TITOLO I MANUTENZIONE DEGLI ALVEI FLUVIALI RICADENTI NEI VARI BACINI IDROGRAFICI DI COMPETENZA.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "TITOLO I MANUTENZIONE DEGLI ALVEI FLUVIALI RICADENTI NEI VARI BACINI IDROGRAFICI DI COMPETENZA."

Transcript

1 Regolamento provinciale per la manutenzione degli alvei fluviali ricadenti nei bacini idrografici di competenza e procedure tecnico amministrative per il rilascio delle concessioni del demanio idrico. TITOLO I MANUTENZIONE DEGLI ALVEI FLUVIALI RICADENTI NEI VARI BACINI IDROGRAFICI DI COMPETENZA. INDICE: OGGETTO NORMATIVA DI RIFERIMENTO SOGGETTI INTERESSATI FINALITA' MANUTENZIONE IDRAULICA ORDINARIA MANUTENZIONE IDRAULICA STRAORDINARIA INTERVENTI IN CASO DI SOMMA URGENZA ADEMPIMENTI DI CARATTERE AMMINISTRATIVO ONERI CONNESSI ALLE AUTORIZZAZIONI MODALITA' DI ESECUZIONE DELLE ATTIVITA' RESPONSABILITA' SANZIONI OGGETTO: Interventi di manutenzione idraulica ordinaria e straordinaria degli alvei fluviali e delle opere idrauliche esistenti da eseguirsi da parte dell'area Tutela acque territorio e demanio del IX Settore Tutela dell'ambiente. Attività di taglio di essenze arboree, vegetazione e canne palustri lungo i corsi d'acqua demaniali da parte di Enti pubblici e privati, Associazioni, Società e privati cittadini. NORMATIVA DI RIFERIMENTO: R.D. 25/7/1904 n.523: "Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie"; L.R. 3/5/1985 n. 29: "Norme in materia di opere idrauliche di competenza regionale"; L.18/3/1989 n.183 e succ. modif: "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo"; Circolare regionale n.1 del 23/1/1997: "Criteri ed indirizzi per l'attuazione di interventi in ambito fluviale nel territorio regionale"; L.R. 17/5/1999 n.10: "Riordino delle funzioni amministrative della regione e degli enti locali nei settori dello sviluppo economico ed attività produttive, del territorio, ambiente e infrastrutture dei servizi alla persona ed alla comunità, nonché dell'ordinamento ed organizzazione";

2 L.R. 25/5/1999 n. 13: "Disciplina regionale della difesa del suolo"; Delibera di Consiglio regionale n.116 del 21/1/2004: Piano Stralcio di Bacino per l'assetto Idrogeologico dei bacini di Rilievo regionale (PAI) approvato con delibera di Consiglio regionale n.116 del 21/1/2004. SOGGETTI INTERESSATI: L'Area Tutela acque territorio e demanio del IX Settore Tutela dell'ambiente, Enti pubblici e privati, Associazioni, Società e privati cittadini. FINALITA': Il presente Regolamento disciplina gli interventi da realizzarsi a cura dell'area preposta del IX Settore e regola le attività poste in essere da parte di soggetti pubblici e privati che intendono eseguire, negli alvei fluviali demaniali, il taglio di essenze arboree, la potatura degli arbusti, l'eliminazione delle canne palustri, compresa la pulizia degli alvei. L'obiettivo primario da raggiungere consiste nel miglioramento della funzionalità idraulica delle aste fluviali, sia del reticolo idrografico principale che minore, ricadenti nei vari bacini di competenza della Provincia di Ancona, al fine di garantire il corretto deflusso delle acque verso il mare, in modo da prevenire fenomeni di esondazione degli alvei nei casi di eventi meteorologici di pioggia intensi e/o persistenti. Per perseguire tale finalità è necessario stabilire ed imporre modalità di esecuzione degli interventi, richiesti da Enti e privati, al fine di conseguire un livello di corretta pulizia delle aree appartenenti al demanio idrico. MANUTENZIONE IDRAULICA ORDINARIA: Gli interventi di manutenzione idraulica ordinaria sono quelli rivolti alla protezione e al mantenimento dell'alveo fluviale, con opere finalizzate al taglio selettivo delle varie essenze non protette radicate anche in alveo attivo e sulle banche, la pulizia dei tratti fluviali arginati con il mantenimento ed il ripristino delle numerosissime opere idrauliche esistenti, realizzate nel corso degli anni lungo i fiumi e torrenti demaniali. Tipologie d'interventi di manutenzione ordinaria: ripristino di briglie; ripristino di traverse; ripristino di gabbionate; ripristino di muri d'ala; sistemazione di canalette; ripristino di palizzate in legname; ripristino difese spondali; ripristino di scogliere in massi calcarei; ripristino pennelli in legname di castagno e pietra; ripristino di soglie in pietrame; sistemazioni degli argini con reti e biostuoie; sistemazioni spondali in erosione; opere ed interventi da realizzare con tecniche d'ingegneria naturalistica; interventi che consentono di rimuovere gli ostacoli strutturali al deflusso delle piene anche ordinarie. La procedura da seguire, trattandosi di lavori di manutenzione, può essere quella dettata dall'art. 154 del D.P.R. 21/12/99 n.554. MANUTENZIONE IDRAULICA STRAORDINARIA:

3 Gli interventi di manutenzione idraulica straordinaria sono quelli diretti a migliorare la funzionalità dell'alveo fluviale, compreso l'alveo di piena, con opere mirate al ripristino della sezione originale di deflusso e all'eliminazione dei vari problemi che si riscontrano su gran parte delle aste fluviali che attraversano il territorio Provinciale; pertanto consisteranno in una o più delle tipologie indicate come ordinaria manutenzione dove l'entità e le finalità rendano l'intervento più complesso. Le caratteristiche idrauliche dei nostri Fiumi con regime torrentizio, comportano di fatto problemi comuni negli alvei, da nord a sud, dal Cesano al Musone, in quanto nei periodi di piena, in autunno e primavera le acque trasportano materiale solido, erodendo le sponde, gli argini ed il fondo, mentre nei periodi di magra, in estate, manifestano problemi legati soprattutto alla scarsità del livello idrico. Gli interventi idraulici sono progettati ed eseguiti a cura del IX Settore Area Tutela Acque territorio e Demanio e vengono inseriti nel programma Triennale delle Opere Pubbliche ed Elenco Annuale, da sottoporre all'approvazione della Giunta e del Consiglio Provinciale, cosi come stabilito dalle norme che regolano la materia di cui alla L. 109/1994 e succ. modific. ed integraz. Gli interventi di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, degli alvei demaniali, possono essere anche eseguiti dalle Amministrazioni locali e dalle Associazioni ambientali, è auspicabile accordi di programma con la Provincia in modo da migliorare altresì la qualità ambientale del bene pubblico. INTERVENTI IN CASO DI SOMMA URGENZA: In particolari situazioni determinate da condizioni meteorologiche avverse, possono essere eseguiti interventi negli alvei fluviali demaniali, necessari per tutelare la pubblica e privata incolumità in caso di piene anche ordinarie e garantire la sicurezza idraulica, con la procedura della somma urgenza. Le modalità sono definite dall'art. 147 del D.P.R. 21/12/99 " Regolamento di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici n.109/94 e succ. modificazioni." ADEMPIMENTI DI CARATTERE AMMINISTRATIVO DA ESPLETARE PER OTTENERE IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI: La possibilità riconosciuta ad Enti Pubblici e privati, Associazioni, Società e privati cittadini di procedere ad interventi di Manutenzione Ordinaria risulta subordinata al rilascio di un'autorizzazione, necessaria per effettuare interventi in ambito fluviale. Gli adempimenti di carattere procedurale da espletare per ottenere il rilascio di tale provvedimento risultano articolati nelle seguenti fasi: Richiesta da inoltrare all'area Tutela acque, territorio e demanio mediante apposita modulistica, corredata della necessaria documentazione tecnica, in base agli schemi già approvati con Delibera di Giunta Provinciale n. 189/2003: 1) Modello "A" articolato nella seguente suddivisione: A.1.: Interventi manutenzione ordinaria nelle pertinenze idrauliche. (taglio piante, sfalcio erba, pulizia sponde, taglio canne palustri) A.2.: Interventi di manutenzione idraulico-forestale in ambito fluviale. (taglio piante, sfalcio erba, pulizia sponde, taglio canne palustri) Modello "B" per Interventi relativi ad opere idrauliche in ambito fluviale: Ø ripristino di briglie; Ø ripristino di traverse; Ø ripristino di gabbionate; Ø ripristino di muri d'ala; Ø sistemazione di canalette;

4 Ø ripristino di palizzate in legname; Ø ripristino difese spondali; Ø ripristino di scogliere in massi calcarei; Ø ripristino pennelli in legname di castagno e pietra; Ø ripristino di soglie in pietrame; Ø sistemazioni degli argini con reti e biostuoie; Ø sistemazioni spondali in erosione; Ø opere ed interventi da realizzare con tecniche d'ingegneria naturalistica; Ø interventi che consentono di rimuovere gli ostacoli strutturali al deflusso delle piene anche ordinarie. Protocollo, fascicolazione della pratica, informatizzazione della stessa nonché, in adempimento delle prescrizioni dettate dalla Legge 241/90, comunicazione di avvio del procedimento amministrativo (Modello "C"), ai soggetti interessati con informativa del giorno nel quale verrà effettuato il sopralluogo. Trasmissione della pratica al tecnico responsabile del bacino idrografico di competenza, ove insiste il corso d'acqua, il quale, espletate le verifiche del caso, redige il necessario parere idraulico (Modello "D") in conformità di quanto previsto dal R.D. n.523/1904 "testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie", rimettendo all'area la relativa pratica. In particolare tale procedura, congiuntamente al rispetto delle norme di settore, si rende indispensabile, soprattutto alla luce del fatto che gran parte del territorio Provinciale, attraversato dai corsi d'acqua, risulta classificato a rischio esondazione molto elevato in base ai criteri individuati nel PAI (piano assetto idrogeologico) approvato dal Consiglio Regionale in data 26/1/2004 con atto n Rilascio dell'autorizzazione al soggetto richiedente da parte dell'area Tutela Acque, Territorio e Demanio, come da documentazione Allegata (Modello "E") ONERI CONNESSI ALLE AUTORIZZAZIONI RICHIESTE DA TERZI: La domanda redatta su apposito modello predisposto dall'area Tutela acque territorio e demanio Modelli "A" ("A.1" e "A.2") e "B" dovrà essere in marca da bollo da. 11,00, ad esclusione di Enti pubblici e Onlus. In considerazione che l'attività posta in essere di taglio di vegetazione e pulizia dell'alveo, con Modello "A.1."-"A.2.", viene effettuata secondo le modalità esecutive di cui all'articolo successivo e che l'autorizzazione rilasciata, ai sensi del presente regolamento Provinciale, prevede tassativamente l'esecuzione in modo conforme dei lavori alle modalità stesse, non sono previsti oneri aggiuntivi per il recupero del legname prodotto dalle operazioni di taglio e potatura che resterà, quindi, di proprietà del soggetto autorizzato. Sarà applicato il canone erariale determinato secondo quanto stabilito con delibera di Giunta Provinciale del 17/6/2003 n.189 da quantificarsi solo nel caso in cui gli eventuali proventi, derivati dalla vendita dei materiali di risulta, superino i costi per eseguire la manutenzione o il taglio stesso. MODALITA' DI ESECUZIONE DELLE ATTIVITA': Il taglio della vegetazione arbustiva, nel rispetto delle disposizioni impartite dal presente Regolamento, va preferibilmente eseguito nei periodi invernali primaverili salvaguardando le essenze giovani che crescono in prossimità delle sponde naturali, in quanto non costituiscono pericolo per la sicurezza idraulica. Ciò si attua con tagli selettivi e diradamenti mirati, conservando le associazioni vegetali che risultano flessibili alle sollecitazioni della corrente. Occorre prediligere il taglio di vegetazione con diametro del tronco rilevante e di specie vegetali considerate infestanti e non protette, ed eliminare gli esemplari giunti a maturazione, insecchiti o morti. L'eliminazione delle piante d'alto fusto pericolanti parzialmente radicate costituisce obiettivo primario in quanto potrebbero essere scalzate e asportate in caso di piena.

