Relazione Tecnica Generale Impianto idroelettrico sul Fiume Noce MICROHYDRO NOCE 1 AMNIS S.r.l. INDICE

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2 INDICE 1 Generalità Descrizione dello Stato dei Luoghi Caratteristiche generali dell impianto idroelettrico Strumentazione di monitoraggio Il rilascio del DMV L opera di centrale Il canale di restituzione SCOMPARTO B.T Controllo Sistema di acquisizione 18 4 Il cronoprogramma delle derivazioni Bibliografia Pag. 1 di 22

3 1 GENERALITÀ La presente relazione illustra le caratteristiche generali del progetto per la realizzazione di un impianto microidroelettrico in agro del Comune di Trecchina (Pz). Come è noto le briglie degli alvei montani hanno lo scopo di ridurre fenomeni erosivi e stabilizzare le pendenze d alveo attraverso salti che svolgono la funzione anche di dissipatori di energia. L opera si inserisce su una briglia preesistente sfruttando il salto della briglia stessa ed offrendo un sistema di dissipazione artificiale alternativo e di maggiore efficienza. L'impianto micro-idroelettrico ad acqua fluente è una costruzione molto semplice che preleva acqua da un corso idrico successivamente convogliata mediante una condotta forzata ad una turbine per produrre energia elettrica. Negli impianti ad acqua fluente la turbina produce con modi e tempi dipendenti dalla disponibilità nel corso d acqua. Quando il corso d acqua è in magra e la portata scende al di sotto del 10-20% del valore di progetto della turbina installata sull impianto - la produzione di energia cessa. Le opere principali che costituiscono un impianto ad acqua fluente per la produzione di energia elettrica sono: 1. L opera di presa per il prelievo delle acque; 2. L'impianto di produzione ove sono ubicate le macchine elettromeccaniche atte alla produzione. Nella Figura 1, sotto riportata, si individua il posizionamento su cartografia IGM dell'impianto idroelettrico in progetto. L opera di derivazione costituita da un canale grigliato è posta a ridosso di una briglia esistente, le acque così prelevate confluiscono all interno di un canale di raccordo collegato mediante uno stramazzo alla vasca di carico da cui parte il sistema di trasporto, tramite apposita condotta fino al locale interrato posto a valle, dove è alloggiata la turbina per la produzione di energia. L impianto prevede la realizzazione di un opera di derivazione collocata sul Fiume Noce ad una quota pari a circa m s.l.m., mentre il canale di scarico che reimmette le acque turbinate nell alveo ad una l acqua prossima ai m s.l.m.. L'opera di presa situata è identificata dalle seguenti coordinate LAT/LONG riferite al centro della griglia di derivazione e al punto di prelievo dell acqua, individuato all imbocco dell impianto: COORDINATE OPERE DI PRESA Riferite alla Posizione dell opera Longitudine in progetto Latidudine Tabella 1. Coordinate delle opere di presa '27.14"E 40 1'56.28"N Pag. 2 di 22

4 Area oggetto dell intervento Figura 1. Stralcio della cartografia IGM dell'area di intervento con indicazione dell area oggetto dell intervento. L opera è stata concepita per sfruttare il salto disponibile immediatamente a valle di una briglia esistente attraverso una breve derivazione che conduce le acque ad un mini-impianto di turbinaggio totalmente interrato e non invasivo evitando qualsiasi tipo di modifiche plano-altimetriche in prossimità del fiume. La briglia esistente si presenta segni di erosione e pertanto sarà ripristinata attraverso interventi di ricucitura. Nella figura seguente si riporta un planimetria esplicativa delle caratteristiche dell impianto. Lo scopo principale del progetto è la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, in totale accordo con le politiche energetiche comunitarie e definendo un nuovo modello di progettazione Pag. 3 di 22

