F O R M A A S S O C I A Z I O N E N A Z I O N A L E E N T I D I F O R M A Z I O N E P R O F E S S I O N A L E RASSEGNA STAMPA

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1 FORMA ASSOCIAZIONE NAZIONALE ENTI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE RASSEGNA STAMPA

2 SEMINARIO NAZIONALE RETI E COMUNITA PER IL LAVORO DEI GIOVANI ROMA, 4 Gennaio 01

3 febbraio 01 S P E C IA L E Iniziativa Cisl e Forma per orientare, dare informazioni, offrire spazi e momenti di partecipazione ai giovani e alle famiglie, per una nuova progettualità che accorci le distanze tra mondo del lavoro, scuola e formazione. Santini (Cisl): Per segnare una svolta serve il concorso di più agenzie formative, garantendo, ciascuna, standard di qualità certificabili e contribuendo a soddisfare le domande del territorio secondo una prospettiva sussidiaria e, insieme, universalistica LAVORO,100PROGETTIPERIGIOVANI Formazione,dalterritorio unaspintaallabuonaoccupazione D alterritorio riparte illavoro per i giovani. Al via cento progetti territoriali per orientare, dare informazioni, offrire spazi e momenti di partecipazione ai giovani, innanzitutto, e alle famiglie, per una nuova progettualità che accorci le distanzetramondodellavoro, la scuola e la formazione. Il tutto realizzato grazie alle sinergie degli enti e le organizzazioni checostituiscono Forma, l associazionenazionale cherappresenta glientidiformazione professionale chesiispirano alla Dottrina sociale della Chiesa, con lecomunità e le istituzioni locali. La durissima crisi che il Paese sta attraversando, infatti, non ha che peggiorato due linee di frattura sociale che hanno ben più lontana origine: la crescente separazione tra scuolaelavoro chedeterminaunagrandissima difficoltà dei giovani ad incrociare la domanda di lavoro e il blocco dell accesso al lavo- ro. I risultati di questo iato sociale ce li consegnano, giorno dopogiorno,le statistiche ufficiali e i rapporti di studio che fotografano con freddi numeri una realtà fatta di autentica, umana, sofferenza. Dove, a soffrire, sono i giovani ma anche le loro famiglie, lasciate da sole a decidere di un futuro complicato da interpretare. I risultati sono drammatici, i numeri da allarme rosso e ilrapporto 011 delcensis fotografa l amarezza di un Paese in cuiaumenta loscoraggiamento, gliabbandoni scolastici eledisparità territoriali. Cresce anche il numero dei giovani che non studiano e nonlavorano,lasciati dasoli in un limbo senza futuro. Con l inizio della crisi economica, infatti, la percentuale dei cosiddetti giovani Neet compresa nella fascia d età tra i15ei 9anni, ha iniziato agaloppare enel 010 è arrivata al,1% contro il 0,5% del 009. Sempre nel 010, la quota digiovanitra i18e i4 anni in possesso della sola licenza media e non più inseriti in percorsi formativi era del 18,8%: unvaloreche simodula con diversa intensità daregione a regione e tocca livelli ancora più gravi nel Mezzogiorno. Con questi numeri, l obiettivo europeo di raggiungere nel 00 il 10% di early school leavers si allontana inesorabilmente. Così, se la dispersione scolastica èun tasto dolente nella crescita formativa del Paese, essa s inserisce in unquadro generale di disallineamento tra la scuola e il mercato del lavoro, sulquale pesano le difficoltà dell istruzione tecnica e professionale che ha perso il 3,4% di iscritti tra il 011 e il 010. I giovani che si rivolgono aipercorsi triennali di istruzione e formazione professionale costituiscono solo il 6,7% del totaledegliiscritti alsecondo ciclo di istruzione, pari a circa 38mila studenti. Eppure ilmercatodel lavoro èdise- LasfidadiForma Parlailpresidente Drezzadore L a comune ispirazione cristiana e il profondo legame con la dottrina sociale della Chiesa, rendono l esperienza di Forma un percorso originale di difesa e di consolidamento della presenza delle organizzazioni del mondo cattolico nell ambito della presenza educativa collegata al mondo del lavoro. Così Maurizio Drezzadore, presidente di Forma, spiega a Conquiste