EXECUTIVE MASTER MANAGEMENT DELLE PMI

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1 EXECUTIVE MASTER MANAGEMENT DELLE PMI «Alta Formazione per il Management della PMI» Empower Your PMI «Alta Formazione per il Management della PMI» 1

2 PREMESSA Dall esperienza quadriennale del Master Universitario di I livello in Management Sanitario per le Funzioni di Coordinamento MASA e dall esperienza della Faculty dell Istituto FDE e dell Università IULM di Milano, nasce l Executive Master in Management delle PMI - EMAP. L assunzione del ruolo di imprenditori e/o di manager aziendali comporta per il professionista della PMI la necessità di riflettere in modo consapevole sulla trasformazione della propria identità professionale e di investire sullo sviluppo delle proprie competenze. Il passaggio da un ruolo tecnico-specialistico a un ruolo gestionale implica infatti l assunzione di nuove responsabilità e richiede la capacità di mettersi in gioco e sperimentarsi su versanti in larga parte inesplorati. Gestire una struttura, delle persone e un gruppo di lavoro significa dover affiancare agli strumenti del mestiere già consolidati un ricco ventaglio di nuove competenze: coordinamento e integrazione dei processi, gestione delle dinamiche di leadership nei gruppi, negoziazione, attivazione del cambiamento, problem-setting e problem-solving, comunicazione efficace, gestione dei conflitti e mediazione, ma anche acquisire nuovi strumenti per lo sviluppo intrinseco dell impresa sui mercati tradizionali e su quelli nuovi. Il corso si propone di arricchire il bagaglio formativo dei partecipanti attorno alle problematiche più rilevanti connesse all'avvio di una nuova iniziativa imprenditoriale, al governo strategico delle imprese di piccole e medie dimensioni e all'avvio di progetti per il loro sviluppo. Come avviare una nuova iniziativa imprenditoriale? Come gestire i problemi organizzativi e finanziari? Come cogliere le opportunità commerciali, ma anche di approvvigionamento e di produzione, offerte dai mercati esteri? Come le nuove tecnologie informatiche possono supportare i processi di impresa e rafforzare il suo vantaggio competitivo? Come avviare ed affrontare l'internazionalizzazione di una PMI? Come mantenere un radicamento locale diventando un'impresa globale? Come crescere per linee esterne in forma di rete? Come affrontare i possibili percorsi di crisi di una PMI? Come programmare un processo di passaggio generazionale? Questi ed altri interrogativi saranno al centro delle tematiche affrontate dal Master, attraverso una metodologia formativa basata sulle evidenze sulle esperienze. La finalità del percorso qui proposto è di accompagnare i partecipanti in questo delicato processo, favorendo in modo parallelo la maturazione progressiva della propria nuova identità professionale con l acquisizione concreta di tecniche gestionali operative. «Alta Formazione per il Management della PMI» 2

3 METODI DIDATTICI Metodo: le metodologie didattiche utilizzate intendono favorire il contributo personale di ciascun partecipante attraverso lezioni frontali, discussione di casi aziendali o personali raccolti inizialmente con il coinvolgimento di ogni singolo partecipante e delle loro proprie esperienze soggettive, simulazione di piani di azione, seminari, testimonianze, attività di progettazione. Il percorso è concepito utilizzando metodi differenziati in base a obiettivi didattici e finalità formative. Accanto al più tradizionale modello cognitivo, utilizzato per trasmettere conoscenze, varrà utilizzato il metodo riflessivo dell apprendere dall esperienza, che consente di realizzare in aula sperimentazioni guidate, su cui i partecipanti sono invitati in gruppo e con il supporto del docente a elaborare prime concettualizzazioni, da sottoporre alla verifica del campo una volta rientrati nei luoghi di lavoro. La metodologia didattica è pensata per consentire: una trasmissione di conoscenze e know-how; la messa in pratica di insegnamenti appresi; l analisi di comportamenti agiti; la possibilità di evidenziare modelli di comportamento che possano costituire riferimenti ed effettuare il confronto con i propri stili individuali, aumentando la consapevolezza circa le determinanti dei propri comportamenti; la realizzazione di simulazioni che consentano di far propri gli insegnamenti. In termini metodologici, il lavoro d aula utilizzerà: casi didattici; esercitazioni di lavoro di gruppo; lavori in sottogruppi come stimolo al confronto e all approfondimento di esperienze e idee; videoregistrazioni; spezzoni di film; griglie e strumenti di diagnosi; possibilità di tutti i partecipanti di sperimentarsi direttamente nella situazione di lavoro di gruppo «Alta Formazione per il Management della PMI» 3

