Strategia Nazionale Aree Interne Area pilota Regione Marche Appennino Basso Pesarese e Anconetano Preliminare di strategia

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1 Strategia Nazionale Aree Internee Area pilota Regionee Marche Appennino Basso Pesarese e Anconetano Preliminare di strategia 1

2 Dinamiche, opportunità e criticità del contesto Già nel primo tratto di percorso, la SNAI è stata per noi importante. Ci ha spinto a ragionare in una prospettiva strategica, oltre la contingenza e le necessità immediate che spesso ci sovrastano e ci schiacciano. Ci ha invitato ad alzare lo sguardo. Abbiamo reagito in due modi: prima di tutto calandoci nel tempo storico, ripercorrendo le vicende che ci hanno caratterizzato in un arco lungo di trasformazione; e poi riflettendo sulla nostra base sociale, la risorsa principale del nostro cambiamento possibile, il luogo nel quale assieme troviamo competenze ed energie, ma anche difficoltà e limiti che ci frenano. La Strategia ci ha spinti a guardare a noi stessi come a una collettività, composita e contraddittoria, dentro la storia. Uno studioso della regione ha fatto circolare un testo tra le persone mobilitate per la SNAI, una riflessione acuta sull impronta che i Montefeltro hanno lasciato sul nostro territorio. Ci ha fatto capire che il nostro paesaggio ha delle ragioni profonde per essere così come lo conosciamo, che affondano le loro radici nella storia politica e culturale del E come se si fosse sollevato un velo di consapevolezza e comprensione. Ci siamo tutti riconosciuti in questo racconto, benché i comuni che stanno partecipando al percorso SNAI ricadano in province diverse e abbiano storie amministrative non allineate. Grazie alla prospettiva storica, alla visione di lungo periodo, ci siamo visti uniti. Abbiamo alzato lo sguardo dalla contingenza che spesso ci divide. Anche rispetto al rapporto con l Umbria, che confina con noi lungo il crinale, abbiamo iniziato ad assumere un punto di vista più ampio. Sempre più spesso ci capita di descrivere il nostro territorio come un triangolo compreso fra Urbino, Fabriano e Gubbio. Anche riandando alla storia recente abbiamo trovato motivi di riflessione comune. In questo territorio, dalla fine della guerra abbiamo attraversato grandi trasformazioni sociali. Eravamo mezzadri e con lo sviluppo degli anni 50 e 60 siamo diventati operai e tecnici dell industria, inventando un nostro modo di vivere la trasformazione industriale: siamo diventati metalmezzadri. Significa che la nostra gente non ha mai perso il contatto con la terra. I nostri nonni e padri lavoravano in fabbrica, ma nei fine settimana tornavano al lavoro nei campi. Abbiamo continuato ad abitare i vecchi poderi. Negli anni dello sviluppo industriale molti non hanno potuto conservare l occupazione nei paesi, e se ne sono andati. Per esempio sul nostro Appennino ha funzionato dalla fine del 1800 una delle più grandi miniere di zolfo italiane, che negli anni 20 è arrivata ad occupare 840 minatori. Nel 1959 ha chiuso e la frazione di Cà Bernardi dove sorgeva si è svuotata. Da noi lo spopolamento è stato molto forte, oltre il 40%, una storia come quella della miniera è stata un picco in un processo diffuso e silenzioso di scelte individuali. Va anche ricordato che sotto il fascismo le campagne erano piene di molta più popolazione di quella che poteva starci dignitosamente, l alta densità demografica che abbiamo raggiunto prima della guerra era anche conseguenza del divieto di spostarsi e di andare a cercare lavoro nelle città. Il declino demografico che abbiano vissuto anche traumaticamente, visto nel tempo lungo è stato in parte un riequilibrio. A partire dagli anni 70 la società è diventata più terziaria. Sono cresciuti i servizi pubblici e le attività professionali. Si è formata un occupazione nuova che ha impiegato i giovani che intanto erano andati a scuola, si erano diplomati e laureati. E cominciata allora anche la rivoluzione dell agricoltura. Se guardiamo l agricoltura che abbiamo oggi, vediamo che assomiglia poco a quella tradizionale, nel male e nel bene. La maglia dei poderi è stata in parte sconvolta dalla meccanizzazione, dalle colture intensive e dal contoterzismo; in alcune colline non si vedono più le siepi, gli alberi, il paesaggio agrario policolturale, diversificato, che si era formato nei secoli della 2

3 mezzadria dal Rinascimento in avanti. Allo stesso tempo, l agricoltura esprime produzioni di alta qualità e filiere tipiche, cantine e birrerie artigianali, attività di trasformazione e di commercializzazione, un rapporto col mercato in forme più forti e mature. Le ombre e le luci sono presenti assieme. La qualità in alcuni luoghi è diminuita, in altri è aumentata. Le nostre migliori cooperative agricole sono un luogo di relazioni col mondo e di progetto, non di fatica. Gran parte del nostro movimento turistico è legato alla fruizione dei prodotti tipici, della natura e del paesaggio, del patrimonio culturale minore e interessa in modo diffuso le frazioni e le campagne, tanto che l 80% dei posti letto è oggi nelle strutture di agriturismo, turismo rurale, B&B e nelle case delle frazioni. Una diversificazione è in corso. 1 Negli ultimi dieci anni abbiamo patito la crisi, l industria che era il nostro sentiero di sviluppo tracciato dagli anni 50 è diventato più stretto e incerto. Abbiamo alle porte Fabriano, il principale polo della meccanica regionale. Molte nostre famiglie hanno ricavato il loro reddito principale da quella realtà produttiva. L industria del bianco ha creato e alimentato un tessuto di imprese e subfornitori per migliaia di posti di lavoro, in decine di comuni tra Marche ed Umbria. Ora, da qualche anno, Fabriano è area di crisi, e anche noi siamo stati coinvolti nel processo di ristrutturazione e ripensamento di quel tessuto produttivo, ancora aperto. Dall altro lato, verso la costa, siamo a un ora di strada veloce dalla fascia produttiva adriatica; questo in alcuni comuni ha favorito negli anni la risalita dell industria verso l interno. Persino la nautica è risalita tra le colline della Val Cesano, sino a Frontone. Ma anche su quella direttrice abbiamo visto restringersi le opportunità di sviluppo industriale. Una parte delle imprese ha chiuso, altre hanno lottato e si sono riconvertite con successo. Nella lavorazione dei metalli e nel tessile abbigliamento abbiamo tuttora alcune migliaia di addetti, un bacino occupazionale importante, ma dopo tanti anni di sofferenza non ci aspettiamo più che la spinta di cambiamento, la discontinuità di cui abbiamo bisogno venga dall industria. Che cosa ci aspettiamo invece? Che la trasformazione agricola turistica degli ultimi anni, sostenuta dai finanziamenti pubblici, prenda ad avanzare in autonomia, per una spinta imprenditoriale interna favorita dal ritorno di interesse per il mondo rurale, nella versione contemporanea multifunzionale che sta emergendo, caratterizzata da un mix originale di produzioni agroalimentari, enogastronomia, fruizione della natura e consumo culturale. Su questo sfondo, la scelta spontanea, istintiva dei nostri nonni e padri di non lasciare la terra ci dà oggi una carta importante da giocare, quella di una base sociale che ha diffusamente in mano le risorse chiave: le case coloniche, i poderi, la presenza diffusa nelle frazioni, le reti sociali e l organizzazione civica, le istituzioni collettive a presidio del territorio. Ci sono le premesse per scommettere su una trasformazione che coinvolga molti e produca nuova ricchezza facendo cooperare pubblico e privato. Il punto di partenza perché questo avvenga sta, secondo noi, nel riconoscere le risorse che già ci sono e il loro potenziale. Il nostro mondo rurale è in parte rurale urbano, contiene relazioni e competenze evolute. Può essere messo in connessione con la parte sottoutilizzata del nostro territorio, i beni ambientali e culturali; andare a formare un economia rurale di tipo nuovo, con una varietà di funzioni che si integrano, vanno a costituire un mix originale e innovativo. 1 Tra i segmenti di domanda rappresentati, è incluso anche il cosiddetto turismo delle origini : viaggi degli emigranti e dei discendenti per conoscere la terra delle radici. Il fenomeno è in forte aumento nella nostra area anche a causa dell emigrazione nel dopoguerra. In generale quello del turismo delle origini risulta essere un mercato in crescita che l Italia l ha intercettato sinora in piccola misura rispetto a quanto risulta in altri paesi europei quali Scozia o Irlanda. 3

