Risultati dell attività di indagine sui fabbisogni di servizi di orientamento formazione e consulenza per le lavoratrici indipendenti

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1 Progetto cofinanziato dall Unione Europea Progetto n.1024 / RER-2000 FSE OB 3.E.1 Regione Emilia Romagna BRAVA E INTRAPRENDENTE: AZIONI PER LA VALORIZZAZIONE E LA PROMOZIONE DELL IMPRENDITORIA FEMMINILE E DELLE LAVORATRICI AUTONOME IN EMILIA ROMAGNA Risultati dell attività di indagine sui fabbisogni di servizi di orientamento formazione e consulenza per le lavoratrici indipendenti EMILIA ROMAGNA

2 Comitato Tecnico: Iole Gottardi Agenzia Emilia Romagna Lavoro, Lucilla Pieralli - Presidente Comitato Impresa Donna CNA Emilia Romagna, Mauro Battistini - CNA Emilia Romagna, Rossella Lama, Isabella Viganò. Direzione di Progetto Mirella Valentini Progettazione Analisi dei Risultati e Redazione Report Isabella Viganò e Rossella Lama Coordinamento Maria Francesca Picchio Interviste Anna Tartarini (CNA BO); Silvia Colombo (CNA BO); Alessandra Di Luca (Ecipar Bologna); Morena Cavallini (CNA/Comitato Impresa Donna FE); Maria Mondelli (CNA/Comitato Impresa Donna RE); Angela Pignataro (CNA/Comitato Impresa Donna RN); Stefania Fradusco (CNA Imola); Miki Pelliconi (CNA/Comitato Impresa Donna Imola); Franca Ferrari (CNA RA); Sonia Robuschi (CNA/Comitato Impresa Donna PR). Focus Group Organizzazione: Maria Francesca Picchio Realizzazione: Isabella Viganò e Rossella Lama Elaborazione dati Maria Stirpe Ringraziamo tutte le collaboratrici e le professioniste che hanno partecipato alle interviste ed ai focus group; le consulenti del Comitato Impresa Donna Emilia Romagna e della CNA che hanno dedicato il loro tempo ad un contatto diverso con le iscritte e non, all Associazione. Il tempo e l impegno di tutte le persone coinvolte ci hanno aiutato a costruire i risultati di questa attività. La ricerca è stata promossa e realizzata dal Comitato Impresa Donna CNA Emilia Romagna all interno del progetto Brava e intraprendente: azioni per la valorizzazione e la promozione dell imprenditoria femminile e delle lavoratrici autonome in Emilia Romagna. Il progetto Fondo Sociale Europeo n.1024/2000 Obiettivo 3. E.1, è cofinanziato dall Assessorato scuola, formazione professionale, università, lavoro, pari opportunità della Regione Emilia Romagna. 2

3 INDICE 1 Obiettivi dell indagine Metodologia della ricerca Analisi dei risultati I focus group Il focus group delle lavoratrici autonome Il focus group degli operatori L indagine telefonica Chi sono e cosa fanno I problemi e gli strumenti utilizzati per affrontarli Le richieste Soddisfazione e insoddisfazione Conclusioni APPENDICE Elenco completo delle attività svolte dalle intervistate 55 3

