Geologia urbana. la cartografia. fondamenti geometrici della cartografia cartografia su internet NUMERO PERIODICO DI INFORMAZIONE CARTOGRAFICA

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1 la cartografia PERIODICO DI INFORMAZIONE CARTOGRAFICA NUMERO 21 Anno VII numero 21, giugno Registrazione Tribunale di Firenze n del Spedizione in A.P. - 45% art. 2 comma 20/b L. 662/96 - Firenze 1 3,50 giugno 2009 Geologia urbana fondamenti geometrici della cartografia cartografia su internet

2 La cartografia 21/2009 Periodico di informazione cartografica Rivista di LAC srl Direttore responsabile Monica Naef Editore Andrea Bonomo Editore Redazione LAC Via del Romito 11/13r Firenze tel , fax Comitato scientifico Antonio Arrighi, Istituto Geografico Militare Giorgio Bezoari, Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura e società Lucilia Gregori, Università di Perugia, Dipartimento di Scienze della Terra Giovanmaria Lechi, Politecnico di Milano, Facoltà di Ingegneria Attilio Selvini, Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura e società Comitato di referaggio Evangelos Livieratos, Aristotle University of Thessaloniki (Grecia), School of Engineering, Faculty of Rural and Surveying Engineering Carlo Monti, Politecnico di Milano, Facoltà di Ingegneria Progetto grafico e impaginazione Leonardo Mura Design leonardomura.com Fotolito LAC, Firenze Stampa La Tipografica, Firenze Rivista trimestrale. Registrazione Tribunale di Firenze n del Stampata nel mese di giugno Copyright 2009 by LAC. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte della rivista può essere riprodotta, rielaborata o diffusa senza autorizzazione scritta dell editore. Hanno collaborato: Antonio Arrighi Istituto Geografico Militare Lucilia Gregori Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Scienze della Terra; delegato regionale dell Associazione Italiana Geologia e Turismo Valentina Rossi Litografia Artistica Cartografica Con riferimento all articolo Le pietre raccontano si ringraziano per la collaborazione il prof. G. Poli e la dott. ssa B. Moroni del Dipartimento di Scienze della Terra dell Università di Perugia ed i dottori in Scienze Geologiche: A. Belpeiro, L. De Benedictis, F. Brunelli, V. Mostarda, M. Paceschi, M. Petriola che, svolgendo con entusiasmo e impegno la loro tesi di laurea triennale e/o magistrale, hanno contribuito alla produzione degli originali elaborati cartografici di Geologia Urbana. Tipografia Copertina Handel Gothic Helvetica helvetica Neue Sabon Pagine interne Georgia Downcome regular Helvetica Helvetica Neue Sabon Carta Tutte le pagine da 1 a 48 sono stampate su patinata opaca da 115 grammi Abbonamenti Abbonamento annuale (4 numeri l anno) 14,00 euro da versare a LAC Srl, via del Romito 11-13r, Firenze con causale: abbonamento La Cartografia sul c/c postale n oppure sul c/c bancario IBAN IT 30 N la Cartografia_21/09

3 Editoriale Fondamenti geometrici della cartografia Si tratta di una serie di articoli che affrontano gli aspetti geometrici che presiedono alla formazione della moderna cartografia. La prima parte, esposta nelle pagine che seguono, è dedicata all introduzione della problematica indicata; in essa si espongono sinteticamente gli argomenti relativi alle superfici di riferimento, alle proiezioni cartografiche e ai sistemi di riferimento locali e globali. Nelle parti successive, pubblicate in altri numeri della rivista, vengono discusse in maniera più approfondita le questioni inerenti i sistemi di coordinate e le relative trasformazioni e conversioni, le superfici di riferimento locali e globali e le relazioni che le legano ed infine il significato di proiezione cartografica e le distorsioni che comporta, nonché le proprietà, la classificazione, la progettazione nell ambito delle rappresentazioni cartografiche. Antonio Arrighi Cartografia sul web La pubblicazione della cartografia su internet presenta notevoli vantaggi, come quello di raggiungere un numero illimitato di utenti e di mettere a disposizione dei medesimi un gran numero di informazioni che possono essere aggiornate continuamente. L.A.C. opera da anni in questo settore ed ha recentemente realizzato per il web la cartografia della provincia di Savona. Valentina Rossi le pietre raccontano Le pietre con cui è costruita una città raccontano le caratteristiche geologicogeomorfologiche del suo territorio. La cartografia di Geologia Urbana è uno strumento originale per divulgare queste informazioni che rivestono un valore storico, archeologico e monumentale e possono arricchire di una nuova chiave di lettura la visita del turista o sorprendere il cittadino. Lucilla Gregori

4 Editoriale Cultura della cartografia testo_ Andrea Bonomo Questo numero 21 caratterizza bene la nostra rivista all inizio della sua terza decade e introduce a quella che sarà più o meno la sua struttura tipica nelle uscite successive. Lo apriamo con un argomento di carattere tecnico-culturale che tratteremo a puntate : i fondamenti geometrici della cartografia. Esposto in maniera schematica ma rigorosa, suggeriamo questo tema per un utile ripasso delle basi della nostra disciplina. Nelle uscite successive completeremo l argomento. La sezione tecnico-culturale ha un taglio volutamente più scolastico delle altre parti della rivista, perché si pone l obiettivo di fornire una trattazione il più possibile completa di argomenti fondamentali per diffondere la cultura della cartografia. Le altre sezioni della rivista sono quella divulgativa e quella scientifica. In questo numero, la prima è dedicata a un argomento molto attuale: la cartografia sul web. Portando ad esempio la carta della provincia di Savona realizzata recentemente da L.A.C., vengono illustrate le caratteristiche di questo tipo di prodotto e soprattutto le sue grandi potenzialità che stanno portando molti enti pubblici e territoriali a dotarsi di tale strumento. Questa sezione ospiterà spesso articoli che illustrano lavori cartografici di particolare interesse o con caratteristiche peculiari. E possiamo già anticipare che nel numero di settembre stupiremo i lettori svelando l esistenza di un patrimonio unico nel suo genere. Infine, ma proprio non per importanza, troviamo un lungo articolo che ci accompagna lungo le vie del centro di Perugia, alla scoperta della geologia urbana. Risultato di un lavoro di ricerca svolto dall Università di Perugia, la cartografia di Geologia Urbana vuole divulgare contenuti di carattere scientifico in ambito turistico ed è rivolta ad un pubblico di livello culturale medio-alto interessato a un informazione di maggiore spessore culturale e alla fruizione dell ambiente urbano in un modo forse un po inconsueto, ma decisamente più affascinante e consapevole. In conclusione, possiamo dire che con questo numero vogliamo stuzzicare la curiosità, rafforzare le basi della conoscenza, offrire stimoli per sfruttare a pieno le possibilità che la tecnologia ci mette oggi a disposizione. Vogliamo rendere i nostri lettori consapevoli delle risorse che una carta può rappresentare anche fuori dai filoni classici della cartografia tematica perché questo possa contribuire a creare e mantenere la tanto da noi (e non solo da noi) auspicata cultura della cartografia. 4 la Cartografia_21/09