4 Anche la domanda capace di sostenere un evoluzione di questo tipo non è solo in potenza, ma c è già, presente e osservabile. Negli ultimi vent anni infatti ci è accaduta un altra cosa importante: ci ha raggiunto un immigrazione non solo di poveri, non solo di badanti o muratori, non solo dai Balcani. Un 10% del nostro flusso di immigrati è di tutt altro tipo, viene dai paesi ricchi dell Occidente. In particolare i nord Europei hanno scoperto il nostro territorio: da soli, spontaneamente, senza politiche o interventi particolari da parte nostra. Sono arrivati poco per volta, hanno comprato e restaurato il casale, la vecchia casa colonica mezzadrile, l alloggio nel castello medievale o nel borgo. Sono diventati cittadini di quest area, alcuni sono entrati a far parte di associazioni culturali e partecipano attivamente alla vita collettiva. Farne un ritratto sommario è facile, perché tutto sommato sono omogenei. Sono persone colte, benestanti, per lo più mature o anziane; vengono da Olanda, Inghilterra, Belgio, Germania. Sono affascinati dall ambiente e dal paesaggio, dalle passeggiate, dai centri storici, dalla vita di comunità, dal buon cibo e dalle tradizioni gastronomiche, dall autenticità dei modi e dei costumi. Di questi nuovi cittadini che si sono stabiliti qui per scelta e non per necessità, ne contiamo oggi circa 250. A loro si possono aggiungere i circa visitatori stranieri che ogni anno si registrano nelle strutture ricettive dell area, principalmente d estate e soprattutto ad Arcevia, il comune più organizzato e capace di accogliere e soddisfare la domanda. E evidente che esiste un potenziale nel mercato del turismo e della residenza per vacanza, studio e lavoro. Gli stranieri colti che hanno stabilito qui la loro casa ufficio, lavorando a distanza su Internet, ce lo stanno indicando chiaramente. Sta a noi sapere interpretare la loro scelta, e trarne conseguenze efficaci per noi e il nostro sviluppo, assumendo un iniziativa. Nella costruzione della nostra strategia, gli stranieri che già ci hanno scelto sono la bussola alla quale guardiamo per capire cosa bisogna fare, quali sono le priorità. La domanda di queste persone infatti è perfettamente allineata con il mix rurale urbano che vogliamo potenziare. Chiede che si curi l ambiente e il paesaggio, che si proteggano i fiumi, che si valorizzino le acque termali, che si curino i sentieri e i percorsi del cicloturismo, che sia più agevole spostarsi tra i borghi grazie a una mobilità leggera, flessibile e basso costo; che la connessione a internet funzioni sempre e sia affidabile; che i luoghi della cultura e dell incontro come le biblioteche, le sale di lettura, i musei, i centri culturali siano accessibili, bene organizzati, ospitali; che si continui a fare buon cibo e non si corrompa l identità rurale e culturale con la mercificazione turistica spinta; che il modo di vivere resti autentico, non perda in freschezza e originalità. La nostra idea guida è quindi lavorare sulla nostra base sociale, i nostri operatori, le famiglie e le amministrazioni pubbliche, per creare il sistema di mercato che questa bussola ci indica. La visione che ci ispira è la creazione di un sistema di Asili d Appennino all interno dell area pilota e con auspicabili estensioni nell area strategica, avendo come riferimento territoriale l ambito che si forma e informa a partire da quelle "sentinelle" altere e imponenti che sono il massiccio del Catria e del Monte Nerone, con le loro cime, i fiumi e torrenti che le solcano, i boschi e le radure fino ai campi coltivati e ai borghi e paesi che li abitano. Il sistema degli Asili è immaginato dare rilievo a una varietà di possibili viatici progettuali culturali ed educativi, turistici ed economici, paesistici e dedicati alla cura e al benessere della persona. Alcuni esempi: "Asili terza età": la salute e la cura dell'anziano, maggioritario nel territorio, oltre ai basilari medicali, può essere migliorata attraverso un esercizio mentale emotivo messo in campo attraverso "animazioni teatrali di comunità". Gli anziani del borgo, della frazione raccontano e si raccontano, e drammatizzando non solo consentono di memorizzare e 4

5 storicizzare esperienze e vicende del passato, ma ridanno fiducia e senso agli ultimi anni della propria vicenda esistenziale (vedi "I racconti della terra", esperienza condotta dall'attrice Valentina Capone in una remota valle delle Alpi Retiche, Sondrio). Con i medesimi intenti, per migliorare la qualità della vita più matura, una ricerca già intrapresa (Gruppo La Macina) tra i paesi di Frontone, Serra Sant Abbondio e Fonte Avellana con una scuola popolare di poeti in ottava rima; i canti di lavoro rurale e di miniera (Ca Bernardi); il "vociarone"; la furlana; Asili didattici e formativi": attori e scrittori, antropologi e storici, agronomi e geologi, partendo dalle loro ricerche in zona incontrano studenti e docenti, ma anche gruppi sociali, per educare e formare ad un nuova visione del proprio habitat e alla possibilità di promuoverlo. arricchirlo e condividerlo con i nuovi residenti, stabili o temporanei; Asili d innovazione diffusi nel territorio ospitati in luoghi adeguatamente infrastrutturati, che possano accogliere, sistematicamente, workshop, seminari e attività formative sulle tematiche dell innovazione, ma che soprattutto rappresentino un punto di contatto tra il mondo dell impresa locale e non (bisognoso di innovare il proprio business ma non sempre in grado di leggere le opportunità esterne alla propria comfort zone ) e i giovani, locali e non, appena formati hanno spesso soluzioni geniali e un bisogno disperato di un problema a cui applicarle; Asili di meditazione (spirituale, interiore, civica...) Asili di comunicazione (virtuale internet e reale): le strade e i mezzi di trasporto fino alle soluzioni consentite dalle IT quali car sharing, servizi a chiamata, etc. Asili turistici... Asili artistici... Asili sportivi... Asili di cura e benessere.. Nel campo della cura e del benessere intendiamo sviluppare azioni concrete nell ambito del cosiddetto Welfare Culturale. La IULM in collaborazione con la Fondazione Bracco ha svolto uno studio relativo alla relazione esistente tra la fruizione di esperienze di carattere culturale ed il livello di benessere psicologico percepito ricavandone un indice (subjective psychological general well being index). Dallo studio risulta che soltanto il numero di malattie croniche subite influenza più del consumo culturale il livello di benessere che una persona ritiene di avere. Disaggregando i dati, nel confrontare le singole malattie e le singole esperienze, al fine di prevedere il benessere psicologico di una persona, è più importante sapere quanti concerti ascolta in un anno, piuttosto che se questa persona crede di avere o meno il cancro. Supponendo una relazione, soprattutto per le persone anziane con una o più malattie croniche, per cui per effetto di un esperienza di accesso culturale e una conseguente modifica del loro benessere psicologico percepito, si possa avere un calo del loro tasso di ospedalizzazione o medicalizzazione, si sarebbe ottenuto un effetto indicibile. Un area pilota deve sperimentare, portando avanti modelli differenti, idee innovative e nuove start up pronte a mettersi in gioco con l obiettivo di promuovere il benessere sociale ed economico del singolo e della comunità, rigenerare i propri processi per incidere in maniera più efficace sulla qualità della vita delle persone. Nella nostra visione, un investimento sul Welfare Culturale significa definire nuovi modelli di imprenditorialità sociale legati al rapporto tra cultura e salute, ed essere consapevoli che il sistema del welfare non può più ragionare per proprio conto ma deve per forza aprirsi ad un dialogo con settori diversi (cultura, turismo, sport, ecc.) così da identificare nuovi modelli di esperienza e nuove professionalità. Il welfare culturale rappresenta per la nostra area 5