4 Presentazione Il Comitato Impresa Donna CNA Emilia Romagna, attraverso la realizzazione degli interventi previsti nel progetto BRAVA E INTRAPRENDENTE: azioni per la valorizzazione e la promozione dell imprenditoria femminile e delle lavoratrici autonome in Emilia Romagna (rif.1024 ob.3 FSE00 Asse E), si è proposto di indagare sui bisogni di servizi di supporto all attività professionale e sui fabbisogni formativi espressi dalle lavoratrici indipendenti associate e non alla CNA. Il progetto BRAVA E INTRAPRENDENTE che il Comitato Impresa Donna CNA Emilia Romagna ha attivato a partire dallo scorso ottobre, è articolato in quattro fasi: Fase A - Realizzazione dell attività di indagine sui fabbisogni di servizi di orientamento, formazione e consulenza. Diffusione dei risultati ; Fase B L avvio della rete delle operatrici ; Fase C Progettazione e realizzazione di strumenti innovativi a supporto dei servizi di informazione, orientamento, consulenza e networking ; Fase D Sperimentazione dell attività di servizio e di networking. Follow up della sperimentazione. L obiettivo degli interventi previsti nel progetto è stato quello di avviare un processo di relazione ATTIVA più efficace nei confronti delle lavoratrici autonome contribuendo a favorire la nascita di un NETWORK di lavoratrici autonome nell ambito del Comitato Impresa Donna CNA Emilia Romagna e contemporaneamente di contribuire alla costruzione di una rete di operatori e consulenti del sistema CNA-Comitato Impresa Donna Emilia Romagna e di dotare la rete di prodotti (servizi, consulenza, formazione) idonei a supportare la crescita professionale, l aggregazione e la migliore spendibilità sul mercato delle lavoratrici indipendenti. A tal fine è stata prevista la realizzazione di una attività di indagine sui fabbisogni di servizi di orientamento, formazione e consulenza (FASE A). L indagine è stata realizzata attraverso 73 interviste effettuate nei confronti di donne lavoratrici autonome attive su tutto il territorio Regionale e che hanno accettato di collaborare con il Comitato Impresa Donna CNA Emilia Romagna offrendo spunti di riflessione utili a rendere efficace la nostra azione. Gli output dell attività di indagine hanno consentito al Comitato Impresa Donna CNA Emilia Romagna di tracciare un profilo di questa tipologia di lavoratrici mettendo a fuoco le aree di criticità e le esigenze espresse da questo articolato mondo. 4

5 Introduzione Il presente rapporto documenta gli esiti finali dell indagine promossa e realizzata dal Comitato Impresa Donna CNA Emilia Romagna per indagare le aspettative di servizi e consulenze all attività professionale e sul fabbisogno di informazione e di apprendimento espressi dalle lavoratrici indipendenti. Il Comitato Impresa Donna Emilia Romagna, nato nel 1989 all interno della CNA, Federazione Regionale Emilia Romagna, da oltre 10 anni valorizza le risorse imprenditive delle donne con lo scopo di promuovere e qualificare lo sviluppo delle loro attività e di sostenere la loro crescita culturale, sociale, ma soprattutto economica attraverso specifici progetti. Il mondo del lavoro è in veloce trasformazione ed emergono soggetti, professioni, ruoli diversi, portatori di bisogni, interessi e competenze rilevanti per la costruzione del capitale sociale della nostra regione. Il Comitato Impresa Donna CNA Emilia Romagna ha inteso quindi, con il Progetto Brava e Intraprendente dedicare risorse alla conoscenza ed alla progettazione di servizi di supporto rivolti al mondo delle collaborazioni e del lavoro autonomo di seconda generazione dove è notevole la presenza femminile. La ricerca fotografa un identikit delle donne che cercano di realizzare percorsi professionali autonomi, individuandone difficoltà e necessità. Una nuova cultura del lavoro e un nuovo welfare mix, nuove tutele e regole devono essere costruite tenendo conto delle donne che assumono su di sé le responsabilità ed i rischi della costruzione del loro presente e futuro professionale. Senza questo impegno, il rischio appare chiaro: la costruzione di un mondo del lavoro autonomo, dipendente o professionale a due velocità: insiders ed outsiders. Le società complesse e globalizzate, le nuove tecnologie ed i nuovi modelli organizzativi, inducono nel mondo del lavoro competenze sempre più specifiche ed individualizzate per passare dall esecuzione del compito alla progettazione e realizzazione di azioni lavorative, capacità sociali e di lavoro in gruppo, flessibilità e capacità di adattamento a valori, più che a modelli organizzativi. Le organizzazioni richiedono inoltre capacità di assumere rischi, cedendo sicurezza in cambio di libertà. Libertà nella gestione dei compiti, e libertà nella gestione del proprio tempo di lavoro, esigenza legittima per le donne della nostra regione che spendono tempo nel lavoro, non remunerato, sia esso domestico o di cura. Ma per chi accetta questa sfida, il riconoscimento sociale, ancor prima che economico, non è scontato. Le difficoltà che incontrano sono ad oggi rilevanti perché questi cambiamenti sociali non sono sostenuti dalla difficile transizione italiana dal welfare assistenziale al welfare delle opportunità, né dalle attuali regole del mercato del lavoro, delle professioni, del credito e della previdenza. Il Comitato Impresa Donna CNA Emilia Romagna ha indagato il lavoro autonomo femminile cercando di capire se questo si colloca tra scelta e necessità; i risultati di questa indagine sembrano porci una domanda così formulabile: Le donne sono libere di rischiare? Riconoscere e valorizzare le lavoratrici indipendenti è l obiettivo che sottende alle attività del Comitato Impresa Donna CNA Emilia Romagna che ha promosso, oltre all attività di 5

