UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BARI REGOLAMENTO DIDATTICO DELLA FACOLTA DI AGRARIA INDICE

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1 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BARI REGOLAMENTO DIDATTICO DELLA FACOLTA DI AGRARIA INDICE Art. 1 - Principi generali Art. 2 - Compiti ed organizzazione della Facoltà Art. 3 - Regolamenti Didattici dei Corsi di Studio Art. 4 - Programmazione Didattica Art. 5 - Compiti e doveri didattici Art. 6 - Manifesto annuale degli Studi e Guide didattiche Art. 7 - Iscrizione ai Corsi di Laurea e ai corsi di Laurea Magistrale Art. 8 - Calendario didattico Art. 9 - Verifiche del profitto Art Conferimento dei titoli di studio Art Riconoscimento di crediti formativi universitari (CFU) Art Riconoscimento periodi di studio effettuati all estero Art Studenti impegnati a tempo parziale Art Attività di orientamento e di tutorato Art Verifica dell'attività didattica Art Opzioni per il nuovo ordinamento Art Disposizioni finali 1

2 Art. 1. Principi Generali 1. Il presente Regolamento è redatto ai sensi dell art. 11, comma 2, della Legge n. 341/90 e dell art. 18, comma 3, dello Statuto (*) dell Università degli Studi di Bari (da ora indicato solo Statuto). 2. Le definizioni indicate dall art. 1 del Regolamento Didattico di Ateneo (da ora indicato solo RDA) sono le stesse alle quali fa riferimento il presente Regolamento e che si riportano fra le note (**); 3. Il Regolamento Didattico della Facoltà di Agraria (da ora indicata solo Facoltà) disciplina le materie attribuitegli dalla normativa vigente e dallo Statuto di Ateneo e, ai sensi dell art. 2, comma 4, del RDA(**), definisce gli assetti organizzativi e le relative regolamentazioni delle strutture di gestione dei Corsi di Studio afferenti alla Facoltà, nonché le regole comuni ai suddetti Corsi, i cui Regolamenti Didattici, predisposti ai sensi dell art. 15 del RDA (**), ne fanno parte integrante. Il presente Regolamento disciplina, altresì, le attività e i servizi didattici integrativi di cui all art. 35 dello Statuto (*). 4. Il Regolamento Didattico di Facoltà è approvato, ai sensi dell art. 18, comma 2, dello Statuto (*), dal Consiglio di Facoltà, a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Con la stessa procedura dovrà essere approvata ogni sua variazione. 5. Il Regolamento Didattico della Facoltà è emanato con Decreto Rettorale secondo quanto previsto dell art. 18, comma 2, dello Statuto. Art. 2. Compiti ed organizzazione della Facoltà 1. La Facoltà è la struttura didattica fondamentale di appartenenza dei professori di prima e di seconda fascia e dei ricercatori universitari ad essa assegnati, nella quale si svolgono i corsi per il conseguimento dei titoli di diploma di laurea, di laurea magistrale, di specializzazione, di master universitario ed ogni altra attività didattica e percorso formativo previsti dalla legge, dallo Statuto e dai Regolamenti dell Università di Bari, ivi comprese attività formative di ogni ordine e grado in collaborazione con altre Facoltà e/o altri enti pubblici e privati. 2. La Facoltà ha il compito primario di organizzare e coordinare l attività didattica dei Corsi di Studio che ad essa afferiscono, tenuto conto delle esigenze degli studenti e della ripartizione dell impegno didattico dei professori di prima e seconda fascia e dei ricercatori, definita seconda le modalità previste per ogni docente dagli Organi Accademici (comma 2, art. 19 RDA) (**). 3. La Facoltà, su proposta della Commissione Didattica di Facoltà, predispone gli Ordinamenti didattici ed i relativi Regolamenti dei Corsi di Studio. 4. La Facoltà si articola in: a. Corsi di Laurea b. Corsi di Laurea Magistrale c. Corsi di Specializzazione d. Corsi di Master universitario di I e II livello e. eventuali strutture didattiche speciali che erogano servizi didattici integrativi I Corsi di Studio interfacoltà sono disciplinati da apposite Convenzioni e da Regolamenti specifici. Il Consiglio di Facoltà definisce la tipologia degli Organi delle strutture didattiche da istituire (Consigli di Corso di Studio e/o Consigli di Classe). 5. I Consigli di Corso di Studio e/o i Consigli di Classe sono costituiti ai sensi dell art. 43 2

3 dello Statuto (*) e delle specifiche disposizioni in materia. 6. Qualora, per qualsiasi motivo, non sia ancora costituito il Consiglio di un Corso di Studio e/o il Consiglio di Classe), le relative competenze sono assunte dalla Facoltà. 7. Le disposizioni dei Regolamenti didattici dei Corsi di Studio relative alla coerenza tra i crediti assegnati alle attività formative e gli specifici obiettivi formativi programmati, sono adottate previo parere favorevole espresso dalla Commissione didattica di Facoltà integrata con quattro rappresentanti degli studenti scelti tra quelli in seno al Consiglio di Facoltà. Art. 3. Regolamenti Didattici dei Corsi di Studio 1. Nei Regolamenti Didattici dei Corso di Studio della Facoltà, riportati nell allegato 1 e redatti ed approvati ai sensi dell art. 15 del RDA, sono specificati gli aspetti organizzativi dei singoli Corsi di Studio. 2. Il Consiglio di Facoltà individua regole comuni ai Corsi di Studio di ciascun livello, relativamente alla percentuale delle ore per credito riservate all attività didattica assistita per le attività di base, caratterizzanti e affini o integrative, nonché alle modalità di svolgimento: a. della tesi finale per il conseguimento del titolo di studio; b. delle attività di tirocinio; c. delle altre attività formative previste per la verifica della conoscenza della lingua straniera e di quelle volte all acquisizione di ulteriori conoscenze ed abilità di cui all art. 10, lett. d) del D.M. n. 270/2004. Art. 4. Programmazione Didattica 1. Il Consiglio di Facoltà, ai sensi dell art. 17 del RDA(**), entro e non oltre il mese di marzo, su proposta dei Consigli di Corso di Studio e/o di Classe interessati se costituiti, programma le attività didattiche formative, incluse le attività integrative, di tutorato e di orientamento che saranno offerte agli studenti nell anno accademico successivo, in particolare stabilisce: a) gli insegnamenti da attivare per ciascun Corso di Studio; b) l eventuale svolgimento di insegnamenti in comune tra più Corsi di Studio e tra curricula; c) l eventuale mutuazione di insegnamenti, su proposta del Consiglio di Corso di Studio o di Classe di riferimento, per i quali la Facoltà non può assicurare la relativa copertura e che sono attivati presso altra Facoltà in corsi di Studio di livello equivalente, previo accertamento della loro funzionalità; d) il carico didattico istituzionale per ciascun professore di I e II fascia, secondo le disposizioni dallo Statuto e dall art. 18, comma 3, del RDA(**); e) il carico didattico istituzionale per ciascun ricercatore; f) le modalità di copertura degli insegnamenti eventualmente rimasti privi di titolare, secondo quanto stabilito dall art. 18 del RDA(**). 2. Per ciascuno degli insegnamenti di cui al comma 1, lett. a) devono essere indicati nei Regolamenti dei Corsi di Studio: a) gli obiettivi formativi; b) i contenuti disciplinari; c) il programma delle attività ed il periodo di svolgimento; d) la tipologia delle forme didattiche di svolgimento; e) le modalità di verifica del profitto. Tutte le suddette informazioni saranno pubblicate, annualmente, nella Guida didattica 3

