GESTIONE DEI PERICOLI NATURALI IN TICINO Rapporto strategico

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "GESTIONE DEI PERICOLI NATURALI IN TICINO Rapporto strategico"

Transcript

1 GESTIONE DEI PERICOLI NATURALI IN TICINO Rapporto strategico Conferenza stampa 16 ottobre 2015 Sala del CC Comune di Morcote Roland David Caposezione forestale Presidente CPNat Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento del territorio Divisione dell ambiente Pericoli naturali e nuove sfide Malgrado l insieme delle misure di controllo e prevenzione messe in atto, poco può essere fatto nei confronti dei pericoli che per loro natura si manifestano in modo improvviso e repentino. L anno scorso ne abbiamo purtroppo avuto una tragica testimonianza. Per cercare di evitare, nella misura del possibile, il ripetersi di situazioni simili, il Dipartimento del territorio ha proceduto ad una verifica critica della situazione. Il Rapporto strategico che presentiamo oggi illustra la strategia con cui intendiamo agire e presenta nel dettaglio una serie di misure complementari per gestire i pericoli naturali in modo più organico ed efficace. pag. 2 CPNat 1

2 Contenuti 1. Pericoli naturali in Svizzera 2. Pericoli naturali in Ticino 3. Pericoli naturali e uso del territorio 4. Premunizioni contro i pericoli naturali 5. Monitoraggi, allerta e gestione emergenze 6. Proposte alla luce degli eventi del Domande pag Pericoli naturali in Svizzera Il tema dei pericoli naturali ha acquisito rilevanza nella società. Le raccomandazioni e le direttive federali esistenti, basate sulle esperienze anche negative maturate durante gli eventi hanno permesso, nel corso degli ultimi trent anni, di accrescere le conoscenze nella pratica professionale. Attualmente la Confederazione sta elaborando un suo Rapporto sui pericoli naturali, sulla base di una mozione presentata nel pag. 4 CPNat 2

3 Il paradigma della gestione integrale dei rischi pag Pericoli naturali in Ticino La LTPnat (1990) disciplina l accertamento (livello conoscitivo), la premunizione e il risanamento (livello gestionale) dei territori esposti o colpiti da pericoli naturali, come pure il sussidiamento dei necessari provvedimenti (livello operativo). Il Decreto esecutivo concernente l'accertamento dei territori soggetti a pericoli naturali, entrato in vigore il 24 marzo 1995, ha inoltre specificato competenze, contenuto e procedura del Piano delle zone di pericolo. pag. 6 CPNat 3

4 Lo stato delle conoscenze sulla pericolosità del territorio pag. 7 Piani delle zone di pericolo (PZP) pag. 8 CPNat 4

5 Carta dei pericoli pag. 9 Accertamento tecnico dei pericoli: aspetti problematici Se le valanghe e i processi alluvionali dei corsi d'acqua principali sono più facilmente individuabili a livello morfologico e definibili in termini di frequenza e intensità dell evento, essendo la loro manifestazione legata direttamente alle precipitazioni, non altrettanto si può dire per i fenomeni di trasporto di massa nei corsi d'acqua di versante (colate detritiche torrentizie) e per i processi di frana spontanei (caduta sassi e scivolamenti superficiali). Anche statisticamente è evidente che nei secoli e nei decenni passati sono state le alluvioni dei corsi d acqua di valle e le valanghe a rappresentare la vera minaccia per i paesi ticinesi. In parte, si tratta di fenomeni prevedibili con alcuni giorni di anticipo, grazie al monitoraggio e ai modelli previsionali. La pericolosità di tali fenomeni è stata in parte ridimensionata grazie agli ingenti interventi di premunizione realizzati. Al contrario, i pericoli legati alle colate detritiche lungo i corsi d acqua e ai processi di crollo e scivolamento superficiale sono caratterizzati da elevata imprevedibilità temporale e complessità di definizione a livello morfologico e di possibili scenari di accadimento. pag. 10 CPNat 5

6 Vittime per pericoli naturali pag Pericoli naturali e uso del territorio Gli indirizzi del PD: scheda V5 (23 ottobre 2009) - PZP quale strumento base di lavoro - Provvedimenti pianificatori - Ripartizione dei compiti tra Cantone e Comuni Trasposizione dei PZP nei Piani regolatori Analisi delle domande di costruzione pag. 12 CPNat 6

7 4. Premunizioni contro i pericoli naturali La prevenzione più efficace contro i pericoli naturali è essenzialmente l'utilizzo adeguato del territorio in modo da evitare i pericoli, mentre gli interventi di tipo strutturale dovrebbero essere considerati in seconda analisi. Lo sfruttamento intenso del territorio limita la possibilità di intervenire unicamente con scelte tecniche e pianificatorie. Diventa quindi spesso inevitabile la messa in atto d interventi di protezione. Tra le misure tecniche si annoverano non solo opere di premunizione classiche, ma anche la cura del bosco di protezione, la manutenzione dei corsi d'acqua, gli impianti di sorveglianza e i sistemi di preallarme e allerta. pag. 13 Coordinamento e sussidiamento delle opere La responsabilità del coordinamento e del sussidiamento dei progetti di protezione a livello cantonale è definita in funzione della tipologia del fenomeno: per le opere di protezione contro valanghe, movimenti di versante, caduta sassi e premunizioni torrentizie in bosco; Ufficio dei corsi d acqua per le premunizioni lungo i corsi d acqua e i laghi; Divisione delle costruzioni per interventi che mirano alla protezione delle strade cantonali. pag. 14 CPNat 7

8 5. Monitoraggio, allerta e gestione emergenze Monitorare un evento naturale è un modo di operare che consente di approfondire la conoscenza del fenomeno e della sua pericolosità, attivando azioni per la riduzione degli effetti indesiderabili e per la mitigazione del rischio. Trattandosi di un intervento non strutturale (a differenza, per esempio, di un argine o di una rete paramassi) e generalmente economico, sempre di più il monitoraggio viene applicato per la gestione integrale dei rischi. pag. 15 Monitoraggi stato 2015 pag. 16 CPNat 8