6 indagine, percorsi di formazione rivolti alle responsabili dei Comitato Impresa Donna nelle diverse Province dell Emilia Romagna e percorsi di orientamento e formazione rivolti alle lavoratrici indipendenti. 6

7 1 Obiettivi dell indagine L attività ha inteso indagare i bisogni di servizi di supporto all attività professionale ed i fabbisogni di informazione e di apprendimento espressi dalle lavoratrici indipendenti associate e non alla CNA. Gli aspetti principali oggetto di ricerca sono così riassumibili: le percezioni degli operatori rispetto alla figura della lavoratrice indipendente come soggetto economico e sociale; i profili delle lavoratrici indipendenti, tenendo conto anche delle informazioni emerse sulle loro condizioni familiari, sociali ed economiche; le difficoltà incontrate dalle lavoratrici indipendenti nelle diverse fasi della loro attività professionale; i bisogni espressi che non trovano risposta adeguata; le specificità dell utenza femminile rispetto a quella maschile in termini di: tipologia di servizio richiesto ( consulenza, informazione etc.), aree funzionali ( economico-finanziario, fiscale etc.), problemi / criticità, relazioni interpersonali; le specificità dell approccio delle operatrici con le lavoratrici autonome. I risultati delle interviste e dei focus group sono inoltre rivolti a sostenere la creazione di una rete regionale di operatori e consulenti del sistema Comitato Impresa Donna CNA, maggiormente orientata alla domanda, fornendo al sistema dei servizi: analisi dei bisogni dalle lavoratrici indipendenti per facilitare ed orientare la progettazione, da parte della rete, del mix di servizi allineato ai bisogni delle utenti; conoscenze utili per l avvio di un processo di comunicazione e di supporto alla crescita personale e professionale, all aggregazione, ed alla promozione delle lavoratrici indipendenti. 7

8 2 Metodologia della ricerca PRIMA FASE: I FOCUS GROUP (Dicembre 2000) Obiettivi generali Focalizzare le aree critiche e le variabili chiave sul tema dei fabbisogni di servizi delle lavoratrici autonome; Costruire su questa base un questionario strutturato da somministrare telefonicamente ad un campione più esteso di lavoratrici autonome. Obiettivi del Focus group Lavoratrici Autonome Focalizzare, per ciascuna delle tre fasi del ciclo di vita (progetto avvio - piena attività): i fabbisogni informativi - formativi - consulenziali/assistenziali, legati alle problematiche specifiche di ciascuna delle fasi individuate; i servizi utilizzati fino ad ora e il relativo grado di soddisfazione / insoddisfazione. Focalizzare: i servizi attualmente offerti alle lavoratrici autonome; Obiettivi del Focus group Operatrici e Operatori CNA i bisogni delle utenti (lavoratrici autonome) - così come sono percepiti dalle operatrici - relativamente a informazione / formazione / consulenza / assistenza e a seconda della fase della loro attività; i bisogni delle lavoratrici autonome che non trovano risposta adeguata; le specificità dell utenza femminile rispetto a quella maschile in termini di: tipologia di servizio richiesto (consulenza, informazione etc.) aree funzionali (economico-finanziario, fiscale etc.) problemi / criticità relazione interpersonale; le specificità dell approccio delle operatrici con le lavoratrici autonome (rispetto a quello con i lavoratori autonomi). 8