4 di Facoltà e sul sito web della Facoltà. 3. Il Consiglio di Facoltà, entro lo stesso termine definito al comma 1, fissa: a) la data di inizio e fine delle lezioni e di ogni altra attività formativa, nonché l articolazione delle stesse in periodi didattici (semestri, quadrimestri, trimestri); b) i periodi di sospensione delle lezioni o altre attività formative destinati allo svolgimento degli esami. Art. 5. Compiti e doveri didattici 1. I professori e i ricercatori, nel rispetto del relativo status giuridico e dell impegno orario previsto per il regime prescelto, assolvono ai compiti e doveri didattici, definiti dal Consiglio di Facoltà nell ambito dei Corsi indicati dall art. 2, comma 1, del RDA(**), svolgendo la loro attività nei Corsi di studio previsti dalla predetta disposizione, nonché nello svolgimento delle attività di tutorato, di orientamento e delle altre attività previste dalla normativa vigente. Queste ultime attività potranno essere valutate nel computo dell attività svolta ai fini dell attribuzione dell incentivazione dell impegno didattico dei docenti. 2. Le attività di cui al comma precedente dovranno essere svolte osservando le seguenti disposizioni: a) ogni docente dovrà assicurare un impegno settimanale di attività didattica (comprese l assistenza per lo svolgimento delle tesi di laurea e le altre attività previste dalla legge per compiti organizzativi interni) e tutoriale almeno di 5 ore, per ogni periodo didattico in cui si svolge l insegnamento oggetto dei compiti assegnatigli. Modalità diverse di prestazione dell attività didattica sono ammissibili e programmabili dai Consigli delle strutture didattiche in presenza di particolari tipologie di forme didattiche, indicate dagli specifici ordinamenti, o in presenza di particolari e dimostrate esigenze didattiche. Restano fermi in ogni caso gli obblighi previsti dalle leggi vigenti per l assolvimento dei compiti istituzionali del personale docente e ricercatore; b) ciascun docente è tenuto a svolgere regolarmente e personalmente l'attività didattica a lui affidata dal Consiglio di Facoltà. Qualora il docente, per fatti imprevisti, giustificati da gravi ed eccezionali motivi, non possa tenere la lezione o l'esercitazione deve informarne tempestivamente il Preside della Facoltà e, nel caso di assenza superiore ad una settimana, egli provvederà a sostituirlo con altro docente il quale dovrà firmare il registro delle lezioni del corso. c) ciascun docente è tenuto a compilare il registro delle attività didattiche, annotandovi l'argomento della lezione, seminario o esercitazione svolti, nonché le attività di tutorato, di ricevimento degli studenti e di quant altro di pertinenza dell attività didattica. Tale registro, preventivamente firmato dal Responsabile della struttura didattica, deve essere tenuto a disposizione per eventuali verifiche e consegnato al suddetto Responsabile entro 15 giorni dalla conclusione dell anno accademico. Il registro è depositato e conservato presso l'ufficio di Presidenza della Facoltà. Il responsabile della struttura didattica ha il compito di segnalare al Rettore i nominativi dei professori e dei ricercatori che non provvedono ad espletare tali obblighi. d) I docenti hanno l'obbligo di partecipare alle sedute dei Consigli di Facoltà e degli altri Organi collegiali, nonché delle commissioni accademiche di cui facciano parte. La partecipazione ai Consigli di Facoltà e ai Consigli di Corso di Studio e/o di Classe è prevalente su ogni altra attività. 3. Il Preside provvede alla verifica e al controllo dell'adempimento dei doveri didattici dei professori e dei ricercatori, con particolare riguardo alla regolarità delle lezioni e 4

5 all'osservanza del relativo orario, alla regolarità degli esami di profitto e di laurea, agli orari di ricevimento. 4. I Presidenti dei Consigli di Corso di Studio e/o di Classe collaborano con il Preside nella vigilanza sul corretto adempimento dei suddetti doveri didattici, e lo informano tempestivamente di eventuali inadempienze. In tali circostanze, il Preside richiama, verbalmente o per iscritto, il docente inadempiente; qualora il richiamo risulti inefficace, o comunque in casi gravi, ne fa denuncia al Rettore per i provvedimenti di competenza. 5. I professori e i ricercatori che intendono prestare attività didattica retribuita o non retribuita, all esterno della Facoltà di appartenenza ovvero dell Università, ma al di fuori dei compiti loro assegnati, devono chiederne preventivamente il nulla-osta che sarà rilasciato dal Rettore secondo le modalità previste dall apposito Regolamento deliberato dal Senato Accademico. Art. 6. Manifesto annuale degli Studi e Guide didattiche 1. La Facoltà, entro il mese di aprile, predispone il proprio Manifesto annuale degli Studi relativo al successivo anno accademico, coordinando i Manifesti proposti dai Consigli di Corso di Studio e/o di Classe ad essa afferenti, compresi quelli interfacoltà. 2. Il Manifesto annuale degli Studi riporta le disposizioni contenute nei Regolamenti didattici dei Corsi di Studio, definisce la ripartizione degli insegnamenti attivati per anni di corso e per l eventuale periodo didattico (semestri, quadrimestri, trimestri). Qualunque modifica apportata a nomi ed articolazione degli insegnamenti e/o alla ripartizione per anno di corso, alle modalità di svolgimento delle attività didattiche, ivi comprese le modalità di verifica del profitto, entra in vigore nell anno accademico successivo a quello nel quale viene definita ed ha validità solo per coloro che si immatricolano a partire da tale anno. 3. La Facoltà, entro il 30 giugno, predispone annualmente, per la pubblicazione a cura dell Università, una Guida didattica destinata agli studenti contenente ogni notizia utile ad orientarli nei loro studi. La Guida determina in particolare: a) i percorsi formativi offerti e le modalità di presentazione, da parte dello studente, del curriculum o dell indirizzo di studi prescelto, dell indicazione degli insegnamenti a scelta, della Classe di laurea nella quale conseguire il titolo (per i Corsi di laurea interclasse); b) le forme e le modalità d'iscrizione di studenti a tempo parziale; c) le attività didattiche previste nel successivo anno accademico; d) le modalità di svolgimento delle attività di laboratorio, pratiche e di tirocinio; e) le date di inizio e fine delle lezioni; f) le disposizioni sugli eventuali obblighi di frequenza; g) la distribuzione degli appelli di esame; h) le disposizioni sulle eventuali propedeuticità; i) le modalità di svolgimento delle verifiche del profitto; j) le indicazioni di quanto richiesto ai fini dello svolgimento delle attività di tirocinio formativo e del conseguimento del titolo di studio; k) i programmi dettagliati degli insegnamenti; l) gli orari di ricevimento dei docenti. Art. 7. Iscrizione ai Corsi di Laurea e ai corsi di Laurea Magistrale 1. Per accedere ad un Corso di Laurea o di Laurea Magistrale, occorre essere in possesso 5

