UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA"

Transcript

1 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICHE ED AZIENDALI M.FANNO CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA E MANAGEMENT PROVA FINALE INVESTIRE NELLA PRIMA INFANZIA PER UNA SOCIETA' PIU' EQUA ED EFFICIENTE RELATORE: CH.MO PROF. CESARE DOSI LAUREANDO: PIETRO SOLARO MATRICOLA N ANNO ACCADEMICO

2 Indice Introduzione Capitale umano e formazione di abilità Capitale umano Evoluzione della teoria Importanza delle abilità, cognitive e non cognitive Formazione di abilità: fattori rilevanti Patrimonio genetico e fattori ambientali Periodi critici e sensibili nello sviluppo Ambiente familiare Meccanismi del processo di apprendimento L'investimento nella prima infanzia Considerazioni sull investimento in formazione di abilità Investimento nella prima infanzia Investire presto Dove e perché investire: arricchire il contesto familiare svantaggiato Evidenze empiriche Perry Preschool Program Carolina Abecedarian Project Ritorno dell investimento Efficienza ed equità dell investimento Efficienza Equità Considerazioni finali Riferimenti bibliografici

3 Introduzione L aforisma la fonte di ricchezza in una nazione sta nell abilità dei suoi cittadini ha un significato speciale per la nostra epoca (Carneiro e Heckman 2003). L'importanza del capitale umano è stata ampiamente riconosciuta anche dalla teoria economica che, con lo sviluppo di modelli endogeni della crescita economica ne ha messo in luce il ruolo non solo come mero fattore di produzione (come avveniva in passato nel modello solowiano), ma come elemento decisivo per la crescita, gli incrementi di produttività ed il progresso tecnologico. Studiare la produzione di capitale umano risulta quindi di particolare interesse. In questo lavoro concentreremo l attenzione su una delle fasi più importanti per la formazione del capitale umano: la prima infanzia. Nel 1994, la pubblicazione del libro The Curve Bell da parte dello psicologo Richard J. Herrnstein e del politologo Charles Murray diede il via ad un acceso dibattito a causa di alcune presunte allegazioni di predeterminismo genetico e biologico riguardo il successo sociale ed economico individuale, attribuito all innato livello di abilità cognitiva. Oggi è invece largamente condivisa la tesi secondo cui un più vario ventaglio di abilità è responsabile di tale successo, abilità la cui formazione non è predeterminata geneticamente. Si apre quindi la possibilità di investire nel loro sviluppo, con vantaggi individuali e collettivi. Il presente elaborato è così articolato. Nel primo capitolo viene introdotto il concetto di capitale umano e vengono illustrate, da un lato, il ruolo e impatto delle abilità sul successo socioeconomico individuale, dall altro il loro processo di formazione. Nel secondo capitolo, muovendo dalle teorie delineate nel capitolo precedente, viene indagato l investimento nella prima infanzia. Infine, nel terzo capitolo, verrà illustrato come l investimento nella prima infanzia, nel caso di contesti familiari svantaggiati, si configuri come un caso di intervento pubblico capace di procurare, insieme, maggiore efficienza ed equità, senza quindi i trade-off tra queste dimensioni che spesso caratterizzano gli interventi governativi. 2

4 Capitolo 1 Capitale umano e formazione di abilità Nello studiare l investimento in formazione, o, più generalmente, qualsiasi investimento che coinvolga il capitale umano, sarà bene chiarire preliminarmente cosa si intende con tale termine, nonché la portata e i potenziali effetti di tale investimento. Nella prima parte di questo capitolo, verrà esplorato il concetto di capitale umano e ne verrà illustrata l evoluzione nella letteratura economica. Verrà evidenziata l importanza del capitale umano in relazione alle sue espressionicomponenti abilità, e verrà illustrato l approccio verso il capitale umano dominante nella più recente letteratura economica. Nella seconda e terza parte, l attenzione si sposterà sui processi di sviluppo del capitale umano. Questi verranno analizzati relativamente ai fattori determinanti lo sviluppo delle abilità. Verrà quindi proposta un'analisi del processo di apprendimento, fondamentale per la progettazione di interventi volti allo lo sviluppo del capitale umano. 1.1 Capitale umano Evoluzione della teoria Nella primissima letteratura riguardante il capitale umano, il concetto di accumulazione di capitale umano viene visto come una teoria rivale rispetto quella delle abilità nello spiegare differenze di reddito osservabili tra gli individui. Uno dei primi contributi pioneristici che hanno dato il via alla moderna trattazione del capitale umano, si può trovare in Becker (1964). La prospettiva adottata è che accumulazioni di capitale umano sono alla base di differenze di reddito tra gli individui. La rivale teoria delle abilità, al contrario, sosteneva che tali differenze erano spiegabili sulla base di diversi livelli di abilità cognitive (innate ed immodificabili). La tesi di di Becker era che un nuovo modello di capitale umano che considerasse ben più delle sole abilità cognitive innate potesse meglio spiegare le caratteristiche e le dinamiche delle distribuzioni di reddito rispetto ad una teoria basata su differenze genetiche ed innate di abilità cognitive negli individui. Contro la tesi secondo cui le abilità individuali sarebbero caratteristiche determinate geneticamente, quindi innate e non modificabili, la teoria del capitale umano proposta da 3

5 Becker suggerisce un concetto di accumulazione del capitale umano in cui investimenti nel suo sviluppo (come educazione, formazione sul lavoro etc.) sono suscettibili di modificare le prospettive di successo economico e sociale dell individuo, avendo perciò un potenziale ritorno economico. Il concetto di capitale umano così delineato da Becker risultava però alquanto sfocato e di difficile definizione, così come l attenzione era posta sull investigazione di possibili ritorni di investimenti in capitale umano (come educazione primaria, secondaria, universitaria etc.) senza però delineare le cause o i meccanismi sottostanti tali ritorni. Di conseguenza, il focus era su indicatori formali ed esteriori del livello di capitale umano, come, ad esempio, il livello di istruzione o il livello di specializzazione tecnico-professionale. Tali fattori infatti erano supposti essere indicatori affidabili di un non meglio definito e tendenzialmente inafferrabile concetto di capitale umano. Nonostante tali limiti, Cunha et al. (2006) rilevano come tale approccio sia ancora alla base di molti modelli economici recenti riguardanti l investimento nell infanzia, come ad esempio si può osservare in Aiyagari et al. (2002). Da letteratura successiva, come si può osservare in Griliches (1975), tentando di superare questa contrapposizione duale tra abilità innate e capitale umano, propone un modello teorico in cui l innato ed immodificabile livello di abilità veniva considerato come una delle componenti del capitale umano. Cunha et al. (2006) fanno significativamente notare come, tuttavia, l effetto del livello di abilità sull accumulazione di capitale umano (misurato in relazione ad indicatori formali, come il livello di istruzione) risultasse ambiguo. Un maggiore livello di abilità innata poteva infatti comportare un minore livello di istruzione, se tutto ciò che l istruzione formale offriva era insegnare ciò che una persona abile poteva imparare senza bisogno di istruzione formale. Ma, allo stesso tempo, una parte della letteratura faceva notare come maggiori livelli di abilità avrebbero potuto facilitare gli studi comportando più alti (e prestigiosi) livelli di istruzione. In tale visione, Stiglitz (1973) fa notare come, conseguentemente a tale effetto, uno delle funzioni delle istituzioni dell istruzione potesse essere quello di fornire informazioni riguardo il livello di abilità degli individui, contribuendo così ad un loro processo di scrematura. Tale teoria, conosciuta come signalling theory, congetturava come individui con diversi livelli di abilità innate conquistassero diversi livelli di istruzione per segnalare tali abilità nel mercato del lavoro. Una delle funzioni dell istruzione formale era quindi segnalare informazioni relative ai livelli di abilità dei partecipanti (Cunha et al. 2006). Le posizioni precedentemente illustrate si basavano su una errata e superata concezione delle abilità rispetto a quanto conosciuto al giorno d oggi. Come si legge infatti in Cunha et al. (2006), l intera letteratura assumeva che le abilità fossero innate, non mutabili con l età, relative 4

6 al solo campo cognitivo. Le abilità non cognitive, come, per esempio, motivazione, persistenza, gestione del tempo, auto controllo etc. erano quindi trascurate dalla ricerca economica e trattate alla stregua di abilità di secondo ordine, solo periferiche nella determinazione del successo educazionale, sociale e lavorativo dell individuo (Cunha et al. 2006). Tale visione delle abilità portava ad una incompatibilità strutturale tra la teoria del capitale umano e la teoria delle abilità. Una maggiore comprensione delle abilità e dei loro meccanismi di formazione, mettendo in evidenza la loro solo parziale predeterminazione genetica (v. par ), ha reso possibile una integrazione tra teoria delle abilità e del capitale umano (Carneiro e Heckman 2003). Secondo tale approccio, il capitale umano risulta essere costituito da abilità, le quali però risultano essere non innate e predeterminate geneticamente, ma influenzate dall ambiente di sviluppo. Le abilità si configurano come delle entità multidimensionali, comprendendo sia quelle di tipo cognitivo che quelle non cognitive (come ad esempio: motivazione, autocontrollo etc.: per per una più attenta trattazione, vedi par. successivo). In tale teoria, le abilità sono influenzate dai processi di istruzione formale, e non si comportano invece da sostituto (Carneiro e Heckman 2003). Anche, le abilità cognitive sono solo una forma di capitale umano, e non un suo rivale (Carneiro e Heckman 2003). Considerando quindi che il capitale umano è composto da abilità, l attenzione si sposta di conseguenza verso quest ultime Importanza delle abilità, cognitive e non cognitive Come evidenziato in questo paragrafo, diversi livelli di abilità sono collegati ad una serie di importanti effetti sulla vita dell individuo, lungo un'ampia gamma di dimensioni economicosociali. Tale tesi è supportata da una fitta letteratura fondata su studi empirici e non, sia in ambito psicologico che economico. Come afferma Heckman (2008b), molti importanti problemi economici e sociali come criminalità, gravidanze precoci, abbandono scolastico e cattive condizioni di salute sono collegate ad un basso livello di abilità negli individui. Benché in passato l attenzione fosse posta sulle sole capacità cognitive, recentemente la ricerca ha riconosciuto come le abilità non cognitive siano importanti almeno quanto quelle cognitive, come verrà illustrato in seguito. Come si legge in Brunello e Schlotter (2011), le abilità cognitive sono solitamente identificate con l intelligenza e l abilità di risolvere problemi astratti. Tali abilità si riferiscono, per esempio, ad aspetti come memoria, l abilità di apprendere nuove informazioni, la comprensione di materiale scritto etc., e strumenti di misurazione di tali abilità includono, ad esempio, il test per 5

7 la misurazione del quoziente di intelligenza (QI test). Tali abilità vengono spesso associate al concetto intelligenza g elaborato da Spearman (1904), il primo studio ad avanzare scientificamente una teoria dell intelligenza. Nel suo lavoro Spearman nota come vi sia una correlazione tra buoni risultati in diverse attività di tipo cognitivo da parte degli stessi individui (ad esempio, un soggetto con un ottima capacità di calcolo avente mediamente anche una buona memoria): per spiegare tale fenomeno, viene avanzata l ipotesi di un fattore g, o intelligenza generale, responsabile del fenomeno (Spearman 1904). Le abilità non cognitive sono solitamente opposte alle hard skills cognitive (Anon n.d.). Esse vengono spesso accomunate ai tratti della personalità (Cunha et al. 2006), e si riferiscono a fattori quali, ad esempio, motivazione, perseveranza, abilità socio-emozionali, attenzione, sicurezza in sé stessi, autocontrollo etc. (Heckman 2008b). Benché in passato la letteratura economica abbia trascurato, se non ignorato del tutto, l importanza di tale tipo di abilità, la più recente letteratura ne ha riscoperto la fondamentale importanza. Benché in passato le abilità non cognitive siano state trascurate dalla letteratura, lo stesso non si può dire per le abilità dell'altro tipo, le cognitive. Ad Herrnstein e Murray (1994) si deve un importante contributo sul ruolo delle le abilità di tipo cognitivo (misurate dai test scolastici negli anni di sviluppo del bambino) nei confronti del successo sociale ed economico dell'individuo. Murnane et al. (1995) analizzano i dati di due estesi sondaggi svolti in USA, mostrando una chiara relazione tra abilità cognitive e salari, e come tale correlazione tendesse ad aumentare nel tempo. Neal e Johnson (1996) mostrano come differenze di abilità cognitive rilevate durante l adolescenza spiegavano, negli Stati Uniti, differenze di salario tra donne bianche e di colore: del tutto per giovani donne, e per la maggior parte per giovani uomini. Numerosi altri studi, come Cunha et al. (2010) hanno testimoniato, rilevano l'importanza delle abilità cognitive nella vita dell individuo. Le abilità non cognitive, tuttavia, si configurano come parimenti importanti. Heckman e Rubinstein (2001) fanno significativamente notare come tale attribuzione di importanza sia relativamente diffusa nel senso comune della gente. E infatti comune ritenere che tratti non cognitivi come la motivazione, la tenacia, la perseveranza etc. ricoprano un ruolo importante nella vita. In tale ambito, risulta significativo lo studio sui qualificati GED negli Stati Uniti. Heckman et al. (2000) notano come gli individui sostenenti il GED negli Stati Uniti (un esame equiparato al diploma di scuola secondaria superiore ma che non richiede alcuna frequenza delle lezioni) abbiano mediamente le stesse capacità cognitive dei diplomati che hanno seguito un processo 6

