SCHIZOPHRENIA COGNITION

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "SCHIZOPHRENIA COGNITION"

Transcript

1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BRESCIA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia Tesi di Laurea SCHIZOPHRENIA COGNITION RATING SCALE: CORRELATI CLINICI E NEUROPSICOLOGICI IN PAZIENTI CON DISTURBI DELLO SPETTRO SCHIZOFRENICO

2 2 Studente: Annalisa Bergamini Matricola: Anno Accademico

3 Capitolo 1 Introduzione 1.1 Epidemiologia La schizofrenia è una grave malattia mentale annoverata tra le prime dieci cause di disabilità a lungo termine. Secondo l Organizzazione Mondiale della Sanità, a fronte di una bassa incidenza (3:10.000), la prevalenza raggiunge l 1% della popolazione adulta, senza differenze tra i sessi, a causa della cronicità del decorso clinico. Esistono invece differenze per quanto riguarda l età d esordio: il picco si colloca tra i anni per gli uomini, i per le donne. [1] La patologia è connotata dalla presenza di disturbi della percezione, del pensiero, della cognizione, delle abilità psicomotorie e della socializzazione, che vanno ad alterare progressivamente il funzionamento sociale e lavorativo dei pazienti, nonchè la capacità di cura della propria persona. 1

4 1.2. EZIOPATOGENESI Eziopatogenesi Nonostante sia ormai trascorso quasi un secolo dall inizio di un intensa attività di ricerca sui fattori eziologici della schizofrenia, siano essi di tipo genetico, biologico, psicosociale, sociologico ed evolutivo, ad oggi l eziologia è tutt altro che chiara. Tra le possibili cause individuate si annoverano: fattori genetici, epigenetici ed ambientali, come evidenziato in studi familiari, di adozione, sui gemelli, di linkage e di associazione [2][3] alterazioni del funzionamento dei neurotrasmettitori, coinvolgenti in particolar modo il sistema dopaminergico, serotoninergico e glutammatergico [4] anomalie cerebrali anatomiche e metaboliche coinvolgenti le strutture limbiche, i lobi frontali ed in particolar modo la corteccia prefrontale e i gangli della base [5] ; aumento delle dimensioni ventricolari e diminuito volume corticale, con particolare coinvolgimeno dell ippocampo, della corteccia prefrontale e del talamo dorsale [6][7]; altri fattori, tra i quali anomalie cromosomiche o infezioni virali [8] Una delle ipotesi più accreditate per spiegare la patogenesi della malattia è quella del neurosviluppo [9][10], secondo la quale la schizofrenia avrebbe origine da anomalie cerebrali presenti sin dal concepimento. A supporto di tale ipotesi esistono diverse prove, quali le asimmetrie cranio faciali dei pazienti e i dismorfismi che potrebbero riflettere un anomalia di svi-

5 1.2. EZIOPATOGENESI 3 luppo dell ectoderma e della cresta neurale tra il secondo e il terzo trimestre di gravidanza. Inoltre, spesso questi soggetti hanno una storia di complicanze ostetriche, quali infezioni virali, denutrizione e processi autoimmuni, che sembrano raddoppiare il rischio di insorgenza di schizofrenia [11]. Sono state poi descritte anomalie comportamentali, d apprendimento, deficit cognitivi e motori durante l infanzia [12]. Ulteriori conferme si possono ritrovare grazie agli studi di imaging: nel 2-3% dei soggetti esite una marcata riduzione del volume cerebrale, accompagnata da una dilatazione del terzo ventricolo e dei ventricoli laterali. [13][14]. Tali alterazioni si aggravano durante il decorso della malattia, suggerendo la presenza di un processo degenerativo con progressiva perdita della funzione neuronale. Questo modello eziopatogenetico non può però non tener conto della predisposizione genetica: l ereditabilità è circa l 80%, ma la concordanza tra gemelli omozigoti è del 50%, sottolineando l importanza dei fattori ambientali nel determinare l insorgenza della malattia. Entrambi gli aspetti possono essere compresi nel modello stress-vulnerabilità, che prevede l interazione di un substrato genetico con fattori ambientali, per lo più stressanti [15]. In conclusione, l orientamento attuale conduce verso il determinismo multifattoriale, in cui la componente genetica sembra produrre, insieme a variabili ambientali e a meccanismi epigenetici, i caratteri complessi della malattia.

6 1.3. CRITERI DIAGNOSTICI Criteri Diagnostici I criteri diagnostici per la schizofrenia, secondo il DSM-IV-TR [16] sono i seguenti: A) Sintomi caratteristici: due (o più) dei sintomi seguenti, ciascuno presente per un periodo di tempo significativo durante un periodo di un mese (o meno se trattati con successo): 1. deliri 2. allucinazioni 3. eloquio disorganizzato (per es., frequenti deragliamenti o incoerenza) 4. comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico 5. sintomi negativi, cioè appiattimento dell affettività, alogia, abulia. Nota: è richiesto un solo sintomo del Criterio A se i deliri sono bizzarri, o se le allucinazioni consistono di una voce che continua a commentare il comportamento o i pensieri del soggetto, o di due o più voci che conversano tra loro. B) Disfunzione sociale/lavorativa: per un periodo significativo di tempo dall esordio del disturbo, una o più delle principali aree di funzionamento come il lavoro, le relazioni interpersonali, o la cura di sè si trovano notevolmente al di sotto del livello raggiunto prima della malattia (oppure, quando l esordio è nell infanzia o nell adolescenza, si manifesta un incapacità di raggiungere il livello di funzionamento interpersonale, scolastico o lavorativo prevedibile). C) Durata: segni continuativi del disturbo persistono per almeno 6 mesi. Questo periodo di 6 mesi deve includere almeno 1 mese di sintomi (o meno se trattati

7 1.3. CRITERI DIAGNOSTICI 5 con successo) che soddisfino il Criterio A (cioè, sintomi della fase attiva), e può includere periodi di sintomi prodromici o residui. Durante questi periodi prodromici o residui, i segni del disturbo possono essere manifestati soltanto da sintomi negativi o da due o più sintomi elencati nel Criterio A presenti in forma attenuata (per es., convinzioni strane, esperienze percettive inusuali). D) Esclusione dei Disturbi Schizoaffettivo e dell Umore: il Disturbo Schizoaffettivo ed il Disturbo dell umore con manifestazioni Psicotiche sono stati esclusi poichè: 1. nessun Episodio Depressivo Maggiore, Maniacale o Misto si è verificato in concomitanza con i sintomi della fase attiva; 2. oppure, se si sono verificati episodi di alterazioni dell umore durante la fase di sintomi attivi, la loro durata totale risulta breve relativamente alla durata complessiva dei periodi attivo e residuo. E) Esclusione di sostanze e di una condizione medica generale: il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una sostanza di abuso, un farmaco) o a una condizione medica generale. F) Relazione con un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo: se c è una storia di Disturbo Autistico o di altro Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, la diagnosi addizionale di schizofrenia si fa soltanto se sono pure presenti deliri o allucinazioni rilevanti per almeno un mese (o meno se trattati con successo).

8 1.4. DEFICIT COGNITIVI NELLA SCHIZOFRENIA E LORO SIGNIFICATO CLINICO Deficit cognitivi nella schizofrenia e loro significato clinico Sin dagli albori dello studio della schizofrenia emerse con grande chiarezza il ruolo fondamentale svolto dalla dimensione cognitiva all interno del quadro sindromico. Non a torto Emil Kraepelin chiamò la malattia Dementia praecox, definizione che, nell arco di quasi un secolo, si è dimostrata quanto mai calzante. Fin dal 1911, Bleuer sostenne che i disturbi primari delle funzioni cognitive elementari fossero i fattori determinanti dei cosiddetti disturbi del pensiero dei pazienti affetti da schizofrenia. [17] Inoltre, nel 1919, Emil Kraepelin descrisse caratteristiche del disturbo che pensava riflettessero danneggiamenti nella cognitività e attribuì questi deficit a disfunzioni del lobo frontale, descrivendo una diminuzione dell efficienza mentale nei pazienti affetti da Dementia Praecox : L efficienza mentale è sempre considerevolmente ridotta. I pazienti sono distratti, non attenti..., essi non possono conservare il pensiero nella loro mente. [18] I pazienti schizofrenici ottengono infatti risultati scadenti nei diversi test cognitivi: la memoria, le funzioni esecutive, cioè la capacità di pianificare e portare a termine un determinato obiettivo, l attenzione e il dominio della fluenza verbale risultano essere le capacità maggiormente compromesse. [19] Anche le abilità motorie, il linguaggio e la percezione visiva possono risultare alterate. Nella maggior parte dei pazienti è inoltre presente una compromissione della funzione intellettiva generale. Ciò è stato confermato da svariati studi condotti su gemelli monozigoti, di cui uno schizofrenico: le performance nei test d intelligenza

