ORGANISMO UNITARIO DELL AVVOCATURA ITALIANA

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1 Ufficio stampa Rassegna stampa 26 Luglio 2005 Responsabile : Claudio Rao (tel. 06/

2 SOMMARIO Pag.3 PARLAMENTO: La riforma delle impugnazioni arriva in Aula (diritto e giustizia) Pag.4 PARLAMENTO: Camera dei Deputati «Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento» Ddl 4604-A/C all esame dell Aula il 25 luglio 2005 (diritto e giustizia) Pag.6 TERRORISMO: Pacchetto Pisanu in corsia veloce (il sole 24 ore) Pag.7 ORDINI: Nuove abilitazioni in arrivo (il sole 24 ore) Pag.8 ORDINI: Il tirocinio diventa generalizzato (il sole 24 ore) Pag.9 ORDINI: Più chance ai percorsi universitari (il sole 24 ore) Pag.10 LETTERE AL CORRIERE: Risponde Sergio Romano Riforma della giustizia: molte critiche poche proposte (il corriere della sera) Pag.12 CONDOMINIO: Condominio, alt alla riforma (italia oggi) Pag.13 PROFESSIONI: No al decreto La Loggia (italia oggi) 2

3 DIRITTO E GIUSTIZIA La riforma delle impugnazioni arriva in Aula Una vera e propria riforma del sistema della impugnazioni. Così è stato definito dalla relatrice, Isabella Bertolini (Fi) il disegno di legge che ieri ha iniziato il suo iter in Aula a Montecitorio che stabilisce delle modifiche al codice di procedura penale in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento (il testo è leggibile tra i documenti correlati). «In uno Stato democratico ha detto la relatrice in Aula in cui la persona è posta al centro dell ordinamento, non si può ammettere che un individuo, già riconosciuto innocente da un organo dello Stato, al termine di un regolare processo, possa essere nuovamente assoggettato ai patimenti del processo penale, per consentire ad alcun altro organo dello Stato, in questo caso il pubblico ministero, di provare che nel precedente processo, un altro organo dello Stato, ossia il giudice si era sbagliato». Un principio di democraticità, dunque, quello contenuto nella proposta in esame al Parlamento, secondo la relatrice che ha anche aggiunto come in commissione giustizia, durante le audizioni svolte, il principio dell inappellabilità delle sentenze di proscioglimento sia stato condiviso anche dalle associazioni rappresentative dell avvocatura e dall Anm. «Opinioni divergenti ha aggiunto si sono manifestate solo sulla portata applicativa del principio di riferimento al proscioglimento per prescrizione del reato ed agli effetti nei confronti della parte offesa». In Aula le opposizioni, pur condividendo in linea di massima il principio ispiratore, hanno comunque ribadito le loro perplessità su alcuni aspetti del provvedimento. Francesco Bonito (Ds) ha infatti sottolineato come un ulteriore intervento parziale sul Codice di procedura penale rischi «di aggravare i caratteri di contraddittorietà e di difficoltà da parte dell utenza». Bonito ha anche ribadito la netta contrarietà rispetto alla nuova disciplina del giudizio di legittimità davanti alla Cassazione penale. Con le nuove disposizioni, secondo Bonito, «si renderebbe possibile nella giurisdizione penale il ricorso al giudice di legittimità ogniqualvolta la motivazione sia mancante ovvero contraddittoria». Ma anche la norma transitoria viene ritenuta «ingiusta e inopportuna», perché sempre secondo Bonito potrebbe suscitare «formidabili dubbi sulla possibilità di strumentalizzare questa disciplina che, come sempre è accaduto nel corso di questi quattro anni». Le norme, infatti, una volta approvate non solo sarebbero applicabili anche ai processi in corso, ma potrebbero incidere anche sui processi giunti già al grado di appello e con riferimento ai quali un appello sia stato depositato e pronunciato. Per questo secondo Bonito «formidabile risulta il dubbio che quella norma sia stata concepita per risolvere vicende in atto», vedi, ad esempio, processi eccellenti in corso, finiti con assoluzione per prescrizione in primo grado e ricorso già presentato. Privacy e avvocati. Una proposta di legge di un solo articolo: «le disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, non si applicano agli avvocati regolarmente iscritti ai relativi albi professionali». Ieri ha iniziato il suo iter in commissione Giustizia alla Camera il provvedimento scritto dal responsabile giustizia della Margherita, Giuseppe Fanfani che presentò il provvedimento all indomani dell entrata in vigore del nuovo codice della privacy. Codice che, secondo Fanfani non appare compatibile con quelle professioni, prima di tutto quella degli avvocati, che, per tradizione storica e per cultura di categoria, hanno sempre fatto del dovere di riservatezza un pilastro della propria attività come tale codificato anche in varie disposizioni del codice deontologico. «Né la normativa ha illustrato Fanfani appare correttamente collocabile in un quadro di riferimento sistematico, poiché si troverebbe a sovrapporsi, se non a configgere apertamente, con quelle disposizioni del codice deontologico che, per gli avvocati, già disciplinano il dovere di riservatezza e ne sanzionano le violazioni». (p.a.) 3