8 tradizionale: tuttavia, i dati mostrano come i qualificati GED guadagnino in media salari decisamente più bassi dei normali diplomati (Cameron e Heckman 1991). Tali differenze possono quindi essere spiegate, come suggeriscono Heckman et al. (2000), da abilità diverse da quelle di tipo cognitivo, ugualmente importanti: le abilità non cognitive. Infatti, gli autori continuano, è osservabile nei qualificati GED un maggior livello di cattivi comportamenti nell adolescenza come, ad esempio, marinare la scuola, microcriminalità etc.: tali comportamenti sono infatti più effetto della carenza di adeguati livelli di abilità socioemozionale che della carenza di capacità di tipo cognitivo. Tali differenze di salario tra qualificati GED e diplomati normali sono da spiegarsi, conseguentemente, sulla base delle abilità non cognitive. Quindi, tale esempio è particolarmente significativo ed emblematico della loro importanza. Sempre riguardo l importanza delle abilità non cognitive, Heckman (2008b) fa significativamente notare come i test usati da Herrnstein e Murray per dimostrare l importanza delle abilità cognitive riflettano in realtà fattori sia cognitivi che non. Ancora, Dunifon e Duncan (1998) mostrano come diversi tratti motivazionali correlino significativamente con differenze nei livelli di salario. Groves (2005) illustra come misure di diversi tratti della personalità abbiano influenza sulle posizioni lavorative e sul successo nel mercato del lavoro. Come si legge in Borghans et al. (2008), numerosi studi dimostrano l importanza delle abilità non cognitive sul successo della vita dell individuo, i cui effetti e rilevanza sono quindi riconosciuti dall attuale mondo accademico. In un'ottica di integrazione tra le abilità cognitive e non, risultano di particolare interessi gli studi che, a partire dagli anni 2000, hanno analizzato gli effetti delle abilità considerate globalmente, senza procedere a quella trattazione monotematica cognitiva (o non cognitiva), risultante a seconda dei casi nella svalutazione dell un tipo (cognitivo) o nel tentativo di riscatto dell altro (non cognitivo). Un ottimo esempio di tali studi è offerto da Heckman et al. (2006). Il modello vettoriale sviluppato muovendo da studi empirici e teorici precedenti, illustra vari e significativi effetti causati da differenti livelli di abilità, cognitive e non, sulla vita dell individuo. Dal momento che tale modello è non lineare e multidimensionale, il miglior modo di presentare i risultati è simularlo (Heckman et al. 2006). Tale simulazione si basa sui dati del National Longitudinal Survey of Youth 1979 (NLSY79) che contiene un ampia serie di dati relativi a soggetti di età compresa tra i 14 e i 21 anni nel 1979 (Heckman et al. 2006). Verranno illustrati, per brevità di trattazione, solo alcuni dei risultati del modello: per una completa analisi (anche delle modalità di indagine e della struttura del modello) si rinvia pertanto al lavoro originale. 7

9 Le figure che seguono mostrano tali risultati. Esse sono composte da tre grafici: la prima mostra la distribuzione in base all effetto combinato di abilità cognitive e non cognitive, mentre il secondo e terzo grafico mostrano l effetto marginale di ciascun tipo di abilità, neutralizzando l effetto dell altro tipo; i decili più alti sono associati a livelli più alti di abilità. Fattori esterni a quelli presentati nei grafici sono neutralizzati. I grafici si riferiscono ai soli effetti sugli uomini: per brevità di trattazione quelli relativi agli effetti sulle donne, quando non sono rilevabili significative differenze, sono qui omessi. Il considerevole effetto positivo delle abilità sui salari è mostrato in figura 1. Il valore della funzione logaritmo ha una relazione positiva (e non proporzionale) con la variabile oggetto della funzione, il salario. Figura 1 Logaritmo Medio dei Salari ad anni 30 Uomini - ii., iii. rispetto al decile di abilità cognitive e non (Heckman et al. 2006) 8

10 I grafici 2A e 2B mettono in evidenza l impatto del livello di abilità sui livelli di occupazione. Come si nota, è osservabile un effetto maggiore delle abilità non cognitive sul livello di occupazione nel caso delle donne. Figura 2A Probabilità di Avere un Occupazione ad anni 30 Uomini - ii., iii. rispetto al decile di abilità cognitive e non (Heckman et al. 2006) Figura 2B - Probabilità di Avere un Occupazione ad anni 30 Donne - ii., iii. rispetto al decile di abilità cognitive e non (Heckman et al. 2006) Anche il tipo di lavoro è influenzato dai livelli di abilità. Come si può osservare in figura 3, le abilità impattano la probabilità di essere in una posizione lavorativa da colletto bianco a 30 anni. Figura 3 - Probabilità di Essere un Colletto Bianco ad anni 30 Uomini - ii., iii. rispetto al decile di abilità cognitive e non (Heckman et al. 2006) 9

11 Il grafico 4 mostra la rilevanza della abilità sulla probabilità di abbandono scolastico durante la scuola secondaria di secondo grado. Figura 4 - Probabilità di Abbandono della Scuola Secondaria di Secondo Grado Uomini - ii., iii. rispetto al decile di abilità cognitive e non (Heckman et al. 2006) La figura 5 mette in evidenza la correlazione tra livelli di abilità e salute (e, conseguentemente, di spese sanitarie), mostrando come bassi livelli di abilità correlano con più alte probabilità di essere un fumatore a 18 anni. A proposito del rapporto tra abilità, salute e costi sanitari è significativo lo studio di Kaestner (2009), dove viene mostrato come livelli abilità diversi hanno un significativo impatto sulle abitudini, stato di salute e, conseguentemente, spese sanitarie degli individui. Figura 5 - Probabilità di Essere un Fumatore ad anni 18 Uomini - ii., iii. rispetto al decile di abilità cognitive e non (Heckman et al. 2006) 10

12 Il grafico 6 introduce il rapporto tra abilità e assunzione di droghe, mostrando la relazione negativa tra livelli di abilità e probabilità di uso di marjuana durante il 1979, anno di inizio dei dati. Figure 6 - Probabilità di Fumare Marijuana durante il 1979 Uomini - ii., iii. rispetto al decile di abilità cognitive e non (Heckman et al. 2006) Quanto alla relazione tra livelli di abilità e criminalità, i grafici 7 e 8 mostrano come bassi livelli di abilità correlino con una maggiore probabilità di comportamenti criminali, in relazione all essere stato in prigione ad anni 30 ed all aver compiuto atti criminali nel 1979, anno di partenza dei dati del NLSY79. Figura 7 Probabilità di Essere Stato in Prigione ad anni 30 Uomini - ii., iii. rispetto al decile di abilità cognitive e non (Heckman et al. 2006) Figura 8 Probabilità di Compiere Attività Illegali durante il 1979 Uomini - ii., iii. rispetto al decile di abilità cognitive e non (Heckman et al. 2006) 11

13 Infine, il grafico 9 mostra come bassi livelli di abilità comportino una probabilità relativamente, per una donna, di incorrere in gravidanze precoci. Figure 9 Probabilità di Essere Single ed Avere un Bambino ad Anni 18 Donne - ii., iii. rispetto al decile di abilità cognitive e non (Heckman et al. 2006) Ciò che si evince dallo studio è che, benché in taluni casi abilità cognitive e non cognitive possano mostrare differenti meccanismi di intensità e correlazione con l effetto specificamente considerato, si nota in generale un simile comportamento ed effetto delle due variabili cognitive e non cognitive, quantomeno in relazione al segno di tale effetto. Alti livelli di abilità sono associati ad effetti positivi o alla diminuzione di effetti negativi, mentre si osserva l opposto per bassi livelli di abilità. Gli effetti nella vita dell individuo influenzati dalle abilità riguardano un ampio raggio di fattori economico-sociali come il salario, l occupazione, la posizione lavorativa, l abbandono scolastico, l uso di droghe etc. Le abilità non cognitive risultano quindi di eguale importanza in confronto a quelle cognitive (Cunha et al. 2006). Inoltre, tutti e due i tipi di abilità risultano fondamentali per l impatto conseguente sulla vita dell individuo, lungo una vasta gamma di dimensioni relative al successo economico-sociale. Data quindi la notevole importanza delle abilità, risulta quindi interessante investigarne la formazione. 1.2 Formazione di abilità: fattori rilevanti In passato, i modelli economici di sviluppo delle abilità del bambino trattavano l infanzia come un unico singolo periodo (Cunha e Heckman 2007). Esempi di tali modelli possono essere trovati, ad esempio, in Becker e Tomes (1985), o Aiyagari et al. (2002). In tali modelli, gli investimenti effettuati per lo sviluppo di abilità in momenti differenti dell infanzia erano considerati come perfetti sostituti. Tuttavia, gli studi più recenti dimostrano come sia 12

14 importante costruire un modello della formazione di abilità che tenga conto di differenti effetti in diversi periodi nell infanzia, e dei meccanismi di formazione delle abilità (Cunha e Heckman 2007). Vi è più di una differenza tra i vecchi e nuovi modelli teorici ed empirici. Nel passato, l investimento di tempo verso il bambino da parte dei genitori era trascurato, e l unico investimento considerato era quello in educazione (Heckman e Mosso 2014). Le abilità cognitive erano le uniche considerate, e non venivano distinte da un più generale concetto di abilità. L investimento in ogni periodo dell infanzia veniva ritenuto avere la stessa produttività di qualsiasi altro periodo. Come Heckman e Mosso (2014) scrivono, le indagini più recenti hanno evidenziato la necessità di suddividere e tenere conto di svariati periodi di sviluppo sia nell infanzia che nell età adulta. La considerazione delle abilità come fattori importanti nella vita è estesa anche a quelle non cognitive. L investimento in formazione viene visto in maniera più ampia rispetto alla mera educazione tradizionale scolastica e, specificamente, viene evidenziato l importante ruolo dell ambiente familiare (Heckman e Mosso 2014) Patrimonio genetico e fattori ambientali Il dibattito tra predeterminismo genetico e sviluppo ambientale, sintetizzato dalla famosa terminologia nature vs. nurture, affonda le radici nel passato. L introduzione di tale terminologia risale a Francis Galton nel 1874 (West e King 1987). Galton, in English Men of Science: Their Nature and Nurture scrive: "[t]he phrase 'nature and nurture' is a convenient jingle of words, for it separates under two distinct heads the innumerable elements of which personality is composed. [...] When nature and nurture compete for supremacy [...] the former proves the stronger" (Galton 1874, p.12). Nel 1994, molti studiosi lessero in The Curve Bell di Herrnstein e Murray (1994) una tesi di predeterminismo genetico, sulla base di presunte dichiarazioni di come differenze riscontrate nei test tra individui di differenti fossero dovute in gran parte a differenze genetiche. Questo (insieme a delle implicazioni razziali derivanti dalla combinazione dei risultati dei test con l argomento di spiegazione genetico di tali differenze) alimentò un acceso dibattito accademico (Chabris 1998), dimostrando come ambiguità e posizioni contrastanti nel mondo accademico 13

15 riguardo al ruolo del patrimonio genetico e dell ambiente risalga fino a tempi relativamente recenti. Oggi, la ricerca ha fatto progressi riguardo la comprensione di tale rapporto, chiarendo come una posizione di esclusivo o dominante predeterminismo genetico sia largamente inadeguata. Come scrivono Heckman e Mosso, [t]he early emergence of skill gaps might be interpreted as the manifestation of genetics: smart parents earn more, achieve more, and have smarter children. There is, however, a strong body of experimental evidence on the powerful role of [... environments]. Genes are important, but skills are not solely genetically determined (2014, p.8). Vi sono infatti significative prove relativamente al fatto che l espressione genetica venga mediata dall ambiente. Nisbett et al. (2012) mostrano come l importanza dell ambiente sulla formazione del quoziente di intelligenza (QI) può essere rilevata dall incremento del QI da 12 fino a 18 punti nel momento in cui un bambino viene adottato spostandosi da una famiglia della classe operaia ad una del ceto medio. Caspi et al. (2007) dimostrano come fattori ambientali influenzino anche l espressione biologica dei geni, mostrando come bambini allattati al seno raggiungono QI più alti che bambini non allattati al seno: ciò grazie ad un gene (FADS2) controllante gli acidi grassi, il cui comportamento è influenzato dall allattamento, o meno, al seno. Lo studio dei gemelli illustra come fattori ambientali possano influenzare considerevolmente un'ampia gamma di fattori, in quanto gemelli omozigoti (geneticamente identici), influenzati da una diversa esperienza di vita possono esibire un'espressione genetica in età adulta (Fraga et al. 2005) Periodi critici e sensibili nello sviluppo Una volta appurata l importanza dell ambiente, diventa importante individuare in quali periodi determinati tipi di abilità risultino influenzabili e modificabili. A differenza del passato, vi è ormai consapevolezza di come l infanzia, così come l età adulta, non possa essere considerata come un periodo unico, ma debba essere suddivisa in più periodi. I periodi più efficaci nella produzione di certe abilità sono chiamati periodi sensibili per l acquisizione di tali abilità; se solo un certo periodo è efficace nella produzione di un abilità, questo è chiamato periodo critico per lo sviluppo di tale abilità (Cunha e Heckman 2007). Come si legge in Thomas e Johnson (2008), vi sono prove riguardo alla presenza di periodi critici e sensibili nello sviluppo 14

