MIGRAZIONE POST-NUZIALE DEL TORDO BOTTACCIO (Turdus philomelos):

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1 FONDAZIONE EUROPEA IL NIBBIO MIGRAZIONE POST-NUZIALE DEL TORDO BOTTACCIO (Turdus philomelos): 72 ANNI DI DATI ( ) ALL OSSERVATORIO ORNITOLOGICO DI AROSIO (COMO) a cura di Silvia Capasso in collaborazione con Paola Magnani

2 Contatti OSSERVATORIO ORNITOLOGICO FEIN via Cascina Perego n. 1, Arosio (CO) Tel Fax Web Site SILVIA CAPASSO Dott.ssa in Scienze Naturali Indice: 1. Introduzione La FEIN e l Osservatorio Ornitologico di Arosio L inanellamento scientifico Scopo del presente report 2. L area di studio e l impianto di cattura 3. La specie: il Tordo bottaccio (Turdus philomelos C.L. Brehm, 1831) Introduzione Geonemia e fenologia Migrazione in Italia Status e minacce 4. Analisi della migrazione del Tordo bottaccio all Osservatorio Ornitologico di Arosio Catture del 2012 Andamento delle catture nel corso dei 72 anni Giorni di massima cattura nel corso dei 72 anni Andamento delle catture per decade Age-ratio Analisi delle ricatture 5. Altre ricerche condotte ad Arosio sul Tordo bottaccio Bibliografia Pagina 2

3 1. INTRODUZIONE La FEIN e l Osservatorio Ornitologico di Arosio La Fondazione Europea Antonio Bana per la ricerca ornitologica sulle migrazioni e per la tutela dell'ambiente - IL NIBBIO (FEIN) - Onlus è stata fondata nel 1988 allo scopo di studiare e di promuovere iniziative atte a contribuire alla conservazione della fauna e degli ambienti naturali. La FEIN gestisce l Osservatorio Ornitologico di Arosio (Como) in Lombardia, dove dal 1977 viene praticata una costante e standardizzata attività di inanellamento a scopo scientifico che ha permesso di inanellare oltre uccelli. Numerosi ad Arosio sono anche i dati antecedenti il 1977; l Osservatorio, infatti, nasce dalla trasformazione di un antico roccolo, di cui si hanno testimonianze storiche già dal 1710; fino al 1957 veniva praticata attività di caccia con le reti, dal 1958 al 1976 è stato praticato l inanellamento, non ancora controllato e coordinato, infine dal 1977 è intrapresa una costante e standardizzata attività di inanellamento a scopo scientifico. Dal 1941 al 2012, cioè per ben 72 anni, l attività di cattura è stata continua e costante (fatta eccezione per l anno 1969 di vuoto legislativo), in particolare nel periodo di migrazione autunnale l impianto, costituito a pieno regime da circa 700 metri di mist-nets, è stato sempre attivo dal 4 agosto al 31 dicembre. Per le attività di ricerca e di studio ai fini ambientali svolte all Osservatorio Ornitologico e per il complesso arboreo di Arosio la FEIN nel 2006 ha ottenuto il riconoscimento EMAS Environmental Management and Audit Scheme (registrazione n. IT ). Il Presidente FEIN, Avv. Giovanni Bana, con Domenico Conti e Walter Sassi (collaboratori dell Osservatorio Ornitologico FEIN), mentre consultano lo storico registro delle catture (foto: Matteo Zanga). Pagina 3

