La crisi ha ristretto le FONDAZIONI BANCARIE

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1 EXPORT Le sfide del made in Italy per rimanere competitivi FRANCESCO GUCCINI Vita da cantastorie fra la via Emilia e il West OUTLOOK Maggio-Giugno Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB Bologna - Periodico Bimestrale - Euro 5,00 MODENAOutlook MONDO Il Bimestrale di Confindustria Modena Maggio-Giugno 2010 N.3 La crisi ha ristretto le FONDAZIONI BANCARIE Per il 2010 la parola d ordine è prudenza con una particolare attenzione a finanziare welfare e sviluppo L Emilia-Romagna detiene il record del numero di enti presenti sul territorio: 19 fondazioni che per l economia regionale valgono oltre 200 milioni di euro

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5 Sommario 9 EDITORIALE Il vento dell Atlantico di Franco Mosconi 11 ZOOM ECONOMIA 16 MONDO Cigni bianchi all orizzonte di Ugo Bertone 24 L APPROFONDIMENTO La crisi ha ristretto le fondazioni bancarie di Giorgio Costa 36 ECONOMIA La barra punta su Cina, India ebrasile di Federica Vandini 44 RITRATTI D IMPRESA La moda? Questione di famiglia di Massimiliano Panarari 52 PERSONAGGI La geografia dell anima di Francesco Guccini di Ida Meneghello 60 SOCIETÀ S.O.S. animali di Arianna De Micheli 70 CULTURA Giovani artisti sotto i riflettori di Cecilia Lazzeretti 81 LETTURE di Massimiliano Panarari

6 Editoriale Franco Mosconi Il vento dell Atlantico Epocale avvio di primavera di Barack Obama, che ha visto approvare due nodi strategici della sua politica. Altrettanto determinante è stata la coesione con cui la Ue ha affrontato la crisi greca. A dimostrazione che Usa ed Europa hanno ancora un ruolo importante da giocare nel futuro del mondo Vista dall'altra sponda dell'atlantico, l'ultima settimana del mese di marzo 2010 resterà fra quelle che gli storici, americani e non solo, racconteranno nei loro libri. Hanno infatti ricevuto il via libera dal Congresso, dopo quello del Senato, sia la riforma sanitaria (che assicurerà la copertura ai milioni di americani che ne sono sinora sprovvisti), sia quella dell'istruzione superiore (che porta in capo all'amministrazione federale la concessione dei prestiti agli studenti universitari, senza più l'intermediazione delle banche). E giusto alla fine di quella settimana, sabato 27 marzo, è stato il presidente Usa Barack Obama, principale artefice di entrambe, a ricordarle nel suo messaggio radiofonico settimanale. Ma anche per l'europa, in primis per l'unione europea, non è stata affatto una settimana banale. Questo per due motivi, uno indiretto e l'altro diretto. Il primo discende dal fatto che durante l'aspro dibattito che ha avuto luogo negli Stati Uniti in occasione del voto sulla riforma sanitaria, è stata spesso evocata l'immagine dell'europa: «Medicina socializzata», stigmatizzavano i contrari alla riforma (i repubblicani); «È progresso, non socialismo», rispondevano i suoi fautori (i democratici). Noi che viviamo in Europa e in un'area ricca ed evoluta come il centro nord italiano, sappiamo bene che il principio dell'universalità delle prestazioni è una grande conquista civile e contribuisce a rendere più equa la nostra società. Ma c'è un secondo motivo, che va dritto al cuore dell'area dell'euro, per cui anche gli storici dell'integrazione europea dovranno ricordare quell'ultima settimana del marzo Il riferimento è alla crisi della Grecia e alle decisioni assunte a Bruxelles, sotto la spinta di Berlino e Parigi, per un piano di aiuti (leggi: prestiti garantiti), che prevedono l'intervento sia della stessa Ue che del Fondo monetario internazionale. Le titubanze iniziali, soprattutto di parte tedesca, hanno lasciato spazio a una decisione comune che, pur con alcuni limiti, dimostra l'esistenza di una solidarietà fra partner. «European Disunion» aveva scritto alla vigilia del summit, in uno dei suoi Nonostante la crescita tumultuosa dei Paesi emergenti, Stati Uniti ed Europa sono ancora essenziali all economia mondiale autorevoli editoriali, il «New York Times»: l'appello era rivolto proprio al premier tedesco Angela Merkel e a quanto in passato avevano fatto i suoi predecessori per la causa europea, rendendo l'ue «più forte». Insomma, anche all'alba del secondo decennio del XXI secolo, quello che molti hanno già ribattezzato come il «Secolo asiatico», non mancano i motivi di speranza per guardareindirezionedell'occidenteedeisuoiduecampioni:gliusa elaue.chelacrescitaeconomica dell'asia sia ormai impetuosa è un fatto certo, sul quale ci siamo già soffermati su queste colonne. E se a Cina e India uniamo tutti gli altri Paesi emergenti sparsi un po' dappertutto nei continenti asiatico, africano e latino-americano otteniamo davvero una nuova geografia dello sviluppo. Nondimeno, la Ue a ventisette e gli Usa (come ricordava tre anni fa una bella ricerca del centro studi Bruegel, «Fragmented Power», Bruxelles 2007) producono insieme il 40 per cento del Pil mondiale, avendo il 12 per cento della popolazione del pianeta. Certo, negli ultimissimi anni queste cifre saranno un po' diminuite e sono destinate a diminuire ancora. Ma tutto ciò non può oscurare il fatto che sulle due sponde dell'atlantico non si contempla soltanto un glorioso passato, ma si gioca ancora oggi un pezzo importante di futuro. L autore insegna Economia industriale all Università di Parma e European Industrial Policy al Collegio Europeo di Parma, dove siede nel comitato scientifico. OUTLOOK 9

7 Zoom economia CONFINDUSTRIA MODENA Meomartini e Sapelli parlano dell industria italiana Le prospettive dell economia italiana sono state al centro del convegno di Confindustria Modena cui hanno partecipato Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda, e Giulio Sapelli, docente di Storia economica presso l'università di Milano. Sapelli ha posto l accento sulle cause dell'attuale situazione, che a suo dire è nell'origine bancaria del top management: «Il nostro sistema industriale deve recidere il cordone finanziario, rendersi autonomo e ripensare i termini di una nuova collaborazione con le banche». Meomartini ha insistito, invece, sul ruolo delle associazioni imprenditoriali: «Sono loro i soggetti che la crisi ha ricollocato al centro dell attenzione pubblica. L'insieme delle aziende e gli enti che le rappresentano sono ridiventati il punto nevralgico della ricchezza e della coesione sociale». E una crisi di senso e di significato, prima ancora che economica, trova un interlocutore privilegiato nel mondo associativo. «Far ripartire l'economia di un Paese non è facile», ammette Meomartini. «Eppure abbiamo le capacità e i mezzi per farlo. Lombardia ed Emilia-Romagna dopo anni di crescita a ritmi sostenuti hanno messo in piedi un sistema economico solido che, nel tracollo generale, ha resistito. Siamo, insomma, due laboratori che hanno qualcosa da raccontare, prassi ed esperienze da mettere in rete». In alto: Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda; sopra, Giulio Sapelli, docente di Storia economica all Università di Milano con il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari Le grandi opportunità del «pianeta» Cina Ha fatto tappa a Modena il «Roadshow Cina», il convegno di presentazione della missione che Confindustria, Ice e il governo italiano hanno organizzato per fine maggio e inizio giugno nel Paese asiatico. «La Cina è una delle realtà più interessanti», ha sottolineato Sergio Sassi, vicepresidente di Confindustria Modena e presidente della Commissione internazionalizzazione di Confindustria Emilia-Romagna, «e, oggi più che mai, anche a causa della congiuntura internazionale, deve essere considerata un'opportunità». Ospite d'onore dell'evento è stato Li Bin, console economico e commerciale del consolato generale cinese a Milano, che ha esposto un quadro sintetico del potenziale economico della Repubblica cinese, sottolineando i rapporti con in nostro Paese: «L'Italia», ha ricordato il console, «è il nostro quinto partner economico, con un interscambio commerciale che nel 2010 salirà a Dall alto: Sergio Sassi, presidente della Commissione internazionalizzazione di Confindustria Emilia- Romagna, con Li Bin, console economico e commerciale del consolato generale cinese a Milano; Helmut Senfter, amministratore delegato Gsi in Asia 40 miliardi di dollari». Un caso di successo messo a segno in territorio cinese è quello di Grandi salumifici italiani, gruppo modenese tra i primi in Italia nel settore food. «Quando nel 1994 siamo sbarcati in Cina ci siamo trovati di fronte a un Paese in pieno boom economico», ha spiegato Helmut Senfter, amministratore delegato Gsi in Asia. «Con un fatturato all'epoca di 66 milioni di euro, investire in Cina ci sembrava un valido modo per crescere senza alterare gli equilibri competitivi sul mercato italiano e, dopo quasi 16 anni, possiamo dire di aver radicato il nostro modello di business in Cina». IMPRESE Blufin ederigo, l eyewear è di lusso De Rigo, impresa leader nel settore dell'occhialeria di alta gamma, e Blufin, azienda italiana del prêt-à-porter di lusso, annunciano la firma dell'accordo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione mondiale di occhiali da vista e da Gianguido Tarabini, amministratore unico di Blufin sole con i marchi Blumarine e Blugirl. «La rilevanza di questo accordo, che rappresenta un'evoluzione importante per i marchi Blumarine e Blugirl», commenta Gianguido Tarabini, amministratore unico di Blufin, «costituisce un ulteriore passo avanti nella costruzione del "brand equity" dei nostri marchi. Sono sicuro che le nostre imprese, con caratteristiche comuni di imprenditorialità e concretezza, sapran- OUTLOOK 11

