(senti)(re) mo s (ali)(re) dal (fondo) d (egli) (specchi) il r (umore) d (elle) (armi) Giulia Roncucci

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1 (senti)(re) mo s (ali)(re) dal (fondo) d (egli) (specchi) il r (umore) d (elle) (armi) Giulia Roncucci

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3 Frontespizio La Falsa Porta, video installazione interattiva con acqua (2012), installata negli spazi di Villa Arconati, Bollate, in occasione del Festival Upnea 12. Opera vincitrice. e iπ + 1= 0 Sentiremo salire dal fondo degli specchi il rumore delle armi. Mostra personale di Giulia Roncucci a cura di Annalisa Bergo novembre 2012 FABBRICA BORRONI Inaugurazione sabato 10 novembre 2012 Un progetto di FABBRICA BORRONI via Matteotti, Bollate (MI) T Mostra e catalogo a cura di Annalisa Bergo Testi Annalisa Bergo, Giulia Roncucci, Francesco Venturi, Tullio Brunone Progetto Grafico Simona Viscardi Fotografie delle opere di proprietà degli autori. Titolo tratto da: e iπ + 1= 0 detta Identità di Eulero, da Introductio in analysin infinitorum di Leonhard Euler, Losanna, Sentiremo salire dal fondo degli specchi il rumore delle armi, da Il Manuale di zoologia fantastica, Jorge Luis Borges, in collaborazione con Margarita Guerrero, Allestimento Marta Fumagalli, Riccardo Pirovano e Raffaele Nardulli Comunicazione Federica Fullin, responsabile comunicazione Fabbrica Borroni Maggiori informazioni sul lavoro dell artista sul suo sito: giuliaroncucciarchivio.blogspot.it PARTNER Si ringraziano Eugenio Borroni per la rinnovata fiducia. Lo staff di Fabbrica Borroni per il prezioso contributo alla realizzazione della mostra: Federica Fullin e Simona Viscardi. Lo staff di allestimento: Marta Fumagalli, Riccardo Pirovano e Raffaele Nardulli. I custodi: Franco e Antonietta Jannarone. Un ringraziamento particolare a Marco Meocci di Congress Service 2000 per il supporto tecnico. Si ringrazia Francesco Venturi per la collaborazione alla realizzazione dell opera Sentiremo salire dal fondo degli specchi il rumore delle armi. Il curatore ringrazia Giulia per l esperienza di questa mostra.

4 L EQUIVOCA CONTRAPPOSIZIONE TRA VERITÀ E BELLEZZA Non si tratta di complessità, ma di mistero. La prima provoca spaesamento, una sensazione di inadeguatezza; il mistero genera fascino, è attrazione. Forse, persino stupore. La sorpresa di ritrovare un punto di contatto tra bellezza artistica e bellezza matematica racchiuso nella semplicità di una formula: pochi simboli che provengono da contesti della matematica completamenti diversi e che viaggiano attraverso le epoche storiche e i luoghi delle loro scoperte, si incrociano qui in una uguaglianza che attende di essere sviluppata. Una dopo l altra, sfilano tutte le entità fondamentali della matematica e gli operatori alla base dell aritmetica, creando un continuum tra numeri irrazionali reali, immaginari e naturali interi. Come è possibile che queste entità fondamentali e apparentemente lontane tra loro possano intrecciarsi elegantemente a formare un tutt uno di così pregevole armonia? Che cosa ci può essere di più mistico di un numero immaginario che interagisce con costanti reali per produrre il niente? 1 Ma, soprattutto, credete ancora che stiamo parlando di matematica? Signori, posso dirlo con certezza, è assolutamente paradossale: non possiamo capirla, e non sappiamo che cosa significhi; ma l abbiamo dimostrata, e quindi sappiamo che deve essere vera. (Benjamin Peirce)

5 C é chiaramente dell ironia nell usare una formula matematica a prima vista incomprensibile che fonda la sua bellezza sull astrazione e il rigore come titolo per una mostra che è un insieme di immagini e rimandi emozionali. Le immagini a fondamento di ogni opera nascono per intuizione, come questa formula, e arrivano a produrre qualcosa di non logico e misterioso, come questa formula, che, oltretutto è un identità 2. Così come ci aspettiamo un risultato esatto da una formula matematica, molto di più ci aspetteremo da una espressione che porta sulle spalle il pesante nome di identità, poiché tutti cercano meticolosamente la propria nel rapporto con l altro. Di fronte all uguaglianza di Eulero potremmo reagire in due modi: osservare l insieme di lettere e numeri nella loro armonia artistica oppure svolgere con perizia i calcoli per ottenerne la risoluzione definitiva e coglierne la bellezza matematica. Non esiste l atteggiamento giusto o sbagliato. Esiste solo la libera scelta. Così accade che di fronte alle opere di Giulia Roncucci, ci si fermi ad osservarne l estetica ricercata della composizione oppure la contrapposizione ironica delle immagini, scegliendo il primo livello di lettura. Ma le opere di Giulia sono l abisso profondo degli oceani e lei mette a disposizione tutti gli elementi per cominciare l immersione: ecco allora che si può iniziare a nuotare tra vecchie fotografie in bianco e nero e immagini di una contemporaneità cruda, cercando di distinguere al meglio volti e parole in una spirale rarefatta che rende un tutt uno i singoli elementi. Ma, ancora, si può decidere di addentrarsi nelle opere con cui l artista ci invita a giocare per riconoscere e interpretare i simboli del racconto: come in un messaggio cifrato, una volta compreso il codice, possiamo leggere e capire la narrazione, fatta di rimandi all attualità, ad una società che appare così lontana e che ha così poco a che fare con la vita vissuta da ognuno da sembrare irreale, o forse irreali siamo noi, corpi composti da fumo o volti nascosti da svelare. Ora può cominciare la risalita. Attenzione, però, prendetevi tutto il tempo necessario. note: e iπ + 1= 0 Chiamata Identità di Eulero, l equazione appare nella Introductio in analysin infinitorum di Leonhard Euler, pubblicata a Losanna nel L identità è un caso particolare della formula di Eulero dell analisi complessa, la quale afferma che: e iπ = cosx + isenx per ogni numero reale x, essendo cos la funzione coseno e sen la funzione seno. Se x = π, allora e iπ = cosπ + isenπ e poiché, per definizione cosπ = -1 e senπ = 0 segue che e iπ =-1 Ritenuta da Richard P. Feynman, fisico americano premio Nobel nel 1965 per i suoi studi sull elettrodinamica quantistica, La formula più bella di tutti i tempi, l Identità di Eulero mette in relazione tutte le entità fondamentali della matematica: la costante di Nepero (e = 2, ), il valore di pi greco (π = 3,14... costante per un mondo che è euclideo), l unità immaginaria i (radice quadrata di 1), il numero 1 (elemento neutro per la moltiplicazione) e il numero 0 (elemento neutro per la somma). 1 La formula di Eulero, articolo a cura di Flavio Cimolin, in gennaio In matematica, si dice identità un uguaglianza tra due espressioni nelle quali intervengono una o più variabili, la quale è vera per tutti i valori che si possono attribuire alle variabili stesse, con il solo vincolo di rendere sensate le espressioni. Studio per una video installazione interattiva.

