IL MODELLO DI BUSINESS DI BANCA IFIS E IL MERCATO DEL FACTORING

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1 UNIVERSITÀ CARLO CATTANEO - LIUC SCUOLA DI ECONOMIA e MANAGEMENT Corso di Laurea Magistrale in Economia Aziendale, indirizzo Banche, Mercati e Finanza d Impresa IL MODELLO DI BUSINESS DI BANCA IFIS E IL MERCATO DEL FACTORING Tutor: Nicola Colavito Paper di: Emanuele Antonino Poletti Alessio Teruggi Emanuele Micaela Zanzi Anno Accademico

2 INDICE INDICE PREMESSA BANCA IFIS E IL SUO MODELLO DI BUSINESS IL FACTORING COS E IL FACTORING? CARATTERISTICHE DISTINTIVE DEL FACTORING TIPOLOGIE DI FACTORING I COSTI DEL FACTORING ANALISI DEL MERCATO DEL FACTORING E ANALISI DEI DATI DI BANCA IFIS MERCATO DEL FACTORING MONDIALE MERCATO FACTORING ITALIANO MERCATO DEL FACTORING DI BANCA IFIS BANCA IFIS: IL FUNDING ATTRAVERSO I TITOLI DI STATO NOT PERFORMING LOANS CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

3 PREMESSA Il paper nasce dal desiderio di meglio analizzare il funzionamento di un intermediario finanziario. Più nello specifico, si è scelto di approfondire il modello di business di Banca IFIS, istituto di credito specializzato nella riscossione di crediti commerciali tramite la tecnica del factoring, ma che recentemente ha attirato l attenzione su di sé per le politiche di investimento riguardanti il proprio portafoglio di Titoli di Stato. Il caso di Banca IFIS è un argomento eclettico, che ci permette di analizzare più nel dettaglio il bilancio e il funzionamento di un intermediario finanziario e nello stesso tempo di parlare di factoring in una fase come questa di credit crunch. L elaborato si divide quindi in più parti. La prima parte prevede la presentazione di Banca IFIS e del suo modello di business, cui segue un analisi dei principali indicatori di bilancio. Prima di analizzare la divisione factoring di Banca IFIS, è presente un breve inquadramento teorico dello strumento ed un analisi del mercato, sia a livello internazionale che nazionale. Il focus dell analisi si sposta quindi su due altre importanti aree di business. Per prima, abbiamo analizzato il Portafoglio Titoli di Banca IFIS, in quanto principale driver della crescita negli ultimi anni. In secondo luogo, abbiamo scelto di fare un breve cenno riguardante i Not Performing Loans ovvero i crediti deteriorati che rappresentano oggi più che mai una vera e propria opportunità di business con importanti tassi di crescita. I player esteri hanno ultimamente mostrato interesse nei portafogli Not Performing italiani, interesse crescente legato ai volumi dei crediti potenzialmente cedibili, complice anche la diminuzione del rischio Paese che ha catturato l attenzione degli operatori internazionali. Al fine di svolgere un analisi più puntuale di Banca IFIS, ci siamo avvalsi della collaborazione dell Ufficio Investor Relator, nella persona Dottoressa Pamela Simonotto, che ha prontamente risposto ai nostri quesiti mettendoci in contatto con il Dottor Gabriele Giubilato, tesoriere del Gruppo, e con i diversi uffici delle aree di business. 3

