Sistemi Operativi mod. B. Sistemi Operativi mod. B A B C A B C P P P P P P < P 1, >

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Sistemi Operativi mod. B. Sistemi Operativi mod. B A B C A B C P 1 2 0 0 P 1 1 2 2 3 3 2 P 2 3 0 2 P 2 6 0 0 P 3 2 1 1 P 3 0 1 1 < P 1, >"

Transcript

1 Algoritmo del banchiere Permette di gestire istanze multiple di una risorsa (a differenza dell algoritmo con grafo di allocazione risorse). Ciascun processo deve dichiarare a priori il massimo impiego di risorse. Quando un processo richiede una risorsa può non venir servito istantaneamente. Quando ad un processo vengono allocate tutte le risorse deve restituirle in un tempo finito. Strutture dati per l algoritmo del banchiere Sia n il numero di processi, e m il numero di tipi di risorse. Disponibili: Vettore di lunghezza m. Se Disponibili[ j ] = k, ci sono k istanze disponibili del tipo di risorsa R j. Massimo: matrice n x m. Se Massimo[ i,j ] = k, il processo P i può richiedere al più k istanze del tipo di risorsa R j. Assegnate: matrice n x m. Se Assegnate[ i,j ] = k, a P i sono attualmente allocate k istanze di R j. Necessità: matrice n x m. Se Necessità[ i,j ] = k, P i può richiedere k ulteriori istanze di R j per completare il proprio task. Vale la relazione: Necessità[i,j ] = Massimo[i,j ] Assegnate[i,j ] Algoritmo di verifica della sicurezza 1. Siano Lavoro e Fine vettori di lunghezza m e n, rispettivamente. Si inizializzi: a) Lavoro = Disponibili b) Fine [i ] = false per i = 1,2,, n 2. Si cerchi i tale che valgano contemporaneamente: a) Fine [i ] = false b) Necessità i Lavoro Se tale i non esiste, si esegua il passo Lavoro = Lavoro + Assegnate i Fine[i ] = true si torni al passo 2. L algoritmo ha complessità m x n 2 4. Se Fine [i ] == true per ogni i, il sistema è in stato sicuro. 5 processi, da P 0 a P 4 ; 3 tipi di risorse: A (10 istanze), B (5 istanze), e C (7 istanze). Istantanea al tempo T 0 : Assegnate Massimo Disponibili P P P P P Verifica della sicurezza P > P P P P P P P P P P P P < P 1, >

2 P P P > P P < P 1, > P P P P P P < P 1, P 3, > P P P P P P < P 1, P 3, P 4, > P P P P P P < P 1, P 3, P 4, P 0,> P P P P P P < P 1, P 3, P 4, P 0,P 2 > P P P P P < P 1, P 3, P 4, P 0,P 2 > soddisfa i criteri di sicurezza

3 Algoritmo di richiesta delle risorse Sia Richiesta i il vettore delle richieste per il processo P i. Se Richiesta i [j ] = k, il processo P i richiede k istanze del tipo di risorsa R j ed esegue le seguenti azioni: 1. Se Richiesta i Necessità i, esegue il passo 2, altrimenti riporta una condizione di errore, poiché il processo ha superato il massimo numero di richieste. 2. Se Richiesta i Disponibili, esegue il passo 3, altrimenti P i deve attendere, poiché le risorse non sono disponibili. 3. Il sistema simula l allocazione al processo P i delle risorse richieste, modificando lo stato di allocazione delle risorse come segue: Disponibili = Disponibili Richiesta i Assegnate i = Assegnate i + Richiesta i Necessità i = Necessità i Richiesta i Se lo stato è sicuro si assegnano le risorse a P i. Se lo stato è non sicuro P i deve attendere, ripristinando il vecchio stato di allocazione delle risorse. Esempio (cont.): P 1 richiede (1,0,2) P P P P P Verificare che Richiesta i Necessità i (cioè, (1,0,2) (1,2,2) true ). Verificare che Richiesta i Disponibili (cioè, (1,0,2) (3,3,2) true ) Esempio (cont.): P 1 richiede (1,0,2) Esempio (cont.): P 1 richiede (1,0,2) P P P P P Simulazione dell allocazione al processo P 1 Disponibili = Disponibili Richiesta 1 Assegnate 1 = Assegnate i + Richiesta 1 Necessità 1 = Necessità 1 Richiesta 1 P P P P P L esecuzione dell algoritmo di sicurezza mostra che la sequenza <P 1, P 3, P 4, P 0, P 2 > soddisfa i requisiti di sicurezza Rilevamento del deadlock Si permette al sistema di entrare in uno stato di deadlock Sono necessari: Algoritmo di rilevamento del deadlock Algoritmo di ripristino dal deadlock Istanza singola di ciascun tipo di risorsa Impiega un grafo di attesa: I nodi rappresentano i processi. L arco P i P j esiste se P i è in attesa che P j rilasci una risorsa che gli occorre. Periodicamente viene richiamato un algoritmo che verifica la presenza di cicli nel grafo. Un algoritmo per rilevare cicli in un grafo richiede un numero di operazioni dell ordine di n 2, dove n è il numero di vertici del grafo

4 Grafo di allocazione risorse e grafo di attesa Più istanze di ciascun tipo di risorsa Un arco P i P j esiste nel grafo di attesa, se e solo se il corrispondente grafo di allocazione risorse contiene i due archi P i R q, R q P j, per una qualche risorsa R q. Grafo di allocazione risorse Grafo di attesa corrispondente Lo schema con grafo d attesa non è applicabile nel caso di istanze multiple; per questo motivo si usa il seguente algoritmo di rilevamento. Le strutture dati utilizzate sono: Disponibili: vettore di lunghezza m, indica il numero di risorse disponibili di ciascun tipo. Assegnate: matrice n x m, definisce il numero di risorse di ciascun tipo attualmente allocate a ciascun processo. Richiesta: matrice n x m, indica la richiesta corrente di ciascun processo. Se Richiesta [i,j ] = k, il processo P i richiede k istanze supplementari della risorsa R j. Nel sistema esiste uno stallo se e solo se il grafo d attesa contiene un ciclo Algoritmo di rilevamento per istanze multiple 1. Siano Lavoro e Fine due vettori di lunghezza m e n, rispettivamente. Inizialmente si ponga: a) Lavoro = Disponibili b) Per i = 1,2,, n, se Assegnate i 0, Fine[i ] = false; altrimenti, Fine[i ] = true 2. Si trovi un indice i tale che valgano entrambe le condizioni: a) Fine[i ] = false b) Richiesta i Lavoro Se tale i non esiste si vada al passo 4. Algoritmo di rilevamento per istanze multiple 3. Lavoro = Lavoro + Assegnate i Fine[i] = true si vada al passo Se Fine[ i ] == false, per qualche i, 1 i n, il sistema è in uno stato di deadlock. Inoltre, se Fine[ i ] == false, P i è in deadlock. L algoritmo richiede un numero di operazioni dell ordine di ϑ(m x n 2 ) per determinare se il sistema è in uno stato di deadlock Esempio di applicazione dell algoritmo di rilevamento Cinque processi, da P 0 a P 4 ; tre tipi di risorse: A (7 istanze), B (2 istanze), e C (6 istanze). Istantanea al tempo T 0 : AssegnateRichiestaDisponibili P P P P P La sequenza <P 0, P 2, P 3, P 1, P 4 > conduce a Fine[i] = true per tutti gli i. Esempio di applicazione dell algoritmo di rilevamento P 2 richiede un istanza supplementare della risorsa C. Assegnate Richiesta P P P P P P P P P P Stato del sistema? Può reclamare le risorse possedute dal processo P 0, ma il numero di risorse disponibili non è sufficiente a soddisfare gli altri processi deadlock: processi P 1, P 2, P 3, e P