9 1.4. DEFICIT COGNITIVI NELLA SCHIZOFRENIA E LORO SIGNIFICATO CLINICO 7 risultano costantemente inferiori nel gemello malato rispetto a quello sano. [20] Le disfunzioni cognitive nella schizofrenia non devono quindi essere considerate secondarie ad altri aspetti della patologia, ma ne rappresentano una caratteristica primaria, con impatto notevole sulla qualità di vita dei pazienti, in conseguenza della disabilità sociale e funzionale che determinano. [21] Esse vengono, ad oggi, considerate il nucleo centrale e persistente della patologia schizofrenica, con un ruolo maggiore rispetto ai sintomi psicotici in senso stretto. Non a caso la disfunzione cognitiva è risultata il principale elemento di disabilità del paziente schizofrenico e il più valido predittore dell outcome funzionale a lungo termine. [22] Il declino cognitivo è rapido e si manifesta nelle prime fasi della malattia, ma anche ancor prima dell esordio psicopatologico. [23][24][25][26][27] Le performances cognitive permangono fortemente deficitarie anche nei periodi di remissione [28], dato facilmente rilevabile con l utilizzo di test neuropsicologici specifici, ma spesso anche chiaramente evidente ai clinici nella semplice osservazione del funzionamento del paziente nella vita quotidiana. Tali deficit sono inoltre comuni anche tra i parenti dei pazienti schizofrenici: in entrambi sono presenti deficit neuropsicologici riguardanti in particolar modo la memoria verbale, la capacità di astrazione, l attenzione e il linguaggio. [29][30] I sintomi della schizofrenia, quindi, non devono essere ritenuti la causa dei deficit cognitivi: sono piuttosto questi fattori a riflettere i diversi aspetti della malattia sottostante. Altri studi hanno poi posto l accento sulla stretta correlazione tra abilità neurocognitive ed outcome funzionale [31][32], dimostrando la maggior influenza di

10 1.4. DEFICIT COGNITIVI NELLA SCHIZOFRENIA E LORO SIGNIFICATO CLINICO 8 queste ultime rispetto ai sintomi psicotici. [33] In numerosi studi si inoltre ricercato il nesso di causalità o, più in generale, la correlazione tra i sintomi classicamente considerati diagnostici e la funzione cognitiva. Sebbene sia sostanzialmente impossibile valutare in maniera attendibile il profilo cognitivo di un paziente fortemente produttivo sul piano psicotico, è stata evidenziata una maggiore correlazione tra sintomi negativi e deficit cognitivi rispetto ai sintomi positivi [34], anche se, nella maggior parte dei pazienti, la fluttuazione dei sintomi non sembra influenzare in maniera significativa le performance cognitive. Un altra questione ancora fortemente dibattuta riguarda il peggioramento dei deficit, parallelamente al progredire della patologia. Numerosi studi non hanno riscontrato differenze tra pazienti cronici e pazienti al primo episodio di malattia per quanto concerne i deficit cognitivi; ma altri autori indicano che sono solo alcuni domini ad andare incontro ad un peggioramento progressivo, mentre altri si manterrebbero costanti. [35] È stato invece osservato che soggetti ad esordio precoce presentano, fin dal primo episodio, deficit più marcati nelle funzioni esecutive, nella memoria verbale e nella velocità visuomotoria rispetto a soggetti ad esordio tardivo, supportando l idea che in soggetti a esordio precoce la prognosi sia peggiore anche per una maggiore aggressività della malattia. [36] Sulla base di queste osservazioni alcuni autori propongono che la presenza di profili cognitivi deficitari possa andare a costituire di per sè un fattore di rischio aggiuntivo per lo sviluppo di psicosi in soggetti già ad alto rischio. [37][38] In effetti emerge in un consistente numero di studi che i parenti sani di soggetti

11 1.4. DEFICIT COGNITIVI NELLA SCHIZOFRENIA E LORO SIGNIFICATO CLINICO 9 schizofrenici raggiungono punteggi intermedi tra quelli dei pazienti e dei controlli nei test di attenzione, memoria e funzioni esecutive. [39][40] Molto probabilmente sono le funzioni esecutive le più compromesse e queste ultime risultano strettamente correlate al concetto di Working Memory, ossia di memoria operativa, che, secondo il modello di Baddeley [41][42] può essere suddivisa in quattro componenti: Esecutivo centrale, un sistema di supervisione del flusso di informazione verso i sistemi sottoposti Loop fonologico, che si occupa del trattamento dell informazione fonetica e fonologica Taccuino visuospaziale, inteso sia come capacità di mantenimento ed elaborazione dell informazione visuospaziale, sia come capacità di generare immagini cererbali Episodic buffer, ossia un sistema d integrazione delle informazioni da una serie di sistemi in rappresentazioni unitarie multidimensionali, per l appunto scene ed episodi. È infatti ampiamente documentato che i pazienti schizofrenici durante l esecuzione del Winsconsin Card Sorting Test, un indicatore molto accurato delle funzioni esecutive frontali, commettano un più alto numero di errori e di risposte perseverative rispetto ai controlli sani, indipendentemente dalla durata della malattia e dalla terapia farmacologica assunta. [43] Una questione ancora fortemente dibattuta è rappresentata dalla correlazione tra sintomatologia psicotica, cognitività ed outcome funzionale.

12 1.4. DEFICIT COGNITIVI NELLA SCHIZOFRENIA E LORO SIGNIFICATO CLINICO 10 Infatti, mentre appare chiaro che i sintomi positivi della malattia, se controllati dalla terapia farmacologica, non hanno effetto sul funzionamento, il ruolo della sintomatologia negativa risulta meno chiaro. In alcuni casi sintomi negativi e cognitività sono indipendentemente predittivi [44][45], in altri casi, invece, c è coincidenza nel prevedere l outcome. [46][47] L effettiva relazione tra deficit cognitivi ed outcome funzionale emerge però costantemente da diversi studi e dimostra la fondamentale importanza dell utilizzo di sistemi di misurazione quantitativa dei deficit cognitivi abbinati a interventi cognitivi di comprovata efficacia. Questi strumenti sono, nella pratica, molto utili anche se le anomalie della percezione, del comportamento e dell immaginazione possono essere il risultato di complesse e molteplici alterazioni delle funzioni cerebrali, che richiedono la comprensione delle attività integrate di molte regioni del cervello e, di conseguenza, possono essere difficili da studiare in dettaglio utilizzando semplici test che valutano solo alcune funzioni cognitive. Esiste un ampia sovrapposizione di tali funzioni e molte prove testali ne coinvolgono più di una, soprattutto quando vengono indagati processi mentali complessi. I deficit cognitivi sono considerati uno dei più importanti aspetti della schizofrenia, sia per la disabilità sociale e funzionale a cui si accompagnano, sia per la loro stretta relazione con l outcome. Diversi studi hanno infatti evidenziato come i deficit cognitivi, e non gli altri sintomi della malattia, tendano a essere strettamente associati all outcome funzionale [48][49] e come vari deficit cognitivi siano predittivi di diversi aspetti dell outcome. [50] La relazione tra outcome e cognitività è di fondamentale importanza per identifi-

13 1.4. DEFICIT COGNITIVI NELLA SCHIZOFRENIA E LORO SIGNIFICATO CLINICO 11 care i target potenziali degli interventi terapeutici. In questi studi risulta evidente che, nello stesso dominio cognitivo, un risultato peggiore nei test di valutazione corrisponde a un outcome peggiore nell area specifica. Questo è un dato di notevole rilevanza, perchè conferma la possibilità di una valutazione quantitativa dei deficit cognitivi, nonchè la concreta possibilità di prevedere le aree di compromissione dell outcome, in vista di una terapia adeguata. Secondo questi autori, la relazione tra variabili neurocognitive e outcome sarebbe specifica: memoria verbale, attenzione e velocità di elaborazione sono le funzioni cognitive maggiormente correlate all outcome con queste caratteristiche di predittività: OUTCOME FUNZIONALE Funzionamento psicosociale globale Compromissione sociale Compromissione lavorativa Relazioni Sociali DEFICIT COGNITIVO Memoria Verbale Velocità di elaborazione e attenzione Velocità di elaborazione e attenzione Memoria Secondo altri studi, invece, la relazione tra singoli deficit e outcome non sarebbe così significativa in situazioni di real world poichè, a differenza delle capacità funzionali, la performance nella vita quotidiana è influenzata dalle capacità cognitive, ma anche da altri fattori, motivazionali e ambientali. [51] È perciò importante capire la relazione che collega le performance neuropsicologiche e della vita quotidiana con le capacità funzionali e ricorrere a sistemi di misurazione quantitativa dei deficit cognitivi.

