XVI Congresso Internazionale Novembre 2007 Etica e Sport. Giovani e Dirigenti Università di Anversa - Campus Middelheim.

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1 ita - anversa - abstract 2007.qxp 13/11/ Page 27 XVI Congresso Internazionale Novembre 2007 Etica e Sport. Giovani e Dirigenti Università di Anversa - Campus Middelheim Programma Giovedì 22 novembre 14.00/16.00 Accreditamento partecipanti Apertura del Congresso - Indirizzo di saluto del Presidente del Panathlon International, Dott. Enrico Prandi - Saluto del Rettore dell Università di Anversa, Prof. Francis Van Loon - Saluto delle Autorità Presentazione delle tematiche del congresso Avv. Antonio Spallino Presidente Commissione Scientifico-Culturale del P.I Miglioramento dei corpi - Questioni etiche Prof. Claudio Marcel Tamburrini (RA), Università di Stoccolma (S) Progetto della Carta Etica del C.I.O.: ragazzi, adolescenti e la pratica sportiva Dott. Michel Leglise, Commissione Medica del C.I.O. (F) Venerdì 23 novembre 9.30 Etica nello sport giovanile Prof. Jim Parry, Università di Leeds (GB) La responsabilità della classe dirigente sportiva Prof. Gorge Vigarello, Università Parigi 1 (F) I rischi per i giovani di una formazione allo sport senza etica Prof. A. Carlos Bramante, Università Sorocaba (BR) coffee break Riunioni separate dei club delle aree linguistico-culturali del P.I. sui temi: - Giovani e sport - L etica nella classe dirigente sportiva coordinate dai componenti la Commissione Scientifico-Culturale del P.I. Dott. Aldo Aledda, Dott.ssa Maria Emilia Alvarez, Prof. Lucio Bizzini (Università di Ginevra), Prof. Yves Vanden Aweele (Università di Lovanio) Colazione di lavoro (self service) Ripresa delle riunioni separate dei club 16.00: coffee break 16.15: Dibattito generale - Interventi e coordinamento di Prof. Marc Maes, Università di Bruxelles per L etica nella classe dirigente sportiva Prof. Lucio Bizzini per Giovani e sport Lettura della Risoluzione del Congresso Dibattito e votazione Chiusura del Congresso 27

2 ita - anversa - abstract 2007.qxp 13/11/ Page 28 Introduzione di Antonio Spallino * Etica e Sport. Giovani e Dirigenti. Questo il titolo del congresso internazionale che si terrà ad Anversa presso l Università Campus Middelheim organizzato dal Panathlon International (www. panathlon.net) con il contributo dell Ateneo, nei giorni 22 e 23 Novembre Si tratta del XVI congresso che l associazione culturale, nata a Venezia nel 1951 e divenuta movimento internazionale presente oggi in 27 Paesi di Europa e delle Americhe, organizza sui grandi temi attorno a cui ruota lo sport. Cultura, etica e fair play sono i tre obiettivi fondanti di una attività che mira a fare dello sport uno strumento di formazione ed elevazione della persona e di solidarietà tra gli uomini e i popoli. Questo di Anversa segue congressi che hanno segnalato il Panathlon fra le associazioni più attive nella difesa dei valori universali, che lo sport aiuta a recepire, e nel recupero di umanità che dovrebbe sempre informarlo. Congressi come quello di Avignone nel 1995 dedicato a I diritti del ragazzo nello sport che diede diffusione alla Carta dei diritti del ragazzo nello sport da molti utilizzata e adattata - ; come quello di Vienna, che aveva al centro L adolescente e il suo inserimento sociale attraverso lo sport ; come a Palermo con Sport, Etica, Giovani, la linea d ombra del doping o quello di Basilea su Educazione e Sport - che anticipò il tema dell Anno Internazionale dell educazione attraverso lo sport; come a Parma quando si dibatterono i temi della multiculturalità e del volontariato nello sport - per citare solo quelli a più forte impatto sociale e di valore scientifico - hanno collocato il Panathlon fra le associazioni che collaborano con il C.I.O. e all interno dell AGFIS (Associazione Generale delle Federazioni Internazionali Sportive) e del CIFP (Comitato Internazionale per il Fair Play) delle quali è membro. I temi di Anversa propongono questioni cruciali per la conduzione delle attività agonistiche giovanili in un periodo non facile per le molte mani sporche che vi annaspano dentro. Quali sono oggi le questioni etiche legate al miglioramento del corpo? A rispondere sarà il Prof. Claudio Marcel Tamburrini, argentino, docente allo Stockholm Bioethics Centre dell Università di Stoccolma. Le metterà in relazione alle preoccupazioni relative al miglioramento genetico e all interrogativo se questo possa contribuire a rinforzare i valori culturali sospetti, impliciti nella progettazione di un esemplare umano perfetto. Quali i principi ispiratori e le istruzioni per l uso della Carta etica che il C.I.O. si appresta a varare con il significativo contributo venutogli dalla Dichiarazione del Panathlon sull etica nello sport giovanile? Sarà il Dr. Michel Leglise, francese, coordinatore del gruppo di lavoro Etica, sport, bambini e adolescenti della Commissione Medica del C.I.O. a portare il contributo del massimo organismo sportivo mondiale. Sarà la prima