5 Impiego dell algoritmo di rilevamento Quando richiamare l algoritmo di rilevamento dipende da: Frequenza (presunta) con la quale si verificano i deadlock; Numero di processi che vengono eventualmente influenzati dal deadlock (e sui quali deve essere effettuato un rollback): Almeno un processo per ciascun ciclo. Se l algoritmo viene richiamato in momenti arbitrari, possono presentarsi molti cicli nel grafo delle risorse non si può stabilire quale dei processi coinvolti nel ciclo abbia causato il deadlock. Alternativamente, l algoritmo può essere richiamato ogni volta che una richiesta non può essere soddisfatta immediatamente o quando l utilizzo della CPU scende al di sotto del 40%. Ripristino dal deadlock: Terminazione di processi Terminazione in abort di tutti i processi in deadlock. Terminazione in abort di un processo alla volta fino all eliminazione del ciclo di deadlock. In quale ordine si decide di terminare i processi? I fattori significativi sono: La priorità del processo. Il tempo di computazione trascorso e il tempo ancora necessario al completamento del processo. Quantità e tipo di risorse impiegate. Risorse ulteriori necessarie al processo per terminare il proprio compito. Numero di processi che devono essere terminati. Tipo di processo: interattivo o batch Ripristino dal deadlock: Prelazione su risorse Per eliminare uno stallo si può esercitare la prelazione sulle risorse, nel qual caso bisogna considerare i seguenti problemi: Selezione di una vittima È necessario stabilire l ordine di prelazione per minimizzare i costi. Rollback Un processo a cui sia stata prelazionata una risorsa deve ritornare ad uno stato sicuro, da cui ripartire. Starvation Alcuni processi possono essere sempre selezionati come vittime della prelazione: includere il numero di rollback nel fattore di costo. Esercizio 1 Si consideri la seguente situazione di deadlock: Dimostrare che le quattro condizioni necessarie sono presenti; Fissare una semplice regola che eviti il deadlock; Esercizio 1 Esercizio 1 Soluzione Soluzione Mutua esclusione Possesso ed Attesa Non prelazionabilità Attesa circolare si può immaginare ciascuna sezione della strada come una risorsa

6 Esercizio 2 Un sistema è composto da 7 processi, P 1,..., P 7, e da 6 risorse condivise, R 1,..., R 6, ciascuna di tipo diverso, non prelazionabili e ad accesso mutuamente esclusivo. La situazione del sistema è la seguente: P 1 occupa R 1 e richiede R 2 ; P 2 non occupa risorse e richiede R 3 ; P 3 non occupa risorse e richiede R 2 ; P 4 occupa R 4 e richiede sia R 2 sia R 3 ; P 5 occupa R 3 e richiede R 5 ; P 6 occupa Re e richiede R 2 ; P 7 occupa R5 e richiede R 4. Si determini, utilizzando il grafo di allocazione delle risorse, se il sistema è in deadlock e, in caso affermativo, quali sono i processi e le risorse coinvolti. Esercizio 2 Soluzione Il grafo di allocazione è il seguente: P 4 R 3 P 5 R 5 P 7 R 4 P 4 sono in deadlock Esercizio 3 Dati 4 processi, e 3 tipi di risorse: A (5 istanze), B (8 istanze), e C (16 istanze). Assegnate Massimo R tot P P P P Si determini: a. se il sistema è in uno stato sicuro; b. se l assegnazione di 1 istanza della risorsa A a P 1 garantisce il mantenimento dello stato sicuro; c. se l assegnazione di 6 istanze di C a P 3 garantisce il mantenimento dello stato sicuro. Esercizio 3.a Dati 4 processi, e 3 tipi di risorse: A (5 istanze), B (8 istanze), e C (16 istanze). Assegnate Massimo R tot P P P P Si determini: a. se il sistema è in uno stato sicuro: si calcoli il valore di Necessità ed Disponibili e si trovi una sequenza sicura Esercizio 3.a La matrice Necessità ed il vettore Disponibili sono: P P P P Il sistema è in stato sicuro poiché la sequenza < P 2, P 4, P 1, P 3 > produce i vettori Disponibili [3 5 8], [4 5 11], [4 6 15], [5 8 16]. Esercizio 3.b Dati 4 processi, e 3 tipi di risorse: A (5 istanze), B (8 istanze), e C (16 istanze). Assegnate Massimo R tot P P P P Per verificare se l assegnazione di 1 istanza della risorsa A a P 1 garantisce il mantenimento dello stato sicuro dobbiamo verificare se lo stato Disponibili = Disponibili Richiesta 1 Assegnate 1 = Assegnate i + Richiesta 1 Necessità 1 = Necessità 1 Richiesta 1 possiede una sequenza sicura

7 Esercizio 3.b La matrice Necessità ed il vettore Disponibili sono: Necessità Disponibili P P P P Il sistema è in stato sicuro poiché la sequenza < P 4, P 2, P 1, P 3 > produce i vettori Disponibili [1,5,10], [3,5,11], [4,6,15], [5,8,16]. Esercizio 3.c La matrice Necessità ed il vettore Disponibili sono: Necessità Disponibili P P P P Non esiste nessun processo le cui necessità residue possono essere soddisfatte dall attuale vettore Disponibili e quindi il sistema non è in uno stato sicuro

1. Che cos è la multiprogrammazione? Si può realizzare su un sistema monoprocessore? 2. Quali sono i servizi offerti dai sistemi operativi?

