli

Analisi dell'assistenza fornita dal Centro di Rovereto e proposta di un piano educativo

Analisi dell'assistenza fornita dal Centro di Rovereto e proposta di un piano educativo UN PROGETTO EDUCATIVO PER IL CENTRO DI ROVERETO Cos è l educazione terapeutica? Perché è importante? L educazione terapeutica può contribuire a migliorare la qualità delle cure quotidiane eseguite dal

Dettagli

Il 65% dei pazienti seguiti dagli psichiatri italiani soffre di schizofrenia, il 29% di disturbo bipolare e il 5% di disturbo schizoaffettivo.

Il 65% dei pazienti seguiti dagli psichiatri italiani soffre di schizofrenia, il 29% di disturbo bipolare e il 5% di disturbo schizoaffettivo. Keeping Care Complete Psychiatrist Survey Focus sull Italia Background Obiettivo dell indagine Keeping Care Complete è comprendere - in relazione alle malattie mentali gravi - quale ruolo e quale influenza

Dettagli

DEFUSING, DEBRIEFING e STRESS INOCULATION TRAINING

DEFUSING, DEBRIEFING e STRESS INOCULATION TRAINING DEFUSING, DEBRIEFING e STRESS INOCULATION TRAINING DEFUSING E una tecnica di pronto soccorso emotivo, si tratta di un intervento breve(20-40 minuti) che viene organizzato per le persone (6-8) che hanno

Dettagli

A. PARTE PRIMA. Capitolo I. I.1 Note metodologiche

A. PARTE PRIMA. Capitolo I. I.1 Note metodologiche INTRODUZIONE La presente trattazione ha come oggetto l analisi di un caso, che ho seguito durante il tirocinio, svolto durante la mia formazione in psicoterapia sistemica, in qualità di osservatrice. L

Dettagli

Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili

Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili In questa unità didattica sono indicate alcune modalità di comportamento con persone disabili, in modo da migliorare la conoscenza rispetto

Dettagli

COMUNICAZIONE E ASCOLTO NELLA COPPIA

COMUNICAZIONE E ASCOLTO NELLA COPPIA COMUNICAZIONE E ASCOLTO NELLA COPPIA Comunicare vuol dire scambiare informazioni legate a fatti o ad emozioni personali con un'altra persona. La vera comunicazione avviene quando uno riceve il messaggio

Dettagli

Donazione organi: il ruolo strategico che potrebbe essere rivestito dal personale infermieristico

Donazione organi: il ruolo strategico che potrebbe essere rivestito dal personale infermieristico POLITICA SANITARIA Donazione organi: il ruolo strategico che potrebbe essere rivestito dal personale infermieristico Le risultanze di uno studio condotto presso la Casa Sollievo della Sofferenza di San

Dettagli

Essere fratelli di. Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012

Essere fratelli di. Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012 Essere fratelli di Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012 Contesto di riferimento e obiettivi generali La famiglia è senza dubbio il luogo più importante per la

Dettagli

Dott.ssa EMANUELA GARRITANI

Dott.ssa EMANUELA GARRITANI Dott.ssa EMANUELA GARRITANI L idea di trattare questo argomento è nata a seguito della prima esperienza di tirocinio, svoltasi presso la Residenza Sanitaria Assistenziale del Presidio Ospedaliero di Monfalcone,

Dettagli

Il telefono in Pediatria:

Il telefono in Pediatria: Il telefono in Pediatria: criteri di efficacia nella comunicazione e nella relazione Mario Maresca mario.maresca@nexolution.it www.nexolution.it Relazione e Comunicazione La comunicazione è un processo

Dettagli

Percorso raccomandato:

Percorso raccomandato: Percorso raccomandato: 1) Ottenere una diagnosi accurata. 2) Crescere il paziente come un bambino o una bambina (il consiglio dei medici è di grande aiuto in questa fase). 3) Ottenere informazioni dettagliate

Dettagli

Con il Patrocinio di SIFC E LIFC. Con il supporto di Abbott

Con il Patrocinio di SIFC E LIFC. Con il supporto di Abbott Con il Patrocinio di SIFC E LIFC Con il supporto di Abbott 01. Gli obiettivi del progetto In dettaglio 1. Valutare i fattori psicologici e clinici che influenzano la qualità di vita dei pazienti adolescenti

Dettagli

Progetto di laboratorio musicale A.S. 2008 - --2009

Progetto di laboratorio musicale A.S. 2008 - --2009 Progetto di laboratorio musicale A.S. 2008 - --2009 PRESENTAZIONE OBIETTIVI FINALITA Il corso di educazione al suono, al movimento ed all immagine si rivolge principalmente ai bambini delle scuole elementari.