8 no collaborare per il successo di questa licenza». Le linee Blumarine Eyewear e Blugirl Eyewear saranno distribuite attraverso il network di De Rigo Vision, che raggiunge i più prestigiosi negozi di ottica e department store del mondo, oltre alle boutique Blumarine e Blugirl. L'accordo di licenza avrà durata fino al Blufin, società nata a Carpi nel 1977, rappresenta oltre 30 anni una delle realtà più solide nel panorama della moda internazionale. Controlla i marchi Blumarine e Blugirl e la distribuzione dei prodotti è affidata a una vasta rete di negozi monomarca e di department store tra i più prestigiosi nel mondo. sa può dirsi vinta e, nonostante il forte rallentamento del settore, l'obiettivo per il 2010 è di superare la soglia dei 10 milioni di fatturato». Monica Cornia, Paola Bergamini, Omero ed Enrico Cornia, insieme alla guida della modenese Cbm Group System fa la tigre in Malesia System ha inaugurato nella città di Gelang Patah, in Malesia, un nuovo stabilimento. La filiale è localizzata nello stato di Johor, all'interno dell'area di sviluppo regionale denominata Iskandaril, e ospiterà alcune tra le tecnologie più innovative firmate System, come Diamond Laser Lab e Rotocolor. Un traguardo molto importante per l'azienda di Fiorano, reso possibile anche dal governo malese, che favorisce e incoraggia gli investimenti esteri, in particolare la costituzione di joint-ventures con partner locali nel settore manifatturiero. Particolare attenzione è rivolta alle aziende che presentano un prodotto ad alto contenuto tecnologico. I settori in cui sono maggiormente incoraggiati gli investimenti stranieri sono le industrie basate sulle risorse di cui il Paese del sudest asiatico abbonda. La Malesia, negli ultimi anni, ha registrato una notevole crescita grazie alla lavorazione e all'esportazione del petrolio, di prodotti elettronici e chimici. Cbm Group, in India scommessa vinta Importante traguardo raggiunto per Cbm Group in India. A dieci anni dalla joint venture tra Mita Oleodinamica, società del gruppo modenese, e Harig India, lo scorso gennaio Cbm Group ha concluso l'acquisizione del 100 per cento delle azioni della consociata indiana, assumendo la totale proprietà della nuova società Mita India. Con oltre 40 anni di esperienza nel settore e sedi produttive in Italia, Polonia e India, il Gruppo Cbm è costituito da ditte specializzate e leader nella progettazione e produzione di sistemi completi per la parte posteriore del trattore, in particolare attacchi a tre punti (posteriori e anteriori). «Cbm continua a investire in India perché crede nelle significative potenzialità di questo mercato», ha dichiarato Enrico Cornia, amministratore delegato di Cbm Group. «Dieci anni fa abbiamo accettato la sfida in questo Paese con l'intento di seguire i grandi player dei trattori agricoli, già nostri clienti, e sviluppare e produrre in loco prodotti specifici e dedicati. Oggi la scommes- Piastrelle dagli scarti del settore alimentare A fianco, la sede dell azienda di Fiorano; sopra, una Rotocolor al lavoro Nuova vita agli scarti per risparmiare risorse naturali: è questa la filosofia della nuova piastrella che ricicla anche rifiuti industriali (in particolare del settore agroalimentare). L'ha realizzata l'azienda sassolese Manfredini & Schianchi, lavorando insieme al laboratorio Enviren della Rete alta tecnologia della Regione Emilia- Romagna. «Il prodotto finale», afferma Maurizio Bonvicini di Manfredini & Schianchi, «dovrà essere più economico di quelli oggi in commercio, sia dal punto di vista dell'utilizzo di materie prime sia da quello delle risorse generali utilizzate nel processo di produzione». «Il nostro laboratorio», spiega il responsabile Franco Prodi, professore dell'istituto di scienze dell'atmosfera del Cnr, «si occupa di tecnologie per il monitoraggio ambientale, il trattamento e la valorizzazione energetica dei rifiuti, la gestione della risorsa idrica. Può contare su 111 ricercatori, di cui 38 a tempi pieno, e sta puntando sempre più sulla collaborazione con le imprese del territorio». L'azienda di Sassuolo impiega oggi 48 dipendenti con un fatturato che nel 2009, anno della peggiore crisi del settore, ha toccato i 12,5 milioni di euro, rispetto agli undici dell'esercizio precedente. L ingresso dell azienda ceramica di Sassuolo 12 OUTLOOK