4 PANEL DOCENTI PIERLUIGI BASCHIERI Economista, Docente di Diritto Amministrativo e Economia Sanitaria, Università IULM di Milano. MASSIMO BELLOTTO, Ph.D. Professore Ordinario di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, Università degli Studi di Verona. MASSIMO BUSTREO, PhD Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni formatore e docente Università IULM; MAURO FERRARESI, Ph.D. Ricercatore Istituto dei Consumi, Comportamento e Comunicazione di Impresa, Università IULM di Milano. ILARIA GALUSI Psicologa del Lavoro e delle Organizzazioni, Istituto FDE Mantova. ALESSIA LOMAGLIO Avvocato aziendalista, Docente di Diritto del Lavoro, Università IULM di Milano e Istituto FDE. PAOLO MODERATO Direttore Istituto dei Consumi, Comportamento di Impresa e Comunicazione, Università IULM di Milano. FRANCESCO POZZI, PhD Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni formatore e docente Università IULM; ANNA BIANCA PREVEDINI, PhD Psicologa clinica Ricercatrice e docente Università IULM; ANGELO PUCCIA Coordinatore generale del Master Universitario di I livello in Management Sanitario per le Funzioni di Coordinamento, Università IULM Milano. Coordinatore didattico, Istituto FDE Mantova. LUCA QUARATINO, PhD Ricercatore all Università IULM e docente senior di Organizzazione e Risorse Umane della Fondazione ISTUD; VINCENZO RUSSO, PhD Professore associato di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni all Università IULM Direttore Scientifico del Master MASA. FRANCESCA SAVAZZI Direttore generale dell Istituto FDE Mantova. «Alta Formazione per il Management della PMI» 4

5 MANAGEMENT SKILLS In particolare, vista la provenienza scientifica del progetto e le influenze ricevute dai diversi attori partecipanti, il Master si propone di sviluppare nei partecipanti: Attitudini imprenditoriali e manageriali; Competenze chiave per la creazione e la gestione di una PMI; Competenze in ambito di check-up organizzativo per una PMI; Competenze nella costruzione di un business plan; Competenze nell elaborazione di un progetto di sviluppo e/o di internazionalizzazione; Competenze di analisi strategica, strutturale e operativa di una PMI; Competenze nell ambito della gestione delle risorse umane; Capacità di problem-solving e decision-making; Competenze specialistiche nella comunicazione interpersonale; Competenze di marketing e sviluppo promozionale; Conoscenza dei canali di fundraising e project management. SBOCCHI PROFESSIONALI Gli sbocchi professionali che il Master apre ai partecipanti sono: Attività imprenditoriale autonoma; Successione alla guida di una PMI familiare; Affiancamento di un imprenditore alla guida di una PMI; Carriera manageriale all'interno delle PMI; Attività di consulenza strategico-organizzativa rivolta alle PMI. LE MODALITÀ DI ACCERTAMENTO DEL PROFITTO Per questioni squisitamente didattiche, i moduli potranno seguire una programmazione miscelata di aspetti economico-giuridici e gestionali-comunicativi, ecc. Alla fine di ogni corso sono previste prove d'esame per verificare l'apprendimento individuale. Il conseguimento del Master Executive è subordinato al superamento di tutti gli esami. Eventuali esami residui potranno essere recuperati in apposite sessioni. Si prevede inoltre un esame finale consistente nella discussione di un project work, preparato durante il master, che verta su: un business plan per l'avvio di una nuova iniziativa imprenditoriale; un piano di sviluppo di una PMI esistente; un check-up organizzativo. Gli elaborati verranno realizzati sotto la supervisione di uno o più docenti, membri del collegio docenti del Master. In caso di valutazione positiva della commissione verrà rilasciato ai partecipanti il Diploma di Master Executive in Management delle PMI. Il Master prevede una programmazione didattica di 80 ore d aula, all interno delle quali saranno tenute lezioni magistrali e workshop pratici. «Alta Formazione per il Management della PMI» 5

