Conforme: T.A.R. Puglia Bari, sez. II, 12 marzo 2008, n. 578 (che richiama T.A.R. Calabria Catanzaro, sez. II, 11 dicembre 2006, n.

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Conforme: T.A.R. Puglia Bari, sez. II, 12 marzo 2008, n. 578 (che richiama T.A.R. Calabria Catanzaro, sez. II, 11 dicembre 2006, n."

Transcript

1 74 Caso 2.6 Il dipendente può legalmente rifiutarsi di svolgere le mansioni superiori attribuitegli dal dirigente dell ufficio e può ricusare di espletare quelle inferiori assegnategli? Come? Cosa succede se il dipendente rifiuta? La problematica oggetto di rivisitazione è particolarmente delicata, poiché coinvolge situazioni di grave difficoltà per l ufficio pubblico. L interrogativo che può essere qui formulato risiede nello stabilire se il dipendente possa legittimamente rifiutarsi di espletare le mansioni superiori o inferiori attribuitegli dal superiore o dal dirigente e cosa succeda nel caso in cui questi ricusi di espletarle. IL RIFIUTO DEL DIPENDENTE È stato stabilito che il dipendente ha la possibilità di rifiutarsi di svolgere mansioni che non gli competano (v. Trib. Milano, sez. lav., 9 luglio 2003, che ha ammonito che l inosservanza degli obblighi del lavoratore non si limita al rifiuto di adempimento di disposizioni impartite dai superiori, ma implica necessariamente anche qualsiasi altro comportamento, atto a pregiudicare l esecuzione del corretto svolgimento delle disposizioni nel quadro dell organizzazione aziendale, con conseguente decretazione della legittimità della sanzione disciplinare irrogata al dipendente che si sia sottratto ad accertamenti sanitari stabiliti dal datore per il controllo dell idoneità psico-fisica del lavoratore stesso, avuto riguardo alle mansioni da assegnargli, accertamenti giustificati sia da esigenze di servizio che da esigenze di tutela della salute del prestatore di lavoro, che ne consentano l applicazione a compiti confacenti al proprio stato fisio-psichico). Conforme: T.A.R. Puglia Bari, sez. II, 12 marzo 2008, n. 578 (che richiama T.A.R. Calabria Catanzaro, sez. II, 11 dicembre 2006, n. 1659) La P.A. è tenuta a erogare la retribuzione corrispondente alle mansioni superiori solo quando una norma speciale consenta tale assegnazione e la connessa maggiorazione retributiva. Tanto, peraltro, non integra una compressione dei diritti del dipendente pubblico, il quale, lungi dal dover subire atti contrastanti con il suo status giuridico ed economico, ben può reagire all utilizzazione illegittima, da parte della P.A., in mansioni superiori alla qualifica rivestita, utilizzando i rimedi anche giurisdizionali che l ordinamento gli mette a disposizione. Il dipendente, però, potrebbe scegliere di non opporsi, decidendo di incamerare la giusta retribuzione dovutagli.

2 2. L atto attributivo delle mansioni, termini di espletamento e mobilità Conforme: Trib. Benevento, sez. lav., 21 febbraio 2008 (che richiama Corte Cost., sent. n. 115/2003 e Cass., sez. lav., 11 dicembre 2007, n ) L art. 36 Cost. è applicabile anche nell ambito del pubblico impiego, nella parte in cui attribuisce al lavoratore il diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro prestato. Correlativamente, anche in tale ambito non assume rilevanza ostativa, a norma dell art c.c., l illegittimità dei provvedimenti di assegnazione del dipendente a mansioni diverse e superiori rispetto a quelle della qualifica di appartenenza. Contra: T.A.R. Lazio Roma, sez. III-quater, 22 gennaio 2008, n. 434 È inapplicabile, al rapporto di pubblico impiego, l art. 13, L. 300/1970, c.d. Statuto dei lavoratori, nella parte in cui prevede, nel concorso di determinate circostanze, il definitivo conferimento, al lavoratore, della qualifica propria delle mansioni svolte di fatto e questo perché, nel pubblico impiego, l accesso alle varie qualifiche, la progressione nelle stesse e il passaggio dall una all altra sono regolati da norme specifiche e sono attuati mediante particolari procedimenti amministrativi concorsuali. NOTA BENE Il discorso va condotto con ordine. Iniziamo dal pubblico impiego privatizzato e dalle mansioni superiori. Nel pubblico impiego contrattualizzato, le mansioni superiori possono essere svolte soltanto per motivi di vacanza di posti in organico o per sostituzione di dipendenti assenti con diritto alla conservazione del posto; laddove vengano svolte in riferimento a ipotesi diverse, la responsabilità patrimoniale incomberà sul dirigente. Precisato che per nessuna ragione la struttura centrale o regionale o provinciale può assumere parte attiva nell adibizione del dipendente a mansioni superiori (e inferiori), stante l assorbente ruolo rivestito, in tal senso, dal dirigente dell ufficio ovvero dal dirigente dell unità organizzativa, v è da dire che il lavoratore non sarà tenuto a svolgere le mansioni superiori né nei casi di attribuzione di esse avvenuta per motivi diversi da quelli stabiliti dalla legge né nei casi in cui l assegnante sia un soggetto non legittimato (es., perché non in possesso della delega dirigenziale o perché non avente più il potere di dirigere l ufficio). Sarebbe paradossale, d altronde, che la legge abbia autorizzato il dirigente ad assegnare le mansioni superiori in talune tassative eventualità, disponendo la responsabilità personale dello stesso al cospetto dell omesso ossequio alla normativa di riferimento, salvo, poi, penalizzare il prestatore che si sia attenuto ovvero che non si sia attenuto alle disposizioni dirigenziali. Riteniamo che, ove le mansioni siano attribuite al di fuori dei casi previsti dalla legge, il dipendente possa liberamente decidere di espletarle (e di conseguentemente richiedere il pagamento delle differenze retributive, scaturenti dall intervenuto esercizio dei superiori compiti d ufficio) oppure possa rifiutarsi, magari comunicando il rifiuto, oltreché al dirigente, anche alla competente amministrazione territoriale, spiegandone le motivazioni fondanti. Diversamente, nell ipotesi di attribuzione di mansioni superiori per le ragioni previste dalla legge, la sfera di tutela del dipendente sarà più limitata, trattandosi di venire incontro a precise e fondamentali esigenze di servizio, sottese al buon funzionamento della struttura pubblica. Sul punto, il dipendente potrà rifiutarsi adducendo l incompetenza funzionale dell organo emanante l ordine di servizio ovvero indicando dettagliate motivazioni strutturali, che gli impediscano di espletare le migliori incombenze 75

3 (es., la presenza di colleghi meglio qualificati, la necessità di dover evitare l addossamento di responsabilità troppo ampie in relazione alla qualifica posseduta e alle capacità lavorative medio tempore acquisite, etc.), ma non potrà allegare un rifiuto immotivato e fine a se stesso, a pena di irrogazione di severe sanzioni disciplinari. In ogni caso, il lavoratore potrà rifiutarsi di espletare le mansioni superiori al di là dei termini imposti dalla legislazione vigente e dai contratti collettivi. Qualora l esercizio delle mansioni superiori avvenga su iniziativa del dipendente, implicitamente o esplicitamente convalidata, ratificata o tollerata dal dirigente, il rifiuto si porrà quale condotta incompatibile con l avvenuta assunzione, in proprio, delle mansioni superiori. Per quel che concerne le mansioni inferiori, il lavoratore pubblico privatizzato potrà sempre rifiutarsi di eseguirle, anche intimando la richiesta di danni al soggetto o all organo assegnante. Per le vicissitudini intertemporali insorte (cioè, per quelle coinvolgenti l applicazione di disposizioni normative adottate tra il 1993 e il 1998, che contemplavano la ridotta possibilità, in favore del datore di lavoro e previo mantenimento della retribuzione individuale corrisposta al dipendente, di adibire il prestatore a mansioni inferiori), il rifiuto sarà sicuramente legittimo nella casistica attinente al mancato rispetto dei principi fissati dalla normativa, mentre diventerà illegittimo nelle ipotesi contrarie (vale a dire, ove effettivamente ricorrano i presupposti di legge). Il rifiuto sarà, altresì, valido sia nel caso in cui il lavoratore abbia regolarmente e analiticamente indicato le ragioni ostative all espletamento delle mansioni (es., per quel profilo mansionistico, particolarmente inferiore, il dirigente dispone di personale in possesso della qualifica immediatamente superiore a quella inerente ai minori compiti da svolgere, senza, quindi, che vi sia necessità alcuna di disimpegnare, in quelle incombenze, un lavoratore collocato nelle posizioni più elevate dell organigramma pubblicistico) sia nel caso in cui l adibizione si protragga per frangenti temporali superiori a quelli massimi, risultanti dalla scorsa delle disposizioni di legge applicabili. Nel pubblico impiego puro, il lavoratore pubblico non privatizzato potrà opporre il rifiuto in tutti i casi previsti per il lavoratore pubblico privatizzato, quantomeno per quel che inerisce alle mansioni superiori (laddove esse possano essere assegnate con atto dirigenziale). Viceversa, un maggior rigore, nella valutazione della legittimità del rifiuto opposto dal dipendente, dovrà esservi a fronte di emergenze, che richiedano la propensione massima di ogni lavoratore, nella direzione del perseguimento dell interesse superindividuale (v. il già più volte citato es. del personale delle caserme, che si ritrovi ad essere impegnato nel contenimento, nella prevenzione o nella repressione di fenomeni delinquenziali, che denotino la sussistenza di un grave allarme sociale). In ciascuna delle categorie impiegatizie, esiste il dovere di collaborare con la struttura istituzionale di appartenenza, onde consentirle di raggiungere gli obiettivi che essa è chiamata a perseguire. Ciò, però, non significa che il dovere collaborativo possa spingersi sino a pretendere, dal dipendente, una soggezione ad libitum al datore di lavoro, atteso che la collaborazione e la condivisione degli scopi lavorativi deve essere bilaterale e non unilaterale, ragion per cui non potranno tollerarsi approfittamenti di sorta, che non derivino dalla coscienziosa e incondizionata applicazione dei canoni elencati dal primo potere. IL DIRITTO DI RIMOSTRANZA Restano da esaminare le modalità pratiche attraverso le quali il dipendente possa manifestare, utilizzando la propria conforme dichiarazione di volontà, il ri- 76