9 FINANZA Bper aiuta la competitività delle imprese Un plafond di 30 milioni di euro con scadenza al 31 dicembre 2010 che riguarda progetti di investimento, di ricapitalizzazione aziendale e di internazionalizzazione. Sono questi i punti salienti dell'accordo siglato tra Confindustria Modena e Banca popolare dell'emilia Romagna (Bper). L'intesa per l'associazione di via Bellinzona rappresenta un nuovo positivo risultato nel sostegno alle imprese associate sul fronte dell'accesso al credito. Potranno usufruire della convenzione sia le pmi sia le grandi ECONOMIA Insediamenti produttivi, l iter si semplifica Semplificare le procedure, rendere più rapidi i tempi di presentazione della domanda per i nuovi insediamenti produttivi (Nip) e ridurre il rischio di interruzione del procedimento per incompletezza della documentazione: è questo l'obiettivo del protocollo d'intesa sottoscritto dalla Provincia di Modena, dalle associazioni di categoria e dal Comitato unitario delle professioni di Modena. La convenzione definisce la condivisione, tra gli Sportelli unici per le attività produttive di tutta la provincia, di identiche modalità operative per la presentazione della domanda di avvio del procedimento e predispone uno schema di controllo preliminare, una sorta di check list, per verificare la completezza della documentazione necessaria a ottenere il parere sui nuovi insediamenti produttivi. Nel sottoscrivere il protocollo d'intesa, che verrà sperimentato per un anno per poi essere sottoposto a verifica, la Provincia si assume il compito di organizzare momenti di formazione rivolti alle categorie professionali interessate dalle procedure per facilitare l'utilizzo del modulo. 14 OUTLOOK imprese che fanno parte del sistema associativo confindustriale. Le operazioni previste, erogate a un tasso di interesse pari all'euribor a tre o a sei mesi maggiorato di spread variabili (a seconda della dimensione aziendale, della forma tecnica di finanziamento e della classe deliberativa assegnata), spaziano dal rafforzamento patrimoniale dell'azienda al sostegno degli investimenti, dai progetti di internazionalizzazione con garanzia Sace fino al 70 per cento a operazioni di leasing immobiliare. L'accordo offre inoltre la possibilità di richiedere anticipazioni bancarie per lo smobilizzo dei crediti verso la pubblica amministrazione (con la copertura Sace fino al 50 per cento) e di effettuare gestione e smobilizzo di crediti mediante operazioni di factoring «pro-solvendo». Il direttore commerciale Bper Pierpio Cerfogli e il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari durante la firma dell accordo FORMAZIONE L Istituto Corni finalista al Knx Award 2010 L 'istituto tecnico industriale Fermo Corni di Modena è tra i cinque finalisti del concorso internazionale di domotica organizzato dal consorzio Konnex (Knx) in occasione dei suoi 20 anni di vita. Il Knx è l'organismo europeo che sancisce le specifiche tecniche per le apparecchiature e i dispositivi presenti negli edifici. Al concorso hanno partecipato progetti provenienti da ben 52 nazioni. Il prestigioso successo conseguito dalla scuola modenese è frutto di un lavoro di due anni, che ha coinvolto sia i docenti, Enrico Artioli e Cecilia Lombardi, sia gli studenti. Le attività svolte hanno riguardato non solo aspetti tecnici, ma anche culturali e sociali con trasferte nei cinque Paesi partner: Belgio, Finlandia, Repubblica Ceca, Ungheria e Germania. «In questo momento di grave crisi economica», ricorda Enrico Artioli, «è fondamentale che le imprese impostino un serio lavoro in termini di innovazione, di migliore qualità del prodotto e di ricorso a moderne tecnologie. In questa prospettiva il mondo della scuola può contribuire, curando la preparazione dei futuri tecnici e allargando i loro orizzonti a un contesto sempre più globale». RICONOSCIMENTI A Usco il premio «Creatori di valore» Alle aziende di grandi, medie e piccole dimensioni che hanno realizzato le migliori performance di bilancio, nei principali settori industriali e in Borsa: è questa la motivazione che lega le imprese premiate a Milano nella categoria «Creatori di valore» per l'edizione 2010 dei Milano Finanza Company Awards. Tra le aziende selezionate anche la modenese Usco, che produce ricambi per macchine movimento terra. A ritirare il premio è stato Massimo Galassini, presidente di Usco e membro di giunta di Confindustria Modena. «Questo premio è uno stimolo per continuare nella nostra attività che, come dimostrano i risultati 2009, conferma un trend positivo». Usco, che ha da poco festeggiato i vent'anni dalla fondazione, ha stabilimenti produttivi in Italia ma anche in Cina e Corea del Sud e conta circa dipendenti, di cui 250 nella nostra provincia. L'azienda ha raggiunto nel 2008 un fatturato consolidato di oltre 160 milio- Massimo Galassini, presidente di Usco ni di euro, di cui l'85 per cento è dato dall'export. Successo francese per Cremonini V incenzo Cremonini, amministratore delegato dell'omonimo gruppo, per l'eccellente lavoro e le relazioni economiche sviluppate tra Francia e Italia, ha ricevuto durante una cerimonia a Parigi il «Premio France-Italie» della Camera di Commercio italiana per la Francia. Per il gruppo modenese si tratta di un riconoscimento prestigioso, come dimostrano anche le personalità illustri che lo hanno ricevuto in passato (tra gli altri Luigi Abete, Jean Todt, Antoine Bernheim, Sergio Pininfarina). Scelgo Azienda.net perché è la soluzione giusta per me. Soluzioni per le imprese Azienda piccola, media, grande? Multinazionale o multisede? 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10 Mondo Crisi finanziaria ed economia globale A un anno dai minimi storici delle Borse mondiali, si fa largo qualche spiraglio positivo Cigni bianchi all orizzonte La primavera è attraversata da crisi politiche, minacce di conflitti e cataclismi. Ma emergono anche segnali di ripresa. E l Italia ha diverse carte da giocare. A cominciare dalla ricerca sulle tecnologie Ict. Per non passare per il brutto anatroccolo che spesso i media descrivono di Ugo Bertone Protagonista un anno fa di terribili crack, Wall Street, il tempio della finanza mondiale, sta mostrando un costante recupero Il 9 marzo del 2009 l'indice S&P 500 della Borsa americana, che segue l'andamento di un paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione (di fatto il termometro più significativo dello stato di salute dell'economia di oltreoceano), precipitò all'apocalittica quota 666, foriera di tragedie e collassi. Ma una volta tanto i profeti di sventura che, tabelle alla mano, da allora prevedevano nuovi rovesci sono stati, almeno per ora, smentiti: l'indice S&P 500 è risalito, dodici mesi dopo, a quota Intanto, il Prodotto interno lordo viaggia a una velocità annualizzata di poco inferiore al 4 per cento negli Stati Uniti, attorno all'1,5 per cento nell'area euro: troppo poco per parlare di ripresa, se si pensa all'arretramento complessivo registrato dalle economie del mondo sviluppato, ma abbastanza per guardare al futuro con meno angoscia rispetto al momento più nero dell'«anno orribile». Eppure, nonostante queste considerazioni, nessuno ha celebrato l'anniversario dello scampato pericolo. A ragione, si potrebbe dire, perché sarebbe prematuro: il cielo della finanza globale è ancora percorso da troppe nuvole per cantare vittoria. Anzi, le incognite si moltiplicano: chi avrebbe detto, all'alba del 9 marzo di un anno fa, che la finanza pubblica della piccola Grecia avrebbe messo a rischio la solidità dell'euro? Certo, la cautela è d'obbligo. Anche perché, sommersi come siamo da una pioggia quotidiana di statistiche di ogni tipo, risulta sempre più difficile indivi- Giulio Tremonti rilancia l idea di uno sforzo finanziario comune per dare spessore all area della moneta unica. Perché non si tratta solo di rimettere in moto l economia del Vecchio continente con le grandi opere ma soprattutto di correggere un modello di crescita basato solo sull export OUTLOOK 17

11 Mondo Crisi finanziaria ed economia globale Pensare di avere già superato l emergenza è prematuro, perché le incognite a livello internazionale sono troppe. A cominciare dalla situazione finanziaria della Grecia, che ha messo a serio rischio la solidità dell euro Le misure di austerità del governo greco hanno provocato gravissimi disordini sociali duare il punto del tragitto in cui ci troviamo senza rischiare di eccedere in ottimismo o pessimismo, a seconda di dove ci conducano gli «animal spirit» prevalenti che, oggi, puntano verso il basso. Ma, commenta David Bowers, co-amministratore delegato di Absolute Strategy Research (una delle più importanti società di consulenze finanziarie), a forza di scrutare sull'orizzonte l'apparizione del prossimo cigno nero, corriamo il rischio di non accorgerci dell'arrivo del cigno bianco. Ovvero dei possibili segnali di ripresa che pure non mancano in questa primavera percorsa da focolai di crisi politica interna e internazionale, minacce di conflitti e cataclismi. E così, senza voler peccare di gratuito ottimismo, forse vale la pena di individuare i segnali di buon augurio, così negletti e trascurati. Innanzitutto, in termini globali, a un anno dai minimi storici la crescita dovrebbe aggirarsi su valori di poco superiori al 4 per cento per il 2010 e, probabilmente, anche per il È da notare che si tratta di tassi simili a quelli registrati nella presunta «età dell'oro», ovvero tra il 2003 e il Certo, a sostenere l'economia ha contribuito una politica monetaria estremamente espansiva, che deve essere ricondotta entro binari più sostenibili, pena l'insorgere di minacce inflazionistiche che oggi però non sono Il 2009 si è rivelato un anno orribile. Ma i profeti di sventura che prevedevano nuovi rovesci almeno per ora sono smentiti: l indice S&P 500 è risalito in dodici mesi da quota 666 a punti eilpil dei Paesi industrializzati è nuovamente in crescita Operatori finanziari alla Borsa americana all'orizzonte. Ma non va dimenticato che quella età dell'oro sarà ricordata per l'esplosione del credito facile, dell'indebitamento delle famiglie nel mondo anglosassone e non solo (vedi Spagna) mentre oggi, come ben sanno gli operatori, la liquidità stenta a riversarsi nell'economia reale, ma tende a fermarsi nel mercato interbancario e a ricostruire così i margini degli operatori finanziari. La crescita è destinata a restare bassa, stante la riluttanza delle banche ad assumere rischi, ma è più solida. Non è facile se, quando e in quale forma potrà arrivare la ripresa vera, dopo una crisi così diversa da tutte le altre che ha cambiato gli equilibri del pianeta. In passato, ad esempio, è stata l'auto a trainare la congiuntura verso l'alto dopo le fasi recessive. Oggi invece l'auto è in frenata strutturale, in America come in Europa: l'insieme dei consumi negli States tiene meglio del previsto, ma sulle quattro ruote pesano condizioni di credito (finalmente) meno allegre, la fine della guerra all'ultimo sconto per mantenere le quote di mercato anche a costo di «prezzi ridicoli» (definizione di Sergio Marchionne) quali quelli praticati dalla vecchia Chrysler. Certo, dopo l'anno della grande caduta, le auto a stelle e strisce recuperano posizioni, grazie anche alle medicine robuste e drastiche dell'ammini- L approfondimento I Il cigno nero, ovvero l imponderabile nelle nostre vite Per sottolineare la decadenza dei costumi nella Roma imperiale il poeta Giovenale coniò l espressione «una persona onesta è più rara di un cigno nero», destinata ad avere grande fortuna nel corso dei secoli nella presunzione che «tutti i cigni sono bianchi». Ma nel 1697 l'esploratore olandese Willem de Vlamingh fece una scoperta sensazionale nel cuore dell Australia occidentale: il Cygnus atratus, nome scientifico del cigno nero, esisteva per davvero. Ovvero, come ha argomentato Nassim Nicholas Taleb, filosofo prestato con grande fortuna all arte della speculazione finanziaria, occorre tener conto del «mai visto», dell «apparentemente impossibile», ovvero dell evento che può modificare l esistente. Nel suo fortunato libro «Il cigno nero. Come l improbabile governa la nostra vita» (edito in Italia dal Saggiatore nel 2008) Taleb cita, a mo' di esempio, lo scoppio della Prima guerra mondiale, evento ritenuto improbabile dai contemporanei dopo un secolo senza conflitti su scala globale, la nascita di Internet che ha sconvolto i sistemi di business preesistenti, l attentato alle Torri gemelle dell 11 settembre In sostanza, un «cigno nero» si qualifica in tre modi: deve essere un evento raro; deve avere un impatto profondo sul tessuto sociale; infine, deve poter essere spiegato, seppur solo a posteriori. Secondo Taleb, un piccolo numero di cigni neri bastano a spiegare tutte le svolte significative sia dei singoli individui sia della specie umana, che si tratti di esperienze traumatiche (un incidente mortale di una persona cara) oppure dell irrompere di un idea o di un evento destinato a incidere con forza sull economia. Il libro di Taleb ha avuto la fortuna di apparire negli Usa nella primavera del 2007, giusto in tempo per fornire una spiegazione a posteriori della grande crisi scoppiata con il default dei primi mutui subprime. Taleb, oggi impiegato presso un hedge fund, è diventato uno degli opinionisti più ascoltati: la sua teoria sul cigno nero tende a costruire strategie difensive per i capitali, in grado di ridurre o annullare l impatto traumatico di un evento esterno, potenzialmente devastante. Anche se, dicono i critici, a forza di scrutare l orizzonte in cerca di cigni neri, si rischia di dimenticare che i loro cugini bianchi sono di gran lunga i più numerosi. 18 OUTLOOK OUTLOOK 19

