GRUPPO PROVINCIALE DI MANTOVA di SUPPORTO ALLA FORMAZIONE CONTINUA DEGLI ASSISTENTI SOCIALI

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1 GRUPPO PROVINCIALE DI MANTOVA di SUPPORTO ALLA FORMAZIONE CONTINUA DEGLI ASSISTENTI SOCIALI VERBALE INCONTRO 29/11/2013 dalle ore 14,30 alle ore 16,30 SEDE: Provincia di Mantova via Don Maraglio Mantova PRESENTI: 1. Aprici Clara 2. Beccari Silvia 3. Bonomi Graziella 4. Calabretta Mariangela 5. Pallone Isabella 6. Ragone Maria 7. Vergna Mara ORDINE DEL GIORNO 1. Censimento dei presenti e comunicazioni al gruppo da parte di alcune persone assenti. 2. Aggiornamento del gruppo provinciale sui contenuti emersi nell incontro di coordinamento promosso dal Consiglio Regionale dell Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia effettuato il 18 novembre Scambio in merito alla evoluzione dei lavori nei sottogruppi quasi distrettuali; 4. Follow up dei lavori distrettuali 1. Bonomi sottolinea l importanza per la vita del gruppo dello scambio delle informazioni anche in merito alle presenze alle riunioni nonché l importanza che 2. Bonomi informa il gruppo sugli aspetti significativi emersi nell incontro regionale di coordinamento del 18 novembre. Illustra in particolare il preventivo dell attività anno 2014 presentato a nome del gruppo provinciale mantovano e la proposta di finanziamento per la realizzazione del seminario di follow up programmato per marzo/aprile 2014, già inviata a tutti i componenti del gruppo mantovano. Evidenzia inoltre la possibilità di riconoscimento dei crediti formativi anche per l attività dei sottogruppi quasi distrettuali, essendo gli stessi una articolazione del gruppo provinciale. Al riguardo è necessario che ciascun coordinatore invii a Bonomi report degli incontri e foglio firma degli stessi. 3. Silvia Beccari, assente alle due precedenti riunioni del gruppo provinciale, aggiorna sul lavoro fatto nell Ambito distrettuale di Viadana: evidenzia in particolare la positiva risposta ottenuta dai colleghi alla proposta di incontro, supportata e condivisa dal Coordinatore dell UdP, diretta alla creazione di spazi di pensiero sul servizio sociale di comunità nelle aree famiglia, sicurezza e giustizia ripartiva. Clara Aprici informa degli incontri effettuati dal Gruppo Mantova 2 che hanno consentito la costruzione di mailing lists di colleghi del territorio distrettuale di Mantova, afferenti alle aree dei servizi sociali comunali, dei servizi socio sanitari pubblici e privati e del servizio tutela minori, interessati alla ricezione di documenti di interesse della professione. Isabella Pallone informa della difficoltà a condividere il percorso con i colleghi di enti territoriali diversi. Dopo riflessione sul tema si ipotizza una consultazione della collega di Curtatone e l esplorazione della possibilità di

2 coinvolgere CSVM nel lavoro di sensibilizzazione delle OdV nella promozione della solidarietà all interno della comunità territoriale di Bagnolo S.V.. Mariangela Calabretta ribadisce quanto già emerso nei precedenti incontri in merito al lavoro del sottogruppo Alto Mantovano 4. Il gruppo dà mandato a Bonomi di consultare Ordine Professionale e Formatrice Merlini al fine di definire data e modulo organizzativo del seminario di follow up, da sottoporre al gruppo alla prossima riunione di gennaio. Si definisce la data del prossimo incontro: 24 gennaio ore 14,30 presso la sede della Provincia di Mantova. Report a cura di Graziella Bonomi Seguono i report degli incontri effettuati dai gruppi quasi distrettuali: 1.Sottogruppo Alto Mantovano Coordinato da Ivana Baruffi; 2. Sottogruppo di Mantova2 Coordinato da Clara Aprici 3.Sottogruppo di Viadana Coordinato da Silvia Beccari e Cosimo Malvaso SEDE: CASA DELLA ROSA GOITO PRESENTI: DONATELLA TERZI GHIDINI FAUSTO SCILINGO MARIA BEDULLI GRAZIA BARUFFI IVANA LOTTI MARIA VERGNA MARA CALABRETTA MARIANGELA TERESA SOETZ TERRANOVA MIRELLA GRUPPO ALTOMANTOVANO INCONTRO DEL 8 NOVEMBRE 2013 Riprendiamo il compito che ci eravamo date nell incontro precedente: fare una riflessione sul lavoro di comunità fatto nella nostra esperienza professionale, analizzando debolezze e punti di forza. Condividiamo che abbiamo tutte poca esperienza sul lavoro di comunità Ipotizziamo un percorso formativo per aggregare conoscenze e condividere riflessioni sul tema specifico. Condividiamo le esperienze concrete: - OPG: attività ludico socializzanti, gestite da educatori della cooperativa Parti inverse; laboratorio con Azienda Thun. Punti di forza: hanno trovato da parte delle aziende una buona disponibilità ad accogliere persone per esperienze socializzanti; criticità: non hanno volontari - CPS: rapporto con le aziende per inserimenti lavorativi, ma difficoltà perché è difficile procedere on inserimenti lavorativi effettivi (riflessione comune: le aziende sono sollecitate da più parti); gruppi socializzanti (laboratori di cucina e cucito); esperienze particolari (es un gruppo sportivo che aiuta una ragazza disabile)

