IN..FORMA CALENDARIO DELLE ATTIVITÀ 2010 ESCURSIONISMO ADULTI E RAGAZZI

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1 ESCURSIONISMO ADULTI E RAGAZZI Data / / / / / / / CALENDARIO DELLE ATTIVITÀ 2010 Mezzo Montalbano (con guida) Foresta della Valle Benedetta (LI) Settimana bianca in Val di Fassa Passo dei Mandrioli - Verghereto (neve) Parco dell Uccellina - Foce dell Ombrone Monte Labbro (con guida) Calvana Muraglione - Acqua Cheta - San Benedetto in Alpe Farnocchia - Pomezzana Pitigliano - Sorano - Sovana Passo Croce - Isola Santa Raduno Trekking gruppi UISP Falterona Passo Cirone - Rifugio Lagdei Doganaccia - Scaffaiolo - Casetta Pulledrari Settimana Verde Berlino Trekking da rifugio a rifugio Levanto - Monterosso Il Bramito del Cervo (con guida) Il Chianti fiorentino Monte Prado Ballottata Gita turistica Larderello (con guida) Le Crete senesi (con guida) Pungitopo Le attività di un giorno programmate con Bus saranno effettuate solo al raggiungimento dei 25 partecipanti. Altre soluzioni possono essere proposte dal Capogita, come lʼutilizzo dei mezzi propri o lʼaumento del costo della gita. mezzi propri bus nave treno Spedizione in abbonamento postale -70% - Firenze Registrazione Tribunale di Firenze n 5120 del 26/11/ Dir. Resp. Iovi Riccardo Consegnato al CPM Firenze il 16/01/2010 Il Valico - c/o S.M.S. Rifredi Via Vittorio Emanuele FIRENZE Telefono - Fax Il Valico a Torino Foto di Marco Nardoni IN..FORMA Anno 10 - Numero 2 Febbraio

2 Direttore Responsabile: Iovi Riccardo - Redazione: Il Consiglio Direttivo La Redazione si riunisce all inizio di ogni mese per sviluppare il Notiziario. Saranno presi in considerazione gli scritti dei Soci che perverranno alla Redazione entro la fine del mese antecedente la riunione. Tutto il materiale arrivato dopo questo termine o in eccesso rispetto all impaginazione verrà diluito sui numeri successivi. CONCORSO SCRITTURA Cari soci, più volte nel giornalino abbiamo cercato di sollecitare l invio da parte vostra di articoletti, commenti, resoconti di gite effettuate, critiche, suggerimenti, ma soltanto pochi volonterosi si sono cimentati in questa attività. Eppure noi non crediamo che per scrivere un breve articolo occorra tanto tempo e neppure grandi capacità letterarie. Basterebbe un po di buona volontà e la voglia di condividere le esperienze. Proprio per spronarvi abbiamo pensato a un concorso di scrittura. Durante quest anno cercate di inviare più materiale alla nostra redazione. Ci sarà una giuria che vaglierà i vostri lavori e durante la presentazione del programma, insieme alla premiazione del concorso fotografico, saranno premiat1 anche gli articoli che hanno colpito di più la giuria. Nei prossimi numeri definiremo dettagliatamente le modalità, ma nel frattempo... aspettiamo i vostri racconti. I GRADI DI DIFFICOLTÀ Con lo scopo di semplificare la comprensione delle sigle che identificano i gradi di difficoltà indicati nelle varie escursioni, si riportano qui di seguito le scale delle difficoltà individuate dall associazione nazionale Guide Alpine: T = TURISTICO Itinerari che si sviluppano su stradine, mulattiere o comodi sentieri. Sono percorsi abbastanza brevi e ben evidenti. Sono escursioni che non richiedono particolare esperienza o preparazione fisica. E = ESCURSIONISTICO Itinerari che si svolgono su sentieri in genere segnalati, ma di maggior impegno fisico e di orientamento. Si snodano su terreno vario (boschi, pascoli, ghiaioni, ecc.). Possono esservi brevi tratti con neve, facili e non pericolosi in caso di scivolata. Sono escursioni che possono svolgersi su pendii ripidi, anche con brevi tratti esposti. Questi sono però abbastanza protetti o attrezzati e non richiedono l uso di attrezzatura alpinistica Questi itinerari richiedono una certa abitudine a camminare in montagna, sia come allenamento che come capacità d orientamento. Occorre avere un equipaggiamento adeguato. Costituiscono la maggioranza dei percorsi escursionistici che si snodano in montagna. EE = ESCURSIONISTI ESPERTI Itinerari non sempre segnalati e che richiedono una buona capacità di muoversi sui vari terreni di montagna. Possono essere sentieri o anche labili tracce che si