6 MODULO 1 Pianificazione e controllo della PMI [20 ORE] Comprendere le peculiarità di governance e governo societario delle PMI, con particolare riferimento alle specificità delle imprese famigliari, diventa oggi un compito peculiare dell imprenditore, il quale non può più basare le sue scelte senza una base pianificatoria. Più in particolare, una prima parte del corso sarà dedicata alla introduzione alle problematiche di governo societario delle PMI e alle principali tendenze in atto anche a fronte della Riforma del Diritto Societario. La seconda parte del corso si focalizzerà, invece, sulla governance delle imprese famigliari, in cui la sovrapposizione di due istituti (azienda e famiglia) pone alcune problematiche e conduce allo sviluppo di strumenti e politiche di gestione delle stesse. Obiettivi: Il corso si propone di trasferire una metodologia per analizzare i vari settori, cogliere le opportunità imprenditoriali, sviluppare i progetti e valutare la fattibilità degli stessi. Si propone inoltre di: fornire elementi di conoscenza di strumenti quali il business plan e il checkup organizzativo, sensibilizzare sul tema critico della scelta oculata dei propri soci per evitare situazioni conflittuali e sviluppare capacità di valutazione del rischio imprenditoriale. Inoltre è finalità del corso sviluppare capacità di calcolo dei costi e valutazione della convenienza per una corretta allocazione delle risorse in una PMI. In particolare, il corso si propone di: identificare quali informazioni sono necessarie per una corretta interpretazione delle performance aziendali; sviluppare capacità di calcolo dei costi e di valutazione economica di percorsi alternativi di azione. Il corso si declinerà in modo diverso a seconda delle diverse specificità di una PMI nella sua fase di creazione, sviluppo, consolidamento ed espansione internazionale, affrontando di volta in volta le principali problematiche di controllo di gestione e le informazioni necessarie per prendere decisioni in azienda. 1. Basi economico-giuridiche per il check-up organizzativo; 2. Le fonti del business plan; 3. La costruzione del business plan; 4. Gestione delle risorse e pianificazione strategica: la governance; 5. La preventivazione; 6. Gare di appalto e bandi; 7. Gli istituti e i ruoli all interno della PMI; 8. Il controllo di gestione; 9. L assunzione del rischio imprenditoriale. partecipante: lezioni frontali, discussione di casi personali, simulazione e giochi d aula, testimonianze. «Alta Formazione per il Management della PMI» 6