4 Camera dei Deputati «Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento» Ddl 4604-A/C all esame dell Aula il 25 luglio 2005 Articolo 1 1. L'articolo 593 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: «Art (Casi di appello) Salvo quanto previsto dagli articoli 443, comma 3, e 448, comma 2, il pubblico ministero e l'imputato possono appellare contro le sentenze di condanna. 2. Sono inappellabili le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell'ammenda». Articolo 2 1. Il comma 2 dell'articolo 597 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: «2. Quando appellante è il pubblico ministero il giudice può, entro i limiti della competenza del giudice di primo grado, dare al fatto una definizione giuridica più grave, mutare la specie o aumentare la quantità della pena, revocare benefìci, applicare, quando occorre, misure di sicurezza e adottare ogni altro provvedimento imposto o consentito dalla legge. Se conferma la sentenza di primo grado, il giudice può applicare, modificare o escludere, nei casi determinati dalla legge, le pene accessorie e le misure di sicurezza». Articolo 3 1. Al comma 2 dell'articolo 323 del codice di procedura penale, le parole: «impugnata dal pubblico ministero» sono soppresse. Articolo 4 1. Il comma 1 dell'articolo 443 del codice di procedura penale è abrogato. Articolo 5 1. All'articolo 405 del codice di procedura penale, dopo il primo comma, aggiungere il seguente: «1bis. Il Pubblico Ministero formula richiesta di archiviazione quando la Corte di Cassazione si sia pronunciata in ordine alla insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ai sensi dell'articolo 273, e non siano stati acquisiti, successivamente, ulteriori elementi a carico della persona sottoposta alle indagini. Articolo 6 1. All'articolo 428 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: «Art (Impugnazione della sentenza di non luogo a procedere) Contro la sentenza di non luogo a procedere possono proporre ricorso per cassazione: a) il procuratore della Repubblica; b) l'imputato, salvo che con la sentenza sia stato dichiarato che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso. 2. La persona offesa può proporre ricorso per cassazione nei soli casi di nullità previsti dall'articolo 419, comma Sull'impugnazione decide la Corte di cassazione in camera di consiglio con le forme previste dall'articolo 127». 4