6 SENTIREMO SALIRE DAL FONDO DEGLI SPECCHI IL RUMORE DELLE ARMI. (Jorge Luis Borges, 1967) E proprio Giulia a proporre il titolo della mostra, un titolo non facile per una mostra non facile. Fotografie, collages, video, suoni e video installazioni interattive, questi sono i linguaggi che l artista usa per esprimersi. Soprattutto, una lettura delle opere stratificata in cui il tempo è protagonista. Il tempo della narrazione, il tempo che intercorre tra le vite dei soggetti che compaiono nelle opere dell artista, il tempo che lo spettatore, quando e se passa da osservatore a fruitore, dedica ad ognuno di questi lavori. E soprattutto nelle video installazioni interattive orchestrate da Giulia, che il passaggio al ruolo attivo del pubblico si fa necessariamente chiaro e visibile. Per le installazioni interattive progettate e realizzate dal 2008, l artista scrive e lavora su software che permettono di produrre delle variazioni in tempo reale su un video o un immagine fotografica. Il risultato ottenuto è quello di un immagine che è sempre la stessa in potenza, ma mai uguale a se stessa. Il gesto del fruitore, dunque, assume il simbolo del rituale, legandosi al concetto di svelamento. Si tratta sempre di gesti naturali, come il movimento della mano nell acqua, poiché devono diventare ponte tra l uomo e la tecnologia, creando una sorta di aura magica che carica il tutto di bellezza artistica. La vera magia, se possiamo usare questo termine come sinonimo di lungimiranza dell artista, sta nel non dare regole precise e comandi diretti: ognuno dovrà prendersi il proprio tempo per cercare e comprendere e, magari, replicare o modificare il movimento, non quello giusto, ma solo quello che fa vibrare di vita l immagine. Un sistema di microcamere e segnali ricevuti e rilanciati da un computer ad un videoproiettore faranno il resto. L intervento sull immagine è in tempo reale, mentre il tempo della narrazione è dilatato. Giulia, infatti, utilizza spesso nei suoi lavori fotografie appartenute al proprio passato ed a quello della Famiglia Rossini-Maranotti, suoi vicini di casa e artisti a loro volta, che lei stessa ha ricevuto in eredità. Immagini in bianco e nero, che si contrappongono oppure sfociano liquide in altre immagini realizzate riprendendo soggetti attuali (fotografie, ritagli di riviste, video trovati in rete), permettono di raccontare il presente attraverso il passato: le fotografie storiche diventano una base reale per parlare della società contemporanea, poiché ogni fotografia, proprio per la modalità tecnica con cui è ottenuta, riveste il ruolo di testimone di un fatto realmente accaduto. Se da un lato, la fotografia del passato rappresenta la mitizzazione della storia (i vecchi tempi ), dall altro mantiene il legame con la realtà, della quale è concreta documentazione.