12 Mondo Crisi finanziaria ed economia globale Cosa ci vuole per scegliere bene? Cosa ci vuole nella vita? Cosa serve per fare un affare? Ci vuole fiuto. La Manifattura Tabacchi, per chi ha fiuto. Oggi la Manifattura Tabacchi, che torna a pulsare di vita e di energia, rappresenta un occasione unica per investire nel nuovo centro storico Ampia scelta, elevata qualità per vivere e lavorare nel nuovo cuore di Modena. 30 uffici, 13 negozi, 8 laboratori, 77 residenze con box interrato. di Modena. Un area al centro di Le soluzioni abitative disponibili un importante riqualificazione, con sono tante: minialloggi, alloggi nuove vie di collegamento, nuove possibilità di interconnessione urbana, una fitta maglia di percorsi pedonali monopiano, loft, residenze su due livelli, appartamenti con giardini privati interni. Ogni unità è stata progettata pubblici. Un complesso destinato a con finiture di pregio e impianti diventare la Porta Nord d approdo al centro storico della città. tecnologici all avanguardia per favorire il massimo risparmio energetico. strazione Obama. Ma la convalescenza sarà lunga. Peggio va in Europa, nonostante i sussidi assai più pesanti e l'ostinazione a rinviare i provvedimenti necessari. Ma il settore si sta comunque attrezzando per tirare avanti senza incentivi. Di sicuro, dalla crisi esce un panorama industriale profondamente diverso: le aziende che vogliono stare sul mercato non possono più permettersi il lusso di essere «italiane» o nemmeno «europee», ma possono prosperare e vivere solo in una dimensione globale, se saranno pronte a sfruttare le prospettive della crescita indiana (leader per l'anno in corso con un potenziale di crescita a due cifre), senza cedere ai diktat locali. Infine, però, è senz'altro positivo che il Vecchio continente possa aspirare a crescere di un punto percentuale (o forse uno e mezzo) in un anno negativo per l'auto in tutta Europa. Magra consolazione, si può obiettare. Non a caso, passata la grande paura, proprio adesso esplode il rancore nei confronti della grande finanza, anche perché tardano a venire quelle nuove regole e quei nuovi controlli che, a parole, sono auspicati un po' da tutti. Ma, al di là della responsabilità di Goldman Sachs (una delle più grandi e affermate banche d'affari del mondo) nel truccare i veri conti della Grecia (ma il sospetto è che le autorità europee fossero a conoscenza L economia moderna è sempre più basata sullo scambio, il controllo e l interpretazione dei dati. La banda larga è la strada per il futuro, anche per l effetto di traino che ha sull occupazione. L Italia ha punte di eccellenza in questo settore della ricerca, ma sconta ancora la penuria di fibre ottiche nelle zone forti del Paese di certi meccanismi) o nel favorire gli attacchi all'euro tramite la manipolazione dei credit default swap, la sensazione è che la tragedia di Atene abbia permesso all'europa di conseguire due importanti risultati in avvio del 2010: conseguire il riallineamento nei confronti del dollaro e dello yuan, con beneficio dell'export; rilanciare, di fronte all'emergenza, la necessaria cooperazione all'interno della comunità, con un particolare riferimento al ruolo della Germania. Intanto, l'emergenza greca (affrontata dal governo con la stessa decisione con cui l'italia uscì dal baratro del '92) non deve far passare in secondo piano i successi dell'est. Tra i «tormentoni» del 2009, infatti, c'era il crollo prossimo venturo dell'europa orientale che avrebbe trascinato nel baratro le banche di Eurolandia (Intesa Sanpaolo e Unicredit, in particolare, comprese). Ebbene, la Polonia viaggia a un tasso di crescita del Pil del 2,5 per cento (un punto in più della media europea) e l'estonia è passata da uno sbilancio delle partite correnti del 17 per cento a un saldo positivo, dopo sacrifici tremendi che non hanno però intaccato la solidità del processo democratico; anzi, nel corso dell'anno i paesi baltici potrebbero raccogliere larga parte di quanto seminato. La situazione resta instabile, ma propizia per un hicadv.it Manifattura TABACCHI Vi aspettiamo nell unico Ufficio Vendita di Via Sant Orsola, 86. Tel Orari: tutti i giorni dalle 9,30 alle 12,30; dalle 15,30 alle 19,30. Al sabato dalle 8,30 alle 12,30 (solo su appuntamento). 20 OUTLOOK

