Sicurezza nei laboratori 3. Applicare le buone pratiche e regole da laboratorio: a) ricordare che si lavora con sostanze chimiche che possono essere

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1 Sicurezza nei laboratori Il ricercatore deve considerare ed applicare una serie di regole e di criteri fondamentali per poter ottenere non solo un risultato riproducibile ma sopratutto una maggiore sicurezza sul posto di lavoro 1. Ridurre la presenza del rischio: a) eliminare i materiali pericolosi quando è possibile; b) sostituirli con un surrogato o equivalente meno rischioso; 2. Disegnare il laboratorio in modo tale che siano minimi tutti i rischi verso il personale: a) rimuovere gli operatori da lavori rischiosi (ad esempio, sostituirli con strumenti); b) contenere i rischi (ad esempio, le cappe chimiche; deposito dei reagenti resistente al fuoco);

2 Sicurezza nei laboratori 3. Applicare le buone pratiche e regole da laboratorio: a) ricordare che si lavora con sostanze chimiche che possono essere dannose per la salute umana e provocare danni a cose quando non vengono utilizzati in modo appropriato; b) Ogni operatore deve essere responsabile del proprio posto di lavoro e di tutto il materiale che gli viene affidato. c) Segnalare immediatamente ai dirigenti ed ai preposti, eventuali deficienze o carenze dei mezzi di protezione nonché eventuali altre condizioni di pericolo delle quali venga a conoscenza; d) Non rimuovere o modificare i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; e) Non ostacolare i percorsi o le uscite di emergenza con oggetti quali fusti e contenitori.

3 Sicurezza nei laboratori 4. Utilizzare i dispositivi di protezione individuale a) Abbigliamento personale: utilizzare lunghi pantaloni e gonne; i capelli lunghi devono essere legati dietro; non portare con sé anelli, braccialetti e orologi; b) Camice: indossare il camice tutte le volte che si lavora in laboratorio anche in caso di operare con materiale non rischioso; sono da preferire i camici da laboratorio prodotti in materiale resistente agli agenti chimici; non indossare il camice al di fuori dell area di lavoro. c) Scarpe: utilizzare scarpe chiuse per evitare che possibili vetri rotti o agenti chimici possano essere a contatto con i piedi; mai usare i sandali; scarpe con tacco basso sono più confortevoli.

4 Sicurezza nei laboratori d) Guanti: offrono una barriera tra la pelle e il contaminante biologico e chimico. In commercio esistono differenti tipi di guanti che offrono almeno una protezione contro i seguenti contaminanti o rischi: agente corrosivo o tossico, contaminante biologico, materiali taglienti e temperature estreme. Tecnica per la rimozione di guanti contaminati.

5 Vantaggi e svantaggi del materiale di produzione dei guanti

6 Sicurezza nei laboratori e) Protezione degli occhi: I rischi a cui sono esposti sia gli occhi sia la faccia dell operatore sono i seguenti: esplosione o particelle volanti; vetreria sotto vuoto; liquidi corrosivi; liquidi che possono schizzare; gas compressi; materiale radioattivo; luce ultravioletta ed altre radiazioni. Dispositivi per la protezione degli occhi e della faccia

7 Sicurezza nei laboratori f) Protezione dell udito: la sonicazione che è un processo di distruzione delle cellule con onde sonore ad alta frequenza, determina alti livelli di disturbo alle orecchie. Dispositivi per la protezione dell udito

8 Sicurezza nei laboratori g) Maschere e respiratori: i dispositivi che permettono una protezione per il sistema respiratorio fanno capo ai seguenti tre tipi: maschere, che filtrano la polvere e grandi particelle dall aria ed inoltre forniscono una protezione contro gli schizzi; respiratori filtranti; sistemi che forniscono aria pulita.

