Consolidamento della copertura della Chiesa di San Giorgio a Siena

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Consolidamento della copertura della Chiesa di San Giorgio a Siena"

Transcript

1 Boll.Ing. n :35 Pagina 15 Consolidamento della copertura della Chiesa di San Giorgio a Siena Claudio NERI Applicazione pratica dell uso materiale F.R.P. per il consolidamento di edifici storici, si illustra un esempio di consolidamento di capriate lignee con l ausilio di tessuto in fibra di carbonio, intervento nella Chiesa di S. Giorgio a Siena. La struttura lignea della copertura composta da un orditura principale di sei capriate lignee in pessimo stato di conservazione per le quali è stato previsto un consolidamento mediante l uso di materiali F.R.P., elementi in tessuto di fibre di carbonio monodirezionale e bidirezionale. L uso del materiale in tessuto di fibre di carbonio ha consentito notevoli economie rispetto all uso di materiali tradizionali, è poco invasivo per la struttura esistente ed offre un estrema semplicità nelle operazioni di cantiere. Parole chiave: consolidamento, tessuto in fibre di carbonio, strutture lignee, edifici storici Fig. 1. Fig. 2. DESCRIZIONE DEL LUOGO D INTERVENTO L intervento in esame è stato realizzato per il consolidamento della copertura della chiesa di San Giorgio in Siena. La chiesa di San Giorgio (Fig. 1) è ubicata nel centro storico della città, in una strada non distante da piazza del Campo, denominata Via Pantaneto, sulla quale si affaccia con una facciata ricoperta di materiale lapideo. La chiesa ha origini medioevali, navata unica, ma profondamente restaurata e modificata nei suoi caratteri architettonici e decorativi nel XVIII secolo. Inalterata è invece la torre campanaria formata da un campanile in laterizi con aperture in quantità tale da eguagliare il numero delle compagnie militari presenti nella battaglia vinta dalla Repubblica di Siena contro la città di Firenze nei pressi di Montaperti, località situata a pochi chilometri dal centro abitato di Siena, nel 1260, ed ancora oggi in presente anche se in pessime condizioni di conservazione. La copertura della navata è formata da sei capriate lignee separate dall interno della chiesa dalla volta in laterizi posizionati per coltello e decorata nell intradosso rivolto verso l interno. L edificio è continuo con altri corpi di fabbrica senza soluzione per tre lati, il quarto, la facciata lapidea in travertino, è libero ed affacciato su via di Pantaneto, stretta e con un denso traffico se pur zona a traffico limitato. STATO DI CONSERVAZIONE PRIMA DELL INTERVENTO La chiesa di San Giorgio IN Siena, via Pantaneto, è strutturalmente formata da setti murari portanti perimetrali, rinforzati con opportune lesene, e copertura a due falde con struttura in capriate di legno, travi e travicelli anch essi di legname sormontati da scempiato di laterizi. Tra la copertura ed il locale destinato al culto vi è una volta in laterizi di notevole spessore, tanto da consentire di camminarvi sopra. La struttura lignea della copertura presenta un orditura principale composta da sei capriate dette all italiana ovvero formate da puntoni inclinati, tirante o catena orizzontale, monaco verticale e saette inclinate collegate al monaco ed ai puntoni (Fig. 2). N

2 Boll.Ing. n :35 Pagina 16 Fig. 3. Fig. 4. Sopra a queste vi è l orditura lignea di travi orizzontali che si appoggiano su due capriate successive sormontate da travicelli disposti nella direzione della massima pendenza con sopra lo scempiato di laterizi ed il manto di copertura. Un sopralluogo effettuato ha evidenziato subito numerosi segnali di dissesto e di sofferenza delle capriate, alcuni di questi segnali si sono verificati sicuramente negli anni passati, perché si rilevano numerosi interventi di rinforzo nelle stesse eseguiti in modo anche molto precario, altri sembrano essere più recenti. Di certo c è comunque che la copertura ha già dato segni di vecchiaia e necessita di opere di manutenzione. Si riportano di seguito alcune fotografie significative scattate durante il sopralluogo accompagnate da commento relativo al tipo di situazione riscontrata. Schiacciamento del monaco sul tirante Il monaco è un elemento strutturale che nelle capriate all italiana ha la funzione di tirante a supporto delle saette e di cuscino tra i puntoni che così non si trovano a contatto direttamente tra loro. Ciò consente una migliore sagomatura dei puntoni stessi nella parte terminale di sommità ed un loro migliore funzionamento nell attacco reciproco. Il monaco però non deve venire a contatto con la catena orizzontale, ma deve da questa essere distante alcuni centimetri anche se collegato con apposita staffatura metallica. In alcune capriate della copertura in esame invece, il monaco è appoggiato sulla catena (Fig. 3), ciò altera il comportamento strutturale della catena e denota che la capriata tutta ha subito una deformazione nel senso della sua larghezza con conseguente abbassamento relativo del colmo del tetto. Questa situazione è considerata indice di sofferenza della capriata tutta e consiglia interventi strutturali sulla stessa. Deformazione della capriata nel suo piano La capriata è un elemento strutturale composto bidimensionale: tutti i suoi componenti devono trovarsi in un piano verticale ortogonale alla copertura. In alcune capriate della chiesa in esame si è rilevata una rotazione del monaco rispetto a questo piano, rotazione che ha deformato la staffa di collegamento tra lo stesso e la catena (Fig. 4). Ciò indica una deformata di tutto l elemento strutturale anomala e necessita, secondo la normale prassi costruttiva, interventi correttivi strutturali. Indebolimento di alcuni elementi strutturali Si sono rilevati indebolimenti di elementi strutturali delle capriate evidenziati da lesioni o fessure nel legname che li compone. Alcune di queste situazioni sono state precariamente risolte con puntelli in legname appoggiati però su altri elementi strutturali delle capriate stesse. In altre situazioni sono stati tentati dei ripristini degli elementi strutturali mediante tavole a questi chiodate (Fig. 5). Fig N

