CONFRONTO TRA SISTEMI COLTURALI A DIVERSA INTENSITÀ

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1 Remigio Berruto Giangiacomo Ghiotti Giovanni Mastromonaco Dipartimento DEIAFA, Sez. Meccanica Agraria, Università di Torino Stefano Monaco Carlo Grignani Dario Sacco Barbara Moretti Sara Desogus Aldo Ferrero Francesco Vidotto Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del territorio, Università di Torino Alberto Turletti Paolo Giacomelli Anna Saglia Regione Piemonte, Assessorato Agricoltura Sandro Barra Istituto Tecnico Agrario Don Bosco di Lombriasco (TO) Ricerca finanziata dalla Regione Piemonte CONFRONTO TRA SISTEMI COLTURALI A DIVERSA INTENSITÀ Meccanizzazione ed organizzazione del sistema Obiettivi Al fine di razionalizzare le tecniche colturali impiegabili nei sistemi colturali erbacei e, più in particolare, l'impiego delle macchine e identificarne correttamente il costo per l'azienda agraria, è stata avviata dal 1996 una sperimentazione presso l'istituto Tecnico Agrario Don Bosco di Lombriasco (To). La sperimentazione, di durata poliennale, pone a confronto tre percorsi gestionali, che presentano differenze molto marcate sia nell'impiego delle macchine che nei fattori produttivi: 1. la tecnica tradizionale, dove vengono utilizzate le macchine ed i metodi normalmente in uso nell'azienda agraria piemontese; 2. la tecnica 2078, dove vengono attuate con cura le indicazioni della misura A1 del relativo regolamento comunitario e successiva evoluzione nell'azione F1 del PSR, concernenti soprattutto la riduzione dell'uso di prodotti chimici e a basso impatto ambientale; 3. la tecnica a basso input dove si utilizzano un numero minimo di operazioni necessarie alla preparazione del terreno per la semina, limitando anche in questo caso l'impiego dei prodotti chimici. Durante la ricerca per le valutazioni tecnico-economiche, è stato sviluppato dal DEIAFA un modello di calcolo dei costi delle operazioni meccaniche e dei conti colturali per ogni coltura e tecnica ipotizzata. 31

2 RICERCA E SPERIMENTAZIONE Concetti utilizzati per l'analisi tecnico-economica Calcolo dei tempi di lavoro delle macchine e dei consumi I tempi di impiego unitari delle macchine esprimono le ore di lavoro per ettaro necessarie per compiere una determinata operazione. Comprendono dei tempi effettivi, che esprimono il tempo in cui la macchina svolge l'operazione per la quale è stata progettata (es. aratura o erpicatura per le rispettive macchine), e i tempi accessori, necessari allo svolgimento dell'operazione (tempi per voltate, regolazioni e trasferimenti in campo). Calcolo dei costi delle operazioni meccaniche I costi orari di impiego delle macchine si dividono in due parti: costi fissi e costi proporzionali. I costi fissi sono dei costi che si devono sostenere, indipendentemente dall'uso più o meno intensivo che si fa della macchina. Essi rappresentano una percentuale molto importante del costo di impiego e sono tutti costi occulti per l'agricoltore, il quale non li conosce e non li sa valutare. Capita spesso che questi tenda a considerare la macchina come un bene di consumo al pari di concime o semente, identificando il costo di impiego una - tantum con il costo di acquisto. Le macchine sono al contrario un bene durevole, sempre più accessoriate e costose, il cui costo va ripartito sugli anni di impiego. I fattori che compongono i costi fissi sono: l'ammortamento del capitale; gli interessi sul capitale; assicurazioni e costo/noleggio del ricovero per la macchina; Tutti i beni durevoli comportano dei costi fissi che saranno maggiori tanto più elevato è il prezzo di acquisto della macchina e quanto più ridotto è il numero di anni di durata del mezzo. Il costo fisso viene calcolato su base annuale e la sua incidenza oraria sarà minore con l'aumentare del numero di ore lavorate. Nella sperimentazione in oggetto, prendendo come esempio il mais, i costi fissi sono pari al 21% dei costi totali e pari all' 88% se riferiti al costo delle operazioni meccaniche. I costi proporzionali variano in modo proporzionale con le ore di utilizzo delle macchine: il consumo di combustibile e di lubrificante; le manutenzioni e le riparazioni; altri eventuali materiali di consumo; la manodopera. In totale, per il mais (esclusa