9 Monitoraggi stato 2015 pag. 17 Formazione di esperti locali Sul piano locale, a fronte di casi positivi di organizzazione, consolidati come nel caso delle valanghe nell Alto Ticino, e dell'esondazione dei laghi, gli eventi hanno anche evidenziato alcune lacune nella gestione delle emergenze nel coinvolgimento e nell'assunzione di responsabilità, con particolare riferimento alle frane, alla caduta sassi e ai pericoli di alluvionamento. Una risposta in tal senso è offerta dalla figura del consulente locale specializzato in pericoli naturali ( Naturgefahrenberater ), promossa dall'ufam alla luce degli eventi di maltempo che hanno interessato la Svizzera negli ultimi anni. Secondo gli auspici, questa figura deve fornire un supporto alle Commissioni locali e ai responsabili per la sicurezza (in primis il sindaco) in materia di pericoli naturali. pag. 18 CPNat 9

10 6. Proposte alla luce degli eventi del 2014 Adeguamento e verifica dei PZP Procedure di approvazione - L elaborazione dei PZP rappresenta un compito mai concluso, poiché il territorio è in continua evoluzione, nuovi fenomeni possono manifestarsi e nuove esigenze di utilizzo del territorio possono richiedere una nuova valutazione o un maggiore dettaglio dell analisi. - Quest attività di costante riesame e aggiornamento è stata messa sotto pressione dall evento dell autunno scorso, che ha avuto come effetto indiretto l incremento di richieste di revisione di PZP da parte degli enti locali, portando a un riesame delle priorità definite dai servizi e aggravando la situazione di sovraccarico già presente in alcuni casi. pag. 19 Adeguamento e verifica dei PZP Procedure di approvazione - Per assicurare l accompagnamento degli attuali incarti di PZP in revisione e in fase di adozione (oltre 60) ed evadere le nuove richieste, è necessario pensare ad una riorganizzazione delle risorse umane a disposizione dei Servizi cantonali attivi in questo settore. In quest ambito, nelle prossime settimane, proposte concrete saranno sottoposte alla Direzione del DT. pag. 20 CPNat 10

11 Legge geoinformazione e pericoli naturali Nell ambito della ridefinizione del mandato di prestazione alla SUPSI, nel campo dei pericoli naturali è previsto il recupero di risorse, attribuite alla e a disposizione sia di UPIP che di UCA, per occuparsi del tema in modo da ottimizzare il lavoro e nel contempo ridurre i costi complessivi. pag. 21 Proposte di modifica della LTPnat I principali obiettivi di revisione sono: - lo snellimento della procedura di adozione del PZP; - l introduzione del concetto di gestione integrata dei rischi legati ai pericoli naturali; - un adeguamento terminologico, in particolare sulla base della nuova LGI; - l abrogazione del PCPR; - l introduzione di una competenza sussidiaria dei Comuni per le misure tecniche e organizzative e del Consiglio di Stato per eventuali misure coattive e sostitutive. pag. 22 CPNat 11

12 Proposte di modifica della Legge edilizia Nell analisi dell evento dell autunno 2014 ci si è resi conto dell importanza di poter meglio gestire gli effetti antropici sulla sicurezza dei cittadini. Allo scopo, tenuto conto delle problematiche riscontrate in particolare lo scorso anno, si propone una modifica della Legge edilizia, con l obiettivo seguente: - richiedere la presentazione di una perizia tecnica laddove un nuovo intervento edilizio potrebbe avere un influsso importante sulla morfologia del terreno; - Nell ambito del Regolamento d applicazione verranno definite nel dettaglio le casistiche per le quali si prevede che vengano presentate le perizie in sede di domanda di costruzione. pag. 23 Adeguamento misure di pianificazione del territorio Nell ambito della gestione pianificatoria ed edilizia dei territori esposti a pericoli naturali, emerge essenzialmente un ritardo temporale tra l acquisizione giuridica del PZP e la sua trasposizione a PR con relativo disciplinamento d uso. - Si propone di risolvere la problematica inserendo nella decisione di adozione del PZP una clausola che obblighi l autorità comunale a trasporre le risultanze del PZP nella pianificazione comunale entro un congruo termine. pag. 24 CPNat 12

13 Gestione delle emergenze Riconosciuto il ruolo preminente degli enti locali nell allestimento dei piani di sicurezza e nella gestione immediata dell emergenza (evacuazione, informazione diretta alla popolazione), i Servizi Cantonali devono fornire la loro consulenza e il loro supporto in particolare nelle fasi di preparazione, pre-allerta e allerta e coordinamento generale durante un evento importante. - Si propone la creazione sistematica di organizzazioni locali o regionali da affiancare alle Autorità locali per la preparazione e la gestione di situazioni di emergenza, facendo capo nel limite del possibile a strutture già esistenti. - Si propone di definire un modello organizzativo specifico per i servizi cantonali di riferimento per i pericoli naturali, UPIP e UCA, sulla base di organigrammi e mansionari da esercitare e attivare in caso di necessità. pag. 25 Informazione sullo stato dei Piani delle zone di pericolo A partire dal 1. gennaio 2016, anche nel nostro Cantone sarà possibile, sul sito web dell amministrazione, visionare lo stato dei piani delle zone pericolo, nel dettaglio per singolo Comune e per singolo mappale. Si tratta di un importante traguardo volto ad una corretta e trasparente informazione del cittadino su questa importante e sensibile tematica. pag. 26 CPNat 13

14 Domande pag. 27 CPNat 14

> Approvvigionamento idrico sicuro 2025. Obiettivi e raccomandazioni d intervento

> Approvvigionamento idrico sicuro 2025. Obiettivi e raccomandazioni d intervento > Approvvigionamento idrico sicuro 2025 Obiettivi e raccomandazioni d intervento 2 > Approvvigionamento idrico sicuro 2025 UFAM 2014 > Approvvigionamento idrico sicuro: un compito gestibile Lo studio sull

Dettagli

Rapporto d attività 2006

Rapporto d attività 2006 grussti - gruppo cantonale sullo sviluppo sostenibile 6500 Bellinzona - http://www.ti.ch/sviluppo-sostenibile contatto: Marcello Martinoni 091 825 38 85 consultati@ticino.com Rapporto d attività 2006 Programma

Dettagli

MESSAGGIO MUNICIPALE NO. 2881 OPERE DI PREMUNIZIONE CONTRO LA CADUTA MASSI PROPRIETÀ MATHEZ E ADIACENTI, VIA SCHNOZ E VIA VILLETTE, CARASSO

