BULLISMO ADAM LAMBERT GIOCHI

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1 Pride Rivista mensile Autorizzazione del tribunale di Milano n. 351 del 7/5/1999 Direttore responsabile: Gianni Rossi Barilli. Distribuzione gratuita in tutti i locali (in edicola o libreria 2,5 euro). Trasporto esonerato da DDT ai sensi del DPR n. 472 del 14/8/1996 IL MENSILE GAY ITALIANO 134 AGOSTO 2010 copia gratuita (2,5 in edicola e libreria) BULLISMO ADAM LAMBERT GIOCHI

2 2 agosto 2010 PRIDE

3 PRIDE agosto

4 6 Addavenì il 2011 Gianni Rossi Barilli 10 Circolo vizioso Giovanni Dall Orto 12 Bulli italiani Andrea Gabrielli PRIDE 134 AGOSTO Cronaca Italia 18 Cronaca estero 22 Viva la leggerezza Francesco Belais 24 A carte scoperte Roberto Cangioli 27 Bibliofili in rete Stefano Bolognini 30 Perché si dice gay? Francesco Belais 33 Memoranda Giovanbattista Brambilla 38 Zig zag Pigi Mazzoli 40 Cinema Vincenzo Patanè 42 Teatro Mario Cervio Gualersi 44 Libri Francesco Gnerre 46 Musica Roberto Cangioli 48 Internet Carmine Urciuoli 50 Fumetti Massimo Basili 52 Vita notturna Francesco Belais 54 Giochi Antonio Malvezzi 56 Metropoli 64 Dove e cosa Foto in copertina: Patrick Mettraux DIRETTORE RESPONSABILE Gianni Rossi Barilli AMMINISTRATORE UNICO Frank Semenzi ART DIRECTOR Paolo Colonna SEGRETERIA DI REDAZIONE Marco Albertini Edito da: Associazione Culturale GLBT Stampato da: EmmeK editore s.r.l. di Fino Mornasco (CO) REDAZIONE via Antonio da Recanate Milano Tel. (+39) Fax (+39) Apertura: 14:30 19:30 da lun. a ven. o su appuntamento PUBBLICITÀ PRIDE Frank Semenzi: (+39) Abbonamento annuale: 50 Abbonamento semestrale: 30 (assegno intestato ad Associazione GLBT o bonifico bancario) AGOSTO 46 La prenotazione di spazi pubblicitari deve avvenire entro il giorno 5 del mese precedente la pubblicazione (es. il 5 gennaio per il numero di febbraio). I comunicati stampa (anche per l aggiornamento della guida ai locali gay d Italia e per l agenda) e i file grafici relativi alla pubblicità devono pervenire in redazione entro il giorno 10 del mese precedente la pubblicazione (es. il 10 gennaio per il numero di febbraio). Non si garantisce la pubblicazione di quanto prenotato o pervenuto oltre tali date. 4 agosto 2010 PRIDE

5 08.09 dalle ***OPENING PARTY*** Madrina della serata dal Grande fratello 8 SILVIA BURGIO Resident Dj: THOMAS DILL + Max B Oral Abuse: MANUEL SHOCK dalle Guest Dj: FRANCESCO BELAIS + THOMAS DILL+ MAX Bi Oral Abuse: MANUEL SHOCK dalle Resident Dj's: THOMAS DILL + MAX B Oral Abuse: MANUEL SHOCK dalle Guest Dj: BIANCA from LaMESSA prod. Milano + THOMAS DILL + MAX B Oral Abuse: MANUEL SHOCK *** every night special performers from LaMESSA show Milano! *** Via Padana superiore, Ospitaletto (BS) c/o Parking Centro Comm.le Italmark info: PRIDE agosto

6 ATTUALITÀ + CULTURA ADDAVENÌ IL 2011 Archiviate luci e ombre dei pride di quest anno, un opportunità di rivitalizzare la battaglia per i diritti glbt la offre L Europride che si svolgerà a Roma il prossimo anno. Cerchiamo però di non sprecarla. TESTO GIANNI ROSSI BARILLI 01 Che dire dopo tanti pride? Per esempio che le nostre sfilate orgogliose e colorate non fanno più rumore come una volta. Siamo nel 2010, non siamo più nel 2000, dice una battuta dell ultimo film di Ozpetek che calza a pennello alla regressione spirituale del paese come alla decrescente efficacia politica/sociale del nostro storico strumento di lotta. La buona notizia è che nessuno o quasi ci contesta più il diritto di scendere in piazza, una volta l anno, con o senza le piume di struzzo. Ma intanto ci siamo persi per strada la carica provocatoria delle origini e non possiamo pensare di continuare a viverci di rendita facendo finta di niente. Non scandalizzano più le paillettes, i seni siliconati e nemmeno le mamme lesbiche e i babbi gay sul loro trenino arcobaleno. E non esiste più la concezione magica secondo cui la nostra semplice e liberata presenza sarebbe sufficiente a sovvertire il mondo. Per raggiungere il ben più modesto obiettivo dell uguaglianza formale per i non eterosessuali oggi occorre qualcosa in più, mentre il pride è diventato un rito piuttosto innocuo e digeribile, ripetitivo e a volte pure un po stanco, come si evince anche dal fatto che dalle unanimi prime pagine che conquistammo nel fatidico 2000 siamo oggi unanimemente relegati nelle cronache locali. La sfilata non è neppure più tanto un evento di per sé, almeno dal punto di vista della copertura dei media. Fanno più notizia ormai dei fatti secondari, che hanno però il pregio di rispettare i canoni sanguinari della cronaca, pronta a illuminare gli squarci di realtà da cui provengono i rumori più inquietanti. Così quest anno la notizia più succosa ricavata dal pride nazionale di Napoli è stata la contestazione (piuttosto etero nei modi e antichissima nelle motivazioni) contro la deputata del Pd Paola Concia. L unica parlamentare lesbica dichiarata di questa legislatura è stata assalita verbalmente e invitata a uscire dal corteo da un gruppo di contestatori 6 agosto 2010 PRIDE

