STUDIO LEGALE ADAMI - DE BATTISTA - FERRETTI Corso d Italia n Roma Tel Fax

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1 STUDIO LEGALE ADAMI - DE BATTISTA - FERRETTI Corso d Italia n Roma Tel Fax ECC.MO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE - LAZIO RICORSO IN VIA GIURISDIZIONALE Per:Verdi Ambiente e Società A.P.S. Onlus, in persona del Presidente Sen. Guido Pollice, con sede in Roma,Corso Vittorio Emanuele II, n. 154,codice fiscale: , P.IVA.: , associazione di promozione sociale riconosciuta quale associazione di protezione ambientale con Decreto del Ministro dell Ambiente 29 marzo 1994,rappresentata e difesa dall avv. Alberta Milone (C.F.: MLNLRT68P42H501M, pec: e dall avv. Pietro Adami (C.F. DMAPTR67C06H501Y - pec: - fax ) presso il cui studio in Roma, Corso d Italia, n. 97, è elettivamente domiciliata come da procura in calce al presente atto CONTRO - Provincia di Roma, con sede in Via IV Novembre 119/A, 00187, Roma, nella persona del Presidente p.t.; - Roma Capitale, in persona del Sindaco p.t.; E NEI CONFRONTI Del Ministero per i beni e le attività culturali, in persona del Ministro pro tempore, domiciliato ex lege presso l Avvocatura Generale dello Stato, in Roma, Via dei Portoghesi, n. 12; Del Ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare, in persona del Ministro pro tempore, domiciliato ex lege presso l Avvocatura Generale dello Stato, in Roma, Via dei Portoghesi, n. 12; E NEI CONFRONTI Della Regione Lazio, in persona del Presidente in carica, presso la sede di Roma, Via R. Raimondi Garibaldi, n. 7, E NEI CONFRONTI Della ACEA Distribuzione S.p.a., con sede in Roma, Piazzale Ostiense, n.2, in persona del legale rappresentante in carica, AVVERSO E PER L ANNULLAMENTO, PREVIA ADOZIONE DELLE OPPORTUNE MISURE CAUTELARI - della determinazione della Provincia di Roma n. R.U dell 11 maggio 2011, avente ad oggetto: progetto Acea Distribuzione S.p.A. Nuova Cabina Elettrica Primaria di Trasformazione a 150 kv CECCHIGNOLA e cavi per raccordi a 150 kv sulla esistente linea Laurentina Capannelle. Comune 1

2 di Roma Municipio XII Domanda ACEA Distribuzione S.p.A. del 25 giugno 2010, prot (doc. 1); - della delibera del Consiglio comunale di Roma Capitale n. 7 del 25 febbraio 2014 avente ad oggetto: Progetto realizzazione della nuova Cabina Elettrica primaria Cecchignola 150/20 KV e dei nuovi raccordi in cavi interrati a 150 KV sulla linea esistente Laurentina Capannelle, a cura di ACEA Distribuzione S.p.A. in area compresa tra Via della Cecchignola e Via Andrea Millevoi Modifica Urbanistica ai sensi del combinato disposto degli artt. 9 c. 5 del D.P.R. n. 327/2001 e 50 bis, c. 3 della L.R. n. 38/1999 (doc. 2); - della nota del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Sovrintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Servizio Tutela, n del , avente ad oggetto: Roma, Municipio XII. Via della Cecchignola. Progetto Acea per Nuova Cabina Primaria di trasformazione 150/20 kv. Nuova dislocazione. Parere di competenza (doc. 3); - della nota della Provincia di Roma, Dip. IV Servizi di tutela ambientale, Servizio n. 3 Tutela Aria ed energia, prot. n del (doc. 4); - del verbale della Conferenza dei Servizi del tenutasi presso la Provincia di Roma, Dip. IV, Servizi di tutela ambientale, Servizio n. 3 Tutela Aria ed energia (doc. 5); - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale. FATTO In data 9 giugno 2014 alcuni residenti in Via Millevoi, zona Ardeatina di Roma, hanno notato che venivano avviati dei lavori nell area compresa tra Via della Cecchignola e Via Andrea Millevoi. Nella medesima data veniva apposto un cartello sulla recinzione, che evidenziava che i lavori erano relativi alla realizzazione di una Cabina Elettrica Primaria di Trasformazione dell Acea Distribuzione. A seguito di un istanza di accesso agli atti, presentata dal Presidente del Comitato di Quartiere Millevoi Ardeatina, la Provincia di Roma, in data 21 agosto 2014, ha rilasciato alcuni atti relativi all approvazione dell opera sopra menzionata. I residenti nell area hanno così preso visione della qui impugnata determinazione dirigenziale R.U dell 11 maggio 2011 (doc. 1), con la quale è stata autorizzata la costruzione e l esercizio della menzionata Cabina Elettrica Primaria di Trasformazione a 150 kv Cecchignola e cavi per raccordi a 150 kv sulla esistente linea Laurentina Capannelle. Si legge nelle premesse di tale provvedimento che l Acea Distribuzione ha presentato domanda di autorizzazione per la costruzione e l esercizio dell impianto alla Provincia il 25 luglio Con riferimento all originaria localizzazione del progetto, si è espressa negativamente la Direzione 2

3 Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, con nota del 5 ottobre 2010, n del 5 ottobre 2010 (a seguito dei pareri della Soprintendenza Archeologica e della Soprintendenza Paesaggistica) richiedendo una diversa collocazione della Cabina (pag. 2 del doc. 1). In seguito, l Acea Distribuzione ha presentato una nuova proposta progettuale in recepimento delle richieste della Regione Lazio e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali formulate nella Conferenza di servizi tenutasi il 19 ottobre 2010 (v. pag. 3 del doc. 1). Il nuovo progetto prevede la realizzazione dell impianto nell area compresa tra Via della Cecchignola e Via Andrea Millevoi, ed è localizzato 500 m più a nord della precedente. Si legge nella determinazione provinciale (pag. 4) che l area interessata dall intervento copre una superficie pari a 5050 mq circa ed è localizzata nel quadrante sud di Roma all interno del GRA. In base al progetto approvato, l alimentazione dell impianto viene effettuata attraverso la realizzazione di due nuovi cavi interrati che avranno una lunghezza di circa 310 m (in direzione Capannelle) e di circa 260 m (in direzione CP Laurentina). La cabina dell Acea Distribuzione interessa una porzione di terreno censita in catasto al foglio 887, allegato 415, particelle 840 e 80. In data 12 gennaio 2011 si è tenuta una seconda Conferenza di Servizi, che ha espresso parere favorevole all approvazione del progetto (doc. 5). In tale sede, il rappresentante nella conferenza di Roma Capitale, Dip.to Programmazione e Attuazione degli strumenti urbanistici, dott. D Alessandro ha evidenziato come: l area interessata dalla ricollocazione della Cabina di Trasformazione Cecchignola di cui alla nota prot del 25 novembre 2010, avendo a riferimento la tavola Sistemi e Regole 1: n della Variante Generale al P.R.G. approvata con Del. C.C. n. 18/2008, è ricompresa nel Sistema dei servizi e delle infrastrutture come Verde Pubblico e Servizi pubblici di livello locale normati dall art. 85 delle N.T.A. Si deve altresì fare riferimento agli elaborati prescrittivi della Rete Ecologica 1:10.000, tav 4.18, in quanto l area ricade all interno del perimetro della componente secondaria (aree B ) e quindi al disposto dell art. 72 delle N.T.A. che prevede restrizioni alla disciplina urbanistica sopra richiamata. Detto articolo prevedendo che tutti gli interventi siano sottoposti alla Valutazione ambientale preliminare ai sensi dell art. 10, commi 10 e 11 e che ad essi siano associati interventi di categoria ambientale. In particolare poi, alla lettera c del p.to 8 del richiamato art. 72, viene esclusa la possibilità di realizzare su tali aree servizi pubblici, se non espressamente previsti nel Programma di cui all art. 83 delle norme o qualora non sia possibile localizzare altrove lo standards urbanistico. L area inoltre è di interesse anche in relazione alla limitrofa lottizzazione urbanistico Cecchignola Sud che la cabina andrà ad alimentare. Pertanto questo ufficio chiede in via prioritaria che venga verificata la possibilità di localizzare l intervento all esterno del perimetro di componente come delineato nella tavola 4.18 del nuovo P.R.G., verificandone la posizione ottimale anche in relazione al limitrofo piano urbanistico. 3