Dettagli

ESSERE GENITORI OGGI: AIUTARE I FIGLI NEL LORO PERCORSO DI CRESCITA

ESSERE GENITORI OGGI: AIUTARE I FIGLI NEL LORO PERCORSO DI CRESCITA ITC C. Deganutti Udine SPAZIO DEDICATO AI GENITORI TERZO INCONTRO ESSERE GENITORI OGGI: AIUTARE I FIGLI NEL LORO PERCORSO DI CRESCITA Programma specifico FSE nr.. 13 Azione B TERZO INCONTRO Istituto: ITC

Dettagli

FARE O ESSERE VOLONTARI?

FARE O ESSERE VOLONTARI? Corso di formazione FARE O ESSERE VOLONTARI? Il volontariato come manifestazione dell essere e dell operare a favore dell altro Caritas Ambrosiana Salone Mons. Bicchierai via San Bernardino 4 20122 Milano

Dettagli

Parole che curano nel percorso nascita Operatori e lutto perinatale. Neonatologia-T.I.N. ASO-Alessandria. Parole che curano

Parole che curano nel percorso nascita Operatori e lutto perinatale. Neonatologia-T.I.N. ASO-Alessandria. Parole che curano Parole che curano nel percorso nascita Operatori e lutto perinatale Dr. Miriam Sabatini Neonatologia-T.I.N. ASO-Alessandria Quando muore un neonato: Eccessivo coinvolgimento e senso di responsabilità dei

Dettagli

Comunicazione. Comunicazione Verbale, non verbale e paraverbale: limiti e risorsa nella comunicazione

Comunicazione. Comunicazione Verbale, non verbale e paraverbale: limiti e risorsa nella comunicazione Comunicazione Comunicazione Verbale, non verbale e paraverbale: limiti e risorsa nella comunicazione Non si può non comunicare, afferma uno degli assiomi della comunicazione. Non esiste infatti la non

Dettagli

Il Contributo Delle Associazioni Dei Genitori. Alla Gestione Del Dolore Dei Bambini In Ospedale: L esperienza di ASEOP.

Il Contributo Delle Associazioni Dei Genitori. Alla Gestione Del Dolore Dei Bambini In Ospedale: L esperienza di ASEOP. Il Contributo Delle Associazioni Dei Genitori Alla Gestione Del Dolore Dei Bambini In Ospedale: L esperienza di ASEOP Erica Andreotti ASEOP ONLUS ASSOCIAZIONE SOSTEGNO EMATOLOGIA ONCOLOGIA PEDIATRICA ASEOP

Dettagli

Classi 1 A 1B 1C Scuola Aurelio Saffi di Siena LA POSTA DEL CUORE

Classi 1 A 1B 1C Scuola Aurelio Saffi di Siena LA POSTA DEL CUORE Classi 1 A 1B 1C Scuola Aurelio Saffi di Siena LA POSTA DEL CUORE All inizio del mese di Febbraio abbiamo chiesto ai bambini di procurarsi delle buste da lettera nuove. Quando tutti le hanno portate a

Dettagli

SERVIZIO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA

SERVIZIO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA 01 del 12.11.2009 Pagina 1 di 18 SERVIZIO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA 1. DESCRIZIONE DEL SERVIZIO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA...2 2. GESTIONE DEL FRONT-OFFICE DEL SERVIZIO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA...4

Dettagli

L accompagnamento della famiglia affidataria. C. Di Guglielmo 2011

L accompagnamento della famiglia affidataria. C. Di Guglielmo 2011 L accompagnamento della famiglia affidataria Difficoltà delle FA Con il minore accolto Con i Servizi All interno della propria famiglia - difficoltà individuali - difficoltà di coppia - difficoltà con

Dettagli

REPORT DI SINTESI RELATIVO ALL INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION ESEGUITA PRESSO LA SEDE AOU SASSARI

REPORT DI SINTESI RELATIVO ALL INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION ESEGUITA PRESSO LA SEDE AOU SASSARI REPORT DI SINTESI RELATIVO ALL INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION ESEGUITA PRESSO LA SEDE AOU SASSARI Settembre/Ottobre 2009 QUESTIONARIO: Analisi della soddisfazione del paziente sul servizio. U.O. coinvolte

Dettagli

IL COACHING delle Ambasciatrici

IL COACHING delle Ambasciatrici IL COACHING delle Ambasciatrici European Commission Enterprise and Industry Coaching ambasciatrici WAI-Women Ambassadors in Italy, Ravenna, 20/05/2010 2 FASE 1 Le motivazioni e gli scopi FASE 2 L analisi

Dettagli

Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011

Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011 Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011 1 PREMESSA Il CNSA riconosce e valorizza le specificità di ciascun Ente Locale, delle singole professionalità e delle

Dettagli

Le undici competenze chiave del coaching secondo ICF

Le undici competenze chiave del coaching secondo ICF Le undici competenze chiave del coaching secondo ICF Le seguenti undici competenze chiave del coaching sono state sviluppate per fornire una maggiore comprensione rispetto alle capacità ed agli approcci