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6 Fondamenti geometrici della cartografia 1 a parte testo_ Antonio Arrighi Si tratta di una serie di articoli che affrontano gli aspetti geometrici che presiedono alla formazione della moderna cartografia. La prima parte, esposta nelle pagine che seguono, è dedicata all introduzione della problematica indicata; in essa si espongono sinteticamente gli argomenti relativi alle superfici di riferimento, alle proiezioni cartografiche e ai sistemi di riferimento locali e globali. Nelle parti successive, pubblicate nei prossimi numeri della rivista, vengono discusse in maniera più approfondita le questioni inerenti i sistemi di coordinate e le relative trasformazioni e conversioni, le superfici di riferimento locali e globali e le relazioni che le legano ed infine il significato di proiezione cartografica e le distorsioni che comporta, nonché le proprietà, la classificazione, la progettazione nell ambito delle rappresentazioni cartografiche. 6 la Cartografia_21/09 la Cartografia_10 6

7 Premessa Nel procedimento di rappresentazione cartografica della Terra si fa ricorso alla sfera o all ellissoide. Si tratta di due superfici di riferimento curve che vengono trasformate nel piano della carta per mezzo di una proiezione cartografica. Inoltre, poiché una carta topografica è una rappresentazione a piccola scala della superficie della Terra, si applica alle citate superfici anche una riduzione di scala. Schema del procedimento di rappresentazione cartografica della Terra. La terra Scelta superficie di riferimento Sfera Un mezzo della Protezione Civile. Ellissoide Proiezione sul piano cartografico Riduzione di scala Rappresentazione cartografica 7

8 Sezione trasversale dell ellissoide, che rappresenta una forma geometrica della Terra, con l indicazione dei semi-assi maggiore e minore. Superfici di riferimento Quindi, in cartografia si usano differenti superfici di riferimento indicate anche come forme della Terra. Tali superfici sono contraddistinte da un carattere geometrico o matematico (ellissoide o sfera = riferimento planimetrico) per fissare la posizione in piano dei punti caratteristici della superficie terrestre, o da un carattere fisico (geoide = riferimento altimetrico = superficie equipotenziale) per fissare la posizione in quota dei medesimi punti di interesse. Da notare che l ellissoide viene impiegato per la realizzazione di cartografia a grande scala, mentre la sfera è il riferimento geometrico utilizzato per la cartografia a piccola scala. Tra gli ellissoidi più comunemente usati si possono ricordare quello Internazionale (noto anche come ellissoide di Hayford) e quelli di Krasovsky, di Bessel e di Clarke Per georeferenziare i particolari del terreno in maniera accurata, l ellissoide prescelto deve adattarsi adeguatamente all area di interesse, ovvero occorre che la rappresenti con elevata approssimazione o, in altre parole, sia molto simile al vero. Se tale condizione è soddisfatta vuol dire che si è stabilito un datum orizzontale (o geodetico), che è un ellissoide posizionato e orientato in modo tale da corrispondere geometricamente al meglio con l area o con il territorio da cartografare. Da notare che, sull intero globo terrestre, sono stati definiti centinaia di datum orizzontali locali. Per stabilire le quote scritte sulle carte topografiche si usa invece un datum verticale. Il punto di partenza da cui misurare queste quote è il Livello Medio del Mare (LMM) stabilito in un ben preciso punto della costa. A partire da questo punto è possibile misurare le quote dei punti della superficie della Terra applicando tecniche di livellazione. Polo a Semi-asse maggiore b Semi-asse minore Piano equatoriale 8 la Cartografia_21/09

9 Datum Verticale Schema della livellazione geometrica. Proiezioni cartografiche Per produrre una carta topografica, la superficie curva di riferimento della Terra, approssimata da un ellissoide o da una sfera, viene trasformata nel piano della carta per mezzo di una proiezione cartografica. In altre parole, ogni punto sulla superficie di riferimento della Terra di coordinate geografiche (φ, λ) viene trasformato in una coppia di coordinate cartesiane (x, y) che ne rappresentano la posizione sul piano della carta. Le proiezioni cartografiche ideate sono diverse centinaia, tuttavia quelle realmente impiegate sono un numero assai più contenuto. Le più comunemente usate sono: Mercatore Trasversa Universale (UTM) Mercatore Trasversa [TM, nota anche come Gauss-Kruger o Gauss-Boaga (in Italia)] Policonica Conica Conforme di Lambert Stereografica Polo Greenwich Y P (x, y) P (λ, φ) X φ λ Equatore Le proiezioni cartografiche sono comunemente classificate in base alla Superficie di riferimento (ellissoide) e piano di superficie geometrica da cui sono proiezione. derivate, ovvero: piano, cilindro o cono. Le corrispondenti classi di appartenenza sono rispettivamente azimutale, cilindrica o conica. 9

