REGOLE PER SERVIRE CON OGNI PERFEZIONE I POVERI INFERMI 1

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1 REGOLE PER SERVIRE CON OGNI PERFEZIONE I POVERI INFERMI Milano, giugno «Regole» approvate dal Superiore Generale dell'ordine dei Ministri degli Infermi, il P. Generale Nigli, dai Consultori e da San Camillo de Lellis in occasione di una loro visita alla «Ca' Granda» di Milano. Nel decreto di approvazione si ordina che le «regole» siano osservate fedelmente da padri e fratelli, e nessuno osi mai modificarle arbitrariamente. Testo stampato nel, col consenso dell'amministrazione dell'ospedale, ed esposto in corsia. Sono «regole» in sette capitoli. Comprendono direttive per tutti i religiosi in servizio in ospedale, sia generiche, sia particolari secondo i compiti d'assistenza corporale o spirituale, nei diversi turni di giorno o di notte, con le differenti responsabilità di capo o di aiuto. Ai suggerimenti tecnici si accompagnano quelli spirituali. I - REGOLE CHE SI OSSERVANO DAI NOSTRI CONFRATELLI NELL'OSPEDALE MAGGIORE DI MILANO PER SERVIRE CON OGNI PERFEZIONE I POVERI INFERMI I fratelli che non hanno fatto la guardia, appena svegli si vestano, rassettino il proprio letto, e, quando sarà stato dato il segno dell'orazione mentale, si rechino dove essa dovrà aver luogo. Finita l'ora dell'orazione, ciascuno vada nella propria corsia e faccia qui quello che è compito suo, secondo il proprio ufficio. Il fratello che va di guardia in corsia, per prima cosa veda se c'è da dar da mangiare in anticipo a qualche infermo per la febbre. In tal caso gli dia quello che il fratello infermiere cor porale avrà ordinato. Poi si accinga a pulire la bocca ai poveri, usando diligenza nel nettare le lingue. Osservi quello che si richiede per questo. Dia ai poveri i vasi di vetro per l'urina, e si trattenga in reparto fino a un'ora e mezza prima del pranzo dei poveri. Il fratello di guardia nella corsia di quelli che hanno vegliato durante la notte, li svegli all'ora decisa dai superiori, e, tornato giù, rivolti la clessidra. San Camillo de Lellis, Scritti di san Camillo de Lellis, raccolti e presentati da p. Mario Vanti m.i., pp. 00-, n. LXXII, Ed. Il Pio Samaritano, Milano-Roma, 9. Cfr. Id. a cura di G. Sommaruga (trascrizione in lingua moderna), Ed. Camilliane, Torino, 99, pp. -

2 Nessuno si allontani dalla corsia quando è di guardia se non ha prima avvertito un altro fratello che al posto suo abbia cura del reparto perché i poveri non patiscano. Mentre il medico visita, tutti i fratelli si trovino in corsia per le necessità che capitano abitualmente in tal tempo. Avvicinandosi l'ora del pranzo dei poveri, ognuno faccia quello che deve secondo il proprio incarico. Dopo che i poveri avranno mangiato, quando si darà il segno, i fratelli tolgano le scodelle. Abbiano cura di girare spesso nel reparto quando i malati mangiano, per aiutare i gravi. Li coprano d'inverno per ripararli dal freddo. Tolgano i tavolini e li pongano fra i letti. 8 Finito il pranzo dei poveri e dato il segno di andare in sacrestia, tutti subito ci vadano, osservando la stessa cosa ogni volta che sia stato dato il segno. Da quest'ora fino al tempo di rassettare i letti staranno di guardia sei fratelli, tre per ogni ora, divisi uno per reparto: e questi saranno i quattro che hanno fatto la guardia quella notte e i due che hanno vegliato la notte prima, dividendosi i reparti come al solito. 9 Quando si darà il segno di rassettare i letti dei poveri, ognuno vada in fretta nella sua corsia e riordini i letti con il compagno datogli dal superiore. Con tale compagno farà an che la guardia la notte. Nel rassettare i letti si osservi il modo solito. 0 Una volta riordinati i letti ciascuno stia nel proprio reparto. Nessuno se ne allontani senza prima aver avvertito il fratello infermiere corporale. Quando si darà il segno della cena dei poveri, si osservi il modo di cui si è parlato sopra circa il pranzo. Finita la cena dei poveri e dato il segno, si vada in sacrestia. Qui i fratelli infermieri corporali avvertano quelli che devono iniziare la guardia circa ciò che c'è da fare. Quando si darà il segno di benedire il cibo dei poveri, i fratelli vadano al luogo indicato e rispondano con devozione alla preghiera. Nessuno, neppure il fratello infermiere corporale, dia agli ammalati né minestra né altro cibo se non ciò che il medico avrà ordinato. Quando si è di guardia, se bisognerà porre a letto qualche ammalato appena entrato, si chiami il fratello infermiere corporale di quella corsia; così pure non si portino gli ammalati da un letto all'altro senza il consenso di questo fratello. Non si prenda dagli altri reparti nessuna cosa senza il permesso del fratello infermiere generale.

