Arch. Manuele Balducci

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Arch. Manuele Balducci"

Transcript

1 presenta: MANUTENZIONE PROGRAMMATA PER I BENI STORICOARCHITETTONICI Arch. Manuele Balducci Laboratorio per l Innovazione della Manutenzione e della Gestione dei Patrimoni Urbani e Immobiliari Viale Giulio Cesare Roma tel fax

2 Arch. Manuele Balducci ABSTRACT Viene presentato uno studio su un edificio della Scuola di Guerra Aerea di Firenze, (complesso particolarmente significativo nel razionalismo italiano degli anni 30), che bene si presta, per omogeneità tecnologica e stilistica, ad una successiva estensione del modello di gestione dal singolo edificio all intero complesso. Nel trasferimento delle problematiche inerenti la programmazione degli interventi di manutenzione dal settore industriale a quello edilizio, sono stati individuati dei punti alla base della filosofia del lavoro che possono essere riassunti nei seguenti: l individuazione di un SISTEMA DI PRIORITÀ negli interventi da eseguire, fondamentale nella ottimizzazione delle risorse disponibili, collegato ad una QUANTIFICAZIONE IL PIÙ UNIVOCA POSSIBILE DELLE CONDIZIONI DI DEGRADO TOLLERATE dagli elementi tecnici una programmazione degli interventi di manutenzione che non punti su una singola strategia, ma che privilegi i CONTROLLI DELLO STATO EFFETTI VO DEGLI ELEMENTI TECNICI un FEEDBACK DEI DATI STORICI RIGUARDANTI GLI INTERVENTI E I CONTROLLI EFFETTUATI per mettere a punto in un lasso di tempo ragionevole il modello di gestione in relazione alle REALI NECESSITÀ E CONDIZIONI DELL EDIFICIO. In un approccio alla Scomposizione tecnologica di un organismo edilizio finalizzata all analisi dell esistente, sono state rilevate le incongruenze della Normativa UNI utilizzata in Italia, trovando nel Sistema PC/SfB, standard di riferimento in Europa da oltre trent anni, il sistema di classificazione più idoneo. L edificio è stato analizzato partendo dai dati sui materiali e le soluzioni tecnologiche utilizzate (attraverso il recupero e la rielaborazione elettronica dei disegni originali conservati nell Archivio di Stato di Firenze e verifiche sullo stato di fatto degli elementi tecnici), prendendo in considerazione gli interventi di manutenzione succedutisi in un periodo di circa vent anni (mediante la consultazione del materiale negli Archivi della Scuola di Guerra Aerea). Tutte le voci presenti nelle schede tecniche costituiscono delle CATEGORIE DI INFORMAZIONI in previsione di una messa a regime del modello di gestione degli interventi di manutenzione in riferimento ai COSTI degli stessi, alle RIPERCUSSIONI DEL MANCATO INTERVENTO SUI COSTI DEGLI INTERVENTI FUTURI ed al BUDGET disponibile. E uno studio su un edificio della Scuola di Guerra Aerea di Firenze (complesso particolarmente significativo nel razionalismo italiano degli anni 30), che bene si presta, per omogeneità tecnologica e stilistica, ad una successiva estensione del modello di gestione dal singolo edificio all intero complesso. Il fabbricato in esame, il padiglione Comando, rappresenta con la palazzina Ufficiali uno dei punti di maggiore interesse all interno del complesso, dal punto di vista compositivo, della scelta nei dettagli costruttivi e dei materiali. Si compone di due corpi di fabbrica, a sud e a nord, dalla struttura tradizionale in pietrame, uniti da altrettanti corpi a ponte dalla struttura scatolare chiusa in cemento armato; questi poggiano su pilastri indipendenti inglobati all interno degli altri corpi di fabbrica, con raddoppio della struttura e giunto di dilatazione. Il rivestimento della struttura esterna è in mattoni di cotto e travertino; all interno dell edificio sono utilizzati pregiati marmi e tipi di legno in sintonia con il carattere di rappresentanza dell insieme. una programmazione degli interventi di manutenzione che non punti su una singola strategia, ma che privilegi i CONTROLLI DELLO STATO EFFETTIVO DEGLI ELEMENTI TECNICI un FEEDBACK DEI DATI STORICI RIGUARDANTI GLI INTERVENTI E I CONTROLLI EFFETTUATI per mettere a punto in un lasso di tempo ragionevole il modello di gestione in relazione alle REALI NECESSITÀ E CONDIZIONI DELL EDIFICIO. L edificio è stato analizzato partendo dai dati sui materiali e le soluzioni tecnologiche utilizzate, prendendo in considerazione gli interventi di manutenzione succedutisi in un periodo di circa vent anni. LA PROGRAMMAZIONE DELLA MANUTENZIONE La programmazione della manutenzione nelle costruzioni prende le mosse da quella ampiamente sperimentata e sistematizzata nel settore industriale. Vi sono però differenze sostanziali tra i due ambiti, soprattutto nel diverso parametro di riferimento: nei cicli industriali, la produzione; nell edilizia, la utilizzazione dell organismo e quindi la sua prestazione. Nel trasferimento di sistemi di programmazione dall industria all edilizia, ci troviamo nel settore delle costruzioni nella impossibilità di costringere in termini concreti tutte le variabili che interessano i sistemi di conservazione, con la conseguenza di portare, nella programmazione della manutenzione, alla adozione di un sistema aperto, secondo la nozione di modello antropico enunciata da G.Ciribini nel corso del Seminario per l ambiente costruito, in contrapposizione a quello meccanicistico della tradizione industriale. 6 INDIVIDUAZIONE DI STANDARD DI QUALITÀ APPROPRIATI Nel trasferimento delle problematiche inerenti la programmazione degli interventi di manutenzione dal settore industriale a quello edilizio, sono stati individuati dei punti alla base della filosofia del lavoro che possono essere riassunti nei seguenti: l individuazione di un SISTEMA DI PRIORITÀ negli interventi da eseguire, fondamentale nella ottimizzazione delle risorse disponibili, collegato ad una QUANTIFICAZIONE IL PIÙ UNIVOCA POSSIBILE DELLE CONDIZIONI DI DEGRADO TOLLERATE dagli elementi tecnici «L individuazione degli standard di qualità appropriati di un fabbricato è il fattore chiave per determinare la quantità di lavoro di manutenzione da eseguire. (...) Mentre alcuni requisiti, come per esempio la stabilità strutturale, hanno un applicabilità universale, altri devono essere determinati a seconda delle esigenze del proprietario o dell utente. (...) Appare chiaro che, a seconda delle esigenze delle diverse organizzazioni, vengono inevitabilmente definiti modelli di manutenzione diversi.» 3 Come ricorda Molinari, «dal punto di vista tecnologico e 1