5 Articolo 7 1. Il comma 1 dell'articolo 533 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: «1. Il giudice, valutata la prova, pronuncia sentenza di condanna se l'imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio. Con la sentenza il giudice applica la pena e le eventuali misure di sicurezza». Articolo 8 1. L'articolo 580 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: «Art (Conversione del ricorso in appello) Quando contro la stessa sentenza sono proposti mezzi di impugnazione diversi, nel caso in cui sussista la connessione di cui all'articolo 12, il ricorso per cassazione si converte nell'appello». Articolo 9 1. Al comma 1 dell'articolo 606 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) la lettera d) è sostituita dalla seguente: «d) mancata assunzione di una prova decisiva quando la parte ne ha fatto richiesta, sempre che la stessa fosse ammissibile»; b) la lettera e) è sostituita dalla seguente: «e) se manca o è contraddittoria la motivazione». Articolo L'articolo 652 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: «Art (Efficacia della sentenza penale di assoluzione nei giudizi civili e amministrativi) 1. La sentenza penale di assoluzione non ha effetto nei giudizi civili e amministrativi, salvo che la parte civile si sia costituita nel processo penale ed abbia presentato le conclusioni». Articolo La presente legge si applica ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della medesima. 2. L'appello proposto prima della data di entrata in vigore della presente legge contro una sentenza di proscioglimento si converte in ricorso per cassazione. Possono essere presentati nuovi motivi di legittimità entro sessanta giorni. 3. Nel caso che sia annullata una sentenza di condanna di una corte di assise di appello o di una corte di appello che abbia riformato una sentenza di assoluzione, si applica la lettera c) del comma 1 dell'articolo 623 del codice di procedura penale. 5

6 IL SOLE 24 ORE LOTTA AL TERRORISMO Pressioni sul Governo perché il decreto sicurezza passi prima della pausa estiva Identificati i primi sospetti per gli attentati di giovedì Pacchetto Pisanu in corsia veloce ROMA Il ministro dell'interno Giuseppe Pisanu giovedì prossimo riferirà in tema di terrorismo al Senato. Lo ha comunicato ieri la segreteria di Palazzo Madama dopo le sollecitazioni per una rapida discussione del pacchetto sicurezza avanzate da vari gruppi parlamentari. Nei giorni scorsi era stato proprio il presidente del Senato Marcello Pera a far pressioni sul Governo affinché le misure fossero presentate al più presto in Parlamento. «Credo che potrebbe esser fatto ha specificato ieri nel corso di questa settimana, sia dal Senato che dalla Camera, in modo tale che il Parlamento possa aver deliberato in proposito prima della chiusura dei lavori per la pausa estiva». In caso contrario, ha fatto notare Pera, «le scadenze si protrarranno a dopo la pausa estiva». Anche le opposizioni, infatti, hanno sollecitato il ministro dell'interno a presentare al Parlamento «con urgenza» il pacchetto sicurezza. «Prima viene approvato e meglio è» ha detto Romano Prodi. «Apprezziamo la notizia che il ministro dell'interno verrà in Senato giovedì a riferire sul terrorismo ha affermato Gavino Angius, capogruppo dei Ds a Palazzo Madama tuttavia chiediamo che il decreto antiterrorismo sia discusso in Parlamento prima della chiusura estiva. Da ciò che mi è sembrato capire dalle notizie frammentarie ha aggiunto polemico i lavori per la stesura del decreto antiterrorismo da parte del Governo si vanno protraendo. Noi corriamo il rischio di non discutere, e quindi non approvare, il decreto prima della chiusura estiva». A queste parole ha replicato Renato Schifani, capogruppo di Forza Italia al Senato: «Questo decreto è stato voluto con notevoli segnali di apprezzamento da parte dell'opposizione. Siamo qui per fare la nostra parte ma non dobbiamo dividerci e polemizzare su temi come questo. Il Parlamento non si sottrarrà all'impegno di lavorare oltre i tempi previsti, ma solo se ci si renderà conto che quel decreto è fortemente inadatto a contrastare il terrorismo», altrimenti, ha concluso Schifani, «credo che sarebbe già sufficiente che uno dei rami del Parlamento lo approvasse». Anche Pera ha invitato tutte le forze politiche all'unità sulla lotta al terrorismo islamico che, ha detto, «ci ha dichiarato guerra, ma non vincerà». L'opposizione, tuttavia, si è irrigidita contro questi toni definiti «da crociata» e lo stesso Prodi ha sottolineato come proprio l'islam moderato sia stato il bersaglio delle bombe di Sharm el Sheikh. Conto queste interpretazioni «restrittive e strumentali» il Professore e l'opposizione hanno appoggiato invece la proposta di Pisanu di aprire un «dialogo con l'islam moderato» attraverso la costituzione di una Consulta islamica. Ma l'iniziativa ha sollevato le proteste della Lega, secondo cui un Islam moderato «non esiste». Intanto ieri un sito isreaeliano ha rilanciato un messaggio delle sedicenti brigate Abu Hafs al Masri in cui si legge «Dopo Londra è il turno di Roma», anche se non tutti gli esperti concordano con la sua attendibilità. Il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha detto però di ritenere un attacco all'italia «non inevitabile», e nella serata di ieri si è tenuto a Palazzo Chigi un vertice con i capi della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Servizi segreti. AN. MARI. 6