14 1.5. CORRELATI ANATOMO FUNZIONALI DEI DEFICIT COGNITIVI E SCALE DI VALUTAZIONE Correlati anatomo funzionali dei deficit cognitivi e scale di valutazione Negli ultimi anni sono stati condotti innumerevoli studi volti a stimare la gravità e la qualità dei deficit cognitivi nel paziente schizofrenico, nonchè il corrispettivo neuro-anatomo-fisiologico di tali deficit. Nonostante l eterogeneità dei dati ottenuti, in parte per le dimensioni generalmente modeste dei campioni valutati nei singoli studi e in parte per la disomogeneità nell utilizzo di strumenti di imaging da parte dei diversi autori, è ormai documentata la presenza di alterazioni anatomiche e funzionali nell encefalo dei soggetti affetti da schizofrenia rispetto ai soggetti sani. Studi basati sull utilizzo della Risonanza Magnetica denotano infatti che soggetti schizofrenici hanno mediamente un minor volume encefalico e un maggior volume dei ventricoli laterali. Meno unanimi sono invece i risultati riguardo alla materia grigia: se, da un lato, esistono autori che riportano marcati deficit di materia grigia a livello del giro temporale superiore sinistro e del lobo temporale mediale sinistro [52], dall altro lato almeno il 31% degli studi presi in esame non ha riscontrato deficit di materia grigia a livello del lobo temporale. In una recente meta-analisi [53], considerando un campione complessivo di 2058 pazienti e 2131 soggetti di controllo, si evidenzia, nei soggetti schizofrenici, estesi deficit di materia grigia nella corteccia frontale, temporale, cingolata, dell insula e del talamo e un aumento nella materia grigia dei nuclei della base. Se queste anomalie possano costituire un elemento relativamente stabile nella pa-

15 1.5. CORRELATI ANATOMO FUNZIONALI DEI DEFICIT COGNITIVI E SCALE DI VALUTAZIONE 13 tologia o se, al contrario, presentino una natura progressiva, è stato argomento di forte interesse. Le osservazioni fatte in precedenza sulla presenza di deficit cognitivi prima dell esordio psicotico e sulla loro relativa stabilità nel corso della malattia sembrano trovare una parziale corrispondenza nell osservazione delle anomalie anatomiche encefaliche dei pazienti cronici confrontati con pazienti all esordio di malattia. In particolare non è stata osservata una progressione del danno neuronale a livello dell ippocampo e dell amigdala mentre, a livello corticale, il deficit di materia grigia si fa più marcato nei pazienti cronici. [54] È stato stimato che il decadimento di volume corticale e l aumento di volume ventricolare nei pazienti schizofrenici cronici progredisca ad un ritmo più che raddoppiato rispetto all invecchiamento fisiologico. [55] Anche nella sostanza bianca sono state rilevate alterazioni anatomiche, non attribuibili alla terapia antipsicotica. Lo studio del corpo calloso mediante DTI ha mostrato una riduzione della frazione anisotropica, corrispondente a una minore integrità assonale, a livello dello splenio in soggetti drug-naive all esordio di malattia. [56] Grazie alle moderne tecniche di imaging funzionale (PET, SPECT, fmri), è stato possibile andare oltre il semplice studio morfologico del SNC: tutti gli studi in merito sono concordi nell identificare nella corteccia prefrontale dorso laterale (DLPFC) una regione di importanza fondamentale per spiegare il gap cognitivo della schizofrenia. Una ridotta attivazione in questa regione, definita ipofrontalità, è infatti spesso riportata negli studi, sia a riposo sia durante l esecuzione di specifici test neuropsicologici. [57] Rimane però tuttora poco chiaro se ciò rappresenti

16 1.5. CORRELATI ANATOMO FUNZIONALI DEI DEFICIT COGNITIVI E SCALE DI VALUTAZIONE 14 la somma di molte disfunzioni in specifici circuiti o, piuttosto, una disregolazione legata ad un sistema superiore di coordinazione del network cognitivo. Vi sono infatti evidenze di iperattivazione di altre aree, quali giro cingolato anteriore e regione frontopolare sinistra, durante l esecuzione di test che coinvolgono le funzioni esecutive, suggerendo l esistenza di pattern di attivazione circuitale anomali invece che una semplice differenza quantitativa nell attività frontale [58] e, attualmente, esistono numerosi test economici e affidabili volti alla loro misurazione. La lunghezza e la complessità di questi test risultano però i principali limiti alla loro applicazione: infatti, la maggior parte delle batterie di test usate negli studi sulla schizofrenia deriva dalla neuropsicologia clinica che, valutando l intero profilo neuropsicologico dei soggetti, richiede diverse ore per la somministrazione. Proprio questi tempi prolungati possono essere un fattore limitante nelle valutazioni ripetute, che sono necessarie nelle sperimentazioni cliniche [59] La disponibilità di uno strumento non solo veloce ma anche efficace nella valutazione della cognitività in pazienti affetti da schizofrenia potrebbe quindi essere una guida estremamente utile per i clinici, sia nell abito farmacologico sia in quello della riabilitazione e per i ricercatori, per poter effettuare più agilmente sperimentazioni cliniche. Esistono varie batterie di test, disponibili o in fase di sviluppo, che permettono una valutazione breve della neurocognitività, quali la Cambridge Neuropsychological Test Automated Battery (CANTAB), la CDR Cognitive Assessment System e la CogTest Battery. Lo studio completato con la Repeatable Battery for the Assessment of Neuropsychological Status (RBANS) ha dimostrato chiaramente l utilità di approcci brevi di

17 1.5. CORRELATI ANATOMO FUNZIONALI DEI DEFICIT COGNITIVI E SCALE DI VALUTAZIONE 15 valutazione. Questa batteria valuta infatti, con una buona affidabilità, diversi domini cognitivi dei pazienti affetti da schizofrenia, ma risulta valida soprattutto nella valutazione della memoria e del linguaggio. Pertanto, sebbene possa essere utile come strumento di screening, non considera determinati domini cognitivi (quali le funzioni esecutive, la working memory), che possono essere obiettivi importanti nella valutazione della cognitività nella schizofrenia. Questi limiti hanno suggerito la necessità di una batteria di test elaborata specificatamente per l applicazione in pazienti affetti da schizofrenia. La Brief Assessment of Cognition in Schizophrenia (BACS) è una batteria dotata di queste caratteristiche [60], poichè valuta proprio quei domini spesso deteriorati e correlati all outcome nei pazienti schizofrenici, ossia memoria verbale, working memory, velocità visuomotoria, attenzione, funzioni esecutive e fluenza verbale. La BACS, che richiede circa trenta minuti di tempo per essere somministrata ai pazienti, può essere facilmente somministrata da diversi operatori, quali psichiatri ed educatori. Esistono però limiti pratici e teorici nel valutare il miglioramento della cognitività con l utilizzo di strumenti oggettivi, quali la RBANS e la BACS, poichè esiste un significativo divario tra la valutazione oggettiva, effettuata tramite i test, e ciò che accade nella vita quotidiana dei pazienti. Inoltre, i clinici non sono sufficientemente formati sia nell applicazione dei test neuropsicologici sia nella percezione dell importanza dei deficit neurocognitivi nell attività clinica quotidiana. Questo è stato dimostrato grazie a un intervista da parte dei membri del gruppo Focus on Cognition in Schizophrenia (FOCIS) per valutare la visione dei clinici

18 1.5. CORRELATI ANATOMO FUNZIONALI DEI DEFICIT COGNITIVI E SCALE DI VALUTAZIONE 16 rispetto alla natura ed alle strategie di trattamento delle disfunzioni cognitive, l importanza relativa dei deficit cognitivi come sintomo target per l intervento durante le differenti fasi della schizofrenia, la disponibilità e l uso di procedure di valutazione e la scelta del trattamento. Nonostante un sostanziale interesse nei confronti della ricerca, esistono ancora incertezze tra gli psichiatri riguardanti la natura e le cause delle disfunzioni cognitive nella schizofrenia. I clinici, generalmente, non valutano il deterioramento cognitivo come una priorità di trattamento nel primo episodio o in pazienti acuti, pur considerandolo un elemento caratterizzante nei pazienti cronici. Nello stesso studio emerge che i clinici considerano più importante il funzionamento sociale e non lo correlano con le disfunzioni cognitive. [61] Inoltre gli psichiatri credono che i loro pazienti o i familiari non considerino una priorità il miglioramento dei deficit cognitivi (gli obiettivi più importanti per i pazienti al primo episodio sono il miglioramento dei sintomi positivi, dei sintomi depressivi e la riduzione degli EPS; mentre per i pazienti stabilizzati sono la capacità di essere indipendenti, il miglioramento dei sintomi negativi e del funzionamento sociale). Infine, pochi sono gli psichiatri che utilizzano i test neuropsicologici. In assenza di strumenti che valutino i benefici degli interventi di riabilitazione neurocognitiva risulta pertanto ridotta la motivazione dei clinici nel prescrivere questi trattamenti, nonchè la motivazione dei pazienti e dei loro familiari a migliorare l aderenza al trattamento stesso. Molti clinici vorrebbero poi valutare l opinione di un paziente o di un caregiver riguardo al livello di deficit neurocognitivi e questo potrebbe servire anche come

19 1.5. CORRELATI ANATOMO FUNZIONALI DEI DEFICIT COGNITIVI E SCALE DI VALUTAZIONE 17 strumento di screening per gli studi di ricerca, nell identificazione dei pazienti con deterioramento neurocognitivo e per i clinici, per determinare se uno specifico farmaco migliori la cognitività dei pazienti. La FDA (Food and Drug Administration) ha definito che i soli test neuropsicologici risultano inadeguati per la valutazione del miglioramento del funzionamento cognitivo del paziente. Studiosi che hanno partecipato al progetto FDA NIMH MA- TRICS hanno suggerito due potenziali tipi di valutazioni tecniche da considerare come misure comprimarie: la capacità funzionale e le interviste per la valutazione della cognitività. Questi esperti hanno inoltre sottolineato che la validità di tali misurazioni dovrebbe essere supportata da associazioni con misure di performance cognitive e con il funzionamento nel mondo reale. Gli studi rilevano che il deterioramento cognitivo ha implicazioni in diversi domini dello stato funzionale, tra i quali il funzionamento sociale, lo stato occupazionale e gli strumenti di attività di vita quotidiana. [62][63][64] La maggior parte delle misure di outcome funzionale usate in studi longitudinali ha puntato solo su uno o due domini di funzionamento [65]: per esempio The Assessment of Interpersonal Problem Solving Skills e The Social Behavior Schedule valutano solo il funzionamento sociale. Sono quindi necessarie nuove misure di outcome funzionale, che comprendano più domini di funzionamento, che abbiano caratteristiche psicometriche e che siano sensibili ai cambiamenti del deterioramento funzionale in pazienti affetti da schizofrenia. Sono state pertanto effettuate ricerche al fine di ottenere interviste complete che soddisfino tali criteri.