3 operativo la manutenzione non richiede particolari impegni perché spesso è fatta di piccoli interventi. il problema è individuabile piuttosto nella programmazione, nell organizzazione degli interventi e nella predisposizione di accessi facilitati all informazione necessaria.». Nel caso di enti che gestiscono grandi volumi edilizi nel territorio, come è quello in esame, le valutazioni sui ritorni economici di una filosofia di manutenzione programmata trovano come interlocutore e destinatario l ente stesso. «La istituzione di sistemi informativi rappresenta un punto nodale del processo manutentivo, per risolvere razionalmente le problematiche di ordine amministrativo e per costituire la base dalla quale partire per la progettazione dei programmi manutentivi. (...) Tutte le varie strategie tendono a realizzare la manutenzione, ma mentre nell industria, per ogni organismo può essere scelta una strategia manutentiva, nell edilizia ogni organismo contiene situazioni che impongono la sinergia di diverse strategie, la scelta delle quali deve essere guidata dalla razionale individuazione delle esigenze specifiche di ogni componente, in rapporto ad una serie di parametri non meccanicistici ma semplicemente logici.» 6 E necessaria la conoscenza di una serie di dati relativi alle caratteristiche tecniche dei subsistemi e dei materiali utilizzati. Informazioni statistiche sulla loro durabilità e vita media, di per sé questi dati non sufficienti senza un continuo feedback di informazioni sulla base delle quali modificare e aggiornare i programmi di intervento. L obiettività e l attendibilità delle caratteristiche tenderà ad essere maggiore con l andar del tempo e la costruzione di statistiche significative sull impiego dei materiali o componenti stessi. SCOMPOSIZIONE TECNOLOGICA DELL ORGANISMO EDILIZIO: ADOZIONE DEL PIANO DI CLASSIFICAZIONE CI/SFB (...) Il Piano di Classificazione CI/SFB analizza l elemento tecnico contemporaneamente da punti di vista diversi, con relativi codici di richiamo: secondo la funzione (Tavola 1, Elementi), COSA È; secondo la lavorazione (Tavola 2, Lavori), COME È FATTO; secondo il tipo di materiale (Tavola 3, Materiali), CON COSA; Caratteristica del sistema è il suo particolare approccio di scomposizione in parti. (31) Pareti esterne, Completamenti (311:1) F:Hg3 (312:1) Fg3 (313:1) Fe2 (31:1) Sg2 (315:1) Se5 (316:1) Pi1:o1 MATTONI DI RIVESTIMENTO IN COTTO CON SEZIONE AD U MATTONI DI COTTO PIENI E SAGOMATI (CONTORNO FINESTRE LATO SUL ) TRAVERTINO NEGLI INFISSI E NEI CORDOLI MARCAPIANO PIASTRELLE DI GRES SMAL TATO 2X2 LASTRE DI MARMO NEI DAVANZALI DELLE FINESTRE INFISSI IN LEGNO VERNICIATO [TAV. O] [TAV. 1] [TAV. 2,3] ( ) SISTEMA TECNOLOGICO [PC/SFB] del Pad. Comando della S.G.A. in Firenze La scomposizione del Sistema tecnologico si è strutturata, per la PARTE EDILE, in: lavori al suolo, strutture di elevazione, queste a loro volta in: supporto completamenti finiture ; e, per la PARTE IMPIANTISTICA, in: impianti tecnici canalizzati impianti tecnici elettrificati Per elemento tecnico si intende non l unità minima scomponibile, ma un subsistema, formato di ulteriori componenti, rappresentante un unità minima di intervento relativamente agli interventi di manutenzione. STRATEGIE DI MANUTENZIONE: NON UN UNICA STRATEGIA, MA PRIVILEGIARE LA MANUTENZIO NE SECONDO CONDIZIONE Una volta ultimata la scomposizione del Sistema tecnologico, è importante tenere presente il riferimento al quadro delle strategie di manutenzione da adottare: la manutenzione preventiva programmata, più dispendiosa, è quella che nel settore industriale è legata alla sicurezza; la manutenzione secondo condizione, ha costi molto inferiori in quanto riduce il numero degli interventi a quelli effettivamente necessari, che è sempre minore di quelli preventivati a tavolino. In edilizia, se «si eccettuano le parti strutturali, alcuni impianti (ascensori, impianti antincendio, impianto elettrico e a gas) o alcuni componenti di edifici particolari quali ad esempio le lampade in una sala operatoria, sono praticamente inesistenti le parti direttamente legate alla sicurezza; è dunque ipotizzabile impostare, ferma restando una verifica specifica di tutti i singoli sottosistemi tecnologici, una strategia basata prevalentemente sulla manutenzione secondo condizione». QUANTIFICARE NEL MODO PIÙ UNIVOCO POSSIBILE LE CONDIZIONI DI DEGRADO TOLLERATE DAGLI ELEMENTI TECNICI Bisogna ora definire il campo d azione e i criteri degli interventi di manutenzione. «Presupposto fondamentale per l applicazione della manutenzione secondo condizione nonchè di quella preventiva programmata è quello di fissare, per ciascun sottosistema tecnologico, delle soglie al di sotto delle quali si deve procedere all intervento manutentivo. Parallelamente si debbono stabilire dei criteri di giudizio, quanto più possibile univoci, per determinare la reale funzionalità ed efficienza dei componenti in modo da rendere omogenee e confrontabili le valutazioni del personale addetto ai controlli.» Deve essere stabilito «con certezza un criterio per giudicare se l elemento è o meno funzionante. Nella maggior parte dei casi in edilizia la non efficienza è l apice di un processo di deterioramento che può durare anni, talvolta decenni. In questo andamento è possibile individuare degli stadi intermedi tra i due estremi di perfetta efficienza da un lato e di deterioramento dall altro, che coincidono con altrettanti livelli prestazionali. Si tratta di stabilire quando questi livelli non sono più accettabili.» 3 Tutto ciò collegato alla individuazione di un sistema di priorità negli interventi da eseguire, fondamentale nella ottimizzazione delle risorse disponibili. STANDARD DI QUALITÀ: INDIVIDUAZIONE DI AREE CON RICHIESTE DI PRESTAZIONI OMOGENEE E LORO COLLEGA MENTO A DELLE CONDIZIONI DI STATO, INDICATIVE DEL LIVELLO DI DEGRADO AMMISSIBILE Sono state quindi individuate, per la parte edilizia, delle aree con richieste di prestazioni omogenee, nelle quali gli elementi tecnici devono rispettare delle CONDIZIONI di prestazione (o degli stati di avanzamento del degrado tol 2

4 lerati ) relativamente a parametri di natura estetica, tecnica e funzionale. L individuazione delle aree si è distinta in riferimento: alle superfici esterne del fabbricato ed alle aree interne, ciò in quanto le richieste di prestazioni dei prospetti di un edificio possono non essere le stesse degli ambienti interni. Seminterrato Piano terra Piano primo Nelle zone individuate come B, ovvero zone o aree che possono ammettere un abbassamento dei livelli prestazionali relativi a fattori estetici (zone a carattere prevalentemente amministrativo o superfici esterne non principali), è richiesto agli elementi tecnici di verificare almeno la Condizione 2. Nelle zone individuate come C, ovvero zone o aree che possono ammettere un abbassamento dei livelli prestazionali relativi a fattori estetici e tecnici (zone utilizzate per magazzino o deposito, ecc.), è richiesto agli elementi di verificare almeno la Condizione 3. Naturalmente è possibile che la condizione dell elemento sia superiore a quella richiesta dall area considerata. SCHEDATURA DEGLI ELEMENTI TECNICI Piano secondo Soffitte Copertura Sezione Seminterrato Piano terra Piano primo Piano secondo Soffitte Copertura Sezione INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE CON RICHIESTE DI PRESTAZIONI OMOGENEE : IN RIFERIMENTO ALLE SUPERFICI ESTERNE INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE CON RICHIESTE DI PRESTAZIONI OMOGENEE : IN RIFERIMENTO ALLE AREE DEL FABBRICATO Definiti i concetti alla base del Sistema Informativo si è passati ad una Schedatura degli elementi tecnici componenti l organismo edilizio distinguendo: una parte informativa; una parte più specificamente rivolta alla programmazione degli interventi di manutenzione. Le schede degli elementi tecnici che, per quanto riguarda la parte edilizia, si riferiscono ai lavori al suolo e alle strutture di elevazione, supporto, sono semplicemente informative mentre rientrano nel quadro della programmazione degli interventi di manutenzione quelle degli elementi tecnici inerenti ai completamenti e alle finiture (oltre naturalmente a quelle degli impianti). La strutturazione specifica della scheda è articolata come segue: I criteri seguiti nella individuazione delle Zone, identificate nei nomi: Zona A; Zona B; Zona C, cui dovranno corrispondere da parte degli elementi tecnici delle prestazioni sul piano ESTETICO, TECNICO, FUNZIONALE, vertono, in questo caso, su: LA TIPOLOGIA; L ORIENTAMENTO; LA RELAZIONE CON GLI ALTRI EDIFICI; L USO DELL UTENZA. Le condizioni che dovranno essere soddisfatte nelle varie aree dell edificio da parte degli elementi tecnici possono essere espresse da una combinazione dei parametri di prestazione ESTETICA, TECNICA E FUNZIONALE nel seguente modo: Condizione 1: ottimale sul piano estetico, tecnico e funzionale; Condizione 2: ottimale sul piano tecnico e funzionale; è ammissibile un abbassamento dei livelli prestazionali relativi a fattori estetici; Condizione 3: ottimale sul piano funzionale; è ammissibile un abbassamento dei livelli prestazionali relativi a fattori estetici e tecnici; Condizione : inaccettabile, presuppone un intervento manutentivo indispensabile. CONDIZIONE RICHIESTA parte informativa: individuazione dell elemento tecnico nella scomposizione tecnologica basata sull SfB; riferimento visivo sulla localizzazione dell elemento collegata ad una legenda indicante le zone con richieste di prestazioni omogenee (zona A, B, C); indicazioni tipologiche, sugli strati funzionali, sui materiali e componenti, eventuale abaco tipologico riassuntivo; disegni sulla localizzazione dell elemento (o delle tipologie dell elemento); Infisso 1 h=m3,2 l=1,6 Ferramenta c, f, i Infisso 3b h=m1,6 l=1,5 Ferramenta b,f Infisso 2 h=m2,9 l=1,5 Ferramenta e, g, i Infisso h=m1,6 l=1,5 Ferramenta d, g, m Infisso 3a h=m1,6 l=1,2 Ferramenta b, f, m Infisso 5a h=m3,1 l=1,5 Ferramenta c, f, i, l SPECCHIO RIEPILOGATIVO DEGLI STANDARD DI PRESTAZIONE RICHIESTI Nelle zone individuate come A, ovvero zone o aree caratterizzate da richieste di prestazioni massime (zone di rappresentanza o superfici esterne prospicienti ambienti di particolare rilevanza), è richiesto agli elementi tecnici di verificare almeno la Condizione computo metrico dell elemento (o delle tipologie dell elemento) in riferimento alla localizzazione; 3

