Il «digiuno digitale» per riscoprire il gusto delle relazioni personali

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1 COS È Il tempo per noi nasce da una riflessione attorno alla crescente influenza che i nuovi strumenti di comunicazione hanno nella vita di ciascuno di noi, nel cambiamento di abitudini e comportamenti nella conoscenza e nelle relazioni. Il tempo per noi scaturisce anche da una provocazione: perché non ci prendiamo una pausa dalla tecnologia per riflettere e capire? «Sai, non so più come fare con mio figlio. Ha sempre il cellulare in mano faccio fatica a dialogare con lui» oppure «Sono spaventata da quello che può nascondersi nella rete, spero che mia figlia non incappi in brutti incontri». O ancora, «Ormai comunichiamo con gli altri solo con la rete, ci si incontra di persona sempre meno». Si propone, allora, di partecipare una volta l anno a un digiuno digitale, sforzandosi di limitare al necessario l uso di smartphone, tablet e accesso a internet, per riutilizzare il tempo guadagnato a favore dirette (il dialogo in famiglia, il ritrovarsi tra amici, il parlarsi al telefono anziché chattare ). L invito non è quello di eliminare la tecnologia dalle nostre vite, ma ridimensionarla quando fa da filtro alle relazioni tra persone. pagina 1 di 6

2 COSA SI PUÒ FARE Dal 9 al 31 marzo 2014 tutti sono invitati a staccare la spina dagli strumenti di comunicazione digitale limitandone l uso alle esigenze primarie (famigliari, di lavoro, di studio, ). I ragazzi, dalle elementari alle medie sino alle scuole superiori, sono invitati a tre settimane di digiuno digitale, abbandonando messaggi, scambi nei social network e internet per riscoprire le relazioni con gli amici attraverso l uso della voce e l incontro diretto tra le persone (a casa di amici, in oratorio o in altri luoghi di ritrovo) dando spazio anche a modi di comunicare più antichi come, ad esempio, lo scambio di lettere scritte a mano. Anche gli adulti avranno il compito di ridurre all essenziale l uso degli strumenti digitali nella vita famigliare, impegnandosi a dedicare più tempo al dialogo e al gioco con i propri figli, e a dare il buon esempio limitandosi nell utilizzo di telefoni e pc/tablet. Pertanto In tale periodo nella vita quotidiana il tempo recuperato potrà essere impiegato per chiacchierare, per leggere un libro, un quotidiano, guardare un film possibilmente insieme ai famigliari o agli amici. Nella propria comunità (quartiere, scuola, parrocchia, ambiente di lavoro, ), invece, possono essere organizzati incontri per confrontarsi, anche con la partecipazione di esperti, sulle problematicità legate a questo settore (dagli effetti psico-fisici di un uso sconsiderato e non consapevole della tecnologia, ai pericoli che si nascondono nella rete). Le iniziative proposte ( sono frutto dell auto organizzazione dei soggetti che le propongono e che si inseriscono nelle finalità del «digiuno digitale. Nascono dalla volontà di un gruppo di persone che si sono ritrovate attorno a chi ha lanciato questa proposta. Esse rappresentano, dunque, uno stimolo per altri a proporre altre iniziative a seconda delle sensibilità e degli interessi che si ritengono più vicini alle proprie esigenze. Chi sceglie di organizzare un attività può segnalarla scrivendo a: dal 9 al 31 marzo pagina 2 di 6

3 PERCHÉ TRE SETTIMANE? Un tempo strano tre settimane, ma ci sono tre ragioni. La prima: la giornata di sensibilizzazione è un tempo mordi e fuggi per riflettere, è come attendere che la batteria che si ricarichi. La seconda: tre settimane offrono un tempo prolungato che ci stimola a sforzarci tutti (adulti e ragazzi) a trovare una nuova dimensione nelle relazioni. La terza: un obbiettivo sotteso, ovvero che dopo tre settimane si decida di conservare le abitudini sperimentate in questo periodo. EDUCARSI Il tempo per noi è anche uno spunto per fare educazione e informarci su come sta cambiando la società in cui viviamo nell era digitale: quali sono gli strumenti, come si usano, quali opportunità e rischi presentano, come vivono i nativi digitali, come cambiano le relazioni genitori-figli Questi incontri di approfondimento nasceranno per iniziativa spontanea di genitori, educatori, insegnanti, scuole, parrocchie, associazioni, istituzioni. Il periodo di digiuno digitale vuole essere uno stimolo per organizzare, una volta all anno, degli appuntamenti di aggiornamento e conoscenza nella comunità in cui si vive o si opera, proponendo incontri sia rivolti agli adulti che ai ragazzi e, perché no, ad entrambi. pagina 3 di 6