4 Qualora venga verificata l impossibilità di reperire area idonea a tale scopo potrà procedersi nell iter autorizzativi previa Valutazione ambientale e verifica di congruità con le previsioni del piano di lottizzazione. In via generale si invita l Acea ad effettuare una adeguata verifica di fattibilità urbanistica, preliminarmente alla redazione dei progetti di che trattasi anche direttamente presso gli uffici preposti. Con la determinazione qui impugnata, la Provincia di Roma ha approvato il progetto della cabina e ha apposto il vincolo preordinato all esproprio dell area, dichiarando contestualmente la pubblica utilità dell opera e i relativi lavori urgenti e indifferibili. A seguito della presentazione dell istanza di accesso agli atti, il Comitato di Quartiere Millevoi Ardeatina ha acquisito, altresì, l atto di cessione immobili e servitù di elettrodotto, del 5 giugno 2012 (doc. 6), con il quale la Società La Stella Alpina Costruzioni, proprietaria dell area, ha effettuato la cessione volontaria a favore dell Acea Distribuzione della superficie di terreno di 5050 mq, censita in catasto al foglio 887, particella 2166 (ex particelle 840 e 80). Con il medesimo atto del 5 giugno 2012, la Società La Stella Alpina Costruzioni ha costituito in favore dell Acea Distribuzione o suoi aventi causa, la servitù permanente e inamovibile di elettrodotto per le linee da costruire in cavo. Le fasce di terreno interessato di larghezza pari a 6 metri e sono localizzate sui terreni censiti al foglio 887, particella 2165 per mq 276 e particella 2164, per mq 404, per una superficie complessiva di mq 680 (art. 5 dell atto del 5 giugno 2012, doc. 6). In allegato all atto del 5 giugno 2012, viene riportato il certificato di destinazione urbanistica (allegato B al doc. 6) rilasciato da Roma Capitale dove si evidenzia che l immobile distinto nel Catasto del Comune di Roma di cui al foglio 887, con le particelle 80, 840, 852, 859, 868, 1023, 1029, 1032, 1035, in base al P.R.G. di Roma ricade per la massima parte: 1) Sistema dei servizi e delle infrastrutture: verde pubblico e servizi pubblici di livello locale 2) rete ecologica: interessato dalla componente secondaria B, dal reticolo idrografico principale e secondario. Si legge, inoltre, nel menzionato certificato di destinazione urbanistica: l immobile risulta soggetto ad un vincolo paesaggistico Via Ardeatina, ai sensi del d.lgs. 42/04, istituito con D.M. del 07/01/1966. L immobile risulta altresì compreso nel perimetro del piano territoriale paesistico regionale adottato con DD.GG.RR. 556 e 1025/2007 secondo le indicazioni contenute nei seguenti elaborati: Tav. A: Ambiti di recupero e valorizzazione paesistica; Aree o punti di visuali; Paesaggio Naturale di continuità; Fascia di rispetto dei corsi d acqua; Tav. B: Beni d insieme, vaste località con valore estetico tradizionale, Bellezze Panoramiche Aree di interesse archeologico già individuate, beni puntuali con fascia di rispetto; 4

5 Corsi delle acque pubbliche: Tav. C: Viabilità antica; Reticolo idrografico; Schema del piano regionale dei parchi. Tav. D: Inviluppo dei beni paesaggistici. Dal menzionato certificato di destinazione urbanistica allegato all atto di cessione immobili e servitù di elettrodotto del 5 giugno 2012, si evince, pertanto, che l area in questione è destinata a verde pubblico e ricade in una rete ecologica, che sulla medesima area insiste un vincolo paesaggistico e, inoltre, che l area ricade negli ambiti territoriali di elevato valore paesaggistico, storico e archeologico, di cui alle Tavole del PTPR (doc. 7) sopra elencate. Tuttavia, preme rilevare come nessun riferimento alla destinazione dell area a verde pubblico, all esistenza del vincolo paesaggistico, e alla presenza di ambiti territoriali di elevato pregio, sia contenuto nella determinazione provinciale impugnata. E evidente, pertanto, l illegittimità del provvedimento della Provincia sotto tale profilo. Quanto alla destinazione territoriale dell area, nella Determinazione n la Provincia si limita, infatti, a riportare il parere di Roma Capitale Dipartimento VI PRG U.O. Città Consolidata, che ha fatto rilevare che l area è interna a una componente secondaria di tipo B come indicato nella tavola 4.18 della Rete Ecologica. Nessuna considerazione viene svolta dalla Provincia in merito alla compatibilità dell impianto con la destinazione dell area, all interno della quale ricade (tra l altro, come si è visto) la Rete Ecologica. Al riguardo si rammenta che il rappresentante di Roma Capitale, come è stato evidenziato, aveva chiesto in via prioritaria che venisse verificata la possibilità di delocalizzare l intervento all esterno del perimetro di componente secondaria (tavola 4.18 del nuovo PRG) verificandone la posizione ottimale anche in relazione al limitrofo piano urbanistico. In via subordinata, nell ipotesi in cui venisse verificata l impossibilità di reperire area idonea a tale scopo il rappresentante sottolineava che l iter autorizzativo avrebbe potuto proseguire previa Valutazione ambientale e verifica di congruità con le previsioni del piano di lottizzazione. Tuttavia, la Provincia non ha in alcun modo tenuto conto delle richieste formulate dal rappresentante di Roma Capitale, Dipartimento Programmazione e Attuazione degli strumenti urbanistici. La Provincia, infatti, in riscontro a tali richieste, si è limitata a riportare, recependone i contenuti, la risposta dell Acea che dichiara in sede di Conferenza che la posizione individuata per la Cabina risulta l unica possibile per assicurare il corretto esercizio della rete pubblica di distribuzione dell energia elettrica ai cittadini del Comune di Roma, compresi quelli attualmente residenti nella zona limitrofa all opera da realizzare. 5