4 BANCA IFIS E IL SUO MODELLO DI BUSINESS Il gruppo Banca IFIS è, in Italia, l unico operatore indipendente specializzato nella filiera del credito commerciale, del credito finanziario di difficile esigibilità e del credito fiscale. La società nasce nel 1983 a Genova grazie al suo fondatore Sebastien Egon Fürstenberg, attuale presidente e azionista di riferimento. Nel 2002 la società inizia ad esercitare attività bancaria e viene ammessa al mercato telematico azionario. Aderisce inoltre a Factor Chain International, assumendo sin da subito un ruolo primario nel contesto europeo grazie al suo modello di business peculiare ed al ruolo di operatore indipendente. Nel 2004 si quota sul segmento STAR di Borsa Italiana. Nel 2006 acquisisce Fidis Faktoring Polka, operatore polacco specializzato nel factoring, per l indotto della produzione locale del gruppo Fiat, penetrando così nel mercato polacco. Nel 2008 diversifica la propria raccolta attraverso rendimax, il conto deposito online ad alto rendimento. Nel 2010 viene sottoscritto un aumento di capitale di 50 milioni di Euro per sostenere gli impieghi e lo sviluppo delle attività del gruppo, oltre che per rafforzare il Core Tier 1, come imposto dalle Autorità di vigilanza competenti. Nel 2011 riceve l autorizzazione da Banca d Italia per l OPA su Toscana Finanza, dedicata all acquisizione pro- soluto e gestione dei crediti di difficile esigibilità; avvia inoltre una Joint Venture in India. Infine, nel 2013 nascono contomax, nuovo conto corrente crowd di Banca IFIS, e Credi Impresa Futuro, nuovo marchio dedicato al supporto del credito commerciale delle PMI che operano nel mercato domestico. Le principali aree di business del gruppo sono: supporto alle PMI nella gestione del credito commerciale attraverso il marchio Banca IFIS ; supporto alle imprese che hanno intrapreso un percorso di sviluppo all estero mediante il marchio Banca IFIS International ; supporto ai grandi fornitori delle ASL nella gestione dei propri crediti attraverso Banca IFIS Pharma ; acquisizione e gestione di crediti finanziari non performing (NPL) attraverso lo specifico know how dell area NPL; supporto alle attività connesse al settore dei crediti fiscali. Per meglio analizzare la realtà di Banca IFIS e la sua crescita negli ultimi anni, si è deciso di prendere in considerazione alcuni importanti indici di Bilancio, nel periodo tra il 2006 e il

5 In particolare, abbiamo preso in considerazione: ROE: Return On Equity: È un indice di redditività del capitale proprio. Esprime in massima sintesi i risultati economici dell azienda. E calcolato come rapporto tra l utile netto e la media ponderata del capitale proprio, sovrapprezzi e riserve, escluse le riserve da valutazione.; ROA: Return On Asset: E un indice di bilancio che misura la redditività del capitale investito. Tale indice viene calcolato come rapporto tra utile dell operatività corrente al lordo delle imposte e totale dell'attivo; ROCA: Return On Core Assets: E un indicatore della redditività delle attività dedicate al core business. Viene calcolato come rapporto tra utile lordo diminuito delle rendite nette dei titoli di debito e il totale dell'attivo esclusi i titoli di debito; COST/INCOME RATIO: Rapporto tra i costi operativi e il margine d intermediazione. È uno dei principali indicatori dell efficienza gestionale della banca: minore è il valore espresso da tale indicatore, maggiore sarà l efficienza della banca; CREDITI IN SOFFERNZA NETTI/CREDITI VERSO CLIENTELA: E il rapporto tra i crediti in sofferenza (esposizioni verso un soggetto in stato di insolvenza) e il totale tra crediti in essere ad una determinata data; CORE TIER 1: ll Core Tier 1 è uno dei principali coefficienti patrimoniali, che vengono considerati per misurare la solidità di ogni banca. Si tratta del capitale primario di un istituto: è formato dalle azioni, dalle riserve di bilancio provenienti da utili non distribuiti al netto delle imposte. Più il Core Tier 1 è elevato, più la banca è solida. Negli stress test dell Autorità Bancaria Europea (EBA) la soglia minima era del 5%, ora la UE ha chiesto di portarla all 8%. I dati a dicembre 2012 sono i seguenti: INDICE ROE ROA ROCA Cost/Income Ratio Crediti in sofferenza netti/crediti verso clientela Core Tier 1 VALORE 35,60% 1,50% 1% 27,90% 5% 12,92% Considerando invece gli indici negli ultimi anni, si può osservare il percorso di crescita di Banca IFIS. 5

6 ROE 40,00% 35,00% 30,00% 25,00% 20,00% 15,00% 10,00% Il presente grafico sottolinea la netta crescita del Return on Equity evidenziando come questo sia stato trascinato dall aumento dell utile negli anni considerati o dalla diminuzione dell equity. Banca IFIS tra il 2010 e il 2011 però aumenta il capitale sociale, cha da diventa Euro. Questo dovrebbe essere penalizzante a livello di ROE poiché aumentando il denominatore il ROE dovrebbe essere inferiore. Il ROE è quindi aumentato perché è aumentato l utile. Tale aumento può essere però dovuto ad un aumento del margine d interesse, un relativo aumento del margine di intermediazione o un aumento delle voci che stanno tra il margine d intermediazione e l utile (o diminuzione costi). Cerchiamo quindi di analizzare l andamento del margine d interesse e d intermediazione negli anni considerati ,00 L'evoluzione della marginalità , , , , ,00 Margine d'interesse Margine d'intermediazion e