7 IL SOLE 24 ORE ALBI & RIFORME L'Istruzione rivede le prove dell'esame di Stato e le commissioni giudicatrici Nuove abilitazioni in arrivo Gli Ordini si pronunceranno sul pacchetto entro il 6 settembre MILANO Riforma dell'esame di Stato con individuazione dell'oggetto delle prove scritte e del colloquio ( che tra l'altro verterà sulla deontologia) e revisione delle norme per le commissioni esaminatrici. Aggiornamento dei requisiti di accesso per veterinari, tecnologi alimentari, statistici e farmacisti.requisito della laurea per consulenti del lavoro, giornalisti, periti agrari e industriali, geometri e agrotecnici. Previsione del tirocinio quale elemento fondamentale per preparare i professionisti. Sono i principali capitoli del pacchetto di riforma che il sottosegretario all'istruzione, Maria Grazia Siliquini, ha inviato ai Consigli nazionali, da cui attende il parere entro il 6 settembre. La revisione del Dpr 328/ 01 era stata sollecitata dall'inizio della legislatura e il sottosegretario ne ha fatto uno dei leit motiv della sua politica.la scelta è stata quella di correggere il regolamento che nel 2001 ha riorganizzato gli Albi di nove professioni in due sezioni in base alla durata degli studi universitari ( la A per gli abilitati con laurea quinquennale o vecchio ordinamento e la B per i triennali): attuari, architetti, assistenti sociali, dottori agronomi e dottori forestali, chimici, biologi, psicologi e ingegneri. Rispetto a queste professioni, però, non c'è il dietro front sul titolo di junior, che abbinato alla denominazione della professione individua gli abilitati con laurea triennale. Tuttavia, la richiesta, all'inizio di legislatura, era stata avanzata a più riprese soprattutto dal Consiglio nazionale degli ingegneri e condivisa, per altro, dal sottosegretario Siliquini. Invariate anche la ripartizione delle competenze tra sezione A e B ( gli iscritti junior hanno attribuzioni collegate a problemi che richiedono soluzioni standardizzate, un confine spesso difficile da individuare). Confermata anche l'impostazione secondo cui un titolo di studio può aprire più strade professionali.novità invece per quanto riguarda il tirocinio ( si veda il box), le materie oggetto delle prove d'esame ( definite con precisione), la composizione delle commissioni giudicatrici ( è stato rivisto il Dm 9 settembre 1957) e i titoli di studio " vecchio ordinamento", che daranno la possibilità di candidarsi alle professioni ( si veda la scheda). In particolare, dottori agronomi conquistano anche i laureati dell'area di Scienze naturali ( venendo incontro a una richiesta del Consiglio nazionale) e non perdono la possibilità di attrarre i triennali di veterinaria. Per quanto riguarda gli ingegneri dell'informazione, la bozza di Dpr non affronta il problema degli informatici con laurea " vecchio ordinamento", che continuano a restare esclusi dalla possibilità di sostenere l'esame di Stato. Per altro, nel settore dell'informazione potranno continuare a iscriversi i laureati in informatica che non provengono dalle facoltà di ingegneria.per quanto riguarda veterinari, tecnologi alimentari, farmacisti e statistici, non disciplinati dal Dpr 328/ 01, gli Albi restano a sezione unica: la bozza di regolamento raccorda i titoli di accesso con le lauree specialistiche, fermi restando i vecchi requisiti. Per i tecnologi alimentari sono previste le classi: 78/ S Scienze e tecnologie agroalimentari; 7/ S Biotecnologie agrarie ( e un tirocinio di sei mesi). Per gli statistici sono richieste le lauree: classe 90/ S Statistica demografica e speciale; 91/ S Statistica economica, finanziaria ed attuariale; 92/ S Statistica per la ricerca sperimentale. Per i veterinari il titolo è la classe 47/ S Medicina veterinaria; per i farmacisti la classe 14/ S Farmacia e farmacia industriale. Inoltre, sono ammessi all'esame di Stato per l'accesso alla professione di farmacista anche i laureati vecchio ordinamento in Farmacia o Chimica e tecnologia farmaceutiche.infine, consulenti del lavoro e giornalisti professionisti ( questi ultimi con un periodo transitorio fino al 2013) dovranno avere come titolo universitario almeno la laurea triennale. MARIA CARLA DE CESARI 7