MESSAGGIO MUNICIPALE NO. 2881 OPERE DI PREMUNIZIONE CONTRO LA CADUTA MASSI PROPRIETÀ MATHEZ E ADIACENTI, VIA SCHNOZ E VIA VILLETTE, CARASSO Municipio della Città di Bellinzona Bellinzona, 10 novembre 2005 MESSAGGIO MUNICIPALE NO. 2881 OPERE DI PREMUNIZIONE CONTRO LA CADUTA MASSI PROPRIETÀ MATHEZ E ADIACENTI, VIA SCHNOZ E VIA VILLETTE, CARASSO

Dettagli

Vivibilità. Grado di consolidamento Informazione preliminare Risultato intermedio Dato acquisito

Vivibilità. Grado di consolidamento Informazione preliminare Risultato intermedio Dato acquisito Scheda di Piano direttore Vivibilità Grado di consolidamento Informazione preliminare Risultato intermedio Dato acquisito Sfondo bianco: testo informativo Sfondo grigio: testo vincolante Stato della procedura

Dettagli

MUNICIPIO DI SEMENTINA Tel. 091 850 19 50 Fax 091 850 19 55

MUNICIPIO DI SEMENTINA Tel. 091 850 19 50 Fax 091 850 19 55 MUNICIPIO DI SEMENTINA Tel. 091 850 19 50 Fax 091 850 19 55 Sementina, 9 novembre 2015 MM/NO. 474 CONCERNENTE LA MODIFICA DEL REGOLAMENTO ORGANICO DEI DIPENDENTI COMUNALI DEL 1. GENNAIO 1989 (Attribuito

Dettagli

Tuttavia, le direttive federali non vietano che le notifiche siano effettuate con procedure diverse rispetto a quella online.

Tuttavia, le direttive federali non vietano che le notifiche siano effettuate con procedure diverse rispetto a quella online. Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Michele Barra in occasione della Conferenza stampa Padroncini e distaccati, una situazione da correggere 26 luglio 2013 Fa stato il discorso orale Pagina 1

Dettagli

Presentazione dei conti

Presentazione dei conti COMUNE DI MESOCCO 1 Presentazione dei conti Conto di gestione corrente 2013 2012 Uscite correnti 11'955 760 12'731 440 Ammortamenti amministrativi 1'551 000 1'815 000 Addebiti interni 1'250 950 1'481 100

Dettagli

Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi

Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi Repubblica e Cantone 3 Ticino Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi Volume 141 Bellinzona, 16 gennaio 2/2015 Legge cantonale sull energia dell 8 febbraio 1994; modifica Legge istituente

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE SEGONI, BUSTO, DAGA, DE ROSA, MANNINO, TERZONI, TOFALO, ZOLEZZI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE SEGONI, BUSTO, DAGA, DE ROSA, MANNINO, TERZONI, TOFALO, ZOLEZZI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 1233 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI SEGONI, BUSTO, DAGA, DE ROSA, MANNINO, TERZONI, TOFALO, ZOLEZZI Disposizioni concernenti

Dettagli

510.624. Ordinanza sulla geologia nazionale (OGN) Sezione 1: Disposizioni generali. del 21 maggio 2008 (Stato 1 luglio 2008)

510.624. Ordinanza sulla geologia nazionale (OGN) Sezione 1: Disposizioni generali. del 21 maggio 2008 (Stato 1 luglio 2008) Ordinanza sulla geologia nazionale (OGN) 510.624 del 21 maggio 2008 (Stato 1 luglio 2008) Il Consiglio federale svizzero, visti gli articoli 5, 6, 9 capoverso 2, 12 capoverso 2, 15 capoverso 3, 19 capoverso

Dettagli

Valutazione del rischio, sistemi di allertamento e decisioni sulla mitigazione

Valutazione del rischio, sistemi di allertamento e decisioni sulla mitigazione COMUNE DI NOCERA INFERIORE Sala Polifunzionale della Galleria Maiorino Nocera Inferiore 14 aprile 2011 Incontro informativo sul rischio da frana a Nocera Inferiore Valutazione del rischio, sistemi di allertamento

Dettagli

APPENDICE: LA CONTABILITÀ AMBIENTALE E LA RICLASSIFICAZIONE DELLE SPESE AMBIENTALI

APPENDICE: LA CONTABILITÀ AMBIENTALE E LA RICLASSIFICAZIONE DELLE SPESE AMBIENTALI APPENDICE: LA CONTABILITÀ AMBIENTALE E LA RICLASSIFICAZIONE DELLE SPESE AMBIENTALI La contabilità ambientale: uno strumento per la sostenibilità La contabilità ambientale può essere definita come un sistema

Dettagli

Investire nella formazione

Investire nella formazione Repubblica e Cantone Ticino Investire nella formazione Concetto 2006 per la formazione dei Segretari comunali, dei Quadri dirigenti e dei Funzionari amministrativi Dipartimento dell educazione, della cultura

Dettagli

del 18 agosto 2010 (Stato 1 gennaio 2014)

del 18 agosto 2010 (Stato 1 gennaio 2014) Ordinanza sull allerta e l allarme (Ordinanza sull allarme, OAll) 520.12 del 18 agosto 2010 (Stato 1 gennaio 2014) Il Consiglio federale svizzero, visto l articolo 75 capoverso 1 della legge federale del

Dettagli

Principio dei tre pilastri

Principio dei tre pilastri Dipartimento federale dell interno/ Ufficio federale delle assicurazioni sociali Incontro con i media del 26 maggio 2003 (Ile Saint-Pierre) - Documentazione Garanzia ed evoluzione della previdenza professionale

Dettagli

III.2. Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie Lfam) 80 Ivan Pau-Lessi

III.2. Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie Lfam) 80 Ivan Pau-Lessi Rivista del Servizio di sostegno pedagogico della scuola media numero 19 104 III.2. Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie Lfam) 80 Ivan Pau-Lessi

Dettagli

NEWSLETTER n. 41. Agosto 05

NEWSLETTER n. 41. Agosto 05 NEWSLETTER n. 41 a cura dell Ufficio del Portavoce Ufficio Stampa di ARPA Lombardia Giovanni Galgano Tel. 02.69666.362 Grafica ProgettoWEB ARPA Lombardia Sommario CHE ARIA TIRA A VARESE 2 IL CENTRO DI