10 Inquadramento della cartografia italiana. Azimutale Cilindrica Conica Le tre classi di proiezioni cartografiche. Inoltre, le proiezioni cartografiche sono spesso descritte per mezzo delle loro proprietà: di equivalenza, di equidistanza di conformità. In base a queste caratteristiche si può osservare che: a) una proiezione conforme rappresenta correttamente angoli e forme, b) una proiezione equivalente rappresenta correttamente le aree, c) una proiezione equidistante rappresenta correttamente le distanze soltanto lungo alcune direzioni. Sistema di riferimento locale Molte nazioni hanno definito un sistema di riferimento locale. Si parla di sistema di riferimento locale quando, oltre alle prescelte superficie di riferimento (datum orizzontale) e proiezione cartografica, risultano definiti localmente l origine e gli assi del sistema di coordinate cartografiche. In effetti, è più appropriato parlare di sistema geodetico-cartografico locale che risulta definito dal datum orizzontale, dal suo orientamento, dalla sua realizzazione, dalle formule di trasformazione da superficie di riferimento a superficie cartografica e dall origine ed orientamento del sistema di coordinate cartografiche. In Italia il sistema di riferimento geodetico-cartografico locale denominato Roma40 è definito da: < Ellissoide internazionale (Hayford) orientamento Roma Monte Mario (definizione astronomica 1940) º º º ϕ = ,51 λ = 0 ( ,4 est da Greenwich) α = ,88 (azimut su Monte Soratte) < Realizzazione rete di triangolazione fondamentale dell Istituto Geografico Militare < Rappresentazione cartografica conforme di Gauss due fusi (Ovest e Est, ampiezza 6, fattore di scala m 0 = 0,9996 Origine coordinate punto di incontro tra equatore e meridiano centrale di ciascun fuso Coordinate origini Fuso Ovest (E= 1500 km, N= 0); Fuso Est (E= 2520km, N= 0) 10 la Cartografia_21/09

11 ROMA M. MARIO MERIDIANO CENTRALE FALSA ORIG km MERIDIANO CENTRALE FALSA ORIG km FUSO OVEST FUSO EST LONGITUDINI EST DA GREENWICH Zona di estensione del reticolato (Fonte: BG-IGM Formulario 2008) 11

12 Sistema di riferimento WGS84. Sistema di riferimento globale Occorre comunque osservare che i sistemi di riferimento globali, per misurare la Terra nel suo insieme con l impiego dei satelliti artificiali, rappresentano ormai una realtà consolidata. A questo proposito, con il GPS si è giunti alla definizione del WGS84 che è un sistema con le seguenti caratteristiche: è costituito da una terna cartesiana destrorsa; l origine degli assi coincide con il centro di massa terrestre; l asse Z è diretto verso il Polo Nord terrestre convenzionale (CTP); l asse X è definito dall intersezione fra il piano meridiano di Greenwich e il piano equatoriale associato al CTP; la terna cartesiana è solidale alla Terra. Al sistema WGS84 è associato un ellissoide biassiale, geocentrico ed equipotenziale del campo normale della gravità, denominato anch esso WGS84. Esso è definito da un parametro metrico (semi-asse maggiore) e tre parametri non metrici (costante gravitazionale, velocità di rotazione angolare, coefficiente gravitazionale). Z WGS84 cmt O WGS84 X WGS84 Y WGS84 (Fonte: Maseroli 2009) 12 la Cartografia_21/09

13 Meridiano zero Z WGS84 CTP Centro di massa della Terra O WGS84 Y WGS84 X WGS84 (Fonte: Maseroli 2009) La realizzazione globale del WGS84 è rappresentata dalla rete di stazioni permanenti gestite dal DoD (Dipartimento della Difesa ) USA collegate alla costellazione di satelliti GPS. La realizzazione europea è invece rappresentata dalla rete EUREF89 = ETRF89, mentre la realizzazione italiana è costituita dalla rete IGM95. Al sistema WGS84 è possibile associare, naturalmente, una rappresentazione cartografica: ad esempio, in Italia, l IGM è stato il primo ad attuare la rappresentazione UTM con inquadramento WGS84 denominata UTM-ETRF89. Per fornire supporto adeguato alla tecnologia GPS in tempo reale (RTK), dall inizio del 2009 è istituito in Italia, dall IGM, il sistema geodetico-cartografico definito da: < Sistema di riferimento geodetico europeo 1989 (ETRS89): realizzazione ETRF2000(2008.0); ellissoide geocentrico associato GRS80; < Rappresentazione cartografica conforme di Mercatore trasversa (TM). Bibliografia Sur a c e L.,: La georeferenziazione delle informazioni territoriali, I.G.M. - Bollettino di Geodesia e S.A., 1998 ITC, Internal notes on Geometric Cartography, vari anni Mas e r o l i R., La Rete Dinamica Nazionale RDN ed il nuovo Sistema di Riferimento italiano ETRF2000(2008.0), Conferenza interna I.G.M., 2009 Ellissoide associato al sistema WGS84. 13

14 Cartografia sul web testo_ Valentina Rossi La pubblicazione della cartografia su internet presenta notevoli vantaggi, come quello di raggiungere un numero illimitato di utenti e di mettere a disposizione dei medesimi un gran numero di informazioni che possono essere aggiornate continuamente. L.A.C. opera da anni in questo settore ed ha recentemente realizzato per il web la cartografia della provincia di Savona. S i chiama cartografia multifunzionale la cartografia che non è fatta solo per la tradizionale stampa su carta, ma anche, e soprattutto, per la pubblicazione su internet. Se ne stanno dotando i portali degli enti pubblici e territoriali che raggiungono grazie ad essa un pubblico molto più numeroso ed eterogeneo di quello a cui si rivolge la classica cartina turistica o stradale, e che possono tenere aggiornate le informazioni in tempo reale segnalando nuovi progetti o sviluppi. Per quanto la buona vecchia cartadi-carta (o di altro supermateriale antipioggia/antistrappo) conservi per noi un fascino insuperabile, quell essenza meravigliosamente materiale ma al tempo stesso evocativa che emana quando occhieggia dalla piega sullo scaffale, volete mettere la comodità di trovare tutto direttamente sul computer? E la facilità e il risparmio che ci sono nell aggiornare le informazioni, per chi quelle informazioni le vuole rendere note? Ebbene sia, dunque, largo alle carte (anche) sul web. Di cartografia multifunzionale ci siamo già occupati circa tre anni fa, quando L.A.C. cominciò a produrla; il primo progetto fu la carta turisticoculturale della Regione Veneto (cfr. La cartografia n. 11, settembre 2006). L ultimo prodotto realizzato è la carta della provincia di Savona che prendiamo ad esempio in questo articolo per illustrare le caratteristiche delle più recenti realizzazioni cartografiche per il web. 14 la Cartografia_21/09