9 SECONDA FASE: L INDAGINE TELEFONICA (Gennaio-Aprile 2001) Obiettivi Tracciare un profilo delle lavoratrici autonome; Individuarne i principali fabbisogni formativi, informativi, consulenziali. Strumento Questionario semi-strutturato somministrato telefonicamente. Campione 144 lavoratrici autonome della Regione Emilia Romagna in contatto con il mondo CNA-Comitato Impresa Donna Emilia Romagna; Interviste valide realizzate 71. Field Operatori della rete regionale della CNA-Comitato Impresa Donna Emilia Romagna coadiuvati da operatrici di un call-center. 9

10 3 Analisi dei risultati 3.1 I focus group Il focus group delle lavoratrici autonome Complessivamente il gruppo, composto da lavoratrici autonome di profilo generalmente medio-alto (come riportato nell elenco in appendice), ha risposto molto vivacemente alle sollecitazioni: la discussione che si è prodotta ha messo in luce aspetti interessanti della condizione di lavoratrice autonoma e ha dato un notevole contributo alla riflessione sui loro bisogni. Di seguito vengono sintetizzate le principali indicazioni emerse, articolate per aree tematiche. E comunque disponibile la registrazione integrale del focus group. Relazione con il mercato/clienti Un primo problema messo a fuoco in maniera molto chiara è quello relativo all individuazione di nuovi clienti. Emerge il bisogno di informazioni e assistenza per allargare il parco clienti e/o cercare di arrivare al cliente finale senza passare da strutture di intermediazione (agenzie di traduzioni piuttosto che software house), ritenute vantaggiose in termini di risparmio di costi commerciali ma meno redditizie sia dal punto di vista economico che di soddisfazione professionale. Complementare a questo è il problema di farsi conoscere, di avere visibilità sul mercato, che viene risolto, in modo non del tutto soddisfacente, con il passaparola e/o l invio di curriculum o brochure di presentazione e/o la pubblicità via Internet. Le lavoratrici sembrano patire, anche in conseguenza della mancanza di albi specifici, la mancanza di un riconoscimento dell identità professionale da parte dei clienti; lamentano uno scarso potere contrattuale nei confronti dei clienti, dai quali faticano a farsi riconoscere l autorevolezza professionale. Esse inoltre dichiarano di subire la concorrenza di chi offre i servizi a prezzi stracciati verosimilmente anche perché non riescono a rendere visibile e quindi a valorizzare la qualità della loro prestazione. Degna di nota l osservazione fatta dalla progettista di siti web che indica la CNA e le Associazioni in generale come potenziali clienti ma, parallelamente, come concorrenti pericolosi e sleali in quanto offrono servizi a prezzi assolutamente competitivi. Emerge in sintesi una certa debolezza nella relazione con il cliente/mercato legata: alla mancanza di informazioni / conoscenze specifiche; alle limitate (residuali non ho tempo ) risorse dedicate alle problematiche di marketing nell erronea convinzione che le competenze di marketing non facciano parte degli skill 10

11 necessari per svolgere l attività autonoma o che siano comunque di importanza marginale rispetto a quelle tecnico-professionali; a una situazione di mercato in genere fortemente concorrenziale; alla mancanza di identità / riferimenti di categoria ; al fatto di trovarsi ad interagire con clienti-aziende (per chi opera nel business to business) che godono di forte potere contrattuale e di consolidate abilità nella contrattazione. Contratti Strettamente connesso a quanto sottolineato in precedenza è il bisogno esplicitato di informazione e assistenza sulla stesura dei contratti per potersi tutelare nella maniera migliore possibile e difendersi da tutte le insidie che spesso vi si nascondono. Il bisogno appare trasversale per tutti i settori anche se ciascuno ha le sue specificità. Così ad esempio per la traduttrice il problema si pone con i clienti diretti che, a differenza delle agenzie, non hanno un facsimile standard. Per chi opera nel mondo del WEB è molto sentita la problematica dei diritti d autore; trattandosi inoltre di un attività relativamente giovane esistono ancora pochi e confusi punti di riferimento. Per chi opera come consulente uno dei temi critici è l esclusività che in alcuni casi viene imposta: va accettata? Come va remunerata? Per chi lavora con clienti privati (decoratrice) c è il problema del lavoro in nero e la mancanza di parametri di riferimento. Tariffe Anche sul fronte del quanto farsi pagare emerge una situazione di insicurezza che si traduce in un bisogno di informazioni sulle tariffe di riferimento per i vari settori, in modo tale da avere dei punti di riferimento per calibrare le proprie richieste economiche. Impera come modalità di comportamento l andare a intuito e, soprattutto, l accettare quello che il cliente propone, in una situazione di potere contrattuale fortemente sbilanciato a favore della domanda. L approccio è molto pragmatico imparare sugli sbagli precedenti. Alcune Associazioni di categoria forniscono (a pagamento) tariffari di settore, ma la percezione è che siano tariffe lontane dalla realtà del mercato. In sostanza sembra emergere il bisogno di un monitoraggio dei mercati locali, atto a fornire indicazioni reali e aggiornate sui prezzi mediamente praticati nella singola realtà locale. Contabilità / Fisco / Gestione economico-finanziaria Le soluzioni adottate per gestire la contabilità e la parte fiscale sono diverse. C è: chi fa da sola, grazie alla formazione in ragioneria; 11

