BES Bisogni Educativi Speciali. Autismo. Lecco, 26 Febbraio 2015 Relatrice: Jessica Sala

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1 BES Bisogni Educativi Speciali Autismo Lecco, 26 Febbraio 2015 Relatrice: Jessica Sala

2 DEFINIZIONE L autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo, biologicamente determinato, con esordio nei primi 3 anni di vita. Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative: - alla comunicazione sociale, - alla interazione sociale reciproca, - al gioco funzionale e simbolico. 2 USR Lombardia Formazione BES

3 EPIDEMIOLOGIA Non presenta prevalenze geografiche e/o etniche, in quanto è stato descritto in tutte le popolazioni del mondo, di ogni razza o ambiente sociale Prevalenza di sesso: da 3 a 4 volte maggiore nei maschi, (ancora maggiore se si esaminano i quadri di sindrome di Asperger) Prevalenza 10 casi su stima più attendibile per le forme classiche di autismo, mentre se si considerano tutti i disturbi dello spettro autistico la prevalenza arriva a casi per USR Lombardia Formazione BES

4 PECULIARI CARATTERISTICHE Sviluppo atipico Natura neurobiologica Sindrome comportamentale 4 USR Lombardia Formazione BES

5 CAUSE Neurobiologiche Altre cause Strutture anatomiche Neurotrasmettitori Gravidanza e periodo neonatale Ereditarietà e geni 5 USR Lombardia Formazione BES

6 LE CERTEZZE L autismo è: un disturbo di natura organica; causato da una predisposizione genetica; favorito da fattori di rischio ambientale; dovuto a un alterazione dello sviluppo del cervello, che può avere diversi gradi di gravità; caratterizzato da un atipico sviluppo cognitivo e una diversa organizzazione del comportamento. 6 USR Lombardia Formazione BES

7 LA SINTOMATOLOGIA Permanente Variabile 7 USR Lombardia Formazione BES

8 SINTOMATOLOGICA: TRIADE DAL DSM IV Deficit interazione sociale Deficit nella comunicazione Deficit nell immaginazione 8 USR Lombardia Formazione BES

9 SINTOMATOLOGICA: DIADE AL DSM V Deficit nella comunicazione sociale Deficit di immaginazione 9 USR Lombardia Formazione BES

10 DEFICIT NELL AREA DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE DEFICIT NELLA CAPACITA DI INTERAGIRE SOCIALMENTE CON GLI ALTRI DEFICIT NELLA COMUNICAZIONE VERBALE DEFICIT NELLA COMUNICAIZONE NON VERBALE 10 USR Lombardia Formazione BES

11 DEFICIT DI IMMAGINAZIONE REPERTORIO RISTRETTO DI COMPORTAMENTI ATTIVITA INTERESSI RIPETITIVI STEREOTIPATI 11 USR Lombardia Formazione BES

12 MANIFESTAZIONI CLINICHE anomalie sensoriali: ipersensibilità o iposensibilità agli stimoli visivi, uditivi, olfattivi e tattili; 12 USR Lombardia Formazione BES

13 QUADRO DI CARAVAGGIO 13 USR Lombardia Formazione BES

14 MANIFESTAZIONI CLINICHE anomala regolazione emotiva: incapacità di comprendere le proprie emozioni e quelle altrui 14 USR Lombardia Formazione BES

15 MANIFESTAZIONI CLINICHE 15 USR Lombardia Formazione BES

16 MANIFESTAZIONI CLINICHE comportamenti inadeguati alla circostanza o a comportamenti-problema 16 USR Lombardia Formazione BES

17 CONTINUA stereotipie motorie; etero/auto aggressività; anomalie dell attenzione: inconsapevolezza della realtà che lo circonda/grande attenzione al dettaglio, ma non all insieme; difficoltà a pianificare e organizzare le proprie attività. 17 USR Lombardia Formazione BES

18 AUTOSMO E.AUTISMO NON E TRATTO DAL LIBRO «AUTISMO» DI ARPIANI ET. AL. AUTISMO E : incapacità di comunicare; incapacità di esternare i propri sentimenti; incapacità di leggere i sentimenti altrui; incapacità di filtrare gli stimoli ambientali; mancanza di recettori sociali; 18 USR Lombardia Formazione BES

19 CONTINUA iper/ipo sensibilità sensoriale; deficit dell immaginazione; incapacità di giocare; attività ripetitive; deficit intellettivo (spesso associato alla sindrome); patologia che perdura per tutto l arco della vita. 19 USR Lombardia Formazione BES