3 - CARITAS: progetto di collaborazione con le agenzie interinali del territorio; - Lotti: riferisce di esperienza di positive esperienza parrocchiali - ASL: gruppo di supporto a persone disabili (costruito tramite occasioni informali, associazioni e l impegno di famiglia benestante); gruppo anziani presso consultorio integrato per rinforzo cognitivo - RSD/RSA: riattivazione reti familiari e associazioni al momento della dimissione in collaborazione con i servizi specialistici (psichiatria). Per la prossima volta, anche in forma scritta, proposte: - cosa facciamo noi - cosa fanno i nostri enti - cosa possono fare i nostri enti insieme Verbalizza Ivana Baruffi SOTTOGRUPPO MANTOVA 2 VERBALE INCONTRO 08/11/2013 PRESENTI: Clara Aprici, Marina Baracca, Graziella Bonomi, Graziella Simoncelli, Maria Ragone. L incontro si apre rifacendo il punto della situazione rispetto al lavoro svolto fino a questo momento: a seguito della creazione dei due sottogruppi nel territorio distrettuale di Mantova (Mantova 1 e Mantova 2), il sottogruppo Mantova 2 sta lavorando per il miglioramento delle comunicazioni e degli scambi informativi all interno della comunità professionale degli assistenti sociali. Tale sottogruppo nasce a seguito del percorso di formazione rivolto ad una trentina di Assistenti Sociali, centrato sul tema della crisi e della elaborazione di strategie di fronteggiamento anche attraverso l attività dei sottogruppi stessi. A tal fine si stabilisce di contattare le colleghe Assistenti Sociali dei vari ambiti professionali per chiedere loro se sono interessate ad essere inserite in una mailing list per ricevere informazioni varie (ad es. eventi formativi, normativa, riflessioni culturali, riguardanti la professione). Graziella Bonomi e Maria Ragone si incaricano di raccogliere i nominativi e gli indirizzi mail delle colleghe che lavorano in ambito sanitario e nelle RSA. Si ribadisce la necessità di creare un gruppo che non sia troppo grande, in quanto poi il funzionamento sarebbe difficile e rallentato e ci si dà il compito a termine di creare una rete che coinvolga anche più servizi. Il prossimo obiettivo sarà quello di creare una mailing list su un foglio excel, e successivamente stabilire quali comunicazioni condividere. VERBALIZZANTE: Clara Aprici SOTTOGRUPPO DI VIADANA Verbale del 21/11/2012 Sono presenti al primo incontro sviluppo di comunità: Cosimo Malvaso assistente sociale Comune di Bozzolo e Consorzio Servizi alla Persona di Viadana Viviana Gendarmi assistente sociale UEPE di Mantova Silvia Beccari assistente sociale UEPE di Mantova Beatrice Mondadori assistente sociale servizio sociale di base comuni ambito di Viadana

