1.1 ATTIVITÀ, PARTECIPAZIONE, INVESTIMENTO, ORGANIZZAZIONE

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1 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 PARTE I - CAPITOLO ATTIVITÀ, PARTECIPAZIONE, INVESTIMENTO, ORGANIZZAZIONE L UNIVERSO DI RIFERIMENTO L indagine svolta per la realizzazione di questo 7 Rapporto ha preso in considerazione i dati forniti da 446 Amministrazioni, un numero sostanzialmente analogo a quello dello scorso anno. L universo di riferimento delle Amministrazioni centrali è rimasto pressoché immutato: 39 rispondenti rispetto ai 40 dello scorso anno, a causa dell assorbimento dell INPDAI da parte dell INPS. Come sempre, tutte le Regioni e le Province autonome hanno messo a disposizione i propri dati; per i Comuni si registra una flessione dei rispondenti da 217 a 187 unità. Per le Università e le Province, invece, la base dei rispondenti è aumentata significativamente; nel primo caso si passa dai 48 Atenei del 2002 ai 59 del 2003; le 63 Province del 2002 diventano le 71 del I dati delle Camere di commercio si riferiscono, come per lo scorso anno, ad un universo di 102 unità, esaminato a partire dai 71 questionari pervenuti, elaborati con le opportune procedure di stima. Queste insieme conta complessivamente dipendenti. Le partecipazioni ad attività formative censite nel corso del 2003 sono state circa Tutte le Amministrazioni che hanno partecipato all indagine realizzano attività di formazione, con una limitatissima eccezione per alcuni dei Comuni più piccoli. LA PARTECIPAZIONE ALLA FORMAZIONE Complessivamente, le partecipazioni alla formazione sono diminuite nel corso del 2003 rispetto ai dati rilevati lo scorso anno. Analizzando i dati per singoli comparti, il calo si registra sostanzialmente nelle Amministrazioni centrali (ad eccezione dei Ministeri) e nei Comuni, mentre è in crescita la partecipazione alla formazione presso Regioni, Province e Università, leggermente incrementata nelle Camere di commercio. Sotto il profilo del tasso di partecipazione, le Amministrazioni tendono a collocarsi in due fasce distinte; quelle in cui esso si colloca approssimativamente dal 50% in su rispetto ai dipendenti i Ministeri, gli organi dello Stato, le Università, gli Enti pubblici, le Province e i Comuni un altra fascia in cui la partecipazione si colloca vicino o anche oltre il 100%: il numero dei partecipanti è prossimo o supera il numero dei dipendenti: si tratta di Amministrazioni con un forte contenuto di professionalità specialistiche, come le Autorità, le Camere di commercio; fanno parte di questa fascia anche le Regioni. 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

2 PARTE I - CAPITOLO 1 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 Tabella 1 - LE PARTECIPAZIONI ALLE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE NEL 2003 COMPARTO TOTALE DIPENDENTI TOTALE PARTECIPAZIONI PARTECIPAZIONI OGNI 100 DIPENDENTI PCM e Ministeri ,3 Sicurezza ,4 Organi dello Stato ,9 Autorità ,6 Enti pubblici ,2 Università ,2 Camera di commercio ,8 Regioni ,8 Provincie ,7 Comuni ,4 Nota: Elaborazione su 71 Province, 185 Comuni e 59 atenei Rispetto ai lavoratori che operano in imprese private, la partecipazione alla formazione dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni è decisamente superiore; ed è significativamente superiore agli obiettivi fissati dal Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000, che ha posto le basi per un Europa dell innovazione e della conoscenza, ed ha fissato l obiettivo del 12,5 % dei lavoratori in formazione ogni anno. Per quanto questo parametro può indicare, la Pubblica Amministrazione sta facendo la sua parte per far sì che l Europa diventi anche attraverso lo strumento della formazione la società più avanzata al mondo dal punto di vista della conoscenza. L andamento nel triennio, illustrato nel Grafico 1, mostra la convergenza dei tassi di partecipazione tra i diversi comparti tramite l avvicinamento alla media, non solo data dall abbassamento dei valori alti, ma dall innalzamento di quelli bassi: i meno virtuosi hanno lavorato meglio. Il tasso di partecipazione nei Ministeri è in lieve crescita come per le Università, mentre si nota un andamento negativo negli altri comparti delle Amministrazioni centrali; gli Enti locali registrano un consolidamento le Province ed anche un lieve calo i Co- Grafico 1 TASSO DI PARTECIPAZIONE: ANDAMENTO NEL TRIENNIO PCM e Ministeri Sicurezza Organi dello Stato Autorità Enti pubblici Università Camera di commercio Regioni Provincie Comuni 22 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

3 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 PARTE I - CAPITOLO 1 muni incrementi significativi si notano nel caso delle Regioni e delle Camere di commercio. Nel caso dei Comuni si è però registrata una convergenza fra i livelli di formazione espressi dalle diverse aree geografiche, anche in relazione ad un incremento nelle Amministrazioni meridionali, a cui ha corrisposto un rallentamento dell attività formativa nel nord-ovest. Nel caso delle Università la percentuale delle partecipazioni sul personale diminuisce lievemente rispetto allo scorso anno, pur rimanendo superiore al 50%; analogamente diminuisce per le Camere di commercio, ma rimane a livelli molto più elevati (circa il 159% rispetto al 161%). Numerosi fattori contribuiscono a questi andamenti, che vengono più approfonditamente analizzati nei successivi capitoli del Rapporto; rispetto allo scorso anno la formazione nei Ministeri cresce grazie alle attività di riqualificazione e forse anche ad una migliore definizione del loro ruolo, nel quadro del decentramento e della devoluzione. UOMINI E DONNE NELLA FORMAZIONE Uomini e donne partecipano alla formazione in misura analoga, ma in molti comparti le donne sono proporzionalmente più numerose degli uomini all interno degli eventi formativi: è così nei comparti Autorità, Enti pubblici, Province, Università e Camere di commercio. Le eccezioni più rilevanti sono costituite dai Ministeri, dove la partecipazione femminile alla formazione è estremamente ridotta (le donne sono il 18% dei partecipanti nel corso del 2003, pur essendo il 41% dei dipendenti); dai Comuni (dove peraltro le donne sono il 45% dei partecipanti, rispetto al 51% del personale) e molto marginalmente dalle Regioni (le donne rappresentano circa il 46% dei formati, mentre sono il 47% dei dipendenti). Personale donne Partecipanti donne PCM e Ministeri Sicurezza Organi dello Stato Autorità Enti pubblici Università Camere di commercio Regioni Province Comuni Grafico 2 PARTECIPAZIONE ALLE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE PER GENERE E DISTRIBUZIONE PER GENERE DEI DIPENDENTI DELLE AMMINISTRAZIONI 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