7 CULTURA + ATTUALITÀ perché dieci mesi prima aveva accettato di prendere la parola in un dibattito organizzato da un circolo della destra radicale romana, violando così il comandamento rivoluzionario secondo cui coi fascisti non si parla. Siamo come si vede ai confini della realtà (e ci chiediamo al tempo stesso come mai quelli di Gaylib circolino impuniti nelle nostre manifestazioni), ma l estraneità di questo episodio al messaggio politico fondamentale del pride (uguaglianza nel rispetto delle differenze) non toglie che visto da fuori spiccasse sulla prevedibile transumanza urbana dei carri e del popolo che ci stava sopra e accanto. Un discorso analogo si potrebbe fare su un lancio di petardi intimidatorio al Gay Village (due feriti lievi) o sulle polemiche tra associazioni glbt che hanno preceduto il pride di Roma e hanno finito per interessare i giornalisti più del pride stesso. Si ha un po la frustrante sensazione di essere entrati a far parte del paesaggio senza che nulla sia cambiato davvero, nel paese dove cambia sempre tutto perché tutto resti com è. Un bilancio generale di questi pride 2010, senza nulla togliere al valore e all importanza specifica dei singoli eventi, non può eludere la questione fondamentale che andare in piazza a far vedere che ci siamo non basta più a fare sì che qualcuno ci ascolti o semplicemente ci conceda la propria attenzione. Il che naturalmente non vuol dire che dobbiamo smettere di andarci, solo che occorre una strategia sempre più articolata e consapevole per rilanciare una battaglia che ha un unico esito possibile, se la rotta del mondo non cambia radicalmente: il riconoscimento di un pieno diritto di cittadinanza che ci spetta indiscutibilmente in linea di principio. Si tratta tuttavia di stabilire quando. Il diritto, in teoria, lo ha sancito di recente anche la corte costituzionale, rinviando però la palla a un legislatore programmaticamente latitante. Così stando le cose, si può pensare di allargare il confronto e di ottenere che le istituzioni internazionali spingano in qualche modo l Italia a mettersi in regola con gli standard europei. Un occasione d oro per avere i riflettori del continente puntati su di noi ce la fornisce, ironia della sorte, proprio un altro pride. L Europride del 2011 si terrà infatti a Roma. Ma il punto è che sarà un occasione sprecata se prevarranno la mancanza di fantasia e di efficacia politica, accompagnate dal perenne sottofondo del pollaio che starnazza su chi occupa il palco reale, che hanno caratterizzato le stagioni più recenti. Per non perdere questo treno bisognerebbe attrezzarsi per tempo e per prima cosa riporre in borsetta l ascia di guerra, in modo da poter lavorare tutti insieme appassionatamente a creare qualcosa di 06 importante e speciale. Un esempio metodologico non lontano nel tempo lo fornisce il Torino pride del 2006, che nel corso di un intero anno di iniziative riuscì a creare in città un atmosfera che poi diede i suoi frutti nella quantità e qualità della partecipazione alla sfilata finale e oltre. Creare un percorso di avvicinamento che accresca il consenso intorno a noi, anziché limitarci a diminuire quello che c è tra di noi (processo di cui si sta occupando anche la fisica delle particelle infinitesimali). Certo Roma non è Torino. Non c è in partenza un amministrazione particolarmente amichevole né tantomeno un clima di distesa collaborazione tra le associazioni glbt locali. Da questo punto di vista potrebbe paradossalmente evitare inutili zuffe il fatto che l Europride abbia già un organizzatore predefinito e riconosciuto a livello internazionale nel circolo Mario Mieli. Chiarita in anticipo la questione delle responsabilità formali (che appassiona tanto l associazionismo glbt ma di cui al resto del mondo poco importa) è ovvio che la riuscita ottimale di un appuntamento internazionale necessita di energie che vanno anche oltre quelle di cui il circolo Mario Mieli singolarmente dispone. È perciò auspicabile che si aprano canali di collaborazione, sia con le associazioni rappresentative a livello nazionale che con altri gruppi locali, per fare sì che il pride torni a essere, anziché lo show un po ritrito che tende sempre più a diventare, la celebrazione e la sintesi visiva di un passo in avanti compiuto nella realtà. Speriamo di poter dire domani per fortuna siamo nel PRIDE agosto

8 ATTUALITÀ + CULTURA Pride di Napoli, foto di Stefano Bolognini 09 Pride di Treviglio, foto di Giovanbattista Brambilla 10 Pride di Treviglio, il sindaco Ariella Borghi sul palco di spalle, foto di G. Brambilla Pride di Catania, foto di Fabrizio Cavallaro Pride di Roma, foto di Blackcat da Wikimedia Commons 8 agosto 2010 PRIDE