4 2. L atto attributivo delle mansioni, termini di espletamento e mobilità fiuto alla P.A. Visto che l assegnazione delle mansioni (superiori e inferiori) avviene, nella generalità delle vicissitudini, mediante emissione di formali ordini di servizio scritti (che assumono il rango di atti amministrativi nel pubblico impiego non privatizzato e di atti privati nel pubblico impiego non privatizzato), stimiamo invocabile un identico trend, che provvediamo, or qui, a descrivere. Il sottoposto non è tenuto a sottostare alle determine attizie provenienti dall organo pubblico. In virtù di una consolidata meccanica normativa, risalente al primo e, tuttora, più importante testo compilativo sul pubblico impiego (ci riferiamo al D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, ossia al Testo Unico degli impiegati civili dello Stato), ciascun dipendente ha diritto a opporsi agli atti adottati dal superiore gerarchico e ciò avviene utilizzando il c.d. diritto di rimostranza, da ritenersi ampiamente invocabile pure in materia di pubblico impiego privatizzato, necessario essendo soggettivizzare il referente datoriale (cioè, dovendo ritenersi datore di lavoro pubblico ogni P.A., a prescindere dalla natura giuridica da riconoscersi agli atti da essa formati). La rimostranza, predicabile sia contro gli atti scritti che contro le volizioni orali, trova applicazione in forma scritta oppure orale (ma con le problematiche probatorie che non è difficile dimostrare). Essa consiste nell esternazione della volontà contraria che il dipendente esprima per contestare la legittimità e la validità dell ordine di servizio comunicatogli. In parole scarne, qualsiasi lavoratore ha diritto a non condividere gli intendimenti resigli palesi dal datore di lavoro, ma la contestazione deve essere precisa, posto che v è necessità che prevalga la continuità amministrativa della struttura pubblicistica, in uno con la doverosità che si assicuri il pieno rispetto degli obiettivi e degli interessi collettivi che, bene o male, gli uffici pubblici hanno il compito di assolvere. Il discorso è che il dipendente non può limitarsi ad esporre apoditticamente le proprie lagnanze avverso i provvedimenti di adibizione a mansioni superiori o inferiori, dovendo questi esprimere il relativo dissenso spiegando al dirigente le ragioni per le quali gli atti adottati sarebbero da reputarsi inopportuni, sconvenienti o, addirittura, emanati contra legem. Nessuno potrebbe validamente imporre, al prestatore di lavoro, l utilizzo, in sede di contestazione, di formule sacramentali o di espressioni stilizzate, dato che quel che conta, al fine di valutare la pregnanza dell esternato dissenso, è la comprensione sostanziale dei motivi elencati in senso contrario, esternazione che deve avvenire avuto riguardo al dirigente e non al datore di lavoro-p.a. Nel momento in cui il dirigente (o, nel pubblico impiego puro, il superiore gerarchico), ricevuta la rimostranza, reiteri l atto primigeniamente adottato, il dipendente è tenuto a rispettarlo, a meno che esso non sia manifestamente crimi- 77

5 noso (anche se taluni dubitano della validità dogmatica del concetto di inesecuzione postergata, ritenendo che, laddove l ordine sia ab initio manifestamente criminoso, il dipendente sia autorizzato a discostarsene da subito, senza dover attendere la reiterazione, mentre altri sostengono che, anche nell ipotesi di manifesta criminosità dell ordine ricevuto, il dipendente debba indispensabilmente compulsare l organo emanante, facendogli scorgere i profili di illiceità sfruttando il magma del rapporto collaborativo, pur se in qualche misura subordinato, regnando, invece, concordia sul fatto che la casistica della manifesta criminosità dell ordine, anche per ragioni intuitive, connesse al non doversi eludere la trama normativa, deve considerarsi residuale, essendo confinata alle evenienze nelle quali paia evidente che, obbedendo all ordine impartito dal superiore o, nel pubblico impiego privatizzato, alla direttiva proveniente dal dirigente, si rischi di commettere un chiaro reato). Se il dipendente, ricevuta la rinnovazione dell ordine, non vi si attenga (ovvero se questi non la rispetti, decorso invano il termine utile per esercitare il diritto di rimostranza), lo stesso potrà incorrere nell inflizione di sanzioni disciplinari e nell eventuale processo contabile per danno erariale, sempreché l amministrazione pubblica di appartenenza fornisca in giudizio la prova che l inerzia (o la tardività) del dipendente, nell eseguire l ordine di servizio ricevuto, abbia causato, alla struttura istituzionale, un danno diretto (ma occorrerà la dimostrazione del nocumento registratosi, nonché la prova del nesso di causalità tra l omissione o la ritardata azione e l evento lesivo), purché vi sia la colpa del dipendente, id est soltanto se la condotta del dipendente non trovi giustificazione operativa (cosa che, invece, accade ogni qual volta il lavoratore adduca l esistenza di elementi in condizione di far trapelare l illegittimità del pubblico operato, fattore che, se positivamente cribrato al vaglio probatorio, consentirà quantomeno l esonero della responsabilità civile del dipendente, dovendo porsi, in aggiunta, quale componente impeditiva dell esercizio dell azione disciplinare). Dibattuta è la possibilità di incolpare penalmente il lavoratore per violazione dell art. 328 c.p. (omissione, rifiuto o ritardo di atti d ufficio), adducendo che il mancato svolgimento delle mansioni superiori o inferiori, costituendo un atto dovuto per il prestatore, dia luogo all insorgenza della rispettiva fattispecie penale incriminatrice, eventualmente concorrente con quella dell interruzione di pubblico servizio. All occorrenza, alcuni hanno ritenuto necessario, per la configurazione del reato, l invio, al dipendente, di un formale atto di diffida da parte della P.A., mentre altri hanno ritenuto che l atto di diffida varrebbe in caso di omesso esercizio del diritto di rimostranza, contestualmente optando per l alternatività dell onere in ipotesi di esercizio della rimostranza e di reiterazione 78

6 2. L atto attributivo delle mansioni, termini di espletamento e mobilità dell ordine, cioè credendo che la reiterazione dell ordine possa fungere da atto di diffida ad adempiere. NOTA BENE Innumerevoli dilemmi, non facilmente risolvibili, sono destinati a sorgere laddove l ordine emesso in reiterazione non sia eguale all ordine originario, ma contenga qualche variazione, formale o sostanziale, decisiva o trascurabile. A tal proposito, le correnti di pensiero si sono divise in disparati indirizzi, che hanno rispettivamente ritenuto il dovere di obbedienza del dipendente, il diritto del prestatore a proporre una seconda rimostranza o la possibilità del lavoratore di agire diversamente (in esecuzione dell ordine o in seconda rimostranza), indipendentemente dalla tipologia insita nella variazione sopravvenuta al primigenio ordine dirigenziale ovvero dall ordine emesso dal superiore gerarchico. In quanto alla posizione rivestita dai terzi, se l ordine reiterato o direttamente eseguito (purché non criminoso) abbia cagionato un nocumento a soggetti esterni al rapporto di lavoro, i danni dovranno essere interamente sopportati dalla P.A. ed eventualmente dal dirigente (ma non dal lavoratore) che abbia emanato l ordine, se questi versi in dolo o colpa grave e previa attivazione del giudizio di rivalsa, nei suoi confronti, ad opera dell amministrazione pubblica; se, invece, l ordine attuato (direttamente o in seconda battuta) sia manifestamente criminoso, vi sarà un concorso di colpa tra P.A. e dipendente che lo abbia eseguito e il giudizio di rivalsa sarà plausibile, visto che esso verrebbe posto in essere dalla P.A. sia contro il lavoratore che lo abbia materialmente eseguito che contro il dirigente o contro il superiore che lo abbia formalmente impartito (con possibilità di doppie o di multiple concorrenti responsabilità interne, che dovranno essere oggetto di un difficile giudizio contabile nell ottica del contemperamento delle contrapposte responsabilità attuative). Se l ordine manifestamente criminoso non venga attuato, nessun danno vi sarà e la responsabilità disciplinare, pur a titolo di tentativo, dovrà postularsi esclusivamente in capo all emittente (mentre, in altri casi, essa potrà ipotizzarsi anche a carico dell esecutore). In conclusione risposta a 2.6 Il dipendente può rifiutarsi di espletare mansioni superiori e inferiori, ma, in tal caso, è bene che ne comunichi per iscritto le rispettive ragioni al capo dell ufficio. 79