7 MODULO 2 Marketing e Comunicazione [10 ORE] Secondo la ricerca Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane: un anno dopo promossa dal Master in Social Media Marketing & Web Communication della Scuola di Comunicazione IULM, si osserva un sensibile aumento dell uso del social per attività di marketing e comunicazione anche da parte delle PMI. La percentuale di aziende attive nell utilizzo dei portali sociali è passata infatti dal 9,8% del 2010 al 43%; una crescita non indifferente che ben evidenzia l importanza del social 2.0 nel marketing e nella comunicazione anche nelle aziende piccole e medie. Facebook si conferma ancora una volta lo strumento sociale più utilizzato dalle aziende, con una crescita del 100% rispetto alla precedente ricerca. Anche Twitter, LinkedIn e YouTube mostrano segnali di crescita come strumento di marketing e comunicazione, segnando un +20% rispetto ai risultati del E importante tuttavia considerare come alla crescente partecipazione delle aziende nel mondo dei social media non corrisponda sempre una effettiva qualità della presenza; in molti casi prevale infatti il semplice desiderio di esserci, privo alla base di scelte consapevoli e non supportato da competenze adeguate. Obiettivi: Il corso ha come obiettivi principali far comprendere il funzionamento delle principali leve di marketing e adeguare i principali strumenti di marketing alla realtà delle PMI (classici e attraverso l uso del web 2.0). Una prima parte del corso si occuperà di generare consapevolezza dell'interrelazione esistente tra gli elementi del sistema "domanda-offertaintermediazione" e quelli interni al sistema azienda; trasferire i concetti e i modelli di base per definire e impostare correttamente politiche e strumenti di marketing; sviluppare la comprensione del funzionamento e degli effetti che le leve operative di marketing hanno sulla competitività aziendale. Una seconda parte del corso declinerà le tecniche e gli strumenti del marketing sulle specificità delle PMI, mentre una terza parte del corso si focalizzerà sulle scelte di approccio ai mercati internazionali. 10. La comunicazione e l informazione; 11. Brand, mission aziendale e responsabilità sociale; 12. La creazione del valore sostenibile: benefici in termini di business e patrimonio del brand; 13. Gli strumenti classici della comunicazione integrata d impresa: dalla gestione dell immagine alla cura della reputazione dell impresa; 14. Strategie di marketing responsabile; 15. La comunicazione responsabile - Campagne a sostegno del cambiamento comportamentale; 16. La componente digitale all interno della strategia di comunicazione integrata 17. Mappatura delle nuove realtà di comunicazione web 2.0: blog, social network, mobile, web media; 18. La pianificazione di una strategia di comunicazione digitale e l integrazione tra off-line e on-line. partecipante: lezioni frontali, discussione di casi personali, simulazione e giochi d aula, testimonianze. «Alta Formazione per il Management della PMI» 7

8 MODULO 3 Gruppi di lavoro e lavori di gruppo: la gestione dei collaboratori [10 ORE] Lavorare in gruppo significa pensare e sentire in gruppo. Per coloro che si trovano a operare in situazioni di interrelazione con gli altri, è indispensabile conoscere e saper gestire gli strumenti di ricerca applicata ai gruppi come fattore di cambiamento nei contesti socio-organizzativi. Non è più sufficiente sapere della cultura di gruppo, bensì saper agire tale cultura in un quadro di riferimento contestualizzato in un mondo professionale che sempre più si trasforma in processo di analisi e soluzione di problemi nuovi. Obiettivi: presentare le condizioni fenomenologiche del pensare di gruppo e le sue possibili applicazioni, attraverso l analisi delle dinamiche proprie dell azione di gestione del gruppo stesso, in funzione di specifiche azioni d influenzamento e di sviluppo. Sottolineare la dimensione dei ruoli, delle responsabilità e dei relativi contenuti di lavoro attraverso la centratura sulla tipologia dei diversi gruppi e un attività di formazione e di action learning per una cultura del lavoro di gruppo, delle relazioni interpersonali e della comunicazione complessa. 1. agire e pensare di gruppo 2. le condizioni fenomenologiche del pensare di gruppo 3. cultura di gruppo: coesione, interazione, cambiamento, ruoli e leadership 4. i diversi tipi di gruppo e loro interrelazioni 5. le caratteristiche del setting 6. il contesto ambientale di lavoro 7. il gruppo come soggetto-oggetto e la ricerca-azione 8. gli strumenti di verifica 9. la conduzione del gruppo con azioni strutturate 10. i monitoraggi: processo di lavoro del gruppo, risultato conseguito, protagonisti 11. la scena nascosta: studio dell inespresso e del linguaggio nei gruppi partecipante: lezioni frontali, discussione di casi personali, simulazione e giochi d aula, testimonianze. «Alta Formazione per il Management della PMI» 8