3 Boll.Ing. n :35 Pagina 17 Fig. 6 e Fig. 7. Altre situazioni di dissesto si mostrano molto più critiche (Fig. 6 e 7). Dalle foto qui riportate appare evidente come i rimedi applicati siano quanto mai precari e non risolutivi del fenomeno che ha consigliato di porli in essere. Nulla si è potuto dire sullo stato degli appoggi delle capriate nella muratura. Capita molto spesso che il legname affogato nella muratura venga attaccato da agenti chimici e biologici che ne deteriorano la consistenza e la resistenza strutturale. Durante il sopralluogo però, non si sono potuti effettuare saggi per verificare lo stato di conservazione del legname delle capriate all interno della muratura. INTERVENTO DI CONSOLIDAMENTO Rilevato lo stato di sofferenza degli elementi principali della struttura portante della copertura, la proprietà ha ottenuto un finanziamento per il suo consolidamento. Data l entità del finanziamento, data l impossibilità di demolire e ricostruire completamente la copertura, si è ritenuto di consolidare le sei capriate lignee mediante il rinforzo con materiali F.R.P., elementi in tessuto di fibre di carbonio monodirezionale e bidirezionale. In più, apparendo poi molto poco curati gli incastri nelle giunzioni tra puntoni e tiranti delle capriate, la maggior parte dei quali sono stati oggetto di rinforzo nel passato eseguito con staffe in acciaio, si è ritenuto necessario il loro rinforzo strutturale. Nel seguito si descrivono gli interventi eseguiti e se ne riportano le giustificazioni strutturali. RINFORZO ELEMENTI STRUTTURALI Si ritiene di eseguire il rinforzo degli elementi strutturali principali delle capriate mediante l uso di tessuto in fibra di carbonio(f.r.p.) fissato al legname, previa pulitura di questo, con primer e resine epossidiche pose in opera in più riprese. Il tessuto di materiale F.R.P. usato per questa tipologia di intervento sarà del tipo monodirezionale. In altre situazioni nel seguito descritto verrà usato tessuto bidirezionale per fasciature, anch esso sarà posto in opera con la tecnologia ed i materiali sopra descritti. Il rinforzo di elementi strutturali lignei con tessuto F.R.P. è una tecnologia costruttiva di nuova concezione, per certi aspetti ancora sperimentale, per la quale non esiste una consolidata teoria di calcolo ma sono stati eseguiti studi e ricerche da alcune università, tra le quali quella di Perugia con il prof. Borri. Da questi studi, condotti in campo elastico lineare ed in campo plastico, con il metodo degli stati limite di esercizio ed ultimi emerge che l incremento di resistenza e di rigidezza apportato con l introduzione di materiali F.R.P. non è sensibile in fase elastica e di esercizio. Ciò probabilmente in questo il pur avendo elevato modulo elastico rispetto al legname, viene posto in opera in quantità estremamente ridotta rispetto alla superficie trasversale del legno. Può inoltre influire l adesione apportata dalla resina epossidica che potrebbe consentire piccolissimi spostamenti tra i due materiali che ne inficiano il comportamento d insieme in fase elastica. Ciò che appare chiaro dagli studi e ricerche sperimentali eseguite su campioni di materiale ligneo rinforzato con F.R.P. e l aumento del carico a rottura medio del 30 % (studi eseguiti lo hanno rilevato tra il 20% e il 40%). Ciò sembra dovuto al fatto che a rotture si attiva a pieno le resistenza a trazione del tessuto di carbonio. Forti di queste considerazioni su studi eseguiti e pubblicati da ricercatori si esegue il consolidamento degli elementi tesi e pressoflessi delle capriate, tiranti e puntoni, mediante l apposizione di tessuto monodirezionale in fibra di carbonio (F.R.P.) all intradosso fissato con resine apossidiche. In tale modo si ritiene di ottenere un rinforzo della struttura ed un incremento del carico ultimo di rottura degli elementi strutturali rinforzati. CONSOLIDAMENTO ATTACCHI PUNTONE-TIRANTI Gli attacchi puntone-tirante non sembrano garantire la perfetta coazione di cerniera nel giunto. Infatti, molto probabilmente a causa della scarsa profondità degli incastri esistenti nei due elementi, sembra che tale giunzione abbia permesso leggeri scorrimenti del puntone sul tirante. Questo è ipotizzabile sia per la rottura di un piccolo incastro esistente, dell ordine di profondità di due centimetri, sia per l inesistenza di incastri in altre situazioni della copertura. N

4 Boll.Ing. n :35 Pagina 18 Le cravatte metalliche presenti non sembrano potersi opporre a spostamenti di alcuni millimetri, mentre invece apparivano sufficienti a garantire la resistenza ultima allo scorrimento del puntone sul tirante. Sembra imputabile alla cattiva realizzazione di questi giunti, ed al loro conseguente scorrimento relativo, la discesa del monaco verso il tirante fino ad arrivare, in due capriate, ad adagiarvisi. La realizzazione della soletta in calcestruzzo armato sopra lo scempiato di mezzane ha poi aggravato il fenomeno in quanto ha circa raddoppiato il carico della copertura gravante sulle capriate. Si ritiene allora di intervenire nel consolidamento su questo particolare strutturale. Il consolidamento viene eseguito con l inserimento di due barre di acciaio inossidabile del diametro minimo di 10 mm. per ogni giunto. Questo inserimento avviene dall alto previa perforazione con trapano fino ad interessare, oltre il puntone, quasi tutto lo spessore del tirante. Segue l immissione delle barre, una per foro, e successiva sigillatura con resina epossidica iniettata dall alto con iniezioni ripetute fino alla saturazione del foro. Si è ritenuto di usare barre di acciaio in quanto le lamelle o le barre di carbonio sembrano avere minori resistenze a taglio. I giunti sono stati poi fasciati con tessuto F.R.P. monodirezionale avvolgendo i due elementi strutturali che vi convergono. Si è comunque ritenuto utile lasciare in opera le cravatte metalliche in quanto il tetto non è a vista e non vi erano ragioni valide per il loro smantellamento (Fig. 8). con chiodature, si preferisce rinforzarlo con fasciature di tessuto F.R.P. bidirezionale per opporre maggior resistenza allo scorrimento relativo della saetta sul puntone. Un nodo in particolare ha subito una rotazione tale da consigliare la messa in opera di due fasciature eseguite con F.R.P. bidirezionale ai lati della saetta (Fig. 9). RINFORZO PUNTUALE ELEMENTI STRUTTURALI In alcune capriate si sono rilevate alcune situazioni puntuali di crisi del legname che le costituisce. Si è allora provveduto a prevederne il consolidamento nei modi di seguito descritti. Alcuni monaci presentano profonde fessure longitudinali sui due lati diametralmente opposti. Tali fessure hanno ampiezza di diversi millimetri, si avvicinano alle giunzioni con saetta o con puntoni e, anche se non sono passanti, si è ritenuto Fig. 8 e Fig. 9. CONSOLIDAMENTO ATTACCHI PUNTONE-PUNTONE-MONACO Si sono consolidati questo tipo di giunzioni con la medesima tecnologia descritta nel paragrafo precedente realizzata mediante l immissione di due barre di acciaio per ogni lato del giunto. Due che interessano un puntone ed il monaco e due l altro puntone ed il monaco. La tipologia di intervento e le fasi lavorative sono le stesse usate per il giunto puntone-tirante con l esclusione delle fasciatura in tessuto F.R.P. che non si è ritenuto utile apporre in queste situazioni. CONSOLIDAMENTO ATTACCHI SAETTA-PUNTONE Tutte le capriate interessate presentano saette con un piccolo angolo di inclinazione rispetto all orizzontale, più piccolo di quanto normalmente viene usato per ottimizzare il comportamento complessivo della capriata. Conseguentemente l attacco tra saetta e puntone risulta avere un angolo molto diverso dalla perpendicolare. Questo fatto si ritiene abbia creato piccoli scorrimenti nel nodo saetta puntone. Pertanto, anche su tale nodo è già vincolato 18 N

5 Boll.Ing. n :35 Pagina 19 Fig. 10. di adoprargli un consolidamento. Sono state eseguite allora fasciature perimetrali dell elemento con tessuto F.R.P. bidirezionale in modo da confinare il monaco e porre resistenza alla ulteriore apertura della fessura. Lo stesso problema è stato rilevato in alcune saette delle quali si è usata la tecnica di consolidamento sopra descritta. Alcuni elementi presentano concentrazioni di nodi nel legname tanto da far ipotizzare che queste zone siano dei punti deboli da rinforzare. Si è allora provveduto a fasciare l intorno del nodo di ogni elemento con tessuto F.R.P. bidirezionale. Un puntone presenta una zona di crisi dove il materiale è arrivato alla rottura delle fibre superficiali dell intradosso. Tale zona è molto vicina all appoggio di una trave secondaria e si trova tra i giunti puntone-tirante e puntone-saetta. L elemento strutturale risulta quindi sollecitato da sforzi di pressoflessione che hanno provocato la rottura delle fibre tese perimetrali. Probabilmente ciò è stato aiutato da imperfezioni del legname in quanto il fenomeno si rileva in un puntone di una sola capriata di tutta la copertura. Si nota inoltre in opera l apposizione di un piccolo puntello introdotto tra il tirante ed il puntone nella zona di rottura di questo, ad evidenziare che tale rottura era già nota e si era pensato porvi un primo rimedio provvisorio. L intervento consiste nella rimozione del puntello, nella fasciatura della zona di crisi con due strati di tessuto F.R.P. bidirezionale posti in opera inclinati rispetto all asse della trave di 45 gradi ed ortogonali tra loro (Fig. 10). Si ritiene in tale modo di aver consolidato la rottura del puntone. Per maggior sicurezza verranno poi apposti due piccoli puntelli che, appoggiando sul tirante, so- sterranno una tavola intradossale posta sotto la zona di rottura. I puntelli non saranno messi in forza, ma soltanto appoggiati ai due elementi strutturali. RIPRISTINO GIUNTO MONACO-TIRANTE In alcune capriate il monaco è arrivato ad appoggiarsi sopra il tirante. In precedenza si sono date spiegazioni su questo fenomeno che, per lo scrivente, illustrano le situazioni che lo hanno provocato. Una volta eseguito il consolidamento delle capriate con le tecniche prima descritte si opererà la rimozione delle cravatte metalliche esistenti tra monaco e tirante, il taglio del monaco nella zona di appoggio sul tirante in modo da asportarne 1 o 2 centimetri di materiale ligneo e far si che i due elementi non siano più in contatto, ed il successivo attacco delle cravatte prima rimosse al monaco. In questo modo si ritiene di aver ripristinato il comportamento corretto di questo giunto. È importante rimarcare che questa operazione verrà eseguita una volta consolidate le capriate e, in particolar modo, i giunti puntone-tirante, in modo da evitare la possibilità che durante e dopo le operazioni di taglio del monaco si possono avere ulteriori scorrimenti dei puntoni sul tirante ed ulteriore abbassamento del monaco sempre sul tirante. VERIFICA DELLA SITUAZIONE ATTUALE È stata eseguita inoltre una la verifica degli elementi strutturali nella configurazione attuale al fine di controllare lo stato di sofferenza degli elementi strutturali prima del loro consolidamento e capire se la crisi rilevata fosse generata dal loro sottodimensionamento, dalla geometria delle capriate o dalla cattiva realizzazione delle giunzioni. I calcoli dello schema statico sono stati eseguiti N