6 In sostanza, la Provincia afferma la prevalenza dell interesse alla realizzazione dell opera su quello alla tutela ambientale, senza aver effettuato alcun bilanciamento tra i due contrapposti interessi costituzionali (artt. 32 e 41 Cost.). Né risulta, comunque, che la Provincia abbia in alcun modo dato conto del motivo in base al quale la localizzazione approvata dell opera sarebbe da individuare come l unica possibile per il corretto esercizio della rete pubblica di distribuzione dell energia elettrica, secondo quanto asserito dall Acea Distribuzione. Al riguardo, si evidenzia per inciso che, contrariamente a quanto rilevato dalla società, secondo cui il servizio verrebbe assicurato genericamente ai cittadini del Comune di Roma e ai residenti della zona limitrofa al sito di realizzazione dell opera, il progetto rientra, in realtà, nell ambito di un amplissimo piano di lottizzazione dell area dell agro romano. La realizzazione di tale lottizzazione comporterà la cementificazione dell intera l area, di grande pregio paesaggistico e naturalistico. Al fine di consentire la realizzazione ed entrata ed esercizio dell opera, resa impossibile dalla destinazione dell area a verde pubblico, Roma Capitale, con la deliberazione n. 7 del febbraio 2014, ha approvato la variante al PRG (doc. 2). L area di 5050 mq compresa tra Via della Cecchignola e Via Andrea Millevoi è ora destinata a infrastrutture tecnologiche. Anche tale delibera è illegittima, in quanto approvata in violazione delle disposizioni del testo unico sulle espropriazioni (d.p.r. n. 327/2001), nonché della l.r. n. 38/99. Nelle motivazioni del provvedimento si evince, in particolare, che, analogamente a quanto è avvenuto in sede di approvazione della determinazione provinciale impugnata, l amministrazione comunale ha ritenuto prevalente in modo assoluto l interesse alla realizzazione dell opera, senza prendere in alcun modo in considerazione i contrapposti e primari interessi alla tutela dell ambiente e della salute. Gli atti impugnati sono quindi illegittimi e devono essere impugnati per i seguenti motivi in DIRITTO Sull interesse L associazione ambientalista Verdi Ambiente e Società (VAS) è nata nel 1991, ma è stata riconosciuta dal Ministero dell Ambiente con D.M. del 29 marzo 1994, è iscritta all Anagrafe Nazionale delle Ricerche del Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca. Essa è un associazione apartitica e senza fini di lucro che si propone di portare avanti progetti e iniziative di solidarietà sociale, di tutela e valorizzazione della natura e dei beni storico-culturali. I suoi valori (ecopacifismo, biodiversità, beni comuni) sono stati fatti propri dai gruppi locali organizzati in Circoli Territoriali che fanno capo a loro vota ai rispettivi Coordinamenti Regionali, laddove 6

7 costituiti. L Associazione opera con l esclusivo intento del perseguimento di finalità di solidarietà sociale di cui all art. 10, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, volto alla tutela e valorizzazione della natura e dell ambiente, previste dall art. 10, comma 1, lett. a), punto 8) del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, e dei beni storico-culturali, tassativamente nell ambito della previsione dell art. 10, comma 1, lett. a), punto 7) del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, nonché allo svolgimento delle attività ad esse direttamente connesse, con l espresso divieto di svolgere sia l attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all articolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, sia qualsivoglia altra attività diversa da quelle menzionate alla lettera a) dell art. 10 del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n Quanto alle funzioni proprie dell Associazione, lo statuto della stessa prevede espressamente come, al fine di perseguire i proprio scopi, promuove e favorisce le iniziative volte a garantire gli equilibri ecologici, favorisce le iniziative volte a prevenire ed a contrastare ogni genere e specie di inquinamento dell ambiente e di alterazione degli ecosistemi, volte alla tutela della biodiversità e dei diritti delle altre specie viventi; promuove e favorisce le iniziative che, nel rispetto dei valori e dei diritti umani civili e sociali e nella salvaguardia del patrimonio naturale e storico-culturale, consentano l equo impiego delle risorse disponibili, per il superamento degli squilibri economicisociali, delle sacche di sottosviluppo e delle contraddizioni esistenti tra uomo, natura ed ambiente; promuove e favorisce le iniziative volte alla tutela della salute, intesa come bene individuale e collettivo; promuove e favorisce il recupero e la valorizzazione del patrimonio ambientale, naturalistico, paesistico, architettonico, monumentale, storico e culturale del paese, delle sue Regioni, delle sue autonomie e realtà locali e del suo mare. L intera opera assentita con la deliberazione approvata in epigrafe viene a porsi in contrasto con tutti gli obiettivi perseguiti dall Associazione stessa. Alla realizzazione dell anzidetta opera, l ente ricorrente intende opporsi per i seguenti motivi in diritto. *** I. Violazione e falsa applicazione degli articoli 136, 146, 148, 181 D. lgs. 22 gennaio 2004, n. 42. Eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti, difetto di istruttoria, carenza dei presupposti, irragionevolezza e sviamento. In primo luogo occorre chiarire quale sia l opera, la cui realizzazione in violazione di legge si contrasta con il presente ricorso. In dispetto del nome Cabina Elettrica Primaria di Trasformazione, si tratta di una centrale elettrica in cui l energia ad alta tensione viene trasformata a bassa tensione, quindi un opera 7

8 industriale la cui realizzazione comporta impatti significativi sull ambiente, non limitati al solo inserimento paesaggistico. L area su cui dovrebbe sorgere l opera, individuata dalla Acea Distribuzione per la costruzione della Cabina Elettrica Primaria di Trasformazione, è sottoposta a vincolo paesistico. Nel certificato di destinazione urbanistica (all. B, doc. 6), infatti, si legge che il suddetto immobile risulta compreso nel perimetro del piano territoriale paesistico n. 15/3 Valleranno Cecchignola, approvato con legge regionale n. 24 del 6/07/1998. L immobile risulta soggetto ad un vincolo paesistico Via Ardeatina, ai sensi del D. Lgs. 42/04, istituito con D.M. del 07/01/1966. L immobile risulta altresì compreso nel perimetro del piano territoriale paesistico regionale adottato con DD.GG.RR. 556 e 1025/2007. Il sito in questione è stato individuato come sito di notevole interesse pubblico ai sensi dell art. 136 del D. Lgs. 42/04, il quale dispone: 1. Sono soggetti alle disposizioni di questo titolo per il loro notevole interesse pubblico: a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica; b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza; c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, ivi comprese le zone di interesse archeologico; d) le bellezze panoramiche considerate come quadri e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze. Le aree che presentano le caratteristiche indicate dalla norma citata sono quindi sottoposte alla disciplina contenuta in questa parte del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Di conseguenza, è applicabile anche il successivo art. 146, che prevede: 1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili ed aree di interesse paesaggistico, tutelati dalla legge, a termini dell'articolo 142, o in base alla legge, a termini degli articoli 136, 143, comma 1, lettera d), e 157, non possono distruggerli, né introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di protezione. 2. I soggetti di cui al comma 1 hanno l'obbligo di presentare alle amministrazioni competenti il progetto degli interventi che intendano intraprendere, corredato della prescritta documentazione, ed astenersi dall'avviare i lavori fino a quando non ne abbiano ottenuta l'autorizzazione. 3. La documentazione a corredo del progetto è preordinata alla verifica della compatibilità fra interesse paesaggistico tutelato ed intervento progettato. Essa è individuata, su proposta del Ministro, con 8

