TRIONFO B.P.E.R. NEL CALCIO A CINQUE

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1 PERIODICO DEL CIRCOLO DIPENDENTI DELLA BANCA POPOLARE DELL'EMILIA ROMAGNA N 84 - GENNAIO / MARZO 2008 Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - DCB Modena - Autoriz. del Tribunale di Modena n 845 del 4/2/1986 TRIONFO B.P.E.R. NEL CALCIO A CINQUE I nostri ragazzi si impongono sia alle Bancariadi che nel Torneo delle Aziende di Modena Dopo aver organizzato l edizione dello scorso anno a Milano Marittima i colleghi della Banca Popolare di Ravenna, quest anno con l aiuto dei colleghi del Banco di Sardegna/Banca di Sassari, hanno deciso di ripetere l iniziativa ed hanno organizzato al Villaggio Valtur di Ostuni la settima edizione delle Bancariadi (ormai classica manifestazione riservata alle Banche del Gruppo BPER), con lo svolgimento dei tornei di calcio ad 8, calcio a 5, tennis singolo ed a squadre, ping pong singolo ed a squadre, nuoto, beach-volley a 3 e corsa campestre, utilizzando impianti interni al Villaggio. Le Banche partecipanti quest anno erano Popolare di Ravenna, mista Banco di Sardegna/Popolare Sassari, Popolare di Lanciano e Sulmona, Popolare dell Emilia Romagna, C.R.Aquila, Banca della Campania con l imprevista rinuncia dei colleghi della Banca Popolare del Materano; poiché non tutte le Banche prendevano parte a tutte le manifestazioni il Comitato Organizzativo decideva quanto segue. Il calcio ad otto (cinque squadre BDS/ BSS CRAQ BPER - Ravenna - BLS) si sarebbe svolto con un girone all italiana di sola andata dal lunedì al venerdì con finali terzo-quarto e primo-secondo tra le meglio classificate nel pomeriggio del sabato. Per il calcio a cinque, a cui partecipavano sette squadre, venivano formati due gironi (A a quattro squadre Campania CRAQ1 - BLS BDS/SS e B a tre BPER CRAQ2 e Ravenna) con gare da lunedì a mercoledì per le qualificazioni, giovedì semifinali incrociate e sabato mattina finali terzo-quarto e primo-secondo. Nel beach volley le squadre erano quattro (Ravenna BPER BLS CRAQ) con girone di sola andata da svolgersi al meglio dei tre set da lunedì a mercoledì, giovedì semifinali quarta contro prima e seconda contro terza e venerdì le finali. Per il tennis gare da lunedì a mercoledì per il torneo di singolo e da giovedì a sabato per quello di doppio dove partecipavano quattro squadre, CRAQ 1 e 2 BLS BPER. Analogo calendario per il ping pong dove nel doppio c erano invece cinque squadre (BPER1 e 2 Ravenna CRAQ - BLS); da rilevare che nel singolo sui sedici partecipanti ben otto erano nostri tra cui i due figli (11 e 9 anni) di Minezzi che si sarebbero dimostrati molto forti. La gara di corsa si sarebbe invece svolta nella mattinata di venerdì su un circuito interno al villaggio da ripetersi quattro volte (tre per le donne) per un totale di circa 13km. Nel pomeriggio del venerdì era invece fissata la gara di nuoto. Come al solito quando i viaggi sono lunghi il nostro Circolo ha deciso di eseguire la trasferta in pullman per ridurre al minimo i pericoli del viaggio e consentire possibilità di svago ai nostri ragazzi. E così alle sei e trenta di domenica 25 maggio 2008 dal Centro Servizi ha preso il via una nuova edizione delle Bancariadi; il viaggio si è svolto regolarmente con le solite soste per raccogliere Muccioli a Cesena e per colazione, pranzo e merenda ed

2 2 2 arrivo verso le diciotto al Villaggio Valtur dove dopo la sistemazione delle camere abbiamo cenato e partecipato al briefing del Comitato Organizzatore per la definizione delle gare che sarebbero partite il giorno dopo. Diamo di seguito il resoconto delle varie giornate di gare. Lunedì 26/5/08. Si iniziava alla mattina con il calcio a cinque dove i nostri ragazzi (con Gallesi e Lanzotti ad alternarsi in porta scendevano in campo Bertoncelli, Bianchini, Benedetti, Facciolla, Panini, Pifano, Nasole, Gibellini, Bonfiglioli, Borghi, Tavoni agli ordini della coppia Palazzi-Lasagni) affrontavano i colleghi di CRAQ2 (che si dimostrava poi la più forte delle due) vincendo 5-3 con reti di Panini(2), Borghi, Pifano e Bianchini ben smarcato su punizione da Nasole, dopo che il primo tempo si era chiuso sul 3-1 per gli avversari e quindi in recupero grazie anche alla superiore freschezza atletica, la maggior possibilità di cambi e la maturità raggiunta dai nostri ragazzi, quasi tutti facenti parte della squadra che aveva appena vinto il girone UISP a Modena (vedi ultimi "Zibaldone"); gli altri risultati della giornata vedevano Banca Campania superare 9-1 CRAQ1 e BLS imporsi 4-0 su BDS/BSS. Da evidenziare campo di gioco molto piccolo e su erba con fondo irregolare che permetteva molti contatti ed il fatto che non ci fossero i falli cumulativi spostava il gioco molto più sul fisico. A tennis iniziavano i primi confronti ed il nostro Taddei, molto sfortunato nel sorteggio, incontrava subito il favorito del torneo (Lo Sordo di BLS) che in effetti si dimostrava di altra categoria e superava il turno senza troppi problemi mentre nel singolo di ping pong, che si svolgeva subito dopo pranzo, il tabellone prevedeva che quasi tutti i nostri ragazzi erano piazzati nella parte di Minezzi, nettamente il più forte tra tutti i partecipanti, e di fatto impediti a procedere. Subito dopo, nel primo pomeriggio, si svolgeva il torneo di beach volley dove la nostra squadra (formata da Taddei, Bonfiglioli, Pifano, Facciolla, Tassi poi integrata da Minezzi, Poppi e Tavoni per i leggeri acciacchi di Pifano e Bonfiglioli) superava abbastanza agevolmente CRAQ per 2-0 mentre Ravenna si imponeva 2-1 a BLS. Per finire la giornata nel tardo pomeriggio dalle diciassette in poi iniziava il calcio ad otto dove la nostra squadra (agli ordini di Lasagni e composta da Gallesi, Lanzotti, Bianchini, Benedetti, Bertoncelli, Panini, Tassi, Pifano, Poppi, Nasole, Palazzi, Borghi, Bonfiglioli, Tavoni, Gibellini, Zoboli, Facciolla) la prima giornata riposava; gli altri risultati erano BLS-BDS/BSS 3-1 e Ravenna- CRAQ 0-0 con vittoria di questi ultimi ai calci di rigore. Martedì 27/5/08 Poiché alla mattina l unico impegnato era Muccioli, che avrebbe superato il turno di tennis approdando in semifinale, con il beneplacito dello stesso abbiamo organizzato per tale mattinata, approfittando anche della benevolenza del nostro autista, una breve trasferta ad Alberobello per ammirare i trulli, patrimonio dell Unesco, dove abbiamo potuto notare che, a fronte di un caldo allucinante ed asfissiante che c era lungo la strada, appena entravi nei trulli, di fatto tutti negozi con la gente molto disponibile e gentile, c era subito un gradevolissimo cambio di clima con un fresco delizioso. Al rientro pranzo, a buffet e molto ricco con svariate pietanze, e nel pomeriggio proseguivano i tornei di ping pong con Minezzi unico nostro ad entrare nei 4 semifinalisti (sfortunato uno dei figli che perdeva ai vantaggi il set di spareggio contro Lattanzi di CRAQ) e di beach dove i nostri, in vantaggio 16-9 contro BLS dopo un cambio ordinato dal capitano Taddei non si raccapezzavano più e finivano sconfitti 2-0; analogo risultato a favore Ravenna contro CRAQ. Nel calcio ad otto c era il debutto dei nostri contro Ravenna con risultato finale di 0-0 nonostante un nostro costante predominio territoriale che non è però mai sfociato in grosse occasioni; alla fine vittoria nostra per 5-4 ai calci di rigore grazie ad una parata di Lanzotti ed alla precisione dei nostri rigoristi (Bianchini-Nasole-Pifano-Borghi-Panini); da rilevare una caduta di Pifano sulla spalla sinistra già malandata che lo avrebbe tolto dai giochi a beach-volley. Mercoledì 28/5/08 Mattino come al solito dedicato al calcio a cinque con utilizzo di un nuovo campo molto più grande rispetto al precedente e sempre in erba molto fitta che rendeva però difficile lo scorrere del pallone da calcetto che in teoria non dovrebbe rimbalzare; i nostri ragazzi hanno affrontato i colleghi della Pop. Ravenna (che il giorno prima aveva perso 4-1 contro CRAQ2) ottenendo una vittoria abbastanza agevole per 4-0 con reti di Bonfiglioli, Borghi (2) e Tavoni finendo così primi nel girone e guadagnando l accesso alle semifinali dove avremmo incontrato BLS seconda per differenza reti rispetto alla Campania dopo aver terminato il girone primi a pari punti. Nel tennis intanto Muccioli affrontava in semifinale il rappresentante della BLS (Lo Sordo) che aveva già sconfitto Taddei ed al quale riusciva solo ad opporre una strenua resistenza finendo però sconfitto in due set. Subito dopo pranzo c erano le semifinali e finale primo-secondo del torneo di ping pong dove Minezzi con un doppio 2-0 (in semifinale su Lattanzi della CRAQ ed in finale su Venturini di Ravenna) si imponeva con facilità; a seguire ultime partite del girone eliminatorio di beach con BLS che si imponeva 2-0 su CRAQ e noi con lo stesso punteggio su Ravenna per una classifica che vedeva BLS primi, noi secondi, Ravenna terza e CRAQ quarta con il giorno successivo, come già detto, semifinali prima contro quarta e seconda contro terza. Nel tennis intanto Lo Sordo confermava i pronostici che lo davano per favorito superando in finale, sempre con un netto 2-0, il collega Di Nenno della stessa banca. Nel calcio ad otto il primo incontro della giornata vedeva i nostri ragazzi affrontare CRAQ e dopo un primo tempo che, pur se vedeva più occasioni per noi però non sfruttate, si concludeva a reti inviolate nel secondo tempo venivamo colpiti con un tiro da fuori susseguente ad un rimpallo e nel finale subivamo il raddoppio su errore difensivo. La serata, dopo le solite animazioni del villaggio, veniva poi allietata dai colleghi della BDS/POPSS, soprattutto Spanu Alessandro, Pau Gianni, Bernardini Alberto, Piras Raimondo, Serra Gianni e Locci Roberto, che, confermando lo spirito delle Bancariadi che è quello di cercare di unire il più possibile i colleghi delle varie Banche del Gruppo BPER, davano fondo alle loro riserve ed offrivano a tutti i partecipanti tipici prodotti sardi (pane carasau del panificio Murdeu di Gavoi salumi da Su Sartizzu di Monastir formaggi freschi Ferruccio Podda di Cagliari e stagionati Fiore Sardo Podda di Gavoi allietati dal vino delle cantine Sella e Mosca di Alghero e Carpante di Usini, entrambi reduci dalla manifestazione Vinitaly) molto vivamente apprezzati da tutti con alla fine, tanto per gradire, filuferro che consigliava parecchi a recarsi a letto per poter affrontare le fatiche del giorno dopo. Giovedì 29/5/08 La prima gara in programma era sempre il calcio a cinque dove nella prima semifinale si registrava la sorpresa della sconfitta per 2-1 dei favoriti della Banca della Campania i cui ragazzi pativano anche il tipo di campo non essendo infatti abituati a giocare sull erba (di solito il calcio a cinque si gioca su campi in sintetico) e sotto di due reti a cinque minuti dalla fine non sono riusciti a terminare la rimonta contro CRAQ che è così la prima finalista. A seguire i nostri ragazzi hanno affrontato BLS e dopo cinque minuti timorosi con un palo colpito dal centravanti avversario, hanno iniziato a tessere il proprio gioco e con quindici minuti praticamente perfetti hanno terminato il primo tempo in vantaggio di tre a zero (reti di Panini, Borghi ed ancora Panini); nel secondo tempo gli avversari, che tenevano in particolar modo ad una doppietta di vittorie nel calcio a cinque ed in quello ad otto, hanno tentato il tutto per tutto spingendo a tutta forza con un gioco molto fisico; nei primi dieci minuti gli abbiamo controbattuti abbastanza bene poi alla prima rete subita abbiamo poco dopo beccato anche il raddoppio anche per un calo fisico generalizzato; fortunatamente a tre-quattro minuti dalla fine una punizione calciata molto violentemente da Bianchini si infilava tra portiere ed ultimo uomo della barriera riportando la nostra squadra ad un doppio vantaggio che ci ridava vigore e morale e ci permetteva di arrivare alla fine senza altri grossi patemi consegnandoci la finale contro CRAQ. A seguire la semifinale del volley non arrideva invece ai nostri ragazzi che perdevano molto in altezza non potendo schierare Bonfiglioli, che aveva subito un colpo alla schiena nella partita di calcio a cinque; ciò, senza nulla togliere ai sostituti, toglieva un po di sicurezza alla squadra che si faceva scappare subito avanti Ravenna di una decina di punti fino al 19-8 nel primo set; qui una serie di punti, sia diretti che indiretti, ottenuti da Minezzi in battuta ci permetteva di avvicinarci sino al ma qui, come si dice in gergo, morivamo grassi. Il secondo set sembrava più equilibrato ma anche qui sul sei pari abbiamo lasciato scappare gli avversari di 7-8 punti che poi non siamo più riusciti a recuperare finendo così sconfitti per 2-0 e dovendoci accontentare della finale terzo-quarto contro CRAQ che nell altra semifinale veniva superata, sempre per 2-0, da BLS. Nel torneo di tennis a squadre intanto i nostri Muccioli, Taddei e Lugli Daniele prevalevano su CRAQ1 per 2-1 andando così a sfidare in finale BLS che aveva superato con analogo punteggio CRAQ2 mentre nel ping pong a squadre il turno preliminare vedeva affrontarsi le nostre due squadre (la 1 formata da Minezzi e dai due figli mentre la 2 era composta da Casarini, Lugli Daniele, Borghi e Tavoni) con vittoria per 2-1 della favorita squadra 1. A conclusione della giornata di gare ecco il calcio ad otto con lo scontro BLS-CRAQ che ha visto BLS andare in doppio vantaggio e controllare abbastanza agevolmente la gara ma subendo poi il pareggio nei minuti finali con due conclusioni da fuori e come al solito ai rigori vince la squadra in rimonta; a seguire i nostri ragazzi hanno affrontato BDS/POPSS in una partita che, discreta nel primo tempo, si è poi ravvivata nella ripresa con Pifano che ci dava il vantaggio con un tiro da

3 3 3 fuori e Panini che raddoppiava con un preciso destro incrociato sull altro palo; nei minuti finali uan pregevole rete al volo del centravanti avversario fissava il risultato finale sul 2-1 per noi. Nota negativa dell incontro era l infortunio capitato ad un giocatore avversario che cadeva male in un contrasto tra lui, il suo portiere ed un nostro giocatore riportando una grossa contusione alla caviglia; successivi esami radiologici il giorno successivo avrebbero appurato una frattura, ancora auguri di buona guarigione allo sfortunato collega. Venerdì 30/5/08 Giornata di semi-riposo dove al mattino era in programma la gara di corsa che si solgeva su quattro giri di un bel percorso interno al villaggio (ridotto a tre per le quattro donne partecipanti) che