6 un interessante possibilità per sperimentare processi creativi e sociali, creare nuove professionalità e modelli di business, inventarsi quotidianamente un lavoro con buone potenzialità di crescita. Gli eventi e le iniziative culturali che progettiamo e organizziamo sono i mezzi per attuare forme positive di incontro e scambio e gli amplificatori di una consapevolezza culturale di un territorio. come motore di coesione e benessere sociale, mettendo in rete le abilità sociali e artistiche presenti e connettendo i diversi stakeholders territoriali. Nel campo dell arte e delle residenze creative abbiamo un background di conoscenza e di esperienza che ci indica la strada e ci fornisce la possibilità di rilanciare le esperienze di valore già sperimentate, nei primi anni duemila, con Brevi Residenze promosse dal teatro di Cagli e coordinate da Sandro Pascucci attuale direttore dello stesso teatro, che ha visto la presenza sul territorio di compagnie teatrali e artisti di fama nazionale ed internazionale, che hanno permesso di sperimentare la validità del modello con risultati apprezzabili anche in termini economici e di indotto occupazionale. Anche sperimentazioni di iniziativa privata di qualità, quale quella rappresentata da La Casa degli Artisti, un esempio di residenza creativa e land art condotta da Andreina De Tomassi e Antonio Sorace, che dal 2011 sperimentano un interessantissimo laboratorio di idee in autoproduzione nella zona del Furlo, possono garantire che il territorio è capace e maturo per intraprendere una iniziativa di tale complessità. Con riferimento all insieme degli Asili: la nostra visione, nella sua articolazione che cerca il dialogo con diversi profili e risorse della società locale, coglie un potenziale economico che consideriamo prioritario curare. La strategia a cui pensiamo lavora sulla natura sistemica di turismo culturaproduzione welfare, quel nesso che fa sì che la spesa giornaliera di un turista straniero tipo sia composta da un 40% in ristorazione, 40% in prodotti per manufatti locali, design e moda, 10% in visite e mostre, 10% in altre spese accessorie; elementi che indicano come il patrimonio artisticoculturale sia un rilevante moltiplicatore. 2 Nel perseguimento di tale disegno, costruiremo rapporti tra l area pilota e l area strategica che è stata individuata, così come tra l area pilota e i comuni confinanti della regione Umbria. La logica strategica ci porta infatti a immaginare lo sviluppo di collaborazioni istituzionali svincolate da rigidi riferimenti alle partizioni amministrative, ma agganciate ai risultati, alle filiere cognitive e alle esperienze che intendiamo privilegiare e rafforzare. Naturalmente ci sono anche altri interventi che consideriamo strategici, per esempio sul fronte infrastrutturale il progetto di pedemontana Cagli Fabriano di collegamento tra la Flaminia (Roma Fano) e la Quadrilatero (Perugia Ancona); o quello di green way nel sedime della ferrovia dismessa Fermignano Pergola Fabriano. Questi interventi non sono considerati nel quadro SNAI, per ragioni di coerenza e di opportunità. Nel ambito della SNAI, la filiera cognitiva che utilizziamo è composta da tutte le esperienze funzionanti e di qualità che abbiamo già sviluppato nel campo agroalimentare e turistico, più i centri di competenza esterni (università e altre istituzioni pubbliche; imprese e associazioni sia dell area che esterne) in grado di darci un contributo nel creare quello che manca: migliorare il sistema dei servizi di base essenziali alla residenza; seminare gli orientamenti e le competenze 2 Cfr. Symbola Unioncamere, Io Sono Cultura, Rapporto 2015, paragrafo 3.14, il distretto culturale evoluto della Regione Marche. Secondo il Rapporto la regione Marche è uno dei territori italiani in cui la rilevanza economica del settore culturale è maggiore: si stima che il valore aggiunto del settore arrivi al 20% del totale dell economia regionale, e che la regione sia la prima per quota di spesa turistica attivata dall industria culturale (51,1%). In particolare nel contesto regionale la provincia di Pesaro Urbino è quella che presenta i dati più favorevoli. Nella classifica nazionale delle province si colloca al secondo posto per ruolo della cultura su valore aggiunto (8%) e su occupazione (9,3%). 6

7 giuste nelle scuole; allungare la stagione turistica alla primavera e all autunno; tutelare meglio le risorse naturali e i fiumi; curare e valorizzare il paesaggio; aprire i nostri beni culturali e affidarli a organizzazioni capaci di gestirli. Per questi scopi, pensiamo che due sforzi principali debbano essere fatti con impegno lungo tutto il periodo di attuazione della strategia: da un lato rendere molto più coesi i comuni, combattere il municipalismo ed evitare la dispersione delle risorse; dall altro mostrare le opportunità di sviluppo che abbiamo in mente ai cittadini, agli operatori e alle imprese, in modo tale che cresca la fiducia e l impegno e molti si sentano coinvolti e mobilitati. Ci sono già all interno del nostro territorio alcune esperienze emblematiche che indicano la via: le mostreremo e racconteremo ai nostri concittadini, perché si formi concretamente il senso di quanto vogliamo fare. Sappiamo che avremo bisogno di dedicarci con impegno al coinvolgimento dei cittadini, per creare condivisione e spirito di cambiamento. La nostra è una società composta in larga parte da anziani; i numeri del volontariato dei nostri paesi, nella cultura sport e ricreazione, sono alti e composti principalmente da loro. Sono una forza attiva. Vogliamo perciò che i nostri anziani siano coinvolti nella strategia come una risorsa e un punto di forza: le loro conoscenze, il loro senso di appartenenza ai luoghi, la voglia di impegnarsi per il bene comune sono risorse importanti. Vogliamo che le istituzioni distintive delle nostre montagne dalle Università agrarie che si occupano degli usi civici, ai Comitati di castello siano riconosciute, sostenute e attivate dalla strategia, come infrastruttura civile diffusa che ci caratterizza. Vogliamo che le idee dei nostri operatori culturali più vivaci, aprire e far funzionare Residenze artistiche che attraggano creativi e intellettuali, ricevano attenzione e abbiano spazio. L approccio di queste proposte non è elitario, ma privilegia i temi dell educazione e dell ingentilimento della comunità alla fonte di nuove conoscenze. Vogliamo che i nostri Asili dedichino una cura speciale alle persone con differenti abilità psicofisiche, al turismo sociale e al tema dell accessibilità. Vogliamo infine che in tutti i comuni, programmaticamente, ci sia apertura, disponibilità e accoglienza verso l innovazione e i giovani che la sanno interpretare, che siano dell area o meno. Sappiamo bene che senza l apporto dei giovani non potremo sviluppare nulla di significativo. Intendiamo coinvolgere nel nostro sforzo la vicina Università di Urbino e la Politecnica delle Marche; la città di Fabriano, che dalla crisi industriale sta cercando di uscire anche col progetto UNESCO Città della creatività. Occorre però, specie in quei territori periferici rispetto ai tradizionali flussi della conoscenza, trovare il modo di rimanere agganciati alla corrente dell innovazione globale, per contrastare il rischio di marginalizzazione e obsolescenza professionale ed imprenditoriale. Sarà dunque fondamentale collegare il territorio con gli ecosistemi dell innovazione su reti lunghe e corte, costituendo una catena di trasmissione della conoscenza indispensabile allo sviluppo di nuove forme di imprenditorialità e professionalità così come all evoluzione di quelle già presenti. I nodi di primo riferimento di queste reti, per prossimità e per valenza strategica, saranno le progettualità dei DCE incidenti nell area strategica (Barco Officina creativa, Nextone, Valle della creatività) che potranno condividere con il territorio il proprio network di talenti, di partner e di conoscenza. La gestione e l animazione di questa piattaforma" sarà coordinata con gli organismi di gestione dei progetti DCE in modo da garantirne la piena integrazione funzionale e strategica, in una logica 7

8 di massima condivisione e distribuzione delle idee e delle opportunità, premessa indispensabile per la nascita di un ecosistema d'innovazione territoriale. Infine, la pianificazione temporale della strategia. Il cambiamento non avverrà tutto assieme, sarà quindi decisivo saper mettere in moto un processo che abbia in se stesso la capacità di generare una dinamica ed effetti di trascinamento. Ci dovremo pensare molto bene, a quali sono le iniziative capaci di spingere in avanti il cambiamento. Per ora abbiamo in mente di mobilitare da subito le risorse esistenti e già pronte: le filiere agroalimentari consolidate, le istituzioni culturali e i servizi comunali. Per esempio, un immediato cambio di passo nell offerta di mobilità da ottenere con un disegno di razionalizzazione congiunta dei servizi offerti dai singoli comuni, potrà essere un segnale chiaro che si fa sul serio. Istruzione e formazione La scuola svolge un ruolo fondamentale nel favorire o rendere possibile il cambiamento a cui puntiamo. Soprattutto con il primo ciclo di istruzione (dalla scuola dell infanzia alla secondaria di primo grado), costituisce uno dei servizi essenziali rivolti alla popolazione residente. Un suo rafforzamento contribuisce a aumentare la vivibilità dell area e a ridurre lo spopolamento. La scuola secondaria di II grado, inoltre, opportunamente integrata con i servizi di formazione professionale, di Istruzione Degli Adulti (IDA) e di orientamento, può fornire un contributo specifico alla strategia attraverso lo sviluppo del capitale umano necessario alla sua attuazione e alla sua sostenibilità nel tempo. L analisi dei servizi di istruzione dell area, che ha preso le mosse dai contributi del Comitato Nazionale Aree Interne e si è sviluppata attraverso la consultazione dei soggetti interessati, ha portato alla definizione di una varietà di fabbisogni riguardanti principalmente: le dotazioni tecnologiche; le competenze nell uso delle ICT e delle lingue straniere (inglese in particolare); il rapporto tra scuola e mondo del lavoro; l allineamento dell offerta formativa con le vocazioni del territorio; la riqualificazione degli adulti; la costruzione/ riqualificazione di poli formativi/plessi. Nel dialogo con docenti e dirigenti è inoltre emersa la necessità di migliorare la capacità di lavorare in rete da parte delle scuole, e di coinvolgere anche le scuole secondarie di secondo grado delle aree limitrofe, soprattutto se titolari di corsi di studio collocati nella nostra area (è il caso dell Istituto Professionale di Arcevia, sede distaccata di Senigallia, e dei Licei scientifici di Pergola e di Sassoferrato). Pensiamo che le azioni orizzontali su cui il MIUR ci ha sollecitato siano calzanti e importanti per noi, in particolare per quanto riguarda gli incentivi alla permanenza degli insegnanti, l allungamento degli orari al pomeriggio (con contestuale riorganizzazione delle corse dei bus scolastici), la digitalizzazione dei plessi. Con la Regione abbiamo stabilito un confronto specifico sul digitale, e stiamo lavorando per fare in modo che gli interventi programmati nel Piano telematico regionale riconoscano priorità agli interventi di potenziamento della banda larga a favore delle nostre scuole e di altri centri di servizi di base. Contiamo anche sugli indirizzi nazionali per l attuazione della banda ultralarga a favore delle aree interne. Sul versante delle azioni puntuali, riteniamo che alla luce degli approfondimenti svolti con le scuole la nostra strategia dovrà privilegiare quattro azioni. Per ordine di fasce di età interessate: una azione a carattere preventivo, di identificazione precoce e intervento sulle difficoltà di attenzione, autocontrollo e apprendimento nei bambini che frequentano l ultimo anno della scuola dell infanzia. Esiste oggi una domanda importante di interventi dei logopedisti 8