4 PARTE I - CAPITOLO 1 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 Il prevalere della partecipazione femminile in molti comparti non è sorprendente, e corrisponde ad una tendenza evidente anche nella formazione continua nel settore privato; anche al di fuori della PA, tra gli occupati, permane però ancora una lieve prevalenza degli uomini. DIRIGENTI, FUNZIONARI, ALTRI DIPENDENTI Anche nel 2003 le attività di formazione hanno visto la partecipazione del personale delle diverse qualifiche. Le qualifiche più elevate fruiscono delle attività di formazione più delle altre categorie di dipendenti, con l eccezione delle Autorità, dove la partecipazione delle categorie più basse è prevalente, ed in assai minor misura nei Ministeri, dove si registra un sostanziale equilibrio. Il tasso di partecipazione è più alto nel caso dei dirigenti che per le altre categorie (Grafico 3) nei Ministeri, nelle Regioni, nelle Province, nei Comuni, nelle Università, mentre per gli altri comparti la categoria che fruisce della formazione in modo proporzionalmente più elevato è quella dei funzionari. La cospicua partecipazione del personale delle qualifiche superiori conferma, da un lato, che la formazione nella Pubblica Amministrazione è effettivamente in prevalenza uno strumento direzionale, e dall altro che si verifica una focalizzazione dell investimento sulle categorie intermedie. La formazione si concentra, dunque, sulle categorie che più direttamente si identificano con i gestori delle competenze specialistiche necessarie per assicurare la funzionalità delle Amministrazioni, in uno scenario di cambiamento dei compiti e delle funzioni attribuite ai diversi livelli di governo. Tabella 2 - PARTECIPAZIONE ALLE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE: DISTRIBUZIONE PER QUALIFICA COMPARTO DIRIGENTI FUNZIONARI ALTRI PCM e Ministeri 4,3 23,0 72,8 Sicurezza 2,2 20,2 77,6 Organi dello Stato 3,7 57,9 38,4 Autorità 10,4 39,2 50,4 Enti pubblici 8,2 75,9 16,0 Università 0,9 32,8 66,3 Camera di commercio 3,8 22,6 73,6 Regioni 21,9 40,3 37,8 Provincie 4,3 34,6 61,1 Comuni 3,7 27,5 68,8 Nota: Elaborazioni su 71 Province, 185 Comuni e 59 atenei 24 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

5 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 PARTE I - CAPITOLO 1 dirigenti ormati su totale dirigenti unzionari orma ti su totale unzionari altri ormati su totale altri dipendenti PCM e Ministeri Sicurezza Organi dello Stato Autorità Enti pubblici Università Camere di commercio Regioni Province Comuni Grafico 3 TASSO DI PARTECIPAZIONE ALLA FORMAZIONE PER QUALIFICA LE ATTIVITÀ SVOLTE Le ore di formazione erogate diminuiscono in tutte le Amministrazioni centrali ad eccezione del comparto Sicurezza, seppure non di molto, ed in misura analoga a quanto avviene nelle Regioni; crescono invece nelle Province e nelle Camere di commercio. Questi due comparti appaiono i più dinamici, tenendo conto anche degli altri parametri, che vedremo più avanti. L indagine ha censito oltre distinte iniziative formative, in molti casi replicate in più edizioni. Non tutte le Amministrazioni e i comparti forniscono informazioni sulla numerosità delle edizioni di corso; laddove questo dato è disponibile, le edizioni per corso risultano più o meno costanti rispetto all anno precedente, comparto per comparto; naturalmente le Amministrazioni che hanno dimensioni maggiori e più elevata omogeneità interna possono realizzare un numero più elevato di edizioni per ciascun corso. Tabella 3 - LE ATTIVITÀ SVOLTE: I CORSI E LE ORE DI FORMAZIONE EROGATE COMPARTO TOTALE CORSI TOTALE EDIZIONI TOTALE ORE EROGATE ORE EROGATE MEDIA EDIZIONI DURATA MEDIA PRO CAPITE PER CORSO DEI CORSI (NOTAZIONE DECIMALE) PCM e Ministeri ,2 3,7 41,5 Sicurezza ,6 11,8 119,6 Organi dello Stato ,1 1,7 26,3 Autorità ,3 2,15 17,2 Enti pubblici ,6 1,69 39,3 Università ,2 1,3 31,0 Camera di commercio ,7 - - Regioni ,8 2,5 34,5 Provincie ,2-30,0 Comuni ,5-26,8 Nota: Elaborazione su 71 Province, 185 Comuni e 59 atenei 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