7 Così avviene nell opera Mascherenude, in cui la fotografia di un gruppo di bambine, scattata negli anni 50 durante una vacanza in colonia, diventa il tramite per parlare: da un punto di vista sociologico di omologazione, dell individuo come insieme di persone e dell insieme di persone come unico individuo; dal punto di vista psicologico del concetto di maschera; dal punto di vista spirituale invece, del risveglio. I personaggi ritratti, infatti, indossano una maschera da clown, risultato di una sovrapposizione del viso della stessa artista bambina, truccata per Carnevale. Il sistema interattivo trasforma il filmato in una maschera che risveglia i personaggi schermati e silenziosi svelandone i veri volti. L uniformità e l omologazione del gruppo vengono sconvolte per un attimo da istanti di rivelazione e di scoperta. Maschere Nude (Installazione per soli fumatori), video installazione interattiva con fumo (2008), schema di funzionamento. L installazione funziona attraverso l interazione dello spettatore con il fumo prodotto dalla polvere di incenso o da un apposita macchina. Lo spostamento del fumo incrociandosi con il fascio luminoso del proiettore e catturato in tempo reale da una telecamera produce, attraverso l utilizzo di un sistema interattivo, delle variazioni all interno dell immagine proiettata sul muro. Ho lavorato con alcune fotografie appartenute alla mia famiglia e, dunque, alla mia storia. Introiettandone i volti e le atmosfere ho voluto lavorare su di esse in maniera analoga al procedimento usato dal sognatore durante il sonno, al suo modo di deformare, associare e rendere ambigua la realtà vissuta dando origine a immagini enigmatiche che pongono continuamente nuovi interrogativi piuttosto che dichiarare, nel senso di dire chiaramente. Il risultato prodotto è quello di un immagine surreale e onirica in cui le figure prendono vita dal buio, proprio ad indicare la loro ambigua provenienza, il loro appartenere ancora, in qualche modo, ad una dimensione non visibile e non conosciuta. Il fumo è qui l elemento rivelatore. Così come il fuoco, di cui il fumo è sempre evocazione, distrugge e crea le forme, qui il fumo distrugge e crea la storia. Attraverso l intreccio imprevedibile di immagini che produce esso è anche un potente creatore di storie possibili. Di fronte ad esso il sognatore si ferma a contemplare la sua danza ipnotica e si sospende trasportato in mondi fino ad allora sconosciuti. L atto del fumare risulta aver perso quasi completamente la sua natura meditativa e rituale ed il gesto convulso si perde nella sinfonia meccanica del quotidiano, privandolo di senso e di bellezza. Il sognatore di fumo si predispone ad un viaggio, che è il tempo della riflessione, che lo porta molto lontano da sé e, contemporaneamente, nelle zone più profonde del sé. (GR)

8 Maschere Nude (Installazione per soli fumatori), video installazione interattiva con fumo (2008). Maschere Nude (Installazione per soli fumatori), video installazione interattiva con fumo (2008), immagine originale.

9 Un lavoro spesso autobiografico, quello di Giulia, che recupera fatti e immagini dal proprio passato, attingendo alla famiglia come soggetto per riprese o fotografie o lavorando direttamente sul proprio corpo. Io Sono è un video che pervade lo spazio, avvolgendo lo spettatore e portandolo nella sfera intima dell artista: il proprio corpo e lo spirito da esso celato. IO SONO, video (2008), audio di Dante Tanzi, frame da video. Io Sono è un lavoro che si inserisce nel contesto di una riflessione sull idea di Io personale e trascendente, o spirituale, e sul concetto di soggetto e di materia come limiti dell Io. IO SONO non è un alternativa alla parola autoritratto ma un affermazione di autocoscienza. Le immagini mostrano un corpo spezzato, smembrato, decomposto, una materia sulla quale il fumo, che è espressione simbolica del movimento e del tempo, scorre dando vita ad un paesaggio astratto, in bilico tra il divenire e lo scomparire. Il succedersi o il giustapporsi di luce e ombra sembrano dare vita alla materia per poi distruggerla e ricomporla nuovamente, in un alternarsi costante tra creazione e distruzione, tra smembramento e rimembranza. Il corpo viene mostrato come un velo sensibile, al di là del quale vi è il buio, il nero, ciò che non si vede, ciò che è nascosto. Il tempo è dilatato, così da permettere un osservazione meditativa sull immagine, e il fruitore è sollecitato ad una conoscenza sensibile prima ancora che concettuale. La parte musicale si pone in un contrasto sottile e positivo con la parte visuale che rivela, a tratti, un immaginario macabro, e conferisce ad essa un carattere sognante e magico, sottolineandone la qualità effimera. Anche la traccia audio, in sintonia con le immagini (le quali hanno appunto l aspetto non nitido e non pulito delle immagini ritrovate, decomposte, impolverate) è stata sporcata come se fosse stata l azione del tempo ad usurarla. (GR) IO SONO, video (2008), audio di Dante Tanzi, schizzo di progetto.

10 Superfici, soglie chiuse che coprono, nascondono o proteggono ciò che sta al di là, spesso delicato perché parte di un ricordo o di una emozione, spesso da celare perché altri non possano addentrarsi troppo nel nostro intimo. A volte, come nelle fiabe, bisogna cercare una chiave per aprire la soglia incantata e svelare il mondo alle sue spalle. Nell opera La Falsa Porta, la chiave si trova nell interazione tra il pubblico e la proiezione, che avviene attraverso il movimento della mano dello spettatore in una boccia contenente dell acqua. Sotto di essa, un sistema di rilevamento dell immagine, è collegato ad un software che permette di gestire le immagini in tempo reale. Il movimento va a svelare ciò che si cela dietro la porta proiettata: una sequenza di fotografie - filmati pensata per creare nell occhio di chi le guarda uno spaesamento spaziale e temporale. La sagoma di una porta è proiettata su un muro. Dietro la porta una sequenza di fotografie - filmati costruiscono una storia per immagini. Ho affiancato immagini attuali e antiche fotografie che appartengono alla Famiglia Rossini-Maranotti, miei vicini di casa e che ho ricevuto in eredità. Il senso del lavoro si snoda intorno ad un discorso sulle tecnologie e alla loro potenziale capacità di farci sentire ovunque pur essendo nello stesso luogo, di poter essere molto vicini e molto lontani allo stesso tempo e con il medesimo mezzo. Il linguaggio usato è vicino a quello del racconto fiabesco (come quello di Alice) per il suo carattere magico e surreale, ed è immersivo, di conseguenza lo spettatore si trova ad essere nella posizione sia di narratore, perché è lui ad aprire la porta e a svelare le immagini, sia di spettatore, perché non è a conoscenza di che cosa andrà a raccontare/svelare. La proiezione della porta rimane fissa, quel che vi è al di là appare solo nel momento in cui lo spettatore muove la mano nell acqua. Questo movimento permette di aprire la porta e varcare la soglia. (GR) La Falsa Porta, video installazione interattiva con acqua (2012). La Falsa Porta, video installazione interattiva con acqua (2012).

