Il piano di investimenti. Domande e risposte

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1 Il piano di investimenti Domande e risposte

2 Indice 1. In cosa consistono la novità e la diversità di questo approccio agli investimenti? Perché istituire un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)? Come funzionerà il fondo in pratica? Qual è la differenza con quanto la BEI fa già? Qual è il valore aggiunto rispetto a quanto già esiste? Nel sistema c'è denaro a sufficienza. Perché i progetti non vengono finanziati unicamente dal settore privato? Il problema non sono i soldi, ma la carenza di capacità di rischio per il finanziamento dei progetti L'Europa ha bisogno di molto di più: questa non è che una goccia nell'oceano Quale sarà l'impatto sulla crescita e sull'occupazione? Le persone e le imprese non possono aspettare: quando se ne vedranno i risultati? A chi spetta agire? Il problema è dovuto all'eccesso di burocrazia e di oneri normativi. Cosa intende fare la Commissione al riguardo? Perché non è stato invece proposto un nuovo aumento di capitale della BEI? Da dove provengono realmente i fondi? Qual è la quota di denaro dei privati rispetto alla quota di denaro pubblico e perché? In che modo sarà finanziato il fondo? In che modo sarà costituita la garanzia dell'ue? Cos'è l'effetto moltiplicatore? Come si è arrivati ad un effetto moltiplicatore di 1:15? Sono a rischio i soldi dei contribuenti? Cosa accade se viene utilizzata la garanzia del bilancio dell'ue? Cosa farà il fondo esattamente? Quali progetti finanzierà? E per quanto riguarda l'esame dei progetti selezionati alla luce del diritto della concorrenza? Quali misure sono previste in particolare per le PMI? Come potranno partecipare gli Stati membri? Hanno interesse a farlo? Come potranno partecipare gli investitori privati? Hanno interesse a farlo? In che modo sarà speso il denaro? Chi deciderà sui progetti? Come si può essere sicuri che il denaro verrà speso per progetti validi (e non per progetti faraonici di dubbia utilità)? Chi assicurerà che il fondo sia gestito secondo le regole e che il denaro pubblico sia utilizzato correttamente?

3 27. Quale sarà il ruolo del Parlamento europeo? Quale sarà il ruolo della Corte dei conti? Come verrà potenziata l'assistenza tecnica in modo da migliorare la preparazione dei progetti e favorire lo scambio di esperienze? Cosa fare se si è a conoscenza di un progetto promettente e si intende fare domanda di finanziamento? Quali modifiche normative sono necessarie? Quando si prevede che vengano introdotte? Il piano non mette in pericolo la tripla A della BEI? Qual è la differenza rispetto al Meccanismo per collegare l'europa e al "Fondo Marguerite", destinati anch'essi a finanziare progetti infrastrutturali? Perché non viene proposta una nuova risorsa propria a livello dell'ue per finanziare il piano di investimenti? Quale sarà il contributo dei fondi strutturali e di investimento europei al piano di investimenti? In cosa si differenzia la nuova iniziativa dall iniziativa sulle obbligazioni di progetto?