13 Mondo Crisi finanziaria ed economia globale salto di qualità. Giulio Tremonti, al grido di «il mercato dove possibile, il governo dove necessario», può così rilanciare l'idea di uno sforzo finanziario comune, destinato a dar spessore all'area della moneta unica: «coordinare, con trasparenza, le emissioni di titoli pubblici lasciando invariati i costi nazionali ma riducendo l'esposizione al rischio prodotta dalla speculazione finanziaria che noi stessi europei stiamo alimentando», agendo in ordine sparso per far fronte al finanziamento del debito pubblico. Chissà, forse è la volta buona per rilanciare la vecchia formula keynesiana della domanda pubblica, magari da sostenere con la rete della Cassa depositi e prestiti di tutta Europa piuttosto che con nuove iniezioni alla Banca europea per gli investimenti, ma anche con nuove euro emissioni che possano contare, come garanzia, sull'oro delle banche centrali al servizio della Bce. Non si tratta solo di rimettere in moto l'economia del Vecchio continente con le grandi opere (energia, ambiente, infrastrutture) ma soprattutto di correggere nel tempo un modello di crescita basato solo sull'export. Chissà, forse stavolta l'italia sarà ascoltata: il Bel Paese, novità che non va sottovalutata, riceve gli elogi delle agenzie di rating per la tenuta della finanza pubblica. E non solo: i salvataggi bancari in giro per il mondo hanno fatto saltare il confine tra debiti creati dal pubblico e dai privati (oggetto dei paracadute a favore degli istituti di credito), esaltando la capacità di risparmio delle famiglie italiane. Ed è un gran bel cigno bianco per il nostro futuro. L'importante è che l'italia eviti l'«effetto Ordos». Chi vuole scoprire l'ultima, folle cattedrale nel deserto dell'economia globale può rimirare su Youtube la città fantasma di Ordos, costruita dai cinesi nel cuore della Mongolia interna con l'obiettivo di ospitare un milione emezzo di abitanti. Peccato che, tre anni dopo la sua L iphone è uno dei simboli delle potenzialità che offrono le nuove tecnologie di comunicazione L Italia è diventata un esempio positivo, ricevendo gli elogi delle agenzie di rating per la tenuta della finanza pubblica. In più, i gravi problemi delle banche nel mondo, che hanno avuto bisogno dell intervento statale, hanno messo in luce la migliore situazione nazionale e la capacità di risparmio delle famiglie italiane ardita realizzazione, completa di alberghi stilizzati a forma di tende mongole, nessun cinese han o mongolo ci sia andato ad abitare. Così come nessuno dei tanti operosi commercianti della costa ha aperto bottega nell'enorme centro commerciale di Guangzhou (la Canton dei portoghesi), forse il più grande del pianeta, eretto da una municipalità in cerca di grandezza (e forte di un credito praticamente illimitato da sollecitare alle banche di Stato). Insomma, gli errori della Cassa del Mezzogiorno non sono una nostra esclusiva. Ma la Cina, con i suoi due trilioni di riserve valutarie, può permettersi (anche se non si sa fino a quando) di drogare la sua crescita con investimenti improduttivi. L'Italia, al contrario, deve giocare con giudizio le sue carte. A partire dalla banda larga di cui molto si parla, ma per cui poco si spende. Eppure il quadro è chiaro: l'economia moderna è sempre più basata sullo scambio, sul controllo e l'interpretazione dei dati. Basti considerare che le casse di una catena di grandi magazzini del calibro di Wal-Mart processano, in un'ora di transazioni con la clientela, 2,5 perabites di dati pari a circa la metà del contenuto della posta distribuita in un anno dal servizio postale americano. E questi dati, in arrivo da punti vendita in quattro continenti visitati ogni settimana da 200 milioni di clienti, sono ormai la base delle strategie commerciali del gruppo. Qualcosa di analogo, a giudicare dal balzo in avanti del traffico dati della rete Telecom fissa (quadruplicato tra il 2006 e il 2009), si è verificato anche in Italia. E il fenomeno tende ad accelerare, anche per effetto del successo dell'iphone. Il risultato è la penuria di fibre nelle zone forti del Paese, mentre Telecom Italia, causa la situazione finanziaria, frena sugli investimenti soprattutto nelle reti di nuova generazione. È invece il caso di muoversi, anche perché la banda larga ha un forte effetto di traino sull'occupazione (diciotto volte se si calcola l'indotto, secondo il Cirm). Ultimo cigno bianco: nonostante tutto, l'italia dispone ancora di punte di eccellenza in questi rami della ricerca. Basti una visita ai Telecom Lab (ex Cselt) di Torino dove vennero effettuate la prime ricerche sulla tecnologia 3G. Qui si sta sperimentando la tecnologia Lte (long term evolution) la rete di nuova generazione mobile a banda ultralarga, destinata alle aree urbane di maggior traffico. Chissà, forse non è troppo tardi per rilanciare il valore aggiunto del made in Italy, recuperando certe ambizioni ed evitando certi errori. Insomma, la nostra stanca Penisola non è necessariamente condannata a essere quel brutto anatroccolo che appare dalle prime pagine dei quotidiani. la Posta testimone della nostra Storia OGGETTI PER CHI AMA COLLEZIONARE EMOZIONI 22 OUTLOOK

14 L approfondimento I protagonisti dell economia in Emilia-Romagna La crisi ha ristretto le fondazioni bancarie Essenziali alla vita delle nostre città, finanziano mostre, attività di ricerca scientifica, progetti di sviluppo industriale. Ma anche questi enti risentono del crack che l anno scorso ha fatto cadere più di un colosso finanziario. A stare meglio è chi si è svincolato dalla banca di origine, diversificando il portafoglio. E per il 2010, da Piacenza a Rimini, la parola d ordine è prudenza di Giorgio Costa Viaggio tra alcuni dei 19 enti della regione che valgono per la nostra economia oltre 200 milioni di euro In qualche caso hanno quasi dimezzato gli importi erogati ma, spesso ridisegnando la geometria dei loro interventi per adeguarli al mutato contesto economico e sociale, le fondazioni bancarie restano un vero e proprio baluardo sul territorio a presidio della cultura, della ricerca, del sostegno all'economia e ora, sempre più, della tenuta sociale con forti interventi a tutela del welfare e delle fasce più deboli della popolazione. In totale, nel 2008 (ultimo dato aggregato disponibile) le 19 fondazioni attive in regione (un record nazionale) hanno erogato complessivamente poco meno di 234 milioni di euro (ma su questo versante la Toscana, grazie alla presenza della Fondazione Montepaschi ha il primato delle erogazioni con 368,4 milioni) e detengono un patrimonio che nel 2008 sfiorava complessivamente i 5,5 miliardi di euro. Fermo restando complessivamente il primato dell'arte e della cultura, in Emilia-Romagna è il settore educazione-istruzione-formazione a essere particolarmente seguito, con erogazioni complessive che sfiorano i 37 milioni, così come riceve non poche sovvenzioni anche il volontariato (24,2 milioni). Di certo, per effetto della pesante crisi finanziaria, i volumi complessivi delle erogazioni saranno in flessione rispetto al 2010 ma, per ora, i fondi di stabilizzazione stanno facendo fronte alle opere da completare e se il flusso dei dividen- Le fondazioni bancarie sono riconosciute soggetti essenziali per lo sviluppo economico delle comunità locali, per la tenuta del tessuto sociale, per la stabilità del sistema bancario, e non ultimo per la capacità di proposta e attuazione di importanti iniziative di respiro nazionale OUTLOOK 24 OUTLOOK 25