5 Il taglio generalizzato della vegetazione arborea va evitato, privilegiando la manutenzione regolare dell'alveo ritenuta fondamentale per migliorare il deflusso delle acque verso il mare. Il taglio della vegetazione erbacea e della canna palustre in ambito fluviale demaniale riveste particolare importanza, in quanto consente di migliorare il deflusso delle acque nei casi di piena e nel contempo garantisce un livello accettabile sotto l'aspetto igienico sanitario. Nella fase di ripristino dell'area di cantiere tutto il ricavato dalle operazioni di taglio, compreso le ramaglie, deve essere potato fuori dell'area demaniale e dalle pertinenze idrauliche, in quanto è vietata la formazione di depositi e cumuli in alveo e sulle sponde. Il soggetto pubblico o privato autorizzato dovrà, inoltre, ottenere, ai sensi della normativa per la salvaguardia della flora marchigiana, l'autorizzazione alla potatura dell'eventuali essenze protette, radicate nella parte sommitale delle sponde, da parte della Comunità Montana Esino- Frasassi per la parte di competenza e da parte del Corpo Forestale dello Stato, Coordinamento Provinciale di Ancona, con sede in Viale Cristoforo Colombo n. 106, o dai Comandi Stazione Forestale per il restante territorio. RESPONSABILITA': Il soggetto pubblico o privato, autorizzato all'esecuzione delle attività in ambito fluviale, resta il solo responsabile sia in area demaniale sia al di fuori della stessa nelle ipotesi di: SANZIONI: sconfinamento sulle proprietà private; danni a terzi di qualsiasi natura; qualsiasi controversie insorgesse; danni a mezzi del soggetto autorizzato; danni a se stesso; taglio di essenze arboree protette. L'inosservanza delle disposizioni contemplate nel presente regolamento costituisce violazione delle norme dettate dal capo VII Polizia delle acque pubbliche del R.D. 25/7/1904 n.523 "Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie" il quale prevede la comminatoria di sanzioni di carattere amministrativo, salve le ipotesi riconducibili alla violazione di leggi penali. TITOLO II PROCEDURE TECNICO-AMMINISTRATIVE PER IL RILASCIO DELLE CONCESSIONI IN MATERIA DI DEMANIO IDRICO INDICE: NORMATIVA DI RIFERIMENTO SOGGETTI INTERESSATI FINALITA' CONCESSIONI IDRAULICHE CONCESSIONI DI AREE DEMANIALI PROCEDIMENTO TECNICO-AMMINISTRATIVO PROCEDIMENTO TECNICO-AMMINISTRATIVO RELATIVO ALL'IMMISSIONE DELLE ACQUE REFLUE IN CORPO IDRICO SUPERFICIALE CONCESSIONI IDRAULICHE IN SANATORIA SPESE D'ISTRUTTORIA SANZIONI DISPOSIZIONI FINALI

6 MODULISTICA NORMATIVA DI RIFERIMENTO R.D. 25/7/1904 n.523: "Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie"; R.D. 18/11/1923 n.2440 e succ. modificaz. ed integraz; R.D. 11/12/1933 n.1775 e succ. modificaz. ed integraz. "Approvazione del T.U. delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici" L.R. 3/5/1985 n. 29: Norme in materia di opere idrauliche di competenza regionale" L.18/3/1989 n.183 e succ. modificaz ed integraz. "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo"; L.07/08/1990 n.241: "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi"; L. 05/01/1994 n.36: "Disposizioni in materia di risorse idriche"; L.05/01/1994 n.37: "Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche"; Circolare regionale n.1 del 23/1/1997: "Criteri ed indirizzi per l'attuazione di interventi in ambito fluviale nel territorio regionale"; Dlgs.31/03/1998 n.112: "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli altri Enti locali"; D.M.02/03/1998 n.258: "Regolamento recante norme per la rideterminazione dei canoni, proventi, diritti erariali ed indennizzi comunque dovuti per utilizzazione dei beni immobili del demanio o del patrimonio disponibile dello Stato"; D.Lgs. 11/05/1999 n. 152: "Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento delle direttive comunitarie e successive modificazioni "; L.R. 17/5/1999 n.10: "Riordino delle funzioni amministrative della regione e degli enti locali nei settori dello sviluppo economico ed attività produttive, del territorio, ambiente e infrastrutture dei servizi alla persona ed alla comunità, nonché dell'ordinamento ed organizzazione"; L.R. 25/5/1999 n. 13: "Disciplina regionale della difesa del suolo"; Delibera di Giunta Provinciale n.189/2003 del 17/06/2003: "Schema esplicativo e termini dei procedimenti amministrativi per le concessioni in materia di utilizzo di suoli del Demanio idrico e loro pertinenze"; Delibera di Consiglio regionale n.116 del 21/1/2004: "Piano Stralcio di Bacino per l'assetto Idrogeologico dei bacini di Rilievo regionale (PAI) approvato con delibera di Consiglio regionale n.116 del 21/01/2004.

7 SOGGETTI INTERESSATI Enti Pubblici e privati, Associazioni, Società e privati cittadini. FINALITA' Il presente Regolamento disciplina le regole e le procedure tecnico-amministrative delle quali il Settore IX Tutela dell'ambiente - Area Tutela Acque, Territorio e Demanio è chiamato a garantire ed assicurare il rispetto nei confronti dei soggetti pubblici e privati che intendano realizzare opere e manufatti occupando aree del Demanio Idrico (Concessioni Idrauliche) nonché utilizzare, a vario titolo, porzioni di aree demaniali (Concessioni di aree demaniali). L'obiettivo primario da raggiungere consiste nel miglioramento della funzionalità idraulica delle aste fluviali, sia del reticolo idrografico principale che minore, ricadenti nei vari bacini idrografici di competenza della Provincia di Ancona, al fine di garantire il corretto deflusso delle acque verso il mare, in modo da prevenire fenomeni di esondazione degli alvei nei casi di eventi meteorologici di pioggia intensi e/o persistenti. Per perseguire tale finalità è necessario stabilire ed imporre modalità di esecuzione degli interventi, richiesti da Enti e privati al fine di conseguire un livello di sicurezza e trasparenza circa quelle attività che comportino occupazione di aree appartenenti al demanio idrico. CONCESSIONI IDRAULICHE Tali modalità di richiesta concernono quei soggetti, pubblici o privati, che intendano realizzare opere e manufatti che occupino, in subalveo o in proiezione, superfici demaniali dell'alveo o delle rive fluviali e lacuali di un corso d'acqua pubblico o altre aree del Demanio idrico così come definito dalla normativa vigente. E' fatto divieto, nel rispetto delle disposizioni contenute nel R.D. n. 523 del 1904 "Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie" all'art. 96 lettera f), di realizzare opere di movimentazione del terreno e piantagioni ad una distanza inferiore a 4 metri dal piede dell'argine e suoi accessori mentre per edifici, manufatti e scavi la distanza non può essere inferiore a 10 metri. Tale disposizione, ai fini della sicurezza idraulica, si applica anche nel caso in cui il corso d'acqua non sia arginato: ipotesi per la quale la distanza viene calcolata dal ciglio superiore della sponda. Le occupazioni di cui sopra possono essere raggruppate nelle seguenti tipologie: Attraversamenti corsi d'acqua: condutture, linee elettriche e di telecomunicazioni,sia aeree che in subalveo e guadi; Fiancheggiamenti dei corsi d'acqua: condutture, linee elettriche e di telecomunicazioni sia aeree che in subalveo; Attraversamenti ed occupazioni: con ponti, pontili fissi e galleggianti ed opere assimilate e accessori, traverse, muri d'ala; Opere accessorie alla derivazione: briglie, traverse, pennelli, derivazioni anche alla molinara, incili di canali e loro scarichi, vasche di carico, ecc.; CONCESSIONI AREE DEMANIALI Tali modalità di richiesta riguardano quei soggetti che vogliono utilizzare porzioni non esondabili di aree appartenenti al Demanio idrico che non siano mai state date in concessione ovvero che siano scadute senza che ne sia stato richiesto il rinnovo nei termini stabili nell'atto contratto. Le occupazioni suddette possono essere raggruppate nelle seguenti tipologie: Destinazione agricola: seminativo, erbaio, pascolo, ricovero bestiame, orto; Accesso a fondo (abitazione) intercluso;