6 PARTE I - CAPITOLO 1 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 Tabella 4 - LA NUMEROSITÀ DEI CORSI E DELLE EDIZIONI TOTALE TOTALE TOTALE CORSI PER TOTALE CORSI PER 100 EDIZIONI PER 100 CORSI EDIZIONI AMMINISTRAZIONI AMMINISTRAZIONE DIPENDENTI DIPENDENTI DIPENDENTI PCM e Ministeri , ,8 2,9 Sicurezza , ,0 0,5 Organi dello Stato , ,4 4,1 Autorità , ,8 42,6 Enti pubblici , ,3 4,0 Università , ,7 4,8 Camere di commercio , ,8 - Regioni , ,1 5,1 Province , ,4 - Comuni , ,5 - Il numero dei corsi censiti aumenta per le Amministrazioni centrali (complessivamente + 19,6%), in relazione soprattutto all aumento del numero dei corsi realizzati dagli Enti pubblici (+ 38,4%); aumenta anche per le Regioni in modo molto significativo (+ 22%) e più limitatamente per le Camere di commercio e le Università comparto per il quale si deve tener conto del significativo aumento di 11 unità del numero delle Amministrazioni che hanno fornito i dati. Al contrario la diminuzione nel comparto dei Comuni è certamente spiegabile con la diminuzione della numerosità del campione (da 217 a 185). Va segnalato che in questo Rapporto non è più considerata la distinzione tra attività formative in senso stretto e attività di tipo diverso quali stage, conferenze, convegni, che per alcuni comparti era stata rilevata negli scorsi anni. Il numero di iniziative e di partecipanti indicato è pertanto il totale dei partecipanti a tutte le tipologie di iniziative censite. Ciascun Ministero eroga mediamente più di 237 corsi in 4 edizioni; le Amministrazioni del comparto Sicurezza, mediamente oltre 11 edizioni di ciascun corso, in virtù dell elevata numerosità del personale operativo, che partecipa a corsi a contenuto tecnico, che vengono replicati più volte. Anche le Regioni organizzano quasi 100 corsi ciascuna, ma li replicano con minore frequenza dei Ministeri (mediamente 2,5 edizioni per corso). Province e Comuni censiti organizzano mediamente circa 45 corsi ciascuna, le Università circa 34 (mediamente in una sola edizione), le Camere di commercio poco più di 30. Il numero dei corsi organizzati dalle diverse Amministrazioni dipende naturalmente dalle dimensioni in termini di personale di ciascuna, dalla maggiore o minore omogeneità dei fabbisogni formativi, dall incidenza che hanno avuto nel 2003 le attività formative di riqualificazione, che frequentemente interessano numeri elevati di partecipanti. I Ministeri hanno organizzato poco meno di un corso ogni 100 dipendenti, mentre i Comuni ne hanno organizzati mediamente 5 e le Province 7. Le Università organizzano poco meno di 4 corsi per ogni dipendente, mentre le Camere di commercio registrano un 26 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

7 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 PARTE I - CAPITOLO 1 numero elevatissimo di corsi per dipendente (circa 23), coerentemente con la forte specializzazione che le caratterizza. Negli Enti locali e nelle Autonomie dunque la formazione appare, anche in relazione alle dimensioni degli Enti che necessariamente coprono un ampia gamma di funzioni e competenze quasi personalizzata. Nella maggior parte dei comparti la durata media dei corsi non varia molto: così in particolare nel comparto Ministeri, negli Enti pubblici, nelle Regioni, tutti in lieve calo; nelle Province e nei Comuni si registra un limitato aumento della durata media. La durata media dei corsi si colloca, per quasi tutte le Amministrazioni, tra le 20 e le 40 ore, con eccezioni corsi più lunghi per i Ministeri e il comparto Sicurezza. La Tabella 3 riporta anche l indicazione del numero di ore erogate per dipendente, che costituisce un indice utile a misurare la quantità di formazione messa a disposizione di ciascuna persona nell ambito di una Amministrazione. L offerta più ampia è quella fornita dalle Autorità, seguite dalle Camere di commercio e dalle Province. Mentre le ore erogate misurano la formazione prodotta, le ore fruite costituiscono una misura del livello di utilizzazione dell attività formativa, dipendendo dal numero dei partecipanti che fruiscono dei corsi. Tabella 5 - LE ORE DI FORMAZIONE FRUITE COMPARTO TOTALE TOTALE ORE FRUITE PARTECIPAZIONI ORE FRUITE PER PARTECIPAZIONE PCM e Ministeri ,4 Sicurezza ,2 Organi dello Stato ,9 Autorità ,8 Enti pubblici ,5 Università ,3 Camera di commercio ,7 Regioni ,6 Provincie ,8 Comuni ,6 Nota: Elaborazione su 71 Province, 185 Comuni e 59 atenei Le ore fruite complessive aumentano considerevolmente per quasi tutti i comparti, con l eccezione delle Università e delle Autorità (diminuiscono anche le ore complessive dei Comuni, ma ciò è probabilmente imputabile alla minore numerosità del campione di quest anno rispetto allo scorso). È questo il dato che più di ogni altro concretizza l aumento di attività formativa nel corso del Se consideriamo le ore fruite pro capite, l aumento è evidente in alcune Amministrazioni centrali, nelle Camere di commercio, nelle Province e nei Comuni. In particolare, nel caso delle Camere di commercio il numero di ore fruite per partecipante aumenta (dalle 15 ore dello scorso anno alle circa 24 registrate nel 2003). 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

8 PARTE I - CAPITOLO 1 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 Grafico 4 ORE FRUITE PER PARTECIPAZIONE PCM e Ministeri Sicurezza Organi dello Stato Autorità Enti pubblici Università Camere di commercio Regioni Province Comuni Nel caso delle Regioni i principali parametri indicano una sostanziale stabilità rispetto ai dati dell anno precedente; tuttavia il divario tra le aree geografiche rimane significativo: in 7 regioni del centro-nord le giornate di formazione fruite annualmente per persona sono più di 5, mentre il dato della Puglia, che registra il massimo di giornate di formazione fruite per persona nel sud, non supera le 3,6. Le Regioni del centro-nord raggiungono una media di quasi 5 giornate formative a persona, contro poco più di 2 giornate in media per le Regioni del Mezzogiorno. L UTILIZZO DELLE TECNOLOGIE E LE METODOLOGIE FORMATIVE Il Rapporto segue con particolare attenzione l evoluzione delle modalità di erogazione della formazione, tenendo conto dell evoluzione delle metodologie e dell introduzione di nuove tecnologie. Per ogni corso viene rilevata la modalità di erogazione prevalente, e dal rapporto dello scorso anno il quadro delle modalità previste si è ampliato e pre- Tabella 6 - PARTECIPAZIONI PER MODALITÀ DI EROGAZIONE COMPARTO % AULA % AUTO- % E-LEARNING % FORMAZIONE % LABORATORIO % LEARNING % VIDEO % STAGE TOTALE APPRENDIMENTO INTERVENTO INFORMATICA ON THE JOB CONFERENZA E CONVEGNI PARTECIPANTI % PCM e Ministeri 89,9 2,5 3,0 1,9 8,9 17,8 0,2 1, Sicurezza 82,9 9,1 7,6 0,0 17,3 14,3 0,0 4, Organi dello Stato 86,6 0,0 3,8 1,1 1,7 0,0 0,0 8, Autorità 87,6 0,0 0,0 2,6 0,6 0,0 0,0 12, Enti pubblici 38,2 5,0 5,8 0,5 2,7 0,7 0,5 0, Università 77,8 0,7 2,0 0,7 18,4 0,4 0,0 nd Camere di commercio* 91,5 2,3 nd 3,1 nd nd 3,1 nd Regioni** 88,7 0,1 2,4 4,4 0,6 1,1 0,0 2, Province 76,4 0,7 0,6 3,9 17,9 0,4 0,1 nd Comuni 84,1 0,5 1,4 2,1 11,0 0,5 0,4 nd Nota: Elaborazioni su 64 Province, 163 Comuni e 59 atenei *Nelle Camere di commercio la modalità aula comprende anche la modalità laboratorio informatico, l autoapprendimento comprende l E-learning e la formazione intervento comprende il learning on the job **l dato delle Regioni sul laboratorio informatico viene rilevato come Intervento-obiettivo (modalità che comprende il laboratorio informatico, ma anche altro non specificato). Le Regioni, inoltre, rilevano un altra modalità non considerata nella Tabella: dimostrativa (mostre), la percentuale di questa modalità è stata inserita in modalità aula 28 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