7 80 Caso 2.7 Quando le mansioni assegnate al lavoratore sono inferiori? Mentre le mansioni superiori si caratterizzano per essere compiti tipici dell area o della posizione economica di maggior livello, assistite dai caratteri della prevalenza, della continuità, della qualità e della quantità, le mansioni inferiori si connotano per essere compiti che ricadono nell area o nella posizione economica minore, ma senza essere accompagnate dai presupposti predicativi appena richiamati. In altri termini, atteso che la Costituzione e la legge ordinaria (art c.c. e altre norme) assicurano piena dignità al dipendente, la ricorrenza delle mansioni inferiori è più agevole da accertare, poiché anche uno soltanto dei profili sopra richiamati (a meno di ipotesi limite, quali le urgenze qualificate e sempreché vengano rispettati, in via datoriale, i criteri di ragionevolezza) è sufficiente per poter reputare configurata l inferiorità mansionaria. QUANDO LE MANSIONI SONO INFERIORI Si è in presenza di mansioni inferiori nei seguenti casi: quando il profilo lavorativo risulti rientrare nell area o nella posizione economica inferiore, prevista dal CCNL o dalla legge (per il personale non contrattualizzato); quando, pur non potendo ravvisarsi un collegamento diretto del requisito dell inferiorità di area o di posizione economica, risulti, tuttavia, possibile applicare il c.d. giudizio di equivalenza, che si traduce nell individuazione dell indice sintomatico dell inferiorità, il che avviene allorché i compiti espletati dal dipendente siano assimilabili, per interpretazione estensiva o per analogia, all area o alla posizione economica inferiore; quando, benché non vi siano risultanze, nelle fonti legali o pattizie, della tipologia delle mansioni inferiori, esse siano, nondimeno, visibilmente annoverabili nel contesto di prerogative impiegatizie di minore consistenza, che diminuiscano apprezzabilmente il bagaglio di esperienze lavorative di cui ogni sottoposto ha diritto a beneficiare, nella direzione di un proprio personale e inevitabile arricchimento tecnico-produttivo. NOTA BENE Secondo alcuni orientamenti di pensiero, comuni sia alla dottrina che alla giurisprudenza, attualmente si sarebbe di molto ridotto il campo di applicazione dell istituto. Si è detto, a suffragio della considerazione testè riportata, che l avvento dei canoni del raggiungimento dell utile aziendale e dell ottimale

8 2. L atto attributivo delle mansioni, termini di espletamento e mobilità impiego delle risorse possedute dovrebbe poter essere in condizione di giustificare un più consistente sacrificio individuale del dipendente, tale da sminuire la possibilità di ritenere inferiori le mansioni che ricadano nell ottica della stessa area contrattuale e ciò poiché il perseguimento del superiore scopo imprenditoriale (nel rapporto d impiego contrattualizzato) ovvero del superiore interesse pubblico (nel rapporto d impiego eccettuato dal processo di privatizzazione) rappresenterebbero referenti in condizione di imporre l assegnazione magari temporanea del lavoratore a mansioni inferiori, purché rientranti nella medesima area del CCNL. La teorica in commento non è condivisibile, per almeno un duplice ordine di ragioni. Sul punto, non possiamo fare a meno di notare che la Costituzione (art. 36), il c.c. (art. 2103) e le disposizioni settoriali (il D.Lgs. 165/2001 e la normativa applicabile al personale non privatizzato) non lasciano spazio a dubbi, posto che il divieto di adibizione del lavoratore a mansioni inferiori non trova espresse limitazioni con riferimento all area contrattuale inferiore, dovendo, perciò, estendersi a qualsiasi tipologia di inferiorità mansionaria e ciò anche riflettendo sulla circostanza che il datore di lavoro (nella persona del soggetto competente) ha il dovere di porre riparo a qualunque situazione organizzativa o funzionale che possa in qualche modo esigere l assegnazione dei più dequalificanti compiti al personale dipendente (la P.A. deve bandire procedure selettive o concorsuali per scongiurare l insorgenza di carenze organizzatorie). Inoltre, non v è dubbio che le mansioni inferiori, pur se ricadenti all interno della stessa area contrattuale, simboleggino un decremento della posizione del lavoratore e, dunque, esse non possono legittimarsi, stante la pregnanza dei parametri sopra citati. Questo, però, non significa che ogni qual volta il dipendente sia assegnato a mansioni inferiori egli possa fare causa all amministrazione di appartenenza per chiedere il ripristino dei compiti originari (poiché il trattamento retributivo rimane immutato) e il risarcimento dei danni subiti. Ad es., un solo giorno di disimpegno delle mansioni inferiori, specie se non accompagnato dall emanazione di un formale ordine di servizio, difficilmente potrà costituire un valido motivo, nella sfera del lavoratore, per pretendere l intervento giurisdizionale, proprio in virtù dell obbligo, incombente su ciascun prestatore di lavoro, di collaborare all impresa (o, per i dipendenti non privatizzati, di aiutare la P.A. a perseguire l interesse pubblico, compatibilmente con il rispetto delle posizioni soggettive del personale impiegato). Nel pubblico impiego non si pongono particolari problemi di repechage (tipici, invero, del lavoro privato subordinato), ove il datore di lavoro può assegnare il dipendente a mansioni inferiori per garantirgli la stabilità del rapporto di lavoro nelle ipotesi di ristrutturazione aziendale o di cassa integrazione, dovendosi porre una linea di mediazione tra le diverse esigenze, pubblicistiche e lavorative. Conforme: App. Potenza, 27 agosto 2008 La norma di cui all art c.c., sulla regolamentazione delle mansioni del lavoratore e sul divieto di declassamento di dette mansioni, va interpretata alla stregua della regola del bilanciamento del datore di lavoro a perseguire un organizzazione aziendale produttiva ed efficiente e quello del lavoratore al mantenimento del posto. L adibizione del lavoratore a mansioni diverse, anche se inferiori a quelle in precedenza svolte, permanendo il trattamento retributivo, non si pone in contrasto con il dettato codicistico allorquando tale scelta sia l unica alternativa praticabile in luogo del licenziamento per giustificato motivo oggettivo (fattispecie di 81

9 82 ritenuta legittimità dell assegnazione a mansioni inferiori, rivelatasi obbligatoria a fronte del rifiuto del dipendente al trasferimento ad altra sede). MANSIONI INFERIORI E DIRIGENZA La problematica della compatibilità tra divieto di assegnazione del lavoratore a mansioni inferiori e personale dirigenziale sembra, a primo acchito, non presentare problemi di fondo, valutata l autonomia e la particolarità del rapporto di lavoro dei dirigenti pubblici. A prescindere dalle argomentazioni spese nel testo, si può osservare che la dirigenza pubblica, avendo connotazioni di rango fiduciario, vive, più che di discrezionalità dell organo assegnante, di un humus proverbialmente insindacabile, attaccabile esclusivamente facendo ricorso alla violazione delle regole di buona fede, diligenza o correttezza ovvero dei parametri principiologici di ragionevolezza decisoria e di coerenza provvedimentale, a seconda del tipo di impiego volta per volta in considerazione. Nonostante paia francamente difficoltoso poter assimilare il rapporto dirigenziale a quello strettamente impiegatizio, soprattutto in virtù della non delegabilità dei compiti dirigenziali, la giurisprudenza, di recente, ha posto il problema. Nel caso approdato sotto la lente di ingrandimento del giudice di merito, si trattava di ben ponderare l incidenza dello ius variandi datoriale, che impone l adibizione del prestatore di lavoro almeno a mansioni equivalenti rispetto a quelle da ultimo espletate dal dipendente. Orbene, deve porsi mente al fatto che, nel pubblico impiego privatizzato, il riferimento normativo non é l art c.c., ma l art. 52, D.Lgs. 165/2001, regolato dalla contrattazione collettiva, dal che, deficitando una previsione legale netta (com è quella presente nel c.c.), l espressa inapplicabilità dell art c.c. determina, in astratto, la possibilità che i dirigenti siano spostati a un livello inferiore senza che la P.A. incorra nel divieto di demansionamento imposto dal c.c. (Cass., sez. lav., sent /2005). A tergo della vicenda effettuale, una dirigente veniva adibita, tramite l adozione di formali provvedimenti datoriali, a mansioni inferiori, ragion per cui ricorreva al giudice per chiedere che essi venissero dichiarati illegittimi, evidenziando che il CCNL applicabile obbligava l ente a chiedere il consenso al soggetto che subisse la dequalificazione, con le modalità e nei termini previsti all interno dell accordo contrattuale, ma l ente replicava che il CCNL non fosse più applicabile, data l entrata in vigore del D.Lgs. 165/2001. Ricostruita la fattispecie come mobilità interna, è stato giudizialmente ritenuto applicabile l art. 2, commi 2, 6 e 9, D.Lgs. 165/2001, il quale, rispetto alla previgente disciplina di cui al D.P.R. 347/1983, ha consentito l ampliamento del potere della contrattazione collettiva in deroga alle leggi, ai regolamenti e agli statu-