8 Deposito materiali: inerti, agiamento, piazzali di servizio, piste carrabili, piazzali di asservimento, strade, uso parcheggio, impianti mobili, frantoio, vasche di sedimentazione inerti; Uso ricreativo: attività sportive (impianti, pesca sportiva, campo volo a vela, addestramento cani), appostamento di caccia, parco fluviale, verde pubblico attrezzato; Taglio legname; Immissioni e convogliamento di acque bianche e reflue; Materiale inerte; Attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. PROCEDIMENTO TECNICO-AMMINISTRATIVO Il procedimento amministrativo si articola nelle seguenti fasi: Modalità di presentazione della domanda Comunicazione avvio al procedimento Istruttoria tecnica Stipula del contratto di concessione Condizioni ed obblighi Carattere personale della concessione Rinnovo Spese di istruttoria MODALITA' DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA Il rilascio della concessione è subordinato alla presentazione di una domanda che deve essere redatta in bollo (solo per i privati) in conformità delle vigenti disposizioni di legge utilizzando gli appositi schemi predisposti dall'area Tutela Acque Territorio e Demanio (Mod. "A"). Le domande, in base a quanto previsto dalla Delibera di Giunta Provinciale n 189/2003, dovranno in ogni caso contenere obbligatoriamente: Generalità del richiedente e del titolo che lo abilita all'inoltro della domanda; Indicazione del corso d'acqua con l'esatta ubicazione del tratto interessato; Riferimenti planimetrici-catastali (n foglio e mappali); Descrizione dell'intervento che si intende eseguire, dei motivi posti a fondamento della richiesta nonché delle modalità di esecuzione dei lavori; Garanzia del rispetto delle prescrizioni contenute nel presente Regolamento. Sottoscrizione della domanda da parte del richiedente o di chi ne abbia la rappresentanza. La domanda dovrà essere corredata dalla seguente documentazione da prodursi in duplice copia: Ricevuta di versamento dell'importo minimo fissato per le spese d'istruttoria; Stralcio di mappa catastale con individuazione zona d'intervento; Documentazione fotografica; Planimetria quotata con profilo longitudinale e sezioni attuali e di progetto del corso d'acqua interessato. L'Amministrazione si riserva di richiedere, a seconda dell'entità delle opere da eseguire, la seguente documentazione a firma di un tecnico libero professionista: Particolari costruttivi; Relazione idraulica redatta da un tecnico o professionista abilitato ai sensi di legge,

9 contenente i calcoli idrogeologici con determinazione delle portate di massima piena, con tempi di ritorno di anni e verifiche della sezione di deflusso, nello stato attuale e di progetto; Relazione Geologica-Geomorfologica redatta da un tecnico o professionista abilitato ai sensi di legge,con particolare riguardo alla dinamica fluviale; Relazione Vegetazionale-Faunistica, redatta da un tecnico o professionista abilitato ai sensi di legge (se l'intervento ricade in un'area protetta, ai sensi della normativa comunitaria, nazionale e regionale), con eventuale valutazione di incidenza (se l'intervento è sottoposto alla V.I.A). n. 1 copia dell' Ortofotocarta Regionale in scala 1:5.000 o 1: relativa alla zona interessata ed evidenziando l'esatta posizione dell'intervento da realizzare; Relazione descrittiva dell'intervento richiesto, con indicazioni in merito a: stato dei luoghi, modalità di esecuzione dei lavori, modifiche indotte dall'intervento ed eventuale descrizione delle modalità di ripristino dei luoghi e del recupero delle condizioni di naturalità; Relazione descrittiva Programma di gestione del Territorio. COMUNICAZIONE AVVIO AL PROCEDIMENTO Le domande e la documentazione pervenute verranno esaminate e qualora risultino conformi ai requisiti prescritti verrà data comunicazione di "avvio del procedimento amministrativo" ai sensi della L. 241/90 (Mod."B"). Nell'ipotesi di domande incomplete o irregolari, l'area competente ne darà avviso all'interessato contestualmente alla comunicazione di "avvio al procedimento" stabilendo un termine massimo di 60 gg per la loro regolarizzazione, pena l'archiviazione della pratica, in base a quanto stabilito dalla Delibera di Giunta Provinciale n.189/2003. In caso di domanda incompleta, il termine previsto per il rilascio della concessione si interrompe e decorre nuovamente dal ricevimento delle integrazioni richieste. ISTRUTTORIA TECNICA Le concessioni di cui al presente regolamento sono rilasciate dall'area Tutela Acque, Territorio e Demanio nel rispetto di quanto previsto dal R.D. n.523 del 25/07/1904 e dalla L.R. n.10 del 17/05/1999, previo esame della documentazione tecnica in atti nonché delle risultanze del sopralluogo effettuato da parte del tecnico dell'area competente. L'accertamento tecnico deve verificare l'eventuale utilizzo di fatto dell'area, la localizzazione dell'intervento in relazione al corso d'acqua interessato, il controllo dell'estensione dell'area interessata, il riscontro del tipo di utilizzo richiesto, la conformità a particolari normative di tutela (ad es. conservazione della biodiversità da contemperarsi con la funzionalità dell'alveo ed i divieti contenuti nell'art. 41, primo comma, del D.Lgs. 152/99, necessità di tutela dall'inquinamento, rispetto eventuali prescrizioni del Piano per l'assetto Idrogeologico (PAI) approvato dalla Regione Marche con atto n.116 in data 21/01/2004, comprese le eventuali determinazioni da parte del piano di Bacino di modalità d'uso e di forme di destinazione delle pertinenze idrauliche demaniali. Una volta verificata l'assentibilità dal punto di vista idraulico (Mod. "C"), il richiedente viene autorizzato a realizzare le opere, previa corresponsione di: una annualità del canone a titolo di deposito cauzionale infruttifero (solo per le concessioni idrauliche); somme necessarie per le spese d'istruttoria; Le somme dovute vengono quantificate in relazione alla tipologia dell'intervento da effettuarsi come da tabella allegata (Tab."A"). La mancata corresponsione degli importi prescritti comporterà l'archiviazione della pratica. Il concessionario, a lavori ultimati, dovrà fornire, nei termini previsti dalla normativa vigente, una relazione a firma del Direttore dei lavori con la quale si attesterà la conformità delle opere realizzate al progetto ed alle eventuali varianti autorizzate. Nel caso in cui il richiedente intenda rinunciare al rilascio della concessione dovrà manifestare

10 tale volontà provvedendo ad inviare una comunicazione espressa di rinuncia all'area competente a mezzo di Raccomandata A/R. Nell'ipotesi di presentazione di più domande concorrenti riguardanti la stessa area demaniale è preferita la domanda che offra maggiori garanzie in merito ad interventi di recupero, di valorizzazione o tutela ambientale. Qualora le concessioni demaniali interessino aree golenali, si applicherà la disciplina prevista dall'art. 8 della L. 05/01/1994 n.37 (Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche). Entro il termine massimo per la conclusione dell'istruttoria tecnica previsto con Delibera di Giunta Provinciale n 189/2003, la Provincia inviterà il richiedente a procedere alla formale stipula del contratto di concessione ovvero provvederà a comunicargli l'atto motivato di diniego della stessa. Il richiedente non avrà comunque diritto alla restituzione della somma versata a titolo di contributo minimo per le spese d'istruttoria. STIPULA DEL CONTRATTO Una volta emanato il parere istruttorio riguardante il nulla osta idraulico, il richiedente verrà invitato, mediante comunicazione scritta, a corrispondere i seguenti importi, quali presupposti per la stipula del contratto di concessione (Mod."D"): pagamento della prima annualità del canone come predeterminata sul c/c postale n , intestato a: Regione Marche Servizio Tesoreria Ancona, con presentazione di ricevuta di pagamento o copia della stessa. I canoni per le annualità successive, aggiornati in base al tasso di inflazione programmato, dovranno essere versati alla scadenza delle annualità; la somma necessaria per il pagamento dell'imposta di registro stabilita, ai sensi dell'art. 1, secondo comma, del T.U. del 26/04/1986 n. 131, nel 2% degli importi del canone annuo moltiplicato per tutta la durata del contratto; il pagamento della prescritta imposta di bollo (presentazione delle conteggiate marche da bollo) sui contratti e sulle determinazioni dirigenziali di approvazione degli stessi ed eventuali altri allegati (come l'autorizzazione ed il nulla osta, anche in sanatoria, qualora necessari). Nella lettera di convocazione vengono indicati il luogo e la data fissati per la stipula del contratto. Alla stessa viene, inoltre, allegata copia del contratto di concessione che dovrà essere stipulato dinanzi al Funzionario competente. L'atto concessorio deve esplicitare le modalità prescritte per il rilascio della concessione nonché la durata della stessa, fissata in nove anni, in mancanza di un termine diverso stabilito in sede di istruttoria. Nel luogo e nel giorno convenuti le parti contraenti pervengono alla stipula dell'atto concessorio in triplice originale (Mod. "E"/"E.1"). Il contratto regolarmente sottoscritto viene approvato con Determinazione da parte del Dirigente del IX Settore. L'Amministrazione provvede a trasmetterne, corredati della relativa Determina, una copia al concessionario e due originali (in bollo), all'ufficio del Registro, uno dei quali verrà restituito all'amministrazione con l'attestazione della avvenuta registrazione. Il terzo originale e l'allegata Determinazione Dirigenziale restano depositati presso la sede provinciale. Il contratto vincola, sin dalla stipula, le Ditte concessionarie mentre l'amministrazione è vincolata soltanto dopo l'esecutività della determinazione stessa. CONDIZIONI ED OBBLIGHI Il concessionario è tenuto a custodire la copia dell'atto di concessione consegnatagli (ovvero la copia autentica nel caso in cui il concessionario ne abbia fatto espressa richiesta): nel caso di sottrazione, smarrimento o distruzione, il concessionario è tenuto ad informare l'amministrazione Provinciale ed a chiedere il rilascio del duplicato con rimborso delle relative spese. Le concessioni si intendono comunque accordate senza pregiudizio dei diritti dei terzi, con l'obbligo da parte del concessionario di riparare eventuali danni derivanti al patrimonio provinciale ed ai terzi dall'intervento effettuato. L'Ente ha, altresì, la facoltà di revocare o modificare il provvedimento di concessione in qualsiasi momento per sopravvenuti motivi di