Dettagli

GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE 2015 2016

GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE 2015 2016 GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE 2015 2016 L ASCOLTO Primo passo dell Accoglienza Padre GHERARDO ARMANI C. M. 1. La relazione di aiuto La relazione si fonda su un rapporto umano centrato sull incontro di

Dettagli

Programmazione annuale 2010-2011 Scuola dell infanzia di Coniolo. LA CONOSCENZA DEL MONDO (Ordine, misura, spazio, tempo, natura)

Programmazione annuale 2010-2011 Scuola dell infanzia di Coniolo. LA CONOSCENZA DEL MONDO (Ordine, misura, spazio, tempo, natura) Programmazione annuale 2010-2011 Scuola dell infanzia di Coniolo LA CONOSCENZA DEL MONDO (Ordine, misura, spazio, tempo, natura) Raggruppare e ordinare Confrontare e valutare quantità Utilizzare semplici

Dettagli

Omofobia e pratica clinica. Roberta Cacioppo Psicologa Psicoterapeuta - Consigliere Ordine Psicologi Lombardia

Omofobia e pratica clinica. Roberta Cacioppo Psicologa Psicoterapeuta - Consigliere Ordine Psicologi Lombardia Omofobia e pratica clinica Roberta Cacioppo Psicologa Psicoterapeuta - Consigliere Ordine Psicologi Lombardia Omofobia Disagio, svalutazione, avversione, su base psicologico-individuale e/o ideologico-colletta,

Dettagli

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE. Questionario Utenti Input

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE. Questionario Utenti Input ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE Questionario Utenti Input Finalità 1. Promuovere lo sviluppo personale durante il percorso scolastico Per cominciare, abbiamo bisogno di alcuni tuoi dati personali e dell

Dettagli

Questionario sulla Gestione dei disturbi Mentali comuni nelle cure Primarie (GMP) Medico Psichiatra

Questionario sulla Gestione dei disturbi Mentali comuni nelle cure Primarie (GMP) Medico Psichiatra Questionario sulla Gestione dei disturbi Mentali comuni nelle cure Primarie (GMP) Medico Psichiatra 1 Caro collega, La invitiamo a rispondere alle domande del presente questionario sulla gestione dei Disturbi

Dettagli

PERCHE FARE FORMAZIONE sull accompagnamento al morire.

PERCHE FARE FORMAZIONE sull accompagnamento al morire. UNA PROPOSTA FORMATIVA: il parere del geriatra Evelina Bianchi * LA FORMAZIONE Ho consultato la Treccani, enciclopedia della lingua italiana, alla voce formazione: deriva dal latino formatio, -onis e indica

Dettagli

LA TECNICA DELLA COMUNICAZIONE FACILITATA

LA TECNICA DELLA COMUNICAZIONE FACILITATA LA TECNICA DELLA COMUNICAZIONE FACILITATA La CF è una metodica che apre possibilità comunicative e di relazione nuove. Non è l applicazione di una tecnica, ma rappresenta una modalità di intervento sulle

Dettagli

LE PAROLE PER DIRLO LE EMOZIONI IN GIOCO NEL LAVORO DI CURA IN UN REPARTO PER PAZIENTI IN STATO VEGETATIVO.

LE PAROLE PER DIRLO LE EMOZIONI IN GIOCO NEL LAVORO DI CURA IN UN REPARTO PER PAZIENTI IN STATO VEGETATIVO. LE PAROLE PER DIRLO LE EMOZIONI IN GIOCO NEL LAVORO DI CURA IN UN REPARTO PER PAZIENTI IN STATO VEGETATIVO. Supporto psicologico a favore degli operatori e dei familiari coinvolti nel lavoro di assistenza

Dettagli

La comunicazione. Ministero della Salute

La comunicazione. Ministero della Salute Presentazione del Manuale Gestione del Rischio Clinico e sicurezza delle Cure negli Ambulatori dei MMG e PdF Roma, 16 marzo 2010 Auditorium Lungotevere Ripa, 1 La comunicazione Laura Reali, Michele Gangemi

Dettagli

Questionario conoscitivo ALSO

Questionario conoscitivo ALSO Questionario conoscitivo ALSO Nello scorso mese di giugno è stata costituita a Gravedona un organizzazione di volontariato denominata : ASSOCIAZIONE LARIANA SOSTEGNO ONCOLOGICO (ALSO) camminiamo insieme.