5 INFISSI IN LEGNO VERNICIATO computo metrico in relazione alle zone con richieste di prestazioni omogenee; Infisso 1 8 Infisso 2 Infisso 3a parte specificamente inerente la programmazione degli interventi manutentivi: stati di degrado rilevati: fotografie, descrizioni, localizzazioni di stati di degrado rilevati in verifiche sul posto (riguardanti lo stato di fatto) FOTO 1 FOTO N N N definizione delle condizioni in relazione ai difetti rilevabili: elencazione di tutti i difetti possibili 5 dell elemento tecnico in relazione: alle cause, ad una quantificazione delle condizioni in relazione ai parametri di qualità, agli interventi necessari; DEFINIZIONE DELLE CONDIZIONI IN RELAZIONE AI DIFETTI RILEVABILI DIFETTO Bolle nella finitura superficiale ESPOSIZIONE SUD ESPOSIZIONE EST ESPOSIZIONE OVEST ESPOSIZIONE NORD Possibili cause Espansione del vapore d acqua dall umidità nel legno; sudorazione di resine POCO MEDIAMENTE condizioni in relazione ai difetti rilevati: relaziona i difetti rilevati in una verifica sul posto: alle condizioni nelle zone, ad una percentuale sul totale nelle zone, agli interventi necessari. Serve a riportare l edificio ad una situazione ottimale prima della messa a regime del modello di programmazione degli interventi; F PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P Infisso 1 8 Infisso Infisso 3a Infisso 3b F 1 F 2 F 3 TOTALE INTERVENTO NECESSARIO Diagnosi quadro degli interventi di manutenzione preventiva programmata (m.p.p.): relaziona gli interventi di m.p.p.: alle zone, eventualmente ulteriormente suddivise a seconda dei subsistemi (nel caso degli infissi, ad esempio, a seconda delle esposizioni, dato che nella stessa zona, un infisso si comporta in modo diverso se è ad esposizione nord o sud); al tipo di specializzazione richiesta per la manodopera; alla quantità (espressa, a seconda dell elemento, in n, mq); alla frequenza degli interventi quadro degli interventi di manutenzione secondo condizione (m.s.c.), piano dei controlli: relaziona il tipo di controllo da effettuarsi sull elemento tecnico: ai difetti rilevabili; alle procedure di ispezione (come viene effettuato il controllo); alla frequenza delle ispezioni Infine viene presentata una: Scheda di ispezione, in riferimento agli interventi di m.s.c.. Essa costituisce la traccia per il personale tecnico, che può anche non essere specializzato, addetto alle ispezioni. Presenta una serie di voci, da barrare o completare, che relazionano il tipo di controllo: ai difetti rilevabili (è inserita una voce «altro, specificare»); alle possibili cause (è inserita una voce «altro, specificare); al rilevamento delle condizioni nelle zone ; ad una % sul totale nelle zone Il resoconto di queste ispezioni fa scattare o meno la procedura di intervento. Come allegato alle Schede dei completamenti e delle finiture viene presentato un: Database degli interventi eseguiti nel padiglione Comando in un lasso di tempo di circa vent anni (dal 1973 al 1992). Oltre ai consueti campi data, descrizione dell intervento e costo sono stati inseriti nel database dei campi per i riferimenti ai codici SfB e dei campi, identificati nei nomi % sul tot. nella zona A, % sul tot. nella zona B, % sul tot. nella zona C, rimasti per ora vuoti per mancanza di informazioni al riguardo. Tutto ciò per evidenziare la conformazione di una informazione utilizzabile, che, oltre ai codici SfB per immediati richiami in riferimento alla scomposizione del sistema tecnologico, deve prevedere almeno: una descrizione quanto più mirata del tipo di intervento; una informazione sulla quantità (% sul tot.) e sulla zona di intervento (in riferimento alle zone A,B,C precedentemente identificate). Tutte le voci presenti nelle schede costituiscono delle CATE GORIE DI INFORMAZIONI in previsione di una messa a regime del modello di gestione degli interventi di manutenzione in riferimento ai COSTI degli stessi, alle RIPERCUSSIONI DEL MAN CATO INTERVENTO SUI COSTI DEGLI INTERVENTI FUTURI e al BUD GET disponibile. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE 1 Curcio S., Manutenzione dei patrimoni immobiliari, Ed. Maggioli, RN, Di Giulio R., Qualità edilizia programmata, Ed. Hoepli, Milano, Lee R., Manutenzione edilizia programmata, Ed. Hoepli, Milano, 1993 Molinari C. (a cura di), Manutenzione in edilizia, Ed. F. Angeli, Milano, P.S.A., Defects in buildings, London, HMSO, Tiveron A., La manutenzione: un problema per l edilizia, Ed. Dei Roma, 1990 La ricerca è stata presentata presso convegni internazionali di settore e pubblicata su riviste specializzate italiane ed estere. Manuele Balducci, Architetto, è Coordinatore dell'area Documentazione di Terotec Laboratorio per l Innovazione della Manutenzione e della Gestione dei Patrimoni Urbani e Immobiliari; ha condotto studi e attività di ricerca presso il Dipartimento PMPE dell Università di Firenze; ha collaborato con lo Studio Fuksas, curando numerosi progetti e concorsi di architettura. Svolge anche attività di progettazione architettonica, partecipando a concorsi nazionali e internazionali e conseguendo significativi premi e menzioni.

SCHEDA DOCUMENTO N. ''Maintenance Management'': un'applicazione sperimentale ai beni storico-architettonici

SCHEDA DOCUMENTO N. ''Maintenance Management'': un'applicazione sperimentale ai beni storico-architettonici CenTer - SCHEDA DOCUMENTO N 5047 TIPO DI DOCUMENTO: ARTICOLO TITOLO: ''Maintenance Management'': un'applicazione sperimentale ai beni storico-architettonici SOTTOTITOLO: AUTORE: Cognome Nome (max. 3 tra

Dettagli

I SERRAMENTI IN PVC NELL AMBIENTE COSTRUITO

I SERRAMENTI IN PVC NELL AMBIENTE COSTRUITO I SERRAMENTI IN PVC NELL AMBIENTE COSTRUITO PREMESSA L Associazione Italiana Centro di Informazione sul PVC ha condotto un analisi ragionata e comparata di alcuni strumenti per regolamentare la materia

Dettagli

Il sistema informativo territoriale della Carta del Rischio

Il sistema informativo territoriale della Carta del Rischio Il sistema informativo territoriale della Carta del Rischio 1 Il Sistema Informativo Territoriale della Carta del Rischio. Gisella Capponi, Direttore dell Istituto Superiore per la Conservazione ed il

Dettagli

Manutenzione degli edifici

Manutenzione degli edifici Corsi di PRODUZIONE EDILIZIA E SICUREZZA - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE Manutenzione degli edifici Prof. Ing. Pietro Capone a.a. 2011-2012 PROCESSO EDILIZIO La sequenza organizzata di fasi operative che