1. Che cos è la multiprogrammazione? Si può realizzare su un sistema monoprocessore? 2. Quali sono i servizi offerti dai sistemi operativi? 1. Che cos è la multiprogrammazione? Si può realizzare su un sistema monoprocessore? 2. Quali sono i servizi offerti dai sistemi operativi? 1. La nozione di multiprogrammazione prevede la possibilità di

Dettagli

Ordinamento degli eventi. Lezione 11. Osservazioni. Relazione verificato prima. Cenni ai sistemi operativi distribuiti 3. Coordinazione distribuita

Ordinamento degli eventi. Lezione 11. Osservazioni. Relazione verificato prima. Cenni ai sistemi operativi distribuiti 3. Coordinazione distribuita Lezione 11 Cenni ai sistemi operativi distribuiti 3. Coordinazione distribuita Ordinamento degli eventi Un sistema monoprocessore Unico clock Unica memoria Ordinamento degli eventi Mutua esclusione Deadlock

Dettagli

SISTEMI OPERATIVI. Deadlock (blocco critico) Domande di verifica. Luca Orrù Centro Multimediale Montiferru 04/06/2007

SISTEMI OPERATIVI. Deadlock (blocco critico) Domande di verifica. Luca Orrù Centro Multimediale Montiferru 04/06/2007 2007 SISTEMI OPERATIVI Deadlock (blocco critico) Domande di verifica Luca Orrù Centro Multimediale Montiferru 04/06/2007 Deadlock (blocco critico) 1. Si descriva il deadlock e le condizioni sotto cui si

Dettagli

Deadlock (stallo) Parte III. Deadlock

Deadlock (stallo) Parte III. Deadlock Parte III Deadlock Sistemi Operativi - prof. Silvio Salza - a.a. 2008-2009 III - 1 Deadlock (stallo) Su di un tavolo ci sono un piatto ed una forchetta A e B sono seduti al tavolo, per mangiare ciascuno

Dettagli

Deadlock e Starvation

Deadlock e Starvation DTI / ISIN / Titolo principale della presentazione 1 Deadlock e Starvation Amos Brocco, Ricercatore, DTI / ISIN 3 aprile 2012 Condivisione di risorse In un sistema si trovano delle risorse che possono

Dettagli

Sistemi Operativi II Corso di Laurea in Ingegneria Informatica

Sistemi Operativi II Corso di Laurea in Ingegneria Informatica www.dis.uniroma1.it/~midlab Sistemi Operativi II Corso di Laurea in Ingegneria Informatica Prof. Roberto Baldoni Complementi: Deadlock Tecniche di gestione del deadlock: 1. Caratterizzazione del deadlock

Dettagli

Corso di Programmazione Concorrente

Corso di Programmazione Concorrente Corso di Programmazione Concorrente Stallo Valter Crescenzi crescenz@dia.uniroma3.it http://www.dia.uniroma3.it/~crescenz Assunzione di Progresso Finito Tutti i processori virtuali hanno una velocità finita

Dettagli

Introduzione. Coordinazione Distribuita. Ordinamento degli eventi. Realizzazione di. Mutua Esclusione Distribuita (DME)

Introduzione. Coordinazione Distribuita. Ordinamento degli eventi. Realizzazione di. Mutua Esclusione Distribuita (DME) Coordinazione Distribuita Ordinamento degli eventi Mutua esclusione Atomicità Controllo della Concorrenza Introduzione Tutte le questioni relative alla concorrenza che si incontrano in sistemi centralizzati,

Dettagli

Sistemi Operativi. Scheduling della CPU SCHEDULING DELLA CPU. Concetti di Base Criteri di Scheduling Algoritmi di Scheduling

Sistemi Operativi. Scheduling della CPU SCHEDULING DELLA CPU. Concetti di Base Criteri di Scheduling Algoritmi di Scheduling SCHEDULING DELLA CPU 5.1 Scheduling della CPU Concetti di Base Criteri di Scheduling Algoritmi di Scheduling FCFS, SJF, Round-Robin, A code multiple Scheduling in Multi-Processori Scheduling Real-Time

Dettagli

Sistemi Operativi SCHEDULING DELLA CPU. Sistemi Operativi. D. Talia - UNICAL 5.1

Sistemi Operativi SCHEDULING DELLA CPU. Sistemi Operativi. D. Talia - UNICAL 5.1 SCHEDULING DELLA CPU 5.1 Scheduling della CPU Concetti di Base Criteri di Scheduling Algoritmi di Scheduling FCFS, SJF, Round-Robin, A code multiple Scheduling in Multi-Processori Scheduling Real-Time

Dettagli

Scheduling della CPU

Scheduling della CPU Scheduling della CPU Scheduling della CPU Obiettivo della multiprogrammazione: massimizzazione dell utilizzo della CPU. Scheduling della CPU: attivita` di allocazione della risorsa CPU ai processi. Scheduler

Dettagli

Sistemi Operativi SCHEDULING DELLA CPU

Sistemi Operativi SCHEDULING DELLA CPU Sistemi Operativi SCHEDULING DELLA CPU Scheduling della CPU Concetti di Base Criteri di Scheduling Algoritmi di Scheduling FCFS, SJF, Round-Robin, A code multiple Scheduling in Multi-Processori Scheduling

Dettagli

Concetti di base. Scheduling della CPU. Diagramma della durata dei CPU-burst. Sequenza Alternata di CPU Burst e I/O Burst

Concetti di base. Scheduling della CPU. Diagramma della durata dei CPU-burst. Sequenza Alternata di CPU Burst e I/O Burst Impossibile visualizzare l'immagine. Scheduling della CPU Concetti di base La multiprogrammazione cerca di ottenere la massima utilizzazione della CPU. L esecuzione di un processo consiste in cicli d esecuzione

Dettagli

PROVA FINALE V. AULETTA G. PERSIANO ALGORITMI II - -MAGIS INFO

PROVA FINALE V. AULETTA G. PERSIANO ALGORITMI II - -MAGIS INFO PROVA FINALE V. AULETTA G. PERSIANO ALGORITMI II - -MAGIS INFO 1. Load Balancing Un istanza del problema del load balancing consiste di una sequenza p 1,..., p n di interi positivi (pesi dei job) e un

Dettagli

Capitolo 5: Scheduling della CPU! Scheduling della CPU! Concetti di Base! Alternanza di Sequenze di CPU- e I/O-Burst!

Capitolo 5: Scheduling della CPU! Scheduling della CPU! Concetti di Base! Alternanza di Sequenze di CPU- e I/O-Burst! Capitolo 5: Scheduling della CPU Criteri di Scheduling Algoritmi di Scheduling Cenni Scheduling per sistemi multprocessore Modelli Asimmetrico e Simmetrico Scheduling della CPU 5.2 Concetti di Base Alternanza

Dettagli

Testing: basato su analisi dinamica del codice. Metodi Formali: basato su analisi statica del codice.