7 Il grafico relativo alla marginalità mostra come questa si sia evoluta negli ultimi sette anni, sia in termini di margine d interesse sia in termini di margine d intermediazione. Il margine d interesse differisce dal margine d intermediazione nella misura in cui in quest ultimo sono comprese tra le altre voci anche le commissioni nette. Si può notare come, fino al 2011, il margine d intermediazione aumenti, mentre il margine d interesse rimanga quasi costante. Si può quindi dedurre in quegli anni siano aumentate notevolmente le commissioni, mentre gli interessi siano rimasti sostanzialmente invariati. Dal 2011 in poi, però, si noti che la differenza tra margine d interesse e il margine d intermediazione rimane costante. L aumento che si registra quindi tra il 2011 e il 2012 in termini di margine d intermediazione è dovuto ad un aumento degli interessi netti, e quindi del margine d interesse. Proprio nel 2011 Banca IFIS inizia ad avere in portafoglio Titoli di Stato. Cerchiamo ora di capire se l aumento del margine d interesse sia da collegarsi alla presenza dei Government Bond. 2,50% ROA vs ROCA 2,30% 2,10% 1,90% 1,70% 1,50% ROA ROCA 1,30% 1,10% 0,90% Il grafico evidenzia l andamento del ROCA e del ROA nel periodo considerato. Se fino al 2008 il ROCA aumenta, dal 2009 in poi diminuisce, fino a scendere sotto l 1%. Dallo scoppio della crisi in poi, la redditività creata dalle attività Core di Banca IFIS sembrerebbe sempre più diminuita. Se consideriamo però il ROA, questo dal 2009 al 2011 si mantiene costante e, nell ultimo anno, vede un importante aumento. Questi andamenti spiegano cosa è accaduto in Banca IFIS. Se dal 2008 in poi la redditività delle attività core è diminuita, la redditività complessiva della Banca si è mantenuta costante (ed è persino aumentata recentemente) grazie alle attività non core, prima tra tutte l investimento in Titoli di Stato, presenti in portafoglio dal 2011, anno in cui è iniziata l esplosione del ROA. E stato quindi questo investimento che ha permesso di compensare la decrescita delle altre attività. 7

8 COST/INCOME RATIO 45,00% 43,00% 41,00% 39,00% 37,00% 35,00% 33,00% 31,00% 29,00% 27,00% 25,00% Il rapporto tra costi operativi e margine d intermediazione dal 2010 in poi, nonostante il periodo di crisi, è diminuito. Per analizzare meglio le motivazioni di questo andamento, è utile inserire e commentare altri due grafici, che mostrano l andamento delle due componenti che creano il rapporto Costi Operativi Margine di intermediazione Come si evince da grafici, entrambe le componenti del Cost/Income Ratio sono aumentate nel periodo considerato. Il rapporto dovrebbe quindi mantenersi costante. E così è fino al Dal 2011 in poi, però, il rapporto diminuisce in modo considerevole. Tale andamento è dovuto ad un aumento del margine di intermediazione (che è il denominatore del rapporto) in modo più che proporzionale rispetto ai costi operativi (il numeratore del rapporto). 8

9 6,00% Sofferenze Nette/Crediti verso la Clientela 5,00% 4,00% 3,00% 2,00% 1,00% 0,00% Il grafico mostra che le sofferenze costituiscono una parte sempre più preponderante dei crediti verso clientela. E questo un trend in linea con quello del mercato, che mostra un deciso aumento negli ultimi anni. Rispetto però al rapporto medio crediti in sofferenza netti/crediti verso clientela delle banche italiane, Banca IFIS presenta una percentuale decisamente inferiore. Se infatti la media di mercato a dicembre 2012 era del 13,3% 1, si può affermare Banca IFIS con il suo 5% abbia una qualità del credito migliore del mercato. 14,00% 13,00% 12,00% CORE TIER 1 11,00% 10,00% COR TIER 1 9,00% 8,00% Dati ABI Associazione Bancaria Italiana. 9