3 Quando il padre sacerdote porterà l'eucaristia ai poveri, sarà accompagnato da quattro fratelli rivestiti di cotta e con quattro torce accese. Il fratello infermiere generale porrà la tovaglia; gli altri fratelli portino una candelina accesa e aiutino poi i poveri a purificare la bocca, stando attenti perché la particola venga deglutita dai malati. Suggeriscano loro anche qualche pensiero spirituale. Nessuno dei nostri osi avere eccessiva familiarità col personale dell'ospedale - chiunque egli sia - né con altri secolari, e neppure si trattenga con loro o parli se non di cose che riguardano il servizio degli infermi, e dia loro quel buon esempio che si conviene a servi di Dio. 8 Durante il giorno avrà cura della clessidra e di suonare il campanello il fratello infermiere corporale o anche il fratello infermiere spirituale della corsia dove ha fatto la guardia quella notte. 9 Quando si celebra la Messa e si dicono le litanie, nessuno stia fuori dell'inferriata eccetto il fratello infermiere generale; e, i giorni in cui si comunicano, non si allontanino dall'altare finché non sia dato il segno, dopo un quarto d'ora. 0 Se un povero si trovasse in agonia gli stia sempre vicino uno dei nostri in preghiera e gli dica alcuni pensieri spirituali secondo il metodo solito. Se l'agonia si prolungasse, ogni fratello ci stia per un'ora, tenendo il crocifisso, l'acqua benedetta, il libro per la raccomandazione dell'anima e il lumino acceso. Dopo morto gli si faccia il funerale. Sarà presente il padre sacerdote, accompagnato da tre fratelli, uno dei quali porterà la croce e gli altri le candele accese. II. REGOLE PER I FRATELLI CHE FANNO LA PRIMA GUARDIA DI NOTTE I due fratelli a cui tocca fare la prima guardia, andranno in reparto all'ora fissata dal superiore, e vi staranno fino a mezzanotte secondo le circostanze. Giunti in corsia vedano se vi è brodo ristretto, uova e tutto ciò che è necessario per ristorare i poveri durante la notte. Mettano in disparte la minestra anche per quelli che mangiano più tardi, ai quali daranno la cena dopo che sarà calata la febbre, regolandosi in ogni cosa secondo le consegne che troveranno sulla credenza, scritte dai fratelli infermieri corporali. Girino spesso dappertutto nel reparto e visitino i gravi. Nel parlare e nel camminare non facciano rumore. Se vedono che un ammalato si aggrava così che bisogna dargli l'olio Santo, subito avvertano il padre sacerdote di guardia in quella settimana.

4 Mezz'ora prima della mezzanotte tolgano l'acqua a quei malati che la mattina seguente intendano comunicarsi, in base a quanto il sacerdote avrà ordinato. Nell'estate, appena giunti nella corsia dove sono di guardia, diano un po' d'acqua a tutti i poveri, avvertendo di dare acqua ferruginosa a quelli che hanno la diarrea e acqua dolce a quelli che hanno una malattia causata da punture di insetti. Spesso controllino i lumi accesi in tutto l'ospedale. Dopo che saranno stati ristorati i poveri e sarà stato dato da mangiare a quelli che si cibano più tardi, se resta tempo i fratelli facciano la meditazione della mattina per un'ora, o anche per mezz'ora secondo il tempo che rimane loro. 8 Quando c'è qualche morente il fratello infermiere generale si trattenga con lui: questo si osservi durante la prima guardia. 9 Se occorreranno lenzuola per i gravi, si prendano dai letti già preparati della stessa corsia in cui si trovano questi malati. 0 Alla fine sveglino la seconda guardia all'ora decisa dal superiore. Giunti giù, scendendo per la scala dalla parte del fossato, i fratelli della prima guardia informino quelli della seconda guardia di ciò che hanno fatto e di ciò che è capitato nella corsia ai malati che hanno la febbre e ai gravi, perché al mattino la seconda guardia ne avverta i fratelli infermieri corporali. III. REGOLE PER I FRATELLI CHE FANNO LA SECONDA GUARDIA I fratelli della seconda guardia, che si saranno ritirati all'ora decisa dal superiore per riposarsi, appena saranno stati chiamati si vestano. Poi scendano per informarsi di quanto resterà da fare per il servizio dei poveri. Vadano a visitare ripetutamente i gravi e se ci sarà qualche morente stiano vicini a lui un'ora per uno, mentre l'altro attende alla cura di tutte le corsie. Tolgano gli sciroppi solamente a coloro che al mattino devono fare la santa Comunione, e, se avanza tempo, facciano la meditazione. Se vedono che un ammalato si aggrava, così che occorre dargli l'olio Santo, subito avvertano il padre sacerdote di guardia in quella settimana. Giunta l'ora di svegliare tutti i nostri, mezz'ora prima sveglino l'aiutante dell'addetto ai

