LE RISORSE PER IL D.S.U. IN LOMBARDIA

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1 LE RISORSE PER IL D.S.U. IN LOMBARDIA di Gianluigi Monticelli L'articolo 17 della legge n. 33/94 della Regione Lombardia stabilisce "patrimonio e mezzi finanziari" per il funzionamento degli Enti per il diritto allo studio universitario. Si legge: 1) Gli I.S.U. hanno un proprio patrimonio costituito da elargizioni di enti e di privati per gli scopi di istituto, nonché da beni immobili e mobili derivati da acquisti, donazioni, eredità e legati. 2) Gli I.S.U. dispongono dei seguenti mezzi finanziari: a) finanziamento della Regione; b) rendite, interessi e frutti dei propri beni patrimoniali, nonché proventi derivanti dai servizi erogati; c) donazioni, eredità e legati; d) contributi o finanziamenti di enti, istituzioni e privati per gli scopi di istituto. Il finanziamento regionale è articolato in due parti: il contributo di gestione (il più consistente) e quello per spese in conto capitale. In questo articolo verrà considerato principalmente l'impegno della Regione relativamente al contributo di gestione previsto dall'art. 37 comma 2 (a) (l.r. 33/94): "...2) Per quanto riguarda la spesa corrente la Giunta Regionale, sentiti gli I.S.U., determina annualmente: a) l'ammontare del contributo di gestione a ciascun I.S.U., tenuto conto prioritariamente, del numero degli studenti iscritti a ciascuna università, delle tipologie e degli standard dei servizi sia fruibili dalla generalità degli studenti che attribuibili per concorso, tanto attivati, quanto da attivarsi, ivi comprese le spese per la manutenzione straordinaria;...". Il numero di studenti iscritti nelle università della Lombardia (Tab. I) ha subito un incremento anche in questi ultimi quattro anni accademici mentre era pronosticata una contrazione del numero degli iscritti in correlazione con il calo delle nascite negli anni settanta. Si è passati, infatti, da studenti nell'anno accademico 1992/93 a nell'anno accademico 1995/96. Per quanto riguarda l'università degli Studi di Milano l'andamento è di crescita sia per quanto riguarda i valori assoluti sia per i valori percentuali (dal 40.2% nell'anno accademico 1992/93 al 41.1% nell'anno accademico 1995/96, degli studenti universitari lombardi). Solo l'università Bocconi e quelle di Bergamo e Brescia presentano un analogo andamento positivo dei due parametri nei quattro anni considerati. Interessanti sono le considerazioni che si possono fare sul numero degli studenti iscritti "fuori corso" che nel passato (ma non troppo), è stato considerato come parametro utile per sfavorire l'attribuzione di risorse per gli studenti della nostra università. Risorse che

2 servono per garantire, o favorire, il diritto allo studio, da considerarsi nelle sue varie forme e non solo come attribuzione di borse di studio. Tab. I - STUDENTI ISCRITTI NELLE UNIVERSITÀ DELLA LOMBARDIA A. A. 1992/93* 1993/94* 1994/95* 1995/96** n. % n. % n. % n. % Statale MI , , , ,1 Politecnico , , , ,4 Bocconi , , , ,0 Cattolica , , , ,7 IULM , , , ,9 LIUC 771 0, , , ,7 Pavia , , , ,1 Bergamo , , , ,6 Brescia , , , ,5 Totale , , , ,0 Tab. II - ISCRITTI "FUORI CORSO" NELLE UNIVERSITÀ LOMBARDE A. A. 1992/93* 1993/94* 1994/95* 1995/96** n. % n. % n. % n. % Statale MI , , , ,7 Politecnico , , , ,6 Bocconi , , , ,4 Cattolica , , , ,0 IULM , , , ,2 LIUC 0 0,0 11 0,0 45 0, ,4 Pavia , , , ,7 Bergamo , , , ,7 Brescia , , , ,4 Totale , , , ,0 In realtà alcuni usano pretestuosamente, o per errore, l'argomento "fuori corso" (Tab. II) fermandosi al dato in valore assoluto senza considerare l'incidenza percentuale delle varie università al fenomeno "fuori corso" nel sistema universitario lombardo. È fin

3 troppo ovvio che le Università con più studenti hanno anche più iscritti fuori corso. Non si capisce perché, questi studenti, dovrebbero essere tutti concentrati alla Statale di Milano o in qualche altra Università. L'analisi dei dati nella tabella II mostra chiaramente che l'incidenza dei "fuori corso" nella nostra università non è dissimile da quella che interessa gli altri atenei lombardi. anzi, per quanto riguarda la Statale milanese, si è passati dal 42.2% nell'anno accademico 1992/93 al 39.7% degli studenti iscritti nelle università lombarde, nell'anno accademico 1995/96, e questo quando i nostri studenti rappresentano il 41.1% del totale. Un simile saldo positivo (incidenza iscritti - incidenza iscritti "fuori corso"), è presentato, nello stesso anno accademico, anche da: Bocconi, IULM, LIUC, e Università di Brescia. La spesa per il diritto allo studio universitario riguarda la Regione dal 1981 quando con la legge n. 7 vennero trasformate le Opere Universitarie negli attuali I.S.U., enti regionali strumentali dotati di propri bilanci e di autonomia funzionale. Le risorse finanziarie degli I.S.U. derivano dagli stanziamenti del bilancio regionale, per una quota di circa il 70-80% e, per la restante parte, da entrate proprie e dai corrispettivi dei servizi resi agli studenti. Gli stanziamenti del bilancio regionale comprendevano (fino a due anni fa) anche quote delle tasse universitarie mentre ora comprendono la apposita tassa regionale per il diritto allo studio, pagata dagli studenti. Gli stanziamenti regionali dal 1990 al 1996, sia per la spesa corrente sia per spese in conto capitale, sono riportati in Tab. III. Tab. III - TRASFERIMENTI REGIONALI AGLI ISU (miliardi di lire) Anno Spesa corrente 41,5 48,0 47,0 56,5 58,8 79,5 84,3 Spesa in conto capitale 4,5 8,5 7,0 6,0 4,5 3,5 3,9 Totale 46,0 56,5 54,0 62,5 63,3 83,0 88,2 Analisi sull'azione svolta dalla Regione nel primo decennio di impegno nel D.S.U. ( ) mostrano che la spesa è venuta progressivamente riducendosi in termini relativi soprattutto a causa dell'enorme incremento del numero degli studenti nei nostri atenei (1). Come fa notare Raffaele Bisignani (1) nel Rapporto '93 "la spesa per studente del 1981, corrispondente ai valori odierni a circa lire, era calata nel '91 a lire circa. Negli ultimi anni del decennio preso in considerazione, tuttavia, l'andamento