20 1.5. CORRELATI ANATOMO FUNZIONALI DEI DEFICIT COGNITIVI E SCALE DI VALUTAZIONE 18 Una di queste interviste è la Schizophrenia Outcomes Functioning Interview (SO- FI), sviluppata per misurare il funzionamento correlato al danneggiamento cognitivo ed alla psicopatologia da usare in trial clinici. [66] Il suo contenuto è organizzato in quattro domini: situazioni di vita; attività di vita quotidiana; attività produttive; funzioni sociali. Ne sono state create due versioni: una per la somministrazione al paziente (SOFI- P) ed una per la somministrazione al caregiver (SOFI-I). In un altro studio [67] sono invece stati proposti sei domini di outcome funzionale nella schizofrenia: i sintomi della malattia; la tollerabilità; il funzionamento quotidiano; il benessere soggettivo; l aderenza al trattamento; il carico familiare. Si è reso pertanto necessario sviluppare un nuovo strumento di valutazione attraverso questi sei domini: una scala di questo tipo è la Global Outcome Assessment

21 1.5. CORRELATI ANATOMO FUNZIONALI DEI DEFICIT COGNITIVI E SCALE DI VALUTAZIONE 19 of Life in Schizophrenia (GOALS), che è stata suggerita come potenziale soluzione per ottenere un accurata misura di effectiveness clinica. [68] Questa nuova scala è una versione modificata della CGI e, similarmente ad essa, ha un punteggio assoluto ed un punteggio che valuta il cambiamento rispetto ad una precedente visita o al funzionamento di base. La seconda valutazione tecnica da considerare come misura comprimaria per la rilevazione del miglioramento del funzionamento cognitivo, suggerita dal progetto FDA NIMH MATRICS, è l intervista per la valutazione della cognitività. L obiettivo è stato quello di ottenere lo strumento più semplice possibile, tale da poter essere usato dai pazienti. A questo proposito sono state sviluppate due nuove scale: la Subjective Scale to Investigate Cognition in Schizophrenia (SSTICS), composta da domande che comprendono quattro domini cognitivi (la memoria, l attenzione, le funzioni esecutive e la prassia) [69] e l Eppendorf Schizophrenia Inventory (ESI), un questionario clinico specifico per la schizofrenia, che permette una valutazione soggettiva dei disturbi sperimentati dal paziente in diversi domini cognitivi [70][71] Nessuno dei precedenti studi ha incluso notizie relative alle funzioni cognitive dei pazienti riportate da informatori. È invece importante che informazioni provenienti da chi vede il paziente regolarmente siano richieste, per ottenere una visione accurata del livello del funzionamento cognitivo del paziente stesso. È poco chiaro, infatti, se l insight relativo al deterioramento cognitivo sia danneggiato, poichè la letteratura a riguardo è limitata a pochi studi. È invece utile conoscere il livello di consapevolezza dei deficit cognitivi, perchè uno scarso insight potrebbe essere associato a una errata valutazione soggettiva degli stessi ed ad una scarsa aderenza alla terapia riabilitativa neurocognitiva.

Cognition as an outcome measure in schizophrenia

Cognition as an outcome measure in schizophrenia Cognition as an outcome measure in schizophrenia Michael S. Kraus and Richard S. E. Keefe Sintesi di Anna Patrizia Guarino e Chiara Carrozzo La cognizione come risultato della misura in Schizofrenia Prima

Dettagli

La concezione del ritardo mentale/disabilità intellettiva

La concezione del ritardo mentale/disabilità intellettiva La concezione del ritardo mentale/disabilità intellettiva Definizione (Associazione Americana Ritardo Mentale 2002): il ritardo mentale è una disabilità caratterizzata da limitazioni significative sia

Dettagli

Aspetti della promozione della salute mentale attraverso lo sport: un bel gioco dura... tanto!

Aspetti della promozione della salute mentale attraverso lo sport: un bel gioco dura... tanto! Aspetti della promozione della salute mentale attraverso lo sport: un bel gioco dura... tanto! A Cura della Struttura Semplice Per lo sviluppo ed il monitoraggio di azioni in tema di educazione e promozione

Dettagli

SCHIZOFRENIA. 3. Eloquio disorganizzato( per es. deragliamento o incoerenza) 4. Comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico

SCHIZOFRENIA. 3. Eloquio disorganizzato( per es. deragliamento o incoerenza) 4. Comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico DSM-V DISTURBO DELLO SPETTRO DELLA SCHIZOFRENIA E ALTRI DITURBI PSICOTICI SCHIZOFRENIA A. Due o più dei seguenti sintomi, presente per una parte di tempo significativa durante il periodo di un mese. Almeno

Dettagli

Progetto Memento. Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica

Progetto Memento. Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica Progetto Memento Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica Progetto Memento Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica

Dettagli

Il Morbo di Alzheimer

Il Morbo di Alzheimer Il Morbo di Alzheimer Il morbo di Alzheimer, detta anche demenza senile di tipo Alzheimer, demenza degenerativa primaria di tipo Alzheimer o semplicemente di Alzheimer, è la forma più comune di demenza

Dettagli

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento?

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? Considerati parte della famiglia dei Disturbi Evolutivi Specifici, i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) affliggono alcune specifiche abilità che

Dettagli

Valutazione psicodiagnostica

Valutazione psicodiagnostica Valutazione psicodiagnostica L importanza della diagnosi Per favorire la condivisione e la comunicazione tra professionisti (in ambito clinico e forense) Per dirigere e orientare il progetto di terapia

Dettagli

LO STRUMENTO NEUROPSICOLOGICO LUISA BOSIA U.O. NEUROLOGIA IRCCS AZIENDA OSPEDALIERA SAN MARTINO-IST

LO STRUMENTO NEUROPSICOLOGICO LUISA BOSIA U.O. NEUROLOGIA IRCCS AZIENDA OSPEDALIERA SAN MARTINO-IST LO STRUMENTO NEUROPSICOLOGICO LUISA BOSIA U.O. NEUROLOGIA IRCCS AZIENDA OSPEDALIERA SAN MARTINO-IST Le Malattie dell encefalo comunemente causano modificazioni del comportamento capacitàdi mantenere una

Dettagli

La Malattia di Alzheimer: approccio neuropsicologico

La Malattia di Alzheimer: approccio neuropsicologico La Malattia di Alzheimer: approccio neuropsicologico Dott.ssa Sara Fascendini Centro Alzheimer, Fondazione Europea di Ricerca Biomedica (FERB), Ospedale Briolini, Gazzaniga (BG) CHE COSA È LA DEMENZA?

Dettagli

ALZHEIMER: PERCHE UNA DIAGNOSI PRECOCE

ALZHEIMER: PERCHE UNA DIAGNOSI PRECOCE ALZHEIMER: PERCHE UNA DIAGNOSI PRECOCE Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un progressivo allungamento della durata media della vita, e quindi ad un invecchiamento della popolazione, che determina l

Dettagli

VOLONTARI E FAMIGLIE IN RETE PER LA SALUTE MENTALE. Edizione 2015

VOLONTARI E FAMIGLIE IN RETE PER LA SALUTE MENTALE. Edizione 2015 VOLONTARI E FAMIGLIE IN RETE PER LA SALUTE MENTALE Edizione 2015 Il training alle abilità sociali e l auto aiuto come strumenti di riabilitazione e inclusione sociale Dr.ssa Mariella Battipaglia Diagnosi

Dettagli

Percorso Preventivo-Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale Riabilitativo (PDTAR) per la popolazione e i pazienti con demenza Sintesi

Percorso Preventivo-Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale Riabilitativo (PDTAR) per la popolazione e i pazienti con demenza Sintesi e le Aziende Ospedaliere, IRCCS, ASP(Aziende di Servizi alla Persona), Università elencate nel Documento Integrale Percorso Preventivo-Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale Riabilitativo (PDTAR) per la

Dettagli

I DISTURBI SPECIFICI DI LINGUAGGIO (DSL)

I DISTURBI SPECIFICI DI LINGUAGGIO (DSL) I DISTURBI SPECIFICI DI LINGUAGGIO (DSL) Premessa La tutela della Salute materno- infantile e la riabilitazione in età evolutiva, ha valenza strategica nei sistemi sanitari, sia per le ripercussioni sul