4 4 4 si rivelava essere più lungo del previsto (Km.3,1 come diceva il Garmin del nostro Maestri contro i 2,5 proposti dall Organizzazione) e su terreno pianeggiante con un solo pezzo su sterrato costeggiando il mare. La selezione veniva subito fatta da De Marco della BLS che prendeva il largo mentre alle sue spalle un gruppetto si snocciolava via via finchè non restavano Lattanzi (vero polivalente della CRAQ) ed il nostro Montorsi Fiorenzo che, avendo capito di non poter raggiungere il primo posto, conservava le forze e nell ultimo giro piazzava l allungo che gli consentiva di raggiungere il secondo posto (tempi per i primi tre 56 40" 57 25" 58 01"); da segnalare anche i buoni piazzamenti degli altri nostri atleti (Maestri, Muccioli, Lugli Stefano) mentre tra le donne, partite insieme agli uomini, netta vittoria della rappresentante BDS, sig.ra Soru. A seguire finali del beach dove con un doppio 2-0 i nostri ragazzi si aggiudicavano il terzo posto e BLS il primo; entrambe le partite erano più combattute di quanto non sembri dal punteggio con i vari set finiti infatti quasi sempre ai vantaggi o con il minimo scarto. Nel pomeriggio, dopo le semifinali del ping pong dove si registravano le nette vittorie nostre e di Ravenna rispettivamente contro CRAQ e BLS, c era la gara di nuoto a stile libero con dieci concorrenti divisi in due serie da cinque cadauna; la gara, definita all australiana consisteva in una vasca di sola andata (25 metri) con l ultimo eliminato e così via finchè i concorrenti non fossero rimasti in due per serie ed allora sarebbe stata disputata la finalissima; mentre i nostri partecipanti Palazzi, Casarini, Tavoni venivano man mano eliminati si capiva che l altro nostro concorrente Tassi era invece destinato a recitare un ruolo di primissimo piano ed infatti, dopo aver vinto tutte le proprie manches, si aggiudicava nettamente anche la finalissima battendo Mastronicola (BLS). Ci si trasferiva poi al campo di calcio ad otto dove, per l ultima giornata del girone eliminatorio, avremmo affrontato BLS con possibilità, in caso di vittoria, di qualificarci per la finale primo-secondo posto, ma la voglia di rivalsa della BLS, l obiettiva maggior forza loro nel calcio ad otto unita ad una migliore prestanza fisica ed ad alcune defaillances nostre, tra cui la partenza anticipata per ragioni personali di Benedetti, perno centrale difensivo, incanalavano la partita verso una loro vittoria. In svantaggio per 1-0 abbiamo raggiunto il pareggio con Panini, bravo su punizione a sfruttare un pertugio lasciato libero dalla barriera, ma dopo leggero predominio avversario abbiamo poi subito al termine del primo tempo il 2-1 su un rigore abbastanza dubbio ma fischiato dall arbitro; nel secondo tempo abbiamo cercato senza fortuna di raddrizzare il risultato subendo la terza rete in contropiede a pochi minuti dalla fine. Nell altra partita della giornata BDS superava 4-3 Ravenna e si aggiudicava l ultimo posto utile per le finali che sarebbero state BLS-CRAQ per il primosecondo posto e BPER-BDS/POPSS per il terzo-quarto. Si svolgeva intanto la finale del tennis con lo svolgimento del decisivo doppio dove, dopo aver visto di cosa era capace in singolo contro Muccioli, abbiamo avuto modo di ammirare alcuni controcolpi di Lo Sordo che pensavamo di poter vedere solo in televisione (in particolare su smorzata di Lugli D. gran recupero da una parte all altra del campo e, con la pallina ad un altezza di non più di venti-trenta centimetri da terra quindi abbondantemente sotto la rete, gran dritto incrociato e relativo punto ed ancora smash con spettacolare salto all indietro di uno-due metri); veramente un gran giocatore che ha consentito alla sua squadra la vittoria finale sia in questo match che nel Torneo per 2-1 sulla nostra squadra. In serata gita notturna ad Ostuni (la città bianca), dove, pur se la stagione estiva non era ancora iniziata, parecchi negozi erano ancora aperti alle dieci di sera specialmente nella bellissima piazza centrale e nella strada che porta alla Cattedrale dove stavano già iniziando i preparativi per i festeggiamenti per la visita del Santo Padre prevista a metà giugno. Sabato 31/5/08 Giornata destinata alle finali; si inizia al mattino con il calcio a cinque dove in quella per il terzo-quarto posto si impone Campania per 4-0 su BLS per la quale c erano in campo le seconde se non le terze linee in previsione della finale di calcio ad otto del pomeriggio. A seguire scendevano in campo (ripetizione della partita iniziale del torneo) i nostri ragazzi contro CRAQ2 che erano più freschi di noi in quanto il giorno prima non avevano giocato neanche ad otto; partita molto equilibrata sbloccata per noi da Panini ma che ha visto il pareggio avversario poco prima del termine del primo tempo; nel secondo tempo si è notato una migliore organizzazione di squadra nostra ma una maggior freschezza atletica degli avversari che invece giocavano molto sulle abilità individuali avendo due giocatori molto forti tecnicamente in avanti con un ricambio altrettanto forte tecnicamente ma meno dotato fisicamente e due difensori, uno buono e l altro discreto e discreti ricambi. Nessuno è comunque riuscito a prevalere e si è così andati ai tempi supplementari (due da cinque minuti); nel primo nessuno ha segnato anche perché la stanchezza cominciava a farsi sentire dopo una settimana di gioco sotto un sole cocente ed ad una temperatura alta per il periodo (mentre Modena era sotto continui temporali). Nel secondo dopo un occasione per loro sventata in provvidenziale recupero dalla nostra difesa a due minuti dalla fine dopo rimessa laterale Panini serviva Bonfiglioli che partiva dalla destra e dopo aver superato il proprio avversario, grazie anche alle sue lunghe leve, faceva partire un tiro di sinistro che si infilava nell angolino basso alla destra del portiere facendo scattare in piedi la panchina ed i nostri sostenitori presenti al campo. I restanti minuti di gioco non passavano mai anche perché abbiamo fallito un clamoroso contropiede e c era sempre la famosa legge del gol sbagliato gol subito ad incombere ma finalmente il triplice fischio finale dell arbitro decretava la fine della partita con il nostro trionfo e successive grandi scene di giubilo tra i nostri ragazzi. Nel primo pomeriggio altro trionfo per i nostri colori con la banda Minezzi che si imponeva per 2-1 nella finale del ping pong contro Ravenna in attesa della finale terzo-quarto per il calcio ad otto contro BDS/POPSS dove purtroppo il detto non c è due senza tre non è stato ascoltato; oltre alle numerose assenze tra le nostre file, dovute anche ai colpi subiti nella partita del mattino, che hanno obbligato mister Lasagni a rispolverare anche la vecchia guardia Maestri (nell inedito ruolo di terzino), Rocco, Palazzi, Zoboli ha inciso anche la maggior decisione degli avversari che avevano l ultima occasione per entrare nel medagliere; siamo comunque andati in vantaggio con Rocco che, pur se in condizioni fisiche menomate con un ginocchio in disordine (menisco), a dimostrazione che il fiuto del gol uno ce l ha o non ce l ha, si avventava su un corner tirato forte basso dal nostro capitano Pifano e, precedendo il suo difensore, realizzava la sua ennesima rete (pur essendo un ragioniere ha perso il conto delle stesse anche perché nel secolo scorso si guardava meno di adesso alle statistiche). Successivamente la differenza è stata però fatta dal centravanti avversario, Atzori che già ci aveva punito in altre occasioni, che, prima di testa e poi su rigore, faceva chiudere il primo tempo sul due ad uno per loro; nel secondo tempo la differenza è stata fatta invece dal portiere avversario, Pau poi giustamente premiato come miglior portiere della manifestazione, che con due parate magistrali negava in entrambe le occasioni a Rocco la gioia del pareggio, e così come spesso succede a cinque minuti dalla fine, in contropiede, abbiamo poi subito la terza rete che fissava così il risultato dando il terzo posto ai colleghi del BDS/POPSS ed a noi il quarto. La finale del primo-secondo era poi appannaggio dei giocatori della BLS il cui compito più difficile era sbloccare il risultato; una volta fatto tutto è stato più facile per loro approfittando anche della stanchezza dei giocatori della CRAQ, reduci dalle fatiche mattutine contro di noi nella finale del calcio a cinque; il risultato finale di 3-0 è comunque ingeneroso per i ragazzi della CRAQ che si sono battuti degnamente fino alla fine cercando però inutilmente la via della rete. La serata del sabato è stata come al solito dedicata ai saluti, ai ringraziamenti, alle premiazioni ed un arrivederci al prossimo anno per un altra edizione delle Bancariadi che si svolgerà a Lanciano come proposto dai dirigenti della BLS che si sono offerti di organizzare od a Villasimius, come si sentiva vociferare da chi aveva organizzato l edizione di quest anno? Vedremo. Intanto nell attesa della prossima manifestazione non dimentichiamoci che le BANCARIADI devono continuare ad essere il luogo di ritrovo di tutte le realtà del nostro Gruppo Bancario, speriamo che le assenze di quest anno non si ripetano il prossimo, dove deve prevalere lo spirito ricreativo e di comunione che deve sempre e comunque essere alla base delle diverse gare senza che manchi ovviamente un buon animus pugnandi da parte dei diversi concorrenti perché la voglia di vincere e migliorarsi ci deve sempre essere ma ciò non deve mai prevalere sulla lealtà, correttezza e rispetto dell avversario e dei giudici di gara, come è stato sinora. Domenica 1/6/08 Destinata al viaggio di ritorno iniziato in ritardo rispetto al previsto per i lunghi tempi di rilascio delle camere (non tutti avevano pensato di farlo il sabato sera) ma effettuato senza nessun problema di traffico, neanche nel temuto tratto Rimini-Modena, con le solite soste per i ristori, per scaricare Muccioli a Cesena e guardando alla televisione (come possibile) i Gran Premi di Moto GP e di Formula 1, l ultima tappa del Giro d Italia ed infine un buon giallo in DVD (Inside Man) in dotazione dell autista, che non era il nostro solito ma si è dimostrato anche lui all altezza con una guida tranquilla e sicura. Poco prima delle venti arrivo al Centro Servizi ed arrivederci al prossimo anno, o per alcuni alla settimana successiva per le gare del Torneo delle Aziende, con l auspicio che la partecipazione a questa manifestazione sia sempre più numerosa da parte dei nostri colleghi. RobertoPalazzi

5 CAMPIONATI ITALIANI INDIVIDUALI DI TENNIS 2008 La 18ª edizione dei Campionati Italiani Interbancari di tennis si è svolta dal 15 al 22 giugno al Villaggio Valtur in quel di Ostuni, a questa edizione era presente un equipe di Sky che ha ripreso tutto lo svolgimento dei campionati con interviste ai protagonisti, l ampia sintesi delle gare è poi andata in onda nei giorni successiviil torneo sul Channel Sky Sport 955. Premesso questo a dimostrazione dell importanza della manifestazione supportata da importanti sponsor a livello internazionale, quest anno al vincitore andava in premio una magnifica moto Honda.Buoni i risultati della nostra rappresentativa Gruppo Bancario BPER, anche se la fortuna ci ha praticamente dimenticati voltandoci le spalle, i sorteggi nei vari tabelloni sono stati disastrosi basti pensare che i nostri Scacchetti, Alfieri, Taddei e Scacchetti/Campi nel doppio, si sono visti escludere dalle semifinali tutti dalle teste di serie n 1 e campioni Italiani uscenti che poi non avevano difficoltà a riconfermarsi in quesdta edizione, comunque per i nostri un onorevole 5 posto finale. Altri importanti risultati sono stati conseguiti dai nostri giocatori come il 3 posto assoluto nel sing. masc. classificati del nostro n 1 Fabio Fossanova (Pop. Materano) che oltre ad essere incappato in una giornata di forma non favorevole ha incontrato in semifinale il mattatore di questi campionati,vincitore sia del Sing. che del doppio sempre classificati battendo proprio in finale anche in modo abbastanza fortunoso al tie-break del 3 set i nostri Fossanova/ Bozzo. Questi risultati hanno permesso alla nostra rappresentativa di raccogliere il punteggio necessario per poter partecipare alla fase finale dei Campionati Italiani Interbancari a squadre che si svolgeranno a Tabarka in Tunisia a settembre dove la nostra squadra del Gruppo Bancario scenderà in forza con una squadra competitiva al massimo per vedere di riuscire a conquistare quel titolo Italiano che da anni insegue. Luigi Scacchetti 5 5 TORNEO SOCIALE DI TENNIS 2008 AREE MO/RE LA PRIMA VOLTA DI MANZINI Sui campi della Polisportiva Cognentese, come di consueto da alcuni anni si è svolto il Torneo Sociale di tennis riservato ai colleghi e colleghe delle aree Modena e Reggio E. Come dal titolo si è imposto imprevedibilmente ma con veramente pieno merito il collega Andrea Manzini (Uff. Titoli) anche perche si presentava per la prima volta a disputare il torneo, questo non gli impediva di superare agevolmente tutti i malcapitati colleghi che dovevano incontrarlo compreso anche coloro che negli anni precedenti erano stati protagonisti. Ottima prova anche quella del coriaceo ed atletico Marco Michelini che dopo avere battuto incredibilmente il più quotato Ermanno Taddei si aggiudicava la coppa di 3 classificato in compagnia del bravo e regolare Biagioni.Vittima illustre del vincitore Manzini il collega Contri Francesco fresco debuttante al torneo e reduce da un grave infortunio ad un ginocchio ma già ex classificato ed in netta ripresa giocando il miglior tennis di questo torneo, queste sue notevoli doti gli consentiranno seguendo un adeguata preparazione di essere un punto di forza della nostra rappresentati-va ai prossimi Campionati Italiani a squadre che si svolgeranno nel mese di Settembre a Tabarka in Tunisia.Per quanto riguarda il Singolare riservato alle nostre sportivissime colleghe ancora una piacevole sorpresa, per la prima volta partecipante ma vincitrice con grande autorevolezza la bravissima collega Valeria Tarquino (Ag.1 Sassuolo) si aggiudicava la vittoria battendo in finale Elisa Bettelli (Ag. 3 Mo) che ripeteva anche quest anno la bella prova sostenuta nel Bella chiusura di torneo con l incontro che vedeva il vincitore del singolare maschile contro la vincitrice del sing. femm. dove la TARQUINO cedeva al forte MANZINI impegnandolo in alcune fasi dell incontro severamente. Chiuso in modo veramente positivo questo Sociale 2008 che per la prima volta dopo tanti anni ha visto la partecipazione di molti volti nuovi, speriamo nei prossimi anni di proseguire su questa strada per fornire nuovi tennisti alla nostra valida rappresentativa. Risultati Singolare Masch. e Femm.: 1 Manzini Andrea 2 Tarquinio Valeria 3 Michelini Marco - Biagioni Giuseppe Luigi Scacchetti Nella foto: Fossanova Fabio (Pop. Materano) e Bozzo Paolo (Banco di Sardegna) Fossanova 3 class.sing.masc. classificati. Fossanova/Bozzo Vice campioni Italiani doppio maschile classificati. Nella foto: i vincitori Sing. Masc. e Sing. Femm. Manzini Andrea (Uff. Ttitoli) Tarquino Valeria (AG. 1 Sassuolo)