11 In queste pagine: La Falsa Porta, video installazione interattiva con acqua (2012).

12 Superfici che nascondono, superfici che lasciano intravedere. Così è l acqua delle fotografie della serie First Vision, una lamina trasparente che permette di vedere ciò che rimane sotto la superficie, in questo caso i corpi dei nuotatori deformati. Non si può tentare di aprire questa soglia, ma si può guardare attraverso, osservare ciò che ci viene lasciato intravedere, forme umane catturate in un principio di deformazione generato dall acqua. Abisso, fotografia, stampa su carta di cotone (2009). In questa pagina ed in quella seguente: First Vision, fotografia, stampa su carta di cotone (2005), composizione del 2011.

13 L identità, tema che più volte ritorna sotto diverse forme, non solo la propria ma anche quella degli altri, è ricercata nel rapporto che si stabilisce con l altro. Vedere se stessi in uno specchio o in una proiezione come fosse la prima volta, rapportarsi al gruppo e confrontarsi per trovare la propria dimensione, ma anche costruirsi la propria identità virtuale (falsa? vera?) attraverso i social network. Nell installazione Dilated Pupils la sequenza di fotografie presentata si origina ed ha il suo ritorno nella figura di un uomo di spalle, persona che non possiamo conoscere se non stabilendo un contatto che ci permette di ricostruirne l identità attraverso le immagini che il nostro gesto porta in superficie. Bisogna attingere ai ricordi di quest uomo, cercarli nei suoi occhi, anche se i suoi occhi non li vediamo. La boccia è il suo stesso occhio, la sua pupilla sulla quale sono impresse persone, affetti, storie e fatti di una intera vita che noi possiamo svelare come fosse una successione di visioni di sogno, condizionando con il nostro intervento attivo il succedersi di quegli eventi e, quindi, il destino di quell uomo. Ho presentato nel 2009 l installazione Dilated Pupil in occasione della mostra L Uomo e il suo destino. A quei tempi i miei vicini di casa, la famiglia Rossini Maranotti, scomparivano ed io trovavo, tra le varie cose che avevano abbandonato, un baule pieno di fotografie antiche. Mi divertivo ad osservare le immagini intessendo storie, forse inventate, individuando oscurità nei volti di persone di cui non conosco la storia. Soppesavo luce e oscurità, oblio e memoria. Questa installazione è la ricostruzione più precisa possibile che sono riuscita a fare della loro identità. Il lavoro è nato in un momento di riflessione e di studio sulla natura e sull uso dei Social Network (Facebook in particolare) e sul racconto mitico o mitizzato di sé attraverso immagini fotografiche. (GR) Dilated Pupils, video installazione interattiva con acqua (2009), schema di funzionamento. Dilated Pupils, video installazione interattiva con acqua (2009).

14 La diffusione divenuta capillare della telefonia mobile, della connessione costante e dei sistemi sonori, senza considerare la strumentazione ora sempre più specifica per ogni professione e attività, ha prodotto un effetto di presenza indiscutibile. Esiste dunque questa complessità nell installazione di Giulia che si apre perché desidera si entri in contatto, non certo un contatto meccanico e neanche un contatto medianico, ma disvela un percorso che vieppiù riaffiora da ciò che si intravvede in antiche immagini e con quella tecnica antica vengono proiettate sul limite della visione. Essere da una parte o dall altra del mezzo che pretende la comunicazione, modifica nel profondo la condivisione e l immagine che si deposita nell esperienza, talvolta, nello scambio, si fa ritratto. E ciò è permesso da una tecnologia che in realtà non allontana da sé ma fornisce aperture insospettate nella proiezione dell intimo. (da Tullio Brunone, Il disvelo sintetico) Dilated Pupils, video installazione interattiva con acqua (2009), schema di funzionamento.

15 Non solo fotografie del passato, ma anche valanghe di filmati scaricati dalla rete, compongono i video e le videoinstallazioni di Giulia. Ancora una volta immagini, tante e diverse, affiancate, sovrapposte, contrapposte. Ricordi di fatti di cronaca avvenuti o legati agli anni 2011 e 2012, tratte da video presenti su Youtube, si susseguono nella video installazione interattiva 44 Arcani. Un uomo cammina di spalle nel buio, porta una sacca da viaggio sulla spalla sinistra e il suo procedere è continuo e ripetuto. Sentiamo il ringhio di un cane alle sue spalle e il rumore dei suoi passi avanzare nell oscurità. Egli rappresenta Il Matto. Infatti, svelare le immagini che lente compaiono sulla spalle dell uomo rispondendo ai movimenti della mano nell acqua, significa entrare in contatto con la simbologia: gli Arcani maggiori dei Tarocchi, associati qui a fatti realmente accaduti. 44 Arcani, Il Matto, video installazione interattiva con acqua (2009). 33 ARCANI + 10 (Lo specchio) 1) I martiri 2) La repressione 3) La trappola 4) La festa 5) La rivolta 6) Il Papa 7) Il gregge (o L Abuso di potere) 8) Il fungo (Il Diavolo) 9) La danza dei Padri (Il Mondo) 10) La purificazione 11) La preghiera 12) Il Carro 13) Le torri 14) L enigma 15) La caduta 16) La resa 17) La ruota della fortuna 18) Lo specchio deformante 19) Il canto del popolo 20) L Imperatore 21) I cavalieri della tavola rotonda 22) Il lupo cattivo travestito da nonna 23) La nonna cattiva travestita da lupo 24) La particella o la galassia 25) Lo scienziato 26) Il mago 27) Il transito di Venere o Il neo sul sole (L attraversamento della paura) 28) La spoliazione 29) Il profeta visionario (Il Giudizio) 30) La tana del lupo (I Poteri invisibili) 31) L esercito 32) La minaccia anonima 33) Il coraggio dell innocente 34) Il messaggio dalla luna 35) La papessa urlante 36) L approdo (o L Aiuto) 37) L esecuzione 38) L Ipotesi di complotto 39) L attentato alla giustizia (L orecchio della coscienza) 40) Il nuovo pianeta 41) La fiaccola 42) L eremita 43) Gli alieni 44) Il matto

