Signoraggio e fisco, o potere monetario

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1 Signoraggio e fisco, o potere monetario Prefazione La soppressione dei diritti civili, la limitazione delle libertà individuali e l interferenza sempre più invasiva nella vita privata, nella corrispondenza e nelle attività economiche dei cittadini del mondo occidentale è prodotta dalla messa in atto di una serie di eventi delittuosi voluti e pianificati nei dettagli. La grave crisi economica e la conseguente miseria morale e materiale sono frutto di un disegno criminoso e derivano (come i cosiddetti prodotti derivati) proprio da un articolata serie di frodi finanziarie. La tragedia dei fatti di guerra che insanguinano il medio oriente, il nord Africa e il resto del mondo è a sua volta frutto di un piano criminale ordinato. I fatti della crisi, della guerra e della dittatura interna ai singoli Stati, sono tutti intimamente collegati fra loro e sono ideati e voluti dalle stesse élite al potere che influenzano gli eventi principali del mondo dominato. Per comprendere cosa collega quei fatti e come interpretarli, bisogna prima riprendere in mano alcuni rudimenti di storia, di diritto e di economia, e sbarazzarsi di una serie di malintesi, evitando così di persistere a perdere tempo inseguendo chimere o studiando e dibattendo attorno a questioni complementari o del tutto irrilevanti. Chi paga, sceglie la musica Gli aspetti giuridici non sono meno importanti di quelli economici; e però, dato che sono gli uomini a fare le leggi, ne sono la conseguenza, perché nessun uomo può sopravvivere senza mangiare e, anche chi fa le leggi non può sottrarsi agli obblighi della natura. Perciò, questo ragionamento origina da fatti economici prima che dai fatti giuridici, tenendosi assai distante dagli impianti ideologici e politici. Chi fa le leggi non può non sentire l influenza dei proprietari del denaro; chi ha più denaro, comanda; chi comanda, fa le leggi. Se un segretario politico deve avere ogni anno miliardi per mantenere e far girare il suo apparato di partito e la sua propaganda ideologica, è evidente che ha bisogno di qualcuno che paghi e chi paga sceglie la musica; dovrebbe essere altrettanto semplice intuire che, chi fabbrica il denaro, può disporne in quantità superiore rispetto a chi non lo fabbrica; perciò, chi ha il controllo dell emissione monetaria sceglie la musica, chi ha più denaro comanda di più e chi fabbrica denaro, ha più denaro. Questo è l elemento centrale e più importante di qualunque altra considerazione sul diritto, sulla politica o sull economia. Chi è impegnato intellettualmente, emotivamente e politicamente per il benessere dei popoli, per gli alti ideali di libertà e giustizia, se non rimane concentrato sulla questione della produzione monetaria, perde tempo inutilmente. La rivoluzione che sognava il compianto prof. Giacinto Auriti doveva essere basata sulla regola del cuneo; bisogna trattare un argomento solo e su quell argomento porre il massimo della pressione; la gente si deve incazzare, e ha diritto d incazzarsi, perché dobbiamo capire che dei soldi che abbiamo in tasca non siamo proprietari, siamo debitori di quel denaro.. il povero prof. Auriti desiderava vedere fermenti rivoluzionari dei popoli contro le banche centrali. Il vertice di ogni usura è la banca centrale. La banca centrale carica il costo del denaro del 200%; prima espropria la collettività del denaro e poi la indebita di altrettanto, prestando ad essa il proprio denaro.

2 Il prelievo fiscale è uno strumento al servizio della grande usura. Con il fisco non facciamo altro che pagare un debito non dovuto, che non è dovuto perché è un credito rovesciato. Alla distinzione tra moneta-proprietà e moneta-debito corrisponde la distinzione tra tempi di civiltà e tempi di decadenza. Questo lavoro si basa su una serie di studi documentati nella bibliografia addotta in fondo, ma è sopra ogni cosa dedicato al genio e alla coerente onestà intellettuale del prof. Giacinto Auriti, unico professore universitario, in Italia, a trattare con competenza il problema della sovranità monetaria, l insegnante che ci si augurerebbe di poter seguire in classe tutti i giorni e la persona meravigliosa che, scomparsa, fa soffrire per la sua assenza anche chi, per difetto di fortuna, non lo ha potuto conoscere e seguire di persona quando era vivo. E comincio ricordando che il professor Giacinto Auriti, quando ancora in vita, sostiene ripetutamente e animosamente alcuni ragionamenti che sono semplicissimi, e che però ancora sorprendono; e cioè: la banca centrale, quando emette il denaro, espropria e indebita la collettività del suo denaro perché addebita quello che dovrebbe accreditare, quindi carica il costo del denaro del 200%; essa distrugge il credito della collettività, perché è la collettività che crea il valore monetario, e poi l indebita d altrettanto....il debitore che detiene la moneta-debito ne ha la proprietà, ma solo per il tempo limitato alla durata del prestito; il debitore è proprietario della moneta fintanto che il creditore non gliela chiede in restituzione. Come fa la banca centrale a chiedere in restituzione la moneta che ha prestato? Con il fisco e gli interessi bancari. La banca centrale ha in pugno la cima del nodo scorsoio.. Queste citazioni riassumono il tema centrale di tutte le tragedie umane contemporanee e della storia recente. La gente inizia a rendersene conto solo quando percepisce direttamente la drammaticità della crisi economica e quando si sente tirare per il portafogli. E però il meccanismo fraudolento della moneta-debito funziona allo stesso modo anche nei periodi di accrescimento economico, quando le arti e i mestieri fioriscono, i consumi aumentano, la disoccupazione diminuisce e le vacche producono latte in abbondanza. In un sistema economico avanzato e sviluppato, organizzato come quello che abbiamo in occidente, l alternanza di periodi di vacche grasse e di vacche magre dipende, prima di tutto e sopra ogni altra cosa, dalla politica monetaria (e dalla politica fiscale-tributaria, che è contenuta nel principio stesso di politica monetaria). Per determinare l andamento economico di uno Stato esistono due strumenti fondamentali di politica economica: la leva monetaria e la leva fiscale. Tutto il resto del dibattere intorno a questi due temi è interessante, può essere assennato, può essere formativo, può persino essere, talvolta, utile; il fatto sta che l elemento centrale della politica economica è composto, prima di tutto e sopra ogni altra cosa, dalla politica monetaria che si estrinseca, nella sostanza, con queste due leve: quella dell emissione monetaria e quella della sottrazione monetaria, ossia quella fiscale, o tributaria. La politica monetaria determina la quantità di moneta in circolazione, presso la collettività di uno Stato, ed ha a che fare con l emissione del denaro. La politica fiscale determina la quantità di moneta in circolazione, presso quella stessa collettività di quello stesso Stato, lavorando all inverso, prelevandone una parte con l imposizione fiscale. Teoricamente, politica fiscale e politica dell emissione monetaria sarebbero gestiti dalla mano di un governo, scelto da un parlamento eletto dai cittadini votanti di quello Stato. E invece chi gestisce la politica monetaria è la banca centrale e le collettività, i cittadini votanti, i popoli, con questo sistema sono diventati vacche da mungere. La politica fiscale è amministrata, direttamente, dai burattini ai governi, ma in pedissequa esecuzione delle diete

3 dimagranti e delle medicine forti imposte dalle banche centrali. Tanto vale a dire che le banche centrali controllano sia la politica fiscale che la politica dell emissione monetaria delle nazioni. E lo possiamo dire apertamente: è la banca centrale che decide la politica monetaria. Accade in Italia, in Europa, in Giappone, negli Stati Uniti e nel resto del mondo prima dell avvento dell EURO e accade ancora, in Italia, in Europa, in Giappone, negli Stati Uniti e nel resto del mondo anche dopo che è stato imposto l EURO come moneta a corso forzoso nei paesi della cosiddetta Euro-zona Il sistema delle banche centrali funziona e influenza l economia del mondo per secoli; dagli studi del prof. Giacinto Auriti, di Carroll Quigley, David Rivera e di altri ricercatori indicati in bibliografia, possiamo cavare che il 1694 è la data storica in cui ha inizio il sistema moderno, perché, nel 1694, si ha l istituzione ufficiale della banca d Inghilterra, la cui pratica funzionava con successo già anche dal È questa la prima banca centrale che ottiene il monopolio della politica monetaria e che inizia ad emettere denaro privo di valore intrinseco, cioè denaro costituito da banco-note (note di banca), promesse di pagamento, titoli di carta che teoricamente rappresentano date quantità d oro, stoccate presso la stessa banca centrale, della misura corrispondente al valore nominale espresso dai titoli. BIS In questo momento, il sistema delle banche centrali che hanno il monopolio della politica monetaria degli Stati è presente in almeno 177 nazioni, fra le quali sono comprese anche quelle dichiaratamente comuniste e quelle ufficialmente musulmane, anche se l usura si chiama con un altro nome, poiché è vietata dal Corano e perciò non viene consentita se non praticata con un altra denominazione. La banca centrale del mondo, dove si coordina il lavoro di tutte le altre banche centrali, ha sede in Svizzera e si chiama BIS, Bank of international settlements (http:// Del denaro e degli scambi commerciali L economia del mondo è caratterizzata da una moltitudine di dinamiche rilevate con ragionamenti lunghi, tediosi e talvolta anche complessi. Tuttavia, è chiaro a tutti che essa si basa sullo scambio di beni e servizi. Per capire la centralità del problema monetario nell andamento degli scambi di beni e servizi, basta solo cercare di ricordare costantemente, di tenere sempre presente, che non si hanno scambi di beni e servizi senza disporre di mezzi di scambio. Questo principio elementare implica per conseguenza che, se il mezzo di scambio individuato per convenzione auritiana o per corso forzoso di tipo mosleriano si stabilisce che sia il denaro, non si hanno scambi di beni e servizi in assenza di denaro. Da questa constatazione consegue poi ciò che i grandi usurai hanno inteso bene già da almeno tre secoli: chi ha il monopolio dell emissione del denaro di uno Stato, o di un insieme di Stati, controlla l andamento economico e il destino politico di quello Stato, o di quell insieme di Stati. È elementare. Quando chi ha il monopolio dell emissione del denaro vuole dare al ciclo economico un andamento (trend) crescente, emette più moneta e infligge minore oppressione fiscale. Quando invece desidera rallentare la crescita economica o arrestarla, o anche invertire la crescita e determinare recessione, stagnazione, disoccupazione e quant altro fa l opposto: cioè, emette meno denaro e strozza tutti gli operatori dell economia, aumentando gradualmente, e sempre di più, la persecuzione fiscale. Tutte le altre valutazioni razionali, quelle basate sugli algoritmi logici e algebrici, e i ragionamenti incompiuti che sfornano gli economisti cialtroni nei loro bellissimi grafici, sono tutti elementi complementari del ragionamento fondamentale. Il fatto basico, elementare, centrale, per controllare un sistema economico moderno è, prima di tutto e sopra ogni cosa, il monopolio del potere monetario, cioè la capacità esclusiva di gestire la quantità di denaro in circolazione in un sistema economico attraverso l emissione del denaro nei flussi degli scambi, ovvero, la sua sottrazione mediante l irrogazione delle pene tributarie e la minaccia

