Arch. Manuele Balducci

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1 presenta: MANUTENZIONE PROGRAMMATA PER I BENI STORICOARCHITETTONICI Arch. Manuele Balducci Laboratorio per l Innovazione della Manutenzione e della Gestione dei Patrimoni Urbani e Immobiliari Viale Giulio Cesare Roma tel fax

2 Arch. Manuele Balducci ABSTRACT Viene presentato uno studio su un edificio della Scuola di Guerra Aerea di Firenze, (complesso particolarmente significativo nel razionalismo italiano degli anni 30), che bene si presta, per omogeneità tecnologica e stilistica, ad una successiva estensione del modello di gestione dal singolo edificio all intero complesso. Nel trasferimento delle problematiche inerenti la programmazione degli interventi di manutenzione dal settore industriale a quello edilizio, sono stati individuati dei punti alla base della filosofia del lavoro che possono essere riassunti nei seguenti: l individuazione di un SISTEMA DI PRIORITÀ negli interventi da eseguire, fondamentale nella ottimizzazione delle risorse disponibili, collegato ad una QUANTIFICAZIONE IL PIÙ UNIVOCA POSSIBILE DELLE CONDIZIONI DI DEGRADO TOLLERATE dagli elementi tecnici una programmazione degli interventi di manutenzione che non punti su una singola strategia, ma che privilegi i CONTROLLI DELLO STATO EFFETTI VO DEGLI ELEMENTI TECNICI un FEEDBACK DEI DATI STORICI RIGUARDANTI GLI INTERVENTI E I CONTROLLI EFFETTUATI per mettere a punto in un lasso di tempo ragionevole il modello di gestione in relazione alle REALI NECESSITÀ E CONDIZIONI DELL EDIFICIO. In un approccio alla Scomposizione tecnologica di un organismo edilizio finalizzata all analisi dell esistente, sono state rilevate le incongruenze della Normativa UNI utilizzata in Italia, trovando nel Sistema PC/SfB, standard di riferimento in Europa da oltre trent anni, il sistema di classificazione più idoneo. L edificio è stato analizzato partendo dai dati sui materiali e le soluzioni tecnologiche utilizzate (attraverso il recupero e la rielaborazione elettronica dei disegni originali conservati nell Archivio di Stato di Firenze e verifiche sullo stato di fatto degli elementi tecnici), prendendo in considerazione gli interventi di manutenzione succedutisi in un periodo di circa vent anni (mediante la consultazione del materiale negli Archivi della Scuola di Guerra Aerea). Tutte le voci presenti nelle schede tecniche costituiscono delle CATEGORIE DI INFORMAZIONI in previsione di una messa a regime del modello di gestione degli interventi di manutenzione in riferimento ai COSTI degli stessi, alle RIPERCUSSIONI DEL MANCATO INTERVENTO SUI COSTI DEGLI INTERVENTI FUTURI ed al BUDGET disponibile. E uno studio su un edificio della Scuola di Guerra Aerea di Firenze (complesso particolarmente significativo nel razionalismo italiano degli anni 30), che bene si presta, per omogeneità tecnologica e stilistica, ad una successiva estensione del modello di gestione dal singolo edificio all intero complesso. Il fabbricato in esame, il padiglione Comando, rappresenta con la palazzina Ufficiali uno dei punti di maggiore interesse all interno del complesso, dal punto di vista compositivo, della scelta nei dettagli costruttivi e dei materiali. Si compone di due corpi di fabbrica, a sud e a nord, dalla struttura tradizionale in pietrame, uniti da altrettanti corpi a ponte dalla struttura scatolare chiusa in cemento armato; questi poggiano su pilastri indipendenti inglobati all interno degli altri corpi di fabbrica, con raddoppio della struttura e giunto di dilatazione. Il rivestimento della struttura esterna è in mattoni di cotto e travertino; all interno dell edificio sono utilizzati pregiati