16 delle abilità, ed in particolare nell infanzia. Alcune abilità, infatti, sono meglio acquisite in certi periodi dell infanzia che in altri. Vari studi supportano tale ipotesi. Pinker (1994) suggerisce come molti periodi sensibili e critici sono conseguenza di processi naturali riguardanti lo sviluppo funzionale del cervello dopo la nascita. Tale prospettiva suggerisce come, in generale, periodi fondamentali per un corretto sviluppo siano tendenzialmente nella primissima e più tenera età. Ad esempio, se la sintassi e la grammatica non sono apprese precocemente, è molto difficile procedere ad un loro apprendimento più tardi nella vita (Heckman 2008a). Abilità cognitive e non cognitive risultano modificali in periodi diversi. Riguardo le abilità cognitive, il valore del quoziente d intelligenza si stabilizza intorno ai 10 anni circa, suggerendo un periodo critico per la sua formazione precedente i 10 anni (Cunha et al. 2006). Tuttavia, alcuni studi anticipano ulteriormente tale soglia suggerendo l'importanza dei primissimi anni dell infanzia (Armor 2003). Becket et al. (2006) riportano uno studio condotto sulle adozioni di bambini orfani Rumeni provenienti da orfanotrofi statali configurantesi come ambienti pesantemente svantaggiati. Più ritardato il periodo dell adozione (momento in cui l orfano era ritirato dall isolamento sociale, emozionale e cognitivo dell orfanotrofio), minore risultava livello di capacità cognitive a 6 anni. Significativamente, bambini adottati a differenti età da 6 a 42 mesi non differivano tra di loro ad 11 anni riguardo l abilità cognitiva, mentre tutti gli altri bambini adottati successivamente mostravano una media di quoziente intellettivo inferiore di 15 punti. Come Becket et al. (2006) fanno notare, questi risultati supportano la presenza di un notevole periodo critico per lo sviluppo cognitivo nella primissima infanzia. Riguardo le abilità non cognitive, Brunello e Schlotter (2011) fanno notare come, al confronto delle abilità di tipo cognitivo, le abilità non cognitive risultano malleabili in un arco temporale più esteso e possano essere modificate sino alla tarda adolescenza. Alcuni autori giustificano tale fenomeno sulla base delle evidenze apportate dalle neuroscienze, che suggeriscono la malleabilità della corteccia pre-frontale fino i primi anni successivi i 20 anni (Dahl 2004). Inoltre, una significativa parte della letteratura si spinge oltre, sostenendo come tali abilità possano essere apprese e modificate lungo tutto l arco di vita dell individuo (si veda, ad esempio: Cherniss e Goleman (1998), Rutter et al. (2001)). Le abilità non cognitive presentano quindi un arco di modificabilità maggiore rispetto a quelle cognitive, e generalmente è accettato come tale arco temporale si estenda almeno sino alla tarda adolescenza. 15

17 Appurata l importanza dei primissimi anni di vita dell infante, così come dell ambiente in cui lo sviluppo avviene, un importante fattore da considerare, in quanto relativo all ambiente che perlopiù circonda l infante nei primissimi anni di vita, è l ambiente familiare Ambiente familiare La famiglia, per i motivi delineati precedentemente, è una delle componenti più importanti nello sviluppo delle abilità del bambino. La sua influenza è duplice, in quanto il nucleo familiare si configura sia come l ambiente in cui l infante trascorre gran parte del tempo nei primi anni dello sviluppo, sia come l attore che tradizionalmente è supposto responsabile dell investimento nello sviluppo delle abilità del bambino, particolarmente nei primissimi anni di vita. Come sottolineano Cuhna et al. (2006), la famiglia gioca un importante ruolo nel modellare ed influenzare lo sviluppo delle abilità del bambino, essendo la maggiore contribuente di ambiente post-natale. E estremamente significativo notare come differenze di abilità attraverso diversi gruppi socioeconomici hanno come maggiore determinante differenze nella qualità degli ambienti e degli investimenti familiari nello sviluppo del bambino (Heckman e Mosso 2014) (Cunha e Heckman 2009). E alle differenti condizioni familiari che si deve attribuire il precoce emergere di differenti livelli di abilità tra differenti gruppi economico-sociali, e non quindi alla predeterminazione genetica (Cunha e Heckman 2007). Vari studi evidenziano l impatto che l ambiente familiare può avere sullo sviluppo. Fernald et al. (2013) illustrano significative disparità nel vocabolario lessicale e nell abilità linguistica tra bambini provenienti da famiglie di superiore ed inferiore status socio-economico, già evidenti a 18 mesi. A 24 mesi si manifesta un distacco di 6 mesi tra tali gruppi riguardo lo sviluppo di abilità critiche nell area linguistica. Hart e Risley (1995) analizzano più specificamente l impatto del nucleo familiare sullo sviluppo delle abilità linguistiche: la loquacità del bambino smette di crescere quando raggiunge il livello di quella dei sui genitori; prima della scuola primaria vi sono già grandi differenze (nei bambini Americani) riguardo lo sviluppo dell area linguistica; fattori causanti tali differenze sono da ricercarsi nel nucleo familiare, in quanto la qualità e la quantità di interazione sociale linguistica del bambino con i genitori risulta come la 16

18 primaria fonte delle esperienze linguistiche nei primi anni di vita, nonché come una fondamentale determinante del successivo sviluppo di ulteriori abilità linguistiche. Appurata l importanza della famiglia, è interessante notare come sia una caratteristica degli attuali tempi moderni una maggiore entrata in crisi del nucleo familiare, rispetto al passato. Come Cunha e Heckman (2007) fanno notare per gli Stati Uniti (ma si potrebbe sostenere come questo sia un fenomeno piuttosto diffuso in gran parte dei paesi occidentali), un minor numero di bambini vive con due genitori sposati, e la nascita di bambini da donne non sposate è andata aumentando. Questi tipi di strutture familiari risultano maggiormente associati a ridotte risorse familiari, una minore stimolazione cognitiva ed emozionale del bambino e scarse capacità genitoriali (Cunha & Heckman, 2007). 1.3 Meccanismi del processo di apprendimento Quello che potrebbe essere considerato come un quarto fattore da considerare è lo stesso processo dei meccanismi di formazione delle abilità. In particolare, risulta fondamentale nel processo di apprendimento delle abilità la relazione tra la produzione di un'abilità in un certo periodo e l impatto che tale produzione ha sui livelli di abilità dei momenti successivi. Infatti, il processo di formazione delle abilità si presenta come un processo dinamico, in cui ogni investimento in un dato periodo influenza ed è influenzato da, rispettivamente, livelli di abilità futuri e passati. Specificamente, si verificano due importanti fenomeni: l auto-produttività e la complementarità dinamica dell investimento, fenomeni che verranno ora illustrati. Tali scoperte riguardo i meccanismi di formazione delle abilità sono il frutto di una letteratura basata sia su studi empirici che su modelli teorici quantitativi e multidimensionali (si veda, ad esempio Heckman e Mosso (2014), Cunha et al. (2010), Cunha e Heckman (2007)). Riguardo al fenomeno dell auto-produttività, un'importante caratteristica del processo di formazione è che le abilità prodotte in un certo periodo t=0 aumentano il livello di abilità sviluppate in un tempo successivo t=1 senza bisogno di ulteriori investimenti (Cunha et al. 2006). Vi sono due meccanismi che causano tale fenomeno. Primo, un abilità sviluppata in un certo momento persiste in periodi successivi. Secondo, le abilità sono auto-rinforzanti: ad esempio, costanza e motivazione nell intraprendere attività intellettualmente stimolanti possono comportare un maggiore sviluppo di abilità cognitive nel tempo. Quindi, lo sviluppo 17

19 di un abilità in una certa fase della vita aumenta, senza alcun altro ulteriore investimento, il livello di abilità raggiunto in una fase successiva (Cunha e Heckman 2007). Un secondo importante fenomeno è la complementarità dinamica, ossia un abilità prodotta in un dato momento aumenta la produttività dell investimento in periodi successivi (Carneiro e Heckman 2003). Ciò ha due importanti conseguenze: investimenti in periodi precedenti rendono più profittevole investire successivamente; nel contempo, investimenti in periodi precedenti non sono produttivi se non sostenuti da investimenti successivi (Cunha e Heckman 2007). In altre parole, risulta importante non trascurare ciascuna fase dell investimento, in quanto ciò si riflette in un minor livello di abilità sviluppate a parità di investimento, o in maggiori costi di investimento a parità del livello di abilità da raggiungere. Gli investimenti in formazione di abilità presentano, quindi, caratteri sia di auto-produttività che di complementarità dinamica. La formazione di abilità si configura pertanto come un processo dinamico, in cui le abilità acquisite in una periodo impattano la produttività dell apprendimento nel periodo seguente. Insieme, i meccanismi delineati sono causa di un effetto moltiplicatore (Cunha e Heckman 2007), che spiega perché "[s]kill begets skill [... and] learning begets learning" (Heckman e Masterov 2007, p.34). Tale effetto è sintetizzato dalla figura 10, che mostra il più alto ritorno dell investimento di un dollaro nei primi periodi di vita piuttosto che successivamente. Infatti, "[c]eteris paribus the rate of return to a dollar of investment made while a person is young is higher than the rate of return to the same dollar made at a later age" (Heckman e Jacobs 2010, p.22). Figura 10 Ritorno di uno stesso dollaro investito in differenti periodi del ciclo di vita dell individuo (James J. Heckman 2011) Come sostengono Cunha et al. (2006), a causa di questi meccanismi di formazione delle abilità i ritorni dell investimento nella prima infanzia sono elevati, e riparare a livelli inadeguati di 18

20 investimento nella prima infanzia si rivela difficile e costoso (Heckman e Masterov 2007). Nel prossimo capitolo concentreremo quindi l'attenzione sull'investimento nella prima infanzia. 19

21 Capitolo 2 L'investimento nella prima infanzia 2.1 Considerazioni sull investimento in formazione di abilità 'The Bell Curve' di Herrnstein e Murray (1994) assegnava un ruolo primario alla genetica nello spiegare differenze in abilità cognitive tra gli individui, e un ruolo primario alle abilità cognitive nella determinazione del successo in età adulta (Heckman 2008b). Come Heckman (2008b) fa significativamente notare, se l abilità cognitiva è geneticamente determinata e risulta essere la componente principale nella determinazione del successo in età adulta, le politiche governative verso i soggetti svantaggiati non possono che limitarsi ad un trasferimento di risorse verso i meno abili. Herrnstein e Murray (1994) sostenevano che la società statunitense stesse trasformandosi sempre più in una società estremamente meritocratica. Alla base delle, a volte anche estreme, differenti condizioni economico-sociali degli individui vi erano corrispondenti differenze in abilità. In tale prospettiva, trasferimenti verso gli svantaggiati avrebbero la la mera funzione di diminuire le ineguaglianze, senza alcun beneficio in termini di efficienza complessiva. In altre parole, la società avrebbe sprecato risorse in modo da soddisfare una preferenza di maggiore equalità sociale. Fortunatamente, questo non è il caso. Come sottolineato nel capitolo, la tradizionale antitesi di nature contro nurture si rivela inadeguata, in quanto oggi la ricerca riconosce l importanza di entrambi i fattori nel successo socio-economico dell individuo, mettendo in evidenza come l espressione genetica dipenda dall ambiente, e come le abilità dipendano (potendo essere modificate ed incrementate) da opportuni investimenti lungo l arco di vita dell individuo. E bene chiarire che per investimenti si intende una concezione più ampia rispetto ai tradizionali investimenti in educazione scolastica. Infatti, il temine comprende fattori quali la quantità di tempo dedicata al bambino, la qualità di tale tempo in relazione al processo di genitorialità e tutoraggio, la qualità dell ambiente in cui il bambino è inserito etc. Dal momento che investimenti nello sviluppo possono modificare il livello di abilità (e, quindi, il successo socio-economico) e procurano un qualche tipo di ritorno, si apre la possibilità di studiare e 20

22 quantificare tali ritorni, come ad esempio tentato in un primo e pioneristico studio di Becker (1964). In passato, tuttavia, si è assistito ad una inadeguata concezione del processo di apprendimento delle abilità. Come si è evidenziato, l infanzia (così come l età adulta) era infatti considerata come un unico ed omogeneo periodo in cui investimenti in momenti diversi erano supposti avere carattere di perfetta sostituibilità. In tale contesto, aveva senso trattare diversi periodi (come, ad esempio, la formazione primaria, la formazione secondaria di primo grado etc.) separatamente ed indipendentemente da altri periodi rispetto a quello considerato. Tuttavia, l emergere di prove a favore di un processo di formazione dinamico e multifase (v. par. 1.3), in cui i ritorni dell investimento in diverse fasi interagiscono influenzandosi tra loro, nonché la presenza di periodi critici e sensibili (vedi par ), che rendono più conveniente (o talvolta, addirittura, l unica via possibile) investire in certe fasi piuttosto che altre, suggeriscono come le decisioni di investimento in formazione di abilità debbano tenere conto di tutto il quadro d insieme. Diversi fattori ed orizzonti temporali devono infatti essere considerati simultaneamente, in un'ottica decisamente più ampia ed integrata di quanto è fatto in passato in buona parte della letteratura (e di quanto viene ancora fatto negli abituali discorsi politici). E quindi opportuno evidenziare come discutere di una sola fase, senza prestare alcuna attenzione e considerazione di sorta alle altre, risulta decisamente inadeguato. Nel prossimo paragrafo verrà dunque, tra le altre cose, illustrato il motivo e la giustificazione dell attenzione su una delle diverse fasi nella formazione di abilità: nello specifico, la prima infanzia. 2.2 Investimento nella prima infanzia Come si legge in Heckman et al. (2006), dal momento che la base di abilità cognitive e non cognitive viene formata presto nella vita, differenze in tali abilità accumulate inizialmente risultano generalmente persistenti. E, dal momento che tali differenze sono alla base del successo economico e sociale, le differenze tra individui con diverso reddito, posizione sociale etc. affondano le radici in differenze di abilità spesso accumulate sin dai primi momenti di vita del bambino (Heckman et al. 2006). E quindi evidenziata l importanza, nel processo di sviluppo delle abilità, della prima infanzia. Tale fenomeno può essere spiegato sulla base delle teorie della formazione delle abilità illustrate nel capitolo 1. Il processo di formazione delle abilità si configura, infatti, come un processo dinamico e multifase, in cui gli investimenti fatti in un periodo influenzano (e vengono 21