9 MODULO 4 La gestione dei collaboratori [10 ore] La gestione delle persone è un compito complesso e sfidante, specie per chi si appresti ad affrontarlo provenendo da un ruolo professionale di natura prevalentemente individuale, in quanto richiede la capacità di promuove orientamento al risultato, efficacia e cooperazione nelle persone, sostenendone al contempo la motivazione e lo sviluppo professionale. Gli imprenditori/manager efficaci sono in grado di gestire le persone, sia individualmente sia come squadra, attraverso l organizzazione e il controllo del lavoro, la restituzione del feedback sulle prestazioni, la ricomposizione dei conflitti, il riconoscimento dell impegno e la responsabilizzazione delle persone sui risultati. Obiettivi: imparare a leggere e interpretare il proprio ruolo rispetto alle richieste organizzative di gestione e sviluppo delle persone; sviluppare la capacità di organizzare e controllare il lavoro dei collaboratori; acquisire maggiore consapevolezza circa il proprio personale stile di gestione delle persone, in termini di azioni e risultati prodotti; progettare e realizzare azioni di gestione, motivazione crescita dei collaboratori 1. Evoluzione del ruolo di gestore nelle organizzazioni 2. Le competenze e le leve per la gestione delle persone 3. Comunicazione e condivisine di obiettivi e compiti 4. Motivazione e valorizzazione delle persone 5. Analisi e gestione dei conflitti 6. Delega e responsabilizzazione delle persone 7. Feedback e sviluppo delle persone 8. Analisi e gestione delle situazioni critiche partecipante: brevi lezioni frontali, discussione di casi personali, simulazione e giochi d aula, esercitazioni. «Alta Formazione per il Management della PMI» 9

10 MODULO 5 Negoziazione [5 ore] Un corso pratico, ricco di esercizi e di simulazioni personalizzate, per acquisire abilità e competenze utili a padroneggiare le più efficaci strategie della negoziazione e di relazione interpersonale e interculturale. La maggior parte delle trattative tanto formali quanto informali si conclude con un accordo peggiore di quello che si sarebbe potuto raggiungere, a causa soprattutto degli errori che minano la condotta dei negoziatori, nei contesti familiari come in quelli professionali, organizzativi e sociali, sia tra colleghi come tra capo e collaboratori. Negoziare non significa solo ingentilire le imposizioni, ma significa principalmente collaborare con l interlocutore al fine di generare risorse e rafforzare la relazione, migliorare il rapporto interpersonale e creare cultura, la cultura del conflitto positivo, nel rispetto dell altro, delle sue qualità e caratteristiche e in un contesto di riferimento condiviso. Obiettivi: chiarire cosa s intende per cultura d appartenenza e per conflitto e quali sono le sue possibili declinazioni interpersonali; illustrare i meccanismi e le trappole dei processi negoziali; approfondire le modalità per massimizzare il rendimento personale e comune degli accordi negoziali ovvero della comunicazione interculturale; imparare a comunicare con efficacia; imparare a trasformare ogni conflitto in opportunità di sviluppo personale, organizzativo e sociale. 1. apertura e patto formativo 2. il conflitto: cosa evitare, cosa volere 3. le tre componenti presenti in ogni conflitto 4. superare il conflitto con il dialogo 5. la negoziazione 6. struttura della negoziazione 7. anatomia della negoziazione 8. gli errori da evitare 9. esercitazioni 10. le parti della negoziazione 11. i rendimenti della negoziazione 12. lo spazio dell utilità individuale 13. richieste, obiettivi, limiti 14. negoziare per comprendere 15. negoziare per vincere 16. negoziare per crescere 17. esercitazioni partecipante: lezioni frontali, discussione di casi personali, simulazione e giochi d aula, testimonianze. «Alta Formazione per il Management della PMI» 10

