UN PASSO IN AVANTI NEL CONTRASTO ALL ABUSO SUI MINORI

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1 UN PASSO IN AVANTI NEL CONTRASTO ALL ABUSO SUI MINORI LA CONVENZIONE DI LANZAROTE La Convenzione del Consiglio d Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché norme di adeguamento dell ordinamento interno è stata ratificata dall Italia con la Legge 1 ottobre 2012, n.172(pubblicata nella G.U. n.235/2012 ). La Convenzione in esame affronta in maniera sistematica le problematiche relative alla protezione dei minori dallo sfruttamento sessuale e dall abuso, introducendo principi generali, prevedendo misure preventive e autorità specializzate per la protezione dei minori, nonché specifici programmi di intervento e assistenza delle vittime. Molte disposizioni sono dedicate alla modifica della normativa penale e al sistema delle indagini e della procedura penale, con riferimento, in particolare, alla registrazione e alla raccolta dei dati, al monitoraggio del fenomeno e soprattutto alla cooperazione internazionale per combattere la dimensione transnazionale di alcuni reati (quelli in special modo commessi attraverso internet). Il testo della Convenzione si suddivide in 13 capitoli e 50 articoli e affronta le seguenti tematiche: - Misure di prevenzione dei reati; - Misure di assistenza alle vittime e alle loro famiglie; - Programmi e misure di intervento per i rei adulti e minori; - Indagini e procedimenti giudiziari child-friendly; - Autorità specializzate e organizzazioni di coordinamento; - Cooperazione internazionale. I crimini cui si riferisce la Convenzione sono i seguenti: - Abuso sessuale; - Prostituzione minorile; - Pornografia minorile; 1

2 - Spettacoli pedopornografici; - Corruzione di minore; - Adescamento di minore. La legge di ratifica consta dei seguenti 10 articoli: Capo I Art.1 Autorizzazione alla ratifica Art.2 Ordine di esecuzione Art.3 Autorità nazionale Capo II Art.4 Modifiche al codice penale Art.5 Modifiche al codice di procedura penale Art.6 Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011,n.159, in materia di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati abitualmente da minori Art.7 Modifiche alla legge 26 luglio 1975,n.354, in materia di concessione di benefici ai detenuti per reati in danno ai minori Art.8 Confisca Art.9 Disposizioni in materia di gratuito patrocinio Art.10 Clausola di invarianza. Il disegno di legge di ratifica della Convenzione è stato approvato dopo ben sei letture da parte di entrambi i rami del Parlamento, quasi all unanimità e consente al nostro ordinamento di arricchirsi ulteriormente di previsioni specifiche a tutela di minori, vittime di abuso e sfruttamento sessuale. Si tratta di uno strumento fondamentale, frutto di un intenso negoziato. L obiettivo è il contrasto di quei reati che, come la pedopornografia, sono commessi sempre più spesso con l ausilio delle moderne tecnologie e che sono consumati anche al di fuori dei confini nazionali. Le nuove norme prevedono un inasprimento delle pene per gli abusanti, un potenziamento delle tecniche investigative ed introducono nel nostro codice penale 2