Dettagli

I controlli e le verifiche degli apparecchi di sollevamento secondo il Testo Unico

I controlli e le verifiche degli apparecchi di sollevamento secondo il Testo Unico Dipartimenti Territoriali e Centri di Ricerca I controlli e le verifiche degli apparecchi di sollevamento secondo il Testo Unico Dott. Ing. Amalia Nuzzo Bari, 23 Ottobre 2009 CONVEGNO La sicurezza delle

Dettagli

COMUNE DI BUCCINO Provincia di Salerno

COMUNE DI BUCCINO Provincia di Salerno Pagina1 SCHEDA UNITA IMMOBILIARE Pianta stato di fatto Localizzazione Comune: BUCCINO c.a.p : 84021 Provincia: Salerno Zona: Centro storico denominazione stradale: Via Roma/Q. Di Vona n civico: s.n.c Superficie

Dettagli

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Buone prassi di conservazione del patrimonio. www.fondazionecariplo.it

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Buone prassi di conservazione del patrimonio. www.fondazionecariplo.it Bandi 2015 ARTE E CULTURA Buone prassi di conservazione del patrimonio BENESSERE GIOVANI COMUNITÀ www.fondazionecariplo.it BANDI 2015 1 Bando con scadenza 9 aprile 2015 Buone prassi di conservazione del

Dettagli

L edificio oggetto di intervento è situato a Pisa, in via San Benedetto n.10/12.

L edificio oggetto di intervento è situato a Pisa, in via San Benedetto n.10/12. Progetto di ricerca Dottorato in Scienze e Tecniche dell Ingegneria Civile dell Università di Pisa su proposta di APES scpa su un campione di edifici di Edilizia Residenziale Pubblica della Provincia di

Dettagli

IL PROGRAMMA DI MANUTENZIONE

IL PROGRAMMA DI MANUTENZIONE IL PIANO DI MANUTENZIONE DELL OPERA E DELLE SUE PARTI La normativa vigente riconosce l importanza della conservazione della qualità edilizia nel tempo attraverso l introduzione del piano di manutenzione

Dettagli

COMUNE DI FERRARA. Installazione di pannelli solari aderenti o integrati nella copertura.

COMUNE DI FERRARA. Installazione di pannelli solari aderenti o integrati nella copertura. COMUNE DI FERRARA INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICI ESISTENTI E TITOLI EDILIZI RICHIESTI Principali casistiche per gli interventi sull edilizia esistente, a partire dal 1 luglio 2008

Dettagli

PRESENTAZIONE ES VISION PLUS

PRESENTAZIONE ES VISION PLUS PRESENTAZIONE ES VISION PLUS PREMESSA La logica del software è quella di semplificare lo sviluppo dei preventivi da parte del serramentista e nel contempo confrontare le prestazioni degli infissi individuate

Dettagli

WEBLAB - SCHEDA DOCUMENTO

WEBLAB - SCHEDA DOCUMENTO WEBLAB - SCHEDA DOCUMENTO N 167 TIPO DI DOCUMENTO: PROGRAMMA CORSO DI FORMAZIONE TIPOLOGIA CORSO: Corso universitario TIPO DI CORSO: Master di 2 livello TITOLO: Riqualificazione e manutenzione edilizia

Dettagli

Il complesso edilizio NEGOZI. Il nuovo segno sul territorio della città di Udine

Il complesso edilizio NEGOZI. Il nuovo segno sul territorio della città di Udine Il complesso edilizio MERIDIANA si compone di 6 piani per un totale di 50 mila metri cubi con tre differenti destinazioni d uso: Spazi commerciali sono disponibili al piano terra e 1 piano Uffici e ambienti

Dettagli

RELAZIONE CON L ILLUSTRAZIONE DEI CRITERI UTILIZZATI PER LA DEFINIZIONE DEI REGIMI TECNICO-FINAZIARI DEGLI INTERVENTI ( AMBITO A)) Indice.

RELAZIONE CON L ILLUSTRAZIONE DEI CRITERI UTILIZZATI PER LA DEFINIZIONE DEI REGIMI TECNICO-FINAZIARI DEGLI INTERVENTI ( AMBITO A)) Indice. RELAZIONE CON L ILLUSTRAZIONE DEI CRITERI UTILIZZATI PER LA DEFINIZIONE DEI REGIMI TECNICO-FINAZIARI DEGLI INTERVENTI ( AMBITO A)) Indice Premessa Contenuti del QTE Modalità di stima dei costi Premessa

Dettagli

Piano per la Pubblicità e le Pubbliche Affissioni

Piano per la Pubblicità e le Pubbliche Affissioni Piano per la Pubblicità e le Pubbliche Affissioni RELAZIONE INDICE Premessa Struttura del Piano Obiettivi del Piano Allegato A Premessa Il linguaggio pubblicitario e commerciale, se da una parte è da

Dettagli

03/ complesso produttivo sovicille /siena/ ragosta real estate

03/ complesso produttivo sovicille /siena/ ragosta real estate 03/ complesso produttivo sovicille /siena/ ragosta real estate siena tangenziale siena ovest SP 73 BIS SP 73 BIS sovicille loc. pian dei mori loc. la macchia SP 73 BIS aereoporto di siena Offerta di vendita

Dettagli

PROFILO FORMATIVO Profilo professionale e percorso formativo

PROFILO FORMATIVO Profilo professionale e percorso formativo Agenzia del Lavoro Provincia Autonoma di Trento PROFILO FORMATIVO Profilo professionale e percorso formativo DENOMINAZIONE FIGURA PROFESSIONALE - TECNICO CONDUZIONE CANTIERE: gestione tecnico amministrativa

Dettagli

COMUNE DI BUCCINO Provincia di Salerno

COMUNE DI BUCCINO Provincia di Salerno Pagina1 SCHEDA UNITA IMMOBILIARE Pianta stato di fatto Localizzazione Comune: BUCCINO c.a.p : 84021 Provincia: Salerno Zona: Centro storico denominazione stradale: Via S.Elia n civico: s.n.c. Superficie

Dettagli

INAIL ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO

INAIL ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO INAIL ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO DIREZIONE REGIONALE PER IL LAZIO Consulenza Tecnica per l Edilizia Regionale ROMA Viale Dei Quattro Venti 98 interno 18 piano

Dettagli

Provincia di Venezia Comune di Chioggia 545_Parcheggio Marco Polo Viale Marco Polo DUE DILIGENCE SCHEDA DESCRITTIVA

Provincia di Venezia Comune di Chioggia 545_Parcheggio Marco Polo Viale Marco Polo DUE DILIGENCE SCHEDA DESCRITTIVA Provincia di Venezia Comune di Chioggia 545_Parcheggio Marco Polo Viale Marco Polo DUE DILIGENCE SCHEDA DESCRITTIVA Anagrafica COMPLESSO Codice bene Denominazione bene Comune Provincia Indirizzo Quartiere

Dettagli

TECNICA E MANUTENZIONE DEGLI IMMOBILI

TECNICA E MANUTENZIONE DEGLI IMMOBILI TECNICA E MANUTENZIONE DEGLI IMMOBILI Roma 18 febbraio 2015 Relatore: Ing. Juan Pedro Grammaldo Indice Tipologie di manutenzione Industria dei servizi immobiliari Nasce per: Finanziarizzazione Terziarizzazione

Dettagli

PROGETTAZIONE B.I.M.