6 Boll.Ing. n :35 Pagina 20 con elaboratore elettronico e programma di calcolo agli elementi finiti. Dai risultati numerici del calcolo elettronico, eseguite le verifiche di resistenza nei punti critici delle sezioni di ogni elemento strutturale, è risultato che la capriata, nelle condizioni ideali degli attacchi ipotizzati funzionanti, non dovrebbe presentare situazioni critiche. Da un esame visivo, invece, si sono evidenziate le situazioni sopra esposte che hanno portato al progetto dell intervento ora descritto. CONCLUSIONE L intervento descritto è stato realizzato con estrema semplicità da maestranze specializzate fornite dalla ditta che produce il materiale F.R.P.. Non si sono avuti problemi di coordinamento con l intervento di rifacimento della copertura anche perché il consolidamento vero è proprio ha impegnato non più di due settimane di lavorazioni, una volta impiantato il cantiere. L uso del materiale in fibra di carbonio ha consentito notevoli economie rispetto all uso di materiali tradizionali ed un estrema semplicità nelle operazioni di cantiere. Preme inoltre far presente che questo tipo di intervento appare essere poco invasivo sul materiale esistente, di facile applicazione e reversibile se in futuro si presentassero soluzioni più soddisfacienti. Claudio NERI, nato nel 1967 a Siena, si è laureato in Ingegneria edile nel 95 presso l Università di Pisa, è libero professionista occupandosi di progettazione e direzione lavori del nuovo e del recupero con particolare riguardo alle opere strutturali ed architettoniche. 20 N

CRITERI PROGETTUALI PER IL CONSOLIDAMENTO -Le strutture in legno-

CRITERI PROGETTUALI PER IL CONSOLIDAMENTO -Le strutture in legno- CORSO DI RECUPERO E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI A.A. 2010-2011 CRITERI PROGETTUALI PER IL CONSOLIDAMENTO -Le strutture in legno- CONSOLIDAMENTO DEL LEGNO BIODEGRADATO Prima che il legno affetto da degrado

Dettagli

Corsi di Laurea in Ingegneria Edile ed Edile-Architettura. Costruzioni in Zona Sismica. Parte 7.

Corsi di Laurea in Ingegneria Edile ed Edile-Architettura. Costruzioni in Zona Sismica. Parte 7. Università di Pisa DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA STRUTTURALE Corsi di Laurea in Ingegneria Edile ed Edile-Architettura Costruzioni in Zona Sismica. Parte 7. Danneggiamento e riparazione di elementi strutturali

Dettagli

Prodotti per l Edilizia e il Restauro - Tecnologie per l Ambiente e le Infrastrutture

Prodotti per l Edilizia e il Restauro - Tecnologie per l Ambiente e le Infrastrutture S.r.l. Prodotti per l Edilizia e il Restauro - Tecnologie per l Ambiente e le Infrastrutture DESCRIZIONE L uso dei rinforzi FRP SYTEM per il consolidamento di strutture in c.a., murature, legno e acciaio

Dettagli

Esempi di applicazione

Esempi di applicazione 1 I compositi firosi vengono impiegati ogni qualvolta vi sia da assorire uno sforzo di trazione pura o di trazione prodotta dalla flessione o dal taglio. Il rinforzo a flessione viene realizzato mediante

Dettagli

INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO SISMICO FASE 3 - DELLA SCUOLA SECONDARIA I "DANTE ALIGHIERI"DI COLOGNA VENETA

INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO SISMICO FASE 3 - DELLA SCUOLA SECONDARIA I DANTE ALIGHIERIDI COLOGNA VENETA RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEGLI INTERVENTI Pag. 1 di 13 SOMMARIO 1 DESCRIZIONE DELL EDIFICIO... 2 2 DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI... 7 2.1 INTERVENTI ESEGUITI IN FASE 1... 7 2.2 INTERVENTI ESEGUITI IN FASE

Dettagli

INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO SISMICO FASE 2 - DELLA SCUOLA SECONDARIA I "DANTE ALIGHIERI" DI COLOGNA VENETA

INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO SISMICO FASE 2 - DELLA SCUOLA SECONDARIA I DANTE ALIGHIERI DI COLOGNA VENETA RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEGLI INTERVENTI Pag. 1 di 8 SOMMARIO 1 DESCRIZIONE DELL EDIFICIO... 2 2 DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI... 7 2.1 INTERVENTI ESEGUITI IN FASE 1... 7 2.2 INTERVENTI PREVISTI IN FASE

Dettagli

CITTÀ di FABRIANO PROVINCIA DI ANCONA

CITTÀ di FABRIANO PROVINCIA DI ANCONA CITTÀ di FABRIANO PROVINCIA DI ANCONA Settore Assetto e Tutela del Territorio Oggetto: Lavori di miglioramento sismico dell ex convento di San Biagio Importo intervento 120.000,00 PROGETTO ESECUTIVO RELAZIONE

Dettagli

La Sistral risponde alle esigenze delle amministrazioni e delle imprese sulla manutenzione delle infrastrutture.

La Sistral risponde alle esigenze delle amministrazioni e delle imprese sulla manutenzione delle infrastrutture. La Sistral risponde alle esigenze delle amministrazioni e delle imprese sulla manutenzione delle infrastrutture. In particolare vengono progettati e realizzati interventi di ingegneria strutturale quali:

Dettagli

PARTICOLARI COSTRUTTIVI MURATURA ARMATA POROTON

PARTICOLARI COSTRUTTIVI MURATURA ARMATA POROTON PARTICOLARI COSTRUTTIVI MURATURA ARMATA POROTON La muratura armata rappresenta un sistema costruttivo relativamente nuovo ed ancora non molto conosciuto e le richieste di chiarimenti sulle modalità di

Dettagli

I SOLAI NEGLI EDIFICI A STRUTTURA MURARIA (2) ing. Francesco Monni

I SOLAI NEGLI EDIFICI A STRUTTURA MURARIA (2) ing. Francesco Monni I SOLAI NEGLI EDIFICI A STRUTTURA MURARIA (2) ing. Francesco Monni 3. LE COPERTURE Il solaio di copertura, comunemente indicato anche con il termine TETTO, assolve principalmente alle seguenti FUNZIONI:

Dettagli

3.3 STRUTTURE DI COPERTURA INCLINATE IN LEGNO

3.3 STRUTTURE DI COPERTURA INCLINATE IN LEGNO COPERTURE COPERTURE INCLINATE derivanti dall impiego e/o dall assemblaggio a secco o a umido di componenti prefabbricati (spesso travi a sezione variabile, reticolari e non), in genere precompressi (perché

Dettagli

3.5.20 Strutture orizzontali

3.5.20 Strutture orizzontali 3.5.20 Strutture orizzontali Le strutture orizzontali, destinate alla divisione dei piani possono essere piane o ad arco: costituite cioè da solai o da volte. Fra tutte le strutture esse sono le più delicate

Dettagli

SETTI O PARETI IN C.A.