5 ideato nel rispetto dell ambiente. Il progetto ovviamente ricade nella categoria di opere di pubblica utilità mirate alla riduzione delle emissioni di gas serra e di inquinanti in atmosfera. Nei paragrafi successivi, dopo una breve descrizione della potenzialità delle energie rinnovabili, verranno illustrate ed approfondite tutte le caratteristiche generali del progetto. L'impianto idroelettrico ad acqua fluente è una costruzione complessa. Nella presente proposta lo schema è stato oltre modo semplificato arrivando ad una proposta essenziale, totalmente interrata, priva di condotta forzata in cui l opera di presa e l opera di turbinaggio coincidono e che preleva e reimmette l acqua per un tratto brevissimo del Fiume e utilizzando una quota della risorsa idrica minima rispetto alle disponibilità idriche. Tutto allo scopo di innovare e definire una nuova politica nella creazione di impianti idroelettrici in forte contrasto con le tendenza comune di creare impianti imponenti di forte impatto ambientale. La realizzazione di piccoli impianti di questa tipologia rappresenta una strategia innovativa nella gestione delle risorse idriche che impedisce, di fatto, la realizzazione di grandi interventi di speculazione con prelievi su lunghi tratti. Figura 2. Idea progettuale posta in contrasto allo sviluppo di schemi idraulici sviluppati su lunghi percorsi. Pag. 4 di 22

6 2 DESCRIZIONE DELLO STATO DEI LUOGHI L area oggetto del presente intervento si colloca lungo l asta principale del Fiume NOCE sfruttando le preesistenze infrastrutturali per lo sviluppo delle opere. In particolare, il punto di prelievo ricade in corrispondenza di una briglia esistente in buono stato con un erosione centrale che potrà essere sistemata attraverso il presente progetto (si veda Figura 3). È importante sottolineare che la struttura non presenta effetti di sifonamento e quindi è ancora in un buon stato di conservazione, ma va sistemata prima che intervengano effetti erosivi peggiorativi. Pertanto la realizzazione della presente opera sarà realizzata immediatamente a ridosso di detta opera fornendo anche un presidio permanente sul tratto fluviale consentendo in futuro di manutenere nel tempo le opere fluviali di pertinenza dell opera di derivazione. L opera sarà realizzata mediante un piccolo canale di derivazione posto immediatamente a monte della briglia identificata da qui attraverso un breve canale in CLS sarà convogliata verso un tombino interrato in cui sarà collocata la turbina per la generazione di energia elettrica. A valle della turbina sarà predisposto un canale di restituzione interrato fino ad attivare in prossimità della zona di reimmissione dove il canale fuori terra sarà realizzato mediante piccole gabbionate. Nel seguito sono riportate alcune foto che illustrano lo stato dei luoghi. Pag. 5 di 22

7 Figura 3. Foto della briglia su cui istallare la microturbina della presente proposta. 3 CARATTERISTICHE GENERALI DELL IMPIANTO IDROELETTRICO L impianto idroelettrico prevede la realizzazione di un opera di derivazione sul FIUME NOCE a quota m s.l.m.. L opera di derivazione sarà dotata di una paratoia mobile telecontrollata per il prelievo delle portate e di un canale dissabbiatore collegato alla turbina. Il volume derivato sarà addotto fino all impianto di turbinaggio totalmente interrato e mimetizzato nel sistema ambientale attraverso un approccio progettuale innovativo in cui sono stati eliminati tutti i volumi fuori terra a ridosso del sistema Fiume. La filosofia del progetto è quella di minimizzare l impatto ambientale e definire un sistema innovativo per la generazione di energia elettrica, infatti il presente progetto utilizza una frazione del deflusso in alveo lasciando inalterate le fluttuazioni di portata naturali del corso fluviale. L impianto preleva queste portate per un breve tratto fluviale di circa 350m Pag. 6 di 22

8 minimizzando in tal modo l impatto ambientale prodotto sull ecosistema fluviale che può risentire di alterazioni protratte su un lungo tratto fluviale. Infine come già detto non comporta alterazioni delle superfici ipotizzando opere interrate a meno di una piccola casetta di servizio collocata a circa 350m di distanza dalla centrale di turbinaggio. Tale struttura è necessaria per la sistemazione degli impianti di trasformazione e per il locale di consegna e lettura per ENEL. L impianto progettato prevede la derivazione di una portata massima pari a m 3 /s, valore di portata che corrisponde alla portata Q 75, desunta dalla curva di durata, ridotta dell aliquota rilasciata per il Deflusso Minimo Vitale pari a 1,30 m 3 /s. Quest impianto è stato pensato per lavorare in condizioni di scarsa variabilità delle portate sfruttando una portata di progetto prossima alla portata di morbida e pertanto garantita in alveo per lunghi periodi di tempo. Questo consente di indirizzare la scelta dell impianto di turbinaggio che sarà realizzato su una turbina di tipo Kaplan (si veda figura seguente sulla scelta della macchina da adottare). Figura 4. Schema di funzionamento delle diverse turbine in funzione dei parametri di velocità del flusso e della prevalenza idraulica. Pag. 7 di 22