23 influenzati dagli) investimenti fatti in altri periodi. Come si vedrà, le caratteristiche del processo di apprendimento viste nel par. 1.3, nonché la presenza di periodi critici e sensibili visti nel par , giustificano l importanza della prima infanzia nello sviluppo delle abilità, abilità che a loro volta sono causa di importanti effetti che si protraggono lungo tutta la vita dell individuo. L importanza dell investimento in formazione nella prima infanzia risulta quindi il motivo della sua trattazione in questo lavoro. Il rapporto della prima infanzia con le altre fasi dello sviluppo è un rapporto di necessità, ma non sufficienza. Investimenti nella prima infanzia si configurano, a causa della sensibilità di tale periodo per lo sviluppo delle abilità, ed a causa dell effetto moltiplicatore (v. par. 1.3), come degli investimenti la cui mancanza comporta una perdita, maggiore del risparmio ottenuto non effettuando tali investimenti. Da un altro punto di vista, tuttavia, è bene notare come la mancanza di investimenti successivi al periodo della prima infanzia ha comunque l effetto di compromettere ugualmente lo sviluppo. Gli investimenti nella prima infanzia devono cioè essere supportati da opportuni investimenti successivi. E tuttavia significativo osservare che gli investimenti nella prima infanzia vengano prima. In presenza di risorse scarse (a causa dei meccanismi del processo di formazione) conviene trasferire risorse da periodi successivi a quelli precedenti, fino a raggiungere livelli di investimento ottimale nei periodi precedenti prima di investire in quelli successivi. Nonostante la mancanza di un livello ottimale negli investimenti successivi comporterebbe comunque, complessivamente, una situazione sub-ottimale (per lo stesso meccanismo per cui sarebbe subottimale non investire adeguatamente nella prima infanzia) ciò sarebbe comunque una situazione migliore della presenza di investimenti sub-ottimali nei periodi precedenti. L investimento nella prima infanzia risulta fondamentale: una condizione non sufficiente, ma certamente necessaria per lo sviluppo dell individuo, e in generale della società Investire presto Un primo fattore che si deve considerare nel discutere la tempistica dell investimento nella formazione di abilità è la presenza di periodi critici e sensibili per lo sviluppo di abilità (v. par ). Se un periodo è sensibile per lo sviluppo di un abilità si può considerare di investire in tale periodo in quanto l investimento avrà come effetto un incremento delle abilità. Se è critico, risulta fondamentale investire in tale periodo in quanto un mancato investimento potrebbe comportare conseguenze irreparabili. L infanzia (fino a 10 anni) risulta critica per lo sviluppo 22

24 delle abilità cognitive, e sensibile per lo sviluppo delle abilità non cognitive. La presenza di un periodo critico nell infanzia per lo sviluppo delle abilità cognitive e di un periodo sensibile per lo sviluppo di quelle non cognitive comporta che l infanzia si configuri come un periodo fondamentale per investire nello sviluppo di abilità. Tuttavia, anche il processo di formazione delle abilità deve essere preso in considerazione (v. par. 1.3). Come sottolineano Cunha et al. (2006), infatti, il carattere dinamico del processo di accumulazione di abilità ha implicazioni su come l investimento nello sviluppo di abilità dovrebbe essere distribuito lungo il ciclo di vita dell individuo. La formazione delle abilità è infatti un processo che comincia nell utero, per poi proseguire successivamente lungo la vita. Dal momento che l abilità acquisita in una fase del ciclo di vita influenza la produttività dell apprendimento della fase successiva (Cunha et al. 2006), prendere in considerazione i meccanismi di tale sviluppo di abilità risulta estremamente importante ottimizzare l investimento nei vari periodi del ciclo di vita. Specificamente, a tal proposito risulta fondamentale considerare i caratteri di complementarità dinamica e auto-produttività nella formazione di abilità, insieme sintetizzate dal concetto di effetto moltiplicatore dell investimento in formazione di abilità. Come conseguenza del carattere di complementarità, un investimento comportante un incremento di abilità in un certo periodo aumenta la produttività di un investimento successivo. Se quindi un adeguato livello di investimento manca nei primi periodi, eventuali investimenti successivi soffriranno di una minore produttività rispetto al caso in cui fossero stati supportati da adeguati investimenti precedentemente. I primi periodi, e quindi la prima infanzia, risultano quindi fondamentali al fine di rendere produttivi investimenti successivi quali, ad esempio, la formazione primaria, secondaria o universitaria. Investire grandi somme in periodi successivi (come, ad esempio, l istruzione universitaria) senza supportare tale investimento con adeguate spese precedenti risulta quindi essere una scelta assai discutibile a motivo della bassa produttività dell investimento. Gli investimenti nella prima infanzia risultano quindi, sotto questo aspetto, imprescindibili. Come conseguenza del carattere di auto-produttività dell investimento, un incremento di abilità in un certo periodo provoca (senza alcun ulteriore investimento) un più alto livello di abilità in un periodo successivo. In altre parole, le abilità crescono autonomamente e fisiologicamente. Un'abilità sviluppata in un certo periodo non solo persiste in periodi successivi, ma le abilità sviluppate in un certo periodo risultano essere auto-rinforzanti. Ciò sia in relazione all abilità stessa (che tende ad affinarsi nel tempo), sia in relazione alle interazioni tra le varie abilità (un tipo o una particolare abilità ha di solito effetti positivi sullo sviluppo di altre abilità, le quali 23

25 poi a loro volta hanno carattere di auto-produttività). Quindi, prima gli investimenti sono effettuati, maggiore sarà il livello di abilità sviluppato in seguito in relazione al carattere di auto-produttività delle abilità prodotte. Investimenti precedenti hanno quindi maggiori livelli di produttività di quelli successivi, fino al raggiungimento di una soglia di ottimalità. In questo senso, gli investimenti fatti nella prima infanzia (il primo periodo disponibile) risultano essere gli investimenti più produttivi possibili per la formazione di capitale umano. Tali concetti di complementarità dinamica e di auto-produttività sono sintetizzati dal concetto di effetto moltiplicatore degli investimenti in formazione. Investimenti fatti prima risultano essere maggiormente produttivi (auto-produttività) ed hanno come conseguenza una incremento di produttività degli investimenti successivi (complementarità dinamica): il ritorno di tali investimenti è quindi maggiore rispetto a quelli effettuati in periodi successivi. Le precoci differenze nello sviluppo di abilità (sia cognitive che non) riscontrabili in diversi gruppi economico-sociali forniscono prove empiriche dei ragionamenti teorici illustrati in precedenza. La figura 11 mostra l evoluzione delle differenze in abilità cognitive in bambini nati sotto-peso, in base all educazione della madre: differenze di abilità sono riscontrabili molto presto, già a 3 anni. Buona parte delle differenze presenti a 18 anni (che aiutano a spiegare differenze di successo economico-sociale nella vita) sono già presenti a 3 anni (Heckman 2008a). Figura 11 Livello Medio di Abilità Cognitive in Base al Livello di Educazione della Madre (Brooks-Gunn et al citato in Heckman 2008a) 24

26 La figura 12A mostra le differenze di voti conseguiti in matematica in base al reddito familiare. Anche in tale figura, come nella precedente, differenze tra bambini di diverso ceto economico sono osservabili già a 6 anni. Figura 12A Evoluzione del Percentile Medio del Voto al Test PIAT di Matematica in Base al Reddito Familiare (Carneiro e Heckman 2003 citato in Heckman 2008) Simili meccanismi si riscontrano anche per le abilità socio-emozionali. La figura 13A mostra il livello di comportamenti antisociali (misura di problemi comportamentali collegati a bassi livelli di abilità socio-emozionali). Ancora una volta, differenze in base allo stato socioeconomico sono osservabili molto presto (4 anni) e persistono successivamente. Dal momento che, come evidenziato nel capitolo 1, la predeterminazione genetica non è sufficiente per spiegare tali profonde differenze in livelli di abilità cognitive e non, l importanza dei primissimi anni della vita dell infante, ben prima il periodo di formazione primaria (a 6-7 anni), è ribadito. Figura 13A - Evoluzione del Percentile Medio del valore del Behavioural Problem Index (BPI) in Base al Reddito Familiare (Cunha et al. 2006) 25

27 La prima infanzia si configura quindi come un periodo estremamente importante per lo sviluppo di abilità, nel quale la mancanza di un adeguato livello di investimento comporta gravi e persistenti conseguenze in tutta la vita dell individuo. Il procedere da parte dello stato ad investimenti in tale periodo, quando i livelli di investimento sono altrimenti inadeguati, risulta quindi altamente auspicabile. Più specificamente, il luogo dove (ed in relazione al quale) effettuare tale investimento è oggetto del prossimo paragrafo Dove e perché investire: arricchire il contesto familiare svantaggiato Come visto nel par , nella formazione delle abilità un ruolo importante è giocato dall ambiente in cui avviene lo sviluppo. E, dal momento che i primi anni risultano di estrema importanza, l ambiente che circonda il bambino nei primi anni di vita risulta conseguentemente fondamentale. Come Heckman e Masterov scrivono, "early environments play a large role in shaping later outcomes" (2007, p.35). Nel contesto dell ambiente iniziale nei primi anni di sviluppo dell infante un ruolo preponderante è ricoperto dalla famiglia. Così come Heckman e Mosso (2014) fanno significativamente notare, dal momento che l infanzia è giurisdizione della famiglia, qualsiasi analisi di come le condizioni ambientali dell infanzia influenzino i successivi esiti di vita è uno studio dell influenza della famiglia. Come scrive Heckman, "[f]amily environments of young children are major predictors of cognitive and socioemotional abilities" (2008b, p.2). Alla base delle precoci differenze in livelli di abilità viste nel paragrafo precedente vi sono quindi differenze nei contesti familiari iniziali, che sono quindi da considerarsi come causa di tali precoci diversità. A supporto di tale tesi, tenere conto (o, in altre parole, "neutralizzare") le differenze nell ambiente familiare iniziale fra diversi gruppi economico-sociali risulta importante. Nelle figure che seguono, i risultati delle figure 12A e 13A vengono presentati nuovamente: stavolta, l effetto dei fattori familiari iniziali viene "neutralizzato" tramite l uso della regressione lineare (Heckman 2008a). In particolare, viene tenuto conto dell educazione materna, delle abilità cognitive materne (tramite il risultato del test AFQT) e della struttura familiare (problemi familiari). 26

28 La figura 12B presenta i risultati della figura 12A (voti ottenuti in un test di matematica, in base al reddito familiare) neutralizzando però l effetto dell ambiente familiare: come conseguenza, le differenze tra diversi gruppi economici sono significativamente ridotte. Figura 12B Evoluzione del Percentile Medio del Voto al Test PIAT di Matematica in Base al Reddito Familiare, Aggiustato per Educazione Materna, AFQT della Madre e Problemi Familiari (Carneiro e Heckman 2003 citato in Heckman 2008) La figura 13B, relativa stavolta ad abilità non cognitive, è costruita analogamente rispetto la figura 13A: anche in questo caso è osservabile un analogo effetto. Figura 13B - Evoluzione del Percentile Medio del valore del Behavioural Problem Index (BPI) in Base al Reddito Familiare, Aggiustato per Educazione Materna, AFQT della Madre e Problemi Familiari (Cunha et al. 2006) I fattori familiari iniziali sembrano quindi poter essere considerati responsabili di buona parte delle differenze osservabili fra differenti gruppi economico-sociali. Sono anche significativi, a tal proposito, esempi dell impatto negativo che condizioni familiari iniziali avverse hanno sullo sviluppo del bambino, con conseguenze che si protraggono fino alla vita adulta. Felitti e Anda (2005, citato in Heckman, 2008a) presentano i risultati di un 27

29 progetto di ricerca coinvolgente più di soggetti, che ha portato alla pubblicazione di più di 50 articoli scientifici (Center for Disease Control and Prevention 2014). Felitti e Anda (2005, in Heckman, 2008a) definiscono le Adverse Childhood Experiences (ACE) come esperienze negative avvenute nell infanzia (come, ad esempio, abuso, mancanza di attenzione, presenza di violenza domestica, abuso di stupefacenti da parte dei genitori, perdite genitoriali, criminalità a casa e malattie mentali genitoriali). Il loro studio mostra come l indice ACE (maggiore l indice, peggiori le condizioni del nucleo familiare) correli con effetti negativi nella vita adulta degli individui analizzati, relativamente a malattie, benessere, depressione, alcolismo, uso di droga etc. Se è vero che un immagine (o grafico) talvolta può valere più di mille parole, sarà sufficiente esporre le figure rappresentanti i risultati di tale studio. Le figure 14A, 14B, 14C e 14D mostrano alcuni dei drammatici risultati dello studio riguardo l effetto negativo degli ambienti familiari su, rispettivamente, alcolismo, uso di droghe endovena, depressione e casi di malattie sessualmente trasmissibili (MST). I risultati sono particolarmente significativi ed eloquenti. Figura 15A Condizioni Sfavorevoli nell Infanzia (Punteggio ACE test) e Alcolismo in Età Adulta (2005, citato in Heckman, 2008a) Figura 15C Condizioni Sfavorevoli nell Infanzia (Punteggio ACE test) e Prescrizione di Antidepressivi (2005, citato in Heckman, 2008a) Figura 15B Condizioni Sfavorevoli nell Infanzia (Punteggio ACE test) e Uso di Droghe Endovena in Età Adulta (2005, citato in Heckman, 2008a) Figura 15D Condizioni Sfavorevoli nell Infanzia (Punteggio ACE test) e Casi di Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST) (2005, citato in Heckman, 2008a) 28