16 Nelle opere di Giulia, i sensi vengono percepiti come un tutt uno emozionale, non c è distinzione: così le immagini si fondono con il suono e con la parola e il contatto del pubblico genera nuove immagini o modifica le prime. Non c è separazione o predominanza, ma il tutto concorre ad un fine ultimo che è dare la chiave di lettura del lavoro. Nella serie Rebus, Giulia attinge a due differenti fonti di immagini: quelle d epoca e quelle scattate alla Milano contemporanea in cui vive. L artista scrive come fosse uno spartito il gioco del rebus, componendo immagini che hanno valenza di parole, dando ad ognuna un significato altro da sé, per concatenarle poi in un intreccio che cela e svela il messaggio. Il gioco, il non sense che spesso scaturisce dall accostamento grottesco, diventa quindi un espediente per mostrare come dietro ogni immagine si nasconda un messaggio altro, e un invito ad applicare questa chiave di lettura alla realtà. Rebus 2,10,2,8,1,7 stampa digitale a getto d inchiostro ai pigmenti (Giclée) su carta opalina montata su Plexiglas e silicone 3 mm stratificato Plexiglas 4 cm con ludicatura (2011). Rebus 7,4 stampa su carta cotone (2011).

17 Sentiremo salire dal fondo degli specchi il rumore delle armi Non faccio solo rebus, li uso perché sono divertenti e icastici. Il più delle volte scelgo il contenuto verbale del rebus al contrario, assemblando immagini e costruendo le frasi su di esse, poiché esse emergono da sole; altre volte realizzo il rebus tradizionalmente, a partire da una frase significativa e scomponendola in chiavi, come abbiamo fatto ne il fondo degli specchi.... Quello che mi interessa è la doppia lettura che si può dare di un rebus: da una parte hai le vignette come chiavi, e cioè illustrazioni e segni grafici che nascondono parole; dall altra le vignette come immagini a sé stanti, a formare una composizione visiva e non verbale. Questi due piani di lettura sono intrecciati; né le lettere né le immagini aiutano il solutore a risolvere l enigma, al contrario sembrano volerlo elegantemente confondere, e la composizione va sbrogliata per trovare la sola ed unica soluzione del rebus. Nei miei lavori tuttavia l occhio non è posto soltanto di fronte ad enigmi da risolvere, e non è obbligato a guardarli come tali; quello che ha di fronte è prima e ancora una veduta di oggetti, più o meno misteriosi. Poiché i rebus sono belli da guardare così come sono, da risolvere con la fantasia e non con la logica, essi non vanno necessariamente risolti per goderne, cosa che comunque non è da tutti. In effetti per me le frasi risolutive dei rebus sono il più delle volte pretesti. Nanni Moretti mi ucciderebbe se leggesse questo testo, ma forse è questo gusto per il reality, per uno sguardo nell intimità degli altri, per cui forse se si è iniziati con lo spiare adesso è mettersi in mostra, che anima il nostro rapporto con le immagini oggi, almeno in Italia; arriva forse dal desiderio di voler scoprire qualcosa; per cui se il mio mestiere è quello di raccontare delle cose che siano uno specchio della realtà ma che abbiano anche il valore di una riflessione, offrendo un esperienza che sia significativa, un rebus si presta mervagliosamente. Quest era in cui sembra di vivere in un calzino ribaltato, dove l invisibile è visibile, le più marce profondità sono a galla, e il visible, ciò che tuttavia sarebbe ancora normale e visibile, come l intelligenza, o la fiducia, non si vede. Anche le immagini ora ci arrivano addosso ribaltate e non è sempre stato così. Se cerco la Madonna del Carmelo su Google mi arriva una spaventosa serie di immagini che naturalmente non stavo cercando: il signor Carmelo, Madonna travestita, le gambe di Madonna, la Madonna di Duccio da Boninsegna; questo succede anche con la TV, come sappiamo; adesso forse con internet la cosa si è moltiplicata, per cui tutto sembra essere sullo stesso piano quando ci investe all apertura di un browser, ogni giorno e più volte al giorno. Il gioco del rebus è come la realtà. Il fatto di dover sempre interpretare, vedere messaggi dietro le cose, cercare il senso. In tutto questo mi sembra ci sia una bellezza. Dal momento che non avrai mai la soluzione, basta che tu dia un interpretazione all immagine che funzioni con gli altri segni e che stia in quella serie di riferimenti dati e hai il tuo messaggio, trovi il senso. C è qualcosa di buffo nel raccontare questo modo di guardare le cose, a sua volta buffo; come se davvero dietro di esse si nasconda un messaggio. Ad esempio: stavo mangiando un panino con quelli della Fabbrica Borroni e la ragazza che era seduta di fianco a me aveva un bigliettino attaccato alla carta del panino; da una parte del foglio c era l ordinazione e dietro una scritta: Andrea resterà... ; ho pensato che questa ragazza si chiamasse Andrea e che magari era un messaggio per lei; o magari era per me... Questa è la follia pura! Il mio panino invece non aveva niente, nessuna scritta strana, allora ho guardato quello della persona che stava alla mia destra e c era scritto: avviso - due punti - Re-Azione, stampato. Dunque io li ho presi, li ho messi vicini e il messaggio era: Andrea resterà, avviso: reazione. Ha un suo senso; non so se era un messaggio per qualcuno. Interveniamo facilmente su ciò che ci circonda, è anzi il modo esatto in cui viviamo l esistenza: è del tutto impossibile e assurdo risalire al significato delle cose, recuperare il messaggio nascosto in ciò che ci circonda, risalire fin dove forse, al senso della vita? Interveniamo e risolviamo liberamente i nostri rebus, le assurdità che ci circondano, e anche le cose che in fondo un senso l avevano. Per usare il termine esatto, si configura un inferenza. I lavori interattivi funzionano così - a svelamento - e richiedono sempre un intervento; tutto il materiale altrimenti andrà perso perché rimarrà nascosto. Rendere con un esperienza artistica questo dover svelare e dover andare a cercare è l obiettivo del mio lavoro; non il risultato, la soluzione, il successo dell impresa. Il senso delle cose c è comunque; lo sentiamo salire dal fondo dei nostri specchi. (GR) Rebus 7,11 stampa su carta cotone (2011).