Dettagli

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA IL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE / IPERATTIVITA. 1. Che cos è l ADHD Il Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (DDAI), conosciuto anche con

Dettagli

misurazione dell intelligenza

misurazione dell intelligenza DIAGNOSTICA PSICOLOGICA lezione! Paola Magnano paola.magnano@unikore.it misurazione dell intelligenza alcune riflessioni sul concetto di intelligenza Intelligenza generale, determinata e misurata oggettivamente

Dettagli

NEPSY Second Edition

NEPSY Second Edition NEPSY Second Edition 3 Autori Marit Korkman, Ursula Kirk e Sally Kemp Data di pubblicazione 2011 Range di età Da 3 a 16 anni Tempo di somministrazione 90 minuti ca. per i soggetti in età prescolare 2-3

Dettagli

FORMAZIONE PER GLI INSEGNANTI TENUTA DA DOTT.SSA PAOLA MOROSINI DOTT.SSA ARIANNA BORCHIA DOTT.SSA TATIANA QUINTINI 24 E 31 OTTOBRE 2012

FORMAZIONE PER GLI INSEGNANTI TENUTA DA DOTT.SSA PAOLA MOROSINI DOTT.SSA ARIANNA BORCHIA DOTT.SSA TATIANA QUINTINI 24 E 31 OTTOBRE 2012 FORMAZIONE PER GLI INSEGNANTI TENUTA DA DOTT.SSA PAOLA MOROSINI DOTT.SSA ARIANNA BORCHIA DOTT.SSA TATIANA QUINTINI 24 E 31 OTTOBRE 2012 Cosa é l ADHD? Il Disturbo da Deficit dell attenzione ed iperattività,

Dettagli

MASTER ANNUALE DI II LIVELLO in: (Scadenza iscrizioni 11 GENNAIO 2014) Organizzato da: Con il patrocinio di:

MASTER ANNUALE DI II LIVELLO in: (Scadenza iscrizioni 11 GENNAIO 2014) Organizzato da: Con il patrocinio di: PROGRAMMA MASTER ANNUALE DI II LIVELLO in: DIAGNOSI NEUROPSICOLOGICA NELL ADULTO E NELL ANZIANO I EDIZIONE TORINO 19 GENNAIO 2014-14 DICEMBRE 2014 (Scadenza iscrizioni 11 GENNAIO 2014) Organizzato da:

Dettagli

dr.ssa Fernanda Bernabei

dr.ssa Fernanda Bernabei I disturbi specifici dell apprendimento dr.ssa Fernanda Bernabei 1 IL DISTURBO SPECIFICO DELL APPRENDIMENTO Il disturbo specifico si presenta in genere come una difficoltà specifica isolata, in contrasto

Dettagli

Responsabile Scientifico: Prof. Antonio Vita

Responsabile Scientifico: Prof. Antonio Vita Programma innovativo territoriale TR11 INTERVENTI DI RIABILITAZIONE COGNITIVA INTEGRATI NEL PROGETTO TERAPEUTICO- RIABILITATIVO DI PAZIENTI CON PSICOSI SCHIZOFRENICHE E LORO IMPATTO SULL ESITO FUNZIONALE

Dettagli

COS E LA MALATTIA DI ALZHEIMER?

COS E LA MALATTIA DI ALZHEIMER? COS E LA MALATTIA DI ALZHEIMER? E la forma più frequente di demenza. La DEMENZA è la perdita delle funzioni intellettive (il RICORDARE, il PENSARE, il RAGIONARE) di gravità tale da rendere la persona malata

Dettagli

MILD COGNITIVE IMPAIRMENT

MILD COGNITIVE IMPAIRMENT MILD COGNITIVE IMPAIRMENT - Rapporto del Gruppo di Lavoro Internazionale sul - Winblad B et al. (2004). Mild Cognitive Impairment: beyond controversies, towards a consensus. Journal of Internal Medicine;

Dettagli

CORSO DI PSICOLOGIA DELL EDUCAZIONE

CORSO DI PSICOLOGIA DELL EDUCAZIONE CORSO DI PSICOLOGIA DELL EDUCAZIONE A.A. 2012-2013 SCIENZE INFERMIERISTICHE POLO DI PISA II ANNO V LEZIONE Dott.ssa Chiara Toma I DISTURBI DELLO SVILUPPO Disturbi del linguaggio Autismo e disturbi pervasivi

Dettagli

PROGETTO DI APPRENDIMENTO

PROGETTO DI APPRENDIMENTO PROGETTO DI APPRENDIMENTO IN AMBITO CLINICO PROBLEMA PRIORITARIO DI SALUTE SALUTE MENTALE Settembre 2006 Il percorso di apprendimento in ambito clinico relativo al problema prioritario di salute malattia

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI GUGLIELMO MARCONI FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PSICOLOGIA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI GUGLIELMO MARCONI FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PSICOLOGIA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI GUGLIELMO MARCONI FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PSICOLOGIA I DISURBI SPECIFICI DEL LINGUAGGIO Relatrice: Chiar. ma Prof.ssa Annalisa SCANU Candidata:

Dettagli

Psicopatologia della DI, QdC, QdV

Psicopatologia della DI, QdC, QdV La psicopatologia nella disabilità intellettiva Dr. Luigi Croce psichiatra, docente all Università Cattolica di Brescia Ravenna 09/03/2012 Luigi Croce Università Cattolica Brescia croce.luigi@tin.it Disabilità,

Dettagli

STRUMENTI PER LA DIAGNOSI DI DSA. Bruna Codogno UST Belluno CTI di Belluno 20 febbraio 2013

STRUMENTI PER LA DIAGNOSI DI DSA. Bruna Codogno UST Belluno CTI di Belluno 20 febbraio 2013 STRUMENTI PER LA DIAGNOSI DI DSA Bruna Codogno UST Belluno CTI di Belluno 20 febbraio 2013 PRINCIPALI DIFFICOLTA NEL PORRE LA DIAGNOSI (ICD-10) 1. Distinguere il disturbo dalle normali variazioni del rendimento

Dettagli

Conoscere i Disturbi Specifici dell Apprendimento

Conoscere i Disturbi Specifici dell Apprendimento Mira, 27 marzo 2015 Conoscere i Disturbi Specifici dell Apprendimento Dott.ssa Barbara Longhi Psicologa Psicoterapeuta Ulss13 Servizio Età Evolutiva Cosa sono i DSA? Disturbi dello sviluppo che riguardano

Dettagli

FONDAZIONE OPERA SANTA RITA PRATO I SERVIZI PER L AUTISMO www.operasantarita.it

FONDAZIONE OPERA SANTA RITA PRATO I SERVIZI PER L AUTISMO www.operasantarita.it FONDAZIONE OPERA SANTA RITA PRATO I SERVIZI PER L AUTISMO www.operasantarita.it MEMORIA PER AUDIZIONE ALLA XII COMMISSIONE PERMANENTE (IGIENE E SANITÀ ) DEL SENATO L autismo è una sindrome di carattere

Dettagli

DISTRURBI DELL APPRENDIMENTO: prevalenza

DISTRURBI DELL APPRENDIMENTO: prevalenza NASCITA PSICOLOGICA E ASPETTI RELAZIONALI NEI PROCESSI DI APPRENDIMENTO DISTRURBI DELL APPRENDIMENTO: prevalenza Le stime della prevalenza dei Disturbi Specifici dell Apprendimento variano dal 2 al 10%

Dettagli

DATI GENERALI DEL PROGETTO

DATI GENERALI DEL PROGETTO 1 ALL.2) DATI GENERALI DEL PROGETTO AZIENDA SANITARIA PROPONENTE: ASL 10 DI FIRENZE UFSMA/MOM SMA 5 FIRENZE TITOLO PROGETTO: PSICOEDUCAZIONE CON FAMIGLIE DI PSICOTICI, DIAGNOSI E RIABILITAZIONE COGNITIVA:

Dettagli

La Malattia di Alzheimer. Manuel Soldato

La Malattia di Alzheimer. Manuel Soldato La Malattia di Alzheimer Manuel Soldato Caratteristiche Più frequente forma di demenza Deterioramento ingravescente delle capacità cognitive Comparsa di disturbi comportamentali e dell affettività Progressiva

Dettagli

Cosa cambia con i nuovi criteri diagnostici? Dr.ssa Laura Bracco

Cosa cambia con i nuovi criteri diagnostici? Dr.ssa Laura Bracco Cosa cambia con i nuovi criteri diagnostici? Dr.ssa Laura Bracco DEMENZA Sindrome clinica caratterizzata dal deterioramento della memoria e delle altre funzioni cognitive rispetto al livello di sviluppo

Dettagli

Progetto: Interventi Psicosociali per le Demenze. Protocollo operativo:psicoterapia di gruppo per pazienti con Demenza e i loro familiari

Progetto: Interventi Psicosociali per le Demenze. Protocollo operativo:psicoterapia di gruppo per pazienti con Demenza e i loro familiari CENTRO MEDICO H. BERGER AVERSA Convenzionato con il S.S.N. Regione Campania - I.N.P.S. NEUROLOGIA-PSICHIATRIA-PSICOLOGIA-PSICOTERAPIE Sede Legale :Via Orabona n 33 Sede Operativa: Via Vito di Jasi n 16