5 piccoli interventi del loro reparto perché dia sciroppi e medicine ai poveri. Finito ciò, il fratello infermiere corporale o spirituale, scendendo per la scala che va verso il fossato, vada a svegliare tutti. Accenderà il lume prima al padre superiore, poi al fratello infermiere generale, poi agli altri; e d'inverno accenda le lampade della scala e dei luoghi comuni, ricordandosi di spegnerle quando si ritira. Quando l'incaricato avrà finito di svegliare i religiosi, scenda giù e volti la clessidra per mezz'ora, quando essa sarà terminata dia col campanello il segnale della preghiera mentale, e volti di nuovo la clessidra per il tempo della meditazione. Discesi infine i fratelli infermieri corporali, dia loro un esatto resoconto di quanto è accaduto durante la notte nella loro corsia. In particolare li informi se ci fosse un malato gra ve o altro malato nuovo, perché la mattina i fratelli possano far consapevole di tutto il medico. Dopo aver dato tali informazioni, si ritiri in camera. IV. REGOLE PER IL FRATELLO INFERMIERE CORPORALE Per prima cosa procuri con diligenza di dar da mangiare ai poveri e di ristorarli secondo la quantità e i tempi stabiliti dal medico la mattina. Appena vengono malati nuovi nella sua corsia li metta a letto senza farli aspettare. Ponga lenzuola pulite. Metta nei lettini volanti chi ha anche la rogna, e poi scriva il nome dell'ammalato nella lista delle confessioni. Dia prugne, arance, brodo nell'ora ordinata dal medico. Metta un segno particolare al capezzale di quelli che hanno diarrea, agli idropici, a quanti hanno vomito o malattie causate da puntura d'insetti. La sera, prima della cena dei poveri, visiti ognuno. Rimandi a più tardi la cena a chi ha febbre alta; ne prenda poi nota nella consegna che darà ai fratelli della guardia successiva. Segnali anche quello che si deve dar loro e, se c'è qualche malato grave che non abbia avuto l'olio Santo, lo indichi nella consegna. La mattina, quando viene il medico, l'informi minutamente di ogni cosa e di quanto è capitato il giorno prima. Dopo aver posto a letto qualche infermo, si informi circa la sua infermità, da quanto tempo dura, se si è purgato, a che ora gli viene la febbre, per potergli anticipare il mangiare e per avvertirne il medico. 8

6 Ogni domenica si faccia dare dal guardarobiere quattro asciugamani e quattro cuscini e restituisca quelli che sono sporchi; la stessa cosa faccia il giovedì. 9 Avendo bisogno di manuschristi, di stillato, o di altre cose della farmacia, le chieda all'addetto ai piccoli interventi del reparto. 0 Quando si avvicina l'ora del pranzo e della cena dei poveri, avverta i fratelli perché apparecchino. Faccia pulizia della sua camera una volta lui e l'altra il suo compagno, il mercoledì e il sabato. I giorno dopo quello in cui ha fatto la seconda guardia, nell'ora della preghiera rimanga in servizio nel proprio reparto. Così pure quando nella notte seguente gli toccherà la prima guardia, durante il giorno stia nel reparto una volta lui e l'altra volta il compagno. Tenga chiusa la credenza dove è riposto quanto serve per ristorare i poveri. Se gli occorre qualche cosa per il servizio dei propri infermi, ne avverta il padre superiore, e non la chieda né ai signori Amministratori né ai deputati di quella settimana né ad altri dirigenti. V. REGOLE PER IL FRATELLO CHE FUNGE DA AIUTO INFERMIERE CORPORALE Il suo principale incarico, in assenza del fratello infermiere corporale, sia di vegliare perché si osservi quanto da lui sarà stato ordinato. Non metta a letto nessun povero quando l'infermiere è in casa, e così pure non distribuisca nulla agli infermi senza il permesso del fratello infermiere. Prima del pranzo e della cena dei poveri, faccia loro lavare le mani, ponendo d'inverno a scaldar l'acqua; metta i tavolini, e ricopra ogni povero. Quella mattina in cui nella sua corsia ci sono altri di guardia, se lui ha fatto la seconda guardia anche nell'ora della meditazione, si trattenga fino a un'ora e mezza prima del pranzo dei poveri nel reparto di quelli che hanno terminato la guardia. Alla fine, all'ora fissata dal superiore, svegli i fratelli che hanno fatto la guardia di notte e volti poi per mezz'ora la clessidra.