9 in età scolare, alla quale il sistema territoriale non riesce a dare risposta nei tempi necessari. Si tratta perciò di intervenire in tutte le scuole dell Infanzia, contestualmente a formazione dei docenti e attività di screening; un servizio di psicologia scolastica con interventi nelle classi problematiche e sportelli di ascolto per alunni, docenti e genitori; progetto fondamentale per affrontare precocemente il disagio psicologico che nel proseguo determina conseguenze negative nel campo della dispersione scolastica, nell'abuso di sostanze, dei disturbi psicologici e in termini di comportamenti devianti (un servizio simile è già stato sperimentato, con risorse limitate, negli anni scorsi nei comuni della ex comunità Montana del Catria e del Nerone, si è rilevato utile e ha avuto un elevato gradimento); un intervento diretto ad aumentare i livelli di competenza in lingua inglese degli alunni delle scuole del primo ciclo dell area. Uno schema efficace è già stato sperimentato con fondi privati nell Istituto Comprensivo di Cagli, dove due insegnanti madrelingua insegnano per circa 700 ore all anno fin dalla scuola dell infanzia; pensiamo di replicare questo modello. Siamo inoltre orientati ad attivare laboratori teatrali, e insegnamenti in lingua inglese di alcune materie di studio (per es. scienze, matematica, etc.) con docenti di madrelingua inglese; l istituzione di un nuovo indirizzo presso l istituto di istruzione superiore di Cagli. Siamo orientati a un indirizzo agrario, da organizzare stabilendo un rapporto di collaborazione con altri istituti quali l istituto agrario di Gubbio, che negli ultimi anni ha manifestato una robusta capacità di attrazione significativa sui ragazzi della nostra area in virtù della qualità della sua offerta formativa, quello di Città di Castello oppure l istituto agrario di Pesaro, con il quale è già stato avviato un dialogo in tal senso il potenziamento degli strumenti didattici e laboratoriali con le ICT dell istituto di istruzione superiore di Cagli, con lo scopo di incrementare il numero di iscritti ai percorsi di istruzione tecnica e professionale, innovare le metodologie didattiche e migliorare le competenze digitali di alunni e docenti. E inoltre allo studio la proposta di creare ad Arcevia un polo di istruzione e formazione per il settore sociosanitario, con potenziamento dei corsi per adulti. Lo scopo è di aumentare i livelli di istruzione della popolazione adulta, consolidare il numero di iscritti alla scuola secondaria di II grado, sviluppare le competenze dei lavoratori nel settore del turismo del benessere, in collaborazione con le strutture ricettive e le strutture del settore sociosanitario dell area. E allo studio altresì la proposta di realizzare ad Apecchio un attività formativa anche in collaborazione con l Università di Urbino incentrata sul settore della Birra e dell Alogastronomia, cioè sui temi legati alla birra e al cibo di qualità, rivolta a nuovi addetti ai lavori sul piano della produzione agricola, degli ingredienti, della loro lavorazione e produzione, della loro promozione e commercializzazione, dei riflessi economici, lavorativi, turistici e culturali compresi in un contesto in evidente fase di sviluppo. Si potrebbe infine ipotizzare di individuare nelle aree dei monti Catria e Nerone sedi di studi e ricerche per le Facoltà Universitarie di Scienze agrarie e forestali e per gli stessi Istituti agrari, nonché la realizzazione di una Scuola Forestale di Alta Specializzazione. Si ritiene strategico lavorare sul rapporto tra la scuola e le piccole imprese dell area, e sull offerta di formazione professionale. 9

10 Una linea progettuale che consideriamo promettente prevede di creare piccole sedi locali di ricerca e sviluppo sul modello dei fablab, con dotazione di macchine per la prototipazione rapida (Stampa 3D, piccole macchine CNC etc.), da affidare in gestione con bando assicurando un supporto specializzato (ad es. dell incubatore di Jesi). Vediamo i fablab come un modo per avvicinare i ragazzi a conoscenze ormai molto diffuse nelle città, ma da noi ancora patrimonio di pochissimi; stimolarli all esplorazione del mondo dei makers, che ha potenziali di connessione con il nostro artigianato. Il progetto ha interesse anche per le possibili ricadute di informazione e apprendimento a favore dell intera comunità produttiva locale. Nel quadro della strategia, i fablab sono deputati a creare asili didattici ed educativi per la diffusione di conoscenze e l apprendimento in forme innovative, partecipate, con il coinvolgimento di associazioni e imprese accanto alle istituzioni pubbliche e alle scuole. I locali in cui realizzarli potranno essere individuati tra i contenitori culturali bisognosi di destinazione o nei plessi scolastici o in centri di formazione. Sviluppo locale Il cambiamento a cui puntiamo attua una forte discontinuità con la logica degli investimenti pubblici del passato. Abbiamo recuperato tanti beni culturali, ma non abbiamo lavorato in modo efficace alla loro gestione, e molti sono rimasti sottoutilizzati o vuoti. Abbiamo finanziato tanti piccoli progetti alla scala dei singoli comuni, senza lavorare al loro coordinamento. Abbiamo sostenuto la realizzazione degli agriturismo e dei B&B (che si sono infatti moltiplicati), ma non abbiamo lavorato a un modello di governo dell offerta turistica di area, abbiamo lasciato gli operatori da soli a confrontarsi con i propri mezzi sul mercato; il risultato è che oggi la capacità ricettiva è sfruttata solo per un terzo. Abbiamo dunque anzitutto problemi di gestione, di governo, di organizzazione. Con la SNAI è arrivato il momento di voltare pagina. La priorità sarà data a iniziative che affrontino questo lato dello sviluppo, più immateriale che materiale, che nel passato è stato sottovalutato. L azione di sviluppo locale dovrà tenere conto del fatto che lo spopolamento ha colpito il tessuto policentrico del nostro territorio con diversa intensità: nelle fasce altimetriche più elevate la natura sta riprendendo il sopravvento, la SAU è in calo, le superfici forestali si vanno estendendo, tante piccole frazioni versano in stato di abbandono; attorno ai centri capoluogo e verso valle le attività agricole lavorano a pieno ritmo, residenze e attività produttive esprimono il grosso della domanda di servizi e del potenziale di trasformazione economica, parti di borghi e castelli sono già avviate verso la riconversione turistica. Ci sono le premesse per azioni differenziate e mirate sulla base delle partizioni territoriali interne e delle non omogenee vocazioni dei diversi luoghi. Esistono in sostanza condizioni limitanti interne, che consigliano di differenziare l azione di sviluppo, e forse in determinati casi non innescarla, perché non tutto il territorio dell antico popolamento si potrà recuperare a un uso sostenibile. Esistono inoltre condizioni limitanti di sistema. Nella nostra area gli squilibri demografici che si sono prodotti sono di tale intensità, che essi continueranno a esercitare una pesante influenza negativa nei decenni a venire. Siamo convinti che una politica di sviluppo che sostenga e ampli la capacità produttiva locale giocherà un ruolo rilevante, in quanto capace di creare occupazione e auspicabilmente richiamare nuovi investimenti, imprese e forza lavoro. Siamo convinti che una politica di rafforzamento del sistema dei servizi, dalla scuola alla salute, sarà fondamentale per arrestare la fuoriuscita di nuclei famigliari, rafforzare la comunità e attirare nuovi residenti. Ma il bilancio demografico che ci riguarda è, nei numeri, aspramente sfavorevole. Le misure di sostegno 10