9 Sicurezza nei laboratori Corretto abbigliamento da laboratorio

10 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici AGENTE CHIMICO tutti gli elementi chimici, da soli o in miscela, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti come rifiuti mediante qualsiasi attività lavorativa o anche soltanto presenti a qualunque titolo sul luogo di lavoro (deposito, trasporto, impiego) o anche che possono generarsi, durante l attività lavorativa, come risultato di un processo anche non voluto o non facente parte del ciclo produttivo (combustione, liberazione accidentale di fumi o vapori, ecc.) (D.lgs. Tipi 626/94 di agenti ) chimici: 1. agenti chimici pericolosi già così classificati in base alla normativa su classificazione ed etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi; 2. agenti chimici pericolosi ma non ancora classificati dalle norme su classificazione ed etichettatura (sostanze per i quali esiste ad esempio un valore limite di esposizione, polveri, fumi, vapori, rifiuti, fertilizzanti ecc.); 3. agenti chimici non pericolosi di per sé ma che possono diventarlo nelle loro condizioni di utilizzo.

11 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici Caratteristica del pericolo delle sostanze o dei preparati classificati come pericolosi 1) ESPLOSIVI: Sostanze e preparati solidi, liquidi pastosi o gelatinosi che, anche senza l azione dell ossigeno atmosferico, possono provocare una reazione esotermica con rapida formazione di gas e che, in determinate condizioni di prova deflagrano rapidamente o esplodono in seguito a riscaldamento in condizioni di particolare contenimento.

12 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 2) COMBURENTI: Sostanze o preparati che, a contatto con altre sostanze, soprattutto infiammabili, provocano una forte reazione esotermica. Sono sostanze o composti che facilitano o mantengono la combustione (ossigeno, alcuni clorati, i nitriti, i perossidi, i permanganati)

13 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 3) ESTREMAMENTE INFIAMMABILI: Sostanze o preparati liquidi con un punto infiammabilità estremamente basso ed un punto di ebollizione basso, nonché le sostanze ed i preparati gassosi che a temperatura ed a pressione ambiente si infiammano a contatto con l aria. (Metano, eteri ecc.).

14 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 4) FACILMENTE INFIAMMABILI: Sostanze o preparati che, a contatto con l aria, a temperatura ambiente e senza apporti di energia, possono riscaldarsi ed infiammarsi. Sostanze e preparati solidi che possono facilmente infiammarsi a causa di un breve contatto con una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo il ritiro della sorgente di accensione. Sostanze o preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è molto basso. Sostanze e preparati che a contatto con l acqua o l aria umida, sprigionano gas estremamente infiammabili in quantità pericolose (Etanolo, acetone ecc.).

15 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 5) INFIAMMABILI: Sostanze e preparati liquidi con basso grado di infiammabilità.

16 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 6) MOLTO TOSSICI: Sostanze e preparati che, in caso di inalazioni, ingestione, o penetrazione cutanea, in piccolissima quantità, possono essere mortali oppure produrre lesioni acute o croniche. Alcuni tipi di fosforo e molti pesticidi, aniline.

17 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 7) TOSSICI: Sostanze e preparati che, in caso di inalazioni, ingestione, o penetrazione cutanea, in piccole quantità possono essere mortali oppure produrre lesioni acute o croniche. L ammoniaca gassosa, il cloro, l acido cloridrico, i fenoli.

18 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 8) CANCEROGENI: Sostanze e preparati che, in caso di inalazioni, ingestione, o penetrazione cutanea, possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza. Formaldeide, alcuni composti del cromo, il benzene, molti catrami, idrocarburi aromatici, l acrilamide.

19 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 9) MUTAGENI: Sostanze e preparati che in caso di inalazioni, ingestione, o penetrazione cutanea, possono produrre difetti genetici o ereditari o aumentarne la frequenza. Fenoli, idrochinone.

20 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 10) TOSSICI PER IL CICLO RIPRODUTTIVO: Sostanze e preparati che, in caso di inalazioni, ingestione, o penetrazione cutanea, possono provocare, o rendere più frequenti, effetti nocivi non ereditari nella prole o danni a carico della funzione o delle capacità riproduttive maschili e femminili.

21 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 11) NOCIVI: Sostanze e preparati che, in caso di inalazioni, ingestione, o penetrazione cutanea, possono essere mortali oppure provocare lesioni acute o croniche. Prodotti per la pulizia della casa. 12) CORROSIVI: Sostanze o preparati che a contatto con tessuti vivi possono esercitare su di essi un azione distruttiva. Contatti con tali sostanze sono da evitare.