15 Versatile e interattiva La base cartografica consiste in una carta stradale, sulla quale sono stati inseriti i tematismi concordati con il committente (nel caso di Savona, di natura turistico-culturale). Ma trattandosi di una carta da consultare via Internet, l aspetto tecnicamente più importante è costituito dal motore che consente di interrogare la carta e di estrarre una miriade di informazioni come illustrato di seguito. L evidente vantaggio di questo tipo di cartografia è che essa rende disponibili on line migliaia di informazioni relative agli oggetti di interesse ed è di facile navigazione per l utente. Le potenzialità delle carte multifunzionali sono notevoli: rappresentano infatti la soluzione ideale per i soggetti che desiderano mettere a disposizione di un numero illimitato di utenti una rappresentazione cartografica di alto pregio che contenga migliaia di informazioni interrogabili singolarmente, via web. L operazione di pubblicazione sul web della cartografia multifunzionale renderà la stessa visibile ed accessibile ad un largo numero di utenti; permettono di seguire in tempo reale lo sviluppo, il completamento e gli aggiornamenti dei vari progetti ad essa collegati (carte regionali, provinciali e piante di città); permettono alle aziende che aderiscono al nostro programma di advertising di essere presenti in tempo reale. Le informazioni pubblicate sul web potranno difatti essere fruibili immediatamente, in quanto questa forma di pubblicazione elimina le difficoltà e i tempi tecnici necessari agli aggiornamenti della banca dati distribuita via software. Le stesse aziende possono stipulare un contratto di assistenza per l aggiornamento delle informazioni pubblicate. Tramite un account di accesso a un area riservata, l utente (azienda privata o ente pubblico) potrà modificare a suo piacimento sia le informazioni testuali sia le eventuali immagini presenti nel proprio spazio. Il web GIS costituisce quindi lo strumento più adatto e funzionale per enti pubblici come regioni o province che desiderano pubblicare nel loro portale informazioni cartografiche, territoriali e alfanumeriche, relative ad esempio al loro patrimonio artistico, culturale e ambientale. La cartografia realizzata per la Provincia di Savona si può consultare all indirizzo savona2/ Importanti novità Questa nuova versione web, rispetto alla precedente, presenta alcune novità importanti: una nuova interfaccia grafica personalizzabile con banner animati; una nuova legenda divisa per cartelle e sottocartelle; la possibilità di editing delle entità interrogabili da parte dell utente, tramite database. Con questa nuova versione, sono stati realizzati i seguenti progetti web: Committente indirizzo web descrizione Provincia di Firenze Cartografia della Viabilità della provincia di Firenze Comune di Firenze Cartografia della Mobilità Ciclistica del Comune di Firenze Appennino Turismo Cartografia Cicloescursionistica dell Appennino Umbro-marchigiano Comune di Montegrotto Portale cartografico turistico Provincia di Ravenna Portale cartografico turistico Regione Calabria Portale cartografico turistico 15

16 Descrizione del prodotto Grazie al motore Open Source Mapserver (web GIS), è infatti possibile navigare e interrogare la cartografia direttamente via web. È possibile rappresentare tematismi appartenenti a innumerevoli categorie, come beni culturali e beni ambientali, rete stradale, sentieristica, esercizi commerciali. Infatti con questo prodotto è possibile: 1. rappresentare on line mappe cartografiche complete di rete stradale, aree abitate, idrografia, parchi naturali e con una rappresentazione realistica della morfologia del territorio; 2. personalizzare la mappa con l integrazione di oggetti specifici dell ente: uffici, parcheggi, scuole, beni culturali e ambientali ecc ; 3. usare le funzioni di Zoom In, Zoom Out, Pan, Interrogazione; 4. visualizzare tabelle informative relative alla cartografia visualizzata: con un semplice click del mouse è possibile richiamare le informazioni alfanumeriche associate all oggetto selezionato; 5. scegliere le categorie di proprio interesse: è possibile gestire la lista delle tipologie di oggetti rappresentati e conseguentemente scegliere una o più categorie da visualizzare e interrogare; 6. effettuare ricerche alfanumeriche per ottenere informazioni dettagliate sugli oggetti rappresentati. Principali caratteristiche L interfaccia standard sarà come nell immagine qui accanto. 16 la Cartografia_21/09

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18 Naturalmente l interfaccia verrà personalizzata a seconda delle esigenze del cliente. In particolare vediamo di seguito quali sono queste possibili personalizzazioni: è possibile cambiare l intestazione della pagina (all interno del rettangolo celeste della Fig. 1); è possibile inserire dei loghi e delle immagini animate (all interno del rettangolo rosso della Fig. 1); è possibile, attraverso il bottone (all interno del rettangolo arancione Figura 1 della Fig. 1) aprire una pagina internet prescelta. Inoltre è possibile prevedere una serie di tasti funzione (rettangolo rosa della Fig. 1): al click sul tasto CREDITS si aprirà un Pop Up contenente le informazioni sui curatori del progetto; al click sul tasto SENTIERI IN GPX si aprirà un Pop Up in cui sarà possibile scaricare i tracciati dei sentieri in carta e al click sul link; al click sul tasto HELP si aprirà un Pop Up contenente la guida online dell applicazione. Accanto a questi tasti o alternativamente ad essi, si potranno inserire uno o più tasti di Informazioni scelti dal cliente. Principali funzionalità 1. Legenda La legenda (che compare nella colonna di sinistra) è personalizzabile in base alle entità da inserire. Si presenteraà ad esempio divisa in poche cartelle, all interno delle quali si trovano tutti i livelli relativi a quel gruppo. 18 la Cartografia_21/09

19 Ogni tematismo verrà rappresentato con un simbolo (puntuale, lineare o areale). Selezionando o deselezionando il check a fianco di ogni tematismo, si attiva o disattiva la visualizzazione del simbolo sulla carta. Inoltre è possibile aprire e chiudere la legenda tramite un bottone. 2. Interrogazione della mappa Tramite il pulsante di interrogazione è possibile visualizzare le informazioni relative ad un oggetto presente sulla mappa. L interrogazione può avvenire o selezionando con un click un elemento o disegnando un rettangolo sulla mappa. Nel primo caso si otterranno risultati relativi all oggetto selezionato mentre nel secondo verranno visualizzate le informazioni relative a tutti gli oggetti contenuti nel rettangolo. Per poter essere interrogato, un oggetto dovrà essere attivo e visibile, quindi il check presente nel pannello dei livelli dovrà essere attivo. I risultati dell interrogazione saranno organizzati per gruppi nella colonna stessa della legenda. Ad esempio attivando il livello chiese si otterranno le 19