SETTI O PARETI IN C.A. SETTI O PARETI IN C.A. Parete Pareti accoppiate SETTI O PARETI IN C.A. Na 20% Fh i i h i Na/M tot >=0.2 SETTI O PARETI IN C.A. IL FATTORE DI STRUTTURA VERIFICHE SETTI O PARETI IN C.A. SOLLECITAZIONI -FLESSIONE

Dettagli

RESTAURO COPERTURE. DIMENSIONI INTERVENTO (superficie complessiva 343 mq)

RESTAURO COPERTURE. DIMENSIONI INTERVENTO (superficie complessiva 343 mq) RESTAURO COPERTURE DIMENSIONI INTERVENTO (superficie complessiva 343 mq) copertura corpo in elevato copertura abside sinistra copertura abside centrale copertura abside destra copertura muro recinto 210

Dettagli

Inserimento di un nuovo solaio

Inserimento di un nuovo solaio Inserimento di un nuovo solaio DIRETTIVE TECNICHE Regioni Basilicata, Calabria e Campania, sisma del 9/9/1998 [ ] Cordoli in c.a.: verificare preliminarmente la fattibilità e l'efficienza di interventi

Dettagli

Ripristino e consolidamento dei travetti portanti mediante applicazione di tessuti in fibra di carbonio FRP SYSTEM - FIBRE C-SHEET

Ripristino e consolidamento dei travetti portanti mediante applicazione di tessuti in fibra di carbonio FRP SYSTEM - FIBRE C-SHEET S.r.l. Prodotti per l Edilizia e il Restauro - Tecnologie per l Ambiente e le Infrastrutture Ripristino e consolidamento dei travetti portanti mediante applicazione di tessuti in fibra di carbonio FRP

Dettagli

Ordinanza 3274. Progettazione di edifici in zona sismica CONSOLIDAMENTO. Ing. Marco Cauda marco.cauda@niphe.com

Ordinanza 3274. Progettazione di edifici in zona sismica CONSOLIDAMENTO. Ing. Marco Cauda marco.cauda@niphe.com Ordinanza 3274 Progettazione di edifici in zona sismica CONSOLIDAMENTO Ing. Marco Cauda marco.cauda@niphe.com Consolidamento Il consolidamento di strutture esistenti coinvolge problemi interdisciplinari:

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTA DI INGEGNERIA DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA STRUTTURALE PROVE SPERIMENTALI SU PIGNATTE IN PSE RELAZIONE

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTA DI INGEGNERIA DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA STRUTTURALE PROVE SPERIMENTALI SU PIGNATTE IN PSE RELAZIONE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTA DI INGEGNERIA DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA STRUTTURALE PROVE SPERIMENTALI SU PIGNATTE IN PSE RELAZIONE Il Responsabile Scientifico Dott. Ing. Fausto Mistretta Il

Dettagli

INTERVENTI SULLE STRUTTURE

INTERVENTI SULLE STRUTTURE INTERVENTI SULLE STRUTTURE 1 - Intervento di adeguamento. 2 - Intervento di miglioramento. 3 - Riparazione o intervento locale. INTERVENTI SULLE STRUTTURE IN C.A. 8.4.1. Intervento di adeguamento. È fatto

Dettagli

Rinforzo di Strutture in Muratura tramite Materiali Compositi Fibrorinforzati (FRP) acuradi: ing.ernesto Grande e.grande@unicas.it

Rinforzo di Strutture in Muratura tramite Materiali Compositi Fibrorinforzati (FRP) acuradi: ing.ernesto Grande e.grande@unicas.it Università degli Studi di Cassino Progettazione Sostenibile bl di Strutture tt Rinforzo di Strutture in Muratura tramite Materiali Compositi Fibrorinforzati (FRP) acuradi: ing.ernesto Grande e.grande@unicas.it

Dettagli

GLI APPUNTI DELL ESPERIENZA

GLI APPUNTI DELL ESPERIENZA GLI APPUNTI DELL ESPERIENZA TETTI IN LEGNO E CAPRIATE 14/07/2012 1 I tetti in legno sono costituiti da elementi così raggruppabili: GROSSA ORDITURA (che è quella deputata a sostenere l intera copertura

Dettagli

Allegati alle NTA. A - Allegati sulla qualità architettonica

Allegati alle NTA. A - Allegati sulla qualità architettonica Allegati alle NTA A - Allegati sulla qualità architettonica AGGIORNAMENTI: Variante n. 232 approvata con atto di C.C. n. 10 del 24.03.2015 A3 - Disciplinare tecnico per la conservazione e il recupero

Dettagli

VALUTAZIONE DI SICUREZZA DELLO STATO DI FATTO

VALUTAZIONE DI SICUREZZA DELLO STATO DI FATTO Dott. Ing. Giacomo Giambrone VALUTAZIONE DI SICUREZZA DELLO STATO DI FATTO Inquadramento dell immobile La scuola elementare Comunale G. D Annunzio è ubicata nel Comune di Traversetolo (F. 24, mapp. 213,51,262)

Dettagli

IL MIGLIORAMENTO SISMICO DEGLI EDIFICI IN

IL MIGLIORAMENTO SISMICO DEGLI EDIFICI IN Università Politecnica delle Marche Dipartimento di Architettura, Costruzioni e Strutture IL MIGLIORAMENTO SISMICO DEGLI EDIFICI IN MURATURA Ing. Elena Seri IL MIGLIORAMENTO SISMICO DEGLI EDIFICI IN MURATURA

Dettagli

MESSA IN SICUREZZA DI SOLAI

MESSA IN SICUREZZA DI SOLAI MESSA IN SICUREZZA DI SOLAI IL PROBLEMA DELLO SFONDELLAMENTO DEI SOLAI Con il termine sfondellame nto dei solai si indica la rottura e il distacco delle cartelle d intradosso delle pignatte (chiamate fondelle)

Dettagli

Il terremoto de L'aquila: comportamento delle strutture in cemento armato

Il terremoto de L'aquila: comportamento delle strutture in cemento armato Il terremoto de L'aquila: comportamento delle strutture in cemento armato Gaetano Manfredi gaetano.manfredi@unina.it Dipartimento di Ingegneria Strutturale Università degli Studi di Napoli Federico II

Dettagli

Meccanismi di collasso per effetto di solai di copertura spingenti V. Bacco

Meccanismi di collasso per effetto di solai di copertura spingenti V. Bacco Meccanismi di collasso per effetto di solai di copertura spingenti V. Bacco L evento sismico che ha colpito la città de L Aquila ha messo in evidenza le debolezze dei diversi sistemi costruttivi, soprattutto

Dettagli

MODELLAZIONE DI UN EDIFICIO IN MURATURA CON IL PROGRAMMA DI CALCOLO 3MURI

MODELLAZIONE DI UN EDIFICIO IN MURATURA CON IL PROGRAMMA DI CALCOLO 3MURI MODELLAZIONE DI UN EDIFICIO IN MURATURA CON IL PROGRAMMA DI CALCOLO 3MURI 1) CREARE UN FILE.DXF IN AUTOCAD NEL QUALE VENGONO RIPORTATE LE PIANTE DEI VARI PIANI DELL EDIFICIO DA ANALIZZARE. RISULTA CONVENIENTE

Dettagli

SCHEDA INTERVENTO Chiesa di Sant Agata del Carmine Comune di Bergamo

SCHEDA INTERVENTO Chiesa di Sant Agata del Carmine Comune di Bergamo SCHEDA INTERVENTO Chiesa di Sant Agata del Carmine Comune di Bergamo Con l obiettivo di restituire all antico edificio le riserve di duttilità e di stabilità che i danni allora subiti le avevano fatto

Dettagli

Palazzo Scaligero è uno dei simboli di Verona.

