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1 Il sistema monetario internazionale e le istituzioni di Bretton Woods: Argomenti 1. Cambi, finanziamento, politiche economiche 2. La caduta del sistema di cambi fissi di Bretton 1

2 Ancor prima della fine della Seconda Guerra Mondiale nell ambito di una conferenza governativa internazionale a Bretton Woods negli Stati Uniti, nel 1944, furono costruite le basi per un nuovo assetto economico e finanziario. Cambi, finanziamento, politiche economiche Il sistema di Bretton Woods si fondava su tre elementi collegati. 1. L adozione di cambi fissi, ma aggiustabili. I cambi erano formalmente definiti in rapporto all oro, ma di fatto collegati al dollaro. Il dollaro aveva una parità in oro ($35 per oncia). 2. Il dollaro, che assumeva il ruolo di moneta internazionale e di strumento principale di riserva per i pagamenti internazionali. 3. L operare di tre istituzioni che avrebbero dovuto favorire la gestione dei processi di aggiustamento e finanziamento, la ricostruzione dopo la guerra e lo sviluppo delle aree meno prospere, la graduale liberalizzazione del commercio internazionale e, successivamente dei pagamenti: il FMI, la Banca mondiale e l ITO concorrevano con ruoli distinti a un disegno unitario. 2

3 Abbiamo visto nella lezione precedente che l International Trade Organisation non ha di fatto avuto la luce e si è trasformata nel GATT. L adozione di cambi fissi, ma aggiustabili in termini di parità rispetto al dollaro (e all oro), implicava di fatto l accettazione da parte di tutti i paesi di vincoli alle politiche economiche nazionali, in contropartita di un assetto concordato di sostanziale stabilità nei cambi e nelle stesse politiche monetarie, che finivano con l ancorarsi al dollaro. Il FMI avrebbe, da un lato, dovuto supervedere gli eventuali riallineamenti di cambi, a fronte di squilibri fondamentali nelle bilance dei pagamenti. Cambi, finanziamento, politiche economiche I singoli paesi si impegnavano a mantenere il valore di mercato delle loro monete entro una banda di oscillazione dell 1% intorno alla parità centrale definita rispetto al dollaro. Dazi e controlli sui cambi furono ammessi solo come soluzioni temporanee nell immediato dopoguerra. In Europa la piena convertibilità dei cambi fu peraltro raggiunta solo nel 1958, la liberalizzazione dei movimenti dei capitali negli anni 90, come passo per il mercato e la moneta unici. 3

4 Il sistema di Bretton Woods auspicava la libertà dei flussi di beni e servizi, ma consentiva e prevedeva il controllo dei movimenti dei capitali come strumento di politica economica a disposizione dei singoli paesi. La facoltà di controllo dei capitali permanetuttoraenon è sanzionata dalle politiche di sorveglianza degli indirizzi di azione economica, segnatamente per i paesi in via di sviluppo. Cambi, finanziamento, politiche economiche La esperienza degli anni 50 e 60 del sistema di Bretton Woods fu positiva. Prevalse una sostanziale stabilità dei cambi, accompagnata peraltro da aggiustamenti delle parità centrali, segnatamente per la sterlina inglese. Gli aiuti americani in dollari per la ricostruzione, i finanziamenti del FMI e la sostanziale accettazione dei paesi membri del Fondo dei vincoli sulle politiche monetarie interne, derivanti dagli impegni reciproci sui cambi, consentirono una rapida crescita dell economia mondiale, in condizioni di bassa inflazione. 4

5 Al fine di aiutare i paesi a finanziare i deficit di bilancia dei pagamenti senza ricorrere a svalutazioni, ovvero senza adottare politiche interne eccessivamente restrittive, il FMI rendeva disponibili risorse valutarie per prestiti immediati (purchase agreements), che dovevano peraltro essere rimborsate a termine (repurchase agreements). Le risorse del Fondo erano costituite da depositi dei paesi membri. I depositi erano costituiti per il 25% da oro o da dollari, per il restante dalla valuta del paese. Cambi, finanziamento, politiche economiche In pratica, ogni paese membro può ricevere prestiti immediati fino al 25% della propria quota, la cosiddetta gold tranche. Oltre quest ammontare i prestiti diventano condizionali : il FMI concede questi prestiti solo previa stipulazione di accordi e di impegni formali, sottoposti a successiva sorveglianza multilaterale nell ambito dello stesso Fondo su specifiche misure di politica economica interna da adottare e di risultati quantitativi da conseguire, al fine di eliminare gli squilibri esterni non strutturali. 5