lo spirito che guida l associazione nazionale degli entidi formazione professionale che si ispirano alla Dottrina sociale della Chiesa. Presidente, ci può raccontare che come nasce Forma? L associazione Forma tri e iniziative per stimolare lo sviluppo delle potenzialità associative e territoriali per la buona occupazione giovanile, utilizzare e rafforzare le reti esistenti e le nuove opportunitàincampo legislativo eamministrativo (come ad esempio il nuovotesto unicodell apprendistato, ibandinazionali eregionali, le risorse delfondo SocialeEuropeo, il portale Cliclavoro) aprendo anche luoghi di partecipazione e informazione per l alfabetizzazione dei diritti, l orientamento, lo scambio delle esperienze con il supporto delle associazioni e dei nodi locali del progetto. Sarà cruciale,in questo senso,utilizzareinuovi sistemi d informazione per rendere disponibili le opportunità del mercato del lavoro, soprattutto a livello locale: dalle richieste del mercato per area geografica, ai progetti territoriali, alla diffusione delle buone prassi. Un impegnounito ecoesodellerealtà associative e istituzionali sensibili per la costruzione di reti operose che sappianopromuovere, erealizzare, scelte politiche e operative concrete a favore dell occupazione giovanile. gno opposto: le richieste di personale con la qualifica professionale aumentano e sono passate dall 11,7% del totale nel 010 al 13,5% del 011. Ma i giovani sono opportunamente informati? Probabilmente no,considerando questi numeri. Così come non gli viene detto che, apprendere un mestiere, non significa fare il ragazzo dibottega a vita:negli anni 70 e 80, infatti, il 39% dei giovani che sono usciti dagli istituti professionali, a dieci anni di distanza sono diventati imprenditori. Appare chiaro, dunque, che unapiùprofonda cultura del lavoro e un corretto orientamento indirizzato ai giovani e alle famiglie sia venuto a mancare nel tempo e vada invece riportato al centro delle iniziative di sostegno all occupazione giovanile. Un elemento che diviene cruciale proprio nel progetto messo in cantiere da Forma. Gli impegni sono chiari: pro- Info: Speciale a cura di Floriana Isi e Francesco Lauria muovere localmente incon- diforma. Dentro un intenso percorso di riforme deisistemi scolastico e di formazione professionale si è verificato un grande cambiamento passato attraverso l obbligo formativo, l istituzione del sistema unico nazionale di istruzione e formazione professionale, l innalzamento dell obbligo di istruzione e nasce nel 1998 per ini- l avvio della formazioziativa delle Acli, Cisl, ne continua affidata alcdo, Confap, la bilateralità. Coldiretti, Confartigianato, Cif e per volontà Quali sono le linee della Cei, al fine dipro- ispiratrici e le princimuovere la formazio- pali attività di questo ne professionale, asse Consorzio di Enti per portante delle attività la Formazione Profesrivolte all occupazio- sionale? nedei giovani. Ilprimo Se la disoccupazione decennio del nuovo se- giovanile è il punto di colo ha messo subito al- più profonda criticità, la prova il progetto e la la scommessa che metrappresentanza sociale te in campo la forma- zione professionale per contrastare questa piaga sociale va giocata fino in fondo. Non possiamo vivere dentro la contraddizione di una costante crescita dei giovani disoccupati e decine di migliaia di posizioni professionali che le aziende non riescono a trovare. C è bisognodiuna forte iniziativa che nascendo dalla società civile, ridia slancio all economia e alla politica nel percorrere quelle strade che possano creare nuove opportunità occupazionali per le giovani generazioni, puntando sulla loro capacità di innovare profondamente labase produttiva e mettendo in camponuove professionalità che possano rendere più competitivo ilsistema economico. Santini:piùattenzioneaivalori perpreparareilavoratorididomani M ettere insieme le forze per pas- sare dal dire al fare, così Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl,sintetizza lo spirito