9 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 PARTE I - CAPITOLO 1 Tabella 7 - ORE FRUITE PER MODALITÀ DI EROGAZIONE COMPARTO AULA AUTO E-LEARNING FORMAZIONE LABORATORIO LEARNING VIDEO STAGE E APPRENDIMENTO INTERVENTO INFORMATICO ON THE JOB CONFERENZA CONVEGNI PCM e Ministeri 5,1 32,1 62,8 100,0 30,7 32,8 36,5 100,0 PCM e Ministeri 73,6 0,4 5,2 0,1 1,4 9,5 0,3 9,6 Sicurezza 88,1 0,2 0,0 0,0 3,0 6,0 0,0 2,7 Organi dello Stato 84,5 0,0 4,3 0,0 1,4 0,0 0,0 9,7 Autorità 84,5 0,0 0,1 3,2 0,4 0,3 0,0 11,5 Enti pubblici 66,3 25,8 4,7 0,1 0,0 0,1 0,0 3,0 Università 77,6 1,8 1,4 0,7 17,3 1,1 0,0 nd Camere di commercio* 92,7 3,9 nd 0,9 nd nd 2,5 nd Regioni 88,7 0,1 2,4 4,4 0,6 1,1 0,0 2,7 Province 76,4 0,7 0,6 3,9 17,9 0,4 0,1 nd Comuni 84,1 0,5 1,4 2,1 11,0 0,5 0,4 nd Nota: elaborazione su 64 Province, 163 Comuni e 59 atenei Per le Amministrazioni centrali l elaborazione è stata condotta sui dati congrui pervenuti: 51,5% delle schede corsi compilate. *Nelle Camere di commercio la modalità aula comprende anche la modalità laboratorio informatico, l autoapprendimento comprende l E-learning e la formazione intervento comprende il learning on the job cisato; quest anno, per le Amministrazioni centrali, sono state incluse nelle metodologie formative gli stage, i convegni e le conferenze. La rilevazione di quest anno mostra un aumento molto forte dell utilizzo della tecnologia nell attività formativa, che riguarda in particolar modo la modalità E-learning; la modalità aula diminuisce in quasi tutti i comparti, ma la crescita dell E-learning avviene spesso a spese di altre modalità meno definite, come autoapprendimento, learning on the job o laboratorio informatico. Si tratta dunque di un più frequente utilizzo delle tecnologie basate su web, ma anche di una più diffusa identificazione di Internet come strumento tecnologico utile, in prospettiva addirittura essenziale, per la realizzazione delle attività formative. Più in specifico l utilizzo della tecnologia nelle Amministrazioni centrali vede una crescita diffusa della modalità E-learning a spese soprattutto di modalità quali aula, autoapprendimento e laboratorio informatico, che registrano mediamente un calo. Solo nel caso dei Ministeri la modalità aula registra un lieve aumento rispetto allo scorso anno; per le altre modalità l andamento è conforme alla media delle Amministrazioni centrali così come sopra descritta. La comparazione con l anno precedente non è del tutto agevole nel caso delle Regioni, che hanno in parte modificato le proprie modalità di rilevazione; tra le modalità in qualche modo basate sulla tecnologia, che possono essere confrontate (E-learning, autoapprendimento e learning on the job), le Regioni raggiungono un livello superiore ad alcuni degli altri comparti. Rispetto allo scorso anno aumentano le percentuali di partecipanti per la modalità E-learning (dell 1,6%) e del learning on the job, mentre diminuisce la percentuale relativa all autoapprendimento dell 1%. L utilizzo della tecnologia cresce nel comparto delle Province che abbiamo visto essere 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

10 PARTE I - CAPITOLO 1 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 il comparto più dinamico anche in termini di volumi di formazione erogata e di diffusione della formazione al proprio interno. I Comuni presentano invece dati che si discostano meno da quelli dello scorso anno. Rispettivamente le modalità basate sulla tecnologia (E-learning, autoapprendimento, learning on the job e laboratorio informatico) passano complessivamente dal 17,11% al 19,6% dei partecipanti, nel caso delle Province dove l aula cala di 4 punti percentuali e dal 13,3% al 13,4% nel caso dei Comuni. Nel caso dei Comuni, una indagine mirata ha consentito di identificare i vantaggi percepiti dalle Amministrazioni nell uso della modalità E-learning, ed elementi di particolare rilievo sono stati indicati nella flessibilità nella fruizione della formazione, nell allargamento del numero degli utenti e nella possibilità di personalizzare i percorsi formativi. Tuttavia le Amministrazioni locali, se puntano alla diffusione di questa metodologia, debbono predisporre le opportune condizioni di partenza, in molti casi non ancora presenti. Le Università vedono un aumento dei partecipanti per quanto concerne la modalità E- learning (dallo 0,8% al 2%), mentre diminuisce lievemente la percentuale del laboratorio informatico (dal 18,8 al 18,4%) che rimane comunque la modalità prevalente tra quelle a contenuto tecnologico; in modo più consistente, diminuisce la percentuale del learning on the job (dall 1% allo 0,4%). Nel caso delle Camere di commercio, la rilevazione è stata effettuata sulla base di categorie in parte diverse rispetto agli altri comparti. In ogni caso la modalità E-learning e autoapprendimento ha riguardato il 2,3% dei partecipanti, mentre il learning on the job e la formazione intervento (considerati congiuntamente) raggiungono il 3,1%. La lettura del fenomeno è basata principalmente sul parametro del numero dei partecipanti; il parametro delle ore fruite potrebbe fornire un indicazione più significativa, ma la difficoltà di definire modalità di comparazione delle durate dei corsi basati sulla fruizione personale ed asincrona dei prodotti formativi, rende poco affidabili i confronti basati sui dati orari. Appare evidente l urgenza di definire e diffondere standard e modelli di riferimento per la formazione basata sulle tecnologie informatiche e di rete nella PA. Prendendo in considerazione le metodologie formative, la formazione intervento, tradizionalmente molto utilizzata nel comparto delle Regioni (4,4% nel 2003), è cresciuta significativamente nelle Province (dal 2,5 al 3,9% dei partecipanti totali partecipano ad attività formative organizzate secondo i principi di questa metodologia) e nel comparto dei Ministeri (1,9% dei partecipanti, rispetto all 1,5% dello scorso anno). La diffusione della formazione intervento, al di là delle dimensioni quantitative assunte, costituisce una conferma dell attenzione che le Pubbliche Amministrazioni pongono all efficacia della formazione sul sistema organizzativo ed all integrazione tra la dimensione dell apprendimento e la dimensione cambiamento. Alla formazione intervento è dedicato un approfondimento nella Parte II di questo Rapporto. E-learning, autoapprendimento, learning on the job possono essere letti, oltre che con riferimento alle modalità di erogazione basate sulle tecnologie, come metodologie formative che privilegiano la scelta individuale e la fruizione personale dei prodotti for RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