6 6 6 ANCORA UNA VITTORIA NEL CALCIO A CINQUE Al termine dei vari campionati iniziano i Tornei; quest anno i ragazzi del nostro Circolo hanno preso parte a Modena al Tradizionale Torneo degli Enti, Aziende e Cooperative, quindicesima edizione per il calcio ad undici e sesta per il calcio a cinque, organizzato come al solito dalla UISP ed a Verona alla decima edizione del Memorial Bisagno che, purtroppo per i nostri colleghi, è ormai una manifestazione semiprofessionistica con un livello molto elevato che ha impedito ai nostri ragazzi di superare il turno eliminatorio riportando nello stesso con due sconfitte ed un pareggio ma come si è sempre detto l obiettivo principe del nostro Circolo Dipendenti è cercare di unire ancor più i nostri colleghi e non il risultato sportivo a tutti i costi. Al Torneo delle Aziende di Modena il Consiglio del Circolo, per soddisfare le richieste dei ragazzi, decideva di partecipare con tre squadre, una nel calcio ad 11 e due nel calcio a 5 formate per la quasi totalità dai partecipanti al Campionato UISP ed a quello CSI con rinforzi di colleghi che giocano in squadre di categoria. Nel calcio ad undici le squadre iscritte erano quest anno solo otto (noi WAM Avis Prov.le Accademia Militare Polizia di Stato Bosch Oil Control Maserati Ferrari Scaglietti) mentre in quello a cinque erano sei (noi con squadra A e B Hera Cremonini Lamborghini Dinamic Oil) e per entrambe le manifestazioni veniva deciso di svolgere un girone unico all italiana con partite di sola andata dove al termine del quale la squadra prima posizionata si sarebbe classificata direttamente per la finalissima mentre la seconda e la terza avrebbero giocato tra di loro una gara secca di spareggio per guadagnarsi il diritto di confrontarsi con la prima nella finalissima per l aggiudicazione del Torneo; unica condizione per non svolgere la semifinale era che due squadre terminassero il girone in testa a pari punti ed in questo caso le due prime avrebbero disputato immediatamente la finalissima. Ricapitoliamo ora l andamento dei due Tornei partendo dal calcio a cinque con, come al solito, un resoconto veloce delle partite che come noto si svolgono in due tempi di 25 minuti l uno con possibilità di cambi volanti e rientro dei giocatori sostituiti. Giovedì 8/5/08 MO Pal. G.Pini: BPER/A BPER/B 3-7 Formazione BPER/A: Lanzotti, Corradini, Iaccheri, Bacchelli, Pifano, Bonfiglioli, Borgazzi, Stefani, Facciolla, Gibellini, Nasole, Borghi; dir. Balloi, Palazzi. Formazione BPER/B: D Angelo, Gallesi, Venturelli, Bianchini, Greco, Di Grazia, Paltrinieri, Guidetti, Domeniconi, Panini P., Setti; dir. Orlandi. Reti BPER/A: Pifano, Borgazzi, Nasole. Reti BPER/B: Greco (4), Di Grazia (3). Partita decisa dalla tensione che attanagliava la squadra A, vincitrice del Torneo la scorsa edizione, che iniziava molto contratta subendo un passivo iniziale di quattro reti causate da molte indecisioni e che poi non riusciva più a recuperare anche per la forza della squadra B dove si capiva subito che i marcatori avrebbero fatto la differenza anche nelle partite successive. Martedì 13/5/08 MO Pal. G. Pini: BPER/A Cremonini 10-8 Formazione: Natale, Bacchelli, Iaccheri, Panini A., Bonfiglioli, Stefani, Nasole, Facciolla, Gibertoni, Borghi, Gibellini; dir. Balloi. Reti: Stefani (2), Nasole (2), Bonfiglioli (2), Iaccheri (2), Bacchelli, Borghi. Partita dove eravamo in vantaggio per 10-3 sino a cinque minuti dalla fine cercando poi di complicarci la vita nel finale. Martedì 13/5/08 MO G. Pini: BPER/A Lamborghini 7-6 Formazione: D Angelo, Orlandi, Raimondi, Setti, Guidi, Greco, Paltrinieri, Guidetti; dir. Gallesi. Reti: Guidi (3), Greco (2), Orlandi, Paltrinieri. Partita con i nostri ragazzi sempre avanti ma senza mai riuscire a prendere un vantaggio decisivo e con risultato positivo portato a caso con grande fatica ma buon merito. Martedì 20/5/08 MO Pal. G. Pini: BPER/A Lamborghini 10 9 Formazione: Lanzotti, Natale, Bacchelli, Pifano, Bonfiglioli, Stefani, Nasole, Gibellini, Iaccheri, Borgazzi, Panini A., Gibertoni; dir. Balloi, Palazzi. Reti: Borgazzi (4), Pifano (2), Nasole, Bonfiglioli, Bacchelli, Iaccheri. Partita che offriva agli avversari la possibilità di rifarsi della sconfitta patita l anno scorso in finale e che vedeva gli stessi portarsi molto presto in vantaggio di tre reti ma qui iniziava la nostra caparbia reazione ed il primo tempo si concludeva sul 6-5 a favore della Lamborghini; l inizio del secondo tempo sembrava segnare la fine della nostra rimonta con gli avversari che si portavano sul 9-6 a dieci minuti dalla fine ma i nostri ragazzi non mollavano raggiungendo il pareggio a due minuti dalla fine e raggiungendo la vittoria nel minuto di recupero con Nasole che su punizione fintava il tiro smarcando invece Iaccheri che, solo davanti alla porta sguarnita, non aveva difficoltà a segnare; palla al centro e fischio dell arbitro per la fine della partita con gli avversari attoniti ed i nostri ragazzi ovviamente al settimo cielo. Martedì 20/5/08 MO Pal. G. Pini:

7 7 7 BPER/B Dinamic Oil 5 4 Formazione: D Angelo, Venturelli, Bianchini, Di Grazia, Tinti, Guidetti, Barchi, Domeniconi, Panini P., Franda; dir. Gallesi. Reti: Venturelli (2), Di Grazia, Franda, Panini P.. Tutte le volte che andavamo in vantaggio venivamo immediatamente recuperati per errori difensivi (ben tre reti subite su contropiede susseguente a corner a nostro favore) ma finalmente alla quinta rete non ci siamo più fatti recuperare. Giovedì 22/5/08 MO Pal. G. Pini: BPER/A Dinamic Oil 8-3 Formazione: Lanzotti, Corradini, Iaccheri, Bacchelli, Facciolla, Pifano, Bonfiglioli, Nasole, Stefani, Gibellini, Gibertoni; dir. Balloi. Reti: Pifano (2), Bonfiglioli (2), Stefani (2), Iaccheri, Facciolla. L esperienza avuta dalla squadra B la partita precedente rendeva i nostri ragazzi accorti e portare a casa la vittoria con un break nel secondo tempo dove approfittavamo anche dei maggiori cambi a disposizione. Martedì 27/5/08 MO Pal. G.Pini: BPER/B - Cremonini 7 6 Formazione: D Angelo, Raimondi, Setti, Paltrinieri, Panini P., Venturelli, Guidetti, Tinti, Di Grazia, Orlandi; dir. Alaimo. Reti: Di Grazia (3), Guidetti, Paltrinieri, Panini P., Venturelli. Sofferta ma meritata vittoria. Giovedì 29/5/08 MO Pal. G. Pini: BPER/B Hera 3 7 Formazione: Panini P., Venturelli, Tinti, Setti, Barchi, Domeniconi, Alaimo, Paltrinieri; dir. Orlandi. Reti: Venturelli, Barchi, Alaimo. Imprevista sconfitta causata soprattutto dalle numerose assenze nelle nostre file. Martedì 3/6/08 MO G.Pini: BPER/A Hera 11-6 Formazione: Natale, Corradini, Iaccheri, Barbanti, Pifano, Bonfiglioli, Nasole, Stefani, Gibellini, Gibertoni, Borgazzi; dir. Balloi. Reti: Nasole (3), Bonfiglioli (3), Borgazzi (2), Iaccheri (2), Pifano, Gibellini. Prima della partita il quesito era: le fatiche delle Bancariadi avrebbero causato problemi ai nostri ragazzi? Il risultato dice di no anche perché nel nostro caso la teoria che dice che la vittoria non fa sentire la fatica era pura verità e poi essendo questa l ultima partita del girone eliminatorio i nostri ragazzi sapevano già che in caso di vittoria avrebbero raggiunto al primo posto la squadra B e ciò avrebbe evitato la disputa della semifinale contro la Lamborghini e consentito di disputare la finalissima tra le nostre due squadre e così è stato. Mercoledì 11/6/08 MO G. Pini: BPER/B BPER/A 12 6 Formazione BPER/B: D Angelo, Orlandi, Venturelli, Bianchini, Greco, Di Grazia, Guidi, Setti, Paltrinieri, Guidetti, Domeniconi, Panini P.; dir. Gallesi. Formazione BPER/A: Lanzotti, Corradini, Iaccheri, Bacchelli, Pifano, Bonfiglioli, Borgazzi, Stefani, Facciolla, Gibertoni, Nasole, Borghi; dir. Balloi, Palazzi. Reti BPER/B: Greco (4), Di Grazia (4), Guidi (4). Reti BPER/A: Borgazzi (2), Stefani (2), Pifano, Facciolla. Partita disputata all insegna della massima sportività alla presenza dei rappresentanti del Circolo (l anticipo della gara dal giovedì al mercoledì per impedire concomitanza gara con il Torneo ad 11, falcidiato dai numerosissimi rinvii per pioggia, causava un disguido di comunicazioni tra il Circolo ed i rappresentanti dell Ufficio Personale della Banca che non potevano presenziare alla gara) e così come l anno scorso la partita inaugurale del torneo era anche l ultima e questa volta il risultato si è ripetuto con i ragazzi della squadra B che hanno replicato la vittoria iniziale conquistando meritatamente il Trofeo anche se l inizio della partita li vedeva soffrire e subire la freschezza atletica dei ragazzi della squadra A che non sfruttavano però occasioni per incrementare il vantaggio iniziale e pian piano i giocatori della squadra B in grado di fare la differenza (i realizzatori delle reti) hanno incanalato la partita verso la loro vittoria con un punteggio però troppo punitivo per la squadra A che ha purtroppo confermato alcune difficoltà realizzative pur migliorando la fase difensiva e limitando al minimo le distrazioni. Il fischio finale vedeva l abbraccio in campo tra le due squadre e dopo le premiazioni da parte dei dirigenti UISP foto con i nostri ragazzi mischiati tra di loro insieme ai dirigenti e con le coppe in primo piano con successivo appuntamento in pizzeria per festeggiare un risultato ancora una volta favorevole ai nostri colori. Passiamo ora al calcio ad undici che prevedeva sette giornate di gare con gare anche bisettimanali per cercare di concludere il Torneo entro la metà di giugno prima dell inizio del periodo vacanziero; l inclemenza del tempo, come vedremo, ha però allungato i tempi portando la disputa della finalissima a giovedì 26 giugno. Diamo ora il resoconto delle partite della nostra squadra ricordando che questo era il primo anno, dopo tanto tempo, che la nostra squadra si schierava al via senza poter contare continuativamente sul capitano Bellinazzi che aveva lasciato l anno precedente il calcio ufficiale e che risentiva di un infortunio alla caviglia, residuo di tanti anni di gioco. Martedì 6/5/08 Modena campo Guidi: BOSCH - BPER 0 1 Formazione: Tedeschini, Bondi, Bianchini, Vecchi, Franchini, Setti, Mazzanti, Rossi, Rabboni, Vezzelli, Dalia; a disposizione Marastoni, Bocchi, Tamburini, Breveglieri, Pifano. All. Vandelli; dir. Alaimo, Bellentani, Palazzi, Zoboli. Reti: Rabboni. Si ripeteva in questo Torneo la prima partita dello scorso anno, ancora una volta a nostro favore, decisa dopo tre minuti di gioco da un affondo di Dalia sulla destra che metteva in mezzo un bel pallone con Rabboni che svettava più alto di tutti schiacciando la palla sul primo palo rendendo vano il tuffo del portiere avversario. Successivamente la partita veniva giocata per lo più a centrocampo con poche occasioni per entrambe le parti; alcune nostre imprecisioni negli ultimi dieci minuti della partita, quando la spinta degli avversari si era molto calmata, non ci hanno però consentito di chiuderla lasciando aperto il risultato che non è però cambiato con la nostra vittoria. Martedì 13/5/08 Baggiovara: BPER Maserati 1-0 Formazione: Donnini, Franchini, Bianchini, Venturelli, Setti, Bocchi, Mazzanti, Tamburini, Dalia, Vezzelli, Di Grazia; a disposizione Benedetti, Breveglieri, Alaimo. All. Vandelli; dir. Bellentani, Palazzi, Zoboli. Reti: Di Grazia. L avversario molto tignoso (e quest anno sarebbe stata una caratteristica) ci rendeva difficile la vita con parecchie imprecisioni ed errori di passaggio e nonostante una buona predominanza di campo non riuscivamo a creare chiare occasioni se non in mischie susseguenti a calci da fermo finchè verso la fine del primo tempo Di Grazia non approfittava di un lungo rinvio del nostro portiere e, dopo aver ben coperto la palla sul rimbalzo, lasciava partire dal limite un preciso destro incrociato che si insaccava sul secondo palo. Il secondo tempo non si discostava molto dal primo con maggiori rischi per noi negli ultimi cinque minuti a seguito dell espulsione di Vezzelli anche perché in un veloce contropiede Di Grazia era molto egoista e da posizione defilata voleva concludere da solo, subendo la respinta del portiere, senza servire Dalia da solo in mezzo all area. Questa partita ci avrebbe poi purtroppo fatto perdere per il resto del torneo il portiere Donnini che riportava una lesione ad un tendine di un dito e così obbligato ad un riposo forzato di due mesi. Giovedì 15/5/08 Marzaglia campo Magotti: Ferrari Scaglietti - BPER 1 0 Formazione: Marastoni, Breveglieri, Meneghini, Rossi, Franchini, Venturelli, Michelini, Bianchini, Rabboni, Tamburini, Di Grazia; a disposizione Benedetti, Pifano. All. Vandelli; dir. Alaimo, Bellentani, Palazzi, Zoboli. Partita decisa dopo cinque minuti dall inizio alla prima azione avversaria quando il loro numero dieci dal limite tirava sul primo palo sorprendendo il nostro portiere che non si aspettava tale conclusione; il resto della partita era un nostro vano cozzare contro una squadra molto verbosa e molto decisa, anche troppo in alcuni giocatori, e noi cadevamo in pieno nella trappola lasciandoci trascinare in un continuo discutere. Ad ogni fischio dell arbitro, che ad un certo punto non capiva più niente della partita, infatti si apriva un comizio e se ci fosse stato il calcolo del tempo effettivo avremmo giocato sì e noi quindici minuti sui sessanta previsti; quello che ci ha lasciati sconcertati è stato il fatto di sentire continue minacce di non finire la gara sani ai nostri ragazzi con la terna che lasciava tranquillamente fare e dire, completamente al di fuori dello spirito ricreativo del Torneo. Ovviamente neanche noi siamo angeli ma riteniamo che ci siano dei limiti, anche di educazione, che ormai purtroppo in tante partite si superano senza nessun motivo plausibile. Martedì 20/5/08 Marzaglia campo Magotti: BPER Polizia di Stato 4 1 Formazione: Tedeschini, Meneghini, Bondi, Vecchi, Benedetti, Venturelli, Dalia, Vezzelli, Gibertini, Bellinazzi, Bianchini; a disposizione Tamburini, Alaimo. Dir. Palazzi. Reti: Gibertini (2), Bellinazzi, Dalia. Nonostante il diluvio abbattutosi su Modena nel pomeriggio il campo aveva tenuto perfettamente mentre invece venivano rinviate le partite che dovevano disputarsi al campo Morselli. Partita che vedeva il debutto quest anno di Bellinazzi (e sarebbe purtroppo stata l unica) e dove finalmente si è giocato a calcio e non a parole con l arbitro praticamente mai impegnato. Abbiamo preso subito il comando delle operazioni e dopo un periodo di predominio con tante occasioni create ma fallite al decimo abbiamo sbloccato il risultato grazie a Bianchini che batteva velocemente una punizione a due in area smarcando Gibertini che non aveva difficoltà a realizzare. Da lì in poi la squadra avversaria per cinque minuti non è praticamente riuscita ad uscire dalla propria area se non lunghi rinvii subito preda dei nostri giocatori che però hanno sbagliato un numero incredibile di reti (a Dalia fischiano ancora le orecchie per i rimproveri dalla panchina) finchè Bellinazzi, dopo aver superato in slalom numerosi avversari, veniva fermato con