uscita ufficiale di questo documento. Effettiva, se potrà esserne diffuso il contenuto, o un anteprima se non sarà stata ancora ufficializzata e allora conosceremo i principi selezionati su cui è stata costruita: la responsabilità dei genitori e dei dirigenti ; la consapevolezza della estrema complessità e difficoltà della formazione sportiva dei giovani, sovente affascinati dal culto della performance o assoggettati a passioni familiari o societarie incompatibili con il rispetto della loro personalità; il primato dell etica su tutte le contingenze ; la validità del progetto per tutti i livelli della pratica sportiva, compresa quella di élite, oggetto di studio particolare; le peculiarità delle nozioni di infanzia e di adolescenza secondo fattori geografici, genetici e socio-culturali; i diritti e i doveri di ragazzi e adolescenti, ma soprattutto di quanti li circondano; il richiamo al postulato lo sport ha per vocazione il compito di educare e di far sbocciare il ragazzo e l adolescente, non di distruggere il suo equilibrio psichico e psicologico sotto la tensione di interessi che gli sono il più delle volte estranei. Un filone, questo che sarà esplorato anche dal Prof. Jim Parry dell Università di Leeds, nell affrontare L etica nello sport giovanile nel Regno Unito l esempio del Gruppo per la Strategia dell Etica nella FA(Football Association) e dal Prof Carlos Bramante, dell università di Sorocaba (BR) che tratterà I rischi di una formazione sportiva senza etica. 28

3 ita - anversa - abstract 2007.qxp 13/11/ Page 29 Come lo sport può contribuire al ritrovamento della felicità per gli esseri umani è la questione centrale che affronterà il Prof. Bramante. Quali sono i valori su cui s imperniano la formazione e l esercizio dei professionisti dell educazione fisica? Sport è educazione? Sport è salute? Lo è ancora? Lo sport aiuta i giovani a svilupparsi positivamente nelle loro diverse dimensioni? La ricerca delle risposte a questi interrogativi coinvolge evidentemente la responsabilità e la professionalità della dirigenza sportiva Ad affrontare questo nodo cruciale sarà il Prof. Gorge Vigarello dell Università di Parigi. Il ruolo del dirigente sportivo è cambiato con i mutamenti dello sport. Occorre considerarlo - oggi più che mai - in rapporto alle specificità precise, alle competenze, alle esigenze morali, comportamentali ed educative della sua figura. Concetti che si legano anche a quello di democrazia e alla progettualità che le rappresentanze degli atleti associati ai vari livelli devono avere. Inoltre la trasformazione da sport a spettacolo, a impresa di divertimento, assolve i dirigenti dalla responsabilità educativa e da comportamenti eticamente corretti? S impone una formazione del dirigente orientata a contrastare quei cambiamenti che pervertono le pratiche sportive, a rispondere alle pratiche fuori norma. Necessariamente la questione investe anche gli amministratori pubblici. Essi dovranno farsi carico della loro parte di responsabilità e i dirigenti non dovranno mai essere lasciati soli, in quanto rappresentano una risorsa fondamentale. Come i volontari (si vedano a tale proposito gli esiti del Congresso di Parma). arricchire il panorama delle esperienze e delle proposte. Ques ultime si tradurranno in lavoro sul campo per i club del Panathlon International, affinché ciascun club, nella propria realtà territoriale e sociale possa contribuire, accanto alle istituzioni sportive e civili, alla diffusione di una aggiornata cultura sportiva. In questa fase di crisi di credibilità dello sport di vertice - quello che esprime i modelli e di spinta esasperata del superamento dei limiti, è venuto il tempo di creare una postilla al Citius, altius, fortius dell olimpismo. Occorre fissare dei paletti, che un tempo erano ben visibili e che oggi i progressi della scienza e la crisi della cultura occidentale sradicano frequentemente rischiando di farci perdere la retta via. Quali prudenze adottare e quali suggerimenti dare di fronte ad esempio al varo dei Giochi Olimpici della Gioventù in programma già dal 2010? Anche di questo si dovrà parlare, perché siamo tutti convinti che nessuna medaglia vale la salute di un ragazzo, ma sappiamo e sapremo tenere comportamenti coerenti? * Presidente della Commissione Scientifico-Culturale e Membro d Onore del Panathlon International Si tratta di un congresso impegnativo, che può segnare una tappa importante nel percorso di rilancio dei valori nella pratica sportiva. I relatori sono di assoluta qualità e certamente i panathleti che parteciperanno attivamente ai lavori confrontandosi sui diversi temi e sulle loro esperienze nello svolgimento degli incontri per aree linguisticoculturali sapranno esprimere posizioni chiare e ferme. Le tavole rotonde collaterali, coordinate da esperti e da cattedratici come il Prof. Yves Vanden Aweele dell Università di Lovanio, Lucio Bizzini, dell Università di Ginevra, il Prof. Marc Maes dell Universtà di Bruxelles, la Dr.ssa Maria Emilia Alvarez uruguayana, il Dott. Aldo Aledda, contribuiranno ad 29