marmi e tipi di legno in sintonia con il carattere di rappresentanza dell insieme. una programmazione degli interventi di manutenzione che non punti su una singola strategia, ma che privilegi i CONTROLLI DELLO STATO EFFETTIVO DEGLI ELEMENTI TECNICI un FEEDBACK DEI DATI STORICI RIGUARDANTI GLI INTERVENTI E I CONTROLLI EFFETTUATI per mettere a punto in un lasso di tempo ragionevole il modello di gestione in relazione alle REALI NECESSITÀ E CONDIZIONI DELL EDIFICIO. L edificio è stato analizzato partendo dai dati sui materiali e le soluzioni tecnologiche utilizzate, prendendo in considerazione gli interventi di manutenzione succedutisi in un periodo di circa vent anni. LA PROGRAMMAZIONE DELLA MANUTENZIONE La programmazione della manutenzione nelle costruzioni prende le mosse da quella ampiamente sperimentata e sistematizzata nel settore industriale. Vi sono però differenze sostanziali tra i due ambiti, soprattutto nel diverso parametro di riferimento: nei cicli industriali, la produzione; nell edilizia, la utilizzazione dell organismo e quindi la sua prestazione. Nel trasferimento di sistemi di programmazione dall industria all edilizia, ci troviamo nel settore delle costruzioni nella impossibilità di costringere in termini concreti tutte le variabili che interessano i sistemi di conservazione, con la conseguenza di portare, nella programmazione della manutenzione, alla adozione di un sistema aperto, secondo la nozione di modello antropico enunciata da G.Ciribini nel corso del Seminario per l ambiente costruito, in contrapposizione a quello meccanicistico della tradizione industriale. 6 INDIVIDUAZIONE DI STANDARD DI QUALITÀ APPROPRIATI Nel trasferimento delle problematiche inerenti la programmazione degli interventi di manutenzione dal settore industriale a quello edilizio, sono stati individuati dei punti alla base della filosofia del lavoro che possono essere riassunti nei seguenti: l individuazione di un SISTEMA DI PRIORITÀ negli interventi da eseguire, fondamentale nella ottimizzazione delle risorse disponibili, collegato ad una QUANTIFICAZIONE IL PIÙ UNIVOCA POSSIBILE DELLE CONDIZIONI DI DEGRADO TOLLERATE dagli elementi tecnici «L individuazione degli standard di qualità appropriati di un fabbricato è il fattore chiave per determinare la quantità di lavoro di manutenzione da eseguire. (...) Mentre alcuni requisiti, come per esempio la stabilità strutturale, hanno un applicabilità universale, altri devono essere determinati a seconda delle esigenze del proprietario o dell utente. (...) Appare chiaro che, a seconda delle esigenze delle diverse organizzazioni, vengono inevitabilmente definiti modelli di manutenzione diversi.» 3 Come ricorda Molinari, «dal punto di vista tecnologico e 1

3 operativo la manutenzione non richiede particolari impegni perché spesso è fatta di piccoli interventi. il problema è individuabile piuttosto nella programmazione, nell organizzazione degli interventi e nella predisposizione di accessi facilitati all informazione necessaria.». Nel caso di enti che gestiscono grandi volumi edilizi nel territorio, come è quello in esame, le valutazioni sui ritorni economici di una filosofia di manutenzione programmata trovano come interlocutore e destinatario l ente stesso. «La istituzione di sistemi informativi rappresenta un punto nodale del processo manutentivo, per risolvere razionalmente le problematiche di ordine amministrativo e per costituire la base dalla quale partire per la progettazione dei programmi manutentivi. (...) Tutte le varie strategie tendono a realizzare la manutenzione, ma mentre nell industria, per ogni organismo può essere scelta una strategia manutentiva, nell edilizia ogni organismo contiene situazioni che impongono la sinergia di diverse strategie, la scelta delle quali deve essere guidata dalla razionale individuazione delle esigenze specifiche di ogni componente, in rapporto ad una serie di parametri non meccanicistici ma semplicemente logici.» 