9 decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, d'intesa con la Conferenza Stato-regioni, e può essere aggiornata o integrata con il medesimo procedimento. 4. L'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio. Fuori dai casi di cui all'articolo 167, commi 4 e 5, l'autorizzazione non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi. L'autorizzazione è efficace per un periodo di cinque anni, scaduto il quale l'esecuzione dei progettati lavori deve essere sottoposta a nuova autorizzazione. I lavori iniziati nel corso del quinquennio di efficacia dell'autorizzazione possono essere conclusi entro e non oltre l'anno successivo la scadenza del quinquennio medesimo. Il termine di efficacia dell'autorizzazione decorre dal giorno in cui acquista efficacia il titolo edilizio eventualmente necessario per la realizzazione dell'intervento, a meno che il ritardo in ordine al rilascio e alla conseguente efficacia di quest'ultimo non sia dipeso da circostanze imputabili all'interessato. 5. Sull'istanza di autorizzazione paesaggistica si pronuncia la regione, dopo avere acquisito il parere vincolante del soprintendente in relazione agli interventi da eseguirsi su immobili ed aree sottoposti a tutela dalla legge o in base alla legge, ai sensi del comma 1, salvo quanto disposto all'articolo 143, commi 4 e 5. Il parere del soprintendente, all esito dell approvazione delle prescrizioni d uso dei beni paesaggistici tutelati, predisposte ai sensi degli articoli 140, comma 2, 141, comma 1, 141-bis e 143, comma 1, lettere b), c) e d), nonché della positiva verifica da parte del Ministero, su richiesta della regione interessata, dell avvenuto adeguamento degli strumenti urbanistici, assume natura obbligatoria non vincolante e, ove non sia reso entro il termine di novanta giorni dalla ricezione degli atti, si considera favorevole. 6. La regione esercita la funzione autorizzatoria in materia di paesaggio avvalendosi di propri uffici dotati di adeguate competenze tecnico-scientifiche e idonee risorse strumentali. Può tuttavia delegarne l'esercizio, per i rispettivi territori, a province, a forme associative e di cooperazione fra enti locali come definite dalle vigenti disposizioni sull'ordinamento degli enti locali, agli enti parco ovvero a comuni, purché gli enti destinatari della delega dispongano di strutture in grado di assicurare un adeguato livello di competenze tecnico-scientifiche nonché di garantire la differenziazione tra attività di tutela paesaggistica ed esercizio di funzioni amministrative in materia urbanistico-edilizia. 7. L'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, ricevuta l'istanza dell'interessato, verifica se ricorrono i presupposti per l'applicazione dell'articolo 149, comma 1, alla stregua dei criteri fissati ai sensi degli articoli 140, comma 2, 141, comma 1, 141-bis e 143, comma 1, lettere b), c) e d). Qualora detti presupposti non ricorrano, l'amministrazione verifica se l'istanza stessa sia corredata della documentazione di cui al comma 3, provvedendo, ove necessario, a richiedere le opportune integrazioni e a svolgere gli accertamenti del caso. Entro quaranta giorni dalla ricezione dell'istanza, l'amministrazione effettua gli accertamenti circa la conformità dell'intervento proposto con le prescrizioni contenute nei provvedimenti di 9

10 dichiarazione di interesse pubblico e nei piani paesaggistici e trasmette al soprintendente la documentazione presentata dall'interessato, accompagnandola con una relazione tecnica illustrativa nonché con una proposta di provvedimento, e dà comunicazione all interessato dell inizio del procedimento e dell avvenuta trasmissione degli atti al soprintendente, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia di procedimento amministrativo. 8. Il soprintendente rende il parere di cui al comma 5, limitatamente alla compatibilità paesaggistica del progettato intervento nel suo complesso ed alla conformità dello stesso alle disposizioni contenute nel piano paesaggistico ovvero alla specifica disciplina di cui all'articolo 140, comma 2, entro il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione degli atti. Il soprintendente, in caso di parere negativo, comunica agli interessati il preavviso di provvedimento negativo ai sensi dell articolo 10-bis della legge 7 agosto 1990, n Entro venti giorni dalla ricezione del parere, l amministrazione provvede in conformità. 9. Decorso inutilmente il termine di cui al primo periodo del comma 8 senza che il soprintendente abbia reso il prescritto parere, l'amministrazione competente può indire una conferenza di servizi, alla quale il soprintendente partecipa o fa pervenire il parere scritto. La conferenza si pronuncia entro il termine perentorio di quindici giorni. In ogni caso, decorsi sessanta giorni dalla ricezione degli atti da parte del soprintendente, l'amministrazione competente provvede sulla domanda di autorizzazione. Con regolamento da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro il 31 dicembre 2008, su proposta del Ministro d'intesa con la Conferenza unificata, salvo quanto previsto dall'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabilite procedure semplificate per il rilascio dell'autorizzazione in relazione ad interventi di lieve entità in base a criteri di snellimento e concentrazione dei procedimenti, ferme, comunque, le esclusioni di cui agli articoli 19, comma 1 e 20, comma 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni. 10. Decorso inutilmente il termine indicato all'ultimo periodo del comma 8 senza che l'amministrazione si sia pronunciata, l'interessato può richiedere l'autorizzazione in via sostitutiva alla regione, che vi provvede, anche mediante un commissario ad acta, entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta. Qualora la regione non abbia delegato gli enti indicati al comma 6 al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, e sia essa stessa inadempiente, la richiesta del rilascio in via sostitutiva è presentata al soprintendente. 11. L'autorizzazione paesaggistica è trasmessa, senza indugio, alla soprintendenza che ha reso il parere nel corso del procedimento, nonché, unitamente allo stesso parere, alla regione ovvero agli altri enti pubblici territoriali interessati e, ove esistente, all'ente parco nel cui territorio si trova l'immobile o l'area sottoposti al vincolo. Il successivo art. 148 dispone: 1. Entro il 31 dicembre 2006 le regioni promuovono l'istituzione e disciplinano il funzionamento delle commissioni per il paesaggio di supporto ai soggetti ai quali sono delegate le competenze in materia di autorizzazione paesaggistica, ai sensi dell'articolo 146, comma 3. 10