6 dei titoli di studio previsti, rispettivamente, dalla normativa in vigore o di altro titolo riconosciuto idoneo dagli Organi competenti dell Università. Per l iscrizione ad un Corso di Laurea o di Laurea Magistrale sono, altresì, richiesti il possesso o l acquisizione di una adeguata preparazione iniziale o specifici requisiti curriculari. La tipologia e le modalità di verifica del possesso dei suddetti requisiti sono definite dai singoli Regolamenti di Corso di Studio. 2. La Facoltà promuove sia lo svolgimento di attività formative propedeutiche per il raggiungimento dei requisiti minimi previsti per l accesso ai Corsi di Laurea. 3. Gli studenti possono optare per l iscrizione a tempo pieno o a tempo parziale ai Corsi di Laurea. L iscrizione a tempo parziale è definita dal successivo art. 13. Art. 8. Calendario didattico 1. Il periodo ordinario per lo svolgimento di lezioni, esercitazioni, seminari, attività di laboratorio integrative è compreso, per ciascun anno accademico, tra il 20 settembre e il 20 giugno successivo e può essere articolato in periodi didattici. Le attività di orientamento, propedeutiche, integrative, di preparazione e sostegno degli insegnamenti ufficiali, nonché eventuali corsi intensivi e attività speciali, possono svolgersi, previa approvazione del Senato Accademico, anche in date non comprese del suddetto periodo, comunque al di fuori di quelli di sospensione per le festività natalizie e pasquali. 2. Il calendario delle lezioni per i Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale è stabilito annualmente, entro il 31 luglio, dall Organo collegiale di Facoltà competente su proposta del Preside, sentiti i Presidenti dei Consigli di Corso di Studio e/o di Classe, i docenti interessati e fatte salve le esigenze tecniche e di coordinamento. Per tutte le altre attività didattiche della Facoltà (Scuole di specializzazione, Master etc), gli orari delle lezioni sono stabiliti dai responsabili delle attività medesime, sentiti i docenti interessati. 3. Nel caso di articolazione delle attività formative indicate al primo comma, durante l intervallo tra i periodi didattici saranno tenuti tre appelli d'esame di profitto, intervallati da almeno 10 giorni, per ciascuno degli insegnamenti impartiti e destinati agli studenti iscritti all anno di corso di riferimento degli stessi. 4. Il calendario degli esami di profitto per i Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale è stabilito annualmente dal competente Organo collegiale di Facoltà su proposta del Preside, sentiti i docenti interessati. Esso è articolato in 3 sessioni: estiva (giugno settembre), autunnale (ottobre dicembre), primaverile (febbraio aprile). Tali sessioni hanno inizio al termine dello svolgimento delle attività formative di cui al primo comma. 5. Nel calendario annuale, per i Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale, il numero di appelli per sessione, è di: 4 per la sessione estiva, 3 per la sessione autunnale, 3 per la sessione primaverile. Ulteriori appelli di esame aggiuntivi, riservati esclusivamente a studenti fuori corso, potranno essere svolti con criteri definiti dal Consiglio di Facoltà. 6. Il calendario annuale degli esami di profitto, fissato per l intero anno accademico secondo quanto indicato ai comma 3, 4 e 5, è pubblicato all inizio dell anno accademico. 7. Ogni eventuale spostamento della data di inizio dell appello deve essere comunicato con la massima tempestività agli studenti e, con le relative motivazioni, al Preside di Facoltà per gli eventuali provvedimenti di competenza. In ogni caso, la data d inizio dell appello, una volta fissata, non può essere anticipata. 8. Le prove per il conseguimento del titolo di Laurea e di Laurea Magistrale si svolgono 6

7 nei seguenti periodi: da giugno a luglio, con 2 appelli; da ottobre a dicembre, con 2 appelli; da febbraio ad aprile, con 2 appelli. Il relativo calendario annuale è pubblicato all inizio dell anno accademico. 9. Tutti gli esami sostenuti entro il 30 aprile dell anno accademico successivo sono pertinenti all anno accademico precedente e non richiedono reiscrizione. Art. 9. Verifiche del profitto 1. Le prove di verifica del profitto, dirette ad accertare l adeguata preparazione degli studenti ai fini della prosecuzione della loro carriera universitaria, si svolgono con modalità che ne garantiscono l'obiettività e l equità della valutazione in rapporto con l insegnamento o l attività seguita e con quanto esplicitamente richiesto ai fini della prova. 2. Le modalità di svolgimento di tali accertamenti, che devono essere sempre individuali, sono definite dai Regolamenti didattici dei Corsi di Studio. 3. Le prove di verifica relative a insegnamenti articolati in corsi integrati sono svolte con la partecipazione collegiale e contestuale alla valutazione complessiva del profitto dello studente dei titolari dei relativi moduli di insegnamento. Tali prove, comunque, non possono essere frazionate in valutazioni separate su singoli moduli. 4. Le commissioni giudicatrici degli esami e delle altre prove di verifica del profitto, nominate dal Preside della Facoltà, sono composte da almeno due membri, il primo dei quali è sempre il titolare dell insegnamento che svolge la funzione di Presidente della Commissione; il secondo è un altro professore o ricercatore del medesimo o di affine settore scientifico-disciplinare. Nei casi di corsi integrati che siano svolti da più docenti ufficiali, la Commissione è composta da tutti i suddetti docenti e la funzione di Presidente della Commissione è svolta dal titolare del modulo di insegnamento che contribuisce con il maggior numero di crediti. 5. Possono far parte delle suddette Commissioni quelle figure che, previa valutazione ed approvazione del Consiglio di Facoltà, in base al Regolamento di cui al decreto rettorale n. D.R. n. 449 del e modificato con D.R. n del Le Commissioni dispongono di un punteggio che va da un minimo di 18 sino ad un massimo di 30 punti per la valutazione positiva del profitto. All'unanimità dei componenti, la Commissione può concedere la lode, nei casi in cui il voto finale sia pari a Alla fine della prova d esame, il Presidente della Commissione, prima della proclamazione ufficiale del risultato, informa lo studente dell'esito della prova e della sua valutazione; sino a tale proclamazione lo studente può ritirarsi dalla prova d'esame senza conseguenze per la sua carriera. In tal caso, l avvenuta partecipazione dello studente alla prova d esame deve essere registrata e completata con l apposizione della firma dello studente sul verbale. Il ritiro dello studente viene esclusivamente riportato sul verbale nella parte riservata alle note e senza trascrizione sul libretto dello studente e comunque senza alcuna incidenza sulla carriera dello studente. 8. Lo studente che non abbia conseguito una valutazione di sufficienza non può ripetere la prova nell appello successivo appartenente alla medesima sessione d esame. Art. 10. Conferimento dei titoli di studio 1. I titoli di studio sono conferiti a seguito di prova finale, le modalità di organizzazione e valutazione sono definite da apposito Regolamento di Facoltà, distinto per tipologia di Corso di Laurea. 2. Il Regolamento di cui al comma precedente, è definito in ossequio alle disposizioni 7

