Comune di Sorso. Stefano Marconcini - Dottore Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche ASL FG

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1 Comune di Sorso 1

2 Il ruolo dell Infermiere nel circuito comunicativo con la persona ricoverata è basilare. L infermiere è il professionista della salute presente H24 nelle degenze. Anche nella cura territoriale ha una mansione nel processo comunicativo importantissima, raggiunge facilmente un livello confidenziale che altri professionisti non riescono ottenere. 2

3 L Infermiere ha un approccio diretto con la persona assistita, di solito è il professionista che la accoglie in reparto, si occupa di assegnare la stanza, di spiegare il funzionamento del reparto. E l Infermiere che l accompagna nel letto! Quindi l Infermiere diventa il professionista di fiducia per la persona assistita e per la famiglia. 3

4 Possiamo dire che nel circuito comunicativo in sanità l Infermiere si pone al centro ed intorno circolano tutti gli altri attori del processo di cura (persona, famiglia, medico, fisioterapista ecc.). L Infermiere funge da filtro nei confronti degli altri operatori, coglie tutte le impressioni della persona, diventa il suo confidente. Ruolo importantissimo, perché attraverso l ascolto e l osservazione trasmette agli altri operatori tutte le nozioni importanti per un buon decorso assistenziale. 4

5 Processo di cura (visione olistica): Altri operatori sanitari (assistenza di base, fisioterapia ecc.) Infermiere (processo assistenziale) Servizi vari (Assistente Sociale ecc.) Medico (diagnosi medica, prescrizione terapie ed esami strumentali) 5

6 Processo comunicativo: Altri operatori sanitari (asssistenza di base, fisioterapia ecc.) Persona e famiglia Servizi vari (Assistente Sociale ecc.) Core del processo comunicativo Medico (diagnosi medica, prescrizione terapie ed esami strumentali) 6

7 Per quanto abbiamo detto sino adesso l Infermiere può essere definito «l Adovcacy» della persona assistita. In sanità il termine advocacy viene utilizzato per definire colui che è garante della salute dell assistito. L advocacy può essere intesa come funzione di protezione e promozione dei diritti, degli interessi e della dignità dell assistito, in un contesto di relazione, di accoglienza del sistema culturale e valoriale della persona e riconoscimento della sua autodeterminazione. 7

8 Ricapitoliamo quanto abbiamo detto sino adesso: 1. Nella comunicazione efficace l infermiere coordina la comunicazione tra la persona e tutte le figure che girano intorno a lui; 2. L infermiere si pone come advocacy della persona assistita, garante della sua salute. 8

9 Da ciò si deduce anche il ruolo manageriale dell Infermiere in quanto gestore di fatto del processo comunicativo e non solo di quello di cura in ambito assistenziale. L Infermiere può essere definito come Care/Case manager naturale, in quanto interviene in tutti i passaggi del processo di cura e spesso ne coordina tutti gli interventi. 9

10 Data l importanza del ruolo dell Infermiere nel processo di cura, le nuove responsabilità che l Infermiere si trova ad affrontare (739/94, 42/99) ed alle aspettative del cittadino nei confronti del servizio sanitario non è certo più il caso di utilizzare i vecchi modelli organizzativi dell assistenza, dove l Infermiere svolge esclusivamente dei compiti assistenziali prescritti (modello funzionale o per compiti). Diventa necessario l implementazione di nuovi modelli, che pongono l Infermiere come leader del processo assistenziale e gestore di una comunicazione efficace. Visto le caratteristiche riportate precedentemente uno dei modelli più efficaci ed efficienti è il Case/Care Management. 10

11 Vediamo ora la definizione di Case Management: Metodologia di organizzazione dei servizi fondati sulla centralità dell utente avente l obiettivo della massima integrazione degli interventi richiesti, erogati al livello della maggiore appropriatezza possibile. 11

12 Case Management = Gestione del Caso: 1. Adeguamento delle figure sanitarie tradizionali a ruoli di nuova responsabilità 2. Capacità di valutare i bisogni, di pianificare gli interventi e di mantenere livelli di alta ed efficiente cooperazione tra gli operatori e la rete informale dell assistito (Familiari, amici, volontari). 12

13 Il Case Manager in alcuni casi identifica il cliente come caso anziché come soggetto per il quale devono essere gestite le cure, collaborando con la persona stessa, la famiglia e gli altri professionisti coinvolti nel piano di cura. 13

14 Ecco allora l'evoluzione verso il Care Manager, esattamente sovrapponibile al Case Manager. Questa dimensione si colloca in un programma infermieristico come risposta allo sviluppo e ai cambiamenti dei soggetti del sistema sanitario, con lo scopo primario di soddisfare le esigenze bio-psicosociali della persona. Tale dimensione si manifesta con la gestione dell intero percorso di cura e il coordinamento della vasta gamma di servizi sociosanitari, garantendo il rapporto costo-qualità richiesto dal sistema. 14