4 costante dell estorsione fiscale. Del fraintendimento sull EURO Il ragionamento di base va tenuto presente anche quando si affronta il malinteso sull Euro; l EURO è un mezzo di scambio come un altro, ma viene spesso criticato da cialtroni luminari (anche da ciarloni selezionati per i premi Nobel) come se da sé, per sé medesimo, in quanto meccanismo automatico, il mezzo di scambio bastasse a mandare alla malora l economia di un continente. Sull illegittimità dell Euro possiamo ben concordare con il prof. Auriti e tanto basta per respingerlo, categoricamente, come mezzo di scambio in tutta Europa. Ma il problema della stagflazione economica è conseguenza di politica monetaria, a prescindere da quale moneta sia obbligatoria in un dato momento storico su un determinato territorio. Se la banca centrale europea, in un momento di inusitata indulgenza, decidesse di immettere più denaro in circolazione e allentasse la minaccia dell estorsione fiscale, l economia, come per magia, riprenderebbe a girare in tutta Europa, anche se con ritmi diversi e a prescindere dalle altre considerazioni sulle esportazioni, i cambi, i grafici e tutte le altre fregnacce dispensate dai perditempo del tramonto dell Euro, le armi ci serviranno, non morirò pacifista eccetera, secondo i quali il debito pubblico non è un problema. Del tragico equivoco sul debito pubblico Anche il debito pubblico viene usato da tutte le parti per fare confusione, sia deliberatamente che per natura d imbecillità e ignoranza di giornalisti, professori cialtroni e opinionisti. Vale lo stesso ragionamento che abbiamo visto di sopra. Il problema centrale della congiuntura economica è il potere monetario. Anche se il debito pubblico è un problema, anche se è, come è, il più grave e catastrofico dei problemi, anche se il debito pubblico è basato sulla frode, anche se il debito pubblico è l origine del sistema di schiavitù dei popoli e degli Stati, anche stando così le cose, nonostante che il debito pubblico sia il peggiore dei mali e che sia il male principe, originario di tutti gli altri mali, nonostante ciò, aumentando la moneta in circolazione e diminuendo la persecuzione fiscale, si ha, come per magia, che gli scambi economici aumentano di rapidità e, per conseguenza, la produzione riprende, la disoccupazione diminuisce, s intensificano i consumi e l economia riprende rapidamente a crescere nell insieme. Ciò che rallenta e che arresta l economia non è la mancanza di beni e servizi da acquistare nel mondo occidentale; ciò che arresta l economia è l assenza dei mezzi di scambio per acquistarli. Tale assenza, o rarefazione, è determinata dalle decisione dei tiranni che hanno il monopolio del potere monetario. Essi, infatti, impongono alle collettività una certa moneta, e non ne consentono un altra, dopodiché stabiliscono le quantità disponibili di quella moneta in un dato momento storico e la sua rarefazione in un altro, determinando i cosiddetti cicli economici che alternano crescita e recessione. I tiranni della grande usura, e i parassiti assoluti della speculazione finanziaria, decidono quali Stati possono crescere, quali possono alternare la crescita con la depressione e quali sono, invece, quelli destinati a restare poveri a tempo indeterminato; da quelli si caverà poi la mano d opera d ultima istanza, quella in condizioni di schiavitù semiesplicita. Del malinteso sulla finanza Il mondo finanziario è, anch esso, un sistema complesso. Molte imprese produttive, esponenti dell economia reale, sono in esso rappresentate. E però si ha dimostrazione del suo funzionamento solo sulla base di scommesse azzardate. Non si ha prova di come e se la finanza sia utile alle sorti dell economia degli Stati e delle collettività produttive. Certo è che le transazioni finanziarie non aggiungono alcuna ricchezza a quella già prodotta e già scambiata nel mondo dell economia reale. Le scommesse finanziarie spostano la ricchezza da tante mani ad altre mani ma non ne producono e né ne aggiungono in nessuna maniera. Attraverso la finanza si controllano i flussi di denaro, si alterano gli andamenti delle imprese produttive, si mette in subbuglio l equilibrio dei cambi di valuta, si compra e si vende a prezzi irrazionali e si gioca d azzardo con la speculazione più sregolata. Il malinteso della finanza consiste nel

5 credere che essa svolga un ruolo utile o che sia necessaria all economia e che possa aiutare la felicità degli stolti che investono in essa i loro sudati risparmi, pensando di diventare ricchi in poco tempo, vincendo scommesse e senza dover aggiungere lavoro o ricchezza materiale al processo economico finanziario. Da questo errore di fondo fioriscono altri malintesi e la suggestione dei momenti di crescita negli scambi finanziari crea l illusione della crescita e del successo economico di un territorio o di un impresa o di un gruppo d imprese; attorno alla suggestione e alle conseguenti illusioni che essa produce, s inventano materie di studio a livello universitario, come quella dei professori associati d intermediazione finanziaria, come dire professore di brokeraggio, corso post laurea per allibratori, o insegnante piazzista di scommesse finanziarie. I veri analisti finanziari sono coloro i quali lavorano per i grandi usurai, e sono proprio gli stessi gruppi che gestiscono e controllano le banche centrali, le risorse energetiche dell intero pianeta, i principali e più influenti mezzi di comunicazione di massa (compresi internet e il cinematografo) e i grandi conglomerati dell industria bellica. Come vedremo nei capitoli che seguono, l alta finanza è costantemente monitorata e controllata dalle agenzie di spionaggio internazionali; i dirigenti di quelle agenzie, a loro volta, come i vertici delle alleanze militari, i leader politici e i capi religiosi del mondo intero, sono tutti soggetti anche se la misura della loro soggezione è contaminata talvolta dalla loro pazzia o dal loro spirito creativo alla profonda influenza delle famiglie che controllano il potere monetario. Dei travisamenti sulle guerre e sulle rivoluzioni Tutte le guerre e tutte le rivoluzioni di cui abbiamo memoria, dal 1694 in poi, sono state organizzate dalle élite che tengono il potere monetario. Gli Stati costituzionali, gli Stati comunisti, gli Stati confessionali e persino le monarchie che sono sopravvissute nei tempi moderni, soggiacciono all influenza del potere monetario e sono stati determinati proprio con l impianto di un regalo gratuito delle famiglie dei grandi usurai, un regalo frutto della rivoluzione: la banca centrale. Non è corretto dunque pensare che la prima guerra d indipendenza americana per esempio sia voluta e combattuta dalla collettività per l emancipazione e l autonomia degli Stati Uniti d America rispetto alla corona inglese; non è corretto pensare neppure che lo sia la seconda guerra d indipendenza ed è ridicolo e puerile condividere l opinione somministrata dai testi scolastici, secondo la quale la sanguinosissima guerra di secessione americana sia fatta per liberare i lavoratori importati dall Africa e tenuti in stato di schiavitù esplicita nelle regioni del sud. Anche in Europa la musica non cambia; le guerre per l unità d Italia nono sono state fatte se non per il beneficio esclusivo delle famiglie della grande usura internazionale, la rivoluzione francese pure, le altre rivoluzioni europee, pure, la rivoluzione bolscevica, pure; e la rivoluzione d ottobre è, infatti, interamente finanziata e voluta dalle élite capitaliste del mondo occidentale, così come lo stesso impianto ideologico comunista nasce dai progetti d espansione dei grandi capitalisti operanti negli industrializzati territori anglosassoni, che sono poi i primi a consentirsi una rivoluzione industriale, una rete ferroviaria moderna, le più potenti cannoniere di tutti i mari e il controllo del potere monetario sul pianeta dominato. Non è corretto neppure dire che l impero britannico sia crollato, come non è crollato il muro di Berlino (che invece è abbattuto per scopi e interessi precisi) e che gli Stati ex colonizzati si siano emancipati; se, formalmente, le colonie hanno cambiato bandiera, le loro attuali banche centrali lavorano, ancora ai giorni nostri, coordinate dalle stesse famiglie che un tempo avevano ordinato e posto sulle loro terre le prime colonie. Del frainteso concetto di sovranità monetaria L unica cattedra universitaria italiana che affronta il tema della sovranità monetaria, e una delle prime, se non la prima, al mondo, è quella del prof. Giacinto Auriti; egli lavora sul tema della sovranità monetaria per circa cinquant anni, cercando di far capire, ai pochi che capiscono, in cosa consiste il problema del potere monetario. Non si tratta infatti di preoccuparsi sulla proprietà della banca centrale; no, ciò che conta è la proprietà della moneta; secondo Auriti, la proprietà della moneta andrebbe tolta alle banche centrali (siano esse di proprietà pubblica o privata non ha proprio alcuna rilevanza). Per come la vedono Jackson, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln

6 e taluni altri capi di stato americani, l esistenza stessa della banca centrale è un pericolo per la democrazia, per l autonomia di un popolo e di un governo sovrani, non serve proprio a nulla di utile per l economia di uno Stato e deve essere chiusa, dismessa, abolita, bandita per sempre. Quando oggi taluni ciarloni si fermano a discorrere sulla proprietà della banca d Italia, per esempio, o sul momento in cui essa sembra aver separato e disgiunto le sue funzioni da quelle del ministero del Tesoro, o quando, altri personaggi, rievocano le leggi fasciste sul controllo della banca centrale..essi non fanno altro che ciarlare. Non rileva affatto se la banca centrale sia o non sia di proprietà di uno Stato, ciò che conta è la proprietà del denaro. Se la banca centrale, pur appartenendo, formalmente, ad uno Stato, emette denaro prestandolo (in cambio di titoli del debito pubblico) a quello Stato, appare chiaro ed evidente che il denaro non appartiene alla collettività di quel medesimo Stato. E perciò interessa solo secondariamente a chi appartenga la proprietà dei titoli azionari della sua banca centrale. Sovranità monetaria significa sovranità sulla moneta, non controllo azionario sulla banca centrale, e l unico modo che il prof. Auriti intravede per consentire ad una collettività di appropriarsi del proprio denaro (che gli spetta di diritto poiché è la collettività stessa che dà valore al denaro, accettandolo come mezzo di scambio per convenzione, o per obbligo) è quello di espropriare del potere monetario le banche centrali. Vogliamo riprenderci i soldi nostri diceva il compianto professor Auriti, e sarebbe legittimo, oltre che legale, perché oggi la moneta è di proprietà della banca per prassi bancaria, e non c è nessuna legge che dice che la moneta è di proprietà della banca. Delle crisi fabbricate e delle misure d emergenza Dell insolvenza perpetua degli Stati indebitati I governi degli Stati sono indotti all insolvenza perpetua da un indebitamento continuo con le banche centrali. Ciclicamente, gli usurai delle banche centrali, ordinano ai burattini ai governi di risanare i bilanci degli Stati ; ordinano loro, cioè, di rientrare, almeno in parte, dai loro scoperti di conto (ai quali i burattini ai governi sono stati precedentemente indotti proprio dagli stessi usurai delle banche centrali). In questo modo i grandi usurai possono appropriarsi indebitamente ma forzosamente della ricchezza prodotta durante il ciclo economico di un certo numero di anni (periodo che stabiliscono essi stessi) da lavoro, capitale, risorse naturali e attività imprenditoriale. Negli Stati cosiddetti comunisti, l espropriazione forzosa avviene in modo più diretto, con la negazione ai diritti sulle proprietà private e l attribuzione di tali proprietà al fantasma giuridico dello Stato, a beneficio dei suoi reali amministratori. Delle espropriazioni negli Stati liberali Nei regimi democratici-liberali, periodicamente, s impone ai burattini collocati nei governi degli Stati, pavidi per natura e ignoranti per necessità della loro professione, la ricetta delle austerità. Si tratta di una terapia, standardizzata e ciclicamente riproposta, tutta a base di medicine forti, fatta di quei veleni dai tragici effetti collaterali, che inibiscono le difese naturali del paziente fino a farlo morire proprio in virtù di quel regime di austerità con la quale si fingeva di volerlo curare. Quest attività di espropriazione sarebbe semplice da individuare, come normalmente lo sono i raggiri delle frodi o il comune ladrocinio. Eppure non si nota, perché, tutt attorno, si leva, deliberatamente e con intensa passione, il gran chiasso dei giornalisti-chitarristi, degli opinionisti, degli economisti senza cattedra, e di quelli anche più cialtroni che invece la cattedra ce l hanno, degli urlatori dell attenzione mal diretta, degli interminabili e assolutamente inutili dibattiti politici e di tutti gli altri eventi nei quali buffoni, prestigiatori e giocolieri si esibiscono, chi più chi meno in buona fede, per fuggire l apatia della propria inutilità

7 e condividere, senza timore d apparire ridicoli, un momento di notorietà sotto i riflettori. Della complicità dei giornalisti I giornalisti, vili e ignoranti, taluni più vili che ignoranti e altri più ignoranti che vili, sono tutti complici, volontari o involontari, di questa tragedia. Se hanno capito il meccanismo e si prestano, sono volontari; se non lo hanno capito, sono complici involontari non meno colpevoli, anche se in buona fede, perché, pur non sapendo quello che fanno e che dicono, concorrono a produrre la stessa miseria morale e materiale. Le leve che consentono l espropriazione Il dottore pazzo che infligge la ricetta aggressiva e mortale ai pazienti fortemente debilitati, usa sempre lo stesso metodo di cura, il salasso, contando, con buona ragione, sulla diffusissima ignoranza storica dei suoi pazienti, sulla loro confusione e sulla perpetua distrazione ai quali sono soggetti, indotta, organizzata e gestita, dai presentatori televisivi, dal cinematografo, dagli eventi sportivi e dai giornalisti. Anche se nessuna tragedia pare idonea ad impedire alle masse di stonarsi cercando l oblio negli stadi e nutrendosi delle ciarle della comunicazione organizzata, tradizionalmente, la cura per risanare i conti pubblici comporta una sequenza di passaggi spigolosi e, progressivamente, sempre più penosi; le leve che consentono l espropriazione delle collettività sono sette: 1) imposizione di norme liberticide, 2) confisca diretta, 3) oppressione fiscale, 4) inflazione, 5) controllo dei capitali, 6) controllo di prezzi e retribuzioni, 7) guerra ed emergenze nazionali. 1) Delle norme liberticide La reintroduzione di norme tiranniche e dispotiche trova sempre una giustificazione formale nelle situazioni di cosiddetta emergenza. Le élite al potere danno una certa considerazione al consenso dell opinione pubblica, indotto da stati di crisi e dalle emergenze, tanto che, prima di introdurre, o reintrodurre, leggi gravemente limitative dei diritti individuali e delle libertà civili, organizzano essi stessi, e fanno mandare ad effetto dai loro aguzzini delle agenzie militari, paramilitari, segrete o come le si voglia definire, quegli eventi che generano le crisi e le conseguenti dichiarazioni degli stati d emergenza. Per riscontrare se questo ragionamento fila, basta già solo considerare due esempi vicini alla nostra storia recente, dal cosiddetto dopoguerra ad oggi: a) i fenomeni di terrorismo in Italia e in Europa; b) la tragica farsa dell undici settembre Ganser sui fatti di sangue in Italia e in Europa Per avere un quadro su come enti di stato italiani ed europei (vedi i collaboratori locali di GLADIO e NATO, per esempio) abbiano finanziato e promosso la lotta armata, i vari delitti di stato, le bombe sui treni, le stragi nelle banche e nelle stazioni ferroviarie, bisognerebbe leggere il lavoro di Daniele Ganser, riassunto in un libro dal titolo: NATO s secret armies Operation Gladio and Terrorism in Western Europe. Della tragica burla dell undici settembre Per quanto riguarda la strage del 2001 a New York, la letteratura e la ricerca scientifica prodotta in questi anni su quell evento è talmente vasta che non potrei fare qui un elenco completo di tutte le fonti. Mi limito perciò ad elencare solo alcuni dei lavori, fra i tanti, in fondo, assieme alle altre

8 fonti bibliografiche. Dobbiamo però concordare sul fatto che si tratta di un inside-job, in modo da non spendere altro tempo a dimostrare ciò che a molti è apparso evidente sin dall inizio (come si vede e si sente nei primissimi giorni dopo l accaduto da CNN, BBC e Fox Nexs), che è stato poi negato dalla versione ufficiale ma che viene ampiamente dimostrato dalle continue contraddizioni in cui cadono gli enti di stato americani e, in anni di ricerca e studio scientifico, da numerosissimi, e taluni anche assai autorevoli, scienziati, architetti, ingegneri, docenti, esperti di esplosivi e di demolizioni controllate e ricercatori vari da e di tutto il mondo. In fondo ci sono indicate alcune opere di ricercatori capaci e rigorosi ma la bibliografia è vastissima. Le crise fabbricate avviano i protocolli delle azioni repressive Se abbiamo seguito il ragionamento fin qui, ora sappiamo che le crisi sono organizzate e mandate ad effetto per fabbricare le condizioni che rendano necessarie proprio quelle conseguenze alle quali si vuole giungere. Cioè, volendo un tiranno imporre leggi liberticide, volendo ignorare la costituzione e i diritti fondamentali dei cittadini, egli può farlo con un colpo di mano oppure con il, e grazie al, consenso degli organi d informazione e delle masse del pubblico elettore. Questa seconda via è quella prediletta dalle élite al potere che, da secoli, organizzano eventi artificiali in gran parte idonei a generare quello stato di crisi (desiderato) che poi rende necessaria l adozione degli interventi d emergenza, di quei fasci di norme tiranniche che si erano preparate ancora prima del verificarsi degli eventi della crisi; le cause sono quindi mostrate dai prestigiatori come fossero conseguenze. Delle applicazioni pratiche del pensiero hegeliano Volendo, facciamo un esempio, introdurre una norma che consente agli aguzzini dell erario di controllare i conti correnti di tutti i cittadini di una nazione, o di un continente, il tiranno si troverebbe davanti ad una serie di resistenze e di ostacoli tecnici, perché la costituzione, unitamente alle norme e alle consuetudini delle persone intelligenti che vivono in pace, non lo permettono; se il tiranno forza la mano senza un pretesto, attira attenzioni, quesiti, dà adito a critiche, fa sorgere dubbi e obiezioni da parte di tutti quei soggetti, collocati in varie posizioni nella piramide gerarchica, che, altrimenti, quando fossero obbligati da crisi ed emergenze, coopererebbero fino alla fine, in perfetta buona fede, senza esitazione. Dalla crisi, quindi, c è sempre chi trae vantaggio e i burattini ai governi che hanno capito il trucco non hanno nessuna difficoltà ad ammetterlo, come si cava dalle varie interviste pubbliche rilasciate da G. W. Bush, dai collaboratori del suo successore, da quelle di Prodi, Monti ed altri burocrati un po in tutto il mondo. Il tiranno che vuole mettere in atto il delitto di cui facevamo l esempio di sopra (spiare i conti bancari dei cittadini) ha due modi per farlo: può restare inerte ad aspettare, e sperare che si presenti un evento abbastanza drammatico da usare a pretesto, oppure determinare egli stesso quell evento, dando la colpa ad altri. Il tiranno è un personaggio ipotetico che non potrà essere identificato con il burattino al governo in un determinato momento, perché la forza invisibile della grande usura gli dà l incarico ed egli non è responsabile delle sue azioni. I burattini al governo, salvo poche eccezioni, non hanno forza di spirito, e neppure i mezzi materiali sufficienti, per prendere da soli iniziative tanto drammatiche quanto la creazione degli stati di crisi. I grandi usurai, altresì, anche se per tradizione fanno pianificazioni a lunghissimo termine, anche se iniziano a lavorare per gli affari di famiglia dall età di 12 anni, anche se fanno il testamento a 25 anni d età, adottano ciclicamente la strategia della tensione, della fabbricazione degli stati di crisi, degli incidenti che innescano le guerre, per accelerare processi di cambiamento sociale che altrimenti richiederebbero più tempo e il sacrificio di più generazioni di quante ne sono necessarie nello stato di emergenza. La determinazione dello stato di crisi Il tiranno ipotetico dell esempio di sopra (che può essere un insieme di soggetti e non una singola persona fisica, soprattutto non un singolo burattino di governo), segretamente, crea una situazione di crisi e d emergenza, facendo ammazzare parecchie vittime innocenti, in modo da creare il pretesto e la giustificazione morale, oltre che il dolore, la disperazione e il risentimento