8 contenute nell art. 26 del RDA (**) e dovrà, comunque, assicurare l equa distribuzione delle tesi fra i docenti. 3. Lo svolgimento della prova finale di laurea e di laurea magistrale è pubblico e pubblico è l atto della proclamazione del risultato finale. Art. 11. Riconoscimento di crediti formativi universitari (CFU) 1. Le modalità per il riconoscimento totale o parziale dei cfu sono definite dai Regolamenti di Corso di Studio, in ossequio alle disposizioni contenute nell art. 25 del del RDA (**) e nei rispettivi Ordinamenti didattici. 2. La Facoltà può riconoscere come crediti formativi universitari, secondo i criteri determinati dallo specifico Regolamento di Ateneo, le conoscenze e abilità professionali certificate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello postsecondario alla cui progettazione e realizzazione le Università abbiano concorso. 3. I Regolamenti dei Corso di Studio, nei limiti stabiliti dal Regolamento di cui al comma precedente, definiscono la tipologia di attività e il relativo numero di crediti riconoscibili. Art. 12. Riconoscimento periodi di studio effettuati all estero 1. Il riconoscimento dei periodi di studio effettuati all estero nell ambito dei programmi di mobilità studentesca ai quali l Università aderisce, è disciplinato dai regolamenti dei programmi stessi e dalle disposizioni in materia deliberate dall Università. Tale riconoscimento, è deliberato dalla competente struttura didattica di Facoltà, previa istruttoria dell apposita Commissione di Facoltà. 2. La Facoltà delibera il riconoscimento degli studi e dei titoli accademici conseguiti all estero, qualora non sia già disposto dalla normativa vigente. 3. I titoli conseguiti all'estero possono essere dichiarati a tutti gli effetti equivalenti a quelli corrispondenti rilasciati dalla Facoltà. Qualora non sia stata dichiarata l'equivalenza, l'interessato può essere ammesso a sostenere l'esame finale per il conseguimento del titolo, con dispensa totale o parziale delle prove di verifica del profitto e/o della frequenza di insegnamenti e altre attività previsti negli ordinamenti didattici. Art. 13. Studenti impegnati a tempo parziale 1. All atto dell iscrizione al Corso di Laurea o di Laurea Magistrale, lo studente può optare per l impegno a tempo pieno o a tempo parziale. 2. Ai fini dell esercizio dell opzione per l impegno a tempo parziale, lo studente sottoscrive il numero di crediti da acquisire nel corso dei singoli anni che, in ogni caso, non possono superare il numero di anni doppio di quello convenzionale previsto. I Regolamenti dei Corsi di Studio definiscono la distribuzione delle attività didattiche e le eventuali propedeuticità. Art. 14. Attività di orientamento e di tutorato 1. La Facoltà, anche in collaborazione con Istituzioni ed Enti esterni e con le rappresentanze studentesche, svolge come attività istituzionale: a) orientamento universitario in ingresso e in itinere; b) tutorato in ingresso e in itinere; 8

9 c) elaborazione e diffusione di informazione sui percorsi di studio, sul funzionamento dei servizi e sui benefici per gli studenti; d) orientamento rivolto all inserimento nel mondo del lavoro ai diversi livelli; e) formazione continua 2. La Facoltà, attraverso i Servizi di Presidenza, le competenti Commissioni e i Corsi di studio, per quanto di loro competenza, istituiscono ed organizzano un servizio di tutorato per l'accoglienza ed il sostegno degli studenti, al fine di prevenire la dispersione ed il ritardo negli studi e di promuovere una proficua partecipazione attiva alla vita universitaria in tutte le sue forme. Le attività di tutorato si svolgono in conformità al regolamento d'ateneo, anche in collaborazione con eventuali iniziative delle rappresentanze ed organizzazioni studentesche. 3. I docenti, per quanto di loro competenza, sono tenuti ad impegnarsi nelle iniziative promosse e realizzate da tali servizi. 4. La Facoltà s'impegna, per quanto di sua competenza, a rimuovere le difficoltà che ostacolano i percorsi di studio agli studenti stranieri. Art. 15. Verifica dell'attività didattica 1. Il Consiglio di Facoltà, attraverso la Commissione didattica, procede ad una valutazione annuale dell'attività e dei servizi didattici tenendo conto dei dati sulle carriere degli studenti e dei rapporti del Nucleo di valutazione di Ateneo, nonché alla individuazione ed attuazione degli eventuali strumenti correttivi. Art. 16. Opzioni per il nuovo ordinamento 1. Lo studente che, al momento dell entrata in vigore del presente Regolamento, è iscritto all Ordinamento didattico disciplinato dal D.M. n. 509/99 può esercitare l opzione per il passaggio ai Corsi di Laurea o di Laurea Magistrale attivati presso la Facoltà, ai sensi del D.M. n. 270/ La richiesta dello studente è valutata ed approvata dall Organo collegiale competente, sulla base della corrispondenza tra i settori scientifico-disciplinari ed il relativo numero di crediti formativi previsti dal Corso di Studio di provenienza e da quello per il quale l interessato intende optare. Per il passaggio ai Corsi di Laurea Magistrale, la valutazione deve considerare anche i requisiti curricolari indicati dal relativo Regolamento per le modalità di accesso. In ogni caso, il riconoscimento dei cfu non può essere inferiore al 50 % di quelli già acquisiti dal richiedente nel previgente ordinamento, se provenienti dalla corrispondente Classe di Corsi di laurea di cui al D.M. n. 509/ Allo scopo, la Facoltà predispone tabelle di riconoscimento per ciascuno dei nuovi Corsi di Studio l Ordinamento previdente e le carriere degli studenti iscritti. Le tabelle sono pubblicate sulla Guida didattica di Facoltà e sul proprio sito web. 4. In fase di prima applicazione, l iscrizione all anno di corso del Corso di Laurea o di Laurea Magistrale è subordinata al numero dei relativi anni di corso attivati. Art. 17. Disposizioni finali 1. Il presente Regolamento, comprensivo degli allegati, entra in vigore a partire dalla data del Decreto rettorale di emanazione. 2. Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento si rinvia allo Statuto, al RDA, al Regolamento Generale di Ateneo ed alla normativa vigente, nonché alle disposizioni dell Università. 9

10 3. Il presente Regolamento si applica ai Corsi di Studio istituiti o trasformati, attivati e disciplinati ai sensi del D.M. n. 270/2004 e dei successivi provvedimenti ministeriali relativi alle classi di corso di studio. 4. Il presente Regolamento è soggetto a revisione ogni tre anni. 5. E assicurata la conclusione dei Corsi di Studio e il rilascio dei titoli, secondo gli Ordinamenti previgenti, agli studenti già iscritti alla data di entrata in vigore degli Ordinamenti di cui al D.M. n. 270/ Agli studenti iscritti a Corsi di Studio del previgente Ordinamento didattico che non optino per il nuovo, continuano ad applicarsi, per quanto compatibili, le disposizioni di legge e regolamentari relative al suddetto Ordinamento. 10