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10 ATTUALITÀ + CULTURA CIRCOLO VIZIOSO C è un sex club a Milano preso di mira dalle forze dell ordine. Stanchi della persecuzione, i gestori del locale (affiliato all Arcigay) hanno reso pubblico il loro calvario in una c0nferenza stampa a palazzo di giustizia. TESTO GIOVANNI DALL ORTO Il palazzo di giustizia di Milano Quaranta ispezioni nel giro di quattro anni. Polizia, guardia di finanza, vigili del fuoco, vigili dell annonaria, ufficio settore edilizio del Comune... Tutti lì a verificare un unico locale, l Illumined di Milano. Controlli sui libri contabili, sui dipendenti, controlli antidroga, sulle uscite di sicurezza, sulle licenze, sui tesserini sanitari, sui libri soci, sul livello di rumorosità... Risultati? Niente. Zero. Nada. Nulla... Eppure le ispezioni continuano, e continuano i tentativi di mettere i sigilli al locale, regolarmente fatti togliere dai magistrati non appena le accuse arrivano al loro vaglio. Forse non occorre essere un accanito militante gay per azzardarsi a usare la parola persecuzione per descrivere quanto sta accadendo all Illumined, il noto sex club gay affiliato ad Arcigay. Un club che le forze dell ordine hanno deciso di chiudere a qualsiasi costo, peraltro senza riuscirci. I guai erano iniziati con un vicino scandalizzato all idea di avere un locale gay nei paraggi. Ma soprattutto (come ha messo per iscritto in uno dei suoi esposti) a poca distanza dal Tempio del Beato Camillo (cioè la chiesa di San Camillo de Lellis). Presto però questa lite di condominio s è trasformata in un caso-simbolo, con implicazioni politiche, proprio per la capacità di ribattere colpo su colpo dimostrata dal circolo preso di mira. Infatti i gestori, per precedenti esperienze nel campo gay, avevano sentito arrivare la marea antigay montante a Milano, e aprendo l Illumined s erano assicurati con particolare minuzia d essere in regola con tutte le mille regole della burocrazia italiana. Frustrata così la speranza di rilevare qualche irregolarità vera, si è passati a cercarne di false, come ad esempio la presenza di troppi soci nel locale in rapporto al numero d uscite di sicurezza... richiamandosi però a un regolamento che vale unicamente per cinema e teatri, e non per ristoranti, bar e locali di qualsiasi altro tipo... Anche questa accusa è quindi caduta. Si sono allora mandati due veri e propri agenti-provocatori in borghese a innescare un litigio alla cassa per tesserarsi ed entrare immediatamente, senza rispettare le 24 ore d attesa previste per l accettazione della richiesta d iscrizione. Questo gesto aveva lo scopo di dimostrare (come è stato contestato espressamente) che quelli Arcigay non sono circoli privati, bensì locali pubblici, in cui chiunque si presenti può entrare (magari dopo avere urlato e insultato all ingresso) senza alcun filtro. Una volta dimostrata questa tesi, gli approcci sessuali fra i soci possono essere incriminati come atti osceni in luogo pubblico (e un accusa di questo tipo a carico del circolo è stata in effetti comunque verbalizzata; il procedimento non è stato ancora archiviato). Ora, il vicino cattolico avrà anche avuto qualche santo in cielo e qualche corsia preferenziale, ma per quanto ben immanicato fosse non sarebbe mai riuscito a ottenere lo sproposito di 40 ispezioni se la sua protesta non fosse stata in sintonia con la campagna generale di persecuzione, che da dieci anni la giunta di centrodestra di Milano sta conducendo contro i luoghi d incontro. Quelli gay in prima linea, quelli per i giovani subito dopo e quelli notturni a seguire (compresi quelli eterosessuali). Alla fine, dopo aver sperato per anni invano di poter arrivare a ragionare con la procura di Milano, i gestori hanno deciso che non valeva la pena di tenere un basso profilo, e hanno reagito, convocando una conferenza stampa il 28 giugno scorso al palazzo di giustizia. L elemento scatenante della pubblica denuncia è stato l intervento del presidente nazionale Arcigay, l avvocato Paolo Patanè, che di fronte all ennesimo blitz ha contattato il procuratore aggiunto Nicola Cerrato per cercare di chiarire la situazione. E Cerrato ha semplicemente rifiutato l incontro. Così, nella conferenza stampa Patanè ha ribadito senza più reticenze che 40 ispezioni autorizzano ormai a parlare di persecuzione, aggiungendo che c è un interesse anomalo da parte della magistratura milanese per i circoli privati, non solo omosessuali, che contrasta col diritto costituzionale all associazionismo (Il filmato del suo intervento è on line su YouTube). Nella stessa occasione l ex presidente Arcigay Franco Grillini ha ricordato l importanza che i luoghi aggregativi hanno per la minoranza omosessuale, che spesso ha come unica alternativa luoghi funestati da atti di violenza omofoba. Sorge spontanea la domanda relativa a dove voglia arrivare il sindaco Letizia Moratti per questa strada. È vero che l organizzazione dell Expo ha finora messo in rilievo unicamente la sua assoluta incapacità organizzativa, ma davvero suor Letizia & soci credono d attirare una milionata di visitatori a Milano comunicando loro che, dopo l orario di lavoro, devono tornarsene tutti in albergo senza andare in giro a far chiasso, perché tanto di locali aperti non ne troveranno? O si pensa davvero, dopo aver trasformato in deserti le piazze e i parchi di Milano, che i visitatori stranieri andranno al centro commerciale Fiordaliso per passare la serata guardando un film nel multisala di proprietà dell on. Berlusconi, come si vorrebbe che facessero tutti i milanesi? Ma chi lo suona il campanello della sveglia, a questi qua? 10 agosto 2010 PRIDE

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12 ATTUALITÀ + CULTURA BULLI ITALIANI I dati della prima ricerca nazionale sul bullismo omofobico in Italia, promossa da Arcigay. Una realtà che finalmente assume contorni netti, a cominciare dal fatto che metà delle scuole interpellate hanno preferito non collaborare. TESTO ANDREA GABRIELLI Pronto?. Buongiorno, stiamo conducendo per conto di Arcigay, e con la committenza del ministero dello sviluppo, la prima indagine nazionale sul bullismo omofobico. Il vostro istituto scolastico è stato selezionato per la somministrazione di un questionario agli studenti. Di fronte a questo incipit, ben più di un dirigente scolastico ha scelto la via della ritirata strategica, chiudendo semplicemente il telefono in faccia al gentile interlocutore per chiarire la propria indisponibilità a collaborare. Altri hanno usato metodi più sottili per raggiungere lo stesso risultato. I no alla ricerca scientifica sul campo sono piovuti per essere precisi dalla metà esatta delle scuole selezionate, vuoi per la presunta mancanza di un autorizzazione del ministero dell istruzione o per eccesso di impegni scolastici o anche per la (assurda) possibilità che il questionario misurasse le tendenze sessuali dei giovani. Già questo dato riveste un importanza chiave nella ricerca perché attesta la scarsissima volontà di collaborazione delle agenzie formative nel contrastare violenza e discriminazione tra i giovani. E se, per i troppi rifiuti, la ricerca non può dirsi compiutamente rappresentativa della realtà italiana, come si legge nel report conclusivo del responsabile scientifico Gabriele Prati, dell università di Forlì, dai questionari compilati da 863 studenti e 42 insegnanti emergono dati sovrapponibili a quelli di ricerche più ampie di altri paesi europei. Un lavoro quindi altamente attendibile, che finalmente getta luce sulla quotidianità dell intolleranza più o meno sommersa che si vive nelle scuole italiane. Una realtà in cui l insulto omofobico è normale, durante la ricreazione, a debita distanza dallo sguardo dei professori, ma anche durante le lezioni. Per gli studenti intervistati frocio, culattone, lesbica camionista, finocchio e via insultando fanno parte della routine della vita scolastica: due terzi dichiarano di averli uditi nel mese precedente alla compilazione del questionario. Uno studente su 8 ha poi notato tentativi di violenza fisica, uno su 13 ha assistito almeno una volta ad aggressioni omofobiche (calci e/o pugni) mentre il cyberbullismo non sembrerebbe molto diffuso: solo uno studente su 20 dice di aver visto compagni filmati durante un aggressione o una presa in giro antigay e uno su dieci ha inviato mail o sms di insulti. Tirando le somme, un quinto degli studenti interpellati rientra a pieno titolo nella definizione di bullo omofobo e la scuola italiana è tra i luoghi più pericolosi per i giovani gay e lesbiche, o per coloro che non sembrano aderire perfettamente allo stereotipo maschio/femmina. Pochissimi sono poi gli insegnanti che vedono le aggressioni, sentono gli insulti e prendono provvedimenti contro gli omofobi: è bassissima la percentuale di quelli che dichiarano di aver udito parlar male di uno studente e il 97% di loro nega di aver mai assistito ad aggressioni fisiche. Gli insegnanti mi hanno detto di ignorare ciò che gli altri mi dicevano. Ovviamente, rimasi molto deluso e mi svalutai. Sono attualmente in depressione e, purtroppo, ho avuto più volte l dea di suicidarmi. I compagni di classe attualmente mi rispettano perché tengo a freno la mia personalità. Questa testimonianza, tra le oltre 100 raccolte nel corso della ricerca qualitativa, conferma la diffusa inerzia degli adulti a scuola. E i racconti, nella loro genuinità, rivelano molto più chiaramente di qualunque dato la disperazione di migliaia di giovani, il 4% del totale degli studenti, che si confrontano quotidianamente con l esclusione ( Rimasi il finocchio a cui faceva schifo avvicinarsi per tutti ), lo sgarbo ( Più volte mi hanno attaccato le cicche ai pantaloni e lasciato numeri di chat erotiche gay nello zaino ), l insulto ( Molti mi chiamavano lesbica di merda. Da allora sono iniziate le prese in giro e adesso che sto alle superiori mi ritrovo a dover fronteggiare più persone ) o, peggio, la violenza: Mi prendevano la testa e la spingevano contro i loro genitali al grido di succhia frocio. Le vittime sovente hanno percorsi formativi intricati, segnati da bocciature, trasferimenti d istituto o abbandono scolastico perché il bullismo può marchiare per sempre la loro esistenza. Arcigay, Agedo e associazioni come il circolo Mario Mieli fanno quello che possono per far fronte alla latitanza delle istituzioni portando i propri volontari, quando e dove possibile, a scuola. Arcigay insieme alla ricerca ha pubblicato un vademecum per studenti, scritto ed efficacemente illustrato dai loro coetanei sul bullismo omofobico, e un manuale per insegnanti ed educatori. Insomma gli strumenti e la voglia di cambiare ci sono. Quello che manca casomai è un chiaro e fermo impegno della scuola e della società civile. 12 agosto 2010 PRIDE