Dettagli

Stabio, 07 maggio 2014. Al CONSIGLIO COMUNALE di S t a b i o

Stabio, 07 maggio 2014. Al CONSIGLIO COMUNALE di S t a b i o COMUNE DI STABIO MUNICIPIO Stabio, 07 maggio 2014 Al CONSIGLIO COMUNALE di S t a b i o MESSAGGIO MUNICIPALE No. 04/2014 Chiedente lo stanziamento di un credito d investimento di 50 000 Chf (iva esclusa)

Dettagli

MESSAGGIO MUNICIPALE Nr. 649. MM no. 649 Richiesta di un credito di Fr.55 000 per l aggiornamento del Piano regolatore

MESSAGGIO MUNICIPALE Nr. 649. MM no. 649 Richiesta di un credito di Fr.55 000 per l aggiornamento del Piano regolatore MESSAGGIO MUNICIPALE Nr. 649 MM no. 649 Richiesta di un credito di Fr.55 000 per l aggiornamento del Piano regolatore Signor Presidente, Signore e Signori Consiglieri comunali, il Municipio di Pura vi

Dettagli

6332 23 marzo 2010 ISTITUZIONI

6332 23 marzo 2010 ISTITUZIONI 6332 23 marzo 2010 ISTITUZIONI Rapporto del Consiglio di Stato sulla mozione 25 gennaio 2010 presentata da Lorenzo Quadri Incentivi alla rottamazione da riconsiderare Signor Presidente, signore e signori

Dettagli

Sistema di allertamento regionale ai fini di protezione civile

Sistema di allertamento regionale ai fini di protezione civile Sistema di allertamento regionale ai fini di protezione civile Paolo Covelli www.regione.toscana.it/protezionecivile paolo.covelli@regione.toscana.it 055 4385511 Inquadramento generale PREVISIONE Valutazione

Dettagli

6190 24 marzo 2009 TERRITORIO

6190 24 marzo 2009 TERRITORIO 6190 24 marzo 2009 TERRITORIO Rapporto del Consiglio di Stato sulla mozione 23 settembre 2008 presentata da Francesco Maggi e cofirmatari Incentivare il solare termico Signor Presidente, signore e signori

Dettagli

Sfide regolatorie per la gestione patrimoniale transfrontaliera in Svizzera e opzioni strategiche

Sfide regolatorie per la gestione patrimoniale transfrontaliera in Svizzera e opzioni strategiche Rapporto del gruppo di esperti «Ulteriore sviluppo della strategia in materia di mercati finanziari» Sfide regolatorie per la gestione patrimoniale transfrontaliera in Svizzera e opzioni strategiche 6

Dettagli

1 Oggetto ed elementi di base della concessione 1.1 Diritti e obblighi

1 Oggetto ed elementi di base della concessione 1.1 Diritti e obblighi Casinò Lugano SA Concessione di sito e di gestione di tipo A Dell 11 novembre 2002 Il Consiglio federale, su raccomandazione della Commissione federale delle case da gioco (CFCG) del 4 ottobre 2002; su

Dettagli

Linee guida per la regolamentazione dei mercati finanziari

Linee guida per la regolamentazione dei mercati finanziari 3 luglio 2013 Linee guida per la regolamentazione dei mercati finanziari Einsteinstrasse 2, 3003 Berna Tel. +41 (0)31 327 91 00, fax +41 (0)31 327 91 01 www.finma.ch A18124 Indice Obiettivi della regolamentazione

Dettagli

Il percorso della sicurezza per i volontari di protezione civile

Il percorso della sicurezza per i volontari di protezione civile Il percorso della sicurezza per i volontari di protezione civile Il decreto legislativo n. 81/2008, la legge che tutela la sicurezza dei lavoratori, si applica alle attività svolte dai volontari di protezione

Dettagli

E. Struttura e organizzazione del sistema

E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E.1 Sistema di gestione L azienda dovrebbe strutturare il SGSL seguendo i contenuti espressi nel presente documento,

Dettagli

GESTIONE RECLAMI E RICORSI

GESTIONE RECLAMI E RICORSI . La riproduzione anche parziale del presente documento è vietata senza l autorizzazione scritta di VALIDA srl. Sommario 1. Scopo e campo di applicazione 2 2. Riferimenti normativi 2 3. Definizioni e acronimi

Dettagli

IL MONITORAGGIO DEI FENOMENI FRANOSI IN TICINO. SUPSI Istituto Scienze della Terra Christian Ambrosi

IL MONITORAGGIO DEI FENOMENI FRANOSI IN TICINO. SUPSI Istituto Scienze della Terra Christian Ambrosi IL MONITORAGGIO DEI FENOMENI FRANOSI IN TICINO SUPSI Istituto Scienze della Terra Christian Ambrosi IST: Settori di attività Institute of Earth Sciences Continuing education Engineering geology Geomatic

Dettagli

Aree protette della Lombardia

Aree protette della Lombardia 16. Aree protette della lombardia La Lombardia è stata la prima regione in Italia a dotarsi di un sistema organico di aree protette. Già nel 1973, con la legge regionale n.58, venivano dettate le prime

Dettagli

PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI

PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Dipartimento Risorse Forestali e Montane Servizio Bacini Montani PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI Valutazione

Dettagli

L esperienza dell Università di Bologna

L esperienza dell Università di Bologna PON GOVERNANCE E AZIONI DI SISTEMA ASSE E Capacità Istituzionale Obiettivo specifico 5.1 Performance PA Linea 2 WEBINAR Ciclo delle Performance nelle Università: La programmazione della formazione e il

Dettagli

Criminalità transfrontaliera. Piano sicurezza transfrontaliera per Expo 2015. Rapporto in adempimento del postulato Romano 14.3324

Criminalità transfrontaliera. Piano sicurezza transfrontaliera per Expo 2015. Rapporto in adempimento del postulato Romano 14.3324 Dipartimento federale di giustizia e polizia DFGP Ufficio federale di polizia fedpol 22 aprile 2015 Criminalità transfrontaliera. Piano sicurezza transfrontaliera per Expo 2015 Rapporto in adempimento

Dettagli

Collaborazione tra l Amministrazione federale e le organizzazioni non governative