4 RIFLESSIONE Stiamo vivendo un cambiamento epocale del quale comprendiamo i contorni ma non conosciamo gli effetti nel tempo, nei comportamenti, nelle relazioni. È il cambiamento alla vita digitale. Non è solo un fatto tecnico, legato agli strumenti o alle opportunità di agire. È soprattutto una separazione, una frattura tra vecchie e nuove generazioni, i cosiddetti nativi digitali, che sono i primi sperimentatori di un nuovo mondo. Noi vecchi (digitalmente), che conosciamo e siamo cresciuti in un altra era, facciamo fatica a stare al passo, a educare i nostri figli attraverso giuste scelte che favoriscano la naturale immersione nelle tecnologie da parte dei ragazzi e, al tempo stesso, riescano far loro mantenere un contatto umano con il mondo, basato sulla relazione diretta tra persone, sulla condivisione di sguardi, parole, emozioni, luoghi, fisicità. Spesso, noi adulti ci arrendiamo. Incapaci di seguire, conoscere e interpretare i nuovi strumenti talvolta rovesciamo lo schema tra chi conosce e chi deve imparare. In questo settore, spesso sono i ragazzi a sapere e gli adulti a dover imparare, rincorrendo nuove conoscenze, in un età in cui solitamente si pensa di conoscere già (quasi) tutto. C è la necessità di tornare a gustare il tempo per capire ragazzi, giovani e adulti insieme la distinzione tra reale e digitale. La necessità di imparare a usare, nei modi e nei tempi giusti, i nuovi strumenti (smartphone, tablet, pc, internet, social network, ecc.) per valorizzarne le qualità, le potenzialità e le immense opportunità; ma anche per stabilire i confini del loro utilizzo. Il tempo per noi è un progetto che intende offrire, una volta l anno, un periodo di pausa da un uso no-limits delle tecnologie. Prendersi un periodo per ridimensionare (non escludere) la vita digitale. Un esercizio per tutti, utile a tutti, per riflettere, conoscere, scambiare esperienze. pagina 4 di 6

5 ADESIONI Tutti sono liberi di aderire: singole persone, una famiglia, un gruppo di famiglie, un comitato, un associazione, una scuola, una parrocchia, una città L iniziativa assume valore, e soprattutto efficacia, se nel partecipare al digiuno digitale si riesce a coinvolgere le proprie cerchie di amici e conoscenti con i quali, abitualmente, si è connessi online e offline. PROMUOVONO Hanno ragionato attorno all idea: Guido Zovico e Valeria Mancini confrontandosi con alcuni genitori e con il prezioso supporto di EP Evolution Aderiscono al digiuno digitale NOI Associazione Enaip Veneto Centro Culturale San Paolo Onlus Chi intende condividere le finalità dell iniziativa e comunicare la propria adesione (gruppi, associazioni, enti e istituzioni, ) può scrivere pagina 5 di 6

6 INIZIATIVE GLI INCONTRI NEL QUARTIERE S. ANDREA A VICENZA promossi da un gruppo di genitori e condivisi da Parrocchia S. Andrea, O.S.A. con NOI Associazione Giovedì 20 marzo 2014, ore Oratorio Parrocchia S. Andrea - Via S. Bertilla Boscardin - Vicenza dal 9 al 31 marzo 2014 L esperienza digitale Nell epoca digitale non cambia solo la comunicazione ma l idea stessa di esperienza e di realtà. Come è cambiata, nei nativi digitali, l idea di mondo e di comunicazione? Che conseguenze ha, anche per gli adulti, questo cambiamento? Ce ne parla e ne discutiamo assieme a Paolo Vidali, filosofo e docente al Liceo Quadri di Vicenza Lunedì 24 marzo 2014, ore Oratorio Parrocchia S. Andrea - Via S. Bertilla Boscardin - Vicenza Internet o Web? Tecnologie o reti di relazioni? Hardware o software? La rivoluzione digitale è causa ed effetto di una profonda svolta strutturale con impatti anche a livello economico. Stiamo assistendo ad una nuova sconvolgente rivoluzione tecnologica ed industriale, più rapida, più profonda, più estesa alle attività umane coinvolte. Cosa lo ha reso possibile? Ce ne parla e ne discutiamo assieme a Luca Menini, fisico e docente a contratto Università di Padova Venerdì 28 marzo 2014, ore Oratorio Parrocchia S. Andrea - Via S. Bertilla Boscardin - Vicenza Noi ragazzi e i social Un lezione a ruoli invertiti. I ragazzi raccontano e spiegano agli adulti i principali social da loro utilizzati Conducono l incontro alcuni ragazzi della Scuola Media Muttoni e del quartiere di S. Andrea di Vicenza La partecipazione agli incontri è libera. Si tratta di un iniziativa spontanea e autofinanziata da parte di alcuni genitori. Chi vorrà potrà lasciare al termine delgi incontri una piccola offerta per la copertura delle spese vive di organizzazione e pubblicizzazione pagina 6 di 6

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