11 interesse pubblico, senza essere tenuto a corrispondere alcun indennizzo. CARATTERE PERSONALE DELLA CONCESSIONE La presente concessione non è trasferibile tra vivi. Il concessionario non potrà sub-concedere, nemmeno in parte, l'area ottenuta in concessione. Per le Società concessionarie, nei casi di trasformazione della ragione sociale, trasferimento di sede o fusione, ne va data comunicazione entro trenta giorni successivi al loro verificarsi. Qualora l'ufficio competente ritenga necessario effettuare un sopralluogo per verificare eventuali variazioni oggettive rispetto al provvedimento precedente o a particolari circostanze, le spese sostenute sono a carico del subentrante.il Dirigente preposto, esperite le necessarie verifiche, provvederà, ricorrendone le condizioni, al rilascio di una nuova concessione in capo all'avente causa ed alla revoca del provvedimento concessorio. RINNOVO I provvedimenti di concessione non sono rinnovabili tacitamente alla scadenza. I concessionari che intendano procedere al rinnovo dovranno darne comunicazione, almeno sei mesi prima della scadenza del contratto, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento. SPESE DI ISTRUTTORIA In analogia a quanto stabilito con la deliberazione di Giunta Provinciale n. 171 del 27/05/2003 avente ad oggetto" R.D. 11/12/1933 n.1775 R.D. 14/08/1920 n,1285 "Derivazione acque pubbliche, determinazione dei contributi alle spese di istruttoria" vengono istituite le spese d'istruttoria per le pratiche inerenti il Demanio Idrico. Tale valutazione nasce dal fatto che tutte le spese necessarie per il rilascio della concessione sono completamente a carico dell'amministrazione Provinciale, mentre i canoni per l'utilizzazione del demanio andranno alla Regione Marche, cosi come stabilito dall'attuale normativa. Si istituisce, pertanto, un contributo alle spese di istruttoria che concernono le spese vive (postali, cancelleria, telefoniche, straordinari e spese per l'auto di servizio) nonché le spese sostenute per effettuare i sopralluoghi, da parte del tecnico di bacino incaricato, necessari per il rilascio del nulla osta idraulico. I soggetti che richiedono l'autorizzazione ai fini idraulici in merito agli interventi classificabili come manutenzione ordinaria (Mod "A.1"-"A.2." Titolo I della modulistica allegata) sono esentati dal contributo per le spese di istruttoria poiché contribuiscono al recupero della funzionalità sia sotto il profilo idraulico che ambientale degli alvei demaniali. Tale contributo suddiviso in funzione della tipologia dell'intervento richiesto, considerando anche le varianti, viene articolato come segue: Tipologia di intervento Concessioni idrauliche e di aree demaniali. Rilascio pareri e/o autorizzazioni. Varianti sostanziali alle concessioni del Demanio Idrico. Varianti non sostanziali che comportino nuove verifiche. Spese di istruttoria da sostenere Contributo alle spese di istruttoria. 200, , ,00. 60, , , ,00. 60,00 PROCEDIMENTO TECNICO-AMMINISTRATIVO RELATIVO ALL'IMMISSIONE DELLE ACQUE REFLUE IN CORPO IDRICO SUPERFICIALE Il percorso tecnico-amministrativo si articola nel rilascio di un'autorizzazione concernente l'immissione dei reflui in corpo idrico superficiale, con caratteristiche qualitative dello scarico conformi alla normativa vigente in materia, nonché nel rilascio della relativa concessione per

12 l'utilizzo di aree demaniali, entrambe di competenza del IX Settore Tutela dell'ambiente. In considerazione del fatto che i corpi idrici superficiali sono tutti appartenenti al Demanio Idrico, ai sensi del D.P.R. n 238/1999, la modulistica da produrre per il rilascio della concessione per l'utilizzo di aree demaniali, allegata al presente regolamento, deve essere presentata contestualmente alla richiesta per il rilascio dell'autorizzazione allo scarico di acque reflue in corpo idrico superficiale. CONCESSIONI IDRAULICHE IN SANATORIA Le opere realizzate in aree demaniali senza aver presentato richiesta di rilascio della prescritta concessione o senza aver provveduto al pagamento delle somme dovute nonché in contrasto con le disposizioni stabilite dalle legge e dal presente regolamento sono considerate abusive. Tali opere possono, su richiesta dell'interessato da formularsi mediante apposita domanda e relativa documentazione tecnica (Mod "F"), essere regolarizzate soltanto se compatibili con il corso d'acqua cui l'intervento si riferisce e previo pagamento dei canoni di occupazione per i periodi pregressi di utilizzo del bene. Il nulla osta idraulico non potrà mai essere rilasciato ove l'intervento o l'opera risultino in contrasto con l'art. 96 del R.D. 523/1904 "lavori ed atti vietati in modo assoluto", con le norme e le prescrizioni vincolanti del PAI (Piano Assetto Idrogeologico) e dovranno essere rispettati i canoni tecnici di sicurezza del corso d'acqua in considerazione del regime di massima piena e le altre norme imperative. Il diniego, anche discrezionale, del nulla osta idraulico in sanatoria comporterà il diniego della concessione demaniale e l'obbligo da parte dell'interessato, e la pretesa da parte dell'amministrazione, di ripristinare entro un termine congruo, lo stato dei luoghi ad esclusivo carico ed a spese del responsabile. Verrà inoltre, in conformità all'art. 25 D.P.R. 495/92, trasmesso apposito verbale di accertamento di violazione di norme amministrative all'autorità competente, seguendo la procedura stabilita dalle vigenti disposizioni di legge in materia, salvo denunzia all'autorità Giudiziaria quando il fatto costituisca reato più grave stabilito dal codice penale o da altre leggi. SANZIONI Per le opere effettuate senza i predetti necessari atti di assenso dell'amministrazione restano ferme le responsabilità amministrative e penali dell'autore degli interventi e ne consegue la necessità di valutare se ricorrano gli estremi per procedere alla denuncia davanti all'autorità Giudiziaria per violazione delle vigenti leggi penali così come prevede l'art.100 del R.D. 523/1904. Analogamente avviene nel caso in cui, a seguito di accertamenti di ufficio volti a verificare la regolarità delle opere esistenti, ne venga constatata la loro difformità rispetto all'intervento autorizzato. DISPOSIZIONI FINALI La modifica o l'integrazione delle norme e procedure previste dal presente regolamento ad opera di leggi statali o regionali successive all'approvazione dello stesso ne determinerà il contestuale adeguamento. Le norme e le procedure tecnico-amministrative relative alle richieste di rilascio e/o rinnovo delle concessioni demaniali pervenute nel periodo antecedente all'approvazione del presente regolamento sono regolamentate dalle disposizioni contenute nella Delibera di Giunta Provinciale n.189 del Il presente regolamento entra in vigore dopo che sarà divenuta esecutiva la deliberazione con la quale è stato approvato

ALLEGATO "D" Modulistica. Pagina 1 di 15

ALLEGATO D Modulistica. Pagina 1 di 15 ALLEGATO "D" Modulistica Mod.1: Richiesta di concessione per lo scavo su suolo pubblico, Mod.2: Comunicazione di inizio lavori, Mod.3: Comunicazione di fine lavori, Mod.4: Comunicazione di inizio lavori

Dettagli

Assessorato Sviluppo della montagna e foreste - Opere pubbliche - Difesa del suolo Direzione Opere Pubbliche

Assessorato Sviluppo della montagna e foreste - Opere pubbliche - Difesa del suolo Direzione Opere Pubbliche TABELLA "CANONI DI CONCESSIONE PER UTILIZZO DI PERTINENZE IDRAULICHE" (ART. 1, COMMA 1, LETTERA C DELLA L.R. 12/2004) INTEGRATA DALL ALLEGATO A DEL D.P.G.R. 6/12/2004, n. 14/R) (n.b. le note integrative

Dettagli

PROVINCIA DI PISA AVVISO DI PROCEDURA APERTA AD EVIDENZA PUBBLICA PER L ASSEGNAZIONE DI AREE DEL DEMANIO IDRICO IN CONCESSIONE CAPITOLATO LOTTO 8

PROVINCIA DI PISA AVVISO DI PROCEDURA APERTA AD EVIDENZA PUBBLICA PER L ASSEGNAZIONE DI AREE DEL DEMANIO IDRICO IN CONCESSIONE CAPITOLATO LOTTO 8 Allegato D8 PROVINCIA DI PISA AVVISO DI PROCEDURA APERTA AD EVIDENZA PUBBLICA PER L ASSEGNAZIONE DI AREE DEL DEMANIO IDRICO IN CONCESSIONE CAPITOLATO LOTTO 8 La Provincia di Pisa intende affidare in concessione

Dettagli

PROVINCIA DI GENOVA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE DIREZIONE PIANIFICAZIONE GENERALE E DI BACINO SERVIZIO CONTROLLO E GESTIONE DEL TERRITORIO

PROVINCIA DI GENOVA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE DIREZIONE PIANIFICAZIONE GENERALE E DI BACINO SERVIZIO CONTROLLO E GESTIONE DEL TERRITORIO PROVINCIA DI GENOVA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE DIREZIONE PIANIFICAZIONE GENERALE E DI BACINO SERVIZIO CONTROLLO E GESTIONE DEL TERRITORIO Prot. Generale N. 0113911 / 2013 Atto N. 5050 OGGETTO: CI08166

Dettagli

ISTANZA AUTORIZZAZIONE MOVIMENTO TERRA PER REALIZZAZIONE OPERE COSTRUTTIVE

ISTANZA AUTORIZZAZIONE MOVIMENTO TERRA PER REALIZZAZIONE OPERE COSTRUTTIVE REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO 6 AGRICOLTURA FORESTE E FORESTAZIONE AREA TERRITORIALE [*1]... [*2].... [*3] Via........ [ CAP ] [ CITTÀ ] www.assagri.regione.calabria.it Per il tramite del Suap del Comune

Dettagli

CONSIGLIO REGIONALE DI BASILICATA

CONSIGLIO REGIONALE DI BASILICATA CONSIGLIO REGIONALE DI BASILICATA Legge Regionale: Norme sulla sanatoria degli abusi edilizi di cui all art. 32 del Decreto Legge 30.09.2003, n. 269. * * * * * * * * * Articolo 1 Oggetto della legge 1.

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE COMUNE DI MONTESPERTOLI (PROVINCIA DI FIRENZE) REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELLE STRADE VICINALI DI USO PUBBLICO Approvato con deliberazione C.C. n. 36 del 21.05.2012 Pagina 1 di 8 PREMESSA Il presente

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO DI SALE GIOCHI E FUNZIONAMENTO DI ALTRI GIOCHI LECITI ALL INTERNO DEI PUBBLICI ESERCIZI

REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO DI SALE GIOCHI E FUNZIONAMENTO DI ALTRI GIOCHI LECITI ALL INTERNO DEI PUBBLICI ESERCIZI REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO DI SALE GIOCHI E FUNZIONAMENTO DI ALTRI GIOCHI LECITI ALL INTERNO DEI PUBBLICI ESERCIZI Art. 1 LICENZA D'ESERCIZIO La licenza per l esercizio di sale pubbliche o per altre giochi

Dettagli

PROVINCIA DI AREZZO REGOLAMENTO PROVINCIALE PER IL RILASCIO DELLE CONCESSIONI PREFERENZIALI

PROVINCIA DI AREZZO REGOLAMENTO PROVINCIALE PER IL RILASCIO DELLE CONCESSIONI PREFERENZIALI Art. 1 Generalità Il presente regolamento disciplina il procedimento amministrativo semplificato della concessione preferenziale in attuazione dell art.4 del T.U. 11.12.1933 n.1775 e dell art.34 della

Dettagli

DIREZIONE PATRIMONIO IMMOBILIARE Via Pietrapiana n. 53 FIRENZE AVVISO PUBBLICO

DIREZIONE PATRIMONIO IMMOBILIARE Via Pietrapiana n. 53 FIRENZE AVVISO PUBBLICO DIREZIONE PATRIMONIO IMMOBILIARE Via Pietrapiana n. 53 FIRENZE AVVISO PUBBLICO per la concessione di spazi dei locali destinati alla somministrazione di alimenti e bevande posti all interno del Nuovo Palazzo

Dettagli

COMUNE DI LAZZATE Provincia di Monza e Brianza

COMUNE DI LAZZATE Provincia di Monza e Brianza COMUNE DI LAZZATE Provincia di Monza e Brianza Regolamento per la concessione in uso di beni mobili comunali Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n 23 del 21.05.2003 Integrato con deliberazione

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE DEI PASSI CARRABILI

REGOLAMENTO COMUNALE DEI PASSI CARRABILI REGOLAMENTO COMUNALE DEI PASSI CARRABILI Approvato con delibera di consiglio del Commissario Straordinario n. 17 del 18.03.2004 1 INDICE Art. 1 - Contenuto del Regolamento. Art. 2 - Definizione di passo

Dettagli

REGOLAMENTO SULL ATTIVITÀ DELL UNITÀ OPERATIVA VIGILANZA IDRAULICA. Approvato con delibera G.P. n. 84 del 26/02/2007

REGOLAMENTO SULL ATTIVITÀ DELL UNITÀ OPERATIVA VIGILANZA IDRAULICA. Approvato con delibera G.P. n. 84 del 26/02/2007 REGOLAMENTO SULL ATTIVITÀ DELL UNITÀ OPERATIVA VIGILANZA IDRAULICA Approvato con delibera G.P. n. 84 del 26/02/2007 Indice Indice... 2 Premessa... 3 Art. 1... 3 Art. 2... 4 Art. 3... 4 Art. 4... 4 Art.