snodano su terreno impervio o scosceso, con pendii ripidi e scivolosi, ghiaioni e brevi nevai superabili senza l uso di attrezzatura alpinistica. Necessitano di una buona esperienza di montagna, fermezza di piede e una buona preparazione fisica. Occorre inoltre avere un equipaggiamento ed attrezzatura adeguati, oltre ad un buon senso d orientamento. EEA = ESCURSIONISTI ESPERTI CON ATTREZZATURA ALPINISTICA Itinerari che richiedono l uso di attrezzatura da ferrata (cordini, imbracatura, dissipatore, casco, ecc.). Possono essere sentieri attrezzati o vere e proprie vie ferrate. Si rende necessario saper utilizzare in sicurezza l equipaggiamento tecnico e avere una certa abitudine all esposizione e ai terreni alpinistici. LA FATICA Allo zoo di Tozeur, anche gli animali fanno pubblicità! Su ciascun itinerario proposto è indicata, con le sigle F (poco faticoso), FF (faticoso), FFF (molto faticoso), la fatica necessaria per percorrerlo. Questa valutazione viene assegnata da chi ha proposto l escursione, prendendo in considerazione i dislivelli, il tempo di percorrenza ed il tipo di terreno. Ciascun partecipante dovrà considerare questa valutazione puramente approssimativa e valutare, in base al proprio allenamento, la possibilità di partecipazione. Foto di Riccardo Per proseguire nella realizzazione del notiziario è indispensabile ricevere materiale dai Soci. Sono gradite: Foto, Frasi, Racconti, Impressioni, Domande, Proposte e quanto altro vorreste vedere pubblicato nei prossimi numeri. 2 Per informazioni ed iscrizioni alle gite rivolgersi tutti i martedì dalle 21,30 alle 22,30 presso la sede del gruppo c/o S.M.S. Rifredi - Via Vittorio Emanuele II, Firenze Auguri a tutti i nostri Soci che compiono gli anni in questo mese 15

3 5 A seguito dei continui problemi che manifesta il PC attualmente in uso, viene deciso di acquistare un nuovo PC da mettere in rete con quello vecchio (dopo averlo ripulito e sistemato) in modo da gestire dalle due stanze anche le iscrizioni alle gite. La riunione termina alle 23,30. Come chiamare il Soccorso Alpino In caso di necessità, il Soccorso Alpino deve essere chiamato attraverso il numero unico del Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza 118 comunicando quanto segue: Da dove si sta chiamando (SPECIFICARE CHE SI E' IN MONTAGNA) Fornire subito il numero di telefono da cui si chiama Fornire l'esatta località dov'è ubicata l'area da cui si chiama Se in possesso di altimetro (tarato) fornire la quota del luogo dell'evento Fornire indicazioni di cosa è visibile dall'alto Dire cosa è successo, e lasciarsi in ogni caso intervistare dall'operatore Dire quante persone sono coinvolte nell'evento Dire quando è successo Fornire le proprie generalità Stabilire con certezza se la persona coinvolta ha difficoltà respiratorie; se è cosciente; se perde molto sangue Informare correttamente sull'esatta posizione del ferito (se seduto, se disteso, se supino, se prono, se appeso, ecc.) Lasciare il telefono da cui si è chiamato libero il più possibile Cosa non fare assolutamente: Lasciare un ferito da solo Farsi prendere dal panico Effettuare manovre di carattere medico di cui non si ha piena conoscenza Dare informazioni di cui non si è assolutamente certi Sperando che nessuno debba mai chiamare il Soccorso Alpino, ma sapere cosa fare al bisogno può essere utile. Il Presidente RIMPIANTI Rimpiango le lunghe code che eravamo costretti a fare negli uffici della SIP in via Masaccio, dell ENEL, del GAS. Nuove utenze, subentri, trasferimenti; per fare tutto ci si doveva mettere in coda ed avere pazienza. La soddisfazione però era di vedere in faccia l impiegato che ascoltava il tuo problema e cercava di risolverlo nel migliore dei modi. Ora tutto questo non esiste più. La tecnologia ha preso il sopravvento e le stesse operazioni si fanno per telefono ai famosi numeri verdi (che quasi sempre sono a pagamento). Non si vede più l impiegato dall altra parte della scrivania, ora è al di la del telefono e non si sa quanto gli interessa capire il tuo problema e risolverlo. E più difficile spiegarsi e se per caso devi fare una rimostranza fai prima a rinunciarci. Se vuoi parlare con l ufficio commerciale