9 delle vittime e dei parenti delle vittime, che rendono necessaria un azione risoluta per imporre un qualunque grappolo di nuove disposizioni che impongano l ordine, che, per esempio, istituiscano lo stato di polizia, la legge marziale, il coprifuoco, lo stato d assedio, il controllo dei flussi di denaro contante, la lotta al terrorismo, la lotta alla droga, la lotta alla criminalità organizzata e, molto più in generale, il conferimento di tutti i poteri straordinari immaginabili alle forze repressive di cui dispone il suo esecutivo. Dal momento in cui l azione risoluta dei burattini dell esecutivo è mandata ad effetto, l inquisizione non ha più lacci d ordine formale; può arrestare, perquisire, spiare, violare i diritti di riservatezza, i diritti di segretezza della corrispondenza, mettere cimici, controllare passato, presente e futuro di qualunque malcapitato, senza dover seguire una procedura formale che nelle civiltà progredite è posta a freno dell attività inquisitoria proprio per impedire il rischio di errori, di abusi, di scappellotti, manganellate, torture e qualsivoglia ulteriore forzatura del diritto da parte delle forze di repressione. Il pretesto è dato dall evento tragico L evento tragico che richiede l intervento urgente ed estremo è il pretesto. Quell evento viene prodotto artificialmente, con l inganno; e, se miete vittime innocenti, se fra quelle vittime innocenti ci sono vittime apparentemente anche più innocenti delle altre, bambini piccoli, donne gravide, lavoratori onesti e ignari di politica interna o estera, proletari, pensionati, suore canossiane e quant altro, tanto meglio; la reazione di sdegno e di collera rispetto all evento tragico deve essere intensa; la strategia della tensione comprende, anzi, fra i suoi obiettivi espliciti, proprio quelle vittime innocenti che appaiono più innocenti delle altre vittime innocenti; perché alla vista del pubblico, il loro sangue appare più rosso e quel colore rosso intenso, scurissimo e vivissimo, contribuisce ad avvelenare gli spiriti ed infiammare gli animi delle masse dell opinione pubblica, costrette all ignoranza cronica dall industria della comunicazione, dello spettacolo e dell intrattenimento, oltre che dal sistema scolastico ed universitario. Il consenso indotto al male necessario Il tiranno ora ha il consenso (indotto dalla gran cassa e dalla fanfara degli organi di stampa, che sono tutti gestiti, direttamente o attraverso l emulazione dei flussi d ignoranza delle agenzie di stampa che si passano le veline, dalle élite al potere) necessario e sufficiente a fargli ignorare la costituzione, le leggi e le consuetudini degli uomini di buona volontà che vivono in pace; finalmente la può calpestare e può introdurre una serie di leggi e regolamenti d emergenza, fra le quali ci sarà certamente anche quella che consente ai piedipiatti e ai corvi rapaci dell erario di andare a ficcare il naso nella corrispondenza segreta dei cittadini e nei loro conti correnti bancari. Il tiranno può farlo e lo fa, anche se, negli stati con economie ove ancora sia necessario avere produzione industriale, non gli viene consentito di farlo in modo perpetuo; prima o poi le élite al potere fermano il tiranno e gli addossano tutte le responsabilità delle tragedia prodotte; interrompono il dispotismo, probabilmente, per evitare che i despoti acquistino troppo potere o perché, quando la tirannide è troppo accentuata ed è protratta per periodi troppo lunghi, l economia e la finanza cessano di trovare nuovo alimento, esattamente come cessa il fermento e la voglia di vivere del sistema sociale. Esistono persone capaci di tali atrocità? È quasi impossibile, per una persona sana di mente, riconoscere la possibilità che esistano altre persone capaci di pianificare e commettere simili atrocità, proprio a danno dei loro elettori e dei loro connazionali, soltanto per alimentare la propria ambizione. Le persone sane di mente preferiscono insistere a credere che le atrocità appartengano ad altre persone malate, a dittatori impazziti, a despoti paranoici, a casi clinici di sadomasochismo e necrofilia. Gli usurai conoscono l animo umano e sfruttano queste credenze popolari, fabbricando alla bisogna sempre nuovi autocrati psicopatici, dai tratti caratteriali sanguinari e molesti, dispettosi e disubbidienti; dopodiché addossano a loro tutte le responsabilità dei danni che loro hanno provocato e li ammazzano. Ammazzati i tiranni, le responsabilità che sono loro attribuite

10 muoiono con essi e si attenuano gli animi delle masse indottrinate che li avevano in odio. Ma sono falsi bersagli, valvole di sfogo, capri espiatori, per riprendere i cicli rilassatamente e rifare tutto daccapo, perché la guerra deve continuare e allora è necessario fabbricare nuove crisi, nuovi tiranni fuori controllo, nuove invasioni e nuove missioni di guerra, che vengono però chiamate missioni per la pace. La finta crisi petrolifera degli anni 70 La manipolazione va avanti per pretesti Le società degli Stati sono sistemi complessi e i loro apparati di gestione sono gestiti da una moltitudine di persone in buonafede che si battono, e talvolta si sacrificano, in nome di un progetto urgente o di una missione estrema, per contrastare l emergenza della crisi, quando si ha la crisi. La manipolazione va avanti per pretesti e questi pretesti nutrono la suggestione dei popoli, dei giornalisti, dei presentatori televisivi, ma anche di molte persone in posizione chiave del potere. La maggior parte dei soggetti coinvolti nella commedia non è consapevole di esserlo; e la commedia non sempre produce gli effetti che desiderano i pianificatori globali, come accade con la tragedia della guerra di secessione americana. Vale qui la pena di accennare alcuni esempi dell applicazione pratica del pensiero hegeliano, perché, chi si vuole salvare, deve sapere anzitutto che le situazioni di crisi sono tutte manipolate e che ciò che si chiede alle collettività, in rapporto ad una situazione di crisi, è la partecipazione, in buona o cattiva fede, ad atti o fatti violenti, liberticidi, irrazionali e basati sulla frode. Lo stato di crisi non è l unico evento artificiale basato sulla frode; per scopi analoghi, utili alle ambizioni dei pianificatori globali, si creano le insurrezioni, le guerre, le divisioni fra le razze, fra le religioni, fra gli schieramenti politici, e le contrapposizioni fra i loro rappresentanti, sempre impegnati a lavorare per dimostrare in ogni modo possibile l inadeguatezza, la corruzione e la malafede dei loro oppositori. Il grande capitale può finanziare le rivoluzioni, le guerre, i movimenti culturali e sociali, le manifestazioni di piazza, le grandi orge elettorali, pur di mantenere la struttura gerarchica intatta e di consumare le risorse del mondo produttivo, per mantenere il monopolio della produzione del denaro, delle risorse petrolifere, delle risorse alimentari, della comunicazione e della guerra, mentre le masse dei popoli e i loro rappresentanti contrapposti, insistono a criticarsi e combattersi gli uni con gli altri. Accade, in sistemi complessi quali sono le società, che il livello di consapevolezza salga, nonostante il lavoro d intossicazione sistematica sul quale insistono i mezzi di comunicazione di massa; in seguito alle gravi frodi finanziarie, per esempio, dopo il 1907, il 1929, il 1950 e il 2007, il risentimento verso le banche centrali e l alta finanza si diffonde con impeto sproporzionato rispetto alle energie profuse nella propaganda contraria; si attivano commissioni d inchiesta, indagini, gruppi parlamentari, senatori singoli, movimenti d opinione eccetera, ma ci vuole tempo prima che si possa giungere a dei risultati; e intanto la ruota continua a girare nello stesso modo, producendo capri espiatori e continuando ad attirare sulle chimere l attenzione mal diretta dei popoli e dei loro rappresentanti ai vari livelli. Da qui in poi si possono avere guerre, rivoluzioni, cataclismi climatici, gravi sconvolgimenti economici, politici e sociali. Facciamo qualche esempio concreto, oltre ai già menzionati eventi dell undici settembre statunitense e dei vari terrorismi in Europa del dopoguerra, consideriamo ora la falsa crisi petrolifera degli anni '70. La farsa della crisi energetica OPEC La frode internazionale sulla finta crisi energetica OPEC degli anni 70 è un esempio concreto su come si possano ottenere enormi e molteplici vantaggi da una grave crisi artificiale. La crisi, in questo caso, costituisce l addentellato per la fabbricazione di una moltitudine di altre crisi e il pretesto per la messa in opera di una miriade di atti repressivi e oppressivi sui popoli di tutte le nazioni del mondo dominato. Se ci limitiamo solo a considerare i più vistosi, gli