dell iniziativa lanciata dalsindacato divia Poedall associazione nazionale che rappresenta gli enti di formazioneprofessionale che si ispirano alla Dottrina sociale della Chiesa. Qual è per la Cisl la valenza strategica dei 100 progetti per il lavoro dei giovani? Registriamo la condizione di solitudine dei giovani che si ri- e dell impegno di ognipersona (partendo dalla sfida educativa con i giovani) nel proprio percorso di formazione e lavoro. Il Progetto impegnerà unitariamente tutte le realtà associative e gli enti aderenti nella costruzione di ampie coalizioni operose,chealivello nazionale e in ogni territorio unirannoenergie erisorse per rispondere all emergenza giovanile, facendo leva sulla responsabilità civile e sociale di ognisoggettorappresentativo e creando opportunità concrete di impegno dei giovani inprima persona. L obiettivo dei 100 progetti territoriali e della rete nazionale, è valorizzare contemporaneamente la promozione diattività concrete contro la disoccupazione giovanileel azioneeducativa sull orizzonte di senso di una nuova epiùsalda etica del lavoro e della formazione. Qualiiprossimipassi per la promozione di una buona occupazione giovanile? Mailadisoccupazione giovanile era arrivata a livelli così alti in Italia, mai il divario rispetto all Europa così forte. Ma sarebbe un erro- reconcentrare l analisisolo sulledinamiche del mercato del lavoro senza allargare la riflessione alla questione valoriale ed educativa del rapporto tra giovani e lavoro. Sui giovani dobbiamo riportare la discussione sulloro essere soggetti attivi, sui problemi reali che essi devono affrontare rispetto alle trasformazioni del lavoro e dei tessuti produttivi oltre che sul ruolo che scuola eformazione professionale rivestono nel preparare, non solo tecnicamente, i lavoratori di domani. Persegnare unasvol- culturale. Un secondo aspetto è la necessità di veicolare in modo più efficace,facendo leva sulle nuove tecnologie, informazioni e notizie che facilitino un interpretazione più immediata delle nuove opportunità. Tale approccio può aiutare anche a ri-orientare la formazione professionale,aumentandone l'efficacia. La dimensione locale e quindi il ruolo delle comunità saranno centrali. Le comunità saranno chiamate a proporre, a partire da quanto emergerà dai primi due livelli, iniziative di accompagnamento e ricerca attiva dei giovani.iprogettiterritoriali devono risvegliare le comunità, portandole dentro il lavoro che c'è o che va creato, e l'adesione degli uffici della Cei competenti e delle loro articolazioni regionali offriranno un canale in più diramificazione dell'idea progettuale. Nervegna: dallacrisilostimolo perfareinnovazione L' Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia quasi un giovane su tre è disoccupato. A dicembre il tasso di disoccupazione giovanile si è attestato al 31%. Qualche anno fa la situazione era migliore, soprattutto nel 007, quando il tasso di disoccupazione giovanile variava tra il 19 e il 1% scontra nel loro rapporto con un tessuto sociale sempre più frammentato, con una politica non in grado di generare né speranza, né fiducia e con quel sociale non presidiato ove troppi spazi di partecipazione collettiva e democratica, troppe reti sociali, sono in regressione e disarticolazione. La Cisl, attraverso questo progetto e la rete delle associazioni, si fa promotrice di un alleanza nazionale e territoriale per la diffusione, a partire dai giovani, di un nuovo umanesimo del lavoro, articolato sull etica della responsabilità taènecessario ilconcorso di più agenzie formative e in particolare degli enti di formazione professionale. Ciascuno deve garantire standard di qualità certificabili e contribuire a soddisfare le domande del territorio secondo unaprospettiva sussidiaria e, insieme, universalistica. Un miglioramento delle prestazioni e degli esiti del sistema formativo renderà anche più agevoli quei processi di orientamento guidato al lavoro (tramite l alternanza fra scuola e lavoro, ma non solo) e di