15 È quindi un programma incentrato sulla persona che richiede l'intervento di un professionista che concepisce l'individuo in chiave olistica. 15

16 Questa variazione, meglio definibile come evoluzione, è indicativa di una maturità professionale, di una capacità di attenzione al focus dell'infermieristica rispetto ai fini più generali del sistema sanitario: uno degli aspetti più evidenti di questa consapevolezza è la funzione di advocacy, precipua del Care Manager. 16

17 Comunicazione efficace nella relazione di I 5 punti della filosofia del Care Manager: 1. Gestire risorse umane (guidare i collaboratori e il personale di supporto, gestire le diversità e l'integrazione, creare un clima di fiducia e collaborazione); 2. Organizzare (programmare il lavoro proprio e quello degli operatori di supporto, integrarsi nell'equipe curante, valutare il rapporto costo/benefici, distribuire le risorse in modo razionale ottimizzandole); 17

18 Comunicazione efficace nella relazione di 3. Mettersi in relazione (esprimersi in modo adattato all'interlocutore, accettare la diversità dell'altro, utilizzare più canali comunicativi); 4. Migliorare (proporre soluzioni innovative a partire dalla propria esperienza, superare la sicurezza della routine, vedere i problemi come opportunità, governare l'incertezza); 5. Tendere al risultato (ridurre le proprie e altrui dispersioni di energie, compiere analisi critiche delle prestazioni proprie e improprie, individuare percorsi di assistenza da creare anziché prestazioni infermieristiche da erogare). 18

19 Comunicazione efficace nella relazione di la risorsa umana è centrale in questa evoluzione, e non a caso è una delle differenze importanti tra Case e Care. La letteratura indica ampiamente la risorsa umana come la vera variabile competitiva aziendale: dalle qualità professionali si è passati a considerare le qualità personali dell'operatore. Ecco allora che il sapere nozionistico ha lasciato il posto al saper fare e interagire, mentre la formazione sta spostandosi dal singolo al gruppo/organizzazione. 19

20 aiuto in ambito socio-sanitario Uno degli strumenti più importanti del Care Management infermieristico è l empowerment che mira a favorire nel cliente l acquisizione di potere, ovvero accrescere la possibilità dei singoli e dei gruppi di controllare attivamente la propria vita. 20

21 aiuto in ambito socio-sanitario L'implementazione del Care Management è una sfida quanto mai avvincente e indelegabile per una professione come quella infermieristica, che pone il rispetto della persona e della sua autodeterminazione a fondamento dell'infermieristica stessa. 21

22 Comunicazione efficace nella relazione di aiuto in ambito socio-sanitario Dieci semplici consigli per migliorare la comunicazione Infermiere-persona 1. Non esprimere mai troppi concetti contemporaneamente. 2. Quando si parla rivolgersi sempre direttamente alla persona, evitando di fare gesti che possano distrarlo. 3. Quando si devono trasmettere informazioni importanti, cercare di coinvolgere anche i familiari se sono presenti. 4. Ripetere sempre l informazione più volte, in modo che sia più comprensibile, specie se chi ascolta possiede un basso grado d istruzione. 5. Pianificare il discorso in modo che i punti più importanti dell informazione vengano dati sia all inizio che alla fine di esso. 6. Per essere più chiari, ricorrere ad esempi che possano risultare facilmente comprensibili per il paziente, magari riferendosi a vicende cliniche legate a lui o ai suoi familiari. 22

23 aiuto in ambito socio-sanitario 7. Per mettere maggiormente a suo agio la persona e favorire una maggiore comprensione del messaggio informativo, si può fare ricorso all uso di qualche termine più colloquiale, popolare talvolta anche dialettale. 8. Quando si forniscono indicazioni sui dosaggi e sui tipi di farmaci che la persona deve assumere, portare sempre esempi pratici: chiarire il tipo di pillole (capsule, compresse, colore, forma, come si possono dividere, ecc.); nell uso di sciroppo specificare bene se bisogna utilizzare un cucchiaio da tavola o un cucchiaino; indicare sempre le tacche del misurino. 9. Accertarsi che la persona abbia capito, rendendolo partecipe delle decisioni e facendogli ripetere il dosaggio che deve assumere. 10. Esprimere sempre ottimismo, incoraggiando la persona in difficoltà: un eccesso di pessimismo può porlo in una posizione di scetticismo, con possibile calo di fiducia e rifiuto della terapia. 23

24 Concludo con questa bellissima frase: Ogni parola detta con amore diventa una medicina per l anima. 24

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