11 effetti (desiderati) della crisi artificiale più evidenti sono: a) l aumento dei prezzi delle risorse petrolifere del 400%, con il conseguente smodato aumento dei profitti del cartello petrolifero anglo-americano; b) lo sganciamento del dollaro americano dall oro e il nuovo sistema di controllo del sistema monetario mondiale attraverso il suo agganciamento al petrolio; c) lo spostamento dell attenzione delle masse in occidente, orientate all odio verso il mondo arabo anziché sul ristretto numero di famiglie occidentali responsabili dei loro drammi economici e sociali; d) la preparazione di piani strategici per l invasione militare (assolutamente inutile e improduttiva) del medio oriente; e) lo spostamento dei capitali delle grandi industrie automobilistiche dagli Stati Uniti al Giappone; f) l arresto dello sviluppo economico dei paesi in via di sviluppo; g) l intensificazione forzata dell indebitamento estero dei paesi in via di sviluppo; h) l adozione di piani di riduzione e controllo delle popolazioni del pianeta su basi pseudoscientifiche e sproloqui maltusiani in occidente; i) l interruzione delle politiche di sviluppo nucleare in Germania e in altri Stati concorrenti dei monopoli (questo è, in verità, un fatto concorrente e non una conseguenza; ma aiuta a mantenere altissimi i rincari petroliferi). L attenzione sempre mal diretta dell opinione pubblica Fra gli anni 60 e 70, un gran numero di cittadini statunitensi percepiscono il fatto che i maggiori segmenti dell industria americana sono annessi al monopolio di un ristretto numero di famiglie e d imprese. Non è questa la causa di ciò che viene appresso, certamente non è la sola ragione per la quale si decide di inscenare lo stato di transitoria e intensa difficoltà della gestione economica della cosa pubblica; fabbricando una crisi energetica internazionale, i pianificatori degli sconvolgimenti sociali del mondo hanno l idea di far incanalare le masse monetarie spese dai consumatori verso i prodotti dell industria giapponese e i magnati del petrolio arabi. Subito poi, la grande industria giapponese, e i ricchi petrolieri arabi, investono quei flussi di denaro che sono stati loro forzosamente indirizzati, acquistando conglomerati industriali occidentali e facendo in occidente larghi investimenti in beni immobili. Da questo quadro, i popoli statunitensi, essendo in difficoltà economiche, dovendo affrontare periodi di dieta e di medicine forti, sono indotti a credere che, se c è da dare la colpa a qualcuno su questo loro stato d inedia, chi ha prodotto le difficoltà sono i giapponesi, o gli arabi, e non la dinastia dei Rockefeller, assieme ai suoi alleati, che invece hanno pianificato e prodotto il digiuno prolungato dei lavoratori e delle classi medie statunitensi. L invasione dei prodotti giapponesi in America e nel mondo Negli anni 90, negli Stati Uniti d America, le auto che si vedono in strada sono, per il 95%, di fabbricazione giapponese; i grandi magazzini sono invasi da prodotti giapponesi e nelle scuole di economia americane non si fa altro che studiare quanto le grandi Keiretsu e le gigantesche Zaibatsu giapponesi fossero state abili e sleali nel conquistare tutto il mercato americano e mondiale con le loro strategie di vendita aggressiva, basate sul dumping sistematico. In altri periodi storici, i mercati sono altrimenti invasi da prodotti made in Taiwan, poi made in Corea, e, ai giorni nostri, made in China, ma la meccanica è sempre la stessa: il capitale occidentale si

12 sposta da un luogo ad un altro, produce ricchezza dove prima aveva prodotto guerra, fame e miseria, e dirigendo l attenzione degli sventurati sui nuovi colpevoli delle loro sventure, i concorrenti sleali, che vendono i loro prodotti a prezzi più bassi. Ma le compagnie arabe e giapponesi verso le quali si spostano i capitali sono associate e controllate sempre dalle stesse dinastie anglo-americane; il linguaggio idiota dei giornalisti che dicono ancora "i russi", "gli americani", "i cinesi", "i giapponesi", "gli arabi" eccetera, è pertinente quanto quella canzonetta della cantante giubilata Orietta Berti a Sanremo, quella sull'aquilone e sui sassi da buttare. Il finto embargo petrolifero OPEC I leader arabi, che non sono mai stati in grado di mettersi d accordo su nulla e che si osteggiano per tradizione su tutto e ogni giorno, d un tratto, nel giro di una notte, si organizzano assieme e impongono l embargo petrolifero del 1973? Quegli sceicchi arabi sono dei fantocci, nonostante ostentino le loro costosissime Ferrari nel deserto e non sappiano come fare a spendere tutto l oro in cui sembrano annegare. Il petrolio, nei paesi arabi, come in Russia comunista e anche nel resto del mondo, tradizionalmente, viene cercato, trovato, estratto, raffinato e commercializzato dai cartelli petroliferi anglo-americani. E questo è tutto. Perciò non possiamo davvero credere alla favola secondo la quale sono gli sceicchi arabi che si mettono d accordo per far soffrire l occidente; e, se così fosse poi davvero, sarebbero immediatamente ricacciati a calci-in-culo a vagare per le dune del deserto. I grandi usurai hanno in mano una moltitudine di mezzi e risorse per costringere i principi e gli sceicchi arabi a rimettersi in binario. I soggetti responsabili li usano per dirigere su di loro l attenzione; tanto, chi li capisce, chi li sente, e come fanno a negare o a provare il contrario? Le televisioni, anche quelle russe e quelle arabe, sono controllate dallo stesso sistema e i loro giornalisti sono altrettanto cialtroni e vili come quelli occidentali; nessuno indaga, ripetono solo ciò che viene messo loro sul tavolo ogni mattina. Fin da quando il petrolio è stato scoperto, i leader arabi non hanno potuto far altro che starsene sdraiati a bordo piscina, con, in una mano, il vino francese e, nell altra, la topa della schiava afgana o nepalese, aspettando che i loro silenziosi soci anglo-americani facessero il lavoro al loro posto e che in cambio continuassero a farli diventare ancora più schifosamente ricchi. Il fatto sta, ora come allora, che i principi arabi devono tutta la loro circoscritta fortuna alla famiglia Rockefeller e si suoi affiliati. I flussi dei petrodollari dopo l aumento del prezzo del 400% Una parte dei clamorosi flussi di petrodollari ritornano istantaneamente alle super-banche americane ed europee, come la Chase Manhattan, che assumono anche qualche sceicco arabo fra i loro vicepresidenti; la maggior parte del resto di quel denaro viene reinvestito nell industria e nel mercato immobiliare. Giappone e Arabia bersagli ideologici fantoccio Tra gli effetti della finta crisi energetica OPEC, c è la grande trasformazione del Giappone in un gigante dell industria automobilistica ed elettronica; le automobiline compatte giapponesi sono pronte per invadere il mercato occidentale, in crisi energetica, e prendono il posto delle auto ingombranti e spaziose, dai larghi serbatoi e dai carburatori con le mega valvole iperattive. I consumatori americani prima, e quelli del resto del mondo poi, sono forzati a tagliare le loro spese sul carburante e si accalcano per comprare le efficienti e meno costose automobiline giapponesi. Le norme locali che consentono questa grande trasformazione dell industria automobilistica occidentale sono, ancora una volta, le cosiddette leggi sul libero scambio, che calano i dazi alle bisogne dei grandi conglomerati multinazionali, associati alle banche centrali. La recessione dell industria automobilistica americana inizia in quegli anni, e la stessa industria non si riprende più nemmeno nei decenni a venire. Gli industriali delle multinazionali giapponesi, d altra parte, ingrassano di potere d acquisto e investono in altri comparti industriali negli Stati Uniti, come l elettronica di consumo, la robotica ed altre. La redistribuzione della ricchezza mondiale, l indirizzamento di grandi capitali, e dei flussi degli enormi guadagni sulla speculazione petrolifera, verso l Arabia e il Giappone di quel tempo, incoraggia anche l idea di

13 una nuova era globale d interdipendenza economica, e questo serve altri impianti ideologici ed altri obiettivi di dominio politico che sono complessi e non necessariamente condivisibili o comprensibili. A me basta dimostrare che la crisi è artificiale e che le responsabilità di quella crisi, che ha influenzato le scelte e il modo di vivere della mia generazione, di quella precedente e di quelle future, e la colpa grave dei disagi che essa infligge è sempre diretta su bersagli fantoccio. La propaganda maltusiana negli anni della crisi petrolifera Il controllo della popolazione mondiale diventa un obiettivo strategico per la sicurezza nazionale negli Stati Uniti, proprio negli anni del trucco della crisi energetica, quando viene raccontato al mondo che, presto, avremmo dovuto andare tutti, per sempre, in bicicletta o a piedi. Le frottole di Malthus Nel 1789, un oscuro reverendo inglese, Thomas Parson Malthus, professore di politica economica presso il britannico East India College di Haileybury, impiegato e retribuito dalla Compagnia delle Indie orientali, viene lanciato alla ribalta, dalla propaganda finanziata dai suoi padroni della Compagnia delle Indie, attraverso la commissione e la pubblicazione del suo saggio sul principio della popolazione e i suoi effetti sullo sviluppo futuro della società. Il saggio in sé è un bidone fitto di ciarle e, dato che i cialtroni sono poco creativi, è sostanzialmente il plagio di un altra opera, l attacco veneziano alla teoria positiva della popolazione di Benjamin Franklin. La critica al lavoro di Franklin è scritta da Gianmaria Ortes, nel Quindici anni dopo, Malthus, adattando le ciarle di Ortes alle sue pretese competenze matematiche specifiche, riadatta l opera farcendola di formule algebriche e grafici di facciata, per dare l apparenza di ciò che i faciloni definiscono: dati alla mano (come fanno gli economisti cialtroni della nostra epoca, professori associati e non) che lui chiama la legge della progressione geometrica. In parole povere, secondo i suoi motti, la popolazione del mondo si espande, invariabilmente, secondo una progressione geometrica, mentre le risorse e i mezzi di sussistenza sono disponibili secondo i limiti lineari di una progressione aritmetica. Malthus mette bene in chiaro che ogni bambino nato in più, rispetto ad una soglia ideale che si stabilisce sul rapporto fra popolazione e cibo disponibile, deve necessariamente morire, a meno che non si faccia posto per lui con la morte di una o più altre persone già adulte. Oltre a ciò, Malthus stabilisce che il controllo della popolazione deve essere elemento di politica attiva da parte dei governi del mondo. La dimostrazione storica della cialtroneria di Malthus è data dallo sviluppo tecnologico che si ha dopo il 1798, dagli aumenti di produzione agricola, dagli avanzamenti del progresso scientifico e dall enorme aumento della popolazione mondiale che si ha fino ai giorni nostri. Se non si provvedesse, sistematicamente, a distruggere più della metà della ricchezza prodotta sul pianeta, ci sarebbe benessere per tutti, a onta degli eccezionali aumenti della popolazione mondiale. Attacco alla capacità riproduttiva nelle nazioni in via di sviluppo A metà degli anni 70, si monta un furioso attacco propagandistico contro i popoli delle nazioni sottosviluppate, in linea con le ciarle maltusiane, e moltissimi pubblici ufficiali del governo statunitense, ingaggiati dalla grande impresa anglo-americana, si vantano apertamente, in numerosissime conferenze stampa, di essere dei neo-maltusiani assai impegnati a salvare il mondo dalla delinquenza riproduttiva degli stati poveri (i quali, essendo poveri e cattolici, non usano il preservativo). Un paio di decenni prima, per affermazioni simili, sarebbero stati derisi ovunque; e però, quando la gran cassa della propaganda diffonde un impianto ideologico, quale che esso sia, le masse degli elettori, i loro eletti e tutta la classe che li amministra, si conformano, si adeguano, si fanno a loro volta promotori spontanei, non retribuiti, dell ideologia propinata, e insistono a difenderla fino alla fine. NSSM 200 Il 24 aprile del 1974, in piena crisi petrolifera, il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa

14 Bianca degli Stati Uniti, un ebreo-tedesco che nasce come Heinz Alfred Kissinger e che poi diventa il famigerato Henry Alfred Kissinger, paradossalmente, produce uno studio sul controllo della popolazione mondiale, il National Security Council Study Memorandum 200 (NSSM 200). Il documento viene inviato a tutti i vertici militari, a quelli delle agenzie di spionaggio, della CIA, naturalmente, e a un certo numero di ufficiali politici in carica. Il 16 ottobre1975, il presidente Gerald Ford, emana, a sua volta, un memorandum, statuendo la necessità di impiegare attivamente la supremazia statunitense per l applicazione delle fregnacce maltusiane riprese dal documento di Kissinger. Le palle di Malthus diventano ufficialmente parte della crisi e dello stato di emergenza; la popolazione del mondo, in particolare dei paesi in via di sviluppo, diventa un elemento di rischio per la sicurezza degli Stati Uniti d America. Ed è un fatto tanto amaro quanto ridicolo, osserva Engdahl, che questo allarme manipolato sia basato proprio sul lavoro di un ebreo nato in Germania negli anni 20. Il regime nazista ha assai più pudore di Heinz Kissinger quando si tratta di propagandare ufficialmente certe cialtronate maltusiane che si spacciano per pretesi lavori scientifici. Le 13 nazioni bersaglio di Heinz Kissinger il NSSM 200 sostiene che l espansione delle popolazioni di determinati paesi in via di sviluppo, dai quali gli Stati Uniti esportano risorse strategiche necessarie per l economia statunitense, possono costituire un rischio potenziale per la sicurezza nazionale (un altro). Secondo il ragionamento puerile di Kissinger, che spesso viene ripreso per altri motivi da molti cialtroni contemporanei, anche in Italia, la pressione della popolazione nazionale di certi Stati, espandendosi, determinerebbe la volontà d imporre prezzi più alti sulle esportazioni di quelle risorse da quegli Stati, di chiedere migliori condizioni di vendita sulle loro esportazioni verso gli Stati Uniti. Il NSSM 200 fa anche un bell elenco di paesi bersaglio da opprimere con le prossime iniziative volte a ridurre la proliferazione delle loro popolazioni. È giusto ricordare che, ogni volta che Kissinger ha un ruolo di consulenza chiave nella preparazione di decisioni strategiche per le forze di repressione internazionale degli Stati Uniti d America, egli rilascia le sue conclusioni sempre e solo dopo una serie di assidue e intense consultazioni con il British Foreign Office. La pianificazione strategica che consegue queste consultazioni con i padroni d oltreoceano, comporta l impegno formale degli USA in un agenda che contribuirà alla propria morte economica e alle indicibili carestie, miserie e stragi d innocenti in tutta la parte del mondo in via di sviluppo. Le 13 nazioni bersaglio individuate nel rapporto di Kissinger sono: Brasile, Pakistan, India, Bangladesh, Egitto, Nigeria, Messico, Indonesia, Filippine, Tailandia, Turchia, Etiopia e Colombia. La lista scritta da Kissinger nel 1974 avvia i popoli di quelle 13 nazioni bersaglio alla miseria economica, al genocidio, alle carestie e a tutte le altre piaghe della tragica storia che li caratterizzerà negli anni seguenti. La siccità del mondo arriva casualmente nello stesso periodo? Come se il destino fosse perverso allo stesso livello dei grandi usurai che lo influenzano, la crisi petrolifera di Kissinger e del gruppo anglo-americano Bilderlberg, coincide con la drammatica siccità del pianeta, una delle più gravi della storia recente, che fa crollare le produzione agricola in Africa, sud America, in parte dell Asia, proprio nel , quando maggiore è l impatto dello shock petrolifero sull economia del pianeta. Costrette ad importare grano e altri alimenti dagli Stati Uniti e dall Europa, molte nazioni sottosviluppate si trovano ad affrontare carestie, essendo nell impossibilità di finanziare incrementi nelle importazioni alimentari; non parliamo poi della loro incapacità di finanziare l importazione di petrolio, dopo l aumento del prezzo del 400%. Le dinamiche generate dalla decisione delle élite anglo-americane sul disaccoppiamento del dollaro dall oro del 1971, seguite dall aumento esagerato del prezzo del petrolio, sono catastrofiche per la maggior parte delle nazioni in via di sviluppo. Le osservazioni dell allora governatore della banca d Italia Guido Carli, governatore della banca d Italia di quegli anni, nota anche allora che le comunità dei banchieri e dei bancari sono guardate dal mondo con sempre maggiore ostilità; il sentimento

15 di sfiducia e di diffidenza origina secondo Carli dal fatto che le banche commerciali si sono appropriate di una parte troppo ampia della sovranità monetaria del mondo. E dice proprio così, parla di sovranità monetaria. Carli descrive gli effetti della crisi petrolifera in un congresso per banchieri del 1976; il disaccoppiamento del dollaro dall oro, il sistema dei cambi fluttuanti e il nuovo prezzo del petrolio creano una drastica diminuzione di liquidità in tutto il mondo. Questo andamento deflativo è prodotto dall attività delle banche nota ancora Carli soprattutto dalle banche americane, attraverso le loro filiali d oltreoceano. E lo stesso Carli fa dei ragionamenti interessanti, in conferenza, sottolineando come nel processo di conferma delle cattive intenzioni dei burattinai si ha la creazione di un nuovo ordine basato sul nuovo dollaro, sganciato dall oro; l estromissione dell oro dal sistema monetario internazionale, in assenza di un elemento sostitutivo, dimostra la malizia del piano di dominio delle banche americane. La strategia Bilderberg del riciclaggio dei petrodollari Il disavanzo pubblico delle nazioni in via di sviluppo, grazie al trucco della crisi petrolifera, sale da una media di 6 miliardi di dollari all anno (d inizio anni 70) a più che 26 miliardi di dollari all anno nel 1974 (quadruplica, parallelamente al quadruplicare del prezzo del petrolio), sale a 42 miliardi di dollari nel 1976; i livelli di vita pro-capite di quelle nazioni sono i più bassi del mondo. Sotto la minaccia di perdere la possibilità di fare altri debiti con la banca mondiale, gli stati in via di sviluppo sono costretti a usare i fondi prestati loro a strozzo per ridurre i disavanzi delle bilance dei pagamenti, anziché dedicarli allo sviluppo agricolo e industriale. Le importazioni di petrolio devono essere pagate e devono essere pagate in dollari; nello stesso tempo in cui il prezzo del petrolio diventa proibitivo, i prezzi delle materie prime che essi esportano crollano, proprio in conseguenza della recessione globale del Gli stati sono obbligati a fare prestiti a breve termine, per pagare le importazioni di petrolio, e i maggiori usurai pronti a prestare denaro a strozzo agli Stati sono le banche anglo-americane che riciclano le smodate quantità di petrodollari dovute alle politiche restrittive e agli artificiali aumenti del prezzo del petrolio. Per conseguenza, l intero subcontinente indiano, maggior parte dell Africa e del sud America sono dipoi ridotte a drammatiche crisi politiche ed economiche. I grandi usurai anglo-americani, prestano denaro a strozzo agli Stati in difficoltà, ma solo per riportare le bilance dei pagamenti a pareggio, dopo aver creato il disavanzo con la crisi petrolifera artificiale. Perciò i flussi di dollari prestati a strozzo non sono mai destinati a investimenti in infrastrutture, in agricoltura o in piani sviluppo tecnologico e industriale. I prestiti in petrodollari sono costituite da eurodollari che provengono dalle banche londinesi, tutte appartenenti alle dinastie angloamericane. I ricavi destinati all OPEC, pagati all Arabia Saudita, al Kuwait e a qualche altro stato, sono pagati in dollari e quegli stessi dollari sono poi trasferiti via banche offshore alle banche londinesi per i prestiti di eurodollari da fare a strozzo alle vittime, negli stati più poveri, della nuova crisi petrolifera. Il Nuovo Ordine Mondiale è un nuovo ordine monetario Heinz Kissinger e i suoi compari usurai lasciano assai poco al caso e pianificano tutti gli eventi della crisi e delle sue conseguenze nei dettagli; David Mulford, direttore assoluto della White Weld & Company di Londra, grande protagonista delle operazioni in eurodollari, viene nominato anche direttore, e principale consulente per gli investimenti esteri, della Saudi Arabian Monetary Agency, la banca centrale dell Arabia Saudita, che è il maggiore produttore di petrolio fra gli aderenti OPEC e che è completamente dominata dall americana Big Oil. Una nomina, alla quale i vili giornalisti danno poca risonanza, che però appare subito controversa, visto l embargo petrolifero dell Arabia Saudita di solo pochi mesi prima. Citibank, legata a Exxon e alle compagnie petrolifere americane, è l unica banca di capitale interamente straniero autorizzata ad operare in Arabia Saudita. Molti altri interessanti dettagli su questi accordi firmati da Kissinger con i vari soggetti coinvolti nella frode della crisi petrolifera si trovano sul lavoro di W. Engdahl A century of War, ma, il più interessante di questi, secondo me, è la politica di esclusiva decisa dagli Stati membri dell OPEC, di accettare solo dollari americani in cambio del loro petrolio, non marchi tedeschi, a dispetto del loro valore, non Yen giapponesi e non Franchi, né francesi né