22 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 13) SENSIBILIZZANTI: Sostanze o preparati che, in caso di inalazioni, ingestione, o penetrazione cutanea, possono dar luogo ad una reazione di ipersensibilizzazione per cui una successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce effetti nefasti caratteristici. 14) IRRITANTI: Sostanze o preparati non corrosivi il cui contatto diretto, prolungato, e ripetuto con la pelle o con le mucose, può provocare una reazione infiammatoria. Alcuni coloranti, idrochinone.

23 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 15) PERICOLOSI PER L AMBIENTE: Sostanze e preparati che, qualora si diffondano nell ambiente presentano, o possono presentare rischi immediati o differiti per una o più delle componenti ambientali. Pertanto, questi agenti chimici non devono mai essere dispersi. Tali sostanze sono il cloro, i composti organici dello stagno, il mercurio ed i suoi composti.

24 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici I SISTEMI DI FORMAZIONE/INFORMAZIONE degli operatori: portano a conoscenza i rischi potenziali associati alla manipolazione di sostanze e preparati pericolosi e sulle procedure più idonee da adottare per minimizzare tali rischi, Segnaletica sui luoghi di lavoro; Etichette di pericolo affisse sugli imballaggi; Schede dei dati di sicurezza.

25 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici Lo scopo della segnaletica di sicurezza è quello di attirare, in modo rapido e facilmente comprensibile, l attenzione dell operatore su oggetti e situazioni che potrebbero o che possono provocare pericolo. I CARTELLI DI AVVERTIMENTO hanno lo scopo di trasmettervi informazioni sulla natura del pericolo e del rischio presentati dagli agenti chimici presenti nella zona

26 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici I CARTELLI DI PRESCRIZIONE hanno lo scopo di imporre un obbligo

27 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici Le ETICHETTE sono poste sia sugli imballi sia direttamente sugli involucri Informazioni riportate sull etichetta:!) Nome ed indirizzo del produttore del distributore o importatore; 2) Nome della sostanza o, nel caso di miscele, delle sostanze pericolose presenti; 3) Una simbologia del pericolo principale (nera su sfondo arancione) raffigurante il rischio o i rischi principali presenti dall agente chimico; 4) Un indicazione scritta di tale pericolo; 5) Una o più frasi standard che illustrano in forma sintetica i rischi associati all impiego e che sono noti come frasi di rischio o R. 6) Una o più frasi standard che descrivono le più comuni procedure di sicurezza da adottare per minimizzare tali rischi e che sono note come consigli di prudenza o frasi S; 7) Spesso un numero telefonico di emergenza, da utilizzare, in situazioni di difficoltà, per ottenere utili informazioni sulle più corrette misure da adottare.

28 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici

29 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici La SCHEDA DI SICUREZZA è un obbligo dei produttori di sostanze pericolose e contiene le informazioni più importanti per la tutela dell uomo e dell ambiente contro i rischi derivanti dalla manipolazione degli agenti chimici. Essa è costituita da 16 sezioni 1) ELEMENTI IDENTIFICATORI DELLA SOSTANZA E DEL PRODUTTORE Sezione 1: denominazione dell agente chimico, il nominativo di chi lo ha prodotto, un numero telefonico a cui rivolgersi in casi di emergenza e l uso specifico al quale l agente chimico è destinato

30 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 2) COMPOSIZIONE INFORMAZIONI SUGLI INGREDIENTI Sezione 2: è identificata la sostanza classificata pericolosa ed i rischi che essa presenta. Inoltre, sono indicati le quantità presenti di ciascun componente chimico di una miscela. Sono presenti inoltra le simbologie di pericolo ed i codici R.

31 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 3) IDENTIFICAZIONI DEI PERICOLI Sezione 3: sono indicati in maniera chiara i pericoli ed i rischi del prodotto, gli effetti dannosi ed i sintomi che possono insorgere.

32 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 4) MISURE DI PRONTO SOCCORSO Sezione 4: brevi informazioni su cosa fare in caso di infortunio.

33 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 5) MISURE ANTINCENDIO La sezione 5 fornisce le informazioni necessarie a chi deve intervenire in caso di incendio causato dall agente chimico.