4 DOMANDE E RISPOSTE 1. In cosa consistono la novità e la diversità di questo approccio agli investimenti? Il piano di investimenti proposto dalla Commissione mira a rilanciare gli investimenti in Europa rimuovendo i principali ostacoli in modo coerente. Il nuovo approccio si articola in tre filoni: a) nuovi strumenti finanziari (in particolare il nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici), in partenariato con la Banca europea per gli investimenti, per supplire all'attuale carenza di finanziamenti del rischio in Europa; b) una riserva di progetti a livello dell'ue, oltre ad un migliore sostegno allo sviluppo dei progetti attraverso un'assistenza tecnica più facilmente fruibile per le parti interessate del settore pubblico e per gli investitori privati; c) un contesto normativo più prevedibile e più favorevole alle imprese, a livello europeo, nazionale e subnazionale, incentrato sul completamento del mercato unico digitale, dell'energia, dei trasporti e dei mercati dei capitali. Il piano di investimenti costituisce un cambiamento di paradigma nel modo in cui le risorse pubbliche sono utilizzate per gli investimenti strategici in Europa. La necessità di investimenti a sostegno dell'occupazione e della crescita è stata riconosciuta anche a livello internazionale, come dimostrano il comunicato del G20 e il piano di azione di Brisbane, pubblicati il 16 novembre Perché istituire un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)? Parte essenziale del piano di investimenti proposto dalla Commissione è l'istituzione di un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS). Si tratterà di un fondo dedicato, gestito dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), che lo ospiterà, e cofinanziato dalla BEI e dalla Commissione europea. Il fondo finanzierà progetti strategici in tutta l'ue riguardanti le infrastrutture, quali la banda larga, l'energia, i trasporti, l'istruzione, la ricerca e l'innovazione, le energie rinnovabili e l'efficienza energetica. Una parte dei nuovi finanziamenti sarà destinata al sostegno degli investimenti delle PMI e delle imprese a media capitalizzazione 1 mediante il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), un ente del gruppo BEI dedicato a questo tipo di finanziamento. La ratio del FEIS è essere in grado di sostenere i progetti più rischiosi e impegnarsi in attività aventi un più grande interesse strategico, e quindi più complesse da strutturare. Si va quindi oltre gli attuali programmi UE e le attività più tradizionali della BEI e di altre istituzioni finanziarie. 1 Mentre nella definizione di PMI rientrano le imprese con meno di 250 dipendenti, le imprese a media capitalizzazione comprendono di norma le imprese che occupano tra 250 e dipendenti. 3

5 Il nuovo fondo, che sarà destinato a scelte di investimento strategiche, dovrebbe consentire di attirare gli investitori privati, dato che si assumerà la parte più complessa e rischiosa dell'operazione. 3. Come funzionerà il fondo in pratica? Il fondo offrirà una protezione parziale dal rischio (protezione dalle prime perdite) al gruppo BEI (BEI e FEI). Questa protezione dal rischio consentirà alla BEI di offrire prodotti che assorbono un rischio maggiore rispetto ai prodotti tradizionali. I progetti ad alto valore aggiunto ma a rischio più elevato, che attualmente non riescono ad attirare finanziamenti, potranno di conseguenza destare l'interesse degli investitori. Una parte della capacità di rischio del fondo potrà essere utilizzata anche in collaborazione con le banche di promozione nazionali. 4. Qual è la differenza con quanto la BEI fa già? La BEI è la più grande istituzione multilaterale di assunzione e concessione di prestiti al mondo. Nel 2013 le sue attività di prestito hanno superato i 75 miliardi di euro. Nel 2013 è stato effettuato un aumento di capitale per generare 180 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi nel corso di tre anni ( ). Questo importante lavoro della BEI continuerà. L'obiettivo del nuovo fondo è integrare le attività in corso concentrandosi esclusivamente sugli investimenti strategici necessari per consentire all'europa di tornare a crescere, ma che hanno un diverso profilo di rischio rispetto ai progetti attualmente finanziati dalla BEI. La garanzia del bilancio UE assicurerà che l'investimento in tali progetti generi rendimenti interessanti e dovrebbe pertanto attirare più facilmente un maggior numero di investitori privati. 