7 VI. REGOLE PER IL FRATELLO INFERMIERE SPIRITUALE Il suo compito principale sarà di preparare e disporre i poveri a ricevere i santissimi sacramenti: cioè la Penitenza, la Comunione e l'olio Santo. Perciò, quando i malati sono stati messi a letto, li prepari. Vedendo che un ammalato si aggrava nella sua corsia, legga le proteste cioè gli atti di fede e di speranza, e avverta il padre sacerdote per l'olio Santo, ricordandosi di fare in modo che guadagni l'indulgenza plenaria per mezzo della medaglia. Se uno entra in agonia, gli ponga vicino il crocifisso, il libro per la raccomandazione dell'anima, il vasetto dell'acqua santa e il lumino acceso e sia lui il primo ad assisterlo per un'ora. Insegni il Padre Nostro, l'ave Maria, il Credo e i Dieci Comandamenti a chi nella sua corsia non li conosce. Prepari il tavolino per la santa Comunione e per l'olio Santo nel suo reparto, quando è necessario. Quando il fratello aiuto infermiere corporale fa lavare le mani ai poveri, porti gli asciugamani. Dia il cucchiaio a ciascuno, contandoli ogni volta, quando avranno finito di mangiare. Quella mattina in cui è di guardia nella sua corsia si preoccupi sia di pulire la bocca ai poveri nel reparto, nettando loro la lingua, sia di distribuire i vasi di vetro per l'urina. Quando nella sua corsia si porterà la santissima Comunione, la sera prima avverta i poveri che devono comunicarsi che, passata la mezzanotte, non bevano, e che si esaminino se si sono ben confessati perché, nel caso, la mattina si possano riconciliare bene. 8 In quei giorni in cui nella sua corsia non si fa la santa Comunione, egli, insieme al fratello aiuto infermiere corporale, riordini i letti ai poveri. 9 In tutte le feste di precetto avverta i poveri e svegli quelli che dormono perché si preparino ad ascoltare la Messa. VII. REGOLE PER IL FRATELLO AIUTO-INFERMIERE SPIRITUALE Si preoccupi di accendere tutte le lampade della sua corsia mantenendole sempre pulite.

8 Inoltre d'inverno deve porre le candele di sego in mezzo alla corsia. Così pure tolga i vasetti dell'urina dei poveri, e dopo averli lavati li consegni all'incaricato. La sera dopo il giorno in cui ha fatto la guardia, avverta con la campanella che è l'ora dell'esame di coscienza e lo faccia durare un quarto d'ora. Riponga poi clessidra e campanello sulla finestra di quelli che fanno la guardia la stessa notte. Il giorno in cui è libero, serva la prima Messa, e, quando la notte ha fatto la guardia, la mattina seguente serva la seconda. Perciò, dato il segnale della Messa, vada subito in sagrestia. Quel giorno in cui è di guardia nella sua corsia, vada anche nel reparto di coloro che in quel giorno sono liberi. Pulisca la bocca ai poveri, netti loro la lingua, dia i vasetti di vetro per l'urina a quelli che hanno la febbre. Si trattenga là fino a un'ora e mezza prima del pranzo dei poveri. Il fratello che funge da aiuto infermiere spirituale nella corsia dalla parte del fossato abbia cura del lume che sta in sagrestia e badi ad esso, e quello nella corsia dalla parte del prato abbia cura del lume della scala e dei luoghi comuni. Infine nei giorni di festa risponderanno alla prima Messa i due fratelli aiuto infermieri spirituali delle due corsie che sono a pianterreno.

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