PROGETTAZIONE B.I.M. PROGETTAZIONE B.I.M. Building Information Modeling INTRODUZIONE: Negli ultimi anni, in architettura, ingegneria e nel mondo delle costruzioni è avvenuto un radicale cambiamento negli strumenti e nei metodi

Dettagli

Il recepimento della Direttiva UE 2010/31 Stato di avanzamento ed indirizzi normativi

Il recepimento della Direttiva UE 2010/31 Stato di avanzamento ed indirizzi normativi Il recepimento della Direttiva UE 2010/31 Stato di avanzamento ed indirizzi normativi Anna Martino CTI Comitato Termotecnico Italiano Energia e Ambiente Ente federato UNI Recepimento Direttiva 31/2010/UE

Dettagli

2 PIANO DI MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE (art. 10.1 DM 14/01/2008)

2 PIANO DI MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE (art. 10.1 DM 14/01/2008) INDICE 1 PREMESSA... 2 2 PIANO DI MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE (art. 10.1 DM 14/01/2008)... 3 3 MANUALE D'USO... 4 4 MANUALE DI MANUTENZIONE... 6 5 PROGRAMMA DI MANUTENZIONE... 8 1 1 PREMESSA Il piano

Dettagli

CIMITERO URBANO 1) Completamento ristrutturazione loculi campo O 264.000,00

CIMITERO URBANO 1) Completamento ristrutturazione loculi campo O 264.000,00 CIMITERO URBANO L elenco delle opere di investimento da eseguire nell arco della temporalità del project financing e nella tempistica che sarà indicata nelle successive fasi progettuali si possono così

Dettagli

Il disegno dei materiali

Il disegno dei materiali materiali per l architettura TDM 4 Il disegno dei materiali Il disegno tecnico è quel particolare tipo di disegno in grado di rappresentare un oggetto attraverso i metodi di rappresentazione di trasferire

Dettagli

Arch. Giuseppe Manara, Presidente C.N.E.T.O.

Arch. Giuseppe Manara, Presidente C.N.E.T.O. Arch. Giuseppe Manara, Presidente C.N.E.T.O. Sistemi costruttivi modulari Negli anni recenti, l uso di sistemi costruttivi modulari, è cresciuto in molti settori. In particolare, a negli Ospedali e nel

Dettagli

PARTI COMUNI INTERNO UNITA IMMOBILIARE

PARTI COMUNI INTERNO UNITA IMMOBILIARE PARTI COMUNI INGRESSO VIA DONATELLO CORTE INTERNA INGRESSO /SCALA CONDOMINIALE SCALA CONDOMINIALE INTERNO UNITA IMMOBILIARE FOTO 1 -CORRIDOIO-INGRESSO FOTO 2 CUCINA FOTO 3 -BAGNO 1 FOTO 4 CAMERA 1 FOTO

Dettagli

Istituto di istruzione La Rosa Bianca Weisse Rose CAVALESE. Indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio

Istituto di istruzione La Rosa Bianca Weisse Rose CAVALESE. Indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio Istituto di istruzione La Rosa Bianca Weisse Rose CAVALESE Indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio DIPARTIMENTO AREA TECNICA - PIANI DI STUDIO 2014/15 GESTIONE DEL CANTIERE E SICUREZZA DELL'AMBIENTE

Dettagli

Fenice la soluzione software per il facility management

Fenice la soluzione software per il facility management Fenice Azienda con Sistema di gestione certificato UNI EN ISO 9001:2008, per le attività di Progettazione, sviluppo e manutenzione di soluzioni software e Progettazione ed erogazione del servizio di censimento

Dettagli

C9. COLLAUDO STATICO C9.1 PRESCRIZIONI GENERALI

C9. COLLAUDO STATICO C9.1 PRESCRIZIONI GENERALI C9. COLLAUDO STATICO C9.1 PRESCRIZIONI GENERALI Il Cap.9 delle NTC detta disposizioni minime per l esecuzione del collaudo statico, atto a verificare il comportamento e le prestazioni delle parti di opera

Dettagli

Sistemi di ancoraggio permanenti per dispositivi di protezione individuale contro le cadute

Sistemi di ancoraggio permanenti per dispositivi di protezione individuale contro le cadute Sistemi di ancoraggio permanenti per dispositivi di protezione individuale contro le cadute Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall alto nei lavori in quota della Regione

Dettagli

COMUNE DI SCIACCA PROVINCIA DI PIANO DI MANUTENZIONE RELAZIONE GENERALE

COMUNE DI SCIACCA PROVINCIA DI PIANO DI MANUTENZIONE RELAZIONE GENERALE COMUNE DI SCIACCA PROVINCIA DI PIANO DI MANUTENZIONE RELAZIONE GENERALE DESCRIZIONE: INTERVENTI FINALIZZATI ALLA RIQUALIFICAZIONE DELL'I.I.S.S. "C. AMATO VETRANO" DI SCIACCA IN RELAZIONE ALL'EFFICIENZA

Dettagli

PIANO DEL COLORE (compilazione obbligatoria per interventi nel centro storico) A - Documentazione da allegare

PIANO DEL COLORE (compilazione obbligatoria per interventi nel centro storico) A - Documentazione da allegare COMUNE DI SAN GIOVANNI LIPIONI PIANO DEL COLORE (compilazione obbligatoria per interventi nel centro storico) allegati A Scheda da allegare alla richiesta di Permesso di costruire SCIA o CIL A - Documentazione

Dettagli

FOCUS: L AQUILA E PESCARA

FOCUS: L AQUILA E PESCARA FOCUS: L AQUILA E PESCARA 200 edifici analizzati attraverso una campagna termografica in 21 città. Edifici nuovi e vecchi, certificati e ristrutturati. La tesi è che oggi non esiste alcuna ragione economica

Dettagli

Certificazione acustica degli edifici

Certificazione acustica degli edifici ANIT - Associazione Nazionale per l Isolamento Termico e acustico Certificazione acustica degli edifici PREMESSA Il comfort acustico abitativo è uno dei requisiti che caratterizza la qualità ed il valore

Dettagli

Pannelli Solari Termici. Parete esterna verticale. Tipologia di. inserimento. I pannelli solari termici sono inseriti sulla parete esterna verticale

Pannelli Solari Termici. Parete esterna verticale. Tipologia di. inserimento. I pannelli solari termici sono inseriti sulla parete esterna verticale Pannelli Solari Termici Parete esterna verticale I pannelli solari termici sono inseriti sulla parete esterna verticale dell edificio. Pannelli Solari Termici Parete esterna verticale e parapetti Legenda

Dettagli

PROBIS SUPPORTARE GLI APPALTI PUBBLICI DI SOLUZIONI EDILIZIE INNOVATIVE

PROBIS SUPPORTARE GLI APPALTI PUBBLICI DI SOLUZIONI EDILIZIE INNOVATIVE Il presente documento non è un documento ufficiale ma una traduzione non certificata messa a disposizione per facilitare la comprensione degli scopi del progetto. Per i dettagli ufficiali si prega di consultare

Dettagli

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10 MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10 INDICE IL SISTEMA DI GESTIONE DELLA QUALITÀ Requisiti generali Responsabilità Struttura del sistema documentale e requisiti relativi alla documentazione Struttura dei

Dettagli

CHIMICA e CHIMICO AMBIENTALE

CHIMICA e CHIMICO AMBIENTALE CHIMICA e CHIMICO AMBIENTALE Aggiornato il 12 Marzo 2009 1. CARTA D IDENTITÀ... 2 2. CHE COSA FA... 3 3. DOVE LAVORA... 4 4. CONDIZIONI DI LAVORO... 6 5. COMPETENZE... 7 Quali competenze sono necessarie?...

Dettagli

RILIEVO DI MASSIMA DEGLI IMMOBILI

RILIEVO DI MASSIMA DEGLI IMMOBILI COMUNE DI CISLIANO Provincia di Milano OGGETTO: Ampliamento scuola primaria di Cisliano - CUP J81E15001290004 PROGETTO PRELIMINARE PER APPALTO INTEGRATO COMPLESSO ai sensi dell art. 53 comma 2 lett. C)

Dettagli

ELENCO ELABORATI PER GARA D APPALTO

ELENCO ELABORATI PER GARA D APPALTO 01 Maggio 23 Ottobre 20 Pagina 1 di 21 S O M M A R I O 0. IDENTIFICAZIONE DEGLI ELABORATI PROGETTUALI... 2 1. ELENCO ELABORATI... 3 1.1. ELABORATI DESCRITTIVI GENERALI... 3 1.2. OPERE EDILI... 4 1.2.1.