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14 CRONACA ITALIA >> MILANO Dichiararsi gay? Ma perché devo farlo se amo e ho sempre amato le donne?, Perché devo accettare l idea di essere omosessuale quando so che mi piace il gentil sesso?. Lo ha detto in un intervista a Diva e Donna il cantante Renato Zero, secondo il quale dare troppa importanza al sesso è un paravento per certe nevrosi e se non viene l erezione bisogna essere liberi di non scusarsi. Qualche maligno, dato il nome della testata, ha parlato di coming out lesbico. Renatino comunque non esclude nulla per principio, anche se dichiara che i tempi della stravaganza sono finiti : Se arrivasse un uomo e mi provocasse un trauma formidabile non vedo cosa ci sarebbe di male a starci insieme. >> Roma Una ragazzina che deve chiedere scusa. Così gli integralisti cattolici del sito Pontifex si sono scagliati contro il ministro delle pari opportunità Mara Carfagna, rea di aver definito il pride romano del 3 luglio una manifestazione gioiosa, serena e partecipata e di avere per giunta stigmatizzato uno striscione omofobo realizzato per l occasione da Militia Christi. Dalla Carfagna ha preso le distanze anche il collega Carlo Giovanardi, con una nota emessa a nome del governo per ribadire che quelle della Carfagna sono opinioni personali e non riguardano l orientamento ufficiale dell esecutivo. >> Roma Le associazioni Arcigay, Gaylib e Rete Lenford, dopo un incontro con il vicecapo della polizia Francesco Cirillo, hanno annunciato che è diventato operativo l osservatorio contro le discriminazioni attivato dalla polizia di stato. Ci sarà un apposito sportello on line per denunciare le violenze omofobiche e transfobiche, sarà effettuata una campagna di comunicazione e si procederà a iniziative di formazione degli agenti, coinvolgendo le associazioni glbt nelle attività dell osservatorio. >> Roma Voleva servirsi del bagno delle ragazze in un locale sul lungomare di Ostia perché sono diverso e mica vi do fastidio. Una di loro si è al contrario infastidita al punto da chiamare in soccorso due o tre amici suoi che hanno provveduto a punire il brutto frocio, provocandogli un trauma cranico e una distrazione del tratto cervicale della spina dorsale. Risultato: quindici giorni di prognosi e una denuncia contro ignoti ai carabinieri. Sangue scaduto Nel paese dove tutto è relativo e ognuno fa un po come gli pare, una nuova perla si aggiunge al rosario delle manifestazioni di ottusità e arroganza del potere. L episodio accade a Milano, dove la sovranità bigotta di Moratti e Formigoni si fa sentire in mille modi diversi, e riguarda ancora una volta la mai risolta questione del rifiuto di accettare donatori di sangue dichiaratamente gay da parte di alcune strutture sanitarie. È anche un esempio fulgido di come la logica burocratica possa prevalere su qualunque problema di merito, se sono vere le ragioni con cui il mese scorso un giovane milanese è stato messo alla porta dal servizio trasfusionale dell ospedale Gaetano Pini dove donava regolarmente il proprio sangue da otto anni. Dovevano perfino premiarlo per l alto numero di donazioni totalizzato. Invece, gli ha spiegato una dottoressa, in aprile l ospedale è passato sotto la gestione del Policlinico e le direttive del Policlinico sono chiare. Non possiamo accettare donatori omosessuali. Io non sono d accordo ma devo rispondere a dei superiori. A lui non è rimasto che sfogarsi sul suo blog, rendendo pubblico il caso e innescando reazioni di protesta più collettiva. La vicenda è annosa e già stupisce che un grande ospedale come il Policlinico di Milano possa continuare indisturbato da un decennio a stabilire da sé le proprie regole sulla donazione di sangue, malgrado l esistenza di indicazioni contrarie a livello nazionale. La normativa italiana sul tema è chiarissima, spiega Rebecca Zini, responsabile salute di Arcigay. Un decreto di Umberto Veronesi dell aprile 2001 aveva cancellato l assurdo divieto alle persone omosessuali di donare sangue perché non l orientamento sessuale ma i comportamenti di una persona sono determinanti nel valutare la possibilità di donare. L omofobia comunque non c entra, ribadiscono dal Policlinico. Tant è vero che le lesbiche donatrici sono le benvenute. Il divieto colpisce solo i maschi omo e bisessuali (o almeno quelli che tali si dichiarano nell apposito modulo), in base alla convinzione che il sesso tra uomini sia una cosa pericolosa in sé, a prescindere dalle cautele con cui lo si pratica. Al Policlinico, commenta il presidente del Cig-Arcigay di Milano Marco Mori, siamo ancora al medioevo per quanto riguarda la questione Hiv-Aids. Da anni in Europa si è passati da una considerazione di categorie a rischio a un ragionamento sui comportamenti. Le persone che donano devono essere consapevoli di ciò che fanno e hanno fatto, non devono rendere conto del genere del loro partner per donare il sangue. I medici devono pensare alla salute collettiva, non a giudicare sulla base di una morale omofoba, perché alla fine chi ci rimette sono i riceventi che non hanno il sangue che gli serve, e questo per il pregiudizio di qualcuno. Forse proprio al medioevo non siamo, ma ci andiamo abbastanza vicini. Le regole alle quali il Policlinico ancora oggi scrupolosamente si attiene risalgono alle poco lucide evidenze maturate dalla scienza negli anni Ottanta, nella primissima fase di diffusione dell Aids nei paesi ricchi. La malattia fu scoperta a causa del fatto che si stava diffondendo in modo devastante nelle comunità gay del nord America. Si parlava perciò di peste gay e si alimentava un clima che non aveva molto da invidiare alle cacce agli untori dei tempi antichi. In questo minestrone trovarono spazio anche frettolose interpretazioni relative all intrinseca pericolosità del sesso gay, che se non dimostravano particolare rigore scientifico dovevano molto, in compenso, al concetto di omosessualità come peccato. Di qui trassero ispirazione un quarto di secolo fa gli estensori del protocollo del Policlinico. Nello stesso periodo, sulla base delle stesse errate convinzioni, anche il governo italiano emanò un decreto che vietava agli omosessuali di donare sangue, ma tale norma fu appunto superata nel Inspiegabilmente invece, nella repubblica di Milano, resiste ancora. La vicenda è finita in parlamento per iniziativa dei Radicali e della deputata del Pd Paola Concia. E anche il presidente della commissione parlamentare sugli errori sanitari, Leoluca Orlando, ha annunciato battaglia: Vogliamo avere chiarimenti in merito a una decisione che lede il principio di non discriminazione previsto dalla costituzione italiana, dal diritto europeo e da quello internazionale. Sarebbe ora. 14 agosto 2010 PRIDE