11 MODULO 6 Problem setting e problem solving [10 ore] Laboratorio sul miglioramento delle abilità a riconoscere le problematiche nel proprio settore professionale e interpersonale, sulle capacità di ristrutturazione dei problemi alla luce delle risorse disponibili (umane, economiche e strutturali/strumentali), delle disponibilità oggettive e umane, del rispetto degli obiettivi e dei ruoli per lo sviluppo di una strategia efficace nei processi di cambiamento, di sviluppo organizzativo e di miglioramento, finalizzato alla realizzazione o all incremento del successo per sé e per la propria azienda. Obiettivi: Prendere consapevolezza dell ambiente di lavoro, delle problematicità presenti o latenti, della capacità di lettura delle relazioni professionali attraverso gli strumenti del problem setting. 1. l organizzazione come luogo di risorse e minacce 2. strumenti per il problem-setting 3. le aree di sviluppo delle competenze 4. la gestione della responsabilità 5. la gestione delle risorse umane come risorsa strategica 6. la lettura dei segnali deboli 7. analisi dei punti di forza e dei punti di sviluppo del gruppo di lavoro 8. strumenti per il problem-solving 9. la valutazione degli scenari possibili 10. criticità e piani di miglioramento 11. progettare il miglioramento partecipante: lezioni frontali, discussione di casi aziendali o personali, simulazione di piani di azione, seminari, testimonianze, attività di progetto. «Alta Formazione per il Management della PMI» 11

12 MODULO 7 Self management: oltre il potere [5 ore] Pur essendo un argomento oggi molto battuto, la leadership esige una sempre maggior consapevolezza del suo nascere, del suo evolversi e declinarsi, finanche alla comprensione del suo declino e della possibile caduta. La leadership è un processo che si sviluppa all interno dei rapporti tra gli esseri umani: nella coppia, nei piccoli gruppi, nei grandi gruppi, nelle comunità, nelle istituzioni. Non meraviglia dunque che l argomento abbia dato luogo a dibattiti anche aspri e feroci, non privi di equivoci, di contraddizioni, di contributi talora deludenti altrimenti profondi, forniti a proposito e a sproposito. Obiettivi: chiarire i confini dei molti aspetti correlati e collegati al discorso sulla leadership. Precisare la relazione tra potere e leadership. Descrivere i tre possibili grandi orientamenti teoretici (personologico, interattivo e funzionalista). Verificare la genesi della relazione sociale, il discorso sul gruppo e le sue funzioni interne. Distinguere l esistenza di una scena manifesta da una scena nascosta. Imparare a muoversi tra il razionale e l affettivo, tra il giuridico e il sociale, tra il fattuale e l emozionale, tra il reale ed il simbolico. Riconoscere e collegare il discorso sulla leadership autentica a quello della leadership imposta dall esterno (headship), quella formale da quella informale. 1. apertura e patto formativo 2. gli orientamenti teoretici di base: personologico, interattivo e funzionalista 3. leadership e headship 4. i livelli di funzionamento dell individuo nel sociale 5. gruppo e leadership 6. prospettiva psicologistica e prospettiva sociologistica 7. codici affettivi nel funzionamento di gruppo: codice paterno e codice materno 8. i modelli della leadership: adimensionale, monodimensionale, bidimensionale, tridimensionale 9. le funzioni della leadership 10. leadership formale e leadership informale 11. la psico-sociologia delle relazioni di potere (esercitazione psicometrica) 12. leadership e potere 13. le fonti di legittimazione 14. autorità, potere, libertà 15. una comunicazione efficace «Alta Formazione per il Management della PMI» 12