8 8 8 un netto fallo di mano al limite dell area e Gibertini, confermando la fama di goleador, approfittava del non fischio dell arbitro per il vantaggio e batteva il portiere in uscita. Alla fine del primo tempo un rigore concesso agli avversari con manica molto larga dall arbitro vedeva gli stessi ridurre le distanze ma senza poi crearci grossi problemi nel secondo tempo anche se abbiamo aspettato gli ultimi dieci minuti per mettere al sicuro il risultato prima con Bellinazzi che con una brillante azione solitaria superava tre uomini più il portiere e depositava il pallone nella rete incustodita e poi con Dalia ben smarcato da Bellinazzi. Giovedì 22/5/08 Modena campo Guidi: BPER AVIS Prov.le rinviata per il maltempo. Iniziavano i problemi con la pioggia; la settimana seguente per noi era di riposo vista la concomitanza delle Bancariadi. Martedì 3/6/08 Marzaglia campo Magotti: WAM Group BPER 2-1 Formazione: Marastoni, Bondi, Bianchini, Vecchi, Setti, Ferrari, Mazzanti, Vezzelli, Gibertini, Bocchi, Rabboni; a disposizione Benedetti, Tavoni, Alaimo. All. Vandelli; dir. Bellentani, Palazzi, Zoboli. Reti: Vezzelli. Partita ben giocata tra due squadre che si rispettavano e si temevano; la WAM confermava la sua forza di una squadra compatta con due punte molto veloci che sugli spazi potevano creare molti problemi ed infatti verso la fine del primo tempo, quando noi iniziavamo a prendere in mano la partita prendendo possesso del centrocampo con buone trame anche se poi difettavamo nell ultimo passaggio non servendo bene le nostre punte, una bellissima giocata a centrocampo del n.10 avversario permetteva a quest ultimo di lanciare in profondità il centravanti (Collins che ci aveva già trafitto lo scorso anno) che superava in velocità il nostro difensore e batteva il nostro portiere in uscita disperata al limiti dell area. Lo svantaggio però non ci smontava e nel secondo tempo continuavamo a giocare bene e verso la metà Vezzelli dal limite dell area approfittava di una corta respinta della difesa su corner e ci faceva raggiungere il pareggio; dopo pochi minuti però il libero avversario con un forte rilancio pochi metri dentro la nostra metà campo sorprendeva fuori dai pali il nostro portiere che veniva superato dal rimbalzo e dando così il nuovo vantaggio alla squadra avversaria. Qua il colpo lo abbiamo subito e da lì alla fine non abbiamo più creato molto; peccato perché un pareggio sarebbe stato il giusto risultato di una bella partita ben giocata da entrambe le parti. Giovedì 5/6/08 Modena campo Mazzoni: BPER Accademia rinviata per il maltempo Martedì 10/6/08 Modena campo Guidi: BPER AVIS Prov.le non disputata Questa partita è veramente sfortunata; infatti neanche il recupero si è potuto giocare perché i custodi del campo Guidi dicevano di non essere stati informati del calendariamento della partita ed avevano iniziato la manutenzione estiva del campo da gioco. Lunedì 16/6/08 Villanova: BPER AVIS Prov.le 1 0 Formazione: Tedeschini, Tavoni, Bianchini, Venturelli, Benedetti, Franchini, Dalia, Vecchi, Gibertini, Vezzelli, Mazzanti; a disposizione Barbanti, Pifano, Alaimo. All. Vandelli; dir. Bellentani, Palazzi, Zoboli. Reti: Vezzelli. Al terzo tentativo siamo finalmente riusciti a giocare la partita contro l AVIS pur correndo anche stavolta un grosso rischio; il campo era infatti abbastanza bagnato ma il custode ha dato il suo beneplacito anche perché questa era l ultima partita dell anno su quel campo e c era tempo fino a settembre per sistemarlo. La partita si è decisa subito dopo un minuto quando una punizione di Vezzelli si depositava in rete grazie anche ad una grossa indecisione del portiere avversario; nei successivi dieci minuti non siamo riusciti ad approfittare dello sbandamento avversario ed abbiamo mancato occasioni di chiudere la partita che è stata in bilico sino alla fine anche perché in diverse punizioni dal limite anziché cercare la porta con un tiro forte abbiamo sempre provato il pallonetto con scarsi esiti. E non chiudere le partite dà stimoli agli avversari di provarci; così è successo anche questa volta anche se però non abbiamo corso grossi problemi se non in due mischie susseguenti a corner e con tante gambe in area una deviazione ci può sempre essere; e così è stato ma fortunatamente ha lambito il palo causano solo un altro corner poi ben risolto dalla nostra difesa. Mercoledì 18/6/08 Modena Campo S. Damaso: Accademia - BPER 2-1 Formazione: Tavoni, Setti, Benedetti, Venturelli, Franchini, Ferrari, Mazzanti, Vecchi, Gibertini, Vezzelli, Di Grazia; a disposizione Barbanti, Breveglieri, Tamburini, Pifano. All. Vandelli; dir. Alaimo, Orlandi, Palazzi, Zoboli. Reti: Vecchi. L ultima partita del girone era praticamente uno spareggio per centrare il terzo posto e poter quindi disputare la semifinale contro la Bosch (seconda) mentre la WAM era ormai praticamente prima. A noi bastavano due risultati su tre (vittoria e pareggio) per passare mentre una sconfitta ci avrebbe condannati in quanto saremmo stati raggiunti a pari punti dall Accademia ma superati per lo scontro diretto. La partita sembrava mettersi bene quando dopo un minuto Di Grazia si liberava davanti al portiere ma si vedeva respingere il tiro dallo stesso e sulla ribattuta il palo respingeva il tiro avversario; dopo altre nostre occasioni fallite era Vecchi verso la fine del primo tempo a portarci in vantaggio sfruttando finalmente una bella azione di Di Grazia. Il secondo tempo proseguiva sulla falsariga del primo senza grossi problemi per noi e con altre occasioni non sfruttate con il portiere avversario che salvava la propria squadra dicendo di no a Mazzanti solo davanti a lui finchè non siamo arrivati a dieci minuti dalla fine in superiorità numerica per l espulsione per doppia ammonizione del n.8 avversario. A quel punto si pensava di avere la partita in pugno ma su contropiede ed un rimpallo abbiamo subito la rete del pareggio; la voglia di centrare il risultato ci ha spinto ancora di più in avanti (con il senno di poi forse si poteva controllare meglio la partita ma i ragazzi erano convinti ed in palla) continuando però a sbagliare troppo negli ultimi metri e così all ultimo minuto in un secondo contropiede il centravanti avversario in un contatto con il nostro difensore cadeva, l arbitro fischiava e si recava sul posto e vedendo che era caduto dentro l area concedeva il rigore che veniva realizzato e dava il vantaggio alla squadra avversaria con la nostra panchina che non credeva a quello che vedeva. L ultimo assalto nel tempo di recupero ci vedeva guadagnare un calcio a due in area ma Ferrari tirava oltre la traversa e così l Accademia, confermando che il pallone è rotondo e che finchè l arbitro non dà il triplice fischio le partite non sono mai finite, ci superava sul filo di lana guadagnando l accesso alla semifinale che si sarebbe disputata sempre a S. Damaso il martedì successivo contro la Bosch che non ripeteva i nostri errori sotto porta andando alla svelta sul doppio vantaggio e poi chiudere la partita senza troppi problemi e staccando quindi il biglietto per la finalissima disputata giovedì 26.6 al campo della Polisportiva Saliceta contro la favorita WAM, ma si sa che le finali sono spesso imprevedibili ed anche questa volta è stato così; infatti dopo cinque minuti di gioco a centrocampo la BOSCH passava in vantaggio con un tiro da fuori non irresistibile. La WAM a quel punto si buttava all attacco ma il pareggio, che sarebbe stato meritato, gli veniva negato da due prodezze del portiere avversario che infondeva sicurezza alla propria squadra che alla fine del primo tempo raddoppiava grazie ad un tiro cross (forse più cross che tiro ma ci vuole anche un po di fortuna per vincere) della propria ala destra. Nel secondo tempo il copione era sempre quello con la WAM all attacco e la BOSCH a difendersi senza correre grossi rischi anche perché l attacco della WAM, come già dimostrato contro di noi, è molto forte in spazi aperti potendo

9 9 contare sulla velocità e bravura delle due punte che però non hanno una grossa stazza e non sono proprio a loro agio in mezzo all area affollata; e così solo nel recupero la WAM è riuscita a ridurre le distanze grazie ad un calcio di rigore realizzato dal centravanti. Alla fine grande festa per la BOSCH che riusciva a cogliere la prima vittoria nella competizione ed aumentando ancora di più la nostra amarezza ripensando alla partita iniziale del Torneo. Il risultato di quest anno deve però fare aumentare ancora di più il nostro impegno di riuscire a creare un gruppo compatto e coeso come era quello di alcuni anni fa (anche se al momento ci manca il personaggio trainante che è stato per noi per tantissimi anni Bellinazzi) perché in questi Tornei diventa forse più fondamentale la squadra che non i singoli elementi. Speriamo che i nuovi ingressi di forze fresche di questi ultimi due anni proseguano e vadano a coprire tutti i ruoli per non obbligare il mister a troppi sposta- menti forzati e rinnoviamo quindi ancora una volta l invito a tutti i nostri colleghi interessati al settore calcio o calcetto che leggono queste righe di farsi avanti e di contattare i referenti sottoindicati perché ormai le dimensioni della Banca impediscono una conoscenza diretta dei nuovi entrati se questi non trovano sul posto di lavoro un altro calciatore; rammentiamo che settimanalmente ci troviamo al campo Borghi di Saliceto Panaro tutti i lunedì sera a partire da settembre sino a dicembre e da febbraio- marzo sino a giugno all ormai classico orario 18,30-20,30. Concludiamo con l elenco dei referenti da contattare per chi fosse interessato a partecipare all attività in qualsiasi ruolo sia come dirigente che come giocatore: Bellentani Roberto (Uff. Estero), Orlandi Marco (Ag. 11 Modena), Alaimo Alessandro e Rocco Francesco (Centro Ausiliario), Palazzi Roberto (Ag. 4 Modena), Vandelli Fabio (Sede Sassuolo), Zoboli Gianni (Finanz.ti Speciali). Roberto Palazzi GENOVA PER PAT Antefatto: il Patrizio Vecchi è andato in pensione e si è trasferito con la moglie a Genova per raggiungere la figlia. Detta così sembra una notizia come tante ma per la sezione calcio del nostro Circolo Dipendenti è una notizia destinata a lasciare il segno; chi è dentro al calcio sa benissimo cosa ha rappresentato Patrizio per tutti noi. Per chi non è dell ambiente rammentiamo che Patrizio era uno del mitico Centro Incassi della nostra Banca, allora ancora Banca Popolare di Modena, degli anni 70 (la sede dell ufficio era ancora in San Carlo) i cui componenti furono tra i principali promotori del Circolo Dipendenti; poiché la sua passione era il calcio sin dall inizio ha seguito la squadra di foot-ball del nostro Circolo, che partecipava allora al Campionato Provinciale FIGC di Terza Categoria, con totale abnegazione aiutando poi successivamente anche la squadra Amatori Uisp sorta negli anni 80. Non è questo il momento di ricordare gli aspetti sportivi di quel periodo (comunque molto positivi) ma il senso di attaccamento ai colori sociali che Patrizio dava a chiunque si affacciasse nel mondo del calcio rispettando comunque gli avversari e gli arbitri senza i quali non ci può essere gioco. Torniamo all antefatto; come saluto Patrizio (chi lo conosce bene sa che sotto una scorza burbera si cela un cuore tenero) due giorni prima della cessazione dal servizio ha mandato una alle filiali senza invece ufficializzare nulla ai suoi ragazzi del calcio. La notizia si è comunque diffusa grazie al passaparola e in febbraio Massimo Maestri, per tanti anni il n.1 della nostra squadra (quando per i giocatori e per gli spettatori i numeri avevano ancora un significato), ha lanciato l idea: facciamo una sorpresa a Patrizio e andiamo a trovarlo a Genova. Il problema era come organizzare la cosa; fortuna ha voluto che Massimo, per un giro di amicizie, venisse a conoscenza del numero di cellulare della figlia che, contattata, ha dato il proprio benestare. L assemblea di marzo della nostra Banca ha poi permesso a Massimo ed ai principali collaboratori dell idea (Bellentani, Benati, Biagioni, Palazzi, Rocco, Zoboli) di contattare direttamente tanti ex-giocatori che si sono dimostrati entusiasti. Il piano stava prendendo forma; mancava a questo punto una visione diretta del posto per prendere gli accordi definitivi che per telefono erano difficili da concordare. E così il 20 aprile una macchina di quattro persone (Maestri, Palazzi, Rocco, Zoboli) ha raggiunto Arenzano per le decisioni finali; presi accordi con il Priore del Santuario del Sacro Cuore di Gesù (che quest anno festeggiava i 100 anni di vita) per utilizzare il locale campetto di calcio, solo per schierarsi in campo ma non certo per giocare, dove secondo i piani Patrizio avrebbe dovuto visionare una squadra di ragazzini che volevano debuttare l anno dopo in campionato con Patrizio come allenatore, con successiva visita al Santuario (che tra l altro vanta, sempre aperto, un Presepe in ceramica veramente notevole) ed un veloce aperitivo prima di trasferirsi sul lungomare per il pranzo all aperto con bella vista sul Mar Ligure e poi pomeriggio con passeggiata al sole. Dopo questo mancava solo di fissare definitivamente la data che diventava quasi obbligata in domenica 18 maggio 2008 tra l assemblea della Banca per approvazione del bilancio e la partenza per le Bancariadi. E così alla prima mattina di domenica 18 maggio una trentina di baldi ex-ragazzi (alcuni con al seguito al moglie) ritrovo al Centro Servizi e partenza per Genova- Arenzano in pulman. A far saltare tutti i piani ben preparati c è sempre una sorpresa; nel nostro caso è stato il tempo che già durante il viaggio di andata ci ha obbligati a cambiare i piani delle soste con scrosci improvvisi ed allucinanti. Tutti si pensava che dopo il Turchino le cose sarebbero cambiate; sì, sono cambiate, ma in peggio con nuvole bassissime e tanta ma tanta acqua. A quel punto sono partite telefonate con la figlia di Patrizio che ha comunque convinto il padre a venire al santuario dicendo che c era una palestra (piccola bugia a fin di bene) dove i bambini avrebbero giocato visto il brutto tempo. Noi intanto, anche per non intralciare i fedeli durante la Messa, ci eravamo rintanati in una piccola serra coperta ma abbiamo purtroppo sbagliato i tempi di trasferimento nei locali dove avremmo dovuto fare la sorpresa e così Patrizio ha incocciato in alcuni dei nostri che non sapendo bene come reagire hanno finto di essere loro a sorprendersi di trovare lì Patrizio e non viceversa anche se tutti noi avevamo una maglietta uguale con lo stemma Genova per Pat e così la sorpresa preparata (uscire sul campo uno ad uno) non c è stata mentre invece la classica foto con il pallone in primo piano l abbiamo poi fatta anche se chi era accovacciato (pochi per la verità) richiedeva tempi veloci di scatto ai fotografi perché le ginocchia e le giunture non erano più quelle di una volta; il tempo passa per tutti, anche per gli exatleti. Patrizio nel frattempo sembrava riuscire a mascherare abbastanza bene la commozione per la sorpresa che ha poi definito bellissima ed imprevista, anche se la prima lacrima iniziava a far capolino alla consegna del pallone autografato da parte di tutti i partecipanti alla gita. Durante la visita al santuario il tempo non migliorava ed, all uscita, ha fatto buoni affari il classico marocchino che per l occasione vendeva ombrelli; saltato per il tempo l aperitivo, che avrebbe dovuto svolgersi nel parco del santuario, ci siamo recati verso il ristorante che per fortuna aveva spazio anche all interno dove la vista invece che sul mare era sulla piscina che trabordava per la tanta acqua che Giove Pluvio riversava dal cielo; alla consegna della targa il successo di un allenatore dipende, spesso, più dalle sue qualità umane e dalla sua capacità di stabilire un rapporto vero con la squadra A PAT un grande allenatore e un leader indimenticabile questo semplice gesto di stima, affetto e riconoscenza I tuoi ragazzi alle lacrime del cielo si sono aggiunte anche quelle di Patrizio e della sua famiglia, nonché di qualcuno dei suoi ragazzi. Al termine del pranzo finalmente la pioggia si era calmata ed uno sprazzo di sole ci ha consentito una camminata fino al molo in modo che tutti potessero scambiare qualche parola con Patrizio ammirando anche la nuova passeggiata costruita sulla vecchia ferrovia a mare (sostituita con un nuovo tracciato a monte) ed il rimorchio che sta ultimando il recupero della petroliera New Haven affondata diversi anni fa. Dopo circa un ora di tregua la pioggia ha deciso di ripresentarsi obbligandoci, nostro malgrado, ad interrompere una bella e felice giornata di rimpatriata tra vecchi amici ed a riprendere la strada di casa. Chissà che non ci siano nuove occasioni di un felice incontro. RobertoPalazzi

