GLI ATENEI ITALIANI PER L OPEN ACCESS 1

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1 Allegato 1 GLI ATENEI ITALIANI PER L OPEN ACCESS 1 di Vincenzo Milanesi 1) Introduzione sulla commissione CRUI per le biblioteche di ateneo, obiettivi, azioni in corso e da intraprendere All inizio della attività della commissione abbiamo individuato una serie di obiettivi che sono in corso di raggiungimento, che sono ben noti a tutti, e i cui sviluppi saranno riportati di seguito. Oggi ci attiviamo per una significativa apertura ad una attività innovativa sulla quale è aperta una serie di aspettative e anche una discussione globale, introduciamo in modo istituzionale la valutazione delle potenzialità e delle 1 Saluto introduttivo del Prof. Vincenzo Milanesi, Rettore dell Università di Padova e Presidente della Commissione CRUI per le Biblioteche di Ateneo, al workshop nazionale «Gli atenei italiani per l Open Access: verso l accesso aperto alla letteratura di ricerca», Messina, Università degli studi, 4-5 novembre 2004.

2 possibilità di attuazione pratica dell Open Access (OA). 2) Focus sull Open Access Gli antefatti: Da diversi anni la comunità scientifica si sta interrogando sulle modalità di comunicazione dei risultati della ricerca. Ogni significativo risultato di ricerca ha un corollario di eventi comunicativi, senza i quali non vi sarebbe alcun progresso scientifico e non sarebbe possibile alcuna evoluzione della ricerca, imprescindibile dalla conoscenza delle teorie e delle esperienze di quanti ci hanno preceduto e dei colleghi che operano sulle nostre stesse linee di ricerca in altre istituzioni in qualunque parte del mondo. La comunicazione via Internet ha profondamente modificato le possibilità di comunicazione. Oggi è possibile diffondere informazione in tempo reale a tutta la comunità scientifica in ogni parte del globo. Tuttavia le aspettative di una maggiore disponibilità di informazione sono andate in parte deluse a causa dei nuovi vincoli di accesso imposti da chi detiene il monopolio della comunicazione scientifica. I grandi editori dominano il mercato delle pubblicazioni e impongono prezzi sempre più elevati per l accesso. Il paradosso è che la comunità scientifica ha sempre maggiori difficoltà ad avere a disposizione le informazioni che essa stessa produce. La comunità accademica italiana fronteggia un momento difficile. Le risorse a disposizione della ricerca scarseggiano, l Italia diminuisce la propria quota di finanziamento sul PIL scendendo agli ultimi posti in Europa, il rischio di emarginazione è alto. Occorre trovare una soluzione che ci permetta di restare all avanguardia facendo

3 attenzione all allocazione delle risorse e al tempo stesso aumenti la visibilità e l impatto dei risultati della ricerca italiana. Il paradigma dell Open Access, unito all impiego delle nuove tecnologie e dei nuovi standard di interoperabilità disponibili, rende possibile alle istituzioni dotarsi di mezzi autonomi per la disseminazione della ricerca, con i vantaggi aggiuntivi di diminuire i tempi ed i costi di pubblicazione e di vedere i propri lavori indicizzati nei più importanti repertori online e motori di ricerca diffusi in tutto il mondo. Ricordiamo in sintesi la profilatura di OA Una pubblicazione Open Access deve soddisfare due requisiti: garantire a tutti gli utilizzatori il diritto d accesso gratuito e l autorizzazione a riprodurla, utilizzarla, distribuirla, trasmetterla, purché ne sia riconosciuta la paternità intellettuale essere depositata in un archivio in linea che impiega standard tecnici adeguati e in un formato elettronico che rispetti uno standard internazionalmente riconosciuto. Per adottare la logica dell open access non occorre che le comunità scientifiche modifichino i propri stili di comunicazione. È sufficiente che gli autori scelgano di inviare i propri articoli ad una rivista ad accesso aperto per il referaggio e la pubblicazione, oppure che depositino nell archivio aperto del proprio ateneo una copia degli articoli pubblicati sulle riviste tradizionali, come già previsto negli accordi di cessione del copyright dai maggiori editori. Non si tratta di mettere in discussione il modello della revisione fra pari o l importanza dell Impact Factor. Si tratta di garantire che i lavori che espongono i risultati

4 delle ricerche, dopo essere stati sottoposti a referaggio, vengano resi disponibili ad accesso aperto e che vengano valutati al pari di quelli pubblicati secondo le modalità tradizionali ai fini concorsuali e dell assegnazione dei finanziamenti. Non dirò di più in quanto i nostri ospiti stranieri, provenienti dalle istituzioni maggiormente impegnate per l Open Access illustreranno nei dettagli l argomento. Mi sento tuttavia di sottolineare il: 3) Significato di questo convegno e dell impegno della CRUI per l accesso aperto La comunità accademica internazionale sta da tempo rivolgendo il proprio interesse all Open Access come ad una soluzione evolutiva nella crisi della comunicazione scientifica È presto ancora per dire quali modelli si affermeranno nel mondo dell editoria scientifica. È tuttavia prevedibile che qualche forma di accesso aperto, per i benefici scientifici, sociali, economici e tecnici che comporta, divenga il paradigma futuro della comunicazione scientifica. È molto significativo che più attori (istituzionali e non) abbiano attivato commissioni, gruppi di lavoro, finanziamenti per studiare le possibilità di questa innovazione nella filiera della comunicazione scientifica. Quello che è certo è che è necessario esplorare la nuova flessibilità data dal mezzo elettronico per un futuro che è davanti a noi, legato alle nuove tecnologie e ai nuovi strumenti informativi: Tra le caratteristiche evidenti: l accelerazione nella comunicazione scientifica e il valore