15 PRIDE agosto

16 CRONACA ITALIA Pasolini censurato Quello spettacolo sarebbe meglio lasciarlo perdere e sostituirlo con qualcos altro di più innocuo. Con il minimo tatto indispensabile i funzionari dell assessorato alla cultura hanno spiegato al direttore del teatro Out Off di Milano, Mino Bertoldo, che il dramma Orgia di Pierpaolo Pasolini in programma per la prossima stagione non poteva rientrare nei titoli della rassegna Invito a teatro, che la provincia organizza da trent anni offrendo un abbonamento a prezzi scontati per le produzioni teatrali milanesi. Mi hanno detto che sarebbe meglio non toccare temi scabrosi come l omosessualità, ha dichiarato Bertoldo a Repubblica. Una cosa imbarazzante, qui si sta parlando di Pasolini ( ) Se un amministrazione pubblica pretende di decidere che cosa va visto e cosa no, non mi sembra fuori luogo parlare di censura. Conferma questa linea interpretativa Renato Sarti, responsabile del Teatro della Cooperativa al quale è stata contestata la proposta di mettere in scena due suoi testi non in sintonia con le linee culturali dell assessorato in quanto trattano di marginalità, droga e prostituzione: Certo che è censura, con l aggravante che non hanno il coraggio di dichiararlo. Ma quale censura, ribatte piccato l assessore alla cultura della provincia di Milano Umberto Maerna (ex An oggi Pdl): In tempi in cui gli amministratori dei bilanci pubblici, tutti, debbono responsabilmente fare i conti con la necessità di razionalizzare la spesa e usare ogni precauzione nell utilizzo di risorse economiche, dovrebbe essere apprezzata l azione di responsabile monitoraggio di come vengono spesi i soldi dei cittadini. Quindi, o si fa come dice lui o spariscono i fondi. Poi però l assessore Maerna, di fronte alle critiche che hanno finito per infastidire anche il suo capo (il presidente della provincia Guido Podestà), ha fatto una precipitosa marcia indietro e ha dichiarato alla stampa che non ci saranno mai censure da parte di questo assessorato. I teatri hanno quindi concluso che gli spettacoli sconsigliati sono stati riammessi nel programma. In attesa di una conferma ufficiale. Scandalo al sole Metti di trovarti finalmente in riva al mare sulla spiaggia della Lecciona a Torre del Lago, nel cuore della Friendly Versilia, in una calda giornata di luglio. Sei con il tuo fidanzato, ti rilassi e ci scappa inevitabilmente il momento tenero. Proprio in quel momento, com è accaduto a due trentenni in vacanza, arriva un bagnino poco aduso all etichetta del posto e ti informa in malo modo di fronte agli altri bagnanti che baciarsi tra uomini non è cosa. Ci potrebbe scappare pure una multa, tanto più che nelle vicinanze ci sono dei bambini. Cosa poteva succedere se non un pandemonio? I due ragazzi, pur comprensibilmente annichiliti dallo stupore sul momento, si sono poi lamentati in giro del trattamento ricevuto e l episodio è in breve diventato di dominio pubblico della nutrita colonia gay locale. E non ha mancato di suscitare reazioni indignate, insieme con l idea di organizzare kiss in di protesta sulla battigia dello scandalo, attirando l attenzione della stampa. È inaccettabile, ha dichiarato per esempio Alessio De Giorgi, titolare del MamaMia di Torre del Lago e direttore di Gay.it. chiediamo che il comune revochi l incarico alla società che gestisce il servizio di guarda spiaggia. La società in questione, per evitare guai peggiori, ha offerto le scuse per l accaduto e ha messo in ferie il bagnino, mentre il sindaco di Viareggio Luca Lunardini (Pdl) invita tutti alla continenza: C è bacio e bacio Se appassionatissimo e in pubblico può essere motivo di disagio per chi sta intorno anche se dato tra uomo e donna. Comunque qualsiasi episodio di omofobia è da censurare. 16 agosto 2010 PRIDE