11 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 PARTE I - CAPITOLO 1 mativi. La loro crescita testimonia oltre che la diffusione della tecnologia anche la sempre maggiore individualizzazione dei percorsi formativi. Si tratta di un evoluzione che naturalmente si esprime anche nell utilizzo della formazione tradizionale d aula, laddove i singoli dipendenti della PA seguono percorsi personalizzati; non sono stati inseriti quesiti relativi a questo aspetto nel questionario, per non appesantire un impegno già gravoso per le Amministrazioni; tuttavia un segnale in questo senso è costituito dal fatto che i corsi censiti per i quali è documentato un solo partecipante, sono, nelle Amministrazioni centrali, oltre 800, vale a dire circa il 10% del totale dei corsi. Questa tendenza trova poi la sua più evidente espressione nelle prime esperienze che si sono registrate nel corso del 2003 del finanziamento della formazione attraverso voucher, fenomeno che comincia a essere significativamente diffuso ed in progressiva forte crescita per i lavoratori del settore privato in diverse Regioni Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna ma che ha interessato nel corso del 2003 anche i lavoratori della PA, ad esempio in provincia di Torino. Il moltiplicarsi delle aule miste, comprendenti partecipanti provenienti da diverse Amministrazioni e da Amministrazioni ai diversi livelli di governo, costituisce un altra realtà di grande interesse sul piano metodologico; si tratta di una modalità di progettazione e di realizzazione che può risultare molto efficace, e che ha iniziato ad evidenziarsi nello scorso anno, pur non essendo del tutto nuova. Ciò è avvenuto non solo, come è ovvio, nel caso di corsi a catalogo proposti da scuole pubbliche e private, ma sempre più anche nell ambito di interventi formativi progettati ad hoc; in alcuni casi inizia ad evidenziarsi un attività di formazione per politiche. Vale a dire che, oltre a raccogliere Amministrazioni e partecipanti intorno a particolari tematiche, tecnologie, norme o competenze specifiche, le raccoglie intorno processi ben definiti, rispetto ai quali Amministrazioni diverse concorrono nella individuazione ed implementazione di soluzioni a problemi di territorio e di cittadini, rispetto ai quali viene attivata anche una ben definita leva formativa. Negli anni scorsi iniziative di cui i Rapporti hanno dato conto, quali quelle mirate alla costruzione della rete degli Sportelli unici per le attività produttive, o per il decentramento di specifiche funzioni dallo Stato alle Regioni, agli Enti locali, alle Autonomie funzionali hanno già avuto carattere di interventi formativi di grandi dimensioni, organizzati su specifiche politiche. Tra le attività di particolare interesse dello scorso anno, e che trovano spazio in questo Rapporto, nella Parte II dedicata agli approfondimenti possono essere citati la formazione per lo sviluppo locale, ed in particolare per promuovere l utilizzo della cosiddetta programmazione integrata, illustrata tra le azioni di sistema portate avanti dal Dipartimento della Funzione Pubblica. Tra le Province e i Comuni si riscontra un interessante diffusione delle associazioni tra Enti locali, per realizzare congiuntamente attività di formazione: nel caso delle Province lo strumento associativo è passato dall 1,5% dello scorso anno al 15,5 % delle Am- 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

12 PARTE I - CAPITOLO 1 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 ministrazioni registrato nel 2003; nel caso dei Comuni dal 10,3% al 19,3%, con una crescita imputabile soprattutto ai Comuni di medie dimensioni. Per quanto riguarda la tipologia dei corsi, i corsi a catalogo sono utilizzati in modo crescente nel caso dei Comuni (dal 40,6 al 42,4%), sebbene non su tutte le tematiche. I corsi realizzati su specifiche dell Ente sono in lieve calo (dal 42,7 al 41,8%) così come quelli su domanda dei dipendenti (dal 16,7% al 15,8%). Nel caso delle Province, di contro, la formazione a catalogo subisce una riduzione (dal 43 al 36%), a fronte di un significativo aumento della formazione su specifiche dell Ente (dal 42,5 al 50,7%), in quasi tutte le tematiche. Cala anche leggermente la formazione su domanda dei dipendenti (dal 14,3 al 13,3%). Nel caso delle Regioni il numero di giornate realizzate vede una netta prevalenza della formazione programmata (92,5%), rispetto alla formazione a catalogo (7,5%), peraltro coerentemente con i dati dello scorso anno. L INVESTIMENTO IN FORMAZIONE L investimento in formazione nel sistema della Pubblica Amministrazione italiana è aumentato nel corso del 2003, fino a raggiungere complessivamente il livello dell 1% sul totale della spesa per il personale, che dal 1995 era stato posto come obiettivo dalla Direttiva alle Amministrazioni pubbliche in materia di personale, e che è stato poi recepito come parametro di riferimento dai contratti dei diversi comparti. Le uniche eccezioni sono costituite dai Comuni e dalle Università; in entrambi i casi si registra però un aumento del parametro rispetto al dato dello scorso anno, del 12 % nel caso dei Comuni, addirittura del 49 % nel caso delle Università. Nel caso dei Comuni la spesa media è dello 0,67%, ma è soprattutto elevata nei Comuni di piccole dimensioni (dove raggiunge circa lo 0,93%), mentre è in calo nei Comuni di grandi dimensioni. Tabella 8 - L INVESTIMENTO IN FORMAZIONE (in Euro) COMPARTO TOTALE MASSA SPESE PER % SPESA SPESA ANNUA DIPENDENTI SALARIALE LA FORMAZIONE PER LA FORMAZIONE PRO CAPITE SU MASSA SALARIALE PCM e Ministeri ,03 353,12 Sicurezza ,24 107,33 Organi dello Stato ,16 434,84 Autorità ,07 855,1 Enti pubblici ,14 550,4 Università ,94 322,89 Camere di commercio ,77 634,07 Regioni ,03 401,77 Province ,07 237,66 Comuni ,67 157,09 Nota: Elaborazione su 59 Province, 160 Comuni e 59 atenei Per Province e Comuni la percentuale della spesa per formazione sulla massa salariale è stata calcolata sul monte retribuzioni e non sul totale della spesa per il personale come avviene negli altri comparti 32 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