10 2. L atto attributivo delle mansioni, termini di espletamento e mobilità ti, con parallela illegittimità della condotta datoriale e con annullamento degli atti impugnati. Conforme: Trib. Pordenone, sez. lav., 26 marzo 2009, n. 46 Il dirigente pubblico può essere dequalificato solo se il procedimento segue l iter stabilito nella contrattazione collettiva. NOTA BENE La tematica delle mansioni inferiori è postulabile de plano per il personale della carriera direttiva, che non deve confondersi con il personale dirigenziale, posto che il primo non risente della fiduciarietà dell incarico e si dipana seguendo gli stessi meccanismi del restante personale dipendente, il che è a dirsi anche per i dipendenti attrattti alla c.d. vicedirigenza, regolata dalla L. 145/2002 e succ. modificazioni. MANSIONI INFERIORI E INQUADRAMENTO Occorre, ora, affrontare una distinta fattispecie, cioè quella che viene a esistenza quando, dopo aver superato un concorso per l assunzione nella P.A., il dipendente venga inquadrato in modo conforme al bando, ma diverso da quello regolato dal CCNL. Sono le evenienze del bando per posti concorsuali differenti rispetto ai profili testualmente indicati dalla fonte negoziale. Ci si deve, allora, domandare se l inquadramento in questione possa comportare, di fatto, un assegnazione del dipendente a mansioni inferiori, ove i profili impiegatizi menzionati nel bando siano minori rispetto a quelli previsti dalla contrattazione collettiva in relazione al concorso bandito e alla successiva assunzione avvenuta. La giurisprudenza ha risposto negativamente al quesito, sottolineando la compatibilità dell assunzione conforme al bando, ma difforme dalle prescrizioni pattizie, soffermandosi sull eventuale ricorrenza di ipotesi di nullità del contratto di lavoro stipulato tra P.A. e dipendente assunto. Conforme: Trib. Prato, sez. lav., 22 aprile 2009 Nessuna norma del Testo Unico del pubblico impiego privatizzato (D.Lgs. 165/2001) prevede la nullità dei contratti individuali di lavoro che stabiliscano un inquadramento del dipendente conforme al bando, ma diverso da quello astrattamente previsto dal contratto collettivo. V è, però, da osservare, per parte nostra, che la riconosciuta predominanza della contrattazione collettiva non può spingersi sino ad annichilire i diritti soggettivi del lavoratore, specie considerando che la fase di negoziazione dei diritti e dei doveri inerenti al rapporto di pubblico impiego non vede la presenza fisica del 83

11 singolo dipendente, ma semplicemente quella delle organizzazioni sindacali rappresentative delle categorie lavorative interessate, non potendo ragionarsi nel senso che la delega sottoscritta dal prestatore di lavoro per la rappresentanza sindacale sia equivalente alla diretta sottoscrizione dell accordo a opera di questi né che possa ravvisarsi una sorta di filo diretto tra la volontà contrattuale del dipendente e quella della P.A., come avviene nell ordinaria contrattazione tra privati. 84 In conclusione risposta a 2.7 Nel pubblico impiego, le mansioni sono inferiori quando risultano tipiche dell area o della posizione economica inferiore, con possibilità, anche per la dirigenza, che la contrattazione collettiva ponga deroghe alle leggi, ai regolamenti e agli statuti dell ente, permettendo, in casi particolari e tassativi, l assegnazione del dipendente a mansioni inferiori.

TRASFERIMENTO E MUTAMENTO DI MANSIONI

TRASFERIMENTO E MUTAMENTO DI MANSIONI TRASFERIMENTO E MUTAMENTO DI MANSIONI SCUOLA FORENSE MILANO, 7 MARZO 2014 Avv. Marcello Giustiniani www.beplex.com Il mutamento del luogo di esecuzione della prestazione lavorativa 1. Il trasferimento

Dettagli

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014)

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014) Discontinuità argomentativa nei giudizi su norme regionali di reinquadramento del personale di enti di diritto privato e di diritto pubblico regionali (nota a sent. 202 del 2014) di Sandro De Gotzen (in

Dettagli

NEWSLETTER LAVORO RUCELLAI&RAFFAELLI. Studio Legale. Milano Via Monte Napoleone, 18 Telefono: +39 02 7645771 Fax: +39 02 783524

NEWSLETTER LAVORO RUCELLAI&RAFFAELLI. Studio Legale. Milano Via Monte Napoleone, 18 Telefono: +39 02 7645771 Fax: +39 02 783524 RUCELLAI&RAFFAELLI Studio Legale Milano Via Monte Napoleone, 18 Telefono: +39 02 7645771 Fax: +39 02 783524 Roma Via dei Due Macelli, 47 Telefono: +39 06 6784778 Fax: +39 06 6783915 Bologna Via Cesare

Dettagli

Autorità Nazionale Anticorruzione Presidente

Autorità Nazionale Anticorruzione Presidente DELIBERA N. 146 DEL 2014 IN MATERIA DI ESERCIZIO DEL POTERE DI ORDINE NEL CASO DI MANCATA ADOZIONE DI ATTI O PROVVEDIMENTI RICHIESTI DAL PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE E DAL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE

Dettagli

REGOLAMENTO SAN PANCRAZIO SALENTINO

REGOLAMENTO SAN PANCRAZIO SALENTINO REGOLAMENTO SULLA MOBILITA INTERNA DEL C O M U N E DI SAN PANCRAZIO SALENTINO (Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 95 del 26 luglio 2007) 1 INDICE SISTEMATICO Art. 1 Individuazione e definizione

Dettagli

SISTEMA SANZIONATORIO

SISTEMA SANZIONATORIO Sommario 1. Introduzione... 2 2. Criteri di valutazione della violazione... 2 3. Sanzioni... 2 3.1 Lavoratori dipendenti non dirigenti... 2 3.1.1 Sanzioni per i lavoratori dipendenti... 3 3.2 Soggetti

Dettagli

AVV. LUCIA CASELLA Patrocinante in Cassazione. AVV. GIOVANNI SCUDIER Patrocinante in Cassazione AVV. ROBERTA PACCAGNELLA

AVV. LUCIA CASELLA Patrocinante in Cassazione. AVV. GIOVANNI SCUDIER Patrocinante in Cassazione AVV. ROBERTA PACCAGNELLA Circolare n. 5/09 del 26 giugno 2009* CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO La Corte di Cassazione con la sentenza del 10 febbraio 2009, n. 3276 è recentemente intervenuta in materia di risoluzione anticipata

Dettagli

HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it

HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it 1 OGGETTO RAPPORTI DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO QUESITI (posti in data 3 aprile 2014) Sono stato assunto quale dirigente medico a tempo determinato presso un azienda ospedaliera del SSN, per la sostituzione

Dettagli

Decreto Part-time. Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time

Decreto Part-time. Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time Decreto Part-time Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time ARTICOLO 1 Definizioni 1.Nel rapporto di lavoro subordinato l assunzione

Dettagli

01 CONCETTI BASE. Infatti, il concetto di trasferta comporta la sussistenza di due requisiti:

01 CONCETTI BASE. Infatti, il concetto di trasferta comporta la sussistenza di due requisiti: 1.1 TRASFERTA O MISSIONE 01 CONCETTI BASE Si intende per trasferta lo spostamento provvisorio e temporaneo del lavoratore in una sede diversa da quella da cui gerarchicamente e funzionalmente dipende,

Dettagli

Sistema Disciplinare relativo al MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231