la manodopera), i costi proporzionali sono pari al 2,5% dei costi totali e pari al 12% se riferiti al costo delle operazioni meccaniche. Il costo orario di impiego di una macchina è la somma dei costi fissi per ora lavorata e dei costi proporzionali. Il costo unitario dell'operazione può essere calcolato in due modi: dividendo il costo orario per la capacità di lavoro espressa in ha/h; moltiplicando il costo orario per il tempo di impiego unitario per quell'operazione, espresso in h/ha. Il costo unitario dell'operazione è l'unico utilizzabile per fare delle comparazioni. Il costo orario NON può essere utilizzato perché non tiene conto della capacità di lavoro. I fattori di variazione dei tempi di impiego e dei costi della meccanizzazione I costi della meccanizzazione dipendono dai seguenti fattori superficie aziendale: l'aumento di superficie aziendale coltivata consente di aumentare i tempi di impiego della macchina in azienda, riducendo i costi orari e i costi unitari per l'operazione svolta; costo del gasolio e dei lubrificanti: la variazione di questi fattori, come prezzi, ha un'incidenza modesta sul costo dell'operazione. Un aumento del prezzo del gasolio del 20% fa lievitare solo del 2,4% i costi della meccanizzazione; valore a nuovo delle macchine: da esso derivano i costi fissi più importanti. Un aumento del 10% del valore a nuovo di una macchina, fa lievitare i costi delle operazioni dell' 8,8%. basso input tradizionale 2078 soia frumento mais soia frumento mais soia frumento mais ED ED ED AR AR AR AR AR AR ED ED ED ED ED ED ED ED ED ER SG ER ER ED ED ER ED ER SG SE SE CO ER SE CO SG TR TR SG TR Tabella 1 - Successione delle operazioni meccaniche di lavorazione del terreno per i tre percorsi colturali e per le colture di mais, soia e frumento (escluse le operazioni di coltivazione post-emergenza, del diserbo e della fertilizzazione, anno 2003) (AR=aratura, ER=erpicatura con erpice rotativo, ED=erpicatura con erpice a dischi, SE=seminatrice pneumatica, SG=seminatrice da grano,tr=trinciatura residui, CO=combinata - zappatrice e seminatrice meccanica) operatrice basso Input tradizionale 2078 aratro bivomere erpice a dischi, 2.5 m erpice rotativo, 3 m Seminatrice pneum. mais seminatrice meccanica Trinciastocchi Combinata TOTALE Tabella 2 - Impieghi di macchine per la lavorazione del terreno, anno 2003, espressi in h/anno (azienda SAU 30 ha). 32

3 In particolare si può notare come nel percorso basso input, le ore di impiego totali siano inferiori rispetto ai percorsi tradizionale e L'aratura, con 110 ore di lavoro annuo, non è presente nel basso input. In quest'ultimo percorso vi sono però incrementi di uso dell'erpice a dischi e dell'erpice rotativo in quanto utilizzati per la lavorazione principale e per le colture da sovescio. Le ore di impiego più elevate di alcune macchine nel basso input sono da riferirsi alla semina delle colture di copertura. Dunque, per le colture da sovescio le ore di impiego delle macchine sono pari a 70 h/anno di lavoro. Se si eliminano queste colture l'impiego delle macchine, nel basso input, sarebbe ancora più ridotto. Risultati dell'analisi tecnico-economica L'analisi tecnico economica qui presentata con riferimento ai risultati della sperimentazione citata, ed è espressa con riferimento ad un'azienda di 30 ha, con 7,5 ha per frumento e soia, e 15 ha per il mais. Successione delle operazioni di lavorazione terreno effettuate nei tre percorsi La tabella 1 presenta la sequenza di operazioni meccaniche per la messa a coltura del terreno, per le tre colture esaminate (grano, mais e soia) e per i tre percorsi (basso input, tradizionale e 2078) oggetto della sperimentazione. La sequenza di operazioni è quella relativa all'anno 2003 (mais e soia) e all'autunno 2002 (frumento). In particolare: 1) il percorso tradizionale e 2078 presentano le stesse operazioni; in entrambi i casi il terreno viene arato e successivamente erpicato, sia con erpice a dischi che con erpice rotativo. Esiste un'unica variante nel percorso 2078, per la coltura del mais, dove viene eseguito un passaggio in meno con l'erpice a dischi; 2) la preparazione del terreno per il percorso basso input viene effettuata solo con passate di erpice a dischi o erpice rotativo. Il terreno viene quindi