Dettagli

Parere di congruità sull offerta di acquisto relativa all immobile del Fondo Immobiliare Alpha, situato a Roma Via Colombo, 70

Parere di congruità sull offerta di acquisto relativa all immobile del Fondo Immobiliare Alpha, situato a Roma Via Colombo, 70 Parere di congruità sull offerta di acquisto relativa all immobile del Fondo Immobiliare Alpha, situato a Roma Via Colombo, 70 Maggio 2009 Spettabile FONDI IMMOBILIARI ITALIANI S.G.R. SpA Via Crescenzio,

Dettagli

4.5 MOTEL AGIP, VICENZA, 1968-1970 anno di progettazione 1968. anno di realizzazione 1969-1970. tipo edificio multipiano

4.5 MOTEL AGIP, VICENZA, 1968-1970 anno di progettazione 1968. anno di realizzazione 1969-1970. tipo edificio multipiano 4.5 MOTEL AGIP, VICENZA, 1968-1970 anno di progettazione 1968 anno di realizzazione 1969-1970 tipo edificio multipiano caratteristiche tecniche Struttura portante in cemento armato con solette in latero-cemento.

Dettagli

APPALTO IN GLOBAL SERVICE di SERVIZI INTEGRATI PER LA MANUTENZIONE DEGLI EDIFICI DELL AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GENOVA

APPALTO IN GLOBAL SERVICE di SERVIZI INTEGRATI PER LA MANUTENZIONE DEGLI EDIFICI DELL AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GENOVA APPALTO IN GLOBAL SERVICE di SERVIZI INTEGRATI PER LA MANUTENZIONE DEGLI EDIFICI DELL AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GENOVA CONTESTO PATRIMONIALE GENERALE Consistenza : 265 unità/attività (n. 200 edifici)

Dettagli

UBICAZIONE: Nella quiete e nel verde del quartiere residenziale di gabelletta in Strada di

UBICAZIONE: Nella quiete e nel verde del quartiere residenziale di gabelletta in Strada di UBICAZIONE: Nella quiete e nel verde del quartiere residenziale di gabelletta in Strada di Cerreta, in una splendida posizione collinare con vista panoramica sulla città e sulle colline circostanti dei

Dettagli

RELAZIONE TECNICO - DESCRITTIVA

RELAZIONE TECNICO - DESCRITTIVA Allegato A 12 REPARTO INFRASTRUTTURE - Comando - P.zza 1 Maggio, 28 33100 UDINE Tel. 0432-504341-2-3 Fax 0432-414050 RELAZIONE TECNICO - DESCRITTIVA Alloggio codice Via Casimiro Donadoni 19/23, TRIESTE

Dettagli

Efficienza energetica degli immobili

Efficienza energetica degli immobili Efficienza energetica degli immobili Di cosa ci occupiamo? Horus Energia Ambiente s.r.l., specializzata nel campo dell efficienza energetica degli edifici civili ed industriali, offre ai propri clienti

Dettagli

Il service di ISC Group si distingue nel panorama della distribuzione delle macchine per la pulizia

Il service di ISC Group si distingue nel panorama della distribuzione delle macchine per la pulizia ISC SERVICE efficace, veloce, misurabile! Il service di ISC Group si distingue nel panorama della distribuzione delle macchine per la pulizia per l elevato livello di servizio, in termini di velocità ed

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI. Trento, Bolzano, 08 novembre 2010

DOCUMENTO DI SINTESI. Trento, Bolzano, 08 novembre 2010 DIRETTIVE PER LA REDAZIONE DELLE RELAZIONI GEOLOGICHE, GEOTECNICHE E SISMICHE AI SENSI DELLE NTC, D.M. 14.01.2008, E DELLA NORMATIVA NAZIONALE E PROVINCIALE COLLEGATA DOCUMENTO DI SINTESI Trento, Bolzano,

Dettagli

PRESTAZIONI ACUSTICHE DI FALDE TETTO IN LEGNO: VALUTAZIONI IN LABORATORIO E IN OPERA

PRESTAZIONI ACUSTICHE DI FALDE TETTO IN LEGNO: VALUTAZIONI IN LABORATORIO E IN OPERA Associazione Italiana di Acustica Convegno Nazionale Milano, 11-13 giugno 08 PRESTAZIONI ACUSTICHE DI FALDE TETTO IN LEGNO: VALUTAZIONI IN LABORATORIO E IN OPERA L. Parati (1), A. Carrettini (1), C. Scrosati

Dettagli

ALLEGATO 1 INTERVENTI AMMISSIBILI -

ALLEGATO 1 INTERVENTI AMMISSIBILI - ALLEGATO 1 INTERVENTI AMMISSIBILI - A. INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE COMPLESSIVA DELL EDIFICIO...2 A) VALORI LIMITE...2 B) COSTI AMMISSIBILI...3 C) CONTENUTO DELL ASSEVERAZIONE...3 B. INTERVENTI SU STRUTTURE

Dettagli

URBANPROMO SOCIAL HOUSING 2013. Social housing e qualità dell abitare

URBANPROMO SOCIAL HOUSING 2013. Social housing e qualità dell abitare URBANPROMO SOCIAL HOUSING 2013 Torino, 7 novembre 2013 Social housing e qualità dell abitare Innovazione, sperimentazione e retrofit energetico A Torino, il 7 novembre 2013, nell ambito di Urbanpromo Social

Dettagli

Fattori economici. 1 Costi di manutenzione. Costi di Manutenzione

Fattori economici. 1 Costi di manutenzione. Costi di Manutenzione Fattori economici 1 Costi di manutenzione Totale Life Cycle Cost (costo globale) 611 Manutenzione 296 Gestione operativa (costi di esercizio) 215 Costruzione 100 0 100 200 300 400 500 600 700 Costi di

Dettagli

CITTA' DI GALATINA. Provincia di Lecce. Regione Puglia

CITTA' DI GALATINA. Provincia di Lecce. Regione Puglia CITTA' DI GALATINA Provincia di Lecce Regione Puglia PROGETTO DI INTERVENTO DI RISTRUTTURAZIONE, ADEGUAMENTO A NORMA IGIENICO- SANITARIO, VV.F. E M E S S A I N S IC U R E Z Z A I S T ITUTO C OM P R E N

Dettagli

GUIDA ALLA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI

GUIDA ALLA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI NORME CEI 0-10 GUIDA ALLA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI La guida contiene le indicazioni relative alla manutenzione degli impianti elettrici di bassa tensione allo scopo di favorire il mantenimento

Dettagli

RAPPRESENTAZIONE DI UN

RAPPRESENTAZIONE DI UN RAPPRESENTAZIONE DI UN EDIFICIO Rappresentare un edificio è un operazione complessa, in particolare quando si tratta di fornire informazioni molto diverse e dettagliate di un oggetto ancora inesistente.

Dettagli

ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI premessa

ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI premessa ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI premessa il processo di programmazione e controllo prende le mosse dalla pianificazione strategica e con riferimento al budget aziendale definisce il quadro con cui confrontare

Dettagli

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) Revisione Approvazione n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa PROGETTO TECNICO SISTEMA QUALITA Il nostro progetto

Dettagli

Norme per l organizzazione - ISO serie 9000

Norme per l organizzazione - ISO serie 9000 Norme per l organizzazione - ISO serie 9000 Le norme cosiddette organizzative definiscono le caratteristiche ed i requisiti che sono stati definiti come necessari e qualificanti per le organizzazioni al

Dettagli

DESCRIZIONE DEL SITO TIPO D INTERVENTO

DESCRIZIONE DEL SITO TIPO D INTERVENTO DESCRIZIONE DEL SITO TIPO D INTERVENTO Il complesso immobiliare, oggetto di richiesta di variante, è ubicato in Comune di CAVOUR, Via Gioberti - Piazza San Martino n 2, ed è costituito da un area si sui

Dettagli

ISO 9000:2000 Assicurazione della qualità Parte della gestione per la qualità mirata a dare fiducia che i requisiti per la qualità saranno

ISO 9000:2000 Assicurazione della qualità Parte della gestione per la qualità mirata a dare fiducia che i requisiti per la qualità saranno ISO 9000:2000 Assicurazione della qualità Parte della gestione per la qualità mirata a dare fiducia che i requisiti per la qualità saranno soddisfatti. Azione correttiva Azione per eliminare la causa di

Dettagli

7. LA STRUTTURA URBANA CONSOLIDATA

7. LA STRUTTURA URBANA CONSOLIDATA 7. LA STRUTTURA URBANA CONSOLIDATA 7.1. Premessa La qualità dell ambiente e lo stile di vita sono strettamente correlati alle caratteristiche specifiche della struttura urbana locale. In una fase in cui