11 ALLEGATO 1 A - Regolamento del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie (Classe L-25) B - Regolamento del Corso di Laurea in Scienze Forestali e Ambientali (Classe L-25) C - Regolamento del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari (Classe L-26) D - Regolamento del Corso di Laurea in Beni Enogastronomici (Classi L-26 e L-1) E - Regolamento del Corso di Laurea Magistrale in Colture Mediterranee (Classe LM-69) F - Regolamento del Corso di Laurea Magistrale in Medicina delle Piante (Classe LM-69) G - Regolamento del Corso di Laurea Magistrale in Sviluppo Rurale Sostenibile (Classe LM- 69) H - Regolamento del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari (Classe LM-70) I - Regolamento del Corso di Laurea Magistrale in Scienze del Territorio e dell Ambiente Agro- Forestale (Classe LM-73) L - Regolamento del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Alimentari (Classe LM-86) 11

12 NOTE (*) = si riporta il testo degli articoli dello Statuto dell Università degli Studi di Bari citati nel Regolamento didattico di Facoltà Art Regolamento delle strutture periferiche 1. Le singole strutture didattiche, di ricerca e di servizio, adottano propri regolamenti nel rispetto delle norme contenute nel presente Statuto e nei Regolamenti di Ateneo. 2. Tali regolamenti sono adottati, a maggioranza assoluta dei componenti, dai rispettivi Consigli e sono sottoposti al controllo di legittimità e di merito, nella forma della richiesta di riesame, da parte dei Senato Accademico, sentito il Consiglio di Amministrazione per gli aspetti di carattere amministrativo e contabile. I Regolamenti sono emanati con decreto del Rettore. 3. In conformità a quanto previsto dall'art.11 della L n.341, i regolamenti delle strutture didattiche determinano l'articolazione dei corsi di diploma universitario e di laurea, dei corsi di specializzazione e di dottorato di ricerca, i piani di studio con relativi insegnamenti fondamentali obbligatori, i moduli didattici, la tipologia delle forme didattiche, ivi comprese quelle dell'insegnamento a distanza, le forme di tutorato, le prove di valutazione della preparazione degli studenti e la composizione delle relative Commissioni, le modalità degli obblighi di frequenza anche con riferimento alla condizione dello studente lavoratore, gli insegnamenti utilizzabili per il conseguimento dei diplomi, nonché la propedeuticità degli insegnamenti stessi, le attività di laboratorio, pratiche e di tirocinio e l'introduzione di un sistema di crediti didattici finalizzati al riconoscimento dei corsi seguiti con esito positivo, ferma restando l'obbligatorietà di quanto previsto dall'art.9, comma 2, lett. d) della L n.341. Art.35 - Formazione finalizzata e servizi didattici integrativi 1. L'Università, secondo criteri e modalità stabilite nel Regolamento didattico di Ateneo, organizza, in collaborazione con le scuole secondarie superiori, attività di orientamento agli studi universitari al fine di favorire, tra gli studenti, una scelta consapevole. 2. L'Università organizza, altresì, corsi di aggiornamento e formazione del proprio personale tecnico e amministrativo, previa informazione e consultazione delle rappresentanze dei lavoratori. 3. In conformità alle regole dettate dal Regolamento didattico di Ateneo, l'università può, inoltre, deliberare, previa individuazione delle risorse da impegnare e indicando il Corso di studio responsabile, di organizzare: a) corsi di preparazione agli esami di stato per l'abilitazione all'esercizio delle professioni e ai concorsi pubblici. b) corsi di perfezionamento post-laurea; c) corsi di educazione e aggiornamento culturale degli adulti; d) corsi di formazione permanente e ricorrente dei lavoratori subordinati ed autonomi, anche in collaborazione con le Regioni; e) corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale. 4. L'Università rilascia attestati sull'attività svolta nei corsi di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo. 5. Le attività di cui al precedente comma 3 possono essere intraprese anche in collaborazione con altri soggetti pubblici o privati, operanti a livello locale, nazionale, comunitario o internazionale e possono essere oggetto di contratti o convenzioni di cui all'art.66 dei D.P.R. n.382/ Le deliberazioni di attivazione dei corsi di cui al precedente comma 3 sono adottate dal Senato Accademico e, previo parere del Consiglio di Amministrazione, individuano le risorse necessarie. I criteri e le modalità di svolgimento di tali corsi sono deliberati dalle strutture didattiche e scientifiche interessate, secondo la normativa dettata dal Regolamento didattico di Ateneo. 7. L'Università favorisce, anche attraverso appositi finanziamenti e fornendo servizi e strutture, le attività formative e culturali autogestite dagli studenti, da svolgersi secondo i criteri e le modalità 12

13 fissate in apposito Regolamento adottato dal Senato Accademico, previo parere del Consiglio di Amministrazione e sentito il Consiglio degli Studenti. Art Organi del Corso di studio 1. Sono Organi dei Corso di studio: a) il Consiglio; b) il Presidente. 2. Il Consiglio è composto: a) dai professori di ruolo e dai ricercatori cui sono assegnati compiti didattici nel corso; b) dai professori fuori ruolo che abbiano fatto parte del Consiglio nell'ultimo anno di servizio di ruolo; c) dai professori a contratto che abbiano la responsabilità di un corso ufficiale; d) da una rappresentanza degli studenti; e) da una rappresentanza dei personale tecnico - amministrativo. 3. La rappresentanza degli studenti, pari al 15% dei componenti il Collegio, viene eletta ogni tre anni con il metodo proporzionale. L'elettorato attivo spetta a tutti gli studenti iscritti al Corso di studio e quello passivo agli studenti in corso o iscritti al primo anno fuori corso. Ulteriori modalità sono stabilite dal Regolamento generale di Ateneo. 4. La rappresentanza dei personale tecnico - amministrativo è costituita da due unità elette, secondo le modalità stabilite dal Regolamento generale di Ateneo, tra coloro che prestano attività per il Corso di studio. 5. l professori di ruolo e i ricercatori sono componenti del/dei Consiglio/i di Corso di studio nel/nei quali abbiano la responsabilità di un corso di insegnamento ovvero nel quale svolgono prevalentemente la loro attività didattica; possono partecipare senza diritto di voto ai Consigli degli altri corsi nei quali comunque svolgono tale attività. 6. I componenti del Consiglio di cui alle lettere b), c) d) ed e) del precedente comma 2 concorrono alla formazione dei numero legale solo se presenti alla seduta. 7. il Consiglio esercita tutte le attribuzioni di competenza del Corso di studio. 8. Il Consiglio è presieduto da un professore di ruolo a tempo pieno eletto dal Consiglio stesso fra i propri componenti e nominato dal Rettore. Il Presidente dura in carica tre anni accademici ed è rieleggibile consecutivamente una sola volta; convoca e presiede il Consiglio fissandone l'ordine dei giorno; cura l'esecuzione delle delibere ed esercita le altre funzioni delegate dal Consiglio. 9. Il Consiglio, su proposta dei Presidente, può designare quattro suoi componenti che, con il Presidente stesso, compongono la Giunta. 10. La Giunta esercita le funzioni di cui ai punti h), m), n), o) dell'art.42 comma 4 ad essa eventualmente delegate dal Consiglio. (**) = si riporta il testo degli articoli del Regolamento Didattico di Ateneo citati nel Regolamento didattico di Facoltà Art. 1 - Definizioni 1. Ai sensi del presente Regolamento Didattico d Ateneo (RAD) s intende: a) per corsi di studio: i corsi di laurea, di laurea magistrale, di specializzazione e di dottorato di ricerca, come individuati nell art. 3 del DM 22 ottobre 2004, n. 270, che detta le Modifiche al regolamento recante norme concernenti l autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro dell università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509 ; b) per titoli di studio: la laurea, la laurea magistrale, il diploma di specializzazione e il dottorato di ricerca, rilasciati al termine dei corrispondenti corsi di studio, come individuati nell art. 3 del DM 270/2004; c) per decreti ministeriali: i decreti emanati ai sensi e secondo le procedure di cui all art. 17, comma 95, della Legge 15 Maggio 1997, n. 127 e successive modifiche; 13