20 informazioni relative al simbolo interrogato (quale nome, città ecc..). Queste informazioni potranno essere scelte dal cliente. È possibile poi visualizzare in carta l elemento cercato cliccando sull icona 3. Ricerca Tramite questo pulsante si può effettuare una ricerca testuale. I risultati di questa ricerca verranno visualizzati nella colonna di sinistra. Inserendo ad esempio una stringa di testo, nella casella di testo, premendo successivamente il tasto invio o cliccando con il mouse sul bottone Ricerca!, verranno visualizzati nel pannello dei risultati tutte quelle entità che contengono all interno del proprio nome il termine cercato. È possibile poi visualizzare in carta l elemento cercato cliccando su questa icona. Anche in questo caso i risultati saranno organizzati per gruppi e verrà anche indicato il numero di corrispondenze trovate che contengono quel termine. 4. Stampa Si può stampare la porzione di cartografia visualizzata tramite l apposito pulsante. È possibile scegliere il formato di stampa del file tra: jpg, gif, png, pdf, geotiff. 5. Collegamento alla vista Questo pulsante consente di inviare una con la vista visualizzata inserendo l indirizzo del destinatario. 6. Editing dei dati Al cliente verranno forniti i dati per collegarsi e aprire tramite browser il Database di Amministrazione. Da questo database sarà possibile da parte del cliente, in tempo reale, editare e quindi modificare e aggiornare le informazione in esso contenute che sono pubblicate sul web. Tramite l inserimento di Utente e Password si accede al Database di Amministrazione; nella sezione Edit è possibile modificare i dati relativi alle entità interrogabili in cartografia come si vede a pag. 21. I risultati dell interrogazione si presenteranno come link. Al click sul link verrano visualizzate le informazione alfanumeriche (nelle varie lingue), il corredo fotografico relative all entità selezionata, ulteriori link di riferimento. Inoltre è possiblie stampare direttamente il Pop Up tramite il tasto ottenendo una pagina con all interno un logo prescelto. 20 la Cartografia_21/09

21 Caratteristiche tecniche Il prodotto è stato sviluppato utilizzando esclusivamente applicativi Open Source. Il pacchetto funziona infatti grazie ai seguenti applicativi: Web server Apache (release 1.3.x) ; PHP (release 4.4.2); MapServer e MapScript (release 4.8); L utilizzo di applicativi open source garantisce inoltre l immediata reperibilità di aggiornamenti e migliorie e la costante evoluzione del prodotto stesso. Il prodotto funziona sui sistemi operativi della famiglia Microsoft e sulle principali distribuzioni Linux. L installzione e configurazione standard, anche in ambiente Microsoft, si basa su web server Apache (rendendo possibile l impiego dei sistemi non server Windows) ma è anche possibile optare per un motore IIS. È fondamentale ricordare che nelle versioni di Windows 2000 e XP professional, qualora venga utilizzato IIS come web server, è presente la limitazione di 10 connessioni contemporanee. 21

22 Le pietre raccontano testo_ Lucilia Gregori Le pietre con cui è costruita una città raccontano le caratteristiche geologico-geomorfologiche del suo territorio. La cartografia di Geologia Urbana è uno strumento originale per divulgare queste informazioni che rivestono un valore storico, archeologico e monumentale e possono arricchire di una nuova chiave di lettura la visita del turista o sorprendere il cittadino. U n turista che voglia recarsi a visitare la città di Perugia parcheggia la sua auto in corrispondenza delle strade più prossime al centro storico e allinea il suo mezzo alle antiche mura cittadine, guardandosi intorno, per evitare di contravvenire ad eventuali regole o divieti locali, quindi si avvia, guida turistica alla mano, alla scoperta dei monumenti dell acropoli perugina. La Fontana Maggiore, l Arco Etrusco o la Rocca Paolina sono luoghi simbolo della città cliccabili anche in rete; sono pertanto facilmente scaricabili tutte le informazioni tradizionali, basate su contenuti storici, archeologici o architettonici (Fig. 1). Ma il turista è, in genere, geologicamente distratto, non avvezzo, ovviamente, a questo tipo di contenuti scientifici ed è inconsapevole di essersi fermato a ridosso delle mura esterne della 22 la Cartografia_21/09

23 città che fonda il suo nucleo storico sopra un basamento litoide le cui rocce costituiscono un insolito affioramento urbano di depositi clastici: sassi che sono però la memoria storica della città (Gre g o r i, 2006). Le mura urbiche perugine, infatti, sia quelle interne etrusche, sia quelle più esterne medioevali, sono appoggiate, con fondazione diretta, sui depositi di origine fluvio-deltizia del paleo- Tevere e quindi sulla parte più alta di un grande apparato deltizio d epoca plio-pleistocenica (Fig. 2; Cat t u t o & Gr e g o r i, 1988). Notizia di valore scientifico e culturale, non nota né comunicata, ma che andrebbe colta e trasmessa all interno delle usuali gite turistiche nella città. Fig. 2 I depositi conglomeratici che rappresentano la parte sommitale (top-set) dell apparato deltizio del paleo-tevere visibili presso la Porta Sperandio. Un motivo di Geologia Urbana in città secondo cui è possibile rilevare che le mura medioevali in arenaria sono fondate sopra i banchi di rocce clastiche (foto L. Gregori). Fig. 1 Perugia appare come la città del Travertino in un immagine suggestiva ed emblematica. I palazzi che accompagnano una passeggiata lungo Corso Vannucci 1 sono realizzati quasi totalmente in travertino che contrasta cromaticamente con l uniformità della pavimentazione in Macigno (arenaria) (foto L. Gregori). Questa insolita attenzione al substrato geologico in città, ai materiali da costruzione del tessuto urbano vecchio e nuovo, può attivare nuove implicazioni turistiche che emergono da un approccio non tradizionale, sotto il profilo geologico, all edificato urbano: questa è la Geologia Urbana. Geologia Urbana La geologia urbana è una nuova disciplina o un orientamento culturale che prende il via, in modo significativo, dal progetto Le pietre di Bologna, realizzato dal Comune di Bologna (Università degli Studi di Bologna - Regione Emilia Romagna; AA.VV., 2003) che ha messo a punto un importante documento cartografico. 23