4 L inanellamento scientifico L inanellamento è una tecnica di ricerca basata sul marcaggio individuale degli uccelli e rappresenta un metodo efficace per studiare la biologia e l ecologia delle varie specie. Il primo inanellatore della storia è stato l ornitologo danese H.D. Mortensen, che nel 1889 appose alla zampa di alcuni storni degli anelli metallici da lui costruiti, sui cui aveva impresso un numero progressivo ed il proprio indirizzo postale. Da allora l inanellamento si è notevolmente evoluto ed oggi gli inanellatori, specificatamente preparati ed autorizzati, sono coordinati da un centro nazionale il cui indirizzo è impresso su ciascun anello, insieme ad un codice alfanumerico che identifica il singolo uccello. In Italia le attività sono coordinate dal Centro Nazionale d Inanellamento dell ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), già Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS), con sede ad Ozzano dell Emilia (BO), mentre a livello europeo l EURING (European Union for Bird Ringing) assicura una collaborazione tra i vari centri nazionali ed una standardizzazione del metodo. Ciascuna ripresa di un uccello inanellato, sia attraverso la sua ricattura ed il successivo rilascio che mediante la segnalazione finale una volta deceduto, fornisce importanti informazioni sui suoi spostamenti. La ricostruzione dei viaggi consente di definire le rotte di migrazione, identificare le aree di sosta, elaborare stime di sopravvivenza e di successo riproduttivo, ecc., fornendo quindi informazioni fondamentali per una corretta gestione. Un importante contributo alla ricerca può essere offerto da chiunque ritrovi un uccello con anello metallico ad una zampa; anche se abbattuto durante l attività venatoria. E sufficiente segnalare il ritrovamento direttamente al Centro Nazionale d Inanellamento dell ISPRA Tavolo di inanellamento dell Osservatorio di Arosio. Sono visibili gli strumenti utilizzati per l inanellamento ed il rilievo di misure biometriche (pinze, righelli, calibro), alcune serie di anelli, le schede per la registrazione delle catture ed un pc per l archiviazione digitale dei dati. Pagina 4

5 Scopo del presente report La proficua attività di cattura che da sempre caratterizza l Osservatorio Ornitologico di Arosio, sia nell attuale funzione di stazione d inanellamento che in quella precedente di roccolo, ha permesso di raccogliere una ricca mole di dati sulla migrazione che avviene attraverso le Prealpi Lombarde. Una delle specie maggiormente inanellate dell Osservatorio è il Tordo bottaccio, uccello da sempre soggetto a forte prelievo venatorio e pertanto di particolare interesse gestionale. Il presente report costituisce un aggiornamento del precedente ( Migrazione post-nuziale del Tordo bottaccio, Turdus philomelos: 71 anni di dati, , all Osservatorio Ornitologico di Arosio ), e intende prospettare un analisi dei dati raccolti su questo Turdide ad Arosio nel periodo , durante un lasso di tempo di oltre settanta anni. Pagina 5

6 2. L AREA DI STUDIO E L IMPIANTO DI CATTURA L Osservatorio Ornitologico di Arosio (45 43 N E) si trova a nord dell abitato dell omonimo Comune, in provincia di Como. Ubicato nella collinosa Brianza, si erge ad un altitudine di 360 metri s.m.l., si estende su una superficie di 12.5 ha ed appartiene al dominio delle Alpi Meridionali o Prealpi. La vegetazione dell Osservatorio è costituita da un complesso arboreo di notevole valore storico-architettonico: gli impianti di cattura sono caratterizzati da corridoi di Carpino bianco (Carpinus betulus) posizionati e potati in modo da creare autentiche architetture verdi, in cui le reti sono nascoste alla vista degli uccelli dal pergolato di fronde. Le specie vegetali presenti nell area sono numerose e molte di esse producono frutti e semi che costituiscono un importante fonte alimentare per l avifauna stanziale e migratoria e pertanto attirano molte specie di uccelli. Sono presenti, ad esempio, il Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia), il Biancospino (Crataegus monogyna), il Sambuco (Sambucus nigra), l Amaranto (Amaranthus caudatus). Nella parte immediatamente limitrofa all impianto di cattura si estende un ampio bosco; nel versante occidentale predomina il Castagno (Castanea sativa), mentre in quello orientale è la Robinia (Robinia pseudoacacia) a prevalere. Frammisti a queste specie principali si ritrovano numerose altre essenze, fra cui pini, querce, noccioli. L impianto di cattura, costituito nella sua totalità da circa 700 m di reti verticali di tipo mistnets, è interamente attivo nel periodo di massima migrazione autunnale e parzialmente attivo nel resto dell anno. Per il Tordo bottaccio sono impiegati richiami acustici elettrici, con canto e versi. Pagina 6