30 La famiglia si configura quindi come il principale fattore determinante nello sviluppo di abilità nel primo periodo della vita: l investimento in formazione deve quindi essere mirato ad un arricchimento di tale ambiente nel caso in cui l'ambiente familiare iniziale risulti inadeguato. Come Heckman (2008a) fa notare, mentre per i bambini della classe media si possono osservare adeguati ambienti familiari, ciò non è il caso per bambini provenienti da famiglie ed ambienti svantaggiati. Nel caso di famiglie pesantemente svantaggiate, le conseguenze negative nello sviluppo e nella futura vita del bambino sono significativamente negative. Quando gli iniziali ambienti familiari sono quindi ben al di sotto dello standard auspicabile, un investimento da parte dello stato per ovviare tale situazione sarebbe auspicabile. L investimento governativo auspicabile, in base a quanto detto precedentemente, dovrebbe quindi essere effettuato nella prima infanzia, ed essere diretto al miglioramento dei nuclei familiari svantaggiati. Varie sperimentazioni hanno verificato i notevoli vantaggi derivanti da un tale investimento. Come Heckman (2008a) afferma, questi studi sono tra le prove più convincenti a dimostrazione di quanto affermato precedentemente. Nel prossimo paragrafo, quindi, tali sperimentazioni verranno prese in considerazione. 2.3 Evidenze empiriche Alcune sperimentazioni e programmi per l infanzia forniscono prove a supporto delle tesi precedentemente espresse (Heckman 2008a). Tra questi programmi, il Perry Preschool Program e l Abecedarian Project risultano particolarmente significativi, sia per la struttura di assegnazione casuale dei bambini partecipanti, sia per la lunga raccolta di dati relativi a tali soggetti ben dopo il termine della sperimentazione (Heckman 2008a). I due programmi differiscono sia per durata ed intensità dell intervento, che per l età dei bambini sottoposti al programma. Mentre il Perry Preschool Program si rivolge a bambini di 3, 4 o 5 anni, l Abecedarian si dirige su una fascia di età addirittura inferiore, intervenendo molto presto sui bambini, fin dai loro primi mesi di vita (Heckman e Masterov 2007). Come Heckman (2008a) fa significativamente notare, questi studi dimostrano i sostanziali effetti positivi derivanti dall arricchimento di un inadeguato ambientale iniziale familiare, con effetti positivi che spaziano lungo una vasta serie di ambiti e che si protraggono lungo la vita adulta dell individuo, ben dopo che gli interventi sono stati conclusi. 29

31 2.3.1 Perry Preschool Program Il programma prescolastico sperimentale Perry Preschool fu un esperimento in scala ridotto, condotto a Ypsilanti, in Michigan, su 65 bambini di colore sottoposti ad un programma prescolastico di alta qualità, in più ondate tra il 1962 e il I bambini, selezionati casualmente, furono sottoposti al programma dall età di 4 anni fino all età di 6 anni (Cunha et al. 2006). Allo stesso tempo, un gruppo di controllo di analoga dimensione fu istituitoper consentire ai ricercatori di valutare gli effetti del programma. In totale, quindi, il programma esamina la vita di 123 bambini (Highscope n.d.). I partecipanti al programma (sia i bambini sottoposti effettivamente al programma che quelli appartenenti al gruppo di controllo) furono monitorati, fino all età di 40 anni (Heckman 2008a). I soggetti partecipanti erano bambini frequentanti la scuola di Perry, che si trovavano in condizioni di povertà e ad alto rischio di fallimento scolastico (Highscope n.d.). Le famiglie candidate erano identificate dagli elenchi degli studenti della scuola di Perry, consigli delle Associazioni di Vicinato ed interviste porta a porta. I bambini poveri ottenenti un punteggio tra 75 e 85 nel test standard del Quoziente di Intelligenza Stanford-Binet erano divisi casualmente fra due gruppi generici (senza alcuna differenza fra i due gruppi). Quindi, i bambini erano trasferiti tra i due gruppi per bilanciare fattori come il ceto socio-economico, l abilità cognitiva (misurata dal QI test) e il sesso. Infine, veniva lanciata una moneta per determinare quale dei due gruppi avrebbe ricevuto il trattamento e quale invece avrebbe funto da gruppo di controllo (Cunha et al. 2006). A causa del campionamento casuale così effettuato, il periodo di educazione pre-scolastica apportato dall esperimento risulta essere la migliore spiegazione per le differenze di risultati tra i due gruppi lungo gli anni (Schweinhart et al. 2005). Il programma consisteva in lezioni giornaliere da 2,5 ore nei giorni infrasettimanali, ed una visita di 90 minuti dell insegnante a casa del bambino settimanalmente in giorni infrasettimanali, in modo da coinvolgere la madre nel processo di educazione del figlio. Ogni anno prescolastico aveva una durata di 30 settimane, da metà Ottobre a fine Maggio. Il corpo insegnanti era composto da 10 maestre, con un rapporto bambino-insegnante di 5:7. Tutti gli insegnanti erano certificati ad insegnare nella scuola primaria, asilo o istruzione di sostegno. In dollari del 2004, il programma Perry Preschool ha avuto un costo annuo di 9.785$ per partecipante (Heckman e Masterov 2007). 30

32 2.3.2 Carolina Abecedarian Project Lo Abecedarian Project, il secondo programma considerato, ha utilizzato un campione di 111 bambini svantaggiati selezionati tra il 1972 ed il 1977 a Chapel Hill, in North Carolina, in base ad un Indice di Alto Rischio 1 relativo a condizioni familiari indicative della condizione del nucleo familiare (Cunha et al. 2006). Questa volta, l intervento si colloca in una fase temporale precedente nella vita del bambino, cominciando fin dai primi mesi di vita del neonato: conseguentemente, la selezione è basata più sulle caratteristiche del nucleo familiare che su quelle dello stesso bambino, come accadeva nel Perry Preschool Program (Heckman e Masterov 2007) (Cunha et al. 2006). Ciononostante, tutti i bambini erano controllati riguardo l eventuale presenza di ritardo mentale. Praticamente, quasi tutti i bambini erano di colore e provenienti da una situazione familiare in cui i loro genitori possedevano bassi livelli di istruzione, reddito, abilità cognitiva ed alti livelli di comportamenti patologici (Heckman e Masterov 2007). Il programma era così strutturato. Quando i bambini avevano 6 settimane, venivano assegnati al programma prescolastico o ad un gruppo di controllo, per poi partecipare effettivamente a tale programma prescolastico in un età media di 4.4 mesi. Successivamente, a 5 anni, subito prima della scuola elementare, tutti i bambini erano riassegnati ad un programma di intervento scolastico che sarebbe durato fino gli 8 anni di età, o ad un gruppo di controllo. Tale struttura dell'esperimento risultava quindi in 4 gruppi: bambini che non ricevevano alcun intervento, quelli che ricevevano l intervento nei primissimi anni, quelli che ricevevano l intervento quando più grandi, quelli che ricevevano l intervento lungo tutto l arco di vita della loro infanzia, fino agli 8 anni di età. Come conseguenza della strutturazione dell esperimento, sono stati costituiti 4 gruppi da 28 bambini ciascuno (Heckman e Masterov 2007). I partecipanti furono quindi monitorati fino ai 30 anni di età (Campbell et al. 2012). Rispetto il Perry Preschool, l intervento del Abecedarian Project risulta più intenso. I bambini provenienti da famiglie svantaggiate beneficiarono di un intervento educazionale di alta qualità e di un'elevata estensione temporale giornaliera fino ai 5 anni (The Carolina Abecedarian Project n.d.). Il programma prescolastico (fino ai 5 anni) era infatti un programma di intervento a tempo pieno, per tutto il giorno e tutto l anno. Il rapporto bambino-insegnante era di 3:1, 1 I fattori usati per la costruzione dell indice riferiscono a misure pesate del livello di istruzione materna e paterna, reddito familiare, assenza del padre, supporto sociale e familiare della madre, eventuali storie di problemi scolastici di fratelli e sorelle, l uso fatto del reddito, lavoro non qualificato, bassi livelli di QI genitoriali, presenza di parenti che hanno cercato supporto da servizi di counselling o da altri enti (Cunha et al. 2006). 31

33 incrementato successivamente a 6:1. Successivamente, durante i primi 3 anni di scuola primaria, un insegnante casalingo/privato avrebbe incontrato i genitori in modo da aiutarli e stimolarli nella fornitura di attività educative a casa, tramite un programma personalizzato creato dall insegnante per ogni bambino (Heckman e Masterov 2007). Le attività si sarebbero concentrate su aree sociali, emozionali e cognitive, ma con una particolare attenzione all area linguistica (The Carolina Abecedarian Project n.d.) Inoltre, l insegnante speciale sarebbe servito come collegamento tra gli insegnanti ordinari scolastici e la famiglia, avendo contatti con la famiglia e gli insegnanti scolastici ogni 2 settimane (Heckman e Masterov 2007) Ritorno dell investimento In entrambi i programmi Perry Preschool Program e Abecedarian Project furono osservati significativi risultati positivi. Infatti, nei gruppi effettivamente sottoposti al trattamento, rispetto al gruppo di controllo, si osservarono miglioramenti relativi a diverse aree come, ad esempio, voti scolastici più alti, minor numero di bocciature, più bassi livelli di criminalità, livelli di istruzione raggiunti e persino miglioramenti nella capacità cognitive (test per il QI) (Cunha et al. 2006). Tali studi rappresentano quindi un esempio delle potenzialità derivanti da opportuni investimenti nel periodo della prima infanzia in famiglie svantaggiate. Il Perry Preschool Program risulta il più emblematico nella dimostrazione dei potenziali benefici derivanti da tale investimento. All età di 40 anni, i vantaggi dimostrati dallo studio sono ben documentati e relativi ad un ampia gamma di aree: in particolare, cinque aree di miglioramento sono individuate (Schweinhart et al. 2005). Una prima differenza osservabile tra i due gruppi riguarda il livello di istruzione, con il gruppo trattato dal programma avente una percentuale di completamento della scuola secondaria superiore significativamente maggiore del gruppo di controllo (77% contro 60%) (Schweinhart et al. 2005). Tali superiori risultati si trasferiscono al di fuori del campo strettamente accademico, con un simile differenza tra i due gruppi sul mercato del lavoro relativamente alla percentuale di impiego (76% contro 62%), che risulta essere la continuazione di una tendenza rilevata all età di 27 anni (69% contro 56%). Anche, il gruppo trattato presenta notevoli differenze nel reddito medio annuale (12.000$ contro $ a 27 anni; e $ contro $ a 40 anni) e nel reddito medio mensile (1.020$ contro 700$ a 27 anni; e 1.856$ contro 1.308$ a 40 anni) (Schweinhart et al. 2005). Un'altra area da considerare è la criminalità. Il gruppo trattato presenta un minor numero di arresti del gruppo di controllo (36% contro 55%: arrestati 5 o più volte), nonché meno arresti per crimini 32

34 violenti (32% contro 48%), reati contro la proprietà (36% contro 58%) e crimini di droga (14% contro 34%) (Schweinhart et al. 2005). Inoltre, nel gruppo trattato si rileva un minore uso di sedativi, sonniferi e tranquillizzanti (17% contro 43%), marjuana (48% contro 71%), ed eroina (0% contro 9%) (Schweinhart et al. 2005). Si rilevano quindi una vasta serie di effetti positivi derivanti dall investimento effettuato nella prima infanzia, che si ripercuotono quindi e sussistono lunga tutta la vita degli individui trattati. Nel Perry Preschool Program tuttavia non è osservato un aumento del Quoziente d Intelligenza del gruppo trattato, rispetto al gruppo di controllo. Infatti, l aumento del Quoziente d Intelligenza osservato inizialmente tende a scomparire intorno gli 8 anni, come si può osservare in figura 17. Figura 17 Evoluzione del QI nel Gruppo Sottoposto al Trattamento e nel Gruppo di Controllo del Perry Preschool Program (Barnett 2004) Il fatto che i partecipanti al programma presentino comunque livelli di successo sociale ed economico significativamente superiori rispetto al gruppo di controllo è quindi una chiara dimostrazione dell importanza delle abilità non cognitive, o almeno di quelle non misurate dal QI test (Cunha et al. 2006), in linea con quanto visto precedentemente (vedi par ). 33

35 L Abecedarian Project presenta invece risultati differenti riguardo lo sviluppo delle abilità dei soggetti partecipanti. Come osservabile in figura 18, il programma contribuisce ad un aumento delle capacità cognitive dei partecipanti rispetto al gruppo di controllo (rilevate dal test per il Quoziente d Intelligenza) osservabili fin dai primi anni e sussistenti fino all età di 21 anni. Figura 18 Evoluzione del QI nel Gruppo Sottoposto al Trattamento e nel Gruppo di Controllo del Abecedarian Project (Barnett 2004) Ciò può essere spiegato dal precoce intervento del Abecedarian (sin sin dai primissimi mesi di vita), in quando è postulata una maggiore malleabilità del QI nei primi anni dell infanzia (vedi par ) (Cunha et al. 2006). Inoltre, tale tesi è corroborata dal fatto che incrementi di QI non furono rilevati nei bambini sottoposti solamente alla seconda fase del programma (Cunha et al. 2006). Riguardo gli effetti del programma sul successo socio-economico nella vita adulta dei partecipanti, si rilevano risultati meno entusiasmanti che nel caso del Perry Preschool. Nonostante gli effetti positivi relativamente al livello di istruzione a 21 anni (ad esempio: relativamente al livello di istruzione raggiunto, voti ottenuti, velocità di completamento e capacità di lettura e matematiche (Cunha et al. 2006)), non vi sono prove significative relativamente ad effetti positivi derivanti dal programma (Campbell et al. 2012). Infatti, ad esempio, il rapporto reddito-necessità ed i livelli di criminalità osservati non variano significativamente rispetto al gruppo di controllo (Campbell et al. 2012). La convenienza economica dell Abecedarian Project risulta quindi piuttosto incerta (Campbell et al. 2012). La significatività del Abecedarian Project sta quindi nell aver provato la possibilità di incrementare le abilità cognitive con adeguati investimenti nella prima infanzia. Inoltre, la diversità degli effetti rispetto al Perry Preschool mette in evidenza la complessità dell implementazione pratica dell investimento. 34