Palazzo Scaligero è uno dei simboli di Verona. PONTEGGI IL MULTIDIREZIONALE LAYHER TRA I PROTAGONISTI DEL RESTAURO DELLA COPERTURA DI UNO DEI PALAZZI SIMBOLO DI VERONA. COSÌ MENTRE SI LAVORA IN QUOTA, LA FACCIATA RIMANE LIBERA Palazzo Scaligero è uno

Dettagli

SISTEMA CUCITURE ATTIVE C.A.M.

SISTEMA CUCITURE ATTIVE C.A.M. SISTEMA CUCITURE ATTIVE C.A.M. Il patrimonio storico in Italia è largamente costituito da fabbricati e monumenti in muratura. Le tipologie costruttive e i materiali utilizzati sono i più vari (pietrame

Dettagli

INTERVENTO DI RESTAURO E RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL COMPLESSO EX RISTORANTE S. GIORGIO AL BORGO MEDIOEVALE DI TORINO

INTERVENTO DI RESTAURO E RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL COMPLESSO EX RISTORANTE S. GIORGIO AL BORGO MEDIOEVALE DI TORINO INTERVENTO DI RESTAURO E RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL COMPLESSO EX RISTORANTE S. GIORGIO AL BORGO MEDIOEVALE DI TORINO SPECIALISTICA OPERE INTERVENTO DI RESTAURO E RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL COMPLESSO EX RISTORANTE

Dettagli

Dissesti statici nel consolidamento delle opere d'arte danneggiate. Giorgio Monti Università La Sapienza di Roma

Dissesti statici nel consolidamento delle opere d'arte danneggiate. Giorgio Monti Università La Sapienza di Roma Dissesti statici nel consolidamento delle opere d'arte danneggiate Giorgio Monti Università La Sapienza di Roma 1 Contenuti Metodologia di progettazione Valutazione della resistenza attuale (Capacità)

Dettagli

Interventi urgenti di recupero della copertura in legno della Ex Chiesa di San Carpoforo Relazione Tecnica

Interventi urgenti di recupero della copertura in legno della Ex Chiesa di San Carpoforo Relazione Tecnica Interventi urgenti di recupero della copertura in legno della Ex Chiesa di San Carpoforo Relazione Tecnica Lo stato di fatto L ex-chiesa di San Carpoforo è situata a Milano in zona Brera (via M. Formentini

Dettagli

Particolari costruttivi nel consolidamento e restauro

Particolari costruttivi nel consolidamento e restauro Particolari costruttivi nel consolidamento e restauro Massimo Mariani - Ingegnere e Architetto, Consigliere del Consiglio Nazionale degli Ingegneri con delega alla Cultura 1. Formazione di nuovi vincoli

Dettagli

Modifica dell organismo strutturale con aggiunta di nuovi elementi strutturali Incatenamenti di volte o di strutture spingenti

Modifica dell organismo strutturale con aggiunta di nuovi elementi strutturali Incatenamenti di volte o di strutture spingenti Modifica dell organismo strutturale con aggiunta di nuovi elementi strutturali Incatenamenti di volte o di strutture spingenti Gli interventi sulle strutture ad arco o a volta possono essere realizzati

Dettagli

DESCRIZIONE DELLO STATO DI FATTO

DESCRIZIONE DELLO STATO DI FATTO PREMESSA DELLO STUDIO ESEGUITO L edificio oggetto d intervento (fig.1) è situato nel Comune di Vittoria in Provincia di Ragusa. Si tratta di un edificio esistente con struttura portante mista, telai in

Dettagli

www.libriprofessionali.it per i tuoi acquisti di libri, banche dati, riviste e software specializzati

www.libriprofessionali.it per i tuoi acquisti di libri, banche dati, riviste e software specializzati PRESENTAZIONE PREMESSA PARTE PRIMA - Tecniche di costruzione legno-ferro Introduzione 1. Il legno e i metalli nell antichità 1.1. Abitazioni di legno 1.2. Lavorazione del legno 1.3. Arte del legno 1.4.

Dettagli

Servizi di diagnosi e classificazione su elementi e strutture di legno Servizi di ricerca per l industria del legno

Servizi di diagnosi e classificazione su elementi e strutture di legno Servizi di ricerca per l industria del legno ISPEZIONE DI STRUTTURE LIGNEE ANTICHE - SOLAI Sacrestia del Duomo di Siena Il fabbricato è ubicato a fianco del Duomo. Qui la struttura è coperta e parzialmente nascosta da un rivestimento dipinto. Alle

Dettagli

TIPOLOGIA, TECNICHE COSTRUTTIVE E MATERIALI

TIPOLOGIA, TECNICHE COSTRUTTIVE E MATERIALI RELAZIONE TECNICA La presente relazione riguarda la proposta di riparazione dei danni derivanti dal terremoto del 20, 29 maggio 2012 per i fabbricati posti in via Larga n. 43, località Malafitto, a Cento

Dettagli

VERIFICA DI VULNERABILITA SISMICA DEGLI EDIFICI

VERIFICA DI VULNERABILITA SISMICA DEGLI EDIFICI VERIFICA DI VULNERABILITA SISMICA DEGLI EDIFICI Verifica di vulnerabilità sismica Pagina 2 di 8 INDICE Premessa...3 Classificazione sismica...3 Vulnerabilità sismica...5 Indagini...5 Calcolo...6 Verifica

Dettagli

-.11 RISTRUTTURAZIONE EDIFICIO DI CIVILE ABITAZIONE NEL CENTRO STORICO DI VOCOGNO

-.11 RISTRUTTURAZIONE EDIFICIO DI CIVILE ABITAZIONE NEL CENTRO STORICO DI VOCOGNO -.11 RISTRUTTURAZIONE EDIFICIO DI CIVILE ABITAZIONE NEL CENTRO STORICO DI VOCOGNO Comune di (Borgata/Frazione) CRAVEGGIA VOCOGNO Classificazione dell intervento RISTRUTTURAZIONE Opere interne ed esterne

Dettagli

1 PREMESSE E SCOPI... 3 2 DESCRIZIONE DEI SUPPORTI SOTTOPOSTI A PROVA... 3 3 PROGRAMMA DELLE PROVE SPERIMENTALI... 5

1 PREMESSE E SCOPI... 3 2 DESCRIZIONE DEI SUPPORTI SOTTOPOSTI A PROVA... 3 3 PROGRAMMA DELLE PROVE SPERIMENTALI... 5 DI UN SISTEMA DI FISSAGGIO PER FACCIATE CONTINUE 2 INDICE 1 PREMESSE E SCOPI... 3 2 DESCRIZIONE DEI SUPPORTI SOTTOPOSTI A PROVA... 3 3 PROGRAMMA DELLE PROVE SPERIMENTALI... 5 3.1 STRUMENTAZIONE UTILIZZATA...

Dettagli

Rinforzo e messa in sicurezza di strutture in muratura mediante materiali compositi.