5. Qual è il valore aggiunto rispetto a quanto già esiste? Il bilancio dell'ue fornirà 16 miliardi di euro di finanziamenti, mentre la BEI fornirà un contributo aggiuntivo pari a 5 miliardi di euro in capacità di rischio. Insieme queste risorse possono catalizzare almeno 315 miliardi di euro di finanziamenti aggiuntivi per gli investimenti. Non è che l'inizio, però. Un elemento chiave del nuovo approccio è rappresentato dal fatto che gli Stati membri e le banche di promozione nazionali potranno contribuire sia a livello del fondo sia attraverso il cofinanziamento dei singoli progetti. FEIS Capacità di rischio Moltiplicatore (media) Investimenti nell'economia reale Investimenti a lungo 16 miliardi 240 miliardi termine 15 PMI & imprese a media 5 miliardi 75 miliardi capitalizzazione Totale 21 miliardi 315 miliardi 4

6 6. Nel sistema c'è denaro a sufficienza. Perché i progetti non vengono finanziati unicamente dal settore privato? A differenza di alcuni anni fa, grazie anche al miglioramento della situazione dell'economia e dei mercati finanziari e agli interventi della Banca centrale europea (BCE) in materia di politica monetaria, grande è la liquidità disponibile presso gli istituti finanziari e le imprese. Inoltre, in molti Stati membri si registrano livelli elevati di risparmio privato. Il problema deriva dal fatto che questa liquidità non raggiunge l'economia reale così efficientemente e rapidamente come dovrebbe. Le cause sono da ricercare nell'incertezza sull'andamento dell'economia e sugli sviluppi delle politiche, nei livelli ancora elevati di indebitamento in certi settori dell'economia dell'ue e nel relativo impatto sul rischio di credito. È quanto confermano i più recenti dati economici, i quali dimostrano che dopo la crisi, contrariamente agli Stati Uniti, nell'ue gli investimenti hanno continuato a calare (attualmente il 15% in meno rispetto al 2007) senza l'inversione di tendenza prevista. In termini economici, si parla di "fallimento del mercato", il che significa che il mercato da solo non è in grado di trovare una soluzione a breve termine. Un ruolo fondamentale hanno in questo caso le autorità pubbliche. Il piano di investimenti costituisce una strategia globale per colmare questo divario, mobilitando gli investimenti privati in aggiunta al finanziamento pubblico. 7. Il problema non sono i soldi, ma la carenza di capacità di rischio per il finanziamento dei progetti La situazione non è la stessa in tutti gli Stati membri, ma si riscontrano ovunque alcuni schemi chiari in termini di fabbisogno di investimenti, che attualmente non è soddisfatto: le famiglie e le imprese devono poter beneficiare dalle tecnologie più avanzate e diventare più efficienti sotto il profilo energetico; i sistemi di istruzione e di innovazione dispongono di minori mezzi tecnici e finanziari rispetto a quelli di diversi nostri principali concorrenti; i sistemi previdenziali hanno bisogno di un sostanziale ammodernamento per adeguarsi al rapido invecchiamento della nostra popolazione; il settore dell'energia deve potenziare le reti con le tecnologie più avanzate, integrare le fonti di energia rinnovabili e diversificare le fonti di approvvigionamento; il settore dei trasporti deve modernizzare le infrastrutture, ridurre la congestione e migliorare i collegamenti commerciali; l'ambiente necessita di impianti e reti migliori per i rifiuti, il riciclaggio e le acque; abbiamo bisogno di una banda larga di ampia portata e più veloce e di centri dati più intelligenti in tutta Europa. Il fatto che questi settori siano stati individuati come settori prioritari non significa che vi sia necessariamente in questa fase un numero adeguato di progetti sufficientemente maturi per essere finanziati. Sono stati comunque individuati diversi progetti che si trovano in fasi diverse di sviluppo. Come sarà dimostrato nella relazione della task force congiunta Commissione europea/bei (di cui è prevista la pubblicazione a breve), progetti maturi esistono, ma spesso, data la loro complessità, gli investitori privati non sono a conoscenza 5