4 Rachele Vitiello assistente sociale Tutela minori Viadana e servizio sociale di base Antonella Missora assistente sociale Tutela minori Bozzolo ambito di Viadana Alessandra Froldi servizio sociale di base Comune di Viadana Daniela Marini assistente sociale Cead Viadana Psicologhe: Irina psicologa Tutela minori Bozzolo ambito di Viadana e Laura Semper psicologa tutela minori di Viadana Silvia e Cosimo illustrano le slide sull idea progettuale di approfondire il lavoro con le comunità e le motivazioni di tale scelta. Si evidenzia come questa prospettiva costituisca una grossa occasione di valorizzazione del lavoro sociale. Si ricorda che il lavoro di comunità è richiamato in modo chiaro e forte dalla dgr regionale n IX / 2505 del 16/11/2011 Un welfare della sostenibilità e della conoscenza. Linee di indirizzo per la programmazione sociale a livello locale L ultimo piano di zona dell Ambito di Viadana evidenzia nei suoi obiettivi strategici, la necessità di valorizzare il servizio sociale professionale attraverso il lavoro di comunità. Beatrice evidenzia che nel corso degli studi in servizio sociale terminati circa due anni fa veniva data molta importanza al lavoro di comunità. Purtroppo nella realtà operativa diventa difficile da applicare perché soprattutto nella situazione attuale di crisi economica viene chiesto di correre dietro le urgenze del caso singolo. Irina fa notare come all interno della formazione del progetto PIPPI sia molto presente e centrale il lavoro di comunità. Soprattutto ma non solo per quanto riguarda il ruolo delle famiglie d appoggio e del territorio in generale. Si ribadisce che le nostre sono realtà territoriali dove è ancora molto forte il senso di appartenenza al territorio, il legami di solidarietà, la dimensione di socialità per cui si parte con un pò di vantaggio e vale la pena sfruttare questa risorsa. Partire dall esperienza di sviluppo di comunità a Bozzolo per capire quali sono gli elementi che si possono estrapolare per iniziare costruire un nostro modello di sviluppo di comunità del nostro ambito. Cosimo fa un cenno all esperienza di Bozzolo ed evidenzia che in questo tipo di lavoro il servizio sociale professionale condivide in modo molto accentuato progetti ed interventi con il volontariato. Si esce da una dimensione gerarchica e si negozia, si media su interventi e progetti arrivando ad una condivisione forte. Quindi i saperi su cui fondiamo i nostri interventi hanno un loro nucleo centrale attorno a cui si innestano altri pezzi di sapere. Rimane un sapere aperto e continuamente in movimento. Viene presentata l esperienza del fondo di solidarietà co-gestito con la locale San Vincenzo del paoli e il progetto di doposcuola gestito con l associazione AGE. Cosimo evidenzia la grossa difficoltà che si incontra nelle istituzioni pubbliche nel concepire una visione dei servizi di questo tipo. Si riscontrano molte resistenze da parte delle istituzione proprio nel processo di empowerment del territorio. Ma ne vale la pena perché le risorse aumentano e gli interventi si qualificano e ne trae beneficio anche il benessere dell operatore il quale si sente anche lui parte di una comunità di relazioni. Viviana evidenzia la necessità di poter avere una mappa di risorse del volontariato a cui fare riferimento nell ambito territoriale di Viadana, per chi lavora nei servizi specialistici come l UEPE questa risorsa è fondamentale. Rachele avverte la necessità di uscire dal generale e capire meglio qual è il compito del gruppo: calibrare la esperienza del singolo operatore insieme agli altri portare all interno di ogni servizio quelle che viene appreso nel gruppo di lavoro? gli amministratori sono coinvolti? Condividono? Ignorano? Altri fanno presente i rischi di improvvisare un lavoro che richiede sperimentazione continua ma anche rigore dal punto di vista del metodo.

5 Cosa da fare per le prossime volte? Coinvolgere i colleghi assenti ed allargare ad altri attori della rete Partire con obiettivi minimi Pensare ad un spazio formativo mirato e specifico Tracciare dall esperienza di Bozzolo delle linee di metodo esportabili in altri contesti Valorizzare e capire le esperienze presenti che sono dentro un modello di sviluppo di comunità quali: Sicurezza e giustizia ripartiva Sensibilizzare le comunità attraverso momenti di riflessione aperti. Famiglie e minori Progetto doposcuola cogestito a Bozzolo con Age Progetto PIPP tutela minori Progetto accogli un sorriso Consulta del volontariato di Viadana Il progetto è riuscito ad attivare delle risorse informali attorno a famiglie fragili nel sostegno al lavoro di cura, assistenza ed educazione dei minori. Problematiche della povertà Esperienza di cogestione fondo di solidarietà Si evidenziano le difficoltà ad essere legittimati dai propri responsabili di servizio alla partecipazione di gruppo. Silvia propone di coinvolgere l Ordine per fare in modo che questa sia una formazione da fare in orario di servizio. Per la prossima volta ragionare sulle singole esperienze lavorative in termini di sviluppo di comunità e cosa portare sul tavolo. Seconda cosa sperimentarsi insieme sul lavoro e l esperienza di Bozzolo nella sua interezza. Si ribadisce la necessità di un apporto formativo mirato che dia le dritte più importanti dal punto di vista operativo e che ci orienti. Verbalizza Cosimo Malvaso

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