13 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 PARTE I - CAPITOLO 1 PCM e Ministeri Sicurezza Organi dello Stato Autorità Enti pubblici Università Come era stato registrato nel 6 Rapporto a proposito dell andamento della spesa nel corso del 2002, si assiste ad una convergenza della spesa tra i diversi comparti, ma si tratta oggi di una convergenza verso l alto. Camere di commercio Regioni Province Comuni Grafico 5 ANDAMENTO DELL INVESTIMENTO IN FORMAZIONE NEL QUINQUENNIO In particolare la soglia dell 1% viene superata nel 2003 per la prima volta dal comparto Ministeri, tenendo conto dell attività svolta dalla SSPA, che opera al servizio delle Amministrazioni centrali; l attività della SSPA è stata nel 2003 particolarmente significativa ed intensa, e contribuisce al superamento della soglia. La spesa raggiunge l 1,06% nel caso delle Province; il livello massimo è raggiunto dalle Province del nord-est (che toccano l 1, 40%), mentre il più basso è il livello di spesa per quelle del nord-ovest (0,93%). Nelle Regioni, la spesa raggiunge quest anno l 1,03% (mentre l anno scorso si posizionava sullo 0,88). Supera il 2% in Marche, Piemonte, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Umbria e Toscana. Nelle Regioni meridionali la spesa è mediamente più bassa: solo la Puglia supera infatti la soglia dell 1%. Le Università rimangono sotto il livello dell 1%, anche se si avvicinano più dello scorso anno (arrivando allo 0.94% contro lo 0,63 dell anno scorso). Nelle Camere di commercio la percentuale di spesa si mantiene su livelli molto elevati (1,77%), in crescita rispetto allo scorso anno. L aumento del parametro della spesa per la formazione sul totale della spesa per il personale avviene significativamente in un anno in cui anche la spesa del personale è cresciuta in modo rilevante, e corrisponde quindi ad un aumento reale della spesa per la formazione. Si tratta di un trend pluriennale, motivato dalla crescita di attenzione per la formazione ma anche da alcuni fenomeni specifici: il significativo volume della attività di riqualificazione, in particolare per le Amministrazioni centrali, dopo una pausa riflessiva lo scorso anno; l impatto delle attività finanziate dal FSE, illustrate nella Parte II di questo Rapporto, che si sono fortemente consolidate nel 2003, dopo un avvio abbastanza lento nella prima parte del periodo di programmazione 2000/2006; 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

14 PARTE I - CAPITOLO 1 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 la rilevanza di alcune attività di sistema finanziate dai fondi nazionali e coordinate da alcune Amministrazioni centrali, sia direttamente rivolte al sistema formativo, sia risultanti dal rilevante investimento sul tema dell E-government, che ha compreso una importante componente formativa. Va rilevato che, mentre le attività di riqualificazione vengono rilevate nell indagine diretta che si realizza annualmente per la redazione del Rapporto, le altre attività citate debbono essere considerate almeno in parte aggiuntive rispetto a quelle illustrate qui. Spesso infatti vengono gestite da strutture di linea all interno delle Amministrazioni interessate, ovvero vengono finanziate non dalle Amministrazioni che ne fruiscono ma dalle Amministrazioni centrali Dipartimento della Funzione Pubblica per le attività rivolte al sistema formativo, Dipartimento per la Innovazione Tecnologica per quanto riguarda l E-government e dalle Regioni, nel caso delle attività formative rivolte agli Enti locali finanziate dal FSE nell ambito dei POR. Dalla rilevazione relativa agli Enti locali, emerge che il 26,2% dei Comuni e il 53,5% delle Province hanno fatto ricorso alla programmazione del FSE per l attivazione di iniziative formative, con una particolare incidenza dei Comuni (37% dei rispondenti) e delle Province (75%) del nord-ovest. Dal contributo del Coordinamento Interregionale alla Formazione e al Lavoro, relativo alla formazione nella PA finanziata dal FSE, emerge come i programmi gestiti dalle Regioni abbiano finanziato prevalentemente attività formative rivolte a dipendenti di Province e Comuni (14 casi), dipendenti delle stesse Regioni (12 casi), ed in misura minore altri Enti. I dati di spesa, ed in parte anche quelli di realizzazione fisica, possono quindi essere considerati in qualche misura sottodimensionati: la formazione di cui effettivamente le amministrazioni fruiscono, e l impegno finanziario complessivo è probabilmente superiore a quanto qui documentato. Le previsioni di aumento della spesa che erano state formulate l anno scorso risultano pertanto effettivamente confermate, e la variazione risulta in molti casi più elevata di quanto previsto (l aumento era stimato tra il 5 e il 10% annuo nel triennio, per quelle Amministrazioni di cui era disponibile il dato), mentre l aumento è stato del 9,5% per i Ministeri (sebbene si ridimensioni al 3% circa per il complesso delle amministrazioni centrali), e superiore al 10% per tutti gli altri comparti. In parte ciò è sicuramente dovuto ad un aumento dei costi unitari delle attività formative; il costo unitario dell ora di formazione erogata è infatti aumentato in quasi tutti i comparti: si spende di più per la formazione anche perché si paga di più per quello che si realizza. Ma anche se i prezzi di acquisto sono aumentati, cosa che per inciso fa ritenere che non si sia diminuita la qualità della formazione, l efficienza della spesa si è mantenuta costante: il costo dell ora di formazione fruita da ogni singolo partecipante è infatti diminuito in alcuni comparti come il comparto Sicurezza e le Camere di commercio, si è mantenuto stabile nei Ministeri ed è limitatamente aumentato in altri. Si tratta probabilmente della risultante di due fenomeni principali: la presenza di più partecipanti alle attività; il numero dei partecipanti per corso appare in crescita in tutte le attività d aula; 34 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