8 IL SOLE 24 ORE Il tirocinio diventa generalizzato MILANO Con la proposta di riforma del Dpr 328/ 01 si rende generalizzato il requisito del tirocinio per accedere all'esame di abilitazione professionale. «Gli Ordini spiega il sottosegretario all'istruzione, Maria Grazia Siliquini considerano il tirocinio essenziale ai fini della formazione professionale. Dunque, il periodo di pratica diventerà obbligatorio anche per professioni dove finora non è previsto. Le modalità di svolgimento sono state definite in modo da garantire la serietà, la continuità, il carattere effettivamente professionalizzante, sotto la gestione e la responsabilità degli Ordini». La durata varia a seconda delle professioni. Sono stabiliti sei mesi per agronomi e forestali, architetti, chimici, dottori in tecniche psicologiche. Per agrotecnici, geometri, periti agrari e periti industriali ( per i quali a regime il titolo di studio sarà la laurea) la pratica semestrale dovrebbe essere al termine del percorso universitario ( oggi il curriculum accademico comprende il tirocinio all'interno del corso). Il tirocinio è fissato invece in un anno per ingegneri e psicologi. Caratteristiche del tirocinio saranno lo svolgimento in modo continuativo e sotto la supervisione di un tutor iscritto all'albo da almeno cinque anni ( il requisito soggettivo del dominus è stato già introdotto nel decreto legislativo 139/ 05 sulla professione di dottore commercialista ed esperto contabile). Il periodo di pratica potrà essere svolto non solo negli studi ma anche in strutture pubbliche o private accreditate dagli Ordini. Possibile anche effettuarlo durante il corso di studi universitari, nell'ambito di una convenzione quadro tra il ministero dell'istruzione e il Consiglio nazionale di categoria ( la stessa norma è contenuta nel decreto legislativo 139/ 05). 8