14 d) per classe di appartenenza dei corsi di studio: l'insieme dei corsi di studio, comunque denominati, aventi gli stessi obiettivi formativi qualificanti, raggruppati ai sensi dell'articolo 4 del DM 270/04; e) per settori scientifico-disciplinari: i raggruppamenti di discipline di cui al Decreto ministeriale del 4 ottobre 2000, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2000 e successive modifiche; f) per ambito disciplinare: un insieme di settori scientifico-disciplinari culturalmente e professionalmente affini, definito dai decreti ministeriali; g) per credito formativo universitario: la misura del volume di lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto ad uno studente in possesso di adeguata preparazione iniziale per l'acquisizione di conoscenze ed abilità nelle attività formative previste dagli Ordinamenti didattici dei corsi di studio; h) per obiettivi formativi: l'insieme di conoscenze, abilità e competenze, in termini di risultati di apprendimento attesi, che caratterizzano il profilo culturale e professionale di un corso di studio, al conseguimento delle quali lo stesso è finalizzato; i) per ordinamento didattico di un corso di studio: l insieme delle articolazioni che definiscono il corso medesimo, come specificato nell art. 12 del presente RAD; l) per attività formativa: ogni attività organizzata o prevista dall Università al fine di assicurare la formazione culturale e professionale degli studenti, con riferimento, tra l'altro, ai corsi di insegnamento, ai seminari, alle esercitazioni pratiche o di laboratorio, alle attività didattiche a piccoli gruppi, al tutorato, all'orientamento, ai tirocini, ai progetti, alle tesi, alle attività di studio individuale e di autoapprendimento; m) per curriculum: l'insieme delle attività formative universitarie ed extrauniversitarie specificate nel regolamento didattico del corso di studio e finalizzate al conseguimento del relativo titolo; n) per consiglio di corso di studio: il consiglio competente per il corso stesso ovvero per una pluralità di corsi, secondo quanto stabilito dallo Statuto d Ateneo; o) per regolamenti didattici di corso di laurea e di laurea magistrale: i rispettivi regolamenti didattici di cui all art. 15 del presente RAD; p) per strutture didattiche, di ricerca e di servizio: le facoltà, i dipartimenti e tutte le strutture deputate all erogazione di servizi finalizzati alla realizzazione delle attività didattiche; q) per Università: l Università degli Studi di Bari; r) per Statuto: lo Statuto dell Università degli Studi di Bari emanato con decreto rettorale n del 22 ottobre 1996 e successive modificazioni. Art Regolamenti didattici dei corsi di laurea e di laurea magistrale 1. I regolamenti didattici dei corsi di laurea e di laurea magistrale, proposti dai Consigli di corso di studio competenti, sono adottati, a maggioranza assoluta dei componenti, dai Consigli delle Facoltà cui fanno riferimento i singoli corsi di studio e sono sottoposti al controllo di legittimità e di merito, nella forma della richiesta di riesame, da parte del Senato Accademico, sentito il Consiglio di Amministrazione per gli aspetti di carattere amministrativo e contabile. I regolamenti didattici dei corsi di studio sono emanati con decreto del Rettore. 2. Ai sensi dell art. 11, comma 2, della legge 341/1990 e dell art. 12 del DM 270/2004, il regolamento didattico di un corso di studio, specifica gli aspetti organizzativi del corso di studio, secondo il relativo ordinamento, quale definito nella Parte seconda del presente Regolamento, nel rispetto della libertà d insegnamento, nonché dei diritti-doveri dei docenti e degli studenti. 3. Nel rispetto del richiamato art. 12 del DM 270/2004 e tenuto conto delle linee guida per l istituzione e l attivazione dei corsi di studio, definite con decreto del Ministro dell Università e della Ricerca 26 luglio 2007, n. 386, i regolamenti didattici dei corsi di studio, anche al fine di migliorare la trasparenza e la comparabilità dell offerta formativa, determinano: a) gli obiettivi formativi specifici, includendo un quadro delle conoscenze e delle competenze e abilità da acquisire e indicando i profili professionali di riferimento; 14

15 b) gli eventuali curricula offerti agli studenti, e le regole di presentazione, ove necessario, dei piani di studio individuali; c) i requisiti per l ammissione e le modalità di verifica; d) l elenco degli insegnamenti con l indicazione dei settori scientifico-disciplinari di riferimento e l eventuale articolazione in moduli; e) i crediti assegnati ad ogni insegnamento e le eventuali propedeuticità; f) la tipologia delle forme didattiche adottate, anche a distanza, e le modalità della verifica della preparazione; g) le procedure ed i criteri per il riconoscimento delle attività a scelta dello studente e i relativi crediti; h) le altre attività formative previste e i relativi crediti; i) le modalità di verifica della conoscenza delle lingue straniere e i relativi crediti; l) le modalità di verifica di altre competenze richieste e i relativi crediti; m) le modalità di verifica dei risultati degli stages, dei tirocini e dei periodi di studio all estero e i relativi crediti; n) i crediti assegnati per la preparazione della prova finale, le caratteristiche della prova medesima e della relativa attività formativa personale; o) le altre disposizioni su eventuali obblighi degli studenti; p) le modalità per l eventuale trasferimento da altri corsi di studio; q) le forme di verifica di crediti acquisiti e gli esami integrativi da sostenere su singoli insegnamenti qualora ne siano obsoleti i contenuti culturali e professionali; r) i docenti del corso di studio con specifica indicazione dei docenti di cui all art. 1, comma 9, dei DD.MM. 16 marzo 2007, e dei loro requisiti specifici rispetto alle discipline insegnate; s) le attività di ricerca a supporto delle attività formative che caratterizzano il profilo del corso di studio. 4. Le disposizioni dei regolamenti didattici dei corsi di studio concernenti la coerenza tra i crediti assegnati alle attività formative e gli specifici obiettivi formativi programmati sono deliberate dai Consigli di Facoltà previo parere favorevole della commissione didattica paritetica competente per il corso di studio o della commissione paritetica di Facoltà, da rendersi entro 30 giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine la delibera è adottata prescindendo dal parere. Qualora il parere non sia favorevole, la deliberazione è assunta dal Senato Accademico. 5. Le modifiche ai regolamenti didattici dei corsi di studio sono approvate dal Senato accademico, su proposta dei Consigli delle Facoltà interessate, non oltre il mese di febbraio dell anno accademico precedente a quello della loro entrata in vigore. Aggiornamenti agli elenchi degli insegnamenti dei corsi di studio possono essere disposti nel manifesto degli studi, previa approvazione dei Consigli di Facoltà di afferenza, purché ciò sia espressamente previsto nei regolamenti didattici. 6. I regolamenti didattici dei corsi di studio sono sottoposti a revisione, almeno ogni tre anni, con particolare riguardo al numero dei crediti assegnati ad ogni attività formativa. Art Programmazione degli insegnamenti e attribuzione dei compiti didattici 1. Entro e non oltre il mese di marzo, i Consigli di Facoltà, con riferimento ai Corsi di laurea e di laurea magistrale per i quali si è deliberata l attivazione per il successivo anno accademico, programmano, sulla base delle indicazioni e delle proposte dei Consigli di corso di studio interessati, le elative attività formative. Essi stabiliscono in particolare gli insegnamenti da attivare e le modalità delle relative coperture, provvedendo, secondo criteri di funzionalità, competenza ed equilibrata suddivisione dei carichi, nel rispetto delle norme di legge, statutarie e regolamentari, alla attribuzione delle incombenze didattiche ed organizzative di spettanza dei professori e dei ricercatori, ivi comprese le attività integrative, di orientamento e di tutorato. 15