devi digitare 1, se vuoi conoscere le promozioni, il 2. Se il 3 o il 4 oppure il 5, il 6, il 7, l 8, il 9 o per parlare con un operatore lo 0. Quando hai ascoltato tutto, non ti ricordi quale numero devi comporre e allora si ricomincia. Se per caso riesci a completare il numero, l operatore è sempre oberato di traffico e ti risponderà quanto prima. Mi raccomando; non riattaccare per non perdere la priorità. Praticamente è quasi impossibile riuscire ad avere qualsiasi informazione tu abbia bisogno. Devi accontentarti di quello che ti viene offerto. Spesso, questo nuovo modo di offrirsi alla clientela permette a tanti call center con meno scrupoli di approfittarsi dell ingenuità o dell età dell interlocutore strappando un si che, anche pronunciato come conferma al proprio cognome, gli procura un contratto nuovo, un servizio non richiesto, o cambio del gestore. Sicuramente capiterà a tutti di rispondere in un giorno qualsiasi ad almeno una chiamata di un numero privato o sconosciuto e dover combattere con una gentile signorina, quasi sempre straniera che per guadagnarsi lo stipendio cerca di convincerti a farti dire un sì del quale ti pentirai per tutta la durata minima del contratto. Possibile che i nostri legislatori pensano a tutelare solo i loro interessi e se ne fregano dei disagi che queste grosse aziende procurano ai cittadini? Cosa ci vorrebbe a legiferare che tutti i contratti per essere validi devono avere obbligatoriamente la firma dell utente e non un semplice si strappato a forza? Riflettiamo e occhio! Riccardo CALENDE GRECHE. Nel calendario romano il primo giorno di ogni mese era detto Kalendae che significa chiamare, convocare. Il primo giorno di ogni mese, infatti, il popolo era convocato per ascoltare l'elenco dei giuochi, delle feste e degli avvenimenti che cadevano nei prossimi trenta giorni. I Greci non avevano le calende e fissare una cosa ad Kalendas graecas significava fissarla per un giorno che non sarebbe venuto. 14 3

4 14/02/2010 PASSO DEI MANDRIOLI - VERGHERETO Dislivello: Difficoltà: EE/FF Tempo (h): 6,00 Partenza: 6.30 Puccini Saschall Referenti: Brusa Minimo 25 partecipanti Cellulari: Quota di partecipazione: Adulti 15,00 - Ragazzi 8,00 Dal Passo dei Mandrioli, quota 1173 mt. prendiamo il sentiero di crinale n 00 e lo percorriamo attraversando una bella foresta di abeti e faggi. Aggirando da sud/ovest i rilievi di Zuccherodante e Montalto si oltrepassa il Passo Rotta dei Cavalli, quota 1172 mt. per arrivare a Poggio Tre Vescovi quota 1232 mt, il toponimo deriva dal confine di tre Regioni e tre province tempo circa ore 3,00 Da qui prendiamo il sentiero a sinistra, nel versante romagnolo in leggera discesa si arriva a Paggio Bastioni quota 1194 mt., fare attenzione ai segni. Si continua in discesa più accentuata fino a trovare le prime case diroccate, in località Montione. Si segue a destra fino a scendere a quota 650 mt., da qui in leggera salita su strada poderale si arriva a Verghereto quota 810 mt., tempo circa ore 2,30. Nella prima parte di questo tracciato confinando col Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, non sarà difficile imbattersi in Daini e Caprioli. Il sentiero non presenta difficoltà, il crinale è marcato da una strada forestale. Importante stare attenti a non deviare per i molti sentieri e mulattiere che attraversano il crinale. Il dislivello in salita è dovuto principalmente ai continui saliscendi sul crinale, con una salita più accentuata in prossimità del Montealto passando a quota 1275 mt. e la salita a Verghereto, quota 810 mt Alcune informazioni ricavate dal sito internet del Comune di Verghereto L antico borgo, è situato in posizione elevata, nell alta Valle del Savio in prossimità del valico di Montecoronaro, alle pendici del monte Fumaiolo, ad una quota di 812 mt. e conta ca abitanti. Nel 987 San Romualdo, fondò l abbazia di San Michele Arcangelo, lontana origine della comunità. Questo lembo dell Appennino ha svolto nei secoli una importante funzione di snodo : il valico di Montecoronaro era detto del trivio perché qui convergevano la via che dalla Valle del Savio portava a Roma, la via che veniva dal Montefeltro e quella che intersecava