Dettagli

Psicologia dello Sviluppo Cognitivo (LABORATORIO) 1 lezione Elena Gandolfi

Psicologia dello Sviluppo Cognitivo (LABORATORIO) 1 lezione Elena Gandolfi Psicologia dello Sviluppo Cognitivo (LABORATORIO) 1 lezione Elena Gandolfi L intelligenza Cos è l intelligenza? Non è un abilità cognitiva unitaria Non è un abilità cognitiva generale Non è innata Non

Dettagli

CRITERI E MODALITA DI ACCESSO (ACC)

CRITERI E MODALITA DI ACCESSO (ACC) POLITICA CRITERI E MODALITA DI ACCESSO (ACC) U.O. RIABILITAZIONE PSICHIATRICA RESIDENZA FRA MOSE BONARDI L unità di recupero e rieducazione funzionale Fra Mose Bonardi è una struttura per la riabilitazione

Dettagli

D.S.A. DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

D.S.A. DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO D.S.A. DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE: Non indicano disabilità a livello cognitivo globale, il Q.I. è nel range della norma con un punteggio superiore a 85 (le normali

Dettagli

La progressione clinica

La progressione clinica La progressione clinica I medici di fronte alla demenza nella donna e nell uomo Milano, 20 settembre 2014 Francesca Clerici Centro per il Trattamento e lo Studio dei Disturbi Cognitivi U.O. Neurologia

Dettagli

2. Definizioni. I criteri che definiscono una malattia sono, nell ordine:

2. Definizioni. I criteri che definiscono una malattia sono, nell ordine: 2. Definizioni In considerazione della grande variabilità di linguaggio, anche per la presenza delle diverse discipline coinvolte nella discussione scientifica sul gioco d azzardo patologico (GAP), prima

Dettagli

Prof.ssa Ilaria Castelli

Prof.ssa Ilaria Castelli Dipartimento di Scienze Umane e Sociali Università degli Studi di Bergamo Laurea Triennale in Scienze dell educazione Psicologia delle età della vita A.A. 2015/2016 - Primo semestre Prof.ssa Ilaria Castelli

Dettagli

Neuropsicologia. Corso Alta Formazione. Clinica Integrata nell adulto e nell anziano IV edizione. Associazione Spazio Iris. www.spazioiris.

Neuropsicologia. Corso Alta Formazione. Clinica Integrata nell adulto e nell anziano IV edizione. Associazione Spazio Iris. www.spazioiris. Corso Alta Formazione Neuropsicologia Clinica Integrata nell adulto e nell anziano IV edizione Milano - Novembre 2015 OBIETTIVI FORMATIVI L'obiettivo principale del corso di formazione sarà quello di fornire

Dettagli

Dott.ssa Ombretta Carlet Neuropsichiatra Infantile. Ass. La Nostra Famiglia Conegliano

Dott.ssa Ombretta Carlet Neuropsichiatra Infantile. Ass. La Nostra Famiglia Conegliano Dott.ssa Ombretta Carlet Neuropsichiatra Infantile Difficoltà di linguaggio o di comunicazione? La balbuzie in età evolutiva: -quali possibili conseguenze nei principali contesti educativi quali scuola

Dettagli

Il RUOLO DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE NELLA IDENTIFICAZIONE DELLE PERSONE CON SOSPETTA DEMENZA. T. Mandarino (MMG ASL RMA )

Il RUOLO DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE NELLA IDENTIFICAZIONE DELLE PERSONE CON SOSPETTA DEMENZA. T. Mandarino (MMG ASL RMA ) Il RUOLO DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE NELLA IDENTIFICAZIONE DELLE PERSONE CON SOSPETTA DEMENZA T. Mandarino (MMG ASL RMA ) La Malattia di Alzheimer La malattia di Alzheimer è la forma più frequente

Dettagli

ASPETTI PSICHIATRICI

ASPETTI PSICHIATRICI Le nuove droghe e addiction comportamentali Varese, 5 dicembre 2012 ASPETTI PSICHIATRICI Marcello Diurni RELAZIONE ANNUALE 2011 DELL'OSSERVATORIO EUROPEO DELLE DROGHE E TOSSICODIPENDENZE Cannabis: Prevalenza

Dettagli

Gli aspetti psicoeducativi nell adolescente autistico e il sostegno alle famiglie

Gli aspetti psicoeducativi nell adolescente autistico e il sostegno alle famiglie UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO DI LAUREA IN TECNICO DELLA RIABILITAZIONE PSICHIATRICA Tesi di Laurea: nell adolescente autistico e il sostegno alle famiglie RELATORE:

Dettagli

LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA COME MISURA CHIAVE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL DNC LIEVE: L ESPERIENZA DELLA REGIONE PIEMONTE

LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA COME MISURA CHIAVE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL DNC LIEVE: L ESPERIENZA DELLA REGIONE PIEMONTE VIII Convegno IL CONTRIBUTO DELLE UNITA VALUTAZIONE ALZHEIMER NELL ASSISTENZA DEI PAZIENTI CON DEMENZA LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA COME MISURA CHIAVE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL DNC LIEVE: L ESPERIENZA

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO AREA VOCAZIONALE DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO. Neuropsichiatra Infantile

GRUPPO DI LAVORO AREA VOCAZIONALE DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO. Neuropsichiatra Infantile ALLEGATO D GRUPPO DI LAVORO AREA VOCAZIONALE DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Neuropsichiatria Infantile - Torino Lista dei componenti del gruppo: S.C. Neuropsichiatria Infantile ASL 1 - Torino Dott.ssa

Dettagli

PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN NEUROPSICOLOGIA

PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN NEUROPSICOLOGIA PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN NEUROPSICOLOGIA La Scuola di Specializzazione in Neuropsicologia del Dipartimento di Scienze della Vita dell Ateneo di Trieste è aperta dal 7 anni, ha

Dettagli

clinical staging model e primo episodio psicotico

clinical staging model e primo episodio psicotico clinical staging model e primo episodio psicotico First episode psychosis (FEP) Esordio di un disturbo psicotico full-blown, diagnosticabile per la presenza di una sintomatologia positiva, negativa, disorganizzativa

Dettagli

Laura Ghiro Elena Fipaldini Ospedale San Bortolo Vicenza

Laura Ghiro Elena Fipaldini Ospedale San Bortolo Vicenza CORPOrat(t)ivaMENTE. Confronti e prospettive sulle pratiche di lavoro integrato in età evolutiva IL CASO CLINICO CHE NON TI ASPETTI Laura Ghiro Elena Fipaldini Ospedale San Bortolo Vicenza A. è giunto

Dettagli

Natura o cultura? Effetto Flynn: il QI medio della maggior parte delle nazioni è cresciuto di 3 punti ogni 10 anni nel XX secolo

Natura o cultura? Effetto Flynn: il QI medio della maggior parte delle nazioni è cresciuto di 3 punti ogni 10 anni nel XX secolo Intelligenza Capacità di apprendere dall esperienza e impegnarsi con successo nella soluzione dei problemi e nel ragionamento astratto Attività mentale diretta all adattamento intenzionale ai contesti

Dettagli

Analisi costo-utilità (CUA)

Analisi costo-utilità (CUA) Analisi costo-utilità (CUA) ASPETTI FONDAMENTALI La CUA nasce per ovviare ai limiti della CEA, per analizzare i risultati dei possibili interventi di salute prendendo come riferimento la qualità in termini

Dettagli

Le caratteristiche principali del bambino disattento e iperattivo

Le caratteristiche principali del bambino disattento e iperattivo Le caratteristiche principali del bambino disattento e iperattivo Gian Marco Marzocchi Università di Milano-Bicocca Presentazione di un caso Luca ha nove anni, frequenta la quarta elementare e da qualche

Dettagli

Adozione e ADHD: criticità nel trattamento e proposte di lavoro. Dott.ssa G. Menchetti Dott.ssa S. Rota Dott.ssa B. R. Berti U.F.S.M.I.A.

Adozione e ADHD: criticità nel trattamento e proposte di lavoro. Dott.ssa G. Menchetti Dott.ssa S. Rota Dott.ssa B. R. Berti U.F.S.M.I.A. Adozione e ADHD: criticità nel trattamento e proposte di lavoro Dott.ssa G. Menchetti Dott.ssa S. Rota Dott.ssa B. R. Berti U.F.S.M.I.A. ASL 5 Pisa Eziologia L ADHD è un disturbo ad eziologia multifattoriale

Dettagli

COSA VUOLE DIRE DEMENZA DEGENERATIVA PRIMARIA?