Sistema Disciplinare relativo al MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231 Sistema Disciplinare relativo al MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231 di Fujitsu Technology Solutions S.p.A. Vers. 2.0 approvato dal CdA il 21/01/2015

Dettagli

Anaao-Cref Servizio Tutela Lavoro

Anaao-Cref Servizio Tutela Lavoro 1 QUESITO Si chiede se un dirigente medico con incarico libero professionale sia pienamente autonomo nello svolgimento delle proprie mansioni nell ambito dell unità operativa di afferenza. Si chiede, inoltre,

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

Il lavoro straordinario

Il lavoro straordinario Il lavoro straordinario Il titolo XVI (artt. 77-78) del Ccnl degli studi professionali regolamenta il lavoro straordinario. Ai sensi dell art. 1, comma 2, lett. c del d.lgs. n. 66/2003, il lavoro straordinario

Dettagli

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Allegato 1 LETTERA CIRCOLARE Roma, 1 dicembre 2004 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali DIREZIONE GENERALE PER L'ATTIVITA ISPETTIVA Ai Direttori delle Direzioni Regionali del Lavoro LORO SEDI

Dettagli

Gli. approfondimenti. di Publika LE PROGRESSIONI VERTICALI DOPO IL DECRETO ATTUATIVO DELLA RIFORMA BRUNETTA

Gli. approfondimenti. di Publika LE PROGRESSIONI VERTICALI DOPO IL DECRETO ATTUATIVO DELLA RIFORMA BRUNETTA Gli approfondimenti di Publika LE PROGRESSIONI VERTICALI DOPO IL DECRETO ATTUATIVO DELLA RIFORMA BRUNETTA LE PROGRESSIONI VERTICALI DOPO IL DECRETO ATTUATIVO DELLA RIFORMA BRUNETTA di Gianluca Bertagna

Dettagli

LICENZIAMENTO COLLETTIVO E PROCEDURA DI MOBILITA

LICENZIAMENTO COLLETTIVO E PROCEDURA DI MOBILITA LICENZIAMENTO COLLETTIVO E PROCEDURA DI MOBILITA Uno degli aspetti più problematici connessi alla crisi dell impresa riguarda la gestione dei rapporti di lavoro. L imprenditore in crisi dispone di diversi

Dettagli

LA RESPONSABILITÀ DEL PROFESSIONISTA. Responsabilità civile: cenni generali. - L art 2043 del codice civile dispone che

LA RESPONSABILITÀ DEL PROFESSIONISTA. Responsabilità civile: cenni generali. - L art 2043 del codice civile dispone che LA RESPONSABILITÀ DEL PROFESSIONISTA Responsabilità civile: cenni generali. - L art 2043 del codice civile dispone che qualunque fatto doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto obbliga colui

Dettagli

LE NUOVE PROCEDURE DI LICENZIAMENTO

LE NUOVE PROCEDURE DI LICENZIAMENTO LE NUOVE PROCEDURE DI LICENZIAMENTO LICENZIAMENTO DISCIPLINARE Conseguenze in caso di illegittimità tutela obbligatoria Articolo 8 legge 15 luglio 1966, n. 604 TUTELA OBBLIGATORIA-

Dettagli

FONDAZIONE STUDI CONSIGLIO NAZIONALE DEI CONSULENTI DEL LAVORO **** Commissione dei principi interpretativi delle leggi in materia di lavoro

FONDAZIONE STUDI CONSIGLIO NAZIONALE DEI CONSULENTI DEL LAVORO **** Commissione dei principi interpretativi delle leggi in materia di lavoro FONDAZIONE STUDI CONSIGLIO NAZIONALE DEI CONSULENTI DEL LAVORO **** Commissione dei principi interpretativi delle leggi in materia di lavoro PRINCIPIO N. 13 Le novità per il contratto di lavoro intermittente

Dettagli

,OQXRYRSDUWWLPH 7LSRORJLHFRQWUDWWXDOLDPPHVVH

,OQXRYRSDUWWLPH 7LSRORJLHFRQWUDWWXDOLDPPHVVH ,OQXRYRSDUWWLPH $PELWRGLDSSOLFD]LRQH La circolare ministeriale n. 9 del 18 marzo 2004 ha integrato ed in alcuni casi ampliato, la revisione all istituto del part- time attuata con il D.lgs. n. 276/2003

Dettagli

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 6 EFFICACIA OBBLIGATORIA O REALE DEL PREAVVISO DI RECESSO IL QUESITO Si chiede quale sia la natura del preavviso

Dettagli

Profili giuridici del rapporto tra disciplina del pubblico impiego e deontologia del libero professionista

Profili giuridici del rapporto tra disciplina del pubblico impiego e deontologia del libero professionista Profili giuridici del rapporto tra disciplina del pubblico impiego e deontologia del libero professionista Torino, 21 maggio 2011 Prof. Roberto Cavallo Perin Ordinario di Diritto amministrativo Università

Dettagli

La revoca del licenziamento

La revoca del licenziamento La revoca del licenziamento di Irene Corso L art. 5 del d.lgs. n. 23/2015 disciplina gli effetti della revoca disposta dal datore di lavoro rispetto ad un licenziamento cui, se illegittimo, troverebbero

Dettagli

MASSIME LAVORO. Corte di Cassazione Sez. Lav. 4 Dicembre 2014, n 25682 (Pres. F. Lavoro (rapporto di) Lavoro subordinato Controversia di lavoro

MASSIME LAVORO. Corte di Cassazione Sez. Lav. 4 Dicembre 2014, n 25682 (Pres. F. Lavoro (rapporto di) Lavoro subordinato Controversia di lavoro MASSIME LAVORO Corte di Cassazione Sez. Lav. 4 Dicembre 2014, n 25682 (Pres. F. Roselli; Rel. A. Manna) Lavoro (rapporto di) Lavoro subordinato Controversia di lavoro Copia atti aziendali Licenziamento

Dettagli

LA SURROGA DELL ASSICURATORE

LA SURROGA DELL ASSICURATORE LA SURROGA DELL ASSICURATORE L ASSICURATORE CHE HA PAGATO L INDENNITÀ È SURROGATO, FINO ALLA CONCORRENZA DELL AMMONTARE DI ESSA NEI DIRITTI DELL ASSICURATO VERSO I TERZI RESPONSABILI. (Art. 1916 C.C.)

Dettagli

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI IN MATERIA TRIBUTARIA PARERE N. 12 DEL 27.03.2012. Risarcimento danni per il dipendente IL QUESITO

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI IN MATERIA TRIBUTARIA PARERE N. 12 DEL 27.03.2012. Risarcimento danni per il dipendente IL QUESITO FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI IN MATERIA TRIBUTARIA PARERE N. 12 DEL 27.03.2012 Risarcimento danni per il dipendente IL QUESITO Quale è il trattamento fiscale delle somme riconosciute

Dettagli

sistema disciplinare Modello 231/01 di Organizzazione Gestione e Controllo Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 29/02/2012

sistema disciplinare Modello 231/01 di Organizzazione Gestione e Controllo Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 29/02/2012 sistema disciplinare Modello 231/01 di Organizzazione Gestione e Controllo Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 29/02/2012 1 Indice Introduzione... 3 Sistema disciplinare... 3 2 Introduzione

Dettagli

LA GESTIONE DEL SERVIZIO DI IGIENE URBANA: LA SCELTA DEGLI ENTI LOCALI NELLE MORE DELLA REALIZZAZIONE DELLA GESTIONE IN AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI

LA GESTIONE DEL SERVIZIO DI IGIENE URBANA: LA SCELTA DEGLI ENTI LOCALI NELLE MORE DELLA REALIZZAZIONE DELLA GESTIONE IN AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI LA GESTIONE DEL SERVIZIO DI IGIENE URBANA: LA SCELTA DEGLI ENTI LOCALI NELLE MORE DELLA REALIZZAZIONE DELLA GESTIONE IN AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI di Viviana Cavarra Avvocato in Milano Il quadro normativo

Dettagli

L ORGANIZZAZIONE NEGLI ENTI LOCALI

L ORGANIZZAZIONE NEGLI ENTI LOCALI L ORGANIZZAZIONE NEGLI ENTI LOCALI AUTONOMIA ORGANIZZATIVA POTERE DI ORGANIZZAZIONE ATTI DI ORGANIZZAZIONE EVOLUZIONE STORICA DELLA DISCIPLINA DEL PUBBLICO IMPIEGO ARCO TEMPORALE TRA IL 1957 E IL 1972

Dettagli

CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013

CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013 CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Normativa Roma, 21 novembre 2013 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi erogati da amministrazioni pubbliche - Criteri generali per la definizione

Dettagli

TAR TOSCANA: NON SEM PRE BASTA LA SOA

TAR TOSCANA: NON SEM PRE BASTA LA SOA TAR TOSCANA: NON SEM PRE BASTA LA SOA di Massimo Gentile Il caso di specie Oggetto del presente approfondimento è una recentissima pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (sentenza