34 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 6) MISURE IN CASO DI FUORIUSCITA E DISPERSIONE ACCIDENTALE Sezione 6: si trovano informazioni utili in merito a particolari precauzioni individuali da prendere in seguito a fuoriuscita o versamento dell agente chimico.

35 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 7) MANIPOLAZIONE ED IMMAGAZZINAMENTO La sezione 7 fornisce le condizioni che assicurano un immagazzinamento sicuro del prodotto (es. ventilazione dei locali, tipologia dei contenitori, ecc.).

36 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 8) CONTROLLO DELL ESPOSIZIONE/PROTEZI ONE INDIVIDUALE Nella sezione 8 sono indicati i dispositivi da adottare per ridurre al minimo il contatto con l agente chimico.

37 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 9) PROPRIETA FISICHE E CHIMICHE La sezione 9 mostra le più importanti proprietà fisiche e chimiche del prodotto.

38 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 10) STABILITA E REATTIVITA La sezione 10 ci riferisce se e quanto il composto è più o meno stabile nelle condizioni di lavoro e alla possibilità che si verifichino reazioni pericolose a contatto con altri materiali.

39 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 11) INFORMAZIONI TOSSICOLOGICHE Sezione 11: si trovano descritti gli effetti tossicologici immediati e ritardati sulla salute che possono insorgere in conseguenza di un contatto o inalazione o ingestione dell agente chimico.

40 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 12) INFORMAZIONI ECOLOGICHE La sezione 12 indica le caratteristiche dell agente chimico nei confronti dell ambiente (acqua, aria, suolo)

41 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 13) CONSIDERAZIONI SULLO SMALTIMENTO Nella sezione 13 sono indicati i modi di smaltimento dell agente chimico e dei contenitori. Il codice CER permette di identificare l esatta tipologia di rifiuto in accordo alle norme comunitarie.

42 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 14) INFORMAZIONI SUL TRASPORTO Sezione 14: sono descritte le precauzioni da osservare durante il trasporto o la movimentazione dell agente chimico.

43 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 15) INFORMAZIONI SULLA REGOLAMENTAZIONE Nella sezione 15 sono rinvenibili le informazioni inerenti la classificazione e l etichettatura dell agente chimico.

44 Sicurezza nei laboratori: agenti chimici 16) ALTRE INFORMAZIONI La sezione 16 riporta altre informazioni che potrebbero essere utili quali, ad esempio, le raccomandazioni o le restrizioni per l uso, i centri di contatto tecnico, fonti e norme di legge

45 Sicurezza Raccomandazioni nei laboratori: e consigli: agenti chimici 1. Occorre sempre leggere e controllare le etichette e le schede dei reagenti prima di utilizzarli; 2. Prelevare solo la quantità strettamente necessaria ed in caso di prelievo eccessivo, la quantità non utilizzata non deve essere riposta nel contenitore originario; 3. I recipienti dei reagenti chimici devono essere chiusi subito dopo il prelievo; 4. Non si deve mai aggiungere acqua all acido poiché si avrebbe una reazione violenta con schizzi pericolosissimi. Quindi è l acido che viene versato lentamente nell acqua; 5. Non si devono mai toccare i reagenti con le mani. Manipolare i prodotti chimici con le apposite scatole o versarli direttamente dal contenitore al recipiente di analisi; 6. Non aspirare con la bocca i prodotti chimici ma adottare l apposito aspiratore; 7. Non assaggiare mai i prodotti chimici; volendone percepire l odore, non annusare direttamente, ma convogliare i vapori con la mano verso il naso.

46 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: la centrifuga Bilanciamento del rotore: permette di far girare uniformemente e quindi di minimizzare gli stress sul rotore.

47 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: la centrifuga Bilanciamento di un rotore. (a d) I rotori contengono 2, 3, 4, e 5 tubi. Tubi opposti hanno lo stesso peso. (e f) I rotori hanno una struttura più complessa: sono presenti 4 secchielli ognuno dei quali porta 10 tubi.