Rinforzo e messa in sicurezza di strutture in muratura mediante materiali compositi. I materiali compositi nella riqualificazione strutturale ed antisismica. Normative, criteri di calcolo, verifiche strutturali, tecnologie ed interventi. Mantova, 4 Ottobre 2012 Rinforzo e messa in sicurezza

Dettagli

IL TRACCIAMENTO QUALITATIVO DEL MOMENTO FLETTENTE NEI PORTALI

IL TRACCIAMENTO QUALITATIVO DEL MOMENTO FLETTENTE NEI PORTALI IL TRACCIAMENTO QUALITATIVO DEL MOMENTO FLETTENTE NEI PORTALI Alcune proprietà della deformata dei portali Si esaminano nel seguito alcune proprietà della deformata dei portali. Queste proprietà permettono

Dettagli

Piano di Manutenzione delle Parte Strutturale dell Opera

Piano di Manutenzione delle Parte Strutturale dell Opera Piano di Manutenzione delle Parte Strutturale dell Opera (Ai sensi del D.M. 14.01.2008, art. 10.1) 1. Premessa Il presente Piano di manutenzione è relativo alle opere strutturali da eseguire per il ripristino

Dettagli

NUOVA TIPOLOGIA ANTISISMICA DI EDIFICI INDUSTRIALI

NUOVA TIPOLOGIA ANTISISMICA DI EDIFICI INDUSTRIALI ARCHITETTONICO NUOVA TIPOLOGIA ANTISISMICA DI EDIFICI INDUSTRIALI STRUTTURALE Pagina 1 di 9 Sommario SOLUZIONE TIPO :... 3 VANTAGGI RISPETTO AL SISTEMA USUALE DI CAPANNONI PREFABBRICATI :... 6 SCELTA TIPOLOGIA

Dettagli

Tecniche di rinforzo con materiali innovativi

Tecniche di rinforzo con materiali innovativi Interventi di recupero del patrimonio edilizio, Roma, 29.1.09 Tecniche di rinforzo con materiali innovativi Zila Rinaldi Università di Roma Tor Vergata Dip. di Ingegneria Civile Introduzione Perchè si

Dettagli

Gli edifici in c.a. Prof. Ing. Aurelio Ghersi Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale Università di Catania

Gli edifici in c.a. Prof. Ing. Aurelio Ghersi Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale Università di Catania Gli edifici in c.a. Prof. Ing. Aurelio Ghersi Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale Università di Catania Il controllo della progettazione: i compiti del collaudatore. Forum della Tecnica delle

Dettagli

Collegamenti nelle strutture

Collegamenti nelle strutture 1 Collegamenti nelle strutture Le tipologie delle unioni bullonate o saldate sono molteplici e dipendono essenzialmente da: caratteristiche dell unione: nell ambito di quelle bullonate si possono avere

Dettagli

EX CONVENTO DI SAN BERNARDINO

EX CONVENTO DI SAN BERNARDINO EX CONVENTO DI SAN BERNARDINO Restauro edifici danneggiati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 Relatore : Ing. Andrea Scarpa Vicenza 25 Ottobre 2013 Progettista architettonico Malte e intonaci in cocciopesto

Dettagli

RESTAURO: CRITERI E TIPOLOGIE DI INTERVENTO. Benedetto Pizzo

RESTAURO: CRITERI E TIPOLOGIE DI INTERVENTO. Benedetto Pizzo RESTAURO: CRITERI E TIPOLOGIE DI INTERVENTO Benedetto Pizzo INTERVENTI STRUTTURALI Gli interventi strutturali su legno possono essere schematicamente divisi in: Interventi sugli elementi strutturali Vengono

Dettagli

Modelli di dimensionamento

Modelli di dimensionamento Introduzione alla Norma SIA 266 Modelli di dimensionamento Franco Prada Studio d ing. Giani e Prada Lugano Testo di: Joseph Schwartz HTA Luzern Documentazione a pagina 19 Norma SIA 266 - Costruzioni di

Dettagli

CITTÀ di FABRIANO PROVINCIA DI ANCONA

CITTÀ di FABRIANO PROVINCIA DI ANCONA CITTÀ di FABRIANO PROVINCIA DI ANCONA Settore Assetto e Tutela del Territorio Oggetto: Attidium: l area archeologica diviene luogo di fruibilità turistica Importo dell opera 133.000,00 Importo del cofinanziamento

Dettagli

Le coperture in legno

Le coperture in legno CORSO DI RECUPERO E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI A.A. 2010-2011 Le coperture in legno LA CAPRIATA Tra scienza ed arte del costruire «Il forte intreccio di storia, tecnologia, architettura e cultura materiale,

Dettagli

2 Tetti e strutture di copertura

2 Tetti e strutture di copertura 1.8 Combinazioni di diversi sistemi costruttivi di legno In edilizia, i sistemi costruttivi di legno precedentemente descritti possono essere anche combinati l uno con l altro. Una combinazione utilizzata

Dettagli

uredil tenuta Rinforzi strutturali sicurezza Tutti i vantaggi di una grande squadra Forza Sistemi di rinforzo composito a matrice epossidica

uredil tenuta Rinforzi strutturali sicurezza Tutti i vantaggi di una grande squadra Forza Sistemi di rinforzo composito a matrice epossidica uredil Rinforzi strutturali Sistemi di rinforzo composito a matrice epossidica Forza tenuta sicurezza Tutti i vantaggi di una grande squadra Soluzioni certificate per i rinforzi compositi a matrice epossidica.

Dettagli

RECUPERO DI UN SOLAIO IN LATERO-CEMENTO

RECUPERO DI UN SOLAIO IN LATERO-CEMENTO Pagina 1 di 5 Vincenzo Bacco RECUPERO DI UN SOLAIO IN LATERO-CEMENTO L'affidabilità di una struttura o di un sistema costruttivo si giudica, oltre che dalla semplicità della esecuzione e dalla garanzia

Dettagli

1.04 FONDAZIONI ETEROGENEE STABILITÀ DELLE FONDAZIONI. Descrizione sommaria dell opera

1.04 FONDAZIONI ETEROGENEE STABILITÀ DELLE FONDAZIONI. Descrizione sommaria dell opera FONDAZIONI ETEROGENEE 1.04 Edificio uso magazzino costituito da un mantello cilindrico periferico in calcestruzzo armato precompresso e da un silo centrale. Fondazioni del mantello mediante pali e con

Dettagli

Associazione ISI Ingegneria Sismica Italiana

Associazione ISI Ingegneria Sismica Italiana Associazione ISI Ingegneria Sismica Italiana Strada Statale Valsesia, 20-13035 Lenta (VC), Tel. (+39) 331 2696084 segreteria@ingegneriasismicaitaliana.it www.ingegneriasismicaitaliana.it Connessioni dissipative

Dettagli

1 INTRODUZIONE... 3 2 DANNEGGIAMENTO DELLA STRUTTURA... 5 3 DEMOLIZIONE PARZIALE... 8 4 FASI DI LAVORAZIONE... 11

1 INTRODUZIONE... 3 2 DANNEGGIAMENTO DELLA STRUTTURA... 5 3 DEMOLIZIONE PARZIALE... 8 4 FASI DI LAVORAZIONE... 11 INDICE 1 INTRODUZIONE... 3 2 DANNEGGIAMENTO DELLA STRUTTURA... 5 3 DEMOLIZIONE PARZIALE... 8 4 FASI DI LAVORAZIONE... 11 Relazione descrittiva della demolizione parziale del Palazzo di Giustizia dell Aquila

Dettagli

Tecniche per il Restauro

Tecniche per il Restauro Tecniche per il Restauro arch. Luisa De Marco Corso di laurea in Restauro Architettonico AA. 2004-2005 21 gennaio 2005 Consolidamenti di elementi e componenti costruttive il consolidamento degli elementi

Dettagli

Il consolidamento delle murature a faccia vista

Il consolidamento delle murature a faccia vista Il consolidamento delle murature a faccia vista Arch. Gianluigi Palmieri Presidente EDIL-CAM Introduzione Le murature con i paramenti esterni non protetti da intonaci rappresentano un importante percentuale

Dettagli

Edifici in c.a. esistenti Metodi di adeguamento tradizionali

Edifici in c.a. esistenti Metodi di adeguamento tradizionali Corso di Riabilitazione Strutturale POTENZA, a.a. 2011 2012 Edifici in c.a. esistenti Metodi di adeguamento tradizionali Dott. Marco VONA DiSGG, Università di Basilicata marco.vona@unibas.it http://www.unibas.it/utenti/vona/

Dettagli

2 STATO ATTUALE E LINEE GUIDA DI INTERVENTO

2 STATO ATTUALE E LINEE GUIDA DI INTERVENTO 1 PREMESSA La A.S.P. San Domenico (altrimenti nota come Casa di Riposo San Domenico) intende procedere alla sistemazione della aree esterne dello stesso Istituto al fine di ricavarvi la strada interna