6 E necessaria la conoscenza di una serie di dati relativi alle caratteristiche tecniche dei subsistemi e dei materiali utilizzati. Informazioni statistiche sulla loro durabilità e vita media, di per sé questi dati non sufficienti senza un continuo feedback di informazioni sulla base delle quali modificare e aggiornare i programmi di intervento. L obiettività e l attendibilità delle caratteristiche tenderà ad essere maggiore con l andar del tempo e la costruzione di statistiche significative sull impiego dei materiali o componenti stessi. SCOMPOSIZIONE TECNOLOGICA DELL ORGANISMO EDILIZIO: ADOZIONE DEL PIANO DI CLASSIFICAZIONE CI/SFB (...) Il Piano di Classificazione CI/SFB analizza l elemento tecnico contemporaneamente da punti di vista diversi, con relativi codici di richiamo: secondo la funzione (Tavola 1, Elementi), COSA È; secondo la lavorazione (Tavola 2, Lavori), COME È FATTO; secondo il tipo di materiale (Tavola 3, Materiali), CON COSA; Caratteristica del sistema è il suo particolare approccio di scomposizione in parti. (31) Pareti esterne, Completamenti (311:1) F:Hg3 (312:1) Fg3 (313:1) Fe2 (31:1) Sg2 (315:1) Se5 (316:1) Pi1:o1 MATTONI DI RIVESTIMENTO IN COTTO CON SEZIONE AD U MATTONI DI COTTO PIENI E SAGOMATI (CONTORNO FINESTRE LATO SUL ) TRAVERTINO NEGLI INFISSI E NEI CORDOLI MARCAPIANO PIASTRELLE DI GRES SMAL TATO 2X2 LASTRE DI MARMO NEI DAVANZALI DELLE FINESTRE INFISSI IN LEGNO VERNICIATO [TAV. O] [TAV. 1] [TAV. 2,3] ( ) SISTEMA TECNOLOGICO [PC/SFB] del Pad. Comando della S.G.A. in Firenze La scomposizione del Sistema tecnologico si è strutturata, per la PARTE EDILE, in: lavori al suolo, strutture di elevazione, queste a loro volta in: supporto completamenti finiture ; e, per la PARTE IMPIANTISTICA, in: impianti tecnici canalizzati impianti tecnici elettrificati Per elemento tecnico si intende non l unità minima scomponibile, ma un subsistema, formato di ulteriori componenti, rappresentante un unità minima di intervento relativamente agli interventi di manutenzione. STRATEGIE DI MANUTENZIONE: NON UN UNICA STRATEGIA, MA PRIVILEGIARE LA MANUTENZIO NE SECONDO CONDIZIONE Una volta ultimata la scomposizione del Sistema tecnologico, è importante tenere presente il riferimento al quadro delle strategie di manutenzione da adottare: la manutenzione preventiva programmata, più dispendiosa, è quella che nel settore industriale è legata alla sicurezza; la manutenzione secondo condizione, ha costi molto inferiori in quanto riduce il numero degli interventi a quelli effettivamente necessari, che è sempre minore di quelli preventivati a tavolino. In edilizia, se «si eccettuano le parti strutturali, alcuni impianti (ascensori, impianti antincendio, impianto elettrico e a gas) o alcuni componenti di edifici particolari quali ad esempio le lampade in una sala operatoria, sono praticamente inesistenti le parti direttamente legate alla sicurezza; è dunque ipotizzabile impostare, ferma restando una verifica specifica di tutti i singoli sottosistemi tecnologici, una strategia basata prevalentemente sulla manutenzione secondo condizione». QUANTIFICARE NEL MODO PIÙ UNIVOCO POSSIBILE LE CONDIZIONI DI DEGRADO TOLLERATE DAGLI ELEMENTI TECNICI Bisogna ora definire il campo d azione e i criteri degli interventi di manutenzione. «Presupposto fondamentale per l applicazione della manutenzione secondo condizione nonchè di quella