Collaborazione tra l Amministrazione federale e le organizzazioni non governative Collaborazione tra l Amministrazione federale e le organizzazioni non governative Rapporto della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati del 21 agosto 2009 Onorevoli presidente e consiglieri,

Dettagli

Prassi della Confederazione in materia di prepensionamento per ragioni organizzative e per cause di malattia

Prassi della Confederazione in materia di prepensionamento per ragioni organizzative e per cause di malattia Prassi della Confederazione in materia di prepensionamento per ragioni organizzative e per cause di malattia Perizia attuariale relativa alla Cassa pensioni della Confederazione (CPC) Riassunto Autore:

Dettagli

Progetto Strategico RISKNAT

Progetto Strategico RISKNAT Progetto Strategico RISKNAT Attività B 7.1 C 7.1 Analisi multirischio sul territorio piemontese. Ricadute operative di Protezione Civile. Postfazione Postfazione Le evoluzioni metodologiche e di gestione

Dettagli

Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi

Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi Repubblica e Cantone 340 Ticino Estratto Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi Volume 134 Bellinzona, 27 giugno 34/2008 Regolamento degli studi liceali (del 25 giugno 2008) IL CONSIGLIO

Dettagli

Vademecum Allertamento

Vademecum Allertamento Vademecum Allertamento INDICE: 1. Cos è l Allertamento pag. 1 2. Ruolo e responsabilità del Sindaco secondo la normativa vigente pag. 2 3. Emergenza e sussidiarietà pag. 7 4. Il servizio di allertamento

Dettagli

Mandati Programma nazionale di prevenzione e lotta alla povertà 2014 2018

Mandati Programma nazionale di prevenzione e lotta alla povertà 2014 2018 Sostegno alla prima infanzia P01.1 Sostegno alla prima infanzia Offerte e canali informativi Le offerte e i canali informativi in Svizzera sui temi gravidanza, parto, prima infanzia, sanità ed educazione

Dettagli

Regolamento degli studi liceali (del 25 giugno 2008)

Regolamento degli studi liceali (del 25 giugno 2008) Regolamento degli studi liceali (del 25 giugno 2008) 5.1.7.2 IL CONSIGLIO DI STATO DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO richiamati la Legge sulle scuole medie superiori del 26 maggio 1982 e il relativo Regolamento

Dettagli

520.12 Ordinanza concernente il preallarme, l allarme e la diffusione di istruzioni di comportamento presso la popolazione

520.12 Ordinanza concernente il preallarme, l allarme e la diffusione di istruzioni di comportamento presso la popolazione Ordinanza concernente il preallarme, l allarme e la diffusione di istruzioni di comportamento presso la popolazione (Ordinanza sull allarme, OAll) del 5 dicembre 2003 (Stato 30 dicembre 2003) Il Consiglio

Dettagli

Guida. Sostegno individuale nella formazione professionale di base

Guida. Sostegno individuale nella formazione professionale di base Guida Sostegno individuale nella formazione professionale di base 2 Utilizzo della guida Nella guida sono riportate le misure e le possibilità d azione basate sulle esperienze fatte finora. I responsabili

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA

PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA Provincia di Lucca Prefettura di Lucca Procura della

Dettagli

Piano della comunicazione integrata della Direzione Regionale della Campania per l anno 2003

Piano della comunicazione integrata della Direzione Regionale della Campania per l anno 2003 Ufficio del Direttore Regionale Struttura operativa di coordinamento per la comunicazione interna ed esterna Piano della comunicazione integrata della Direzione Regionale della Campania per l anno 2003

Dettagli

Programma triennale per la trasparenza e l integrità (P.T.T.I.) 2015 2017

Programma triennale per la trasparenza e l integrità (P.T.T.I.) 2015 2017 Programma triennale per la trasparenza e l integrità (P.T.T.I.) 2015 2017 Predisposto dal responsabile per la trasparenza Adottato in data 26 gennaio 2015 con deliberazione n. 03 della Giunta comunale

Dettagli

Scheda informativa: avamprogetto per la procedura di consultazione Strategia Reti elettriche

Scheda informativa: avamprogetto per la procedura di consultazione Strategia Reti elettriche Dipartimento federale dell ambiente, dei trasporti, dell energia e delle comunicazioni (DATEC) Ufficio federale dell energia 28 novembre 2014 Scheda informativa: avamprogetto per la procedura di consultazione

Dettagli

Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi

Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi Repubblica e Cantone 391 Ticino Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi Volume 139 Bellinzona, 20 settembre 49/2013 Regolamento di applicazione della legge edilizia (RLE) del 9 dicembre

Dettagli

I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE

I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE Ing Giuseppe Magro Presidente Nazionale IAIA 1 Italia 2 La Valutazione Ambientale Strategica

Dettagli

1^ Giornata di Corso. Dr. Piersante Fabio

1^ Giornata di Corso. Dr. Piersante Fabio 1^ Giornata di Corso Decreto Legislativo 118/2011 Dr. Piersante Fabio EVOLUZIONE DEL QUADRO NORMATIVO La disciplina dell armonizzazione dei sistemi contabili e deibilancidelleregioniedeglientilocalinelquadrodel

Dettagli

Norme per l organizzazione - ISO serie 9000

Norme per l organizzazione - ISO serie 9000 Norme per l organizzazione - ISO serie 9000 Le norme cosiddette organizzative definiscono le caratteristiche ed i requisiti che sono stati definiti come necessari e qualificanti per le organizzazioni al

Dettagli

UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME

UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME QuickTime e un decompressore TIFF (Non compresso) sono necessari per visualizzare quest'immagine. UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME ANALISI DI ECONOMICITÀ, EFFICACIA ED EFFICIENZA

Dettagli

PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI

PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI comunicato stampa PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI Le due società, attive in Lazio da alcuni anni, presentano il loro Rendiconto Sociale. Il documento rappresenta

Dettagli

Principi per la conservazione ed il restauro del patrimonio costruito Carta di Cracovia 2000

Principi per la conservazione ed il restauro del patrimonio costruito Carta di Cracovia 2000 Principi per la conservazione ed il restauro del patrimonio costruito Carta di Cracovia 2000 Ringraziando le persone e le istituzioni che, durante tre anni, hanno partecipato alla preparazione della Conferenza