4 ita - anversa - abstract 2007.qxp 13/11/ Page 30 Claudio Marcel Tamburrini Argentino di nascita, calciatore professionista nel suo Paese, ha intrapreso la carriera universitaria dapprima a Buenos Aires dove ha svolto ricerca nel campo Penal philosophy and Philosophy of Sports. Trasferitosi in Svezia ha dappri - ma insegnato a Göteborg, poi a Stoccolma, dove è senior researcher at Stockholm Bioethics Centre Department of Philosophy, University, Sweden. È member of IAPS (Int.Ass. for the Philosophy of Sports), nonché partner del pro - getto enhance dell Unione Europeaautore di pubblicazioni sulla filosofia e i valori dello sport e di articoli giornalistici. Miglioramento dei corpi Questioni etiche recenti sviluppi nel campo della genetica sono incoraggian- Numerosi pazienti sono stati trattati mediante terapia Iti. genetica e gli esiti furono positivi, praticamente senza effetti collaterali negativi. Contemporaneamente a questa prospettiva positiva, è stata espressa preoccupazione circa la possibile applicazione di nuove tecniche mediche per scopi migliorativi. Particolare apprensione crea l utilizzo della tecnologia genetica nel mondo dello sport che, in alcuni casi, può trovarsi in contrasto con l attuale divieto di ricorrere a forme di doping genetico. Le preoccupazioni relative al miglioramento genetico sono effettivamente molte, e derivano dalla domanda se tale miglioramento potrebbe contribuire a rinforzare i valori culturali sospetti, impliciti nella progettazione di un esemplare umano perfetto, fino ad arrivare alle preoccupazioni relative alle questioni fondamentali di giustizia distributiva riferite ad una tecnica che, molto probabilmente, sarà abbastanza costosa e, almeno all inizio, solo accessibile ai ricchi. Altri autori sollevano invece la questione degli effetti che si potranno verificare, in caso vengano adottate le nuove tecnologie, (a) sull autonomia delle decisioni prese per se stessi e per gli altri (ad esempio, per conto dei figli) relative ai miglioramenti genetici. Si solleva la questione di come l ingegneria genetica possa trasformare i tratti fondamentali della personalità negli individui sottoposti a tali trasformazioni, e di come ciò possa influire sulla loro identità personale. Alcuni autori hanno persino espresso la relativa preoccupazione se l ingegneria genetica sia compatibile con (b) l autenticità che, si argomenta, dovrebbe caratterizzare i nostri progetti, obiettivi, desideri e aspirazioni di vita. Infine, le nuove tecnologie di miglioramento possono anche essere criticate sulla base delle (c) pari opportunità. Si potrebbe argomentare che i miglioramenti fisici attualmente previsti sono più legati al sesso maschile, poiché si riferiscono principalmente ad attributi maschili (forza, lunghezza, velocità), con una corrispondente devalorizzazione delle caratteristiche femminili. D altra parte, il miglioramento delle tecnologie potrebbe invece essere utilizzato per promuovere ulteriormente le pari opportunità, consentendo, ad esempio, di poter scegliere liberamente in che momento, nel corso della propria vita, avere dei figli o semplicemente riducendo il divario muscolare tra i sessi. In questa relazione intendo concentrarmi in particolare sulle questioni da (a) a (c). Riassumerò anzitutto l attuale dibattito sul miglioramento delle potenzialità fisiche dell essere umano. Inizierò descrivendo brevemente i risultati ottenuti in campo genetico, le possibili applicazioni nella medicina dello sport e le opportunità ed i rischi implicati in tale sviluppo. Dopo aver presentato il quadro scientifico-naturale, discuterò in maniera più approfondita le nuove tecnologie a supporto (a) dell autonomia, (b) dell autenticità e (c) e delle pari opportunità tra i generi. Bibliography: - Crime and Punishment? (Acta Universitatis Stockholmiensis, 1992, reprinted in 1993 and 1996 by Akademitryck AB Edsbruk); - The Hand of God? - Essays in the Philosophy of the sport (Acta Universitatis Gothoburgensis, 2000, translated in Spanish Both in Sweden and Argentina ; - Values in Sport- Elitism, Nationalism, Gender Equality and the Scientific Manufacture of Winners (co-editor together with Torbjon Tennsjö) London and EgFN Spon 2000 ; - Genetic technology and Sport-Ethical Questions (London and New York, Routledge, 2005) - Sport profile : professional soccer player in Argentina - Some articles : - El retorno de las Amazonas : el deporte de élite y la igualidad genérica - Deporte, Nazismo y Mercado. 30