36 Relativamente al ritorno economico del Perry Preschool Program, essi sono giudicati notevolmente alti. A dollari costanti del 2000, scontati al 3%, il ritorno totale del programma per ogni partecipante fu di $, contrapposto ad un corrispondente investimento per partecipante di $ (Schweinhart et al. 2005) Conseguentemente, il guadagno per ogni dollaro investito è di 16,14$. Di tale ritorno, $ andarono al pubblico (12,90$ per ogni dollaro investito), e $ andarono ad ogni partecipante (3,24$ per dollaro investito) (Schweinhart et al. 2005). Del guadagno pubblico, l 88% ( $) derivarono dal risparmio relativo a minori livelli di criminalità, 4% (7.303$) da risparmi sull educazione, il 7% (14.078$) da un incremento del gettito fiscale (causato da redditi più elevati) e l 1% da risparmi in interventi assistenziali (Schweinhart et al. 2005). I partecipanti del programmi guadagnarono mediamente il 14% in più di quanto avrebbero fatto altrimenti: $ lungo il loro arco di vita (Schweinhart et al. 2005). Tali notevoli ritorni economici sia per l individuo che per la società derivanti dall investimento sono sintetizzati dalla figura 19. Figura 19 Costi e Benefici Economici per la Società del Perry Preschool Program, Mediamente per Individuo (Schweinhart et al. 2005) Come rilevano Schweinhart et al. (2005), l'analisi costi-benefici appena esposta potrebbe addirittura rappresentare una sottostima del guadagno effettivo per due motivi. Primo, alcuni possibili benefici difficili da quantificare e misurare, come ad esempio l effetto sul contesto familiare e sulla salute ne sono esclusi. Secondo, nel caso della disponibilità di più fonti dalle quali attingere i dati usati per l analisi, quelli risultanti in una minore differenza tra il gruppo 35

Capitolo 7 2 LE PRATICHE QUOTIDIANE DI VALUTAZIONE. Negli Stati Uniti si considera che ogni ragazzo abbia delle abilità diverse rispetto gli altri, e

Capitolo 7 2 LE PRATICHE QUOTIDIANE DI VALUTAZIONE. Negli Stati Uniti si considera che ogni ragazzo abbia delle abilità diverse rispetto gli altri, e Capitolo 7 2 LE PRATICHE QUOTIDIANE DI VALUTAZIONE. Negli Stati Uniti si considera che ogni ragazzo abbia delle abilità diverse rispetto gli altri, e siccome la valutazione si basa sulle abilità dimostrate

Dettagli

Cap. 1: Fattori di rischio e fattori di protezione

Cap. 1: Fattori di rischio e fattori di protezione Cap. 1: Fattori di rischio e fattori di protezione Il capitolo illustra in che modo i fattori di rischio e i fattori di protezione influenzano i comportamenti di abuso, i segnali precoci di rischio, i

Dettagli

L effetto degli asili nido sulle disuguaglianze di partenza

L effetto degli asili nido sulle disuguaglianze di partenza Vittoria Dicandia Progetto di ricerca per borsa di studio Roberto Franceschi L effetto degli asili nido sulle disuguaglianze di partenza Il tema degli asili nido è negli ultimi anni entrato con prepotenza

Dettagli

ECONOMIA E PSICOLOGIA DELLA PERSONALITA JAMES J. HECKMAN UNIVERSITA DI CHICAGO

ECONOMIA E PSICOLOGIA DELLA PERSONALITA JAMES J. HECKMAN UNIVERSITA DI CHICAGO ECONOMIA E PSICOLOGIA DELLA PERSONALITA JAMES J. HECKMAN UNIVERSITA DI CHICAGO FESTIVAL DELL ECONOMIA: IDENTITA E CRISI GLOBALE TRENTO, ITALIA 29 MAGGIO 2009-05-27 1. Economia e psicologia erano un tempo

Dettagli

Quadro di Riferimento PISA per la Literacy Scientifica

Quadro di Riferimento PISA per la Literacy Scientifica Quadro di Riferimento PISA per la Literacy Scientifica Il testo che segue è una sintesi della prima parte dello Science Framework di PISA 2006. Il testo definitivo sarà pubblicato dall OCSE entro il mese

Dettagli

CAPITOLO XXI. Crescita e sviluppo

CAPITOLO XXI. Crescita e sviluppo CAPITOLO XXI Crescita e sviluppo L obiettivo è di integrare alcuni aspetti della nuova teoria della crescita con quelli del paradigma dello sviluppo umano Considereremo le relazioni tra il capitale umano,

Dettagli

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena UNIVERSITÀ, SCUOLE E ORIENTAMENTO IN ITALIA intervento al convegno Essenzialità dell Orientamento per il Futuro dei Giovani, Orvieto 9 11 dicembre

Dettagli

PROGETTARE IL PORTFOLIO M.A. Zanetti, D. Miazza Dipartimento di Psicologia, Università di Pavia

PROGETTARE IL PORTFOLIO M.A. Zanetti, D. Miazza Dipartimento di Psicologia, Università di Pavia ABSTRACT PROGETTARE IL PORTFOLIO M.A. Zanetti, D. Miazza Dipartimento di Psicologia, Università di Pavia La riforma del sistema scolastico ha delineato nuovi possibili scenari all interno dei quali devono

Dettagli

L offerta di lavoro 1

L offerta di lavoro 1 L offerta di lavoro 1 Introduzione Per Offerta di lavoro si intende l ammontare di lavoro offerto sul mercato dalla popolazione in cambio di una retribuzione La quantità offerta dipende da: Numero di persone

Dettagli

Gli obiettivi specifici di questa edizione sono:

Gli obiettivi specifici di questa edizione sono: Presentazione La ricerca è parte integrante del ruolo e della responsabilità dell infermiere. Il suo coinvolgimento nella ricerca spazia a diversi livelli, dalla progettazione e conduzione di uno studio

Dettagli

Comprendere meglio la riforma Monti-Fornero. il raffronto Ante e Post Legge 214/2011

Comprendere meglio la riforma Monti-Fornero. il raffronto Ante e Post Legge 214/2011 Comprendere meglio la riforma Monti-Fornero il raffronto Ante e Post Legge 214/2011 Nello scorso articolo abbiamo spiegato, per sommi capi, le linee guida della recente riforma della previdenza pubblica,

Dettagli

Uno sguardo sull istruzione: Indicatori dell OCSE 2012

Uno sguardo sull istruzione: Indicatori dell OCSE 2012 SCHEDA PAESE Uno sguardo sull istruzione: Indicatori dell OCSE 2012 PRINCIPALI CONCLUSIONI ITALIA I tassi d iscrizione all università sono aumentati dopo che l Italia ha introdotto una nuova struttura

Dettagli

ESERCITAZIONI MACROECONOMIA 2

ESERCITAZIONI MACROECONOMIA 2 ESERCITAZIONI MACROECONOMIA 2 CAPITOLO 10 Crescita: i fatti principali 1) Spiegate cosa si intende per convergenza nella teoria della crescita e mostrate il grafico con cui si rappresenta. 2) Spiegate

Dettagli

IL CONSUMO CONSAPEVOLE DI ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA

IL CONSUMO CONSAPEVOLE DI ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA PRESENTAZIONE DELLA RICERCA IL CONSUMO CONSAPEVOLE DI ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA ROMA 23 OTTOBRE 2008 Vorrei ringraziare gli intervenuti, i relatori, le Istituzioni ed il GSE che con la sua collaborazione

Dettagli

IT Questionario per insegnanti di lingue Analisi dei dati

IT Questionario per insegnanti di lingue Analisi dei dati IT Questionario per insegnanti di lingue Analisi dei dati Tu 1. Hanno risposto 32 insegnanti: 15 insegnano nella scuola secondaria inferiore, 17 in quella superiore. 2. Di questo campione, 23 insegnano

Dettagli

La misurazione multidimensionale della povertà di conoscenza. Un applicazione al caso italiano.

La misurazione multidimensionale della povertà di conoscenza. Un applicazione al caso italiano. «Concorso di Idee Invalsi» Roma, 9-10 Dicembre 2014 La misurazione multidimensionale della povertà di conoscenza. Un applicazione al caso italiano. Larysa Minzyuk Ifel - Istituto per la Finanza e le Economie

Dettagli

LIFE SPAN PSYCHOLOGY Prof Anna Pelama7 AA 2013-14

LIFE SPAN PSYCHOLOGY Prof Anna Pelama7 AA 2013-14 LIFE SPAN PSYCHOLOGY Prof Anna Pelama7 AA 2013-14 1 Psicologia dell età evolutiva Per molto tempo l oggetto principale è stato lo sviluppo dalla nascita alla fine dell adolescenza Necessità pratiche: Ø

Dettagli

Le competenze in scienze degli studenti del Friuli Venezia Giulia

Le competenze in scienze degli studenti del Friuli Venezia Giulia Le competenze in scienze degli studenti del Friuli Venezia Giulia Servizio statistica luglio 2008 Servizio statistica REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA Piazza Unità d Italia, 1 34100 Trieste telefono:

Dettagli

Crescita della produttività e delle economie

Crescita della produttività e delle economie Lezione 21 1 Crescita della produttività e delle economie Il più spettacolare effetto della sviluppo economico è stata la crescita della produttività, ossia la quantità di prodotto per unità di lavoro.

Dettagli

(PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011

(PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011 RETE LOMBARDA DELLE SCUOLE CHE PROMUOVONO SALUTE CORNICE METODOLOGICA (PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011 PREMESSA Il presente documento è il frutto di un percorso di elaborazione a cui hanno partecipato

Dettagli

Istituto Paritario Minerva. Progetto Educativo di Istituto (P.E.I)

Istituto Paritario Minerva. Progetto Educativo di Istituto (P.E.I) Istituto Paritario Minerva Progetto Educativo di Istituto (P.E.I) ANNO SCOLASTICO 2014-2015 PREMESSA La legge 62 del 10 Marzo 2000, recante Norme sulla parità scolastica e disposizioni sul diritto allo

Dettagli

Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria Corso di Laurea in Scienze Economiche A.A. 2008-2009 LEZIONE 2

Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria Corso di Laurea in Scienze Economiche A.A. 2008-2009 LEZIONE 2 Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria Economia Internazionale Corso di Laurea in Scienze Economiche A.A. 2008-2009 MATERIALE DIDATTICO da integrare al libro di testo: Hill C.W.L. International

Dettagli

IL SISTEMA DEI DESCRITTORI EUROPEI PER LE LAUREE E LE LAUREE MAGISTRALI

IL SISTEMA DEI DESCRITTORI EUROPEI PER LE LAUREE E LE LAUREE MAGISTRALI IL SISTEMA DEI DESCRITTORI EUROPEI PER LE LAUREE E LE LAUREE MAGISTRALI Osservatorio di Ateneo sulla Didattica Università di Siena Servizio Management Didattico Siena, 21 novembre 2006 D.M. sulla disciplina

Dettagli

FACOLTÀ DI ECONOMIA Dipartimento di Economia Aziendale Corso di laurea specialistica in Marketing e Ricerche di mercato

FACOLTÀ DI ECONOMIA Dipartimento di Economia Aziendale Corso di laurea specialistica in Marketing e Ricerche di mercato FACOLTÀ DI ECONOMIA Dipartimento di Economia Aziendale Corso di laurea specialistica in Marketing e Ricerche di mercato UNA RICERCA DI MARKETING NEL SETTORE VITIVINICOLO. IL CASO CANTINA DI MONTALCINO

Dettagli

SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE

SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE Riccardo Cappellin OS.E.L.R. - Osservatorio sulle Economie Locali e Regionali Dipartimento di Economia e Istituzioni Università di Roma "Tor Vergata"

Dettagli

THE EVOLUTIONARY PSYCHOLOGY OF FACIAL BEAUTY

THE EVOLUTIONARY PSYCHOLOGY OF FACIAL BEAUTY THE EVOLUTIONARY PSYCHOLOGY OF FACIAL BEAUTY Gillian Rhodes School of Psychology, University of Western Austriala, Crawley, Perth, WA 6009, Austriala, email: gill@psy.uwa.edu.au CHE COSA RENDE UNA FACCIA

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI GUGLIELMO MARCONI FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PSICOLOGIA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI GUGLIELMO MARCONI FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PSICOLOGIA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI GUGLIELMO MARCONI FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PSICOLOGIA I DISURBI SPECIFICI DEL LINGUAGGIO Relatrice: Chiar. ma Prof.ssa Annalisa SCANU Candidata:

Dettagli

Le votazioni. Consorzio Interuniversitario ALMALAUREA 123

Le votazioni. Consorzio Interuniversitario ALMALAUREA 123 7. Le votazioni I fattori che incidono sulla probabilità di ottenere buoni risultati sono gli stessi che agivano nel precedente ordinamento universitario: genere (femminile), elevato grado di istruzione

Dettagli

FOTO. Facoltà di. Laurea triennale. Servizio orientamento. Milano a.a. 2013-2014. www.unicatt.it. Percorsi Formativi. www.unicatt.