10 Il Core Tier 1 ha subito grandi variazioni nel periodo considerato. Se fino al 2009 è in costante diminuzione, tra il 2011 e il 2012 vede un importante aumento. L aumento tra il 2011 e il 2012 è dovuto all ingente utile di periodo, che ha incrementato il Core Tier 1. In linea generale, possiamo affermare che un aumento del Core Tier 1 sia dovuto ad una delle seguenti azioni: Aumento di capitale; Incremento dell Equity per effetto degli utili; Acquisto di protezione, tramite strumenti derivati quali CDS per diminuire il Risk Weighting di un singolo asset; Aumento del rating di un singolo asset, in modo da diminuire il capitale assorbito; Deleveraging: dismissione di parte dell attivo al fine di diminuire i RWA. In base alle informazioni in nostro possesso, quelle che abbiamo ricavato dai bilanci, non si può affermare con certezza quale delle azioni può aver influito sul Core Tier 1 di Banca IFIS. 10

11 IL FACTORING COS E il FACTORING? Il factoring è una tecnica finanziaria basata sulla cessione dei crediti commerciali da parte di un impresa. E un rapporto di carattere continuativo tra l impresa (cedente) e una società di factoring, ovvero un operatore specializzato (factor). L impresa si impegna a cedere una parte significativa dei propri crediti al factor, che, dietro un corrispettivo consistente in una commissione, finanzia l impresa attraverso il pagamento dei crediti prima della relativa scadenza. Il factoring prevede allo stesso tempo un servizio gestionale dei crediti, affiancando così l azienda nelle funzioni contabili, amministrative e finanziarie. Schema 1: Il Factoring L operazione di factoring si avvia con la valutazione del portafoglio crediti dell impresa da parte del factor. L analisi dei crediti è sia di carattere quantitativo sia di carattere qualitativo. L analisi quantitativa si pone l obiettivo di identificare il valore della quota dei crediti ceduti rispetto all ammontare complessivo di quelli detenuti dal cliente. L analisi qualitativa invece vuole indagare la tipologia, il rischio associato, l importo e la durata dei crediti. Durata e importo medio dei crediti commerciali sono due fattori critici da prendere in considerazione. La durata sottolinea come scadenze prolungate siano sintomo di una scarsa forza contrattuale dell impresa e/o una difficoltà finanziaria del cedente. L importo unitario dei crediti invece, se di ammontare ridotto, potrebbe far risultare l operazione di factoring antieconomica per le parti. Viene inoltre accertata la regolarità dei crediti del cedente, verificando l esistenza del rapporto commerciale sottostante, l assenza di controversie in corso tra le parti e valutando i rischi connessi al singolo debitore o al segmento dei debitori individuati. Effettuate le analisi di cui sopra, è il factor ad indicare i crediti accettati in cessione, definendo un plafond globale, a carattere rotativo, riconosciuto all azienda. 11

12 La cessione dei crediti può avvenire con due diverse tipologie, pro soluto e pro solvendo. Il factoring pro soluto prevede che sia il factor ad assumere completamente il rischio connesso all insolvenza del debitore. Nel factoring pro solvendo, il factor si rivale sul cedente, che si assume il rischio d insolvenza del debitore. I principali indicatori utilizzati per analizzare nel dettaglio l attività di un operatore sono: Turnover, ovvero il flusso lordo dei crediti ceduti dalla clientela alla società di factoring in un determinato intervallo di tempo (ad esempio un anno); L Outstanding, che rappresenta l importo dei crediti acquistati dal factor in essere ad una determinata data. Si tratta di un dato contabile di consistenza riferito alla data di chiusura dell esercizio, riscontrabile direttamente in bilancio quale principale posta dell attivo del factor. Per quanto riguarda i servizi di carattere gestionale e assicurativo offerti dall operatore, essi sono: Amministrazione, gestione e incasso dei crediti; Assistenza legale nella fase di recupero crediti; Valutazione dell affidabilità della clientela; Garanzia del buon fine dell operazione. Il servizio del factoring è offerto da società specializzate divisibili in factor bancari e factor finalizzati, da intermediari finanziari non bancari pluriprodotto e dalle banche. 12