17 CRONACA ITALIA Carenze d affitto Che si fa quando l afa incalza e le notizie scarseggiano? Ci si inventa una bella inchiesta estiva, fresca e stuzzicante, per animare le chiacchiere da ombrellone. Così il quotidiano la Repubblica, in un riuscito remake di un analoga inchiesta radiofonica dello scorso anno, ha puntato il dito sul torbido legame tra omofobia e locazioni immobiliari nell Italia di oggi. Il metodo principale seguito è stato quello di rispondere per o per telefono a degli annunci, dicendo senza preamboli di essere un ragazzo gay in cerca di una stanza o di un appartamento in affitto. Prevedibilmente ne è uscito di tutto e di più, tra reazioni di imbarazzo e scuse improbabili per motivare il rifiuto di fare esperienze del genere, per l ennesimo bonario bozzetto dell Italia ignorante e furbetta, nei cui parametri, come ha affermato una signora di Como, non rientrano stranezze come avere un inquilino omosessuale. A completare il quadro, un florilegio di annunci pescati qua e là di chi specifica di non voler affittare a persone gay, a dimostrazione del fatto che esiste anche l orgoglio omofobico ( No gay. No party. No fumatori ). Non è comunque il caso di impensierirsi più di tanto perché la situazione descritta, resa volutamente surreale dall intento di far risaltare il problema, non rispecchia l esperienza media in un paese come il nostro, in cui perlopiù ognuno si fa i fatti propri e né i proprietari di casa sono ansiosi di conoscere l orientamento sessuale dei loro inquilini né questi ultimi (specie se gay) solleciti nell affrontare la questione. Magari la padrona di casa comincerà ad avere dei dubbi quando vede come il suo inquilino gay le tiene l appartamento, ma allora non vorrà più lasciarlo andare via. Va dove ti porta il coro Escluso dalla partecipazione a una rassegna musicale in una chiesa per decisione della curia di Pesaro, il coro omosessuale Komos di Bologna ha trovato il conforto del potere secolare: grazie all intervento della provincia di Pesaro, che ha messo a disposizione una sala, ha ottenuto un concerto riparatore. L esibizione nella chiesa dell Annunziata di Pesaro, nell ambito della rassegna Vespri d organo a Cristo Re, era in programma per lo scorso 10 luglio, ma circa una settimana prima la curia pesarese ha diramato il suo niet : L arcidiocesi si dissocia fermamente dall iniziativa che prevede per il prossimo 10 luglio l esibizione del coro Komos. Tale esibizione, pertanto, viene annullata. La pubblica richiesta di spiegazioni del direttore del coro, Paolo Montanari, non è servita a ottenerle, anche se è più che evidente che l ostacolo è il carattere dichiaratamente gay del Komos. Si è comunque rivelata utile a stimolare la soluzione poi attuata dalla provincia. Il concerto, con circa 150 spettatori, si è svolto una settimana dopo la data prevista per la mancata esibizione in chiesa. Soddisfatto a metà, però, il presidente di Arcigay-Agorà Pesaro, Valerio Mezzolani: Resta la delusione per la latitanza del comune di Pesaro sulla vicenda e lo stupore per le dichia razioni dell assessore alla cultura del Pd e del vicepresidente del consiglio comunale del Pdl che hanno giustificato e difeso l intollerabile decisione della curia. Quelle dichiarazioni vanno in controtendenza rispetto agli ottimi rapporti che intratteniamo da tempo con il comune che ospita la nostra sede. Ci sarebbe piaciuta, al contrario, una presa di posizione chiara e unitaria del consiglio comunale, istituzione che dovrebbe garantire l uguaglianza e la piena cittadinanza anche alla popolazione lgbt. PRIDE agosto

18 CRONACA ESTERO >> Washington Il Pentagono ha deciso di inviare alla truppa in servizio questionari per sondarne le reazioni di fronte al ventilato ingresso di gay e lesbiche dichiarati nelle forze armate. E si è guadagnato una pessima campagna di stampa, alimentata dalle critiche feroci dell associazione americana dei soldati e veterani gay e lesbiche, secondo cui il questionario stesso è intriso di pregiudizio omofobico. Nelle domande, per farsi un idea, si chiede ai militari se sarebbero a disagio se un gay gli si sedesse accanto o se abbiano mai condiviso la doccia con un commilitone omosessuale. >> New York Un inchiesta del settimanale The Nation ha fatto luce sul rapporto tra carcere e giovani glbt pubblicando dati inquietanti. Il 15% della popolazione carceraria è composto da questa categoria di persone, a fronte di un 10% di persone glbt di qualsiasi età stimate sul totale della popolazione, e l inchiesta aggiunge che secondo un recente rapporto del ministero della giustizia i giovani gay e lesbiche che finiscono in prigione sono aggrediti sessualmente da un altro detenuto con una frequenza 12 volte maggiore rispetto ai loro coetanei eterosessuali. >> Harare Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Così l ottantaseienne presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe se l è presa di nuovo con i gay. Il mese scorso infatti ha garantito a una platea di fondamentalisti cristiani che nella nuova costituzione in corso di elaborazione non ci sarà alcuno spazio per i diritti degli omosessuali, come qualcuno chiede. Poi se l è presa con la chiesa anglicana che benedice i matrimoni gay: È un comportamento come quello dei cani. >> Londra A 36 anni il bel Robbie Williams ha deciso di dare una svolta al proprio languente successo discografico riunendosi ai Take That, la boy band d origine dalla quale si era distaccato a metà degli anni 90 per diventare un solista di livello internazionale. Il nuovo album uscirà a fine anno, ma a titolo di assaggio Robbie ha già inciso con l ex compagno di band Gary Barlow un singolo che esce in ottobre, si intitola Shame (vergogna) e si ispira nientemeno che a Brokeback Mountain. L Argentina dice sì Con uno storico voto del senato arrivato dopo un dibattito finale di 15 ore trasmesso in diretta tv, a metà luglio l Argentina ha definitivamente approvato la modifica del codice civile che consente il matrimonio tra persone dello stesso sesso. È il primo paese dell America Latina a darsi una legge nazionale in materia, il decimo al mondo e il terzo quest anno (dopo Portogallo e Islanda). Il senato ha approvato con 33 sì, 27 no e tre astensioni, mentre fuori dall edificio una folla di supporter e oppositori della riforma, a stento tenuti a freno dalla polizia, attendeva il risultato. Capofila delle proteste la chiesa cattolica argentina, che con la collaborazione dei fondamentalisti evangelici aveva radunato fuori dal palazzo oltre cinquantamila persone, in un clima da guerra santa alimentato da settimane di propaganda incendiaria. Alla fine però a sorridere sono stati gli attivisti glbt, con i loro cartelli che parlavano di stesso amore, stessi diritti, con lo stesso nome. Ora il fanatismo religioso punta a organizzare un referendum per rovesciare la situazione, ma stando ai sondaggi realizzati in occasione del dibattito parlamentare sei argentini su dieci vedono di buon occhio la nuova legge. Questa popolarità, a un anno dalle prossime elezioni, ha convinto il governo di centrosinistra a spendersi a fondo sulla questione. Decisivo è stato poi l intervento personale della presidente Cristina Fernandez de Kirchner (a sinistra), che ha difeso la riforma a viso aperto rispondendo con grande serenità alle critiche. In un intervista televisiva realizzata qualche giorno prima del dibattito finale del senato, ha definito medioevali i toni usati dalla chiesa cattolica, spiegando che i tempi delle crociate e dei roghi sono finiti per sempre e che la legge sul matrimonio gay rappresenta una pagina fondamentale per la democrazia argentina. Subito dopo il voto, dalla Cina dove si trovava in visita ufficiale e dove secondo i maligni si era portata appositamente due senatrici contrarie al matrimonio gay per sottrarle allo schieramento avversario, ha incassato il successo parlando di un passo positivo in difesa dei diritti delle minoranze in Argentina. È un giorno storico, le ha fatto eco il capogruppo al senato del partito peronista al potere Miguel Ángel Pichetto, ricordando che il dibattito conclusivo si è svolto il 14 luglio, anniversario della rivoluzione francese e ricorrenza laica per eccellenza. Ci ricorderemo di questo giorno, ha aggiunto il capogruppo socialista Rubén Giustiniani, come del positivo momento in cui il parlamento ha deciso di dare dei diritti a chi oggi non ne ha e di avanzare sul tema delle discriminazioni. Google amica La riforma sanitaria di Barack Obama prevedeva l uguaglianza fiscale per le coppie omosessuali in materia di polizze assicurative, ma un emendamento del senato l ha bocciata. Così Google ha deciso di fare da sola, concedendo una gratifica ai propri dipendenti gay e lesbiche che condividono le spese sanitarie con i loro partner. Più di mille dollari, con effetto retroattivo al primo gennaio 2010, per compensare la sperequazione fiscale che una normativa discriminatoria crea tra le coppie omo e quelle etero quando si tratta di sottoscrivere una polizza sanitaria. Su richiesta di Gayglers (l associazione dei lavoratori glbt di Google), la società californiana ha anche deciso che i suoi dipendenti omosessuali potranno usufruire di permessi straordinari in caso di malattia del partner. Con questa svolta i vertici aziendali sperano di essere d esempio alle altre imprese, abituate in America ad anticipare le leggi riguardo ai mutamenti sociali e alla tutela delle minoranze. Su questo terreno Google si vuole in prima fila e già nel 2008, al tempo della sventurata campagna sulla Proposition 8 (il referendum popolare che abolì i matrimoni omosessuali benedetti dal parlamento e dalla corte suprema della California) si fece notare per il proprio sostegno alle rivendicazioni glbt. 18 agosto 2010 PRIDE