9 Il salto geodetico a disposizione, pari a circa 5 m, consente di definire un impianto ad acqua fluente che avrà una produzione variabile durante l anno in ragione delle derivazioni effettuate durante le diverse fasi dell anno e delle disponibilità idriche. Passaggio preliminare per valutare la fattibilità dell opera è la valutazione e con le caratteristiche indicate nelle seguenti tabelle in cui si è assunto un rendimento del gruppo turbina-generatore variabile con la portata defluente. Pag. 8 di 22

10 Tabella 2. Dati relativi al funzionamento dell impianto in progetto su un anno idrologico. Pag. 9 di 22

11 Sulla base delle analisi idrologiche è stato possibile simulare il regime di funzionamento dell impianto idroelettrico durante l intero anno idrologico in modo da valutarne la fattibilità economica. Nel presente caso è opportuno specificare che il carico in partenza è definito dalla quota di prelievo, mentre a valle lo scarico è influenzato dalle fluttuazioni del livello idrico durante le varie fasi dell anno. Simulando simultaneamente comportamento del sistema fluviale e dell impianto è possibile definire la produzione potenziale dell impianto durante l anno idrologico medio. Nella tabella seguente è riportata la sintesi di dette simulazioni. Prospetto Salto Geodedico [m] 5.32 Potenza Idraulica [kw] Potenza Elettrica [kw] Volume Turbinato [Mmc] Potenza Nominale [kw] Produzione Media Annuale [GWh] 0.34 Tabella 3. Caratteristiche generali dell impianto idroelettrico. L opera in base alle caratteristiche esposte rientra nella categoria di impianti di produzione da fonti rinnovabili impianto idroelettrico ad acqua fluente con una potenza tale da favorire l accesso alla tariffa omnicomprensiva. Un breve canale di scarico raccoglie le acque scaricate dai diffusori della turbina e le recapita nel Torrente medesimo. 1.1 L opera di derivazione Per favorire il continuum fluviale, si ritiene opportuno utilizzare un opera di presa a trappola, costituita da un canale posto trasversalmente all alveo al di sotto di esso e protetto da una griglia con pendenza superiore a quella del fondo alveo. L opera di presa sarà collegata ad un breve canale dissabbiatore poi successivamente alla tubazione di adduzione. Il manufatto consiste in una griglia di acciaio inox, sotto la quale è ricavato un canale trasversale di raccolta, come nelle prese a trappola di tipo classico. L acqua viene derivata attraverso la griglia, mentre i pesci e il materiale trasportato dall acqua passano sopra la griglia grazie all aumento di velocità. Pag. 10 di 22