9 IL SOLE 24 ORE Più chance ai percorsi universitari Gli sbocchi delle lauree " vecchio ordinamento" e dei corsi magistrali Dottori agronomi e forestali. All'Albo dei dottori agronomi e dottori forestali si può accedere anche con le lauree della classe di Scienze delle natura ( sezione A) e di Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura ( sezione B). Sono dichiarate equipollenti ( per i candidati alla sezione A) anche le lauree " vecchio ordinamento" in: biotecnologie, scienze agrarie, scienze e tecnologie agrarie, scienze forestali, scienze forestali e ambientali, scienze agrarie tropicali e subtropicali, scienze ambientali, scienze naturali e pianificazione territoriale urbanistica Architetti, pianificatori paesaggista e conservatore. È ammessa anche la laurea " vecchio ordinamento" in Scienze ambientali per l'iscrizione nel settore " paesaggistica" Attuari. Sono previste tra i titoli di accesso le lauree " vecchio ordinamento" in Scienze statistiche, demografiche e sociali e in Scienze statistiche ed economiche Biologi. Sono previste la lauree " vecchio ordinamento" in Scienze ambientali e Biotecnologie Chimici. Sono " ammesse" le lauree " vecchio ordinamento" in Chimica e tecnologia farmaceutiche e in Farmacia Geologi. Sono inserite le lauree " vecchio ordinamento" in Ingegneria civile per la difesa del suolo e la pianificazione territoriale e in Scienze ambientali Più possibilità anche per i diplomati universitari. Sono aggiunti, quali titoli di studio per l'accesso all'albo degli agronomi e dei forestali ( sezione B) i seguenti diplomi universitari: Economia e amministrazione delle imprese agricole, Economia del sistema agroalimentare e forestale, Gestione tecnica e amministrativa in agricoltura, Produzioni vegetali, Viticoltura, enologia e tecniche erboristiche; Tecniche forestali e tecnologie del legno; Produzioni animali; Biotecnologie agroindustriali. Scienza dei materiali darà accesso all'albo dei chimici ( sezione B) 9

10 IL CORRIERE DELLA SERA Lettere al corriere Risponde Sergio Romano Riforma della giustizia: molte critiche poche proposte In merito al/o sciopero dei magistrati chiedo: i giudici protestavano rea/mente per difendere i cittadini o si sono opposti al/a riforma solo per difendere prerogative, rendite e posizioni corporative come una vera e propria casta? Claudio Gentile gentile. Caro Gentile, arriva il momento in cui l'affermazione di un principio diventa inutile. Continuo a pensare che un corpo dello Stato, soprattutto quando si considera «potere», non dovrebbe servirsi di uno strumento che serve tradizionalmente a una categoria professionale per ottenere migliori condizioni di lavoro. Ma constato che questa affermazione provoca tutt'al più reazioni ipocrite o rassegnate e che lo sdegno resta limitato a una parte tutto sommato minoritaria della società nazionale. Viviamo in un Paese in cui le affermazioni di principio suscitano fastidio, noia e in cui il miglior modo per distruggere un rilievo scomodo è quello di lasciarlo correre senza rispondere sul fondo della questione. Tralasciamo quindi lo sciopero e parliamo piuttosto della legge contro cui i magistrati, prima della sua approvazione, hanno deciso di adottare questa forma di protesta. Ho letto attentamente le due grandi pagine (l/ Foglio del 9 luglio) in cui Nicola Zanon, professore di diritto costituzionale nella università di Milano, ha riassunto la legge sulla riforma dell'ordine giudiziario e le confesso che non ho avuto l'impressione di leggere norme liberticide. Vi sono parti discutibili e macchinose, forse destinate a complicare inutilmente il lavoro dei magistrati e a scontrarsi con difficoltà di applicazione. Ma ve ne sono altre che mi sono parse utili. Mi sembra giusto ad esempio che esista una Scuola superiore della magistratura e che questo istituto di formazione non venga lasciato interamente nelle mani dei giudici e dei procuratori. Avrei preferito una distinzione più netta tra la carriera dei magistrati giudicanti e dei magistrati inquirenti. Ma ho l'impressione che la separazione, in questo momento, avrebbe generato. Proteste ancora più travolgenti. Mi sembra giusto che la legge abbia rafforzato i poteri del procuratore e cerchi di mettere fine a un sistema in cui ogni aggiunto o delegato è sovrano nel proprio castello e accetta il capo dell'ufficio soltanto se questi riconosce la sua autonomia. La regola gerarchica è adottata in alcune grandi democrazie (gli Stati Uniti ad esempio) senza essere considerata una minaccia. Preferirei che il legislatore non si occupasse dei rapporti della magistratura con la stampa, ma debbo osservare che l'autonomia dei singoli procuratori aggiunti in questa materia ha provocato un diluvio di fughe, indiscrezioni mirate e documenti di fonte anonima che non ha giovato né alla dignità del magistrato né a quella del giornalista. Perché il Consiglio della magistratura non ha affrontato la questione e adottato un codice di disciplina professionale? Nella scala delle mie preoccupazioni vi sono almeno due fattori che mi sembrano molto più inquietanti della riforma. Il primo concerne il governo e la maggioranza. 10