12 chi utilizza un commercialista privato di cui non è soddisfatta per l incompetenza sulle problematiche specifiche del lavoro autonomo; chi utilizza il servizio della CNA, con livelli diversi di soddisfazione; Sul fronte della gestione economico finanziaria sembra emergere un quadro di navigatrici a vista : Faccio come mi sento in quel momento. E nitida in generale la consapevolezza dell importanza di disporre di quel minimo di conoscenze per tenere sotto controllo gli aspetti legati a quest area, di importanza cruciale ma di approccio difficile e molto tecnico. Le lavoratrici autonome fanno chiaramente capire che, se da un lato, è riconosciuta la necessità di ricorrere a professionisti specializzati ( a ognuno il suo mestiere ), dall altro è giustamente sentita l esigenza di disporre delle conoscenze di base atte a utilizzare in modo intelligente e critico l esperto e a mantenere il controllo sul suo operato e sui risultati economici della propria attività. La domanda implicita su quest area specifica sembra essere, in sintesi, quella di un mix di formazione di base e consulenza personalizzata, unitamente a un servizio informativo funzionale al costante aggiornamento sulle novità in campo fiscale e normativo. Networking E emerso nella discussione di gruppo il bisogno di collegarsi con altre donne lavoratrici autonome per rompere l isolamento e la solitudine ma soprattutto per scambiare informazioni, coordinarsi, stringere alleanze e collaborazioni tra professioniste dello stesso settore. In alcuni settori tradizionalmente molto maschili (vedi l informatica) è sentito il desiderio di confronto e di interazione professionale con chi, in quanto donna, è percepito più simile nell approccio al lavoro. Come specificato meglio nel punto successivo, il bisogno di far parte di una rete è anche bisogno di essere rappresentate e tutelate nonché di aumentare l autorevolezza e il potere contrattuale nella relazione con il cliente sentendosi parte di una categoria professionale. Aspettative nei confronti della CNA / Comitato Impresa Donna Emilia Romagna Due di fondo le aspettative nei confronti dell Associazione: erogazione di servizi personalizzati ed efficaci, sponsorizzazione per la creazione di un network femminile. Emerge anche la richiesta al Comitato Impresa Donna CNA Emilia Romagna di una forte connotazione di genere, al femminile, che sembra concretizzarsi per esempio nell erogazione di servizi per accedere ai finanziamenti specificatamente destinati alle 12