5 ita - anversa - abstract 2007.qxp 13/11/ Page 31 Michel Leglise Dott. in Medicina Michel Leglise, Coordinatore del Gruppo di lavoro Sport, bambino, adolescente della Commissione medica del C.I.O.; I Vice Presidente della Federazione Internazionale di Ginnastica (FIG), di cui è anche Presidente della Commissione medica e della Commissione gare. Membro della commissione interfederale della FISM; Membro del consiglio medico consultativo di lotta antidoping dell Associazione delle Federazioni Internazionali degli Sport Olimpici Estivi (ASOIF); Membro della commissione antidoping dell Associazione Internazionale dei Giochi Mondiali (IWGA); Membro della commissione antidoping della Confederazione Mondiale delle Attività Subacquee (CMAS); Membro della commissione medica dell Agenzia francese di Lotta al Doping (AFLD). Progetto della Carta etica del C.I.O.: ragazzi, adolescenti e la pratica sportiva uesto progetto di Carta etica bambino, adolescente e Qsport è una richiesta della Commissione esecutiva del CIO del 2004, trasmessa dal Direttore medico del CIO al gruppo di lavoro Sport, bambino e adolescente della Commissione medica del CIO. La nozione di infanzia e di adolescenza è stata riferita a un periodo di durata variabile sottoposto a diversi fattori, in particolare geografici, genetici, socioculturali, ecc., durante il quale lo sviluppo fisico, biologico, ormonale, psicologico, sociale non ha raggiunto i criteri, le norme e la stabilità dell età adulta; salvo per questioni legali, non abbiamo fatto riferimento all età cronologica. Il CIO si è infatti commosso nel constatare alcuni abusi, devianze e comportamenti irresponsabili da parte di quanti hanno l incarico di organizzare, inquadrare, accompagnare la pratica sportiva del bambino e dell adolescente nell ambito molto più generico della loro educazione e del loro sviluppo fisico e psicologico. E necessaria infatti una grande vigilanza nei confronti di tali comportamenti nella consapevolezza che oggi, un numero sempre maggiore di discipline sportive accolgono sportivi sempre più giovani, con la tentazione di vederli compiere performance sempre più presto. Il progetto si basa su lavori riconosciuti ed accertati, in particolare nell ambito della biologia, dell endocrinologia, della psicologia e della sociologia. Intende essere universale, valido in tutti i paesi anche se leggi, principi di gestione, costumi, modi di vivere e mezzi per gestire lo sport possono essere diversi. Il riferimento all etica va oltre tutte queste contingenze. Si rivolge a tutti i livelli di pratica, anche se l accento è posto in particolare sull alto livello. Questo progetto non poteva ignorare quanto era stato detto e scritto sul tema e una ricerca bibliografica molto minuziosa ha mostrato che il Panathlon International, attraverso i suoi collaboratori, aveva, da solo, lanciato la maggior parte dei messaggi essenziali, irrinunciabili, esprimendoli perfettamente. Il nostro lavoro è così consistito soprattutto nel presentare l argomento sotto forma di una carta che si integrasse nello spirito, l etica e la presenza universale del CIO e del movimento sportivo in particolare. La nostra presentazione ha quindi separato in due capitoli ben distinti i diritti del bambino e dell adolescente, e i doveri di ognuna delle persone o strutture che li circondano, al tempo stesso nel contesto della sua vita sportiva, scolastica, familiare, ecc. Si tratta dei genitori, della famiglia, dei poteri pubblici, delle federazioni, degli educatori sportivi e scolastici, delle squadre mediche, degli eventuali datori di lavoro, degli sponsor, dei media ecc. Questo progetto, che sarà sottoposto ai membri del CIO in occasione di una prossima Sessione, ha l ambizione di ricordare a ognuno e in maniera universale che lo sport ha per vocazione di educare e di favorire lo sviluppo il bambino e l adolescente, e non di distruggere il loro equilibrio fisico e psicologico per interessi che, molto spesso, gli sono totalmente estranei. 31

6 ita - anversa - abstract 2007.qxp 13/11/ Page 32 Jim Parry Il Dr Jim Parry è professore accademico ed ex Direttore del Dipartimento di Filosofia all Università di Leeds, Inghilterra. E attualmente direttore di una Scuola Umanistica. Il suo lavoro è incentrato nell etica applicata alla filosofia politica, sociale come anche alla filosofia dello sport. E stato ex direttore dell Associazione PE delle Università Britanniche, Direttore per la fondazione dell Accademia Olimpica Britannica e collaboratore dell Accademia Internazionale Olimpica per più di 20 anni. Ha avuto l incarico Internazionale degli Studi Olimpici all Università Autonoma di Barcellona per il L Etica nello Sport Giovanile nel Regno Unito ieci anni fa, lo sport britannico fu scioccato da una serie di Dscandali che riguardavano abusi sessuali di bambini da parte di allenatori in un ambito sportivo. La relazione esaminerà la risposta di un organismo governativo nazionale, l Associazione del Calcio, che ideò una Politica di Protezione dei Bambini all interno di una più ampia Strategia Etica che era basata su un sicuro fondamento filosofico e un analisi dei valori del calcio come pratica sociale. Ma in realtà, la stessa era anche applicabile, con un interpretazione di principi generali a situazioni particolari e unite a risultati pratici per un vasto gruppo di utenti. La FA aveva le risorse per mettere in pratica un massiccio programma nazionale per l educazione degli allenatori, e sviluppare una