preventiva programmata è quello di fissare, per ciascun sottosistema tecnologico, delle soglie al di sotto delle quali si deve procedere all intervento manutentivo. Parallelamente si debbono stabilire dei criteri di giudizio, quanto più possibile univoci, per determinare la reale funzionalità ed efficienza dei componenti in modo da rendere omogenee e confrontabili le valutazioni del personale addetto ai controlli.» Deve essere stabilito «con certezza un criterio per giudicare se l elemento è o meno funzionante. Nella maggior parte dei casi in edilizia la non efficienza è l apice di un processo di deterioramento che può durare anni, talvolta decenni. In questo andamento è possibile individuare degli stadi intermedi tra i due estremi di perfetta efficienza da un lato e di deterioramento dall altro, che coincidono con altrettanti livelli prestazionali. Si tratta di stabilire quando questi livelli non sono più accettabili.» 3 Tutto ciò collegato alla individuazione di un sistema di priorità negli interventi da eseguire, fondamentale nella ottimizzazione delle risorse disponibili. STANDARD DI QUALITÀ: INDIVIDUAZIONE DI AREE CON RICHIESTE DI PRESTAZIONI OMOGENEE E LORO COLLEGA MENTO A DELLE CONDIZIONI DI STATO, INDICATIVE DEL LIVELLO DI DEGRADO AMMISSIBILE Sono state quindi individuate, per la parte edilizia, delle aree con richieste di prestazioni omogenee, nelle quali gli elementi tecnici devono rispettare delle CONDIZIONI di prestazione (o degli stati di avanzamento del degrado tol 2

4 lerati ) relativamente a parametri di natura estetica, tecnica e funzionale. L individuazione delle aree si è distinta in riferimento: alle superfici esterne del fabbricato ed alle aree interne, ciò in quanto le richieste di prestazioni dei prospetti di un edificio possono non essere le stesse degli ambienti interni. Seminterrato Piano terra Piano primo Nelle zone individuate come B, ovvero zone o aree che possono ammettere un abbassamento dei livelli prestazionali relativi a fattori estetici (zone a carattere prevalentemente amministrativo o superfici esterne non principali), è richiesto agli elementi tecnici di verificare almeno la Condizione 2. Nelle zone individuate come C, ovvero zone o aree che possono ammettere un abbassamento dei livelli prestazionali relativi a fattori estetici e tecnici (zone utilizzate per magazzino o deposito, ecc.), è richiesto agli elementi di verificare almeno la Condizione 3. Naturalmente è possibile che la condizione dell elemento sia superiore a quella richiesta dall area considerata. SCHEDATURA DEGLI ELEMENTI TECNICI Piano secondo Soffitte Copertura Sezione Seminterrato Piano terra Piano primo Piano secondo Soffitte Copertura Sezione INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE CON RICHIESTE DI PRESTAZIONI OMOGENEE : IN RIFERIMENTO ALLE SUPERFICI ESTERNE INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE CON RICHIESTE DI PRESTAZIONI OMOGENEE : IN RIFERIMENTO ALLE AREE DEL FABBRICATO Definiti i concetti alla base del Sistema Informativo si è passati ad una Schedatura degli elementi tecnici componenti l organismo edilizio distinguendo: una parte informativa; una parte più specificamente rivolta alla programmazione degli interventi di manutenzione. Le schede degli elementi tecnici che, per quanto riguarda la parte edilizia, si riferiscono ai lavori al suolo e alle strutture di elevazione, supporto, sono semplicemente informative mentre rientrano nel quadro della programmazione degli interventi di manutenzione quelle degli elementi tecnici inerenti ai completamenti e alle finiture (oltre naturalmente a quelle degli impianti). La strutturazione specifica della scheda è