Testing: basato su analisi dinamica del codice. Metodi Formali: basato su analisi statica del codice. Convalida: attività volta ad assicurare che il SW sia conforme ai requisiti dell utente. Verifica: attività volta ad assicurare che il SW sia conforme alle specifiche dell analista. Goal: determinare malfunzionamenti/anomalie/errori

Dettagli

Coordinazione Distribuita

Coordinazione Distribuita Coordinazione Distribuita Ordinamento degli eventi Mutua esclusione Atomicità Controllo della Concorrenza 21.1 Introduzione Tutte le questioni relative alla concorrenza che si incontrano in sistemi centralizzati,

Dettagli

Stallo di processi. Definizione del problema e modellizzazione Stefano Quer Dipartimento di Automatica e Informatica Politecnico di Torino

Stallo di processi. Definizione del problema e modellizzazione Stefano Quer Dipartimento di Automatica e Informatica Politecnico di Torino Stallo di processi Definizione del problema e modellizzazione Stefano Quer Dipartimento di Automatica e Informatica Politecnico di Torino 2 Stallo (deadlock) Condizione di stallo (deadlock) Un P/T richiede

Dettagli

Il costrutto monitor [Hoare 74]

Il costrutto monitor [Hoare 74] Il monitor 1 Il costrutto monitor [Hoare 74] Definizione: Costrutto sintattico che associa un insieme di operazioni (entry, o public) ad una struttura dati comune a più processi, tale che: Le operazioni

Dettagli

Normalizzazione. Relazionali

Normalizzazione. Relazionali Normalizzazione di Schemi Relazionali Normalizzazione Forme Normali Una forma normale è una proprietà di uno schema relazionale che ne garantisce la qualità, cioè l assenza di determinati difetti Una relazione

Dettagli

Sono casi particolari di MCF : SPT (cammini minimi) non vi sono vincoli di capacità superiore (solo x ij > 0) (i, j) A : c ij, costo di percorrenza

Sono casi particolari di MCF : SPT (cammini minimi) non vi sono vincoli di capacità superiore (solo x ij > 0) (i, j) A : c ij, costo di percorrenza Il problema di flusso di costo minimo (MCF) Dati : grafo orientato G = ( N, A ) i N, deficit del nodo i : b i (i, j) A u ij, capacità superiore (max quantità di flusso che può transitare) c ij, costo di

Dettagli

Scheduling della CPU:

Scheduling della CPU: Coda dei processi pronti (ready( queue): Scheduling della CPU primo ultimo PCB i PCB j PCB k contiene i descrittori ( process control block, PCB) dei processi pronti. la strategia di gestione della ready

Dettagli

b i 1,1,1 1,1,1 0,1,2 0,3,4

b i 1,1,1 1,1,1 0,1,2 0,3,4 V o Appello // RICERCA OPERATIVA - Corso A (a.a. 9/) Nome Cognome: Corso di Laurea: L C6 LS LM Matricola: ) Si consideri il problema di flusso di costo minimo in figura. Si verifichi se il flusso ammissibile

Dettagli

LA SINCRONIZZAZIONE TRA PROCESSI

LA SINCRONIZZAZIONE TRA PROCESSI LA SINCRONIZZAZIONE TRA PROCESSI E' più complesso scrivere programmi concorrenti rispetto a programmi sequenziali in quanto non basta essere sicuri della correttezza dei singoli moduli ma è necessario

Dettagli

Scheduling della CPU. Concetti fondamentali. Concetti fondamentali. Concetti fondamentali. Dispatcher. Scheduler della CPU

Scheduling della CPU. Concetti fondamentali. Concetti fondamentali. Concetti fondamentali. Dispatcher. Scheduler della CPU Scheduling della CPU Concetti fondamentali Criteri di scheduling Algoritmi di scheduling Concetti fondamentali L obiettivo della multiprogrammazione è di avere processi sempre in esecuzione al fine di

Dettagli

Sincronizzazione e coordinamento nel distribuito

Sincronizzazione e coordinamento nel distribuito Sincronizzazione e coordinamento nel distribuito Sincronizzazione in sistemi centralizzati uso di primitive basate implicitamente sull esistenza della memoria condivisa Sincronizzazione in sistemi distribuiti

Dettagli

Il costrutto monitor [Hoare 74]

Il costrutto monitor [Hoare 74] Il monitor 1 Il costrutto monitor [Hoare 74] Definizione: Costrutto sintattico che associa un insieme di operazioni (entry o public) ad una struttura dati comune a più processi, tale che: Le operazioni

Dettagli

Capitolo 7: Sincronizzazione

Capitolo 7: Sincronizzazione Capitolo 7: Sincronizzazione Il problema della sincronizzazione. Il problema della sezione critica. Hardware per la sincronizzazione. Semafori. Problemi classici di sincronizzazione. Monitor (cenni). 7.1

Dettagli

IL PROBLEMA DELLO SHORTEST SPANNING TREE

IL PROBLEMA DELLO SHORTEST SPANNING TREE IL PROBLEMA DELLO SHORTEST SPANNING TREE n. 1 - Formulazione del problema Consideriamo il seguente problema: Abbiamo un certo numero di città a cui deve essere fornito un servizio, quale può essere l energia

Dettagli

Pronto Esecuzione Attesa Terminazione

Pronto Esecuzione Attesa Terminazione Definizione Con il termine processo si indica una sequenza di azioni che il processore esegue Il programma invece, è una sequenza di azioni che il processore dovrà eseguire Il processo è quindi un programma

Dettagli

Con il termine Sistema operativo si fa riferimento all insieme dei moduli software di un sistema di elaborazione dati dedicati alla sua gestione.

Con il termine Sistema operativo si fa riferimento all insieme dei moduli software di un sistema di elaborazione dati dedicati alla sua gestione. Con il termine Sistema operativo si fa riferimento all insieme dei moduli software di un sistema di elaborazione dati dedicati alla sua gestione. Compito fondamentale di un S.O. è infatti la gestione dell

Dettagli

3 CENNI DI TEORIA DELLA COMPLESSITA COMPUTAZIONALE. E. Amaldi Fondamenti di R.O. Politecnico di Milano 1

3 CENNI DI TEORIA DELLA COMPLESSITA COMPUTAZIONALE. E. Amaldi Fondamenti di R.O. Politecnico di Milano 1 3 CENNI DI TEORIA DELLA COMPLESSITA COMPUTAZIONALE E. Amaldi Fondamenti di R.O. Politecnico di Milano 1 Scopo: Stimare l onere computazionale per risolvere problemi di ottimizzazione e di altra natura

Dettagli

Sistemi Operativi. Lezione 7 Comunicazione tra processi

Sistemi Operativi. Lezione 7 Comunicazione tra processi Lezione 7 Comunicazione tra processi Introduzione La soluzione sw al problema della mutua esclusione è abbastanza complessa Algoritmo di Peterson La soluzione hw mediante disabilitazione degli interrupt

Dettagli

GENERAZIONE PROCESSO FIGLIO (padre attende terminazione del figlio)