preparato solo superficialmente, e i tempi di lavoro, se si considerano le sole operazioni di lavorazione terreno sono molto più bassi rispetto ai percorsi precedenti. Impiego annuo di macchine operatrici L'impiego annuo delle macchine per la lavorazione del terreno e semina nel 2003 è quello presentato in tabella 2. I dati sono espressi in ore anno per operatrice e si riferiscono a tutta la superficie dell'azienda. A comporre i costi della meccanizzazione vi sono anche altre operazioni, quali ad es. il diserbo, la concimazione e le operazioni di sarchiatura, non presentati nella tabella 2. Analisi dei costi della meccanizzazione I costi medi per le lavorazioni meccaniche, disaggregati per percorso (basso input, tradizionale e 2078) e per coltura (soia, frumento e mais) sono presentati nella tabella 3. soia frumento mais Tabella 3 - Costi medi delle operazioni meccaniche per coltura e percorso (Euro/ha/anno) Il percorso basso input consente sempre delle riduzioni dei costi delle operazioni meccaniche: 1) soia: si può notare come il basso input permetta una riduzione di circa il 10% rispetto ai percorsi tradizionale e 2078; 2) frumento: la riduzione dei costi del basso input è evidente e di circa il 30% rispetto ai percorsi tradizionale e 2078; 3) mais: anche in questo caso il percorso basso input risulta conveniente, con una riduzione di circa 21% rispetto ai percorsi 2078 e tradizionale. Per il percorso basso input questa cospicua riduzione dei costi è dovuta all'assenza di aratura e all'impiego ridotto della trattrice a potenza maggiore (227 h/anno contro 286 per il percorso tradizionale). 33

4 RICERCA E SPERIMENTAZIONE Analisi dei costi specifici I costi specifici relativi ai conti colturali sono presentati nella tabella 4 di seguito. Per tutti i sette anni di sperimentazione si sono considerati gli stessi prezzi dei fattori produttivi, e anche il valore a nuovo delle macchine, il saggio di interesse, e gli altri parametri di costo sono stati mantenuti costanti e tutti sono riferiti all'anno In questo modo le uniche differenze che si evidenziano derivano da un diverso uso dei fattori produttivi e delle macchine. soia frumento mais Tabella 4 - Costi specifici medi , per i tre percorsi e per ogni coltura (Euro/ha/anno) Il basso input presenta sempre costi medi più bassi, rispetto agli altri percorsi. Il percorso 2078, situandosi in posizione intermedia, risulta essere più vantaggioso rispetto al tradizionale. Analisi dei ricavi I prezzi dei prodotti, i premi PAC e 2078, utilizzati per il calcolo dei ricavi, sono quelli relativi al Esaminando le singole colture (tabella 5), si può evidenziare come il mais sia la coltura più redditizia nei tre diversi percorsi esaminati. Essa presenta ricavi medi superiori ai Euro/ha/anno. Tra i ricavi, per il percorso 2078 è conteggiato un ulteriore contributo di 107 Euro/ha/anno (tale importo è ciò che rimane del contributo al netto delle spese di gestione del disciplinare 2078). In assenza di tale contributo, il percorso tradizionale è quello che garantisce i maggiori ricavi per il mais. La soia, con ricavi sensibilmente inferiori rispetto al mais, è la coltura meno redditizia. In questo caso il percorso tradizionale è il meno remunerativo dei tre. Per il frumento, il percorso 2078 risulta essere il più produttivo negli anni, mentre il basso input e il tradizionale si attestano sugli stessi ricavi medi. Analisi degli utili di gestione Gli utili di gestione calcolati non considerano le quote di ammortamento dei fabbricati e derivano da una retribuzione molto ridotta della manodopera agricola. Gli utili reali sono quindi più bassi di quelli illustrati di seguito. Esaminando gli utili medi (tabella 6) rapportati alla superficie aziendale, si nota come per il percorso 2078 siano del 98% superiori rispetto a quelli del percorso tradizionale, e di circa il 25% superiori rispetto al percorso basso input. Nel caso in cui dovesse venire a mancare il contributo 2078, la sua convenienza verrebbe vanificata. Bisogna oltremodo ricordare che il percorso 2078 ha beneficiato di un contributo aggiuntivo sostanzialmente invariato negli anni, mentre l'apporto all'utile del contributo PAC si è ridotto negli anni per tutte le colture. Dunque, in assenza del contributo 