7 dei potenziali vantaggi, diffidano dei rischi che comportano e quindi sono riluttanti a investire. 8. L'Europa ha bisogno di molto di più: questa non è che una goccia nell'oceano Sarebbe ingenuo credere che esista una soluzione unica e semplice ai problemi degli investimenti in Europa. Il piano di investimenti proposto dalla Commissione è parte di un approccio globale per accompagnare la crescita e la creazione di posti di lavoro in Europa combinando riforme strutturali, responsabilità di bilancio e impulso agli investimenti. Tutti i governi nazionali devono fare la loro parte. L'UE non può farcela da sola. Il piano di investimenti consente di dare un notevole impulso aggiuntivo. I 315 miliardi di euro aggiuntivi di finanziamenti degli investimenti rappresentano il 2% del PIL dell'ue nell'arco di tre anni, il che significa in pratica il raddoppiamento della capacità di investimento del bilancio UE. Un aspetto fondamentale è garantire che questo denaro serva a qualcosa, sia destinato a soddisfare le reali esigenze dell'economia e che il piano possa essere avviato rapidamente. Questo è solo uno degli aspetti del piano. In questa fase l'importo supplementare di 315 miliardi di euro corrisponde a quello che l'ue può ottenere con i mezzi dell'europa, utilizzandone al meglio il bilancio. La Commissione e la BEI invitano gli Stati membri e gli investitori privati a partecipare, in modo da moltiplicare l'impatto dell'iniziativa. Un altro pilastro fondamentale del piano è la soppressione delle barriere agli investimenti esistenti nel mercato unico, sia finanziarie che di altra natura. Questa componente può di per sé generare ben oltre i 315 miliardi di euro in termini di aumento del prodotto e del PIL dell'ue, anche se ci vorranno tempi più lunghi perché le misure producano il loro pieno effetto. Infine, il piano si aggiunge alle misure e agli strumenti esistenti già impiegati, quali i fondi strutturali e di investimento europei (circa 600 miliardi di euro per il periodo , incluso il cofinanziamento), che sono disponibili a livello nazionale e regionale. 9. Quale sarà l'impatto sulla crescita e sull'occupazione? Secondo le stime della Commissione europea, il piano di investimenti può consentire di aggiungere tra 330 e 410 miliardi di euro al PIL dell'ue e creare da 1 a 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro nei prossimi tre anni. 10. Le persone e le imprese non possono aspettare: quando se ne vedranno i risultati? A chi spetta agire? La Commissione europea e la BEI sono in prima linea nel lavoro di integrazione delle fonti di finanziamento e di ricerca dei progetti giusti per rilanciare la crescita e l'occupazione. Ma non possono farlo da sole. Per questo gli Stati membri sono invitati ad approvare il piano nell'ambito del Consiglio europeo. Le tre istituzioni dell'ue (Parlamento europeo, Consiglio e Commissione) collaboreranno per adottare i necessari provvedimenti normativi il più rapidamente possibile. Il sostegno politico del Parlamento europeo è essenziale. Con l'ampio sostegno di tutti i soggetti chiave si possono conseguire rapidi risultati. 6

8 La creazione del nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici richiederà alcuni provvedimenti legislativi e amministrativi. Con il forte sostegno di tutti i soggetti interessati, il fondo potrebbe essere istituito e diventare operativo entro la metà del Nel frattempo, la BEI prefinanzierà le attività del fondo, consentendo pertanto all'iniziativa di partire in quarta. Inoltre, gli strumenti esistenti dell'ue sono già disponibili e funzionanti: si tratta, a livello dell'ue, del Meccanismo per collegare l'europa, di Orizzonte 2020 e del programma COSME, mentre, a livello nazionale, sono disponibili finanziamenti nell'ambito dei fondi strutturali e di investimento europei (più di 200 miliardi di euro per i prossimi tre anni). Tutti questi strumenti sono già disponibili e dovrebbero essere utilizzati al meglio sin d'ora. 11. Il problema è dovuto all'eccesso di burocrazia e di oneri normativi. Cosa intende fare la Commissione al riguardo? La Commissione riconosce che il giusto contesto normativo è essenziale per gli