Dettagli

COMUNE DI ZOPPOLA REGOLAMENTO

COMUNE DI ZOPPOLA REGOLAMENTO COMUNE DI ZOPPOLA REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE IN USO DI INFRASTRUTTURE (CAVIDOTTI, POZZETTI, CHIUSINI, ECC. ) ATTI AD OSPITARE CAVI IN FIBRA OTTICA. Allegato sub A) alla deliberazione di Consiglio Comunale

Dettagli

1. Nota istituzionale

1. Nota istituzionale Allegato parte integrante ALLEGATO A) 1. Nota istituzionale Prima del D.P.R. 115/73 la titolarità del demanio idrico in Provincia di Trento era esclusivamente statale. Con l entrata in vigore del suddetto

Dettagli

OGGETTO : Art. 91, c. 1bis l.r. n.18/1999 riordino del reticolo idrografico regionale. Indizione inchiesta pubblica. LA GIUNTA REGIONALE

OGGETTO : Art. 91, c. 1bis l.r. n.18/1999 riordino del reticolo idrografico regionale. Indizione inchiesta pubblica. LA GIUNTA REGIONALE OGGETTO : Art. 91, c. 1bis l.r. n.18/1999 riordino del idrografico regionale. Indizione inchiesta pubblica. N. 1449 IN 30/11/2012 LA GIUNTA REGIONALE del REGISTRO ATTI DELLA GIUNTA DATA RICHIAMATI: il

Dettagli

COMUNE DI PESCHIERA DEL GARDA CITTA TURISTICA E D ARTE REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L USO TEMPORANEO DEI LOCALI SCOLASTICI

COMUNE DI PESCHIERA DEL GARDA CITTA TURISTICA E D ARTE REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L USO TEMPORANEO DEI LOCALI SCOLASTICI COMUNE DI PESCHIERA DEL GARDA CITTA TURISTICA E D ARTE REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L USO TEMPORANEO DEI LOCALI SCOLASTICI approvato con deliberazione di C.S. n. 50 del 19/3/2004 1 Art. 1 Oggetto Il presente

Dettagli

R E G O L A M E N T O

R E G O L A M E N T O CITTA DI GIUGLIANO IN CAMPANIA PROVINCIA DI NAPOLI R E G O L A M E N T O PER L INSTALLAZIONE DI CHIOSCHI SU SUOLO PUBBLICO Delibera di C.C. n.44 del 22/12/2010 1 NORME PER L INSTALLAZIONE DI CHIOSCHI SU

Dettagli

Avviso pubblico per la concessione degli immobili di proprietà comunale: mulino e gualchiera

Avviso pubblico per la concessione degli immobili di proprietà comunale: mulino e gualchiera COMUNE DI SANTU LUSSURGIU Provincia di Oristano C.A.P. 09075 0783/55191 0783/5519227 e-mail: segreteria.santulussurgiu@pec.comunas.it Area amministrativa Allegato alla determinazione n. 136/A in data 02/04/2015

Dettagli

SCHEMA DI CONTRATTO DI LOCAZIONE. Premessa. Il Comune di Palermo è proprietario di un immobile sito in Palermo Via

SCHEMA DI CONTRATTO DI LOCAZIONE. Premessa. Il Comune di Palermo è proprietario di un immobile sito in Palermo Via SCHEMA DI CONTRATTO DI LOCAZIONE Premessa Il Comune di Palermo è proprietario di un immobile sito in Palermo Via pervenuto al Comune di Palermo giusta confisca ex L. 575/65 e succ. mod. ed integr. in pregiudizio

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APPLICAZIONE DEL CANONE PATRIMONIALE CONCESSORIO NON RICOGNITIVO

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APPLICAZIONE DEL CANONE PATRIMONIALE CONCESSORIO NON RICOGNITIVO REGOLAMENTO COMUNALE PER L APPLICAZIONE DEL CANONE PATRIMONIALE CONCESSORIO NON RICOGNITIVO Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n 24 del 01.08.2013-1 - COMUNE DI USMATE VELATE (Provincia

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO INTERESSI PER ATTIVITA AGRICOLE

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO INTERESSI PER ATTIVITA AGRICOLE 1 C O M U N E D I S C I A R A P R O V I N C I A D I P A L E R M O REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO INTERESSI PER ATTIVITA AGRICOLE IV SETTORE : CORPO POLIZIA MUNICIPALE ED ATTIVITÀ

Dettagli

RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE REGOLAMENTO 1 SCOPI E FUNZIONAMENTO

RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE REGOLAMENTO 1 SCOPI E FUNZIONAMENTO RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE REGOLAMENTO 1 SCOPI E FUNZIONAMENTO ARTICOLO 1 In attuazione dell art. 4 dello Statuto Sociale ed ai sensi di quanto prescritto dalle leggi, dalle deliberazioni del Comitato

Dettagli

Milano, 16 marzo 2005 R0140P01756D10450

Milano, 16 marzo 2005 R0140P01756D10450 Giunta Regionale Direzione Generale Opere Pubbliche, Politiche per la Casa ed Edilizia Residenziale Pubblica Milano, 16 marzo 2005 Il Direttore Generale R0140P01756D10450 Oggetto: Chiarimenti in ordine

Dettagli

1. RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PER MOVIMENTI DI TERRENO DOCUMENTAZIONE MINIMA

1. RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PER MOVIMENTI DI TERRENO DOCUMENTAZIONE MINIMA 1. RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PER MOVIMENTI DI TERRENO Domanda in bollo a norma di legge (Euro 14,62) diretta alla Provincia di Savona - Settore Tutela del Territorio e dell'ambiente - Servizio Piani

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DELLE AGEVOLAZIONI

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DELLE AGEVOLAZIONI Il presente Regolamento definisce i criteri, le modalità e le procedure cui i soggetti abilitati ad operare con MCC S.p.A. (di seguito MCC) devono attenersi per la concessione delle agevolazioni previste

Dettagli

tra la Regione Autonoma della Sardegna e il Consorzio di Bonifica. per lo svolgimento di attività

tra la Regione Autonoma della Sardegna e il Consorzio di Bonifica. per lo svolgimento di attività SCHEMA DI ACCORDO DI PROGRAMMA tra la Regione Autonoma della Sardegna e il Consorzio di Bonifica. per lo svolgimento di attività inerenti al servizio di piena e intervento idraulico e presidio territoriale.

Dettagli

Il sottoscritto progettista delle opere: Cognome Nome nato a Prov. il C.F. Iscritto all Albo/Collegio dei della Provincia di al n.

Il sottoscritto progettista delle opere: Cognome Nome nato a Prov. il C.F. Iscritto all Albo/Collegio dei della Provincia di al n. Protocollo Al Responsabile del Settore Gestione del Territorio del comune di Verdellino Relazione tecnica di asseverazione Allegata alla Comunicazione di Inizio lavori per Attività Edilizia Libera non

Dettagli

REGOLAMENTO PER LE CONCESSIONI DI AREE APPARTENENTI AL DEMANIO IDRICO. Approvato con delibera C.P. n. 60 del 19/02/2007

REGOLAMENTO PER LE CONCESSIONI DI AREE APPARTENENTI AL DEMANIO IDRICO. Approvato con delibera C.P. n. 60 del 19/02/2007 REGOLAMENTO PER LE CONCESSIONI DI AREE APPARTENENTI AL DEMANIO IDRICO Approvato con delibera C.P. n. 60 del 19/02/2007 Norme generali per utilizzazione delle aree demaniali Capitolo I Concessioni demaniali

Dettagli

PROVINCIA DI ROMA. Regolamento di disciplina del procedimento di autorizzazione alla realizzazione di opere idrauliche di competenza provinciale

PROVINCIA DI ROMA. Regolamento di disciplina del procedimento di autorizzazione alla realizzazione di opere idrauliche di competenza provinciale PROVINCIA DI ROMA Regolamento di disciplina del procedimento di autorizzazione alla realizzazione di opere idrauliche di competenza provinciale Adottato con delibera del Consiglio Provinciale: n. 36 del

Dettagli

COMUNE DI VOBARNO Provincia di Brescia REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMMOBILI COMUNALI

COMUNE DI VOBARNO Provincia di Brescia REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMMOBILI COMUNALI COMUNE DI VOBARNO Provincia di Brescia REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMMOBILI COMUNALI INDICE Art. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO.pag 3 Art. 2 INDIVIDUAZIONE DEGLI IMMOBILI.. pag. 3 Art. 3 UTILIZZO DEGLI

Dettagli

6 Repertorio Servizio Sport e Impianti Sportivi n. del CONVENZIONE L anno 2009, il giorno del mese di con la presente scrittura privata, da valere occorrendo quale pubblico strumento, il Comune di Palermo

Dettagli

COMUNE DI MELITO DI NAPOLI Provincia di Napoli REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE E L UTILIZZO DELLE PALESTRE SCOLASTICHE.