15 L approfondimento I protagonisti dell economia in Emilia-Romagna di tornerà a salire nel 2011 la situazione potrebbe normalizzarsi. Soffrono maggiormente (oggi, ma non bisogna dimenticare l'alta redditività degli anni passati) le fondazioni investite totalmente (o quasi) in titoli bancari, per così dire, della banca di riferimento (come è il caso, tra le altre, della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna che fa perno sui titoli Intesa Sanpaolo) mentre risultano in posizione migliore le fondazioni che si sono svincolate dalla banca di origine o, comunque, hanno diversificato il portafoglio (la Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola, per esempio, e non è l'unica). Per quel che riguarda le quattro fondazioni operanti nella provincia di Modena, pur nella diversa entità delle risorse erogate, sono tutte riuscite a mantenere pressoché inalterati i flussi diretti ai vari soggetti beneficiari. È «prudenza gestionale» il leitmotiv. A Modena ora se ne vedono gli effetti: «La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena», spiega il presidente Andrea Landi, che governa una realtà con un valore in patrimonio al 2008 di 754,8 milioni, terza in regione dopo Parma e Bologna, «intende mantenere nel tri- L atrio della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. A destra. il presidente Andrea Landi Modena I Focus su welfare, sviluppo economico e ricerca Nel 2010 la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena erogherà circa 35 milioni di euro, un dato in linea con il Un risultato reso possibile dai fondi di stabilizzazione e dal fondo «progetti futuri» (per un totale di oltre 14 milioni) oltre che, ovviamente, dalla politica di dividendi di Carimonte e da altri ricavi finanziari provenienti dai titoli in portafoglio. Per quel che riguarda la ripartizione degli interventi, il 37 per cento dei fondi andrà al settore arte, attività e beni culturali (12,95 milioni), la ricerca scientifica e tecnologica potrà contare su 7,35 milioni (21 per cento dei fondi), l assistenza agli anziani avrà a disposizione 3,5 milioni (10 per cento dei fondi) così come la famiglia; agli altri settori ammessi alle erogazioni vanno 4,2 milioni (12 per cento). Sarà un anno, il 2010, in cui la fondazione presterà particolare attenzione alla crisi economica, con interventi sui fronti del welfare, dello sviluppo e della ricerca. Per contrastare la crisi economica, dal maggio 2009 a oggi la fondazione ha stanziato fondi per tre milioni di euro, assegnati ai quattro comuni capi distretto del territorio di competenza (Modena, Sassuolo, Pavullo e Castelfranco Emilia): serviranno a finanziare attività di contrasto del disagio sociale ed economico provocato dalla recessione e a intercettare, attraverso la mediazione dei servizi sociali comunali, i bisogni del territorio, incluso l housing sociale. Per quel che riguarda lo sviluppo economico, tra gli interventi mirati a rilanciare una progettualità di ampio respiro, si segnala l intervento per il recupero a uso culturale dell ex ospedale Sant Agostino. I lavori, per un importo di 40 milioni di euro, dovrebbero essere appaltati nella primavera estate del 2011, per concludersi, poi, a fine Infine, ricerca e innovazione. Obiettivi prioritari della fondazione nel 2010 saranno la formazione e l inserimento dei giovani nella ricerca, attraverso il finanziamento di contratti pluriennali di ricerca e l assegnazione di borse di studio di dottorato. Proseguirà l'attivazione dei bandi per la ricerca scientifica e tecnologica gestiti direttamente, come il bando per progetti di ricerca internazionale, del quale è in corso la seconda edizione. Sarà mantenuto anche il sostegno all edilizia universitaria, per venire incontro alle scarse risorse dell ateneo. «Le fondazioni sono state un ancora per le banche italiane», ricorda Mario Draghi, governatore della Banca d'italia. «Le hanno accompagnate nel rafforzamento patrimoniale anche nella fase più tempestosa della crisi. Le stanno accompagnando ora nella debole ripresa che si prospetta» «Nel triennio manterremo le erogazioni intorno ai 35 milioni di euro all anno», spiega Andrea Landi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, «grazie anche a un portafoglio finanziario diversificato e alle riserve accantonate negli scorsi anni» La scheda I Le fondazioni bancarie in Italia Il bilancio 2008 Il patrimonio contabile delle fondazioni bancarie, in base ai bilanci chiusi al 31 dicembre 2008, ammonta a milioni di euro, mentre il valore reale del patrimonio è stimato in quasi 55 miliardi di euro, con una plusvalenza potenziale di circa sei miliardi. Il valore contabile del patrimonio ha registrato una crescita del +0,2 per cento, con un incremento netto di 94 milioni di euro. L attivo delle fondazioni ammonta a 58,5 miliardi di euro e registra una crescita di 930 milioni (+1,6 per cento rispetto al 2007). La struttura generale degli investimenti non è mutata rispetto all anno precedente; infatti l attivo è costituito, come nel 2007, per oltre il 97 per cento da attività finanziare, mentre le immobilizzazioni materiali e immateriali rappresentano solo il 2,1 per cento. Le variazioni, al contrario, sono rilevanti nell ambito delle attività finanziarie, in cui emergono con una netta prevalenza gli strumenti finanziari immobilizzati che arrivano al 62 per cento circa dell attivo, in sensibile aumento rispetto al 2007 (51 per cento). Queste variazioni riflettono una ricomposizione degli investimenti delle fondazioni. In particolare, dall evoluzione delle componenti dello stato patrimoniale emerge che, per affrontare la crisi dei mercati finanziari del 2008, le fondazioni, da un lato, hanno privilegiato l esposizione verso titoli immobilizzati a lunga scadenza, meno sensibili alle fluttuazioni dei mercati; dall altro, per una parte residuale delle risorse, hanno scelto di rimanere molto liquide, in attesa di verificare l andamento del mercato finanziario. Le fondazioni bancarie operano destinando all attività istituzionale una quota dell avanzo dell esercizio, cioè dei proventi che derivano dall investimento delle disponibilità patrimoniali al netto dei costi e delle imposte. Per l intero sistema delle fondazioni, l accantonamento è pari a 606 milioni di euro (1.121 nel 2007) e rappresenta il 30,6 per cento dell avanzo della gestione, contro il 32,5 per cento dell anno precedente. All attività istituzionale, comprendendo anche gli stanziamenti ai fondi per l attività futura, è andato il 73,3 per cento dell avanzo di gestione pari a 1.453,8 milioni di euro, rispetto ai 2.317,5 del I beneficiari delle erogazioni sono sempre soggetti che perseguono finalità non lucra- L attività delle fondazioni Erogazioni Totale 2007 Totale 2008 milioni di interventi milioni di interventi 1.715, , di cui: % sugli % sugli interventi interventi arte, attività 524,2 35,9 513,1 36,4 e beni culturali ricerca scientifica 250,2 6,9 252,8 7,0 e tecnologia sviluppo locale 166,6 4,5 154,3 5,0 famiglia 14,8 0,5 15,3 0,6 Fonte: Acri tive di pubblico interesse. Oltre due terzi va a soggetti privati no-profit (fondazioni, associazioni, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali): nel 2008 hanno ricevuto il 63,2 per cento del totale (62,7 nel 2007). Il terzo rimanente (36,8 per cento) va a soggetti pubblici (enti locali e pubblica amministrazione). La distribuzione territoriale Delle 88 fondazioni bancarie presenti nel Paese, 47 fondazioni hanno sede nel nord, con un patrimonio di circa 33 miliardi di euro, pari al 67,7 per cento del totale. In Italia sono 18 le fondazioni di grandi dimensione (tra cui anche Modena e Bologna), con il 76,9 per cento del patrimonio complessivo del sistema. In particolare nel nord ovest, dove risiedono cinque dei 18 enti di grandi dimensione, il valore medio del patrimonio è il doppio della media generale (1.100 milioni di euro I settori più finanziati: arte e cultura educazione, istruzione e formazione sviluppo locale ricerca scientifica e tecnologica volontariato contro 555 milioni). Il nord est ha una presenza più diffusa di fondazioni (30), ma un valore medio del patrimonio lievemente più contenuto della media (479 milioni). Il centro, che pure conta 30 fondazioni, ha valori patrimoniali medi prossimi a quelli del nord est (452 milioni). Il sud e le isole pesano meno nel sistema complessivo: sul territorio sono presenti undici fondazioni, con un patrimonio medio di 201 milioni, ben al di sotto della media nazionale. 26 OUTLOOK OUTLOOK 27