20 AUTISMO NON E TIMIDEZZA BLOCCO PSICOLOGI CO RIPIEGAMENTO SU SE STESSO 20 USR Lombardia Formazione BES

21 AUTISMO NON E reazione al mancato affetto materno; desiderio di rimanere chiusi nel proprio guscio; immersione in pensieri profondi e ricchi di fantasie; patologia da cui si guarisce dopo l infanzia. 21 USR Lombardia Formazione BES

22 L INTERVENTO FUNZIONA SE È cucito su misura sull allievo È precoce e intensivo Ha programmi adattati a tutte le età e prepara all adultità Le famiglie sono attivamente coinvolte Gli obiettivi, pur diversi, devono coinvolgere le aree chiave del disturbo Considera i punti di forza e quelli di debolezza Prevede attiva generalizzazione Prevede periodiche rivalutazioni e aggiustamenti del piano educativo in una logica di ricerca-azione (National Research Council, 2001) 22 USR Lombardia Formazione BES

23 L INTERVENTO FUNZIONA SE Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti. SNILG «Sistema nazionale per le linee guida», ottobre USR Lombardia Formazione BES

24 QUALI INTERVENTI? Le terapie o gli interventi vengono scelti in base ai sintomi individuali; comprendono interventi educativi/comportamentali in ambiente strutturato adattato alle difficoltà specifiche; possono essere effettuati interventi farmacologici. Per l autismo non esiste una cura 24 USR Lombardia Formazione BES

25 A SCUOLA: COSA FARE? IL PRIMO PASSO: OSSERVARE ATTENTAMENTE IL BAMBINO 25 USR Lombardia Formazione BES

26 COSA OSSERVARE Come esplora l ambiente e si muove nella classe? Che cosa fa quando si separa dai genitori? Usa in maniera funzionale i materiali proposti (giochi, attività didattiche, ecc.), Utilizza gli oggetti o i giocattoli in modo immaginativo? Se sì, che tipo di gioco mette in atto? Gli piace partecipare a giochi sociali? Interagisce in modo spontaneo con noi o con gli altri compagni? Com è la motricità fine? Ci sono difficoltà nella motricità globale? A quale tipo di richiesta collabora? 26 USR Lombardia Formazione BES

27 COSA OSSERVARE Per quanto tempo riesce a concentrarsi? Comprende le richieste? Utilizza un linguaggio verbale, pre-verbale (vocalizzi) o motorio (gesti)? Quali autonomie personali mostra? Mostra comportamenti problematici come iperattività, autolesionismo, aggressività? Mostra comportamenti particolari come dondolamento del corpo, sfarfallamento delle mani, ecc.? 27 USR Lombardia Formazione BES

28 PERCHE E IMPORTANTE OSSERVARE Per verificare i "punti di forza ed i punti di debolezza" dell alunno con autismo. Per programmare e sistematicamente aggiustare dei piani di intervento personalizzati e, nei limiti del possibile, integrati. 28 USR Lombardia Formazione BES

29 POSSIBILI STRATEGIE EDUCATIVE INTERVENTO COMPORTAMENT ALE PRECOCE PROGRAMMA TEACCH TEORIA DELLA MENTE 29 USR Lombardia Formazione BES

30 CARATTERISTICHE DELL INTERVENTO COMPORTAMENTALE Didattica precisa e prevedibile, con obiettivi organizzati in maniera tassonomica. Gestione controllata delle contingenze di rinforzo. 30 USR Lombardia Formazione BES

31 IL PROGRAMMA TEACCH INSEGNAMENTO STRUTTURATO ORGANIZZAZIONE PRECISA DEL COMPITO E DEL MATERIALE PROGRAMMA TEACCH ORGANIZZAZIONE DELL AMBIENTE FISICO SCHEMI VISIVI 31 USR Lombardia Formazione BES

32 PRINCIPI DELLA TEORIA DELLA MENTE Esercitazioni proposte attraverso schede didattiche per l'insegnamento progressivo degli stati mentali in tre aree: le emozioni, il sistema delle credenze e delle false credenze, il gioco simbolico, con particolare riferimento al gioco di finzione. 32 USR Lombardia Formazione BES

33 GRAZIE PER L ATTENZIONE Arrivederci al prossimo incontro di GIOVEDI 12 MARZO 33 USR Lombardia Formazione BES

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