10 10 10 BORGOTARO, PARADISO DEI SALITOMANI Lungo la dolce salita che porta al Passo del Brattello, mentre come al solito condanno gli altri a stare al mio passo prudente e condizionato dalla stazza fisica, ci giunge da qualche chilometro più su la telefonata dell amico Gigi, che ha anticipato la partenza di mezz ora, dovendo (ahi lui) conciliare il piacere della bici con il dovere coniugale. E noto a tutti noi quanto le nostre mogli siano maestre nel caricare di sensi di colpa le nostre scappatelle ciclistiche, standosene loro comodamente a casa...ad attendere il nostro auspicabile rientro. Più tardi, nei commenti post-giro, il nostro autista ci sollazzerà producendosi nella divertentissima e realistica imitazione della sua signora, copia conforme quanto a lamenti di quella che tutti noi (ringraziando il Signore) abbiamo: Ma possibile che pensi solo alla bicicletta? C è il giardino da innaffiare, la siepe da tagliare e tu pensi solo alla bici!, sperando di non tradire l identità dell imitatore...e che la vittima non legga questo resoconto. Un altro di noi ci raccontava che la sua cara mogliettina stamane lo aveva salutato incoraggiandolo così: Mi raccomando, se ti fai male non chiamarmi!. Per non parlare dei sotterfugi che dobbiamo adottare per nascondere la bici nuova appena comprata e per camuffare il pagamento del prezioso oggetto, ricorrendo a frazionati e irrintracciabili prelievi in contanti: utilizzare un assegno o un bonifico sarebbe come confessare! Per quanto mi riguarda, io sono molto fortunato: talvolta la mia metà mi accompagna e se occorre mi soccorre (sapete che sto scrivendo sotto minaccia...). Alzi comunque la mano chi esce in bici senza sensi di colpa e con la propria metà compiacente! Ma torniamo al giro di oggi, ancora con base Borgotaro come avviene ormai da alcuni anni e finchè non avrò esplorato tutte le salite della zona. Dopo il Monte Penna, il Penice, lo Zovallo, il Romezzano ed il Tomarlo, il Ghiffi, il Bocco, il Biscia, il Monte Veri ed il Giovà, ne rimane ancora qualcuno e l anno prossimo faremo penso l ultimo giro con Passi di un certo rilievo (Prato delle Femmine, Pelizzone, Pianazze e Colla). Qualcuno conosce queste salite? Tranquilli, vi perdono comunque, non siete i soli. Oggi si inizia appunto con il Brattello (11 km, 953 metri la quota). La giornata è un po grigia: la settimana uscente era stata climaticamente travagliata e quindi fa ancora fresco (18 in pianura). A metà circa della salita incontriamo un vero pellegrino a piedi, che l amico Gigi aveva incontrato dall alto della sua mezz ora di vantaggio: si tratta di un giovanotto sulla sessantina, con zaino super-carico, che intende andare a Roma con le sue sole gambe (come noi tenteremo di fare in bici in tappa unica il 20/6 prossimo con partenza alle 21). Per chi parteciperà all impresa (e oggi due di noi sono proprio qui per allenarsi) è come un un segno propizio. Valichiamo il Brattello sempre nel grigiore, sentendoci un pò in colpa quando notiamo operai che sistemano la strada e noi che invece siamo qui a divertirci. Bortolo, imperturbabile come sempre, inavvertitamente si bagna i piedi in una pozzanghera mentre ci scatta una foto. Di solito non chiede risarcimenti. La discesa che ci porta verso Pontremoli è infinita e piacevole: 20 km di Via Francigena su un asfalto super liscio e ancora un po umido, tanto che talora sbando un po con il posteriore e devo pennellare le curve con giudizio. La bella cittadina toscana è oggi brulicante di persone per il mercato. Schivando auto e bancarelle, imbrocchiamo la strada per Zum Zeri. Un cartello annuncia 24 km di salita, che appare facile all inizio. Sappiamo tuttavia che è meglio non illudersi: nell ultima parte sarà assai più aspra. Giungiamo a Patigno mentre cadono alcune innocue e tiepide gocce di pioggia. Fora Romano e ne approfittiamo per prendere un caffè, che come sempre pago io. La ciarliera gente del bar a cui descriviamo il nostro itinerario nell idioma toscano ci dipinge quello che ci aspetta di lì a poco come un calvario. Il fatto che ovunque siamo e chiunque incontriamo ci si squadri e non ci si conceda fiducia come ciclisti è ormai un classico, che peraltro porta bene. Proseguiamo in quello che diventa un angolo di paradiso naturale: se mi concedete il neologismo, si tratta del garrullo del percorso odierno. Castagni, faggi, acacie, aria fresca e pulita, pascoli di mucche, pecore e cavalli, case in pietra arenaria: questo il paesaggio mozzafiato delle meravigliose valli e aspri colli del Comune di Zeri. Si godono panorami dall orizzonte profondo interrotto da arditi crepacci, nel verde intenso della vegetazione e nei silenzi che solo la media ed alta montagna possono offrire. Come immaginerete le auto sono pressochè inesistenti. La punizione è rappresentata dalle pendenze che il mio perfido strumento quantifica tra il 10 e il 18% per quasi 4 km. Vedo davanti a me (che strano mai una volta dietro) ciclisti che salgono a zig zag, rimpiangendo forse la tripla che non hanno e comunque tutti fanno molta fatica, persino il mio badante di giornata Andrea, che oggi ha deciso di adottare un passo diciamo prudente. A circa 1 o forse 2 km dalla vetta incrociamo e salutiamo Gigi ed il suo amico che sfrecciano, beati loro, in discesa: i maligni si saranno chiesti quanto hanno conservato del loro vantaggio iniziale. Fradici di sudore arriviamo su a Zum Zeri o Passo dei Due Santi (quota 1392) e possiamo aggiungere un altra salita del B.I.G alla nostra collezione di oltre 100 importanti pendii europei. Ci troviamo in un grande piazzale con due rifugi chiusi e notiamo che vi sono anche due impianti da sci. Il luogo ha un suo fascino, se lo immaginiamo d inverno con la neve o d estate con i villeggianti dediti al pic-nic. Mangiamo un panino innaffiato dalla coca cola e scattiamo l inevitabile foto sotto il cartello. C è persino una fontana, il cui getto è piegato dalle raffiche di vento. Notiamo anche che la strada asfaltata ha già la sua naturale prosecuzione (per ora sterrata) che condurrà in un anno o due direttamente giù a Borgotaro: ottima scorciatoia. Noi invece, dopo il cambio della maglietta e indossata l idonea copertura per il freddo, ci buttiamo nella picchiata di nuovo verso Patigno. Lungo la discesa alcuni cavalli al trotto invadono la strada e per poco non ci travolgono, ma siamo ancora abbastanza lucidi da schivarli. Al termine della picchiata imbocchiamo un bivio a destra e ci troviamo a percorrere un altro tratto sperduto ed affascinante, dove dopo ogni curva si materializza una sorpresa, come piccoli santuari, cappellette e maestà, lapidi di battaglie (come quella del Gottero del 45) e borghetti sperduti. L asfalto non è più un biliardo come prima e siamo costretti anche a qualche acrobazia. Giungiamo al bivio dove è collocato il cartello del misconosciuto Passo Calzavitello (quota 896), che si trova sul percorso detto Alta via dei Monti Liguri, che forse un giorno faremo: pensate che inizia dal confine francese (Ventimiglia) e giunge sin qui al confine con l Emilia. Scendiamo tramite una lunghissima discesa di 20 km che conduce a Sesta Godano (Liguria), dove deviamo a destra verso Varese Ligure. Ci toccano 13 km di fastidiosi saliscendi che ritoccano all insù il dislivello del nostro giro, già di per sè ragguardevole. Poco prima del paese inizia a scrosciare acqua vera. Per combinazione fora Romano, per la seconda volta oggi e così ci infiliamo in un garage ad attendere il provvidenziale Pignataro con il furgone. Naturalmente ogni pausa è buona per mangiare e levarsi di dosso la roba bagnata.

11 11 Il pensiero di chiudere qui il giro non ci sfiora neppure: dopo 10 minuti il temporaluccio passa e si vede l occhio del sole. Sfioriamo Varese Ligure senza passare dalla bella piazza e iniziamo subito il Cento Croci: 12 km al 6%. Torniamo oggi per la terza volta a quota metri. La salita, tortuosa ma molto panoramica, di per sè sarebbe quasi una s.a.v. (salita alta velocità), ma la stanchezza affiora dopo 100 km e quindi qualcuno di noi sbuffa un pò. Naturalmente c è anche chi, come Illario,Romano e Mario, non riesce più a trattenere il bisogno di sfogarsi in salita su quest ultimo pendio, consumando tutta l energia del loro inesauribile serbatoio. Bortolo si difende molto bene, nonostante si fosse dichiarato perplesso sulla tenuta alla distanza. Per ultimo (ma guarda un pò) vengo io, con Manzini e Carani a farmi da scudieri. Tuttavia saliamo ai all ora, non male per un brocco. In cima solo Bortolo coglie l onore di una foto sul passo (che peraltro io ho già nella mia collezione dell anno scorso), poi ci buttiamo a capofitto verso la conclusione che ci fa sfiorare i 140 km complessivi, di cui 50 di salita con un dislivello di circa metri. Ottimo allenamento, in vista di Roma, il secondo dopo i 180 di Lizzano e prima del Grande Giro dei 250 che presto tenteremo come ultimo esame di ammissione. Grazie a tutti della presenza e della compagnia, ma in particolare grazie ad Alessandro Pignataro che ci sfama, ci disseta, ci permette di cambiarci/coprirci se occorre, ma soprattutto rende fattibili anche i giri più impervi e minacciati dal maltempo. Speriamo di averlo con noi ancora negli splendidi giri degli anni futuri. Ne ho in mente ancora tanti... Borgotaro, 24/5/2008Gianni Cucconi... e pedalar m'è dolce in questi monti... Chissà cosa mi sta succedendo, ormai sembro più filosofo che ciclista. Forse sto invecchiando o mi sto rendendo conto che i percorsi che traccio sono sempre più al di sopra delle mie possibilità. E tuttavia desidero cimentarmi con tutte le mie forze. Coloro con cui purtroppo mi confronto in tali ardue imprese, visti da dietro non sembrano neppure sfiorati dalla fatica, dal sudore che impregna il corpo affaticato, dai muscoli dolenti e dai polmoni spremuti allo spasimo. Ma la soglia della fatica è molto personale e per qualcuno parrebbe essere quasi un prezzo agrodolce da pagare per l appagamento. Pensate che stia esagerando? Credete che voglia ingigantire ciò che si prova affinché ci possiate concedere la patente da eroe? Non è così, e lo sanno bene quelli di voi che come me hanno sfidato le levatacce, le distanze, le intemperie atmosferiche, le tante salite, i morsi della sete e della fame e l immancabile stanchezza. Tutto ciò è accettabile, in quanto poi veniamo ripagati dal benessere fisico, dal piacere della compagnia, dalla bellezza dei luoghi e dai panorami grandiosi ma effimeri, perché si donano generosi allo sguardo, ma subito si fanno dimenticare, così da spingerci a ripetere questo tipo di esperienza, che lascia tanto all anima da renderla schiava come di un bisogno, una naturalissima e sana ricerca dell eccelso, di sfuggire ogni tanto alla piatta e snervante realtà quotidiana, rassicurante sì, ma anche opaca. Come in un tempo sospeso ed un mondo quasi parallelo, pedalando assaporiamo il gusto di dipendere dal nostro solo corpo, con i suoi limiti ma anche le sue risorse talora inaspettate o nascoste, che occorre coltivare, che a lungo cerchiamo di scovare e che solo qualche raro stato di grazia ci concede. Ma che bello quando ciò accade...e che le foto non bastano mai a spiegare! Infatti occorre partire e mettersi in gioco per capire: c è gloria per tutti, anche per voi se volete. Questa è l emozione, spero palpabile in quello che scrivo, che un viaggio come quello che sto per raccontarvi può suscitare in chi lo vive. Non vorrei sembrare esterofilo e banale, ma dopo averla girata per qualche anno, devo ammettere che la Svizzera, apparentemente fredda nella sua gente, ha la sua essenza nella grandiosità della natura. C è qualcosa che supera le barriere della consuetudine, quella che porta anche l incallito turista all assuefazione da viaggio, all appiattimento delle emozioni. Dopo un po anche un mare cristallino non fa più impressione. Il brivido si ha magari il primo giorno, poi l emozione affievolisce. Quando invece vengo su queste montagne, non smetto mai di stupirmi. E sempre una sorpresa. Ogni dettaglio dipinge un quadro sempre nuovo. Conquistare i passi alpini con le proprie gambe, pedalata dopo pedalata, è ancora più bello. Partiamo da Chiavenna, posta a quota 300 e a 300 km da Modena. Fa caldo anche qui, in questa lingua d Italia lombarda che si incunea tra le aspre pareti montuose delle alpi svizzere, dove alcune cime raggiungono anche i 4000 metri. Il percorso che mi prefiggo e infliggo è ambizioso: due salite da 30 km cadauna ed una più breve ma impegnativa, per un totale di circa 170 km e 3700 metri di dislivello. Iniziamo dal Maloja (o Maloggia in lingua romancia), che inizia con la spumeggiante cascata dell Acqua Fraggia, dove ha parcheggiato il camper Lorenzo Randighieri, reduce dalla Val Pusteria. Lui ha già visto il passo ieri scendendo con il camper e ci avverte che in alto è come lo Stelvio. Forse esagera per spaventarci, ma l odore di strinato dei freni delle auto che incrociamo lungo la stupenda Val Bregaglia non lascia presagire nulla di buono. Sia pure con qualche auto di troppo, percorriamo i 30 km della salita tra cime innevate e ardite, boschi, prati, paesini affascinanti e freschissime fontane, quanto mai numerose e gradite, se come oggi si pedala sotto un sole sfolgorante. Il cielo è di un azzurro che definirei provenzale (chi c è stato sa cosa voglio dire). Non vi sono però pendenze estreme. Dopo aver superato indenni la dogana a Castasegna, abbandoniamo la strada principale a favore di quella storica, costruita dai Romani. Incontriamo un folcloristico gruppo di ciclisti di Castelfranco, che fanno questa sola salita (e a loro basta), assistiti da un furgone sempre pronto a soccorrerli e a rifocillarli con il Lambrusco ed il salame se occorre. Grazie Gianni mi gratifica Michela, Di cosa? chiedo io, Della bellezza di questo giro. Ed è appena cominciato. A quota 1500 inizia il tratto duro ma spettacolare dei tornanti avviluppati su se stessi come le spire di un serpente. Il tratto è di 4 km e superiamo poco più di 300 metri di quota, tra moto indiavolate e turisti che salgono con ogni mezzo a cercare il paradiso dell Engadina, una valle lunga 80 km da cui nasce il fiume Inn e che vanta Saint Moritz tra le sue località più rinomate. Siamo così entrati nel cantone dei Grigioni. Giunti al passo non possiamo che immortalarci sotto il cartello: state sicuri che non ne rimane mai uno indenne dalle nostre foto. Siamo a quota 1.815, l aria odora di pulito e si sta da Dio. Temperatura ideale, grandi montagne come in una cartolina in 3 D: sullo sfondo a destra il Bernina e glaciali laghi turchesi affiancano la strada che conduce a Silvaplana. Qui prendiamo il bivio a sinistra e subito duramente inizia la salita al Julierpass (da 1800 a 2284 in 7 km), affiancati da un torrente cristallino che ci accompagna con le sue acque tranquille incuneandosi tra i prati e le rocce. Michela è sempre più ammirata. Gli altri non si pronunciano, non hanno tempo di emozionarsi, anche perchè il vento spira contrario dall alto del passo. Non mancano le classiche mucche della razza pezzata rossa o bruna alpina che divorano l erba qui certamente assai saporita. Bortolo si occupa di fotografare i fiori di ogni specie, su tutti il rododendro. Al passo Julier tra i tanti non mancano neppure i turisti giapponesi, che se vengono qui significa che siamo nella serie A del turismo montano. La discesa che segue è spettacolare, panoramica, costeggiata da un fiume color smeraldo, che talora bruscamente arriva alle rapide e poi si placa di nuovo. Il colore verde ci circonda e non sappiamo davvero dove guardare: è tutto così bello e non passa quasi nessuno a contaminarlo. Scendiamo quasi ininterrottamente per 35 km e giungiamo a Tiefencastel (850). Qui subiamo uno sgradito imprevisto: uno strappo ardente e carogna ci riporta a quota Poi dobbiamo superare una serie di lunghe e rumorose gallerie e Michela si inquieta molto, anche se siamo dotati di luci posteriori. Scendiamo infine a Thusis (quota 700), pittoresco paesone dove facciamo l unica vera sosta di oggi, dopo 100 km. Chi prende un gelato, chi un dolce: il tutto carissimo. Carani che offre 3 gelati scuce 20 euro, io che mi accontento di una coca ed una fetta di torta solo 5 euro. Un vero affare! In compenso la benzina qui costa 1,20 euro. Beati gli svizzeri, che tra l altro guadagnano il doppio di noi. Riempite per l ennesima volta le borracce in una delle tante fontane, riprendiamo il cammino verso il Passo Splügen, altri 30 km di salita, percorrendo la celebre Via Mala. La Viamala, 4 km a sud di Thusis, è la gola più grande e spettacolare del Canton Grigioni. Pareti rocciose alte fino a 300 m la delimitano in pochi metri di ampiezza. Già in epoca romana, la Viamala era uno dei principali collegamenti nord-sud verso l Italia, ma il suo attraversamento implicava