5 della condivisione dell informazione. Il caso dell articolo di A M. Campbell in «Science» April 2001 su di un nuovo superconduttore, annunciato da un preprint, che aveva immediatamente attivato in tutti i laboratori di superconduttività misure sul nuovo materiale e che aveva prodotto 50 e-prints sul Web prima che l articolo originale fosse pubblicato, mostra la necessità di integrare l informazione oltre che per la ricerca anche per l educazione superiore. Negli sviluppi della istituzione superiore (HE) questo comporta che l istituzione accademica sempre di più sia attiva nella generazione dell informazione scientifica e si doti direttamente degli strumenti necessari, peraltro infinitamente più leggeri di quelli della tecnologia su carta. Questo sta già avvenendo, vedi il caso di DSpace, progetto congiunto tra MIT e HP (Hewlett-Packard). In questa prospettiva sembra inevitabile l evoluzione di un sistema distribuito nel quale l informazione, garantita comunque da un sistema di controllo/accreditamento dei contributi sia largamente condivisa, nella comunità scientifica tra gli studiosi e gli studenti Dobbiamo tuttavia ricordare che i contenuti scientifici, nella forma dell articolo pubblicato, sono la prima unità/gradino di valore. Questo valore non sta solo nell articolo, ma nelle relazioni di questo con gli altri articoli, nel dialogo tra i commenti, le citazioni, le reviews: tutto ciò costruisce un ambiente informativo esteso. Il viaggio ipertestuale che possiamo compiere oggi ci fa attraversare porzioni di questo ambiente. Questo ambiente va mantenuto perché è il medium del «sapere di sfondo». Dalle domande sulle possibilità reali di mantenere un universo informativo il cui valore euristico sia almeno pari a quello

6 di cui godiamo in questo momento nasce la profonda e animata discussione sulle prospettive delle varie forme di Open Access. La paura di perdere un ordine acquisito ha certamente favorito un iniziale orientamento prudente di questa discussione. Per contro lo strapotere di poche major dell editoria internazionale nel poter definire non solo i costi, sempre più pesanti, ma anche modalità contrattuali che tendono a lasciar da parte l istituto del fair use e a far prevalere i diritti dell editore ha spinto verso una ricerca di modelli di Open Access praticabili. Possiamo a tale proposito citare l audizione, all inizio del 2004, in cui Reed Elsevier ha tentato di spiegare a una commissione di politici Britannici come poteva essere considerato accettabile un guadagno del 34% dalla vendita alle Università dei dati scientifici da loro stesse prodotti, con fondi pubblici. La situazione appariva all inizio di quest anno talmente pesante e controversa da portare: in UK alla definizione di uno «Science and Technology Committee» governativo per studiare il problema della comunicazione scientifica nella prospettiva dell uso degli strumenti avanzati, negli USA ad attivare, nello stesso senso, un indagine da parte del «House of Representatives Committee on Appropriations». Il risultato delle attività del comitato in UK, reso noto nel luglio di quest anno, è stato la raccomandazione che il governo «create a network of institutional repositories without delay and mandate all publicly funded researchers to deposit copies of their articles in those repositories, thereby making them accessible to all free of charge,

7 online». Il risultato delle attività del House of Representatives Committee on Appropriations, reso noto nello stesso mese è stato la raccomandazione che «NIH the largest science funder in the U.S. federal government draw up a plan to ensure that all research articles resulting from NIH-funded research be archived in PubMed Central 6 months after publication. Proposte simili sono in discussione in Canada, Scozia, Australia India, Norvegia La ricerca in Italia ha bisogno anche di migliorare la propria comunicazione, di non restare indietro rispetto alle iniziative che il resto del mondo sta intraprendendo. Ha bisogno di rendere raggiungibili ed evidenti tutti i suoi contributi considerando anche il problema della lingua rispetto a quella considerata veicolare per eccellenza (inglese) (il problema riguarda in particolare tutte le lingue europee). Per far sì che questo avvenga, possiamo fare molto sin d ora. La CRUI ha promosso questo convegno con l intento di sensibilizzare e coinvolgere la comunità accademica nei confronti dei benefici portati dall Open Access e di invitarla a svolgere un azione concreta di sostegno: 1) favorendo la creazione e l utilizzo di archivi istituzionali aperti in ogni ateneo (su server propri o messi a disposizione da organizzazioni specializzate) 2) favorendo la pubblicazione di articoli e risultati di ricerca sulle riviste ad accesso aperto 3) aderendo alle iniziative internazionali di promozione e sostegno all accesso aperto alla conoscenza e alla comunicazione scientifica, e in particolare alla Dichiarazione di Berlino. Questo convegno, con il significato simbolico ed attuale di cui è portatore, vuole essere il primo momento di un

8 lungo percorso verso l accesso aperto, che vedrà in prima linea la Commissione che presiedo per la definizione di linee guida e migliori pratiche che possano costituire un supporto alle istituzioni accademiche per la creazione degli archivi e la realizzazione di iniziative di editoria elettronica compatibili. La sinergia di forze in campo creatasi con l organizzazione di questo evento, che colgo l occasione per ringraziare, va mantenuta viva al servizio della comunità accademica per disegnare e costruire il futuro della comunicazione scientifica in Italia.

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