Dettagli

Un approccio sistemico al distretto ticinese di servizi finanziari

Un approccio sistemico al distretto ticinese di servizi finanziari Banche: struttura ed evoluzione Un approccio sistemico al distretto ticinese di servizi finanziari foto Ti-Press / Davide Agosta René Chopard, Centro di Studi Bancari Alcuni elementi introduttivi Metodologia,

Dettagli

Bollettino del clima dell anno 2014

Bollettino del clima dell anno 2014 anno 2014 MeteoSvizzera Bollettino del clima dell anno 2014 21 gennaio 2015 L anno 2014 è stato costellato di eventi meteorologici estremi. Dopo la nevicata record di inizio anno al sud, nel primo semestre

Dettagli

Progetto «Novena»: Raccomandazioni dei Controlli delle finanze concernenti i progetti informatici di sviluppo

Progetto «Novena»: Raccomandazioni dei Controlli delle finanze concernenti i progetti informatici di sviluppo Progetto «Novena»: Raccomandazioni dei Controlli delle finanze concernenti i progetti informatici di sviluppo Conferenza svizzera dei Controlli delle finanze Gruppo di lavoro «Revisione informatica» Eugenio

Dettagli

Locarno, 8 marzo 2012. Al Consiglio Comunale. L o c a r n o

Locarno, 8 marzo 2012. Al Consiglio Comunale. L o c a r n o M.M. no. 90 concernente la richiesta di un credito di Fr. 25'000.00 per lavori di consolidamento delle scarpate e delle opere murarie a secco del terreno al mappale 049 RFD Locarno, quale il vigneto a

Dettagli

brugherio (mb) POLITICA AZIENDALE

brugherio (mb) POLITICA AZIENDALE brugherio (mb) POLITICA AZIENDALE Brugherio, 20 gennaio 2015 piomboleghe srl via eratostene, 1-20861 brugherio (mb) tel. 039289561, fax. 039880244 info@piomboleghe.it www.piomboleghe.it cap. soc. 1.300.000,00

Dettagli

ALLEGATO A REGOLAMENTO DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE DEL VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE

ALLEGATO A REGOLAMENTO DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE DEL VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE ALLEGATO A REGOLAMENTO DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE DEL VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE Approvato con Delibera di Consiglio n. 29 del 19 maggio 2011 INDICE REGOLAMENTO...1 Art. 1 Oggetto...1 Art. 2

Dettagli

Modalità e processo di rilevazione della customer satisfaction in Inail

Modalità e processo di rilevazione della customer satisfaction in Inail Modalità e processo di rilevazione della customer satisfaction in Inail PREMESSA L Inail da sempre fonda la sua attività su una cultura aziendale che pone l utente al centro del proprio sistema organizzativo;

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ Indice: Premessa 1. I dati da pubblicare sul sito istituzionale del comune 2. Il processo di pubblicazione dei dati 3. Le iniziative per l integrità

Dettagli

09.477. Iniziativa parlamentare Responsabilità aziendale dei costi di risanamento dei siti contaminati

09.477. Iniziativa parlamentare Responsabilità aziendale dei costi di risanamento dei siti contaminati 09.477 Iniziativa parlamentare Responsabilità aziendale dei costi di risanamento dei siti contaminati Avamprogetto e rapporto esplicativo della Commissione dell ambiente, della pianificazione del territorio

Dettagli

M.M. no. 89 concernente la fissazione del moltiplicatore d imposta comunale 2012

M.M. no. 89 concernente la fissazione del moltiplicatore d imposta comunale 2012 M.M. no. 89 concernente la fissazione del moltiplicatore d imposta comunale 2012 Locarno, 7 marzo 2012 Al Consiglio Comunale Locarno Egregi Signori Presidente e Consiglieri, conformemente al Decreto legislativo

Dettagli

Messaggio Programma di Governo e piano finanziario 2013 2016

Messaggio Programma di Governo e piano finanziario 2013 2016 Messaggio Programma di Governo e piano finanziario 2013 2016 Conferenza stampa del 12 dicembre 2011 Consigliera di Stato Barbara Janom Steiner Direttrice del Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità

Dettagli

DOCUMENTI DI ANALISI E APPROFONDIMENTO

DOCUMENTI DI ANALISI E APPROFONDIMENTO SEZIONE II SCENARI DI RISCHIO DOC 2.1 LIVELLI DI ALLERTA MODELLO DI INTERVENTO, SCENARI DI RISCHIO E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE Sommario Scenari di rischio...2 Metodologia utilizzata...2 Gli scenari

Dettagli

LA CENTRALE OPERATIVA ANTIRAPINA: FILTRO TRA LE SEGNALAZIONI PROVENIENTI DAGLI SPORTELLI BANCARI E LE SALE OPERATIVE DELLE FORZE DELL ORDINE

LA CENTRALE OPERATIVA ANTIRAPINA: FILTRO TRA LE SEGNALAZIONI PROVENIENTI DAGLI SPORTELLI BANCARI E LE SALE OPERATIVE DELLE FORZE DELL ORDINE LA CENTRALE OPERATIVA ANTIRAPINA: FILTRO TRA LE SEGNALAZIONI PROVENIENTI DAGLI SPORTELLI BANCARI E LE SALE OPERATIVE DELLE FORZE DELL ORDINE DOTT. GIUSEPPE CALABRESE Istituto di Vigilanza Città di Milano

Dettagli

Legge federale sulla prevenzione e sulla promozione della salute (Legge sulla prevenzione, LPrev)

Legge federale sulla prevenzione e sulla promozione della salute (Legge sulla prevenzione, LPrev) Decisione del Consiglio degli Stati dell 8.12.2011: non entrare in materia Decisioni del Consiglio nazionale del 12.4.2011 Legge federale sulla prevenzione e sulla promozione della salute (, LPrev) Disegno

Dettagli

Comunicato stampa. Inchiesta congiunturale 2013/2014

Comunicato stampa. Inchiesta congiunturale 2013/2014 Comunicato stampa Inchiesta congiunturale 2013/2014 Sensibile miglioramento nel 2013 per le aziende ticinesi dopo le difficoltà degli ultimi anni. Previsioni sostanzialmente positive anche per il 2014,

Dettagli

Piano d azione Efficienza energetica

Piano d azione Efficienza energetica Dipartimento federale dell ambiente, dei trasporti, dell energia e delle comunicazioni DATEC Ufficio federale dell energia UFE Scheda informativa 1 Data 3 settembre 2007 Embargo 3 settembre 2007, ore 11:00