investimenti. Per questo motivo, il piano di investimenti elenca le misure per rimuovere gli ostacoli in settori essenziali quali l'energia, le telecomunicazioni, i trasporti, i servizi e la ricerca. Alcune misure importanti verranno specificate nel programma di lavoro della Commissione per il 2015 (che sarà presentato entro la fine del mese di dicembre, dopo consultazioni con il Parlamento e il Consiglio). Sarà essenziale accelerare i lavori per la realizzazione dell'unione dei mercati dei capitali e per contribuire alla diversificazione delle fonti di finanziamento. Spetta all'ue e agli Stati membri la responsabilità congiunta di creare il giusto contesto normativo, compito che dovrà essere svolto a tutti i livelli. 12. Perché non è stato invece proposto un nuovo aumento di capitale della BEI? Nel 2012 gli Stati membri dell'ue hanno approvato un aumento del capitale versato della BEI di 10 miliardi di euro, che nelle intenzioni avrebbe dovuto consentire alla BEI di aumentare le sue attività di prestito del 40% tra il 2013 e il Secondo le previsioni, I prestiti aggiuntivi della BEI dovrebbero consentire 180 miliardi di investimenti aggiuntivi in tutta l'europa entro la fine del La BEI è a buon punto nel rispetto dell'impegno assunto di migliorare la sua risposta e dovrebbe superare l'obiettivo convenuto nel La BEI ha risposto con fermezza alla crisi economica contribuendo al miglioramento della situazione economica e finanziaria. Nel corso della crisi si è avuto un deterioramento dei normali canali del prestito bancario e del finanziamento di mercato, mentre oggi sia presso gli istituti finanziari che presso le imprese è aumentata la disponibilità di liquidità. Per questo motivo, è necessaria un'iniziativa più mirata per assicurare un sostegno efficace alle attività che le banche e i mercati non sono disposti a finanziare. Ed è questo che il piano si prefigge. 13. Da dove provengono realmente i fondi? Oggi il problema non è tanto la mancanza di denaro, quanto il fatto che non venga utilizzato in maniera produttiva, perché languisce sui conti bancari delle imprese e dei singoli. La sfida consiste nel far in modo che questo denaro venga utilizzato e destinato agli investimenti produttivi. Ciò è possibile facendo un uso più intelligente delle risorse del bilancio UE e 7

9 riorientando la capacità della BEI di sostenere il maggior rischio. In tal modo potremo creare una riserva per il rischio pari a 21 miliardi di euro, che consentirà di catalizzare investimenti pari ad almeno 315 miliardi di euro. L'obiettivo è mobilitare investimenti aggiuntivi che non verrebbero realizzati in una situazione immutata. In questo contesto, il ruolo del nuovo fondo e di altre politiche è quello di mobilitare fondi pubblici e rilanciare gli investimenti privati e il cofinanziamento senza creare nuovo debito. Mediante il nuovo fondo, il denaro investito sarà utilizzato per assicurare un effetto moltiplicatore il più elevato possibile: tanto più grandi saranno le risorse di finanziamento disponibili, tanto più numerosi saranno i progetti finanziati, che creeranno più lavoro e crescita per l'economia dell'ue. Il pacchetto si compone come segue: 1) creazione di una garanzia del bilancio dell'ue pari a 16 miliardi di euro; 2) questa garanzia, assieme alle risorse della BEI pari a 5 miliardi di euro, permetterà di assorbire i maggiori rischi degli investimenti strategici e quindi di mobilitare risorse private che non sono attualmente investite nell'economia reale. Inoltre, oltre ai 315 miliardi di euro mobilitati dal FEIS, i fondi strutturali e di investimento europei devono essere utilizzati in modo più efficiente e ulteriormente promossi. Gli Stati membri e gli investitori privati possono partecipare direttamente al fondo o a livello di progetto. 14. Qual è la quota di denaro dei privati rispetto alla quota di denaro pubblico e perché? Dipenderà dal singolo progetto e dal modo in cui sarà strutturato. Il FEIS si servirà di un'ampia gamma di strumenti, compresi garanzie, capitale proprio, vari strumenti di debito e di capitale di rischio per le PMI, al fine di attirare il massimo volume di investimenti privati. 