15 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 PARTE I - CAPITOLO 1 Tabella 9 - SPESA PER ORA FRUITA ED ORA EROGATA (in Euro) SPESA PER ORA FRUITA SPESA PER ORA EROGATA PCM e Ministeri 11,29 238,00 PCM e Ministeri 11,74 295,05 Sicurezza 4,11 174,05 Organi dello Stato 39,77 401,65 Autorità 22,06 116,49 Enti pubblici 31,30 353,84 Università 29,42 280,37 Camere di commercio 16,88 173,53 Regioni 15,10 226,64 Province 9,84 106,65 Comuni 10,26 102,34 Nota: per il dato di spesa elaborazione su 59 Province, 160 Comuni e 59 atenei. Per il dato ore elaborazione su 71 Province, 185 Comuni e 59 atenei la maggiore efficienza ottenuta attraverso l utilizzo delle tecnologie, in particolare dell E-learning, che registrano una crescita rilevante nel I confronti tra i diversi comparti richiedono naturalmente particolare cautela, per le differenze strutturali che esistono tra le Amministrazioni, in termini di dimensioni, di esigenze, di caratteristiche delle strutture che gestiscono al formazione, di incidenza delle tecnologie; e probabilmente anche in relazione alla modalità di rilevazione della spesa. Per quanto concerne le previsioni di spesa delle Province e dei Comuni per il triennio queste appaiono in calo; tuttavia nel caso delle Province sono in contro tendenza quelle del nord-ovest, che prevedono un aumento di spesa in tutto il triennio, mentre, di contro, i Comuni del nord-ovest sono quelli che prevedono la diminuzione maggiore di spesa nello stesso arco di tempo, a fronte di un significativo aumento previsto nei Comuni meridionali. Nel caso delle Regioni, le previsioni sulla spesa sono state effettuate relativamente al costo della formazione al netto delle spese per le missioni e per il funzionamento delle strutture dedicate; questa previsione indica un aumento continuo di tali risorse tra il 2004 e il LE STRUTTURE DEDICATE ALLA FORMAZIONE L efficacia dell attività formativa è funzione della coerenza dell attività con la missione, le strategie e gli obiettivi di ciascuna Amministrazione sono fortemente condizionate dalla presenza e dall efficienza delle strutture interne preposte a seguirla nelle sue diverse fasi: quantità e qualità della formazione crescono normalmente in funzione della dotazione di risorse impegnate. La Direttiva sulla formazione e la valorizzazione del personale delle Pubbliche Amministrazioni indica al proposito la necessità di istituire, se assenti, strutture dedicate al- 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

16 PARTE I - CAPITOLO 1 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 la formazione e alla valorizzazione delle risorse umane, che assicurino la pianificazione e la programmazione delle attività formative: non solo per aumentare il rapporto percentuale tra spesa per la formazione e monte retributivo, ma anche il numero di destinatari e le ore di didattica. Gli elementi da considerare per verificare se e come ciò stia avvenendo sono sostanzialmente i seguenti: la configurazione organizzativa, a partire dall esistenza stessa di una struttura formalizzata autonoma per la formazione, alla sua collocazione nell organizzazione, all eventuale esistenza di una scuola di settore; la dotazione di risorse umane, sia in termini di numerosità che di inquadramento funzionale del responsabile e dei componenti dell ufficio; le funzioni svolte, dalla programmazione alla valutazione dei risultati; la dotazione di risorse operative, per la realizzazione delle attività formative. Le Scuole Le Amministrazioni centrali fanno riferimento ad un sistema di Scuole storicamente consolidato, ed in tutti i Ministeri, gli Organi dello Stato, le Autorità e gli Enti pubblici censiti sono presenti strutture organizzative dedicate o Uffici di formazione. Dodici Amministrazioni possono fruire di una propria Scuola interna, ovvero è il caso del Ministero degli Interni di una propria rete di Scuole, oltre naturalmente alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, utilizzata da tutte le Amministrazioni centrali dallo Stato. Quattro Regioni Marche, Lazio, Lombardia e Umbria dispongono di una propria Scuola regionale di formazione: nel caso delle Marche si tratta di una Scuola interna, mentre le altre tre Regioni utilizzano proprie Scuole, che non sono però analogamente istituzionalizzate; altre tre Regioni Abruzzo, Basilicata, Sicilia e Toscana dispongono di Scuole di rilievo regionale. Una funzione importante nei confronti delle Regioni e degli Enti locali, viene svolta dal FORMEZ, coerentemente con il suo ruolo statutario. Nell ambito degli Enti locali, per quanto riguarda la specifica figura del Segretario, opera la SSPAL Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale istituita con la legge 127/97 ed operativa dal Le Camere di commercio dispongono dell Istituto Guglielmo Tagliacarne e di una rete di Aziende speciali, dedicate all attività formativa. Le strutture interne per la formazione, nelle Amministrazioni centrali sono molto articolate, e presentano diverse soluzioni organizzative: a fronte di una Scuola interna, la presenza anche di una unità organizzativa o di un Ufficio formazione, con compiti di rilevazione dei fabbisogni, di organizzazione della domanda e di gestione delle partecipazioni ad attività formative esterne. La presenza della Scuola interna dipende naturalmente dalle dimensioni complessive dell Amministrazione interessata e dall esigenza di presidiare tematiche specialistiche. Nel caso delle Regioni, in prevalenza (15 casi su 22 Amministrazioni), il governo della funzione formazione è affidato ad un ufficio dedicato, costituito con il compito esclusivo di provvedere all attività di formazione ed il cui personale è adibito a tempo pieno all ufficio RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