12 12 12 inevitabilmente grandi pericoli a causa del brigantaggio. Lo stesso Goethe utilizzò questo percorso per venire poi nel nostro paese. Oggi sono ancora visibili i resti della via romana. Diversi ponti attraversano lo stretto crepaccio a 70 m di altezza e offrono una vista impressionante sull acqua spumeggiante. Questo straordinario paesaggio può essere vissuto più da vicino da chi fa canyoning. Solo Bortolo, fotografo di turno, si concede il lusso di fermarsi di tanto in tanto ad ammirare i crepacci, gli anfratti, i ponti sospesi, i dipinti murali. Noi proseguiamo imperterriti. Anche qui incontriamo numerosi turisti che spesso a piedi percorrono tutta la suggestiva strada fino alla località di Andeer, da dove tornano sui loro passi. Una grande passeggiata, non c è che dire. Bortolo rientra e finalmente raggiungiamo il paese di Splügen, quota 1.450, dove ci fermiamo all ennesima fontana, anche perché Michela vuole mettere a bagno i piedi dolenti. Passa un ciclista e gli chiedo se la salita che ci aspetta è dura e lui (italiano) ci chiede da dove veniamo. Da là rispondo io indicando la vallata più in basso, suscitando una risata generale. Subito dopo il paese, la pendenza della salita fa davvero male e non molla per i primi 4 dei 9 km complessivi. Poi spiana un po e mi rilasso, illudendomi che il più sia fatto. Purtroppo subito dopo inizia un tratto rettilineo e micidiale come un coltello affilato. In alto si vede una casa e forse il passo. Io invece lassù credi di vedere anche gli indiani tanto sono cotto. L illusione ottica della casa sul passo colpisce ancora. Finito il rettilineo inizia una spettacolare serie di tornanti (qui davvero sembra lo Stelvio) e io pian piano sento venir meno le forze, mentre gli altri sono galvanizzati dalla vista della prossima fine delle fatiche. Mi sento come Calimero (quelli della mia età forse se lo ricordano) E un ingiustizia però! Sono costretto a fermarmi due volte a sgranocchiare un paio di merendine. Bortolo mi conforta con la sua rassicurante presenza. Dopo una sosta all ultima fontana della serie, riparto e stavolta giungo in cima (quota 2.115), dove c è una stele di pietra come sull Izoard. Foto e via di corsa in discesa perchè è tardissimo. Sono quasi le 18. La discesa fino alla diga di Montespluga è veloce e panoramica, poi percorriamo un tratto angosciante ed esposto allo strapiombo: complimenti all ingegnere, specie per le buie e strette gallerie. Che brividi! Per fortuna che questa strada la percorriamo in discesa! Tranne un rimbalzo a Campodolcino, è tutta una velocissima picchiata di 30 km. Alle 18,30 siamo in albergo. Doccia, panino e birra e poi di corsa a casa, dove prenderemo la classica sgridata: non si torna a casa alle 22,30!!! Ah Gianni, Gianni, fino a quando ti aspetteranno? Hanno (più o meno) aspettato Gianni i seguenti atleti: Benedetto (per l occasione ha lasciato a casa una gamba), Bortolo (sempre davanti nonostante le foto), Carmine (il più allenato di tutti e infatti non l abbiamo mai visto), Lorenzo (quello che non si allena mai... in compagnia) Michela (l unica che ha guardato anche il panorama). Lo scrittore... ritardatario Gianni Cucconi (Chiavenna 5 luglio 2008).

13 13 LA NOTTE CHE ANDAMMO A ROMA IN BICI Motivazioni, determinazione, coraggio, orgoglio, una consistente dose di incoscienza e...mens sana in corpore sano. Questi sono gli ingredienti che occorre mescolare nella scodella del pellegrino per cimentarsi in un viaggio come questo. Una sorta di pellegrinaggio, in cui ci si assumono fatiche e rischi, per sfidare e verificare impietosamente i propri limiti. Ai giorni nostri in realtà la tipologia del pellegrino è sempre più intrecciata e confusa con quella del turista, considerato dai puristi una specie di sottoclasse. In effetti il vero pellegrinaggio sarebbe da consumare a piedi, per dimostrare a sé stessi e alla divinità inseguita la propria forza, la propria devozione, l accettazione della fatica e delle incognite che la meta propone, perché il mondo percorso a piedi ha dimensioni più ampie, suscita pensieri più profondi e riflessioni interiori più laceranti. La percezione della realtà a piedi rallenta in modo quasi insopportabile, mentre in bicicletta è più tollerabile. Ma comunque quanta fatica... Ore 21 del 20/6/2008 Questo ed altro rimuginavo mentre il vicario dell indisposto Don Gregorio ci impartiva la benedizione con tanto di Ave Maria cantata, dinanzi alla Chiesa di San Pietro a Modena. Oltre ai 6 temerari di cui0 vi parlerò a lungo, erano venuti a salutarci famigliari ed amici, che mostravano un apparente tranquillità, ma sotto sotto dovevano essere increduli che, dopo mesi e mesi di annunci velleitari, alla fine gli sciagurati partissero davvero, pedalando alla fioca luce dei fanali e percorrendo infide strade talora sature di traffico. Nei loro volti intuivo il compatimento che si ha verso coloro che è inutile tentare di dissuadere. Vorrei però che vi immedesimaste nella situazione: ci voltiamo per un ultimo frettoloso saluto, siamo in via delle Rimembranze (nome inquietante no?) e l oscurità sta per avvolgerci. Forse un pò emozionati, stentiamo ad accordarci su quale strada prendere per raggiungere la classica ciclabile di Vaciglio, con cui raggiungeremo San Vito. 430 km a Roma. Il professor Pirondini, al nostro caritatevole e premuroso seguito con un Ducato, è intanto già ai ferri corti con un satellitare che lo manda a Castelvetro anzichè a Spilamberto, dove noi pedalatori oscuri transitiamo che è notte. Sudati per l umidità elevata e per il giubbino catarifrangente prudentemente già indossato, superiamo indenni Bazzano, Zola Predosa, Casalecchio e Sasso Marconi, dove l oculato dottor Candeli propone a chi lo desidera di indossare anche i gambali riflettenti. Il nostro meticoloso organizzatore, che si merita l appellativo di Cartina vivente, non ha trascurato nessun dettaglio, avendo concepito e preparato l evento nei minimi particolari già un anno fa. Diciamo che è uno che si mette avanti. Il suo satellitare Garmin ci guiderà senza intoppi fino all esaurimento delle batterie. Scortati dal furgone che ci marca quasi a uomo, finalmente giungiamo al bivio per Castiglion dei Pepoli, di fianco all autostrada per Firenze, dove inizia un eterno falsopiano che da quota 120 si eleva fino a 700 senza pendenze significative: praticamente una S.a.v. di circa 40 km. Il mio terreno... normalmente. Spunta la Luna dal monte intona sporgendosi dal finestrino il nostro brillante e paziente professore al seguito, ricordando un vecchio motivo dei Tazenda. Il plenilunio si manifesta da oltre il crinale a sud intorno alla mezzanotte. Entriamo nel solstizio d estate e un brivido ci coglie quando tutti spegniamo le luci e la strada si fa color argento, con le lucciole tremolanti e sospese come se dal cielo fosse scesa una pioggia di stelle. L atmosfera è surreale e affascinante. Non ricordo di aver mai vissuto un ciclismo così seducente. Ora la mia insicurezza si attenua, anche perchè sento prossima la prima meta, quella del Passo più alto del nostro percorso. Attraversiamo infatti Castiglion de Pepoli, i cui locali notturni sono animatissimi nonostante l ora. Giovani e meno giovani sono alle prese con i loro immancabili rituali del venerdì sera: ridono, bevono e schiamazzano lazzi tipo Guerda chi defizeint in bizicleta, che ci inducono ad allontanarci di gran lena. A distanza di sicurezza Carmine grida loro An nè menga ora d ander a let?. Pedalare di notte rende tutto molto strano. Al valico di Montepiano improvvisiamo una pausa caffè (dal thermos) e qualcuno si cambia la maglietta fradicia di sudore. La temperatura non supera i 14 e nella successiva lunga e filante discesa verso Prato (30 km) i brividi ci inducono a coprirci adeguatamente. Come il direttore artistico della compagnia prevede, passiamo dalla suggestiva piazza di Prato, dove un clochard si è coricato sotto il pulpito esterno (decorato dal Donatello) dello splendido Duomo. Foto di rito e breve pausa. Quello che segue è un momento di smarrimento cartografico, in cui siamo indecisi su che direzione prendere per raggiungere Lastra a Signa. Giriamo un pò a vuoto (sprecando alcuni km), poi azzecchiamo la profumata strada per Ginestra Fiorentina, il cui nome è onomatopeico, tappezzata com è dei dorati fiori tanto cari al Leopardi. Coraggio miei cari lettori: siamo al km 160 e ne mancano 280! Ci sarebbe da spararsi... beati voi che siete chiamati solo a leggere e solo se ne avete voglia! Con la luna ora alta nel cielo e ai primi sintomi dell aurora ci addentriamo in un lunghissimo fondovalle di 20 km che termina con uno strappaccio in località Polvereto: un calvario di un paio di km, con pendenze fino al 18%, le massime di questo itinerario. Proprio ai piedi di questa ostica collina tipicamente toscana, si materializza dal nulla una Fiat Multipla con a bordo una signora che stranamente non ci sorpassa. Tra me e me, estenuato dalla durezza dell inaspettato pendio, brontolo ma chi sarà questa tipa che gira in strade sperdute all alba di sabato mattina!? Si tratta, udite udite, della Concetta, moglie di Ciccio (amico di Giovanni Ottani) il quale tra l altro con la massima naturalezza si sorbisce l intero percorso in Mountain bike. Sì, avete capito bene: 440 km in mountain bike di filato. Naturalmente tale impresa non nasce dal nulla. E un tipo che ne ha fatte di cotte e di crude nel suo passato; è già stato a Roma altre due o tre volte da Modena, ma questa è la prima che tenta il viaggio tutto d un fiato. E di una forza disarmante. Ma con chi sono andato via!!! Come sempre sono il più scarso... Ora il sole inizia a scaldare, sono le 5,30, e così passiamo alla fase diurna del viaggio: finalmente ci strappiamo i paramenti da dosso, via le torce e inizia la tanto sospirata e ripidissima discesa verso Tavarnelle Val di Pesa e poi Poggibonsi. Candeli, cinico come non mai, mi fa notare la prima pietra miliare della Cassia: meno 263 a Roma! Con pazienza ed entusiasmo proseguiamo e osserviamo sopra un colle la splendida fortezza di Monteriggioni che di torri si corona, come Dante la volle citare nel XXXI canto dell Inferno. Raggiungiamo in breve Siena, con circa un ora e mezza di increscioso ritardo sulla tabella di marcia. Piazza del Campo è deserta e piena di cartacce: stanotte devono aver fatto bisboccia. Giovanni e Ciccio compiono un giro del celebre percorso del Palio. Come in un ologramma, ci immaginiamo il mossiere sotto la Torre del Mangia, il canape che si abbassa ed i cavalli adrenalinici che si lanciano al galoppo verso la discesa, le curve e la risalita, con la folla stipata e urlante. La piazza deserta che trasuda ricordi è un altra perla di questo incredibile viaggio. Adesso punto ai 300 e poi si vedrà dico tra me e me. Poco fuori Siena ci imbattiamo in un passaggio a livello dove siamo costretti a fare una sosta: da qui passa il famoso trenino della Val d Orcia, un capolavoro della natura, che regala un panorama da cartolina dovunque lo sguardo si volga. Non per nulla fa parte del Patrimonio dell umanità dell Unesco. Sono ormai le 10 quando terminiamo l ennesima salita di questo tratto assai ondulato che congiunge Buonconvento a San Quirico d Orcia. Il sestetto qui, nei pressi di una galleria, si fraziona in due tronconi. Gigi se ne accorge e mi chiede di fare da passaparola con Carmine, che sta tra i due gruppi. Non basta l uso del suo fischietto, indossato per l occasione: Marco, Ciccio e Giovanni non sentono o fanno finta di non sentire. Hanno un passo troppo diverso. Noi tre facciamo la vecchia Cassia, loro la nuova, in compagnia delle corriere. Ci ricongiungiamo al bivio per Bagno Vignoni (altra celebre località che vi consiglio di venire a visitare, insieme a Pienza, Montalcino e Montepulciano). Ora il sole è alto e noi siamo invece molto bassi di quota. Percorriamo un infinito rettilineo di 10 km con strada larghissima e desolata. Ci aspetta un lontanissimo valico a quota prossima ai 600. Alla nostra destra si staglia il Monte Amiata, antico vulcano spento da ormai anni. Una delle salite più lunghe e belle per conquistarlo parte alla nostra destra: il versante di Pian Castagnaio (22 km). Tra me e Gigi e gli altri si scava un abisso. Io stanchissimo e accaldato, lui in preda ai crampi alle cosce, che da ottimo medico combatte con un pizzico di sale, senza drammatizzare. Quando finalmente scolliniamo, percorriamo una lunga e fresca galleria e mi riprendo un po. I veicoli al seguito ci stanno aspettando ad Acquapendente, 20 km più avanti. Di nuovo in pianura, bruciati dal sole a 40 sempre più dardeggiante. Come un miraggio alla nostra sinistra si materializza un bar in località Ponte di Rigo. Sosta idrica obbligatoria: transitoria per gli altri, definitiva per me. Quando scendo dalla bici mi sento girare