7 3. LA SPECIE: IL TORDO BOTTACCIO (Turdus philomelos C.L. Brehm, 1831) Introduzione Il Tordo bottaccio è un Passeriforme appartenente alla famiglia dei Turdidi. Il piumaggio è bruno sulle parti superiori e biancastro con evidente maculatura su quelle inferiori. Non c è dimorfismo sessuale, pertanto il maschio e la femmina ad un esame morfologico e morfometrico risultano indistinguibili. La dieta, prevalentemente insettivora, viene arricchita tra la fine dell estate e l inverno con bacche, frutta ed altri elementi vegetali. L habitat preferenziale per la nidificazione è costituito da boschi montani e collinari di conifere e/o latifoglie; il nido a coppa viene costruito sui rami degli alberi o tra i cespugli. Geonemia e fenologia Specie politipica a distribuzione eurosibirica, è uniformemente distribuita come nidificante in tutte le aree boscate dell Europa centrale e settentrionale, Siberia occidentale ed Asia, mentre nel sud del continente è presente soprattutto sui rilievi; migratrice a medio e corto raggio con popolazioni parzialmente o completamente migratrici, sverna nella parte centro-meridionale dell areale europeo e nella regione mediterranea. In Italia è nidificante sedentaria parziale, migratrice regolare e svernante. Diffusa abbastanza uniformemente sulle Alpi, è invece più scarsa e localizzata sugli Appennini (Brichetti e Fracasso, 2008). In Lombardia il Tordo bottaccio è un migratore regolare, in parte svernante e nidifica sulle Alpi, sulle Prealpi e nella regione alto-collinare dell Oltrepò pavese, ad un altitudine compresa tra i 250 ed i m, con maggiori frequenze tra i ed i metri. Durante l inverno scende di quota andando a svernare nella Pianura Padana (Vigorita e Cucè, 2008). Sul territorio regionale la presenza di questo Turdide in termini di abbondanza relativa è scarsa durante tutto l anno, tranne nel corso della migrazione autunnale tardiva, allorché risulta ovunque molto abbondante (Ferri e Spina, 2006). Pagina 7

8 Migrazione in Italia L'Italia è un crocevia per le rotte migratorie del Tordo bottaccio, con ricatture di uccelli inanellati nella maggior parte del Paleartico occidentale, dalle coste settentrionali del Baltico fino alla Tunisia, dalla costa atlantica del Marocco fino al di là degli Urali. La maggior parte dei dati proviene da paesi quali l Ungheria, la Repubblica Ceca, la Germania, la Svizzera, la Polonia e la Russia. I primi tordi inanellati all'estero sono registrati in Italia nel mese di agosto, ma le alte densità si raggiungono dalla fine di settembre, con picco massimo nel corso della terza decade di ottobre e ancora alti numeri ai primi di novembre (Spina e Volponi, 2008). Status e minacce Turdus philomelos è incluso nell Allegato III della Convenzione di Berna e nell Allegato II/B della recente Direttiva 2009/147/CE, che ha abrogato la storica Direttiva Uccelli 79/409/CEE. Nella IUCN Red List of Threatened Species è valutato a Minor Rischio (Least Concern - LC) e da BirdLife International è classificato come Non-SPEC E. La popolazione nidificante in Italia è stimata in coppie; il trend è ritenuto stabile, con qualche incremento locale con espansione di areale verso quote inferiori (Brichetti e Fracasso, 2008). La popolazione lombarda ha subito un incremento dal 1992 al 2007 e allo stato attuale si stimano circa coppie (Vigorita e Cucè, 2008). In Italia ed in diverse altre nazioni europee, prime fra tutte Francia, Spagna e Grecia, il Tordo bottaccio è soggetto a prelievo venatorio. Nonostante l attuale status favorevole della specie la perdita di habitat resta una possibile causa di minaccia e pertanto va tenuta sotto controllo, similmente persiste l esigenza di una corretta gestione del prelievo. Pagina 8