apprendimento continuo, a cui i giovani devono essere in ogni caso attrezzati. Su questo puntiamo molto insieme allavalorizzazione del nuovo apprendistato, per la concretizzazione dei progetti che saranno promossi da Forma conilsupporto attivo della Cisl. idea di fondo è che la crescente difficoltà che il mondo della formazione professionale vive, possa essere lo stimolo a fare innovazione sopratutto nella formazione, affrontando questioni nodali per l'italia con occhi diversi,capaci dileggere le sfide in modo completo. Cristiano Nervegna, segretario generale diforma, spiega a Conquisteil sensodell iniziativa lanciata neigiorni scorsi. Segretario, cosa è emerso dal convegno di presentazione del Progetto Forma dello scorso 4 gennaio? La preparazione di un seminario che ha coinvolto così tante realtà associative, interneedesterne aforma, ha evidenziato che soltanto insieme si risolvono le questioni urgentidelpaese e le problematiche del lavoro giovanile. "Insieme", superando interessi particolari e visioni parziali che sono all'origine della crisi. L'idea di fondo è che la crescente difficoltà che ilmondodella formazione professionale vive, possa essere lo stimolo afare innovazione sopratutto nellaformazione,affrontando questioninodali per l'italia con occhi diversi, capaci di leggerele sfideinmodo completo. Ho la netta sensazione che l'eterogeneità delle associazioni e delle esperienze favorisca ilsuccessodell'iniziativa e solleciti il percorso che ci siamo ripromessi di compie- re. In quale modo verranno lanciati i progetti territoriali? Il "progetto Forma" si compone dipiùparti. La prima riguarda la costruzione di percorsi sull'orientamentoprofessionale, riletto alla luce degli ultimi cambiamenti del mercato del lavoro, tenendo conto della necessità di riproporre ai giovani il senso profondo del lavoro. Un impegno anche

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5 LAVORO AI GIOVANI: 100 PROGETTI SUL TERRITORIO "FORMA" sfida la crisi con la Dottrina Sociale ROMA, martedì, 4 gennaio 01 ( ZENIT.org).- Aprire le porte del lavoro ai giovani: 100 progetti nel territorio. Questo è il messaggio di fondo della proposta: Reti e comunità per il lavoro dei giovani, che FORMA, l associazione degli enti di formazione professionale che si ispirano alla Dottrina Sociale della Chiesa, ha lanciato oggi a Roma in occasione del seminario nazionale. La proposta di FORMA hanno spiegato i suoi rappresentanti si caratterizza per voler intervenire sulle due linee di frattura sociale che caratterizzano questi tempi di crisi, ovvero la dispersione scolastica e il disallineamento scuola-mercato del lavoro e il blocco dell accesso dei giovani al lavoro. Per far ciò, intende impegnarsi, insieme a tutte le realtà associative e istituzionali al fine di 'costruire ampie coalizioni operose', che, a livello nazionale e territoriale, sappiano promuovere e realizzare le scelte politiche e operative più adatte a rispondere all emergenza giovanile. Secondo FORMA, per raggiungere tale risultato si devono coinvolgere le famiglie oltre a far leva sulla responsabilità civile e sociale di ogni soggetto rappresentativo: sindacato, organizzazioni datoriali, enti di formazione, reti associative, scuola, mondo produttivo e istituzioni locali. L obiettivo del progetto ha sottolineato Maurizio Drezzadore, presidente di FORMA è quello di lavorare insieme ai giovani e per i giovani utilizzando le sinergie rappresentate, da un lato dalla rete degli enti che costituiscono FORMA, insieme alle associazioni di riferimento e dall altro dalle comunità locali con l intento di orientare e fornire informazioni veloci ed efficaci, offrendo anche vicinanza e spazi di partecipazione. Di pari passo ha proseguito Drezzadore si deve mirare a una progettualità che contempli una contaminazione positiva tra mondo del lavoro e mondo della scuola e della formazione. Si tratta ha detto Cristiano Nervegna, segretario generale di FORMA di non duplicare le reti e le iniziative esistenti, ma di