16 svizzeri; solo ed esclusivamente dollari americani. La pratica di prezzare il petrolio in dollari americani è incoraggiata già dalla fine della seconda guerra mondiale dai maggiori operatori dell industria petrolifera americani e dalle loro banche newyorchesi. Non serve stare a sottolineare l enorme vantaggio che quest imposizione dà agli istituti finanziari di New York e dei mercati londinesi degli eurodollari. Il mondo è ora obbligato a comprare immense quantità di dollari statunitensi, ed è forzato più o meno continuamente, per poter approvvigionarsi di essenziali risorse energetiche. Curioso potrebbe anche sembrare il fatto che l OPEC mantiene l accordo di accettare solo dollari americani in cambio di petrolio, nonostante le grandi perdite che ne cava, essendo la moneta statunitense assai instabile, spesso deprezzata nei decenni avvenire, e non più coperta da riserve d alcunché. Le banche americane emergono come i giganti del sistema bancario mondiale, grazie al riciclaggio degli eurodollari di Londra e dei petrodollari di New York, e le Sette Sorelle emergono, parallelamente, come le multinazionali giganti del mercato del petrolio; la combinazione delle multinazionali bancarie e petrolifere anglo-americane acquista tanta influenza e tale potere da farle apparire invincibili, e questo grazie alla fraudolenta enunciazione di una finta crisi petrolifera nel Le banche di New York e Washington abbandonano il sistema, più stabile e meno manipolabile, Bretton Woods Gold Exchange e ne assumono un altro, altamente instabile e assai più controllabile, per loro, basato sugli scambi di petrolio. Kissinger e i suoi compari sostituiscono il Gold Exchange standard con il loro petro-dollar standard e con questo altro piccolo trucco, stringono il nodo scorsoio attorno alle gole degli Stati di tutto il resto del mondo. D altra parte, chi controlla l OPEC? Solo gli ingenui, o i giornalisti sprovveduti, ignoranti per mestiere e pusillanimi per naturale disposizione d animo, possono credere o fingere di credere che gli stati arabi fossero, d un tratto, autorizzati a praticare l indipendenza, soprattutto su questioni vitali per gli interessi degli usurai delle multinazionali anglo-americane. I burattinai di quelle multinazionali vogliono quel drammatico aumento del prezzo del petrolio e vogliono dare la colpa di ciò ai despoti degli Stati arabi. L estorsione di tipo mafioso Il metodo dei grandi usurai è simile, anche se non per misura, alle tecniche estorsive della cosiddetta criminalità organizzata di stampo mafioso alle quali si può assistere andando al cinematografo o seguendo le cronache puerili dei fumettisti che scrivono le sceneggiature per i telegiornali. I grandi usurai manipolano gli eventi politici e creano la crisi che produce l aumento del prezzo del greggio del 400%; poi, si rivolgono alle nazioni vittime del loro attacco politicoeconomico e si offrono di prestare loro denaro a strozzo per finanziare l acquisto di quella parte di greggio che non riescono ad acquistare, per effetto dell aumento di prezzo fuori misura e che aumenta proprio in conseguenza della loro strategia. I petrodollari vanno semplicemente a rifinanziare il disavanzo della bilancia dei pagamenti e a finanziare il debito pubblico, sollecitati e gonfiati entrambi dall aumento esagerato del prezzo del petrolio, che li genera; però niente infrastrutture, niente agricoltura, nessun miglioramento dei livelli di vita delle popolazioni del mondo indebitato. Durante il 1975, si legge in un rapporto del CFR, che studia e progetta la recessione economica degli anni 80, come anche, prima, quella del tardo 1950, a proposito del nuovo ordine monetario mondiale: un certo grado di disintegrazione controllata dell economia mondiale è l obiettivo per gli anni 1980!. Altri esempi concreti di tragedie fabbricate per determinare stati di crisi, che vengono poi presi a pretesto per infliggere iniziative legislative d emergenza, o forzare altre forme coercitive che spingono i popoli in una certa direzione, sono dati dai fatti più importanti di guerra della storia recente. Ogni azione di guerra nasce da una serie di condizioni prese a pretesto; ebbene, tali condizioni sono state tutte fabbricate; e, ogni guerra, produce cambiamenti di assetto delle società e delle loro economie, controllate dai grandi usurai internazionali. Questa semplice tecnica di fabbricare tragedie, attribuirne la colpa ad altri, per giustificare interventi estremi, in gergo militare si chiama false-flag operation.

17 Ecco un elenco di false-flag operation: La guerra ispano americana, Il Lusitania: il pretesto per coinvolgere gli USA nella prima guerra mondiale, l incendio del Reichstag, l incidente Gleiwitz, l affare Lavon, l operazione Northwoods: agenti americani per ammazzare cittadini americani, Il finto attacco vietnamita nel golfo di Tonkin, l operazione GLADIO: atti terroristici sponsorizzati dagli Stati europei ma attribuiti ai comunisti, Peteano, l esplosivo è C4, Vinciguerra, Miceli e Andreotti raccontano, tutti i capi dei governi italiani dal 1950 in poi sapevano di GLADIO, terroristi irreprensibili, Casson, Tamburini e la strategia della tensione, il terrorismo moderno. Tragedie fabbricate per reazioni estreme Alex Jones sostiene che anche l incendio di Roma è una false-flag operation; citarlo qui, anche se è un fatto troppo lontano nel tempo, può servire a capire che le false flag operations non sono né strategie nuove né pratiche poco diffuse tra i burattini ai governi degli Stati di diversi tempi e di diverse culture. 1) Guerra ispano americana La guerra ispano americana viene provocata da un incidente che causa la morte di 270 marinai della marina statunitense. La nave USS Maine è ormeggiata all Havana nel gennaio del 1898, per proteggere gli investimenti statunitensi nei Caraibi (produzione di zucchero, tabacco e acciaio) dal rischio intravisto all insorgere di alcune rivolte popolari locali. Il 15 febbraio c è un esplosione nella nave che distrugge la parte anteriore e causa la morte dei marinai americani. Il presidente McKinley accusa il governo di Spagna di questo attentato terroristico e lo fa dopo che la commissione d inchiesta presso il tribunale della marina militare ha stabilito che l incidente è stato causato da una mina. Non importa quello che dice la commissione della marina militare, i giornali americani subito accusano Spagna e gli spagnoli di aver compiuto l attacco terroristico contro gli Stati Uniti d America; anche qui, come han fatto per anni dal 2001 in poi, accusano senza avere la minima prova. - Tu procuri le fotografie e io procuro la guerra dice William Randolph Hearst (uno dei principali gestori dell informazione del continente) a Frederic Remington, anche dopo che i suoi osservatori gli riportano che la situazione di Cuba non giustifica alcuna invasione. Un certo numero di storici riportano poi che la nave è stata fatta saltare da persone che lavoravano per conto del governo statunitense per fornire un ( false flag ) pretesto per invadere Cuba e distruggere la marina spagnola. Gli USA occupano Cuba dal 1898 fino al 1902, nonostante che un emendamento alla risoluzione congiunta del Congresso Statunitense proibisce agli USA di annettere lo stato. 2) Lusitania: il pretesto per coinvolgere gli USA nella prima guerra mondiale Il pretesto usato per forzare l entrata diretta in guerra, nella prima guerra mondiale, delle forze armate degli Stati Uniti d America, è l affondamento del transatlantico Lusitania passeggeri vengono ammazzati il 7 maggio del 1915, dopo che un siluro lanciato da un sommergibile tedesco colpisce la RMS Lusitania, una lussuosissima nave di linea transoceanica britannica. Prima dell affondamento, l ambasciata tedesca negli Stati Uniti emette dei

18 moniti scritti precisi. I giornali statunitensi si rifiutano di pubblicare le note di ammonimento, rifiutano di pubblicare il fatto che l ambasciata tedesca abbia emesso delle note con degli avvertimenti, esortazioni a non navigare certe aree precise coinvolte nel conflitto, e non menzionano mai il fatto che, secondo il governo tedesco, la nave passeggeri trasportasse munizioni per l artiglieria in guerra. L amministrazione dell allora presidente Wilson fa una serie di proteste infuocate per via diplomatica, dopo l affondamento, e usa la tragedia a pretesto, due anni dopo, per far coinvolgere la popolazione degli Stati Uniti, suo malgrado, nella prima guerra mondiale. Nel 2008, ricerche sottomarine portano alla luce una parte del carico di munizioni trasportato dal Lusitania: 400 milioni di cartucce da fucile, tonnellate di confezioni non refrigerate dalle dubbie etichette con sù scritto: formaggio, burro, ostriche.. come dichiara al The Daily Mail l affarista americano Gregg Bemis che possiede i diritti sul relitto e su ciò che contiene. 3) L incendio del Reichstag Nel 1933, in febbraio, Adolf Hitler, e i suoi compari dei servizi segreti, fanno incendiare il Reichstag, che è il palazzo in cui si raccolgono per le chiacchiere i componenti del maggiore organo legislativo tedesco durante il periodo gestito dal secondo e dal terzo Reich. (Il Reich è una forma di governo, di regime, che tiene lo stato. Secondo la tradizione nazista, il primo Reich è stato il sacro romano impero, , il secondo Reich è quello dell impero di Germania, , e il terzo Reich è quello del regime nazista in Germania, dal 1933 al Questa terminologia non appartiene alla comune storiografia). Dopo l incendio del Reichstag, Hitler sollecita il presidente Hindenburg ad emettere un decreto d emergenza, restrittivo delle libertà personali, dei diritti civili, delle libertà di stampa, di associazione, di aggregazione in riunione, assemblea, adunanza; da quel momento è lecito perquisire abitazioni e persone, confiscare proprietà, intercettare corrispondenza e altre forme di comunicazione, senza i limiti legali previsti in precedenza; cioè, senza l obbligo di un mandato da parte dell autorità giudiziaria, emesso nei limiti previsti dalla legge e dalla costituzione. (Questo tipo di legislazione non è diversa da quella imposta in tutte le situazioni di emergenza artificiale che sono presenti nella storia recente e contemporanea; è una pratica che si ripete continuamente, subito dopo aver ripetuto l altra pratica, cioè quella del terrorismo artificiale. La legislazione introdotta negli USA subito dopo la demolizione controllata delle tre torri gemelle durante il finto attacco del 2001 a New York, ricalca quella nazista; gli USA oggi tutte le telefonate vengono intercettate, tutte le comunicazioni sono registrate, negli Stati Uniti è sostanzialmente ammessa la tortura e, con la generica accusa di terrorismo, chiunque più essere fermato, perquisito può subire perquisizione di domicilio, senza essere avvertito, né prima né dopo la perquisizione fermato e recluso a tempo indeterminato, senza prove, senza processo, senza vedere un avvocato, senza vincolo temporale, imposto agli organi inquirenti, entro il quale deve essere interrogato; le norme introdotte dal 2006 in poi in Europa e anche in Italia sono tutte liberticide e sono ispirate dalle stesse motivazioni e dagli stessi interessi vedi, ad esempio, il mandato di cattura europeo e la direttiva europea del 2006 sul data retention ). I nazisti usano il decreto d emergenza artificiale per eliminare gli oppositori del regime. Così si è formalizzata la cosiddetta dittatura. Il Reichsmarschall della GESTAPO Hermann Goring spiega che: I popoli possono sempre essere sottomessi al comando dei loro capi. È facile. Tutto quello che c è da fare è dirgli che sono sotto attacco e denunciare i pacifisti di non essere patrioti, di mettere la nazione in pericolo a causa del loro scarso patriottismo. Funziona sempre, e in tutti i modi, in qualunque nazione.