24 Fig. 3 Rappresentazione della cartografia di Geologia Urbana della città di Perugia (Modanesi, Gregori & Poli, 2008). Tale disciplina mira a divulgare i contenuti di carattere scientifico, rivolti ad un target turistico culturalmente medio-alto, attento e motivato al punto di recepire un informazione turistica di maggiore spessore culturale ed alla fruizione dell ambiente urbano in modo inconsueto, ma decisamente più interessante e vincente sotto l aspetto di una frequentazione più consapevole dei luoghi urbani. La definizione di Geologia Urbana di Wikipedia recita: La Geologia Urbana si occupa dello studio dei sistemi urbani e della attendibile modellizzazione del sottosuolo sulla quale sorgono. È una branca della geologia ancora in fase di sviluppo soprattutto dal punto di vista metodologico. Si avvale, oltre che delle metodiche proprie della geologia di superficie e del sottosuolo, di un approccio interdisciplinare che tenga nel debito conto i dati storici, geoarcheologici, geoambientali, archeosismologici, ecc. [ ]. 2 Il nuovo orientamento culturale di Geologia e Turismo, però, amplia il concetto e inserisce nella visione interdisciplinare il contributo della geologia e della geomorfologia, finalizzato alla comunicazione e divulgazione dei contenuti delle scienze della terra, riconoscibili nelle città. La cartografia derivata, quindi, reca informazioni di carattere storico, archeologico e monumentale come è giusto che sia in una carta turistica, ma si arricchisce della spiegazione delle rocce dei monumenti, li definisce nel loro insieme e poi per zoomate successive arriva al particolare, alla pietra messa in opera e alla roccia, fino alla sezione sottile che esplora e comunica la visione microscopica delle pietre cittadine. Si passa, quindi, dall acquisizione degli elementi dell edificato a grande scala fino al dettaglio microscopico che descrive i fossili o minerali, non distinguibili a occhio nudo e presenti nella roccia. Il documento (cartaceo e/o digitale) comprende anche informazioni che permettono di contestualizzare monumenti e città nel territorio in cui il sito urbano è edificato, descrivendo l evoluzione ambientale dell area, prima che gli uomini la eleggessero a fissa dimora. La ricostruzione di scenari paleoambientali (Cat t u t o et alii, 1992) consente di fornire una conoscenza geologica del passato dei luoghi, ma anche di trasmettere un paesaggio emozionale che emerge dalle manifestazioni artistiche, dalla cultura, dalle tradizioni, ecc. Nasce così a Perugia il Progetto Cartografico di Geologia Urbana 3 che viene realizzato nell ambito di una collaborazione tra l Università degli Studi di Perugia e la Regione Umbria. La cartografia di Geologia Urbana, nel caso dell Umbria, interesserà tutto il territorio regionale relativamente ai principali centri storici delle città umbre. Sono state finora elaborate le cartografie riguardanti i siti urbani di Perugia (Fig. 3), Spello, Città di Castello e Spoleto. Il prodotto elaborato è risultato di grande valore nell ambito della comunicazione dei contenuti geologici e geomorfologici e quindi la cartografia, oltre alla restituzione planimetrica dei litotipi, mostra informazioni disciplinari diverse, acquisisce contenuti di carattere non solo scientifico, ma implicazioni culturali che raccontano la storia di una città. Le carte storiche, le stampe antiche, le vecchie cartoline, la descrizione delle manifestazioni locali recano un ulteriore bagaglio culturale, proprio e originale di ogni città. 24 la Cartografia_21/09

25 Perugia: la città del Travertino Ripartendo da quel viaggiatore un po distratto ai particolari geologici, che parcheggia lungo le mura di Perugia, ci si trova presso il Cassero di Porta Sant Angelo, una delle porte di accesso alla città e dalla quale parte la linea delle mura medioevali. Oltre il Cassero, uscendo appena fuori della Porta Sperandio, percorrendo una strada che scende verso Ponte Rio e che prosegue lungo una vicinale sterrata, appena sotto la città (via Sperandio a 200 metri a piedi dal Cassero), è possibile rilevare l affioramento di potenti banconi conglomeratici e depositi sabbiosi con tracce di stratificazione e strutture sedimentarie da corrente trattiva che fanno parte del top-set di quel delta che il paleo-tevere edificava in quest area quando, nel Pliocene, sfociava nel lago Tiberino (Fig. 2; Cat t u t o & Gr e g o r i, 1988). Questa informazione geomorfologica e paleogeografica fa parte della storia della città che è stata costruita dai primi abitanti su questa paleo-superficie, ingombra di ciottoli anche grossolani, topograficamente rilevata e pertanto in grado di assicurare un ottima posizione anche sotto il profilo strategico (Fig. 4). Fig. 4 Le mura etrusche, realizzate con blocchi squadrati di travertino, cingono l acropoli perugina (foto L. Gregori). Fig. 5 Una pianta della città di Perugia del (Cassano, 1990) ed una foto aerea della Regione Umbria del a confronto. (continua...) 25

26 ( continua da pagina precedente) La planimetria a stella è il risultato dell erosione regressiva operata dai corsi d acqua che, dal Pleistocene mediosuperiore Etna: hanno frattura gradualmente eruttiva del aggredito 1879 lungo il rilievo Rift deltizio, dopo la sua emersione dal Lago Tiberino a causa dell attività tettonica pleistocenica, contribuendo all instabilità di nord-est. del colle (Cattuto & Gregori, 1988). L erosione di testata e lineare del F.so Bulagaio/F.so Rio sono già leggibili nella cartografia storica, ma meglio definite e molto più estese nella foto aerea recente, dove è evidente che il fenomeno ha rimodellato, condizionandola, la planimetria della città. Fig. 6 La linea delle mura medioevali lungo la strada di via Fuori le Mura. Formazioni della Serie Umbro-Marchigiana (AA.VV., 1994) e quindi conoscere un po più da vicino la storia delle vicende geologiche che hanno interessato il territorio umbro. Il Cassero di Porta S. Angelo presenta una curiosa stratigrafia verticale di litotipi diversi, una base con contrafforti in travertino cui segue la Marnoso-Arenacea, quindi conci di Scaglia Bianca e Rossa, mentre la struttura chiude verso l alto con uno spessore importante realizzato in laterizio, frutto di un rifacimento abbastanza recente, sempre in laterizio anche i merli rifiniti in travertino (Fig. 7b). Tale zonazione litologica rispecchia non solo un uso di diversi materiali, Dal Cassero, si snodano le mura esterne medioevali (Fig. 6) realizzate prevalentemente in roccia arenacea appartenente alla Formazione della Marnoso-Arenacea, Macigno e/o Arenaria del Trasimeno (AA.VV., 1994). La struttura vede alternansi conci in arenaria a blocchi squadrati di Scaglia Bianca, Scaglia Rossa e travertino con livelli o riempimenti di laterizio che testimoniano successive e reiterate manutenzioni del manufatto. Va detto che il riconoscimento dei caratteri litologici dei monumenti nel rilevamento geologico in città è ovviante affidato al rilevamento a vista, dal momento che non è possibile campionare i materiali in situ in modo classico (martello e lente) ed occorre effettuare un riconoscimento diretto del litotipo, procedendo o per analogia con affioramenti noti in campagna o sulla base delle competenze e dell esperienza del rilevatore. Sostare un attimo di fronte ad un pezzo di muro (Fig. 7a) significa acquisire la sequenza litologica delle Fig. 7 a) Le mura medioevali che cingono verso l esterno la città, sono realizzate in arenaria e Scaglia s.l. con rincalzi in laterizio. b) In alcuni tratti delle mura medioevali si susseguono, in una sorta di stratigrafia edilizia, successivi rifacimenti con materiali diversi: arenaria, Macigno e laterizio misto a Scaglia e arenaria (foto L. Gregori). La cronaca edilizia è segnata dalle variazioni litologiche dei materiali usati attraverso il tempo. 26 la Cartografia_21/09

