A cura di Roberta Ferdenzi, componente del Coordinamento pedagogico provinciale di Piacenza

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2 La formazione è un aspetto altamente qualificante dei servizi educativi che va ad agire sul miglioramento e sulla competenza professionale. Ma è spesso anche: una fatica per il personale (di tempo, di organizzazione) a volte è un disagio per le famiglie (chiusura anticipata dei servizi) è sicuramente un investimento economico che enti e cooperative si accollano al fine di promuovere la qualità dei servizi.

3 LA FORMAZIONE PER AGIRE SULLA QUALITÀ DEI SERVIZI DEVE ACCRESCERE LA COMPETENZA PROFESSIONALE DEGLI OPERATORI.

4 Ma quanto agisce l aspettativa sulla valutazione dell esito della formazione? Se l aspettativa è individuare delle soluzioni alle situazioni problematiche applicando un sapere generale che ci consente di prevedere le linee di azione da adottare, per chiarirci le famose ricette che i genitori ci chiedono, questo non è possibile perché presuppone: UN SAPERE DI REGOLE GENERALI SITUAZIONI PROBLEMATICHE CARATTERIZZATE DA UNA PROFONDA ANALOGIA

5 PERCHE IL SAPERE TECNICO COSI RICHIESTO DAI GENITORI E CHE CI RISOLVEREBBE MOLTI DEI PROBLEMI CHE L EDUCATORE SI TROVA QUOTIDIANAMENTE AD AFFRONTARE NON E APPLICABILE IN EDUCAZIONE?

6 EDUCARE SIGNIFICA ESSERE IMPLICATI IN UN AGIRE PRATICO AD ALTO TASSO DI PROBLEMATICITA' E INCOMPIUTEZZA I contesti nel quale è inserito l essere umano si intrecciano e connettono tra di loro e con la storia personale di ognuno con delle specificità tali per le quali non è possibile prevedere in maniera certa e scientifica i comportamenti che da essa discendono. L'EDUCATORE SI TROVA A FAR FRONTE CONTINUAMENTE A SITUAZIONI PROBLEMATICHE APERTE, UNICHE, DIFFERENTI L'UNA DALL'ALTRA, PER LE QUALI NON ESISTE UNA RISPOSTA RISOLUTIVA, NON MODIFICABILE, ANTICIPATAMENTE DISPONIBILE. (esempio gli inceppamenti).

7 SAPERE RIFLESSIVO, IPOTETICO, DESTINATO A UNA REVISIONE CRITICA CONTINUA. Che ci consente di cercare l'azione che riteniamo più adeguata a raggiungere il fine valutato degno di essere conseguito. L'agire educativo non nasce da una scelta già predefinita, ma è un'azione riflessiva, dove l'educatore legge criticamente la specificità del contesto in cui agisce per valutare quali risorse e limiti presenta rispetto allo scopo da raggiungere. E' un sapere che si costruisce con l'esperienza, cioè stando in un rapporto intensamente pensoso con quello che accade.

8 ALLARGARE LO SGUARDO Importanza della conoscenza. Approfondire e rileggere la nostra specifica realtà utilizzando le conoscenze derivate da altre epistemologie, è strumento conoscitivo fondamentale per ripensare i servizi educativi e per avviare una riflessione sulle pratiche educative. Rivedere i contenuti di altre discipline (economia, sociologia e psicologia) e contestualizzarli rispetto gli obiettivi di un servizio educativo e all'identità professionale delle educatrici è il percorso metodologico utilizzato nella formazione provinciale sia nella parte plenaria di lezione frontale, che di lavoro di gruppo.

9 Il ruolo del coordinatore pedagogico all interno della formazione è stato quello di guidare il CONFRONTO tra educatori affinché fosse garantita e facilitata la circolarità dei punti di vista assunta come risultato di un lavoro di gruppo. Il coordinatore ha avuto come obiettivo l approfondimento di alcuni contenuti, presentati in plenaria, contestualizzandoli rispetto gli obiettivi di un servizio educativo nell intento di rendere gli operatori più consapevoli delle ricadute operative (es. di domande? In che modo i nidi rafforzano l appartenenza alla comunità? Cosa significa Comunità per noi? Cosa fa il nido per far capire e rispettare il valore del Limite (contenimento \ regola ) ai bambini ed ai genitori? Siamo consapevoli che la responsabilità di educare richiede la compresenza di funzioni materne e paterne, in un contesto sociale e culturale in cui però è molto difficile orientarsi? ecc.)

10 E affidata al coordinatore la responsabilità di approfondire i contenuti guidando la discussione, trasformando in significati le esperienze narrate, che verranno così restituite al gruppo per essere di nuovo rilanciate con domande, interrogativi, dubbi, che invitano ad aprire lo sguardo a volte anche disorientando.

11 L obiettivo del confronto è: fare in modo che l'apporto individuale si alimenti del contributo degli altri assumendo come valore di riferimento il rispetto della diversità, del dialogo, dell' ascolto e della condivisione. Collegando tra loro pensieri e deduzioni, si possono orientare i ragionamenti verso ambiti e considerazioni ancora poco conosciuti. Questo è un punto di forza del lavoro di gruppo che è importante che i partecipanti conoscano per scoprirne i benefici; compito del coordinatore diventa quindi quello di gestire e guidare un confronto che non si esaurisce nell accostare posizioni e riflessioni più o meno simili, ma si costruisce consapevolmente dall intreccio delle trame dei ragionamenti

12 Restituire al gruppo degli educatori i contenuti man mano che emergono, traducendo le narrazioni delle esperienze in significati espliciti, comprensibili e quindi confrontabili è un operazione mentale verso la co-costruzione di pratiche pedagogiche che necessitano di essere costantemente ridefinite in accordo sia con l'equipe di lavoro, che con i genitori.

13 Raccogliere le spinte in avanti delle riflessioni compiute all interno dei lavori di gruppo della formazione e riproporle nelle singole equipe. Collegare la formazione provinciale con gli approfondimenti svolti all'interno dei collettivi dei singoli nidi rendendola funzionale agli obiettivi previsti nell'anno educativo in corso facilita negli operatori il riconoscimento e la condivisione del senso di quello che stanno facendo, poiché crea un collegamento tra la motivazione esplicita e presente nella quotidianità e gli apprendimenti che la formazione dovrebbe produrre

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