buona pratica che potesse servire da modello per altri sport. La relazione valuterà il successo del programma. Pubblicazioni: - Joint series editor (with Mike McNamee) for Ethics and Sport, published by Routledge.Ten titles so far. Books - (co-edited with M. J. McNamee) Ethics and Sport (London: Routledge, 1999). - (with V Girginov) The Olympic Games Explained (London: Routledge, 2005). - Sport and Spirituality (Routledge 2007), written with Robinson, Nesti and Watson. Articles and Chapters - The Justification of Physical Education, in K Green & K Hardman, eds, Physical Education-A Reader ( Meyer & Meyer, 1998), pp Reid on Knowledge and Justification in Physical Education, European Physical Education Review, 4 (1998), Physical Education as Olympic Education, European Physical Education Review, 4 (1998), Aggression and Violence in Elite Competitive Sport, in M McNamee and J Parry, eds., Ethics and Sport (London: Routledge, 1999). - Ethics and Doping, Proceedings of the Conference: The Limits of Sport, Institute of Catalonian Studies, Barcelona, June This paper may be found at: - - Olympic Education in practice', Proceedings of the 3rd National Congress on Olympism and Sports Culture, University of Ulusal, Bursa, Turkey, May Keynote paper, pp Olympism for the 21st century, in D. Macura and M. Hosta, eds, Philosophy of Sport (Ljubljana: Univ of Ljubljana, 2004), pp Children in Sport: Ethical Issues', in Y Vanden Auweele, ed, Ethics and Youth Sport (Leuven: Lannoo Campus, 2004), pp Must Scientists Think Philosophically about Science?, in M McNamee, ed., Philosophies of Sport, Health and Exercise (London: Routledge, 2005), pp Sport for All and Public Health', Journal of Asiania Sport for All, 6 (2005), 'The Intentional Infliction of Pain in Sport, in S. Loland, B. Skirstad, and I Waddington, eds, Pain and Injury in Sport-Social and Ethical Perspectives (London: Routledge, 2006), pp ). - The Idea of the Record, Sport in History, 26 (2006), Doping in the UK: Alain and Dwain, Rio and Greg-Not Guilty?, Sport in Society 9 (2006), Sport and Olympism: Universals and Multiculturalism, Journal of the Philosophy of Sport, 33 (2006),

7 ita - anversa - abstract 2007.qxp 13/11/ Page 33 George Vigarello Direttore della Scuola di Studi Superiore in scienze sociali. Coodirettore del Cetsah, laboratorio del CNRS (sociologia). Componente dell Istituto Universitario di Francia. Capeps d'éducation physique, agrégation de philosophie, thèse d'etat ès lettres. La responsabilità della classe dirigente sportiva l ruolo del dirigente sportivo non può non cambiare con i Icambiamenti subiti dallo sport medesimo. Occorre ancora ricordare, di scorsa, qualcuna delle trasformazioni importanti di cui lo sport è stato oggetto, per meglio interrogarci sulle specificità possibili del ruolo del dirigente, perfino sulle esigenze umane o morali alle quali egli deve aderire. La parola dirigente non è presente, per esempio, nel linguaggio decoubertiniano: esistono federazioni, esistono educatori, ma l espressione dirigente, amministratore, responsabile amministrativo è lungi dall essere al centro dei libri o degli articoli di Pierre de Coubertin. È vero che vi domina l argomento democratico del mandante e del delegato. Quest ultimo sembra l esecutore d una volontà generale. Il suo ruolo non tenderà che ad un atteggiamento ben preciso: prolungare una dinamica collettiva, dare vita ad un progetto comune. Cosa che dirà eccellentemente l Enciclopedia dello Sport nel 1924 utilizzando d altronde l espressione dirigente : Alla base gli atleti raggruppati in Società o Club dove essi eleggono i dirigenti. In seguito i Comitati regionali o le Leghe regionali composte di membri eletti dai Club. Infine il potere centrale rappresentato da un Comitato Direttivo o un Consiglio composto di Delegati dei Comitati dei Club. Ma ciascuno sa che la democrazia non funziona da sola e la prima questione concerne l essenza di questo progetto come le condizioni della sua vitalità. La domanda sul ruolo e il posto del dirigente, sulla sua specificità precisa, sulle sue esigenze morali e comportamentali, non emerge poi che a partire dal momento in cui la democrazia rivela le difficoltà stesse del suo funzionamento. Questa democrazia ha dei difetti. Perché e come evitarli? Una seconda questione s impone quando lo sport rivela un cambiamento decisivo: questo sport non può più essere la pratica specificamente educativa che ha preteso di essere. Esso può divenire un impresa chiaramente finanziaria, un impresa di divertimento. Una responsabilità particolare continua allora ad esistere in questo caso per il dirigente? Deve egli limitare i suoi comportamenti a ciò a cui accennava Claude Bez, il vecchio presidente del club calcistico del Bordeaux, quando affermava: Il nostro scopo è di procurare dei momenti di felicità come un qualsiasi spettacolo di varietà? Ma, anche in questo caso, una domanda può riguardare la responsabilità particolare d un organizzatore di fronte alla felicità del pubblico. È