9 4. ANALISI DELLA MIGRAZIONE DEL TORDO BOTTACCIO ALL OSSERVATORIO ORNITOLOGICO DI AROSIO Turdus philomelos ad Arosio è specie migratrice, abbondante in autunno (da settembre a novembre) e molto più scarsa in primavera (perlopiù in marzo). Non sembra utilizzare l area come punto di ristoro in cui accumulare grasso, ma è uno degli uccelli più catturati della stazione d inanellamento, grazie anche alle peculiari condizioni ambientali, curate da oltre trent anni con le stesse modalità e tecniche gestionali. Le riprese a distanza di qualche ora sono pochissime, indicando che i tordi generalmente non sostano nell area e, dopo la breve interruzione dovuta alle attività d inanellamento, riprendono il volo. Catture del 2012 Nel 2012 sono stati inanellati 1022 tordi, di cui 2 in primavera e 1020 in autunno; il primo è stato catturato il 16 settembre e l ultimo il 20 dicembre. Dei tordi catturati in autunno 738 sono stati individuati come giovani, nati cioè nell anno in corso, 280 sono stati riconosciuti come adulti, nati cioè prima dell anno in corso e 2 sono risultati di età non determinabile. Pertanto l age-ratio, cioè il rapporto giovani/adulti è risultato pari a 2,64, con una percentuale di giovani del 72,5%. Tali valori, sebbene superiori a quelli registrati lo scorso anno (age-ratio e percentuale di giovani nel 2011 furono 1,68 e 62,3%), risultano minori rispetto alla media rilevata all Osservatorio negli ultimi 20 anni (age-ratio: 3,37; percentuale di giovani: 77,1%). Andamento delle catture nel corso dei 72 anni Dal 1941 al 2012 presso l Osservatorio Ornitologico di Arosio sono stati catturati con metodo attivo tordi, in larghissima maggioranza durante la migrazione post-nuziale. Come si può evincere dal grafico (Figura 1), l anno in cui l Osservatorio ha registrato il più alto numero di catture è il 2008 con tordi; per trovare un annata analogamente eccezionale bisogna tornare indietro sino al 1943, quando furono catturati individui. Confrontando i dati inerenti le tre diverse fasi di attività attraversate dall Osservatorio (caccia, inanellamento non coordinato, inanellamento scientifico coordinato) non si rilevano differenze significative o particolari trends; le fluttuazioni registrate in alcuni anni possono rientrare nel normale andamento della fenologia della migrazione in quanto è possibile che da un anno all'altro si verifichino delle grosse variazioni nei passaggi dei migratori. A livello europeo una ricerca condotta sulla dinamiche di popolazione di alcune specie di Turdidi catturate durante la migrazione autunnale nel periodo in diverse stazioni d inanellamento dell Europa settentrionale e centrale (Woźniak, 1997) riporta per il Tordo bottaccio apprezzabili fluttuazioni Pagina 9

10 annuali e trends per la maggior parte negativi nel corso dei 35 anni di studio, soprattutto lungo le coste del Mar Baltico, con qualche tendenza leggermente positiva in alcune stazioni interne tedesche. Trends negativi, soprattutto per i giovani, sono riportati anche in uno studio condotto in Gran Bretagna nel periodo (Peach et al., 1998), che individua come possibile causa del calo la trasformazione delle pratiche agricole. Va sottolineato che a livello regionale le catture di Tordo bottaccio sono costantemente diminuite a partire dalla fine degli anni 80, come illustrato nell Atlante della distribuzione geografica e stagionale degli uccelli inanellati in Lombardia negli anni (Ferri e Spina, 2006), ma le ragioni di tale calo sono individuate dagli autori nel progressivo inutilizzo, a fini di inanellamento, di roccoli e bresciane nel territorio regionale e nell introduzione di tecniche di cattura più standardizzate, che non prevedono l utilizzo di richiami vivi. Pagina 10

11 Numero totale = Figura 1: Numero di catture per anno, Pagina 11

12 Giorni di massima cattura nel corso dei 72 anni In Tabella 1 sono rappresentati i giorni, anno per anno, di massima cattura ed il rispettivo numero di tordi catturati; l andamento dei picchi nel corso dei 72 anni è invece visibile nel grafico di Figura 2. Solo in quattro anni (1958, 1977, 1993 e 2008) il giorno di picco delle catture è avvenuto in settembre. Nel 2012 il numero massimo di catture giornaliere, pari a 115 tordi, è stato registrato il 12 ottobre. La data in cui il picco di catture si è verificato per più volte, cioè per 10 anni, è il 10 ottobre. Dal grafico sembra delinearsi un singolare andamento ciclico delle giornate di picco; sono infatti visibili quattro cicli, in cui giornate di picco precoci (fine settembre-inizio ottobre) o tardive (oltre la metà di ottobre) si ripetono ogni anni circa. ANNO GORNO DI MASSIMA CATTURA NUMERO DI CATTURE ANNO GORNO DI MASSIMA CATTURA NUMERO DI CATTURE ANNO GORNO DI MASSIMA CATTURA NUMERO DI CATTURE / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / Inattività / / / / / / / / / / / / / Tabella 1: Giorno di massima cattura e rispettivo numero di tordi catturati, (In grassetto: catture superiori a 100; in rosso: picchi in settembre) Pagina 12

13 Giorno di massima cattura 21-ott 20-ott 19-ott 18-ott 17-ott 16-ott 15-ott 14-ott 13-ott 12-ott 11-ott 10-ott 09-ott 08-ott 07-ott 06-ott 05-ott 04-ott 03-ott 02-ott 01-ott 30-set 29-set 28-set 27-set 26-set picco in settembre Anno Figura 2: Giorni di massima cattura, Pagina 13