FOTO. Facoltà di. Laurea triennale. Servizio orientamento. Milano a.a. 2013-2014. www.unicatt.it. Percorsi Formativi. www.unicatt. Percorsi Formativi Facoltà di Psicologia XXXXX Servizio orientamento FOTO Milano - Largo A. Gemelli, 1 Scrivi a servizio.orientamento@unicatt.it Telefona al numero 02 72348530 da lunedì a venerdì ore 9.30-12.30

Dettagli

LO SVILUPPO, IL BAMBINO, L AMBIENTE

LO SVILUPPO, IL BAMBINO, L AMBIENTE URIE BRONFENBRENNER E L APPROCCIO ECOLOGICO - PRIMA PARTE PROF. BARBARA DE CANALE Indice 1 LO SVILUPPO, IL BAMBINO, L AMBIENTE -------------------------------------------------------------------------

Dettagli

L uso dei dati nelle politiche pubbliche

L uso dei dati nelle politiche pubbliche L uso dei dati nelle politiche pubbliche Antonio Calafati Gran Sasso Science Institute (IT) & Accademia di architettura, USI (CH) www.gssi.infn.it Istat 4 Giornata Nazionale dell Economia Roma, 21 o:obre

Dettagli

EUROPEAN OSTEOPATHIC UNION L ITER FORMATIVO

EUROPEAN OSTEOPATHIC UNION L ITER FORMATIVO Capitolo 3 L ITER FORMATIVO Il programma di formazione degli osteopati ha la responsabilità di creare figure professionali del più alto livello. Il livello di preparazione dell osteopata professionista

Dettagli

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2)

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2) I n d i c e 9 Introduzione 11 CAP. 1 I test di intelligenza potenziale 17 CAP. 2 La misura dell intelligenza potenziale nella scuola dell infanzia 31 CAP. 3 La misura dell intelligenza potenziale nella

Dettagli

Nuovi approcci per lo studio e la misurazione della povertà e dell esclusione sociale nelle regioni italiane

Nuovi approcci per lo studio e la misurazione della povertà e dell esclusione sociale nelle regioni italiane Bando Giovani Ricercatori Progetto di ricerca Nuovi approcci per lo studio e la misurazione della povertà e dell esclusione sociale nelle regioni italiane di Manuela Stranges Dipartimento di Economia e

Dettagli

Esperienza universitaria dei diplomati dell istruzione tecnica e professionale. Milano, 29 maggio 2013 Davide Cristofori (ALMALAUREA)

Esperienza universitaria dei diplomati dell istruzione tecnica e professionale. Milano, 29 maggio 2013 Davide Cristofori (ALMALAUREA) Esperienza universitaria dei diplomati dell istruzione tecnica e professionale Milano, 29 maggio 2013 Davide Cristofori (ALMALAUREA) Indice Laureati 2012 per tipo di diploma I gruppi disciplinari di laurea

Dettagli

L abbandono degli studi universitari.

L abbandono degli studi universitari. L abbandono degli studi universitari. Il caso Università degli Studi di Salerno XIV Indagine AlmaLaurea sul Profilo dei Laureati Laurearsi in tempo di crisi Come valorizzare gli studi universitari Dott.ssa

Dettagli

Corso di Economia del lavoro Specialistica Scienze Economiche Giovanni Sulis (gsulis@unica.it) Istruzione

Corso di Economia del lavoro Specialistica Scienze Economiche Giovanni Sulis (gsulis@unica.it) Istruzione Introduzione Corso di Economia del lavoro Specialistica Scienze Economiche Giovanni Sulis (gsulis@unica.it) Istruzione Evidenza empirica su partecipaz. scolastica. Teoria dell investimento in capitale

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 10 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI AUTOCONTROLLO ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

Dettagli

Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo

Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo La legge del prezzo unico La parità del potere d acquisto (PPP) Un modello sui tassi di cambio di lungo periodo basato sulla PPP Problemi relativi

Dettagli

Il valore generato dal welfare aziendale

Il valore generato dal welfare aziendale Il valore generato dal welfare aziendale di Daniele Grandi Produttività e benessere organizzativo: lo studio di McKinsey Italia Negli ultimi anni è andato crescendo il numero degli addetti ai lavori, dal

Dettagli

Omosessualità e normalità

Omosessualità e normalità INTERVENTO DI JOSEPH NICOLOSI PSICOLOGO Omosessualità e normalità Il dott. Joseph Nicolosi si occupa da diversi anni di terapia riparativa dell'omosessualità; è cofondatore e direttore dell'associazione

Dettagli

SOCIAL MANAGER: esperto nella gestione delle organizzazioni No Profit e del Terzo Settore. Il progetto in breve

SOCIAL MANAGER: esperto nella gestione delle organizzazioni No Profit e del Terzo Settore. Il progetto in breve SOCIAL MANAGER: esperto nella gestione delle organizzazioni No Profit e del Terzo Settore Il progetto in breve Questo percorso formativo si propone di formare 25 persone in modo da aumentarne la capacità

Dettagli

IL VALORE ECONOMICO DELLA SCELTA UNIVERSITARIA Massimo Anelli e Giovanni Peri UC Davis e FRDB. 11 Dicembre 2013

IL VALORE ECONOMICO DELLA SCELTA UNIVERSITARIA Massimo Anelli e Giovanni Peri UC Davis e FRDB. 11 Dicembre 2013 IL VALORE ECONOMICO DELLA SCELTA UNIVERSITARIA Massimo Anelli e Giovanni Peri UC Davis e FRDB 11 Dicembre 2013 Laurea, Salario e Carriera Quali corsi di Laurea sono associati a migliori salari? Quali corsi

Dettagli

Lezione n 1 L educazione come atto ermeneutico (1)

Lezione n 1 L educazione come atto ermeneutico (1) Lezione n 1 L educazione come atto ermeneutico (1) La conoscenza pedagogica, nella misura in cui fa riferimento alla persona considerata nel suo complesso, non si fonda sul procedimento conoscitivo della

Dettagli

UNIVERSITÀ DI GENOVA CENTRO DI ATENEO PER LA RICERCA EDUCATIVA E DIDATTICA (C.A.R.E.D.) Master in

UNIVERSITÀ DI GENOVA CENTRO DI ATENEO PER LA RICERCA EDUCATIVA E DIDATTICA (C.A.R.E.D.) Master in UNIVERSITÀ DI GENOVA CENTRO DI ATENEO PER LA RICERCA EDUCATIVA E DIDATTICA (C.A.R.E.D.) Genova, 16 marzo 2006 Via Balbi, 1a - 16126 GENOVA Tel. 010/2095962 Fax 010/2095961 e-mail: cared@unige.it Master

Dettagli

ALLEGATO AL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE A.S. 2014-2015. Ai genitori dell alunno/a classe. Sez... Si comunica che

ALLEGATO AL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE A.S. 2014-2015. Ai genitori dell alunno/a classe. Sez... Si comunica che ALLEGATO AL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE A.S. 2014-2015 Ai genitori dell alunno/a classe. Sez... Si comunica che L alunno/a è stato/a ammesso/a alla classe successiva/all Esame di Stato al termine del 1 ciclo

Dettagli

Capitolo 7. Struttura della presentazione. Movimenti dei fattori produttivi. La mobilità internazionale dei fattori

Capitolo 7. Struttura della presentazione. Movimenti dei fattori produttivi. La mobilità internazionale dei fattori Capitolo 7 La mobilità internazionale dei fattori preparato da Thomas Bishop (adattamento italiano di Rosario Crinò) 1 Struttura della presentazione Mobilità internazionale del lavoro Prestiti internazionali

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO NETTUNO I VALUTAZIONE INTERMEDIA

ISTITUTO COMPRENSIVO NETTUNO I VALUTAZIONE INTERMEDIA ISTITUTO COMPRENSIVO NETTUNO I VALUTAZIONE INTERMEDIA ANNO SCOLASTICO 212/213 Il percorso di autovalutazione dei risultati di apprendimento dell Istituto Comprensivo Nettuno I ha lo scopo di : Scuola dell

Dettagli

Formative Assessment: Improving Learning in Secondary Classrooms. Valutazione formativa: migliorare l apprendimento nella scuola secondaria

Formative Assessment: Improving Learning in Secondary Classrooms. Valutazione formativa: migliorare l apprendimento nella scuola secondaria Formative Assessment: Improving Learning in Secondary Classrooms Summary in Italian Valutazione formativa: migliorare l apprendimento nella scuola secondaria Riassunto La valutazione fa parte integrante

Dettagli

DISTRURBI DELL APPRENDIMENTO: prevalenza

DISTRURBI DELL APPRENDIMENTO: prevalenza NASCITA PSICOLOGICA E ASPETTI RELAZIONALI NEI PROCESSI DI APPRENDIMENTO DISTRURBI DELL APPRENDIMENTO: prevalenza Le stime della prevalenza dei Disturbi Specifici dell Apprendimento variano dal 2 al 10%

Dettagli

La condizione della famiglia nella provincia di Verona

La condizione della famiglia nella provincia di Verona La condizione della famiglia nella provincia di Verona E uno studio sulle famiglie della provincia di Verona, condotto a livello territoriale, che entra nel dettaglio della loro composizione, della loro

Dettagli

La regolarità negli studi

La regolarità negli studi 6. La regolarità negli studi Dall anno successivo a quello di applicazione della riforma universitaria al il ritardo alla laurea è sceso in media da 2,9 anni a 1,4 e l età alla laurea è passata da 27,9

Dettagli

Il Minimum Standard per la formazione iniziale del logopedista in Europa (traduzione italiana a cura di R. Muò e I. Vernero)

Il Minimum Standard per la formazione iniziale del logopedista in Europa (traduzione italiana a cura di R. Muò e I. Vernero) Il Minimum Standard per la formazione iniziale del logopedista in Europa (traduzione italiana a cura di R. Muò e I. Vernero) Al fine di raggiungere le conoscenze, le abilità e le competenze richieste,

Dettagli

Un parere su bilinguismo e acquisizione del linguaggio

Un parere su bilinguismo e acquisizione del linguaggio 178 Interviews Interviste Intervjuoj 5 luglio 2011 Un parere su bilinguismo e acquisizione del linguaggio Intervista a Maria Teresa Guasti Mauro Viganò Presentazione Maria Teresa Guasti è professore ordinario

Dettagli

Italiano L2 per lo studio

Italiano L2 per lo studio Titolo del progetto Italiano L2 per lo studio Sottotitolo scuole secondarie pratesi Introduzione dispersione scolastica su tutte, che la realtà attuale presenta crediamo che occorra ricercare forme di

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. Introduzione dell insegnamento «attività teatrali e intelligenza emotiva» nei programmi scolastici

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. Introduzione dell insegnamento «attività teatrali e intelligenza emotiva» nei programmi scolastici Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 1157 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato CECCACCI RUBINO Introduzione dell insegnamento «attività teatrali e intelligenza emotiva»

Dettagli

Il Valore Economico dalla Scelta Universitaria

Il Valore Economico dalla Scelta Universitaria 19 novembre 2013 Il Valore Economico dalla Scelta Universitaria Studio su Scuola, Università e Lavoro dei giovani Milanesi tra il 1985 e il 2011 Autori: Massimo Anelli e Giovanni Peri (UC Davis) Introduzione

Dettagli

Modulo: Scarsità e scelta

Modulo: Scarsità e scelta In queste pagine è presentato un primo modello di conversione di concetti, schemi e argomentazioni di natura teorica relativi all argomento le scelte di consumo (presentato preliminarmente in aula e inserito

Dettagli

Istituzioni di Economia Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale. Lezione 24 Il mercato dei beni

Istituzioni di Economia Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale. Lezione 24 Il mercato dei beni UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale Lezione 24 Il mercato dei beni Prof. Gianmaria Martini Domanda ed offerta Uno degli schemi logici fondamentali dell analisi economica

Dettagli

Economia del Lavoro 2010

Economia del Lavoro 2010 Economia del Lavoro 2010 Capitolo 6-3 Il capitale umano -Il modello dell istruzione 1 Il capitale umano Il modello dell istruzione L istruzione, come abbiamo visto, è associata a tassi di disoccupazione

Dettagli

...NEL MODO IN CUI IO IMPARO

...NEL MODO IN CUI IO IMPARO Istituto Comprensivo Bonaccorso da Montemagno - Quarrata (PT) Istituto Comprensivo - Montale (PT) Istituto Comprensivo Frank-Carradori - Pistoia Istituto Comprensivo Enrico Fermi - Casalguidi (PT)...NEL

Dettagli

Carta di Ottawa per la promozione della salute (Ottawa Charter for Health Promotion)

Carta di Ottawa per la promozione della salute (Ottawa Charter for Health Promotion) SCHEDA 1 Carta di Ottawa per la promozione della salute (Ottawa Charter for Health Promotion) Prima Conferenza Internazionale sulla Promozione della Salute Ottawa, Canada, 7-21 novembre 1986 II primo Congresso

Dettagli

La liberalizzazione dei servizi sanitari

La liberalizzazione dei servizi sanitari La liberalizzazione dei servizi sanitari INTRODURRE PRINCIPI E REGOLE ISPIRATE ALLA SUSSIDIARIETÀ PUÒ ESSERE DI GRANDE AIUTO NELL AFFRONTARE LA COMPLESSITÀ ECONOMICA, POLITICA E SOCIALE DELLA GESTIONE

Dettagli

Ora parleremo di: PDV sulla giftedness. Modello dei 3 anelli. Modello di Monaco. Modello differenziato plusdotazione-talento

Ora parleremo di: PDV sulla giftedness. Modello dei 3 anelli. Modello di Monaco. Modello differenziato plusdotazione-talento M. A. Zanetti Laboratorio Italiano per lo Sviluppo del Potenziale, del Talento e della Plusdotazione Dipartimento di Studi Umanistici -sezione Psicologia- Università di Pavia PDV sulla giftedness Ora parleremo