Dettagli

Circolare Studio Prot. N. 30/06 del 25/09/06

Circolare Studio Prot. N. 30/06 del 25/09/06 Circolare Studio Prot. N. 30/06 del 25/09/06 Monza, lì 25/09/06 A tutti i Clienti Loro Sedi Oggetto: Aliquote IVA nell edilizia Detrazione fiscale del 36% per manutenzione di immobili Riferimenti normativi:

Dettagli

PROPOSTA COLORE PER IL CENTRO STORICO (cartella dei colori)

PROPOSTA COLORE PER IL CENTRO STORICO (cartella dei colori) PROPOSTA COLORE PER IL CENTRO STORICO (cartella dei colori) Premessa La cartella dei colori costituisce lo strumento per guidare gli interventi di tinteggiatura delle facciate nel centro storico, al fine

Dettagli

COMUNE DI MIRA Provincia di Venezia PROGETTO DI MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI FINALIZZATO ALLA SICUREZZA DEI FABBRICATI

COMUNE DI MIRA Provincia di Venezia PROGETTO DI MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI FINALIZZATO ALLA SICUREZZA DEI FABBRICATI COMUNE DI MIRA Provincia di Venezia PROGETTO DI MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI FINALIZZATO ALLA SICUREZZA DEI FABBRICATI OBIETTIVI DA CONSEGUIRE Il presente progetto ha come obiettivo primario la formazione

Dettagli

Dato Immobiliare (direzionale e terziario)

Dato Immobiliare (direzionale e terziario) Dato Immobiliare (direzionale e terziario) Il dato immobiliare è costituito anche dalle caratteristiche (qualitative e quantitative) che determinano una variazione del prezzo. Conseguentemente e caratteristiche

Dettagli

www.studio-pessina.com

www.studio-pessina.com Stefania Pessina, architetto e interior designer, sviluppa il progetto con una sensibilità femminile che la porta a pianificare lo spazio, sia esso abitativo, di lavoro o d altro genere, attraverso il

Dettagli

Sicurezza nei lavori in presenza di rischi elettrici

Sicurezza nei lavori in presenza di rischi elettrici Con la pubblicazione della IV edizione della Norma CEI 11-27: Lavori su impianti elettrici sono state introdotte alcune sostanziali modifiche rispetto alla precedente edizione che non è più applicabile

Dettagli

D.1.8 ISTRUZIONI GENERALI. Regione Toscana Giunta Regionale

D.1.8 ISTRUZIONI GENERALI. Regione Toscana Giunta Regionale Allegato 1 Regione Toscana Giunta Regionale LEGGE 11.01.1996 N 23 NORME PER L EDILIZIA SCOLASTICA DELIBERA DI GIUNTA REGIONALE N 65 DEL 2.02.2004 III PIANO GENERALE TRIENNALE DI FINANZIAMENTO I E II PIANO

Dettagli

UNITÀ ABITATIVA SITA IN Roma, Via Monti Parioli n.62, scala B, piano terra, int.1

UNITÀ ABITATIVA SITA IN Roma, Via Monti Parioli n.62, scala B, piano terra, int.1 UNITÀ ABITATIVA SITA IN Roma, Via Monti Parioli n.62, scala B, piano terra, int.1 E BOX AUTO SITO IN Roma, Via Monti Parioli n.62, scala B, piano terra, n.2 2. DESCRIZIONE E IDENTIFICAZIONE DELLE UNITÀ

Dettagli

COMUNE DI VILLAFRATI PROVINCIA DI

COMUNE DI VILLAFRATI PROVINCIA DI COMUNE DI VILLAFRATI PROVINCIA DI PIANO DI MANUTENZIONE RELAZIONE GENERALE DESCRIZIONE: LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA SCUOLA MEDIA GIOVANNI XXIII COMMITTENTE: COMUNE DI VILLAFRATI IL TECNICO: ARCH.

Dettagli

1.1 Descrizione e collocazione dell intervento... 3 1.2 Modalità di uso corretto... 3. 3.1 Sottoprogramma delle prestazioni... 4 3.1.1 Stabilità...

1.1 Descrizione e collocazione dell intervento... 3 1.2 Modalità di uso corretto... 3. 3.1 Sottoprogramma delle prestazioni... 4 3.1.1 Stabilità... PIANO DI MANUTENZIONE PAG 1 SOMMARIO INTRODUZIONE... 2 1 MANUALE D USO... 3 1.1 Descrizione e collocazione dell intervento... 3 1.2 Modalità di uso corretto... 3 2 MANUALE DI MANUTENZIONE... 3 2.1 Risorse

Dettagli

P.R.G. COMUNE DI PEIO Censimento del patrimonio edilizio montano esistente e edifici storici sparsi Approvazione Finale nov. 2011

P.R.G. COMUNE DI PEIO Censimento del patrimonio edilizio montano esistente e edifici storici sparsi Approvazione Finale nov. 2011 A ELEMENTI ARCHITETTONICI E FUNZIONALI PIU RICORRENTI Nel patrimonio edilizio tradizionale e nei manufatti storici sparsi non riconducibili dal punto di vista tipologico e formale agli edifici tradizionali

Dettagli

Nota Informativa_Via Torino

Nota Informativa_Via Torino G R U P P O R I G A M O N T I R E A L E S T A T E Nota Informativa_Via Torino ROMA E101837 rigamontirealestate.com ROMA Ubicazione L immobile è inserito in Via Torino, nelle immediate vicinanze di Via

Dettagli

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità 1 I modelli di gestione per la qualità I modelli normativi I modelli per l eccellenza Entrambi i modelli si basano sull applicazione degli otto principi del TQM 2 I modelli normativi I modelli normativi

Dettagli

Contesto di riferimento. Descrizione

Contesto di riferimento. Descrizione EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI CONTENUTI: Contesto di riferimento. Descrizione delle tecnologie. Interventi sull involucro. Interventi sui dispositivi di illuminazione.

Dettagli

PERIZIA ESTIMATIVA DEL PIU' PROBABILE VALORE VENALE DELL' IMMOBILE SITO IN TAORMINA (ME) - VIA BRANCO 19

PERIZIA ESTIMATIVA DEL PIU' PROBABILE VALORE VENALE DELL' IMMOBILE SITO IN TAORMINA (ME) - VIA BRANCO 19 PERIZIA ESTIMATIVA DEL PIU' PROBABILE VALORE VENALE DELL' IMMOBILE SITO IN TAORMINA (ME) - VIA BRANCO 19 PREMESSA E SCOPO Con la presente, il sottoscritto Ing. Francesco Guerrera iscritto all' Albo professionale

Dettagli

Riqualificazione di Piazza Pellini: complesso di parcheggi, piazza e uffici nel centro Storico

Riqualificazione di Piazza Pellini: complesso di parcheggi, piazza e uffici nel centro Storico Riqualificazione di Piazza Pellini: complesso di parcheggi, piazza e uffici nel centro Storico Concorso, 2 classificato Perugia 2001 Massimo e Gabriella Carmassi con Paolo Vinti Il nostro progetto si propone

Dettagli

L INSTALLAZIONE DEI PANNELLI TERMICI E FOTOVOLTAICI

L INSTALLAZIONE DEI PANNELLI TERMICI E FOTOVOLTAICI PROVINCIA DI TRENTO COMUNE DI PREDAZZO PIANO REGOLATORE GENERALE D E L C O M U N E D I PREDAZZO REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE DEI PANNELLI TERMICI E FOTOVOLTAICI Arch. Luca Eccheli Via Cavour,

Dettagli

Soc...a r.l., con sede in., via., n.., CF. .., iscritto all ordine, della provincia di.., al n.. RELAZIONE TECNICA

Soc...a r.l., con sede in., via., n.., CF. .., iscritto all ordine, della provincia di.., al n.. RELAZIONE TECNICA OGGETTO: Progetto per la costruzione di un edificio residenziale, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, composto da n.. alloggi, da realizzare nella zona di, in via, denominata. Ditta: Soc...a r.l.,

Dettagli

ORA 2010 IL MANUFATTO RISULTA ABBATTUTO AD ECCEZIONE DELLA PALAZZINA DEGLI UFFICI

ORA 2010 IL MANUFATTO RISULTA ABBATTUTO AD ECCEZIONE DELLA PALAZZINA DEGLI UFFICI 1 1.1 Comune di Cismon, Cismon. Fabbrica ex Lancia. (ora in parte adibita a fungaia) ORA 2010 IL MANUFATTO RISULTA ABBATTUTO AD ECCEZIONE DELLA PALAZZINA DEGLI UFFICI LUOGO. Cismon, OGGETTO. Fabbrica ex