Dettagli

AGIBILITA SISMICA DEGLI EDIFICI PREFABBRIATI

AGIBILITA SISMICA DEGLI EDIFICI PREFABBRIATI AGIBILITA SISMICA DEGLI EDIFICI PREFABBRIATI - MIGLIORAMENTO SISMICO; - VERIFICA GLOBALE DEGLI EDIFICI; - DETTAGLI STRUTTURALI; 01/10/2012 relatore DELDOSSI Ing. Angelo Amm.re DELDOSSI S.R.L. PREMESSA

Dettagli

Generalità sui provvedimenti tecnici

Generalità sui provvedimenti tecnici 14 Problemi Strutturali dei Monumenti e dell Edilizia Storica Immagini lezioni 2012 Generalità sui provvedimenti tecnici fuori piano arch. Mariateresa Guadagnuolo 1 Sintesi schematica di dissesti da sisma

Dettagli

Strutture per coperture inclinate

Strutture per coperture inclinate Le strutture per coperture inclinate sono costituite da elementi o parti strutturali disposti secondo piani differenti da quello orizzontale (definiti falde), destinati a svolgere la funzione di copertura

Dettagli

CORSO DI RECUPERO E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI A.A. 2010-2011 CONSOLIDAMENTO DI SOLAI LIGNEI

CORSO DI RECUPERO E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI A.A. 2010-2011 CONSOLIDAMENTO DI SOLAI LIGNEI CORSO DI RECUPERO E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI A.A. 2010-2011 CONSOLIDAMENTO DI SOLAI LIGNEI CONSOLIDAMENTO DI SOLAI IN LEGNO (1) Chiodi in numero eccessivo ed allineati: soluzione scorretta. Tavole connesse

Dettagli

Comune di CREMONA. Settore Progettazione MANUALE D USO E MANUTENZIONE PROGETTO ESECUTIVO

Comune di CREMONA. Settore Progettazione MANUALE D USO E MANUTENZIONE PROGETTO ESECUTIVO STUDIO INGEGNERIA STRUTTURALE MASSETTI CONSOLIDAMENTO EDIFICI STORICI, MONITORING PROGETTAZIONE SISMICA, STRUTTURISTICA CONSULENZA E DIREZIONE LAVORI PROGETTAZIONE EDIFICI CIVILI E INDUSTRIALI Via Brescia

Dettagli

CORSO DI CARATTERI COSTRUTTIVI DELL EDILIZIA STORICA

CORSO DI CARATTERI COSTRUTTIVI DELL EDILIZIA STORICA CORSO DI CARATTERI COSTRUTTIVI DELL EDILIZIA STORICA AA 2008-2009 Arch. Elisa Adorni Legno LEGNO: materiale con caratteristiche molto variabili a seconda delle specie arboree Fattori climatici e morfologia

Dettagli

Relazione ed elaborati di progetto per il solaio

Relazione ed elaborati di progetto per il solaio LABORATORIO DI COSTRUZIONE DELL ARCHITETTURA 2A prof. Renato Giannini Relazione ed elaborati di progetto per il solaio (arch. Lorena Sguerri) Relazione di calcolo Predimensionamento e analisi dei carichi

Dettagli

dott. LUIGI A. CANALE I N G E G N E R E Schio (Vi) - via Veneto n. 2/c tel. 0445.500.148 fax 0445.577.628 canale@ordine.ingegneri.vi.

dott. LUIGI A. CANALE I N G E G N E R E Schio (Vi) - via Veneto n. 2/c tel. 0445.500.148 fax 0445.577.628 canale@ordine.ingegneri.vi. dott. LUIGI A. CANALE I N G E G N E R E Schio (Vi) - via Veneto n. 2/c tel. 0445.500.148 fax 0445.577.628 canale@ordine.ingegneri.vi.it Comune di xxx Provincia di xxx C O L L A U D O S T A T I C O SCUOLA

Dettagli

REALIZZAZIONE DI OPERE IN CEMENTO ARMATO CON TUBI IN GFRP TIPO ROCKWORM

REALIZZAZIONE DI OPERE IN CEMENTO ARMATO CON TUBI IN GFRP TIPO ROCKWORM REALIZZAZIONE DI OPERE IN CEMENTO ARMATO CON TUBI IN GFRP TIPO ROCKWORM 1 1. Premessa La presente relazione ha per oggetto lo studio delle strutture in cemento armato in cui il rinforzo interno, anzichè

Dettagli

Criteri per la scelta dell intervento

Criteri per la scelta dell intervento Edifici esistenti in c.a.: Esempi di intervento Giovanni Plizzari Università di Brescia plizzari@ing.unibs.it L Accademia del Costruire Gussago, 23 Marzo 2012 1/86 Criteri per la scelta dell intervento

Dettagli

Comune di CARMIANO. Provincia di LECCE PIANO DI MANUTENZIONE

Comune di CARMIANO. Provincia di LECCE PIANO DI MANUTENZIONE Comune di CARMIANO Provincia di LECCE PIANO DI MANUTENZIONE Struttura portante l ascensore della Scuola Primaria "Archimede Lecciso" via Stazione - Carmiano Sommario Il piano di manutenzione è il documento

Dettagli

Analisi e consolidamento di colonne e pilastri in muratura

Analisi e consolidamento di colonne e pilastri in muratura CORSO DI RECUPERO E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI A.A. 2010-2011 Analisi e consolidamento di colonne e pilastri in muratura Resistenza a compressione (1) I materiali lapidei naturali ed artificiali raggiungono

Dettagli

Recupero e conservazione degli edifici Alessandra Marini alessandra.marini@unibg.it Orario di ricevimento: Mercoledì 14:30-16:30

Recupero e conservazione degli edifici Alessandra Marini alessandra.marini@unibg.it Orario di ricevimento: Mercoledì 14:30-16:30 Recupero e conservazione degli edifici Alessandra Marini alessandra.marini@unibg.it Orario di ricevimento: Mercoledì 14:30-16:30 Francesca Feroldi f.feroldi002@unibs.it Introduzione Premessa: L'Italia

Dettagli

1 INTRODUZIONE... 2 2 GLI EDIFICI... 2 3 LE STRUTTURE ATTUALI E GLI ACERTAMENTI EFFETTUATI... 2 4 GLI INTERVENTI PREVISTI IN PROGETTO...

1 INTRODUZIONE... 2 2 GLI EDIFICI... 2 3 LE STRUTTURE ATTUALI E GLI ACERTAMENTI EFFETTUATI... 2 4 GLI INTERVENTI PREVISTI IN PROGETTO... SOMMARIO 1 INTRODUZIONE... 2 2 GLI EDIFICI... 2 3 LE STRUTTURE ATTUALI E GLI ACERTAMENTI EFFETTUATI... 2 4 GLI INTERVENTI PREVISTI IN PROGETTO... 3 5 I CRITERI DEL PROGETTO STRUTTURALE... 4 6 LE FASI REALIZZATIVE...

Dettagli

MANUALE D'USO. Strutture in fondazione. Strutture secondarie. Travi di fondazione. Solai in latero-cemento SOMMARIO

MANUALE D'USO. Strutture in fondazione. Strutture secondarie. Travi di fondazione. Solai in latero-cemento SOMMARIO SOMMARIO MANUALE D'USO... 2 Strutture in fondazione... 2... 2... 2... 2 MANUALE DI MANUTENZIONE... 3 Strutture in fondazione... 3... 3... 4... 4 PROGRAMMA DI MANUTENZIONE... 6 Strutture in fondazione...