3 due nuovi delitti l istigazione a pratiche di pedofilia e pedopornografia (art bis) e l adescamento di minori anche per via telematica, il c.d. grooming (art.609- undecies). Il primo prevede la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni per chiunque, con qualsiasi mezzo, anche il web, istighi il bambino o ragazzo a commettere reati come la prostituzione minorile, la detenzione di materiale pedopornografico, la corruzione dei minori o la violenza sui bambini. Il secondo definisce l adescamento di minore come qualsiasi atto volto a carpire la fiducia attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l utilizzo delle rete internet o di altri reti o mezzi di comunicazione, prevedendo la reclusione da uno a tre anni. E prevista, tra l altro, la decadenza dall esercizio della patria potestà, l interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all amministrazione di sostegno, l interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni a seguito della condanna alla reclusione da tre a cinque anni. La condanna o l applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell art codice di procedura penale e per violazione dell art. 414-bis del codice penale, quando sono commessi a danno di minori, comporta l interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate abitualmente da minori. Vi sono altre norme in materia di concessione di benefici penitenziari ai condannati per delitti di prostituzione minorile, nonché di violenza sessuale. Infatti è previsto il trattamento psicologico per i condannati per reati di sfruttamento sessuale dei minori, precisando che il trattamento ha finalità di recupero e di sostegno dei detenuti e la partecipazione allo stesso è volontaria. Infine la legge prevede il gratuito patrocinio nel processo penale, anche in deroga ai limiti di reddito attualmente vigenti. L articolo amplia la categoria dei reati, consentendo l accesso al patrocinio al minore vittima dei seguenti delitti: - riduzione o mantenimento in schiavitù (art.600) - prostituzione minorile (art.600-bis) - pornografia minorile(art.600-ter) - turismo sessuale (art.600-quinquies) 3

4 - tratta di persone (art.601) - acquisto e alienazione di schiavi (art.602) - corruzione di minorenne (art quinquies) - adescamento di minorenni (art.609-undecies). 4

5 LA CARTA DI NOTO Si tratta di un documento approvato nel corso del Convegno su Abuso sessuale di minore: ruoli e responsabilità, tenutosi a Noto nei giorni 6-9 giugno 1996, successivamente aggiornato nel 2002 e nel E il frutto dell apporto interdisciplinare di magistrati, avvocati, psicologi, psichiatri, neuropsichiatri infantili, criminologi e esperti del settore. Contiene delle linee guida per l esame dei minori in caso di abuso ed è finalizzato a favorire la formazione del giusto processo, assicurando loro la protezione psicologica, pur nel rispetto dei principi costituzionali e degli strumenti di diritto internazionale. I principi e le regole contenuti in questa Carta recepiscono le disposizioni del Protocollo della Convenzione di New York e della Convenzione di Lanzarote. Le linee guida sono valide per qualunque soggetto che nell ambito del procedimento giudiziario instauri un rapporto con il minore e costituiscono un punto di riferimento metodologico importantissimo per molti professionisti impegnati nell ambito delicatissimo degli abusi sessuali in danno dei minori. In particolare l analisi e la cognizione del fatto delittuoso spettano all Autorità giudiziaria. E previsto l obbligo dell acquisizione della testimonianza tramite modalità protette e per i fatti più gravi la presenza di esperti qualificati che affiancano il giudice. Quindi l istituto dell incidente probatorio si rivela come il luogo processuale più idoneo a tutelare i diritti del minore e non solo, ma anche di tutti i soggetti coinvolti. Esso ha il pregio di preservare il minore, che in tal modo viene supportato psicologicamente, dal grave stress prodotto dalla reiterazione degli atti coinvolti. Il corretto uso dei validi strumenti di analisi e accertamento che derivano dalla psicologia giuridica è il mezzo migliore per assicurare buoni risultati. In tal guisa il quadro psicologico e la ricostruzione dei fatti nei processi per abuso sessuale in danno dei minori possono incontrarsi sulla via della collaborazione, ma non debbono sempre e necessariamente coincidere. L analisi psicologica può senz altro contribuire alla ricostruzione del fatto ed alla valutazione degli elementi di attendibilità del minore, ma non deve rappresentare il fulcro ed il centro del fatto stesso. Pertanto è di tutta evidenza che l attività di sostegno e di terapia non deve valicare i propri confini ed incidere sull accertamento dei fatti, che è riservato esclusivamente al giudice: l assistenza psicologica non deve interferire nell attività di indagine e nella formazione delle prove. Come è altrettanto chiaro che le collaborazioni, gli incarichi di consulenza tecnica e peritale nella materia in questione, debbono essere 5

6 conferiti a seri professionisti che possiedano una specifica formazione, sia quando sono scelti in ambito pubblico sia in quello privato, garantendo, altresì, un costante aggiornamento professionale. 6

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