19 4) L incidente Gleiwitz Nonostante gli anni di pesante indottrinamento militarista, i contadini, e i lavoratori tedeschi in genere, non hanno nessuna voglia di lasciare le famiglie, il lavoro e la vita civile per andare all estero ad ammazzare vittime innocenti o a farsi ammazzare. Per forzarli ad obbedire, Hitler e i suoi gerarchi (tutti, fin dal principio, prima, durante e dopo l inizio della seconda guerra mondiale, finanziati da Wall Street, anche attraverso i suoi centri finanziari offshore), 6 anni dopo l incendio al Reichstag, inscenano la finta aggressione polacca di Gleiwitz. Commando nazisti, con divise polacche, attaccano una stazione radio a Gleiwitz, in Germania, nell alta Slesia. L attacco è parte di un piano denominato piano Himmler, che è una serie di attacchi e sabotaggi compiuti dalle SS sotto copertura a danno di installazioni tedeschi e ammazzando cittadini e militari tedeschi, per creare il pretesto che serve ad invadere la Polonia. Agenti segreti delle SS, vestiti in uniformi polacche, attaccano la stazione radio, trasmettono un messaggio antigermanico in lingua polacca, e si lasciano dietro il cadavere di un tedesco della Slesia. Il cadavere molestato dai finti soldati polacchi viene offerto alla stampa e ai cinegiornali come prova decisiva dell attacco polacco alla stazione tedesca. L attacco polacco prefabbricato dà il pretesto e crea lo sdegno necessario per mandare la prima ondata di soldati ad invadere la Polonia. 5) L affare Lavon Nel 1954, il governo USA costruisce rapporti ufficialmente buoni con quello egiziano e con il suo leader filo arabo Gamal Abdel Nasser. In Israele questo clima filo arabo turba alcuni soggetti in posizione chiave del potere; il primo ministro israeliano, David Ben Gurion decide di inscenare degli attacchi terroristici di tipo false flag ; attaccare persone e proprietà americane o inglesi e affibbiare la responsabilità agli egiziani filo arabi. Lo scopo apparente è quello di raffreddare i rapporti diplomatici amichevoli fra USA ed Egitto. Il primo ministro israeliano assume, ingaggia, alcuni gruppi terroristici sul mercato e li organizza per far loro compiere azioni in nome di cellule terroristiche egiziane. Il piano fallisce, perché altri uffici dei servizi segreti del governo egiziano, altrettanto efficienti, hanno già infiltrato la cellula terroristica super segreta incaricata degli attentati e denominata Unit 131 ; uno di questi elementi viene arrestato e interrogato; in seguito alle sue rivelazioni, altri terroristi vengono arrestati e il complotto viene sputtanato con un processo pubblico nel quale si specificano i dettagli del piano; il piano prevede il lancio di bombe incendiarie contro librerie delle agenzie d informazione statunitense, contro un teatro inglese Metro Goldwin Mayer, una stazione ferroviaria, l ufficio postale centrale ed altri obiettivi simili. 6) Operazione Northwoods: agenti americani per ammazzare cittadini americani Nell ambito della tragica burla della finta guerra fredda contro il comunismo posticcio nel mondo, uomini e mezzi, russi, americani ed europei, lavorano a diversi livelli per infiltrarsi e danneggiarsi reciprocamente, molti sicuramente in buona fede, convinti di combattere un nemico reale; in realtà si tratta di un bersaglio fantoccio, completamente inventato, e totalmente finanziato, dalle stesse fonti che pagano gli stipendi dei funzionari dei vari enti di stato e delle loro ramificazioni terroristiche, mercenarie e non; questo le agenzie degli stati cosiddetti comunisti non lo sanno; neppure i loro concorrenti, che lavorano contro di loro per conto delle agenzie americane ed europee, tranne che a certi livelli, ne sanno niente di niente; se lo sanno non ne parlano mai. Quindi si fanno piani, da questa parte americana, per danneggiare o distruggere la controparte comunista, e viceversa. Uno di questi piani è la famigerata operazione Northwoods che, per una curiosa combinazione di leggi statunitensi ancora vigenti, è stata resa pubblica, liberata dal segreto di stato, assieme a tanti altri atti criminali commessi dalle agenzie di spionaggio statunitensi. Nel conflitto con la Cuba cosiddetta comunista, facendo questa finta guerra sotto copertura, agenti della CIA, in concomitanza con altre operazioni, come la Mongoose Operation, con i capi di stato maggiore delle forze armate riuniti, giungono ad una decisione unanime: la proposta di

20 organizzare atti terroristici sponsorizzati dal governo degli Stati Uniti nel territorio degli Stati Uniti aventi come bersagli i cittadini degli Stati Uniti. Il piano comprende: l abbattimento di aerei passeggeri civili dirottati, l affondamento di navi americane, il tiro al bersaglio ai passanti, cittadini americani, per le strade di Washington D.C. e anche un finto disastro NASA con la morte del comandante John Glenn. Il presidente Kennedy respinge il piano in marzo, nel 1962, quindi già dopo la figuraccia di Kennedy e della CIA per la buffonata della Baia dei Porci. JF Kennedy viene poi ammazzato a Dallas nel novembre del 1963, con un omicidio pubblico esemplare che serve da monito per chi si oppone ai burattinai. 7) Il finto attacco vietnamita nel golfo di Tonkin Il 4 agosto del 1964, il presidente americano Lyndon Johnson si presenta, in un discorso retorico alla televisione nazionale americana, e racconta alla nazione statunitense la frottola secondo la quale il Vietnam del nord avrebbe attaccato una nave militare statunitense. Le menzogne dichiarate in perfetta malafede dal burattino ubbidiente della finanza Lyndon Johnson, possono essere tradotte così: I ripetuti atti di violenza contro le forze armate degli Stati Uniti d America devono essere affrontati non solo con la più vigile difesa, ma con una risposta attiva. La risposta la stiamo dando proprio stasera, mentre io sto parlando.. Il congresso passa subito la risoluzione del golfo di Tonkin che conferisce al burattino Johnson autorità preventivamente approvata di condurre operazioni militari contro il Nord Vietnam. Da lì al 1969, più di 500 mila uomini sono stati inviati dagli Stati Uniti al Vietnam, per portare avanti un conflitto fantasma, contro nemici inesistenti, prodotto e protratto con le stesse tecniche d infiltrazione che sono poi più tardi usate in Iugoslavia e che oggi sono usate in medio oriente. La spropositata quantità di uomini inviati si è ritrovata a combattere la guerriglia un po in tutta l Indocina e in altre parti del sud est asiatico. Il burattino criminale Johnson e il suo segretario alla difesa, Robert McNamara, prendono per il culo il congresso degli Stati Uniti, la popolazione degli Stati Uniti (dalla quale si estraggono i 50 mila uomini morti ammazzati nel conflitto), la popolazione vietnamita e indocinese (con un milione e mezzo di vittime innocenti ammazzate e avvelenate) e il resto del mondo, visto che gli stati occidentali sono stati costretti a finanziare il deficit USA generato dai dieci anni di guerra (no-win-war) in Vietnam. La nave americana in questione è la USS Maddox e non è mai stata attaccata da nessuna giunca nord vietnamita, come risulta dai rapporti scritti dei suoi ufficiali. 8) Operazione GLADIO atti terroristici sponsorizzati dagli Stati europei È ormai noto anche in Italia che, subito dopo la seconda guerra mondiale, la CIA americana e una delle agenzie di spionaggio inglese, l MI6, collaborano con la NATO nell operazione GLADIO. Si tratta di uno sforzo comune ai tre enti per creare un armata di soldati da tenere in naftalina fino al momento in cui si abbia la tanto attesa invasione dei comunisti sovietici in Europa occidentale. L armata GLADIO è detta stand behind e si esercita a combattere i sovietici in segreto, tenendo nascosti armi, depositi, esplosivi e luoghi delle esercitazioni. E però, ancora una volta, le missioni originali sono una cosa e le loro applicazioni pratiche un altra. GLADIO nella pratica si rivela subito una rete di terroristi sotto copertura degli enti di stato nazionali europei, finanziata e condotta da enti sovranazionali extraeuropei. Si compone di militanti estremisti di destra, elementi della criminalità locale, agenti provocatori e unità militari segrete. Sono attivi in Francia, Belgio, Danimarca, Olanda, Norvegia, Germania, e Svizzera; dove sono attivi, fanno attentati. La tanto menzionata, e poco spiegata, strategia della tensione, somiglia molto a tutte le operazioni che hanno prodotto i milioni di morti degli ultimi vent anni. Il caso vuole che si tratti di attentati compiuti da uomini di destra e addossati ad altri di sinistra ; ma lo scopo non è quello di votare contro la sinistra, che è stata inventata e finanziata dagli stessi soggetti che controllano CIA, MI6 e NATO, comunisti e nazisti, russi e americani e tutti gli altri agglomerati umani contrapposti. La strategia della tensione, la strategia del terrore, della paura,

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