12 La griglia risulterà chiusa per una lunghezza pari al 20% della lunghezza totale della gaveta per garantire un flusso continuo oltre la briglia presa in considerazione. Ovviamente, questo implica che per un periodo dell anno la portata che transita su questa porzione di gaveta sarà superiore al DMV, mentre per i periodi di magra una porzione di deflusso dovrà essere reimmessa attraverso una riduzione della derivazione. Quest ultima quota è indicata in Tabella 1 come quota reimmessa in alveo in telecontrollo. 3.1 Strumentazione di monitoraggio In corrispondenza dell opera di presa è prevista l installazione di un idrometro per le misurazioni di portata immediatamente a monte, in modo da garantire un migliore funzionamento dell impianto, di monitorare in continuo le portate in arrivo e valutare l effettivo rilascio d acqua in alveo. Nonostante le caratteristiche dell impianto siano tali da rendere impossibile qualsiasi prelievo nei casi in cui la portata defluente risulti inferiore alla portata di Deflusso Minimo Vitale, tale controllo consentirà di verificare se tale condizione è soddisfatta nel tempo. Il misuratore di portata sarà installato sul fondo dell alveo, per cui non visibile, e sarà costituito da un trasduttore di pressione e sensori pneumatici "a bolle", con compensazione automatica della pressione barometrica. Tale strumentazione è generalmente adottata per misurare il livello piezometrico in piezometri, vasche di sedimentazione in bottini di presa di sorgenti, alvei naturali o regolarizzati con stramazzi e briglie. Si prevede, inoltre, di installare una stazione meteopluviometrica per la misura delle precipitazioni per consentire di eseguire un analisi idrologica afflussi/deflussi utile all ottimizzazione della gestione dell impianto su medio periodo. La stazione meteo-pluviometrica sarà installata in corrispondenza dell impianto di turbinaggio. 3.2 Il rilascio del DMV Considerato che la normativa nazionale e regionale impone il rilascio di un deflusso minimo vitale in alveo, è necessario progettare e realizzare un sistema che consenta di rispettare tale prescrizione consentendo un rilascio di portata in modo sicuro e garantito nel tempo. Nel presente caso, come può evincersi dalle indicazioni riportate nella relazione idrologica, il deflusso minimo vitale è stato calcolato scegliendo il valore massimo dedotto da due differenti metodologie ed, infine, incrementandone il valore ottenuto del 20% definendo un valore di DMV pari a 1300 l/s. Per consentire il rilascio ininterrotto nel tempo di un DMV si prevede di realizzare Pag. 11 di 22

13 una fascia centrale, rispetto alla briglia in cui viene realizzato la derivazione, in cui la griglia risulterà occlusa per favorire un superamento della briglia ad un flusso pari al 20% del flusso totale in transito sulla briglia oggetto di studio. Questa scelta è stata ispirata dalle procedure suggerite in Svizzera per la realizzazione degli impianti idroelettrici, in cui si preferisce alla scelta di un DMV costante un valore variabile nel tempo e proporzionale al deflusso registrato in alveo. Inoltre, considerate le richieste della normativa italiana si è comunque previsto di rilasciare mediante regolazione della derivazione un deflusso minimo vitale pari almeno a 1300 l/s fintanto che questa portata risulti disponibile in alveo. Questo sarà possibile attraverso un sistema di telecontrollo della derivazione che consentirà di stimare il flusso in ogni istante e determinare conseguentemente la portata derivabile. Questi dati ovviamente potranno essere accessibili agli enti che fossero interessati a tali misurazioni. Nel presente caso, la ridotta lunghezza del tratto incanalato rappresenta un ulteriore elemento di garanzia per l ecosistema fluviale. Si ritiene utile fornire un elemento di analisi aggiuntivo rispetto all impatto dell opera sul comportamento idraulico-idrologico del sistema fluviale. In particolare nella figura seguente (Figura 5) vengono riportati il flusso in alveo e la portata derivata come frazione della portata defluente durante il diversi periodi dell anno. Si può notare attraverso questo grafico che l impianto in progetto effettua un prelievo contenuto in termini percentuali della portata defluente durante tutto l anno in cui il prelievo si significativamente al di sotto del 50% del deflusso disponibile. Pag. 12 di 22

14 Figura 5. Percentuale prelievi e portata in alveo in termini percentuali rispetto alla portata defluente durante le varie fasi dell anno in termini percentuali. 3.3 L opera di centrale Il flusso derivato è convogliato direttamente in un pozzetto realizzato al margine dell asta fluviale in cui è installata la microturbina. Nel posizionamento sia del canale di avvicinamento che della microcentrale si è scelto di utilizzare aree esterne alla fascia fluviale corrispondente a T=500 anni e analogamente si farà per tutta la parte elettrica legata alla trasformazione e la consegna è stata dislocata in un area esterna all area di inondazione corrispondente a T=500anni e risulterà totalmente interrata. Sulla tubazione per il collegamento alla turbina verranno installati organi di attenuazione per il colpo di ariete. Opportuni approfondimenti della struttura in c.a. sono previsti in corrispondenza dei diffusori di scarico delle turbine. La centrale è dotata di un gruppo di generazione costituito da una turbina tipo Kaplan ad asse verticale bi-regolante con le seguenti caratteristiche tecniche. Questo consente di avere una buona elasticità sulla produzione e sui rendimenti della macchina per un buon range di portate (si veda figura seguente). La turbina si compone di Girante TIPO Kaplan con pale fuse in acciaio inossidabile, lavorate di macchina e smerigliate a sagoma nel profilo palare e negli attacchi al disco, Trasduttore di vibrazione per il controllo della linea d asse della turbina (uscita 4-20 ma), Distributore della turbina, a direttrici mobili in ghisa sferoidale, atto al funzionamento in coordinamento con le pale della girante, completo di bussole, leve, bielle, anello rotante e servomeccanismo oleodinamico olio-olio. La turbina grazie al funzionamento coordinato del movimento del distributore e delle pale della girante sarà in grado di assumere la configurazione ottimale a fronte delle variazioni di salto e portata. La chiusura di emergenza sarà garantita dalla presenza di un accumulatore olio-azoto installato a bordo della centralina oleodinamica di comando. Pag. 13 di 22