compito d uno stato del sociale e del gruppo. Resta il fatto che quest orientamento mostra bene come due pratiche rischiano oggi di accrescere la loro distanza: quella dove domina la pedagogia e quella dove domina la redditività. Due responsabilità differenti, due missioni. Una terza questione s impone infine quando certi cambiamenti fan vedere che essi possono colpire l insieme delle pratiche sportive nelle loro diversità e nelle loro varietà. Possono trasformarle se non pervertirle. La presenza del doping ne è un esempio, come è un esempio l insieme delle questioni comprendenti il benessere fisico e mentale degli sportivi e, più estesamente, la salute pubblica nell universo sportivo e oltre. Questione decisiva perché presume che sia individuata una formazione particolare del dirigente rispetto a questi problemi. Il dirigente deve saper rispondere alle pratiche fuori norma. Questione decisiva anche perché obbliga ad uscire dal solo campo sportivo. Bisogna che queste sfide siano chiaramente affrontate, che il dirigente sportivo sia aiutato dagli altri dirigenti: quelli che hanno in carico le decisioni collettive e la guida della città. Il dirigente sportivo non dovrà mai essere lasciato solo con le sue responsabilità. Publications - Le Corps redressé, histoire d'un pouvoir pédagogique, Delarge, Le Propre et le Sale. L'hygiène du corps depuis le Moyen Age, Seuil, 1985 (Point Seuil, 1987). - Une histoire culturelle du sport, techniques d'hier et d'aujourd'hui, Robert Laffont et EPS, Le Sain et le Malsain, santé et mieux-être depuis le Moyen Age, Seuil, 1993 (Point Seuil, 1999). - Histoire du viol (XVIe-XXe siècle), Seuil, 1998 (Point Seuil, 2000). - Passion sport, histoire d'une culture, Textuel, Du jeu ancien au show sportif. La naissance d'un mythe, Seuil,

8 ita - anversa - abstract 2007.qxp 13/11/ Page 34 Antonio Carlos Bramante Ricercatore del Corso di turismo dell Università di Sorocaba dal 2004 nel campo del Volontariato e tempo libero fra i giovani e professore del Corso post-laurea in Studi avanzati sul tempo libero. Dottore in filosofia presso l Università statale della Pennsilvenia (USA); Maestro di Educazione Fisica presso l Università statale di West Chester (USA) per l area di studio di Scienze del movimento e di sviluppo della salute; laureato alla Scuola superiore di Educazione Fisica di San São Carlos; già Direttore della Facoltà di Educazione Fisica della ACM di Sorocaba; ha ricoperto numerosi incarichi come amministratore locale. Per 9 anni è stato membro del Consiglio Direttivo dell Associazione mondiale del tempo libero e del divertimento. È attualmente Assessore alla Gioventù del Comune di Sorocaba. I rischi per i giovani di una formazione allo sport senza etica In un evento di carattere tecnico scientifico di tale portata e che tratta un tema di così complesso, considerati i limiti dell analisi e della presentazione, tutti gli interventi, qualsiasi essi siano, devono essere inseriti in un contestuale quadro storico e culturale tradotto nelle dimensioni, tra altre, di spazio, tempo e contenuto. Innanzitutto vorrei precisare che il mio intervento non rappresenta il pensiero delle Americhe, data la molteplicità di modi di intendere in questa vasta regione del mondo quelli che possono essere i significati dei concetti di etica e perfino di gioventù, per non parlare dei valori che vengono attribuiti alle pratiche fisico sportive. In questo intervento intendo fare leva sulla mia visione di professore e ricercatore delle attività fisico sportive viste in quanto manifestazioni culturali del tempo libero, che non dipendono dall età, oltreché sull esperienza accumulata negli ultimi 30 anni lavorando anche nell amministrazione comunale in aree correlate ad esse quali l educazione, la cultura, lo sport, il tempo libero, bambini e adolescenti e, attualmente, come Assessore alla Gioventù della città di Sorocaba (più di 600 mila abitanti), situata nello Stato di San Paolo del Brasile. Si tratta di uno dei pochi Comuni brasiliani ad avere questo specifico organo il cui scopo è elaborare e mettere in pratica politiche pubbliche dirette a questo rilevante segmento della società (se consideriamo i giovani come la fascia di età compresa tra i 15 e i 29 anni questi corrispondono a quasi 1/3 del totale della popolazione brasiliana), in una prospettiva trasversale e intersettoriale. Credo che, sin dai tempi dei filosofi greci, la finalità ultima di tutti gli esseri umani sia la ricerca della felicità, individuale o collettiva, laddove le persone siano considerate come cittadini portatori di diritti e di responsabilità, personali o di carattere sociale/civile, in cerca di equilibri nelle varie funzioni che compongono la vita umana, considerati gli aspetti fisico psichico, emotivo, comunitario e planetario (responsabilità nei confronti dell ambiente). La questione centrale che emerge è: Come lo sport può contribuire al ritrovamento della felicità per gli esseri umani? Come lo sporte viene diffuso, praticato e (ri)conosciuto nella società contemporanea, particolarmente in Brasile? Come il giovane viene inserito nel mondo dello sport? A quale fascia di età ci riferiamo quando parliamo di giovani? Quali sono i valori su cui s imperniano la formazione e l attuazione dei professionisti dell educazione fisica i quali, in ultima analisi, insegnano e gestiscono queste pratiche? E infine, che cos è il giovane per noi quando si tratta di inserimento e sviluppo sportivo, considerate le diverse modalità? Sport è educazione? Sport è salute? Lo sport, di fatto, aiuta i giovani a svilupparsi positivamente nelle loro varie dimensioni? Si cercherà di indirizzare queste domande a delle possibili risposte nell intervento previsto per il Congresso. Tali risposte si baseranno su una bibliografia rivista e specifica per l area del Brasile e, soprattutto, su una recente ricerca effettuata con 1200 giovani tra i 14 e i 29 anni nella città di Sorocaba (2007), coprendo 16 aree della vita degli intervistati tra cui la conoscenza e le pratiche fisico sportive. 34

9 ita - anversa - abstract 2007.qxp 13/11/ Page 35 Riunioni dei Club per aree linguistico-culturali I coordinatori: Aldo Aledda (I) Scrittore e docente, ha insegnato Storia dello Sport negli ISEF e collabora alla realizzazione di corsi e master con alcune importanti università italiane, nell'ambito delle scienze motorie e del management sportivo. Redattore della rivista di educazione fisica e sport Didattica del movimento, solo su argomenti sportivi ha scritto otto libri, dei quali ultimi ricordiamo De Coubertin, Addio! Corruzione, frode, droga e criminalità nello sport dall'antichità ai nostri giorni (1998), Il movimento cattolico e le origini dello sport in Italia (1999), L'importante è vincere. Lo sport in Usa dal Big Game al Big Business (2000) e Sport. Storia sociale e politica (2002), con i quali ha ottenuto importanti riconoscimenti letterari. Maria Emilia Alvarez (U) - Dottore in Medicina, laureata presso l Università della Repubblica Orientale dell Uruguay. Ha ricevuto il titolo di specialista in Pediatria nel 1976 e di seguito Specialista in Medicina dello Sport nella stessa Università. Ha svolto l attività di docente dal 1966, come Professore titolare presso la Scuola Media e Istituto Superiore di educazione Fisica. Oggi fa parte del Direttivo della Scuola di preparazione alla Laurea della Facoltà di Medicina. Attualmente nel campo della Salute Pubblica svolge compiti di Direzione della Regione Est e coordina la Rete Nazionale di Promozione della Salute dei Giovani e Adolescenti e l Area della Gioventù del M.S.P. Inizia un attività corporativa dalla Federazione Medica dell Interno nel 1982 fino ad oggi. Nell area sociale crea e dirige diversi progetti per le popolazioni locali e regionali più povere. Nell attività politica occupa nella Giunta Dipartimentale di Maldonado l incarico di Vicepresidente dal fino ad esercitare l incarico eletto di Consigliere Dipartimentale convenzional nazionale del Partido Colorado nel periodo Lucio Bizzini (CH) Lucio Bizzini è dottore in psicologia, psicologo negli ospedali Universitari di Ginevra e nella pratica privata, insegnante al Dipartimento di Psichiatria dell Università di Ginevra. Detiene i titoli di FSP, di specialista in psicoterapia e neuropsicologia. Nel campo sportivo, dopo una carriera internazionale di calcio (12 anni in serie A ( ) e 41 presenze nella squadra Nazionale svizzera, è sia psicologo della squadra nazionale svizzera di calcio ( ) come di altre federazioni sportive (salto con gli sci, golf, scherma, hockey su ghiaccio, ginnastica, curling, ecc). E stato uno degli artigiani della Carta dei Diritti del Bambino nello Sport ed è componente della Commissione Culturale del Panathlon International. Ha pubblicato numerosi articoli e capitoli di libri nel campo della psicoterapia, della gerontopsicologia e della psicologia dello sport. Insegna in diversi moduli di formazione (universitari o di federazioni), destinati, secondo i temi, a psichiatri, psicologi e allenatori. E attivo in diverse associazioni nazionali e internazionali. E stato co-organizzatore dei Congressi del Panathlon di Avignone, Vienna e Palermo. Yves Vanden Aweele (B) Professore di Psicologia al KULeuven, Facoltà di Educazione Fisica e Fisioterapia. Incarichi d Insegnamento: Dal 1980 ha insegnato corsi base di psicologia agli studenti di educazione fisica e in corsi specializzati nello sport ed esercizi di psicologia all educazione fisica, psicologia a studenti di medicina. E il coordinatore del European Masters Program for Exercise and Sport Psychology che include 14 università di 12 paesi diversi. Ricerca: benefici psicologici dell attività fisica, studi d intervento sull esercizio della promozione degli adulti sedentari, sulle personalità di un artista d elite, su disfunzione verso ottimo funzionamento negli atleti d elite, sui gruppi e sulle forze e l organizzazione della classe di educazione fisica, sullo sfruttamento dei bambini nello sport agonistico Dibattito generale: Marc Maes coordina il tema L etica nella dirigenza sportiva Marc Maes is directeur van het Belgisch Olympisch en Interfederaal Comité, departement Olympische Waarden, Vorming en Communicatie en is professor sportmanagement aan de Universiteit Gent Lucio Bizzini coordina il tema Giovani e sport. (per il profilo v. sopra riportato) 35