GENERAZIONE PROCESSO FIGLIO (padre attende terminazione del figlio) GENERAZIONE PROCESSO FIGLIO (padre attende terminazione del figlio) #include void main (int argc, char *argv[]) { pid = fork(); /* genera nuovo processo */ if (pid < 0) { /* errore */ fprintf(stderr,

Dettagli

TSP con eliminazione di sottocicli

TSP con eliminazione di sottocicli TSP con eliminazione di sottocicli Un commesso viaggiatore deve visitare 7 clienti in modo da minimizzare la distanza percorsa. Le distanze (in Km) tra ognuno dei clienti sono come segue: 7-8 9 7 9-8 79

Dettagli

Un sistema operativo è un insieme di programmi che consentono ad un utente di

Un sistema operativo è un insieme di programmi che consentono ad un utente di INTRODUZIONE AI SISTEMI OPERATIVI 1 Alcune definizioni 1 Sistema dedicato: 1 Sistema batch o a lotti: 2 Sistemi time sharing: 2 Sistema multiprogrammato: 3 Processo e programma 3 Risorse: 3 Spazio degli

Dettagli

Esempio - Controllo di un ascensore

Esempio - Controllo di un ascensore Costruiamo un modello ground a partire dai requisiti. Dimostriamo le proprietà di correttezza desiderate n ascensori m piani che soddisfano i seguenti requisiti: 1. Ogni ascensore ha per ogni piano un

Dettagli

ESEMPIO P.L. : PIANIFICAZIONE DI INVESTIMENTI

ESEMPIO P.L. : PIANIFICAZIONE DI INVESTIMENTI ESEMPIO P.L. : PIANIFICAZIONE DI INVESTIMENTI PROBLEMA: un azienda deve scegliere fra due possibili investimenti al fine di massimizzare il profitto netto nel rispetto delle condizioni interne e di mercato

Dettagli

Criteri di Scheduling Algoritmi di Scheduling Multiple-Processor Scheduling Asymmetric/Symmetric multiprocessing Processori Multicore

Criteri di Scheduling Algoritmi di Scheduling Multiple-Processor Scheduling Asymmetric/Symmetric multiprocessing Processori Multicore Criteri di Scheduling Algoritmi di Scheduling Multiple-Processor Scheduling Asymmetric/Symmetric multiprocessing Processori Multicore 5.2 Silberschatz, Galvin and Gagne 2005 1 Massimizzare lʼutilizzo della

Dettagli

SISTEMI OPERATIVI. Prof. Enrico Terrone A. S: 2008/09

SISTEMI OPERATIVI. Prof. Enrico Terrone A. S: 2008/09 SISTEMI OPERATIVI Prof. Enrico Terrone A. S: 2008/09 Che cos è il sistema operativo Il sistema operativo (SO) è il software che gestisce e rende accessibili (sia ai programmatori e ai programmi, sia agli

Dettagli

Sistemi Operativi Kernel

Sistemi Operativi Kernel Approfondimento Sistemi Operativi Kernel Kernel del Sistema Operativo Kernel (nocciolo, nucleo) Contiene i programmi per la gestione delle funzioni base del calcolatore Kernel suddiviso in moduli. Ogni

Dettagli

Introduzione ai Metodi Formali

Introduzione ai Metodi Formali Intruzione ai Meti Formali Sistemi software anche molto complessi regolano la vita quotidiana, anche in situazioni life-critical (e.g. avionica) e business-critical (e.g. operazioni bancarie). Esempi di

Dettagli

Strumenti della Teoria dei Giochi per l Informatica A.A. 2009/10. Lecture 22: 1 Giugno 2010. Meccanismi Randomizzati

Strumenti della Teoria dei Giochi per l Informatica A.A. 2009/10. Lecture 22: 1 Giugno 2010. Meccanismi Randomizzati Strumenti della Teoria dei Giochi per l Informatica AA 2009/10 Lecture 22: 1 Giugno 2010 Meccanismi Randomizzati Docente Vincenzo Auletta Note redatte da: Davide Armidoro Abstract In questa lezione descriveremo

Dettagli

dall argomento argomento della malloc()

dall argomento argomento della malloc() Allocazione dinamica Quando? Tutte le volte in cui i dati possono crescere in modo non prevedibile staticamente a tempo di sviluppo Un array con dimensione i fissata a compile-time non è sufficiente È

Dettagli

Tipi primitivi. Ad esempio, il codice seguente dichiara una variabile di tipo intero, le assegna il valore 5 e stampa a schermo il suo contenuto:

Tipi primitivi. Ad esempio, il codice seguente dichiara una variabile di tipo intero, le assegna il valore 5 e stampa a schermo il suo contenuto: Tipi primitivi Il linguaggio Java offre alcuni tipi di dato primitivi Una variabile di tipo primitivo può essere utilizzata direttamente. Non è un riferimento e non ha senso tentare di istanziarla mediante

Dettagli

Funzioni in C. Violetta Lonati

Funzioni in C. Violetta Lonati Università degli studi di Milano Dipartimento di Scienze dell Informazione Laboratorio di algoritmi e strutture dati Corso di laurea in Informatica Funzioni - in breve: Funzioni Definizione di funzioni

Dettagli

Metodi e Modelli per l Ottimizzazione Combinatoria Il problema del flusso di costo minimo

Metodi e Modelli per l Ottimizzazione Combinatoria Il problema del flusso di costo minimo Metodi e Modelli per l Ottimizzazione Combinatoria Il problema del flusso di costo minimo L. De Giovanni G. Zambelli 1 Problema del flusso a costo minimo Il problema del flusso a costo minimo é definito

Dettagli

Corso di Sistemi Operativi Ingegneria Elettronica e Informatica prof. Rocco Aversa. Raccolta prove scritte. Prova scritta

Corso di Sistemi Operativi Ingegneria Elettronica e Informatica prof. Rocco Aversa. Raccolta prove scritte. Prova scritta Corso di Sistemi Operativi Ingegneria Elettronica e Informatica prof. Rocco Aversa Raccolta prove scritte Realizzare una classe thread Processo che deve effettuare un numero fissato di letture da una memoria

Dettagli

TEORIA DEI GIOCHI. Parte 3

TEORIA DEI GIOCHI. Parte 3 TEORIA DEI GIOCHI Parte 3 Matematica nella realtà Università Bocconi Roberto Lucchetti - Politecnico di Milano 28 Gennaio 2011 Un applicazione concreta della Teoria dei Giochi Modelli di scambio di donatori

Dettagli

1) Dati in ingresso 2 numeri, l algoritmo calcola e stampa a video la loro somma

1) Dati in ingresso 2 numeri, l algoritmo calcola e stampa a video la loro somma Algoritmo: E un insieme finito di azioni che risolvono un determinato problema, trasformando i dati di input in di dati di output (o risultati) attraverso relazioni o formule che legano i dati in ingresso