articolata come segue: I criteri seguiti nella individuazione delle Zone, identificate nei nomi: Zona A; Zona B; Zona C, cui dovranno corrispondere da parte degli elementi tecnici delle prestazioni sul piano ESTETICO, TECNICO, FUNZIONALE, vertono, in questo caso, su: LA TIPOLOGIA; L ORIENTAMENTO; LA RELAZIONE CON GLI ALTRI EDIFICI; L USO DELL UTENZA. Le condizioni che dovranno essere soddisfatte nelle varie aree dell edificio da parte degli elementi tecnici possono essere espresse da una combinazione dei parametri di prestazione ESTETICA, TECNICA E FUNZIONALE nel seguente modo: Condizione 1: ottimale sul piano estetico, tecnico e funzionale; Condizione 2: ottimale sul piano tecnico e funzionale; è ammissibile un abbassamento dei livelli prestazionali relativi a fattori estetici; Condizione 3: ottimale sul piano funzionale; è ammissibile un abbassamento dei livelli prestazionali relativi a fattori estetici e tecnici; Condizione : inaccettabile, presuppone un intervento manutentivo indispensabile. CONDIZIONE RICHIESTA parte informativa: individuazione dell elemento tecnico nella scomposizione tecnologica basata sull SfB; riferimento visivo sulla localizzazione dell elemento collegata ad una legenda indicante le zone con richieste di prestazioni omogenee (zona A, B, C); indicazioni tipologiche, sugli strati funzionali, sui materiali e componenti, eventuale abaco tipologico riassuntivo; disegni sulla localizzazione dell elemento (o delle tipologie dell elemento); Infisso 1 h=m3,2 l=1,6 Ferramenta c, f, i Infisso 3b h=m1,6 l=1,5 Ferramenta b,f Infisso 2 h=m2,9 l=1,5 Ferramenta e, g, i Infisso h=m1,6 l=1,5 Ferramenta d, g, m Infisso 3a h=m1,6 l=1,2 Ferramenta b, f, m Infisso 5a h=m3,1 l=1,5 Ferramenta c, f, i, l SPECCHIO RIEPILOGATIVO DEGLI STANDARD DI PRESTAZIONE RICHIESTI Nelle zone individuate come A, ovvero zone o aree caratterizzate da richieste di prestazioni massime (zone di rappresentanza o superfici esterne prospicienti ambienti di particolare rilevanza), è richiesto agli elementi tecnici di verificare almeno la Condizione computo metrico dell elemento (o delle tipologie dell elemento) in riferimento alla localizzazione; 3

5 INFISSI IN LEGNO VERNICIATO computo metrico in relazione alle zone con richieste di prestazioni omogenee; Infisso 1 8 Infisso 2 Infisso 3a parte specificamente inerente la programmazione degli interventi manutentivi: stati di degrado rilevati: fotografie, descrizioni, localizzazioni di stati di degrado rilevati in verifiche sul posto (riguardanti lo stato di fatto) FOTO 1 FOTO N N N definizione delle condizioni in relazione ai difetti rilevabili: elencazione di tutti i difetti possibili 5 dell elemento tecnico in relazione: alle cause, ad una quantificazione delle condizioni in relazione ai parametri di qualità, agli interventi necessari; DEFINIZIONE DELLE CONDIZIONI IN RELAZIONE AI DIFETTI RILEVABILI DIFETTO Bolle nella finitura superficiale ESPOSIZIONE SUD ESPOSIZIONE EST ESPOSIZIONE OVEST ESPOSIZIONE NORD Possibili cause Espansione del vapore d acqua dall umidità nel legno; sudorazione di resine POCO MEDIAMENTE condizioni in relazione ai difetti rilevati: relaziona i difetti rilevati in una verifica sul posto: alle condizioni nelle zone, ad una percentuale sul totale nelle zone, agli interventi necessari. Serve a riportare l edificio ad una situazione ottimale prima della messa a regime del modello di programmazione degli interventi; F PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P PT 1 P 2 P Infisso 1 8 Infisso Infisso 3a Infisso 3b F 1 F 2 F 3 TOTALE INTERVENTO NECESSARIO Diagnosi quadro degli interventi di manutenzione preventiva programmata (m.p.p.): relaziona gli