17 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 PARTE I - CAPITOLO 1 In altri 6 casi compete ad un unità organizzativa, nell ambito di un ufficio preposto a più compiti (addestramento, concorsi, ecc.), con personale che si occupa esclusivamente, o in misura superiore al 50% del tempo disponibile, di attività formativa. In un solo caso se ne occupa una struttura non dedicata, con personale che, nell ambito di un ufficio preposto a più compiti (addestramento, concorsi, ecc.), si anche di attività formativa. Nel caso delle Province, il modello prevalente è quello dell unità organizzativa interna ad altri uffici (presente nel 45,1% delle strutture provinciali) rispetto alla costituzione di un vero e proprio Ufficio formazione (presente nel 36,6% dei casi); tuttavia confrontando i dati con quelli dello scorso anno si rileva un progressivo spostamento a favore di quest ultima modalità più strutturata (che nel 2003 coinvolge il 6,4% di province in più, mentre decrescono del 2,6% le Province in meno cui è presente un Ufficio formazione). Complessivamente, l 88,7% delle Province ha una struttura formativa interna, operativa o in via di costituzione, in crescita rispetto allo scorso anno (quando si registrava un dato dell 83,1%). Anche nei Comuni la presenza di una struttura interna dedicata alla formazione è in crescita: nel 2002 il 42% dei Comuni non aveva un nucleo preposto alla formazione, mentre nel 2003 tale percentuale si riduce al 32,6%. Sale al 21,4% la quota di Comuni che hanno inserito nel proprio organigramma un Ufficio formazione dedicato, mentre nel 41,2% dei casi i Comuni si sono dotati di un unità organizzativa interna ad altri uffici; come nel caso delle Province, questa appare la modalità prevalente. Il 4,9% dei Comuni ha dichiarato di avere una struttura in via di costituzione. Come già segnalato nel precedente Rapporto i 100mila abitanti si confermano come la soglia oltre la quale prevalgono gli Uffici formazione dedicati; in generale il peso della formazione interna nei Comuni appare complessivamente in aumento rispetto allo scorso anno. Nelle Università la presenza di strutture dedicate alla predisposizione e attuazione di progetti formativi per il proprio personale interno appare diffusa: sui 59 atenei censiti, 4 non hanno fornito informazioni, mentre in 26 Università è presente un Ufficio formazione e nelle restanti 29 Università esiste una unità organizzativa interna ad altro ufficio. Un indicatore significativo della rilevanza dell Ufficio preposto alla formazione del personale è naturalmente offerto dalla numerosità delle risorse umane che vi operano. Nel complesso delle Amministrazioni centrali le risorse umane dedicate alla formazione sono 4.788, e risultano quindi ulteriormente diminuite rispetto alla scorso anno. Esse rappresentano circa l 1% del personale complessivo, con un massimo di addetti nel comparto sicurezza (1,5%, del totale dei dipendenti del comparto), mentre nel comparto Ministeri operano addetti alla formazione, con un incidenza rispetto al personale è circa dello 0,46%. Nelle Regioni, le persone dedicate alla formazione sono 171, in crescita rispetto allo scorso anno di 9 unità. L aumento del personale si è registrato soprattutto nella categoria degli altri ; i dirigenti sono 22 e i funzionari Uffici formazione su 22 sono diretti da un dirigente. L incidenza rispetto al personale è circa dello 0,19%. 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

18 PARTE I - CAPITOLO 1 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 Nelle Province il personale attribuito al servizio è leggermente in calo nel caso degli Uffici formazione (da 4,8 dello scorso anno a 4,3 di quest anno) mentre è costante nel caso delle unità organizzative (2,2). Inoltre il 19,7% delle Province ha costruito una rete di referenti interni per la formazione, mentre il 63,5% ha realizzato banche dati e sistemi informativi dedicati alla gestione delle attività formative; solo l 8,5% dispone di un vero e proprio sito telematico (Internet o Intranet) dedicato alla formazione. Il 74,6% delle Province ha disponibilità di risorse per lo svolgimento dell attività formativa (aule e laboratori didattici), mentre il 28,2% delle Province è dotata di formatori interni (in linea con i dati dello scorso anno). Anche nel caso dei Comuni si riduce in media il personale attribuito al servizio, dal 4,7 dello scorso anno al 4,3 nel caso di uffici formazione e dal 2,5 dello scorso anno al 2,4 nel caso di unità organizzative interne ad altro ufficio. I Comuni registrano altresì cambiamenti positivi in materia di strutture dedicate alla formazione: le Amministrazioni che dispongono di proprie aule e laboratori sono il 61,5%, contro il 48,4% dello scorso anno; il 22,5% delle Amministrazioni dispongono di formatori interni, che mediamente raggiungono le 5,2 unità per ciascuna Amministrazione. Il 16% dei Comuni ha infine attivato una rete di referenti interni per la formazione, mentre solo l 8% delle Amministrazioni ha creato un sito web o Intranet dedicato alla formazione. La natura campionaria dell indagine su Province e Comuni suggerisce di non formulare stime relativamente all incidenza del personale dedicato alla formazione rispetto al personale totale. Nelle strutture che si occupano di formazione delle Università censite trovano collocazione complessivamente 141 persone, di cui 79 negli Uffici formazione (in media 3 persone per ufficio, cifra stabile rispetto allo scorso anno) e 62 persone nelle unità organizzative (in media 2 persone per unità, anche questo come lo scorso anno). L incidenza degli addetti alla formazione rispetto al personale totale è dello 0,3%. I risultati della rilevazione permettono di affermare che il consolidamento delle strutture dedicate alla formazione richiesto dalla Direttiva prosegue e si consolida: diminuiscono gli addetti soprattutto perché si razionalizzano le strutture delle Scuole, mentre uffici e unità funzionali per la formazione sono sostanzialmente stabili in termini di numero di addetti, con variazioni di segni diversi, ma piccole ovunque. La collocazione organizzativa delle strutture dedicate alla formazione si consolida, specie negli enti locali, mentre nelle Amministrazioni centrali le strutture si specializzano e aumentano di numero. Nei capitoli di approfondimento dedicati ai singoli comparti l analisi si sofferma con attenzione sul rapporto tra dotazione organizzativa e di risorse umane delle strutture dedicate alla formazione e l effettivo governo dei processi formativi. Un solo elemento di sintesi: per garantire il governo complessivo del processo sembra essere più rilevante la strutturazione e la collocazione organizzativa della struttura dedicata alla formazione che la numerosità del personale RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

19 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL 2003 PARTE I - CAPITOLO 1 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

20 PARTE I - CAPITOLO 1 LA FORMAZIONE NELLA PA NEL RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

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