16 FINANZA PER L IMPRESA L approfondimento Vignola I Un fondo straordinario per le famiglie «Continueremo il nostro impegno sia nel campo della ricerca sia in quello del welfare», annuncia Fabio Roversi Monaco, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, «anche se dobbiamo fare i conti con risorse inferiori rispetto al passato» Da alcuni anni le erogazioni della fondazione di Vignola hanno raggiunto il tetto di 1,8 milioni di euro annui e sono rimaste costanti. Non ha fatto eccezione il 2009 e non farà eccezione neppure il 2010, nel quale sono previste erogazioni di identico ammontare. Quindi, nessun riflesso sulla quantità dei finanziamenti hanno avuto gli eventi che hanno colpito i mercati finanziari negli ultimi due anni. La scelta di quest anno è di fare uno sforzo particolare in direzione del welfare e delle famiglie, tenendo conto del momento di crisi economica e sociale. Il settore nel quale tradizionalmente l ente investe la maggior parte delle risorse, è quello dell arte e della cultura: la scelta è inevitabilmente condizionata dal fatto che la fondazione è proprietaria della Rocca di Vignola, della quale cura gestione, valorizzazione e manutenzione. A questo è indirizzato il 51 per cento delle erogazioni. Seguono il settore dell istruzione e della formazione, cui è destinato il 17 per cento dei finanziamenti, con un forte sostegno alle scuole, e quello della ricerca scientifica e tec- nologica, cui è destinato un ulteriore 16 per cento delle risorse. In tale settore, oltre alle erogazioni destinate alla ricerca scientifica «pura», è assicurato annualmente il sostegno a iniziative a supporto della ricerca applicata e dell innovazione tecnologica, di grande interesse per le imprese: si tratta di attività svolte nell ambito del progetto «Intraprendere», realizzato dalla Provincia di Modena con la collaborazione di numerosi enti e associazioni, nonché del progetto «Dall idea al prototipo» realizzato in collaborazione con Democenter- Sipe e l Università di Modena e Reggio Emilia. Tuttavia, la novità più rilevante del 2010, quanto a destinazione delle risorse, è l erogazione «Fatta la scelta di non controllare la banca ma di dedicarci al territorio», ricorda Giovanni Zanasi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola, «una forte prudenza gestionale ci ha consentito di erogare le contribuzioni senza problemi» Giovanni Zanasi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola, e la sede all interno della Rocca cittadina straordinaria, aggiuntiva rispetto a quella già esistente, di euro a favore di un fondo, costituito assieme all Unione Terre di Castelli e alla Regione Emilia-Romagna, a sostegno delle famiglie colpite dalla crisi economica. A favore delle attività socialmente orientate sono previste complessivamente erogazioni pari al 16 per cento delle risorse. L obiettivo della fondazione di Vignola è quello di mantenere fermi anche nei prossimi anni i livelli erogativi raggiunti grazie, da un lato, alle riserve accantonate negli esercizi precedenti e, dall altro lato, a una politica di diversificazione degli investimenti che ha consentito fino ad ora di non accusare perdite. BANCA POPOLARE DELL EMILIA ROMAGNA BPV - S.GEMINIANO E S.PROSPERO UNICREDIT BANCA UNICREDIT CORPORATE BANKING BANCA CR FIRENZE BANCA CRV CASSA DI RISPARMIO DI VIGNOLA BANCA EMILVENETA BANCA MODENESE CARIPARMA CARISBO CASSA DI RISPARMIO DI CENTO credito alle PMI CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA CREDEM FEDERAZIONE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO SANFELICE 1893 BANCA POPOLARE Modena Via Ganaceto, 134 Tel ennio un livello stabile di erogazioni, individuato in un valore di milioni di euro all'anno. Obiettivo reso possibile dai ricavi di un portafoglio finanziario diversificato e dalle riserve accantonate negli anni in cui i dividendi Unicredit erano superiori». La fondazione di Modena ha sia una partecipazione diretta sia una partecipazione indiretta in UniCredit Spa, attraverso la partecipata Carimonte Holding, che detiene il 3,165 per cento del capitale totale del gruppo. Le altre partecipazioni sono in Cassa depositi e prestiti, Hera, Enel, Eni, Terna e Democenter Sipe. Anche a Carpi, almeno sui conti della fondazione cittadina, l'impatto della crisi èabbastanza modesto. «I nostri obiettivi», spiega il presidente Gian Fedele Ferrari, 19 fondazioni presenti in Emilia-Romagna 5,14 miliardi di euro di patrimonio 234 milioni di euro erogati nel 2008 Il valore patrimoniale delle fondazioni bancarie in Emilia-Romagna nel 2008 Fondazione milioni di Cassa di Parma 956,1 Cassa di Bologna 782,5 Cassa di Modena 754,8 Cassa di Forlì 404,7 Cassa di Piacenza e Vigevano 401,0 Cassa di Carpi 308,0 Monte di Bologna e Ravenna 206,9 Cassa di Ferrara 178,5 Cassa di Reggio Emilia 173,1 Cassa di Imola 162,7 Cassa di Ravenna 147,2 Cassa di Rimini 135,1 Monte di Parma 119,9 Cassa di Mirandola 117,5 Cassa di Cesena 114,8 Cassa di Vignola 77,8 Cassa di Cento 53,8 Cassa del Monte di Lugo 35,6 Cassa di Faenza 16,4 Fonte: elaborazione su dati Acri di queste (Parma, Modena e Bologna) appartengono al gruppo delle 18 fondazioni maggiori in Italia (che complessivamente gestiscono un patrimonio di oltre 37 miliardi di euro) IL CONFIDI PER LE PMI MODENESI 28 OUTLOOK OUTLOOK 29

17 L approfondimento «Il documento previsionale per il 2010 risente di una diminuzione delle erogazioni», spiega Carlo Gabbi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma. «Intendiamo concentrarci su progetti che rispondano alle esigenze sociali dei cittadini» Carpi I Più finanziamenti per l innovazione L attività finanziaria condotta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi ha consentito non solo di confermare la capacità erogativa pianificata tre anni fa nel documento programmatico pluriennale , ma anche di provvedere a un incremento delle risorse disponibili in presenza di iniziative di particolare beneficio e urgenza, nel frattempo emerse. Gli stanziamenti preventivati di sei milioni di euro l anno, a fronte di progetti particolarmente rilevanti, sono stati portati a otto milioni nel 2008, a sette milioni nel 2009 e potranno essere incrementati nel 2010, in relazione a richieste di specifica rilevanza. In merito ai singoli settori d intervento, per il 2010, la fondazione ha destinato euro al sostegno dello sviluppo locale e ha deliberato 1,5 milioni di euro per la ricerca e l innovazione sul territorio, in particolare a sostegno dell ambito biomedico e biotecnologico, per realizzare in collaborazione con l Università di Modena e Reggio una stazione di sequenziamento del genoma. Particolare attenzione è rivolta al welfare in risposta alla crisi economica: è stato predisposto nel 2009 uno stanziamento straordinario anticrisi di euro che è stato devoluto per aiutare le persone che, a causa dell interruzione del lavoro per licenziamento, cassa integrazione o non rinnovo del contratto, si trovavano a rischio di sfratto o del taglio delle utenze domestiche. E, nel caso di un protrarsi delle difficoltà per le famiglie, si è pensato a un ulteriore consistente stanziamento di risorse anche per l intero La fondazione, inoltre, ha potenziato il progetto di microcredito sociale per ampliare la platea dei destinatari, estendendo gli interventi a favore di soggetti che si trovano ad affrontare i problemi causati del mutato clima economico e finanziario o che sono alla ricerca del primo impiego o ancora di una riqualificazione professionale. A riguardo, il fondo di garanzia costituito da euro messi a disposizione dall ente carpigiano e euro dalla Banca Popolare dell Emilia-Romagna è stato incrementato di ulteriori euro. Inoltre, la protezione del welfare viene perseguita dando sostegno, per circa 1,5 milioni, a una serie di interventi a forte valenza sociale nei comuni di Carpi, Novi di Modena e «Nonostante il difficile periodo di crisi», spiega Gian Fedele Ferrari, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, «i nostri obiettivi rimangono il sostegno al welfare, alle amministrazioni locali, alla diocesi, all università» Gian Fedele Ferrari, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, e Palazzo Brusati Bonasi sede dell ente «nonostante il difficile periodo di crisi globale, rimangono gli stessi: assistenza al welfare, sostegno alle amministrazioni locali, alla diocesi, all'università e a tutti i fruitori abituali. Per il 2010 erogheremo sette milioni di euro, cioè un milione in più rispetto a quanto previsto nel piano triennale. Le erogazioni del prossimo triennio, , verranno definite dal consiglio di indirizzo in sede di elaborazione del documento programmatico pluriennale, ma la fondazione potrà operare senza particolare difficoltà in quanto può contare su un fondo di 24 milioni di euro». Una situazione facilitata dal fatto che, per quanto riguarda la gestione del patrimonio, «la fondazione», aggiunge ancora Ferrari, «ha progressivamente ridotto la propria esposi- zione sul comparto azionario e sta privilegiando un atteggiamento prudente, mantenendo un'elevata liquidità data l'estrema incertezza attualmente presente sui mercati finanziari». Spostandoci all'altro capo della provincia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola opera preminentemente nell'area pedemontana (comprendendo anche i comuni di Spilamberto, Marano e Savignano sul Panaro) e, ricorda il presidente Giovanni Zanasi, «fatta la scelta di non controllare la banca ma di dedicarci al territorio, una forte prudenza gestionale ci ha consentito di erogare senza problema le contribuzioni. Certo, però, la prudenza porta a modeste redditività e per i prossimi anni stiamo studiando un ponderato rientro nel patrimonio anche degli strumenti azionari per garantire maggiori entrate, ma sempre con grande oculatezza». E anche a Mirandola la prudenza ha pagato: «Per ciò che concerne la previsione economica riguardante l'esercizio 2010, si ritiene che il quadro degli assetti patrimoniali non dovrebbe modificarsi», commenta il presidente Edmondo Trionfini. «La diversificazione degli asset con l'inserimento di strumenti obbligazionari (governativi e corporate con rating superiori all'investment grade) già effettuata nel corso del 2008 e proseguita nel 2009, consente di stimare in maniera soddisfacente i flussi di reddito futuri». Ben diversa la realtà bolognese, dove la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna ha sensibilmente ridotto gli importi erogati, passando dai 64 milioni di euro del 2008 ai circa 40 milioni previsti nel 2010, anche se la progettualità non si ferma potendo attingere ad accantonamenti per circa 100 milioni. «Di sicuro porteremo a termine il progetto di Museo della città di Bologna che sarà fisicamente completato e pagato entroil2011»,annuncia il presidente Fabio Roversi Mo- 30 OUTLOOK OUTLOOK 31