COMUNE DI MELITO DI NAPOLI Provincia di Napoli REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE E L UTILIZZO DELLE PALESTRE SCOLASTICHE. COMUNE DI MELITO DI NAPOLI Provincia di Napoli REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE E L UTILIZZO DELLE PALESTRE SCOLASTICHE. PREMESSA Scopo del presente regolamento è di favorire e promuovere l apertura delle

Dettagli

BANDO DI GARA AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DELLA PALESTRA DELL ISTITUTO TECNICO DEI TRASPORTI E LOGISTICA NAUTICO SAN GIORGIO CALATA DARSENA - GENOVA

BANDO DI GARA AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DELLA PALESTRA DELL ISTITUTO TECNICO DEI TRASPORTI E LOGISTICA NAUTICO SAN GIORGIO CALATA DARSENA - GENOVA BANDO DI GARA AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DELLA PALESTRA DELL ISTITUTO TECNICO DEI TRASPORTI E LOGISTICA NAUTICO SAN GIORGIO CALATA DARSENA - GENOVA 1. Oggetto e finalità utilizzo palestra scolastica. a)

Dettagli

MODALITA ATTUATIVE PER LA CONCESSIONE DELLE AGEVOLAZIONI

MODALITA ATTUATIVE PER LA CONCESSIONE DELLE AGEVOLAZIONI 2 ALLEGATO A) UNIONE EUROPEA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE LIGURIA OBIETTIVO COMPETITIVITA REGIONALE E OCCUPAZIONE PROGRAMMA OPERATIVO 2007-2013 Parte Competitività COFINANZIATO DAL F.E.S.R. - FONDO EUROPEO

Dettagli

DISCIPLINA PER IL RILASCIO DEL RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA DI GUARDIA GIURATA VOLONTARIA

DISCIPLINA PER IL RILASCIO DEL RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA DI GUARDIA GIURATA VOLONTARIA DISCIPLINA PER IL RILASCIO DEL RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA DI GUARDIA GIURATA VOLONTARIA VISTO l art. 163 del D. Lgs. 31.03.1998 n 112 sul trasferimento di funzioni e compiti di Polizia Amministrativa

Dettagli

REGOLAMENTO PER L AFFIDAMENTO IN ADOZIONE DELLE AREE VERDI APPARTENENTI AL PATRIMONIO COMUNALE

REGOLAMENTO PER L AFFIDAMENTO IN ADOZIONE DELLE AREE VERDI APPARTENENTI AL PATRIMONIO COMUNALE COMUNE DI SANTA TERESA GALLURA PROVINCIA DI OLBIA - TEMPIO REGOLAMENTO PER L AFFIDAMENTO IN ADOZIONE DELLE AREE VERDI APPARTENENTI AL PATRIMONIO COMUNALE Approvato con Deliberazione Consiglio Comunale

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA RACCOLTA DEL PRESTITO SOCIALE

REGOLAMENTO PER LA RACCOLTA DEL PRESTITO SOCIALE REGOLAMENTO PER LA RACCOLTA DEL PRESTITO SOCIALE Articolo 1 - Oggetto 1.1. Il presente Regolamento disciplina la raccolta di prestiti dai soci in conformità all'articolo 7 dello statuto sociale. 1.2. Tale

Dettagli

TITOLO III IMMOBILI PER ATTIVITA NEL CAMPO DEL VOLONTARIATO, DELL ASSOCIAZIONISMO E DELLA COOPERAZIONE SOCIALE...4

TITOLO III IMMOBILI PER ATTIVITA NEL CAMPO DEL VOLONTARIATO, DELL ASSOCIAZIONISMO E DELLA COOPERAZIONE SOCIALE...4 REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL AFFIDAMENTO DI BENI IMMOBILI A TERZI TITOLO I - PRINCIPI GENERALI...2 Art. 1 - Tipologia dei beni immobili assegnabili in uso a terzi...2 Art. 2 - Forme giuridiche di

Dettagli

6. Che la destinazione d uso dopo l intervento: E invariata E mutata in:.

6. Che la destinazione d uso dopo l intervento: E invariata E mutata in:. 3. Che la tipologia dell intervento, delle suddette opere è riconducibile a: 4. Che lo stato attuale dell immobile/unità immobiliare risulta legittimato dai seguenti atti: Fabbricato antecedente al 1938

Dettagli

Scheda 5.1 Iscrizione al Registro provinciale delle imprese esercenti attività di recupero dei rifiuti non pericolosi

Scheda 5.1 Iscrizione al Registro provinciale delle imprese esercenti attività di recupero dei rifiuti non pericolosi Scheda 5.1 Iscrizione al Registro provinciale delle imprese esercenti attività di recupero dei rifiuti non pericolosi SOGGETTI RICHIEDENTI Le imprese che intendono avviare l attività di recupero di rifiuti

Dettagli

COMUNE DI MASSAROSA Provincia di Lucca

COMUNE DI MASSAROSA Provincia di Lucca Oggetto: Piano Attuativo denominato SALOV e Centro Leasing - Adozione- Proposta di deliberazione del Consiglio Comunale Premesso che: con deliberazione del Consiglio Comunale del 27.4.2004 n. 51 è stato

Dettagli

RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE - regolamento -

RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE - regolamento - RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE - regolamento - SCOPI E FUNZIONAMENTO DELLA SEZIONE Articolo 1 In attuazione dell Articolo 1 dello Statuto Sociale ed ai sensi di quanto prescritto dalle leggi, dalle deliberazioni

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI FOTOVOLTAICI

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI FOTOVOLTAICI CITTÀ DI MINERBIO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI FOTOVOLTAICI Approvato con deliberazione di C.C. n. 51 del 29/09/2008

Dettagli

PROCEDURE PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI, LICENZE E NULLA OSTA

PROCEDURE PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI, LICENZE E NULLA OSTA PROCEDURE PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI, LICENZE E NULLA OSTA Art. 1 : Oggetto delle concessioni e licenze Il presente documento, relativo alle opere pubbliche di bonifica, le opere idrauliche e le opere

Dettagli

C.C. n.15 del 9.06.2008: REGOLAMENTO COMUNALE DI ILLUMINAZIONE VOTIVA APPROVAZIONE. IL CONSIGLIO COMUNALE

C.C. n.15 del 9.06.2008: REGOLAMENTO COMUNALE DI ILLUMINAZIONE VOTIVA APPROVAZIONE. IL CONSIGLIO COMUNALE C.C. n.15 del 9.06.2008: REGOLAMENTO COMUNALE DI ILLUMINAZIONE VOTIVA APPROVAZIONE. IL CONSIGLIO COMUNALE Attesa la necessità di approvare un nuovo testo del Regolamento Comunale di Illuminazione Votiva,

Dettagli

DISCIPLINARE PER LA CONCESSIONE IN USO TEMPORANEO DEI LOCALI DEL CENTRO ESPOSITIVO DI SAN MICHELE DEGLI SCALZI

DISCIPLINARE PER LA CONCESSIONE IN USO TEMPORANEO DEI LOCALI DEL CENTRO ESPOSITIVO DI SAN MICHELE DEGLI SCALZI ALLEGATO A DISCIPLINARE PER LA CONCESSIONE IN USO TEMPORANEO DEI LOCALI DEL CENTRO ESPOSITIVO DI SAN MICHELE DEGLI SCALZI Art. 1) Ambito di applicazione Il presente disciplinare individua e regola i criteri

Dettagli

COMUNE DI GENZANO DI ROMA

COMUNE DI GENZANO DI ROMA COMUNE DI GENZANO DI ROMA Prov. di Roma REGOLAMENTO COMUNALE PER L APPLICAZIONE DEL CANONE DI CONCESSIONE RICOGNITORIO SUGLI IMPIANTI PUBBLICITARI Deliberazione consiliare n. 19 del 27 / 04 / 2010 1 INDICE

Dettagli

2 - Il carattere della mobilità dell attrezzatura non è escluso dalla circostanza che la medesima sia collegata al suolo in modo non precario.

2 - Il carattere della mobilità dell attrezzatura non è escluso dalla circostanza che la medesima sia collegata al suolo in modo non precario. 1 Regolamento per la concessione delle aree disponibili per l installazione dei Circhi, delle Attività dello spettacolo viaggiante e dei Parchi di divertimento. ART. 1 - SCOPO DEL REGOLAMENTO 1- Il presente

Dettagli

COMUNE DI PONTOGLIO Provincia di Brescia REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEI LOCALI DI PROPRIETÀ COMUNALE

COMUNE DI PONTOGLIO Provincia di Brescia REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEI LOCALI DI PROPRIETÀ COMUNALE COMUNE DI PONTOGLIO Provincia di Brescia REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEI LOCALI DI PROPRIETÀ COMUNALE REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEI LOCALI DI PROPRIETÀ COMUNALE ART. 1 - Ambito di applicazione 1. Il presente

Dettagli

COMUNE DI ARESE Provincia di Milano

COMUNE DI ARESE Provincia di Milano COMUNE DI ARESE Provincia di Milano 2010 REGOLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE DI FINANZIAMENTI AI PRIVATI PER IL RIFACIMENTO DELLE COPERTURE IN ETERNIT DEGLI EDIFICI E L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI TERMICI

Dettagli

ATTO ACCESSIVO ALLA CONCESSIONE DI CUI ALLA DETERMINAZIONE N. DEL. L anno duemiladodici e questo dì del mese di TRA

ATTO ACCESSIVO ALLA CONCESSIONE DI CUI ALLA DETERMINAZIONE N. DEL. L anno duemiladodici e questo dì del mese di TRA ATTO ACCESSIVO ALLA CONCESSIONE DI CUI ALLA DETERMINAZIONE N. DEL L anno duemiladodici e questo dì del mese di in Firenze per il presente atto TRA - il Comune di Firenze, codice fiscale n. 01307110484,

Dettagli

&2081(',9,*(9$12 5(7,',7(/(&2081,&$=,21, $SSURYDWRFRQGHOLEHUD]LRQHGL&&QGHO

&2081(',9,*(9$12 5(7,',7(/(&2081,&$=,21, $SSURYDWRFRQGHOLEHUD]LRQHGL&&QGHO &2081(',9,*(9$12 5(*2/$0(1723(5/$&21&(66,21('(/62772682/23(5/$&26758=,21(', 5(7,',7(/(&2081,&$=,21, $SSURYDWRFRQGHOLEHUD]LRQHGL&&QGHO (Finalità) 1. Il presente regolamento disciplina la realizzazione di

Dettagli

COMUNE DI PORDENONE DIRETTIVA PER IL SERVIZIO ISPETTIVO CONTROLLO IMPIANTI SPORTIVI DI PROPRIETA COMUNALE MODALITA ATTUAZIONE SERVIZIO

COMUNE DI PORDENONE DIRETTIVA PER IL SERVIZIO ISPETTIVO CONTROLLO IMPIANTI SPORTIVI DI PROPRIETA COMUNALE MODALITA ATTUAZIONE SERVIZIO COMUNE DI PORDENONE DIRETTIVA PER IL SERVIZIO ISPETTIVO CONTROLLO IMPIANTI SPORTIVI DI PROPRIETA COMUNALE MODALITA ATTUAZIONE SERVIZIO Direttiva approvata con deliberazione della Giunta comunale n. 381