COSA VUOLE DIRE DEMENZA DEGENERATIVA PRIMARIA? CHE COSA È LA MALATTIA DI ALZHEIMER? La malattia di Alzheimer è una forma di demenza degenerativa primaria legata alla progressiva perdita di cellule nervose della corteccia cerebrale, dette neuroni. Essa

Dettagli

III CONGRESSO NAZIONALE COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE DIPARTIMENTO PSICHIATRIA

III CONGRESSO NAZIONALE COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE DIPARTIMENTO PSICHIATRIA CORTE DI GIUSTIZIA POPOLARE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE III CONGRESSO NAZIONALE IL DIRITTO ALLA SALUTE: UN DIRITTO INALIENABILE CRITICITA A CONFRONTO COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE DIPARTIMENTO PSICHIATRIA

Dettagli

Terzocentro di psicoterapia Cognitiva (Roma) Disturbo Bipolare. Dal sito : http://www.terzocentro.it

Terzocentro di psicoterapia Cognitiva (Roma) Disturbo Bipolare. Dal sito : http://www.terzocentro.it Dal sito : Terzocentro di psicoterapia Cognitiva (Roma) http://www.terzocentro.it Disturbo Bipolare Che cos è il disturbo bipolare Il disturbo bipolare, anche conosciuto come malattia maniaco depressiva

Dettagli

La Scala WAIS-R con gli indici diagnostici di Giuseppe Castellani

La Scala WAIS-R con gli indici diagnostici di Giuseppe Castellani La Scala WAIS-R con gli indici diagnostici di Giuseppe Castellani Il test d'intelligenza più utilizzato e conosciuto al mondo, non è importante solamente per la determinazione del livello cognitivo, ma,

Dettagli

Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio

Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio ICF, OUTCOME e RIABILITAZIONE Perugia, 24 giugno 2011 Gabriella Guasticchi - Rita De Giuli Perché l ICF nel Sistema Informativo per l Assistenza

Dettagli

Il paziente con problemi psichiatrici: ANSIA, DEPRESSIONE, SUICIDIO, PILLOLE DI PROBLEM SOLVING

Il paziente con problemi psichiatrici: ANSIA, DEPRESSIONE, SUICIDIO, PILLOLE DI PROBLEM SOLVING Il paziente con problemi psichiatrici: ANSIA, DEPRESSIONE, SUICIDIO, PILLOLE DI PROBLEM SOLVING Este, sala Fumanelli, sabato 14 settembre 2013 PRINCIPI DI TERAPIA PSICHIATRICA NELL ANZIANO Dott. Lino Pasqui

Dettagli

Indicazioni di Buona Pratica Clinica nella Depressione Perinatale Prevenzione, diagnosi e trattamento della psicopatologia perinatale

Indicazioni di Buona Pratica Clinica nella Depressione Perinatale Prevenzione, diagnosi e trattamento della psicopatologia perinatale Dipartimento di Neuroscienze Direttore: Prof. Claudio Mencacci Corso di Porta Nuova 23, 20121 Milano Tel. 0263631 Indicazioni di Buona Pratica Clinica nella Depressione Perinatale Prevenzione, diagnosi

Dettagli

DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: DIAGNOSI E INTERVENTO IN AMBITO SCOLASTICO

DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: DIAGNOSI E INTERVENTO IN AMBITO SCOLASTICO DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: DIAGNOSI E INTERVENTO IN AMBITO SCOLASTICO «Figlio della borghesia di stato, cresciuto in una famiglia affettuosa, senza conflitti, circondato da adulti responsabili

Dettagli

Bisogni Educativi Speciali Situazioni Cliniche

Bisogni Educativi Speciali Situazioni Cliniche Centro Territoriale per l Inclusione MI EST Bisogni Educativi Speciali Situazioni Cliniche Patrizia Pezzoni Unità Operativa Neuropsichiatria dell Infanzia e dell Adolescenza Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli

Dettagli

Le demenze. Manuel Soldato Geriatra RSA S. F. Cabrini - Codogno

Le demenze. Manuel Soldato Geriatra RSA S. F. Cabrini - Codogno Le demenze Manuel Soldato Geriatra RSA S. F. Cabrini - Codogno LE DEMENZE DEFINIZIONE 1. La demenza definisce uno stato di progressivo decadimento delle funzioni cognitive prodotto da una patologia cerebrale

Dettagli

Tipologie di BES e problemi diagnostici di confine con i DSA

Tipologie di BES e problemi diagnostici di confine con i DSA Lab.D.A. Laboratorio sui Disturbi dell Apprendimento Galleria Berchet, 3 Padova Direttore: Prof. Cesare Cornoldi Tipologie di BES e problemi diagnostici di confine con i DSA www.labda-spinoff.it 0498209059/3284366766

Dettagli

IL GIOCO D AZZARDO PATOLOGICO (GAP) DEFINIZIONE

IL GIOCO D AZZARDO PATOLOGICO (GAP) DEFINIZIONE IL GIOCO D AZZARDO PATOLOGICO (GAP) DEFINIZIONE IL GIOCO D AZZARDO PUO NON ESSERE PATOLOGICO. DIVENTA PATOLOGICO QUANDO CREA DIPENDENZA NEL SOGGETTO E PROCURA SOFFERENZA INDICE DI PATOLOGIA STA NEL FATTO

Dettagli

Efficacia di un nutraceutico a base di fosfatidilinositolo, acidi grassi n-3 e melatonina in pazienti affetti da Mild Cognitive Impairment: studio pilota Mariangela Rondanelli 1, Marco Mozzoni 1, Annalisa

Dettagli

I costi sociali ed economici della malattia di Alzheimer: cosa è cambiato?

I costi sociali ed economici della malattia di Alzheimer: cosa è cambiato? I costi sociali ed economici della malattia di Alzheimer: cosa è cambiato? Firenze 29 novembre 2007 Ketty Vaccaro Perché tornare a parlare di Alzheimer A sette anni dalla realizzazione dell indagine Censis

Dettagli

LA DEMENZA SENILE: ORIGINE E DIAGNOSI PRECOCE

LA DEMENZA SENILE: ORIGINE E DIAGNOSI PRECOCE LA DEMENZA SENILE: ORIGINE E DIAGNOSI PRECOCE Filippo Bogetto Dipartimento di Neuroscienze, Università degli Studi di Torino Dipartimento Salute Mentale Interaziendale To 1 - Molinette MODIFICAZIONI COGNITIVE

Dettagli

9. Alterazione dei processi cognitivo-emozionali

9. Alterazione dei processi cognitivo-emozionali 9. Alterazione dei processi cognitivo-emozionali Nel gioco d azzardo patologico sono stati descritti alcuni processi e condizioni caratteristiche che spiegano ulteriormente la patologia. Riassumendo quanto

Dettagli

MODELLO ARD Advanced Rehabilitation in Dementia Castellanza, 24 marzo 2015 a cura di DOTT. LIVIO DAL BOSCO DOTT. DAVIDE BARRA

MODELLO ARD Advanced Rehabilitation in Dementia Castellanza, 24 marzo 2015 a cura di DOTT. LIVIO DAL BOSCO DOTT. DAVIDE BARRA WORKSHOP BEST PRACTICE E INNOVAZIONE NELLE RSA: ESPERIENZE A CONFRONTO 3 Edizione MODELLO ARD Advanced Rehabilitation in Dementia Castellanza, 24 marzo 2015 a cura di DOTT. LIVIO DAL BOSCO DOTT. DAVIDE

Dettagli

La gestione della terapia della depressione di Salvatore Di Salvo

La gestione della terapia della depressione di Salvatore Di Salvo Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it La gestione della terapia della depressione di Salvatore Di Salvo Gli Antidepressivi

Dettagli

Michele Procacci Antonino Carcione Michele Procacci, Antonino Carcione, Giuseppe Nicolò Terzo Centro Psicoterapia Cognitiva Roma Scuola di Psicoterapia Cognitiva (S.P.C.) procacci@terzocentro.it I CAMBIAMENTI

Dettagli

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTI PER L AUTISMO E GLI ALTRI DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTI PER L AUTISMO E GLI ALTRI DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO Allegato alla Delib.G.R. n. 44/ 10 del 31.10.2007 PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTI PER L AUTISMO E GLI ALTRI DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO Premessa L autismo, assieme agli altri disturbi pervasivi

Dettagli

SINTESI GENERALE DELLA VALUTAZIONE SCIENTIFICA DEI MEDICINALI CONTENENTI ACIDO VALPROICO/VALPROATO (cfr. allegato I)

SINTESI GENERALE DELLA VALUTAZIONE SCIENTIFICA DEI MEDICINALI CONTENENTI ACIDO VALPROICO/VALPROATO (cfr. allegato I) ALLEGATO II CONCLUSIONI SCIENTIFICHE E MOTIVI DELLA MODIFICA DEI RIASSUNTI DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E DEI FOGLIETTI ILLUSTRATIVI PRESENTATI DALL AGENZIA EUROPEA PER I MEDICINALI 108 CONCLUSIONI

Dettagli

ADHD: AttentionalDeficit HyperactivityDisorder

ADHD: AttentionalDeficit HyperactivityDisorder 1 1. COS E ADHD: AttentionalDeficit HyperactivityDisorder E Un disturbo evolutivo dell autoregolazione del comportamento che si manifesta soprattutto con difficoltà di mantenimento dell attenzione, gestione

Dettagli

COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA e RELAZIONALE il cui obiettivo consiste nell attenuare o eliminare:

COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA e RELAZIONALE il cui obiettivo consiste nell attenuare o eliminare: PSICOTERAPIE COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA e RELAZIONALE il cui obiettivo consiste nell attenuare o eliminare: - una SINDROME CLINICA di tipo PSICOPATOLOGICO

Dettagli

DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BED) Chi colpisce, che cos'è CHI COLPISCE

DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BED) Chi colpisce, che cos'è CHI COLPISCE DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BED) Chi colpisce, che cos'è CHI COLPISCE Significativi problemi di abbuffate, cioè assunzione di un elevata quantità di cibo associata a un senso di perdita di

Dettagli

LA GESTIONE DEL DOLORE NELLA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA: PRESENTAZIONE DI UN ESPERIENZA. Albese con Cassano, Dicembre 2011 Infermiera GIUSY MIRAGLIA

LA GESTIONE DEL DOLORE NELLA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA: PRESENTAZIONE DI UN ESPERIENZA. Albese con Cassano, Dicembre 2011 Infermiera GIUSY MIRAGLIA LA GESTIONE DEL DOLORE NELLA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA: PRESENTAZIONE DI UN ESPERIENZA Albese con Cassano, Dicembre 2011 Infermiera GIUSY MIRAGLIA OBIETTIVO: Presentare il percorso intrapreso per superare

Dettagli

L ALUNNO CON DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA : COME INTERVENIRE NELLA SCUOLA?