18 L approfondimento I protagonisti dell economia in Emilia-Romagna Mirandola I Priorità all istruzione e al volontariato Edmondo Trionfini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, e l interno della sede nel Castello dei Pico La fondazione (117 milioni di patrimonio a fine 2008) deriva dalla Cassa di Risparmio di Mirandola, fondata nel 1863 dal consiglio comunale della città, che ha incorporato: nel 1927 la Cassa di Risparmio di Concordia sul Secchia, istituita nel 1871 dal comune di Concordia, la Cassa di Risparmio di Finale Emilia, istituita nel 1886 dalla locale Società operaia; nel 1941 il Monte di Credito su Pegno di Mirandola, istituito nel 1495 dai Padri minori osservanti; nel 1949 il Monte di Credito su Pegno di Finale Emilia, istituito nel 1554 dalla comunità locale; nel 1973 il Monte di Pietà di San Felice sul Panaro, istituito nel 1584 dalla comunità locale. Una lunga storia di aggregazioni, dunque, che ha condotto a una fondazione di medio-basso livello di patrimonio, del tutto svincolato però dalle azioni delle banche sottostanti e per la gran parte investito in titoli obbligazionari. Una scelta di prudenza che probabilmente ha pagato meno negli scorsi anni, in cui il boom dei titoli bancari ha fatto correre le fondazioni maggiori, ma che oggi sicuramente premia l ente di Mirandola che, nonostante la crisi finanziaria, si può confortare con «stime abbastanza rassicuranti», come si legge nel documento di programmazione annuale, «sul flusso finanziario per il 2010». Così, nel complesso, per quest anno si prevedono erogazioni per 2,2 milioni di euro di cui dedicati all arte e ai beni culturali, alle attività sportive e il restante (circa 1,1 milioni) al welfare, con particolare attenzione all educazione e all istruzione ( euro), al volontariato e alla filantropia e alla famiglia (insieme ricevono euro) e alla salute pubblica ( euro). «Questa previsione di bilancio è stata formulata con criteri prudenziali e, come consuetudine, sulla scorta di dati ed elementi oggettivi già acquisiti», si legge nel documento. E in considerazione del buon andamento attuale e in previsione del positivo flusso di reddito costante per il prossimo triennio, per l anno in corso la fondazione ha deciso di aumentare del 10 per cento le risorse necessarie alle erogazioni nei settori rilevanti, portando così a 2,2 milioni di euro il totale dei finanziamenti. «Riteniamo che il quadro degli assetti patrimoniali» commenta Edmondo Trionfini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, «ci permetterà di non modificare l entità dei nostri finanziamenti nel 2010» naco. «E continueremo il nostro impegno sia sul fronte della ricerca, in particolare sulla sclerosi multipla e sulle nanotecnologie, sia riguardo al welfare. Purtroppo dobbiamo fare i conti con risorse a disposizione un po inferiori, proprio a causa della contrazione dei dividendi che riceviamo annualmente». Forte flessione degli investimenti anche per la Fondazione Cassa di Risparmio di Parma (prima in Emilia-Romagna per valore patrimoniale, 956,1 milioni nel 2008): sulla base della previsione dell'avanzo di esercizio 2010, una volta effettuati gli accantonamenti obbligatori e quelli alla riserva per l'integrità del patrimonio, i fondi per le erogazioni risulteranno presumibilmente pari, complessivamente, a 15 milioni di euro, a fronte dei 23 milioni del 2009 e dei circa 40 del «Il documento programmatico previsionale per il 2010 risente sensibilmente della diminu- «Attraverso operazioni di natura patrimoniale è stato possibile dotare il fondo di stabilizzazione delle erogazioni», commenta Piergiuseppe Dolcini presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, «in modo da integrare i proventi da investimenti finanziari e garantire al territorio il supporto nella misura stabilita» OUTLOOK 33

19 L approfondimento I protagonisti dell economia in Emilia-Romagna Gruppo Sirio. La libertà di sentirsi protetti. Sentirsi sicuri, significa sentirsi liberi. Di vivere, di abitare, di lavorare con serenità. Per una protezione efficace e discreta, che garantisca tranquillità senza invadere i tuoi spazi, c è Gruppo Sirio, leader nei servizi di sicurezza per imprese e privati, capace di rispondere in modo mirato, innovativo ed efficace ad ogni esigenza di protezione. Tecnologie e persone a garanzia della tua sicurezza. zione dei prevedibili redditi», spiega il presidente Carlo Gabbi, «indotta dal cautelativo indirizzo strategico del settore bancario, sul quale la fondazione è investita per il 90 per cento, e attualmente volto a privilegiare il rafforzamento dei coefficienti patrimoniali in luogo della distribuzione di reddito. In tale contesto, pur vedendo diminuire i nostri redditi (ma la capacità erogativa rimane in linea con la media regionale delle fondazioni), ci concentreremo su progetti che prevedano ricadute sul reale benessere sociale dei cittadini, in particolare di coloro che appartengono ai segmenti più deboli e vulnerabili della società». Anche per un'altra delle fondazioni big della regione, quarta nella graduatoria del valore patrimoniale detenuto a fine 2008 (404,7 milioni), la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, le sue erogazioni stimate per il 2010 sono state definite in stretta correlazione con quanto evidenziatosi in termini di andamento dei mercati finanziari e anche attraverso il ricorso al fondo di stabilizzazione delle erogazioni al fine di garantire la copertura degli impegni assunti. Il quadro che ne è derivato è tale da consentire un impegno complessivo in linea con il programma pluriennale di attività Per quest'anno è stato, infatti, previsto un investimento sul territorio pari a 8,16 milioni contro gli 8,6 programmati nel In particolare, nel 2010 aumenterà dell'1,6 per cento l'impegno nel settore sviluppo locale (1,3 milioni di euro) e della stessa percentuale varierà il supporto a volontariato, filantropia e welfare (oltre euro). Frenerà del 5,7 per cento l'impegno nel settore della ricerca scientifica e tecnologica (1,3 milioni) ma continuerà il sostegno all'attività di ricerca del polo universitario forlivese e, soprattutto, a quella di Rinnova (Romagna Innovazione Srl), società creata dalla fondazione forlivese insieme a quella di Cesena, all'ente camerale locale e all'università di Bologna allo scopo di promuovere la ricerca scientifica e l'innovazione attraverso il trasferimento tecnologico, a favore sia del sistema dell'impresa sia del settore pubblico. «Il lavoro compiuto dalle commissioni appositamente costituite per definire i programmi per l'anno in corso nei diversi settori di intervento è stato particolarmente complesso», sottolinea il presidente Piergiuseppe Dolcini, «perché svolto in una situazione resa oggettivamente precaria dall'andamento ancora imponderabile dei mercati finanziari. La nostra scelta, quindi, è stata allo stesso tempo prudente (con la previsione di un budget che anche per il 2010 risulta ridotto rispetto al 2008 e che è quindi da gestire con strategie che privilegino specifiche priorità) e lungimirante, perché attraverso operazioni di natura patrimoniale è stato possibile dotare il fondo di stabilizzazione delle erogazioni in modo da integrare i proventi da investimenti finanziari e garantire al territorio il supporto nella misura stabilita. Tutto questo ha prodotto un contenimento medio delle erogazioni di circa il 20 per cento nel 2009, anno nel quale altre fondazioni, assai più patrimonializzate, hanno operato una riduzione anche del 50 o addirittura del 60 per cento. Nondimeno la fondazione ha garantito il rispetto degli impegni assunti sui progetti strategici (come cultura, ricerca, sanità e assistenza domiciliare), ma ha anche promosso e assicurato risorse a progetti non previsti, resisi necessari per l'emergenza lavoro e per le situazioni di disagio economico-familiare dovute alla crisi». Il salone del consiglio di amministrazione della fondazione di Modena OUTLOOK 35

20 Economia Le nuove frontiere del commercio internazionale Il rapporto Ice-Prometeia sulle esportazioni italiane prevede un aumento del 3 per cento nel prossimo biennio EXPORT La barra punta su Cina, India e Brasile Per agganciare i mercati emergenti il made in Italy deve abituarsi a navigare in mari lontani e a superare la frammentazione del tessuto produttivo con fusioni e aggregazioni. Solo così si imbocca il sentiero della ripresa economica di Federica Vandini Iprodotti del made in Italy dovranno macinare migliaia di chilometri in più rispetto al passato per percorrere il sentiero della ripresa economica. La strada è quella che porta ai mercati emergenti del Bric, in particolare l'area Brasile-India-Cina, via obbligata per rianimare l'export e, di conseguenza, l'economia di un Paese ad alta vocazione di esportazioni. Biennio commercio mondiale +6% esportazioni italiane +3% 36 OUTLOOK

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