Esperienza. Ruolo attuale. Qualifiche professionali

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2 LA SOCIETA Stime a fini assicurativi per assicurazioni con dichiarazione di valori Ramo Incendio R.I. Stime a fini assicurativi per polizze All Risk speciali (Business Continuity) Perizie per operazioni straordinarie Stime di beni per finalità connesse alla redazione del bilancio di esercizio Stime per organi di controllo (società di revisione, collegi sindacali, ODV) Servizi di consulenza in materia di Enterprise Risk Management Riconciliazione cespiti per ripristino congruenza fisico-contabile Servizi per la compliance normativa

3 LA SOCIETA Ruolo attuale Titolare di OTA srl Socio fondatore di VALUE RATING & CONSULTING srl Esperienza Ricercatore a contratto presso il Dipartimento di Ricerche Aziendali dell Università degli Studi di Pavia Rappresentante nazionale di UNI presso ISO CEO di Ente di Certificazione Qualifiche professionali Dottore Commercialista CTU Tribunale di Milano Membro della Commissione ODCEC di Milano Finanza e Controllo di Gestione. Nell ambito di OTA, responsabile delle attività di valutazione asset materiali e delle relazioni esterne verso le Direzioni di varie Compagnie di Assicurazione. Nell ambito di OTA e VALUE RATING & CONSULTING, attività di Valutazione di Aziende e di servizi in tema di Enterprise Risk Management

4 L APPROCCIO ERM È responsabilità dell azienda ( Assicurato ) fornire informazioni sul rischio da trasferire, in termini comprensibili ed utilizzabili/gestibili dall Assicurazione. RISCHI DI GARANZIE RISCHI DI SOMME RISCHI DI TASSO Compagnie diverse possono quotare in modo diverso lo stesso rischio, in funzione della specifica struttura organizzativa, capacità assuntiva, trattati di riassicurazione attivati. Comportamenti non conformi a norme di legge possono compromettere i risarcimenti Non tutti i danni sono risarcibili!!

5 VALORE DELLE MERCI Analizzare la definizione di polizza Raccogliere dati e informazioni coerenti Comunicare alla Compagnia la corretta specie e natura dei beni trasportati, per evitare rischi di tasso e rischi di copertura Comunicare alla Compagnia valori corretti e coerenti, per evitare rischi di somme.

6 ESEMPIO DI DEFINIZIONE DI POLIZZA PER LA PARTITA MERCI - 1 La totalità di: prodotti costituenti oggetto di fabbricazione, o di lavorazioni anche per conto terzi e/o di commercio, in riferimento all attività esercitata materie prime, ingredienti e prodotti semilavorati, anche se in fase di lavorazione scorte e materiali di consumo, compresi: lubrificanti, combustibili, merci speciali ed infiammabili e relativi recipienti mobili

7 ESEMPIO DI DEFINIZIONE DI POLIZZA PER LA PARTITA MERCI - 2 supporti, scarti, sfridi e ritagli di lavorazione, nonché eventuali rottami e materiali in disuso o recuperabili per lavorazioni imballaggi e materiali in genere da imballo materiali di natura promozionale per l Assicurato non costituenti oggetti di valore. ( OMISSIS )

8 ESEMPIO DI DEFINIZIONE DI POLIZZA PER LA PARTITA MERCI - 3 Sono inoltre comprese, se dovute all Erario, le imposte di fabbricazione ed i diritti doganali.

9 COME DETERMINARE I VALORI? La determinazione dei valori da assicurare sempre di competenza dell assicurato, che risponde di eventuali errori DEVE soddisfare i criteri di polizza, ovvero di estimo assicurativo. Nell esempio di definizione che precede, una valutazione ad esempio di alcoolici dovrà contenere anche la valorizzazione delle accise, se coerente con le definizioni contrattuali Un errore di valutazione, comporterà un rischio di somme per l assicurato.

10 LA GESTIONE DEI KRI Key Risk Indicators I KRI: NON SONO il parametro di riferimento per valutare una decisione (PASSATO) SONO lo strumento in base al quale la decisione deve essere presa (FUTURO)

11 LA GESTIONE DEI KRI Key Risk Indicators Per quanto più è possibile, i KRI devono essere: Raccolti e gestiti in modo automatizzato Confrontati in tempo reale con le politiche aziendali e/o informazioni di mercato (interni o esterni al modello) La gestione dei dati raccolti deve generare: Un invio proattivo di alert automatici per la gestione immediata del problema rilevato, La possibilità di predisporre report e/o documentazione analitica periodica.

12 Liste di controllo DUAL USE Prodotti usati in azienda (sempre, occasionalmente, ) K R I Safe Area Piano di azione I Attention Area Piano di azione II Warning Area Piano di azione III Danger Area Piano di azione IV

13 CONCLUSIONI La gestione del rischio, inteso come conseguenza dell incertezza, deve essere gestita all interno dell azienda, in primis dalla Direzione Generale Solo il rischio residuale può essere trasferito a terzi, anche attrverso la stipula di polizze assicurative: l assicurazione risarcisce il danno economico, che quasi mai è la voce principale dei costi a carico dell impresa. Solo la gestione proattiva dell incertezza consente di dotarsi di strumenti efficaci per prevenire i sinistri ed al contempo realizzare non solo positive politiche di saving, ma anche di sfruttamento di vantaggi competitivi.

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