13 FACTORING COMPONENTE di SERVIZI COMPONENTE FINANZIARIA SERVIZI GESTIONALI SERVIZI ASSICURATIVI Anticipazione su crediti Informazioni sui Debitori Gestione Portafoglio Crediti Contabilizzazione Riscossione Recupero Garanzia da insolvenza Scherma 2: I servizi del factoring CARATTERISTICHE DISTINTIVE DEL FACTORING Il factoring rappresenta uno strumento di copertura del fabbisogno finanziario di breve periodo di un impresa. Rispetto all articolata offerta disponibile sul mercato, esso si caratterizza per la rilevante componente di servizi al suo interno. La componente finanziaria del factoring consiste nello smobilizzo anticipato di crediti commerciali, che consente all impresa di accrescere il proprio livello di liquidità a fronte del costo finanziario da sostenersi per l anticipo concesso. Attraverso la tipologia del factoring pro soluto, il factoring non risulta essere solo una tecnica finanziaria e un servizio gestionale, ma anche uno strumento di gestione del rischio di credito per le imprese. In un rapporto di factoring esiste inoltre la possibilità di cedere crediti futuri derivanti da contratti di fornitura previsti ma non ancora completati. A differenza di altri strumenti di anticipo crediti, infatti, il factoring prevede una relazione duratura tra factor e cedente e tra 13

14 factor e debitori ceduti. Nel tempo il factor può raccogliere informazioni relative ai crediti ceduti e ai relativi debitori, contribuendo a ridurre il rischio dell operazione di cessione e costituendo così un servizio autonomo. Un elemento caratterizzante del factoring è sicuramente l approccio consulenziale nei confronti del cedente, che includono informazioni riguardanti l ingresso in nuovi possibili mercati e l affidabilità del singolo cliente, anche nella fase antecedente alla cessione del credito. Ricorrendo al servizio factoring in modo continuativo, il cedente può così esternalizzare classi di operazioni e fasi del processo produttivo legate alla gestione commerciale che richiedono un elevato grado di know- how e specializzazione, non sempre disponibili all interno dell impresa. Si deduce quindi che esistano delle imprese maggiormente propense all utilizzo del factoring. Le imprese più adatte sono: Imprese di recente costituzione; Imprese in fase di espansione; Imprese con grande componente di stagionalità; Imprese in cui la gestione del capitale circolante costituisce un aspetto strategico dell attività (per esempio, le imprese Cash Absorber); Imprese sane ma dotate di requisiti patrimoniali e finanziari inadeguati rispetto al giro d affari. TIPOLOGIE DI FACTORING In base all importanza del servizio finanziario e alle tipologie di servizi offerti, si possono individuare diverse tipologie di Factoring: Il Factoring completo, o Full Factoring, prevede che la società di factoring acquisti i crediti commerciali del cedente pro soluto su base continuativa, quando essi sorgono in relazione all attività commerciale del cliente, amministrandoli e controllandoli fino a scadenza; L International Factoring è il termine utilizzato per indicare operazioni in cui il creditore cedente e il debitore ceduto appartengano a due Paesi differenti. A sua volta, il factoring internazionale può essere: o Factoring all esportazione: quando il factor acquista i crediti dei fornitori nazionali (esportatori) verso gli acquirenti esteri; o Factoring all importazione: quando il factor acquista i crediti dei fornitori esteri (importatori) verso gli acquirenti nazionali. 14

15 Questo tipo di factoring prevede una gamma maggiore di servizi accessori, volti a semplificare alcuni problemi legati alla collocazione all estero del debitore/creditore. Tra gli altri, vengono offerti servizi relativi alle seguenti criticità: o Maggiori rischi dell operazione, primo fra tutti il rischio cambio; o Adempimento degli obblighi valutari imposti eventualmente dalle normative nazionali; o Diversità di trattamento giuridico concernente il trasferimento dei crediti; o Profitti contabili e fiscali. Nelle operazioni di International Factoring sono previsti quattro soggetti: le due controparti commerciali, domiciliate in Paesi diversi, un factor interno e uno esterno. L operazione di factoring viene così sdoppiata in due operazioni di factoring domestico e conclusa attraverso rapporti reciproci tra i factor, che normalmente fanno parte della medesima catena internazionale. Schema 3: Il factoring Internazionale La figura sopra riportata è un esempio di factoring all esportazione. In questo caso, il factor interno acquista dal fornitore i crediti che questi vanta nei confronti del cliente estero e li cede al factor estero. Il factor interno conclude il contratto di factoring con il fornitore e inizia a concedere anticipazioni sui crediti. Il factor estero approva i crediti e li gestisce fino all incasso, quando provvederà a trasferire la relativa disponibilità al factor interno. 15