11 2. Le commissioni, competenti per ambiti sovracomunali, in modo da realizzare il necessario coordinamento paesaggistico, sono composte da soggetti con particolare, pluriennale e qualificata esperienza nella tutela del paesaggio. 3. Le commissioni esprimono parere obbligatorio in merito al rilascio delle autorizzazioni previste dagli articoli 146, 147 e 159. Il sub procedimento dettagliatamente descritto dalle norme ora richiamate, volto al rilascio da parte della Regione (o dell ente dalla stessa eventualmente individuato a tal fine) dell autorizzazione paesaggistica prescritta dalla legge, non è stato neppure avviato nel caso oggetto del presente ricorso. Come emerge da quanto riportato nella stessa Determinazione della Provincia di Roma in questa sede impugnata (doc. 1, pag. 3), infatti, in sede di Conferenza dei servizi, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, a seguito dei pareri espressi dalla Soprintendenza Archeologica e dalla Soprintendenza Paesaggistica, ha espresso parere negativo sulla realizzazione dell opera, richiedendo una diversa collocazione della Centrale. Di conseguenza, la società Acea Distribuzione ha predisposto una nuova proposta progettuale prevedendo la realizzazione dell intervento in un area poco distante da quella precedentemente individuata (500 metri più a nord) (doc. 1, pag.4). A seguito della modifica suddetta, però, non è intervenuto un parere positivo in relazione alla realizzazione dell opera da parte della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio. Nel dettaglio, ciò che la società proponente non ha ottenuto è la indispensabile autorizzazione paesaggistica di cui al già visto art. 146 D. Lgs. 42/04. Inoltre, non risulta a chi scrive che sull opera abbia avuto modo di esprimersi né la Commissione per il paesaggio (il cui parere è obbligatorio, in base al disposto del citato art. 148), né la Soprintendenza competente, che nel caso di specie è senz altro quella Paesaggistica. È appena il caso di richiamare la costante giurisprudenza della Corte Costituzionale secondo la quale: l oggetto della tutela del paesaggio non è il concetto astratto delle "bellezze naturali", ma l'insieme delle cose, beni materiali,o le loro composizioni, che presentano valore paesaggistico ;per cui la tutela ambientale e paesaggistica, gravando su un bene complesso ed unitario, deve essere considerata un valore primario ed assoluto, che precede e comunque costituisce un limite alla tutela degli altri interessi pubblici assegnati alla competenza concorrente delle regioni in materia di governo del territorio e di valorizzazione dei beni culturali e ambientali (Corte Costituzionale, 7 novembre 2007, n. 367). Appare quindi ancora più evidente la gravità delle illegittimità che vanno ad inficiare la Determinazione impugnata. 11

12 La realizzazione di opere non autorizzate assume rilevanza anche in ambito penalistico. Infatti, l art. 181 dello stesso D. Lgs. 42/04 (Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa) stabilisce: 1. Chiunque, senza la prescritta autorizzazione o in difformità di essa, esegue lavori di qualsiasi genere su beni paesaggistici è punito con le pene previste dall Articolo 20 della legge 28 febbraio 1985, n bis. La pena e' della reclusione da uno a quattro anni qualora i lavori di cui al comma 1: a) ricadano su immobili od aree che [, ai sensi dell'articolo 136,] per le loro caratteristiche paesaggistiche siano stati dichiarati di notevole interesse pubblico con apposito provvedimento emanato in epoca antecedente alla realizzazione dei lavori. La norma citata, prevede una sanzione maggiormente afflittiva nel caso in cui vengano in considerazione zone dichiarate di notevole interesse pubblico, confermando così l impossibilità di porre in essere interventi che possano modificare le caratteristiche delle medesime in modo irreversibile, se non in base ad una specifica autorizzazione, rilasciata a seguito di una attenta ponderazione dei rischi connessi all esecuzione di lavori e delle conseguenze dei medesimi sui luoghi. La giurisprudenza in merito ha ritenuto che: Il reato previsto dall'art. 181 del D.Lgs 22 gennaio 2004, n. 42, qualificabile come di pericolo astratto, non richiede ai fini della sua configurabilità un effettivo pregiudizio per l'ambiente, essendo sufficiente l'esecuzione di interventi in assenza di preventiva autorizzazione che siano astrattamente idonei ad arrecare nocumento al bene giuridico tutelato. La previsione, contenuta nello stesso art. 181, al co. 1 ter, della non punibilità in caso di intervenuto accertamento di compatibilità paesaggistica, è limitata al solo reato contravvenzionale di cui all'art. 181, co. 1 ed in determinate ipotesi, tra cui il caso di abusi minori, secondo la specifica previsione legislativa (Cassazione penale, sez. III, sentenza 08 novembre 2013 n ). *** II. Violazione e falsa applicazione dell art. 3 L. 7 agosto 1990, n Violazione e falsa applicazione delle norme del PTPR della Regione Lazio. Eccesso di potere per illogicità, irrazionalità, gravi carenze istruttorie e violazione del principio del buon andamento della P.A. In sede di Conferenza dei servizi, come già accennato, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, a seguito dei pareri espressi dalla Soprintendenza Archeologica e dalla Soprintendenza Paesaggistica, ha espresso parere negativo sul sito prescelto per la realizzazione dell opera, richiedendo una diversa collocazione della Cabina. 12

13 Conseguentemente, la società Acea Distribuzione è stata costretta a predisporre una nuova proposta progettuale, prevedendo la realizzazione dell intervento in un area poco distante da quella precedentemente individuata, ovvero 500 metri più a nord. Nel certificato di destinazione urbanistica (doc. 6, all. B) allegato all atto con il quale la Stella alpina costruzioni S.r.l. ha effettuato, in favore della Acea distribuzione S.p.a, la cessione volontaria del terreno dove è prevista la costruzione della Cabina Elettrica Primaria di Trasformazione, si legge che il suddetto immobile risulta compreso nel perimetro del piano territoriale paesistico n. 15/3 Valleranno Cecchignola, approvato con legge regionale n. 24 del 6/07/1998. L immobile risulta soggetto ad un vincolo paesistico Via Ardeatina, ai sensi del D. Lgs. 42/04, istituito con D.M. del 07/01/1966. L immobile risulta altresì compreso nel perimetro del piano territoriale paesistico regionale adottato con DD.GG.RR. 556 e 1025/2007 secondo le indicazioni contenute nei seguenti elaborati: Tav. A: Ambiti di recupero e valorizzazione paesistica; aree o punti di visuali; paesaggio naturale di continuità; fascia di rispetto dei corsi d acqua. Tav. B: Beni d insieme, vaste località con valore estetico tradizionale, bellezze panoramiche; aree di interesse archeologico già individuate, beni lineari con fascia di rispetto; aree di interesse archeologico già individuate, beni puntuali con fascia di rispetto; corsi delle acque pubbliche. Tav. C: Viabilità antica; reticolo idrografico; schema del piano regionale dei parchi. Tav. D: Inviluppo dei beni paesaggistici. L area nella quale è prevista la realizzazione la Cabina è classificata, tra l altro, (si veda la tavola A 24) come paesaggio naturale di continuità. In base all art. 23 (paesaggio naturale continuità): 1. Il Paesaggio naturale di continuità è costituito da porzioni di territorio che presentano elevato valore di naturalità, anche se parzialmente edificati o infrastrutturati. Possono essere collocati all interno o in adiacenza dei paesaggi naturali e costituirne irrinunciabile area di protezione; in altri casi tali paesaggi sono inseriti all interno o in adiacenza a paesaggi degli insediamenti urbani o in evoluzione costituendone elemento di pregio naturalistico da salvaguardare. 2. La tutela per tali territori è volta alla valorizzazione della funzione di connessione dei paesaggi con i quali concorre a costituire complessi paesaggistici unitari. Nel caso di continuità con il paesaggio naturale l obiettivo è la protezione, fruizione e valorizzazione del paesaggio naturale stesso e, in linea subordinata, la conservazione dei modi d uso agricoli tradizionali. 3. In ambiente urbano la tutela è volta alla salvaguardia dei valori naturalistici che si conservano nel tessuto urbano. In tali territori si possono prevedere interventi di recupero dei valori naturalistici del paesaggio. 13