11 al sistema economico e al sistema dei servizi difficilmente saranno sufficienti per invertire la tendenza al declino. Altre regioni montane europee in condizioni demografiche simili alle nostre, per avere effetti quantitativi importanti hanno sperimentato politiche attive di attrazione e integrazione di nuovi flussi di lavoratori immigrati, da inserire nel welfare, nell agricoltura e nel turismo, con programmi a metà tra il marketing territoriale e la programmazione sociale. La questione è con ogni evidenza di estrema delicatezza politica. Sulla possibilità di aprirci a questa famiglia di politiche attive, sulle condizioni e i modi per farlo senza danno per la coesione sociale dei nostri comuni, pensiamo sia pertinente e ragionevole aprire una riflessione. Auspicabilmente, assieme alle altre aree interne che stanno lavorando alla SNAI. Qualità dell offerta nell agricoltura, nel commercio e nel turismo L agricoltura si presenta con i numeri del declino, così come accade in generale nelle aree interne del Paese. Declino di occupati e declino della SAU, in particolare nelle aree più marginali e prossime al crinale dell Appennino. Nelle terre alte l agricoltura e la pastorizia sono state interamente sostituite dalle foreste, che man mano che procede l abbandono riconquistano spazio per la natura. I boschi sono infatti l habitat della biodiversità naturale. Alle quote più basse l agricoltura ha tenuto, con un ricco complesso di relazioni. L agricoltura modella il paesaggio, che si caratterizza ancora con il disegno della mezzadria. L agricoltura offre servizi di ospitalità e di ristorazione con la ricca offerta di aziende agrituristiche e country resort. L agricoltura offre cibo e genuinità, con le produzioni agricole vitivinicole e olearie in particolare. Nell area ci sono aziende biologiche e filiere agroalimentari di qualità, che seguono disciplinari rigorosi e producono prodotti di alto livello. Ci sono strutture di trasformazione e di ristorazione molto qualificate. Queste risorse e capacità private sono parte della nostra filiera cognitiva. Esse sono rilevanti per tre ragioni: perché creano ricchezza; perché ci aprono relazioni a scala regionale, nazionale e talvolta internazionale, ed hanno una capacità di leggere il mercato di cui può beneficiare l intera collettività; perché sono alleate dell ambiente e della biodiversità. Intendiamo stabilire una collaborazione permanente tra le imprese più vivaci, solide e innovative dell area, e la rete dei comuni. Ogni comune si presenta con le proprie specialità, alcune radicate nella tradizione secolare, altre recenti: ad esempio il Pane di Chiaserna e il Vino dei Castelli di Jesi rientrano nella prima categoria; la birra artigianale di Apecchio costituisce un saper fare recente che mette insieme l intraprendenza delle persone alle specificità del territorio nel generare le materie prime (dai cereali all acqua). Vi sono poi prodotti da sempre presenti che hanno trovato solo in anni recenti un mercato sovralocale, talvolta internazionale, che ha consentito di passare dal prodotto per il consumo familiare al prodotto per il mercato globale. In questa categoria troviamo ad esempio i tartufi di Acqualagna, che hanno reso famoso tra gli esperti il nostro piccolo centro e che richiamano appassionati e turisti provenienti anche da altre regioni in occasione dei mercati organizzati nel corso dell anno. Alcuni agricoltori di Arcevia hanno creduto nelle potenzialità del biologico fin dagli anni 1970: nel tempo hanno arricchito la competenza sulla produzione, sulla trasformazione dei prodotti e sulla loro commercializzazione. Il risultato è una incomparabile concentrazione di produttori nel territorio di Arcevia, che organizzati in cooperativa promuovono la cultura biologica in tutto il mondo. L agroalimentare è un vero e proprio laboratorio, con numerosi attori che giorno per giorno sperimentano e adattano alle caratteristiche locali produzioni riportate in vita dal passato, come ad esempio il vino di visciole di Cantiano o il mais ottofile, oppure nuove produzioni, come 11

12 l esperienza dello zafferano ad Arcevia. La strategia sosterrà la vitalità produttiva del settore food anche lavorando a forme associate di distribuzione e a campagne promozionali, a partire dal mercato regionale e alle zone della costa dove sta crescendo la domanda di prodotti a Km zero. Dall agricoltura alla tutela del territorio il passo è breve: accogliendo una proposta del Università di Urbino, daremo evidenza ai servizi ecosistemici. 3 prodotti dalle pratiche agrarie tradizionali rispettose dell ambiente, anche inserite in filiere tipiche eccellenti. La creatività che caratterizza questo comparto è emersa nell analisi territoriale 4 predisposta a monte di questo preliminare e nelle numerose proposte progettuali raccolte nella fase di scouting. Vista la grande estensione dei boschi e dei pascoli nelle alte quote occorrerà intraprendere azioni volte alla loro gestione e valorizzazione, superando le problematiche che storicamente condizionano questo settore quali la parcellizzazione delle proprietà (per lo più detenuta da enti di uso civico) e le restrizioni operative legate alla presenza di una vincolistica estremamente rigida (relativa ad esempio alla realizzazione delle piste forestali), proseguendo in maniera rinnovata l esperienza dell Azienda Speciale Consorziale del Catria, sorta nel 1967 per la gestione associata di circa 5000 ha di territorio. Qualità dell offerta è poi rivitalizzare il commercio nei paesi, investire nei centri commerciali naturali come primario tessuto dello scambio di vicinato e della socializzazione, favorendo in particolare l aggregazione e la collaborazione tra commercianti e artigiani che svolgono le proprie attività nei centri storici 5. Questa azione deve puntare a contrastare la scomparsa del commercio nei centri più piccoli e quindi ridurre il disagio dei residenti, in particolare gli anziani. L aggregazione e il mantenimento di servizi commerciali risponde inoltre alle esigenze della domanda turistica che si intende intercettare con la strategia. I prodotti del territorio, così come il tessuto dello scambio di vicinato e della socializzazione diventano elementi e valori fondanti e integrati nei prodotti e nell'offerta turistica del territorio. Essi costituiranno le basi per strutturare esperienze turistiche volte ad attrarre visitatori e turisti. La qualità dell'offerta nel turismo si identifica dunque con la messa in rete e lo sviluppo di attività e servizi tematici esperienziali legati al territorio dalle eccellenze agricole, ai centri commerciali naturali, alle risorse naturali, ai servizi di mobilità che saranno trattati nei capoversi successivi quindi garante di esperienze per il turista moderno che vuole immergersi nella destinazione. La qualità sarà garantita con la specializzazione, in parte già avviata in particolare per le strutture ricettive, con l'adesione ai disciplinari definiti dalla Regione per entrare nel cluster di Destinazione turistica; ne adotteremo la filosofia e li utilizzeremo, anche specificandoli se è il caso, o rendendoli più selettivi per i bandi che raggiungeranno i nostri operatori, con l'obiettivo di inserirsi ed integrarsi al progetto già avviato dai 6 GAL dell'entroterra regionale insieme alla Regione Marche Brand Marche per lo sviluppo dell'area Appennino rurale marchigiana come destinazione turistica capace di attrarre turismo rurale e le sue sottodeclinazioni. 3 Le produzioni agricole, parte integrante della cultura materiale locale, hanno contribuito nel tempo a disegnare il paesaggio rurale. Contestualmente le pratiche agricole si sono adattate alle caratteristiche del territorio, sperimentando modalità in grado di mantenere ridotta la vulnerabilità ambientale e in particolare quella connessa con la tenuta idrogeologica dei versanti. Riconoscere questo valore significa promuovere un sistema economico in grado di riconoscere i costi e i benefici del ciclo produttivo e di attribuirli agli attori che contribuiscono a crearli. 4 Cfr. eco&eco, SNAI Area pilota Appennino Basso Pesarese e Anconetano, Analisi territoriale, settembre Si fa riferimento all esperienza dei Centri commerciali naturali, che la Regione Marche promuove da alcuni anni nei centri storici dei comuni più piccoli e in spopolamento, per contrastare la perdita di esercizi commerciali. 12