15. In che modo sarà finanziato il fondo? Per la creazione del FEIS verrà creata nel bilancio dell'ue una garanzia di 16 miliardi di euro, che andrà al fondo. La BEI impegnerà 5 miliardi di euro. Il fondo potrà dunque iniziare con una significativa potenza di fuoco e potrà ampliare ulteriormente le sue attività con il tempo. Gli Stati membri potranno contribuire al fondo mediante capitali, direttamente o attraverso le banche di promozione nazionali. È importante sottolineare che nel contesto della valutazione delle finanze pubbliche nel quadro del patto di stabilità e crescita la Commissione valuterà favorevolmente questi conferimenti di capitale al fondo. La garanzia dell'ue sarà sostenuta dai fondi UE attualmente disponibili provenienti dai margini di bilancio dell'ue, dal Meccanismo per collegare l'europa e dal programma Orizzonte Grazie al fondo sarà possibile moltiplicare l'impatto di questi programmi sull'economia reale, diversamente da quanto si sarebbe potuto ottenere altrimenti. 8

10 16. In che modo sarà costituita la garanzia dell'ue? La garanzia dell'ue sarà costituita gradualmente per arrivare a 16 miliardi di euro. Sarà coperta da una riserva di accantonamento pari a 8 miliardi di euro, equivalente al 50% del totale della garanzia. La riserva di accantonamento sarà composta da 2 miliardi di euro a carico del bilancio dell'ue e da stanziamenti nell'ambito di due importanti programmi di finanziamento dell'ue: il Meccanismo per collegare l'europa (3,3 miliardi di euro) e Orizzonte 2020 (2,7 miliardi di euro). È importante sottolineare che la necessaria riallocazione degli stanziamenti in questi due programmi non significa che i soldi andranno persi. Al contrario, il FEIS offre possibilità nettamente maggiori di investire nelle infrastrutture dell'europa, oltre che nella ricerca e nell'innovazione. Si tratta di una situazione vantaggiosa per tutte le parti coinvolte. 17. Cos'è l'effetto moltiplicatore? L'effetto moltiplicatore è il rapporto tra il volume finanziario complessivo dei progetti generato a seguito dell'intervento del fondo e il denaro pubblico mobilitato inizialmente per istituire il fondo. Nel caso del FEIS, una piccola quota di fondi pubblici utilizzati come capacità di rischio genererà una quota molto maggiore di finanziamenti privati per investimenti in progetti che altrimenti non sarebbero stati finanziati. Per ogni progetto di investimento o attività finanziaria le eventuali perdite sono di norma ripartite tra gli investitori in un ordine prestabilito: in primo luogo, le perdite sono riassorbite dai detentori del capitale proprio (gli azionisti), poi dai detentori del "debito subordinato" e solo per le perdite residue dai detentori del "debito senior". Ciò significa che quanto più "spesso" è lo strato protettivo prima che vengano colpiti i detentori del debito senior, tanto maggiore sarà la disponibilità degli investitori a investire. La consistente garanzia offerta dal bilancio dell'ue consentirà al FEIS di investire nei segmenti meno sicuri dei progetti (capitale proprio e debito subordinato). In tal modo, il FEIS renderà più facile attrarre nei progetti e nelle attività gli investitori privati, i quali investirebbero nei segmenti finanziari più protetti, cosiddetti senior. 18. Come si è arrivati ad un effetto moltiplicatore di 1:15? Per il FEIS l'effetto moltiplicatore significa che un euro di denaro pubblico del fondo permetterà di investire tre euro in debito subordinato in un dato progetto, permettendo agli investitori privati di investire cinque euro nei segmenti senior, più sicuri, dello stesso progetto. Per cui ogni singolo euro consente un investimento finale di 15 euro, ossia un effetto moltiplicatore complessivo di 1:15. L'effetto moltiplicatore di 1:15 è una stima prudente, basata sull'esperienza storica maturata con i programmi dell'ue e con l'attività della BEI. A titolo di riferimento, l'aumento di capitale della BEI nel 2013 aveva un effetto moltiplicatore stimato di 1:18. Analogamente, per l'attuale meccanismo di garanzia sui prestiti per le PMI nell'ambito del programma 9