le altre due. Da questo valico passava la celeberrima via dei pellegrini diretti a Roma e detta pertanto, via dei Romei. All inizio del XV secolo, la Repubblica Fiorentina, cacciò i Guidi di Bagno e i loro alleati sino al quel tempo padroni di questi luoghi, cosi il territorio di Verghereto rimarrà legato alle vicende fiorentine fino al L economia è basata sull allevamento, sull artigianato e sul turismo. Narra la leggenda che il nome derivi da vergate, quelle che i monaci usarono per cacciare S. Romualdo colpevole di imporre le regole troppo rigide della riforma Benedettina. Il monaco fuggi via e valicando la cresta appenninica fondò il Sacro Eremo di Camaldoli. Vale la pena di ricordare che la Potesteria fiorentina di Verghereto è stata la più antica istituzione comunale della Valle del Savio. Verbale riunione del Consiglio 11/01/2010 Alle ore 21, 30 del giorno 11/01/2009 si riunisce il Consiglio per discutere il seguente O.d.G. 1 Gita Montalbano 2 Ciaspole 3 Denuncia di attività 4 Programma Acquisto PC Sono presenti i consiglieri: Brusa, Iovoi, Bellandi, Cellai, Matassi, Balestri, Tardoni, Randelli, Beleffi, Cianferoni, Torelli, Matteini, Meli, Mazzola, Delli, Versari. 1 Il Presidente conferma di aver preso accordi con la guida per l escursione sul Montalbano e, con il vettore Lazzi ha concordato i costi del bus per tutte le attività dell anno in corso. 2 Il consiglio su proposta di alcuni consiglieri ha deliberato di disfarsi delle vecchie ciaspole in quanto non utilizzate per la difficoltà nel portarle. Viene deciso l acquisto di 5 paia di ciaspole nuove TLS 225. Quelle vecchie verranno offerte ai soci al prezzo di 15,00 la coppia. 3 Il Consigliere Randelli presenta le statistiche delle attività dell ultimo trimestre A seguito delle suddette, dove emerge l alta percentuale di soci che non partecipano all escursionismo, Brusa e Bellandi relazionano sulla denuncia presentata all Agenzia delle Entrate (Modello EAS). Comunicano che mercoledì 13 alle ore 11 hanno appuntamento con il commercialista della UISP per definire le modalità organizzative delle attività. 4 Viene consegnato a tutti i consiglieri il calendario delle attività Si parla della gita a Pitigliano, per la quale si definisce la quota di partecipazione. Per la gita in Germania di fine agosto, viene deciso di rivolgersi ad un tour operator chiedendo preventivo per viaggio in pullman o in alternativa con aereo. Viene definita inoltre la scaletta per la serata della presentazione del programma. 4 13

5 Rimasi ad osservarli immobile, senza avere il coraggio di fare niente. L aria era fredda, la notte magnifica. Le stelle pullulavano nel cielo profondo e trasparente... Te ne intendi di stelle? mi chiese ad un tratto Trofida dopo un lungo silenzio. Di stelle? Non me intendo - Egli puntò il dito verso il Nord, vicino alla costellazione dell Orsa Maggiore Trofida disegnando col dito sul cielo e come toccando le singole stelle le nominava con precisione.. I due uomini ripresero il loro cammino, inghiottiti dalla pioggia e dalla nebbia che offuscava tutto. Le voci e le risate dei miei compagni, al caldo, dentro il rifugio, sembrava arrivassero da molto lontano, fuori, invece tutto era avvolto dal silenzio. Sopra di me il passo dello Stelvio. Tra poco sarebbe arrivato il pulmino che ci avrebbe portato lassù. Avrei voluto continuare a sognare, ma la porta si spalancò e mi berciarono nell orecchio Oh grulla, un lo vedi che sta piovendo! Vieni dentro, sennò ti bagni! Dopo qualche tempo presi il ritmo della marcia e non facevo nessuna fatica. Anzi il regolare dondolio e il silenzio che regnava intorno sembravano quietarmi, lasciandomi sognare Da L amante dell Orsa Maggiore di S.Piasecki LA TARTARUGA E L AQUILA UNA TARTARUGA PREGAVA UN AQUILA PERCHE LE INSEGNASSE A VOLARE E QUANTO PIÙ QUESTA LE DIMOSTRAVA CHE ERA COSA ALIENA DALLA SUA NATURA TANTO PIÙ L ALTRA INSISTEVA. ALLORA L AQUILA L AFFERRÒ TRA GLI ARTIGLI LA SOLLEVÒ IN ALTO E LA LASCIÒ CADERE. Sapevate che su una porta di Firenze esiste queta targa? Cena Auguri di Natale 18 dicembre 2009 Fiesole ore (ovvero i trenta temerari) Ragazzi che cena è stata! Sessanta iscritti e trenta partecipanti. Anziché