Dettagli

COS E IL MICRONIDO PICCOLI PASSI E COSA OFFRE

COS E IL MICRONIDO PICCOLI PASSI E COSA OFFRE 1 COS E IL MICRONIDO PICCOLI PASSI E COSA OFFRE La Scuola dell Infanzia Silvio Moretti offre il servizio di Micro-nido ai bambini residenti e non, in età compresa dai 18 ai 36 mesi. Il nido nasce per far

Dettagli

Conversazione sulla comunicazione didattica

Conversazione sulla comunicazione didattica 2010 Conversazione sulla comunicazione didattica 1. Il saper fare didattico e pedagogico del tecnico 2. Saper comunicare 3. Il processo comunicativo 4. L effetto dell etichettamento - 5. L articolazione

Dettagli

Indicazioni per la conduzione delle interviste

Indicazioni per la conduzione delle interviste Indicazioni per la conduzione delle interviste Condurre almeno due interviste sul tema della Relazione di coppia utilizzando lo schema di massima riportato di seguito. Dopo aver condotto le interviste

Dettagli

La comunicazione medico paziente

La comunicazione medico paziente Università degli Studi di Perugia Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia La comunicazione medico paziente Damiano Parretti I principi della comunicazione Watzlawick (1971) descrive gli aspetti della comunicazione

Dettagli

Premessa. Presentazione Ricerca

Premessa. Presentazione Ricerca Premessa In ambito sanitario, come nell ambito sociale, la soddisfazione del cliente rappresenta il punto di riferimento sotteso al concetto di: QUALITA. Al riguardo la letteratura sulla qualità dei Servizi

Dettagli

SCUOLA dell' INFANZIA: "FONTECHIARO" Sez. B a.s. 2011-2012

SCUOLA dell' INFANZIA: FONTECHIARO Sez. B a.s. 2011-2012 SCUOLA dell' INFANZIA: "FONTECHIARO" Sez. B a.s. 2011-2012 Inss.: Masci Luana - Del Gatto Paola Per i bambini, scoprire ciò che li circonda è sempre un avventura magica e piena di risorse. La realtà nella

Dettagli

IL COLORE DELLE EMOZIONI

IL COLORE DELLE EMOZIONI LABORATORIO ESPRESSIVO IL COLORE DELLE EMOZIONI I bambini lo dicono con il colore PREMESSA Il ruolo che ha l adulto nello sviluppo affettivo di un bambino è determinante; il suo atteggiamento, le sue aspettative,

Dettagli

I CAMPI DI ESPERIENZA

I CAMPI DI ESPERIENZA I CAMPI DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO sviluppa il senso dell identità personale; riconosce ed esprime sentimenti e emozioni; conosce le tradizioni della famiglia, della comunità e della scuola, sviluppando

Dettagli

PROGETTO ACCOGLIENZA Classi prime Anno scolastico 2012/2013

PROGETTO ACCOGLIENZA Classi prime Anno scolastico 2012/2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO SIMONE DA CORBETTA PROGETTO ACCOGLIENZA Classi prime Anno scolastico 2012/2013 1 Introduzione Il progetto accoglienza nasce dalla convinzione che i primi mesi di lavoro

Dettagli

Dallo Psicologo in reparto alla Psiconcologia. Conoscenza delle implicazioni psicologicherelazionali. comunicazione efficace fra curanti e malato

Dallo Psicologo in reparto alla Psiconcologia. Conoscenza delle implicazioni psicologicherelazionali. comunicazione efficace fra curanti e malato Dallo Psicologo in reparto alla Psiconcologia Conoscenza delle implicazioni psicologicherelazionali in Oncologia per una comunicazione efficace fra curanti e malato Dr.ssa M.Bernardetta Aloi Oncologia

Dettagli

Dott.ssa Federica Pricci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Federica Pricci Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Federica Pricci Psicologa Psicoterapeuta La Comunicazione Cosa significa Comunicare? Trasmettere informazioni,conoscenze,pensieri tra due o piú soggetti. La comunicazione contiene elementi non

Dettagli

CPSE Cinzia Petazzoni CPS Eliana Paglia CPS Monica Pedroni

CPSE Cinzia Petazzoni CPS Eliana Paglia CPS Monica Pedroni CPSE Cinzia Petazzoni CPS Eliana Paglia CPS Monica Pedroni Il bambino non èun piccolo adulto Il diritto del bambino ad essere riconosciuto come persona permane anche nello stato di malattia. Questo si

Dettagli

Incontriamoci a scuola

Incontriamoci a scuola a.s. 2014-2015 I. C. via Ferraironi Roma PROGETTO DI PSICOLOGIA SCOLASTICA Incontriamoci a scuola progetto vincitore bando Regione Lazio Promozione di nuove frontiere per l integrazione sociale Premessa

Dettagli

QUESTIONARIO SODDISFAZIONE FAMIGLIA. Nome del bambino: Sesso: F M

QUESTIONARIO SODDISFAZIONE FAMIGLIA. Nome del bambino: Sesso: F M QUESTIONARIO SODDISFAZIONE FAMIGLIA Ministero della Salute - Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie (CCM) Progetti applicativi al programma CCM 2009 Presa in carico precoce nel primo anno di

Dettagli

AAA ADHD, ADOLESCENZA, AMICIZIA

AAA ADHD, ADOLESCENZA, AMICIZIA Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività VIII CONGRESSO NAZIONALE AIDAI AAA ADHD, ADOLESCENZA, AMICIZIA Pescara 16/17 settembre 2011 Difficoltà comportamentali e relazioni sociali in adolescenza

Dettagli

IL COUNSELING Il counseling

IL COUNSELING Il counseling IL COUNSELING Il counseling è stato definito come un processo di interazione fra due persone il cui scopo è quello di favorire nel cliente una presa di coscienza della sua situazione esistenziale per supportarlo

Dettagli

Cure palliative, un riparo sicuro di calore umano e scienza medica. La legge 38/2010 tutela l accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.