11 COSME, 1 miliardo di euro di finanziamenti si traduce in media in 20 miliardi di euro disponibili in concreto per le PMI, il che equivale a un effetto moltiplicatore di 1:20. L'effetto moltiplicatore nel singolo caso dipenderà dal mix di attività e dalle caratteristiche specifiche di ciascun progetto. Alcune operazioni avranno un effetto moltiplicatore superiore o inferiore. 19. Sono a rischio i soldi dei contribuenti? Cosa accade se viene utilizzata la garanzia del bilancio dell'ue? La garanzia del bilancio dell'ue permette alla BEI di offrire prodotti a maggiore valore aggiunto, ma anche intrinsecamente più rischiosi. I rischi sono attenuati mediante: - una gestione professionale, grazie all'esperienza e alla competenza della BEI; - un comitato per gli investimenti indipendente e professionale che vigilerà sulle attività del FEIS; - una remunerazione adeguata del rischio, che sarà mantenuta nel fondo per compensare le perdite; - un portafoglio ben diversificato; - un fondo di garanzia dotato di risorse adeguate pari al 50% del volume complessivo della garanzia in essere dell'ue, il che, sulla base dell'esperienza storica, rende improbabile che le perdite superino gli accantonamenti del fondo di garanzia; - il monitoraggio professionale dei rischi e la possibilità di adeguare le linee guida sul rischio in caso di sviluppi negativi nei primi anni di vita del portafoglio; - condizioni di pagamento in caso di ricorso alla garanzia che consentiranno di ripartire nel tempo l'impatto sul bilancio di un ricorso al fondo; - la previsione nella governance del FEIS di un sistema di allerta precoce che assicuri che in caso di difficoltà con la sostenibilità finanziaria del fondo siano fornite informazioni sufficienti e siano adottate misure preventive. 20. Cosa farà il fondo esattamente? Quali progetti finanzierà? I finanziamenti saranno destinati a progetti validi con un reale valore aggiunto per l'economia sociale di mercato europea, tra cui, in particolare, ma non solo: 1) infrastrutture strategiche (investimenti nel digitale e nell'energia in linea con le politiche UE); 2) infrastrutture di trasporto in agglomerati industriali, istruzione, ricerca e innovazione; 3) investimenti per rilanciare l'occupazione, in particolare mediante il finanziamento delle PMI e misure a favore dell'occupazione giovanile. Gli Stati membri forniranno alla task force congiunta Commissione-BEI gli elenchi dei progetti selezionati in base a tre criteri fondamentali: 1) valore aggiunto europeo (progetti a sostegno degli obiettivi dell'ue); 2) redditività e valore economici, dando priorità ai progetti a elevato rendimento socioeconomico; 10

12 3) progetti che possano essere avviati al più tardi entro i prossimi tre anni, ossia entro un orizzonte temporale ragionevole per la spesa in conto capitale nel periodo Inoltre, i progetti inseriti negli elenchi dovrebbero essere in grado di mobilitare altre fonti di finanziamento. Dovrebbero anche essere di dimensioni e scalabilità ragionevoli (distinguendo per settore/sottosettore), pur consentendo l'abbinamento di investimenti di dimensioni ridotte. 21. E per quanto riguarda l'esame dei progetti selezionati alla luce del diritto della concorrenza? Di norma il sostegno pubblico agli investimenti infrastrutturali contribuisce a stimolare l'occupazione e la crescita. Esso consente la costruzione di infrastrutture che altrimenti non verrebbero realizzate e di attirare gli investimenti privati. I progetti dovrebbero essere selezionati attentamente in modo da evitare lo spreco del denaro pubblico, e da impedire che vengano danneggiati i concorrenti e lasciati fuori gli investimenti privati. Per assicurare il successo del piano di investimenti la Commissione seguirà tre principi fondamentali nell'applicazione delle norme sugli aiuti di Stato: i progetti dovrebbero soddisfare un reale bisogno, per cui saranno escluse duplicazioni di infrastrutture esistenti, dovrebbero consentire un accesso equo e ragionevole a tutti gli utenti e il sostegno pubblico dovrebbe essere limitato a quanto necessario per rilanciare gli investimenti e non determinare sovracompensazioni. Nei casi in cui gli Stati membri forniscano contributi di capitale direttamente dal loro bilancio la Commissione effettuerà anche una valutazione semplificata degli aiuti di Stato incentrata sulla prevenzione della sovracompensazione che terrà conto delle caratteristiche del settore. Sarà possibile in tal modo assicurare l'attuazione tempestiva in condizioni eque di concorrenza. 