18 Rebus 2,9,14,2,2,8,3,10 seconda parte di un dittico, stampa su carta cotone (2011).

19 Rebus 8,3,9 stampa su carta cotone (2011).

20 Per la sua mostra personale alla Fabbrica Borroni, Giulia ha tradotto una frase di Borges, diventata poi parte del titolo, in un rebus, ambientandolo in una sala di circa 500 mq. Un percorso a partire da una frase esistente scomposta nei suoi minimi termini, una lettura analitica delle parole e la capacità di tradurle in aspetto visivo ricercando e stimolando sempre il dialogo con lo spettatore. Ma la forza ultima dell arte di Giulia è il costante dialogo con il mondo circostante, a volte velato grazie all uso di ricordi del passato, altre volte talmente in vista, nudo e crudo come solo internet può dare, da risultare grottesco, quasi fastidioso. Perché la grande dote di Giulia è la capacità di analizzare e scomporre l attualità per ricercarne il messaggio nascosto, il senso umano più intimo e profondo. Sentiremo salire dal fondo degli specchi il rumore delle armi Rebus, Paesaggio sonoro in decafonia, di Giulia Roncucci e Francesco Venturi (2012) Materiali vari, installazione site specific in Sala Colonne, Fabbrica Borroni.

21 Giulia Roncucci ha partecipato alla prima edizione del Festival UPnea 12, organizzato da nudoecrudo teatro in collaborazione con Fabbrica Borroni negli spazi di Villa Arconati (Castellazzo, Bollate) la scorsa primavera. Tema dell evento la fabula, intesa come favola, come fiaba come incontro con il magico, porta sull inconscio individuale e collettivo, come finzione e come paradigma della realtà, come sopravvivenza di un rito di iniziazione sepolto nei secoli, come prima esperienza mediata del mondo e delle sue mortali insidie, come ritorno a un genere della nostra infanzia ed all infanzia del nostro genere. anche per la capacità di coinvolgere il visitatore e metterlo in relazione con l altro le figure evocate attraverso l opera con delicatezza e attenzione. La giuria del concorso Up_nea 12, presieduta dal curatore indipendente Rossella Moratto, tenendo conto della coerenza e dell interpretazione del tema proposto, la fabula, dell efficacia comunicativa dell opera e della sua pregnanza in relazione al contesto storico di Villa Arconati per il quale i progetti sono stati concepiti, ha proclamato Giulia Roncucci vincitrice del concorso Up_nea 12 sezione Arti Visive. L opera vincitrice La falsa porta si è distinta per la qualità formale e concettuale del lavoro sia in relazione al tema, proponendo un interpretazione della fabula come memoria, sia al contesto della Villa, nel quale si integra organicamente con notevole sensibilità architettonica. L installazione multimediale interattiva si distingue per la riuscita corrispondenza tra progettualità e tecnica realizzativa e per il forte impatto emotivo ma