Dettagli

NORMATIVA e PIANIFICAZIONE. Protezione Civile. - Formazione per Operatore di Protezione Civile - Daniele Lucarelli

NORMATIVA e PIANIFICAZIONE. Protezione Civile. - Formazione per Operatore di Protezione Civile - Daniele Lucarelli NORMATIVA e PIANIFICAZIONE in Protezione Civile - Formazione per Operatore di Protezione Civile - Daniele Lucarelli Obiettivi della Lezione: - Definire gli attori del Sistema Nazionale di Protezione Civile

Dettagli

REGOLAMENTO INTERNO DELLA FEDERAZIONE ACI

REGOLAMENTO INTERNO DELLA FEDERAZIONE ACI REGOLAMENTO INTERNO DELLA FEDERAZIONE ACI TITOLO I PRINCIPI GENERALI ART. 1 Finalità ed ambito di applicazione 1. Ferme restando le vigenti norme statutarie, regolamentari ed organizzative, il presente

Dettagli

Campagna federale per la verifica delle ditte attive nel settore delle disinfestazioni risultati per il Ticino

Campagna federale per la verifica delle ditte attive nel settore delle disinfestazioni risultati per il Ticino Campagna federale per la verifica delle ditte attive nel settore delle disinfestazioni risultati per il Ticino Introduzione La lotta a organismi infestanti quali roditori o insetti, viene spesso eseguita

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Bozza di Linee guida per l aggiornamento del Programma triennale

Dettagli

Stato della pianificazione a marzo 2013

Stato della pianificazione a marzo 2013 Dipartimento federale delle finanze DFF Organo direzione informatica della Confederazione Strategia TIC 2012 2015 della Confederazione Allegato B: Piano direttore Stato della pianificazione a marzo 2013

Dettagli

116] Basilicata Regione Notizie

116] Basilicata Regione Notizie 112 116] Basilicata Regione Notizie Basilicata Regione Notizie[116 LA CARTA DI MATERA UN IMPEGNO COMUNE PER CONSOLIDARE LE ATTIVITÀ DI CONTROLLO E VALUTAZIONE NELLE ASSEMBLEE LEGISLATIVE DOCUMENTO APPROVATO

Dettagli

Rischi (gestione dei pericoli)

Rischi (gestione dei pericoli) Rischi (gestione dei pericoli) Materiale didattico per la suola media e media superiore Materia: matematica M2 Obiettivi dell apprendimento Introduzione al concetto matematico della probabilità Introduzione

Dettagli

Politiche di Ateneo e Programmazione Università di Ferrara

Politiche di Ateneo e Programmazione Università di Ferrara Politiche di Ateneo e Programmazione Università di Ferrara Le linee di indirizzo dell Università di Ferrara sono state definite già a partire dal piano strategico triennale 2010-2012: garantire la qualità

Dettagli

1511 mm 145 16 marzo 2011 / 263.10

1511 mm 145 16 marzo 2011 / 263.10 1511 mm 145 16 marzo 2011 / 263.10 Signor Cleto Ferrari e cofirmatari Deputati al Gran Consiglio Interrogazione 26 novembre 2010 n. 263.10 La legge sulla conservazione del territorio agricolo compie 20

Dettagli

Quanto calore consumano gli edifici residenziali in Ticino? Aggiornamento della metodologia di stima dell indice energetico per il fabbisogno termico

Quanto calore consumano gli edifici residenziali in Ticino? Aggiornamento della metodologia di stima dell indice energetico per il fabbisogno termico Analisi Quanto calore consumano gli edifici residenziali in Ticino? Aggiornamento della metodologia di stima dell indice energetico per il fabbisogno termico Pamela Bianchi, Luca Pampuri, Giorgia Crivelli,

Dettagli

Rapporto di sintesi sul dissesto idrogeologico in Italia 2014. Rapporto. Alessandro Trigila, Carla Iadanza Rev Data Archivio. Titolo. Tipo.

Rapporto di sintesi sul dissesto idrogeologico in Italia 2014. Rapporto. Alessandro Trigila, Carla Iadanza Rev Data Archivio. Titolo. Tipo. Titolo Rapporto di sintesi sul dissesto idrogeologico in Italia 2014 Tipo Rapporto Dipartimento Difesa del Suolo/ Servizio geologico d Italia Servizio Istruttorie, Piani di Bacino e Raccolta Dati Redatto

Dettagli

Ordinanza sui servizi linguistici dell Amministrazione federale

Ordinanza sui servizi linguistici dell Amministrazione federale Ordinanza sui servizi linguistici dell Amministrazione federale (Ordinanza sui servizi linguistici, OSLing) 172.081 del 14 novembre 2012 (Stato 1 gennaio 2013) Il Consiglio federale svizzero, visti gli

Dettagli

IL DISSESTO IDROGEOLOGICO CAUSE, EFFETTI E INTERVENTI A DIFESA DEL SUOLO

IL DISSESTO IDROGEOLOGICO CAUSE, EFFETTI E INTERVENTI A DIFESA DEL SUOLO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO CAUSE, EFFETTI E INTERVENTI A DIFESA DEL SUOLO Marcello Benedini Giuseppe Gisotti Indice pag. 11 Introduzione Scopi e necessità della protezione idrogeologica 17 l. Parte prima.

Dettagli

Ingegnere Giuseppe Baldo

Ingegnere Giuseppe Baldo AATO Venezia Ambiente Viale Ancona, 24 30170 Venezia - Mestre Tel. +39 041 5322078 - Fax +39 041 2597151 mail: info@veneziaambiente.it Programma dettagliato della comunicazione per la redazione del rapporto

Dettagli

Ordinanza cantonale sulla maturità professionale (OCMPr)

Ordinanza cantonale sulla maturità professionale (OCMPr) Ordinanza cantonale sulla maturità professionale (OCMPr) del 7 febbraio 05 (stato marzo 05) emanata dal Governo il 7 febbraio 05 visto l'art. 45 della Costituzione cantonale ). Disposizioni generali Art.