13 donne ma soprattutto nell avere un ruolo motore nella costruzione di reti e connessioni fra professioniste dei diversi settori. Il patrocinio di un organizzazione potente come CNA / Comitato Impresa Donna Emilia Romagna avrebbe, secondo le lavoratrici, anche la funzione di dare alle lavoratrici autonome maggior visibilità, credibilità e, quindi, maggior potere contrattuale sul mercato Il focus group degli operatori E prima di tutto importante evidenziare che il gruppo (vedi elenco e descrizione partecipanti in allegato) era formato da operatori con un esperienza professionale diretta con le lavoratrici autonome ancora molto limitata. L esito del focus group ribadisce anche la necessità di un lavoro di comprensione e analisi del mondo del lavoro autonomo che, dal focus group, emerge chiaramente come un pianeta ancora in gran parte da scoprire, che ha bisogno, per essere approcciato con successo, di servizi e quindi linguaggi, abilità e competenze specifiche, in buona parte da costruire. L offerta attuale di servizi per i lavoratori autonomi Romagna Servizi fiscali: c è una fiscalista dedicata sia alle nuove imprese che ai lavoratori autonomi. La criticità è la formazione specifica e l aggiornamento costante necessario per essere efficaci; un problema particolarmente sentito è capire come inquadrarli (IVA? Artigiano? Altro?). Servizi generali di contabilità e previdenza. Assistenza per la domanda di finanziamento (vedi bando regionale ). Hanno inoltre presentato e fatto approvare un progetto per l aggiornamento dei P.R. (in particolare per il settore discoteche fortemente sviluppato nella zona). Emilia Servizi di contabilità, erogato utilizzando la struttura esistente per l analogo servizio all impresa. Assistenza per la domanda di finanziamento (vedi bando regionale): su questo fronte è stata fornita sia l assistenza per la stesura della domanda sia la consulenza per il finanziamento, mettendo anche operativamente in contatto l autonomo con SERFINA (CNA). I risultati ottenuti sono stati definiti buoni. I lavoratori e le lavoratrici autonome nella percezione degli operatori: criticità e bisogni Un primo (e unico) distinguo viene fatto tra coloro che hanno volontariamente scelto e coloro che hanno subito la condizione di autonomo ma che in realtà aspirano al lavoro sicuro e dipendente; alcuni di questi autonomi loro malgrado sono professionalmente cresciuti e si sono appropriati della condizione di lavoratore autonomo ma la maggior parte rimane un dipendente frustrato. 13

14 Gli autonomi per scelta si caratterizzano per una professionalità medio-alta spendibile con successo sul mercato dove godono (almeno potenzialmente) di un potere contrattuale relativamente alto; è questo, in quanto imprenditore di sé stesso, il target elettivo della CNA. Le differenze di genere non sono una variabile su cui gli operatori sembrano aver soffermato l attenzione in modo particolare, anche per il ridotto numero di casi che hanno trattato. Sollecitati a riflettere su questo aspetto, sono emerse queste considerazioni: Le donne sono più caute nell iscriversi ma quando lo fanno sono più stabili nella relazione con CNA; Le donne sono più sicure e c è una maggior richiesta di essere seguiti da parte dei lavoratori maschi; Le donne in genere sono più soddisfatte della condizione di lavoratrice autonoma perché meglio conciliabile con il lavoro di cura e di gestione famigliare; La vera differenziazione scatta intorno ai 30 anni quando per le donne al lavoro di produzione si affianca quello di riproduzione: si generano a questo punto bisogni specifici di tutela della maternità. Una delle caratteristiche messa in particolare evidenza è la scarsa consapevolezza di sé come auto-imprenditori e, conseguentemente, la scarsa consapevolezza dei loro bisogni in quanto tali. Concentrati sull attività di produzione/erogazione, nella quale raggiungono anche livelli di alta qualità, sono stati efficacemente definiti ancora in fase di start up nel fare economia e paragonati agli artigiani product oriented di venti-trenta anni fa. Le criticità segnalate come più significative sono: la difficoltà a scegliere il tipo di inquadramento più corretto e conveniente (P.IVA? Artigiano?); la non percezione del problema del mercato sul quale operano e della concorrenza ovvero il non percepirsi come attori di un contesto competitivo che va capito e rispetto al quale va sviluppata una strategia; la difficoltà a stabilire un prezzo che sia parametrato al mercato e garantisca la giusta redditività; la non-gestione economico-finananziaria e, conseguentemente, la perdita di controllo sulla redditività del proprio lavoro; la difficoltà di accesso al credito per la mancanza di credibilità; l atteggiamento fortemente individualista che impedisce di sviluppare un attività in rete funzionale a diventare più competitivi sul mercato; 14