14 14 14 la testa: pressione bassa, colpo di sole? Bevo e prendo un caffè, ma non passa. Mi spavento un po. Che fare? So che il Lazio è lì a pochi km, ma il mio destino oggi ha riservato per me questa sorte. Decido di dire basta, dopo quasi 300 KM e metri di dislivello, come mostra il mio computer di bordo. Chiamo Domenico al cellulare e lo prego di venirmi a ricoverare sul furgone. Mi ritiro e gli altri non vogliono crederci. Non preoccupatevi per me, andate avanti! li incoraggio sebbene dispiaciuto. 140 km alla meta. Le mie gambe non sono stanche, non ho male alla schiena, al collo, a nulla. Avrei solo bisogno di recuperare, ma non c è tempo. Intanto gli altri valorosi proseguono e ci ritroviamo in un Ristorante ad Acquapendente, dove tutti mangiano pasta e bevono birra con la massima naturalezza. Giovanni dice che in fondo si tratta di maltodestrine. Sì, ma un po alcooliche commento io. Le loro gambe ne risentiranno? Ma figurati Alle 14 ripartiamo verso lo stupendo specchio azzurro del Lago di Bolsena, che vediamo dall alto e Carmine esclama il mare, il mare!. Oggi è in stato di grazia, beato lui. La successiva sosta è a Montefiascone (indegnamente nella lista delle salite del Brevetto dello Scalatore), dove il nostro accompagnatore incontra dopo 40 anni un vecchio amico di gioventù, rintracciato per l occasione. Si abbracciano e chissà se sarà sgorgata qualche lacrimuccia, mentre io li guardavo compiaciuto da lontano. L amico ha una bella casa con vista sul lago. Beato lui. Per chi non lo sapesse, questa cittadina etrusca è celebre per la produzione del vino doc EST! EST!! EST!!!, con 6 punti esclamativi, ad imperituro ricordo che in questa città mille anni fa, epoca del Sacro Romano Impero di Enrico V, un esercito invasore trovò di suo gradimento il nettare degli Dei. Poi viene Viterbo, con il suo piccolo Palazzo dei Papi (per onestà non regge il confronto con quello di Avignone), che ospitò tre papi nel 1200, prima che il papato si trasferisse in Francia. Scusate l irriverenza, ma sono rimasto colpito da un aspetto economico della città (e del centro Italia in generale): un tramezzino ed un bicchiere di minerale solo 1,50 euro. A Modena ne avrei dovuti scucire almeno 3. Via di corsa verso Vetralla e poi Sutri, dove ormai la Cassia assume le sembianze di una vera e propria superstrada. Dal veicolo possiamo ammirare la necropoli scavata nel tufo, Il Mitreo e l anfiteatro romano. Poco prima che la Cassia diventi a 2 corsie per senso di marcia, cade Marco Monzani. Non ero presente, ma chi ha assistito lo descrive con raccapriccio. Taccio i dettagli per non dar pensiero a nessuno. Quel che conta è che, pur ricoperto di sbucciature, dopo qualche medicazione inevitabilmente alla buona ad opera del dr. Candeli, il nostro eroe riparte, ben sapendo che mancano ancora 50 km alla fine: i più difficili, anche per il traffico intenso che li caratterizzerà. Ma a quanto pare ciò spaventa più me che loro. Dal furgone Domenico ed io ammiriamo i 5 pedalatori rimasti ed ogni tanto ci fermiamo ad aspettarli o li seguiamo da vicino: così li proteggiamo dalle auto e potremmo soccorrerli al bisogno, anche solo per fornire loro acqua, così gradita dato il caldo estremo (34 ). E siamo così all ultima parte del metro e mezzo della cartina (per i palati fini possiamo definirla peutingeriana ), che ormai abbiamo sfogliato per intero. Passiamo l Olgiata, località tristemente nota per l assassinio nel 91 della contessa Filo della Torre. Si susseguono senza tregua strappi lunghi e rettilinei (ne avrò contati una dozzina almeno), che devono essere coltellate per i muscoli delle gambe. Roma si intravvede sullo sfondo ma si fa assai desiderare, come la casina bianca dello Stelvio negli ultimi incredibili e interminabili tornanti. La Cassia ritorna a due sole corsie (il che ora è peggio in quanto le auto sono incolonnate) e ormai ci sono le classiche code, preludio dell ingresso ad ogni grande città. Siamo alla cosiddetta Storta e mancano 17 interminabili e bollenti km, come da Modena a Carpi. Ad un certo punto inizia Via Trionfale, il cui nome infonde morale alla truppa. Noi motorizzati raggiungiamo l albergo per altra strada, di fianco alle mura di destra del Vaticano. So che io non proverò l emozione di essere arrivato con le mie gambe alla piazza più bella, ambita e famosa del Mondo, ma mi faccio forza e quasi di corsa raggiungo i trionfatori dell ad ogni costo. Carmine e Gigi mi avevano pregato di portare con me in Piazza due sportine. Una sorpresa? Entro dal colonnato del Bernini ed ecco la Basilica e la piazza. Li vedo: avranno pianto?, un minimo di commozione?, avranno baciato i sanpietrini? Non so, forse è un emozione tutta interiore e non posso giudicare. Gigi mi confessa che ha avuto un brivido di soddisfazione. Marco è acciaccato e comprensibilmente serio. Carmine è in vena di scherzare e Giovanni e Ciccio hanno la faccia di due che hanno appena raggiunto Puianello. So che in realtà sono tutti stanchissimi, ma l adrenalina è ancora abbondante (crolleranno di sonno durante la cena, me e Domenico compresi). Naturalmente hanno già tutti telefonato per tranquillizzare le famiglie a casa. Intanto Gigi prestigiatore estrae a sorpresa dal cilindro una bottiglia di fresco spumante Ferrari che tracanniamo dai calici. Carmine invece aveva preparato una dedica scritta per me in uno striscione verniciato con lo spray, come l anno scorso ad Assisi, ma oggi non è giornata Meglio riporre tutto nel dimenticatoio. Gigi riesce anche a convincere un vescovo di passaggio ad impartirci la sua benedizione. Non vorrei fare la foto con loro, non sono degno, ma mi obbligano. Così almeno nelle immagini ci sarò anch io, quando ne parleremo tra vent anni. Ma vi confesso che sono disperato: esisteranno imprese ancora più oltre di questa? Roma, 21/6/2008 Gianni Cucconi

15 15 T U R I S M O Tu vo fa l'americano... QUARANTADUE ARDITI SONO PARTITI 27 maggio - 7 giugno 2008: New York, San Francisco, Las Vegas e i Grandi Parchi Se una veggente mi avesse predetto:..dopo i sessant anni di età sorvolerai in elicottero il Grand Canyon, in Arizona.., le avrei sghignazzato in faccia senza riguardo. E invece... Nando l inarrestabile ci ha proposto un viaggio talmente ambizioso e stuzzicante che molti di noi, seppur non più giovanissimi, hanno aderito con entusiasmo. La nostra armata Brancaleone (chi viaggiatore scafato e chi addirittura al primo volo) si è dunque imbarcata a Milano-Malpensa per il New York- J.F.K. airport col piglio di chi nulla teme e va - letteralmente - alla scoperta dell America. Una guida di nome Sante Scardillo (evidente il luogo di origine, ma nato e vissuto a Milano, poi cittadino Newyorchese da parecchi anni) ci accompagnerà con la sua notevole cultura e profonda conoscenza degli U.S.A., arricchendo la nostra esperienza di stimoli e suggerimenti preziosi. L America ci accoglie come immaginavo, coi suoi funzionari un po rudi alla dogana dell aeroporto, i moduli da compilare, le impronte digitali e cose simili. Ma appena giunti sull isola di Manhattan, abbracciata dal fiume Hudson e dall East River, dimenticato quel primo impatto un po acre, scopriamo la Grande Mela per quello che è: una città unica al mondo, una meravigliosa bolgia in movimento dove tutto accade e finisce per ricominciare subito dopo...un avamposto dell umanità, un luogo che pare voler sperimentare per primo tutto il futuro possibile. Alloggiamo in un punto strategico, sulla 45ª, intersezione con l 8ª Avenue, zona dei Teatri. Dopo una prima presa di confidenza coi grattacieli che ci sovrastano ovunque e con i ritmi frenetici che si respirano, tutti scopriamo quanto sia facile camminarci; il perfetto, simmetrico reticolo di street e avenue la rende accessibile anche ai più titubanti. Ma eccoci al Bubba Gump Restaurant (Broadway, walking distance dall hotel). Realizzo che (scherzi di fuso ) siamo di fatto svegli da ventiquattro ore. Tra giovani cameriere obese, ingurgitiamo bicchieroni di ghiaccio e Coca Cola, spazzoliamo enormi bistecche e dolci affogati nella panna. Tutta salute! Finalmente a dormire, con l aria condizionata a manetta e rigorosamente non regolabile, ma che importa? Teniamo duro, ormai convinti che chi sopravviverà a tutto questo, vivrà poi in eterno. All indomani, un bel giro in pullman. Central Park sboccia inaspettatamente tra i grattacieli come un oasi fresca ed immensa, tra laghetti, ponticelli e una rigogliosa vegetazione, dove tutti fanno jogging, o dormicchiano, o pensano ai propri casi. Quello è l appartamentino di Pavarotti... e questo è l umile palazzo dove viveva John Lennon, e quello è l angolo dove lo hanno... Sfioriamo i più famosi grattacieli così diversi eppure così ben integrati fra loro, di cui Sante ci racconta tutto... E dopo il rompete le righe ci facciamo arditi, attraversiamo incroci quasi con spavalderia, ci facciamo scarrozzare in taxi con inaspettata disinvoltura. La 5a strada ce la beviamo in un sorso, osiamo entrare da Tiffany (senza farci colazione, però) e ci facciamo riprendere davanti a quei favolosi negozi dal nome altisonante... Gustosa l esperienza al ristorante giapponese Benihana (56a st. e 6a Av). Cuochi dagli occhi a mandorla, sotto al gran cappello da chef, tra inchini e battute in lingua di cui ci sfugge il più profondo significato, armeggiano come giocolieri sulla grande piastra servendoci porzioni millimetricamente identiche di bocconcini di pesce e verdure... Resteremo profondamente affumicati per giorni e notti. Oggi ci spostiamo verso Lower Manhattan per raggiungere Battery Park. Lungo il percorso, comodamente seduti, possiamo sbirciare su Union Square, il Greenwich Village, Little Italy, China Town, il World Financial Centre...Una sosta è d obbligo al World Trade Center. Saliamo la scalinata, tra altissime palme, fino alla vetrata che ci blocca ed ad un tempo ci invita a meditare al cospetto di quella voragine al posto delle Twin Towers...Fervono i lavori e osservare tutto quel trambusto pieno di promesse, attenua il senso di angoscia che quel vuoto ispira... a Battery Park, dopo accurate formalità (perquisiti e ben scannerizzati, come in aeroporto) ci affacciamo sulla baia di Hudson. Già intravvediamo Ellis Island e, laggiù, la Statua della Libertà. Mitica: la bersagliamo di scatti mentre il battello stracolmo di gente di ogni colore le si avvicina lentamente... Trascorreremo qui un po di ore ad ammirare la statua da ogni angolo, con un pizzico di rimpianto perché, per intuibili motivi, non è più possibile salire fino lassù... Broadway, tra la 44a e la 43a, cena all Hard Rock Cafè. L atmosfera è rock che più rock non si potrebbe. Il cibo passa subito in secondo piano... ora sappiamo veramente cosa è un maxischermo, cosa sono i decibel che ti scuotono i timpani. Mentre i video più belli delle stelle del rock si alternano senza interruzione, ci diamo da fare con le fotocamere tra cimeli imperdibili (le chitarre di Ringo Starr e John Lennon, per esempio) e ci abbandoniamo a sfrenati acquisti nello store annesso e ricolmo di magliette, tutte sul tema, ovviamente. La serata non vuole morire. Appena fuori, scopriamo (incredibile ma vero) che lo smog qui non esiste: la presenza dell oceano, vicinissimo, regala una brezza costante che fa da...spazzino! Tiriamo tardi, tra le insegne e le pubblicità gigantesche sui grattacieli di Times Square e dintorni. Facciamo il pieno di sensazioni, che vorremmo tutti infilare in valigia, se solo fosse possibile... E l ultima mattinata libera, prima di ripartire. Non posso certo farmi mancare il Top of the Rock, ossia la vista di tutta Manhattan dalla sommità del grattacielo del Rockfeller Centre. Pochi secondi su di un tecnologicissimo lift per salire, senza quasi avvertirlo, un numero incredibile di piani. Che vista, ragazzi! E fantastico riconoscere da lassù il rettangolo di Central Park, la guglia dell Empire e tutti gli incredibili edifici della metro-

16 16 T U R I S M O 16 poli. Un ultimo sguardo e poi via, tutti a richiudere le valigie. Un volo di sette ore verso l altra costa, sul Pacifico, e un cambio di fuso orario di altre tre ore, ci lascia quasi indifferenti. Sui cieli rosso fuoco di San Francisco, un po di nervosismo trapela per quel permesso al landing che non arriva mai e, quando arriva, si scende a tutta birra. Forti raffiche di vento ci regalano un atterraggio da dimenticare. Ma fa niente. Bello e confortevole il Whitcomb Hotel in Market Street, coi suoi lettoni alti, tanto spazio e lo stile un po retrò. Finalmente una buona dormita. Affascinante la città di San Francisco, sulla grande baia che si chiude a chele di granchio imprigionando l isoletta su cui sorge la fortezza di Alcatraz... Oltre la baia, l oceano; alle spalle, una città che si arrampica sulla collina, con le strade a dossi come lunghe onde, i bei palazzi in stile inglese, i quartieri residenziali tra il verde curato. Sante, la guida, ci accompagna verso il centro della città, ci dà qualche dritta ma ci stimola (è questo che mi piace di lui) a camminarcela secondo il nostro istinto, a scoprirla seguendo i nostri gusti. Grattacieli importanti tentano di farla somigliare a una grande metropoli, ma invano. Lo stile di vita quasi flemmatico, le atmosfere che si respirano, sono l esatto contrario di ciò che abbiamo lasciato a New York. Il gruppo si sgrana tra Lombard Street, Union Square, China Town e Fischerman s Wharf: è qui che indugiamo più volentieri, sfiorando l imbarcadero, tra negozi di souvenir, caffè e localini da cui esce buona musica e profumo di torte. Mentre sostiamo ad ascoltare un artista di strada che soffia nel sax dell ottimo jazz, vecchi tram coloratissimi passano a velocità minima. C è una lunga fila di banchetti gastronomici dove servono di tutto tra fumi e odori mischiati... scegliamo una fresca insalata di polpa di granchio gigante e completiamo con birra ghiacciata. Un chitarrista nero mi lancia l esca:...ciao, paisà... Abbocco subito, con lauta offerta libera e chiacchiere a gogò... ama l Italia, ha incontrato Pavarotti e abbracciato Schumacher a Maranello e mi mostra le foto a riprova... Per chiudere in bellezza, suona e canta solo per me. Il pullman ci porta a Sausalito. Attraversiamo il Golden Gate... là di fronte, ecco Oakland e la baia ci appare in tutta la sua bellezza anche da questa prospettiva. La sera ci attende una cena raffinata al ristorante panoramico Franciscan Crab - Pier 43 e mezzo. Siamo di nuovo a Fischerman s Wharf. Ci godiamo ancora la baia che piano piano si accende di mille luci e non è meno bella che di giorno; trangugio ottimo vino bianco e intraprendo una lotta all ultima chela con un crab che deborda dal piatto e che alla fine mi concede la sua polpa gustosa. Meno male che un cameriere impeccabile mi aveva annodato al collo un prudenziale bavaglione! Lasciamo a malincuore San Francisco, consapevoli che ora l avventura si fa dura. Sante la guida e Pablo, simpatico e baffuto autista salvadoregno, ci guideranno per parecchie centinaia di chilometri al giorno attraverso la California, il Nevada, lo Utah e l Arizona, tra rocce altissime e deserti, alla scoperta dei Grandi Parchi. Ci inoltriamo nella Sierra Nevada, l immensa catena montuosa che si estende lungo la parte orientale della California. Abbigliati a cipolla, in una alternanza di canottiere e giacche a vento, passeremo da valli infuocate ad altitudini fino a tremila metri con neve e vento. E qui, nella grande Sierra sconfinata che lo Yosemite National Park si estende per circa tremila chilometri quadrati, regalandoci paesaggi fantastici e tra loro molto diversificati. Nella valle si trovano varie foreste di sequoia gigante. Dopo una camminata di media difficoltà, tra scoiattoli e profumi di resine, ne raggiungiamo alcune a Toulumne Grove: bocca aperta e naso all insù. Fortunatamente, orsi, puma e coyote hanno deciso di non infierire sul nostro gruppo e, per ora, se ne restano nascosti. Ed ecco le imponenti formazioni di granito che un ghiacciaio, avanzando lungo il canyon del fiume Merced ed erodendo le parti meno resistenti, ha lasciato sul suo cammino durato milioni di anni: El Capitan, Cathedral Rock, Sentinel Rock... Sulle ripide pareti, cascate tra le più alte del mondo. Siamo nel periodo di massima portata e le Yosemite Falls esibiscono il loro spettacolare salto di 739 metri... non meno belle le Bridaveil Falls (il velo della sposa ) con i loro 189 metri, e molte altre che si possono avvistare lungo i tanti percorsi possibili, di ogni lunghezza e difficoltà...ma ci vorrebbero almeno un paio di settimane...dobbiamo lasciare il Parco. Ci attende, tra panorami di rocce innevate e foreste di conifere, Mammoth Lake. Alloggiamo al Mammoth Mountain Inn, una sorta di enorme baita, calda ed accogliente, col camino acceso nel bel salone pieno di atmosfera. E si mangia bene! Fuori, impianti di risalita e tracce di neve recente. E una mattina fredda e ventosa; lasciamo questo luogo ben coperti e incappucciati ma, come ci raccomanda Sante, vestiti a strati, perché ci attende una interminabile discesa nella Death Valley e affronteremo una escursione termica pazzesca! La Valle della Morte: un nome, un luogo pieno di suggestione. In un arco di tempo enorme (quasi quanto la vita della terra) materiali rocciosi vi sono stati depositati dal vento, dall acqua, dai vulcani; terremoti e corrugamenti della crosta terrestre hanno formato la valle come oggi la vediamo, circondata e chiusa da una corona, che appare insormontabile, di picchi colorati dall ocra all arancione... E il punto più caldo del Nord America, coi suoi 47/50 gradi in luglio (noi ne assaggeremo soltanto 42/44) e cinque centimetri di pioggia all anno... Ciò nonostante qui vivono molte specie animali e ben oltre novecento specie di piante. Alcune di loro, per adattarsi all asprezza dell ambiente, sviluppano radici che penetrano il sottosuolo per oltre quindici metri; altre invece le allungano appena sotto la superficie, estendendole in ogni direzione. La presenza di tantissimi altri stupefacenti fenomeni di adattamento del regno animale e vegetale (mia grande passione) mi rendono molto doloroso rinunciare a soffermarmi quanto vorrei in questo mondo così denso di contrasti e meraviglie e che è, per davvero, l opposto del suo nome!... In questa aria così tersa, le distanze sono ingannevoli. Nelle brevi soste, ci allontaniamo con molta prudenza, alquanto impressionati dalle temperature. Sostiamo in uno dei quattro ristori del parco nonché Centro Visitatori, Furnace Creek Ranch. La temperatura artificiale all interno dei locali è pressoché glaciale e così, rabbrividendo, sciarpina sul collo, ingoiamo un pasto frugale e incellofanato. Bibita