Dettagli

SOMMARIO Coda (queue): QUEUE. QUEUE : specifica QUEUE

SOMMARIO Coda (queue): QUEUE. QUEUE : specifica QUEUE SOMMARIO Coda (queue): Specifica: interfaccia. Implementazione: Strutture indicizzate (array): Array di dimensione variabile. Array circolari. Strutture collegate (nodi). Prestazioni. Strutture Software

Dettagli

Prof. Ing. Michele Marra - Appunti delle Lezioni di Ricerca Operativa Sequenze CAPITOLO II

Prof. Ing. Michele Marra - Appunti delle Lezioni di Ricerca Operativa Sequenze CAPITOLO II CAPITOLO II 2. - PROBLEMI DI SEQUENZA I problemi di sequenza si presentano ogni qualvolta vi sono delle attività che richiedono delle risorse limitate ed indivisibili e bisogna definire l'ordine secondo

Dettagli

ESERCIZIO 1 (b) Dove è memorizzato il numero del primo blocco del file? Insieme agli altri attributi del file, nella cartella che contiene il file.

ESERCIZIO 1 (b) Dove è memorizzato il numero del primo blocco del file? Insieme agli altri attributi del file, nella cartella che contiene il file. ESERCIZIO 1 Si consideri un hard disk formattato la cui memoria è suddivisa in 16 blocchi (numerati da 0 a 15). Si supponga che sull hard disk sia memorizzato un unico file, contenuto, nell ordine, nei

Dettagli

Sistemi Operativi II Corso di Laurea in Ingegneria Informatica

Sistemi Operativi II Corso di Laurea in Ingegneria Informatica www.dis.uniroma1.it/~midlab Sistemi Operativi II Corso di Laurea in Ingegneria Informatica Prof. Roberto Baldoni Complementi: Buffer I/O Gestione dei buffer e I/O scheduling: 1. Richiami sulle tecniche

Dettagli

Dimensionamento dei lotti di produzione: il caso con variabilità nota

Dimensionamento dei lotti di produzione: il caso con variabilità nota Dimensionamento dei lotti di produzione: il caso con variabilità nota A. Agnetis In questi appunti studieremo alcuni modelli per il problema del lot sizing, vale a dire il problema di programmare la dimensione

Dettagli

Tratti dal cap. 9 di: Atzeni, Ceri, Paraboschi, Torlone Basi di Dati II edizione, 1999, McGraw-Hill

Tratti dal cap. 9 di: Atzeni, Ceri, Paraboschi, Torlone Basi di Dati II edizione, 1999, McGraw-Hill /XFLGLVXOFRQWUROORGHOODFRQFRUUHQ]D Tratti dal cap. 9 di: Atzeni, Ceri, Paraboschi, Torlone Basi di Dati II edizione, 1999, McGraw-Hill $QRPDOLD /RVW8SGDWH Si considerino le due transazioni identiche: W1

Dettagli

Università di Roma Tor Vergata Corso di Laurea triennale in Informatica Sistemi operativi e reti A.A. 2014-15. Pietro Frasca.

Università di Roma Tor Vergata Corso di Laurea triennale in Informatica Sistemi operativi e reti A.A. 2014-15. Pietro Frasca. Università di Roma Tor Vergata Corso di Laurea triennale in Informatica Sistemi operativi e reti A.A. 2014-15 Pietro Frasca Lezione 5 Martedì 21-10-2014 Thread Come abbiamo detto, un processo è composto

Dettagli

Massimo Paolucci (paolucci@dist.unige.it) DIST Università di Genova. Metodi per supportare le decisioni relative alla gestione di progetti

Massimo Paolucci (paolucci@dist.unige.it) DIST Università di Genova. Metodi per supportare le decisioni relative alla gestione di progetti Project Management Massimo Paolucci (paolucci@dist.unige.it) DIST Università di Genova Project Management 2 Metodi per supportare le decisioni relative alla gestione di progetti esempi sono progetti nell

Dettagli

Progetto Lauree Scientifiche Liceo Classico L.Ariosto, Ferrara Dipartimento di Matematica Università di Ferrara 24 Gennaio 2012

Progetto Lauree Scientifiche Liceo Classico L.Ariosto, Ferrara Dipartimento di Matematica Università di Ferrara 24 Gennaio 2012 Progetto Lauree Scientifiche Liceo Classico L.Ariosto, Ferrara Dipartimento di Matematica Università di Ferrara 24 Gennaio 2012 Concetti importanti da (ri)vedere Programmazione imperativa Strutture di

Dettagli

TSP con eliminazione di sottocicli

TSP con eliminazione di sottocicli TSP con eliminazione di sottocicli Un commesso viaggiatore deve visitare 7 clienti in modo da minimizzare la distanza percorsa. Le distanze (in Km) tra ognuno dei clienti sono come segue: 3 5 7-8 9 57

Dettagli

Il Sistema Operativo. Funzionalità. Sistema operativo. Sistema Operativo (Software di base)

Il Sistema Operativo. Funzionalità. Sistema operativo. Sistema Operativo (Software di base) Sistema Operativo (Software di base) Il Sistema Operativo Il sistema operativo è un insieme di programmi che opera sul livello macchina e offre funzionalità di alto livello Es.organizzazione dei dati attraverso

Dettagli

Sistemi Operativi a.a. 2004-2005. Esercizi - 2

Sistemi Operativi a.a. 2004-2005. Esercizi - 2 Sistemi Operativi a.a. 004-005 Esercizi - Renzo Davoli Alberto Montresor. I diritti di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento parziale o totale (compresi microfilm e copie fotostatiche)

Dettagli

2. Simulazione discreta: approcci alla simulazione

2. Simulazione discreta: approcci alla simulazione Anno accademico 2007/08 Elementi di un programma di simulazione Controllore Tempo di simulazione Generatore dei dati di input Entità Eventi Attività Stati Processi Simulazione per eventi: le classi L approccio

Dettagli

Artifact Centric Business Processes (I)

Artifact Centric Business Processes (I) Introduzione Autore: Docente: Prof. Giuseppe De Giacomo Dipartimento di Informatica e Sistemistica SAPIENZA - Universitá di Roma 16 Novembre 2008 Una visione assiomatica La modellazione dei processi di

Dettagli

Monitor. Introduzione. Struttura di un TDA Monitor

Monitor. Introduzione. Struttura di un TDA Monitor Monitor Domenico Cotroneo Dipartimento di Informatica e Sistemistica Introduzione E stato introdotto per facilitare la programmazione strutturata di problemi in cui è necessario controllare l assegnazione