16 I regolamenti didattici di Facoltà stabiliscono le forme e le modalità di rilevazione dell impegno/carico didattico ed organizzativo di ciascun docente in relazione agli impegni assegnati rispetto agli ambiti di operatività sopra indicati. Nel caso in cui i Regolamenti di Facoltà prevedano la delega parziale o totale dei compiti di cui sopra ai Consigli di corso di studio, dovranno essere comunque assicurati il coordinamento generale delle attività didattiche di pertinenza della Facoltà e il miglior uso delle competenze disponibili, anche mercè mutuazioni tra gli insegnamenti comuni a più corsi di studio. Il ricorso per la copertura di insegnamenti a docenti non in servizio presso l Ateneo o a collaborazioni esterne, da attuarsi con le procedure previste dalla normativa in vigore, deve essere limitato ai casi in cui esso risulti di assoluta necessità ai fini dell applicazione dei rispettivi ordinamenti didattici. 2. I Consigli di Facoltà, anche su proposta dei Consigli di corso di studio interessati, possono prevedere, in relazione ai rispettivi ordinamenti didattici, l organizzazione degli insegnamenti dei corsi di laurea e di laurea magistrale in moduli integrati e coordinati, comprensivi di parti della medesima disciplina o di altre discipline considerate congruenti con gli obiettivi didattici dell insegnamento, affidate a docenti diversi. 3. Gli insegnamenti si svolgono di norma entro un singolo semestre, ovvero nell arco di due semestri. In relazione a esigenze specifiche, i Regolamenti di Facoltà possono prevedere lo svolgimento degli insegnamenti sull arco di più semestri ovvero secondo diverse scansioni (trimestre, quadrimestre) funzionali all organizzazione didattica. Il numero delle ore settimanali e la loro distribuzione sono determinate in relazione alla programmazione degli insegnamenti e alle esigenze di funzionalità del calendario didattico. 4. Gli insegnamenti dei corsi di laurea e di laurea magistrale sono di norma sdoppiati quando ricorrano le circostanze previste dal punto 6 dell art. 12 della legge n. 341/1990. I docenti responsabili di insegnamenti sdoppiati sono tenuti a concordare e coordinare i rispettivi programmi d insegnamento e di esame. I criteri per la distribuzione degli studenti tra gli insegnamenti sdoppiati sono definiti dai Regolamenti di Facoltà, disciplinando le possibilità di scelta in modo da assicurare una equilibrata e funzionale suddivisione del carico relativo. 5. Nei casi di insegnamenti previsti dall ordinamento del corso di laurea o di laurea magistrale che non possono essere attivati nel proprio ambito per assenza temporanea o per mancanza dei docenti cui di norma sono assegnati, per esigenze di razionalizzazione didattica, è consentito ricorrere alla mutuazione degli stessi, se attivati presso altri corsi di studio di livello equivalente, e comunque previo accertamento della loro funzionalità rispetto ai percorsi didattici ai quali devono servire. La mutuazione, proposta dal Consiglio di corso di studio al quale fa capo il corso di laurea o di laurea magistrale interessato a servirsene, è deliberata dal Consiglio di Facoltà nel caso in cui l insegnamento sia attivato presso un altro corso di laurea o di laurea magistrale della medesima Facoltà. Qualora la mutuazione riguardi un insegnamento che fa capo ad altra Facoltà, è richiesto il nulla osta di quest ultima, unitamente all indicazione delle condizioni riservate agli studenti interessati. Si possono deliberare mutuazioni anche su insegnamenti o moduli, attivati presso altre Università, purché nel quadro di accordi interateneo. Ulteriori specificazioni nella disciplina delle mutuazioni possono essere stabilite dai Regolamenti di Facoltà. Articolo 18 - Copertura didattica degli insegnamenti: carico didattico istituzionale, affidamento, supplenza, mutazione, contratto di diritto privato 1. Gli insegnamenti dei Corsi di studio possono essere ricoperti per: carico didattico istituzionale; affidamento; supplenza interna; 16