domandarsi perché solo trenta ci sono andati, ci si dovrebbe chiedere: perché quei trenta ci sono andati?. Sembrava di essere a Cortina, altro che Fiesole. Quei trenta temerari hanno sfidato le intemperie, ma pur di esserci non si sono fatti intimorire dalla neve, che cadeva copiosa. Non hanno guardato al rischio che correvano arrampicandosi sulle irte salite che portavano ai tortelli, ma, confidando nella loro bravura derivata dall esperienza di guida sulla neve, si sono fatti chilometri dopo chilometri di strada innevata (due o tre al massimo!) e hanno messo le gambe sotto il tavolo. Alle sono cominciate le telefonate: Ma cosa si fa? Nevica, si va o non si va? Io non ho le catene, ce la farò ad arrivare? Io le catene ce l ho, ma non so come si fa a montarle. Arriverò al ristorante? Poi qualcuno me le monta? Io sono alle Lance torno indietro, c è troppa neve, non rischio. Io torno indietro, ho paura. E cosi via fino alle 22,00. Mentre arrivavano le telefonate i trenta temerari sgranavano: Antipasti, Tortelli, Peposo, Roast-Beef in abbondanza e cosi via fino all ottimo Millefoglie. Però, mentre divoravamo quel ben di Dio, tra boccone e boccone, pensavamo come fare per il rientro perché la neve aumentava sempre più. Anche a chi ostentava sicurezza gli giravano. La neve? Neve a sfare, non diminuiva d intensità anzi aumentava, tutto bianco, altro che Cortina, scenario bellissimo. La preoccupazione per il rientro aumentava, ci si domandava, ma lo spazzaneve sarà passato? E giù risposte sì, no, ma, forse. A quelli del ristorante si domandava: ma un posto per dormire c è l avete per noi? Risposta: Noooooo. E la preoccupazione saliva: chi senza catene, chi le aveva ma non sapeva montarle, chi le aveva ma non erano per il suo tipo di auto e qualcuno le catene non ha potuto montarle, indovinate perché? Con l umidità si erano ritirate, non arrivavano a chiudere, roba da urlo, ma alla fine, tutti siamo tornati a casa in sicurezza, anche colui con le catene ritirate è tornato a casa A PIEDI, ma c è tornato, se no che gruppo escursionistico siamo? Il prossimo anno non so se si rifarà la cena degli auguri, ma se si, credo che non sarà mai natalizia come quest anno. Alla fine un riconoscimento con un grazie anche ai gestori del ristorante che con onestà hanno preteso solo la quota di chi ha mangiato. UNA BELLA SERATA NEVOSA. Sandro Brusa 12 5

6 28/02/2010 PARCO DELL UCCELLINA - FOCE DELL OMBRONE Dislivello: Difficoltà: E/F Tempo (h): 4,30 Partenza: 6.45 Cure Puccini Referenti: Iovi Minimo 25 partecipanti Cellulari: Quota di partecipazione: Adulti 15,00 - Ragazzi 8,00 Bocca d'ombrone è la denominazione con cui viene indicato il luogo della foce a delta cuspidato del fiume Ombrone. La sua ubicazione è sul Mar Tirreno, nel territorio comunale di Grosseto. La località è classificata come sito di interesse comunitario ed è inclusa nel Parco naturale della Maremma, da dove è raggiungibile attraverso l'itinerario A7. A nord di Bocca d'ombrone si estende una zona umida, il Padule della Trappola, mentre a sud le opere settecentesche di canalizzazione volute dai Lorena hanno notevolmente ridotto le originarie aree palustri, che hanno lasciato spazio alla Pineta Granducale: l'unica zona priva di pineta a sud dell'ombrone è l'area denominata Le Macchiozze, mentre in prossimità del litorale a ridosso della foce rimane traccia della Salina di San Paolo. In prossimità della sponda meridionale dell'ombrone, proprio in corrispondenza della sua foce è situato il Casello Idraulico, nelle cui vicinanze vi sono vari punti per effettuare l'attività di birdwatching, visto il gran numero di uccelli migratori che si recano a svernare in questa area. L itinerario proposto inizia sull ultima ansa, molto accentuata, dove termina la lunga strada diritta cheproviene da Alberese. In questo punto lasciamo il pullman e traversiamo un campo coltivato che taglia tutta l ansa del fiume. Raggiunto nuovamente il corso d acqua, un sentiero costeggia il fiume finno alla foce. Durante il percorso, fatto possibilmente in silenzio per non disturbare la fauna presente, sarà possibile ammirare gli uccelli che popolano questa zona paludosa. Giunti alla foce, chi