15 la ricerca di un appartenenza di categoria; i problemi relativi alla tutela sociale (malattia, pensione). Quali servizi, quale l approccio per il lavoro autonomo? Le parole chiave emerse nella discussione relativa ai servizi erogabili: La figura del tuttologo tutor così spesso evocata sembra coniugare la sostenibilità economica con l efficacia. E opinione condivisa, anche se (casualmente?) sostenuta con particolare forza da operatrici donne, che il lavoratore autonomo abbia bisogno di una figura di riferimento che si prenda in carico i suoi problemi a 360 e che accompagni il soggetto in un percorso di crescita guidata che deve essere declinato chiaramente nelle tappe e nelle modalità per evitare il pericolo di un tutoraggio infinito oneroso per la struttura e castrante per il cliente. In quest ottica è visto come ottimale il mix di consulenza & formazione, funzionale a contenere i costi di erogazione, a fornire strumenti tecnici al lavoratore autonomo in modo tale da affrancarlo gradualmente dalla dipendenza dal tutor e da fornirgli l occasione per un esperienza collettiva che lo tolga dalla condizione di solitudine e lo alleni a muoversi in modo diverso. La capacità chiave per una figura di operatore tuttologo-tutor è quella di mettersi in relazione con il cliente sfruttando intuizione e flessibilità: Sarà compito del consulente indirizzare, laddove necessario, verso servizi specialistici erogati dalla struttura, nei confronti della quale il consulente agisce in questo modo da cliente interno. Fondamentale è ritenuto il fatto che abbia un esperienza diretta di lavoro autonomo che lo metta in grado, con competenza ed empatia, di trasmettere sicurezza e di rafforzarlo professionalmente. L ipotesi di un consulente tuttologo è funzionale anche alla struttura organizzativa della CNA e alla sostenibilità economica: è infatti ritenuta improponibile, in termini di costo, la presenza di un team di consulenti specializzati in ognuna delle numerosissime sedi sparse sul territorio. La difficoltà maggiore a perseguire un ipotesi di questo genere è individuata nella rigidità degli attuali operatori CNA, abituati a erogare servizi specialistici e standardizzati: Attenzione particolare è stata posta sul problema della segmentazione di questo nuovo mercato : proprio perché è molto evidente la forte articolazione del mondo del lavoro autonomo sia in termini di tipologie professionali che di settori di attività, è considerato importante (fattore chiave di successo, quindi) segmentare l offerta sulla base dei diversi tipi di clienti/bisogni. Ciò in concreto, secondo gli operatori, significa che: la figura del tutor tuttologo è particolarmente adatta ai lavoratori autonomi di fascia media che non hanno ancora raggiunto consolidate capacità professionali, per chi è 15

16 all inizio dell attività o per chi sta progettando. Non è invece ritenuta adeguata a professionisti affermati che si sentirebbero sminuiti nel loro orgoglio professionale e che necessitano verosimilmente di servizi specialistici in risposta a bisogni specifici di cui sono già ben chiaramente consapevoli; in prospettiva bisogna ragionare in termini di servizi orizzontali e verticali: i primi aree fiscale, previdenziale, credito - trasversali ad ogni tipologia, i secondi - aree formazione e marketing specifici per ogni singola professionalità / settore. Per quanto concerne l erogazione di servizi in rete, è stata ribadita con forza la necessità di un sito interattivo tramite il quale fornire essenzialmente informazioni per esempio su occasioni formative, questioni fiscali, mostre/convegni/rassegne, opportunità di mercato. Viene esclusa l erogazione di consulenza e formazione on line, in quanto ritenuto assolutamente più efficace e adatto il contatto personale. Servizi on line quindi come complementari e non sostitutivi di quelli erogati tradizionalmente. La presenza sulla rete è comunque considerata indispensabile come leva di marketing per presidiare il mercato e comunicare con esso. In quest ottica è caldeggiata anche un offerta formativa specifica sull utilizzo delle tecnologie. E interessante il problema posto da un operatrice sulla gestione dei servizi on line: come si fa a erogare informazioni gratuite sulla rete e farle pagare di persona? La domanda è rimasta senza risposta. Ultima questione, su cui le idee sono state poche e confuse, è quella relativa a come attivarsi per essere motore di aggregazione. Tutti sono stati molto scettici sulle proposte tradizionali (convegni, conferenze etc.), mentre è interessante l osservazione di un operatrice: Vengono all Associazione per trovare e sviluppare il business, avere contatti con le imprese associate (potenziali clienti). 16