14 4. Subordinatamente a valutazione di inserimento paesistico in tali aree possono essere realizzate infrastrutture e/o servizi strettamente necessari a garantire la fruizione dei beni e delle aree di interesse naturalistico secondo le indicazioni specifiche contenute nella tabella B. Dunque, nel caso di specie l opera non poteva essere autorizzata, non essendo certo finalizzata alla fruizione dei beni e delle aree di interesse naturalistico, e mancando in ogni caso la valutazione di inserimento paesistico. La determinazione della Provincia di Roma n. R.U dell 11 maggio 2011, avente ad oggetto: progetto Acea Distribuzione S.p.A. Nuova Cabina Elettrica Primaria di Trasformazione a 150 kv CECCHIGNOLA e cavi per raccordi a 150 kv sulla esistente linea Laurentina Capannelle. Comune di Roma Municipio XII è pertanto in palese violazione degli obiettivi di tutela previsti dal PTPR, perché in queste aree Nel caso di specie, non si rinviene, peraltro, nella Determinazione dirigenziale n del alcuna giustificazione riguardante la scelta di autorizzare una nuova Cabina Elettrica Primaria di Trasformazione in un area ricompresa nelle previsioni del PTPR. In sintesi, nella localizzazione e nella autorizzazione disposta dalla determinazione della Provincia di Roma n. R.U dell 11 maggio 2011, si ravvisa in primo luogo una carenza di istruttoria, poi una carenza motivazionale, ed infine, più grave di tutte il mancato rispetto delle previsioni del piano territoriale paesistico, in relazione all area coinvolta dall intervento. Quanto detto costituisce un ulteriore profilo di illegittimità della Determinazione che l associazione ricorrente impugna in questa sede. *** III. Violazione di legge ai sensi dell art. 32 Cost., della l. n. 36/2001 e del DPCM 8 luglio Carenza di istruttoria, carenza dei presupposti, irragionevolezza, illogicità manifesta. Violazione del principio di precauzione Sotto un ulteriore profilo deve affermarsi che l opera genera un notevole inquinamento elettromagnetico verso le abitazioni contigue (o quantomeno non sono stati condotti accertamenti al fine di escluderlo). Nella delibera di autorizzazione alla realizzazione ed esercizio del progetto della cabina (doc. 1) la Provincia prende atto : della relazione a firma dell ing. [ ] che, a nome dell ACEA Distribuzione S.p.A., relativamente alla realizzazione degli interventi in oggetto, attesta che il sito dove sarà ubicata la cabina primaria è localizzato a più di 40 metri dalle più vicine aree adibite a presenza prolungata e, a tale distanza, i valori del campo elettrico e 14

15 dell induzione magnetica, alla massima potenza erogabile dalla CP risultano inferiori agli obiettivi di qualità indicati dal DPCM 8 luglio 2003 e che, pertanto l impianto sulla base di tale relazione risulta conforme alle prescrizioni di cui agli artt. 4 e 5 del DPCM 8/07/2003. In primo luogo deve osservarsi che 40 metri è veramente poco. Un viale, in linea di massima, è largo 40 metri. Quindi la centrale è dirimpetto alle abitazioni. La Provincia, in quanto autorità preposta al rilascio dell autorizzazione alla realizzazione e all esercizio della cabina, non poteva limitarsi a prendere atto di quanto dichiarato dalla società proponente, ma era tenuta alla verifica e valutazione di quanto affermato dalla Acea Distribuzione. Ne deriva l illegittimità della determinazione provinciale qui impugnata per carenza di istruttoria e difetto di motivazione. Occorre, inoltre, precisare che la localizzazione della cabina viene variata nel progetto ripresentato di oltre 500 mt e nel testo della determinazione provinciale non viene specificato se tale relazione sia effettivamente riferita alla localizzazione del progetto così come aggiornato. In ogni caso, nella suddetta relazione, menzionata nella determinazione della Provincia di Roma, viene fatta esplicita menzione unicamente dei possibili effetti prodotti dalla realizzazione della Cabina Primaria (trasformazione AT/MT), mentre il progetto prevede anche la realizzazione delle linee elettriche in ingresso ed uscita, ovvero i raccordi in cavi interrati a 150 Kv e la posa dei cavi MT di alimentazione delle cabine secondarie. Tali strutture comportano la generazione di campi elettrici e magnetici che avrebbero dovuto essere complessivamente valutati tenendo conto degli effetti cumulativi (Consiglio di Stato, Sez. VI, 14 ottobre 2014 n. 5092; Corte di Giustizia UE, 24 novembre 2011, procedimento C 404/09). I livelli di campo dipendono dalla tipologia di cabina installata, dalla disposizione degli apparati elettrici al suo interno e dalle caratteristiche ambientali del luogo in cui essa viene posizionata. Pertanto, nel procedere alla realizzazione di nuovi impianti della rete di distribuzione dell elettricità, come lo sviluppo di cabine primarie e delle strutture secondarie a servizio, si deve procedere alla valutazione dell impatto magnetico dell installazione già in fase di progettazione, per individuare la migliore tecnologia da impiegare, al fine di garantire l effettiva tutela della salute dei cittadini. Nel Piano tecnico delle opere, in merito alle emissioni della CP e delle linee elettriche si riporta unicamente che: i nuovi impianti saranno conformi alla Legge 22 febbraio 2001, n. 36 Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici ed al DPCM 8 luglio2003, Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli 15