17 supplenza esterna; contratto di diritto privato. 2. Il carico didattico istituzionale è deliberato annualmente dalle Facoltà. 3. Il carico didattico istituzionale è affidato ad un docente incardinato nel settore scientifico disciplinare di cui l insegnamento fa parte. Un docente incardinato in un settore scientifico disciplinare è tenuto a coprire l insegnamento o gli insegnamenti del settore scientifico disciplinare secondo la programmazione didattica deliberata dalla Facoltà. Un docente che ricopre un insegnamento o più insegnamenti come carico didattico istituzionale può ricoprire un insegnamento di altro settore disciplinare con il suo consenso. 4. L affidamento di un insegnamento può essere attribuito dalla Facoltà, con il loro consenso, ai ricercatori che assumono la responsabilità del corso o ai professori di ruolo che assumono la responsabilità di un ulteriore corso oltre il carico didattico istituzionale. 5. La Facoltà attribuisce un insegnamento per supplenza interna, ad un docente o ricercatore di ruolo, previa valutazione comparativa delle domande presentate a seguito della pubblicazione di un bando. 6. La Facoltà, nel caso in cui non possa affidare un insegnamento per supplenza interna, può procedere all affidamento conferito ad un docente o ricercatore di ruolo di altra Facoltà o, in via subordinata, di altra Università, per supplenza esterna, previa valutazione comparativa delle domande presentate a seguito della pubblicazione di un bando. 7. Quando non è possibile alcuna forma di attribuzione interna e o di mutuazione, la Facoltà attribuisce l insegnamento ad un esperto nell ambito disciplinare interessato, mediante contratto di diritto privato da stipularsi, previa pubblicazione di bando, a seguito di valutazione comparativa delle domande presentate. ART Doveri didattici dei Docenti e dei Ricercatori 1. I Regolamenti didattici di ogni Corso di studio devono prevedere procedure di attribuzione dei compiti didattici, articolati secondo il Calendario didattico nel corso dell anno, ivi comprese le attività didattiche integrative, di orientamento e di tutorato. 2. Per ogni docente l Università prevede, nel rispetto della normativa vigente, l obbligatorietà di un numero minimo di ore di attività di didattica frontale che deve essere svolta nel corso dell anno accademico. Tali attività, anche articolate in diversi moduli di insegnamento di varie tipologie e durata, possono essere svolte in tutti i Corsi di studio indicati all art. 2 comma I Regolamenti didattici di Facoltà prevedono la programmazione delle presenze dei docenti nel corso dell anno, in relazione agli obblighi didattici e tutoriali derivanti dall organizzazione del calendario delle attività proposto dai corsi di studio. In ogni caso, ogni docente dovrà, settimanalmente, assicurare un impegno minimo di attività didattica e tutoriale, fissata dai regolamenti di Facoltà, nel corso dell intero anno accademico, eventualmente distribuita in diverse obbligatorietà di presenza, nel corso dei diversi periodi didattici. 4. Nell ambito delle ore dedicate all attività tutoriale, i docenti dovranno contemplare le ore di ricevimento, rispettivamente, per gli studenti partecipanti alle loro attività didattiche e per gli studenti loro assegnati dai Regolamenti di Facoltà sul tutorato. Entrambe le attività dovranno essere svolte in modo continuativo nel corso dell intero anno accademico, secondo calendari preventivamente resi pubblici dalle segreterie didattiche. 5. Ciascun docente è tenuto a svolgere personalmente le lezioni dei corsi a lui assegnati dalla Facoltà. Le eventuali assenze per fatti imprevisti devono essere giustificate da gravi ed eccezionali motivi e devono essere tempestivamente comunicate al Preside. In tutti gli altri casi la richiesta di assenza deve essere, comunque, giustificata. 6. I docenti incaricati devono comunicare i contenuti degli insegnamenti nonché i programmi degli esami previsti, allo scopo di poterli inserire per tempo nel Manifesto di Facoltà. 17

18 7. Ciascun docente provvede alla compilazione del registro unico delle attività didattiche annotandovi, secondo quanto previsto dai Regolamenti di Facoltà, tutte le attività svolte di docenza, di tutorato, di ricevimento studenti e di quant altro di pertinenza dell attività didattica. Tale registro, riguardante ciascun docente e preventivamente firmato dal responsabile della struttura didattica, dovrà essere tenuto a disposizione per eventuali verifiche e dovrà essere consegnato al responsabile della Struttura didattica entro 15 giorni dalla conclusione dell anno accademico. È compito del responsabile della struttura didattica segnalare annualmente al Rettore i nominativi dei Docenti e dei Ricercatori che non provvedono ad espletare tali obblighi. 8. I Ricercatori non affidatari di carichi didattici istituzionali devono, entro i termini previsti dai Regolamenti di Facoltà e dei corsi di studio cui afferiscono, affiancare i docenti svolgendo attività didattica integrativa e devono, altresì, svolgere le attività di orientamento e tutorato loro assegnate, previste dai regolamenti didattici di Facoltà e di corso di studio, nell ambito dei servizi agli studenti. 9. Nei casi in cui la prova finale di un corso di studio preveda l elaborazione di una tesi, i docenti facenti parte del consiglio interessato sono tenuti ad accettare, sulla base di criteri fissati dai Regolamenti didattici di Facoltà, un numero minimo di tesi che saranno svolte dagli studenti sotto la loro personale tutela scientifica, in qualità di relatori. 10. I docenti ed i ricercatori che intendono prestare attività didattica retribuita o non retribuita presso altre Università, nei limiti e secondo le modalità previste dall apposito Regolamento deliberato dal Senato Accademico, devono chiederne preventivamente il nulla-osta al Consiglio di Facoltà. La predetta autorizzazione è deliberata dal Senato Accademico, sentita la Facoltà di afferenza. Art Prova finale e conseguimento dei titoli di studio 1. Il titolo di studio è conferito previo superamento di una prova finale, le cui modalità di svolgimento, di norma connesse alla presentazione da parte dello studente di un elaborato scritto, sono disciplinate nel regolamento didattico del corso di studio. La prova finale della laurea, alla quale non deve essere richiesta una particolare originalità, deve costituire un importante occasione formativa individuale a completamento del percorso. Il numero di crediti ad essa attribuito deve essere commisurato al tempo effettivamente da impiegare per la sua preparazione. Per il conseguimento della laurea magistrale richiesta la presentazione di una tesi elaborata dallo studente in modo originale sotto la guida di un relatore. Qualora previsto negli ordinamenti didattici dei corsi di studio, la prova finale può svolgersi in lingua straniera; parimenti in lingua straniera possono essere redatti l elaborato scritto e la tesi. Compete alle Facoltà alle quali fanno capo i corsi di studio disciplinare nei rispettivi Regolamenti, per quanto di competenza, le modalità di organizzazione e valutazione delle prove finali. I Regolamenti di Facoltà garantiscono il più largo ricorso alle competenze a disposizione della Facoltà medesima ed una equilibrata ripartizione dei carichi relativi. 2. Le Commissioni giudicatrici della prova finale abilitate al conferimento del titolo di studio sono nominate dal Preside di Facoltà e sono composte, secondo norme stabilite nei Regolamenti didattici, da un numero di membri tra Professori di prima e di seconda fascia e Ricercatori compreso tra sette e undici. Almeno un membro della commissione deve essere un Professore di prima fascia. Le funzioni di Presidente della Commissione sono svolte, ove presenti, dal Preside di Facoltà, dal Presidente/Coordinatore del Consiglio didattico interessato o dal Professore di prima fascia più anziano nel ruolo. 3. Potranno far parte della Commissione giudicatrice della prova finale anche Professori di Facoltà diverse da quelle cui sono iscritti i candidati, nonché Professori a contratto in servizio nell anno accademico interessato, entro numeri massimi stabiliti dai Regolamenti didattici. 18

19 4. Nei Corsi di studio interfacoltà la Commissione giudicatrice della prova finale dovrà essere costituita da docenti delle diverse Facoltà interessate, in percentuali che saranno definite dai Regolamenti didattici. 5. Le Commissioni giudicatrici per la prova finale esprimono la loro votazione in centodecimi e possono, all unanimità, concedere al candidato il massimo dei voti con lode. Il voto minimo per il superamento della prova è sessantasei. 6. Il Calendario delle prove finali deve prevedere almeno tre appelli, opportunamente distribuiti nell anno accademico, fatti salvi i casi particolari espressamente previsti dai singoli Regolamenti didattici. 7. Lo svolgimento degli esami finali di laurea, di laurea magistrale è pubblico e pubblico è l atto della proclamazione del risultato finale. versione aggiornata con la delibera del CdF del 23/02/

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