Dettagli

II VARIANTE GENERALE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE PROGETTO DEFINITIVO RILIEVO FOTOGRAFICO ABACO PROGETTO AMALIA NEIROTTI SINDACO

II VARIANTE GENERALE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE PROGETTO DEFINITIVO RILIEVO FOTOGRAFICO ABACO PROGETTO AMALIA NEIROTTI SINDACO REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI TORINO PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE II VARIANTE GENERALE PROGETTO DEFINITIVO CENTRO STORICO RILIEVO FOTOGRAFICO ABACO PROGETTO ARCH. NOEMI GALLO ARCH. FABIO MINUCCI

Dettagli

valutazione del rischio sismico nei luoghi di lavoro

valutazione del rischio sismico nei luoghi di lavoro valutazione del rischio sismico nei luoghi di lavoro Assergi (AQ), 21 maggio 2011 L Aquila, 12/04/2009 - Interferogramma post-sisma (ad ogni frangia concentrica corrisponde un abbassamento del suolo di

Dettagli

Provincia di Venezia Comune di Chioggia 552_Edificio ex corderie Via Granatieri di Sardegna DUE DILIGENCE SCHEDA DESCRITTIVA

Provincia di Venezia Comune di Chioggia 552_Edificio ex corderie Via Granatieri di Sardegna DUE DILIGENCE SCHEDA DESCRITTIVA Provincia di Venezia Comune di Chioggia 552_Edificio ex corderie Via Granatieri di Sardegna DUE DILIGENCE SCHEDA DESCRITTIVA Anagrafica COMPLESSO Codice bene Denominazione bene Comune Provincia Indirizzo

Dettagli

PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI

PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI COMUNE DI SANREMO PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI (Sanremo 28 febbraio 2005) 3.4.1 RELAZIONE Documento rielaborato dal Servizio Progettazione e Arredo Urbano Che recepisce alcune osservazioni

Dettagli

C.so Italia, 19 20122 Milano S.C. Gestione Patrimonio e Servizio Tecnico. Allegato 2

C.so Italia, 19 20122 Milano S.C. Gestione Patrimonio e Servizio Tecnico. Allegato 2 C.so Italia, 19 20122 Milano S.C. Gestione Patrimonio e Servizio Tecnico Allegato 2 PROGETTO PRELIMINARE PER LA RIQUALIFICAZIONE DELLA SEDE DI P.LE ACCURSIO, 7 - PALAZZINA A OPERE DI STRAODINARIA MANUTENZIONE,

Dettagli

Determinazione del valore di mercato

Determinazione del valore di mercato INAIL DIREZIONE REGIONALE PUGLIA Consulenza Tecnica per l Edilizia Settembre 2014 RELAZIONE TECNICO ESTIMATIVA Appartamento in Lecce Via Martiri d Otranto 2 piano quinto int. 10 RELAZIONE TECNICO - ESTIMATIVA

Dettagli

Unione dei Comuni Terre d acque

Unione dei Comuni Terre d acque Comune di Borgolavezzaro Comune di Tornaco Comune di Vespolate Unione dei Comuni Terre d acque Il SISTEMA EI PROFILI PROFESSIONALI ELL UNIONE TERRE ACQUE Architetto Soggetto che conosce le tecniche di

Dettagli

1) RELAZIONE DI PROGETTO

1) RELAZIONE DI PROGETTO 1) RELAZIONE DI PROGETTO Il progetto prevede la realizzazione di una biblioteca di area delle arti, commissionata dall Università degli studi di Roma Tre, da realizzarsi nel quartiere Testaccio di Roma,

Dettagli

Introduzione e riferimenti normativi

Introduzione e riferimenti normativi Relazione Generale 2 Introduzione e riferimenti normativi Ai fini della compilazione dei piani di manutenzione, si deve fare riferimento alla UNI 7867, 9910, 10147, 10604 e 10874, nonché alla legge 11

Dettagli

ESTIMO 'B' Il costo globale. Prof. Arch. Alessio D'Auria aldauria@unina.it

ESTIMO 'B' Il costo globale. Prof. Arch. Alessio D'Auria aldauria@unina.it ESTIMO 'B' Il costo globale Prof. Arch. Alessio D'Auria aldauria@unina.it Definizione Il costo globale di un bene durevole è rappresentato, oltre che dal prezzo di acuisto, da tutte le spese che occorre

Dettagli

La sicurezza nella realizzazione di costruzioni in legno. Arch. Ferdinando Izzo

La sicurezza nella realizzazione di costruzioni in legno. Arch. Ferdinando Izzo La sicurezza nella realizzazione di costruzioni in legno La sicurezza nella realizzazione di costruzioni in legno Arch. Ferdinando Izzo Caratteristiche delle costruzioni prefabbricate in legno In merito

Dettagli

COMUNE DI CERVIGNANO DEL FRIULI

COMUNE DI CERVIGNANO DEL FRIULI REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA PROVINCIA DI UDINE COMUNE DI CERVIGNANO DEL FRIULI QUADERNO DEGLI INTERVENTI ALL INTERNO DELLE ZONE A VARIANTE N. 1 1 SOMMARIO PREMESSA 2 PROPOSTA DI VARIANTE N.

Dettagli

RELAZIONE TECNICO - DESCRITTIVA

RELAZIONE TECNICO - DESCRITTIVA Allegato A 12 REPARTO INFRASTRUTTURE - Comando - P.zza 1 Maggio, 28 33100 UDINE Tel. 0432-504341-2-3 Fax 0432-414050 RELAZIONE TECNICO - DESCRITTIVA Alloggio codice Via Trento, 97 UDINE (UD) 1 Allegato

Dettagli

PROFILO FORMATIVO Profilo professionale e percorso formativo

PROFILO FORMATIVO Profilo professionale e percorso formativo Agenzia del Lavoro Provincia Autonoma di Trento DESCRIZIONE PROFILO PROFESSIONALE PROFILO FORMATIVO Profilo professionale e percorso formativo DENOMINAZIONE FIGURA PROFESSIONALE - ADDETTO UFFICIO TECNICO

Dettagli

Tipologie edilizie e costi

Tipologie edilizie e costi Parcheggi 8-10-2007 11:46 Pagina 18 o- o PROGETTARE TECNOLOGIA Progetto Realizzazione Gestione 18 Tipologie edilizie e costi Parcheggi: quanto costa realizzarli Quanto costa realizzare un parcheggio fuori

Dettagli

Simone Riccardi. Particolare di una facciata nel centro storico di Parma (foto Flickr autore Viola Klis )

Simone Riccardi. Particolare di una facciata nel centro storico di Parma (foto Flickr autore Viola Klis ) VALORIZZAZIONE DELLE quinte urbane studi dei prospetti con necessità di ordine manutentivo nel centro storico di parma Simone Riccardi Il centro storico di Parma racchiude all interno delle sue vie e dei

Dettagli

GENERA Sistema Integrato e GeneraGreenBuilding

GENERA Sistema Integrato e GeneraGreenBuilding INVITO VI ASPETTIAMO AL NOSTRO STAND Siamo presenti alla Fiera internazionale della sostenibilità Padiglione 6 stand 6/b CONVEGNI ed EVENTI sabato 18 maggio 16.00 17.00 Sala 3 (padiglione 6) CONFERENZA

Dettagli

1. AUDIT ENERGETICO DEI 250 EDIFICI PUBBLICI DELLA PROVINCIA DELLA SPEZIA E REALIZZAZIONE DI UNA PIATTAFORMA INFORMATICA Audit GIS

1. AUDIT ENERGETICO DEI 250 EDIFICI PUBBLICI DELLA PROVINCIA DELLA SPEZIA E REALIZZAZIONE DI UNA PIATTAFORMA INFORMATICA Audit GIS Titolo: Dal Censimento dei consumi energetici degli edifici pubblici all attuazione dei PAES della Provincia della Spezia Arch. Paola Giannarelli 18 marzo 2011 ISOLA DI SAN SERVOLO - VENEZIA DAL CENSIMENTO

Dettagli