48 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: la centrifuga Linee guida per il bilanciamen to del rotore

49 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: la centrifuga Linee di guida generali per il mantenimento e la pulizia della centrifuga

50 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: la centrifuga Linee di guida generali per il mantenimento e la pulizia della centrifuga

51 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: la centrifuga Principali problemi della centrifuga

52 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: deionizzatori e dsitillator La valutazione della qualità dell acqua pura è eseguita attraverso la misurazione di diversi parametri: 1. Resistenza. La massima purezza ionica dell acqua è di 18.3 megohm cm 1 e 17 megohm cm 1 è considerata un valore accettabile per l acqua di tipo I 2. Conta batterica. numero di colonie che si formano per volume di acqua. 3. Carbone organico. Essi sono monitorati con diversi metodi di solito strumentali. 4. ph. L acqua ultrapura che è esposta all aria, reagisce con la CO2 causando un ph di 5.7.

53 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: deionizzatori e dsitillator 1. L apparato per la distillazione dell acqua richiede frequenti pulizie poiché può facilmente essere contaminato da microrganismi. 2. Il sistema a resine a scambio ionico dovrebbe essere rigenerato una volta che le resine hanno scambiato tutti i loro ioni con i contaminanti. La rigenerazione è eseguita in situ o attraverso il cambio delle cartucce. Molte volte, i microrganismi possono attaccare le resine e, pertanto, il sistema necessita di una sanitizzazione. 3. I filtri devono essere testati per evitare che i loro pori siano liberi ed efficaci. Per la pulizia dei filtri lavati e sanitizzati periodicamente. 4. I carboni attivi potrebbero essere colonizzati dai batteri e otturarsi a causa della presenza di articolato. Pertanto devono essere periodicamente lavati, ricaricati o rimpiazzati. 5. Le lampade ad UV riducono la loro potenza con il tempo. Pertanto, i bulbi devono essere rimpiazzati.

54 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: le cappe Corretta manutenzione di una cappa chimica.

55 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: le cappe Uso corretto di una cappa chimica.

56 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: le cappe

57 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: le cappe Linee guida per l uso corretto delle cappe a flusso laminare.

58 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: la bilancia Procedura per la pesata di un campione con una bilancia analitica elettronica

59 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: la bilancia Fattori che influenzano la pesata e buone pratiche per la pesata

60 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: la bilancia Fattori che influenzano la pesata e buone pratiche per la pesata

61 Sicurezza nei laboratori. Manutenzione ed uso degli strumenti: la bilancia Procedura per la calibrazione di una bilancia

62 Sicurezza nei laboratori. Buone pratica da laboratorio Metodo per separare un liquido da un residue: decantazione Tecnica di filtrazione: la miscela viene versata lentamente nell imbuto con la carta da filtro con l aiuto di una bacchetta di vetro

63 Sicurezza nei laboratori. Buone pratica da laboratorio Lavaggio con la spruzzetta. E molto importante che la spruzzetta non tocchi mai il recipiente o l attrezzo

64 Sicurezza nei laboratori. Buone pratica da laboratorio Come versare una sostanza solida in una provetta Prelievo di un reagente liquido da una bottiglia: si apre la bottiglia afferrando, poi, il tappo tra l indice ed il medio

65 Sicurezza nei laboratori. Buone pratica da laboratorio Come versare i reagenti solidi: ruotare leggermente il recipiente avanti ed indietro, battendo con le dita sulle pareti Come versare i reagenti liquidi

66 Sicurezza nei laboratori. Buone pratica da laboratorio Rottura di una bacchetta di vetro. Si effettua, con una lima triangolare, un segno netto nella posizione dove si vuole ottenere il taglio. Poi si stringe la bacchetta (i pollici devono essere dalla parte opposta rispetto all incisione). L estremità della bacchetta viene poi bordata con l aiuto di una fiamma.

67 Sicurezza nei laboratori. Buone pratica da laboratorio Come si regge una provetta per riscaldarla alla fiamma Apertura di una fessura in un foglio di alluminio e posizione di quest ultimo alla base della fiamma

68 Sicurezza nei laboratori. Buone pratica da laboratorio Come riempire un sacchetto di plastica con gas

69 Misurazione del volume: definizioni Il VOLUME è la quantità di spazio che occupa una sostanza ed il litro è la sua unità di misura. La GRADUAZIONE è posta sui dispositivi per la misurazione del volume ed è costituita da una o più tacche che indicano il volume. Metodo del menisco per la misurazione del volume