22. Quali misure sono previste in particolare per le PMI? I 22 milioni di PMI dell'ue sono la spina dorsale della sua economia. La crescita e la ripresa iniziano con le nostre PMI. Ma non dobbiamo dimenticare un altro segmento dell'economia dell'ue che ha talvolta difficoltà nell'accedere ai finanziamenti: le imprese a media capitalizzazione. Si tratta di imprese nettamente più grandi delle PMI, ma ancora molto più piccole delle imprese veramente grandi, che spesso devono far fronte a una mancanza di finanziamenti. Il Fondo europeo per gli investimenti (parte del gruppo BEI) ha lo specifico mandato di assistere le PMI e le imprese a media capitalizzazione. L'UE ha programmi specifici anche in questo campo (COSME e Orizzonte 2020). L'idea è quella di aumentare significativamente tali attività, anche assicurando che le condizioni per beneficiare dei finanziamenti siano favorevoli e non siano di ostacolo agli investimenti. 11

13 23. Come potranno partecipare gli Stati membri? Hanno interesse a farlo? Gli Stati membri, direttamente o tramite le loro banche di promozione nazionali, possono partecipare al FEIS fornendo capitali. È importante sottolineare che nel contesto della valutazione delle finanze pubbliche nel quadro del patto di stabilità e crescita la Commissione valuterà favorevolmente questi conferimenti di capitale al fondo. Si potrebbe anche prevedere la creazione di una piattaforma di coinvestimento che consenta alle banche di promozione nazionali e ad altri potenziali investitori istituzionali interessati di coinvestire assieme al FEIS/BEI. Gli Stati membri possono contribuire anche a livello dei singoli progetti e attraverso un uso più efficiente dei fondi strutturali e di investimento europei (cfr. la domanda 34). 24. Come potranno partecipare gli investitori privati? Hanno interesse a farlo? Gli investitori privati possono contribuire direttamente al FEIS, ma è più probabile che parteciperanno al finanziamento a livello dei singoli progetti. Sono anche possibili varie forme di partenariato pubblico-privato, anche attraverso veicoli di finanziamento complementari, come ad esempio i fondi di investimento a lungo termine europei (ELTIF, che saranno disponibili nel primo semestre del 2015, se l'iter legislativo procederà come previsto). 25. In che modo sarà speso il denaro? Chi deciderà sui progetti? Come si può essere sicuri che il denaro verrà speso per progetti validi (e non per progetti faraonici di dubbia utilità)? I soggetti prossimi alle realtà locali, ad es. le autorità regionali o locali e i partecipanti al mercato, avranno il compito di individuare progetti validi e sostenibili. Il fondo si doterà di un apposito comitato per gli investimenti composto da esperti che avranno il compito di convalidare ogni progetto da un punto di vista commerciale e sociale, tenendo conto delle linee guida per gli investimenti del fondo. Un regolare e rigoroso controllo assicurerà che il denaro sia speso in modo efficiente e crei un reale valore aggiunto. Insieme agli Stati membri, la "task force per gli investimenti", che riferirà tra breve, ha effettuato un primo screening dei progetti potenzialmente validi di rilevanza europea. La Commissione ritiene che questo lavoro debba continuare, su base permanente, a livello di UE, per contribuire a individuare e attivare i principali progetti di investimento di rilevanza europea e per informare regolarmente gli investitori sullo stato di preparazione dei progetti. Le banche di promozione nazionali potrebbero dare un utile contributo in tal senso. Occorre creare una riserva di progetti di rilevanza europea che potrebbero attirare gli investitori. Si tratterebbe di un elenco dinamico, compilato in base a una serie di criteri semplici e riconosciuti (cfr. la domanda 20). I progetti saranno aggiunti o eliminati nel corso del tempo. Questo non significa che ciascuno dei progetti della riserva europea debba essere o sarà finanziato nell'ambito del piano (potrebbero essere utilizzati anche gli strumenti esistenti), ma che gli investitori pubblici e privati potranno avere accesso a informazioni 12

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