19 313_pride_pgp_210x144_05_2010_V3.qxp: :29 Pagina 1 La Griglia La migliore carne di Milano il solo nei ristoranti del gruppo Ethos, cotta sulla griglia a legna, oltre a carni di Chianina Certificate, Nebraska, Aberdeen Angus, Bufala, Costate e Fiorentine di Scottona nazionali. Le Farine biologiche macinate a pietra Abbiamo scelto per voi farina di grano tenero, farina di grano tenero integrale, kamut, farro integrale e monococco. RESTAURANT PIZZERIA STEAK HOUSE Via Farini, angolo via Giuseppe Ferrari (Parcheggio pubblico del Monumentale 1 minuto a piedi) Milano - Tel Si accettano tutte le carte di credito Aria condizionata Ingresso animali consentito ORARI: / Sempre aperti Il Pane Il nostro pane, viene prodotto artigianalmente e rispetta le seguenti peculiarità: 1) A lievitazione naturale con pasta madre. 2) Con farina da agricoltura biologica. 3) Cotto con forno a Legna. Le Pizze Le nostre pizze sono prodotte con 100% di farina di grano tenero tipo 0 biologica, acqua, olio, sale, lievito di birra. Cotte nel tradizionale forno a legna. Oltre all impasto classico abbiamo anche l impasto prodotto con 100% farina integrale di grano tenero biologica macinata a pietra ad alto contenuto di fibre. Tutti i ristoranti del gruppo Ethos utilizzano energia ad impatto Zero LifeGate Tutti i ristoranti del gruppo Ethos aderiscono al progetto strutture eco-sostenibili di Legambiente Turismo PRIDE agosto

20 CRONACA ESTERO Terapia anti-lesbiche L idea di servirsi della scienza per manipolare a fini ideologici i comportamenti umani torna in voga negli Stati Uniti grazie alla sperimentazione avviata da un equipe medica in una prestigiosa clinica newyorchese. L obiettivo dichiarato è quello di prevenire l iperplasia surrenale congenita, una rara patologia ereditaria che colpisce una bambina su e causa un eccessivo livello di androgeni con effetti mascolinizzanti sullo sviluppo dell apparato genitale, della voce e del pelo corporeo. Ma i medici che partecipano alla ricerca, collegando del tutto arbitrariamente queste caratteristiche all orientamento sessuale e sociale, hanno fatto balenare l ipotesi che il loro metodo possa condurre alla prevenzione del lesbismo, della bisessualità femminile e persino di attitudini sociali che un tempo di definivano non adatte a una donna. La ricetta è apparentemente semplice: si tratta di bombardare di steroidi le donne gravide e le creature che portano in grembo allo scopo di ridurre il tasso di androgeni. Con quali effetti collaterali si vedrà naturalmente solo con il progredire della sperimentazione. Ma cosa sono dei rischi eventuali di fronte alla prospettiva di bloccare letteralmente sul nascere l insorgere di gravi problemi fisici e psicologici? L idea che si possa agire anche sull orientamento sessuale modificando i livelli ormonali sarebbe dimostrata, secondo i ricercatori, da precedenti ricerche che hanno ripetutamente dimostrato che circa un terzo delle donne omosessuali hanno livelli di androgeni (modestamente) sopra la norma. Ma c è di più. Le donne affette da iperplasia surrenale congenita, scrive un medico dell equipe, hanno un interesse più basso della media riguardo al matrimonio e allo svolgimento del tradizionale ruolo di casalinga e madre. Da bambine, mostrano un interesse insolitamente basso nell impegnarsi in giochi materni con bambolotti, mentre il loro interesse per la cura dei bambini, i sogni diurni o le fantasie di gravidanza e maternità sembrano essere relativamente bassi in tutti i gruppi di età. Quindi con gli steroidi si potrà rimediare anche a questo. Ironia della sorte poi vuole che la capofila della ricerca, la dottoressa Maria New, sia un esimia rappresentante del gentil sesso sconfinato nel territorio dei maschi, essendo una della prime donne specializzate in endocrinologia pediatrica e una componente dell accademia nazionale delle scienze. Dalla Corea del sud arriva però una notizia che promette di rendere irrimediabilmente obsoleta la cura a base di steroidi. Qui infatti il professor Chankyu Park, del Korean Advanced Institute of Science and Technology di Daejon, si sta impegnando con le manipolazioni genetiche e ha scoperto che togliendo un gene dal loro Dna le cavie femmine snobbano i maschi e vanno alla ricerca di compagne dello stesso sesso. Ecco un antidoto contro ogni terapia anti-lesbica, anche se il professor Park dubita che funzionerebbe sugli umani. Monaco e l omofobia Aria nuova nel principato di Monaco. Nell ultimo paradiso delle velate d alto bordo ha fatto scalpore la sentenza del tribunale penale che ha condannato un signore di 52 anni a cinque giorni di prigione più euro di danni (più gli interessi) per ingiurie omofobiche proferite nei confronti del portiere dello stabile in cui vive sua madre. La prima denuncia risale allo scorso gennaio, quando il portiere si è sentito definire piccolo frocio di fronte a terzi e la seconda all inizio di giugno. Nel frattempo però il querelante è andato in depressione in seguito alla vicenda, e dopo numerose assenze per malattia è stato dichiarato inabile al lavoro in qualunque posto frequentato dal suo aggressore e licenziato. Ha perciò potuto commentare con una punta di amarezza il fatto che la sentenza del tribunale, per quanto storica, non ha calcato certo la mano, dato che euro di risarcimento non sono poi molto per chi è rimasto in mezzo a una strada. Ma domani è un altro giorno, diceva Rossella O Hara, e l ormai ex portiere salito agli onori delle cronache ha deciso di dedicarsi, in attesa di una nuova collocazione professionale, alla battaglia per ottenere anche in territorio monegasco specifiche norme contro le aggressioni omofobiche. È già al lavoro per sensibilizzare sull argomento la principessa Stéphanie. 20 agosto 2010 PRIDE