15 Figura 6. Curve di rendimento caratteristiche per differenti tipologie di macchine ivi inclusa la turbina tipo kaplan (3). L'impianto di produzione è completamente interrato e pertanto gli effetti riferiti a tutti gli indicatori sopra menzionati sono da ritenersi nulli. 3.4 Il canale di restituzione Il canale è stato progettato con una sezione di tipo circolare con diametro pari a 1,4m che poi si immette in un breve tratto fuori terra in cui le arginature sono fatte in con gabbionature disposte in direzione della corrente per non provocare effetti di ostacolo alla corrente. Il canale di restituzione è pensato con un tratto di imbocco iniziale in contro pendenza per favorire la presenza di acqua all uscita della turbina in modo da avere sempre acqua in corrispondenza della turbina. Questo evita la formazione di fenomeni cavitativi. Il dettaglio dell opera è riportato negli elaborati di progetto. Esso sarà realizzato in cls per la porzione interrata mentre la porzione fuori terra sarà realizzata in gabbioni. La forma e la pendenza assegnata al canale sono state pensate con una duplice finalità: 1) garantire la presenza di acqua all uscita della turbina e 2) consentire di dissipare il carico residuo di energia presente all uscita della turbina legato all energia cinetica dell acqua. Lo studio del canale di restituzione è stato svolto con riferimento al caso in cui fosse presente a valle Pag. 14 di 22

16 del canale una portata corrispondente ad una piena ordinaria (Q 5 =40mc/s) che per le caratteristiche dell alveo transita a valle dell opera di presa con un tirante di circa 0,61m. Quest ultimo rappresenta il livello idrico di riferimento per la portata scaricata dal canale di restituzione. Simulando il comportamento idraulico della corrente all uscita della turbina assegnando il carico iniziale non dissipato pari a 1.032m è possibile simulare il comportamento idraulico del canale proposto e valutare la velocità in uscita per comprenderne gli effetti sul sistema fluviale. I calcoli sono stati svolti utilizzando il software HEC-RAS e i risultati vengono qui di seguito riportati in forma sia grafica sia tabellare. Figura 7. Planimetria descrittiva del canale in Hec-Ras. canale_scarico Plan: Plan 01 02/04/ Legend WS PF 1 Ground Bank Sta 1 Figura 8. Schema tridimensionale del canale di scarico in Hec-Ras. Pag. 15 di 22

17 Figura 9. Profilo della corrente nel canale di scarico in Hec-Ras. Figura 10. Andamento delle velocità del flusso nel canale di scarico in Hec-Ras. Come può evincersi dai risultati riportati all interno del presente paragrafo la velocità in uscita dal canale di scarico in occasione di una portata pari a mc/s si attesta sui 0.70m/s che sono molto inferiori rispetto alle velocità del Fiume Noce in questo tratto. La portata Q 5 =40mc/s che transita all interno del Fiume avrà una velocità media pari a 2,41m/s. Pertanto si ritiene che l impianto reimmetta il flusso in condizioni di equilibrio con velocità modeste rispetto al regime torrentizio del Fiume medesimo. Si consideri pure che le velocità in alveo durante le piene più rilevanti superano di gran lunga i valori di riferimento indicati nel presente paragrafo. Reach River Profile Q Total Min W.S. Crit E.G. E.G. Vel Flow Top Froude Pag. 16 di 22