16 elettrodotti che riguarda la tutela della popolazione dalla esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza di esercizio di 50 Hz (bassa frequenza). Nel Piano tecnico non viene, invece, riportato nessun dato sui valori emissivi, nessuna stima degli impatti attesi, nessun modello previsionale, nessun riferimento alle linee elettriche preesistenti ed eventuali interferenze, nessuna scelta tecnologica per il contenimento degli effetti attesi e/o misure di mitigazione e/o di compensazione, non sono state previste campagne di misura e controllo in fase di esercizio. La mancata previsione di un piano di monitoraggio non consente di controllare l esposizione e verificare il rispetto dei limiti previsti dalla normativa, nella fase di esercizio dell impianto. Ne deriva che l opera in questione è stata autorizzata in violazione delle disposizioni e delle finalità della l. 22 febbraio 2001, n. 36, che assicura la tutela dell ambiente e del paesaggio e promuove l innovazione tecnologica e le azioni di risanamento volte a minimizzare l intensità e gli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici secondo le migliori tecnologie disponibili (art. 1). L autorizzazione qui impugnata (doc. 1) risulta in contrasto con il principio di precauzione, non essendo stata posta in essere una approfondita valutazione scientifica degli effetti potenzialmente negativi derivanti dalla realizzazione ed esercizio dell opera sulla salute dei cittadini e sull ambiente. In particolare, come è stato sottolineato dalla Commissione UE del febbraio 2000, COM(2000): la valutazione dei rischi comprende quattro componenti: l identificazione del pericolo, la caratterizzazione del pericolo, la valutazione dell esposizione e la caratterizzazione del rischio. La determinazione della Provincia di Roma è, pertanto, illegittima anche sotto tale ulteriore profilo. *** IV. Violazione di legge ai sensi dell art. 15 e 85 del Piano regolatore del Comune di Roma, Norme tecniche di attuazione. Eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti, difetto di istruttoria, carenza dei presupposti, irragionevolezza e sviamento. La determinazione dirigenziale R.U dell (doc. 1) risulta illegittima alla luce di un altra disposizione, in quanto autorizza la realizzazione di un infrastruttura in un area destinata al verde pubblico. Dal certificato di destinazione urbanistica, allegato B, della Raccolta n , allegato al rogito dell atto con il quale la Stella alpina costruzioni S.r.l. (doc. 6, all. B) ha effettuato, in favore della Acea distribuzione S.p.a, la cessione volontaria del terreno sul quale è prevista la realizzazione della cabina elettrica primaria di trasformazione emerge chiaramente come secondo il piano regolatore generale approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 18 del l area 16

17 nel Sistema dei servizi e delle infrastrutture: verde pubblico e servizi pubblici di livello locale. Come risulta dall art. 85 del Piano regolatore del Comune di Roma, Norme tecniche di attuazione, Le aree per Verde pubblico e servizi pubblici di livello locale sono individuate negli elaborati 2. e 3. Sistemi e Regole, rapp. 1:5.000 e 1: Tali aree sono destinate ai seguenti servizi o attrezzature: a) Istruzione di base (asili nido, scuole materne e scuole dell obbligo, pubbliche e di interesse pubblico); b) Attrezzature di interesse comune (attrezzature partecipative, amministrative, culturali, sociali, associative, sanitarie, assistenziali e ricreative, mercati in sede fissa o saltuari, altri locali di uso o di interesse pubblico; tra le attrezzature sociali, sanitarie e assistenziali, possono essere ricomprese le residenze sanitarie per anziani); c) Attrezzature religiose (edifici di culto e complessi parrocchiali con le relative funzioni riconosciute: sociali, formative, culturali, assistenziali, ricreative e sportive a essi connesse ai sensi della normativa di legge vigente); d) Verde pubblico (parchi naturali, giardini ed aree per il gioco dei ragazzi e dei bambini e per il tempo libero degli adulti: eventualmente attrezzati con chioschi, punti di ristoro, servizi igienici, con esclusione del verde pubblico di arredo stradale; orti urbani sociali, secondo la definizione di cui all art. 75, comma 1, nota 14, in misura non superiore al 5%); e) Verde sportivo (impianti sportivi coperti e scoperti); f) Parcheggi pubblici (da realizzarsi a raso, alberati con DA=2 alberi ogni 100 mq); g) Attrezzature per la raccolta dei rifiuti solidi urbani (escluso quelle elencate all art. 106, comma 3); h) Parcheggi privati (da realizzare nel sottosuolo, ai sensi e con le modalità dell art. 9, comma 4, della legge n. 122/1989). Come si può osservare nessuna opera industriale può essere autorizzata in un area destinata a verde pubblico L illegittimità dell agire della Provincia di Roma risiede nel fatto di non aver minimamente preso atto di tale destinazione dell area soggetta alla costruzione ed esercizio della nuova cabina elettrica primaria. Afferma, infatti, la giurisprudenza come in sede di rilascio di concessioni per la realizzazione di strutture anche di non rilevanti dimensioni in zona con destinazione di piano regolatore a verde pubblico, il Comune ha l'onere di valutarne la conformità all'art 15 delle norme tecniche di attuazione, al fine di escludere che esse siano tali da arrecare pregiudizio alla fruibilità del verde da parte della cittadinanza ed alle caratteristiche panoramiche ad ambientali del luogo, a prescindere dall'esistenza di specifici vincoli paesaggistici. ( )La P.A. ha il compito d'utilizzare i beni pubblici perseguendo l'interesse pubblico, di talché è illegittima, in assenza di una seria ponderazione di tale interesse sull'uso del bene pubblico, la concessione di un'area demaniale ad un'impresa, sita in zona destinata a verde pubblico, posto che in tal modo il bene è praticamente sottratto, senza 17

18 impressale "ab origine" (Consiglio di Stato, Sez.V, , n.6364). Come ha avuto modo di evidenziare la Corte Costituzionale,infatti, sul territorio gravano più interessi pubblici, che tra di loro sono oggettivamente antinomici, quali quelli concernenti in particolare: -- la conservazione ambientale e paesaggistica, la cui cura spetta in via esclusiva allo Stato, e che attiene -- come obbligo morale verso le generazioni future e come legame fra la salvaguardia della natura e l'identità nazionale -- al profilo della conservazione di una risorsa assolutamente limitata ed in via di esaurimento il territorio naturale; -- il governo, l utilizzo e la valorizzazione dei beni ambientali, intesi essenzialmente come fruizione e sfruttamento del territorio medesimo che sono affidati alla competenza concorrente dello Stato e delle Regioni e degli EE.LL. (Corte costituzionale, 30 maggio 2008, n. 180). È costante la giurisprudenza amministrativa nel sostenere come in sede di rilascio di una concessione edilizia per la realizzazione di strutture anche di non rilevanti dimensioni in zona con destinazione di piano regolatore a verde pubblico, il comune ha l'obbligo di valutare la conformità del progetto alle prescrizioni dello strumento urbanistico e delle sue norme tecniche d'attuazione, al fine di escludere che il manufatto sia tale da arrecare pregiudizio alla fruibilità del verde da parte della collettività ed alle caratteristiche panoramiche ed ambientali del luogo, a prescindere dall'esistenza di specifici vincoli paesaggistici (Consiglio di Stato, Sez.V, 29/07/2000, n.4210). La giurisprudenza ha avuto modo di specificare in più di un occasione, infatti, come I terreni siti in zona che sia stata concretamente vincolata ad un utilizzo meramente pubblicistico (verde pubblico, attrezzature pubbliche, ecc), sono soggetti ad un vincolo di destinazione che preclude ai privati tutte quelle forme di trasformazione del suolo che sono riconducibili alla nozione tecnica di «edificazione» (Corte di Cassazione, sez. Tributaria, , n ). In un caso analogo, è stato espressamente sancito come E' illegittimo il provvedimento di concessione edilizia per l'installazione di una cabina elettrica di media trasformazione, a servizio di appartamenti, negozi ed uffici realizzati nell'ambito di un piano particolareggiato, in un'area destinata a verde pubblico, ai sensi dell'art. 13 l. 28 febbraio 1985 n.47, ove il provvedimento che ha accertato la conformità dell'opera, non abbia dato conto delle ragioni della diversa ubicazione della cabina dalla sede originariamente indicata, nonché della scelta di ubicare un manufatto potenzialmente pericoloso sotto il profilo elettromagnetico in un giardino pubblico (T.A.R. Liguria, Sez.I, 07 giugno 2001, n.665). A riguardo, nella determinazione provinciale non viene in alcun modo considerata la circostanza che l'opera è, appunto, localizzata in area destinata a verde pubblico. *** V. Violazione di legge ai sensi dell art. 10 comma 10 del Piano regolatore del Comune di Roma, Norme tecniche di attuazione. Eccesso di potere per travisamento ed erronea 18