70 Misurazione del volume: definizioni Il DISPOSITIVO CALIBRATO PER CONTENERE, conterrà la quantità specificata quando è riempita fino alla tacca di volume desiderata. Il DISPOSITIVO CALIBRATO PER TRASPORTARE è marcato leggermente differente dal precedente in modo tale che trasporti quella quantità specificata, assumendo che il liquido è acqua a 20 C. La TOLLERANZA è l errore che si potrebbe verificare quando si effettua la misurazione di un determinato volume. Classi di tolleranza: CLASSE A e B La classe A ha una tolleranza minore di quella della B. Ad esempio, la tolleranza di un contenitore di 100 ml di classe A è di 0.08 ml, mentre quella di classe B è di 0.16 ml.

71 Misurazione I CILINDRI del GRADUATI volume: dispositivi sono vasi cilindrici, calibrati con sufficiente accuratezza per le misurazione dei volumi. La graduazione dei cilindri viene eseguita per multipli del suo volume totale: nei cilindri di 100 ml sono presenti 100 tacche da 1 ml; nei cilindri da 500 ml sono presenti 100 tacche da 5 ml. Le BURETTE sono tubi lunghi e graduati con un rubinetto di arresto che è utilizzato per dispensare determinati volumi in modo accurato.

72 Misurazione del volume: dispositivi I MATRACCI sono vasi utilizzati per misurare volumi specifici la cui accuratezza deve essere superiore a quella ottenuta con il cilindro graduato. Vantaggi Elevata accuratezza della misura. Svantaggi Elevato costo Calibrazione per un solo volume.

73 Misurazione del volume: dispositivi Corretto utilizzo di un matraccio

74 Misurazione del volume: dispositivi Le PIPETTE sono tubi che, attraverso una suzione, si riempiono di liquido. Sono utilizzati per la misurazione di volumi che variano da 0.1 a 25 ml Plastica e vetro Pipette pre sterilizzati, mono uso Banda colorata sulla loro parte superiore ad indicare la loro capacità e l intervallo di graduazione

75 Misurazione del volume: dispositivi Pipette graduate con una o più tacche Le SIEROLOGICHE sono costruite in modo che l ultima goccia deve essere soffiata fuori per versare l intero volume In sommità sono poste una o due bande ad indicare che queste pipette sono sierologiche.

76 Misurazione del volume: dispositivi Linee guida per un corretto utilizzo di una pipetta sierologica

77 Misurazione del volume: dispositivi Le PIPETTE MOHR sono caratterizzate dal fatto che, il liquido posto nella parte inferiore del tubo non fa parte del volume da trasportare

78 Misurazione del volume: dispositivi VOLUMETRICA Essa è costituita da vetro in borosilicato ed è calibrata per trasportare un solo volume quando il liquido riempie il tubo fino alla linea indicata ed a una temperatura di 20 C. Elevata accuratezza

79 Misurazione del volume: dispositivi PASTEUR Non presentano tacche e sono utilizzate per trasferire liquidi senza misurare volumi DISPENSATORI PER BOTTIGLIE prelevano determinati volumi attraverso un tubo che si estende fino al fondo della bottiglia contenente reagenti o soluzioni

80 Misurazione del volume: dispositivi ASPIRATORI prelevare e riversare il liquido verso e dalla pipetta Utilizzo di un aspiratore automatico

81 Misurazione del volume: dispositivi Passaggi per il prelievo ed il riversamento del liquido con una pipetta a) utilizzare un aspiratore per prelevare il liquido fino ad un livello superiore della tacca di calibrazione; b) rimpiazzare velocemente l aspiratore con il vostro indice per fermare la fuoriuscita di liquido; c) accertare che non vi siano bolle nel liquido ed inclinare leggermente la pipetta per pulirla dal liquido che permane sulla sua superficie esterna; d) Scaricare scarto del liquido che era stato prelevato in più, appoggiando la punta della pipetta contro la parete di un recipiente e lasciando lentamente che il livello del liquido si abbassi, sollevando parzialmente il vostro indice. Bloccare il flusso non appena il fondo del menisco coincide esattamente con la tacca graduata. e) Mettere la punta della pipetta all interno del recipiente di ricezione e lasciare scolare il liquido. Quando il libero flusso si arresta, appoggiare la punta contro la parete interna del recipiente per dieci secondi. Infine, ritirare la pipetta con un movimento di rotazione per eliminare un eventuale liquido aderente alla punta.