13 Il progetto intende quindi abbracciare una visione di sviluppo del territorio anche in senso più ampio, connesso alle altre aree rurali della regione, per questo motivo lavoreremo nell'ottica collaborativa con le altre aree per ottimizzare gli sforzi e gli investimenti al fine di ottenere un reale sviluppo e un risultato duraturo nel tempo. L'offerta turistica sarà volta ad essere caratterizzata da un nuovo modello di gestione dell'accoglienza, che possa rispondere alle esigenze di un turista sempre connesso, esigente e informato, integrando nei tradizionali info point e nelle sedi preposte ad adempiere tale ruolo, modalità e tecnologie strumenti innovativi per consentire un servizio 24/24 e 7/7. Lo sviluppo dell'offerta turistica include anche un uso differente ed efficiente di beni culturali sottovalutati e lo sviluppo di una rete di residenze aperte tutto l'anno come descritto nella sezioni seguenti. Intendiamo creare una Cabina di Regia Operativa riconosciuta per la gestione unitaria del turismo nell'area, composta da Comuni, Unione Montana, Consorzio Urbino e Montefeltro, Consorzio Terre del Catria, Consorzio Esino Frasassi e coinvolgendo esperti del settore. La stessa dovrà comportarsi come una Destination Management Organization DMO (anche se non riconosciuta) lavorando sull adesione delle strutture ricettive ai network di specializzazione riconosciuti dalla Regione per formare aggregazioni territoriali capaci di commercializzare l area. L'area pilota dovrà caratterizzarsi per la qualità del sistema di accoglienza attraverso una rete di Uffici I.A.T. che funga da promotrice territoriale, in grado di commercializzare il territorio e che sia il punto di riferimento per gli operatori e per i turisti. Negli Asili andranno posizionati i nuovi punti di Informazione e Accoglienza Turistica dell area, dove sarà possibile, tra le altre cose, prenotare esperienze turistiche, attrezzature per esperienze outdoor, biglietti per musei etc. Dare destinazione d uso e gestione efficiente ai beni culturali sottoutilizzati o privi di utilizzo Nel passato troppo spesso si sono privilegiati gli interventi fisici di ricupero dei beni architettonici di interesse storico culturale, rimandando nel tempo le elaborazioni e le iniziative funzionali alla loro gestione. Con la SNAI intendiamo inaugurare un nuovo modo di procedere, che mette al centro precisamente la gestione, e profondamente riformula la relazione tra contenitori culturali e contenuti. Intendiamo in particolare fare in modo che gli asili siano occasione di aggregazione e motivazione di comunità di persone, per l uso dei contenitori già recuperati e disponibili. L utilizzo del patrimonio difficilmente si potrà realizzare se non attraverso la moltiplicazione di attività e iniziative di produzione culturale. Per questo svilupperemo azioni dirette a far riscoprire e riconoscere il patrimonio storico artistico da parte delle nostre comunità, facendo leva sulle istituzioni e le associazioni culturali che animano i nostri centri con una varietà di mezzi espressivi e di ricerca: teatro, video, fotografia, disegno, danza. Intendiamo aprire un dialogo con le persone attorno all uso del patrimonio, creando comunità di riferimento per lo sviluppo dei progetti nel tempo. Pensiamo a metodi di coinvolgimento e di community building che favoriscano con flessibilità la ricerca di soluzioni gestionali caso per caso. Condividiamo il giudizio che le forme giuridiche che dovrebbero garantire l accesso ai luoghi culturali di proprietà pubblica e la loro valorizzazione, non sono attualmente di aiuto ma costituiscono una sorta di vestito stretto incapace di raccogliere e rilanciare istanze e potenziali creativi presenti nel sociale. La mancanza di strumenti giuridici contribuisce allo stato di abbandono in cui versa gran parte del patrimonio culturale diffuso: il pubblico non ha le risorse (e le capacità) di gestirlo, l impresa orientata al profitto non ha interesse a prenderle in carico. La via 13

14 da tracciare è quindi anche di ricerca e di sperimentazione di strumenti ulteriori rispetto ai servizi aggiuntivi e alle concessioni previsti dalla legge, con lo scopo di coinvolgere anche soggetti non profit, gruppi di cittadini desiderosi di impegnarsi nella gestione dei beni. In altri casi sono stati esplorati strumenti quali protocolli di intesa e co gestione pubblico privata: intendiamo cercare soluzioni anche in questa direzione 6 Nel medio periodo puntiamo alla creazione di nuove imprese di giovani preparati allo scopo. I tempi per questo risultato non sono immediati, perché occorre preparare il terreno con una fase di sperimentazione in cui molti singoli e associazioni siano invitati e stimolati dai comuni ad attivare esperienze di gestione temporanea e cimentarsi nella produzione di servizi, in collaborazione col tessuto produttivo degli agriturismo e degli alberghi, del circuito del tartufo, delle cantine e del pane. Pensiamo che la soluzione non si ottenga da un giorno all altro, ma che serva uno sforzo collettivo di apprendimento. Il punto di partenza di questo percorso è la ricognizione delle agenzie in senso lato piccole imprese, studi professionali, associazioni già attive nel campo della organizzazione di attività ed eventi culturali. I comuni dell area pilota hanno già raccolto e condiviso l informazione su questi soggetti, evidenziando il tipo di competenze ed esperienze che hanno maturato. I comuni dell area strategica e la Regione, anche grazie alle attività del DCE, sono in grado di integrare il quadro alla luce della propria conoscenza della scena culturale. Agenzie del settore culturale attive nell area pilota (fonte: ricognizione presso i comuni, 2015) comuni agenzie attività Acqualagna Dna Creativo srl Bonsai film festival, gestione cinema Corso Roma Menu Studio coworking, fiera tartufo, manifestazioni estive Apecchio associazione Apecchio Città della marketing della filiera alogastronomica del territorio Birra associazione Notrace attività outdoor Arcevia associazione Ar(t)cevia festival d arte internazionale Ar(t)cevia, eventi e progetti culturali, laboratori didattici associazione Arcevia Jazz Feast promozione della musica, attività didattiche e concertistiche: seminari estivi di Arcevia Jazz Feast, Territori Sonori, Big Baby Band associazione culturale musicale Percorsi di ascolto festival di musica classica Harmonica associazione Operazione Arcevia Operazione Arcevia 2.0, laboratorio di creatività associazione Clio 92 ricerca storica, Scuola estiva di Arcevia corso di formazione per insegnanti di storia e italiano Cagli associazione culturale Giochi storici Palio dell Oca rievocazione storica in costume Cantiano associazione La Turba teatro popolare, rappresentazione sacra associazione Archeoclub gestione complesso seminario, percorso culturale Cantiano tra Storia e Natura Frontone associazione L Aleph, associazione Bellosguardo fondazione ARCA associazione La Radica rassegna Frontone Eventi, arte contemporanea in collaborazione con Accademia Belle Arti di Urbino, rassegna Out of Range mostre d arte e seminari su autismo e espressione artistica Eventi culturali legati alla storia locale finalizzati a mantenere contatti con i discendenti degli emigranti Piobbico gruppo di Bacciardi di Rocca Leonella ristrutturazione edifici, Festival delle Pecore a pois, teatro libero del Monte Nerone 6 Cfr. S. Consiglio e A.Riitano (a cura di), Sud Innovation. Patrimonio culturale, innovazione sociale e nuova cittadinanza, Angeli

15 Sassoferrato centro di educazione ambientale cooperativa Happennines, nell ambito di un accordo di partenariato pubblico privato. Start up dell incubatore di imprese culturali Cultlab. Circolo Fotografico Erregibi, FIAF, Pro loco. Associazione culturale onlus La miniera di Cabernardi. 20/11/2015 ambiente e paesaggio Gestione polo museale Comune di Sassoferrato: Museo Civico Archeologico e raccolta Periottana; Civica Raccolta d Arte (Pinacoteca) e Raccolta degli Incisori Marchigiani; Galleria Civica d Arte Contemporanea G.B.Salvi Mam s ; Museo d arte e tradizioni popolari; il sito archeologico di Sentinum nelle due aree Civita e S. Lucia. Rassegna internazionale d Arte/Premio G.B. Salvi, Facephotosnews, mostre d arte, presentazioni di libri, concerti musicali, spettacoli. Museo della Miniera di zolfo e Parco Archeominerario di Cabernardi. Serra S. Abbondio Centro studi Avellaniti fondazione dei monaci del Monastero di Fonte Avellana: convegni, concerti, ricerca storica associazione I Poeti dell Eremo manifestazioni di poesia; lettura di Canti danteschi In una prima fase quindi pensiamo di favorire pratiche informali e provare molto, discutere molto, fare confronti e scambi con altre esperienze. In questo periodo di avvio, di ricerca e sperimentazione, potremo utilizzare borse di ricerca e di lavoro, per attrarre e sollecitare le vocazioni all impegno dei giovani laureati della nostra area e della regione. Durante l anno di borsa, promuoveremo percorsi di affiancamento specialistico e accompagnamento in partnership con imprese mature e affermate nel mercato. Sfrutteremo a questo fine il lavoro già fatto dalla Regione nell ambito del Distretto Culturale Evoluto, il progetto strategico regionale che ha finanziato negli ultimi anni interventi a valenza regionale quali Barco Officina Creativa, Valle della Creatività, Flaminia Nextone, Creattivita, azioni innovative di stimolo alla produzione culturale e alle nuove imprese creative in connessione con le produzioni del Made in Italy, nei quali già siamo coinvolti con le nostre amministrazioni comunali. In alcuni specifici casi abbiamo raccolto l interesse di istituzioni formative alla rifunzionalizzazione degli spazi storici. Speciale rilievo attribuiamo alla proposta di Poliarte Design School di tenere nel Palazzo e chiostro di San Francesco a Cagli, complesso già sede dell istituto d arte, i propri corsi Corsi Triennali post diploma in Fashion Design (per le imprese tessili e abbigliamento), Graphic e Web Design (per la nuova comunicazione d'impresa), Industrial e Interior Design (imprese legate al mobile e arredo), al tempo stesso promuovendo nuove figure professionali che incontrino gli antichi mestieri in via di estinzione fabbri, falegnami, ebanisti, sarti aggiornandoli alle nuove richieste di mercato e impresa. Creare una rete di residenze aperte tutto l anno per soggiorni di vacanza, studio e lavoro. Come abbiamo detto, la nostra bussola in proposito sono gli stranieri che già ci hanno scelto. Per loro il soggiorno stabile, la residenza in uno dei tanti borghi o case coloniche, è già una realtà vissuta, praticata da anni. Con alcuni di loro andremo più a fondo, per capire quali servizi mancano e vanno creati per sviluppare la nostra vocazione di luogo di residenze accoglienti non solo per la vacanza breve. Gli spazi fisici su cui lavorare saranno molti di quelli già esistenti, senza finanziare nuovi posti letto (abbiamo ampio margine di miglioramento dei tassi di utilizzo), ma sfruttando l intera gamma della ricettività che si è formata negli ultimi quindici anni: agriturismo, B&B, 15