Dettagli

LAUREA DI PRIMO LIVELLO: GUIDA ALLA PREPARAZIONE DELL ELABORATO FINALE

LAUREA DI PRIMO LIVELLO: GUIDA ALLA PREPARAZIONE DELL ELABORATO FINALE SCUOLA DI ECONOMIA E STATISTICA CORSI DI LAUREA IN ECONOMIA DOCUMENTO DI INDIRIZZO PER LA PREPARAZIONE DELL ELABORATO FINALE LAUREA TRIENNALE - LAUREA SPECIALISTICA - LAUREA MAGISTRALE La Scuola di Economia

Dettagli

Art. 2 Struttura, formato e stile della tesi

Art. 2 Struttura, formato e stile della tesi Facoltà di Studi Classici, Linguistici e della Formazione Linee guida per l elaborato di laurea del corso di laurea in Scienze della formazione primaria Art. 1 Introduzione La tesi è parte integrante del

Dettagli

CORSI PER ADULTI 2012-13

CORSI PER ADULTI 2012-13 CORSI PER ADULTI 2012-13 I CORSI COLLETTIVI Nei corsi British lo studente impara l inglese in maniera naturale e progressiva acquisendo gli strumenti necessari per affrontare agevolmente situazioni quotidiane

Dettagli

LEAN scuola Oltre il Progetto Qualità

LEAN scuola Oltre il Progetto Qualità LEAN scuola Oltre il Progetto Qualità Convegno rivolto a dirigenti e personale docente della scuola Fondazione CUOA Altavilla Vicentina, 21 maggio 2008 15.00 18.00 1 Il 21 maggio scorso, la Fondazione

Dettagli

Capacità cognitive, prestazioni e abilità adattive nelle varie sindromi (Prima parte) Indice

Capacità cognitive, prestazioni e abilità adattive nelle varie sindromi (Prima parte) Indice LEZIONE: CAPACITÀ COGNITIVE, PRESTAZIONI E ABILITÀ ADATTIVE NELLE VARIE SINDROMI (PRIMA PARTE) PROF. RENZO VIANELLO Indice 1 INTRODUZIONE --------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

Principio contabile internazionale n. 26 (rivisto nella sostanza nei 1994) Fondi di previdenza

Principio contabile internazionale n. 26 (rivisto nella sostanza nei 1994) Fondi di previdenza Principio contabile internazionale n. 26 (rivisto nella sostanza nei 1994) Fondi di previdenza Ambito di applicazione 1. Il presente Principio deve essere applicato per la presentazione delle informazionifinanziarie

Dettagli

SPESA SANITARIA, COSTI-EFFICACIA e SCELTE TRAGICHE

SPESA SANITARIA, COSTI-EFFICACIA e SCELTE TRAGICHE SPESA SANITARIA, COSTI-EFFICACIA e SCELTE TRAGICHE Giuseppe Clerico, Università del Piemonte orientale, Facoltà di Giurisprudenza, Dipartimento di Scienze giuridiche ed economiche Negli ultimi cinquantanni

Dettagli

UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME

UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME QuickTime e un decompressore TIFF (Non compresso) sono necessari per visualizzare quest'immagine. UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME ANALISI DI ECONOMICITÀ, EFFICACIA ED EFFICIENZA

Dettagli

NUOVI ORIZZONTI PER L INSEGNAMENTO

NUOVI ORIZZONTI PER L INSEGNAMENTO Corso annuale di Perfezionamento e di Aggiornamento Professionale (Legge 19/11/1990 n. 341 art. 6, co. 2, lett. C ) in NUOVI ORIZZONTI PER L INSEGNAMENTO (500 ore 20 Crediti Formativi Universitari) Anno

Dettagli

I Modelli della Ricerca Operativa

I Modelli della Ricerca Operativa Capitolo 1 I Modelli della Ricerca Operativa 1.1 L approccio modellistico Il termine modello è di solito usato per indicare una costruzione artificiale realizzata per evidenziare proprietà specifiche di

Dettagli

Giovani e lavoro: dall Università al mondo. I giovani nelle aziende senza confini

Giovani e lavoro: dall Università al mondo. I giovani nelle aziende senza confini Giovani e lavoro: dall Università al mondo. I giovani nelle aziende senza confini Giovani e mondo del lavoro: le ricerche ISTUD Dopo la laurea. Rapporto sul lavoro giovanile ad alta qualificazione (2002)

Dettagli

Nove argomenti a favore della formazione, dell accoglienza e dell educazione della prima infanzia PERCHÉ CONVIENE INVESTIRE NEL SOSTEGNO INIZIALE

Nove argomenti a favore della formazione, dell accoglienza e dell educazione della prima infanzia PERCHÉ CONVIENE INVESTIRE NEL SOSTEGNO INIZIALE PERCHÉ CONVIENE INVESTIRE NEL SOSTEGNO INIZIALE Nove argomenti a favore della formazione, dell accoglienza e dell educazione della prima infanzia Raccolta di argomenti per le città partecipanti al programma

Dettagli

Raccomandazione di Nairobi, XIX Conferenza dell'unesco

Raccomandazione di Nairobi, XIX Conferenza dell'unesco Raccomandazione di Nairobi, XIX Conferenza dell'unesco La Raccomandazione sulla tutela legale dei traduttori e della traduzione e gli strumenti pratici per migliorare la condizione dei traduttori è stata

Dettagli

A. PARTE PRIMA. Capitolo I. I.1 Note metodologiche

A. PARTE PRIMA. Capitolo I. I.1 Note metodologiche INTRODUZIONE La presente trattazione ha come oggetto l analisi di un caso, che ho seguito durante il tirocinio, svolto durante la mia formazione in psicoterapia sistemica, in qualità di osservatrice. L

Dettagli

IL BISOGNO DI SERVIZI PER I BAMBINI DA ZERO A 3 ANNI

IL BISOGNO DI SERVIZI PER I BAMBINI DA ZERO A 3 ANNI IL BISOGNO DI SERVIZI PER I BAMBINI DA ZERO A 3 ANNI 1. La rilevazione La rilevazione presso le famiglie con bambini da zero a 3 anni, residenti nei comuni dell Ambito territoriale dei servizi sociali

Dettagli

RELAZIONE DI ADRIANA BOVE

RELAZIONE DI ADRIANA BOVE RELAZIONE DI ADRIANA BOVE INTRODUZIONE Il sistema brevettuale europeo appare fondato su vari principi. Alla previsione, contenuta nell art. 52, I comma CBE, secondo cui un invenzione per essere brevettabile

Dettagli

Realizzare la valutazione inclusiva

Realizzare la valutazione inclusiva LA VALUTAZIONE NELLE CLASSI COMUNI IT Realizzare la valutazione inclusiva La fase conclusiva del progetto La valutazione nelle classi comuni dell Agenzia ha visto un dibattito e una spiegazione del concetto

Dettagli

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione COMUNE DI TRENTO Servizio Programmazione e Controllo via Belenzani 22 38100 Trento Telefono: 0461-884162; Fax: 0461-884168 e_mail: servizio_programmazione@comune.trento.it Sito internet dell amministrazione:

Dettagli

ECONOMIA E FINANZA (MEF)

ECONOMIA E FINANZA (MEF) ECONOMIA E FINANZA (MEF) Coorte: 2008/2009 Il Corso di laurea magistrale in Economia e Finanza si propone di fornire una formazione di livello avanzato per l'esercizio di attività di natura specialistica

Dettagli

ADHD: AttentionalDeficit HyperactivityDisorder

ADHD: AttentionalDeficit HyperactivityDisorder 1 1. COS E ADHD: AttentionalDeficit HyperactivityDisorder E Un disturbo evolutivo dell autoregolazione del comportamento che si manifesta soprattutto con difficoltà di mantenimento dell attenzione, gestione

Dettagli

DOL Diploma On Line Modulo di progettazione II anno Relazione finale. Pitti Floriana Classe F7 Tutor: Giovanni Di Rosa

DOL Diploma On Line Modulo di progettazione II anno Relazione finale. Pitti Floriana Classe F7 Tutor: Giovanni Di Rosa DOL Diploma On Line Modulo di progettazione II anno Relazione finale Pitti Floriana Classe F7 Tutor: Giovanni Di Rosa Realizzazione di un full adder a due bit 08/11/2010 Premessa A causa di un mancato

Dettagli

PROGETTO CLASSI in RETE. curato dalla Prof.ssa SERRA CONCETTA S.M.S. G.B. NICOLOSI PATERNO

PROGETTO CLASSI in RETE. curato dalla Prof.ssa SERRA CONCETTA S.M.S. G.B. NICOLOSI PATERNO PROGETTO CLASSI in RETE curato dalla Prof.ssa SERRA CONCETTA S.M.S. G.B. NICOLOSI PATERNO PREMESSA Da sempre la conoscenza ha rappresentato l elemento fondamentale di discriminazione sociale, politica

Dettagli

Milano. Settore Statistica e S.I.T. Scuole Secondarie di II grado. Anno scolastico 2009 2010. Comune di Milano. - Dati di sintesi -

Milano. Settore Statistica e S.I.T. Scuole Secondarie di II grado. Anno scolastico 2009 2010. Comune di Milano. - Dati di sintesi - Milano Settore Statistica e S.I.T. Scuole Secondarie di II grado Anno scolastico 2009 2010 Comune di Milano - Dati di sintesi - A cura di: Vittoria Carminati Elaborazione dati: Ugo Rosario Maria David

Dettagli

Raccomandazione n. 195 sulla valorizzazione delle risorse umane, 2004

Raccomandazione n. 195 sulla valorizzazione delle risorse umane, 2004 Raccomandazione n. 195 sulla valorizzazione delle risorse umane, 2004 Allegato La Conferenza generale dell Organizzazione internazionale del Lavoro, convocata a Ginevra dal Consiglio di amministrazione

Dettagli

La buona scuola, musica e scuola dell infanzia

La buona scuola, musica e scuola dell infanzia AUDIZIONE PRESSO UFFICIO DI PRESIDENZA VII COMMISSIONE (Istruzione) SULL AFFARE ASSEGNATO SCUOLA Mercoledì 19 Novembre 2014 Documento a cura di Cecilia Pizzorno, Coordinamento Nazionale Nati per la Musica

Dettagli

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno?

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno? Lo sviluppo dei Talenti per la crescita. Un confronto tra aziende e istituzioni ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano L Italia cerca talenti. Sembra incredibile, ma in uno scenario di crisi del mercato

Dettagli

La prevenzione delle droghe. prof.ssa Carla Buonaiuto

La prevenzione delle droghe. prof.ssa Carla Buonaiuto La prevenzione delle droghe prof.ssa Carla Buonaiuto L adolescenza inizia con l ingresso alla scuola media inferiore e in questo periodo avvengono cambiamenti psicofisici e nelle relazioni con la famiglia,

Dettagli

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione Premessa Obiettivo di questo breve documento è fornire una contributo in vista dell incontro dell 8 luglio; a tale

Dettagli

I PRINCIPI MULTIMEDIALI

I PRINCIPI MULTIMEDIALI I PRINCIPI MULTIMEDIALI (dal sito www.nicky.it/materiali%20tic/mayer.doc) Il principio multimediale afferma che gli studenti apprendono meglio dalle parole e dalle immagini piuttosto che solo dalle parole,

Dettagli

Il concetto di elasticità della domanda rispetto al prezzo è di importanza cruciale per anticipare l esito di variazioni di prezzo (legate ad esempio

Il concetto di elasticità della domanda rispetto al prezzo è di importanza cruciale per anticipare l esito di variazioni di prezzo (legate ad esempio L elasticità Cap.4 L elasticità Fin ora abbiamo visto come domanda e offerta di un bene reagiscano a variazioni del prezzo del bene Sono state tutte considerazioni qualitative (direzione del cambiamento)

Dettagli

Questa presentazione fornisce informazioni su quali sono gli sbocchi occupazionali dei laureati del 2009 che hanno terminato gli studi e si sono

Questa presentazione fornisce informazioni su quali sono gli sbocchi occupazionali dei laureati del 2009 che hanno terminato gli studi e si sono 1 Questa presentazione fornisce informazioni su quali sono gli sbocchi occupazionali dei laureati del 2009 che hanno terminato gli studi e si sono presentati sul mercato del lavoro. Tali informazioni provengono

Dettagli

Materiale elaborato, su incarico del Bologna Follow Up Group, dall apposito Bologna Working Group on Qualifications Frameworks

Materiale elaborato, su incarico del Bologna Follow Up Group, dall apposito Bologna Working Group on Qualifications Frameworks Estratto dal documento A Framework for Qualifications of the European Higher Education Area (Il Quadro dei Titoli dello Spazio Europeo dell Istruzione Superiore), disponibile sul sito www.processodibologna.it/documentieuropei

Dettagli

IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE

IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE Nel corso del 2009 sono state pubblicate numerose sentenze delle Sezioni Unite della Suprema

Dettagli

CARTA della promozione della

CARTA della promozione della Il Forum è un'iniziativa del DSS e del DECS per migliorare la qualità della vita nella scuola CARTA della promozione della in Ticino c/o Centro didattico cantonale Viale Stefano Franscini 32 6500 Bellinzona

Dettagli

Economia del Lavoro 2010

Economia del Lavoro 2010 Economia del Lavoro 2010 Capitolo 7-4 La distribuzione del salario -Applicazioni di politica economica: perché è aumentata la disuguaglianza salariale? 1 Perché sono aumentate le disuguaglianze? L aumento

Dettagli

L analisi Competitiva

L analisi Competitiva L analisi Alessandro De Nisco Università del Sannio COSA E L ANALISI COMPETITIVA? Affinchè l impresa possa svolgere con successo la propria attività, è fondamentale che essa svolga un monitoraggio costante

Dettagli