Dettagli

Capitolo 5: Ottimizzazione Discreta. E. Amaldi DEI, Politecnico di Milano

Capitolo 5: Ottimizzazione Discreta. E. Amaldi DEI, Politecnico di Milano Capitolo 5: Ottimizzazione Discreta E. Amaldi DEI, Politecnico di Milano 5.1 Modelli di PLI, formulazioni equivalenti ed ideali Il modello matematico di un problema di Ottimizzazione Discreta è molto spesso

Dettagli

Verifica della correttezza formale del numero di partita IVA

Verifica della correttezza formale del numero di partita IVA Verifica della correttezza formale del numero di partita IVA A tutti i soggetti che intraprendono un attività rilevante ai fini Iva (impresa, arte, professione), al momento della presentazione della dichiarazione

Dettagli

Algoritmi e strutture dati. Codici di Huffman

Algoritmi e strutture dati. Codici di Huffman Algoritmi e strutture dati Codici di Huffman Memorizzazione dei dati Quando un file viene memorizzato, esso va memorizzato in qualche formato binario Modo più semplice: memorizzare il codice ASCII per

Dettagli

Introduzione al MATLAB c Parte 2

Introduzione al MATLAB c Parte 2 Introduzione al MATLAB c Parte 2 Lucia Gastaldi Dipartimento di Matematica, http://dm.ing.unibs.it/gastaldi/ 18 gennaio 2008 Outline 1 M-file di tipo Script e Function Script Function 2 Costrutti di programmazione

Dettagli

- Trovare soluzione ottima primale ( con il simplesso o algoritmo analogo)

- Trovare soluzione ottima primale ( con il simplesso o algoritmo analogo) Se si ha un problema lineare e' possibile risolverlo in piu' modi (equivalenti ) - Trovare soluzione ottima primale ( con il simplesso o algoritmo analogo) - Trovare soluzione ottima duale (con il simplesso

Dettagli

Correttezza. Corso di Laurea Ingegneria Informatica Fondamenti di Informatica 1. Dispensa 10. A. Miola Novembre 2007

Correttezza. Corso di Laurea Ingegneria Informatica Fondamenti di Informatica 1. Dispensa 10. A. Miola Novembre 2007 Corso di Laurea Ingegneria Informatica Fondamenti di Informatica 1 Dispensa 10 Correttezza A. Miola Novembre 2007 http://www.dia.uniroma3.it/~java/fondinf1/ Correttezza 1 Contenuti Introduzione alla correttezza

Dettagli

Gestione delle Risorse

Gestione delle Risorse isorse Un sistema di elaborazione e composto da un insieme di risorse da assegnare ai processi presenti I processi competono nell accesso alle risorse Gestione delle isorse Esempi di risorse memoria stampanti

Dettagli

Il tipo di dato astratto Pila

Il tipo di dato astratto Pila Il tipo di dato astratto Pila Il tipo di dato Pila Una pila è una sequenza di elementi (tutti dello stesso tipo) in cui l inserimento e l eliminazione di elementi avvengono secondo la regola seguente:

Dettagli

I tipi di dato astratti

I tipi di dato astratti I tipi di dato astratti.0 I tipi di dato astratti c Diego Calvanese Fondamenti di Informatica Corso di Laurea in Ingegneria Elettronica A.A. 001/00.0 0 I tipi di dato astratti La nozione di tipo di dato

Dettagli

I processi. Un processo è una attività, controllata da un programma, che si svolge su un processore.

I processi. Un processo è una attività, controllata da un programma, che si svolge su un processore. I processi Cos è un processo? Un processo è una attività, controllata da un programma, che si svolge su un processore. Il programma è una entità statica che descrive la sequenza di istruzioni che devono

Dettagli

La schedulazione. E.Mumolo mumolo@units.it

La schedulazione. E.Mumolo mumolo@units.it La schedulazione E.Mumolo mumolo@units.it Concetti fondamentali Multiprogrammazione: esecuzione simultanea di più sequenze di esecuzione Pseudo-parallelismo su una sola CPU Esecuzione parallela su più

Dettagli

Seconda Prova di Ricerca Operativa. Cognome Nome Numero Matricola A 1/12 A 2/12

Seconda Prova di Ricerca Operativa. Cognome Nome Numero Matricola A 1/12 A 2/12 A / A / Seconda Prova di Ricerca Operativa Cognome Nome Numero Matricola Nota: LA RISOLUZIONE CORRETTA DEGLI ESERCIZI CONTRADDISTINTI DA UN ASTERISCO È CONDIZIONE NECESSARIA PER IL RAGGIUNGIMENTO DELLA

Dettagli

Scheduling della CPU. Sistemi multiprocessori e real time Metodi di valutazione Esempi: Solaris 2 Windows 2000 Linux

Scheduling della CPU. Sistemi multiprocessori e real time Metodi di valutazione Esempi: Solaris 2 Windows 2000 Linux Scheduling della CPU Sistemi multiprocessori e real time Metodi di valutazione Esempi: Solaris 2 Windows 2000 Linux Sistemi multiprocessori Fin qui si sono trattati i problemi di scheduling su singola

Dettagli

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità 1 I modelli di gestione per la qualità I modelli normativi I modelli per l eccellenza Entrambi i modelli si basano sull applicazione degli otto principi del TQM 2 I modelli normativi I modelli normativi

Dettagli

Algoritmi su array / 2

Algoritmi su array / 2 Corso di Informatica Algoritmi su array / Anno Accademico / Francesco Tortorella Algoritmi su array Operazioni tipiche sugli array: inizializzazione lettura stampa ricerca del minimo e del massimo ricerca

Dettagli

SCHEDULATORI DI PROCESSO

SCHEDULATORI DI PROCESSO Indice 5 SCHEDULATORI DI PROCESSO...1 5.1 Schedulatore Round Robin...1 5.2 Schedulatore a priorità...2 5.2.1 Schedulatore a code multiple...3 5.3 Schedulatore Shortest Job First...3 i 5 SCHEDULATORI DI

Dettagli

TRANSAZIONI. Una transazione è una successione di operazioni che si può concludere con successo o con insuccesso.