18 Sta Ch El Elev W.S. Elev Slope Chnl Area Width # Chl (m3/s) (m) (m) (m) (m) (m/m) (m/s) (m2) (m) Canale Scarico 4 PF Canale Scarico 3.5 PF Canale Scarico 3 PF Canale Scarico 2.9 Culvert Canale Scarico 1 PF Tabella 4. Risultati simulazione idraulica svolta sul canale di scarico in corrispondenza di una portata pari a quella di progetto. 6.4 L'Edificio per gli impianti tecnologici Al fine di evitare di posizionare opere fuori terra all interno delle fasce fluviali di rispetto è stato ideato un sistema di dislocazione dei trasformatori e dei quadri elettrici in un locale totalmente interrato. Gli scavi necessari per la sua realizzazione prevedono alla fine dei lavori il ripristino dello stato dei luoghi circostanti. Lungo il perimetro dell'edificio per gli impianti tecnologici si provvederà a piantumare specie arboree autoctone, piante di olivo, per un miglior inserimento del manufatto nell'ambiente circostante. I muri in gabbioni metallici, muro d accompagno e canale di scarico per la reimmissione in alveo delle acque turbinate, saranno rinverditi mediante inserimento di tasche vegetative contenenti piante in vaso o talea per un miglior inserimento delle opere nel contesto ambientale di riferimento SCOMPARTO B.T. All interno dell edificio impianti tecnologici sarà collocato un quadro BT. Quadri protetti, costruiti in lamiera pressopiegata sp.20-30/10, verniciato con polveri epossidiche colore grigio RAL 7032, suddiviso in pannelli disposti sul fronte e sul retro dei vari moduli. Inoltre, all interno dello scomparto sono presenti: Gruppo di misure parametri di macchina ( Multimetro per la misura e la visualizzazione dei parametri elettrici lato gruppo (V; A; kw), etc.); Gruppo di misure utf energia prodotta; Pag. 17 di 22

19 Gruppo di misure utf energia per ausiliari di centrale; Interruttore di macchina e di interfaccia Controllo L unità di comando e controllo del gruppo è costituita da un insieme di apparecchiature tra loro interconnesse in grado di acquisire tutta una serie di parametri di campo che costituiscono i data di input per la logica di comando. Il sistema quindi elabora in accordo agli algoritmi di gestione i dati di output da inviare agli organi di comando. Le principali apparecchiature sono le seguenti: - Logica programmabile (PLC) di primaria marca composta da: - CPU adatta per applicazioni ad alto livello che richiedono elaborazioni veloci e strutture periferiche di media estensione - Alimentazione in 24Vcc con batteria tampone - Ingressi analogici 4-20mA - Ingressi digitali 24 Vcc - Uscite digitali 24 Vcc - Uscita analogica 0-10 Vcc - Interfaccia operatore a mezzo di touch screen montato a fronte quadro mediante il quale è possibile effettuare tutti i comandi necessari all avviamento e alla fermata del gruppo - Relè di comando in 24Vcc - Contattore di potenza per avviamento motori - Salvamotori per protezione motori con corrente tarabile Sistema di acquisizione Viene previsto un sistema basato su un PC installato in centrale per l acquisizione, la registrazione e la gestione dei dati caratteristici dell impianto. Il PC di centrale è collegabile, mediante un modem, ad una linea telefonica commutata attraverso la quale è possibile il collegamento di unità remote dotate di modem per la connessione remota. 4 IL CRONOPROGRAMMA DELLE DERIVAZIONI Le portate di esercizio saranno comprese tra valori compresi tra il massimo ed eventualmente anche zero nei periodi particolarmente siccitosi. Considerati i valori consistenti di deflusso minimo vitale Pag. 18 di 22