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE A TERZI DI TERRENI DI USO CIVICO

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE A TERZI DI TERRENI DI USO CIVICO COMUNE DI VIGOLO VATTARO (Provincia di Trento) REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE A TERZI DI TERRENI DI USO CIVICO Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 35 del 29.12.1999 Modificato con delibera

Dettagli

COMUNE DI MORLUPO Provincia di Roma

COMUNE DI MORLUPO Provincia di Roma COMUNE DI MORLUPO Provincia di Roma Dipartimento Tecnico Ambientale Servizio 3.3 Infrastrutture Manutenzioni Ambiente - Reti Tecnologiche Cimitero Parchi e Giardini Responsabile geom. Mario Bettelli SERVIZIO

Dettagli

Città di Lecce. Regolamento per l utilizzo della Sala Conferenze di Palazzo Turrisi-Palumbo

Città di Lecce. Regolamento per l utilizzo della Sala Conferenze di Palazzo Turrisi-Palumbo Città di Lecce Regolamento per l utilizzo della Sala Conferenze di Palazzo Turrisi-Palumbo Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 72 del 7 settembre 2009 PRINCIPI GENERALI Art. 1. FINALITA

Dettagli

Delibera della Giunta Regionale n. 316 del 28/06/2012

Delibera della Giunta Regionale n. 316 del 28/06/2012 Delibera della Giunta Regionale n. 316 del 28/06/2012 A.G.C. 15 Lavori pubblici, opere pubbliche, attuazione, espropriazione Settore 8 Settore provinciale del Genio civile - Caserta - Oggetto dell'atto:

Dettagli

L.R. 08 Novembre 2004, n. 12 Disposizioni in materia di definizione di illeciti edilizi (1)

L.R. 08 Novembre 2004, n. 12 Disposizioni in materia di definizione di illeciti edilizi (1) L.R. 08 Novembre 2004, n. 12 Disposizioni in materia di definizione di illeciti edilizi (1) SOMMARIO Art. 1 - Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 - Opere abusive suscettibili di sanatoria Art. 3 -

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ILLUMINAZIONE VOTIVA DEI CIMITERI COMUNALI

REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ILLUMINAZIONE VOTIVA DEI CIMITERI COMUNALI COMUNE DI VIONE PROVINCIA DI BRESCIA APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 41 DEL 26/11/2010 REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ILLUMINAZIONE VOTIVA DEI CIMITERI COMUNALI SOMMARIO Art. DESCRIZIONE

Dettagli

COMUNE DI GAVORRANO. Regolamento per la concessione a terzi del CENTRO CONGRESSI della PORTA DEL PARCO

COMUNE DI GAVORRANO. Regolamento per la concessione a terzi del CENTRO CONGRESSI della PORTA DEL PARCO COMUNE DI GAVORRANO Regolamento per la concessione a terzi del CENTRO CONGRESSI della PORTA DEL PARCO Adottato con deliberazione consiliare n. 17 del 22/04/2009 ART. 1 - OGGETTO Il presente regolamento

Dettagli

COMUNE DI MONDAVIO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA P. zza Matteotti 2-61040 Mondavio (PU)

COMUNE DI MONDAVIO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA P. zza Matteotti 2-61040 Mondavio (PU) COMUNE DI MONDAVIO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA P. zza Matteotti 2-61040 Mondavio (PU) protocollo BOLLO PRATICA N PROCEDIMENTO DI AGIBILITÀ (art.25 D.P.R. n. 380/01) Il/la sottoscritto/a nato a il codice

Dettagli

schema di CONTRATTO DI LOCAZIONE IMMOBILE AD USO STUDIO MEDICO SABBIONARA, STUDIO MEDICO N. 2

schema di CONTRATTO DI LOCAZIONE IMMOBILE AD USO STUDIO MEDICO SABBIONARA, STUDIO MEDICO N. 2 COMUNE DI AVIO Provincia di Trento Rep. n. - Atti Privati soggetti a registrazione schema di CONTRATTO DI LOCAZIONE IMMOBILE AD USO STUDIO MEDICO SABBIONARA, STUDIO MEDICO N. 2 omissis Tutto ciò premesso

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL CANONE CONCESSORIO NON RICOGNITORIO

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL CANONE CONCESSORIO NON RICOGNITORIO REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL CANONE CONCESSORIO NON RICOGNITORIO Approvato con deliberazione del C.C. n. 45 del 24/03/2011 INDICE Art. 1 Canone di Concessione non ricognitorio Art. 2 - Superficie

Dettagli

Denuncia di inizio attività ai sensi dell'art. 41 c. 2 e 42 della L.R. 11 marzo 2005 n. 12

Denuncia di inizio attività ai sensi dell'art. 41 c. 2 e 42 della L.R. 11 marzo 2005 n. 12 ALLO SPRTELLO UNICO PER L EDILZIA DEL COMUNE DI BREGNANO Denuncia di inizio attività ai sensi dell'art. 41 c. 2 e 42 della L.R. 11 marzo 2005 n. 12 l sottoscrit.. (C.F. ) residente a in Via.. Tel. in qualità

Dettagli

NORME DI QUALIFICAZIONE 2013

NORME DI QUALIFICAZIONE 2013 SISTEMA DI QUALIFICAZIONE PER FORNITURE DI GAS NATURALE NORME DI QUALIFICAZIONE 2013 Premessa: Brescia Trasporti S.p.A. intende istituire un proprio sistema di qualificazione al fine di selezionare operatori

Dettagli

REGOLAMENTO Per la concessione in locazione delle Botteghe Artigiane

REGOLAMENTO Per la concessione in locazione delle Botteghe Artigiane C O M U N E D I S I N N A I Provincia di Cagliari Parco delle Rimembranze C.A.P. 09048 Tel. 070/76901 Fax 070 781412 www.comune.sinnai.ca.it Allegato alla deliberazione C.C. n 24 del 14 Giugno 2007 REGOLAMENTO

Dettagli

COMUNE DI CAMPAGNA LUPIA

COMUNE DI CAMPAGNA LUPIA COMUNE DI CAMPAGNA LUPIA PROVINCIA DI VENEZIA Via Repubblica 34/36 C.A.P. 30010 Tel. 041/5145911 Fax 041/460017 REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI GESTIONE DELL ILLUMINAZIONE VOTIVA DEI CIMITERI COMUNALI Approvato

Dettagli

AUTORITA DI BACINO DI RILIEVO REGIONALE

AUTORITA DI BACINO DI RILIEVO REGIONALE AUTORITA DI BACINO DI RILIEVO REGIONALE CHIARIMENTI SUL REGIME NORMATIVO APPLICABILE NELLA FASCIA DI INEDIFICABILITÀ ASSOLUTA DAI LIMITI DELL ALVEO AI SENSI DELL ART. 8, C.3 DELLA NORMATIVA-TIPO DEI PIANI

Dettagli

DISCIPLINARE DI AFFIDAMENTO PER L USO DELLA PALESTRA, DEL CAMPO SPORTIVO E DEI LOCALI SCOLASTICI.

DISCIPLINARE DI AFFIDAMENTO PER L USO DELLA PALESTRA, DEL CAMPO SPORTIVO E DEI LOCALI SCOLASTICI. DISCIPLINARE DI AFFIDAMENTO PER L USO DELLA PALESTRA, DEL CAMPO SPORTIVO E DEI LOCALI SCOLASTICI. A.S. 2012/2013 L Istituto scolastico ISTITUTO COMPRENSIVO VIA LUIGI RIZZO, 1 di seguito chiamato scuola,

Dettagli

DOMANDA DI CONTRIBUTO

DOMANDA DI CONTRIBUTO PROVINCIA DI SONDRIO Oggetto: bando per la concessione di finanziamenti per interventi preventivi di manutenzione del versante Retico terrazzato - Legge n. 102 del 2 maggio 1990, articolo 3 - Interventi

Dettagli

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE Deliberazione del 15 luglio 2010, modificata ed integrata con deliberazione del 7 maggio 2014 (Testo consolidato) 1. Regolamento sulle procedure relative all

Dettagli

DIRETTIVA 17 marzo 1998 (G.U. n.82 dell'8.3.98)

DIRETTIVA 17 marzo 1998 (G.U. n.82 dell'8.3.98) DIRETTIVA 17 marzo 1998 (G.U. n.82 dell'8.3.98) MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI ISPETTORATO GENERALE PER LA CIRCOLAZIONE E LA SICUREZZA STRADALE 17 MARZO 1998 Alla Direzione Generale dell'anas - Ente Nazionale

Dettagli

REGOLAMENTO ILLUMINAZIONE VOTIVA

REGOLAMENTO ILLUMINAZIONE VOTIVA REGOLAMENTO del Servizio di ILLUMINAZIONE VOTIVA Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. del 1 ART. 1 Oggetto del regolamento Il presente Regolamento disciplina il servizio di illuminazione

Dettagli

PER L APPLICAZIONE DEI CANONI PATRIMONIALI NON RICOGNITORI

PER L APPLICAZIONE DEI CANONI PATRIMONIALI NON RICOGNITORI REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DEI CANONI PATRIMONIALI NON RICOGNITORI Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 27 del 20/09/2013 I N D I C E Art. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO Art. 2 OGGETTO

Dettagli

"Norme in materia di opere concernenti linee ed impianti elettrici fino a 150.000 volt".

Norme in materia di opere concernenti linee ed impianti elettrici fino a 150.000 volt. LEGGE REGIONALE 16 agosto 1982, N. 52 "Norme in materia di opere concernenti linee ed impianti elettrici fino a 150.000 volt". (BURL n. 33, 1º suppl. ord. del 18 Agosto 1982 ) urn:nir:regione.lombardia:legge:1982-08-16;52

Dettagli

CAPITOLATO SPECIALE PER LA SICUREZZA DEL LAVORO NEI CONTRATTI D APPALTO, D OPERA O DI SOMMINISTRAZIONE

CAPITOLATO SPECIALE PER LA SICUREZZA DEL LAVORO NEI CONTRATTI D APPALTO, D OPERA O DI SOMMINISTRAZIONE ALLEGATO 6 CAPITOLATO SPECIALE PER LA SICUREZZA DEL LAVORO NEI CONTRATTI D APPALTO, D OPERA O DI SOMMINISTRAZIONE Articolo 1 Definizioni 1. Ai fini del presente Capitolato, alle seguenti espressioni sono

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI E/O NATURALI LOCALI CON ISTITUZIONE DEL REGISTRO DE.CO.