19 valutazione dei fatti, difetto di istruttoria, carenza dei presupposti, irragionevolezza e sviamento. Nella specie, è stato violato l art. 10 comma 10 delle NTA del PRG del Comune di Roma. Come è stato rilevato in punto di fatto, nella Conferenza di Servizi del 12 gennaio 2011 (doc. 5), il dott. D Alessandro (rappresentante per Roma Capitale, Dipartimento VI, PRG U.O. Città Consolidata), ha fatto rilevare che l'area interessata dalla realizzazione dell impianto ricade nella componente secondaria (aree di tipo B ), Rete Ecologica. Per tale motivo, il rappresentante del Comune aveva chiesto in via prioritaria di valutare la delocalizzazione dell impianto all esterno dell area prescelta verificandone la posizione ottimale anche in relazione al limitrofo piano urbanistico. In via subordinata, qualora fosse stata verificata l impossibilità di reperire area idonea a tale scopo il rappresentante sottolineava che l iter autorizzativo avrebbe potuto proseguire previa Valutazione Ambientale e verifica di congruità con le previsioni del piano di lottizzazione. Ai sensi dell art. 10 comma 10 delle NTA al PRG, gli interventi pubblici e privati realizzati all interno della Rete Ecologica devono essere corredati dalla Valutazione Ambientale Preliminare. La suddetta Valutazione deve contenere ai sensi del suddetto art. 10, comma 10, delle NTA al PRG 10. I progetti degli interventi diretti pubblici o privati - con esclusione degli interventi di categoria MO, MS, RC, RE - ricadenti nella Rete ecologica, nelle aree a Verde privato della Città consolidata, negli Ambiti di programmazione strategica, nonchè gli strumenti urbanistici esecutivi, i Programmi integrati, i Progetti urbani, i PAMA e gli altri interventi definiti nella disciplina dell'agro romano, i progetti d'intervento nel Sistema di cui al Titolo IV, dovranno essere corredati da una "Valutazione ambientale preliminare", contenente: a) l'analisi ambientale preliminare, intesa quale conoscenza e descrizione delle componenti paesaggistiche e naturalistiche dei luoghi - con riguardo agli aspetti idrogeologici, idraulici, agropedologici, vegetazionali - e del loro stato di conservazione o alterazione; b) la valutazione degli effetti sulle componenti ambientali e paesaggistiche generati dagli interventi previsti, sulla base delle risultanze dell'analisi ambientale e della natura degli interventi trasformativi; c) l'individuazione delle categorie d'intervento ambientale da applicare sulla base delle risultanze delle valutazioni di cui alle lett. a) e b), nonchè la definizione tecnico-progettuale degli specifici interventi di categoria ambientale. 11. Le elaborazioni di cui al comma 10 devono essere commisurate, per dettaglio e approfondimento, all'ampiezza e al valore ambientale dei luoghi, nonchè alla rilevanza degli interventi trasformativi, ed essere estese, nel caso di interventi indiretti, all'intero comprensorio di intervento, nel caso di interventi diretti all'area di pertinenza o asservita e all'immediato contesto: in entrambi i casi, le 19

20 elaborazioni dovranno essere inquadrate negli Ambiti di paesaggio di cui all'art. 68, comma 3, nonchè tener conto delle indicazioni contenute negli elaborati G6. "Sistema paesaggistico" e G/. "Guida alla progettazione negli ambiti di paesaggio". Tuttavia, dalla documentazione acquisita a seguito di accesso agli atti, non risulta che, precedentemente al rilascio dell autorizzazione alla realizzazione e all esercizio dell opera, sia stata effettuata la necessaria valutazione ambientale preventiva, ai sensi dell art. 10 comma 10 delle NTA del PRG del Comune di Roma, al fine di valutare gli effetti sulle componenti ambientali e paesaggistiche causati dalla realizzazione ed esercizio dell impianto. D altro canto, la circostanza che la compatibilità ambientale e paesaggistica della localizzazione dell impianto non sia stata in alcun modo valutata, emerge chiaramente dal riscontro che la Provincia di Roma ha dato alle richieste del rappresentante del Comune: a tal proposito Acea dichiara in sede di Conferenza che la posizione individuata per la Cabina risulta l unica possibile per assicurare il corretto esercizio della rete pubblica di distribuzione dell energia elettrica ai cittadini del Comune di Roma, compresi quelli attualmente residenti nella zona limitrofa all opera da realizzare. Ne deriva l illegittimità della Determinazione della Provincia di Roma. *** VI. Violazione di legge ai sensi del d.lgs. n. 42/04. Eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti, carenza di istruttoria, carenza dei presupposti, irragionevolezza. La determinazione provinciale del maggio 2011 è, altresì, illegittima, in quanto è stata emanata in assenza del preventivo rilascio del nulla osta archeologico, in violazione del d.lgs. n. 42/2004. Come risulta dalla certificazione allegata al rogito, il progetto della cabina interessa aree di interesse archeologico già individuate come puntuali con fascia di rispetto. Tuttavia, nel caso in esame, la competente Sovrintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma non si è espressa. Infatti, con la nota del , n , il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Sovrintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Servizio Tutela (doc. 3) non ha ritenuto opportuno porre in essere sondaggi preventivi, né ha espresso alcuna valutazione preventiva, avendo ritenuto sufficiente il controllo in corso d'opera dei lavori. Si evidenzia che l'amministrazione non ha, comunque, dato conto dei motivi in base ai quali ha ritenuto di non rilasciare il nulla osta archeologico, limitandosi ad asserire che "la nuova area prescelta insiste sul sedime di una vecchia cava dismessa". E, pertanto, evidente, nella specie, la violazione delle disposizioni e degli obiettivi di tutela dei beni culturali del d.lgs. n. 42/04. 20

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