82 Misurazione del volume: dispositivi Portapipette

83 Misurazione del volume: dispositivi Le MICROPIPETTE sono dispositivi utilizzati per misurare volumi che vanno da 1 a 1000 ml. Micropipetta a dispensatore positivo Il pistone è a diretto contatto con il campione Utilizzati per campioni viscosi e volatili. Siringhe Micropipetta ad aria esiste un cuscinetto di aria tra il pistone ed il campione Evitano l inquinamento dello strumento Multicanali digitali (trasportano differenti volumi) elettroniche (controllate da un microprocessore)

84 Misurazione del volume: dispositivi Parti costituenti una micropipetta ad aria

85 Misurazione del volume: dispositivi Le micropipette ad aria hanno un pulsante che serve per spingere il pistone ed attraverso il quale l operatore controlla il prelievo e l espulsione del liquido.

86 Misurazione del volume: dispositivi Linee guida per un corretto utilizzo della micropipetta ad aria

87 Misurazione Fattori del che volume: influenzano dispositivi l accuratezza delle misure mediante micropipette ad aria 1: Operatore: il non corretto utilizzo delle micropipette da parte dell operatore comporta degli errori di prelievo e rilascio di determinati volumi di liquido; 2. Proprietà fisico chimiche del liquido trasportato: ad esempio, se il liquido è viscoso conviene operare con una micropipetta a dispensatore positivo; 3. Condizioni ambientali: ad esempio, per misure accurate è bene che le micropipette, i puntali e la soluzione siano in condizioni di temperatura simili; 4. Condizioni di manutenzione delle micropipette

88 Misurazione del volume: dispositivi Contaminazione delle micropipette Le sostanze in forma sia liquida (accidentale) sia aerosolica (consueta) possono penetrare nella micropipetta e causare 1) la contaminazione degli esperimenti successivi, 2) danni alla micropipetta e 3) rischi per la sicurezza dell operatore Consigli a) Utilizzare i puntali speciali che bloccano l entrata del liquido e dell aerosol nella micropipetta; b) Dedicare delle micropipette ad una determinata tecnica

89 Misurazione del volume: dispositivi Consigli per evitare gli errori durante l operazione di pipettamento

90 Misurazione del volume: dispositivi Consigli per evitare gli errori durante l operazione di pipettamento

91 Misurazione del volume: dispositivi Linee guida da seguire quando l operazione di pipettamento è frequente

92 Misurazione del volume: dispositivi Verificare periodicamente le perfomances delle micropipette che si basano sulla valutazione dell accuratezza e della precisione della micropipetta. Inviate ai produttori Verificati in laboratorio Metodo gravimetrico. verifica del peso di un determinato volume di acqua pura (chiamato volume nominale) che è prelevato dalla micropipetta. L accuratezza e la precisione sono confrontate con quelle fornite dal produttore. Se le perfomances della micropipetta sono discordanti si deve effettuare la calibrazione seguendo le istruzioni del produttore.

93 Misurazione del volume: dispositivi Metodo gravimetrico per determinare l accuratezza e la precisione di una micropipett

94 Misurazione del volume: dispositivi Metodo gravimetrico per determinare l accuratezza e la precisione di una micropipetta

95 Misurazione del volume: dispositivi Metodo gravimetrico per determinare l accuratezza e la precisione di una micropipetta

96 Misurazione del volume: dispositivi La manutenzione ordinaria delle micropipette prevede la pulizia esterna ed il rimpiazzo delle guarnizioni. La manutenzione straordinaria si esegue allorquando sono presenti uno dei seguenti sintomi: 1. la micropipetta non preleva il giusto volume di liquido; 2. la micropipetta non trattiene il liquido; 3. il pulsante si inceppa. Sintomo 1 e 2: cattivo inserimento del puntale e/o malfunzionamento di una guarnizione

97 Misurazione del volume: dispositivi Note sulla pulizia e sulla semplice riparazione delle micropipette Dopo che la micropipetta è stata riparata, è bene controllare le sue perfomances

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