2078, è il percorso basso input che consente di ottenere utili superiori rispetto agli altri percorsi colturali. A prescindere da questi scenari il contributo PAC è assolutamente necessario per garantire una redditività dell'azienda. Nel caso venisse a mancare il contributo PAC la soia risulterebbe la coltura meno indicata e non avrebbe alcuna possibilità di sopravvivenza. In questo caso il percorso basso input e le tecniche di minima lavorazione, risulterebbero, in generale, la migliore alternativa alle tradizionali pratiche agricole, consentendo di risparmiare sui costi di meccanizzazione senza danneggiare la produzione. Soluzioni per ridurre i costi della meccanizzazione Grazie ad alcune simulazioni è stato possibile studiare delle ipotesi di riduzione dei costi della meccanizzazione. Alcune delle ipotesi esaminate sono presentate di seguito: acquisto di una macchina anche per servizio contoterzi: in questo caso, si intende utilizzare la macchina 34

5 PAC Ricavi Ricavi tot PAC Ricavi Ricavi tot 2078 PAC Ricavi Ricavi tot soia frumento mais Tabella 5 - Ricavi medi e contributi comunitari, per i tre percorsi e per ogni coltura (la PAC è inclusa nei ricavi tot) (Euro/ha/anno) PAC Utili Utili tot PAC Utili Utili tot 2078 PAC Utili Utili tot soia frumento mais Utili aziendali (azienda di 30 ha) Tabella 6 - Utili di gestione medi e contributi comunitari, per i tre percorsi e per ogni coltura (Euro/ha/anno) acquistata oltre che per i lavori aziendali, anche per il contoterzismo. Va inoltre considerato che, in questo caso, occorre avere manodopera a disposizione per il periodo in cui si intende utilizzare la macchina presso altre aziende. Nel caso specifico, nel percorso tradizionale, ipotizzando di utilizzare la macchina combinata (seminatrice + zappatrice) per servizio contoterzi su 20 ha oltre ai 7,5 ha aziendali coltivati a frumento, si ottiene una riduzione di circa 65 Euro/ha/anno del costo delle operazioni di semina del frumento per l'azienda, senza considerare gli introiti che derivano dall'attività contoterzi. Dato il maggiore impiego della trattrice da 70 kw accoppiata alla macchina combinata, i costi delle operazioni meccaniche si riducono di 25 Euro/ha/anno; razionalizzazione del parco macchine aziendale: in questo caso la razionalizzazione si ottiene attraverso la riduzione del numero di operatrici e trattrici presenti in azienda. Ad es. per il percorso tradizionale rinunciando alla macchina combinata ed alla trattrice da 45 kw, impiegando un solo tipo di sarchiatrice e utilizzando esclusivamente la trattrice da 70 kw il risparmio è di 90 Euro/ha/anno; ricorso al noleggio: è corretto per le operazioni effettuate da macchine costose per poche ore l'anno. Viceversa, la sostituzione di macchine aziendali molto utilizzate (es. aratro, erpice a dischi) con il noleggio può determinare un aumento dei costi aziendali, a seguito dello scarso utilizzo delle trattrici accoppiate alle medesime. Tra le scelte che aumentano il costo della meccanizzazione, ne citiamo una per tutte: acquisto di trattrici più potenti o di macchine operatrici più grandi con la stessa superficie aziendale: l'acquisto di trattrici di potenza elevata è sconsigliabile se non si prevedono acquisti di macchine operatrici in grado di sfruttare la loro potenza e acquistare solo macchine o trattrici più grandi con la stessa superficie aziendale produce una lievitazione dei costi. Ad esempio, nell'azienda di riferimento sostituendo la trattrice da 70 kw con una da 90 kw senza variare le operatrici utilizzate, si avrà un aumento dei costi delle operazioni meccaniche pari al 9%. Ringraziamenti I risultati presentati in questa pubblicazione sono frutto del lavoro di molte persone ed enti che sotto il coordinamento del Settore Servizi di Sviluppo Agricolo della Regione Piemonte hanno partecipato nei diversi anni a questa sperimentazione: Istituto Tecnico Agrario Don Bosco di Lombriasco, ERAPRA Cuneo, Settore Agricoltura Provincia di Cuneo, Servizio Agricoltura Provincia di Torino, AGRITECNA Torino, GCS Torino, Agricoltura e Progresso Torino, GCS Cuneo. Le analisi chimiche sono state effettuate grazie al fattivo contributo del Laboratorio Agrochimico della Regione Piemonte. 35

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