L ALUNNO CON DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA : COME INTERVENIRE NELLA SCUOLA? L ALUNNO CON DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA : COME INTERVENIRE NELLA SCUOLA? ADHD: STRUTTURARE L AMBIENTE E MIGLIORARE IL COMPORTAMENTO CTI ADRIA ROVIGO E BADIA POLESINE INCONTRI LABORATORIALI

Dettagli

BERGAMO PSICODIAGNOSTICA RORSCHACH E ALTRE TECNICHE DI INDAGINE DELLA PERSONALITÀ (MMPI-2, MMPI-A, WAIS-R, BENDER, FIGURA UMANA)

BERGAMO PSICODIAGNOSTICA RORSCHACH E ALTRE TECNICHE DI INDAGINE DELLA PERSONALITÀ (MMPI-2, MMPI-A, WAIS-R, BENDER, FIGURA UMANA) BERGAMO CORSO BIENNALE DI FORMAZIONE PSICODIAGNOSTICA RORSCHACH E ALTRE TECNICHE DI INDAGINE DELLA PERSONALITÀ (MMPI-2, MMPI-A, WAIS-R, BENDER, FIGURA UMANA) Presentazione e obiettivi: Questo corso è ideato

Dettagli

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE ICF CLASSIFICAZIONE INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF FUNCTIONING, DISABILITY AND HEALTH INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE COMMISSIONE DISAGIO E DISABILITÀ A. S. 2010- PREMESSA

Dettagli

Riorganizzazione delle attività della Salute Mentale

Riorganizzazione delle attività della Salute Mentale Dipartimento Salute Mentale, Dipendenze Patologiche, Neuropsichiatria dell Infanzia e dell Adolescenza ASP PALERMO Riorganizzazione delle attività della Salute Mentale 30 Ottobre 2014 as is 1) ELEVATA

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO IN PSICOLOGIA GIURIDICA AMBITO CIVILE E PENALE Adulti e Minorile Anno Accademico 2013-14 II Edizione

MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO IN PSICOLOGIA GIURIDICA AMBITO CIVILE E PENALE Adulti e Minorile Anno Accademico 2013-14 II Edizione MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO IN PSICOLOGIA GIURIDICA AMBITO CIVILE E PENALE Adulti e Minorile Anno Accademico 2013-14 II Edizione 1. Fondamenti di psicologia Giuridica Definizione della Psicologia

Dettagli

LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013

LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013 LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013 I Ricercatori del Centro di Genomica e Bioinformatica Traslazionale stanno lavorando a linee di ricerca legate a 1. Sclerosi Multipla 2. Tumore della Prostata

Dettagli

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Fondamenti teorici Vygotskji Zona di Sviluppo Prossimale Feuerstein VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Esperienza di Apprendimento Mediato

Dettagli

AUTISMO E SCUOLA. Inserimenti scolastici e metodi educativi. Roberta Vanzulli, Tatiana Quintini. Della Società Cooperativa Sociale

AUTISMO E SCUOLA. Inserimenti scolastici e metodi educativi. Roberta Vanzulli, Tatiana Quintini. Della Società Cooperativa Sociale AUTISMO E SCUOLA Inserimenti scolastici e metodi educativi Roberta Vanzulli, Tatiana Quintini Della Società Cooperativa Sociale Spazio Aperto Servizi Punta visibile dell iceberg: Vediamo i sintomi Massa

Dettagli

AUTISMO : COME E COSA FARE

AUTISMO : COME E COSA FARE AUTISMO : COME E COSA FARE Quale formazione? Florinda Ferrara Psicologa 25/09/2015 Obiettivi del corso Introdurre alla problematica dell autismo e del suo trattamento Offrire stimoli per la programmazione

Dettagli

Centro Le Pozzette, Villa Verucchio 27.01.12. Dott.ssa Ilenia Zanotti

Centro Le Pozzette, Villa Verucchio 27.01.12. Dott.ssa Ilenia Zanotti LA STIMOLAZIONE COGNITIVA PER IL BENESSERE DELLA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA Centro Le Pozzette, Villa Verucchio 27.01.12 Dott.ssa Ilenia Zanotti COS E LA STIMOLAZIONE COGNITIVA La Stimolazione Cognitiva

Dettagli

Master. Valutazione Psicologica-Psicodiagnostica Clinica e Forense

Master. Valutazione Psicologica-Psicodiagnostica Clinica e Forense Master Valutazione Psicologica-Psicodiagnostica Clinica e Forense Informazioni Generali L Istituto Aneb propone un Master Annuale di Formazione e Aggiornamento dedicato alla Psicodiagnostica Clinica e

Dettagli

LO SVILUPPO COGNITIVO

LO SVILUPPO COGNITIVO LO SVILUPPO COGNITIVO Corso di Disabilità Cognitive Prof. Renzo Vianello Università di Padova power-point per le lezioni, a cura di: Manzan Dainese Martina Riccoldo Monica Argomenti trattati Problemi metodologici

Dettagli

LA MALATTIA DI PARKINSON

LA MALATTIA DI PARKINSON CORSO FAD LA MALATTIA DI PARKINSON ID ECM: 114181 CREDITI 12 CREDITI ECM DESTINATARI Farmacisti Territoriali e Ospedalieri DURATA Data di inizio 15 gennaio 2015 Data di fine 31 dicembre 2015 COSTO ABBONAMENTO

Dettagli

Parte VI - SUPPORTO E FORMAZIONE AI CAREGIVER. David Simoni, Claudia Cantini, Sandra Passini

Parte VI - SUPPORTO E FORMAZIONE AI CAREGIVER. David Simoni, Claudia Cantini, Sandra Passini Parte VI - SUPPORTO E FORMAZIONE AI CAREGIVER David Simoni, Claudia Cantini, Sandra Passini INTRODUZIONE La famiglia costituisce in Italia la principale risorsa assistenziale per l anziano disabile. La

Dettagli

DSM V Principali cambiamenti rispetto al DSM-IV

DSM V Principali cambiamenti rispetto al DSM-IV DSM V Principali cambiamenti rispetto al DSM-IV Seminario d approfondimento Prof. Pasquale Chianura Corso di Psicologia Clinica dello Sviluppo Anno Accademico 2013-2014 Il DSM V: verso un migliore approccio

Dettagli

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Introduzione I percorsi di Arte Terapia e Pet Therapy, trattati ampiamente negli altri contributi, sono stati oggetto di monitoraggio clinico, allo

Dettagli

Psichiatria e Psicoterapia Analitica (2002), 21, 3: 185-198 EDITORIALE GESTIONE DEL PAZIENTE PSICOTICO ACUTO: SCELTA, IMPOSTAZIONE E CONDUZIONE DEL TRATTAMENTO* Giuseppe Bersani Considerazioni generali

Dettagli

L inquadramento diagnostico e le conoscenze dell autismo in funzione del piano educativo

L inquadramento diagnostico e le conoscenze dell autismo in funzione del piano educativo L inquadramento diagnostico e le conoscenze dell autismo in funzione del piano educativo Antonia Parmeggiani Centro per l Autismo Dipartimento di Scienze Neurologiche Università di Bologna Prima descrizione

Dettagli

Terapia non farmacologica: lo stato dell arte

Terapia non farmacologica: lo stato dell arte Terapia non farmacologica: lo stato dell arte Giovannina Conchiglia Clinica Villa Camaldoli Napoli Reparto Neurologia Comportamentale giopsico@libero.it Caserta, 16 ottobre 2014 1 CONGRESSO NAZIONALE A.

Dettagli

LE PATOLOGIE DEGLI ANZIANI

LE PATOLOGIE DEGLI ANZIANI LE PATOLOGIE DEGLI ANZIANI Depressione Cardiopatie Osteoporosi Disturbi respiratori Demenze Tumori Diabete Ictus 1 L ALZHEIMER La più frequente delle demenze e una delle malattie a maggior impatto sociale

Dettagli