attraverso la spiaggia disseminata di tronchi d albero, chi attraverso la più comoda stradella nella pineta, torneremo a marina di Alberese e da qui, lungo la ciclabile che costeggia la strada arriviamo, costeggiando le paludi bonificate, al cancello del parco dove ci attenderà il pullman. Il giorno dopo fu molto diverso. Il bianco dei sassi non scintillava perché il sole non c era, il verde dei prati era pallido, il grigio cupo e il bianco panna delle nuvole si avvicendavano, lasciando intravedere, ogni tanto, dei brevi tratti di cielo, ovviamente azzurro. La salita, i respiri ansimanti, i rantoli di chi era rimasto indietro, le gambe tremolanti, i muscoli doloranti, le farneticazioni di coloro che avevano ancora la forza di parlare la nebbia velava il mondo oppure era il mio sguardo offuscato dalla stanchezza? Ad un tratto lo vidi. Bloccai Riccardo. Lo vedi anche te?- Gli chiesi, molto agitata. Mi rispose tranquillamente - Che cosa? Come, che cosa! Possibile che non vedesse niente! Era anche il mio cervello offuscato? Eppure lo distinguevo con estrema chiarezza. Non era troppo lontano dal nostro gruppo. Sembrava molto stanco, si accomodò lo zaino e andò avanti chinato, come se si volesse nascondere. Inciampava, barcollava a destra e a sinistra, sembrava avanzare solo per forza di volontà. Sentivo una crescente stanchezza Mi accomodai le fasce del fagotto e tirai avanti chinato Inciampavo, barcollavo a destra e a sinistra, e avanzavo piuttosto per forza di volontà che di muscoli. Dopo sette ore di cammino circa ci trovammo vicino al confine, nei pressi della quarta cantoniera. Sopra di noi si stagliava il passo dello Stelvio. Entrammo dentro il rifugio, il caldo tepore e il the bollente ci ridettero la carica. Con un senso di sollievo mi tolsi lo zaino e guardai fuori della finestra. Era là! Avanzava furtivamente, non potevo distinguere il suo volto perché si riparava, con le braccia, dalle sferzate dei rami degli alberi. Scavalcò uno steccato e sparì alla mia vista. Dopo sette ore di cammino da quando avevamo passato il confine, ci trovammo vicino al podere di Bombina. Era il luogo dove si faceva fuori la merce. Scavalcammo lo steccato del grande orto e ci infilammo furtivamente verso la stalla Io mi proteggevo il viso dalle sferzate dei rami degli alberi da frutta..nella stalla faceva caldo.. Sentii Trofida che diceva: - Buttate giù i fagotti e fatene un mucchio - Con un senso di sollievo mi scaricai dell insopportabile peso. Mi avvicinai alla signora che gestiva il rifugio, ma non ebbi il coraggio di chiederle niente. Convinsi Enzo a farlo per me. Imbarazzato si rivolse alla signora - Scusi, ehm, le volevo chiedere, non non esistono più i i contrabbandieri, vero? - La signora sgranò gli occhi e lo guardò come se fosse deficiente. I contrabbandieri adesso sono tutti in Puglia, rispose con una punta ironica nella voce. La delusione doveva trasparire dal mio volto, e, per non farlo capire agli altri, mi voltai verso la finestra. Vidi qualcosa che si stava muovendo. Mi precipitai fuori, incurante della pioggia. Lo vidi di nuovo! Ma non era solo, erano in due. L aria era fredda, magica, trasparente. L uomo più anziano indicava il cielo, le stelle, sembrava facesse dei disegni nell aria con il dito, stava spiegando qualcosa e l altro, il più giovane, annuiva e guardava in alto. 6 11

7 Da Livigno a Bormio ovvero: Allucinazioni in alta quota. (Rifugio-rifugio 10 anni or sono) Era la mia prima volta. Pur non avendo esperienza per questo genere di cose, avevo preparato uno degli zaini più leggeri di tutto il gruppo, e ci avevo infilato tutto il necessario. Perfino il filo interdentale. Calze, sciarpe, guanti eccetera, tutto era contato, pesato e misurato. Il Serafini mi convinse a portare un paio di scarpe di ricambio, così le misi dentro. Ma si rivelò una scelta balorda, non solo perché non le usai mai, ma soprattutto perché quei 300 grammi in più, mi scaraventarono al secondo o addirittura terzo posto nella graduatoria degli zaini leggeri. Era la prima volta, quella che passavo dall altra parte. Si era in dodici: io, altri nove contrabbandieri e il macchinista che conduceva il gruppo.. I nostri fagotti erano leggeri; ognuno di trenta libbre, ma erano voluminosi. La merce era di quella cara: calze, sciarpe, guanti bretelle, cravatte, pettini. Adriano, il macchinista che conduceva il gruppo, invece fu in grado di battere tutti quanti in fatto di leggerezza: abbandonò scarponi e zaino. Lui avrebbe volato con le spalle e i piedi liberi da ingombranti ed inutili pesi. Calzando i suoi sandaletti neri da mare, che mostrava orgoglioso ai compagni, cantilenava - Voi, che imbecilli, indossare gli scarponi! Guardate me, sto proprio bene con i sandali! E lo zaino, poi, chissà perché ve lo siete portato dietro!