Dettagli

PROCEDURE PER L APPROVAZIONE DELLA POLITICA DI REMUNERAZIONE

PROCEDURE PER L APPROVAZIONE DELLA POLITICA DI REMUNERAZIONE 31 della dicembre politica 2008 di PROCEDURE PER L APPROVAZIONE DELLA POLITICA DI REMUNERAZIONE 1. Premessa Il presente documento ("Procedure per l approvazione della politica di, per brevità, le Procedure

Dettagli

Strategia della Fondazione svizzera per la promozione dell allattamento al seno

Strategia della Fondazione svizzera per la promozione dell allattamento al seno Strategia della Fondazione svizzera per la promozione dell allattamento al seno Scopo della Fondazione La persegue quale scopo la promozione dell allattamento in Svizzera, in particolare mediante un informazione

Dettagli

DICHIARAZIONE DI SINTESI per adozione del Documento di Piano

DICHIARAZIONE DI SINTESI per adozione del Documento di Piano Comune di Busto Garolfo Provincia di Milano Piano di Governo del Territorio - PGT Valutazione Ambientale Strategica del Documento di Piano DICHIARAZIONE DI SINTESI per adozione del Documento di Piano Autorità

Dettagli

Mozione per la creazione di un vero Dicastero Turismo (Art. 67 LOC)

Mozione per la creazione di un vero Dicastero Turismo (Art. 67 LOC) Partito Liberale Radicale Sezione Brissago CH-6614 Brissago E-Mail: plrt.brissago@hotmail.com Brissago, 11 giugno 2012 Mozione per la creazione di un vero Dicastero Turismo (Art. 67 LOC) I sottoscritti

Dettagli

PROGRAMMA DI AZIONE GESTIONE IDRAULICO-MORFOLOGICA DEL FIUME TREBBIA. BOZZA DI DISCUSSIONE Marzo 2016

PROGRAMMA DI AZIONE GESTIONE IDRAULICO-MORFOLOGICA DEL FIUME TREBBIA. BOZZA DI DISCUSSIONE Marzo 2016 VERSO IL CONTRATTO DI FIUME DEL TREBBIA PROGRAMMA DI AZIONE GESTIONE IDRAULICO-MORFOLOGICA DEL FIUME TREBBIA DI DISCUSSIONE Marzo 2016 Pagina 1 1 PREMESSA... 4 2 PROGRAMMA DI AZIONE PRIMA... 5 2.1 AZIONI

Dettagli

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione COMUNE DI TRENTO Servizio Programmazione e Controllo via Belenzani 22 38100 Trento Telefono: 0461-884162; Fax: 0461-884168 e_mail: servizio_programmazione@comune.trento.it Sito internet dell amministrazione:

Dettagli

DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI

DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI Articolo 1 (Campo di applicazione) Il presente decreto si

Dettagli

C 1 y:\cartella condivisa\seui piano protezione civile\14_seupec_c1_-_procedura operativa incendi.docm \\save.12 PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE

C 1 y:\cartella condivisa\seui piano protezione civile\14_seupec_c1_-_procedura operativa incendi.docm \\save.12 PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE COMUNE DI SEUI PROVINCIA DELL OGLIASTRA PIANO INTERCOMUNALE DI PROTEZIONE DI PROTEZIONE CIVILE CIVILE R EGIONE R EGIONE AUTONOMA DELLA DELLA SARDEGNA PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE "Disposizioni urgenti

Dettagli

SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE 1) PRINCIPI I principi, cui si ispira il sistema di valutazione, riguardano la trasparenza dei criteri e dei risultati, l adeguata informazione e la partecipazione

Dettagli

Comune di Dueville (Provincia di Vicenza)

Comune di Dueville (Provincia di Vicenza) Comune di Dueville (Provincia di Vicenza) DIREZIONE GENERALE Servizio programmazione e sviluppo organizzativo Servizio informatica Programma triennale per la trasparenza e l integrità 2014 2016 1 Introduzione:

Dettagli

Dal 1990 le imprese pagano sempre più imposte

Dal 1990 le imprese pagano sempre più imposte SCHEDA D INFORMAZIONE N 3: QUESTIONI SULLA RIDISTRIBUZIONE Dal 1990 le imprese pagano sempre più imposte Parlare della riforma dell imposizione delle imprese significa anche affrontare i timori relativi

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L'INTEGRITA' 2013-2015

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L'INTEGRITA' 2013-2015 1 COMUNE DI MONIGA DEL GARDA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L'INTEGRITA' 2013-2015 PREMESSA 2 COMUNE DI MONIGA DEL GARDA Il Decreto Legislativo 14 marzo 2013 n.33 ha riordinato la disciplina

Dettagli

COMUNE DI SASSO MARCONI. Regolamento sul sistema dei controlli interni

COMUNE DI SASSO MARCONI. Regolamento sul sistema dei controlli interni COMUNE DI SASSO MARCONI (Provincia di Bologna) Regolamento sul sistema dei controlli interni (art. 147 del D.Lgs. n. 267/2000) (articolo 3, comma 2 del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito

Dettagli

TICINO. Palermo 11.05.2011 2. Palermo 11.05.2011. 2

TICINO. Palermo 11.05.2011 2. Palermo 11.05.2011. 2 IL DIRITTO ALL INFORMAZIONE E ALL ACCESSO CONSAPEVOLE ALLE CURE Palermo 11.05.2011 1 TICINO Palermo 11.05.2011 2 Palermo 11.05.2011. 2 Richiesta parlamentare di un programma di screening mammografico in

Dettagli

Il sito web della Autorità di Bacino della Basilicata

Il sito web della Autorità di Bacino della Basilicata Premio per la P ubblica A mministrazione lucana che comunica e condivide M I G L I O R E P R O G E T T O I N T E R N E T Bando del Consiglio Regionale della Basilicata Il sito web della Autorità di Bacino

Dettagli

Il Consiglio federale svizzero, visto l articolo 96 della legge federale del 18 marzo 1994 2 sull assicurazione malattie (legge), 3 ordina:

Il Consiglio federale svizzero, visto l articolo 96 della legge federale del 18 marzo 1994 2 sull assicurazione malattie (legge), 3 ordina: Ordinanza sul calcolo dei costi e la registrazione delle prestazioni da parte degli ospedali, delle case per partorienti e delle case di cura nell assicurazione malattie 1 (OCPre) del 3 luglio 2002 (Stato

Dettagli