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13 ita - anversa - abstract 2007.qxp 13/11/ Page 39 PANATHLON DECLARATION ON ETHICS IN YOUTH SPORT Ghent, 24 September 2004 This declaration represents our commitment to go beyond discussion and to establish clear rules of conduct in the pursuit of the positive values in youth sport. We declare that: 1. We will promote the positive values in youth sport more actively with sustained effort and good planning. In training and competition we will aim for four major objectives in a balanced way: the development of motor (technical, tactical) competence, a healthy and safe competitive style, a positive self-concept, and good social skills. In this we will be guided by the needs of children. We believe that striving to excel and to win and to experience both success and pleasure, and failure and frustration, are all part and parcel of competitive sport. We will give children the opportunity to cultivate and to integrate (within the structure, the rules and the limits of the game) this in their performance and will help them to manage their emotions. We will give special attention to the guidance and education of children according to those models which value ethical and humanistic principles in general and fair-play in sport in particular. We will ensure that children are included in the decision making about their sport. 2. We will continue our effort to eliminate all forms of discrimination in youth sport. This coheres with the fundamental ethical principle of equality, which requires social justice, and equal distribution of resources. Late developers, the disabled and less talented children will be offered similar chances to practise sport and be given the same professional attention available to early developers, able-bodied, and more talented children without discrimination by gender, race or culture. 3. We recognise and adopt the fact that sports also can produce negative effects and that preventive and curative measures are needed to protect children. We will maximise the children s psychological and physical health through our efforts to prevent cheating, doping, abuse and exploitation, and to help children to overcome the possible negative effects of these. We accept that the importance of children s social environment and of the motivational climate is still underestimated. We will therefore develop, adopt and implement a code of conduct with clearly defined responsibilities for all stakeholders in the network around youth sport: sport governing bodies, sport leaders, parents, educators, trainers, sport managers, administrators, medical doctors, physical therapists, dieticians, psychologists, top athletes, children themselves, etc. We strongly recommend that the establishment of bodies on appropriate levels to govern this code should be seriously considered. We encourage registration and accreditation systems for trainers and coaches. 4. We welcome the support of sponsors and media but believe that this support should be in accordance with the major objectives of youth sport. We welcome sponsorship from organisations and companies only when this does not conflict with the pedagogical process, the ethical basis of sport and the major objectives of youth sport. We believe that the function of the media is not only to be re-active, i.e. holding the mirror up to the problems of our society, but also to be pro-active, i.e. stimulating, educational and innovative. 5. We therefore formally endorse The Panathlon Charter on the Rights of the Child in Sport. All children have the right to practise sports to enjoy themselves and to play to live in a healthy environment to be treated with dignity to be trained and coached by competent people to take part in training that is adapted to their age, individual rhythm and competence to match themselves against children of the same level in a suitable competition to practise sport in safe conditions to rest to have the opportunity to become a champion, or not to be a champion All this can only be achieved when governments, sports federations, sports agencies, sports goods industries, media, business, sport scientists, sport managers, trainers, parents and children endorse this declaration. Copyright Charter: Service des loisirs de la Jeunesse, (D.I.P.) Genève - Copyright Declaration: Panathlon International

14 ita - anversa - abstract 2007.qxp 13/11/ Page 40 Insert in this page or compose this page as you like for example: insert a map of the city, some useful numbers for congressmen, museums churches and something to visit etc.

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