13 MODULO 8 L architettura delle parole. Workshop di comunicazione efficace [5 ore] La competenza specifica in comunicazione è oggi un esigenza imprescindibile per lo svolgimento di un attività professionale che consideri uno stretto contatto con gli altri clienti, committenti, colleghi o collaboratori a ogni livello di management e al di là delle dimensioni dell attività professionale stessa. L azienda è spesso costretta a misurarsi con un onere di comunicazione sia esterna sia interna in costante aumento. Per acquisire la competenza necessaria a una gestione efficace ed efficiente della comunicazione è indispensabile una formazione orientata all acquisizione del mestiere e dell arte del comunicare che fornisca strumenti pratici, efficienti ed efficaci immediatamente utilizzabili. Per rispondere alla necessità di ampliare e di approfondire le competenze dei partecipanti nel settore di specializzazione della comunicazione esterna e interna, verranno approfonditi i diversi ambiti di applicazione della comunicazione interna e in particolare la comunicazione funzionale per la diffusione delle informazioni; la comunicazione strategica per sviluppare il coinvolgimento organizzativo dei collaboratori; la comunicazione pubblica per la valorizzazione del ruolo professionale e imprenditoriale nel mercato globalizzato. Obiettivi: Il corso si prefigge di informare, formare e aggiornare imprenditori e loro stretti collaboratori che sappiano comunicare integrando strategicamente le diverse metodologie e le tecniche di comunicazione interna ed esterna, privata e pubblica e che vogliano estendere le proprie competenze in un settore che può rappresentare un ambito di evoluzione professionale. 1. il ruolo della comunicazione nella professione e nella costruzione della reputazione 2. strategie di marketing: la relazione tra dimensione aziendale e dimensione etica 3. percezione di sé e del proprio ruolo all interno del mercato: un miglioramento possibile 4. introduzione alla teoria e alla pratica della comunicazione interpersonale 5. public speaking 6. la comprensione e gestione delle esigenze del cliente 7. dalla comunicazione alla relazione, un processo interattivo 8. le strategie, le finalità, i metodi, i contenuti della comunicazione 9. le competenze che contano: lavorare per sé, lavorare per gli altri partecipante: lezioni frontali, discussione di casi aziendali o personali, simulazione di piani di azione, seminari, testimonianze, attività di progetto. «Alta Formazione per il Management della PMI» 13

14 MODULO 9 Docenti non-docenti: gli imprenditori formatori [5 ore] Come si diventa bravi educatori? Come si gestisce un aula? Come si risolve il problema dei porcospini di Schopenhauer, ovvero come si può mantenere l opportuno equilibrio tra distanza e prossimità che consente di scaldare il cuore e la mente, senza ferirsi? Come si fa a valorizzare gli aspetti cognitivi, comportamentali, emotivi, ludici e valoriali coinvolti nella dinamica della conduzione d aula? Come si fa a utilizzare gli interventi dei partecipanti ai fini dell apprendimento? Obiettivi: facilitare la creazione di quell ambiente di intimità ed empatia utile per facilitare l ascolto, la comprensione e l apprendimento. Fondare un solido contratto collaborativo. Superare i momenti di conflitto e di tensione e trasformarli in risorse costruttive. Creare metafore formative e giochi d aula. Fornire e rafforzare i metodi per migliorare l apprendimento e la partecipazione attiva dei partecipanti. Valorizzare le risorse e le potenzialità, motivare allo sviluppo, al confronto e al cambiamento. Essere docenti non-docenti, con testa, cuore e pancia. 1. la missione di un formatore 2. prepararsi all incontro 3. il conduttore regista: il dominio del copione 4. il conduttore attore: il dominio del corpo 5. il conduttore osservatore anticipato 6. presentiamoci: chi siamo e cosa vogliamo 7. regole, diritti e permessi d aula: diritto di non fare, di non dire, di chiedere 8. aforismi, metafore, fantasie guidate 9. giochi d aula 10. la gestione di momenti particolari: emozioni e obiezioni 11. emozioni, conflitti e obiezioni 12. la fine dei lavori: esercizi di potenziamento individuale 13. la valigia del formatore: la bottega dei regali partecipante: lezioni frontali, discussione di casi personali, simulazione e giochi d aula, testimonianze. «Alta Formazione per il Management della PMI» 14

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