16 I COSTI DEL FACTORING E ora utile fare un breve approfondimento riguardante i costi che il cedente deve sostenere per usufruire del servizio di factoring. Il factoring, a differenza di altri prodotti, comporta il pagamento di due tipi di costi: Costo finanziario: relativo all anticipazione del credito; o Interessi su anticipi, calcolati dal momento della concessione fino al saldo del credito. Costo amministrativo (commissione di factoring): relativo alla gestione e, nel caso del pro soluto, all assicurazione dei crediti; o Commissione factoring, in relazione alla durata, all importo medio delle fatture e al rischio. Per il factoring pro soluto la commissione sarà maggiore del factoring pro solvendo in quanto comprende una componente assicurativa per il cedente e espone il factor ad un maggior rischio; o Costi di istruttoria, in quota fissa all inizio del rapporto; o Costi connessi alla gestione delle fatture, costo unitario da moltiplicare per il numero complessivo dei documenti ceduti. La valutazione dei costi e dei benefici complessivi dell operazione di factoring impatta direttamente sulle variabili reddituali, finanziarie e gestionali dell impresa che lo utilizza. I costi tradizionali di gestione dei crediti vengono sostituiti esternalizzando le attività di amministrazione e controllo dei crediti, affidandole interamente al factor. Solo un permanente outsourcing di queste operazioni può realizzare un effettiva sostituzione dei costi fissi con i costi variabili con implicazioni sulla leva operativa aziendale. Inoltre l utilizzo del factoring consente all impresa cedente di rendere più equilibrata la propria struttura del passivo, diversificando le fonti di finanziamento e riducendo l esposizione verso l indebitamento tradizionale. 16

17 ANALISI DEL MERCATO DEL FACTORING E ANALISI DEI DATI DI BANCA IFIS MERCATO DEL FACTORING MONDIALE 2 Il Factoring è una tecnica finanziaria utilizzata a livello globale. Fin da quando è stato inventato, il factoring è stata una tecnica che ha riscosso parecchio successo, permettendo di smobilizzare crediti e garantire l esigibilità degli stessi. Negli ultimi anni, come mostra il grafico sottostante il trend positivo, è assolutamente confermato. Trend Turnover mondiale , ,00 +28,42% +22,24% +5,82% ,00 +14,78% +1,84% - 3,10% , , Il mercato mondiale ha fatto registrare un importante crescita negli ultimi anni: se si esclude il 2009, anno in cui il dato è influenzato dal momento di crisi che il mondo stava attraversando, negli ultimi sei anni il turnover mondiale è in costante crescita. Si evidenziano a tal proposito il +22,24% del 2011 e il +5,82% del Tutti i grafici nella presente sezione riportano dati in milioni di Euro 17

18 Trend Turnover internazionale ,00 +28,35% , ,00 +36,53% , ,00 +20,16% +22,10% - 7,465% +34,27% , , In questo grafico si vuole far notare, coma la crescita a livello mondiale sia trascinata in modo significativo dall aumento del Factoring internazionale. Ad esclusione del 2009, anno in cui inevitabilmente anche le esportazioni hanno risentito della crisi, il turnover generato dal factoring internazionale è sempre cresciuto a doppia cifra anno su anno. Anche in questo caso, evidenziamo il +35,53% nel 2011 e il +28,35% nel Tornando a guardare il fenomeno nella sua completezza, a livello globale, è possibile analizzare il contributo di ogni continente al fenomeno in termini di turnover. Infatti, il seguente grafico mostra il trend del turnover degli ultimi sette anni suddiviso per continenti ,00 Turnover per continente , , , , , ,00 Americas Europa Africa Asia Oceania

19 E possibile notare l assoluto predominio dell Europa, continente in cui la tecnica del Factoring viene molto utilizzata, anche se, soprattutto negli ultimi tre anni, si registra una costante crescita dell Asia trascinata, come vedremo, soprattutto dalla Cina. L'evoluzione dei principali attori negli ultimi 7 anni 100% 90% 80% 2,95% 5,83% 10,82% 13,01% 22,73% 24,81% 21,70% 30,63% 34,19% % 60% 50% 40% 30% 20% 10% 25,23% 24,02% 21,15% 20,60% 21,50% 19,61% 18,09% 26,56% 24,78% 22,54% 19,54% 18,55% 51,24% 50,62% 36,99% 37,81% 33,28% 30,00% 28,97% Cina Italy Francia Uk Totale 0% A tal proposito, il 2011 diventa un anno cruciale in termini di player. Per la prima volta, infatti, non sono più Regno Unito, Italia e Francia i primi tre attori a livello globale, ma s inserisce prepotentemente al primo posto la Cina, con un turnover pari a quasi 275miliardi di Euro ed un +78% rispetto al E importante notare inoltre che i primi quattro player in termini di turnover (Cina, Italia, Francia e UK, i player riportati nel grafico) complessivamente sono responsabili del 50% del turnover mondiale. 19