6 Nel caso di squilibri strutturali era indicata la necessità di accompagnare la svalutazione (rivalutazione) del cambio (e il corrispondente disavanzo/surplus) con misure di sostegno, avendo sempre presente la relazione tra prodotto e assorbimento, che abbiamo già ampiamente illustrato. La logica sottostante era che gli squilibri temporanei fossero affrontati accettando sbilanci di parte corrente (che misurano, come detto, il divario tra prodotto e assorbimento) da finanziare sul mercato, ovvero con riserve ufficiali, eventualmente rese disponibili dal Fondo stesso. Cambi, finanziamento, politiche economiche La concessione condizionale di linee di credito era pertanto la principale fonte di potere del FMI, sia per gli effetti diretti di finanziamento, sia e soprattutto per il ruolo cogente che assumeva sulle configurazioni di politiche economiche adottate dai paesi membri. Tale potere è stato naturalmente massimo nel contesto di cambi fissi. È perdurato anche con l avvento di cambi flessibili, ma a partire dagli anni 90 l enorme espansione di flussi di capitali privati, e l adozione ex ante di politiche coerenti dei singoli paesi, ha fatto perdere gran parte del significato economico ai finanziamenti condizionali del FMI, come verrà illustrato nelle lezioni successive. 6

7 Il ruolo di sorveglianza del FMI comprendeva l insieme delle politiche dei paesi membri, soprattutto per quelli che manifestavano squilibri rilevanti nei conti con l estero. Particolare attenzione veniva posta, nel caso di svalutazioni, all esigenza di evitare svalutazioni competitive, quali quelle che si erano manifestate nel periodo tra le due guerre mondiali. La ricerca di crescita e di occupazione interne attraverso svalutazioni del cambio genera effetti negativi sulla domanda a livello mondiale. Inoltre la svalutazione competitiva sollecitava contromisure protezionistiche e isolazioniste, che impedivano i benefici del commercio internazionale. Cambi, finanziamento, politiche economiche Come abbiamo visto, la svalutazione rappresenta, in linea di principio, il principale strumento di politica economica per correggere i disavanzi di parte corrente in un regime di cambi fissi. La sorveglianza del Fondo si concentrava formalmente sui cambi nominali (parità rispetto al dollaro), ma poggiava, sotto il profilo economico, sull evoluzione dei cosiddetti cambi reali, che misurano la competitività di un paese nel commercio internazionale. 7

8 Il tasso di cambio reale R è, analiticamente, misurato dal rapporto tra prezzi interni ed esteri, corretti per il cambio nominale: P f (22.1) R = e P dove: R= tassodicambioreale e = prezzo della valuta estera in termini della moneta nazionale P f = indice dei prezzi esteri P = indice dei prezzi nazionali Cambi, finanziamento, politiche economiche Scriviamo la (22.1) in termini di tassi di variazione: (22.2) G R =G e +G P f -G P Se G e >0 ci vogliono più unità di moneta nazionale per una unità di moneta estera, ovvero si verifica una svalutazione (deprezzamento) della moneta interna. Al deprezzamento nominale corrisponde un incremento di competitività internazionale seesolosel aumento dei prezzi interni non risulta superiore alla somma dell aumento dei prezzi esteri e del deprezzamento nominale. 8

9 G R > 0 G e + G P f > G P Nel caso in cui i prezzi interni e quelli internazionali siano rigidi, l apprezzamento (deprezzamento) nominale implica un equivalente variazione nelle competitività. La caduta del sistema di cambi fissi di Bretton La rapida crescita degli scambi internazionali e del PIL mondiale negli anni 50 e 60 implicava una crescita significativa della domanda di moneta internazionale. L offerta di moneta internazionale dipendeva dalla crescita delle riserve ufficiali d oro, di fatto molto limitata, e dalla disponibilità di saldi internazionali in dollari. Esaurita la fase di aiuti connessa al cosiddetto piano Marshall, si manifestò presto un dilemma, noto sotto il profilo analitico come il paradosso di Triffin, dal nome dell economista belga che lo aveva per primo posto in evidenza. 9

10 La caduta del sistema di cambi fissi di Bretton Il paradosso consisteva nel fatto che, se la crescita mondiale richiedeva disponibilità sempre più elevate di dollari internazionali, queste avrebbero richiesto disavanzi di parte corrente degli Stati Uniti e, in ultima istanza, aumento delle passività ufficiali degli Stati Uniti. Ma questo avrebbe finito con il minare la fiducia nella convertibilità del dollaro in oro, e quindi posto in discussione gli assetti di base del sistema di Bretton Woods. La caduta del sistema di cambi fissi di Bretton In realtà il problema era stato anticipato nella stessa fase di studio di Bretton Woods da John M. Keynes. L economista inglese aveva infatti proposto che il Fondo potesse emettere una propria moneta internazionale, il Bancor, ancorato solo indirettamente all oro. In analogia a quanto avviene per le banche centrali nazionali il passivo del fondo sarebbe stato gestito dal Fondo stesso, attraverso opportuni interventi (prestiti) all attivo. Ciò avrebbe peraltro assegnato al Fondo il signoraggio monetario internazionale, esautorando progressivamente il dollaro. Ragioni di realpolitik impedirono lo sviluppo di questo progetto ambizioso. 10