creare nuove opportunità, utilizzando per esempio le potenzialità offerte dai nuovi sistemi d informazione mobile, creando un motore di ricerca tematico, specifico di FORMA, per rendere trasparenti, disponibili e facilmente correlabili le opportunità presenti nel mercato del lavoro e della formazione, soprattutto a livello locale. Ma tutto ciò non è sufficiente e allora nella proposta di FORMA, presentata dal suo segretario generale, c è l obiettivo di realizzare 100 progetti territoriali contro la dispersione scolastica e l inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, insieme all idea di creare un osservatorio partecipato sul rapporto giovani e lavoro. Mettere insieme le forze per passare dal dire al fare così Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl, ha sintetizzato lo spirito dell iniziativa, aggiungendo che il tasso di disoccupazione

6 giovanile (15 4 anni) rilevato dall Istat nel novembre 011 era pari al 30,1%, mentre il livello di disoccupazione giovanile a novembre 007 era del 0%, quindi l aumento percentuale tra prima della crisi e il novembre 011 è del 10,1%. Per abbattere tale percentuale ha aggiunto Santini si devono sviluppare tutte le potenzialità offerte dalla nuova normativa sull apprendistato; insieme alla riconversione, attraverso l alta formazione delle cosiddette lauree deboli, meno spendibili sul mercato; al favorire i tirocini negli ultimi anni della formazione professionale e all intercettare i mestieri difficili da reperire sul mercato, ma richiesti dalle imprese. Per Riccardo Giovani, direttore delle politiche del lavoro di Confartigianato, "occorre ridurre la distanza fra i giovani ed il mercato del lavoro. Per questo è fondamentale puntare sul nuovo apprendistato, affinché i giovani abbiamo maggiori opportunità per imparare una professione e le imprese possano formare la manodopera qualificata di cui hanno necessità. Allo stesso tempo è importante rilanciare l istruzione tecnico-professionale attraverso un maggiore collegamento tra sistema educativo e lavoro, che consenta ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mondo del lavoro e di trovare un occupazione coerente con il percorso scolastico seguito". FORMA, l Associazione Italiana degli Enti di Formazione Professionale è nata all inizio del 1999 per dare stabile rappresentanza ed organizzazione unitaria agli organismi di formazione professionale che si ispirano alla Dottrina Sociale della Chiesa. FORMA, con oltre 830 centri, coordinati da 110 strutture regionali e 0mila operatori, rappresenta più dell 80% dell attività di formazione professionale che si svolge in Italia. Aderiscono a FORMA: ACLI, CIF, CISL, CONSORZIO SCUOLE LAVORO, COLDIRETTI, CONFAP, CONFARTIGIANATO, CONFCOOPERATIVE, MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI.

7 1:51 - GIOVANI: ROMA, DOMANI LA PROPOSTA DI FORMA PER IL LAVORO Reti e comunità per il lavoro dei giovani è il titolo del progetto e della proposta che Forma, associazione degli enti di formazione professionale che si ispirano alla Dottrina sociale della Chiesa, presenterà domani a Roma nell hotel Villa Aurelia in Via Leone XIII. Uno degli aspetti che intendiamo valorizzare sarà quello di promuovere incontri territoriali per spiegare ai giovani com è cambiato il mercato del lavoro, aiutandoli ad orientarsi nelle scelte professionali ha detto Cristiano Nervegna, segretario generale di Forma, presentando l iniziativa. Parteciperanno all incontro: Maurizio Drezzadore, presidente di Forma; Carlo Dell Aringa, economista dell università cattolica di Milano; Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl; Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato; Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione per il Sud; Paolo Reboani, presidente di Italia Lavoro; mons. Angelo Casile, direttore ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei e don Nicolò Anselmi, responsabile del servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei. Info: 1:16 - GIOVANI E