Cure palliative, un riparo sicuro di calore umano e scienza medica. La legge 38/2010 tutela l accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. non più soli nel dolore Cure palliative, un riparo sicuro di calore umano e scienza medica La legge 38/2010 tutela l accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Regione Toscana 800 880101 Indice.

Dettagli

AGATA DANZA COORDINA ALESSIO DUCCI

AGATA DANZA COORDINA ALESSIO DUCCI AGATA DANZA COORDINA ALESSIO DUCCI MONTESILVANO MARINA 23 MAGGIO 2015 IL SERVIZIO DEI VOLONTARI IN HOSPICE LINEE GUIDA XX Convegno Federavo Montesilvano Marina 22/24 maggio 2014 Agata Danza Non abbiate

Dettagli

Accettazione della malattia diabetica e la famiglia. Dott.ssa Annalisa Tintori Psicologa

Accettazione della malattia diabetica e la famiglia. Dott.ssa Annalisa Tintori Psicologa Accettazione della malattia diabetica e la famiglia Dott.ssa Annalisa Tintori Psicologa Malattia cronica Condizione patologica che dura tutta la vita Medico deviazione da una norma biologica. Oggettività

Dettagli

I bisogni del paziente oncologico

I bisogni del paziente oncologico I bisogni del paziente oncologico F Manzin, G Fabbroni, P Silli, MG Todisco, V de Pangher Manzini Unità Operativa di Oncologia Ospedali di Gorizia e di Monfalcone ASS n. 2 Isontina Lavoro condotto con

Dettagli

Libera Università del Volontariato e dell'impresa Sociale

Libera Università del Volontariato e dell'impresa Sociale Libera Università del Volontariato e dell'impresa Sociale Corso di formazione IL SUPPORTO INFERMIERISTICO NELLA COMUNICAZIONE E NEL RAPPORTO CON IL PAZIENTE E CON LA FAMIGLIA Docente: Emanuela Medici Sito

Dettagli

La rappresentazione nella pubblicità. Università di Roma La Sapienza (Prof. Maria D Alessio) 1. Premessa. Le azioni della ricerca.

La rappresentazione nella pubblicità. Università di Roma La Sapienza (Prof. Maria D Alessio) 1. Premessa. Le azioni della ricerca. Università di Roma La Sapienza (Prof. Maria D Alessio) 1 La rappresentazione nella pubblicità Premessa La letteratura internazionale ha affrontato negli ultimi anni la pubblicità che utilizza i bambini

Dettagli

METODOLOGIA DELL INSEGNAMENTO

METODOLOGIA DELL INSEGNAMENTO Corso Nordic Walking Torino 04-10-2014 METODOLOGIA DELL INSEGNAMENTO CANALI DELLA COMUNICAZIONE METODI DI INSEGNAMENTO STILI DI INSEGNAMENTO ORGANIZZARE UNA SEDUTA I CANALI DELLA COMUNICAZIONE VERBALE

Dettagli

IL VALORE DELLA COMUNICAZIONE ALL INTERNO DI UN TEAM

IL VALORE DELLA COMUNICAZIONE ALL INTERNO DI UN TEAM Istituto Comprensivo di Villongo Anno scolastico 2010/2011 OGGETTO: IL VALORE DELLA COMUNICAZIONE ALL INTERNO DI UN TEAM A seguito dell appuntamento telefonico con la Prof.ssa Nicoletta Vitali si è delineata

Dettagli

Formazione genitori. I percorsi

Formazione genitori. I percorsi Formazione genitori Sappiamo che spesso è difficile trovare un po di tempo per pensare a come siamo genitori e dedicarci alla nostra formazione di educatori, sappiamo però anche quanto sia importante ritagliarsi

Dettagli

Lezione del 7 novembre Prof.ssa De Stasio

Lezione del 7 novembre Prof.ssa De Stasio Lezione del 7 novembre Prof.ssa De Stasio Indice della lezione: Traccia per lavoro in classe, intervista sulla relazione con l insegnante... 1 Approccio del sopravvivere e fiorire... 1 Integrazione...