27 ma probabilmente un utilizzo legato ad esigenze estetico-architettoniche, alle mode del tempo, alla disponibilità economica delle amministrazioni in quel particolare periodo storico e alla vicinanza o meno dei siti d estrazione dei materiali lapidei. Notizie bibliografiche, infatti, indicano la presenza di diverse cave nelle immediate vicinanze della città (cava di Porta Pesa; Sp e r a n- d i o, 2004) a ridosso del centro storico dove, infatti, un tratto lungo le mura medioevali, da Porta Pesa a Porta S. Angelo, è realizzato in pietra arenaria. In definitiva, questo è un dato abbastanza ovvio, considerando che nelle aree limitrofe al corpo deltizio affiorano prevalentemente rocce arenacee, appartenenti alla Formazione della Marnoso-Arenacea (Ja c o b a c c i et alii, 1970), cui si sovrappongono i depositi clastici plio-pleistocenici sopra ai quali è fondata l acropoli perugina, mentre nell area più nord-occidentale sono disponibili anche i litotipi calcarei provenienti dai massicci perugini. L aspettativa, apparentemente scontata, di trovare prevalentemente arenaria nel tessuto urbano, in realtà viene disattesa visitando la città di Perugia, nella sua parte più interna e storica. L acropoli, infatti, presenta sia nei suoi monumenti più antichi, come l Arco Etrusco, sia nei rifacimenti successivi dei palazzi istituzionali e nobiliari, l uso molto diffuso del travertino. Questo è stato messo in opera con finalità strutturali, come si rileva nell Arco Etrusco, dove i blocchi dalle dimensioni importanti svolgono appunto un ruolo strutturale, mentre in altri casi, la roccia assolve il compito di raffinata decorazione, come nella complessa architettura della Fontana Maggiore o nelle più semplici lastronature nei palazzi o nei monumenti più importanti della città. Il travertino è comunque un motivo ricorrente nell acropoli e talmente impattante e privilegiata è questa presenza litologica, che Perugia può essere definita, almeno nel suo nucleo storico, la città del Travertino (Fig. 1). Il Cassero di Porta S. Angelo e il Tempio Anche nel Cassero di Porta Sant Angelo (Fig. 8) il travertino si riconosce alla base del portale in lastre che rivestono il basamento in arenaria; questa pratica probabilmente era diffusa nell edilizia più antica. La struttura dei palazzi più datati, infatti, è prevalentemente realizzata in roccia arenacea cui si sovrappone la copertura con lastre o bugnati Fig. 8 Il Cassero di Porta S. Angelo, con la sua particolare zonazione litologica dal basso verso l alto e l accurato ritmo cromatico tra arenaria e travertino che svolge un interessante ruolo estetico nell arcata inferiore della porta (foto L. Gregori). 27

28 Fig. 9 Bugnato di travertino in un portale del centro storico. Un vicolo di Corso Vanucci dove affiora la Marnoso-Arenacea che costituisce la struttura di gran parte dei palazzi del centro storico, le cui facciate sono però ricoperte da travertino (foto L. Gregori). travertinosi; solo nei vicoli (Fig. 9) che tagliano ad esempio il corso principale della città, l arenaria è a faccia vista, come anche nelle porte e negli edifici più periferici. Questa roccia, in blocchi, è stata molto utilizzata nelle strutture portanti dei palazzi, forse perchè più facilmente Fig. 10 La Chiesa di S. Michele Arcangelo (Tempio rotondo) realizzato in Scaglia s.l., arenaria, Rosso Ammonitico e laterizio (Foto L. Gregori). reperibile, ma è stata ricoperta con il travertino, probabilmente a causa dalla sua vulnerabilità ai fenomeni di weathering. I muri in arenaria, quindi, rimangono esposti negli stretti vicoli, talora chiusi verso l alto dove sono parzialmente riparati dagli agenti atmosferici e negli edifici dell area più periferica, fuori dell acropoli. Nei pressi del Cassero, è presente l insolita organizzazione architettonica della Chiesa di S. Michele Arcangelo 6, uno dei luoghi di culto più caratteristici ed antichi della città, dall originale planimetria circolare (Fig. 10). Questo tempio rotondo è stato edificato in materiale litoide appartenente alle Formazioni della Marnoso-Arenacea, Scaglia Bianca e Rossa; sul portale di ingresso si alternano stipiti in Scaglia e colonne in Rosso Ammonitico (accreditato dalla presenza di un fossile di Ammonite; Fig. 11) con il ritmo lito-cromatico bianco/rosa che è un bicromatismo ricorrente per molte tipologie edilizie e non solo a Perugia o in Umbria. Scaglia Bianca e Rossa, infatti, si alternano in conci, quadrati o Fig. 11 Veduta d insieme e di dettaglio dei materiali nel portale del Tempio rotondo ; muratura mista esterna con Scaglia s.l., arenaria, travertino, laterizio e Rosso Ammonitico. Nello stipite del portale d ingresso è riconoscibile il fossile di un Ammonite (foto L. Gregori). 28 la Cartografia_21/09