- Quasi subito, però, si rese conto che c era qualcosa che non quadrava in questo ragionamento. Ma cosa? Quando riuscì a recuperare un po di senno unito agli scarponi e allo zaino, potemmo finalmente iniziare le camminate tra prati, valli, sorgenti, laghi e laghetti. Di questo primo giorno mi ricordo soprattutto i colori, il verde brillante, il celeste cangiante dei laghi, le felpe colorate dei compagni, l azzurro deciso del cielo, e infine il vento che sferzava facendoci male agli occhi. Dopo pochi istanti ci mettemmo in marcia. Sgattaiolammo attraverso il prato lungo il letto di una torrente in secca. Trofida ci guidava. Ogni tanto egli si fermava e allora tutti noi rallentavamo il passo..la sera era tiepida. Le stelle lucevano come annebbiate sullo sfondo del cielo nero. Io facevo del mio meglio per stare vicino alla nostra guida. Adriano ci guidava. Ogni tanto si fermava e allora tutti noi potevamo fare le fotografie oppure la pipì. Io facevo del mio meglio per stare vicino alla nostra guida. Avanzavamo nell ignoto. Mi accorsi ad un tratto di aver perso di vista tutti gli altri. Mi precipitai avanti. Niente. Mi voltai. Dietro di me c era la Tiziana. Arrivammo al rifugio mezz ora dopo tutti. Ci immergemmo di nuovo nell oscurità e camminammo nel fango senza poter distinguere la strada. Avanzavamo nell ignoto misterioso. Mi accorsi ad un tratto di aver perso di vista Trofida. Mi precipitai avanti. Niente. 1. Il brodo di trippa mi ha detto un ragazzo esisteva davvero una cosa simile? Cʼè dietro una storia mio giovane amico se vuoi te la dico in poche parole. 2. Il popolo nostro a Firenze nei tempi parlar di miseria era un dolce eufemismo i grassi la dieta mangiare non posso ho il fegato grosso chissà che risate. 3. La cosa essenziale sfamar la famiglia assai numerosa con quella miseria il brodo di trippa dai ricchi ignorato ha tanto saziato il popolo amico 4. La grossa caldaia stracolma di brodo così in via DellʼOrto una bella donnona chiamata Emma dal viso ridente serviva la genta alle cinque di sera. 5. Chi andava e veniva con pentola o fiasco il nettare caldo per quattro soldini famiglia riunita la seggiola il tavolo il brodo di trippa col riso ed il cavolo 6. Il nobile e il ricco malati di gotta col grasso alla bocca morivan dʼinvidia il popolo smilzo colui che sʼarrangia è più bello di noi ma perché cosa mangia? 7. Codesti presunti ahimè buon gustai dicean peste e guai tappandosi il naso però a loro volta i palati più fini dal cul di beccaccia facevan crostini 8. Non era un segreto lʼamico sincero lʼaveva creato la fame la fetta San Frediano era noto alla luce avea dato la cosa più bella fiorentino spaccato Iʼ BRODO DI TRIPPA Maria Grazia Moretti 10 7

8 AUGURI di NATALE 18 dicembre Cena alla casa del popolo di Fiesole Siamo andati allʼargentario ed il tempo è stato discreto, dopo pranzo poi si è aperto uno squarcio di sereno tra le nuvole basse e di lassù abbiamo visto un panorama suggestivo di tutta la laguna, con Orbetello incastonato tra il Tombolo di Giannella e il Tombolo di Feniglia. Eʼ tutto merito del presidente, si diceva noi, ha ordinato il bel tempo. E la gita di Torino? anche in quei pochi giorni abbiamo avuto un tempo discreto, specialmente lʼultimo giorno trascorso alla Sacra di San Michele. Anche allora merito del presidente! La vera ed inaspettata sorpresa però è stata la cena degli Auguri di Natale che alcune volte può rivelarsi un poʼ noiosa. E che cosa ha fatto allora il presidente?.. ha ordinato la neve, per movimentarla un poʼ! Che la sua preghiera sia stata appassionata e particolarmente