Dettagli

TITOLO DEL PROGETTO: LA SCUOLA DELLA PREVENZIONE

TITOLO DEL PROGETTO: LA SCUOLA DELLA PREVENZIONE TITOLO DEL PROGETTO: LA SCUOLA DELLA PREVENZIONE ANALISI dei BISOGNI Compito istituzionale della Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori (LILT) è la PREVENZIONE, considerata nelle sue tre valenze: PRIMARIA,

Dettagli

Disturbi dello Sviluppo (DS): approccio riabilitativo in età scolare

Disturbi dello Sviluppo (DS): approccio riabilitativo in età scolare Disturbi dello Sviluppo (DS): approccio riabilitativo in età scolare Caterina D Ardia Neuropsichiatria Infantile Università Sapienza, Roma Disturbi dello Sviluppo Sono Disturbi che accompagnano la persona

Dettagli

DAI SOCIAL SKILLS TRAINING ALLE

DAI SOCIAL SKILLS TRAINING ALLE PSICOTERAPIA E COMPETENZE SOCIALI: DAI SOCIAL SKILLS TRAINING ALLE TERAPIE DI TERZA GENERAZIONE Luigi Gastaldo, Antonella Bressa, Romina Castaldo, Viola Galleano, Elvezio Pirfo Dipartimento di Salute Mentale

Dettagli

INDAGINE PROFESSIONI A CONFRONTO: COME I RELATORI PUBBLICI E I GIORNALISTI ITALIANI PERCEPISCONO LA PROPRIA PROFESSIONE E QUELLA DELL ALTRO

INDAGINE PROFESSIONI A CONFRONTO: COME I RELATORI PUBBLICI E I GIORNALISTI ITALIANI PERCEPISCONO LA PROPRIA PROFESSIONE E QUELLA DELL ALTRO INDAGINE PROFESSIONI A CONFRONTO: COME I RELATORI PUBBLICI E I GIORNALISTI ITALIANI PERCEPISCONO LA PROPRIA PROFESSIONE E QUELLA DELL ALTRO Analisi elaborata da Chiara Valentini e Toni Muzi Falconi SINTESI

Dettagli

A.Bagni Alla cortese Attenzione ANNO SCOLASTICO 2012/2013 STAR BENE A SCUOLA SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO (SAP)

A.Bagni Alla cortese Attenzione ANNO SCOLASTICO 2012/2013 STAR BENE A SCUOLA SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO (SAP) Non c'è intelligenza senza emozioni, Non c'è apprendimento senza desiderio. Non c'è scuola senza un po' di volonta' e vita. A.Bagni Alla cortese Attenzione Del Dirigente Scolastico Del Collegio docenti

Dettagli

Agenzia dell Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) MEMO / 26 gennaio 2010

Agenzia dell Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) MEMO / 26 gennaio 2010 Agenzia dell Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) MEMO / 26 gennaio 2010 Considerare l olocausto dal punto di vista dei diritti umani: il primo studio a livello di Unione europea sull istruzione

Dettagli

INCONTRO GENITORI 23 Maggio 2013 Dr.ssa Tiziana Serra. l importanza di una diagnosi precoce

INCONTRO GENITORI 23 Maggio 2013 Dr.ssa Tiziana Serra. l importanza di una diagnosi precoce INCONTRO GENITORI 23 Maggio 2013 Dr.ssa Tiziana Serra l importanza di una diagnosi precoce GLI INSEGNANTI DICONO CHE mio figlio.. è troppo frettoloso o lento; è intelligente ma svogliato, è distratto,

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI

PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI FESTE E RICORRENZE Le feste rappresentano esperienze belle e suggestive da vivere e ricordare per

Dettagli

LE DINAMICHE DELLA CRESCITA

LE DINAMICHE DELLA CRESCITA LE DINAMICHE DELLA CRESCITA 1. Viviamo in una situazione di disequilibrio educativo, a causa di: a) fattori strutturali, quali - ritmi di cambiamento sociale, - esposizione ripetuta e prolungata di immagini

Dettagli

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA AREA SOCIO/AFFETTIVA- SCUOLA PRIMARIA Integrazione tra i lavori di gruppo di settembre (Thouar, Villini, Paganini, Montanella) 1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA Competenza personale L alunno è consapevole della

Dettagli

INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP. Relazione Generale

INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP. Relazione Generale SERVIZIO SANITARIO REGIONALE BASILICATA Azienda Sanitaria Locale di Potenza INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP Relazione Generale A cura degli Uffici URP

Dettagli

DIAGNOSI DI TUMORE E REAZIONI PSICOLOGICHE CAMBIAMENTO ED OMEOSTASI ALL INTERNO DEL SISTEMA FAMILIARE

DIAGNOSI DI TUMORE E REAZIONI PSICOLOGICHE CAMBIAMENTO ED OMEOSTASI ALL INTERNO DEL SISTEMA FAMILIARE DIAGNOSI DI TUMORE E REAZIONI PSICOLOGICHE CAMBIAMENTO ED OMEOSTASI ALL INTERNO DEL SISTEMA FAMILIARE ASPETTI DELLA MALATTIA Il tipo di malattia La gravità Il livello di cronicità L impatto sociale della

Dettagli

La Famiglia come risorsa nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare: esercitazioni guidate di empowerment.