interventi di m.p.p.: alle zone, eventualmente ulteriormente suddivise a seconda dei subsistemi (nel caso degli infissi, ad esempio, a seconda delle esposizioni, dato che nella stessa zona, un infisso si comporta in modo diverso se è ad esposizione nord o sud); al tipo di specializzazione richiesta per la manodopera; alla quantità (espressa, a seconda dell elemento, in n, mq); alla frequenza degli interventi quadro degli interventi di manutenzione secondo condizione (m.s.c.), piano dei controlli: relaziona il tipo di controllo da effettuarsi sull elemento tecnico: ai difetti rilevabili; alle procedure di ispezione (come viene effettuato il controllo); alla frequenza delle ispezioni Infine viene presentata una: Scheda di ispezione, in riferimento agli interventi di m.s.c.. Essa costituisce la traccia per il personale tecnico, che può anche non essere specializzato, addetto alle ispezioni. Presenta una serie di voci, da barrare o completare, che relazionano il tipo di controllo: ai difetti rilevabili (è inserita una voce «altro, specificare»); alle possibili cause (è inserita una voce «altro, specificare); al rilevamento delle condizioni nelle zone ; ad una % sul totale nelle zone Il resoconto di queste ispezioni fa scattare o meno la procedura di intervento. Come allegato alle Schede dei completamenti e delle finiture viene presentato un: Database degli interventi eseguiti nel padiglione Comando in un lasso di tempo di circa vent anni (dal 1973 al 1992). Oltre ai consueti campi data, descrizione dell intervento e costo sono stati inseriti nel database dei campi per i riferimenti ai codici SfB e dei campi, identificati nei nomi % sul tot. nella zona A, % sul tot. nella zona B, % sul tot. nella zona C, rimasti per ora vuoti per mancanza di informazioni al riguardo. Tutto ciò per evidenziare la conformazione di una informazione utilizzabile, che, oltre ai codici SfB per immediati richiami in riferimento alla scomposizione del sistema tecnologico, deve prevedere almeno: una descrizione quanto più mirata del tipo di intervento; una informazione sulla quantità (% sul tot.) e sulla zona di intervento (in riferimento alle zone A,B,C precedentemente identificate). Tutte le voci presenti nelle schede costituiscono delle CATE GORIE DI INFORMAZIONI in previsione di una messa a regime del modello di gestione degli interventi di manutenzione in riferimento ai COSTI degli stessi, alle RIPERCUSSIONI DEL MAN CATO INTERVENTO SUI COSTI DEGLI INTERVENTI FUTURI e al BUD GET disponibile. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE 1 Curcio S., Manutenzione dei patrimoni immobiliari, Ed. Maggioli, RN, Di Giulio R., Qualità edilizia programmata, Ed. Hoepli, Milano, Lee R., Manutenzione edilizia programmata, Ed. Hoepli, Milano, 1993 Molinari C. (a cura di), Manutenzione in edilizia, Ed. F. Angeli, Milano, P.S.A., Defects in buildings, London, HMSO, Tiveron A., La manutenzione: un problema per l edilizia, Ed. Dei Roma, 1990 La ricerca è stata presentata presso convegni internazionali di settore e pubblicata su riviste specializzate italiane ed estere. Manuele Balducci, Architetto, è Coordinatore dell'area Documentazione di Terotec Laboratorio per l Innovazione della Manutenzione e della Gestione dei Patrimoni Urbani e Immobiliari; ha condotto studi e attività di ricerca presso il Dipartimento PMPE dell Università di Firenze; ha collaborato con lo Studio Fuksas, curando numerosi progetti e concorsi di architettura. Svolge anche attività di progettazione architettonica, partecipando a concorsi nazionali e internazionali e conseguendo significativi premi e menzioni.

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