22 Giulia Roncucci Studi 2009, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera. Laurea specialistica abilitante all insegnamento per la classe di concorso 21/A (Pittura ed Educazione Visiva). Titolo della tesi: I traghettatori di anime e l eroe del mare. I racconti mitici e la costruzione del Sé (Approfondimento della tesi triennale con particolare riferimento alla funzione pedagogica delle fiabe e agli archetipi che emergono in esse). Elaborati: Progetto didattico e pedagogico sulla costruzione di una narrazione per immagini utilizzando come materiale la propria esperienza autobiografica e Facebook, nuovo teatro mitico, come mezzo di diffusione. 2008, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Laurea di Primo Livello, Corso di Nuove Tecnologie dell Arte. Titolo della tesi: I traghettatori di anime. Arte e mito come coscienza e percezione di Sé (saggio sul ruolo mistico, trascendentale e magico dell Arte). Elaborati: produzione della serie fotografica SERIE 1. Attraverso un percorso autobiografico (21 fotografie stampate su carta cotone) e realizzazione dell installazione interattiva Maschere nude. 1999, Milano, Liceo Artistico Santa Marta. Diploma di Maturità Artistica sperimentazione Leonardo. Esperienze di lavoro e collaborazioni. COMMISSIONI e COLLABORAZIONI Luglio 2010, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Dipartimento Multimediale. Progetto MIND Master di 2 livello in New Media Art design. Lezione sul software ISADORA e presentazione del progetto di tesi triennale: Maschere Nude, video-in stallazione interattiva, Ottobre Dicembre 2010, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Dipartimento Multimediale. Assistente Prof. Tullio Brunone, coordinazione e sviluppo del progetto pluriennale della web tv di ateneo. Dicembre 2009, Roma, Galleria Studio.ra, 1/Fmediaproject. Fotografie utilizzate per il progetto fotografico Ancora Celine dell artista Tullio Brunone in occasione della mostra Transizioni. Novembre 2009, Lucca, SPAM! Spazio per le arti performative contemporanee. Costumista, scenografa e fotografa di scena per lo spettacolo teatrale Nel disastro (progetto, regia e coreografia di Roberto Castello, decimo capitolo del progetto pluriennale Il migliore dei mondi possibili a cura di Roberto Castello e Alessandra Moretti) presentato dalla compagnia Aldes al Teatro Era di Pontedera e attualmente in turneè in Italia. 2008/2009, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Dipartimento Multimediale. Assistente del Prof. Tullio Brunone. Giugno 2007, Milano, Fondazione Mudima. Video Ghimel, collaborazione con il gruppo Takla Improvising Group diretto dalla danzatrice Cristina Negro e dal musicista Filippo Monico. Novembre 2007, Roma, Galleria Studio.ra 1/Fmediaproject. Fotografie eseguite per il Progetto-mostra di Tullio Brunone: Tullio Brunone. (http://www.studiora.eu/1fmediaproject/pagine/brunone.htm) Gennaio 2008, Cascina Robbiolo (Milano), Migra-Azione. Performance in collaborazione con l artista Giulio Calegari. Frammenti di Viaggio, opera interattiva. Novembre 2005, Abbiategrasso, Castello visconteo, Progetto: Circo-Stanze stupefacenti - mostra interattiva. Collaborazione con l Associazione Folletto Video-installaizone Cogito ergo sum? realizzato in collaborazione con Celine Volonterio. Aprile 2001, Madrid, Progetto Comenius in collaborazione con Liceo Artistico Santa Marta, Milano. Paure e speranze del nuovo millennio, Installazione di luce, in collaborazione con Milena Martinazzoli, Mara Scurati, Celine Volonterio. 2000, Torino, Torino Film Festival. Sceneggiatura del cortometraggio I fiori Blu (Regia di Antonio di Peppo), realizzata in collaborazione con Alberto Calvanese, Milena Martinazzoli, Celine Volonterio. Concorso promosso da Comunità Nuova e Tele+. (http://www2.kwcinema.kataweb.it/torinofilmfestival/ archivio/scheda_film_d html) ESPOSIZIONI Novembre 2011, Milano, Galleria CRIMA RT. DILATED PUPIL (Doppia personale) Giugno 2011, Milano, Salone Napoleonico, Accademia di Belle Arti di Brera. PREMIO NAZIONALE DELLE ARTI -Sezione speciale fuori concorso- Dilated Pupuil (2009). Giugno 2011, Milano, Galleria CRIMA RT. Latitudine N/Longitudine E (collettiva) Febbraio 2011, Milano, Fabbrica del Vapore, Careof. Rassegna Video curata da Francesco Ballo e Stefania Rossi. Io Sono, video, 2006/07. Novembre 2010, Milano, MM Garibaldi. MTA Project -Multimedia Transfer Art- Experimental digital signage. Io Sono, video, 2006/07. Agosto 2010, Crest, Festival Futura 2010, Festival d art acousmatique. La Caduta, Progetto e Video di Giulia Roncucci, Audio del musicista Dante Tanzi. Giugno 2010, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Videozero (rassegna curata da Francesco Ballo). Io Sono, video, Agosto 2009, Crest, Festival Futura 2009, Festival d art acousmatique. Io Sono, Progetto e Video di Giulia Roncucci. Audio del musicista Dante Tanzi. Giugno 2009, Milano, Galleria San Fedele, Premio Arti Visive San Fedele L uomo e il suo destino (Mostra collettiva). Dilated Pupils, video-installazione interattiva, Giugno 2009, Catania, Le Ciminiere, Premio Nazionale delle Arti Maschere Nude, video-installaizone interattiva, Maggio 2008, Milano, Fabbrica del Vapore - Teatro Ciak, Visioni Digitali. Maschere Nude, video-installaizone interattiva, Giugno 2007, Milano, Fabbrica del Vapore, PrimoSalone (mostra collettiva). Io Sono, video-installaizone, , Milano, Casa del Pane, Festival Sguardi altrove XIV edizione (mostra collettiva). Io Sono, videoinstallazione, Segni, serie fotografica, Giugno 2005, Milano Museo della Permanente, SalonPrimo. Autoritratto allo specchio, video, Aprile/Giugno 2004, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera. Autoritratto allo specchio, video, 2004/ , Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, VideoZero (rassegna curata da Francesco Ballo). Caleidoskin, video, 2004/05. Intimatie, video, 2004/05. Esperienze in ambito teatrale e coreografico 2007, Como, Conservatorio di musica, Progetto INnet, Associazione culturale AIEP. BodyLands, Video-Performance. 2007, Milano, Spazio Usi, Gruppo Takla (Cristina Negro e Filippo Monico). Performance del Laboratorio di improvvisazione. 2007, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Dipartimento Multimediale, Roberto Castello. Laboratorio Improvvisazione e performance: Senza titolo. 2006, Milano, Fabbrica del Vapore, Did Studio. Laboratori di danza con Ariella Vidach. 2006, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Dipartimento Multimediale, Roberto Castello. Laboratorio e Performance: Look-in. 2005, Lugano, INnet 02. Curato da Aiep (Avventure in elicottero Prodotti) in collaborazione con DECS, Divisione della Formazione Professionale del Cantone Ticino Settore Eventi ed Iniziative del Comune di Lugano Ticino Informatica. Workshop e seminari. 2005, Milano, Fabbrica del vapore, Associazione Ariella Vidach. Workshop di e con Marcel Lì Antunez Roca. 2005, Milano, Fabbrica del Vapore, Associazione Ariella Vidach. Il corpo come mouse, stage. 2005, Vigevano, LAB 12. Sulla voce, laboratorio sperimentale. 2005, Milano, Accademia di Brera, Dipartimento Multimediale. Workshop sound-design, coordinato da Roberto Paci Dalò. 2003/04, Milano, Comuna Baires. Performance Teatro-Danza, maestro Eugenio De Mello. 1998/1999, Milano, Liceo Artistico Santa Marta. Spettacolo diretto da Bruno Capuana /1997, Milano, Teatro San Fedele. Scuola di danza e movimento di Anna Zamboni. Spettacolo di danza. 1994/1997, Milano, Scuola media Statale per ciechi di via Vivaio. Corsi di Teatro, disegno, musica, con i maestri : Rino Trasi, Gioia Aloisi e Silvano Pasquini. PUBBLICAZIONI Arte e Media. Formazione, ricerca, produzione, origini, identità, prospettive. Accademia di Brera, Milano, Scalpendi Editore, Futura 10. festival international d art acousmatique. Carnet de Vojages. Crest, Drome, France, 25/29 Aout, Corpo e arti visive: considerazioni psicologiche sulla poetica di tre artisti. Tesi di laurea di Fancesca Romana Nazareth. Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, Corso di scienze e tecniche psicologiche, Futura 9. festival international d art acousmatique. Carnet de Vojages. Crest, Drome, France, 25/29 Aout, L Uomo e il suo destino, Premio Arti Visive San Fedele 2008/2009. Catalogo della mostra, a cura di Andrea Dall Asta, Angela Madesani, Daniele Astrologo, Luca Barnabé, Ilaria Bignotti, chiara Canali, Matteo Galbiati, chiara Gatti, Massimo Marchetti, Barbara Sorrentini, Michele Tavola, Fabio Vittorini, Francesco Zanot, Giuseppe Zito S.I. Milano, Fondazione Cariplo, maggio PNA. Premio nazionale delle Arti Roma, Gangemi Editore, aprile 2009.