14 Andamento delle catture per decade La Figura 3 illustra l andamento delle percentuali di catture per decade nel corso della migrazione post-nuziale del periodo (per il quale è disponibile un archivio digitale). Dal grafico si evince un progressivo incremento delle catture dalla seconda decade di settembre fino alla seconda di ottobre, seguito poi da una drastica contrazione. La data mediana, cioè quella in cui è stato catturato il 50% dei tordi, cade l 11 ottobre, mentre il primo e terzo quartile (corrispondenti, rispettivamente, al 25% e 75% delle catture) coincidono con 4 ottobre e 17 ottobre; è quindi tra queste due date che si concentra il massimo dei passaggi. Ritenendo le catture una buona rappresentazione del campione migratorio si può affermare che la migrazione del Tordo bottaccio presso l Osservatorio Ornitologico FEIN di Arosio è, in media, caratterizzata da un passaggio concentrato tra fine settembre e fine ottobre; in novembre il flusso migratorio si riduce progressivamente fino ad arrestarsi quasi del tutto nel corso della seconda decade. Tale andamento è in accordo con quanto rilevato per l intera regione Lombardia nel periodo da Ferri e Spina (2006), che riportano un chiaro picco degli inanellamenti di Tordo bottaccio nelle prime due decadi di ottobre seguito da una diminuzione significativa negli ultimi due mesi dell anno. Figura 3: Percentuale di catture per decade, Pagina 14

15 Age-ratio Per gli ultimi 20 anni ( ), per i quali è disponibile un archivio informatizzato, è stato possibile calcolare l age-ratio, cioè il rapporto giovani/adulti, degli individui catturati durante la migrazione post-nuziale (periodo 1 settembre 20 novembre). Il campione è risultato composto da giovani e adulti, per un totale di individui a cui è stata determinata l età. Il rapporto giovani/adulti risulta essere, pertanto, pari a 3,37, mentre la percentuale di giovani è del 77,1%. Analisi simili, effettuate per uccelli inanellati in autunno sulle Alpi al di sotto dei 700 m s.l.m. (Pedrini et al., 2008) ed in Campania (Scebba, 2006), hanno rivelato percentuali di giovani un po' superiori, pari rispettivamente all 86% (periodo ) e all 83% (periodo ). Ala di un giovane: presenza di grandi copritrici juvenili secondo Svensson (1992) L age-ratio e la percentuale di giovani nelle catture forniscono indicazioni sull andamento della stagione riproduttiva precedente e possono dare interessanti informazioni su eventuali tendenze positive o negative delle popolazioni migranti. Confrontando l age-ratio dei campioni di Arosio delle ultime stagioni autunnali si evincono moderate fluttuazioni annuali (Figura 4). Figura 4. Age-ratio dal 2005 al 2012 durante la migrazione autunnale (01 settembre-20 novembre). Pagina 15

16 Analisi delle ricatture In Tabella 2 si riporta una sintesi delle numerose ricatture, ben 373, di tordi inanellati ad Arosio e ripresi altrove (periodo ). I dati permettono sia di individuare in Francia, Algeria, Spagna e Corsica le principali destinazioni per lo svernamento, sia di confermare per l Italia una rotta migratoria preminente verso sud-ovest attraverso Piemonte e Liguria ed una rotta meno seguita verso sud attraverso Toscana e Lazio (vedi figura a lato). E da segnalare, inoltre, che il 07/10/08 è stata registrata all Osservatorio una ricattura straniera: un tordo con anello H79387 del centro d inanellamento di Sempach (Svizzera), per il quale si attendono tuttora ulteriori informazioni dal centro d inanellamento italiano (ISPRA, ex INFS, Ozzano dell Emilia-BO). LUOGO di ricattura N. ricatture LUOGO di ricattura N. ricatture LUOGO di ricattura N. ricatture Tabella 2: Ricatture di tordi inanellati ad Arosio e ripresi altrove ( ). LUOGO di ricattura N. ricatture FRANCIA 89 GERMANIA 1 ITALIA - LOMBARDIA 119 ITALIA - PIEMONTE 4 ALGERIA 51 GRECIA 1 ITALIA - LIGURIA 15 ITALIA SARDEGNA 3 BALEARI 31 LETTONIA 1 ITALIA - TOSCANA 9 ITALIA - UMBRIA 1 SPAGNA 25 REPUBBLICA CECA 1 ITALIA - LAZIO 4 ITALIA - CAMPANIA 1 CORSICA 11 SVEZIA 1 ITALIA - VENETO 4 ITALIA - CALABRIA 1 Pagina 16