11 Anche se la legge è complessivamente accettabile, il governo purtroppo non ha i titoli per difenderla in modo credibile e convincente. Lo scandalo, a mio avviso, non è la riforma. Il vero scandalo è che il governo abbia atteso, prima di metterla ai voti, la fine della legislatura e abbia fatto approvare dalla sua maggioranza, nel frattempo, un numero considerevole di leggi ad personam, ritagliate sulle esigenze del presidente del Consiglio e di un piccolo numero di persone che appartengono alla cerchia dei suoi amici e collaboratori. La seconda concerne l'opposizione. So che le regole della lotta politica costringono la minoranza ad adottare posizioni estreme e a sfruttare la vulnerabilità dell'avversario. Ma è possibile che le maggiori forze politiche, eredi di partiti dotati di un certo senso dello Stato, non abbiano sentito disagio per il modo in cui la magistratura, dall'inizio degli anni Novanta, ha interpretato la propria indipendenza? E'davvero possibile che non abbiano provato preoccupazione e fastidio per lo stile dei procuratori, le interviste, le conferenze stampa, i convegni socio-culturali, le tavole rotonde, le apparizioni televisive e la straordinaria quantità di tempo che hanno sottratto in tai modo alla loro attività istituzionale? E'possibile che non abbiano avvertito l'influenza negativa delle correnti ideologico-corporative sul buon funzionamento del Consiglio superiore della magistratura? Che cosa hanno fatto, per parte loro, affinché a questa situazione venisse posto rimedio? La scarsa credibilità del governo e il pregiudizio negativo dell'opposizione: ecco, caro Gentile, due fattori che mi sembrano molto più preoccupanti della legge di riforma. I 11

12 ITALIA OGGI Condominio, alt alla riforma Confedilizia ha ribadito il suo no all'elenco pubblico degli amministratori di condominio, perchè, è la tesi, restringe la concorrenza e aumenta le spese a carico dei condominii. L'obbilgo del registro si deve al relatore della riforma del condominio all'esame della commissione giustizia del senato, Mugnai (An), che ha presentato un emendamento che istituisce presso le camere di commercio l'elenco degli amministratori di condominio al quale dovrà obbligatoriamente iscriversi chiunque amministri un condominio, versando un diritto annuale di segreteria tale da assicurare l'integrale copertura di tutte le spese di gestione dell'elenco. Contrari anche Alac (associazione liberi amministratori condominiali), Appc (associazione piccoli proprietari case), Coram (coordinamento registri amministratori immobiliari Confedilizia), Gesticond (libera associazione amministratori immobiliari) e Unioncasa. Insieme chiedono al governo di sospendere ogni decisione in attesa della riforma delle professioni. 12

13 IL SOLE 24 ORE No al decreto La Loggia Il Comitato esecutivo delle associazioni del Colap boccia in più punti il decreto legislativo «La Loggia». Le competenze come «attività tipiche» dice il Colap di fatto estendono le esclusive a ogni attività esercitata da un iscritto all'ordine. Il decreto conferma il riconoscimento nazionale agli Ordini e solo regionale per le associazioni, frammentandone l'organizzazione. Soprattutto, secondo il Colap, il decreto «impedisce ai non iscritti in Albi di essere riconosciuti a livello europeo negando la possibilità di utilizzare le qualifiche professionali acquisite in Italia». 13

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