4 aveva registrato un'inversione di tendenza piuttosto significativa con incrementi superiori al tasso di inflazione". Il piano di riparto dei fondi stanziati per il D.S.U. viene deliberato annualmente dal Consiglio regionale che stabilisce anche le priorità di intervento e i criteri per la tariffazione dei servizi. I dati sul riparto dei fondi per spesa corrente (contributi di gestione) dal 1993 al 1996 sono riportati in Tab. IV mentre in Tab. V è stata calcolata la relativa spesa per studente, sostenuta dalla Regione nei vari anni e nelle varie università. Tab. IV - CONTRIBUTI DI GESTIONE Anno Lit % Lit % Lit % Lit % Statale MI , , , ,8 Politecnico , , , ,7 Bocconi , , , ,1 Cattolica , , , ,6 IULM , , , ,7 LIUC 0 0, , , ,5 ISEF , , , ,5 BRERA , , , ,1 NUOVA ACC , , , ,0 Pavia , , , ,4 Bergamo , , , ,2 Brescia , , , ,1 Totale , , , ,0 Si passa da una spesa media per studente di circa lire nel 1993 a circa lire nel '96. L'andamento è positivo ma le differenze dei valori di spesa/studente, relativamente alle varie università, sono considerevoli. Questa realtà non consente di offrire uguali opportunità agli studenti iscritti nei vari atenei lombardi come se, paradossalmente, il diritto allo studio universitario fosse diverso in dipendenza della sede frequentata dallo studente. Se sono i docenti, le idee e le attrezzature che rendono un ateneo "di eccellenza", per quanto riguarda i diritti degli studenti, il sistema universitario lombardo deve crescere in modo, il più possibile, omogeneo.

5 Tab. V - SPESA REGIONALE PER STUDENTI NELLE DIVERSE UNIVERSITÀ (contributi di gestione) Anno Lit % Lit % Lit % Lit % Statale MI , , , ,6 Politecnico , , , ,6 Bocconi , , , ,9 Cattolica , , , ,6 IULM , , , ,5 LIUC 0 0, , , ,5 Pavia , , , ,5 Bergamo , , , ,4 Brescia , , , ,0 Spesa media/studente , , , ,0 Non va sottovalutato, peraltro, il peso che il contributo degli studenti (sotto forma di tassa regionale) ha sullo stanziamento regionale a favore del diritto allo studio universitario. Nel 1996 questa quota ha addirittura superato, anche se di poco, le risorse aggiuntive messe a disposizione dalla Regione, come appare dai dati in Tab. VI relativi al piano di riparto fra gli I.S.U. delle varie università. I dati sopra riportati potrebbero essere ampiamente commentati e potrebbero essere analizzate le ragioni di una simile realtà; non era il mio intendimento quando ho cominciato a scrivere questa nota. Volevo solo fornire una collezione e una rielaborazione di dati (del resto già noti agli addetti ai lavori) al fine di indurre riflessioni e considerazioni nella nostra comunità universitaria che, sicuramente, mira a maggiori servizi e opportunità. Per il prossimo futuro saranno necessarie, e inderogabili, forti e coraggiose iniziative e scelte politiche per riequilibrare e potenziare il sistema lombardo del diritto allo studio universitario. (*) dati estratti dall'"allegato statistico" in "Il diritto allo studio nel sistema universitario lombardo - Rapporto '95 - '96", IRER - Regione Lombardia, Milano I dati riportati in questa fonte differiscono da quelli presenti sulle pagine WWW del MURST. (**) dati comunicati dalle varie Università.

6 Tab. VI - CONTRIBUTO DI GESTIONE - PIANO DI RIPARTO ANNO 1996 I.S.U. Risorse aggiuntive regionali % Versati dalle Università e trasferiti ai relativi I.S.U. % Totale contr. gestione (ved. Tab. IV) % Statale Mi , , ,8 Politecnico , , ,7 Bocconi , , ,1 Cattolica , , ,6 IULM , , ,7 LIUC , , ,5 ISEF , , ,5 BRERA , , ,1 NUOVA ACC , , ,0 Pavia , , ,4 Bergamo , , ,2 Brescia , , ,1 Totale , , ,0 (1) R. Bisignani - "Il diritto allo studio in Lombardia. L'iniziativa regionale nel 1993" in "Il diritto allo studio nel sistema universitario lombardo. Rapporto '93", Franco Angeli ed., Milano Informazione Universitaria 3(1): 1, 3 (1997)

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