La Famiglia come risorsa nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare: esercitazioni guidate di empowerment. La Famiglia come risorsa nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare: esercitazioni guidate di empowerment. A. Genovese, M. Bassetti, S. Scaramuzza Centro per i Disturbi del Comportamento

Dettagli

Aspetti relazionali dell accoglienza del bambino in ospedale

Aspetti relazionali dell accoglienza del bambino in ospedale Aspetti relazionali dell accoglienza del bambino in ospedale Paola Coscia A.F.D. Coordinatore Infermieristico S.C. Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale A.O. Ospedale Niguarda Ca Granda Uno dei diritti

Dettagli

L infermiere e l assistenza psicologica al malato neoplastico. Dott. Iolanda Orsogna Psicologa-psicoterapeuta i.osogna@tiscali.it

L infermiere e l assistenza psicologica al malato neoplastico. Dott. Iolanda Orsogna Psicologa-psicoterapeuta i.osogna@tiscali.it L infermiere e l assistenza psicologica al malato neoplastico Dott. Iolanda Orsogna Psicologa-psicoterapeuta i.osogna@tiscali.it Il ruolo infermieristico È tra le figure professionali che si trova quotidianamente

Dettagli

Le attività saranno condotte dalla Dott.ssa Veronica Tresoldi (PSICOLOGA CLINICA e PSICOTERAPEUTA)

Le attività saranno condotte dalla Dott.ssa Veronica Tresoldi (PSICOLOGA CLINICA e PSICOTERAPEUTA) SVILUPPARE LE COMPETENZE INDIVIDUALI EDUCAZIONE ALL'AFFETTIVITA' ALL'AFFETTIVITÀ ED ALLA SESSUALITA' SESSUALITÀ Le attività saranno condotte dalla Dott.ssa Veronica Tresoldi (PSICOLOGA CLINICA e PSICOTERAPEUTA)

Dettagli

LABORATORIO PERMANENTE di NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA NEFROLOGIA E DIALISI PERITONEALE OSPEDALE SAN PAOLO SAVONA ASL2

LABORATORIO PERMANENTE di NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA NEFROLOGIA E DIALISI PERITONEALE OSPEDALE SAN PAOLO SAVONA ASL2 LABORATORIO PERMANENTE di NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA NEFROLOGIA E DIALISI PERITONEALE OSPEDALE SAN PAOLO SAVONA ASL2 La narrazione autobiografica come progetto di cura nei pazienti uremici cronici L idea

Dettagli

Facciamo Sicurezza. Affrontare in modo coinvolgente, innovativo ed efficace la sfida della sicurezza sul lavoro in coerenza con il Testo Unico

Facciamo Sicurezza. Affrontare in modo coinvolgente, innovativo ed efficace la sfida della sicurezza sul lavoro in coerenza con il Testo Unico Facciamo Sicurezza Affrontare in modo coinvolgente, innovativo ed efficace la sfida della sicurezza sul lavoro in coerenza con il Testo Unico 1 Indice Premessa Finalità e destinatari dell intervento Metodologia

Dettagli

Tossicodipendenze: tra persona e necessità

Tossicodipendenze: tra persona e necessità Tossicodipendenze: tra persona e necessità Direttore Generale Dr. Enrico Desideri Direttore Amministrativo Dr. Moraldo Neri Direttore Sanitario Dr.ssa Branka Vujovic Direttore servizi sociali Dr.ssa Patrizia

Dettagli

MIO FIGLIO SUL WEB: POSTA CON LA TESTA!

MIO FIGLIO SUL WEB: POSTA CON LA TESTA! FABRIZIO FANTONI psicologo psicoterapeuta LICEO CASIRAGHI - 8 NOVEMBRE 2014 MIO FIGLIO SUL WEB: POSTA CON LA TESTA! Le invarianti Gli adolescenti hanno sempre gli stessi compiti di sviluppo: pensare un

Dettagli

COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009

COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009 COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009 Le 11 competenze di base del coaching sono state sviluppate per permettere una migliore comprensione delle competenze e degli approcci utilizzati nell ambito della

Dettagli

RELAZIONE FINALE PROGETTI PON

RELAZIONE FINALE PROGETTI PON Unione Europea Fondo Sociale Europeo P.O.N Competenze per lo Sviluppo Con l Europa, investiamo nel vostro futuro Ministero della Pubblica Istruzione Dipartimento per la Programmazione Direzione Generale

Dettagli

Artability. Tlab - 2 interim report

Artability. Tlab - 2 interim report Artability Tlab - 2 interim report Introduzione Il progetto Artability è un progetto biennale che promuove lo scambio di buone pratiche per motivare le persone con disabilità a partecipare al processo

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE. Scuola dell INFANZIA Via Nigoline, n 16 SCUOLA DELL INFANZIA 25030 ADRO. Mail Segreteria : Bsic835008@istruzione.