TRANSAZIONI. Una transazione è una successione di operazioni che si può concludere con successo o con insuccesso. Una transazione è una successione di operazioni che si può concludere con successo o con insuccesso. Nel caso di successo, i risultati delle operazioni effettuate devono essere resi definitivi; invece,

Dettagli

Corso di Informatica

Corso di Informatica Corso di Informatica Modulo T3 3-Schedulazione 1 Prerequisiti Concetto di media Concetto di varianza 2 1 Introduzione Come sappiamo, l assegnazione della CPU ai processi viene gestita dal nucleo, attraverso

Dettagli

Sistemi Operativi. ugoerr+so@dia.unisa.it 5 LEZIONE SCHEDULING DELLA CPU CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN INFORMATICA. Sistemi Operativi 2007/08

Sistemi Operativi. ugoerr+so@dia.unisa.it 5 LEZIONE SCHEDULING DELLA CPU CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN INFORMATICA. Sistemi Operativi 2007/08 Sistemi Operativi Docente: Ugo Erra ugoerr+so@dia.unisa.it 5 LEZIONE SCHEDULING DELLA CPU CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN INFORMATICA UNIVERSITA DEGLI STUDI DELLA BASILICATA Sommario della lezione Introduzione

Dettagli

Sincronizzazione distribuita: Mutua esclusione ed elezione

Sincronizzazione distribuita: Mutua esclusione ed elezione Sistemi Distribuiti Sincronizzazione distribuita: Mutua esclusione ed elezione 1 Mutua Esclusione (algoritmo centralizzato) a) Il Processo 1 chiede al coordinatore il permesso di entrare in una regione

Dettagli

3.2 Concorrenza, parallelismo e parallelismo reale

3.2 Concorrenza, parallelismo e parallelismo reale 3. PROGRAMMAZIONE CONCORRENTE 3.1 Introduzione La programmazione usuale si basa su un modello di esecuzione sequenziale, cioè sull ipotesi che le istruzioni di un programma vengano eseguite una dopo l

Dettagli

Problema del trasporto

Problema del trasporto p. 1/1 Problema del trasporto Supponiamo di avere m depositi in cui è immagazzinato un prodotto e n negozi che richiedono tale prodotto. Nel deposito i è immagazzinata la quantità a i di prodotto. Nel

Dettagli

Realizzazione di Politiche di Gestione delle Risorse: i Semafori Privati

Realizzazione di Politiche di Gestione delle Risorse: i Semafori Privati Realizzazione di Politiche di Gestione delle Risorse: i Semafori Privati Condizione di sincronizzazione Qualora si voglia realizzare una determinata politica di gestione delle risorse,la decisione se ad

Dettagli

Soluzione 1. Filosofo i

Soluzione 1. Filosofo i Filosofi a cena Il problema N filosofi si ritrovano a cena in un ristorante cinese, occupando un tavolo circolare, apparecchiato con un piatto per ogni filosofo e un bastoncino interposto fra ogni coppia

Dettagli

Programmazione concorrente in Java. Dr. Paolo Casoto, Ph.D. - 2012 1

Programmazione concorrente in Java. Dr. Paolo Casoto, Ph.D. - 2012 1 + Programmazione concorrente in Java 1 + Introduzione al multithreading 2 La scomposizione in oggetti consente di separare un programma in sottosezioni indipendenti. Oggetto = metodi + attributi finalizzati

Dettagli

Sintesi di Reti Sequenziali Sincrone

Sintesi di Reti Sequenziali Sincrone LABORATORIO DI ARCHITETTURA DEI CALCOLATORI lezione n 9 Prof. Rosario Cerbone rosario.cerbone@uniparthenope.it a.a. 2007-2008 http://digilander.libero.it/rosario.cerbone Sintesi di Reti Sequenziali Sincrone

Dettagli

Corso di Fondamenti di Informatica Algoritmi su array / 2

Corso di Fondamenti di Informatica Algoritmi su array / 2 Corso di Fondamenti di Informatica Algoritmi su array / Anno Accademico 00/009 Francesco Tortorella Algoritmi su array Operazioni tipiche sugli array: inizializzazione lettura stampa ricerca del minimo

Dettagli

Informatica 3. Informatica 3. LEZIONE 6: Il controllo dell esecuzione. Lezione 6 - Modulo 1. Errori durante l esecuzione. Il controllo dell esecuzione

Informatica 3. Informatica 3. LEZIONE 6: Il controllo dell esecuzione. Lezione 6 - Modulo 1. Errori durante l esecuzione. Il controllo dell esecuzione Informatica 3 Informatica 3 LEZIONE 6: Il controllo dell esecuzione Modulo 1: La gestione delle eccezioni Modulo 2: Programmazione concorrente Lezione 6 - Modulo 1 La gestione delle eccezioni Politecnico

Dettagli

L espressione torna invece sempre vera (quindi la soluzione originale) se cambiamo contemporaneamente il verso: 1 < 0.

L espressione torna invece sempre vera (quindi la soluzione originale) se cambiamo contemporaneamente il verso: 1 < 0. EQUAZIONI E DISEQUAZIONI Le uguaglianze fra espressioni numeriche si chiamano equazioni. Cercare le soluzioni dell equazione vuol dire cercare quelle combinazioni delle lettere che vi compaiono che la

Dettagli

Esercitazione n 4. Obiettivi

Esercitazione n 4. Obiettivi Esercitazione n 4 Obiettivi Progettare e implementare per intero un componente software in Java Linguaggio Java: Classi astratte Utilizzo di costruttori e metodi di superclasse Polimorfismo Esempio guida:

Dettagli

Problemi di soddisfacimento di vincoli. Formulazione di problemi CSP. Colorazione di una mappa. Altri problemi

Problemi di soddisfacimento di vincoli. Formulazione di problemi CSP. Colorazione di una mappa. Altri problemi Problemi di soddisfacimento di vincoli Maria Simi a.a. 2014/2015 Problemi di soddisfacimento di vincoli (CSP) Sono problemi con una struttura particolare, per cui conviene pensare ad algoritmi specializzati

Dettagli

Ricerca Operativa e Logistica

Ricerca Operativa e Logistica Ricerca Operativa e Logistica Dott. F.Carrabs e Dott.ssa M.Gentili A.A. 2011/2012 Lezione 10: Variabili e vincoli logici Variabili logiche Spesso nei problemi reali che dobbiamo affrontare ci sono dei

Dettagli

Luigi Piroddi piroddi@elet.polimi.it

Luigi Piroddi piroddi@elet.polimi.it Automazione industriale dispense del corso 10. Reti di Petri: analisi strutturale Luigi Piroddi piroddi@elet.polimi.it Analisi strutturale Un alternativa all analisi esaustiva basata sul grafo di raggiungibilità,

Dettagli

Test d ipotesi. Statistica e biometria. D. Bertacchi. Test d ipotesi

Test d ipotesi. Statistica e biometria. D. Bertacchi. Test d ipotesi In molte situazioni una raccolta di dati (=esiti di esperimenti aleatori) viene fatta per prendere delle decisioni sulla base di quei dati. Ad esempio sperimentazioni su un nuovo farmaco per decidere se

Dettagli

CALCOLATORI ELETTRONICI A cura di Luca Orrù. Lezione n.7. Il moltiplicatore binario e il ciclo di base di una CPU

CALCOLATORI ELETTRONICI A cura di Luca Orrù. Lezione n.7. Il moltiplicatore binario e il ciclo di base di una CPU Lezione n.7 Il moltiplicatore binario e il ciclo di base di una CPU 1 SOMMARIO Architettura del moltiplicatore Architettura di base di una CPU Ciclo principale di base di una CPU Riprendiamo l analisi

Dettagli