LAVORO: DREZZADORE (PRES. FORMA), COSTRUIRE AMPIE COALIZIONI OPEROSE Aprire le porte del lavoro ai giovani: 100 progetti nel territorio. È il messaggio contenuto nella proposta Reti e comunità per il lavoro dei giovani che Forma, l associazione degli enti di formazione professionale che si ispirano alla Dottrina sociale della Chiesa, ha lanciato oggi a Roma in occasione del seminario nazionale. La nostra iniziativa - ha spiegato Maurizio Drezzadore, presidente di Forma - si propone d intervenire sulle due linee di frattura sociale che caratterizzano questi tempi di crisi, ovvero la dispersione scolastica e il disallineamento scuola-mercato del lavoro e il blocco dell accesso dei giovani al lavoro. Per far ciò, intendiamo impegnarci, insieme a tutte le realtà associative e istituzionali, coinvolgendo anche le famiglie, con l obiettivo di costruire ampie coalizioni operose, che, a livello nazionale e territoriale, sappiano promuovere e realizzare le scelte politiche e operative più adatte a rispondere all emergenza giovanile. Drezzadore ha aggiunto che occorre anche puntare a una progettualità che preveda una contaminazione positiva

8 tra mondo del lavoro e mondo della scuola e della formazione. 1:17 - GIOVANI E LAVORO: NERVEGNA (SEGR. FORMA), CREARE NUOVE OPPORTUNITÀ Cristiano Nervegna, segretario generale di Forma, ha spiegato che non si tratta di duplicare le reti e le iniziative esistenti, ma di creare nuove opportunità, utilizzando per esempio le potenzialità offerte dai nuovi sistemi d informazione mobile, mettendo in piedi un motore di ricerca tematico, specifico di Forma, con il fine di rendere trasparenti, disponibili e facilmente correlabili le opportunità presenti nel mercato del lavoro e della formazione, soprattutto a livello locale. Il segretario di Forma ha poi sottolineato che accanto a questo sforzo occorre mettere in campo altre iniziative come quella della realizzazione di un osservatorio partecipato sul rapporto giovani e lavoro. In sintesi - ha concluso Nervegna - intendiamo promuovere incontri ed iniziative a livello locale per stimolare lo sviluppo delle potenzialità associative e territoriali per la promozione di buona occupazione giovanile; utilizzare e rafforzare le reti esistenti e le nuove opportunità in campo legislativo e amministrativo, come il Testo Unico sull Apprendistato, i bandi nazionali e regionali e le risorse del Fondo Sociale Europeo; aprire luoghi di partecipazione e informazione con il supporto delle associazioni e dei nodi locali del progetto. 1:18 - GIOVANI E LAVORO: FORMA, NUOVO APPRENDISTATO E ISTRUZIONE TECNICO-PROFESSIONALE Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl, ha richiamato al fatto che il tasso di disoccupazione giovanile (15-4 anni) rilevato dall Istat nel novembre 011 era pari al 30,1%, mentre il livello di disoccupazione giovanile a novembre 007 era del 0%, quindi l aumento percentuale tra prima della crisi e il novembre 011 è del 10,1%. Per abbattere tale percentuale - ha aggiunto Santini - si devono sviluppare tutte le potenzialità offerte dalla nuova normativa sull apprendistato; insieme alla riconversione, attraverso l alta formazione delle cosiddette lauree deboli, meno spendibili sul mercato; al favorire i tirocini negli ultimi anni della formazione professionale e all intercettare i mestieri difficili da reperire sul mercato, ma richiesti dalle imprese. Per Riccardo Giovani, direttore delle politiche del lavoro di Confartigianato, oltre a puntare sul nuovo apprendistato bisogna rilanciare l istruzione tecnico-professionale attraverso un maggiore collegamento tra sistema educativo e lavoro, che consenta ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mondo del lavoro e