convincente è un dato di fatto, perché quando siamo arrivate a Fiesole nevicava così fitto che pareva di essere a Cortina. Da buone valicanti, io e Mery, siamo partite per tempo e dopo aver fatto una discreta coda per i viali, quando siamo arrivate in piazza Edison abbiamo notato che non era acqua, quella che cadeva, ma neve! grossi fiocchi di neve! Infatti Fiesole era già bianca allʼora di cena ed io mi stavo domandando cosa ci facevamo lì con la neve che cadeva fitta, fitta e la strada che si imbiancava sempre di più (e come avremmo fatto a tornare a casa). Arrivate fino alla casa del popolo per cercare di parcheggiare in pari con il muso rivolto verso Firenze ci siamo rese conto che lì la situazione era anche peggio, perché la strada diventa sempre più stretta e le stradine in salita di Borgunto erano impraticabili, perciò ritornate indietro in prima con cautela, parcheggiato davanti alla Coop e preso gli ombrelli ci siamo incamminate di nuovo verso la casa del popolo. La sala apparecchiata a festa per la serata, a parte noi ed una valicante arrivata con il bus, era vuota. Dalla grande vetrata affacciata sul parcheggio si vedevano scomparire sotto la coltre bianca della neve le poche macchine posteggiate. Nonostante questo non mi è venuta neanche un poʼ di preoccupazione, ero pervasa da una serena incoscienza, perché tanto la Mery aveva le catene a bordo!! Alla fine a tavola eravamo solo una trentina ed era già passata da un pezzo lʼora di cena: la metà non era partita o peggio era stata costretta a tornare indietro da piazza Edison, perché non si riusciva a salire. Il bus aveva interrotto le corse. Sandra e Marco, perseveranti, sono arrivati dopo il dolce. La cena è stata un andirivieni continuo per organizzare il rientro a casa e Sandro non ha avuto pace, finché non ha sistemato i valicanti temerari che erano riusciti ad arrivare senza catene. Noi due, invece di essere riaccompagnate abbiamo riaccompagnato, si fa per dire, il cognato ed il nipotino di Marzia ed un altro valicante, che però avevano lʼarduo compito, se volevano ritornare a Scandicci, di montarci le catene! E di corsa senza nemmeno avere il tempo di farsi gli Auguri e di prendere il caffè, la luce andava e veniva, ci siamo incamminati verso la piazza a recuperare le nostre auto e il ritorno insieme è stato surreale, in un silenzio ovattato e candido a perdita dʼocchio sembrava che tutto fosse stato ricoperto da soffice panna montata Le catene,. avevo paura che si prendesse una congestione, perché il cognato di Marzia, senza giaccone, ginocchioni sul parasole nella neve, ha cominciato ad avvolgere intorno alla gomma la benedetta catenella che non voleva saperne di farsi agganciare, mentre noi cercavamo di coprirlo con lʼombrello, perché fioccava ancora. Con mille difficoltà e le mani quasi congelate alla fine ci è riuscito e poi infreddolito e bagnato fradicio si è messo alla guida e ci ha riportati sani a salvi a casa, dopo aver schivato qualche imbecille che slittava per la discesa davanti a noi. Altri due valicanti sfortunati non potendo montare le catene sono dovuti tornare purtroppo in piazza delle Cure a piedi.. Caro presidente, lo so che hai a cuore la nostra felicità e che faresti lʼimpossibile per noi, ma la prossima volta, per favore, prega di meno. troppa grazia S.Antonio per gli Auguri di Natale a noi bastava solo unʼimbiancatina a Monte Morello! Mariateresa L. PS - Un augurio per lʼanno nuovo a chi non è venuto, a chi non poteva venire, ma soprattutto a chi suo malgrado a due passi dalla meta non è riuscito a salire! Cari bambini ragazzi e genitori, anche per questʼanno il Valico organizza delle escursioni pensate per voi (e non solo). Rispetto allo scorso anno è cambiato il sistema di svolgimento, non più un programma a parte, ma un programma allʼinterno del programma escursionistico. In soldoni una volta al mese allʼinterno di una gita sarà effettuato un percorso alternativo adatto a voi, queste saranno segnalate sul nostro giornalino. Per informazioni sono a vostra disposizione il Martedì dalle 21,30 presso la nostra sede. Vi aspetto numerosi Mazzola Roberto. 8 9

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