29 losanghe, colonne, ecc. con un risultato cromaticamente dinamico che ritma facciate, portali, pavimentazioni, ecc. di molte città non solamente umbre. Il Tempio rotondo colpisce maggiormente per la sua particolare planimetria circolare, mantenuta anche all interno ed assimilabile scenicamente ad una tenda 7, per il loggiato interno che anima la penombra e la rigorosità dell ambiente, con un giro di colonne tutte diverse per litologia, sezione, forme ed altezza. Marmo, granito e travertino indiziano lontane provenienze e, movimentando la severità della chiesa, rendono particolarmente interessante la storiografia del sito. L Acquedotto L accesso all acropoli è possibile attraverso molte vie più o meno caratteristiche, ma la più suggestiva, e unica nel suo genere, è rappresentata da un collegamento percorribile a piedi, ricavato sopra l antico acquedotto di Perugia. Questo camminamento, che supera i non pochi dislivelli presenti Fig. 13 La fettuccia dell Acquedotto sale verso l acropoli, parte in arenaria e parte in porfido, cui segue la scala in laterizio e travertino. La cartografia di Geologia Urbana (Belperio, 2009) a confronto con la veduta panoramica dell Acquedotto dall alto (foto L. Gregori). Fig. 12 Dettagli della carta di Geologia Urbana relativa alla Chiesa di S. Michele Arcangelo (Tempio rotondo) e al Cassero dove la diversa colorazione, leggibile in una apposita legenda, rispondente alle differenti pietre utilizzate attraverso il tempo, descrive la variabilità litologica della torre dal basso verso l alto e quella del tempio (Belperio, Gregori & Poli, 2009). 29

30 all interno della città, è sostenuto da una serie di arconi lanciati verso il centro storico e ospita l acquedotto che portava l acqua alla Fontana Maggiore. Il passaggio, solo pedonale 8, si raccorda poi con la scalinata che sale verso il centro (Fig. 13 pagina prec.). L Acquedotto, come viene comunemente indicato, è stato interessato da numerosi rifacimenti e oggi si osserva la pavimentazione in arenaria, porfido e travertino lungo il passaggio ricavato sopra gli arconi, cui seguono laterizio e travertino lungo la scala. Questa arriva direttamente all area del centro e del corso cittadino principale, il salotto buono di Perugia, e alla Fontana Maggiore (Fig. 15). Fig. 15 All interno di uno specchio della Chiesa di S. Lorenzo, in Rosso Ammonitico La Fontana Maggiore e la sua piazza Il monumento simbolo della città ha una storiografia complessa e interessante, ma passeggiare attorno alla fontana circolare permette di cogliere riferimenti litologici immediati, densi di una suggestione che viene trasmessa dalle forme e dai colori nell architettura del monumento. si nota un Ammonite. La Fontana Maggiore ritmata dal cromatismo dei litotipi: travertino alla base, Scaglia Bianca e Rossa, Cottanello, Rosso di Verona nel bacino superiore si alternano senza regolarità (è presente un solo specchio di Cottanello 9 ), mentre nel bacino inferiore le metope sono in Marmo di Carrara e di Marmara (Ferretti, 2001; Poli, 2005; foto L. Gregori). Il bacino superiore presenta gli specchi in Scaglia Bianca e Rossa, Rosso Ammonitico, Rosso di Verona e Fig. 14 Il fianco laterale incompiuto della Cattedrale di S. Lorenzo presenta, alla base, una copertura decorativa in Scaglia Bianca e Rosso Ammonitico, con un ritmo cromatico che si riconosce anche nel bacino superiore della Fontana Maggiore. Scaglia s.l. nel resto della facciata e travertino nella scalinata (foto L. Gregori). 30 la Cartografia_21/09

31 Fig. 16 Uno stralcio della cartografia di Geologia Urbana (Modanesi, Gregori, Poli, 2008) dove dai colori e dai diversi patterns litologici, attraverso la chiave di lettura e la legenda, si può assumere un informazione, in maniera semplice e immediata, dei litotipi utilizzati. La Fontana Maggiore è segnalata come punto d interesse e dettagliata nella parte iconografica, mentre il Palazzo dei Priori riporta fedelmente i diversi litotipi della sua struttura: Scaglia Rossa, Scaglia Bianca, travertino e Rosso Ammonitico. Le scalinate di accesso alla cattedrale ed alla Sala dei Notari sono in travertino (foto L. Gregori). uno specchio in Cottanello. I riquadri in pietra, infatti, non appartengono allo stesso litotipo e mescolano, senza ordine, rocce e colori diversi e dalle diverse provenienze (Fig. 15). La Scaglia Bianca e Rossa che insieme al Rosso Ammonitico raccontano le rocce dell Appennino umbro-marchigiano, il violaceo di alcuni specchi derivante dal Rosso di Verona del bacino veronese (Fe r r e t t i, 2001), mentre i marmi del bacino inferiore indicano una provenienza esotica (Turchia; Fe r r e t t i & Po l i, 2001). Questa storia geologica, apparentemente dedicata agli addetti ai lavori, nella narrazione cartografica è particolarmente suggestiva e, in particolare, turisticamente vincente (Fig. 15). La Cattedrale di S. Lorenzo, incompiuta per gran parte del suo perimetro, presenta un motivo geometrico ornamentale nella parte bassa della parete laterale dove la Scaglia Bianca si alterna con specchi in Rosso Ammonitico (Fig. 14). Scaglia Bianca e Rossa sono visibili sulla facciata e nel lato lungo il Corso Vannucci del Palazzo Comunale dei Notari ed in gran parte dei palazzi che si affacciano sulla piazza della Fontana Maggiore (Fig. 16). Le rocce calcaree utilizzate nelle fabbriche di Perugia sono presenti, in affioramento, nei vicini massicci perugini (AA.VV, 1994) e anche il Bonarelli (1901) segnala affioramenti di calcari marnosi rossi a Monte Malbe in località Poggiaccio e Trinità, ma anche a Migiana e lungo la strada fra l Olmo (presso Ellera) ed il Podere Cesaroni. Sempre il Bonarelli sostiene che Scaglia Bianca e Rossa provengano dai rilievi di M. Pulito e M. Lacugnano, presso Perugia d onde proviene la maggior parte del materiale calcareo da costruzione (cave di Gualtarella) posto in opera nelle costruzioni civili e stradali della capitale umbra. Rodolico (1953) più recentemente afferma che la pietra calcarea bianca e rossa usata nelle fabbriche di Perugia provenne in massima parte dalle cave poste nelle vicinanze della 31

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