20 Q (mc/s) Relazione Tecnica Generale previsti si prevede di far funzionare l opera per l intero arco dell anno. Al fine di valutare il comportamento dell impianto e gli effetti indotti sull ecosistema fluviale dalla presenza dell impianto in progetto è stato simulato il comportamento della traversa autoderivante su un periodo di circa 5 anni. Le portate sintetiche sono state dedotte dalle registrazioni di portata continue disponibili per la stazione del Noce alle Fornaci tra il 1958 e Queste sono state adimensionalizzate e moltiplicate per il deflusso medio stimato alla sezione di chiusura secondo le indicazioni dello studio idrologico allegato al presente progetto. Sulla base di dette analisi è stato possibile ottenere il diagramma seguente a scala giornaliera in cui sono riportati i valori di portata in alveo stimati, quelli prelevati in rosso, e quelli rilasciati immediatamente a valle dell opera di presa (Figura 11) Deflusso in Alveo a monte della Briglia Prelievo Deflusso a Valle della Briglia Figura 11. Simulazione dell andamento delle portate giornaliere in alveo, di quelle prelevate e di quelle rilasciate a valle tempo (giorni) Le analisi alla scala giornaliera sono state successivamente aggregate alla scala mensile per fornire una lettura più semplice e rapida del funzionamento dell impianto che come può evincersi dai grafici seguenti comporterà una lieve alterazione dei deflussi presenti in alveo che comunque risulteranno cospicui e variabili rispecchiando le caratteristiche idrologiche proprie dell alveo fluviale. L utilità di Pag. 19 di 22

21 detto approccio sta nella possibilità di descrivere il funzionamento in differenti periodi e valutare il comportamento e l impatto dell opera sia in anni ricchi di pioggia sia in periodi meno piovosi. Pag. 20 di 22

22 Q (mc/s) Relazione Tecnica Generale Deflusso in Alveo a monte della Briglia Prelievo Deflusso a Valle della Briglia Figura 12. Simulazione dell andamento delle portate mensili in alveo, di quelle prelevate e di quelle rilasciate a valle tempo (mesi) Sulla base delle simulazioni effettuate si è giunti, dunque, alla definizione delle portate medie mensili derivabili in ragione sia delle regole di gestione adottate oltre che delle caratteristiche idrologiche dell impianto. Gennai o Febbr aio Marzo Aprile Maggi o Giug no Lugl io Agos to Settem bre Otto bre Novem bre Dicem bre Portate medie mensili simulazione periodo (mc/s) Portate medie mensili derivate (mc/s) Pag. 21 di 22

23 Portate medie mensili restituite in alveo (mc/s) Tabella 5. Cronoprogramma dei prelievi intesi come valori medi stimati su un periodo di simulazione di 5 anni. Pag. 22 di 22

24 5 BIBLIOGRAFIA Autorità di Bacino della Basilicata, piano di bacino - stralcio del bilancio idrico e del deflusso minimo vitale relazione, Autorità di Bacino della Basilicata, piano di bacino - stralcio del bilancio per il rischio idrogeologiconorme di attuazione relazione, Claps, P. & M. Fiorentino, Rapporto di sintesi per la regione Basilicata (bacini del versante ionico) VALUTAZIONE DELLE PIENE IN ITALIA, GNDCI - U.O. 1.21, Manfreda, S., L. Giuzio, V. Iacobellis, A. Sole, Guida Tecnica al Calcolo delle Portate al Colmo di Piena, (con software) Errecci Editore, pp 57, 2011 (ISBN: ). Manfreda, S., V. Iacobellis, M. Fiorentino, Appunti di Idrologia Superficiale, Aracne Editrice, pp176, 2010 (ISBN: ). Rossi, F. Dispense del corso di Idrologia, Università di Napoli, SERVIZIO IDROGRAFICO E MAREOGRAFICO NAZIONALE UFFICIO IDROGRAFICO E MAREOGRAFICO DI CATANZA, ANNALI IDROLOGICI. Sole, A., Sdao, F., Frane e Alluvioni Azioni Salvavita: Norme per l autoprotezione in caso di allarme, proidro, maggio Pag. 23 di 22

COLLOCAZIONE DELLE PARTI MENZIONATE

COLLOCAZIONE DELLE PARTI MENZIONATE COLLOCAZIONE DELLE PARTI MENZIONATE L impianto in progetto si compone dei seguenti elementi principali: -l'opera di presa -la condotta forzata; -la centrale; -l opera di restituzione; -opere accessorie.

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I dati ricavabili da suddette verifiche (tiranti, velocità, etc.) saranno comunque necessari per procedere con la fase progettuale esecutiva. INDICE 1. Premessa 1 2. Descrizione dei luoghi 1 3. Valutazione degli afflussi meteorici 3 4. Valutazione dei deflussi 6 5. Calcolo del DMV 7 6. Modifiche alle portate attese a seguito delle opere 10 1.

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