16 turismo rurale, case in affitto, etc. Oppure saranno edifici di valore simbolico, situati in posti chiave: palazzi storici sottoutilizzati o abbandonati, foresterie di teatri e musei; locali già adibiti al commercio e dismessi nel cuore dei borghi; etc. Su questa direttrice, prevediamo, finiremo per intersecare i temi emergenti delle Smart Land, del riciclo degli spazi, dell uso sociale delle nuove tecnologie e della progettazione della città dal basso. Prevediamo la possibilità di entrare in relazione con esperienze urbane che già stanno interessando piccoli centri storici simili ai nostri, imparare, immetterci in un circuito di scambi. Guardiamo ad esempio con interesse alle pratiche in corso col progetto Pop Up avviato in una serie di comuni toscani: il modello prevede che comune e privati mettano a disposizione spazi inutilizzati da riempire con idee e progetti; e che chiunque, rispondendo a una call for ideas possa proporre un attività: negozi temporanei, laboratori, installazioni, degustazioni, attività culturali, artistiche, artigianali. I locali sono assegnati in forma temporanea e gratuita, e per tutto il tempo di realizzazione del progetto, a partire dalla prima identificazione dei locali e dalla call, si sviluppa un percorso collettivo e dal basso che incoraggia un innovativa gestione pubblico sociale degli spazi della città, attivando e riattivando reti locali, energie e progettualità. I comuni hanno svolto una prima ricognizione degli edifici e degli spazi utilizzabili come residenze e come sedi di servizi culturali connessi alle residenze, che ha dato come esito il quadro che segue. Acqualagna Apecchio Arcevia Cagli Cantiano Frontone Piobbico Palazzo del Gusto Cinema/sala musicale e di registrazione Palazzo Ubaldini, Teatro, Museo Dei Fossili Palazzo di Piazza Della Libertà Villa S. Maria fraz. Serravalle di Carda Centro culturale S. Francesco Palazzo dei Priori Giardino Leopardi e Convento dei Cappuccini Teatro comunale Arena del fiume S. Emidio Palazzo e chiostro di San Francesco Canonica della chiesa priorale di S. Nicolò Complesso di Sant Agostino Castello della Porta Ex colonia montana Ex fattoria della Porta Castello Brancaleoni Chiesa di San Lorenzo di Rocca Leonella Bacciardi di Rocca Leonella Gorgo a Cerbara Parrocchia Santa Maria in Val d Abisso Parrocchia San Donato 16

17 Sassoferrato Palazzo Scalzi Parco archeominerario di Cabernardi Complesso di S. Lucia a Sentinum Serra S. Abbondio Monastero di Fonte Avellana Ex sala del Consiglio Centro Culturale Aldo Moro Cripta di San Biagio Ipotizziamo un modello di gestione della rete delle residenze, nel quale l'unione Montana Catria e Nerone assume la funzione di coordinamento, occupandosi in modo integrato, previa convenzioni con i Comuni, sia delle residenze sia della rete bibliotecaria, archivistica e museale (di cui è particolarmente importante la sezione archeologica) nonché la rete dei punti IAT e dei centri di formazione. Le attività in alcuni casi potranno essere svolte nelle stesse strutture che ospiteranno i PUA Punti Unici di Accesso al sistema dei servizi socio sanitari. Il coordinamento si avvarrà di uno staff dedicato di funzionari pubblici da identificare negli Enti aderenti alla strategia, in condizione di contribuire alla progettazione e alla gestione amministrativa e contabile della rete di residenze/siti culturali turistici formativi. Le residenze ricavate negli edifici storici o presso le strutture ricettive pubbliche saranno affidate alla gestione di soggetti privati, profit e non profit. La sostenibilità sarà favorita dall ospitare all interno attività diversificate e complementari nel campo della formazione, della cultura, dell ospitalità, del sociale, componendo iniziative a vario livello di redditività. Sarà favorita la nascita di cooperative culturali gestite da giovani, sull'esempio di quanto sta accadendo a Sassoferrato grazie al progetto di Start up promosso dai progetti del DCE Valle della Creatività e Cult lab. Conoscere, difendere, godere del paesaggio In questo ambito prevediamo diversi filoni d azione che si devono integrare. Sarà essenziale lavorare sulla sentieristica e la segnaletica, la viabilità minore e i percorsi ciclabili, la rete di servizi per il cicloturismo (mappe cartacee e digitali di tutto il territorio), per il quale siamo vocati. Più il nostro paesaggio sarà percorso e fruito, più sarà percepibile l interesse che suscita, più sarà facile difenderlo. Nella visione di qualità dell'offerta turistica, una migliore accessibilità territoriale e migliori collegamenti per la mobilità interna e la fruizione delle risorse e dei servizi turistici, come ad esempio quelli legati al Cluster regionale natura e vacanza attiva, consentiranno di rendere il territorio maggiormente vivibile e godibile sia da parte degli abitanti sia dei suoi potenziali visitatori. In quest ottica il monte Nerone ed il monte Catria diventano strategici per il territorio: una fitta rete di sentieri che sono già presenti, vanno sicuramente resi maggiormente fruibili ai possibili turisti del settore. Potenziare la segnaletica e formare personale qualificato in grado di accompagnare il turista in escursioni e anche in grotta, diventa di primaria importanza. Inoltre è già in fase di studio la possibilità di riconoscere alcune zone del Nerone e del Catria come geositi. Con il termine geositi si indicano i beni geologici geomorfologici di un territorio intesi quali elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta in genere di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione della 17

