LEGIONELLA PNEUMOPHILA

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2 Notizie storiche La Legionella pneumophila venne scoperta nel 1976 a Filadelfia, in seguito a numerosi casi mortali di polmonite tra i delegati dell'american Legion. In quella occasione vennero contagiate 221 persone che avavano presenziato ad una conferenza nel Belview Stratford Hotel, i morti furono 34.

3 Altre Epidemie 20 casi di legionellosi (1 mortale) in un albergo della Romania nel casi di legionellosi nel 1996 in un ospedale americano. Nel novembre 1999 sono stati identificati 93 casi (5 morti) di malattia dei legionari in una fiera a Kapellen, Belgio.

4 Fattori di rischio Tra i principali fattori che determinano una maggior sensibilità alle infezioni da L. pneumophila troviamo: Immunodepressione di varia origine Età avanzata Fumo Sesso maschile

5 Condizioni di crescita L habitat ottimale è costituito dall acqua tra 25 e 55 C. Il contagio avviene abitualmente per via respiratoria tramite goccioline o aerosol disperse da: docce, piscine, torri di raffreddamento, umidificatori dei respiratori, nebulizzatori, strumenti per O 2 terapia etc.

6 Valutazione epidemiologica del titolo batterico Concentrazioni inferiori a 10 2 ufc/l indicano una presenza limitata Concentrazioni pari 10 3 ufc/l indicano una presenza non trascurabile Concentrazioni di ufc/l possono provocare rari casi di infezione Infezioni sporadiche sono da mettere in relazione ad un titolo di ufc/l

7 Fattori che influenzano la velocità di crescita Temperatura dell acqua Presenza di microrganismi (alghe, Pseudomonas) che forniscono nutrienti Presenza di protozoi (amebe) che ospitano Legionella in endosimbiosi. Presenza di ioni metallici derivanti dalla corrosione degli impianti.

8 Considerazioni Ciò che non è presente non può crescere In pratica non occorre ottenere un basso livello di Legionella pneumophila ma ricercarne la sua eradicazione..

9 Malattie da Legionella Febbre di Pontiac Malattia dei Legionari (legionellosi) Simil influenzale, Incubazione ore Risoluzione spontanea 2-5 gg Polmonite a esordio brusco mono o bilaterale Incubazione 5-6 giorni Incidenza: 4,3 casi per /anno (?!)

10 Diffusione della legionellosi Si stima che nei soli Stati Uniti si verifichino annualmente circa episodi di legionellosi. Un'elevata percentuale di individui posseggono anticorpi naturali contro la Legionella: da ciò si deduce che l'esposizione all'agente infettivo e l'eventuale infezione dovrebbero essere fenomeni piuttosto frequenti. UNI, 17/04/01

11 Ricerca di Legionella negli impianti E una analisi microbiologica abbastanza laboriosa e complessa Si basa su un prelievo di almeno un litro di acqua per ogni punto prelevato Si utilizzano dei terreni di coltura particolari Occorrono alcuni giorni per avere i risultati E abbastanza costosa LEGIONELLA PNEUMOPHILA

12 Identificazione di Legionella nei pazienti E una analisi imunoenzimatica abbastanza semplice Si basa sulla ricerca dell antigene urinario della Legionella E di rapida esecuzione Ha un costo contenuto

13 La presenza di Legionella pneumophila negli impianti può essere: Sistemica Periferica sporadica

14 Prevenzione e controllo negli impianti idrici sanitari 1. Controllo della colonizzazione tramite campionamento 2. Trattamenti di disinfezione preventiva

15 Validità statistica del campionamento In una struttura alberghiera o sanitaria con un notevole numero di camere è impensabile riuscire a campionare tutte le zone dove è possibile la presenza di una colonia di legionella. Un reale problema è costituito dal valore statistico del campionamento o in altre parole, dalla probabilità che un referto negativo su un campione generalmente con una positività inferiore al 10% sia indice di assenza di colonizzazione.

16 1 LEGIONELLA PNEUMOPHILA Andamento della probabilità di individuare una positività con una campionatura variabile (1-10%) probabilità 0,8 0,6 0,4 0, % campione

17 120 LEGIONELLA PNEUMOPHILA Probabilità di individuare x positività con un campionamento del 5% probabilità (%) positività (%)

18 Probabilità di individuare x positività con un campionamento del 10% probabilità (%) positività (%)

19 Problematiche relative alla gestione e bonifica di impianti alberghieri Estrema complessità dell impianto Temperatura d esercizio Presenza di incrostazioni in grado di inattivare il disinfettante Presenza di biofilm LEGIONELLA PNEUMOPHILA Durata del processo di bonifica

20 Misure richieste dagli organi di vigilanza in caso di legionellosi Si ordina immediatamente: 1. Di mettere in atto le misure di decontaminazione dell intero impianto idrico tramite shock termico o iperclorazione secondo quanto indicato dalle succitate linee guida * * Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi, Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano

21 Misure richieste dagli organi di vigilanza in caso di legionellosi 2. Dare comunicazione allo scrivente servizio dei provvedimenti che si intendono adottare, e dei tempi necessari per provvedere alla bonifica, e della data di effettuazione della bonifica al fine di effettuare i necessari successivi controlli

22 Controlli dopo la bonifica Campionamenti nel punto di contaminazione e in altri punti salienti dell impianto vanno effettuati con la seguente cadenza: Immediatamente dopo la bonifica Se il risultato è negativo dopo giorni Se è ancora negativo dopo 3 mesi Se negativo periodicamente ogni 6 mesi

23 Caratteristiche del trattamento di bonifica Deve assicurare il raggiungimento e il mantenimento dei livelli efficaci del disinfettante in tutti i punti dell impianto Deve essere ripetibile LEGIONELLA PNEUMOPHILA Deve avere un impatto minimo sull impianto Deve essere realizzabile in tempi compatibili con l attività alberghiera/sanitaria Deve comprendere una verifica dell efficacia Deve essere approvato dagli organi di controllo ufficiali

24 Caratteristiche della tecnologia del trattamento La tecnologia e le procedure individuate per la bonifica degli impianti dovrebbero, ove possibile, presentare delle caratteristiche di flessibilità di uso tale da consentire di utilizzare indifferentemente i vari principi attivi. Non interferire con altri tipi di trattamenti delle acque ma operare in sinergia con essi. Avere un impegno per la sua gestione compatibile con le caratteristiche sia impiantistiche che operative della struttura

25 Possibili situazioni che possono inficiare parzialmente l efficacia di un trattamento a shock chimico: Rami laterali ciechi Vasi di espansione Canapa e giunzioni Incrostazioni Miscelatori

26 Possibili situazioni che possono inficiare completamente l efficacia di un trattamento a shock chimico: By pass Pompe di calore Culle solari Tubazioni di acqua fredda che corrono parallele a tubazioni calde o in ambienti caldi.

27 Cara tteris tiche dell i mpia nto Nomina del responsabile della valutazione del rischio* Valutazione del rischio Docu menti tecnic i di suppo rto Programma degli interventi Procedure Operative Schede tecniche di registrazione

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