17 5. ALTRE RICERCHE CONDOTTE AD AROSIO SUL TORDO BOTTACCIO Oltre ad una costante attività di inanellamento presso l Osservatorio Ornitologico di Arosio sono state svolte sul Tordo bottaccio anche altre tipologie di ricerca. Nell ottobre del 2000 alcuni ricercatori finlandesi dell Università di Joensuu hanno condotto sul tetto del principale casello dell Osservatorio degli specifici esperimenti sull orientamento e l attività migratoria del Tordo, allo scopo di studiare le direzioni preferenziali di questi migratori notturni prima, durante e dopo il tramonto (Huttunen, 2004). Inoltre da alcuni anni ad Arosio è presente una Stazione Bioacustica dotata di antenna parabolica che consente di registrare automaticamente, dalle 23:00 alle 3:00 del mattino, i richiami emessi dai Turdidi durante il volo migratorio notturno; in particolare vengono registrati i suoni emanati durante la migrazione pre-nuziale e post-nuziale da Tordo bottaccio (Turdus philomelos), Tordo sassello (Turdus iliacus) e Merlo (Turdus merula). Tale attività è il frutto della collaborazione della FEIN con l Institut Méditerranéen du Patrimoine Cynégétique et Faunistique - IMPCF di Nimes, che coordina a livello europeo un progetto di ricerca sulla classificazione dei segnali biologici e in particolare sul riconoscimento dei versi di contatto dei Turdidi. Tutte le stazioni bioacustiche che aderiscono al progetto inviano le registrazioni all'impcf per la decodificazione, al fine di elaborare uno studio comparato sul passaggio notturno dei grandi Turdidi lungo il Bacino del Mediterraneo. Dal 2009, inoltre, è stata avviata una ricerca sulle specie ectoparassite degli uccelli migratori, fra cui il Tordo, grazie alla collaborazione con il Dr. Matteo Montagna (Dip. di Patologia animale, Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria - Fac. Veterinaria, Università degli Studi di Milano). Dal 2005, infine, l Osservatorio FEIN nel periodo autunnale ospita ricercatrici polacche dell equipe del Prof. Prezemyslaw Busse dell Università di Danzica (Bird Migration Research Station, University of Gdansk), che coadiuvano le attività di inanellamento del Tordo e di tutte le altre specie catturate. Pagina 17

18 BIBLIOGRAFIA Andreotti A., Pirrello S., Tomasini S. e Merlo F., I Tordi in Italia. Biologia e conservazione delle specie del genere Turdus. ISPRA, Rapporti 123/2010. Brichetti P. e Fracasso G., Ornitologia italiana. Vol. 5 Turdidae-Cisticolidae. Oasi Alberto Perdisa Editore, Bologna. Ferri A. e Spina F., Atlante della distribuzione geografica e stagionale degli uccelli inanellati in Lombardia negli anni Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica A. Ghigi. Huttunen M.J., Orientation and migratory activity of Song Thrushes (Turdus philomelos) in northern Italy: cage and release experiments under overcast conditions. The Ring 26, 1: Peach W.J., Baillie S.R., Balmer D.E., Long-term changes in the abundance of passerines in Britain and Ireland as measured by constant effort mist-netting. Bird Study 45: Pedrini P., Rossi F., Rizzolli F., Spina F., Le Alpi italiane quale barriera ecologica nel corso della migrazione post-riproduttiva attraverso l Europa: risultati generali della prima fase del Progetto Alpi ( ). Biol. Cons. Fauna 116: Scebba, Tordo bottaccio Turdus philomelos: studio della migrazione autunnale in Campania. Gli Uccelli d Italia XXXI: Spina F. e Volponi S., Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia. 2. Passeriformi. Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Tipografia SCR-Roma. 632 pp. Svensson L., Identification guide to European Passerines. Stockholm. Vigorita V. e Cucè L. (a cura di), La fauna selvatica in Lombardia. Rapporto 2008 su distribuzione, abbondanza e stato di conservazione di uccelli e mammiferi. Regione Lombardia. Woźniak M., Population number dynamics of some Turdidae species, caught in autumn migration in period , at different northern and central European ornithological stations. Ring 19: Pagina 18

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