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE. Scuola dell INFANZIA Via Nigoline, n 16 SCUOLA DELL INFANZIA 25030 ADRO. Mail Segreteria : Bsic835008@istruzione. Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca Istituto Comprensivo Statale di Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado Via Nigoline, 16 25030 ADRO (BS) ISTITUTO COMPRENSIVO

Dettagli

PROGETTO ASTERIX. Promosso da

PROGETTO ASTERIX. Promosso da PROGETTO ASTERIX Promosso da AUSL Ferrara Distretto CENTRO-NORD : SERT - SPAZIO GIOVANI in collaborazione con Comune di Ferrara: PROMECO - AREA GIOVANI ( Giovani Operatori: P.Lascari (Sert), I.Galleran

Dettagli

PROGETTO DI APPRENDIMENTO

PROGETTO DI APPRENDIMENTO PROGETTO DI APPRENDIMENTO IN AMBITO CLINICO PROBLEMA PRIORITARIO DI SALUTE SALUTE MENTALE Settembre 2006 Il percorso di apprendimento in ambito clinico relativo al problema prioritario di salute malattia

Dettagli

Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità

Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità VALORE DI RIFERIMENTO Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità Democrazia, non violenza e pace (società):

Dettagli

I FIGLI NELLE FAMIGLIE RICOSTITUITE. Sabrina Marzo, Psicologa, Torino

I FIGLI NELLE FAMIGLIE RICOSTITUITE. Sabrina Marzo, Psicologa, Torino I FIGLI NELLE FAMIGLIE RICOSTITUITE Sabrina Marzo, Psicologa, Torino Riassunto La diffusione delle famiglie ricostituite e la presenza di diritti e responsabilità risultanti conflittuali per la complessità

Dettagli

4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO

4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO 4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO 4. 1 LA MISSION La Direzione Didattica San Giovanni conferma le scelte educative delineate nel corso degli ultimi anni, coerenti con le finalità e gli obiettivi del sistema nazionale

Dettagli

attacchi di panico, agorafobia, fobia sociale, comportamento

attacchi di panico, agorafobia, fobia sociale, comportamento L ansia, è ciò che permette all uomo di sopravvivere: parleremo in questo caso di ansia reale che viene utilizzata per segnalare un pericolo interno (proveniente dal mondo inconscio), o esterno (proveniente

Dettagli

PROGETTO CONTINUITÀ. Anno scolastico 2015/2016. Docente referente: Franzosi Flavia

PROGETTO CONTINUITÀ. Anno scolastico 2015/2016. Docente referente: Franzosi Flavia PROGETTO CONTINUITÀ Anno scolastico 2015/2016 Docente referente: Franzosi Flavia PREMESSA Motivazione del Progetto La continuità nasce dall'esigenza primaria di garantire il diritto dell'alunno a un percorso

Dettagli

Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento. Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010

Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento. Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010 Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010 Obiettivo: Fornire conoscenze relative alla comunicazione tra istruttore e allievo e strategie funzionali

Dettagli

Comunicare per trasmettere efficacemente Messaggio e Personalita nel Lavoro

Comunicare per trasmettere efficacemente Messaggio e Personalita nel Lavoro 5,6 novembre 2010 CONFIDI ABRUZZO Comunicare per trasmettere efficacemente Messaggio e Personalita nel Lavoro Ilki Yang Development Bisogna essere consapevole del proposito della comunicazione PERSUADERE

Dettagli

Corsi sulle: TECNICHE DI VENDITA

Corsi sulle: TECNICHE DI VENDITA Corsi sulle: TECNICHE DI VENDITA 1. programmazione e strutturazione dell intervista: gli argomenti da scegliere per ciascun cliente 2. la presa di contato con il cliente: tecniche di aggancio o di approccio

Dettagli

Dalla classe alla rete, l esperienza come tutor di un gruppo di insegnanti

Dalla classe alla rete, l esperienza come tutor di un gruppo di insegnanti Dalla classe alla rete, l esperienza come tutor di un gruppo di insegnanti Morena Terraschi Lynx Srl via Ostiense 60/D 00154 Roma morena@altrascuola.it http://corsi.altrascuola.it Corsi Altrascuola è la

Dettagli

Antonella Moretti Clinica Reumatologica Università Politecnica delle Marche - Ancona

Antonella Moretti Clinica Reumatologica Università Politecnica delle Marche - Ancona 1 Educare vuol dire ex-ducere = uscire fuori La patient education è un percorso complesso ed articolato, finalizzato all acquisizione da parte del paziente delle conoscenze necessarie per affrontare adeguatamente

Dettagli

Il piacere di accogliere: cooperazione e creatività

Il piacere di accogliere: cooperazione e creatività Il piacere di accogliere: cooperazione e creatività Intervento sui Disturbi dell Età Evolutiva Spin off dell Università degli Studi di Genova Sede operativa: Vico Sant Antonio 5/7 scala B 16126 Genova

Dettagli