REGOLAMENTO COMUNALE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI E/O NATURALI LOCALI CON ISTITUZIONE DEL REGISTRO DE.CO. À TESTO EMENDATO REGOLAMENTO COMUNALE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI E/O NATURALI LOCALI CON ISTITUZIONE DEL REGISTRO DE.CO. (DENOMINAZIONE COMUNALE DI ORIGINE) APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI C.C. N. 23 DEL

Dettagli

Comune di Zoagli COPIA

Comune di Zoagli COPIA Comune di Zoagli COPIA Registro Generale n. 197 DETERMINAZIONE AREA AMMINISTRATIVA N. 70 DEL 30-05-2015 Rep. n. 360 del 03-06-2015 Ufficio: AMMINISTRAZIONE Oggetto: AVVISO PUBBLICO PER CONCESSIONE IN COMODATO

Dettagli

Art. 11 Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.) Art. 12 Definizione dei contenuti del S.I.A. (scoping)

Art. 11 Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.) Art. 12 Definizione dei contenuti del S.I.A. (scoping) LEGGE REGIONALE 18 maggio 1999, n. 9 DISCIPLINA DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE Testo coordinato con le modifiche apportate da: L.R. 16 novembre 2000 n. 35 Titolo III PROCEDURA DI

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE IN FORMA ITINERANTE

REGOLAMENTO PER IL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE IN FORMA ITINERANTE Comune di Desenzano del Garda REGOLAMENTO PER IL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE IN FORMA ITINERANTE Approvato con Deliberazione di C.C. n. 144 del 30.11.2000 Modificato con Deliberazione di C.C. n. 102 del

Dettagli

CONVENZIONE PER LA GESTIONE DEL VERDE SULLE INTERSEZIONI E PERTINENZE LUNGO LA RETE VIARIA PROVINCIALE * * * * * * * * *

CONVENZIONE PER LA GESTIONE DEL VERDE SULLE INTERSEZIONI E PERTINENZE LUNGO LA RETE VIARIA PROVINCIALE * * * * * * * * * Allegato B SCHEMA DI CONVENZIONE CONVENZIONE PER LA GESTIONE DEL VERDE SULLE INTERSEZIONI E PERTINENZE LUNGO LA RETE VIARIA PROVINCIALE S.P.n. Km S.P.n. Km Intersezione: Comune: * * * * * * * * * L anno

Dettagli

CITTÀ DI MINERBIO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI TERMICI

CITTÀ DI MINERBIO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI TERMICI CITTÀ DI MINERBIO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI TERMICI Approvato con deliberazione di C.C. n. 52 del 29/09/2008

Dettagli

AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA A.T.C. PROVINCIA DI FOGGIA

AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA A.T.C. PROVINCIA DI FOGGIA AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA A.T.C. PROVINCIA DI FOGGIA (Approvato con deliberazione del Comitato di Gestione n. 66/12 del 22 giugno 2012 e successive modiche ed integrazioni effettuate in data 30/01/2014

Dettagli

COMUNE DI CAPOTERRA PROVINCIA DI CAGLIARI DISCIPLINARE CONCESSIONE IN USO TEMPORANEO DI LOCALI COMUNALI

COMUNE DI CAPOTERRA PROVINCIA DI CAGLIARI DISCIPLINARE CONCESSIONE IN USO TEMPORANEO DI LOCALI COMUNALI COMUNE DI CAPOTERRA PROVINCIA DI CAGLIARI DISCIPLINARE CONCESSIONE IN USO TEMPORANEO DI LOCALI COMUNALI 1 INDICE GENERALE: Art. 1 OGGETTO DEL DISCIPLINARE Art. 2 STRUTTURE Art. 3 SOGGETTI Art. 4 RICHIESTA

Dettagli

Provincia di Caserta Settore Ambiente, Ecologia e Gestione Rifiuti

Provincia di Caserta Settore Ambiente, Ecologia e Gestione Rifiuti LINEE GUIDA PER L'ISCRIZIONE DELLE IMPRESE E DEGLI ENTI SOTTOPOSTI ALLE "PROCEDURE SEMPLIFICATE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 214, 215 E 216 DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006, N. 152 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA RACCOLTA DEL PRESTITO SOCIALE

REGOLAMENTO PER LA RACCOLTA DEL PRESTITO SOCIALE REGOLAMENTO PER LA RACCOLTA DEL PRESTITO SOCIALE Art. 1 Il presente Regolamento disciplina la raccolta di prestiti dai soci (sia persone fisiche che giuridiche) in conformità all'art. 37 dello Statuto

Dettagli

CONTRIBUTI RELATIVI AGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE E COSTO DI COSTRUZIONE

CONTRIBUTI RELATIVI AGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE E COSTO DI COSTRUZIONE Urbanistica Edilizia privata Comune di Fauglia Provincia di Pisa CONTRIBUTI RELATIVI AGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE E COSTO DI COSTRUZIONE DISCIPLINA IN MATERIA DI SANZIONI AMMINISTRATIVE DI CUI L ART. 140

Dettagli

Spett.le. Via. Egregi Signori, facciamo seguito alle intese intercorse per confermarvi quanto segue. Premesso che:

Spett.le. Via. Egregi Signori, facciamo seguito alle intese intercorse per confermarvi quanto segue. Premesso che: Spett.le. Via Oggetto: Designazione a Responsabile Esterno del trattamento dei Dati Personali ai sensi dell art. 29 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 (di seguito Codice Privacy ) Egregi Signori, facciamo seguito

Dettagli

Art. 1 Il presente Regolamento disciplina la raccolta di prestiti da soci persone fisiche in conformità all'art. 4 dello Statuto Sociale.

Art. 1 Il presente Regolamento disciplina la raccolta di prestiti da soci persone fisiche in conformità all'art. 4 dello Statuto Sociale. Art. 1 Il presente Regolamento disciplina la raccolta di prestiti da soci persone fisiche in conformità all'art. 4 dello Statuto Sociale. Tale raccolta, da impiegare esclusivamente per il conseguimento

Dettagli

Regolamento di disciplina delle anticipazioni

Regolamento di disciplina delle anticipazioni PreviGen - Cassa di previdenza per i Dipendenti delle aziende convenzionate - Fondo Pensione Regolamento di disciplina delle anticipazioni Ai sensi dell Art. 11 comma 7 del D. Lgs. 252, 5 dicembre 2005

Dettagli

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA (SCIA) Ai sensi art. 49 comma 4 bis della Legge 30.07.2010 n. 122

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA (SCIA) Ai sensi art. 49 comma 4 bis della Legge 30.07.2010 n. 122 SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA (SCIA) Ai sensi art. 49 comma 4 bis della Legge 30.07.2010 n. 122 ( Da presentarsi DOPO l ottenimento degli eventuali altri atti previsti dalle normative

Dettagli

COMUNE DI SIENA REGOLAMENTO DEL COMUNE DI SIENA CONCERNENTE LA VERIFICA DI RISPONDENZA DEGLI IMPIANTI TERMICI ALLE NORME VIGENTI

COMUNE DI SIENA REGOLAMENTO DEL COMUNE DI SIENA CONCERNENTE LA VERIFICA DI RISPONDENZA DEGLI IMPIANTI TERMICI ALLE NORME VIGENTI COMUNE DI SIENA DIREZIONE MANUTENZIONE DELLA CITTA REGOLAMENTO DEL COMUNE DI SIENA CONCERNENTE LA VERIFICA DI RISPONDENZA DEGLI IMPIANTI TERMICI ALLE NORME VIGENTI approvato con deliberazione del Consiglio

Dettagli

il seguente Regolamento contenente le modalità e criteri per la concessione in uso temporaneo e precario delle palestre scolastiche.

il seguente Regolamento contenente le modalità e criteri per la concessione in uso temporaneo e precario delle palestre scolastiche. Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca ISTITUTO COMPRENSIVO di Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di 1 Grado "Pascoli - Giovinazzi " Via Mazzini n. 25 - Tel. 099.849.11.43

Dettagli

OPERAZIONE FIUMI SICURI LINEE GUIDA PER LA PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE DI INTERVENTO

OPERAZIONE FIUMI SICURI LINEE GUIDA PER LA PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE DI INTERVENTO OPERAZIONE FIUMI SICURI LINEE GUIDA PER LA PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE DI INTERVENTO 1. RIFERIMENTI Le presenti linee guida sono redatte in conformità allo Schema di Protocollo d Intesa tra la Regione

Dettagli

ALL ART. 3 LETTERA A)

ALL ART. 3 LETTERA A) BANDO ANNO 2015 DI AMMISSIONE AL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER LO SMALTIMENTO DI MATERIALE E/O MANUFATTI CONTENENTI AMIANTO PRESENTI NEL TERRITORIO COMUNALE. Art. 1 Finalità L Amministrazione Comunale

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA RACCOLTA DEL PRESTITO SOCIALE. Art. 1) Il presente Regolamento disciplina la raccolta di prestiti dai soci (sia persone fisiche

REGOLAMENTO PER LA RACCOLTA DEL PRESTITO SOCIALE. Art. 1) Il presente Regolamento disciplina la raccolta di prestiti dai soci (sia persone fisiche REGOLAMENTO PER LA RACCOLTA DEL PRESTITO SOCIALE Art. 1) Il presente Regolamento disciplina la raccolta di prestiti dai soci (sia persone fisiche che giuridiche) in conformità all'art. 18 lettera 4 dello

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE DISCIPLINANTE LA CONCESSIONE DI LOCALI E STRUTTURE FISSE DI PROPRIETA DEL COMUNE AD ENTI ED ASSOCIAZIONI COMUNE DI NORMA

REGOLAMENTO COMUNALE DISCIPLINANTE LA CONCESSIONE DI LOCALI E STRUTTURE FISSE DI PROPRIETA DEL COMUNE AD ENTI ED ASSOCIAZIONI COMUNE DI NORMA REGOLAMENTO COMUNALE DISCIPLINANTE LA CONCESSIONE DI LOCALI E STRUTTURE FISSE DI PROPRIETA DEL COMUNE AD ENTI ED ASSOCIAZIONI COMUNE DI NORMA Art. 1. OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1. Il presente Regolamento,

Dettagli

ARTICOLO 1 Premesse Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente atto.

ARTICOLO 1 Premesse Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente atto. SCRITTURA PRIVATA TRA la Diocesi/Parrocchia di..., con sede in..., Via/Piazza,..., codice fiscale/partita iva..., in persona del legale rappresentante pro-tempore, di seguito denominato anche Committente

Dettagli

SCHEDE DI TIPO A Interventi soggetti a Denuncia di Inizio Attività

SCHEDE DI TIPO A Interventi soggetti a Denuncia di Inizio Attività SCHEDE DI TIPO A Interventi soggetti a Denuncia di Inizio Attività CAMBIO DI DESTINAZIONE D USO - Art. 9.5 del R.E.C. - Art. 79 comma 1, lett c) L.R. 1/05 SCHEDA A6 CLASSIFICAZIONE DELL INTERVENTO R.E.C.

Dettagli