11 La caduta del sistema di cambi fissi di Bretton Una serie di eventi portò a una crisi irresolubile del modello. Gli Stati Uniti aumentarono fortemente la spesa pubblica per finanziare la guerra del Vietnam. Sotto il profilo meramente tecnicoquestorendevapossibile generare dollari come moneta internazionale. Ma si manifestò l altra faccia del dilemma di Triffin: si mise in dubbio la convertibilità dollaro/oro. Le critiche assunsero carattere politico: molti paesi sostennero che il privilegio del dollaro come moneta di riserva esonerava dai vincoli di compatibilità delle politiche economiche gli Stati Uniti. Si manifestarono perciò richieste di trasformazione dei dollari in oro. La caduta del sistema di cambi fissi di Bretton Si tentò di creare un circuito ufficiale dell oro (Gold Pool), ma ciò non fermò l aumento del prezzo dell oro sul mercato, che pervenne su livelli ben superiori alla parità ufficiale di $35 l oncia. Aumentarono di conseguenza le tensioni e le divergenze tra i paesi del Gold Pool. La crisi esplose nell estate del 1971: il 15 agosto il Presidente degli Stati Uniti Nixon decise di sospendere la parità del dollaro con l oro, segnando di fatto la fine di Bretton Woods. La crisi del sistema, nonostante i tentativi di salvarlo, era irrimediabile. 11

12 La caduta del sistema di cambi fissi di Bretton Al di là del problema della convertibilità aurea, la radice più profonda va ricercata nella volontà di molti paesi di affrancarsi dai vincoli di politica economica interna che il funzionamento del sistema richiedeva. L applicazione degli schemi keynesiani di intervento e del modello di Phillips spingevano molti paesi a ricercare soluzioni nazionali ai problemi di occupazione e di crescita, senza particolare enfasi sul controllo dell inflazione, che veniva peraltro vista come collegata alla spinta esogena salariale. La caduta del sistema di cambi fissi di Bretton Altri paesi restavano viceversa ancorati all esigenza di controllo dell inflazione, come condizione di stabilità. Anche questi paesi, peraltro, in un contesto mondiale inflazionistico non potevano accettare i vincoli del cambio fisso, che li avrebbero appunto costretti a importare inflazione tramite il collegamento tra i surplus delle proprie bilance dei pagamenti e la creazione di base monetaria. 12

13 La caduta del sistema di cambi fissi di Bretton L intero assetto di cambi fissi era pertanto messo in discussione. Movimenti speculativi dei capitali accelerarono la caduta del sistema. Un tentativo di salvataggio fu posto in essere nel dicembre del 1971 allo Smithsonian Institute di Washington. Il dollaro fu svalutato rispetto all oro, portandolo a una nuova parità di 38$ per oncia, ma rimase non convertibile in oro anche per le banche centrali. Si decisero alcune svalutazioni e rivalutazioni delle principali monete, mentre i margini di fluttuazione intorno alle parità furono portati da ± 1% a ± 2,25%, per rendere meno facili gli attacchi speculativi. La caduta del sistema di cambi fissi di Bretton In questo riassetto i paesi della Comunità europea decisero di mantenere un margine di fluttuazione dimezzato tra le loro valute: il cosiddetto serpente monetario europeo. L accordo ebbe breve durata. Già alla fine del 1972 la sterlina era tornata a fluttuare, seguita dal franco francese, dalla lira e dallo yen. Nel marzo del 1973 i rimanenti paesi del serpente decisero di fluttuare congiuntamente nei confronti del dollaro. 13

14 La caduta del sistema di cambi fissi di Bretton Nel gennaio del 1976 il nuovo assetto fu formalmente ratificato. Con il cosiddetto accordo della Giamaica fu reso ufficiale il nuovo ruolo del FMI: ovvero quello di favorire il funzionamento di un sistema monetario internazionale a cambi flessibili, in cui non venivano peraltro in alcun modo esclusi interventi sul mercato dei cambi delle diverse autorità monetarie. Lo stesso ruolo del Fondo nel finanziamento degli squilibri delle bilance dei pagamenti era pertanto mantenuto. Riepilogo In questa lezione abbiamo studiato i cambi, il finanziamento e le politiche economiche negli anni Abbiamo inoltre analizzato i motivi della caduta del sistema di cambi fissi di Bretton Woods e le politiche economiche nazionali. 14

15 Copyright AVVISO - Ai sensi dell'art. 1, comma 1 del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla legge di conversione 21 maggio 2004 n. 128, le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi. Tutti i contenuti sono proprietà letteraria riservata e protetta dal diritto di autore della Università Telematica Guglielmo Marconi. Si ricorda che il materiale didattico fornito è per uso personale degli studenti, al solo scopo didattico. Per ogni diverso utilizzo saranno applicate le sanzioni previste dalla legge 22 aprile 1941, n Copyright UNIMARCONI 15

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