17 3.2 L indagine telefonica Chi sono e cosa fanno Il campione cui si fa riferimento è composto da 71 lavoratrici autonome (interviste valide) attive sul territorio emiliano-romagnolo. Obiettivo di questo primo blocco di domande è stato quello di tracciare un profilo anagrafico del campione, ricostruirne il percorso formativo-professionale, descrivere le attività attualmente svolte sia in termini di contenuti professionali che di soluzioni organizzative e livelli reddittuali. In sintesi, si è voluto tentare una sorta di identikit di queste new worker che permettesse di contestualizzare al meglio i fabbisogni formativi, informativi e consulenziali e fornisse al Comitato Impresa Donna Emilia Romagna lo spettro più ampio possibile di informazioni rispetto a questa fascia di utenza che presenta sfaccettature e articolazioni assai particolari. Dati anagrafici ETA anni 3 4, anni 17 23, anni 16 22, anni 15 21, anni 7 9,9 oltre i 45 anni 13 18,3 Totale ,0 Circa il 50% delle intervistate ha un età compresa tra i 26 e i 35 anni; rilevante anche la presenza della fascia e delle over

18 Stato civile Coniugata 29 40,9 Nubile 37 52,1 Separata/divorziata 3 4,2 Vedova 2 2,8 Totale ,0 La maggioranza delle intervistate è nubile e si suppone quindi libera da carichi di lavoro di cura famigliare. Figli conviventi Un figlio a carico 6 18,8 Due figli a carico 9 28,1 Tre o piu' figli a carico 2 6,3 Un figlio occupato 2 6,3 Nessun figlio 12 37,5 N.R. 1 3,1 Totale ,0 Tra le coniugate, cui sono state aggiunte le nubili conviventi (3) il 37% non ha figli, il 28% ne ha due e il 19% uno solo. Professione marito Lavoratore dipendente 15 46,9 Imprenditore/artigiano 3 9,4 Lavoratore autonomo 2 6,3 Pensionato 1 3,1 N.R ,4 Totale ,0 Circa la metà dei mariti/conviventi ha un lavoro dipendente. 18

19 Percorso formativo Titolo di studio Licenza media inferiore 5 7,0 Diploma professionale 5 7,0 Diploma di scuola media superiore 26 36,6 Laurea 34 47,9 N.R. 1 1,4 Totale ,0 Il livello di scolarità è decisamente alto: quasi la metà delle intervistate è laureata e più di un terzo è in possesso di un diploma di scuola superiore. Corsi di specializzazione eventuali Corsi tecnico - specialistici 28 39,4 Corsi di lingue 8 11,3 Corsi di informatica 6 8,5 Master post-laurea 4 5,6 Altro 6 8,5 Totale 71 * Domanda a risposta multipla Notevole anche l impegno sul fronte della formazione professionale: circa il 40% ha frequentato corsi di specializzazione di contenuti tecnicoprofessionali, inerenti quindi i contenuti specialistici dell attività svolta 19

20 Percorso lavorativo Più del 60% delle intervistate è arrivata all attività attuale attraverso un percorso lavorativo più o meno vario: il 28% proviene dal lavoro dipendente mentre il 20% circa ha sempre lavorato come autonoma e il 35% vanta entrambe le esperienze. Meno del 10% del campione è alla sua prima esperienza lavorativa. Per quanto riguarda i motivi del cambiamento attuato, purtroppo solo 15 intervistate su 45 ha dato delle indicazioni: prevale (9) la voglia di cambiare legata alla demotivazione professionale. Non è possibile trarre delle generalizzazioni collegando i percorsi professionali alle attività attualmente svolte piuttosto che ad altre variabili: il campione è dimensionalmente ridotto e le attività svolte troppo varie, come vedremo in seguito, per ricavarne delle linee di tendenza generali. Percorso lavorativo Ha precedenti esperienze lavorative di varia natura 25 35,2 Ha precedenti esperienze di lavoratrice dipendente 20 28,2 Ha sempre lavorato come lavoratrice autonoma 14 19,7 Quella attuale e' la prima attivita' in assoluto 6 8,5 N.R 6 8,5 Totale ,0 20

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