23 Annalisa Bergo organizza e cura mostre d arte contemporanea dal Attualmente è curatore di Fabbrica Borroni, a Bollate, per la quale ha curato la tripersonale Unonessunocentomila (2011), il concorso UP_nea 12 e la sezione Arti Visive del Festival UP_nea Suburbia in Fabula (2012) presso Villa Arconati, Castellazzo di Bollate (Mi). Come curatore indipendente, ha presentato la bi personale Storie incredibili di persone normali (Oldoni Grafica Editoriale, Milano 2012) e la personale Hu die dell artista cinese Pan Wang (Circolo Rossini, Milano 2012). In collaborazione con un gruppo di artisti indipendenti, ha organizzato mostre ed eventi, tra i quali: IL MA, progetto composto da quattro mostre, curate da altrettanti giovani curatori, presentate alla KatyHouse Gallery di Monfalcone e negli spazi di Fabbrica del Vapore a Milano nel 2010; Mulier, performance a cui ha anche partecipato come attrice, presentata nella primavera del 2011 a Milano. Fabbrica Borroni nasce a Bollate (Mi) da un progetto di Eugenio Borroni, imprenditore e appassionato d arte, che scelse di aprire al pubblico la propria collezione dando vita ad una struttura impegnata a promuovere la giovane arte italiana. La Collezione Borroni, allestita negli spazi di una ex fabbrica di collanti, comprende oltre 500 opere con una vasta rappresentanza della Scuola Romana di Via degli Ausoni, diversi esponenti della Scuola Mediale di Torino e Milano ed un ampia selezione di opere appartenenti alla cosiddetta Nuova Figurazione Italiana. A partire dagli anni 2000, giovani e giovanissimi artisti sono entrati a far parte della Collezione con opere di pittura, fotografia, scultura ed installazione. Infine, sono presenti alcuni tra i principali rappresentanti della street art italiana. Diversi sono stati i progetti a sostegno dell arte italiana, le conferenze ed i dibattiti, ma soprattutto le mostre organizzate da giovani curatori, tra le quali: La Nuova Figurazione Italiana. To be continued (2007) a cura di Chiara Canali con la partecipazione di Vittorio Sgarbi, The Word is Yours (2008) a cura di Margherita Salmaso e Chiara Zizioli e Simmetria Personale (2008) a cura di Andrea Gaspari. Sotto la curatela di Fiordalice Sette dal 2009 ha preso avvio il progetto Archiviarti, un lavoro annuale di ricerca e selezione di giovani artisti che si conclude in una collettiva ormai riconosciuta a livello nazionale. Fabbrica Borroni lavora con il territorio, collaborando con il Comune, la Provincia e la Regione, oltre ad operare insieme alle realtà territoriali pubbliche e private per la promozione di eventi artistici e culturali, suscitando dibattiti e incentivando la partecipazione del pubblico. Giulia ringrazia: Cesare, Mariarosa e Giovanni, Diego, Bruna, Marilù, Giovanni, Vittorio e Deborah, Roberto Berné, Fabbrica Borroni e Francesco.

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