Dettagli

26 GIUGNO 2012 AULA MAGNA DELLA SCUOLA EDILE CPIPE - VIA BASILICATA, 10/12 LOCALITÀ CAMIN PADOVA

26 GIUGNO 2012 AULA MAGNA DELLA SCUOLA EDILE CPIPE - VIA BASILICATA, 10/12 LOCALITÀ CAMIN PADOVA 26 GIUGNO 2012 AULA MAGNA DELLA SCUOLA EDILE CPIPE - VIA BASILICATA, 10/12 LOCALITÀ CAMIN PADOVA 26 GIUGNO 2012 Intervento ing. Donato Chiffi Progettazione costruttiva dei dispositivi di ancoraggio e verifica

Dettagli

Principali tipologie di terreno

Principali tipologie di terreno Principali tipologie di terreno Terreni derivati da rocce sedimentarie (NON COESIVI): Sabbie Ghiaie Terreni derivati da rocce scistose (COESIVI): Argille Limi Terreni di derivazione organica: Torbe Terreno

Dettagli

STUDIO D INGEGNERIA Dott.Ing. GIOVANNI BATTISTA SCOLARI 24035 Curno (Bg) - Via R.Ruffilli, 2 Tel. 035463983, Fax. 035460404, e-mail:

STUDIO D INGEGNERIA Dott.Ing. GIOVANNI BATTISTA SCOLARI 24035 Curno (Bg) - Via R.Ruffilli, 2 Tel. 035463983, Fax. 035460404, e-mail: RELAZIONE TECNICO SPECIALISTICA DELL EDIFICIO MUNICIPALE DI AZZANO SANPAOLO BG- Curno, Novembre 2013 Tecnico incaricato Dott. Ing. GIOVANNI BATTISTA SCOLARI Descrizione dello stato di fatto II fabbricato

Dettagli

lezione n.3: le strutture lignee

lezione n.3: le strutture lignee CONSOLIDAMENTO DEGLI EDIFICI STORICI prof PAOLO FACCIO (Università IUAV di Venezia ) A.A. 2012 2013 lezione n.3: le strutture lignee LE STRUTTURE IN LEGNO : - ORIZZONTAMENTI / SOLAI, MONO E BIDIREZIONALI

Dettagli

RILIEVO E ANALISI TECNICA DEI MONUMENTI ANTICHI QUESTIONARIO

RILIEVO E ANALISI TECNICA DEI MONUMENTI ANTICHI QUESTIONARIO UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II DIPLOMA UNIVERSITARIO A DISTANZA IN OPERATORE DEI BENI CULTURALI Consorzio Nettuno - NAPOLI a.a. 1999-2000 RILIEVO E ANALISI TECNICA DEI MONUMENTI ANTICHI prof.

Dettagli

MANUALE D USO E MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE

MANUALE D USO E MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE MANUALE D USO E MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE Cap. 10.1 del D.M. 14 gennaio 2008 e cap. C10.1 par. 4.1 della Circ. n. 617/2009 1. PIANO DI MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE PREMESSA Ai sensi del C10.1 punto

Dettagli

Consolidamento e impermeabilizzazione con betoncino additivato

Consolidamento e impermeabilizzazione con betoncino additivato Consolidamento e impermeabilizzazione con betoncino additivato Mordagà Mirko, Ingegnere, Docente a contratto presso DESTEC - Dipartimento di Ingegneria dell Energia, dei Sistemi del Territorio e delle

Dettagli

CORSO DI RECUPERO E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI A.A. 2010-2011. Strutture murarie. Analisi con il metodo degli elementi finiti

CORSO DI RECUPERO E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI A.A. 2010-2011. Strutture murarie. Analisi con il metodo degli elementi finiti CORSO DI RECUPERO E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI A.A. 2010-2011 Strutture murarie Analisi con il metodo degli elementi finiti ANALISI DELLE STRUTTURE MURARIE CON IL METODO DEGLI ELEMENTI FINITI (1) Il metodo

Dettagli

EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA parte 5

EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA parte 5 CORSO DI AGGIORNAMENTO SULLA NORMATIVA SISMICA DI CUI ALL ORDINANZA 3274 DEL 20 03 2003 EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA parte 5 1 Interventi di riabilitazione di edifici esistenti in muratura in zona sismica.

Dettagli

Lezione. Progetto di Strutture

Lezione. Progetto di Strutture Lezione Progetto di Strutture Impostazione della carpenteria Impostazione della carpenteria Definizione dell orditura dei solai e della posizione di travi e pilastri ( La struttura deve essere in grado

Dettagli

INTERVENTI LOCALI DI CONSOLIDAMENTO STATICO/SISMICO DEL TEATRO COMUNALE

INTERVENTI LOCALI DI CONSOLIDAMENTO STATICO/SISMICO DEL TEATRO COMUNALE COMUNE DI CARPI INTERVENTI LOCALI DI CONSOLIDAMENTO STATICO/SISMICO DEL TEATRO COMUNALE (A COMPLETAMENTO DEGLI INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO POST-SISMA 2012) ILLUSTRAZIONE SINTETICA DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI

Dettagli

Indice ANALISI E VERIFICA DI SISTEMI DI GIUNZIONE INNOVATIVI PER EDIFICI DI LEGNO. Vantaggi di un edificio in legno

Indice ANALISI E VERIFICA DI SISTEMI DI GIUNZIONE INNOVATIVI PER EDIFICI DI LEGNO. Vantaggi di un edificio in legno Indice ANALISI E VERIFICA DI SISTEMI DI GIUNZIONE INNOVATIVI PER EDIFICI DI LEGNO Vantaggi di un edificio in legno Tipologia di giunzioni per edifici di legno Esigenza statica di un edificio in X-Lam Tipologia

Dettagli

Responsabile del procedimento

Responsabile del procedimento Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo SCHEDA SINOTTICA DELL INTERVENTO Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 febbraio 2011 recante: Valutazione e riduzione del rischio

Dettagli

Responsabile del procedimento

Responsabile del procedimento Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo SCHEDA SINOTTICA DELL INTERVENTO Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 febbraio 2011 recante: Valutazione e riduzione del rischio

Dettagli

COMUNE DI BUTI PROVINCIA DI PISA OGGETTO : LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DI PARTE DELLA COPERTURA DEL PALAZZO COMUNALE

COMUNE DI BUTI PROVINCIA DI PISA OGGETTO : LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DI PARTE DELLA COPERTURA DEL PALAZZO COMUNALE COMUNE DI BUTI PROVINCIA DI PISA OGGETTO : LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DI PARTE DELLA COPERTURA DEL PALAZZO COMUNALE COMMITTENTE : AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BUTI PROGETTISTA : ING. ALESSANDRO VIRGILI

Dettagli

Consolidamento di edifici esistenti in cemento armato. 2S.I. s.r.l.

Consolidamento di edifici esistenti in cemento armato. 2S.I. s.r.l. Consolidamento di edifici esistenti in cemento armato 2S.I. s.r.l. www.2si.it Ing. Marco Pizzolato Ing. Gennj Venturini 201310 Introduzione Una volta modellato un edificio esistente è possibile assegnare

Dettagli

Danni ed interventi su strutture in c.a. e muratura

Danni ed interventi su strutture in c.a. e muratura CORSO CINEAS Valutazione dei danni da calamità naturali Palermo, 19 ottobre 2011 Danni ed interventi su strutture in c.a. e muratura Andrea Prota aprota@unina.it Ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria

Dettagli

Adriano Castagnone Domenico Leone. Strutture prefabbricate: proposte di miglioramento antisismico Parte 2

Adriano Castagnone Domenico Leone. Strutture prefabbricate: proposte di miglioramento antisismico Parte 2 Adriano Castagnone Domenico Leone Strutture prefabbricate: proposte di miglioramento antisismico Parte 2 2 Adriano Castagnone Ingegnere libero professionista dal 1978, si occupa di calcolo strutturale

Dettagli

MANUALE DI MANUTENZIONE

MANUALE DI MANUTENZIONE Comune di Frascati Roma PIANO DI MANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE (Articolo 40 D.P.R. 554/99) OGGETTO: Miglioramento sismico di edificio in muratura COMMITTENTE: Data, IL TECNICO Pagina 1 Manuale di

Dettagli

EDIFICI IN C.A. SOLAI sbalzi

EDIFICI IN C.A. SOLAI sbalzi EDIFICI IN C.A. SOLAI sbalzi Sbalzi Sbalzi Sbalzi Sbalzi Sbalzi Sbalzi Sbalzi Sbalzi EDIFICIO IN ACCIAIO Sbalzi EDIFICIO IN ACCIAIO E LEGNO Sbalzi EDIFICIO IN ACCIAIO Sbalzi PONTI under construction Sbalzi

Dettagli