21 CRONACA ESTERO Polonia in marcia Si è svolto il 17 luglio a Varsavia l Europride, il più orientale e difficile di quelli organizzati in quasi un ventennio di esistenza della manifestazione. Circa persone (comunque un record per la Polonia) hanno sfilato per il centro della città con i carri, la musica e il colore tipico di tutti i pride del mondo, circondate da un cordone sanitario di circa poliziotti che hanno impedito contatti indesiderati tra il corteo e gruppi di contromanifestanti della destra ultrareligiosa e nazionalista. Una scommessa vinta per il movimento glbt polacco, cui fino a tre anni fa non era nemmeno garantito il diritto di scendere in piazza, ma in un contesto che rimane estremamente difficile. Sondaggi recenti dicono che due cittadini polacchi su tre sono contrari al diritto di manifestare per le persone glbt, tre su quattro disapprovano il matrimonio tra persone dello stesso sesso e oltre 9 su 10 rifiutano l idea che una coppia gay o lesbica possa adottare bambini. Dopo l uscita di scena del presidente Lech Kaczynski, morto in un incidente aereo nell aprile scorso e famoso nel mondo per le sue rumorose dichiarazioni omofobiche, all inizio di luglio è stato eletto presidente il liberale Bronislaw Komorowski (qui sopra), che ha sconfitto con un distacco di soli cinque punti Jaroslaw Kaczynski, esponente del nazionalismo ultraconservatore e gemello del defunto Lech. Di buono del nuovo presidente si può dire che non sono note sue pubbliche prese di posizione contro i gli omosessuali, ma questo è più o meno tutto. Il suo partito centrista, peraltro, non è affatto all avanguardia in tema di morale sessuale e tra il primo e il secondo turno delle elezioni presidenziali ha respinto l apparentamento con la sinistra democratica anche per ragioni di incompatibilità su questi argomenti. Si può in ogni caso contare su un generale orientamento filo-europeo che ci risparmierà di rivedere, come accadde con Kaczynski, veti presidenziali a leggi di ratifica della carta europea dei diritti per non concedere vantaggi ai gay rovina della civilizzazione. Rivoluzione francese Una sentenza della corte di cassazione ha messo la parola fine lo scorso 8 luglio all odissea di una coppia lesbica che durava da undici anni. Nel 1999 infatti le due donne avevano avuto una figlia e la madre biologica della bambina, di nazionalità statunitense, aveva ottenuto da un tribunale il riconoscimento del ruolo genitoriale della sua compagna francese. Forti di questa pezza d appoggio avevano poi chiesto alla Francia di ratificare il loro diritto a essere una famiglia, ma avevano ottenuto solo rifiuti (l ultimo dei quali in appello nel 2008). Ora invece la corte di cassazione ha deciso di ribaltare il verdetto dei precedenti gradi di giudizio, stabilendo che anche in Francia i bambini possono avere due genitori dello stesso sesso, se tale situazione familiare è stata già sancita all estero. Sembra una cosa da nulla, specie se si pensa all ambito concreto di applicazione, ma ha scatenato un vespaio. Le associazioni glbt hanno naturalmente inneggiato alla storica breccia aperta nel muro della tradizione giuridica francese e hanno subito posto il problema di un adeguamento della normativa sulle adozioni, al fine di non creare un assurda discriminazione tra le coppie omosessuali composte da soli cittadini francesi e quelle di nazionalità mista. Ma dai banchi della maggioranza di governo è arrivato uno stop. Il Partito cristiano-democratico di Christine Boutin (foto in alto), già pasionaria anti-pacs a fine anni 90 e oggi alleata del presidente Nicolas Sarkozy, ha infatti urlato all abdicazione della sovranità francese e allo stravolgimento del diritto nazionale, puntualizzando che la corte europea per i diritti umani ha di recente ammesso che ciascuno stato è libero di regolarsi come crede in materia di diritto di famiglia. Se domani, si chiedono i cristiano democratici, un poligamo ci venisse a dire che in certi paesi questa pratica è autorizzata, ci allineeremmo nella stessa maniera?. Con i tempi che corrono, non si sa mai. Il cambiamento della mentalità è assai rapido, come illustrano puntuali le inchieste di opinione. Per quanto riguarda i diritti degli omosessuali, una accreditata rilevazione periodica che si svolge ogni anno. L adozione alle coppie gay e lesbiche è condivisa oggi dal 48% del campione preso in esame, ma era il 40% tre anni fa; analogamente, l unione civile in municipio tra persone dello stesso sesso incontra il consenso del 61% degli intervistati contro il 55% del PRIDE agosto

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