17 17 T U R I S M O soft e quintali di ghiaccio completano l opera demolitoria del nostro stomaco. Lungo la strada che da qui attraversa la pittoresca regione del Furnace Creek Wash, sostiamo al mitico Zabriskie Point (reso famoso dal film di Michelangelo Antonioni). Qui le rocce sono più chiare, basse e levigate ed esprimono una sintesi di indescrivibile desolazione. Per raggiungere il punto più favorevole alla vista, camminiamo per un breve tratto. La luce è abbacinante. La temperatura, al limite delle nostre possibilità. Sante ci coccola e ci raccomanda: Copritevi il capo, sostate brevemente, bevete, bevete... La mia camerina digitale è rovente ma si sforza di catturare la magia di questo luogo. E via, si riparte. Aria condizionata al massimo del massimo, guance rosso fuoco per via del contrasto, facce da panico. Cavolo, chi me l ha fatto fare? Ma è solo un attimo. Rocce, deserto, lingue pianeggianti con poca vegetazione, qualche ranch col bestiame al pascolo. La strada è sempre dritta e alcuni di noi dormicchiano.rari cartelli tra cui uno: benvenuti in Utah. Ancora rocce e deserto, poi una inattesa periferia di case anonime e basse per chilometri e chilometri... all improvviso, palme giganti e alberghi mastodontici in un vortice di luci... è Las Vegas, sbocciata nel nulla come un fiore esotico per sorprenderci tutti. Nutro la più viscerale avversione per tutto ciò che è gioco e azzardo, quindi... non ne parlerò con particolare entusiasmo. Ho ancora nella mente sguardi di croupier esperti che scandagliano le sale alla ricerca di polli da spennare, mentre formose signorine con scritto in fronte non è gratis, propongono assistenza a chi ne avesse bisogno.centinaia di slot tintinnano e ammiccano e molti ne nutrono i ventri ingenerosi che introitano senza mai restituire nulla. Follia pura! Mi limito a guardare, con diffidenza inamovibile, questo monumento alla finzione, dove la Tour Eiffel, il Ponte di Rialto, il Colosseo, tra altissime colonne doriche e ioniche, cieli di cartapesta così infiniti da sembrare veri, convivono in un delirio di cattivo gusto e spreco di megawatt. Ma... a giudicare da quanta gente c è questo è, per i più, un vero paradiso. Si, devo ammettere che la cena al Planet Hollywood Restaurant (all interno del mitico Caesar Palace) mi è piaciuta un sacco, con quella carne squisita e i camerieri efficientissimi, quelle immense pareti su cui proiettavano le scene più belle dei grandi film, quelle bacheche ricolme di fantastici cimeli come la colt di John Waine in Ombre rosse, il giacchino di Kevin Costner in Balla coi lupi e via di questo passo. E quando ho alzato casualmente gli occhi al soffitto e ho visto un Silvester Stallone (grandezza naturale, completamente nudo) che mi fissava con concupiscenza... ho riso fino a piangere!! Il crescendo di emozioni che questo viaggio quasi ci infligge, ci sta un po sfiancando dal punto di vista emotivo. Appena superati i turbamenti vissuti nella Death Valley, eccoci allo Zion National Park, il più visitato dello Utah. Panorami tra i più spettacolari della terra, che il fiume Virgin e i suoi affluenti hanno lentamente creato, si aprono davanti a noi: profondi canyon di arenaria, enormi torrioni rocciosi, cascate di smeraldo. Scorrono davanti a noi immensi strati orizzontali di granito e calcare dai colori in continuo mutamento, dal bianco al rosso fuoco.ma purtroppo nè le parole nè le immagini dei nostri scatti saranno capaci di rendere l idea. Senza quasi accorgercene, eccoci nell altipiano del Paunsaugunt...siamo nel Bryce Canyon, un vero gioiello, credo indimenticabile perché profondamente diverso dagli altri. In un caleidoscopio di colori, la vista delle sue formazioni che sembrano un ricamo pietrificato (in particolare l anfiteatro ) ci resterà per sempre nel cuore. Mi sveno per comprare libri, poster e cartoline, nell illusione di portare a casa un ricordo più preciso. La giornata ci ha spremuto non poche energie. Al tramonto, eccoci a Kanab, accolti nel caratteristico Hotel Perry Lodge, con spartane stanzette al piano terreno contraddistinte dal nome dei personaggi famosi (per lo più attori) che vi hanno dormito.ci viene servita una cena che non dimenticheremo (cucina Mormone). Cito un pollo con polpette di pollo dal nome, aspetto e sapore a dir poco inquietanti. Proviamo a tirar tardi per berci sù qualcosa, ma i locali

18 18 T U R I S M O 18 stanno chiudendo... ci consoliamo con chiacchiere e foto assieme allo sceriffo, dotato perfino di cinturone e pistola che però, dice lui, è assolutamente scarica. Un nuovo giorno è incominciato. Puntiamo sulla mitica Monument Valley. Lungo il percorso verso Page, sostiamo al Lake Powell, un enorme lago artificiale con ben tremila chilometri di coste, formatosi con la costruzione della diga Glen sul fiume Colorado. E possibile navigarlo con ogni tipo di natanti, perfino noleggiare houseboats. Conigli selvatici saltellano sulla riva. Il contrasto tra le sue acque blu intenso e le rocce rosate dei canyon allagati, ne fa un luogo davvero attraente. Varchiamo il confine che ci porta in Arizona. Chilometri senza tempo e senza fine scorrono di là dal finestrino. Come la maggior parte di questi territori, qui è piena riserva indiana. Sante ci parla un poco dei Navajo, della loro completa integrazione, ma anche del loro basso livello di benessere. Chi può, integra le modeste risorse di una agricoltura ad uso proprio con attività connesse al turismo. Molto legati al loro passato e alle tradizioni degli antenati, mantengono l abitudine di dipingere un pezzetto delle loro casette (una porta, un tetto) di colore azzurro, il colore della vita e della positività che tiene lontani gli spiriti maligni...una improvvisa tempesta di sabbia ci avvolge e ci rende piuttosto taciturni. Alcuni si chiedono: cosa succede da queste parti ad un pullman con motore fuori uso causa sabbia in mezzo al deserto? Altri: cosa vede esattamente davanti a sè l autista Pablo in questo momento e perché non rallenta? Ma io indosso una maglietta azzurra e così... la tempesta di sabbia sfuma verso le montagne. Sulla linea dell orizzonte incominciano a stagliarsi i profili delle imponenti formazioni monolitiche della Monument Valley. E uno scenario stupendo. Sapere che è stato teatro della maggior parte dei film western della nostra giovinezza ce lo rende ancora più fascinoso... Alcuni Navajo dai modi semplici e gradevoli ci portano, con un paio di sgangheratissimi pulmini, su di un accidentato percorso che ci farà ammirare più da vicino, in un tripudio di sobbalzi, vento e sabbia, quelle famose e bizzarre figure (o monumenti ) come le tre sorelle, i guanti, l elefante... Ognuno di noi si diverte a ribattezzarle secondo la propria fantasia. La nostra driver Navajo, incitata dalle nostre grida (che qualche granello di sabbia ci si sia insinuato nel cervello??) si produce in un sorpasso alquanto azzardato dell altro pulmino che smarmitta paurosamente. Scopriremo che è rimasto in panne, tra una ennesima tempesta di sabbia e qualche attimo di strizza. I nostri amici, prontamente recuperati, appaiono un po meno divertiti di noi. Stemperiamo il nervosismo facendo man bassa di deliziosi monili di piume, perline colorate e manufatti vari che donne Navajo, composte e sorridenti,

19 19 T U R I S M O espongono sulle bancarelle e nelle baracchine. Si direbbe che fare acquisti in un luogo così suggestivo, favorisca ed acceleri alquanto il fenomeno di evaporazione dei nostri dollari... Piacevolmente esausti, apprendiamo - quasi con timore - che si profila per le prossime ore la più intensa esperienza di tutto il viaggio: il sorvolo in elicottero del Grand Canyon, che stiamo per raggiungere. Sul pullman un esilarante sorteggio con bigliettini numerati e commissione di vigilanza stabilisce chi di noi salirà sugli elicotteri con finestrino grande o molto grande. Ma ecco che arriva una perturbazione che ci fa dubitare... si volerà? Mettiamo le mani avanti ammirando il panorama dall altissima Torre: in posizione strategica, scale a spirale, terrazzi intermedi e pertugi vari da cui ammirare buona parte del Grand Canyon, drammatico più che mai tra le nuvole scure e incombenti. Alle pareti della Torre, oggetti e dipinti simbolici Navajo. Al piano terreno, l immancabile fornitissimo store infierisce senza pietà sulle nostre carte di credito e rimasugli di dollari... Durante la notte le nubi si scaricano e il vento si placa. Dunque... si vola! La lunga fila di elicotteri del Papillon Grand Canyon Center, carica e scarica i turisti con ritmi da catena di montaggio. Attendiamo il nostro turno in un clima di totale efficienza, dove perfino i bagni (rest- rooms) sono numerosi e - affatto casualmente - vicinissimi alle piste di decollo. Veniamo monitorati (passaporti inclusi) e pesati (per distribuirci a ragion veduta sui posti dell elicottero). Scandiscono i nostri nomi in una sorta di chiamata alle armi e, dopo averci allacciato le cinture, mandano in cuffia una musica struggente e solenne che amplifica - come se ce ne fosse bisogno - le nostre sensazioni. Ora che il papillon si è alzato in volo, possiamo finalmente sprofondare lo sguardo e l anima in questo luogo indescrivibile... Tra i baratri immensi si intravede ogni tanto il nastro blu del fiume Colorado. La maestosità del Grand Canyon, il senso di eternità che esprime, inducono ad un confronto (magari inconsapevole) con la nostra breve esistenza. Tutti, credo, siamo stati sfiorati da simili pensieri e da un certo turbamento. Nello scendere dall elicottero ostentiamo disinvoltura, ma... Il nostro pullman punta verso il sud dell Arizona. Raggiungiamo Flagstaff e poi giù, verso la mitica Sedona, circondata dalle rocce rosse dell Oak Creek Canyon, altro spettacolare set di tante pellicole famose...si viaggia a velocità costante attraverso il deserto e non ci facciamo mancare una breve visita al suggestivo Castello di Montezuma, oggi monumento nazionale, incastonato lassù in alto, nelle rocce. Un tempo lo si ritenne costruito e abitato dal re azteco Montezuma, ma poi si scoprì che non era affatto vero, tuttavia il nome rimase. Si sa invece che, tra il 1100 ed il 1400, fu abitato dal popolo Sinagua (da sine agua ) insediati qui, nella regione della Verde Valley. L enorme antro scavato dal Rio Verde, fu via via trasformato in abitazione, fino a comprendere cinque livelli di stanze, ora non più visitabili per preservarle dalla rovina. La storia affascinante di questo luogo (e dintorni), misteriosamente abbandonato dai suoi abitanti intorno al 1400, merita un approfondimento che farò quanto prima con l aiuto delle belle pubblicazioni che ho scovato a piccoli prezzi nel punto assistenza visitatori. Ci dirigiamo su Phoenix, in origine piccola cittadina sorta nel deserto come luogo di villeggiatura per anziani, per il suo clima caldo e secco. Si è poi ampliata in tante città satellite grazie alla esplosione di una fiorente industria elettronica ed elettrospaziale. Lungo il tragitto, intere distese di enormi saguari ( cactus, per noi) deliziano la nostra vista. Le loro sagome inconfondibili si stagliano all orizzonte... Quando una di queste piante ha sviluppato sul tronco almeno un braccio, significa che ha più di settanta anni! Quanti anni avrà allora l esemplare alto una quindicina di metri e tantissimi bracci, accanto al quale tutti ci facciamo fotografare? (Sbaglio o Saguaro è anche il nome dell agenzia di viaggi e miraggi che ci ha organizzato questa avventura? Quando si dice il destino...) Sostiamo a Scottsdale, un quartiere elegante ad alta densità di alberghi e strutture sportive. Ceniamo, in un ambiente raffinato e all insegna del buon cibo, presso il ristorante dell hotel dove pernotteremo: The Scottsdale Hotel. E ormai mezzanotte. Domattina alle 6,30 parte il nostro volo da Phoenix per Atlanta. Riuscite ad immaginare a che ora sarà la sveglia? Presto, molto presto. All aeroporto di Phoenix, baci e abbracci e speriamo di rivederci a Sante, l angelo custode che ci ha assistiti e sopportati stoicamente in tutti questi giorni. Voliamo in poche ore ad Atlanta, il più grande e trafficato aeroporto del mondo. Mamma mia, il nostro gate è distante parecchi chilometri...un attimo di smarrimento e poi ecco un treno velocissimo che risolverà il nostro problema. Un bestione della Delta airlines ci ingoia e già sentiamo profumo di casa. In sole nove ore di volo, eccoci arrivati, felici e un poco stralunati. Il fuso si fa sentire... Per smaltire questa splendida ma intensa avventura, abbiamo tutti bisogno di una pausa. Ma...che non sia troppo lunga perché, Nando, come tu ben sai, anche in fatto di viaggi, l appetito vien mangiando! CarlaGhermandi

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