Dettagli

DECRETI PRESIDENZIALI

DECRETI PRESIDENZIALI DECRETI PRESIDENZIALI DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 giugno 2015. Definizione delle tabelle di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi

Dettagli

Regolamento sul Telelavoro

Regolamento sul Telelavoro Regolamento sul Telelavoro Approvato con delibera di Giunta Comunale n 11 del 25 gennaio 2016 INDICE: Art. 1. Finalità Art. 2. Definizione Art. 3. Progetti di telelavoro Art. 4. Assegnazione ai progetti

Dettagli

Prot. n. 004/01/E.20/E.20.1

Prot. n. 004/01/E.20/E.20.1 Roma, 16 gennaio 2001 Alle Aziende Associate Prot. n. 004/01/E.20/E.20.1 Circolare n. 16465 L o r o S e d i OGGETTO: Ccnl 23 maggio 2000 per i dirigenti di aziende industriali. Art. 12. Facciamo seguito

Dettagli

PROV. MILANO ACCORDO QUADRO. Premesso:

PROV. MILANO ACCORDO QUADRO. Premesso: ACCORDO QUADRO Premesso: o che coerentemente con quanto previsto dal piano industriale 2006-2009 al fine di proseguire e dare ulteriore impulso alla costante crescita conseguita negli ultimi anni, il Gruppo

Dettagli

All appaltatore sarà infatti consentito subappaltare a imprese terze in possesso dei necessari requisiti una quota (massima) del 30% dei lavori di

All appaltatore sarà infatti consentito subappaltare a imprese terze in possesso dei necessari requisiti una quota (massima) del 30% dei lavori di Pagamento diretto dei subappaltatori e anticipazione su fattura: due novità che faranno discutere di Massimo Gentile 1. In attuazione di quanto disposto dall articolo 25, comma 3, della Legge 18 aprile

Dettagli

QUESITI FORUM LAVORO 2015 IL MINISTERO DEL LAVORO RISPONDE

QUESITI FORUM LAVORO 2015 IL MINISTERO DEL LAVORO RISPONDE QUESITI FORUM LAVORO 2015 * * * IL MINISTERO DEL LAVORO RISPONDE Licenziamenti economici e la nuova conciliazione volontaria 1) Il licenziamento illegittimo motivato per il superamento del periodo di comporto

Dettagli

SCUOLA FORENSE ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TREVISO INCONTRO DEL 30.09.2011

SCUOLA FORENSE ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TREVISO INCONTRO DEL 30.09.2011 SCUOLA FORENSE ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TREVISO INCONTRO DEL 30.09.2011 Gli indici della natura subordinata del rapporto di lavoro Relazione dell Avv. Paolo Valla * * * Traccia dei casi da trattare Controversia

Dettagli

Commento di Confindustria. Legge europea 2013-bis: estensione della disciplina dei licenziamenti collettivi ai dirigenti.

Commento di Confindustria. Legge europea 2013-bis: estensione della disciplina dei licenziamenti collettivi ai dirigenti. Commento di Confindustria Legge europea 2013-bis: estensione della disciplina dei licenziamenti collettivi ai dirigenti. Con sentenza del 13 febbraio 2014, resa nella causa C-596/12, la Corte di Giustizia

Dettagli

TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa

TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa Le parti, nel ritenere che il rapporto di lavoro a tempo parziale possa essere mezzo idoneo ad agevolare l incontro fra domanda e offerta di lavoro, ne confermano

Dettagli

RISOLUZIONE N. 122/E

RISOLUZIONE N. 122/E RISOLUZIONE N. 122/E Roma, 06 maggio 2009 Direzione Centrale Normativa e Contenzioso OGGETTO: Istanza di interpello Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. IVA. Art. 4 DPR n. 633 del 1972. Assoggettabilità

Dettagli

18/10/2013. Rev. 01. CASALP S.p.A.

18/10/2013. Rev. 01. CASALP S.p.A. CASALP S.p.A. SISTEMA SANZIONATORIO E DISCIPLINARE EX D.LGS. 231/2001 1 INDICE 1. Premessa.. 3 2. Violazioni.. 4 3. Soggetti destinatari... 4 4. Comitato che vigila sui comportamenti e formula le proposte

Dettagli

Documento di studio e approfondimento.

Documento di studio e approfondimento. Documento di studio e approfondimento. Insufficiente versamento del saldo dovuto con riferimento alla dichiarazione dei redditi; ravvedimento parziale, conseguenze 1. La fattispecie 1.1 Premessa Le disposizioni

Dettagli

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali INTERPELLO N. 65/2009 Roma, 31 luglio 2009 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali DIREZIONE GENERALE PER L ATTIVITÀ ISPETTIVA Al Consiglio Nazionale dell Ordine dei Consulenti del

Dettagli

Commissione Tributaria Provinciale di Milano, Sez. 46, sent. n. Massima E illegittima l iscrizione a ruolo eseguita da un Ufficio

Commissione Tributaria Provinciale di Milano, Sez. 46, sent. n. Massima E illegittima l iscrizione a ruolo eseguita da un Ufficio Commissione Tributaria Provinciale di Milano, Sez. 46, sent. n. 149 del 17.4.2009, dep. il 21.5.2009. Massima E illegittima l iscrizione a ruolo eseguita da un Ufficio dell Agenzia delle Entrate territorialmente

Dettagli

CIRCOLARE N. 28/E. OGGETTO: Imposta sulle successioni e donazioni - Vincoli di destinazione - Negozio fiduciario

CIRCOLARE N. 28/E. OGGETTO: Imposta sulle successioni e donazioni - Vincoli di destinazione - Negozio fiduciario CIRCOLARE N. 28/E Settore Fiscalità Generale e Indiretta Roma, 27 marzo 2008 OGGETTO: Imposta sulle successioni e donazioni - Vincoli di destinazione - Negozio fiduciario 2 1. Premessa 3 2. Il nuovo ambito

Dettagli

Scelte gestionali e diligenza degli amministratori

Scelte gestionali e diligenza degli amministratori 7/2009 Il Caso Scelte gestionali e diligenza degli amministratori IN BREVE Una recentissima sentenza della Cassazione conferma il sistema della responsabilità degli amministratori di società delineato

Dettagli

L AVVALIMENTO ALLA LUCE DEL DECRETO CORRETTIVO. di Massimo Gentile

L AVVALIMENTO ALLA LUCE DEL DECRETO CORRETTIVO. di Massimo Gentile L AVVALIMENTO ALLA LUCE DEL DECRETO CORRETTIVO di Massimo Gentile I limiti al subappalto in favore dell impresa ausiliaria La novità di maggiore rilievo contenuta nel D.lgs. 26 gennaio 2007 n. 6 - meglio

Dettagli

OGGETTO PREAVVISO IN CASO DI RAPPORTO A TEMPO DETERMINATO

OGGETTO PREAVVISO IN CASO DI RAPPORTO A TEMPO DETERMINATO OGGETTO PREAVVISO IN CASO DI RAPPORTO A TEMPO DETERMINATO QUESITO (posto in data 17 marzo 2010) Quali sono i termini del preavviso da dare all azienda in un rapporto di lavoro a tempo determinato della

Dettagli

NOTA A CONSIGLIO DI STATO ADUNANZA PLENARIA SENTENZA 20 marzo 2015, n. 3. A cura di CARLO DI CATALDO

NOTA A CONSIGLIO DI STATO ADUNANZA PLENARIA SENTENZA 20 marzo 2015, n. 3. A cura di CARLO DI CATALDO NOTA A CONSIGLIO DI STATO ADUNANZA PLENARIA SENTENZA 20 marzo 2015, n. 3 A cura di CARLO DI CATALDO Sull esclusione dell impresa che non indica i costi per la sicurezza MASSIMA Nelle procedure di affidamento

Dettagli

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N. 18 DEL 11.12.2009 IL QUESITO

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N. 18 DEL 11.12.2009 IL QUESITO FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N. 18 DEL 11.12.2009 SCUDO FISCALE E ATTIVITÀ ALL ESTERO DA PARTE DEI LAVORATORI DIPENDENTI IL QUESITO Nella circolare n. 48 del 2009 l Agenzia delle entrate

Dettagli

Preparare l orale dell esame di Avvocato Schemi e appunti di Diritto Ecclesiastico. A cura del dott. Daniele Vaccari, anno 2009

Preparare l orale dell esame di Avvocato Schemi e appunti di Diritto Ecclesiastico. A cura del dott. Daniele Vaccari, anno 2009 5.14 IUS POENITENDI E TUTELA DELLA PRIVACY Con ius poenitendi si intende il diritto di cambiare confessione religiosa. Nel nostro ordinamento tale possibilità (implicitamente prevista dall art 19 Cost)

Dettagli

REGOLAMENTO INTERNO. ARTICOLO 2 Rapporti di lavoro instaurabili e relative modalità di scelta

REGOLAMENTO INTERNO. ARTICOLO 2 Rapporti di lavoro instaurabili e relative modalità di scelta REGOLAMENTO INTERNO ARTICOLO 1 Scopo ed oggetto del regolamento Il presente regolamento ha lo scopo - ai sensi dell articolo 6 della legge 3 aprile 2001, n. 142, e dell articolo 39 dello statuto - di disciplinare

Dettagli

APPALTI, SERVIZI E FORNITURE

APPALTI, SERVIZI E FORNITURE APPALTI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE PROF. SERGIO PERONGINI Indice 1 APPALTI, SERVIZI E FORNITURE -------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 di 9 1 Appalti,

Dettagli

OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.

OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione. Dipartimento della funzione pubblica Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni Prot. n. 23/11 Roma, Parere n. 196/04 Al Ministero dell interno Dipartimento per gli affari interni e territoriali

Dettagli

DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO

DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO IX LEGISLATURA AREA GIURIDICO-LEGISLATIVA Servizio per l'assistenza giuridico-legislativa in materia di attività economico produttive e di territorio e ambiente DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO Argomento:

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE ACCORDO DECENTRATO DI ENTE SU: Deroga ai vincoli di durata dei contratti a tempo determinato stipulati dal CNR Sottoscritto il 1 CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE ACCORDO

Dettagli

1. Premessa Il tema della omissione contributiva e delle relative sanzioni nella previdenza complementare presenta una serie di aspetti problematici.

1. Premessa Il tema della omissione contributiva e delle relative sanzioni nella previdenza complementare presenta una serie di aspetti problematici. FONDAZIONE STUDI CONSIGLIO NAZIONALE DEI CONSULENTI DEL LAVORO **** Commissione dei principi interpretativi delle leggi in materia di lavoro **** PRINCIPIO N. 10 Omissione contributiva nella previdenza

Dettagli

Convertito il decreto del fare: ora è prioritaria la scelta dell SPP interno

Convertito il decreto del fare: ora è prioritaria la scelta dell SPP interno Convertito il decreto del fare: ora è prioritaria la scelta dell SPP interno SPP, si ritorna al principio sancito dal 626 28 agosto 2013 di Renzo Rivalta E giunto alla conclusione l iter di conversione

Dettagli

- CAPITOLATO SPECIALE PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO MEDIANTE PROCEDURA SEMPLIFICATA.

- CAPITOLATO SPECIALE PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO MEDIANTE PROCEDURA SEMPLIFICATA. Azienda Ospedaliera Ospedale San Carlo Borromeo Via Pio II 20153 Milano - CAPITOLATO SPECIALE PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO MEDIANTE PROCEDURA SEMPLIFICATA.

Dettagli

1. Il licenziamento collettivo prima della modifica dell art.24 della L.223/91: nozione e ambito di applicazione.

1. Il licenziamento collettivo prima della modifica dell art.24 della L.223/91: nozione e ambito di applicazione. DOTT. SABRINA PAGANI - PARTNER AVV. ROBERTO RESPINTI - PARTNER Milano, 4 Dicembre 2014 Licenziamenti collettivi e Dirigenti: novità in vigore dal 25.11.2014. (Legge 30 Ottobre 2014 n. 161 che estende l

Dettagli

ART.3 CONDIZIONI PRELIMINARI PER L ATTIVAZIONE DELLA MOBILITÀ ESTERNA BANDO PUBBLICO...3

ART.3 CONDIZIONI PRELIMINARI PER L ATTIVAZIONE DELLA MOBILITÀ ESTERNA BANDO PUBBLICO...3 INDICE DISCIPLINA DEI CRITERI REGOLAMENTARI E PROCEDURALI PER LA MOBILITÀ ESTERNA ED INTERNA DEL PERSONALE Approvato con Deliberazione di Giunta Comunale n.16 del 3.7.2012 ART.1 CRITERI GENERALI E AMBITO

Dettagli

OGGETTO:Sanzioni amministrative non tributarie irrogate da AAMS Devoluzione al giudice tributario - Istruzioni operative.

OGGETTO:Sanzioni amministrative non tributarie irrogate da AAMS Devoluzione al giudice tributario - Istruzioni operative. Agli Uffici regionali AAMS Loro Sedi Prot. 198/Strategie/UPN e, p.c. Al Direttore della Direzione per i Giochi c.a. Dott. Antonio Tagliaferri Al Direttore della Direzione per le Accise c.a. Dott. Diego

Dettagli

LE SANZIONI DISCIPLINARI DEL RAPPORTO DI LAVORO

LE SANZIONI DISCIPLINARI DEL RAPPORTO DI LAVORO dott. Marco Ansaldi e rag. Antonella Bolla CONSULENZA FISCALE E DEL LAVORO 25.04.2011 LE SANZIONI DISCIPLINARI DEL RAPPORTO DI LAVORO Il codice civile, con l art. 2106, attribuisce al datore di lavoro

Dettagli

Il Ministro per gli Affari Esteri

Il Ministro per gli Affari Esteri Decreto Ministeriale 16 marzo 2001, n. 032/655, Procedure di selezione ed assunzione di Personale a contratto. DM VISTATO REGISTRATO AL PERSONALE DALL UFFICIO CENTRALE DEL BILANCIO DM n. 032/655 PRESSO

Dettagli

I Soggetti responsabili.

I Soggetti responsabili. I Soggetti responsabili. Scorrendo l articolato, prima relativo al D.Lgs. n. 626/1994 ed ora al D.Lgs. n. 81/2008, risulta come alla chiara esposizione delle responsabilità di legge (D.Lgs. n. 81/2008

Dettagli

UNIONE DEI COMUNI DEL PRATOMAGNO Provincia di Arezzo

UNIONE DEI COMUNI DEL PRATOMAGNO Provincia di Arezzo UNIONE DEI COMUNI DEL PRATOMAGNO Provincia di Arezzo REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI INCARICHI AL PERSONALE DIPENDENTE AI SENSI DELL ART.53 DEL D.LGS.165/2001 ( approvato con deliberazione della Giunta

Dettagli

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di

Dettagli

SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO

SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO ARTT. 30 40 D.LGS 81/2015 IL CONTRATTO DI È IL CONTRATTO, A TEMPO INDETERMINATO O DETERMINATO, CON IL QUALE UN AGENZIA DI AUTORIZZATA METTE A DISPOSIZIONE DI UN UTILIZZATORE UNO O PIÙ LAVORATORI SUOI DIPENDENTI,

Dettagli

Circolare N.108 del 28 Giugno 2013

Circolare N.108 del 28 Giugno 2013 Circolare N.108 del 28 Giugno 2013 Lavoro a chiamata. Dal 3 luglio entrano in vigore le modalità di comunicazione on line e per sms Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che sono state

Dettagli

CCNL e modifiche unilaterali

CCNL e modifiche unilaterali CCNL e modifiche unilaterali Cosa sono i CCNL e chi sono i soggetti a cui si applicano? I Contratti collettivi nazionali di lavoro sono una tipologia di contratti di lavoro stipulati a livello nazionale

Dettagli

DECRETO BALDUZZI E RESPONSABILITÀ

DECRETO BALDUZZI E RESPONSABILITÀ DECRETO BALDUZZI E RESPONSABILITÀ Assemblea TSRM Ferrara 28 maggio 2013 Avv. Roberta Li Calzi CONCETTO DI RESPONSABILITÀ Obbligo di rispondere di un'azione antigiuridica (contraria alle norme) cioè di

Dettagli

Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05

Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05 Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05 di Marco Giardetti* La tematica del silenzio della PA è di certo una delle più dibattute e problematiche del diritto amministrativo e questo non solo perché

Dettagli

Deliberazione n.11/2003/p

Deliberazione n.11/2003/p Deliberazione n.11/2003/p REPUBBLICA ITALIANA la Corte dei conti In Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato I Collegio *** Nell adunanza congiunta

Dettagli

Avvocati obbligati a informare il cliente sulla possibilità di successo dell azione (Guida al Diritto)

Avvocati obbligati a informare il cliente sulla possibilità di successo dell azione (Guida al Diritto) Avvocati obbligati a informare il cliente sulla possibilità di successo dell azione (Guida al Diritto) Giuseppe Sileci Una delle disposizioni di maggior interesse del nuovo ordinamento forense è quella

Dettagli

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO Si chiede di precisare quali sono gli effetti delle

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LIGURIA

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LIGURIA Delibera n. 10/2009 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LIGURIA composta dai seguenti magistrati: dott. Andrea RUSSO dott. Antonio SCUDIERI dott. Giuliano GALLANTI