9 di trovare un occupazione coerente con il percorso scolastico seguito. 14:47 - GIOVANI E LAVORO: FORMA, MIGLIORARE L OFFERTA DEI SERVIZI Il nostro è un Paese che non ha lo sguardo lungo, sempre preso dall affanno del quotidiano, soprattutto in questi tempi di crisi, dove l Europa ci chiede dei segnali forti. Invece, bisogna lavorare anche per il futuro e ciò significa agire per migliorare l offerta dei servizi per il lavoro che versano in una situazione critica. Allora, si tratta di accompagnare, indirizzare, seguire ed orientare i giovani che cercano un impiego e le associazioni come Forma hanno le potenzialità per svolgere questo compito ha detto questa mattina a Roma, Carlo Dell Aringa, economista dell Università cattolica di Milano, nel corso del suo intervento in occasione del seminario nazionale di Forma Reti e comunità per il lavoro dei giovani. Per Paolo Reboani, presidente di Italia Lavoro le sinergie tra privato sociale ed operatore pubblico possono rivestire un ruolo significativo nel creare un buon sistema di offerta di servizi che recuperi nel contempo una visione e un progetto di società fondata sul lavoro. 15:08 - GIOVANI E LAVORO: FORMA, UNA SOCIETÀ LE LEGGI SERVONO, MA NON BASTANO Negli ultimi anni abbiamo perso una cultura del lavoro, quella del fare rete, abbiamo perso anche la cultura del lavoro artigianale. Oggi, quello che manca alla nostra società è la capacità di fare sinergie per risolvere i problemi, troppo segnata dal crescente individualismo ha detto questa mattina Michel Martone, vice ministro del Lavoro, intervenendo nel corso del seminario di Forma Reti e comunità per il lavoro dei giovani. Il vice ministro ha sottolineato che si è smesso di trasmettere ai giovani il principio che l importante è fare, magari anche sbagliando, ma non rimanere fermi ed ha aggiunto che le leggi servono, ma non bastano perché quello che ora manca sono attori in grado d intervenire, formare e fare sistema ed iniziative come quella di Forma vanno nella giusta direzione. Secondo Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud la rete funziona se propone e valorizza le innovazioni e un osservatorio sul lavoro dovrebbe avere il compito di mettere in fila le esperienze innovative. 16:0 - GIOVANI E LAVORO: FORMA, CUORE, RESPONSABILITÀ E SPERANZA"

10 Da più anni, viviamo una crisi globale che sta producendo effetti considerevoli sul mondo del lavoro e sulle famiglie, giungendo a incrementare problemi più gravi quali: disoccupazione, precariato, lavoro nero, disgregazione familiare, speculazioni finanziarie, usura. Lo ha detto oggi a Roma mons. Angelo Casile, direttore dell ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro della Cei, aprendo i lavori del pomeriggio del seminario nazionale di Forma Reti e comunità per il lavoro dei giovani. Mons. Casile ha ricordato che come Chiesa abbiamo una parola certa e fondata che infonde fiducia e speranza: il Vangelo di Gesù che mette al primo posto Dio e quindi la dignità della persona umana. È su questo riferimento - ha proseguito mons. Casile - che il metterci insieme come Forma, ci permette d impegnarci, per risanare e far crescere con cuore e responsabilità il nostro Paese, come ha detto ieri il Card. Angelo Bagnasco, in un passaggio della prolusione al consiglio permanente della Cei. Don Nicolò Anselmi, responsabile del servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, ha richiamato il fatto che parlare di lavoro e di giovani vuol dire anche parlare di vocazione e felicità. Penso che realizzare una rete, che in termini più ecclesiali potremmo chiamare comunione, abbia come desiderio quello di mettersi al servizio dei giovani, perché credo che essi ci chiedano di dare loro speranza e questo, possiamo farlo veramente insieme. BLOG E SITI option=com_content&view=article&id=86&itemid=147 in collaborazione con Adapt RADIO RAI UNO

11 Area di Servizio un pieno di informazione su lavoro e integrazione sociale Tam Tam Lavoro puntata del 9 gennaio 01 APRIRE LE PORTE DEL LAVORO AI GIOVANI: 100 PROGETTI NEL TERRITORIO. E il messaggio di un progetto formativo elaborato da Forma, l associazione degli Enti di formazione d ispirazione Cristiana. Intervista a Cristiano Nervegna, Segretario Generale di Forma.

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