18 storia geologica di una regione e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico ricreativo. Sarà molto utile impegnare le amministrazioni locali nella gestione attiva delle risorse, ad esempio implementando il processo di Contratto di fiume nei bacini idrografici del Candigliano e dei fiumi Alto Cesano, Esino e Misa. Svilupperemo così una maggiore coerenza delle decisioni pubbliche e private alla salvaguardia dei valori del paesaggio. Sarà strategico mobilitare i nostri geografi e storici nella conoscenza, interpretazione e comunicazione sui caratteri del nostro paesaggio, sfruttando le connessioni esistenti con la scuola di restauro e conservazione dell Università di Urbino, con la Summer School di didattica della storia organizzata in Arcevia dall Università di Bologna, con altre istituzioni. Le azioni descritte si inquadrano in due importanti politiche della Regione Marche, a cui già si è accennato: nel turismo, i cluster di Destinazione; nella cultura, il Distretto Culturale Evoluto. Rispetto alle Destinazioni, la nostra area gode di una posizione di privilegio, perché rientra in ben cinque categorie: Dolci colline e antichi borghi ; Parchi e natura attiva ; Spiritualità e meditazione ; Made in Marche. Gusto Km 0 e shopping di qualità ; The Genius of Marche. Partecipando a queste aggregazioni avremo la possibilità di entrare in circuiti di relazione più ampi, e in un varietà di iniziative guidate dalla regione; fattori che ci rafforzeranno. Rispetto al DCE, abbiamo già sottolineato come possa essere capitalizzato per la nostra scelta strategica il lavoro già fatto dalla Regione di ricognizione delle imprese culturali e creative. In prospettiva prevediamo anche sinergie con i progetti già finanziati dalla Regione che interessano il nostro territorio. Mobilità Nella nostra area, la gestione del servizio di trasporto pubblico si scontra con l elevato costo del servizio pubblico, connesso con la vastità del territorio e con la bassa densità abitativa. Il servizio di trasporto pubblico locale è attualmente basato su poche corse ad orari definiti: è rivolto a tutti i cittadini e all utenza scolastica. Sulla scala dei singoli comuni circolano i minibus delle amministrazioni comunali che garantiscono il servizio di scuolabus. Se si escludono le fasce orarie del primo mattino e del pomeriggio/sera, mancano servizi di trasporto pubblico locale adeguati. Il problema della mobilità che abbiamo non è diverso da quello che si vive in maniera diffusa nelle altre aree interne del nostro Paese: la sua soluzione va ricercata facendo ricorso alla creatività, alle nuove tecnologie, ad un approccio di area in grado di sfruttare appieno le economie di scala. La domanda di mobilità che vogliamo affrontare riguarda tre tipi di utenza: gli anziani, in particolare i residenti nelle frazioni; i cittadini in generale e nello specifico i pendolari che si spostano quotidianamente o periodicamente su rotte fisse; i turisti negli spostamenti da e verso il territorio e verso i principali siti dell area. Le soluzioni che riteniamo interessanti e a cui siamo orientati, sono diverse: trasporto sociale. attivazione di un servizio associato a chiamata e sperimentale con prenotazione per trasporto di anziani, da affidare al terzo settore. Il servizio deve puntare a migliorare la connessione tra le frazioni, i capoluoghi dei comuni dell area pilota, i poli locali del sistema sanitario; 18

19 collegamenti con le frazioni. Attivazione di un servizio a chiamata sperimentale, su minibus con numero limitato di passeggeri, per persone e merci, a giorni e fasce orario prestabiliti da affidare in gestione associata ai Comuni. Il servizio deve puntare a migliorare la connessione tra le frazioni e i centro capoluogo; trasporto turistico. Attivazione di un servizio associato di trasporto per turisti, da affidare in gestione a privati (azienda di trasporti, consorzio di operatori della ricettività). Il servizio, a chiamata, dovrebbe puntare a migliorare la connessione tra le località turistiche e i principali nodi del trasporto pubblico locale; all occorrenza potrebbe funzionare anche per il trasporto bagagli nel caso di trekking nelle aree naturali appenniniche; car pooling. Attivazione di un servizio di car pooling, da gestire in un primo momento in forma associata direttamente dai comuni, per i cittadini che si spostano sul territorio. Il servizio è reso disponibile attraverso la creazione di una specifica applicazione per pc e smartphone e consentirà di facilitare gli spostamenti nell area, fuori l area e per l area. Può integrare la prenotazione a chiamata attraverso centralino telefonico, per coloro che non dispongono di accesso Internet; biciclette. Attivazione di un servizio di noleggio di bici elettriche, per la fruizione turistica dell area e per l accesso al territorio, così come ampiamente già sperimentato in numerose località di montagna, dove è presente una fitta rete di strade a basso traffico. Poiché affrontare la questione della mobilità richiede un salto di qualità nell organizzazione dei servizi, e poiché i Comuni singolarmente non hanno la forza per impegnarsi in questa direzione, sperimentando soluzioni e razionalizzando le scelte sulla base dei risultati, consideriamo strategico muoverci verso un servizio associato con impiego di un mobility manager di area. Salute Sui temi della salute, per noi di fondamentale importanza per assicurare maggiori livelli di cura e sicurezza alle nostre famiglie, e in particolare ai nostri anziani, abbiamo avviato da subito un confronto serrato con le strutture del settore Sanità e Servizi sociali della Regione, i Distretti sanitari, gli Ambiti sociali, i dirigenti dell Azienda sanitaria regionale. Sin dal principio abbiamo cercato di lavorare in modo congiunto sul versante sanitario e su quello sociale, mettendoci dal punto di vista dell utenza e dei cittadini. Si è deciso di impostare l elaborazione delle linee di intervento nei 5 ambiti di seguito descritti. Nella convinzione che l investimento nei servizi socio sanitari possa costituire una precondizione per il miglioramento della qualità complessiva della vita per i residenti e per contrastare o invertire la tendenza del fenomeno dello spopolamento. Un territorio diventa infatti attrattivo, anche per i nuovi residenti, quando può assicurare un livello ottimale di servizi alla popolazione, con particolare riguardo per la salute. L area, inoltre, per le sinergie già consolidate e per le intese raggiunte dai Comuni, si presta a introdurre alcune sperimentazioni sia organizzative che tecnologiche, tali da poter costituire un osservatorio utile per la successiva implementazione in altre aree regionali. In presenza di una costante tendenza alla decrescita della popolazione, attenuata negli ultimi anni dal fenomeno dell immigrazione, e dall aumento della classe d età over 65 anni, sono state individuate le seguenti ambiti di intervento. 19

20 Servizi / strutture di prossimità e attuazione della rete con i presidi ospedalieri dotati di maggiore complessità clinica e tecnologica. Tele medicina Le caratteristiche degli interventi prendono che i risultati debbono essere mantenuti nel tempo indipendentemente dall esaurirsi del finanziamento aggiuntivo ad hoc. Altre caratteristiche, oltre alla sostenibilità nel tempo, degli interventi da prevedersi nel progetto sono: a) la erogazione di interventi comunque inseriti nei LEA o agli stessi riconducibili; b) l appropriatezza clinica ed organizzativa dei servizi offerti grazie al progetto; c) la coerenza con le regole di sistema che presiedono alla erogazione delle prestazioni ambulatoriale e residenziali oltre che di telemedicina; d) la coerenza con il quadro programmatorio (il progetto dovrebbe contribuire anzi alla realizzazione di quanto nello stesso previsto come la riconversione dei poli ospedalieri). Date queste premesse gli interventi integrativi che possono essere offerti sono della seguente natura: a) interventi formativi sugli operatori, sui pazienti e sui loro familiari/caregiver; b) sperimentazione di modelli organizzativi (iso risorse) finalizzati al miglioramento della qualità dei servizi; c) interventi per la informatizzazione delle reti assistenziali; d) servizi di telemedicina. Gli interventi previsti sono finalizzati a garantire la continuità delle cure e l integrazione ospedale/territorio anche mediante un infrastruttura di telemedicina, che si avvarrà di strumenti e funzionalità di tele sanità con lo scopo di potenziare le attività messe in atto dalla cure domiciliari e dalla case della salute, con un coinvolgimento volontario dei MMG. Ciò costituisce uno step fondamentale per l attivazione futura di telemedicina a totale copertura territoriale, con coinvolgimento delle farmacie e del paziente domiciliare. La telemedicina, che rientra nel dominio dell assistenza primaria, permette di mettere in rete i pazienti cronici con medici specialistici e MMG per assisterli nella diagnosi, monitoraggio, gestione e responsabilizzazione dei pazienti Riteniamo strategico per la nostra area sfruttare le potenzialità legate all uso delle nuove tecnologie della comunicazione in ambito sanitario. Prestazioni sanitarie erogate a distanza, monitoraggio dei malati cronici (soprattutto anziani) attraverso dispositivi che trasmettono al medico e a chi fa assistenza i parametri clinici e biologici necessari, permetterebbero interventi e prestazioni sanitarie anche in caso di emergenza molto più efficaci nelle zone più isolate e più difficili da raggiungere. Ad oggi nella Regione Marche esistono sperimentazioni di questo tipo di prestazioni a distanza che al momento non ci coinvolgono, e che vorremmo applicare anche nel nostro territorio. La Telemedicina qui considerata riguarda principalmente le case della salute/aft/et (strutture di prossimità) in rete con i presidi ospedalieri dotati di maggiore complessità clinica e tecnologica, nelle declinazioni tipo: tele refertazione, teleconsulto, telediagnosi, telesanità. La Telemedicina viene richiesta anche a supporto della residenzialità (RSA RP Lungodegenza Cure intermedie). Dove non sono presenti Case della salute sono previsti altri punti di erogazione (AFT Aggregazioni Funzionali Territoriali, farmacie di servizio e Ambulatori MMG, case di cura e di riposo). Si è ravvisata anche l opportunità di sperimentare un percorso di tele riabilitazione, in quanto può dare molteplici vantaggi: miglioramento della capacità funzionale e della qualità della vita del paziente attraverso il training fisico, e un accessibilità per i pazienti quantitativamente maggiore rispetto al metodo ambulatoriale correntemente offerto, una riduzione delle ri ospedalizzazioni e una maggior compliance attraverso un continuum assistenziale. 20

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