Dettagli

I CONTRATTI IN FORMA ELETTRONICA

I CONTRATTI IN FORMA ELETTRONICA I CONTRATTI IN FORMA ELETTRONICA ANCE- Direzione Legislazione Opere Pubbliche CAGLIARI, 27 SETTEMBRE 2013 1 LA FORMA DEI CONTRATTI ART. 11 CODICE, comma 13 - prima Il contratto è stipulato mediante atto

Dettagli

CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale

CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale Alle ipotesi codicistiche originarie del condomino assente o dissenziente la legge di riforma del condominio ha aggiunto la legittimazione

Dettagli

Ministero dell Interno

Ministero dell Interno LETTERA CIRCOLARE N Roma, data protocollo Alle Direzioni Centrali All Ufficio Centrale Ispettivo Alle Direzioni Regionali e Interregionali VV.F. Agli Uffici di Staff del Capo Dipartimento Agli Uffici di

Dettagli

CONTRATTO TIPO DI MANUTENZIONE SOFTWARE

CONTRATTO TIPO DI MANUTENZIONE SOFTWARE CONTRATTO TIPO DI MANUTENZIONE SOFTWARE Clausola tipo 1 Definizioni L Assistenza telefonica e/o online ha ad oggetto un servizio di call center di helpline via telefonica e/o telematica (via email o web

Dettagli

Oggetto: Rinnovo dei contratti per la fornitura di beni e servizi stipulati dalle pubbliche amministrazioni.

Oggetto: Rinnovo dei contratti per la fornitura di beni e servizi stipulati dalle pubbliche amministrazioni. Oggetto: Rinnovo dei contratti per la fornitura di beni e servizi stipulati dalle pubbliche amministrazioni. QUADRO NORMATIVO ( Stralcio in Allegato n.1): L art. 23 della L.62/2005 (Comunitaria 2004) ha

Dettagli

Subappalto necessario e soccorso istruttorio alla luce del d.l. n.90/2014 1.

Subappalto necessario e soccorso istruttorio alla luce del d.l. n.90/2014 1. Subappalto necessario e soccorso istruttorio alla luce del d.l. n.90/2014 1. di Arrigo Varlaro Sinisi 2 Alla luce della recente novità normativa 3 in tema di soccorso istruttorio, c è da domandarsi se

Dettagli

SISTEMA DISCIPLINARE. Venis Venezia Informatica e Sistemi S.p.A.

SISTEMA DISCIPLINARE. Venis Venezia Informatica e Sistemi S.p.A. SISTEMA DISCIPLINARE Venis Venezia Informatica e Sistemi S.p.A. Versione: 3.0 Approvato con determinazione dell Amministratore Unico il 7 novembre 2014 MO231 - pag. 1 di 5 SISTEMA DISCIPLINARE 1. PREMESSA

Dettagli

Regolamento del Personale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Decreto del Presidente del CNR del 4 maggio 2005 prot. n.

Regolamento del Personale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Decreto del Presidente del CNR del 4 maggio 2005 prot. n. Regolamento del Personale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Decreto del Presidente del CNR del 4 maggio 2005 prot. n. 0025035) SOMMARIO TITOLO I PRINCIPI GENERALI Art.1 - Finalità e ambito di applicazione

Dettagli

Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001. Sistema Disciplinare

Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001. Sistema Disciplinare Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 Sistema Disciplinare ELENCO DELLE REVISIONI 2 INDICE Introduzione... 4 Sistema disciplinare... 4 Dirigenti... 5 Amministratori...

Dettagli

RSPP e datore di lavoro: l'ingerenza determina responsabilita' penale Ipsoa.it

RSPP e datore di lavoro: l'ingerenza determina responsabilita' penale Ipsoa.it RSPP e datore di lavoro: l'ingerenza determina responsabilita' penale Ipsoa.it Stefano Maria Corso In tema di prevenzione dagli infortuni sul lavoro chiunque, in qualsiasi modo abbia assunto una posizione

Dettagli

Associazione Regionale del Piemonte QUESITO È CORRETTO POTER NON ACCOGLIERE LA RICHIESTA DI UNA DIPENDENTE

Associazione Regionale del Piemonte QUESITO È CORRETTO POTER NON ACCOGLIERE LA RICHIESTA DI UNA DIPENDENTE ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI ITALIANI Associazione Regionale del Piemonte QUESITO È CORRETTO POTER NON ACCOGLIERE LA RICHIESTA DI UNA DIPENDENTE ALLA FRUIZIONE DI UN'ASPETTATIVA PER 30 GG. AI SENSI DELLA

Dettagli

CONTRATTO DI SERVIZIO CIVILE REGIONALE TRA

CONTRATTO DI SERVIZIO CIVILE REGIONALE TRA ALLEGATO L) CONTRATTO DI SERVIZIO CIVILE REGIONALE TRA Regione Toscana DG Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale Settore Associazionismo e Impegno Sociale, C.F. 01386030488 Via di Novoli, 26 50127

Dettagli

ACCORDO DI RISERVATEZZA

ACCORDO DI RISERVATEZZA ATTENZIONE Il presente modello contrattuale ha valore di mero esempio e viene reso disponibile a solo scopo informativo. Non rappresenta in alcun modo consulenza legale. L autore non garantisce in alcun

Dettagli

LE NUOVE QUESTIONI SUL RIPARTO DELL ONERE DELLA PROVA

LE NUOVE QUESTIONI SUL RIPARTO DELL ONERE DELLA PROVA LE NUOVE QUESTIONI SUL RIPARTO DELL ONERE DELLA PROVA Bergamo, 13 Novembre 2015 Gian Paolo Valcavi 2 I punti centrali delle novità introdotte Art. 3, 2 comma sul punto dal D.lgs. 23/2015 «Esclusivamente

Dettagli

PROVVEDIMENTO 2322 DEL 6 DICEMBRE 2004

PROVVEDIMENTO 2322 DEL 6 DICEMBRE 2004 PROVVEDIMENTO 2322 DEL 6 DICEMBRE 2004 Decreto legislativo 3 novembre 2003 n. 307, di attuazione delle direttive 2002/12 CE e 2002/13 CE, che modifica i decreti legislativi 17 marzo 1995 nn. 174 e 175

Dettagli

GARE D AMBITO. IL BANDO DI GARA

GARE D AMBITO. IL BANDO DI GARA GARE D AMBITO. IL BANDO DI GARA Sommario: 1. Premessa. 2. Il modo di scelta per l affidamento del servizio. 3. I requisiti generali. 4. Le regole particolari per la partecipazione alle gare de quibus.

Dettagli

Genitori adottivi o affidatari

Genitori adottivi o affidatari Genitori adottivi o affidatari Congedo di maternità Il congedo di maternità spetta, per un periodo massimo di cinque mesi, anche alle lavoratrici che abbiano adottato un minore. In caso di adozione nazionale,

Dettagli

Nota Circolare UPPA n. 41/08. Alla Presidenza del Consiglio dei ministri Segretariato generale

Nota Circolare UPPA n. 41/08. Alla Presidenza del Consiglio dei ministri Segretariato generale UFFICIO PERSONALE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI SERVIZIO TRATTAMENTO DEL PERSONALE DFP-0027366-12/06/2008-1.2.3.3 Roma, 12 giugno 2008 Nota Circolare UPPA n. 41/08 Alla Presidenza del Consiglio dei ministri

Dettagli

favore degli iscritti www.marsh.it

favore degli iscritti www.marsh.it L assicurazione della Colpa Grave a favore degli iscritti www.marsh.it 1 Premessa Che cos è la colpa grave? E una grave negligenza, imprudenza, imperizia o una grave inosservanza di leggi e regolamenti

Dettagli

IL DIRIGENTE del SETTORE 02 RISORSE E INNOVAZIONE RENDE NOTO

IL DIRIGENTE del SETTORE 02 RISORSE E INNOVAZIONE RENDE NOTO AVVISO DI MOBILITA ESTERNA VOLONTARIA PER LA COPERTURA DI POSTI DI ESECUTORE SCOLASTICO SPECIALIZZATO CON FUNZIONI DI CUOCO - CATEGORIA B1 A PART-TIME E A TEMPO INDETERMINATO AI SENSI DELL ART. 30 DEL

Dettagli

Roma, ottobre 2013. Ai Responsabili Regionali pro tempore Ai Responsabili di Zona pro tempore

Roma, ottobre 2013. Ai Responsabili Regionali pro tempore Ai Responsabili di Zona pro tempore Roma, ottobre 2013 Ai Responsabili Regionali pro tempore Ai Responsabili di Zona pro tempore OGGETTO: NOMINA DEI RESPONSABILI DEL TRATTAMENTO DEI DATI L AGESCI Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani,

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO

CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO Studio n. 873 Nuove norme e vecchie questioni in materia di silenzio della Pubblica Amministrazione Approvato dalla Commissione Studi Civilistici il 16 maggio 1995 1.

Dettagli