20 MERCATO FACTORING ITALIANO 3 Analizzato il fenomeno a livello macro, cerchiamo ora di approfondire l andamento del mercato del factoring rispetto al nostro Paese. 25,00% Variazione % Turnover 20,00% 15,00% 10,00% 5,00% 0,00% +22,24% +21,87% +16,60% +6,58% +5,82% +3,82% Italy Europa TOTAL WORLD Con riferimento al mercato italiano, che rappresenta l 8,53% del mercato mondiale e il 14% di quello europeo, nell ultimo anno si è registrato un rallentamento in termini di Turnover. Infatti il mercato, che nel 2011 cresceva del 21,87%, nel 2012 subisce un forte ridimensionamento, facendo registrare un +3,82%. Tale calo è maggiormente evidente se si paragona il trend italiano a quello europeo e mondiale negli ultimi due anni. Infatti, se nel 2011 la crescita del Turnover in Italia era in linea con quella mondiale e addirittura superiore a quella europea, nel 2012 lo scenario si modifica evidenziando che, oltre al rallentamento generale, la crescita italiana risulta inferiore sia a quella europea che a quella mondiale, con un turnover complessivo pari a circa 182 miliardi. 3 I grafici della presente sezione riportano dati in milioni di Euro 20

21 ,00 Turnover italiano a settembre , , , , ,00 set- 08 set- 09 set- 10 set- 11 set- 12 set- 13 Considerando i dati di Turnover al 30 settembre, dall anno 2008 all anno 2013, si può notare come il factoring abbia visto una forte crescita tra gli anni Outstanding Italiano , , , , , , ,00 mar- 08 mar- 09 mar- 10 mar- 11 mar- 12 mar- 13 Contemporaneamente, considerando l andamento dell Outstanding da inizio 2008 a settembre 2013 su base trimestrale, si può notare come ogni anno venga registrato un picco massimo nel mese di dicembre e di giugno. E possibile che in questi mesi vengano effettuate delle operazioni di importo maggiore in vista della chiusura dell esercizio e della stesura del bilancio, in quanto vi sono aziende interessate a mantenere predeterminati standard di rotazione crediti, di indici di 4 Abbiamo creato il grafico utilizzando i dati di settembre e non quelli di dicembre, sicuramente più significativi, in modo da poter utilizzare i dati anche dell anno 2013, e quindi avere un analisi più aggiornata. 21

22 liquidità e di incidenza del capitale circolante sul totale attivo. A questo fine le imprese cedono dei crediti a titolo definitivo in occasione delle semestrali e in chiusura d esercizio. Dal grafico si evidenzia inoltre come il trend sia comunque rialzista, a testimonianza di un sempre maggiore utilizzo del factoring da parte delle aziende negli ultimi anni. Analizzando più nel dettaglio i dati italiani, possiamo ulteriormente distinguerli per factoring pro soluto e pro solvendo , ,00 Pro Soluto e Pro Solvendo Pro Soluto Pro Solvendo , , , , , Considerando invece l outstanding diviso in operazioni pro soluto e pro solvendo, è possibile notare come, a partire dal 2008, anno in cui è scoppiata la crisi economico- finanziaria che stiamo vivendo, le operazioni pro solvendo si siano sostanzialmente mantenute stabili, mentre le operazioni pro soluto abbiano subito un importante aumento, andando a contribuire in maniera preponderante alla crescita del turnover complessivo. Questo fenomeno può essere spiegato cercando di analizzare le esigenze delle imprese in un periodo di crisi. In un periodo di recessione, infatti, le imprese tendono a cedere crediti per un importo maggiore e compreranno garanzia sui crediti ceduti: sarà quindi preferito il factoring pro soluto al pro solvendo. Analizziamo adesso l andamento del factoring in funzione della tipologia d intermediario finanziario che eroga il servizio. 22

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